Le foto del giorno – Together at last…

Dopo le foto di famiglia, arrivano quelle della coppia che quest’anno festeggia(?) i dieci anni di matrimonio. Anche queste pubblicate sull’account Instagram di lei – anche il titolo è suo – e rilanciare da quello di lui.

Forse qualcuno di voi potrebbe essere colpito dalla scarsa naturalezza delle pose, ma ricordiamoci che di tratta dei protagonisti del bacio nuziale più goffo degli ultimi decenni. Quello che colpisce – al cuore, va detto – Lady Violet è l’aspetto di Charlène, magra, pallida e con gli occhi cerchiati.

La prima volta che la principessa sembra davvero malata, e più gravemente di quanto ci si potesse aspettare. Speriamo che siano solo foto venute male; restano molte perplessità su gestione e comunicazione di questa storia, che speriamo presto diventi solo un ricordo.

Le foto del giorno – All together now

Pubblicate sull’account Instagram di Charlène, rilanciare dai social di Albert, sono arrivate le fotografie che testimoniano la reunion dei Grimaldi.

Come era stato annunciato pur senza entrare nei dettagli, il sovrano di Monaco e i suoi due bambini sono volati in Sudafrica per una visita alla principessa consorte, ufficialmente impossibilitata a rientrare nel Principato a causa di una non meglio specificata, e sempre più misteriosa, infezione otorinolaringoiatrica, per la quale Charlène sarebbe stata di recente sottoposta a un intervento chirurgico durato quattro ore.

La cosa più notevole dell’insieme, che sprizza una non insolita mestizia, è la coiffure della piccola Gabriella, con frangetta a freccia che secondo le parole della madre si sarebbe tagliata da sé; e in definitiva potrebbe essere la ragione del suo broncio.

Arrampicata sull’albero insieme col fratello Jacques sembra sicuramente di umore migliore, e il suo legame con la discendenza di Grace sempre più evidente, mentre l’erede al trono è più wittstockiano, e meno esuberante e disinvolto della sorella.

Che vi devo dire, la situazione è quella che è, e forse persino peggio, in un senso o nell’altro; vedremo se davvero Charlène tornerà nel Principato a ottobre, o almeno per il settimo compleanno dei gemelli, quindici giorni prima di Natale. Non avendo notizie di prima mano Lady Violet si astiene da ogni commento, ma non vi sorprenderà sapere che sono sempre meno quelli che credono alla gravità della malattia, mentre rispuntano, e si infoltiscono, le voci su una terza paternità corsara di Albert, risalente al periodo in cui era già legato alla bionda fanciulla sudafricana.

Personalmente le foto di questa famiglia mi comunicano spesso un senso di disagio triste, e questa volta anche il solito sorriso di Albert sembra appannato, non saprei se per preoccupazione o insofferenza. La palma della peggiore oggi va allo scatto che ritrae insieme madre e figlio, lui che la abbraccia e lei che guarda altrove (no, non verso il sol dell’avvenire). Però belli gli stivali.

Quante spose di luglio!

Those who in July do wed, must labour for their daily bread

Chi si sposa a luglio si deve guadagnare il pane quotidiano. Probabilmente perché per loro portare il pane in tavola non è di solito un problema, luglio è un mese gettonatissimo per i royal wedding, compreso il più famoso di tutti , quello di Charles e Diana, ormi entrato negli anta.

Se Paola Ruffo di Calabria lascia Roma alla volta di Bruxelles per diventare Principessa di Liegi il 2 luglio 1959 sposando Albert – fratello del Re dei Belgi e poi re a sua volta – nel 2014, il 6, il maggiore dei nipoti della coppia, Amedeo, fa il percorso inverso e viene in una Roma torrida a sposare la deliziosa – e italianissima, nonostante il cognome – Elisabetta Rosboch Von Wolkenstein. Paola indossa un abito couture e il sontuoso velo ereditato dalla nonna (belga a sua volta) che nell’emozione del momento finisce per calpestare. Elisabetta è in Valentino dalla testa ai piedi; nel suo caso il prezioso velo di famiglia resta nel comò.

(Ph: Riccardo De Luca)

È il 3 luglio 1993, un sabato, quando la cattedrale di Vaduz addobbata a festa accoglie il principe ereditario, Alois, che sposa la duchessa Sophie in Bavaria. Nonostante la proverbiale discrezione del Liechtenstein, è un matrimonio molto interessante per più di una ragione: innanzi tutto il rango dell’aristocraticissima sposa, che non solo appartiene al casato dei Wittelsbach, ma è anche nella linea di successione giacobita, che discendendo da James II si oppone alla successione degli Hannover, quella della Royal Family regnante. In secondo luogo abbonda di scapoli d’oro più o meno alla ricerca di una consorte di rango adeguato; all’epoca qualcuno sogna un matrimonio tra l’allora venticinquenne Principe delle Asturie Felipe e Tatjana, sorella ventenne dello sposo. Philippe del Belgio, timido e riservato, ha 33 anni ed è quasi fuori tempo massimo; è l’erede apparente al trono su cui siede solidamente lo zio Baudouin: la sua situazione apparentemente tranquilla si ribalta in appena 4 settimane, con la morte dello zio e l’inattesa ascesa al trono del padre Albert. Philippe trova in seguito l’anima gemella in Mathilde d’Udekem d’Acoz che sposa nel dicembre 1999.

