Le foto del giorno – È Carnevale

Siamo probabilmente tutti concentrati in altro, e probabilmente chi non ha bambini se lo ricorda solo davanti a un vassoio di chiacchiere (non quelle di Lady Violet, ma le frappe, bugie, o crostoli) ma questi sono i giorni clou del Carnevale, che mai come quest’anno rischia di passare inosservato. Quale occasione migliore per una piccolissima rassegna di mise reali che replicano, o solamente citano il costume del personaggio della Commedia dell’Arte che Lady Violet ha sempre amato sopra ogni altro: Arlecchino.

Si inizia con un grande classico, che in effetti vi ho già mostrato (Happy Halloween!): Her Majesty Queen Elizabeth II, che il 1 dicembre 1999 partecipa alla Royal Variety Performance in scena al Birmingham Hippodrome con un incredibile abito da sera composto da gonna in squillante seta gialla (il colore varia un po’ a seconda della luce) e blusa in stampa ad arlecchineschi rombi; non è in maschera, ma lei è fuor di dubbio The Arlequeen. Questa mise fece un tale effetto da essere scelto, insieme con quello dell’incoronazione e altri cinque, per vestire una bambola simil-Barbie, ovviamente battezzata Lizzie.

L’origine di Arlecchino è antichissima, incarna lo spirito demoniaco che guida la processione dei dannati, diffuso in buona parte d’Europa; se ne può ritrovare traccia fino al diavolo Alichino, uno dei Malebranche protagonisti di un episodio dai toni comici nei canti XXI, XXII e XIII dell’Inferno. Non c’è però dubbio che quello più noto è il personaggio della Commedia dell’Arte, vestito del classico abito a losanghe colorate: è il servo ignorante ma furbo, il vero antagonista del potere costituito rappresentato in primis dal sovrano, dunque scelta perfetta nel giorno in cui si ribaltano i ruoli, come è il Carnevale che precede la sobrietà quaresimale, la notte di Halloween quando il mondo dei vivi e quello dei morti si rovesciano, o la Festa dei Folli, derivata dai Saturnalia romani, che si svolgeva a fine anno. Feste invernali, in attesa del ritorno della luce.

Questa fascinazione dei sovrani per il costume arlecchinesco, non necessariamente in veste di maschera, è davvero interessante; può dunque stupire che l’abbia indossato una delle sovrane più colte e legate al mondo teatrale?

Margrethe II deliziosa Arlecchina festeggia il nuovo anno, come da tradizione, insieme agli amici più cari: qui è al party di capodanno 2018 a tema The Nutcracker, lo Schiaccianoci, a casa della celebre star del balletto Susanne Heering. Accanto a lei il suo Arlecchino, il Principe Consorte Henrik, che morirà sei settimane dopo. Sicuramente meno impeccabile della moglie, ma in fondo altrettanto sicuramente fedele al suo stile.

Vederli – o piuttosto sbirciarli attraverso la porta – così sorridenti e complici, alla luce di ciò che sarebbe successo di lì a poco, stempera la tristezza in allegra tenerezza.

Ben prima delle due grandi regine, un’altra sovrana subì il fascino di Arlecchino: un abito ispirato al suo costume fu indossato da Ulrika Eleonora, Regina regnante di Svezia dal 1718 a1720, che abdicò poi in favore del marito Frederik von Hessen; questi salì al trono come Frederik I, con la moglie sua Regina Consorte. Non sappiamo quando quest’abito fu indossato, ma certo che è di eleganza e raffinatezza uniche.

Ne ha fatta di strada il goffo servitore, così povero da vestire di ritagli di stoffa!

Se volete vedere altri royals in costume, seguite il link Carnevale, ogni royal fancy dress vale

Finalmente il 2021!

Accompagnato come pochi altri da speranze e buoni auspici dai popoli del mondo intero, finalmente è arrivato l’attesissimo 2021. E come potremmo noi iniziarlo se non con gli auguri delle royal families? Alcune delle quali – e mi riferisco principalmente a quelle orientali – scelgono proprio il Capodanno per gli auguri al loro popolo, visto che ovviamente non celebrano il Natale.

Belli come sempre i sovrani del Bhutan con i due figli: il Principe Ereditario che compirà cinque anni in febbraio, e il piccolino, che a marzo spegnerà la prima candelina (o qualunque cosa si faccia nel regno himalajano), in posa per il mese di gennaio del calendario che viene loro dedicato ogni anno. Un paio di settimane fa la Regina Jetsun Pema ha annunciato la nascita di un’organizzazione, con linea telefonica gratuita, strutture d’accoglienza e personale specializzato, per fronteggiare l’emergenza della violenza domestica, che durante il lockdown ha assunto numeri e aspetti preoccupanti. A dimostrazione del fatto che per certe cose, purtroppo, tutto il mondo è paese.

(Ph: Imperial Household Agency via Jiji, Mainichi)

Indubbiamente meno charmant gli Imperatori del Giappone, che nel loro messaggio hanno ringraziato tutto il personale sanitario, ed espresso pensieri di solidarietà e speranza. Registrato il 28 dicembre nella residenza di Akasaka, e diffuso alle 5:30 del mattino del 1 gennaio, questo messaggio televisivo sostituisce in un sol colpo sia il tradizionale testo scritto dall’Imperatore, di norma pubblicato a capodanno, sia la cerimonia pubblica per lo scambio degli auguri. Perfettamente abbinati i sovrani, alle cui spalle spicca un bellissimo bonsai, augurio di lunga vita. E Lady Violet sempre più innamorata delle perle dell’Imperatrice.

