Le foto del giorno – Margrethe&friend

Confesso, il dettaglio mi era sfuggito, ma rimedio subito, chiudendo così, almeno per ora, i cinquant’anni di Margrethe sul trono di Danimarca.

La pandemia ha spinto la sovrana a rimandare a tempi migliori – sanitari e meteorologici – le celebrazioni del Giubileo d’oro; sappiamo che è stata adeguatamente festeggiata in famiglia con una cena a sorpresa, e pur se ridotti al minimo non sono mancati momenti pubblici, a partire dalla cerimonia tenuta al Parlamento danese. C’è stata anche una seduta speciale del Consiglio di Stato, e poi la sovrana ha ricevuto una delegazione di membri civili e militari della sua corte.

E qui il delizioso dettaglio che Lady Violet ha notato in ritardo. Che non è la medaglia commemorativa del Giubileo che hanno tutti appuntata sul petto, né l’eleganza della Regina tutta in grigio, né il fatto che indossi la spilla a forma di margherita, il gioiello che più la rappresenta e che l’ha accompagnata in tutti i momenti importanti della vita.

Ma lei, la sua adorata cagnolina, comodamente seduta sulle gambe della sua padrona. Cagnolina che non è di razza danese, come qualcuno potrebbe con logica ironia pensare, ma un più maneggevole bassotto. Anzi, una bassottina, di nome Tilia. Che compare spesso insieme a Margrethe e alla famiglia reale, ma che io sappia mai in un’occasione di tale importanza.

Va bene i diamanti, ma la verità è che dogs are a queen’s best friends!

Le foto del giorno – Smile! And (royal) style

L’inverno vi rattrista? La fine delle vacanze natalizie con inevitabile smontaggio di albero presepe e decorazioni varie vi deprime? Avete già verificato con disappunto che per le prossime vacanze degne di questo nome bisognerà aspettare tre mesi (la Pasqua quest’anno cade il 17 aprile)? Odiate il buio e il freddo tipici di questo periodo dell’anno? Per questo Lady Violet non può aiutarvi, visto che per lei questa è la stagione ideale, ma forse potrà alleggerire un poco il vostro umore grazie a Sua Maestà La Regina Margrethe di Danimarca festeggiata ieri in famiglia, nel giorno che segna il suo Giubileo d’oro sul trono.

(Ph: Steen Brogaard, Kongehuset)

Eccola, la famiglia reale danese riunita per l’occasione: sorridente la Regina, felice soddisfatta e pure vestita di viola, che è uno dei colori simbolo della regalità. Bellissimi i nipoti, con Christian che ormai torreggia su tutti; i giornali si sono scatenati, calcolando che siccome il padre, alla sua destra è alto 1,83 e lo zio Joachim alla sua sinistra 1,88 il sedicenne giovanotto ormai sfiora il metro e 90. Molto graziosa la (quasi) quindicenne Isabella, seconda da sinistra, con l’espressione un po’ imbronciata tipica di chi è in piena adolescenza. Prima di lei la Principessa Benedikte, che è sempre una delle royal ladies più chic in circolazione, splendida in verde. Mancava l’ultima delle tre sorelle, Anne-Marie, ma suo marito – l’ex Re di Grecia Costantino – è appena stato dimesso dall’ospedale dov’era ricoverato, colpito anche lui dal covid.

(Ph: Kongehuset)

Tutti indossano la medaglia commemorativa del Giubileo d’oro della regina, sorretta da un nastro azzurro, lo stesso dell’ordine dell’Elefante, il principale ordine cavalleresco danese.

(Ph: Kongehuset)

E dato che molti di voi hanno ammirato la mise en place, ecco qualche dettaglio, protagonista il favoloso servizio di porcellana Flora danica.

(Ph: Keld Navntoft, Kongehuset)

Questo è un posto a tavola. La cena a sorpresa è stata allestita nella Table Hall del Palazzo di Christian VII, uno degli edifici del complesso reale di Amalienborg, a Copenaghen.

(Ph: Keld Navntoft, Kongehuset)

La serata è stata organizzata dai Principi Ereditari Frederik e Mary, e su quello che immagino sia il menù a sinistra del piatto è contrassegnato dal loro monogramma, che intreccia la F di Frederik con la M di Mary.

Sono sempre i dettagli a fare la differenza!

Dite la verità, tanta bellezza vi ha un po’ sollevato il morale?

La foto del giorno – Margrethe, festa in famiglia

Oggi, esattamente alle ore 19:50 – l’ora della morte del padre Frederik IX, il 14 gennaio 1972 – Margrethe II ha girato la boa dei cinquant’anni come Regina dei Danesi.

Le numerose iniziative previste per onorare l’importante anniversario sono state rimandate all’estate, quando si spera che il sole e il caldo abbiano avuto la meglio sulla pandemia, e oggi il Giubileo d’oro è stato celebrato in tono minore con le autorità del Paese. Non è mancato l’omaggio alla tomba del Re defunto – e di sua moglie, la Regina Ingrid – a Roskilde, dove riposano i sovrani danesi.

