La foto del giorno – 11 novembre

Se gli Inglesi oggi hanno celebrato con l’abituale solennità – come ogni anno da 99 a questa parte – la Remembrance Sunday deponendo corone di poppies scarlatti al Cenotafio, gran parte del resto del mondo si è riunita a Parigi per commemorare i cento anni dall’armistizio che mise fine alla Prima Guerra Mondiale. paris 918-018Una settantina tra sovrani e capi di stato hanno assistito all’Arc de Triomphe alla cerimonia organizzata del Presidente Macron, il cui profilo aquilino si riconosce in basso a destra, accanto all’inconfondibile zazzera bionda della moglie Brigitte. Sempre a destra ma di fronte – con un ampio 7/8 color panna dall’ancor più ampio collo – la Granduchessa Maria Teresa del Lussemburgo accanto al marito Henri; segue Felipe VI di Spagna. Sul lato opposto, se riuscite a distogliere lo sguardo dal vasto fiocco che addobba collo petto e addome di Charléne (Givenchy, come il cappotto pied-de poule) noterete, dopo la principessa monegasca, il marito Albert e un altro signore a me sconosciuto, il Presidente Sergio Mattarella. La cui presenza consola un po’ del generale disinteresse del nostro paese per il centenario.

Royal chic shock e boh

Molto materiale questa settimana! Andate a leggere e date il vostro parere.

Meghan, Duchessa di Sussex 

Tra l’annuncio della gravidanza e il tour in Oceania l’attenzione di tutti si è fissata su di lei, e lei non ha deluso mostrando il suo bel sorriso, la sua notevole empatia, la grande affinità con il marito e una serie di mise che mettevano in mostra il pancino. Molti abiti nelle predilette tonalità scure, soprattutto l’amato blu, alcuni dei quali già visti; il migliore secondo me quello di Roskanda con banda azzurra all’orlo, grafico e romantico allo stesso tempo. Chic. Qualcun altro mi è piaciuto meno, come quella specie di wrap dress firmato di Dion Lee indossato a Melbourne, soprattutto quando, portato con il classico trench Martin Grant, il pannello svolazzante dell’abito con conseguente spacco ballerino rendeva l’insieme troppo arruffato. In questo caso, shock.

Très chic invece il trench abbinato a un semplice abito nero di Club Monaco nonostante le ballerine (la fanciulla è pur sempre incinta, quindi può) e soprattutto al tubino bianco Karen Gee indossato per incontrare il Governor-General d’Australia e sua moglie, Sir Peter e Lady Cosgrove. Meghan chic 2 21 ottobre

Ancora chic l’abito nero con bottoncini bianchi di Emilia Wickstead (un po’ troppo lungo per lei) con cui Meghan ha partecipato alla cerimonia all’ANZAC Memorial, abbinato al cappellino Philip Treacy che abbiamo visto il giorno del suo compleanno al matrimonio di amici nel Surrey (ve lo ricordate? Un matrimonio e un compleanno ). Meghan chic 21 ottobre

Un grande boh invece per l’abito lungo a righe sui toni del caffè, anche questo Martin Grant, indossato per la mattina di yoga e surf sulla famosa Bondi Beach.

Però migliora decisamente con l’aggiunta della collana di fiori! Meghan shock 21 ottobre

Assolutamente shock l’abito verde marcio Brandon Maxwell. Brutta la lunghezza, brutto il colore, brutto il modello, insomma brutto. Poi per fortuna la duchessa sfoggiava un braccialetto e un paio di orecchini di diamanti a forma di farfalla appartenuti a Diana che hanno attirato l’attenzione distraendola dalla mise.