Da questa parte del mondo, glissando sugli auguri di rami cadetti (no, non sto pensando agli esuli californiani) o di pretendenti a troni non più esistenti, anche la Regina Margrethe II rivolge ai Danesi gli auguri a capodanno piuttosto che a Natale. Auguri che quest’anno hanno un significato speciale: la sovrana, che ha compiuto ottant’anni nel 2020, ha iniziato il 2021 ricevendo la prima dose di vaccino contro il covid.

Non sappiamo ancora se la Royal Family abbia a sua volta iniziato a vaccinarsi, ma da Clarence House arriva comunque una bella notizia per iniziare l’anno. La Duchessa di Cornovaglia è un’appassionata lettrice, e senza sosta promuove la lettura: durante il lockdown ha spesso consigliato i libri che stava leggendo, consigli molto graditi da un’ampia platea. Ora è pronta per un nuovo progetto The Reading Room, una piattaforma di lettura dove offrirà consigli di stagione in stagione, con informazioni e curiosità su libri e autori; una community che gli appassionati di lettura ameranno sicuramente.

La trovate qui: https://instagram.com/duchessofcornwallsreadingroom?igshid=106vqv2uzj44p

In conclusione lasciatemi dire una cosa, che è superfluo dire a voi ma la dico lo stesso. L’account twitter di Charles e Camilla ha dovuto escludere i commenti, onde evitare la valanga di offese e cattiverie che la messa in onda di The Crown sembra aver rinfocolato. Ecco, se questa gente leggesse più libri avrebbe probabilmente un atteggiamento meno violento, magari imparerebbe qualcosa in più su ciò di cui pensa di sapere tutto, e forse vivrebbe anche meglio.

A Royal Calendar – Philippe e Mathilde, due cuori e un abito

belgium royal wedding

Alla fine del millennio Philippe, Duca di Brabante ed erede al trono belga, sembra avviato a un eterno celibato – situazione che come potrete immaginare presta il fianco a commenti più o meno discreti sul suo interesse per l’altro sesso – invece il 10 settembre 1999 arriva a sorpresa l’annuncio del fidanzamento. philippe mathilde fiançailles

Lei è Mathilde d’Udekem d’Acoz, il padre è barone (diventerà conte dopo le nozze della figlia), la madre discende da una famiglia principesca polacca. La fanciulla è giovane, bella, aristocratica, beneducata; ha studiato psicologia e lavora come logopedista. È anche belga, sarà la prima regina consorte ad essere nata nel paese e a parlare tutte e tre le lingue nazionali – francese, fiammingo e tedesco – il che è politicamente assai importante. Insomma è perfetta. Dopo il breve fidanzamento celebrato ufficialmente con un gala quindici giorni prima del matrimonio, e impermeabile alle voci che la vogliono agnello sacrificale in un matrimonio necessario ma combinato, la futura principessa affronta con la serenità e la pacatezza che abbiamo imparato a conoscere la lunga giornata nuziale. Per la cerimonia civile all’Hotel de Ville seguita da quella religiosa nella Cattedrale di Bruxelles dedicata ai Saints-Michel-et-Gudule, Mathilde indossa un abito disegnato per lei da Edouard Vermeulen, couturier della belga Maison Natan.

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(Ph: Mossay/EPA/Shutterstock)

Quando si parla delle mise indossate dalle royal ladies del BeNeLux bisogna tenere a mente due nomi: Natan per gli abiti e Fabienne Delvigne per i cappelli (vi ricordate il fagiano in testa a Máxima al matrimonio di Guillaume e Stéphanie del Lussemburgo?). Natan ha già vestito la Regina Paola, è discretamente famoso (e famoso per la sua discrezione), annovera tra le sue clienti altre teste coronate come Silvia di Svezia; però non viene scelto immediatamente: la casa reale si rivolge a diversi couturier che presentano varie proposte. mathilde wedding dress Vermeulen convince con la sua idea: per una futura principessa immagina un abito femminile e regale, moderno ma fuori dal tempo; per intenderci nulla a che vedere con quello di Diana del Galles della sorella dello sposo Astrid, con quelle maniche enormi così tipicamente anni ’80. La linea del modello dipende naturalmente dal tessuto; Mathilde vuole qualcosa di semplice e morbido, vuole la seta, ma è una scelta che presenta due problemi: da una parte il peso – in dicembre a Bruxelles l’inverno è già arrivato, e potrebbe perfino nevicare – dall’altra il fatto che un tessuto così leggero e privo di consistenza camminando tende a scivolare verso il basso aderendo alle gambe, qualcosa che dev’essere assolutamente evitato.

La soluzione è un pardessous – un cappotto di Corte lo definisce il couturier – con un collo montante che incornicia il bel viso della sposa; e coniuga il desiderio di Mathilde, che voleva sembrare uscita da un antico dipinto, con la certezza che sarà il suo volto ad attrarre per primo l’attenzione dei presenti (e dei fotografi). Un taglio sagomato sui fianchi fa sì che il soprabito si apra in uno strascico abbondante ma non pesante. Un insieme così lineare – seppure non privo di sontuosità – è il perfetto complemento dello splendido velo antico in pizzo di Bruxelles che le spose Ruffo di Calabria indossano dal 1877, quando Laure Mosselman du Chenoy, appartenente a un’importante famiglia belga, va in sposa a Fulco Ruffo di Calabria; sono i nonni della Regina Paola, che indossa il velo il giorno del suo matrimonio come prima di lei sua madre e dopo di lei figlia nuore e nipoti varie. Lo hanno indossato anche Mafalda d’Aosta, non a lungo sposa di Alessandro Ruffo e l’assai meno blasonata Melba Vicens Bello, intraprendente reginetta di bellezza da Santo Domingo, moglie (poi divorziata) di Fulco, fratello di Alessandro. 

