Le foto del giorno – Royals on the road

La foto di oggi è quella… che non c’è. Ebbene sì, perché giunge la notizia che Rob Lowe, noto attore belloccio con villa d’ordinanza a Montecito, chiacchierando con James Corden nel suo show ha affermato di aver visto il Principe Harry, suo vicino di casa, con i capelli legati in una coda di cavallo. Da più parti è già arrivata la smentita, ma concediamoci di alleggerire un attimo la cupezza di questi giorni; e dato che Lady Violet è totalmente incapace di creare o manipolare immagini, ecco a voi come il Sun immagina il più celebre dei gingerboys in questa inedita versione.

La cupezza ahimé torna subito con la brutta avventura vissuta ieri pomeriggio da Re Philippe dei Belgi. Lasciato il Palazzo Reale intorno alle 17.45 – evidentemente anche i sovrani hanno orari lavorativi piuttosto impiegatizi – sulla via del ritorno verso la sua residenza, lo château de Laeken, la sua vettura, una Mercedes nera contrassegnata dalla targa numero 1 (e dunque riconoscibilissima) è finita nel bel mezzo di una violenta manifestazione.

Alcune centinaia di manifestanti protestavano lanciando pietre contro la polizia, accusata di avere causato la morte di un immigrato di 23 anni deceduto alcune ore dopo essere stato arrestato. Il povero Philippe s’è trovato in mezzo agli scontri, letteralmente a un tiro di sasso, e non è chiaro se la sua automobile sia stata colpita; per fortuna il sovrano è riuscito ad allontanarsi rapidamente, indenne.

Al povero Philippe non tocca neanche il primato di un episodio del genere: una decina di anni fa – esattamente la sera del 9 dicembre 2010, il Principe di Galles e la Duchessa sua moglie stavano raggiungendo il London Palladium Theatre per l’annuale Royal Variety Performance quando si ritrovarono in mezzo ai manifestanti che protestavano contro l’aumento delle tasse universitarie deciso dal governo conservatore. La Rolls Royce dei futuri sovrani fu attaccata, scossa, presa a calci e colpita da bombe piene di vernice; le immagini mostrarono Camilla terrorizzata e l’auto piuttosto malconcia. E andò ancora bene, perché secondo il capo della Polizia qualcuno avrebbe anche potuto anche sparare.

Merry Christmas!

Che Natale sarebbe senza gli auguri dei regnanti e delle loro famiglie? Anche quest’anno la tradizione si è ripetuta e un bel numero di foto ha rallegrato il web; naturalmente avvantaggiati coloro dotati di bambini, che fanno sempre tenerezza e allegria. In pole position c’è senz’altro il paciocconissimo Charles del Lussemburgo, che con la sua nascita il 10 maggio ha portato luce e speranza, come tutti i piccoli nati in quest’anno complicato.

Deliziosi come sempre i Cambridge, down-to-earth il giusto – hanno posato addirittura in una legnaia – ma ben lontani dall’essere (o dal sembrare) dimessi.

Cosa che non è riuscita appieno ai reali belgi, belli e sorridenti, con la piccola Eléonore assai cresciuta, che hanno scelto un look molto sobrio, quasi impiegatizio. Non è che ci aspettassimo i maglioni con le renne, ma insomma…

Tinte neutre anche per Leonor e Sofía, ma tanto sono loro a splendere, e va bene così. La fotografia è stata scattata qualche mese fa in occasione del Premio Princesa de Asturias 2020; alle due fanciulle il compito di chiudere un anno particolarmente problematico in Spagna, che ha visto la tragedia della pandemia accompagnata dalla farsa dell’esilio volontario di Juan Carlos.

In ottimo spirito e in ottima forma Re Harald di Norvegia: si lascia alle spalle un anno piuttosto pesante per la salute, che ha impensierito non poco. Bella sempre la sua famiglia, la cui unità e solidità traspare anche dalle fotografie. E almeno Mette-Merit si è vestita di rosso!

Buone notizie anche per la salute di Christian di Danimarca che sembra non aver subito conseguenze dalla positività al covid che gli era stata riscontrata qualche settimana fa (Breaking News!).