Lady Violet, che deve di lì a breve fare da testimone a due delle sue migliori amiche – sempre damigella e mai sposa! – cerca ispirazione per le sue mise nei reportage di questo royal wedding, ispirazione che genera un clamoroso cappello di paglia con fiocco in organza per uno dei due matrimoni, celebrato di mattina.

Se il matrimonio di Philippe e Mathilde è l’ultimo royal wedding del millennio, il penunltimo credo proprio che sia quello di Alexia di Grecia, primogenita dei deposti Costantino e Anne-Marie, che il 10 luglio sposa nella cattedrale ortodossa di Londra l’architetto spagnolo Carlos Morales. Alexia ci dà la grande, e rara in questa generazione, gioia di vedere indossata la famosa tiara del Khedivé, che per tradizione indossano le spose discendenti di Margareth di Connaught (qui trovate la storia di questo splendido diadema A Royal Calendar – A Greek royal wedding).

Same month same place per il fratello minore di Alexia, il diadoco Pavlos, che il 1 luglio 1995 impalma la graziosa Marie-Chantal Miller, di Valentino vestita, alla presenza di varie regine consorti e ben due regnanti: Her Majesty The Queen e Margrethe di Danimarca, zia dello sposo. Marie-Chantal appartiene all’aristocrazia del denaro ma non a quella del sangue, e diademi di famiglia non ne ha, per cui la suocera Anne-Marie le presta la Antique Corsage Tiara – in origine un devant de corsage appartenuto alla Regina Victoria di Svezia – che la madre Ingrid, Regina Consorte di Danimarca, le ha donato per i 18 anni.

L’altissimo profilo di queste nozze fa passare in secondo (o terzo, o quarto) piano quelle che nello stesso giorno si svolgono a Monaco, dove la principessa Stéphanie sposa con sole nozze civili il padre dei suoi due figli, Daniel Ducruet, già sua guardia del corpo. Per lei un abito corto che mette in mostra le belle gambe, realizzato da una sarta monegasca. L’espressione di papà Rainier, fiero oppositore alle nozze, è tutta un programma. Non ha tutti i torti, papà: il matrimonio dura appena quindici mesi, e finisce con Daniel fedifrago praticamente in mondovisione.

Evidentemente il fratello di Stéphanie non è superstizioso: nonostante la fine ingloriosa del matrimonio della sorella, Albert II sceglie la stessa data per sposare Charlène: nel 2011, il 1 le nozze civili e il giorno dopo quelle religiose. Come sapete, i due coniugi non hanno trascorso insieme il decimo anniversario: lui nel Principato con i figli, lei in Sudafrica convalescente da una misteriosa malattia. Solo il tempo ci dirà se la malasorte ha colpito ancora, a noi per ora non resta che riguardare le immagini di un matrimonio che al di là del glamour, delle mise della sposa – Chanel e Armani Privé – qualche nota stonata l’ha suonata da subito, come il bacio un po’ forzato dopo la cerimonia civile, o lo sposo infastidito dalle lacrime della neoconsorte.

Scelgono luglio anche due nipoti di Albert: Louis Ducruet, figlio maggiore di Stéphanie e Daniel, sposa la sua Marie Chevallier nel 2019, il 26 e il 27 (vi ricordo che nei Paesi dove non c’è concordato tra Stato e Chiesa sono necessarie due cerimonie, civile e religiosa). Un matrimonio magari privo dell’allure di raffinata eleganza della Monaco dei tempi d’oro, ma sembra felice e i due sposi davvero innamorati. L’abbiamo raccontato qui Le nozze di Louis e Marie.

Come dimenticare poi il matrimonio di un altro nipote di Albert II, Pierre Casiraghi, con Beatrice Borromeo? Siamo nel 2015, e per loro le nozze iniziano in luglio, il 25, e finiscono il 1 agosto, dal Principato all’Italia, in un tourbillon di invitati (alla cerimonia civile assistono pure Travaglio e Peter Gomez, dato che la sposa lavora per il Fatto) party, location diverse, paparazzi, ospiti vip e jeunesse dorée internazionale, e vestiti, vestiti, vestiti, con la sposa che indossa Valentino, Alberta Ferretti, Armani, solo per citare i principali. Abbiamo cercato di sintetizzare tutto in questo post: A Royal Calendar – 1 agosto 2015.