Mathilde ferma il suo voile de mariage con la Diamond Bandeau Tiara, prestito della suocera Paola. L’elegante diadema déco è composto da una serie di E stilizzate; fu realizzato per la regina Elisabeth, moglie di Albert I, che la offrì in dono alla nuora Astrid per la nascita del terzogenito Albert, il padre dello sposo e marito di Paola. La regina italiana ha indossato spesso questa tiara, anche come collier de chien. belgium royal wedding tiara

Ciò che Lady Violet proprio non apprezzò di quel bel matrimonio fu il bouquet della sposa: rose bianche piccoli gigli e amaryllis affogati in una massa di fogliame verde che finiva per somigliare pericolosamente ad un cespuglio. Sicuramente sontuoso – o piuttosto abbondante – ma in contrasto con la ricercata morbidezza dell’abito. E a ventun’anni di distanza quella impressione resta immutata.belgium royal wedding bouquet

Entrambe le madri degli sposi scelgono le tradizionali tinte neutre, declinate in tonalità piuttosto scure; con la Reine Paola in un tailleur indeciso tra il grigio e il marrone, corredato di stola di astrakan per affrontare il rigore dell’esterno. Mi pare di ricordare che all’epoca si parlò di Armani come creatore, ma francamente non ci giurerei, non avendo trovato conferme. Osservando la mise, la giacca sembrerebbe avallare l’ipotesi, così come gli accessori, un po’ meno la gonna con quella lunghezza ibrida; in ogni caso elegante, e splendida.belgium royal wedding parents

Tra le altre signore presenti, molto chic – e non accade spesso – la sorella dello sposo Astrid con una mise che evoca gli anni ’40; pazzesca Margrethe di Danimarca in viola con un vortice di piume nere in testa; sempre bella ma un po’ troppo chiara Silvia di Svezia, perché alla fine pure il color ostrica finisce per sembrare bianco in foto ed è sempre, sempre, meglio di no.

(Ph: Getty, ove non diversamente specificato)

Royal chic shock e boh

Gravemente penalizzata dalla drastica riduzione di materia prima causata dalle regole anti covid, proviamo oggi a ripartire con la nostra rubrica settimanale sperando davvero di poter replicare l’appuntamento ogni settimana.

Le signore in rosso

Dress to impress? Máxima! La Regina Consorte d’Olanda mercoledì 7 era a Utrecht per il progetto “Più musica in classe” e ha scelto il total red: sontuoso cappotto kimono in cachemire rosso con ricami (Oscar de la Renta), abito monacale appena più scuro (Massimo Dutti), stivali (sono i Laura Boots di Gianvito Rossi), e come borsa un classica MM Delvaux. Sarà un insieme troppo sobrio? Rischio di passare inosservata o – peggio – di deludere le schiere di miei adoratori? Deve essersi chiesta la bionda sovrana, e dunque prima di uscire ha aggiunto un paio di orecchini.

Due bei serpentoni che dal giardino dell’Eden ricamato sul cappotto si sono arrampicati sulle sue orecchie. Io la trovo fantastica, ma in che categoria la mettiamo? Boh.

Il giorno (anzi, la sera) dopo si replica con la sua gemella diversa, la Regina dei Belgi, che con la famiglia al completo ha presenziato all’inaugurazione dell’anno accademico della École Royale Militaire, frequentata dalla figlia maggiore Elizabeth. Come Máxima anche Mathilde è alta e bionda; purtroppo è anche fedelissima di Natan, che l’altra frequenta con minore accanimento. Questa volta Edouard Vermeulen, boss della Maison belga, impone alla sua sovrana un abito da istitutrice che le regala una decina d’anni e un paio di taglie, completato da un giacchino di mohair e dalla mascherina d’ordinanza, mentre Fabienne Delvigne fornisce la clutch e il solito bandeau, che francamente inizia a stufare.

La Reine è bella, ha classe e grazia ed è perciò sempre piacevole, ma conciata così la trovo terribile. Shock.

Terza moschettiera del rosso questa settimana è Letizia di Spagna, che per una riunione nella Residencia de Estudiantes, a Madrid, ricicla un tailleur pantalone di Roberto Torretta già visto in altre occasioni. E come in tutte quelle occasioni lo accessoria nello sesso modo: stiletto rivelato dallo spacco del pantalone e clutch pitonata, la Maysa, di Carolina Herrera. La giacca è piuttosto interessante, caratterizzata dal motivo del finto gilet a vista, le maniche un po’ troppo lunghe; in generale non mi fa impazzire ma è un look muy Letizia, molto adatto sia alla Reina sia all’occasione, dunque chic.

Le signore in viola

La futura regina di Svezia giovedì 8 ha raggiunto Solna, cittadina nei pressi della capitale, dove sorge l’ospedale pediatrico dedicato ad Astrid Lindgren, e con la collaborazione della signorina Maija di 9 anni ha inaugurato una statua dedicata all’amata scrittrice, “mamma” di Pippi Calzelunghe. Piuttosto crepuscolare la mise scelta da Victoria: uno di quei vestitoni a fiorellini che ama tanto color glicine appassito, completo di tronchetti grigi come la borsa, e un soprabito rosa polvere firmato, come del resto l’abito, dal brand finlandese Andiata.

Un insieme che un’amica di Lady Violet avrebbe definito bonjour tristesse; ma perché rattristarsi così? Boh.

Sono giorni complicati per la regina di Norvegia: le voci che da tempo si susseguono sulle condizioni di salute di Re Harald sembravano aver trovato conferma la scorsa settimana, quando l’apertura del Parlamento per la prima volta in trent’anni si è tenuta alla presenza dell’erede Haakon e non dal sovrano, assente per problemi respiratori cui due giorni fa è seguito un intervento per la sostituzione di una valvola cardiaca. Sonja, col garbo la grazia e la dignità che le sono propri tiene fede alla su agenda, e mercoledì ha ricevuto a Palazzo Reale Ciana Phillips, vincitrice del Queen Sonja Print Award. Semplice ed elegante in un abito con baschina in sbieco, di un bel viola melanzana che le dona molto. E non vi stupiscano le calze di quel colore, negli anni ’80 erano il tratto distintivo di molte aristocratiche. Chic.