E shock pure le varie giacche oversize indossate in più occasioni, abbinate sempre a pantaloni skinny neri. Modelli vecchi che non donano affatto alla struttura esile di Meghan. Con quella bianca gessata, di L’Agence, oltre ai pantaloni skinny abbiamo pure le solite scarpine décolletés Acquazzurra col fiocchetto sul tallone. Accoppiata letale. Non migliorata affatto, anzi, dalla tracolla bicolore Oroton. Un’altra giacca, in un tristanzuolo principe di galles (omaggio al suocero?) è firmata addirittura da Serena Williams, la dea del tennis che secondo me dovrebbe continuare a impugnare la racchetta lasciando stare ago e filo.

E ho sempre sperato che il polsino della giacca arrotolato fosse finito con Miami Vice.

Máxima, Regina Consorte d’Olanda

Maxima boh 21 ottobre Tra due giorni la rutilante Máxima incontrerà a Londra la Regina delle Regine, e non vediamo l’ora di sbalordirci per le sue mise, perché credetemi, Máxima oscilla sempre tra vette di sublime e abissi di raccapriccio, ma lo sbalordimento non manca mai. Nella scorsa settimana si è prodotta in alcuni capetti che non possono passare sotto silenzio tipo questo, firmato dall’inevitabile Natan. Bella la blusa in un moderno rosso rubino e passabile il cappello ricoperto di tulle, data la stagione il tartan per la gonna sarebbe anche una scelta adeguata, ma perché quella balza con l’arricciatura sghimbescia, che taglia a metà la figura ed evidenzia il pancino pure a chi non ce l’ha? Boh.

In un’altra occasione la regina abbandona la moda belga in favore di quella indiana e per aprire la One World Young Conference sceglie quest’abito firmato Saloni. maxima-shock-2-21-ottobre.pngModello pasticciatissimo, pieno di rouches che si inseguono per ogni dove increspando un tessuto dalla fantasia indefinibile. Ulteriormente peggiorato, ove mai fosse possibile, dalla calze nere semiopache. Shock, ma solo perché manca un’opzione ulteriore.

Il top però era stato già raggiunto all’inizio della settimana, quando Máxima aveva accompagnato il marito in visita a Schouwen-Duiveland e Tholen nella provincia dello Zeeland. Probabilmente intenzionata a stendere l’oblio sulla sua origine argentina trasformandosi in una perfetta olandesina, la regina ha chiesto aiuto a Claes Iversen e ha sfoderato un gonnellone che avrebbe fatto la gioia di ogni bambola di panno uscita dalla torinese gloriosa fabbrica Lenci. Maxima shock 21 ottobre Data rigidità e trasparenza il tessuto sembrerebbe essere organza, attraversata da bande di passamaneria e floreali a rilievo. In bilico il cappellino rosso che stride un po’ con l’azzurro della blusa, ma tanto a quel punto chi ci fa più caso? Shock. Però almeno è divertente.

Chic shock e boh in ordine sparso

Settimana intensa per la Reina Letizia, prima a Roma per la FAO (in tubino rosso Carolina Herrera) e poi per il Premio Princesa de Asturias. Di nuovo in rosso Carolina Herrera per l’incontro con i dieci premiati, in nero Armani un po’ moscio, per fortuna risollevato dai gioielli di famiglia (di Vittoria Eugenia) per la sera del concerto. O infine nella versione che preferisco: camicia maschile pantaloni gessati e brogue, tanto con quel marito fuori misura manco il tacco 12 è risolutivo. Sempre, assolutamente, chic.

Un grande boh invece per la mise indossata la sera del Premio: scarpe peep toe (tremende) e abito Felipe Varela. letizia boh 21 ottobre So che molti non saranno d’accordo, ma a me non piace. C’è sicuramente un gran lavoro artigianale nell’intricato ricamo e va riconosciuto, ma il disegno a rosoni della gonna è eccessivo, ed è pure troppo in basso, creando uno squilibrio con il corpetto. Inoltre, considerando che il Re è in abito blu e non in abito da sera, mi sembra veramente eccessivo.

Impegnate a New York due delle signore e signorine del Principato, al Gala dei Princess Grace Awards.  Volgarotta la pur graziosa Pauline, abbigliata da starlette in uno stile che sua nonna, vera star di Hollywood, aborriva. Boh di incoraggiamento per la giovane età.