In questa rassegna non può mancare il Regno Unito, che quanto a matrimoni di luglio si piazza tranquillamente al primo posto. Il 6 luglio 1893 nella Chapel Royal, a St. James’s Palace, si celebrano le nozze tra il Duca di York George e Mary di Teck, che saliranno al trono diciotto anni dopo. Lei appartiene a una ramo minore della Royal Family ed è stata fidanzata con il fratello maggiore di lui, quel Duca di Clarence che in vita di non gode di grandissima reputazione (qualcuno lo mette pure nella rosa dei possibili Jack the Ripper) e muore sei settimane dopo il fidanzamento. Il comune dolore probabilmente avvicina i due, che finiscono per innamorarsi; sarà un matrimonio solido e felice.

(Ph: Royal Collection Trust)

Anche l’attuale Duca di York, Andrew, ha sposato Sarah Ferguson in un giorno di luglio: il 23, nel 1986. Anche il loro matrimonio è durato poco; sembra che Sarah soffrisse molto la solitudine dato che il marito, ufficiale di Marina, era lontano per buona parte dell’anno e fu protagonista di un ruspante scandaletto agli inizi degli anni ’90 che portò al divorzio. Nulla in confronto dello scanalo che ora coinvolge lui, di una gravità che potrebbe penalizzare la Corona stessa. Quel giorno di luglio li vede chiaramente innamoratissimi, e forse lo sono ancora; il loro appassionato bacio al balcone è rimasto famoso per le ragione opposte di quello tra i Principi di Monaco, compresa la scomposta interazione con la folla urlante. A quel matrimonio Lady Violet ha dedicato uno speciale chic shock e boh Royal chic shock e boh – 1986 Royal wedding edition,

Beatrice, figlia maggiore della coppia, ha sposato il suo Edo Mapelli Mozzi il 17 luglio dell’anno scorso, e ora è in attesa del primo figlio. Nozze celebrate durante la pandemia, riservate ma molto emozionanti, per il particolare momento, per l’abito della sposa, prestatole dalla nonna come la tiara, la stessa che Her Majesty aveva indossato per il suo matrimonio, e per la presenza del nonno Philip, ritratto in pubblico per l’ultima volta. Questo è uno dei post che abbiamo dedicato alle nozze di Edo e Beatrice: Le parole di un royal wedding.

La cugina di Bea, Zara Phillips, quest’anno ha festeggiato l’arrivo del figlio maschio – scodellato sul pavimento del bagno di casa – e i quarant’anni; il 31 sarà ancora festa per i dieci anni di matrimonio con Mike Tindall. Per loro nozze scozzesi, nella Canongate Kirk sul Royal Mile di Edimburgo, precedute da un party sul royal yacht Britannia, ancorato ormai in pianta stabile nel porto della capitale scozzese, e seguite da un ricevimento a Holyroodhouse, residenza ufficiale della Regina in Scozia. Zara indossa un abito creato dal sarto caro alla nonna, Stewart Parvin, che come notato anche con l’abito di Beatrice, ama sottolineare gli orli con alte fasce (Here comes the bride!). Sulla testa bionda della sposa brilla la Meander Tiara, grande favorita di Lady Violet, prestito della madre Anne che l’ha ereditata dalla nonna paterna Alice. Un gioiello che come pochi altri parla di Grecia e di classicità, di cultura.

Last but not least, il matrimonio del secolo (scorso) che incolla davanti agli schermi televisivi la bellezza di 750 milioni di spettatori: è il 29 luglio 1981, quando il principe di Galles porta all’altare la giovanissima Lady Diana Spencer. Nato come un sogno e trasformatosi rapidamente in un incubo, è stato scrutato, analizzato, radiografato da chiunque in ogni modo. La Royal Family ha deciso per il basso profilo e il quarantesimo anniversario è passato sotto un inglesissimo silenzio cui anche Lady Violet si è adeguata; se volete, questi due post ne trattano alcuni aspetti: Invitate al matrimonio del secolo e Diana the bride.

Senza Charlène

Quando Lady Violet era una ragazzina, le lunghe pigre estati adriatiche subivano un’impennata glamour all’inizio di agosto, con le riviste che si riempivano delle immagini del ballo della Croce Rossa monegasca. Abiti sontuosi, gioielli da favola, lusso e opulenza raccontavano una serata fiabesca, su cui regnava prima l’eleganza un po’ barocca della Grace degli ultimi anni, poi lo chic più contemporaneo della figlia Caroline.