Poi oggi è arrivata anche lei, la Christmas card dei Duchi di Sussex. Che a rigor di logica neanche era necessaria, avendo loro lasciato il Regno Unito e gli impegni da membri della Royal Family. Ma a onor del vero è cosa che fanno tutti (la Christmas card, non lasciare la Royal Family) perché proprio loro no? Invece di qualcosa di più scontato, Harry&Meghan hanno scelto di rielaborare in chiave vagamente disneyana una fotografia scattata da Doria Ragland, madre della duchessa. Purtroppo così non possiamo bearci della visione del faccino di Archie (Lady Violet pensa sia proprio questa la ragione, ma è Natale, dobbiamo essere più buoni); scopriamo però che a 19 mesi sembra già molto alto, e ha sicuramente preso la zazzera rossa da papà.

Che vi devo dire, motivazione a parte la trovo veramente, ma veramente brutta. E neanche particolarmente “furba” visto che già è scattata la (sciocca) polemica sul costo di quel cottage a misura di bambino, e sull’albero di Natale nel vaso (è stato chiarito che è un albero vero, e verrà ripiantato dopo le feste). Questa immagine però me ne ha riportato un’altra alla memoria, da cui l’avevo prontamente cancellata: il nuovo ritratto dei Granduchi Henri e Maria Teresa.

È stato realizzato dall’artista Jacques Schneider, che ha specificato trattarsi di un’opera costruita sull’evocazione di simboli e valori cari ai sovrani lussemburghesi. Pensare che una volta i regnanti venivano ritratti da Tiziano o da Velázquez, che banalità!

Miei cari lettori, direi che avremo da chiacchierare ancora a lungo sul sofà di Lady Violet. Nell’attesa, buon Natale da noi.

mde

A Royal Calendar – Philippe e Mathilde, due cuori e un abito

belgium royal wedding

Alla fine del millennio Philippe, Duca di Brabante ed erede al trono belga, sembra avviato a un eterno celibato – situazione che come potrete immaginare presta il fianco a commenti più o meno discreti sul suo interesse per l’altro sesso – invece il 10 settembre 1999 arriva a sorpresa l’annuncio del fidanzamento. philippe mathilde fiançailles

Lei è Mathilde d’Udekem d’Acoz, il padre è barone (diventerà conte dopo le nozze della figlia), la madre discende da una famiglia principesca polacca. La fanciulla è giovane, bella, aristocratica, beneducata; ha studiato psicologia e lavora come logopedista. È anche belga, sarà la prima regina consorte ad essere nata nel paese e a parlare tutte e tre le lingue nazionali – francese, fiammingo e tedesco – il che è politicamente assai importante. Insomma è perfetta. Dopo il breve fidanzamento celebrato ufficialmente con un gala quindici giorni prima del matrimonio, e impermeabile alle voci che la vogliono agnello sacrificale in un matrimonio necessario ma combinato, la futura principessa affronta con la serenità e la pacatezza che abbiamo imparato a conoscere la lunga giornata nuziale. Per la cerimonia civile all’Hotel de Ville seguita da quella religiosa nella Cattedrale di Bruxelles dedicata ai Saints-Michel-et-Gudule, Mathilde indossa un abito disegnato per lei da Edouard Vermeulen, couturier della belga Maison Natan.

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(Ph: Mossay/EPA/Shutterstock)

Quando si parla delle mise indossate dalle royal ladies del BeNeLux bisogna tenere a mente due nomi: Natan per gli abiti e Fabienne Delvigne per i cappelli (vi ricordate il fagiano in testa a Máxima al matrimonio di Guillaume e Stéphanie del Lussemburgo?). Natan ha già vestito la Regina Paola, è discretamente famoso (e famoso per la sua discrezione), annovera tra le sue clienti altre teste coronate come Silvia di Svezia; però non viene scelto immediatamente: la casa reale si rivolge a diversi couturier che presentano varie proposte. mathilde wedding dress Vermeulen convince con la sua idea: per una futura principessa immagina un abito femminile e regale, moderno ma fuori dal tempo; per intenderci nulla a che vedere con quello di Diana del Galles della sorella dello sposo Astrid, con quelle maniche enormi così tipicamente anni ’80. La linea del modello dipende naturalmente dal tessuto; Mathilde vuole qualcosa di semplice e morbido, vuole la seta, ma è una scelta che presenta due problemi: da una parte il peso – in dicembre a Bruxelles l’inverno è già arrivato, e potrebbe perfino nevicare – dall’altra il fatto che un tessuto così leggero e privo di consistenza camminando tende a scivolare verso il basso aderendo alle gambe, qualcosa che dev’essere assolutamente evitato.

