Le foto del giorno – Royals on the road

La foto di oggi è quella… che non c’è. Ebbene sì, perché giunge la notizia che Rob Lowe, noto attore belloccio con villa d’ordinanza a Montecito, chiacchierando con James Corden nel suo show ha affermato di aver visto il Principe Harry, suo vicino di casa, con i capelli legati in una coda di cavallo. Da più parti è già arrivata la smentita, ma concediamoci di alleggerire un attimo la cupezza di questi giorni; e dato che Lady Violet è totalmente incapace di creare o manipolare immagini, ecco a voi come il Sun immagina il più celebre dei gingerboys in questa inedita versione.

La cupezza ahimé torna subito con la brutta avventura vissuta ieri pomeriggio da Re Philippe dei Belgi. Lasciato il Palazzo Reale intorno alle 17.45 – evidentemente anche i sovrani hanno orari lavorativi piuttosto impiegatizi – sulla via del ritorno verso la sua residenza, lo château de Laeken, la sua vettura, una Mercedes nera contrassegnata dalla targa numero 1 (e dunque riconoscibilissima) è finita nel bel mezzo di una violenta manifestazione.

Alcune centinaia di manifestanti protestavano lanciando pietre contro la polizia, accusata di avere causato la morte di un immigrato di 23 anni deceduto alcune ore dopo essere stato arrestato. Il povero Philippe s’è trovato in mezzo agli scontri, letteralmente a un tiro di sasso, e non è chiaro se la sua automobile sia stata colpita; per fortuna il sovrano è riuscito ad allontanarsi rapidamente, indenne.

Al povero Philippe non tocca neanche il primato di un episodio del genere: una decina di anni fa – esattamente la sera del 9 dicembre 2010, il Principe di Galles e la Duchessa sua moglie stavano raggiungendo il London Palladium Theatre per l’annuale Royal Variety Performance quando si ritrovarono in mezzo ai manifestanti che protestavano contro l’aumento delle tasse universitarie deciso dal governo conservatore. La Rolls Royce dei futuri sovrani fu attaccata, scossa, presa a calci e colpita da bombe piene di vernice; le immagini mostrarono Camilla terrorizzata e l’auto piuttosto malconcia. E andò ancora bene, perché secondo il capo della Polizia qualcuno avrebbe anche potuto anche sparare.

Merry Christmas!

Che Natale sarebbe senza gli auguri dei regnanti e delle loro famiglie? Anche quest’anno la tradizione si è ripetuta e un bel numero di foto ha rallegrato il web; naturalmente avvantaggiati coloro dotati di bambini, che fanno sempre tenerezza e allegria. In pole position c’è senz’altro il paciocconissimo Charles del Lussemburgo, che con la sua nascita il 10 maggio ha portato luce e speranza, come tutti i piccoli nati in quest’anno complicato.

Deliziosi come sempre i Cambridge, down-to-earth il giusto – hanno posato addirittura in una legnaia – ma ben lontani dall’essere (o dal sembrare) dimessi.

Cosa che non è riuscita appieno ai reali belgi, belli e sorridenti, con la piccola Eléonore assai cresciuta, che hanno scelto un look molto sobrio, quasi impiegatizio. Non è che ci aspettassimo i maglioni con le renne, ma insomma…

Tinte neutre anche per Leonor e Sofía, ma tanto sono loro a splendere, e va bene così. La fotografia è stata scattata qualche mese fa in occasione del Premio Princesa de Asturias 2020; alle due fanciulle il compito di chiudere un anno particolarmente problematico in Spagna, che ha visto la tragedia della pandemia accompagnata dalla farsa dell’esilio volontario di Juan Carlos.

In ottimo spirito e in ottima forma Re Harald di Norvegia: si lascia alle spalle un anno piuttosto pesante per la salute, che ha impensierito non poco. Bella sempre la sua famiglia, la cui unità e solidità traspare anche dalle fotografie. E almeno Mette-Merit si è vestita di rosso!

Buone notizie anche per la salute di Christian di Danimarca che sembra non aver subito conseguenze dalla positività al covid che gli era stata riscontrata qualche settimana fa (Breaking News!).