Nei saloni dello Sporting passava di tutto: attori hollywoodiani e imprenditori brianzoli, bei ragazzi in cerca di fortuna, belle ragazze in cerca di contatti, vecchie glorie in cerca di un altro red carpet, come la Norma Desmond di Viale del tramonto. Crescendo, i ragazzi Casiraghi hanno portato un po’ di freschezza, poca, perché il Bal de la Croix Rouge è un rito più che un party per giovani, celebrato dal Principe Sovrano: prima il vecchio, ieratico Rainier III, poi Albert II, più giovane e easy, ma manco tanto.

Negli ultimi decenni entrambi hanno potuto contare sull’allure regale di Caroline, che tra grandi felicità e altrettanto grandi tragedie ha smesso i ridotti abiti della principessa ribelle che era in gioventù, per abbracciare quella dedizione alla causa ereditata dalla madre americana e svolta con impeccabile professionalità. Poi è arrivata Charlène, la nuotatrice olimpica che veniva dal Sudafrica, la cui vaghissima somiglianza con Grace aveva fatto sperare qualcuno in un ritorno ai giorni gloriosi del tempo che fu. Caroline abbandonò dunque il ruolo fino allora esercitato di first lady – e alla nascita del piccolo Jacques, erede del padre, anche l’idea di vedere un giorno sul trono il figlio Andrea – ma a dirla tutta Charlène non ha mai assunto fino in fondo il suo. Comunque le due cognate – i cui rapporti si dice non siano particolarmente stretti – avevano raggiunto un accordo sui due principali appuntamenti benefici, e mondani, del Principato: a Caroline il Bal de la Rose, a Charlène quello della Croix Rouge.

Nel 2020 è andata com’è andata, ma quest’anno si cerca di tornare timidamente alla normalità, e Monaco non fa eccezione. Per cui si è pensato di organizzare ugualmente una manifestazione per la Croix Rouge; non il tradizionale ballo, ma un concerto, più sobrio e più facile da gestire.

Ed ecco che venerdì sera la piazza del Casinò si è riempita di ospiti per ascoltare il jazz di Jamie Cullum. Un evento un po’ ibrido, in cui ognuno si è vestito come voleva: uomini in abito scuro, ad eccezione del sovrano che ha preferito una tenuta ispirata ai colori dell’ente: camicia e pantaloni bianchi più cravatta rossa. Completati da una giacca nera, in un look da yachtman anni settanta. Elegantissima, pure troppo, Caroline, con una mise nei toni del marrone disegnata dal mai troppo rimpianto amico Karl Lagerfeld per la collezione Chanel Primavera Estate 2016. Sicuramente chic, ma Lady Violet ha l’impressione che la principessa non abbia ancora chiarissimo quali colori donino di più ai capelli grigi che ha adottato da poco. Chanel anche per Charlotte Casiraghi – che della maison è testimonial – senza il marito Dimitri Rassam. Per lei un abito corto molto rock; d’altronde la fanciulla, nonostante i due figli e i quasi trentacinque anni, sembra un’adolescente.

Tatiana, moglie di Andrea Casiraghi, ha riproposto il suo classico stile boho chic, in un abito lungo e fluttuante nella fantasia ramage rose di Giambattista Valli, e sandali flat Gianvito Rossi. Una mise che può sembrare troppo semplice, ma lo spezzato del marito non consentiva troppo di più

Al contrario la cognata Beatrice Borromeo, moglie di Pierre, il minore dei fratelli Casiraghi, apparecchiatissima in Dior, sempre bella ed elegante. L’abito è forse eccessivo per l’occasione, tutto tempestato di elementi brillanti e ulteriormente arricchito dal collier Buccellati, ma lei è talmente un bel vedere che la perdoniamo (purtroppo però le foto che la ritraggono non sono granché).

Tutto ciò premesso, arriviamo al clou: Charlène. Che naturalmente non c’era, essendo ancora in Sudafrica Ma il punto è: tornerà a Monaco? E nel caso, quando? Per rispondere dovremmo naturalmente sapere con certezza perché la principessa riluttante sia tornata in patria. Le ipotesi sono principalmente tre: una malattia preesintente che possa essere trattata con successo in Sudafrica, godendo di assistenza e vicinanza della famiglia d’origine. Oppure la famosa infezione otorinilaringoiatrica di cui si parla senza approfondire, evento sempre possibile, anche se questa missione per il salvataggio dei rinoceronti cominciata addirittura a marzo, ben prima che si parlasse di infezione, sembra piuttosto lunghetta. O infine quello che ormai pensa la maggioranza, che si tratti cioè di prove tecniche di separazione; o come si dice tra comuni mortali, una pausa di riflessione. Confesso che pur non essendo madre mi chiedo quanto sia difficile vivere lontano dai propri figli, per giunta così piccoli, e quanto grandi debbano essere la sofferenza e il disagio se portano a un gesto del genere, ove questa si rivelasse la verità. Certo, Charlène non è mai sembrata troppo a proprio agio nei panni principeschi, né nei confini angusti del Principato; basti pensare che dopo tanti anni si esprime ancora con difficoltà in francese. E d’altra parte è noto che la corte monegasca – nonostante le dimensioni ridotte, o forse proprio per quello – non sia un luogo semplice. La stessa Grace ebbe i suoi problemi, nonostante avesse altro temperamento e altro uso di mondo della nuora che non ha mai conosciuto. Alle critiche montanti – e sempre odiose – sul non essere una buona madre, Charlène ha risposto qualche giorno fa postando su Instagram delle foto in videochiamata con i figli, senza che questo ovviamente abbia risolto alcunché.