La soluzione è un pardessous – un cappotto di Corte lo definisce il couturier – con un collo montante che incornicia il bel viso della sposa; e coniuga il desiderio di Mathilde, che voleva sembrare uscita da un antico dipinto, con la certezza che sarà il suo volto ad attrarre per primo l’attenzione dei presenti (e dei fotografi). Un taglio sagomato sui fianchi fa sì che il soprabito si apra in uno strascico abbondante ma non pesante. Un insieme così lineare – seppure non privo di sontuosità – è il perfetto complemento dello splendido velo antico in pizzo di Bruxelles che le spose Ruffo di Calabria indossano dal 1877, quando Laure Mosselman du Chenoy, appartenente a un’importante famiglia belga, va in sposa a Fulco Ruffo di Calabria; sono i nonni della Regina Paola, che indossa il velo il giorno del suo matrimonio come prima di lei sua madre e dopo di lei figlia nuore e nipoti varie. Lo hanno indossato anche Mafalda d’Aosta, non a lungo sposa di Alessandro Ruffo e l’assai meno blasonata Melba Vicens Bello, intraprendente reginetta di bellezza da Santo Domingo, moglie (poi divorziata) di Fulco, fratello di Alessandro. 

Mathilde ferma il suo voile de mariage con la Diamond Bandeau Tiara, prestito della suocera Paola. L’elegante diadema déco è composto da una serie di E stilizzate; fu realizzato per la regina Elisabeth, moglie di Albert I, che la offrì in dono alla nuora Astrid per la nascita del terzogenito Albert, il padre dello sposo e marito di Paola. La regina italiana ha indossato spesso questa tiara, anche come collier de chien. belgium royal wedding tiara

Ciò che Lady Violet proprio non apprezzò di quel bel matrimonio fu il bouquet della sposa: rose bianche piccoli gigli e amaryllis affogati in una massa di fogliame verde che finiva per somigliare pericolosamente ad un cespuglio. Sicuramente sontuoso – o piuttosto abbondante – ma in contrasto con la ricercata morbidezza dell’abito. E a ventun’anni di distanza quella impressione resta immutata.belgium royal wedding bouquet

Entrambe le madri degli sposi scelgono le tradizionali tinte neutre, declinate in tonalità piuttosto scure; con la Reine Paola in un tailleur indeciso tra il grigio e il marrone, corredato di stola di astrakan per affrontare il rigore dell’esterno. Mi pare di ricordare che all’epoca si parlò di Armani come creatore, ma francamente non ci giurerei, non avendo trovato conferme. Osservando la mise, la giacca sembrerebbe avallare l’ipotesi, così come gli accessori, un po’ meno la gonna con quella lunghezza ibrida; in ogni caso elegante, e splendida.belgium royal wedding parents

Tra le altre signore presenti, molto chic – e non accade spesso – la sorella dello sposo Astrid con una mise che evoca gli anni ’40; pazzesca Margrethe di Danimarca in viola con un vortice di piume nere in testa; sempre bella ma un po’ troppo chiara Silvia di Svezia, perché alla fine pure il color ostrica finisce per sembrare bianco in foto ed è sempre, sempre, meglio di no.

(Ph: Getty, ove non diversamente specificato)

La foto del giorno – Le colpe dei padri

A questa fotografia è destinato un piccolo posto nella storia, dunque ho pensato si meritasse un post tutto suo.

È stato reso noto che il Re dei Belgi Philippe ha incontrato per la prima volta la sorellastra Delphine, nata nel 1968 da una relazione del padre Albert con Sybille de Selys Longshamps. Al termine di una lunga battaglia legale il Re Emerito ha dovuto suo malgrado ammettere la paternità, e due settimane fa a Delphine è stato riconosciuto per legge anche il titolo di principessa reale (Breaking News!).