Quanto alla zia Charlène, principessa in carica, che dire? Avrà scelto il completo Ralph Lauren guardando Cara Delevigne al royal wedding? (qui Chic Shock e Boh Royal Wedding Edition ) Ora, senza voler prendere in considerazione i 15 anni di differenza, per il boyish look ci vogliono l’opportunità e soprattutto il giusto atteggiamento (attitude), sennò il rischio Charlot è in agguato. Shock, che non bastano i capelli biondi – e manco l’assonanza del nome – per diventare Marlene.

News – Charlène alla sfilata Akris

Facciamo un gioco. charlene akris Fingete di essere una bella ragazza con un passato sportivo di tutto rispetto. Fingete di aver impalmato uno dei pochi sovrani europei in circolazione. Fingete che per il vostro abito da sposa si sia scomodato Re Giorgio in persona. Fingete di potervi permettere praticamente qualsiasi abito di qualsiasi stilista, per fisico, età, occasioni mondane, disponibilità economiche. Voi chi scegliereste? Chanel? Armani? Valentino? Dior? Capucci? Versace? Hermès? Saint Laurent? (e potremmo andare avanti ancora un bel po’).

Lei no. Lei veste Akris.

La foto del giorno – 29 settembre

Nel Principato questi sono i giorni del Monaco Yacht Show, probabilmente la più prestigiosa vetrina nautica del mondo. Le Loro Altezze Serenissime Albert e Charlène ovviamente non potevano mancare, e quest’anno si sono arrivati con i figli Jacques e Gabriella. monaco yacht show I due gemellini compiranno quattro anni il prossimo 10 dicembre e partecipano spesso con i genitori a eventi pubblici. In questo caso hanno visitato il Pirates of the Abyss, un nuovo catamarano che è il partner perfetto per le attività di avvicinamento al mare e ai suoi rischi promosso dalla Fondation Princesse Charlène de Monaco (la principessa indossa appunto una giacca col simbolo della sua fondazione).

Lady Violet ama queste immagini familiari in cui le couple princier appare al suo meglio, molto tenero lui, finalmente rilassata lei. I bimbi sono deliziosi, in particolare Gabriella sembra un peperino che fa ben sperare per il futuro.

 

 

Breaking news! Le prime immagini del Bal de la Croix Rouge a Montecarlo

Ecco i principi sovrani di Monaco al ballo della Croce Rossa monegasca.

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Lei: un passato da nuotatrice olimpica, a furia di sentirsi dire sei una sirena! ha deciso di vestircisi, anche se quelle più che squame sembrerebbero piume di pavone. Completa il look per così dire acquatico, l’originale pettinatura a mareggiata, estrema evoluzione di quella a schiaffo, tanto popolare negli anni ’40. (abito Atelier Versace)

Lui: cosa dicevamo proprio un post fa sul dinner jacket estivo e chi se lo può permettere? Albert non avrà le mani in tasca come suo padre qui La foto del giorno – 27 luglio ma temo non abbia neppure la stessa aspetto autorevole. Inoltre Ranier mai avrebbe permesso ai suoi pantaloni di sedersi sulle scarpe. Monseigneur, ma chi le cuce gli abiti? Non le sta facendo un buon servizio, sa?

 

croix rouge 2018

Magari Lady Violet non ci sarà più, ma forse un giorno qualche antropologo spiegherà quale arcana pulsione spinge donne già altissime a mettersi tacchi alti con tanto di plateau per far sembrare un puffo chiunque si avvicini loro, in questo caso il proprio marito e sovrano, che tra l’altro non sarebbe neanche basso. Purtroppo in questo caso più che effetto wow c’è un effetto Grimm, nel senso di regina Grimilde accompagnata da Pisolo.

A Royal Calendar – 18 luglio 1918

Nasce a Mvezo, British South Africa, Nelson Rolihlahla Mandela.