Poi oggi è arrivata anche lei, la Christmas card dei Duchi di Sussex. Che a rigor di logica neanche era necessaria, avendo loro lasciato il Regno Unito e gli impegni da membri della Royal Family. Ma a onor del vero è cosa che fanno tutti (la Christmas card, non lasciare la Royal Family) perché proprio loro no? Invece di qualcosa di più scontato, Harry&Meghan hanno scelto di rielaborare in chiave vagamente disneyana una fotografia scattata da Doria Ragland, madre della duchessa. Purtroppo così non possiamo bearci della visione del faccino di Archie (Lady Violet pensa sia proprio questa la ragione, ma è Natale, dobbiamo essere più buoni); scopriamo però che a 19 mesi sembra già molto alto, e ha sicuramente preso la zazzera rossa da papà.

Che vi devo dire, motivazione a parte la trovo veramente, ma veramente brutta. E neanche particolarmente “furba” visto che già è scattata la (sciocca) polemica sul costo di quel cottage a misura di bambino, e sull’albero di Natale nel vaso (è stato chiarito che è un albero vero, e verrà ripiantato dopo le feste). Questa immagine però me ne ha riportato un’altra alla memoria, da cui l’avevo prontamente cancellata: il nuovo ritratto dei Granduchi Henri e Maria Teresa.

È stato realizzato dall’artista Jacques Schneider, che ha specificato trattarsi di un’opera costruita sull’evocazione di simboli e valori cari ai sovrani lussemburghesi. Pensare che una volta i regnanti venivano ritratti da Tiziano o da Velázquez, che banalità!

Miei cari lettori, direi che avremo da chiacchierare ancora a lungo sul sofà di Lady Violet. Nell’attesa, buon Natale da noi.

mde

Un royal wedding di 60 anni fa

Il 15 dicembre di sessant’anni fa Bruxelles è vestita a festa: si sposa il Re.

Baudouin ha 30 anni e siede sul trono dei Belgi dal 16 luglio 1951, quando non ne aveva ancora ventuno. A cinque anni perde la madre, l’amata e giovanissima Regina Astrid, morta in un incidente stradale. Di anni ne ha nove quando scoppia la guerra; pochi mesi dopo i Tedeschi invadono il Belgio violandone la neutralità, e la famiglia reale finisce reclusa nel Castello di Laeken. Quattro anni dura la segregazione, poi finisce internata in campo di concentramento, da dove viene finalmente liberata dalla truppe alleate.

I Belgi però non perdonano a Leopold III il comportamento tenuto durante il conflitto, né il secondo matrimonio con Mary Lilian Baels; scoppia la questione reale, il Re va in esilio in Svizzera e il quindicenne Baudouin lo segue. Finalmente nel 1950 un referendum consente a Leopold III di rientrare, ma il sovrano preferisce lasciare il trono al figlio. Baudouin è un uomo timido, serio, sobrio, riservato. Ed è solo. Il ruolo di sovrano di un paese cattolico, sostenuto tra l’altro da una profonda fede religiosa, richiederebbe al suo fianco una fanciulla di sangue blu appartenente alla Chiesa di Roma, e a un certo punto all’orizzonte ne compare una. L’Infanta Pilar, figlia maggiore di Don Juan, Conte di Barcellona (padre del Rey Emérito Juan Carlos) ha vent’anni, e la sua famiglia cerca con discrezione un marito per lei.

Pilar è una ragazza volitiva, con una solida struttura fisica e il naso aristocratico ma importante dei Borbone. Viaggia spesso accompagnata da Doña Fabiola de Mora y Aragón, nobile fanciulla che ha otto anni più di lei, un aspetto e un comportamento ispirati alla sobrietà e all’understatement. Difficilmente questa potrebbe oscurare quella, ma è proprio ciò che accade: Baudouin le incontra, non resta particolarmente impressionato da Pilar ma con Fabiola è il coup de foudre. Il 22 settembre 1960 l’annuncio del fidanzamento (qui trovate il delizioso servizio della Settimana Incom https://youtu.be/VmBM5nRRYj0).

Fabiola non sembrerà una star hollywoodiana, ma sceglie uno degli abiti più belli ed eleganti di sempre. Lo crea per lei il connazionale Cristóbal Balenciaga, che usa solo tre materiali: seta, tulle per il velo ed ermellino, (sembra che la modesta sposa lo avrebbe evitato, ma la madre la convinse).

Il corpino aderente con maniche 3/4 si apre in una gonna dall’ampiezza contenuta; il punto focale è tutto nel collo, profilato dalla pelliccia che si allunga sulla spalle e borda tutto lo strascico, lungo sette metri ed evoca davvero un manto regale; un tocco di ermellino sottolinea la vita.