L’incontro è avvenuto la scorsa settimana, e al termine i due hanno rilasciato una dichiarazione comune: «Venerdì 9 ottobre ci siamo incontrati per la prima volta al Castello di Laeken. Il nostro incontro è stato affettuoso. Abbiamo avuto l’occasione di iniziare a conoscerci grazie a un lungo e ricco scambio che ci ha permesso di di parlare delle rispettive vite e degli interessi che abbiamo in comune. Questa relazione continuerà a svilupparsi in un ambiente familiare. Philippe & Delphine»

Tre piccole riflessioni: 1) sembra proprio che questa volta le colpe dei padri non ricadranno sui figli, con buona pace di Sofocle. 2) Philippe non scatenerà deliri da rockstar ma si sta rivelando una persona seria e per bene, caratteristiche fondamentali per ogni uomo, a maggior ragione se è seduto su un trono. 3) quando ero piccola dal Belgio arrivavano spesso voci spiacevoli su Paola di Liegi e le sue presunte distrazioni extramatrimoniali. Quando si dice la Legge del Contrappasso…

La foto del giorno – Joyeux anniversaire!

Oggi Philippe Re dei Belgi compie sessant’anni e l’unica celebrazione che si è concesso è questa fotografia, accompagnata da un messaggio di ringraziamento per gli auguri ricevuti, in cui ricorda che ogni sua attenzione è al momento rivolta ai Belgi che soffrono per il Covid-19. IMG_20200415_195407Breve succinto e compendioso, per un sovrano che ci ha abituati a una piacevole sobrietà.

Quando nasce, a nove mesi esatti dalle nozze dei genitori, non è destinato al trono essendo suo padre il fratello minore di Re Baudouin. Che regna da nove anni senza una regina, ma tre mesi dopo annuncia – a sorpresa – il fidanzamento con Doña Fabiola de Mora y Aragón. Si sposano il 15 dicembre; il Belgio ha finalmente una giovane regina e attende con ansia l’erede, che non verrà. Al quinto aborto spontaneo diventa evidente che Fabiola non diventerà mai madre, e Philippe entra in gioco come erede. Alle morte dello zio, nel 1993, lo si considerato non ancora pronto – e neanche sposato! – per salire al trono, che tocca al padre Albert II (donandoci il raro brivido di una regina italiana, la bella Paola).

Vent’anni dopo è finalmente il suo turno; Philippe nel frattempo ha trovato la moglie perfetta, che si trasforma in perfetta regina: la bionda Mathilde, che lo sostiene con graziosa fermezza, ne mitiga la timidezza, e gli ha dato quattro biondissimi figli. La plus petite, la deliziosa Eléonore, compie domani dodici anni, il che ci rassicura almeno sulla presenza di torta&candeline per l’occasione. Sobrie, ça va sans dire. 

Le foto del giorno – Corone e corona(virus)

Prima è toccato all’imperatore del Giappone annullare i festeggiamenti pubblici per il sessantesimo compleanno a causa del coronavirus. Oggi il Presidente Mattarella ha proposto di rinviare la visita dei sovrani del Belgio, prevista nel nostro Paese dal 23 al 25 marzo. eae0352d56ad5c0d9312cd2f5b3f5622--visit-sweden-swedish-royaltyE sempre oggi i reali svedesi (con loro in questa immagine di repertorio) avrebbero dovuto ospitare un gala dinner con 150 prestigiosissimi invitati da tutto il mondo, ricontattati uno ad uno da quando lunedì anche questo evento è stato rimandato per timore del contagio. IMG_20200304_231827Varcando la Manica, se ieri abbiamo visto Sua Maestà presiedere una cerimonia di investitura con le mani guantate per la prima volta in 68 anni di regno, oggi giunge la notizia che ieri, incontrando degli operatori sanitari durante il viaggio che sta compiendo in Irlanda con sua moglie, il Duca di Cambridge se n’è uscito con una battuta non particolarmente felice sul fatto di essere lì con Catherine a «spargere il coronavirus». Evidentemente ha pensato che lo spirito di patata sarebbe stato gradito agli Irlandesi, la cui cucina si basa sull’uso di tale tubero. IMG_20200304_232254Sempre oggi, nel corso di una breve visita al London Transport Museum, è stata la Duchessa di Cornovaglia a scherzare sul fatto che pensa di auto quarantenarsi. Ad ogni buon conto Camilla ha pensato bene di imitare la suocera, e non si è sfilata i guanti. Che il marito Charles invece non indossava. Nelle Isole Britanniche insomma al momento la regola sembra essere business as usual. 