Ora poi gira – anche in Italia, su Oggi, ripresa da vari siti – l’intervista di Christa Mayrhofer-Dukor, un’aristocratica austriaca che afferma di essere cugina della compianta Grace, e in effetti le somiglia un po’, anche se francamente non sono riuscita a trovare la linea di tale parentela. La signora, che in altre occasioni ha avuto per Charlène parole sia belle sia meno, afferma che la principessa per ora non intende tornare, e non è detto che lo faccia in futuro, avendo ormai compiuto il principale dei suoi obblighi: partorire l’erede. Ora, è vero che questo è pensiero diffuso, ma non potendo verificare vi invito a prendere con cautela questo genere di dichiarazioni; il mondo è pieno di millantatori.

Fermo restando il rispetto per condizioni di salute che possono non essere buone, Lady Violet pensa che al momento tutto sia in divenire, e la presenza al concerto, insieme alla famille princière, di Gareth Wittstock e moglie – la signora in abito verde petrolio, che poco educatamente, mostra un po’ di spalle a Caroline – indichi che al momento la versione ufficiale resta quella della malattia, negando ogni ipotesi di rottura. Vedremo il futuro cosa ci porterà.

Bonjour tristesse

Inevitabilmente accompagnato dall’ultima polemica – i Sussex avrebbero rifiutato per il figlio Archie il titolo scozzese di Earl of Dumbarton temendo futuri dileggi al pargolo a causa del prefisso Dumb che vuol dire stupido; circostanza che ha comprensibilmente innervosito gli abitanti della ridente cittadina delle Highlands – il principe Harry è tornato a calpestare il suolo patrio, e ora si trova in quarantena a Frogmore Cottage, dove sembra sia stato visitato da Sua Maestà la nonna. La ragione del suo viaggio è la statua dedicata a Diana che i figli presenteranno al mondo giovedì 1 luglio, giorno in cui la sventurata avrebbe compiuto sessant’anni.

Le movimentate vicende britanniche stanno oscurando un altro evento: proprio il 1 (e il 2) luglio i Principi di Monaco festeggiano i dieci anni di matrimonio: il primo giorno le nozze civili, il secondo le religiose. Per meglio dire, festeggerebbero, ma in realtà non ci sarà alcun festeggiamento, e la responsabilità non è né del covid, né tanto meno – ovviamente – dei Windsor. Il punto è che Charlene non è a Monaco, e non si vede nel Principato da mesi.

Il 25 gennaio ha compiuto 43 anni in famiglia, due giorni dopo ha partecipato alle celebrazioni per la patrona di Monaco, Sainte Dévote (Le foto del giorno – La Fête de Sainte Dévote). Il 10 febbraio col marito ha presentato ufficialmente il torneo di rugby Monaco Sevens 2021, per poi ricomparire il 18 marzo ai funerali del Re Zulu Goodwill Zwelithini (Le foto del giorno – Dolori e speranze). Dunque in quella data Charlène era in Sudafrica, e potrebbe non essere mai tornata in Europa.

La famiglia ha fatto gli auguri di Pasqua con un’allegra foto, che potrebbe essere stata scattata ovunque,priva com’è di riferimenti. Poi la principessa scompare, è assente da tutti gli eventi primaverili del Principato – alcuni anche assai prestigiosi, come la Formula 1 – Albert è sempre presente, come suo dovere, spesso accompagnato dai figli Jacques e Gabriella.

Il 18 maggio, e nei giorni seguenti, appaiono sui social immagini che mostrano Charlène impegnata in una campagna per la protezione dei rinoceronti. La principessa sembra pronta al rientro, ma colpo di scena! Viene annunciata un’infezione otorinolaringoiatria che le impedisce il viaggio. Molti naturalmente pensano al covid, non si può far altro che aspettare altre notizie, che arrivano il 4 giugno.