L’abbondante velo di tulle è fermato dalla tiara delle Nove Province, che è senz’altro un diadema piuttosto pesante; sicuramente tutto l’insieme abbia una certa pesantezza, ed è proprio questa a renderlo perfetto.

L’abito e il diadema sottolineano la trasformazione di Fabiola, che nel giro di poche ore diventa regina, donano fascino e regalità a una sposa non giovanissima (ha 32 anni, che all’epoca erano tanti) e neanche particolarmente graziosa, esaltando i suoi punti di forza: la dignità, e una signorilità che diventa regale.

Trentadue anni dura il matrimonio, fino alla morte di Baudouin, il 31 luglio 1993. Lontanissima dal fasto caciarone dei rotocalchi, sarà una coppia solidissima, che vivrà in simbiosi col collante di una fede incrollabile; supererà le difficoltà della vita e quelle della corona, il dramma della mancanza di un figlio e la tragedia dei cinque aborti spontanei.

Dimostrando che a volte gli amori da favola si trovano dove meno te li aspetti.

A Royal Calendar – Philippe e Mathilde, due cuori e un abito

belgium royal wedding

Alla fine del millennio Philippe, Duca di Brabante ed erede al trono belga, sembra avviato a un eterno celibato – situazione che come potrete immaginare presta il fianco a commenti più o meno discreti sul suo interesse per l’altro sesso – invece il 10 settembre 1999 arriva a sorpresa l’annuncio del fidanzamento. philippe mathilde fiançailles

Lei è Mathilde d’Udekem d’Acoz, il padre è barone (diventerà conte dopo le nozze della figlia), la madre discende da una famiglia principesca polacca. La fanciulla è giovane, bella, aristocratica, beneducata; ha studiato psicologia e lavora come logopedista. È anche belga, sarà la prima regina consorte ad essere nata nel paese e a parlare tutte e tre le lingue nazionali – francese, fiammingo e tedesco – il che è politicamente assai importante. Insomma è perfetta. Dopo il breve fidanzamento celebrato ufficialmente con un gala quindici giorni prima del matrimonio, e impermeabile alle voci che la vogliono agnello sacrificale in un matrimonio necessario ma combinato, la futura principessa affronta con la serenità e la pacatezza che abbiamo imparato a conoscere la lunga giornata nuziale. Per la cerimonia civile all’Hotel de Ville seguita da quella religiosa nella Cattedrale di Bruxelles dedicata ai Saints-Michel-et-Gudule, Mathilde indossa un abito disegnato per lei da Edouard Vermeulen, couturier della belga Maison Natan.

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(Ph: Mossay/EPA/Shutterstock)

Quando si parla delle mise indossate dalle royal ladies del BeNeLux bisogna tenere a mente due nomi: Natan per gli abiti e Fabienne Delvigne per i cappelli (vi ricordate il fagiano in testa a Máxima al matrimonio di Guillaume e Stéphanie del Lussemburgo?). Natan ha già vestito la Regina Paola, è discretamente famoso (e famoso per la sua discrezione), annovera tra le sue clienti altre teste coronate come Silvia di Svezia; però non viene scelto immediatamente: la casa reale si rivolge a diversi couturier che presentano varie proposte. mathilde wedding dress Vermeulen convince con la sua idea: per una futura principessa immagina un abito femminile e regale, moderno ma fuori dal tempo; per intenderci nulla a che vedere con quello di Diana del Galles della sorella dello sposo Astrid, con quelle maniche enormi così tipicamente anni ’80. La linea del modello dipende naturalmente dal tessuto; Mathilde vuole qualcosa di semplice e morbido, vuole la seta, ma è una scelta che presenta due problemi: da una parte il peso – in dicembre a Bruxelles l’inverno è già arrivato, e potrebbe perfino nevicare – dall’altra il fatto che un tessuto così leggero e privo di consistenza camminando tende a scivolare verso il basso aderendo alle gambe, qualcosa che dev’essere assolutamente evitato.