Le foto del giorno – 16 febbraio

I sovrani belgi hanno trascorso parte della settimana a New York, in occasione della presidenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, assunta dal Belgio per il mese di febbraio. philippe mathilde nycTra i vari impegni, la visita al memoriale dell’undici settembre (durante l’attacco alle torri perse la vita anche un cittadino belga), con Mathilde elegante ma un po’ severa in total marsala, colore follemente di moda cinque anni fa. philippe mathilde nyc 2Alla Morgan Library & Museum per un concerto organizzato per promuovere le eccellenze musicali belghe la regina ha indossato un abito lungo nero con enorme ramage floreale stilizzato che si dirama dal fianco sinistro; diciamo che la salva l’altezza. philippe mathilde nyc 3Per l’incontro col Segretario Generale António Guterres (e la visita a una mostra) sceglie il pattern del momento, il pied-de-poule, che ricopre sia l’abito sia la tremenda cappetta che le copre le spalle. Assai meglio l’abito in tweed dalla linea anni ’50, con cui è andata a vedere il musical West Side Story, curato da un regista e una costumista belgi. philippe mathilde nyc 4Vi è piaciuta la regina? La trovate sempre chic, o comunque elegante nonostante le sue mise? Bene, qualunque sia la vostra opinione preparatevi: dal 23 al 25 marzo Philippe e Mathilde saranno in visita ufficiale in Italia!

Le foto del giorno – 4 dicembre

Vent’anni fa il Belgio in festa salutava l’arrivo di una nuova principessa destinata a diventare regina: quel giorno il Duca di Brabante Philippe sposava Mathilde d’Udekem d’Acoz. La sposa in effetti aveva fatto poca strada, essendo nata a Uccle, nella regione di Bruxelles, il che ne farà la prima regina consorte ad essere nata in patria. belgique anniversaire 2La notizia del fidanzamento tre mesi prima era arrivata a sorpresa scatenando i gossip: sulla virilità di lui, sulla pessima situazione economica della famiglia di lei che le nozze reali avrebbero risolto, insomma ventilando l’ipotesi di un matrimonio combinato. Dopo vent’anni, quattro figli e un trono Philippe e Mathilde compongono un team affiatato ed efficace; lui ha le ha conferito un’allure regale, lei lo ha aiutato a trasformare la sua impacciata serietà in sobria autorevolezza. Sempre complici e affettuosi appaiono molto legati, la miglior risposta a ogni insinuazione. belgique anniversaireLe foto di oggi li ritraggono insieme, cagnolini al seguito, nel parco della loro residenza, il Castello di Laeken. Sono immagini un po’ vecchio stile, un po’ troppo per le loro età – 59 anni lui e 46 lei – ma alla fine anche questo è parte del loro fascino.

Qualche giorno fa hanno concesso un’intervista congiunta a Patrick Weber sulla televisione nazionale, la trovate qui https://www.rtbf.be/auvio/detail_le-temps-d-une-histoire?id=2571825

Tennō Heika Banzai! – Guests

Concludendo la settimana che ha visto Naruhito sedersi definitivamente sul Trono del Crisantemo eccoci a uno dei momenti che preferite: il commento alle mise. Grande protagonista, ve lo dico subito, il cape dress, scelto da diverse in signore in versione giorno/sera, e in diversi colori (lo si è visto anche sulla moglie del Primo Ministro della Repubblica Ceca, in bordeaux la mattina, e in bianco con mantella corta al banchetto di gala).