In serata la regina è stata festeggiata con una cena in famiglia: presenti il Principe Ereditario Frederik con la moglie Mary e i quattro figli Christian, Isabella, e i gemelli Vincent e Josephine; il figlio minore Joachim con la moglie Marie, i loro due figli Henrik e Athena, e Nikolai e Felix, nati dal primo matrimonio di Joachim. Tra i commensali anche la Principessa Benedikte, una delle due sorelle minori della sovrana (la cui provvidenziale presenza ha evitato che si ritrovassero in 13 a tavola).

Splendida la mise en place: per l’occasione è stata utilizzata parte del servizio Flora danica, il più importante e lussuoso, usato l’ultima volta nel 1990 per celebrare gli 80 anni della Regina Madre Ingrid.

Il servizio fu realizzato alla fine del Settecento da The Kongelige Porcelainfabrik, la reale fabbrica di porcellane che oggi si chiama semplicemente Royal Copenaghen. I pezzi sono decorati con piante e fiori della flora danese, come erano stati rappresentati nell’enciclopedia botanica settecentesca intitolata appunto Flora danica.

Nato forse per essere donato all’Imperatrice Caterina II di Russia, il servizio rimase invece in Danimarca; comprendeva in origine circa 1800 pezzi, oggi “ridotti” a 1500, custoditi ed esposti al Castello di Rosenborg.

Nel 1862 la Royal Copenaghen riprese la produzione del servizio; se volete conoscerlo meglio, date un’occhiata al sito (in inglese) https://floradanica.royalcopenhagen.com/the-collection/

Lunga vita alla Regina!

Le foto del giorno – Lunga vita alla Regina!

Se i cittadini britannici si stanno preparando a celebrare in pompa magna i 70 anni di regno di Sua Maestà Elizabeth II, i danesi non sono da meno, dato che il 2022 porterà a Copenaghen ben due cinquantesimi da festeggiare. E se anche il mezzo secolo di vita della Principessa Ereditaria Mary sarà adeguatamente festeggiato, certo non potrà competere col giubileo d’oro di Sua Maestà Margrethe II. Che ascesa al trono il 14 gennaio 1972 alla morte del padre Frederik IX, da mezzo secolo, col motto L’aiuto di Dio, l’amore del popolo, la forza della Danimarca regna sulla Danimarca, le Isole Fær Øer e la Groenlandia.

In preparazione all’importante evento, oggi è stato diffuso il nuovo ritratto ufficiale dell’ottantunenne sovrana, ritratta da Per Morten Abrahamsen nella Kuppelsalen al Castello di Fredensborg.

Margrethe indossa una delle tiare più importanti della sua collezione, la Pearl Poiré: 18 grandi perle a pera (poiré) sospese in altrettanti archi di brillanti: un modello reso universalmente noto dalla Cambridge Lover’s Knot Tiara, indossata in tempi recenti anche dalla principessa Diana e dalla duchessa Catherine.

Le origini della tiara danese risalgono al primo quarto dell’Ottocento: sembra ormai certo che sia stata il dono di nozze di Friedrich Wilhelm III di Prussia a sua figlia Louise, che nel 1825 andava sposa a Frederik d’Olanda. Il gioiello dovette soddisfare molto il sovrano prussiano, infatti cinque anni dopo ne fece realizzare uno identico per Marianne van Oranje-Nassau, che sposava il figlio Albrecht. Mentre del secondo diadema si sono perse le tracce, il primo di eredità in eredità è arrivato alla sovrana danese grazie a sua madre Ingrid, nata principessa di Svezia. L’aggiunta di collier orecchini e spilla, che non sono nati insieme ma armonizzano a perfezione, ha creato una delle più regali demi parure dello scrigno danese.

Le celebrazioni del Giubileo d’oro – di cui questo è il logo, creato dall’agenzia Kontrapunkt – inizieranno lunedì 10 gennaio con la conferenza stampa della regina nella residenza ufficiale di Amalienborg, dove, nelle sale dedicate alla Royal Collection, sarà allestita la mostra “A Queen’s Jewelry Box” (che voglia di vederla!) che verrà inaugurata dalla stessa sovrana giovedì 13.

Venerdì 14 la giornata istituzionale: Margrethe e il figlio Frederik riceveranno la rappresentanza del Governo nel palazzo di Christiansborg, per poi raggiungere insieme con Mary, Joachim e Marie il Folketing, il Parlamento danese. Più tardi la scena si sposterà a Roskilde – la cui cattedrale ospita le salme dei sovrani danesi – per l’omaggio a Frederik IX nel cinquantesimo anniversario della morte, e alla regina Ingrid sua consorte.