La soluzione è un pardessous – un cappotto di Corte lo definisce il couturier – con un collo montante che incornicia il bel viso della sposa; e coniuga il desiderio di Mathilde, che voleva sembrare uscita da un antico dipinto, con la certezza che sarà il suo volto ad attrarre per primo l’attenzione dei presenti (e dei fotografi). Un taglio sagomato sui fianchi fa sì che il soprabito si apra in uno strascico abbondante ma non pesante. Un insieme così lineare – seppure non privo di sontuosità – è il perfetto complemento dello splendido velo antico in pizzo di Bruxelles che le spose Ruffo di Calabria indossano dal 1877, quando Laure Mosselman du Chenoy, appartenente a un’importante famiglia belga, va in sposa a Fulco Ruffo di Calabria; sono i nonni della Regina Paola, che indossa il velo il giorno del suo matrimonio come prima di lei sua madre e dopo di lei figlia nuore e nipoti varie. Lo hanno indossato anche Mafalda d’Aosta, non a lungo sposa di Alessandro Ruffo e l’assai meno blasonata Melba Vicens Bello, intraprendente reginetta di bellezza da Santo Domingo, moglie (poi divorziata) di Fulco, fratello di Alessandro. 

Mathilde ferma il suo voile de mariage con la Diamond Bandeau Tiara, prestito della suocera Paola. L’elegante diadema déco è composto da una serie di E stilizzate; fu realizzato per la regina Elisabeth, moglie di Albert I, che la offrì in dono alla nuora Astrid per la nascita del terzogenito Albert, il padre dello sposo e marito di Paola. La regina italiana ha indossato spesso questa tiara, anche come collier de chien. belgium royal wedding tiara

Ciò che Lady Violet proprio non apprezzò di quel bel matrimonio fu il bouquet della sposa: rose bianche piccoli gigli e amaryllis affogati in una massa di fogliame verde che finiva per somigliare pericolosamente ad un cespuglio. Sicuramente sontuoso – o piuttosto abbondante – ma in contrasto con la ricercata morbidezza dell’abito. E a ventun’anni di distanza quella impressione resta immutata.belgium royal wedding bouquet

Entrambe le madri degli sposi scelgono le tradizionali tinte neutre, declinate in tonalità piuttosto scure; con la Reine Paola in un tailleur indeciso tra il grigio e il marrone, corredato di stola di astrakan per affrontare il rigore dell’esterno. Mi pare di ricordare che all’epoca si parlò di Armani come creatore, ma francamente non ci giurerei, non avendo trovato conferme. Osservando la mise, la giacca sembrerebbe avallare l’ipotesi, così come gli accessori, un po’ meno la gonna con quella lunghezza ibrida; in ogni caso elegante, e splendida.belgium royal wedding parents

Tra le altre signore presenti, molto chic – e non accade spesso – la sorella dello sposo Astrid con una mise che evoca gli anni ’40; pazzesca Margrethe di Danimarca in viola con un vortice di piume nere in testa; sempre bella ma un po’ troppo chiara Silvia di Svezia, perché alla fine pure il color ostrica finisce per sembrare bianco in foto ed è sempre, sempre, meglio di no.

(Ph: Getty, ove non diversamente specificato)

Affari di famiglia (reale)

La prima notizia è stata riportata anche dalla stampa italiana, e dunque forse la conoscete già (LadyViolet arriva un po’ in ritardo perché a sua volta impegnata in affari di famiglia). Dopo anni di indifferenza, dopo una lunga battaglia legale, dopo il gesto di Philippe, re figlio e fratello (La foto del giorno – Le colpe dei padri) finalmente Albert del Belgio ha incontrato la figlia Delphine, alla presenza della moglie Paola.

Al termine dell’incontro i tre hanno rilasciato una dichiarazione che dice tutto ciò che doveva essere detto: “Domenica 25 ottobre è iniziato un nuovo capitolo ricco di emozione, pace, comprensione e speranza. Durante il nostro incontro, avvenuto allo Château du Belvédère, ciascuno di noi ha potuto esprimere i propri sentimenti e le proprie esperienze con tranquillità ed empatia. Dopo tutto il fragore, le ferite e la sofferenza, è giunto il tempo del perdono, della guarigione e della riconciliazione. Questo è il cammino, paziente e talvolta difficile, che abbiamo deciso di percorrere, insieme. Questi primi passi aprono la via che ora spetta a noi percorrere serenamente. Delphine, Paola e Albert”. Insomma, tutto è bene ciò che finisce bene. E Paola è una gran donna.

Ora ci meritiamo un bel royal wedding?