Charlène festeggia il compleanno della nipotina Aiva, figlia del fratello minore Sean che vive in Sudafrica; sono con lei marito e figli. Albert e i gemelli hanno evidentemente raggiunto Charlène, per poi tornare nel Principato, ma senza di lei. Ora è stato reso noto che la non meglio chiarita infezione otorinolaringoiatria ha richiesto un intervento chirurgico cui ne è seguito un secondo il 23 giugno. Per cui per ora la principessa resta dov’è, e non si sa quando (o se) tornerà. Lady Violet si astiene da ogni commento e illazione, spera solo che il bizzarro taglio di capelli sfoggiato negli ultimi mesi da Charlène, che la rendeva pericolosamente simile a Adso del Nome della rosa, non sia dovuto a problemi di salute e a interventi chirurgici al capo.

(Ph. Dan Kitwood/Getty Images)

Per celabrare l’anniversario nuziale il Palazzo ha realizzato dei brevi video con la storia degli sposi e quella del loro amore. Charlène ha pubblicato il primo (e unico, per ora) sulla sua pagina IG con la più sobria delle dediche “Happy anniversary Albert. Thank you for the blessing of our beautiful children” (buon anniversario Albert. Grazie per la benedizione dei nostri splendidi bambini).

Bonjour tristesse.

Le foto del giorno – La Fête de Sainte Dévote

Il 27 gennaio si ricorda Sainte Dévote, martire di origine corsa e patrona della Corsica e del Principato, nonché protettrice della Famille Princière.

Il martirologio narra che la fanciulla si era votata a Dio, ma erano i primi anni del IV secolo, quelli della tremenda persecuzione di Diocleziano: Dévote fu arrestata in seguito a una delazione e torturata a morte. Il governatore romano della provincia diede ordine che il suo corpo fosse bruciato, ma fu trafugato dal prete Benenato, che con l’aiuto di Graziano a bordo di una barca fece rotta verso l’Africa con l’intento di dare alla martire una cristiana sepoltura. Una colomba, uscita dalla bocca della salma, indicò un’altra meta, la piccola valle di Les Gaumates, che ora è parte del Principato. La barca cambiò rotta, e finì per incagliarsi sulla riva contro un cespuglio di rose fiorito fuori stagione. Ricoverato in una piccola cappella costruita sul luogo dell’approdo, il corpo della martire iniziò presto a elargire miracoli. Passarono i secoli e una notte del 1070 un pirata rubò la cassa coi resti di Dévote con l’intento di chiedere un riscatto, ma si alzò un forte vento che impedì alla sua barca di prendere il largo; dopo il recupero della salma e la punizione del colpevole, la barca fu bruciata sulla spiaggia quale sacrificio di espiazione.

È per questo che il momento clou della festa di Sainte Dévote ogni anno la sera del 26 gennaio è l’incendio di una barca sulla spiaggia. Rito assai suggestivo che si collega idealmente a tutti i falò accesi nelle notti d’inverno per celebrare vari Santi (come le Farchie di Fara Filiorum Petri, in Abruzzo, per Sant’Antonio Abate), che ricalcano riti arcaici di evocazione della luce.

Una festa molto amata dai bambini, e i gemellini Grimaldi non fanno eccezione; come sempre la protagonista è Gabriella, estasiata davanti al fuoco, dopo aver contribuito ad accenderlo (il fratello Jacques invece se ne è restato a distanza di sicurezza). La piccola principessa era in total Dior: giaccone 3/4 più gonnellina più cappellino a quadretti di Vichy bianchi e rosa; completino delizioso, se non fosse per lo scivolone sugli accessori, sempre Dior: converse griffate e versione mini dell’iconica Lady Dior bag. Sorry, ma sono contrarissima ai bambini col logo in bella vista, e mi fanno pure una certa tristezza.

Converse griffate Dior pure per Jacques, che sembra aver imboccato la strada paterna per quanto riguarda l’orlo dei pantaloni, ma magari i suoi sono, come si diceva una volta, in crescenza. Su quelli Albert non diciamo più nulla, giusto? Dunque passiamo alla sua consorte. Charlène per l’occasione ha indossato uno di quei cappotti che sembrano fatti con i plaid per cavalli (non è una battuta ma una semplice osservazione). A me piacciono poco, ma trovo che questo firmato Akris, color amaranto con dettagli in pelle, a lei stia davvero bene. Mi piace molto anche il basco ben calcato in testa; una mise, compresi gli stivali, adatta anche all’occasione, mi compiaccio.

La mattina seguente cerimonia in Cattedrale – che custodisce altre reliquie della Santa – riservata ai sovrani, senza bambini, con la Princesse in total black Prada e basco magenta piazzato troppo indietro. La mise sarebbe anche bella – magari un po’ cupa per la mattina, complici anche gli occhialoni neri – ma il cappotto è veramente troppo over.