Sabato 15, a mezzogiorno, durante il cambio della guardia la famiglia reale si affaccerà al balcone del palazzo di Cristiano IX ad Amalienborg. Secondo affaccio, questa volta al balcone del Municipio di Copenaghen – raggiunto in carrozza – dopo una cerimonia ufficiale e un pranzo. La serata renderà particolarmente felice la regina, che è un’appassionata, e verrà festeggiata all’Old Stage del Royal Theatre. raggiunto anche questo in carrozza con la scorta dello squadrone a cavallo del reggimento Gardehus. 

Le celebrazioni si concluderanno domenica 16 con una funzione nella Vor Frue Domkirke, la cattedrale di Nostra Signora a Copenaghen; in serata gran finale col gala dinner al castello di Christiansborg, con autorità e ospiti stranieri.

Dunque non prendete impegni, o almeno prendetene pochi!

Royal chic shock e boh

Che ne dite, riprendiamo la rubrica domenicale? Lady Violet è convalescente e va ancora un po’ a rilento, ma in questi giorni ci sono state occasioni interessanti che sarebbe un peccato non commentare insieme.

Gruppo di famiglia n°1

Sabato 15 maggio il quindicenne Christian di Danimarca, secondo in linea di successione dopo il padre Frederik, ha ricevuto la cresima. La cerimonia si è tenuta nella chiesa del Castello di Fredensborg, ed è stata l’occasione per vedere tutta la famiglia riunita: un’immagine veramente bellissima, col festeggiato e la sua famiglia in bianco e blu, e la nonna Margrethe in rosso. Elegantissima la sovrana in una mise color papavero che le illumina l’incarnato; che meraviglia queste signore agée vestite di colori brillanti, dovrebbero ispirare tutte le loro coetanee, tristi fidanzatine dei toni neutri. Sulla sua spalla brilla la spilla a forma di margherita che indossa in tutte le occasioni più importanti (l’aveva anche sull’abito da sposa). Chic.

Completo blu per i tre uomini di casa, tailleur pantaloni bianco per la quattordicenne Isabella, stile bon ton – gonna a pois e giacchina di tweed – per la piccola Josephine, 10 anni. Mise supersobria per Mary, che immaginiamo sia la regista di questa perfetta messa in scena: abito midi in seta a micropois firmato Iris&Ink, scarpe nude nella stessa tonalità della pelle (strategia infallibile per allungare le gambe) fascinator blu scuro, Più il tocco che dimostra come Mary abbia imparato a perfezione il linguaggio dei gioielli reali: sull’abito ha appuntato la Connaught Sapphire Brooch, una spilla composta da uno zaffiro contornato da diamanti con un piccolo festone di perle; diamanti e una perla anche nell’elemento pendente. Il gioiello fu donato alla principessa prussiana Luise Margarete in occasione delle sue nozze con Arthur, Duca di Connaught e Strathearn, settimo figlio della Regina Victoria. La loro figlia Margaret portò con sé la spilla andando sposa dell’erede al trono di Svezia, e alla sua morte prematura fu ereditata dall’unica figlia Ingrid, in seguito Regina Consorte di Danimarca e madre dell’attuale sovrana Margrethe II. Mary indossava la spilla il 21 gennaio del 2006, il giorno in cui Christian fu battezzato. Che vi devo dire, l’abito è un po’ triste e non mi fa impazzire ma tutto l’insieme, come avrebbe detto mia madre, mi è piaciuto molto. Chic.

Gruppo di famiglia n°2

Il 17 maggio Máxima d’Olanda compie cinquant’anni; nell’impossibilità di organizzare un gala comme il faut la pirotecnica sovrana si è dovuta accontentare di un concerto al Teatro Carré di Amsterdam, che sarà trasmesso in televisione. Con Máxima e Willem Alexander c’erano la ex Regina Beatrix (che dopo l’abdicazione ha ripreso il titolo di Principessa) e le tre figlie: l’erede al trono Catarina-Amalia, che a dicembre compirà 18 anni; Alexia, che ne avrà 16 il mese prossimo, e la quattordicenne Ariane. Tutte e tre altissime sembrano più grandi della loro età; come tutte le ragazze sperimentano per trovare il loro stile e perciò sospendiamo ogni giudizio; però sono certa che in futuro ci daranno grandi soddisfazioni, o almeno grande allegria. Vestite ognuna a modo suo – una fantasia oscura e un po’ punitiva per Amalia, stile gypsy per Alexia e effetto camicia da notte per Ariane – non potrebbero fornire un’immagine più diversa da quella della famiglia danese, ma in fondo è giusto che ognuno mostri le sue peculiarità.

(Ph: Patrick van Katwijk/WireImage)

La bionda regina ha scelto, come fa spesso, la creazione di uno stilista olandese, in questo caso la giovane Iris van Herpen. I cui abiti sono anche interessanti, ma rischiano di perdere molto del loro fascino quando scendono dalle passerelle. In questo caso si tratta di un fourreau color carne, ricoperto di tulle con un pattern azzurrognolo che sembra un ologramma, o un disegno in 3d.