Il modello giusto per una cerimonia del genere, deve aver pensato Mary, futura regina consorte di Danimarca, che lo ha indossato in entrambe le occasioni, declinandolo nella palette grigio/lavanda/mauve. Più chic secondo me per la cerimonia mattutina, in abito Valentino cui ha abbinato un cappello Philip Treacy con grandi rose nelle sfumature del viola, e in contrasto il rosso dei rubini della parure che Napoleone donò a Désirée Clary (in questo caso Mary indossa bracciale più collier e orecchini, l’uno e gli altri senza pendenti). Di grande impatto la versione serale, quando l’abito assume una sfumatura tendente al mauve, scopre le spalle, e il mantello si ricopre di cristalli: una variante meno sofisticata dell’altra, ma comunque perfetta per l’occasione. Avendo Mary un gran gusto e un ottimo senso dello stile, non ha caricato il tutto con una tiara di particolare importanza scegliendo invece il piccolo diadema edoardiano, con rosette di diamanti, piccoli rubini e spinelli, con orecchini in parure, che ha acquistato da sé a un’asta nel 2012.

In un’ideale sfida tra i due brand più prestigiosi del made in Italy, altro cape dress a scatenare il delirio è quello rosa cipria – firmato Armani Privé – indossato con una semplice toque da Mathilde, Regina Consorte dei Belgi. Che per farsi perdonare tanto raffinato splendore, la sera si veste da centrino sottotorta in pizzo dorato, con un fitting la cui bruttezza è seconda solo al modello: spalle strette, scollatura indecisa e pannello a strascico che parte dalla vita, in modo da poter tranquillamente ammazzare qualunque tipo di fianco. La salva dal disastro solo l’eleganza innata e la tiara delle Nove Province, indossata nella forma più semplice, come bandeau.

Siete un po’ deluse dai diademi visti finora? Niente paura, state per rifarvi, grazie a Máxima e al suo stile flamboyante. Per la cerimonia di intronizzazione la regina ricicla la mise del Prinsjesdag 2017: un abito Natan in broccato di seta a grandi rose, in una sfumatura di grigio tendente al blu, e lo completa con un cappello en pendant, stessa nuance di colore e stessa rosa monstre, pericolosamente simile a un cavolfiore. Per la sera abito dégradé dal rosso al nero e ritorno, con ricamo a zigzag nella fascia centrale. L’avrà scelto per abbinarlo alle punte della Mellerio Ruby Tiara? Comunque sia non importa, un diadema del genere va su tutto, e sta bene con tutto.

Se però volete sapere qual è la tiara preferita da Lady Violet, state per scoprirla, non prima di aver bevuto l’amaro calice della mise del mattino. Stiamo parlando della Reina Letizia, che ha partecipato alla cerimonia di intronizzazione con un abito in satin a fiori tapisserie di Matilde Cano. L’abito appartiene alla collezione 2020, ed è in preordine sul sito a euro 339. Ora, io sono certa che su qualche sito/giornale/magazine italico abbiate letto qualcosa del tipo “Letizia incanta con l’abito low cost”, ma fatemi dire una cosa. Indossare in un’occasione del genere un abito low cost è una cafonata unica, una forma di snobismo infantile e ridicolo. Ciò detto, l’abito è discreto ma troppo lungo, per cui nel camminare la Reina continuava a dare calcetti al tessuto perché non finisse sotto le suole. A completare il tutto, i capelli schiacciati da un bandeau senza infamia e senza lode, forse ispirato da quelli resi famosi dalla Duchessa di Cambridge, 10 anni più giovane e 10 centimetri più alta, la quale ha comunque chiaro il concetto che ciò che si mette in testa deve avere sempre un po’ di volume in verticale così da slanciare la figura. L’avete vista Mary, sì? Per fortuna ci pensava il collier di diamanti della regina Victoria Eugenia, dono di nozze del marito Alfonso XIII, a risollevare il tono.

Per la sera, Letizia va sul sicuro con un Carolina Herrera shocking pink, ricamato a fiori che a molti hanno ricordato quelli del manton del Manila, lo scialle sfrangiato importato dalla Cina e diventato popolarissimo in Spagna durante il Settecento. Abito d’impatto, fitting perfettibile (guardate la piega sul pur esilissimo braccio), ma la tiara vince tutto. È la Fleur de Lys, la più importante del forziere spagnolo; anch’essa dono di dono di nozze di Alfonso XII alla moglie Vittoria Eugenia, che la indossò in quell’occasione, è riservata alla regina. I tre grandi gigli di Francia intercalati da volute e tempestati di diamanti di varie dimensioni sono uno dei simboli araldici dei Borbone;  è realizzata in platino, il che la rende ragionevolmente leggera. La tiara è chiamata anche Ansorena, dal nome dei gioiellieri madrileni che la realizzarono nel 1906.