Dal regno incantato del Buthan arrivano le foto – solo due, bisogna accontentarsi – di un matrimonio reale. La sposa è Eeuphelma Choden Wangchuck, sorella minore del re. I due hanno in comune il padre, il quarto Re Drago del Bhutan, ma madri diverse; va detto che le quattro mogli dell’ex re sono comunque sorelle fra di loro, quindi sempre famiglia è.

La principessa ha 27 anni, una laurea in Sociologia alla Georgetown University di Washington, ed è la Presidente del Comitato Paralimpico Nazionale. Lo sposo è Dasho Thinlay Norbu e ha 28 anni; dopo la laurea all’università di Delhi ha preso il brevetto di pilota, e dallo scorso anno lavora per la Drukair, la compagnia di bandiera nazionale. Inoltre – colpo di scena! – è il fratello minore della Regina Consorte Jetsun Pema. Non è il primo matrimonio “incrociato” a corte: una loro sorella ha sposato un altro fratello del Re. Come dicevamo, sono affari di famiglia; e di famiglia sembrano essere la bellezza, l’eleganza, la signorilità.

.”

La foto del giorno – Le colpe dei padri

A questa fotografia è destinato un piccolo posto nella storia, dunque ho pensato si meritasse un post tutto suo.

È stato reso noto che il Re dei Belgi Philippe ha incontrato per la prima volta la sorellastra Delphine, nata nel 1968 da una relazione del padre Albert con Sybille de Selys Longshamps. Al termine di una lunga battaglia legale il Re Emerito ha dovuto suo malgrado ammettere la paternità, e due settimane fa a Delphine è stato riconosciuto per legge anche il titolo di principessa reale (Breaking News!).

L’incontro è avvenuto la scorsa settimana, e al termine i due hanno rilasciato una dichiarazione comune: «Venerdì 9 ottobre ci siamo incontrati per la prima volta al Castello di Laeken. Il nostro incontro è stato affettuoso. Abbiamo avuto l’occasione di iniziare a conoscerci grazie a un lungo e ricco scambio che ci ha permesso di di parlare delle rispettive vite e degli interessi che abbiamo in comune. Questa relazione continuerà a svilupparsi in un ambiente familiare. Philippe & Delphine»

Tre piccole riflessioni: 1) sembra proprio che questa volta le colpe dei padri non ricadranno sui figli, con buona pace di Sofocle. 2) Philippe non scatenerà deliri da rockstar ma si sta rivelando una persona seria e per bene, caratteristiche fondamentali per ogni uomo, a maggior ragione se è seduto su un trono. 3) quando ero piccola dal Belgio arrivavano spesso voci spiacevoli su Paola di Liegi e le sue presunte distrazioni extramatrimoniali. Quando si dice la Legge del Contrappasso…

Breaking News!

Da questa sera il Belgio ha una nuova principessa reale, ma non si tratta di un lieto evento. Questa sera un tribunale ha riconosciuto a Delphine Boël il diritto di fregiarsi del titolo di Princesse, e di anteporre al proprio nome la sigla S.A.R. Son Altesse Royale.

Re Albert aveva già dovuto riconoscere nel gennaio scorso la paternità della signora, nata nel 1968 dal suo legame con Sybille de Selys Longshamps, all’epoca moglie di Jacques Boël. Spesso è accaduto che i figli illegittimi dei sovrani siano stati riconosciuti, e spesso dotati di un proprio titolo nobiliare, ma non è mai avvenuto prima che a uno di loro venisse riconosciuta la stessa dignità dei fratellastri nati all’interno del matrimonio. Oggi avviene dunque una piccola rivoluzione, dovuta, a quanto ne so, al fatto che nel 1991 è stata cambiata la norma per cui il titolo era trasmissibile solo per via maschile tra i discendenti di Re Leopold I. Da quella data invece il titolo passa a tutta la discendenza del sovrano, senza distinzione di sesso, e soprattutto senza che la nascita sia specificamente legittima. Per cui. oltre a Delphine, assumono il titolo anche i suoi figli Joséphine e Oscar.

Le foto del giorno – Ragazze d’oro

La bionda Elisabeth un giorno siederà sul trono belga; al momento sta seguendo l’addestramento militare, cadetta tra i cadetti, fase iniziale del suo percorso di formazione da futura monarca.

La primogenita di Philippe e Mathilde ha compiuto 18 anni lo scorso 25 ottobre, e da quella data avrebbe dovuto ricevere l’appannaggio personale, ammontante alla discreta cifra di 2500 euro al giorno. I genitori hanno però deciso di rinunciarvi, rimandandolo a quando la fanciulla avrà concluso la sua istruzione, o almeno a quando rappresenterà attivamente la corona. Che sembra una scelta quanto mai opportuna, soprattutto in periodi di crisi generalizzata come quello che si sta attraversando.