Francamente lo trovo orrendo, o quanto meno non adatto alla gioiosa fisicità di Máxima. Nonostante l’impressionante demiparure di smeraldi, shock.

Gruppo di famiglia n°3

Martedì scorso Her Majesty accompagnata dal figlio Charles, poi relegato in postazione laterale, ha inaugurato il Parlamento. Di lei e della sua mise, elegantemente riciclata, abbiamo già parlato (Le foto del giorno – State Opening of Parliament 2021) ma c’è un dettaglio che rende la scelta di Sua Maestà teneramente significativa: l’abito a fiori grigi e gialli che completa l’insieme è stato indossato dalla sovrana nella fotografia che la ritrae con Philip per il suo novantanovesimo compleanno. Imbattibile.

La Duchessa di Cornovaglia, terzo e ultimo membro della Royal Family presente, pur rispettando il dress code che prevedeva una mise da giorno, ha scelto di vestire in bianco, colore tradizionalmente usato quando per l’occasione si indossa l’abito cerimoniale.

Bellissimo il cappello Philip Treacy, interessante il soprabito, giocato in due tonalità di bianco – la parte inferiore e una fila di rombi sono in un color ostrica, mentre la parte superiore e la fila di rombi a contrasto sono off white – anche se il tessuto piuttosto rigido non rende impeccabile il fitting. Perfetti gli accessori, rigorosamente in tinta, a partire dalle décolleté bicolori Chanel. Anche Camilla ha appreso a perfezione il linguaggio dei gioielli reali, e indossa una spilla appartenuta alla Queen Mother, un pezzo déco in cristallo di rocca circondato da diamanti, con diamante centrale; la trasparenza del cristallo di rocca rende il gioiello diverso a seconda del colore su cui viene appuntato; sul bianco è veramente favoloso. Chic.

Non è comparsa insieme alle altre, ma la Duchessa di Cambridge è sicuramente una delle royal ladies protagoniste dell’ultimo mese; per la grazia con cui ha affrontato il funerale del principe Philip, per la semplicità con cui ha festeggiato i dieci anni di matrimonio in famiglia, per il garbo e l’empatia con cui affronta i suoi impegni.

Tre giorni fa, in compagnia del marito, è stata a Wolverhampton, dove ha visitato tre organizzazioni che si occupano di bambini e ragazzi in difficoltà. Impeccabile il look da lavoro in total blue: sotto il cappotto lungo dei pantaloni ampia vita a lta (Jigsaw) e una blusa a pois con colletto smerlato (Tory Burch), che non mi fa impazzire ma almeno dà quel necessario tocco di luce. In più il dettaglio raffinato e very British della mascherina in tessuto Liberty. Chic.

Il 7 maggio aveva attirato l’attenzione di molti durante la visita al Royal London Hospital, seguita da quella all’archivio della National Portrait Gallery. In questo caso la scelta è caduta su un cappottino, della collezione 2018 di Eponine London, di un bellissimo rosso arancio foderato di blu elettrico. Si saranno ispirati al classico cappotto casentino? L’abbinamento col beige caramello spegne un po’ l’insieme, ma non mi dispiace. Deliziosa la borsa, la Nano Montreal di DeMellier. Anche questa volta chic.

Le foto del giorno – È Carnevale

Siamo probabilmente tutti concentrati in altro, e probabilmente chi non ha bambini se lo ricorda solo davanti a un vassoio di chiacchiere (non quelle di Lady Violet, ma le frappe, bugie, o crostoli) ma questi sono i giorni clou del Carnevale, che mai come quest’anno rischia di passare inosservato. Quale occasione migliore per una piccolissima rassegna di mise reali che replicano, o solamente citano il costume del personaggio della Commedia dell’Arte che Lady Violet ha sempre amato sopra ogni altro: Arlecchino.

Si inizia con un grande classico, che in effetti vi ho già mostrato (Happy Halloween!): Her Majesty Queen Elizabeth II, che il 1 dicembre 1999 partecipa alla Royal Variety Performance in scena al Birmingham Hippodrome con un incredibile abito da sera composto da gonna in squillante seta gialla (il colore varia un po’ a seconda della luce) e blusa in stampa ad arlecchineschi rombi; non è in maschera, ma lei è fuor di dubbio The Arlequeen. Questa mise fece un tale effetto da essere scelto, insieme con quello dell’incoronazione e altri cinque, per vestire una bambola simil-Barbie, ovviamente battezzata Lizzie.