Le signore in beige

Premi da consegnare anche per Margethe di Danimarca: nel suo caso quelli per la ricerca sull’artrite, materia cui Lady Violet è dolorosamente sensibile. La sovrana è vestita in un modo che avrebbe scatenato l’entusiasmo materno (intendo di mia madre, non osando certo parlar della sua): gonna cammello, una bella giacca in tartan senza bottoni e camicia con fiocco, tornata assai di moda. Come Margrethe regalmente dimostra, fantasie diverse possono essere abbinate seguendo alcune semplici regole, la prima delle quali è naturalmente l’omogeneità dei colori. Chic.

Mentre il marito Albert II è in viaggio in Serbia, Charlène de Monaco è a Tbilisi, ospite della Presidente georgiana Salomé Zourabichvili. Camicia con fiocco anche per lei; nera, come gli stivali e la cintura che distrugge la linea della giacca, se mai ne ha avuta una. Neppure la gonna ha una gran linea, o è solo troppo grande, e quel beige cipriato non la valorizza affatto e accresce la mestizia dell’insieme. Shock. E non perché non amo i beige, giuro!

Le foto del giorno – Mary Jackie

Come ogni anno, il primo martedì di ottobre a mezzogiorno in punto si riapre il Folketing, il Parlamento danese. Alla prima seduta assistono di solito il monarca con membri della famiglia reale, e anche quest’anno la tradizione è stata rispettata, benché il drappello reale fosse più ridotto del solito: assenti il principe Joachim e sua moglie Marie che al momento vivono a Parigi, dove lui ha assunto il ruolo di addetto militare all’ambasciata danese.

Al suo arrivo dunque Margrethe II ha trovato solo sua sorella Benedikte e i Principi Ereditari che l’hanno salutata col solito affetto, pur nel pieno rispetto delle norme imposte dal covid. Semplicemente elegante la sovrana, che ha riciclato un completo già visto in altre occasioni: giacca e cappello in lana carta da zucchero scuro, blusa con fiocco nella stessa tonalità, gonna grigia. Perfetto per una ottantenne ancora in piena attività.

La sorella minore Benedikte, vedova del principe tedesco Richard zu Sayn-Wittgenstein-Berleburg, è secondo Lady Violet una delle donne più chic in circolazione, ed è anche molto bella. Incidentalmente ama anche il viola, e anche questa volta non ha voluto deluderci: soprabito in tweed e un feltro deep purple impeccabilmente inclinato. Splendida.

Non saprei dire se si fosse accordata con la suocera, ma anche la futura regina ha riciclato allegramente. La scelta di Mary è caduta su una gonna plissé rosa metallizzato che si era già fatta notare lo scorso anno ai CSR Awards, più giacchino avvitato (un po’ stretto al giromanica, invero), décolletées pitonate Gianvito Rossi, e soprattutto un pillbox di velluto.

Ora diciamocelo, qualunque donna indossi un cappellino di tale iconica foggia viene immediatamente accostata alla First Lady più chic della storia, la divina Jackie, anche quando l’accostamento risulti francamente improbabile. In questo caso invece, l’idea che la bella Mary – che mi ha sempre dato l’impressione di una che studia molto, e da fanciulla frequentò una scuola di portamento – tragga ispirazione proprio da Mrs. Kennedy non è peregrina. E altre foto pubblicate in questi giorni potrebbero essere considerate una conferma, con Mary che partecipa a un concorso di dressage allo Heslegård Sportsrideklub.

Appassionata amazzone come Jackie? O magari come Lilibet? Cascherebbe bene comunque, ottima mossa.

Royal chic shock e boh – 2011 Royal wedding edition (parte seconda)

Oggi festeggiamo così il compleanno del Duca di Cambridge. Happy birthday!

Il 29 aprile 2011 è il gran giorno e una marea di ospiti, coronati e no, riempie le gotiche navate di Westmister Abbey.