La notizia è tornata d’attualità da un paio di giorni, a causa di quanto accaduto nei vicini Paesi Bassi. Il 15 infatti all’Aja si è celebrato il Prinsjesdag, cioè la solenne apertura del Parlamento olandese alla presenza dei sovrani. In questa occasione è stato reso noto che l’erede al trono Principessa d’Orange, Catharina-Amalia, inizierà a partecipare ad eventi pubblici a partire dal giorno del diciottesimo compleanno. Da quella data, il 7 dicembre 2021, riceverà anche il suo appannaggio: per i 25 giorni del 2021 da maggiorenne riceverà la somma di 110.000 euro, 4.400 al giorno. La cifra messa in bilancio per il 2022 sarà resa nota durante il Prinsjesdag dell’anno prossimo, ma si stima che supererà il milione e mezzo di euro. Pur considerando il fatto che una sostanziosa parte sarà dedicata a spese e stipendio dello staff, è comunque una somma molto alta per i pochi incarichi che la giovane principessa potrà sostenere quando è ancora impegnata negli studi.

E in effetti è una cifra molto alta anche in relazione alle altre monarchie; considerate che quella spagnola costa annualmente meno di otto milioni di euro. Ora capite perché Letizia veste spesso Zara, o ricicla?

Le foto del giorno – Back to school

Nella gran parte dei Paesi europei settembre segna l’inizio di un nuovo anno scolastico. Francamente non saprei dire come siano messi gli altri nella convivenza col covid, se hanno optato per i banchi singoli con o senza rotelle, ma ho l’impressione che ognuno abbia, come dire, le proprie estrosità.

Ad esempio la dodicenne Eléonore, figlia minore dei sovrani belgi, il 1 del mese ha iniziato la scuola secondaria ma ha dovuto cambiare istituto, non soddisfacendo i requisiti per restare in quello dove ha frequentato le primarie. La scuola dà infatti la precedenza agli studenti che abbiano fratelli maggiori già immatricolati (Gabriel è altrove e Emanuel ne frequenta una specializzata nell’insegnamento ai dislessici), e a quelli che risiedono più vicino, per cui i 6 chilometri dalla residenza reale evidentemente erano troppi. Nessun favoritismo per lei (jamais!) che è finita in un istituto a 20 chilometri da casa.

Appunto. Però le è toccata una entrée in grande stile accompagnata da entrambi i genitori, con la madre Mathilde decisamente overdressed per l’occasione; avrà avuto un impegno subito dopo e zero tempo per cambiarsi?

Due giorni dopo la sorella maggiore Elisabeth, che un giorno sarà regina, ha iniziato l’addestramento alla École Royale Militaire di Bruelles, Naturalmente è andata da sola, mischiandosi agli altri 169 cadetti.

Oggi è stato il turno di Leonor, Princesa de Asturias e futura Reina de España. In ossequio alle nuove regole accompagnata da un solo genitore – nel suo caso il padre – e in aggiunta scortata dalla sorella Sofía, che non doveva rientrare oggi ma sia mai che le due bionde fanciulle facciano qualcosa di diverso.

Per l’erede al trono controllo della temperatura, mascherina, zaino enorme e uniforme francescana con quei brutti calzettoni a metà polpaccio, alquanto tristi per una jeune fille en fleur alle soglie dei 15 anni.

Anche loro sono sempre insieme, ma nel loro caso è comprensibile dato che sono gemelli. Oggi primo giorno di scuola anche per Jacques e Gabriella Grimaldi, sei anni a dicembre. Deliziosi, soprattutto lei col tocco vezzoso e un po’ vintage della cartella a fiorellini indossata sulle spalle, come Lady Violet ai suoi tempi.

Calendari e anniversari

Portando con sé ciò che massimamente detesto: il caldo afoso (ma pure secco, io il caldo lo odio proprio, in ogni forma), è arrivato luglio. Forse sapete che prende il suo nome da Caius Julius Caesar, nato secondo la tradizione il 12 o il 13 del mese; l’omaggio gli fu reso dopo la morte da Marco Antonio, in considerazione del fatto che – oltre a tutte le altre imprese – Giulio Cesare riformò anche il calendario. 