L’origine di Arlecchino è antichissima, incarna lo spirito demoniaco che guida la processione dei dannati, diffuso in buona parte d’Europa; se ne può ritrovare traccia fino al diavolo Alichino, uno dei Malebranche protagonisti di un episodio dai toni comici nei canti XXI, XXII e XIII dell’Inferno. Non c’è però dubbio che quello più noto è il personaggio della Commedia dell’Arte, vestito del classico abito a losanghe colorate: è il servo ignorante ma furbo, il vero antagonista del potere costituito rappresentato in primis dal sovrano, dunque scelta perfetta nel giorno in cui si ribaltano i ruoli, come è il Carnevale che precede la sobrietà quaresimale, la notte di Halloween quando il mondo dei vivi e quello dei morti si rovesciano, o la Festa dei Folli, derivata dai Saturnalia romani, che si svolgeva a fine anno. Feste invernali, in attesa del ritorno della luce.

Questa fascinazione dei sovrani per il costume arlecchinesco, non necessariamente in veste di maschera, è davvero interessante; può dunque stupire che l’abbia indossato una delle sovrane più colte e legate al mondo teatrale?

Margrethe II deliziosa Arlecchina festeggia il nuovo anno, come da tradizione, insieme agli amici più cari: qui è al party di capodanno 2018 a tema The Nutcracker, lo Schiaccianoci, a casa della celebre star del balletto Susanne Heering. Accanto a lei il suo Arlecchino, il Principe Consorte Henrik, che morirà sei settimane dopo. Sicuramente meno impeccabile della moglie, ma in fondo altrettanto sicuramente fedele al suo stile.

Vederli – o piuttosto sbirciarli attraverso la porta – così sorridenti e complici, alla luce di ciò che sarebbe successo di lì a poco, stempera la tristezza in allegra tenerezza.

Ben prima delle due grandi regine, un’altra sovrana subì il fascino di Arlecchino: un abito ispirato al suo costume fu indossato da Ulrika Eleonora, Regina regnante di Svezia dal 1718 a1720, che abdicò poi in favore del marito Frederik von Hessen; questi salì al trono come Frederik I, con la moglie sua Regina Consorte. Non sappiamo quando quest’abito fu indossato, ma certo che è di eleganza e raffinatezza uniche.

Ne ha fatta di strada il goffo servitore, così povero da vestire di ritagli di stoffa!

Se volete vedere altri royals in costume, seguite il link Carnevale, ogni royal fancy dress vale

Finalmente il 2021!

Accompagnato come pochi altri da speranze e buoni auspici dai popoli del mondo intero, finalmente è arrivato l’attesissimo 2021. E come potremmo noi iniziarlo se non con gli auguri delle royal families? Alcune delle quali – e mi riferisco principalmente a quelle orientali – scelgono proprio il Capodanno per gli auguri al loro popolo, visto che ovviamente non celebrano il Natale.

Belli come sempre i sovrani del Bhutan con i due figli: il Principe Ereditario che compirà cinque anni in febbraio, e il piccolino, che a marzo spegnerà la prima candelina (o qualunque cosa si faccia nel regno himalajano), in posa per il mese di gennaio del calendario che viene loro dedicato ogni anno. Un paio di settimane fa la Regina Jetsun Pema ha annunciato la nascita di un’organizzazione, con linea telefonica gratuita, strutture d’accoglienza e personale specializzato, per fronteggiare l’emergenza della violenza domestica, che durante il lockdown ha assunto numeri e aspetti preoccupanti. A dimostrazione del fatto che per certe cose, purtroppo, tutto il mondo è paese.

(Ph: Imperial Household Agency via Jiji, Mainichi)

Indubbiamente meno charmant gli Imperatori del Giappone, che nel loro messaggio hanno ringraziato tutto il personale sanitario, ed espresso pensieri di solidarietà e speranza. Registrato il 28 dicembre nella residenza di Akasaka, e diffuso alle 5:30 del mattino del 1 gennaio, questo messaggio televisivo sostituisce in un sol colpo sia il tradizionale testo scritto dall’Imperatore, di norma pubblicato a capodanno, sia la cerimonia pubblica per lo scambio degli auguri. Perfettamente abbinati i sovrani, alle cui spalle spicca un bellissimo bonsai, augurio di lunga vita. E Lady Violet sempre più innamorata delle perle dell’Imperatrice.

Da questa parte del mondo, glissando sugli auguri di rami cadetti (no, non sto pensando agli esuli californiani) o di pretendenti a troni non più esistenti, anche la Regina Margrethe II rivolge ai Danesi gli auguri a capodanno piuttosto che a Natale. Auguri che quest’anno hanno un significato speciale: la sovrana, che ha compiuto ottant’anni nel 2020, ha iniziato il 2021 ricevendo la prima dose di vaccino contro il covid.

Non sappiamo ancora se la Royal Family abbia a sua volta iniziato a vaccinarsi, ma da Clarence House arriva comunque una bella notizia per iniziare l’anno. La Duchessa di Cornovaglia è un’appassionata lettrice, e senza sosta promuove la lettura: durante il lockdown ha spesso consigliato i libri che stava leggendo, consigli molto graditi da un’ampia platea. Ora è pronta per un nuovo progetto The Reading Room, una piattaforma di lettura dove offrirà consigli di stagione in stagione, con informazioni e curiosità su libri e autori; una community che gli appassionati di lettura ameranno sicuramente.