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Va bene che oggi il mondo festeggia il centenario della sua nascita, ma che c’entra Mandela coi royals, vi starete chiedendo? E invece c’entra! Suo padre apparteneva al clan Madiba, discendente dalla famiglia reale Thembu dunque alla fine era royal pure lui (e Madiba è rimasto il suo soprannome).

Per approfondire la sua vita straordinaria – gli anni intensi della formazione, l’attività politica, la lunghissima detenzione, la fine dell’apartheid, il Nobel per la Pace, la presidenza della Repubblica Sudafricana, la filantropia – non basterebbero mille post. Pochi uomini hanno inciso così profondamente con le azioni nella storia del proprio paese, e con le idee nella definizione della contemporaneità. Questo però non è un blog di storia ma di chiacchiere, e dunque perdonerete Lady Violet se riserveremo la nostra attenzione ai rapporti di Madiba con le teste coronate.

In un video del 2002 definiva il principe Charles “a fine chap” una brava persona, apprezzandone la passione per l’architettura e la tutela dell’ambiente, ed era rimasto molto impressionato dal fatto che invitato a Buckingham Palace, la sovrana gli aveva servito personalmente il tè.

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Nei numerosi incontri con sviluppò un legame piuttosto stretto con Her Majesty, che chiamava per nome. La sua assistente personale Zelda la Grange, nel suo memoriale Good Morning, Mr Mandela, pubblicato su The Sunday Times Magazine, ricorda di aver assistito a un incontro in cui Madiba si era rivolto alla Regina chiamandola per nome: Oh, Elizabeth. E lei aveva risposto Hello Nelson. E in un’altra occasione l’aveva apostrofata con un “Oh, Elizabeth, you’ve lost weight!” Insomma puoi essere padre della patria quanto ti pare, ma se ti trovi davanti una signora un’occhiata gliela dai sempre.

È noto che Mandela apprezzasse molto il ruolo che la principessa Diana aveva avuto nel cambiare la percezione dei malati di AIDS, incontrandoli, abbracciandoli e stringendo le loro mani. Diana andò a trovarlo in Sud Africa pochi mesi prima della tragica morte, e lui cinque anni dopo visitò la sua tomba durante un viaggio in Inghilterra.

Ottimi rapporti anche con Charlene, la principessa consorte di Monaco di origine sudafricana.

 

E Charlene ha presenziato alle celebrazioni del centenario, a Johannesburg, con un cappottone di montone rovesciato nero. Evidentemente in Sud Africa – dove ora è inverno – faceva così freddo che neanche il sorriso di Barack Obama è bastato a scaldarla.

A Londra invece in onore di Madiba c’è una mostra, alla Southbank’s Queen Elizabeth Hall, visitata dai neo Duchi di Sussex. Meghan ha confermato i capisaldi del suo stile: chignon sfasciato, abito oversize pieno di bottoni, stazzonature.

Ora voi mi direte che questo trench senza maniche (di House of Nonie) non è brutto, e infatti non lo è, ma è troppo lungo e un po’ informe, e la nostra Meg è sempre assai lontana dall’impeccabilità richiesta a un royal. Ma non ho dubbi che migliorerà.

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Se siete interessate alla borsetta abbinata al trench – perfettamente direi, è proprio la stessa nuance – sappiate che è una Mulberry Clifton e la trovate in saldo sul sito del brand a 752 euro, nei colori black, clay, oak, oxblood and orchid.

 

P.S. oggi è anche l’anniversario, il 104°, della nascita di Gino Bartali, che oltre ad essere il grande ciclista che sappiamo, è stato anche dichiarato Giusto tra le nazioni per l’attività in favore degli ebrei. Sembra proprio che il 18 luglio sia un buon giorno per i diritti umani!