Nel febbraio 46 a.C. abbandonò quello lunare, che generava un progressivo allontanamento dal reale ciclo delle stagioni introducendo quello solare egizio. Secondo Plinio si avvalse degli studi di Sosigene d’Alessandria, che tanto per fare un po’ di royal gossip d’antan gli era stato presentato da Cleopatra, di cui l’astronomo era consigliere. Nasce così il calendario giuliano, che inizia non più a marzo ma a gennaio, il mese di Giano, custode di quel passaggio. Nonostante fosse basato su calcoli molto più accurati dei precedenti, anche il calendario giuliano finì col generare uno sfasamento: un giorno in eccedenza ogni 128 anni, per cui nel 1582 Papa Gregorio XIII ne decise la riforma, istituendo il calendario gregoriano, che è quello che seguiamo ancora oggi.

Il mese è iniziato con una notizia che non riguarda strettamente il mondo delle famiglie reali, ma per qualcuno potrebbe rivelarsi disastroso: l’FBI ha arrestato Ghislaine Maxwell, socialite figlia del famoso (e famigerato) editore e politico Robert, ma soprattutto sodale di Jeffrey Epstein, e accusata di procacciare – a lui e a chissà chi – ragazze giovanissime. Senza essere melodrammatici ho l’impressione che la morsa si stia stringendo intorno al Duca di York, vedremo come andrà a finire questa brutta storia.

Per fortuna luglio abbonda anche di royal wedding, e di conseguenti anniversari da celebrare (in rigoroso ordine cronologico). Era il 2 luglio 1959 quando Donna Paola Ruffo di Calabria dei Principi di Scilla, Palazzolo e Licodia Eubea sposa a Bruxelles Albert Félix Humbert Théodore Christian Eugène Marie, Principe di Liegi, fratello minore del re. La giovanissima Paola (quel giorno non ha ancora compiuto 22 anni) incanta tutti con la delicata bellezza, un po’ soffocata da un pesante abito di satin con cinque metri di strascico. Sul capo non ha una tiara; indossa però lo splendido velo di pizzo ereditato dalla nonna Laura Mosselman du Chenoy, che per felice coincidenza era belga. La Corte non ha diffuso nuove fotografie degli ex sovrani, che immagino si trovino ad affrontare qualche problema di salute e uno scandalo: la paternità extramatrimoniale di Albert, inequivocabilmente confermata dall’esame del DNA. (https://ladyvioletsofa.com/2020/01/27)  

Nozze d’argento per il diadoco Pavlos e Marie-Chantal Miller, sposi il 1 luglio 1995 nella cattedrale greco-ortodossa Hagìa Sophìa a Londra, al cospetto di Her Majesty e di una marea di teste coronate, parenti di lui. E alla presenza di vari tycoon, colleghi del padre di lei, il miliardario angloamericano Robert, che è quello che si è inventato i duty free negli aeroporti. Per celebrare i 25 anni insieme una foto “casalinga” col dettaglio del fotografo – immagino uno dei loro cinque figli – riflesso nello specchio alle spalle della coppia. Una citazione del celeberrimo Las Meninas di Velazquez? In fondo Felipe e Pavlos sono cugini di primo grado! Nel suo messaggio sui social Marie-Chantal ci fa sapere di aver amato ogni secondo passato con this Gem of a man, questa perla d’uomo. Caso mai interessasse, la sontuosa composizione di peonie, rose e ortensie è opera di Rob van Helden, celebre fiorista che realizzò anche l’addobbo nuziale venticinque anni fa.

Doppio anniversario – e tre fotografie – per i Principi di Monaco, per loro nozze civili il 1 luglio 2011 e cerimonia religiosa il giorno seguente nella corte d’onore del Palais Princier.

Una versione più formale, con i gentlemen vestiti da cumenda, e le ladies in bianco e nero: piuttosto lugubre Charlène, che ha scoperto la passione per le trecce; stile piccola-invitata-al-matrimonio-forse-damigella-ma-non-si-sa per l’adorabile Gabriella, che si conferma la migliore della famiglia.

Seguono due scatti informali, genere felici al tramonto, col principe sovrano che sembra tinto (e forse lo è) nella sfumatura più chiara del celebre color menopausa, in blusa similhawaiana stile pensionato in Florida. Ma il cocktail con l’ombrellino dove l’avrà lasciato?

Anyway, auguri a tutti.