La trovate qui: https://instagram.com/duchessofcornwallsreadingroom?igshid=106vqv2uzj44p

In conclusione lasciatemi dire una cosa, che è superfluo dire a voi ma la dico lo stesso. L’account twitter di Charles e Camilla ha dovuto escludere i commenti, onde evitare la valanga di offese e cattiverie che la messa in onda di The Crown sembra aver rinfocolato. Ecco, se questa gente leggesse più libri avrebbe probabilmente un atteggiamento meno violento, magari imparerebbe qualcosa in più su ciò di cui pensa di sapere tutto, e forse vivrebbe anche meglio.

A Royal Calendar – Philippe e Mathilde, due cuori e un abito

belgium royal wedding

Alla fine del millennio Philippe, Duca di Brabante ed erede al trono belga, sembra avviato a un eterno celibato – situazione che come potrete immaginare presta il fianco a commenti più o meno discreti sul suo interesse per l’altro sesso – invece il 10 settembre 1999 arriva a sorpresa l’annuncio del fidanzamento. philippe mathilde fiançailles

Lei è Mathilde d’Udekem d’Acoz, il padre è barone (diventerà conte dopo le nozze della figlia), la madre discende da una famiglia principesca polacca. La fanciulla è giovane, bella, aristocratica, beneducata; ha studiato psicologia e lavora come logopedista. È anche belga, sarà la prima regina consorte ad essere nata nel paese e a parlare tutte e tre le lingue nazionali – francese, fiammingo e tedesco – il che è politicamente assai importante. Insomma è perfetta. Dopo il breve fidanzamento celebrato ufficialmente con un gala quindici giorni prima del matrimonio, e impermeabile alle voci che la vogliono agnello sacrificale in un matrimonio necessario ma combinato, la futura principessa affronta con la serenità e la pacatezza che abbiamo imparato a conoscere la lunga giornata nuziale. Per la cerimonia civile all’Hotel de Ville seguita da quella religiosa nella Cattedrale di Bruxelles dedicata ai Saints-Michel-et-Gudule, Mathilde indossa un abito disegnato per lei da Edouard Vermeulen, couturier della belga Maison Natan.

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(Ph: Mossay/EPA/Shutterstock)

Quando si parla delle mise indossate dalle royal ladies del BeNeLux bisogna tenere a mente due nomi: Natan per gli abiti e Fabienne Delvigne per i cappelli (vi ricordate il fagiano in testa a Máxima al matrimonio di Guillaume e Stéphanie del Lussemburgo?). Natan ha già vestito la Regina Paola, è discretamente famoso (e famoso per la sua discrezione), annovera tra le sue clienti altre teste coronate come Silvia di Svezia; però non viene scelto immediatamente: la casa reale si rivolge a diversi couturier che presentano varie proposte. mathilde wedding dress Vermeulen convince con la sua idea: per una futura principessa immagina un abito femminile e regale, moderno ma fuori dal tempo; per intenderci nulla a che vedere con quello di Diana del Galles della sorella dello sposo Astrid, con quelle maniche enormi così tipicamente anni ’80. La linea del modello dipende naturalmente dal tessuto; Mathilde vuole qualcosa di semplice e morbido, vuole la seta, ma è una scelta che presenta due problemi: da una parte il peso – in dicembre a Bruxelles l’inverno è già arrivato, e potrebbe perfino nevicare – dall’altra il fatto che un tessuto così leggero e privo di consistenza camminando tende a scivolare verso il basso aderendo alle gambe, qualcosa che dev’essere assolutamente evitato.

La soluzione è un pardessous – un cappotto di Corte lo definisce il couturier – con un collo montante che incornicia il bel viso della sposa; e coniuga il desiderio di Mathilde, che voleva sembrare uscita da un antico dipinto, con la certezza che sarà il suo volto ad attrarre per primo l’attenzione dei presenti (e dei fotografi). Un taglio sagomato sui fianchi fa sì che il soprabito si apra in uno strascico abbondante ma non pesante. Un insieme così lineare – seppure non privo di sontuosità – è il perfetto complemento dello splendido velo antico in pizzo di Bruxelles che le spose Ruffo di Calabria indossano dal 1877, quando Laure Mosselman du Chenoy, appartenente a un’importante famiglia belga, va in sposa a Fulco Ruffo di Calabria; sono i nonni della Regina Paola, che indossa il velo il giorno del suo matrimonio come prima di lei sua madre e dopo di lei figlia nuore e nipoti varie. Lo hanno indossato anche Mafalda d’Aosta, non a lungo sposa di Alessandro Ruffo e l’assai meno blasonata Melba Vicens Bello, intraprendente reginetta di bellezza da Santo Domingo, moglie (poi divorziata) di Fulco, fratello di Alessandro. 