 

Royal chic shock e boh

Questa settimana i nostri chic shock e boh sono sia singoli sia di gruppo. Si va ad incominciare!

chic 3 letizia

Martedì 10 la regina Letizia di Spagna ha partecipato alla sessione di udienze alla Zarzuela in bianco Hugo Boss con décolleteé nude e orecchini di perle. E basta. Perfetta. Sul carattere la simpatia e alcuni comportamenti della Reina si può parlare a lungo, ma quando ci si mette colpisce (quasi) sempre nel segno. Poi Lady Violet eviterebbe di indossare Hugo Boss, compagnia tedesca che ha nel proprio curriculum le uniformi per le SS, ma Letizia lo sceglie spesso, avrà le sue ragioni. Senz’altro chic.

 

boh 3 victoria

 

Ieri la principessa ereditaria di Svezia ha compiuto 41 anni (ne abbiamo parlato qui: A Royal Calendar – 14 luglio 1977  ) e ha posato per la foto di rito così abbigliata: vestitone informe rosa cipria con maniche troppo lunghe – spero non sia il modello – e punto vita incerto. Lo chignon spostato a destra non aiuta (ma poi perché?). Vittoria è deliziosa sempre, ma qui francamente boh.

 

 

 

 

La principessa Charlene de Monaco è nel Sud Africa della sua gioventù per partecipare alle cerimonie per il centenario della nascita di Nelson Mandela.

Nell’emisfero australe è inverno e la sovrana monegasca ha scelto un giaccone-plaid in cachemire Loro Piana che ha pensato bene di abbinare a leggins neri e a stivali in suede grigio tortora. Sui capelli mosci e spettinati, e sul viso stravolto da filler e botox (se non peggio), vorrei evitare ogni commento. shock.

Che cosa vi ricorda questa foto? a un giorno di distanza Sua Maestà ha ricevuto nel Castello di Windsor i sovrani belgi, e ha replicato la stessa posa nella stessa sala della fotografia ufficiale col presidente USA e sua moglie.

chic 3 windsor

Splendida, rilassata e sorridente Sua Maestà, vestito come Dio comanda re Philippe, bella e aggraziata come sempre la regina Mathilde. Certo, il suo abito Natan magari è troppo frou-frou, e pure esagerato per l’occasione. Certo, Mathilde dovrebbe vestire sempre Armani, la cui sobrietà e purezza di linea esaltano la sua bellezza senza renderla sdolcinata, ma ciò che parla di eleganza in questa immagine è il buon gusto, l’educazione, il rispetto. Per cui, assolutamente chic.

All’inizio dell’estate è tradizione di molte famiglie reali partecipare a una seduta fotografica per augurare buone vacanze ai sudditi.

Ecco dunque i sovrani olandesi con le tre figlie nel parco della loro residenza, Villa Eikenhorst. La regina Máxima è sempre bella, ed è una gioia vederla di nuovo sorridente dopo la tragica morte della sorella minore Iñes, ma quel vestitone di jeans riporta direttamente agli anni ’70, e non è un bel ricordo. Le tre figlie stanno crescendo, sono – chi più chi meno – nell’età ingrata dell’adolescenza, e si sono vestite di conseguenza Cresceranno in una famiglia che sembra serena e piena d’amore, ma queste pose che immagino volessero sembrare spontanee, stile tutti insieme appassionatamente, hanno un’aria un po’ forzata. Boh.

Nello scorso weekend la principessa Stéphanie de Monaco ha partecipato con figli e futura nuora allo Sporting di Montecarlo ad un gala dinner in favore della lotta all’AIDS.

shock 3 stéphanie e famiglia

Sfortunatamente il tema del gala era Fiesta! e il dress code gypsy. Da sinistra: la figlia Camille, che compie 20 anni proprio oggi, ne dimostra tranquillamente 40, il figlio Louis più camorrista che zingaro, Stéphanie mascherata, la figlia Pauline bella ma più fashion che gypsy; sulla futura nuora Marie stenderei un pietoso scialle, gypsy e con frange. Che shock!