Inoltre l’abbinamento nero-magenta sembra eccessivamente vescovile, impressione aggravata dalla grossa croce indossata da Charlène. Che sta diventando piuttosto solita a questi look curiali; mi sa che quando si è convertita alla Chiesa di Roma ha fatto un po’ di confusione sui dettagli.

La foto del giorno – La famille princière

Questa è la nuova fotografia ufficiale di Albert II de Monaco e famiglia; nel caso interessasse è disponibile da oggi nei negozi di souvenir del Principato (i proventi andranno ovviamente in beneficienza).

(Ph: Eric Mathon/Palais princier)

La prima cosa che balza all’occhio è che la Princesse probabilmente attraversa una fase Cromwelliana, nel senso di Oliver Cromwell e i suoi Roundheads. Che erano i Puritani inglesi, sprezzantemente definiti così dato che portavano i capelli corti (l’immortale taglio con la scodella) in contrasto con gli aristocratici e le loro voluminose capigliature boccolate. Ora, siccome i suddetti Roundheads fecero la rivoluzione contro il re, sospesero la monarchia e decapitarono il povero Charles I (che spesso gli Inglesi inventano le cose e i Francesi se ne prendono il merito), per la moglie di un sovrano sarebbe forse più prudente evitare certe citazioni.

Accantonate le divagazioni storiche, passiamo alla cronaca. Il Principe appare come sempre sorridente e beatamente soddisfatto della sua famiglia; abito blu, camicia e cravatte azzurre, la posa ci impedisce di vedere l’orlo dei pantaloni, e probabilmente è un bene. Il figlio ed erede Jacques è la versione mini me del padre: vestito identico e deliziosa espressione sorniona. Al contrario della sua gemella Gabriella, con una faccia piuttosto schifata; secondo me è la gorgière che le hanno piazzato in collo, sia mai che il tulle della gonna si sentisse solo. La piccola principessa è vestita Dior: un abitino che tulle a parte nasce con un semplice giro collo senza fronzoli, e una ragione ci sarà. Dior anche per Charlène: la tuta bianca, così abbondante, forse vista in piedi si apprezza meglio, così tutto quel tessuto è francamente terribile, sembra un brutto lenzuolo messo a coprire le gambe (e personalmente detesto le lunghezze esagerate). Molto interessante il collier, anch’esso Dior, che però mi conferma nella mia impressione: al di là del gusto, ovviamente personale, il problema di Charlène sono i volumi.

Chi è appassionato di iconografia principesca, o ha buona memora, o solo qualche anno in più, probabilmente avrà notato la posa, un classico della famiglia Grimaldi; evitando fastidiosi paragoni quello che colpisce è che nella foto più recente mi sembra mancare quell’aura speciale, quel tocco di magia che rende le monarchie così affascinanti. Quel dommage.

Le foto del giorno – Natale a Monaco

Non è il titolo di un cinepanettone, ma potrebbe. Dal Palais Princier arrivano alcune immagini del Natale in famiglia, in discreta antitesi con l’algida fotografia ufficiale diffusa con parsimonia. Caratterizzata da un’atmosfera piuttosto fredda, sottolineata da una palette di tinte glaciali, ha generato parecchie perplessità, pari solo a quelle suscitate dalla scelta di Charlène, che ha indossato una mise in perfetta corrispondenza con l’albero, rami aghiformi compresi

Se anche voi siete tra i perplessi ho una notizia che vi rallegrerà: le foto di famiglia scattate a Natale intorno all’albero hanno tutto un altro spirito. Intanto sembra che Charléne, acconciati i capelli in una banana che avrebbe fatto l’invidia di Elvis, sotto l’albero abbia trovato un chihuahua, dono impegnativo e prezioso.

Cosa abbia ricevuto Albert non è noto, ma è fuor di dubbio che il più grande regalo che la vita gli abbia fatto sia questa doppia paternità in età matura, sicuramente più consapevole delle due che l’hanno preceduta.

Ecco la foto di gruppo: c’è Stéphanie con classico pullover natalizio, peraltro piuttosto sobrio; la imita Camille, la figlia minore, con una renna che non sfigurerebbe accanto a quella di Mr Darcy (non quello di Jane Austen, quello di Bridget Jones). C’è la nuora Marie, sempre sorridente mai elegante, paludata in una mise difficile da definire: cappotto? robe-manteau? vestaglia? chi può dirlo. Accanto a lei la cognata Pauline, secondogenita della ex principessa ribelle, che sarebbe la it-girl di famiglia: appassionata di moda, la disegna anche, con alterno successo; avrà creato anche questo insieme banalotto e un po’ goffo? Ultimo a destra, dopo la piccola Gabriella – non pervenuto il fratello Jacques – la poco natalizia Charlène, l’altrettanto sobrio Louis Ducruet, il Principe Sovrano. Si sarà vestito da Papa Noël per i suoi bambini? E quando esattamente, parcheggiata la renna in fondo alla stanza, avrà sostituito gli stivaloni foderati di pelliccia con un paio di rosse crocs?