Mathilde ferma il suo voile de mariage con la Diamond Bandeau Tiara, prestito della suocera Paola. L’elegante diadema déco è composto da una serie di E stilizzate; fu realizzato per la regina Elisabeth, moglie di Albert I, che la offrì in dono alla nuora Astrid per la nascita del terzogenito Albert, il padre dello sposo e marito di Paola. La regina italiana ha indossato spesso questa tiara, anche come collier de chien. belgium royal wedding tiara

Ciò che Lady Violet proprio non apprezzò di quel bel matrimonio fu il bouquet della sposa: rose bianche piccoli gigli e amaryllis affogati in una massa di fogliame verde che finiva per somigliare pericolosamente ad un cespuglio. Sicuramente sontuoso – o piuttosto abbondante – ma in contrasto con la ricercata morbidezza dell’abito. E a ventun’anni di distanza quella impressione resta immutata.belgium royal wedding bouquet

Entrambe le madri degli sposi scelgono le tradizionali tinte neutre, declinate in tonalità piuttosto scure; con la Reine Paola in un tailleur indeciso tra il grigio e il marrone, corredato di stola di astrakan per affrontare il rigore dell’esterno. Mi pare di ricordare che all’epoca si parlò di Armani come creatore, ma francamente non ci giurerei, non avendo trovato conferme. Osservando la mise, la giacca sembrerebbe avallare l’ipotesi, così come gli accessori, un po’ meno la gonna con quella lunghezza ibrida; in ogni caso elegante, e splendida.belgium royal wedding parents

Tra le altre signore presenti, molto chic – e non accade spesso – la sorella dello sposo Astrid con una mise che evoca gli anni ’40; pazzesca Margrethe di Danimarca in viola con un vortice di piume nere in testa; sempre bella ma un po’ troppo chiara Silvia di Svezia, perché alla fine pure il color ostrica finisce per sembrare bianco in foto ed è sempre, sempre, meglio di no.

(Ph: Getty, ove non diversamente specificato)

Royal chic shock e boh

Gravemente penalizzata dalla drastica riduzione di materia prima causata dalle regole anti covid, proviamo oggi a ripartire con la nostra rubrica settimanale sperando davvero di poter replicare l’appuntamento ogni settimana.

Le signore in rosso

Dress to impress? Máxima! La Regina Consorte d’Olanda mercoledì 7 era a Utrecht per il progetto “Più musica in classe” e ha scelto il total red: sontuoso cappotto kimono in cachemire rosso con ricami (Oscar de la Renta), abito monacale appena più scuro (Massimo Dutti), stivali (sono i Laura Boots di Gianvito Rossi), e come borsa un classica MM Delvaux. Sarà un insieme troppo sobrio? Rischio di passare inosservata o – peggio – di deludere le schiere di miei adoratori? Deve essersi chiesta la bionda sovrana, e dunque prima di uscire ha aggiunto un paio di orecchini.

Due bei serpentoni che dal giardino dell’Eden ricamato sul cappotto si sono arrampicati sulle sue orecchie. Io la trovo fantastica, ma in che categoria la mettiamo? Boh.

Il giorno (anzi, la sera) dopo si replica con la sua gemella diversa, la Regina dei Belgi, che con la famiglia al completo ha presenziato all’inaugurazione dell’anno accademico della École Royale Militaire, frequentata dalla figlia maggiore Elizabeth. Come Máxima anche Mathilde è alta e bionda; purtroppo è anche fedelissima di Natan, che l’altra frequenta con minore accanimento. Questa volta Edouard Vermeulen, boss della Maison belga, impone alla sua sovrana un abito da istitutrice che le regala una decina d’anni e un paio di taglie, completato da un giacchino di mohair e dalla mascherina d’ordinanza, mentre Fabienne Delvigne fornisce la clutch e il solito bandeau, che francamente inizia a stufare.

La Reine è bella, ha classe e grazia ed è perciò sempre piacevole, ma conciata così la trovo terribile. Shock.

Terza moschettiera del rosso questa settimana è Letizia di Spagna, che per una riunione nella Residencia de Estudiantes, a Madrid, ricicla un tailleur pantalone di Roberto Torretta già visto in altre occasioni. E come in tutte quelle occasioni lo accessoria nello sesso modo: stiletto rivelato dallo spacco del pantalone e clutch pitonata, la Maysa, di Carolina Herrera. La giacca è piuttosto interessante, caratterizzata dal motivo del finto gilet a vista, le maniche un po’ troppo lunghe; in generale non mi fa impazzire ma è un look muy Letizia, molto adatto sia alla Reina sia all’occasione, dunque chic.