Le colorate2011 royal wedding the queenNon potevamo che cominciare col gruppo che annovera una delle protagoniste della giornata oltre alla sposa (e alla sorella della sposa che conquista sul campo, retrospettivamente, l’attenzione del mondo). Her Majesty sceglie il giallo primula, a quanto pare il suo fiore preferito: un soprabito semplice ma di gran linea grazie alle nervature che partono dal collo privo di colletto. Scarpe e borsa in un beige chiarissimo al posto dei tradizionali nero o bianco; se proprio devo trovare un difetto, la corona del cappello è leggermente troppo alta, ma sono certa che di corone lei se ne intenda più di me. E poi ci pensa la favolosa True Lover’s Knot Brooch (perfetto pure il nome!) a riequilibrare i volumi. Royal chic.2011 royal wedding camillaLa Duchessa di Cornovaglia ha spalle larghe e sangue freddo, e affronta con l’ironico garbo che le è proprio anche il ruolo di matrigna, in un giorno in cui la donna che l’ha preceduta è naturalmente – e giustamente – nei pensieri di tutti. Per tenere un low profile opta per un cappello di Philip Treacy già indossato in altre occasioni ma poi incerta sul colore da scegliere per non sembrare troppo la madre dello sposo – ma neanche una che passa per caso – finisce col non scegliere. La sua sarta di fiducia Anna Valentine le confeziona un capetto diviso in due da un ricamo dorato: grigio-azzurro nella parte superiore rosa-beige in quella inferiore caratterizzata da una girandola di pieghe piatte. Ricordo che all’epoca qualcuno disse che ricordava un pandoro; peccato, le scarpe metallizzate di Jimmy Choo sono così belle! Boh.2011 royal wedding anneThe Princess Royal, zia dello sposo, opta per una redingote tapisserie (in francese sembra meno brutto) in fredde tonalità erbario – viola, grigio lavanda, verde lime – con gonna e polsini viola. Fino a un certo punto indovina gli accessori, scarpe e borsa, poi si piazza in testa quel cappellino che, come insegnerà a breve colei che sta per diventare sua nipote, va inclinato sulle ventitré, non piazzato in capo come un coperchio. Mi duole informarvi che tutte le volte che ha riciclato la mise, il cappello l’ha messo così, è proprio convinta. Convintamente shock. 2011 royal wedding spainNon ho visto una fotografia dei reali spagnoli presenti al matrimonio in cui non appaiano tutti e tre insieme come una moderna Triade Capitolina. Da un lato Sofía-Giunone in uno dei suoi classici tailleur di Margherita Nuez in lucida seta pesante color lavanda con grandi bottoni-pompon. Avrei evitato le scarpe spuntate e sostituito il piccolo fascinator con un cappello, ma lei è una vera regina, ed è quello che conta. Dall’altro lato Letizia-Minerva in un bellissimo abito cipriato dell’inevitabile Felipe Varela, lo stile anni ruggenti  è sottolineato dalla cloche con veletta che però più che a Zelda (Fitgerald) la fa assomigliare a Holly (Hobbie); saranno i boccoli? Diciamo la verità, alla corte spagnola i cappelli si portano poco e si amano ancor meno, per cui troppo bene è andata. Anche in questo caso non amo la scarpa spuntata, comunque assai più sobria di molte altre. In mezzo a loro Felipe-Giove fa sempre la sua figura. Chic cumulativo. 2011 royal wedding victoriaVictoria di Svezia è sposata da dieci mesi e ha quella gloriosa, luminosa bellezza di molte fanciulle da poco maritate. Sceglie il total color buttandosi sul melone, e si inguaina in un abito di una taglia in meno. Inadatti e francamente brutti i sandali, fantastica la pamela in paglia ton sur ton (della svedese Britta von Koenigsegg), ma come le è saltato in mente di vestirsi per un party in terrazza? Boh.

Nel 2011 il Regno Unito è retto da un governo di coalizione, e il Prime Minister David Cameron ha un vice: Nick Clegg, leader dei Lib Dem. I due arrivano al royal wedding accompagnati dalle rispettive signore: Sam Cam (come viene chiamata Samantha Cameron) indossa un Burberry color ottanio cui abbina coraggiosamente una stola arancio carico (e pure lei sandali con tacco e plateau altissimi, evidentemente molto di moda ma ugualmente orrendi). Passa alla storia per aver trascurato il dress code sostituendo il cappello con dei fermaglietti da adolescente, gesto davvero poco elegante. Miriam González Durántez passa alla storia e basta. È una bella signora, un’avvocata importante e la moglie del vicepremier. È anche spagnola, e decide di sottolineare la sua origine con la sua impressionante mise in seta grigia doppiata in nero tulle point d’esprit, coronandosi con un orgiastico fiore rosso. Ora per carità va bene tutto, tranne un abito che segna così rivelando l’underwear. Shock+shock, in coalizione.

Ladies in blue 2011 royal wedding carolePremessa: è un colore che mi piace solo nelle tonalità scure, non amo molte delle sfumature più chiare (soprattutto i turchesi), in più lo trovo un po’ scontato in questo contesto, troppo rassicurante. Ma se Carole Middleton – madre della sposa, in procinto di entrare nella royal family – ha bisogno di essere rassicurata (anche se non sembra una che si spaventa facilmente) noi l’approviamo senz’altro. I rumors raccontano che avrebbe dovuto indossare una mise di Lindka Cierach, ma a poche settimane dal matrimonio Carole cambia idea preferendo puntare su Catherine Walker, tra l’altro una delle Maison preferite dalla defunta Diana. Il risultato è un completo in azzurro ghiaccio: abito più pardessous con alamari; Jane Corbett crea a corredo un cappello saucer (parola che indica sia il piattino sotto tazza sia il disco volante) nella stessa tonalità e con gli stessi dettagli; perfetti gli accessori chiari. Mrs Middleton è senz’altro una bella donna in splendida forma, ma non ha movenze particolarmente eleganti (tende a tenere le gambe troppo discoste, caratteristica sottolineata dagli abiti spesso troppo corti); in questo caso poi non mi piace il cappello piazzato così sulla testa, coi capelli in uno stile troppo casual. Carole stavolta ti trovo relativamente chic, ma pensa a uno chignon. 2011 royal wedding eugenieDi Eugenie di York in blu si possono dire molte cose, ma certo non che sia scontata. La principessa, all’epoca appena ventunenne, per le nozze del cugino si rivolge a Vivienne Weswood che per i due party serali le fornisce due splendidi abiti che ne sottolineano meravigliosamente la silhouette a clessidra. Poi impazzisce, e per l’occasione più importante barda la povera Eugenie con una gonna turchese dalla forma incerta più un bustier infiocchettato in fantasia assortita. Pure Philip Treacy ci mette del suo, e piazza sul capino dell’incolpevole fanciulla un cappellino à la Robin Hood, con fiori viola (grazie, ma non era il caso), piume grigie e una punta tra gli occhi che se non è diventata strabica quel giorno è al sicuro per sempre. Un look che evoca le sorellastre di Cenerentola del film Disney e la perseguiterà per anni. Shock.