Non me lo dite, ho capito, voleva omaggiare medici e infermieri impegnati nella lotta alla pandemia indossando le loro calzature da lavoro. Comunque sia, citando la scritta sul principesco, natalizio cappello, Joyeux Noël!

Le foto del giorno – L’ultima Mohicana

Come ogni anno nel Palais Princier i sovrani di Monaco hanno organizzato un Christmas party per bambini del Principato, soprattutto quelli più disagiati — che immagino non moltissimi – o rifugiati.

Il sempre amabile Albert II, addobbato con cravattone natalizio d’ordinanza, ha distribuito doni ai piccoli ospiti, coadiuvato da una perplessa Gabriella, avvolta in un impermeabilino di cirè nero con margheritone scarlatte. Sarà la sua pur deliziosa mise a non convincerla?

In effetti anche il fratello Jacques sembra avere qualcosa che lo perplime, che sarà mai? Uno sguardo più attento alla nuova coiffure di maman potrebbe aiutarci a svelare l’arcano. Charlène, oltre alla giacca in stile giungla barocca e alla mascherina paillettata, sfoggia qualcosa di assolutamente inedito. Un nuovo e piuttosto drastico taglio di capelli.

Confesso, all’inizio ho temuto che la principessa si fosse dovuta sottoporre ad un intervento di neurochirurgia, ma fortunatamente non mi sembra di vedere cicatrice alcuna. Dunque di mera scelta stilistica si tratta.

Magari attraversa un tantino in ritardo una di quelle fasi similpunk tipiche dell’adolescenza, d’altronde si sa, ognuno ha i suoi tempi. Scherzi a parte, Lady Violet spera che sia davvero un’alzata – o piuttosto una pelata – di testa e non qualcosa di più grave, per due ragioni: i bambini non sembrano troppo a loro agio, e non è la prima volta.

E soprattutto il ricordo, che non può che andare a un illustre precedente monegasco di qualche decennio fa; quella volta sì che ci si preoccupò davvero.

Le foto del giorno – Fête Nationale monégasque

La tradizione monegasca vuole che la Festa Nazionale del Principato cada nel giorno dell’onomastico del sovrano, per cui per tutti e 56 gli anni di regno di Rainier si è celebrata il 19 novembre in onore di San Ranieri, patrono anche di Pisa, dove però si festeggia il 17 giugno.

Con l’ascesa al trono di Albert II la festa avrebbe dovuto essere anticipata al 15 novembre, giorno dedicato a Sant’Alberto Magno, ma il Principe ha preferito non cambiare, onorando così la memoria del padre. Dunque stamattina, pur nell’osservanza delle norme anti covid – mascherine, distanziamento, controllo della temperatura – la famille princière si è ritrovata in cattedrale per il Te Deum, seguito dalla cerimonia civile nel cortile d’onore di Palazzo.

Lady Violet ha seguito la diretta per voi, ed è già pronto uno spolier: quest’anno la parola d’ordine per (quasi tutte) le signore è bandeau. Ma per i commenti sulle mise dovrete aspettare fino a domenica, sorry, per il tradizionale Chic, shock e boh.

C’erano naturalmente i sovrani, Abert II e la consorte Charlène, e c’era Caroline, che non avendo mai divorziato è ancora S.A.R. la Princesse de Hanovre. C’erano entrambi i suoi figli maschi, Andrea e Pierre, con le mogli, e c’era la figlia minore Alexandra; assenti Charlotte e il marito Dimitri. Mancavano anche la Princesse Stéphanie e le sue due figlie; a rappresentare la famiglia il primogenito Louis Ducruet con la sua Marie.

Vi prego di notare la disposizione dei posti: in prima fila i Grimaldi per nascita, in ordine di (improbabile) successione; dietro le mogli.

Per la cerimonia nella corte d’onore sono arrivati anche i bambini: Jacques con l’uniforme dei Carabiniers du Prince, un po’ impacciato dall’elmetto, che a giudicare dall’orlo dei pantaloni deve avere lo stesso sarto del padre.

E la spigliata, deliziosa Gabriella, che col suo caschetto con frangetta deve avere lo stesso parrucchiere della madre. Se Tatiana e Andrea Casiraghi che vivono a Londra hanno lasciato a casa i tre figli, con Pierre e Beatrice, residenti a Monaco, c’erano i loro: Stefano, che a febbraio compirà quattro anni, e Francesco due e mezzo.

Due bambini di una bellezza quasi imbarazzante; alla fine i geni di Grace rispuntano sempre.