Le signore in viola

La futura regina di Svezia giovedì 8 ha raggiunto Solna, cittadina nei pressi della capitale, dove sorge l’ospedale pediatrico dedicato ad Astrid Lindgren, e con la collaborazione della signorina Maija di 9 anni ha inaugurato una statua dedicata all’amata scrittrice, “mamma” di Pippi Calzelunghe. Piuttosto crepuscolare la mise scelta da Victoria: uno di quei vestitoni a fiorellini che ama tanto color glicine appassito, completo di tronchetti grigi come la borsa, e un soprabito rosa polvere firmato, come del resto l’abito, dal brand finlandese Andiata.

Un insieme che un’amica di Lady Violet avrebbe definito bonjour tristesse; ma perché rattristarsi così? Boh.

Sono giorni complicati per la regina di Norvegia: le voci che da tempo si susseguono sulle condizioni di salute di Re Harald sembravano aver trovato conferma la scorsa settimana, quando l’apertura del Parlamento per la prima volta in trent’anni si è tenuta alla presenza dell’erede Haakon e non dal sovrano, assente per problemi respiratori cui due giorni fa è seguito un intervento per la sostituzione di una valvola cardiaca. Sonja, col garbo la grazia e la dignità che le sono propri tiene fede alla su agenda, e mercoledì ha ricevuto a Palazzo Reale Ciana Phillips, vincitrice del Queen Sonja Print Award. Semplice ed elegante in un abito con baschina in sbieco, di un bel viola melanzana che le dona molto. E non vi stupiscano le calze di quel colore, negli anni ’80 erano il tratto distintivo di molte aristocratiche. Chic.

Le signore in beige

Premi da consegnare anche per Margethe di Danimarca: nel suo caso quelli per la ricerca sull’artrite, materia cui Lady Violet è dolorosamente sensibile. La sovrana è vestita in un modo che avrebbe scatenato l’entusiasmo materno (intendo di mia madre, non osando certo parlar della sua): gonna cammello, una bella giacca in tartan senza bottoni e camicia con fiocco, tornata assai di moda. Come Margrethe regalmente dimostra, fantasie diverse possono essere abbinate seguendo alcune semplici regole, la prima delle quali è naturalmente l’omogeneità dei colori. Chic.

Mentre il marito Albert II è in viaggio in Serbia, Charlène de Monaco è a Tbilisi, ospite della Presidente georgiana Salomé Zourabichvili. Camicia con fiocco anche per lei; nera, come gli stivali e la cintura che distrugge la linea della giacca, se mai ne ha avuta una. Neppure la gonna ha una gran linea, o è solo troppo grande, e quel beige cipriato non la valorizza affatto e accresce la mestizia dell’insieme. Shock. E non perché non amo i beige, giuro!

Le foto del giorno – Mary Jackie

Come ogni anno, il primo martedì di ottobre a mezzogiorno in punto si riapre il Folketing, il Parlamento danese. Alla prima seduta assistono di solito il monarca con membri della famiglia reale, e anche quest’anno la tradizione è stata rispettata, benché il drappello reale fosse più ridotto del solito: assenti il principe Joachim e sua moglie Marie che al momento vivono a Parigi, dove lui ha assunto il ruolo di addetto militare all’ambasciata danese.

Al suo arrivo dunque Margrethe II ha trovato solo sua sorella Benedikte e i Principi Ereditari che l’hanno salutata col solito affetto, pur nel pieno rispetto delle norme imposte dal covid. Semplicemente elegante la sovrana, che ha riciclato un completo già visto in altre occasioni: giacca e cappello in lana carta da zucchero scuro, blusa con fiocco nella stessa tonalità, gonna grigia. Perfetto per una ottantenne ancora in piena attività.

La sorella minore Benedikte, vedova del principe tedesco Richard zu Sayn-Wittgenstein-Berleburg, è secondo Lady Violet una delle donne più chic in circolazione, ed è anche molto bella. Incidentalmente ama anche il viola, e anche questa volta non ha voluto deluderci: soprabito in tweed e un feltro deep purple impeccabilmente inclinato. Splendida.

Non saprei dire se si fosse accordata con la suocera, ma anche la futura regina ha riciclato allegramente. La scelta di Mary è caduta su una gonna plissé rosa metallizzato che si era già fatta notare lo scorso anno ai CSR Awards, più giacchino avvitato (un po’ stretto al giromanica, invero), décolletées pitonate Gianvito Rossi, e soprattutto un pillbox di velluto.

Ora diciamocelo, qualunque donna indossi un cappellino di tale iconica foggia viene immediatamente accostata alla First Lady più chic della storia, la divina Jackie, anche quando l’accostamento risulti francamente improbabile. In questo caso invece, l’idea che la bella Mary – che mi ha sempre dato l’impressione di una che studia molto, e da fanciulla frequentò una scuola di portamento – tragga ispirazione proprio da Mrs. Kennedy non è peregrina. E altre foto pubblicate in questi giorni potrebbero essere considerate una conferma, con Mary che partecipa a un concorso di dressage allo Heslegård Sportsrideklub.

Appassionata amazzone come Jackie? O magari come Lilibet? Cascherebbe bene comunque, ottima mossa.