Mathilde, non ancora regina dei Belgi e Sophie Winkleman già Lady Frederick Windsor (nuora di Michael di Kent) si rivolgono entrambe ad Armani, si vede e devo dire purtroppo: almeno fino alla vita sono vestite praticamente uguali, con l’aggravante del cappello Philip Treacy che se non è identico poco ci manca. La mise della bionda Mathilde è un tailleur con gonna a corolla in una seta turchese che più che lucida è proprio catarifrangente e lei, non contenta dello scivolone di King Giorgio, aggiunge quelle che sembrano le tristi scarpe ortopediche cui erano condannate le vittime della polio. E dire che indossa anche la Laurel Wreath Tiara come collier. Shock. Più sobria la bruna Sophie: il suo è un completo abito e soprabito in tessuto opaco blu scuro, ma ormai il guaio è fatto. Boh. 2011 royal wedding margretheHo già detto che non mi piace il turchese? L’ho detto. Ma come si fa a non amare Margrethe II di Danimarca? E in quante potremmo indossare quel cappellino senza sembrare un teletubby? Adoro le mani in tasca, avrei evitato le scarpe di quel colore, peggiorate da una borsetta nera (giuro!). Però c’è il tocco di classe la sua spilla preferita, quella a forma di margherita – che la rappresenta e che indossava anche al suo matrimonio – appuntata sul bavero. Né chic né shock né boh, unica. 2011 royal wedding maria teresaPremio peggior fitting di tutto il royal wedding a Maria Teresa del Lussemburgo, con un tailleur azzurro polvere che non sarebbe neanche bruttissimo, ma ha le maniche un po’ strette e soprattutto è stropicciato in modo intollerabile. Il gran cappello di paglia è piuttosto banale e la schiaccia ancora di più, sugli accessori stenderei un velo pietoso; francamente l’unica cosa che salvo è il marito. Shock. 2011 royal wedding beckhamLei non è una royal lady ma merita una menzione speciale. Victoria Beckham abbondantemente incinta arriva caracollando sui 16 centimetri di tacco delle Daffodile di Christian Louboutin, mettendo in serio pericolo la creatura. L’abito è una sua creazione per la stagione seguente, ma allungato e allargato per adattarsi all’occasione assume ahimé le dimensioni di una tenda canadese. In precario equilibrio sulla fronte un altro Philip Treacy, e abbiamo capito che questa non è la più riuscita delle sue collezioni. L’espressione di gioiosa letizia è tipica della signora, mica come il marito che banalmente sorride. Se non vi fate distrarre dallo sguardo malandrino di David, noterete che s’è appuntato la decorazione dalla parte sbagliata. Noi lo perdoniamo ma la moglie, così high-profile, non se n’è accorta? Shock.

Non è ancora finita, a breve un altro post dedicato ai numerosissimi ospiti dei Duchi di Cambridge al loro matrimonio. Intanto, se volete, il post sul party prenuziale lo trovate qui Royal chic shock e boh – 2011 Royal wedding edition (parte prima)

Royal chic shock e boh – 2011 Royal wedding edition (parte prima)

Il 29 aprile HRH Prince William of Wales e Miss Catherine Elizabeth Middleton diventano TRH The Duke and Duchess of Cambridge; Lady Violet (in questo tripudio di titoli piazziamoci almeno una Lady), accogliendo la gentile richiesta di una lettrice, ha deciso di celebrare l’evento così, con la vostra rubrica preferita – se continua il lockdown chissà quando potremo riprenderla – e una bella rassegna delle mise delle invitate.

Partendo dal pre wedding party offerto dalla Regina alle teste coronate arrivate a Londra per assistere al matrimonio. Il party, dove brilla l’assenza degli sposi, si svolge la sera del 28 aprile nello scicchissimo Mandarin Oriental Hotel a Knightsbridge, poco lontano da Harrod’s (e proprio di fronte a Harvey Nichols, se vogliamo continuare con i department store più cool).

Le Regine cambridges wedding the queenCon la felicità che le si legge negli occhi, nella doppia veste di nonna dello dello sposo e padrona di casa, HM The Queen è in azzurro fiordaliso, a ramages oro chiaro di incerte forma e distribuzione, più drappeggio sul davanti che rivela la regal biancheria, e questo non è bello. Non mi entusiasma neppure la borsa dorata a doppio manico, però è interessante vederla con una demi parure in oro invece delle classiche perle. I beg your pardon Ma’am, boh.

cambridges wedding margrethe

Margrethe di Danimarca arriva da sola; i principi ereditari restano a Copenaghen con i gemelli nati da appena tre mesi (e i due bambini più grandi). Abito color block che fa l’effetto tshirt su gonnellone; l’accostamento cioccolato-glicine è interessante, ma l’insieme non mi convince. Orrenda la borsetta dorata, ma mozzafiato la coppia di brooches a sottolineare lo scollo quadrato. Insomma, boh. cambridges wedding sofiaSofía di Spagna è invece in compagnia dei principi ereditari Felipe e Letizia. Per lei un abbondante abito della fida Margarita Nuez in taffetà color bronzo doppiato in tulle, con corpino e maniche in pizzo che si intravvedono sotto la cappa in due tonalità di beige, cui è stata aggiunta una sciarpa color acquamarina, dovesse fare freddo. L’effetto finale è quello di una poltrona con un paio di plaid sopra. Shock. cambridges wedding maria teresaNon esattamente una regina, ma comunque consorte di un sovrano – che è sempre un accessorio  piuttosto decorativo – Maria Teresa del Lussemburgo è donna che non ha timore di osare, nemmeno il rosso sul red carpet. E fa bene, questo Saint Laurent è una delle sue migliori mise di sempre. Ulteriore tocco royal la clutch dorata appartenuta alla suocera Joséphine Charlotte, nata principessa del Begio. Chic.