Un po’ indecisa invece Victoria di Svezia, arrivata col padre Carl Gustav. Per la cerimonia sceglie un abito Escada blu inchiostro, che completa con un cappello Philip Treacy, in un modello simile a quello di Mary. Al gala invece si presenta con un abito in pizzo beigiarello, che tra colore e modello non le dona particolarmente. La scelta della tiara però mi commuove, è la Laurel Wreath, firmata Boucheron ed ereditata dalla prozia Lilian, protagonista di una meravigliosa storia d’amore che un giorno vi racconterò. Victoria è la sola delle royal ladies – immagino perché sarà il monarca e non la regina consorte – a indossare la fascia blu con bande rosse del Supremo Ordine del Crisantemo (come il Principe di Galles e Frederik di Danimarca). I sovrani indossano tutti il collare dell’Ordine, che è la massima onorificenza nipponica; le regine consorti portano invece la fascia gialla con bande rosse dell’Ordine della Corona Preziosa, riservato alle donne. La povera Mary di Danimarca, che al momento non ha ricevuto alcuna onorificenza giapponese, come da regola indossa quella di più alto rango del suo paese: il danese Ordine dell’Elefante (e immagino abbia scelto il colore dei suoi abiti in modo da valorizzare al massimo questa caratteristica).

I più belli, i più eleganti, i più affascinanti per Lady Violet? japan enthronement bhutanLoro: Re Jigme Khesar Namgyel Wangchuck del Bhutan e la sua Regina, Jetsun Pema.  Di giorno o di sera, nello splendore degli abiti tradizionali, lui ha charme e autorevolezza nonostante la giovane età (e i capelli impomatati), lei è di una bellezza imbarazzante, altro che principesse, duchesse e tutte le altre -esse che affollano le cronache. japan gala bhutanE poi, per la sera sono in viola!

Con mio sommo dolore non possiamo chiudere in bellezza. Forse vi sarete chiesti se ci fosse qualcuno a rappresentare l’Italia. La risposta è sì, l’incarico è stato svolto dalla seconda carica dello stato, il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. La quale al banchetto di gala il cui dress code prevedeva white tie, abito da sera, decorazioni e diademi, si è presentata in pantaloni. Questo sempre perché gli Italiani sono i più eleganti di tutti, giusto? https://twitter.com/i/status/1187034643712921601

Le foto del giorno – 25 ottobre

Oggi la principessa Elisabeth, Duchessa di Brabante, erede al trono belga compie 18 anni. D’ora in poi le sue attività per la Corona, da sola o in supporto ai genitori si intensificheranno, assumerà responsabilità sempre maggiori e potrà ove necessario agire da Reggente. elisabeth 18Intanto oggi ha festeggiato a Palazzo, alla presenza della famiglia, delle principali autorità del paese e di un gruppo di giovani nati come lei nel 2001. elisabeth 18 2Naturalmente la mamma si è un po’ commossa, così come il papà, anche se ha provato a non farlo vedere (ma il video del mostra inequivocabilmente la sua emozione). elisabeth 18 3Al termine del discorso che ha segnato il passaggio della fanciulla nel mondo degli adulti, Mathilde l’ha abbracciata col classico impeto della mamma chioccia che vuole tenere con sé i piccoli il più possibile, e la figlia ha cercato di trattenere tanta amorevole foga con quella grazia venata di imbarazzo tipica delle ragazze della sua età in situazioni del genere.

Elisabeth fa parte di quello squadrone rosa che un giorno occuperà tutti i troni d’Europa, con la sola eccezione di Regno Unito, Danimarca, Monaco, e Liechtenstein; possiamo davvero affermare che the best is yet to come.

Voi, intanto, godetevi il video del suo discorso https://youtu.be/0JLah3RKCXs