Le principesse ereditarie

La Duchessa di Cornovaglia, negli scomodi pani di matrigna dello sposo, indossa un elegante abito in pizzo blu notte, che le sta benissimo. Però. Però è l’unica in corto, un po’ inopportunamente. Il dress code non era chiaro? La sua femme de chambre ha bruciato quello lungo col ferro da stiro? Camilla ci ha rovesciato dello sherry? Boh. In compenso nella foto a sinistra potete incontrare la party planner: è la bella signora dai capelli rossi e l’abito verde scuro, Lady Elizabeth Shakerley, nata a Windsor Castle da una cugina materna della Regina, Anne Bowes-Lyon (che in seconde nozze sposò un principe di Danimarca, ma questa è un’altra storia). cambridges wedding letiziaAl contrario di Camilla Letizia, all’epoca ancora Principessa delle Asturie, sfoggia un abito da gran sera di Felipe Varela in mussola di seta e tulle di un bellissimo grigio lavanda, ricamato a tralci di vite, rose e viole. È vero, l’abito è eccessivo per l’occasione,  braccia e spalle un po’ troppo ossute, ma questa è una delle mise di Letizia che preferisco in assoluto, che lei astutamente ricicla. Chic. cambridges wedding mathildeMathilde dei Belgi, all’epoca Duchessa di Brabante ama l’arancio, lo indossa spesso e ha ragione, le sta benissimo. In questo caso però il modello dell’abito non la valorizza – molti commentarono che sembrava incinta – eccessivo il drappeggio, incerta la lunghezza. E poi quei piedini al’indentro… insomma, boh. cambridges wedding victoriaVictoria di Svezia è la Principessa Ereditaria-in-chief, perché è l’unica del gruppo a diventare regina titolare e non consorte, portando con sé sul trono l’adorato Daniel. Qui è sposata da soli dieci mesi, ancora in luna miele – ma in fondo lo è anche adesso, innamorata come il primo giorno – l’abito rosso Escada con doppio nodo in posizioni strategiche ne sottolinea la bella linea (sposare il proprio personal trainer ha i suoi vantaggi). Non sarà una mise leggendaria ma la fanciulla è così bella e felice che è un piacere guardarla, ed è in grado di offuscare tutto il resto, anche il tremendo smoking del marito, che sbaglia pure il papillon. Chic, ma solo lei. cambridges wedding marie chantalBanale il giusto Marie Chantal, moglie del diadoco e dunque principessa ereditaria del non più esistente regno di Grecia, in abito beige rosato, firmato Vuitton come la clutch. Brutto il corpino con un incrocio drappeggiato, ulteriormente penalizzato dall’esiguità del décolleté, imperdonabile il segno chiaro del costume. Darling, mica sei a Mykonos. E stai attenta che Pavlos ti pesta lo strascico. Shock.

Le altre cambridges wedding sophieRosso anche per la Contessa di Wessex, zia dello sposo, imbustata in un rigido abito di Bruce Oldfield che pare un cono di plastica, di quelli che sulle strade delimitano il restringimento di corsia (sembra si chiami “cinesino”, fonte La Settimana Enigmistica). Al vertice, una sorta di origami (che però è giapponese) a tre strati, che per di più evidenza il ciccetto dell’ascella. Anche Sophie mi cade sul segno del costume, neanche fosse la grigliata di ferragosto. Favoloso il collier, ma avrebbe meritato ben altro habitat Shock.

cambridges wedding beatrice

Le principesse York, cugine dello sposo alla prima uscita davvero importante della loro vita, non indovinano proprio tutto: Beatrice arriva al party prenuziale indossando lo Zaza Dress della stilista australiana Rachel Gilbert, la quale recidivamente continua a proporlo in collezione. Diciamo che la principessa, che ama sperimentare, ha deciso di partire dalla gavetta, ma mi chiedo come sia entrata in quest’orgia di zigzag  strassati; con un calzascarpe? E Bea, almeno il braccialetto a boule sfaccettate lo potevi lasciare sul comò. Shock. cambridges wedding eugenieLa riscatta la sorella minore Eugenie, in nero Vivienne Westwood che le sta d’incanto, esaltando la sua linea a clessidra; un modello vagamente gothic che a una ragazza di soli 21 anni è senz’altro consentito, anche in una occasione del genere. Per me, una delle più chic. cambridges wedding tatianaLa bellissima Tatiana Blatnik è da pochi mesi principessa di Grecia, avendo sposato Nicholaos, il terzogenito degli ex sovrani Costantino e Anne-Marie. Per lei Giorgio Armani allunga un abito couture pensato per arrivare sopra la caviglia, in uno splendido punto di blu. Anche la clutch fatta a fiocco stilizzato è di Re Giorgio, che se avesse visto quell’orchidea piazzata in testa l’avrebbe disintegrata con lo sguardo, ma tant’è. Comunque chic. cambridges wedding charleneAlla fine arriva lei – se non ricordo male arrivarono davvero in ritardo, e Albert attribuì la colpa al parrucchiere – Miss Charlene Wittstock è l’unica del gruppo priva di titolo, che acquisirà sposando il Principe di Monaco nove settimane più tardi. Tutti si aspettano di vederla in Armani, che l’aveva già vestita in precedenza e le stava realizzando l’abito da sposa, invece lei sceglie il primo di una lunga serie di Akris, maison svizzera che non è certo all’altezza di Re Giorgio (d’altronde chi lo è?). Un abito in seta dupioni, con  quell’effetto lucido che trovo un po’ cheap, arricchito da petali tagliati al laser, in organza come la stola. Lei all’epoca era davvero bella, e come avrebbe detto mia madre “nell’insieme fa la sua figura” ma per me resta un mistero come si possa preferire ad Armani questa roba. Boh.

(Ph Getty Images)

Stay tuned per la seconda parte, con le mise indossate dalle ospiti alla cerimonia.

Il post sull’abito della sposa lo trovate qui  Due compleanni, un anniversario e un’onorificenza tutta nuova

 

Le foto del giorno (1) – The Birthday Girl

Festa grande a Copenaghen per gli ottant’anni della Regina Marghethe. O meglio, ce ne sarebbe una grande, grandissima, epocale, secondo gli usi di quella corte e i gusti della festeggiata. Ma è arrivato il Covid-19 a sparigliare le carte e dunque ci si è organizzati come si poteva. FB_IMG_1587043345824La giornata per Margrethe è iniziata con lo staff di Palazzo riunito, mantenendo le debite distanze, a cantarle gli auguri – non la classica Happy Birthday ma una canzone tradizionale danese – che la sovrana ha accolto con gioia soddisfatta. FB_IMG_1587043363611Affacciandosi dalla balaustra Sua Maestà ci ha donato la visione della sua robe de chambre: un ampio indumento – camicione da notte? vestaglione? abito da casa della bisnonna? – completato da un’ampia fascia per capelli che ha fatto sentire meno sole tutte le donne del mondo (almeno quello occidentale) che in questi giorni di romitaggio forzato si dividono tra ricrescita e maschere per il viso, anche quelle più improbabili, allo yogurt o all’avocado, alimenti che sembrano nati per finire spiaccicati sulla faccia.

Colleghi sovrani – alcuni dei quali sono anche suoi cugini – non hanno fatto mancare i loro videoauguri. Sarà finita qui? Qualcosa mi dice di no.

 

Le foto del giorno – Margrethe: ottanta voglia di festeggiar

Aprile è il più reale dei mesi, con ben quattro sovrani che compiono gli anni nel giro di una sola settimana. Se martedì 21 The Queen celebrerà i suoi gloriosi 94, e il 16 Henri Granduca del Lussemburgo raggiunge i 65, altri due girano la boa del decennio. Siamo certi che lo schivo Philippe dei Belgi, sessant’anni domani – mercoledì 15 – avrebbe celebrato comunque assai sobriamente, ma da Margrethe di Danimarca ci aspettavamo davvero gli effetti speciali per le ottanta candeline che spegnerà giovedì 16.

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(Ph. Per Morten Abrahamsen)

Poi è arrivato il Covid-19 a stravolgere i piani di tutti, e non ci resta altro che attendere per vedere cosa si inventeranno a Copenaghen per rimpiazzare gala sontuosi e bagni di folla, sicuramente previsti. Intanto sono arrivate tre nuove immagini della regina con la sua successione: il Principe Ereditario Frederik con il suo primogenito, il quattordicenne Christian.

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(Ph. Per Morten Abrahamsen)

Non tutte fotografie riuscitissime, devo dire; ritratti nel salotto rosso di Amalienborg, il futuro re è preso di sguincio e sembra sproporzionato, sarà per questo che il figlio lo guarda sornione? (confesso, ad attirare la mia attenzione è stato il quadro sulla parete di destra: una Madonna con Bambino e San Giovannino – anche se i due piccoli sembrano coetanei – sicuramente del Cinquecento italiano, di cui non sono riuscita a trovare informazioni).

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(Ph. Per Morten Abrahamsen)

Nella terza sembrano infilati in un ascensore (regale, eh), però si apprezzano sia il bell’abito viola della sovrana che ne sottolinea la silhouette slanciata – e ha mandato in sollucchero Lady Violet –  sia la famosa spilla a forma di margherita, indossata anche il giorno delle nozze, di cui parleremo a breve.

Intanto, se volete, potete inviare i vostri auguri sulla pagina dedicata nel sito della monarchia danese; una selezione sarà pubblicata sulle piattaforme social ufficiali http://kongehuset.dk

 

Le foto del giorno – 9 ottobre

Ormai è chiaro, se siete a Copenaghen il posto più cool della città è senz’altro la metropolitana, che in meno di una settimana ha ospitato una regina e un presidente. Ma se la visita di Margrethe II (ne abbiamo parlato qui Le foto del giorno – 4 ottobre ) non sorprende, il presidente – il nostro, Sergio Mattarella impegnato in un breve tour danese – che cosa è andato a fare? Mattarella Copenaghen metroSemplice, quello che il capo dello stato fa spesso in giro per il mondo: celebrare il Made in Italy. In questo caso, la stazione di Gammel Strand, realizzata da società italiane. E poteva mancare un selfie? Domanda retorica, certo che no, ma per Lady Violet è sempre una delizia il modo in cui signore e signori un po’ agé si prestano a questi usi moderni, con grande disinvoltura è un sorriso che ha sempre una sfumatura ironica (nel caso di Mattarella anche sorniona). Mattarella Copenaghen selfieAccompagnato dalla figlia Laura, il Presidente è stato ricevuto a colazione dalla regina Margrethe, che ha così ricambiato l’invito al Quirinale di due anni fa, quando venne a Roma per i 50 anni di Det Danske Instituts (l’Istituto Danese) nel nostro paese. Mattarella CopenaghenSuperando la commozione che mi coglie nel vedere finalmente una immagine autenticamente autunnale, non si può non notare l’impeccabile cappotto scuro del Presidente (che sembra sia assai freddoloso) contrapposto a quello panna della figlia, che se non erro ha già indossato, dall’inutilmente punitiva forma a sacchetto, e assolutamente troppo corto. Mattarella Copenaghen MargretheUna volto rimosso il pardessous, la nostra First Daughter ha rivelato una mise blu scurissimo, che infelicemente abbinata a quella della sovrana – e al corretto abito paterno – dà al tutto un’aria un po’ funerea, appena stemperata dagli ori dello sfondo (e dai capelli bianche di due dei presenti). Proviamo a indovinare, avrà voluto ispirarsi al Principe Danese par excellence, il tormentato e solitamente nerovestito Amleto?