La foto del giorno – 28 novembre

Le tempeste che agitano i cieli d’Albione ci hanno distratti dalle attività reali del resto del mondo, che proseguono con imperturbabile costanza. Una delle royal ladies più impegnate è senz’altro Máxima, regina consorte del Paesi Bassi, reduce da una missione di tre giorni in Pakistan nella sua qualità di Special Advocate del Segretario dell’ONU per la finanza inclusiva finalizzata allo sviluppo. FB_IMG_1574968219252Non ha fatto in tempo a rientrare in patria che eccola nel palazzo reale di Amsterdam a fianco di marito e suocera partecipare alla consegna del Praemium Erasmianum assegnato al musicista statunitense John Adams. Temendo probabilmente di passare inosservata la pirotecnica Máxima ha scelto un abito di Claes Iversen cui non manca nulla: colour block, borchie, passamaneria e pure le frange di marabù. Ammirevole però il dettaglio che righe e fasce dell’abito siano così elegantemente allineate agli stucchi della parete di fondo. Come la matematica, neanche la geometria è un’opinione.

Le foto del giorno – 4 ottobre

Cari Violeters, sul blog sono in arrivo un po’ di novità – di cui una, se va in porto, veramente clamorosa – nell’attesa diamo lietamente inizio al weekend con alcune foto non troppo formali. maxima and little girlsL’apertura di diritto spetta a Máxima, regina della formalità informale, che in visita all’organizzazione MIND viene accolta da queste due deliziose pupe bionde. Interpretando la “traduzione italiana” di google translator, che è leggermente più incomprensibile della versione originale in fiammingo, sul cartello che reggono le bimbe c’è scritto: Cara Regina, non vediamo l’oro di fare una foto con te, vuoi venire qui da noi? E secondo voi Máxima poteva dire di no? Paludata in abbondante tweed, la regina non si sottrae, ma quel che fa la differenza nel suo caso più che il gesto è il sorriso. Irresistibile. emmanuel saxOggi il principe Emmanuel, terzogenito dei sovrani belgi (dunque uno dei  dodici nipoti di Paola Ruffo di Calabria) compie 14 anni, e ringrazia con questa foto quanti hanno voluto fargli gli auguri sui social. Piuttosto timido, il ragazzino che frequenta una scuola adatta alla dislessia di cui soffre, in questa versione è più simpatico e spigliato del solito, e la scelta insolita e raffinata del sax ce lo rende piuttosto interessante. Un principe rock, anzi jazz. margrethe metroOrmai è un classico, prima o poi al sovrano del terzo millennio tocca un giro in metropolitana. Non si sottrae Margrethe di Danimarca, che domenica scorsa ha inaugurato l’M3 Cityringen a Copenaghen, ed è apparsa piuttosto a suo agio, sicuramente più di chi l’accompagnava. Noblesse oblige. mary hatRestiamo in Danimarca, ma dalla capitale ci spostiamo a Roskilde. È un tragitto breve, l’ho fatto anch’io tanti anni fa; la città che è stata capitale fino alla metà del ‘Quattrocento è nota per la cattedrale dove vengono sepolti i sovrani e per un magnifico museo delle navi vichinghe. Sorge sul mare, sul fiordo omonimo, e si è appena dotata di un nuovo ponte, intitolato alla Principessa Ereditaria Mary. Che naturalmente è giunta per l’inaugurazione, très chic in blu notte con abito rosso a contrasto (ma en pendant col nastro da tagliare, che la futura Regina Consorte non è proprio il tipo da lasciare le cose al caso). Un improvvido colpo di vento ha cercato di rubarle il cappellino (di Jane Taylor) dalla linea particolarmente aerodinamica – ah, quei belli spilloni di una volta! – ma lei l’ha prontamente riacchiappato e se l’è riposizionato sul capino. Ops!letizia OrihuelaConcludiamo la rassegna con Los Reyes oggi in visita a Orihuela, nella regione di Alicante, di recente colpita da un’inondazione. Qui potete scegliere tra Letizia, costretta ad accogliere amabilmente tra le braccia un’innocente e assai perplessa creatura. felipe OrihuelaFelipe brancicato da una fan, che lo ha pure omaggiato di un ritratto fatto da lei stessa, I presume. felipe Orihuela 2O impegnato a raccattare da terra la bandiera – la bandiera! – malauguratamente sfuggita dalle mani di uno degli astanti. Cui in altri tempi sarebbe sfuggita altrettanto rapidamente anche la vita, complice il boia del re. ¡Que papelón!

La foto del giorno – 24 settembre

Charles Beatrice ArnhemLa signora in nero – che qualcuno avrà riconosciuto dal cappello, nello stile che le è tipico – è Beatrix, già Regina e dopo l’abdicazione Principessa dei Paesi Bassi. Il signore in mimetica che l’accompagna è il Principe di Galles. La fotografia è stata scattata sabato scorso, durante la celebrazione della battaglia di Arnhem, combattuta 75 anni fa.

È la storia raccontata da Richard Attenborough nel film Quell’ultimo ponte: nel settembre del 1944 gli alleati paracadutarono 35000 uomini con l’obiettivo di sfondare le linee difensive tedesche per consentire alle truppe di terra di penetrare in Germania mettendo così fine alla guerra. L’operazione, chiamata Market Garden, molto rischiosa e non studiata né pianificata adeguatamente, prevedeva di espugnare cinque ponti sui canali olandesi per consentire l’attacco definitivo; nei pressi dell’ultimo ponte, nella cittadina di Arnhem, era però appostata una divisione corazzata tedesca, che fece strage dei soldati alleati.

L’ex regina e il futuro re hanno celebrato l’anniversario con le solite impeccabili maniere, e hanno incontrato gli ormai pochissimi reduci con la garbata empatia che li contraddistingue. Ma questo gesto affettuoso, non frequente in occasioni del genere, mi ha colpita, e volevo proporvelo.

Le foto del giorno – 17 settembre

Prinsjesdag 2019 2Oggi, terzo martedì di settembre, in Olanda si celebra il Prinsjesdag, il giorno in cui a L’Aia il sovrano sale su una carrozza d’oro e raggiunge il Binnenhof, dove pronuncia il Discorso del Trono, dando così il via alla ripresa dei lavori del Parlamento. Prinsjesdag 2019Il dress code richiede morning suit per gli uomini e lungo da giorno con cappello per le signore, una combinazione non scevra da pericoli; la Regina Máxima quest’anno si è data al burgundy, optando patriotticamente per un abito del couturier olandese Jan Taminiau; un abito a colonna in crêpe di lana con rischiosissima scollatura a cuore, appena celata da un coprispalle/mantellina pietrificato. Prinsjesdag 2019 3Che sarebbe ancora accettabile, se non fosse per quel cappellino in velluto a forma di fungo, di Philippe Treacy da cui piovono i capelli sciolti. Prinsjesdag 2019 5E benché io sia notoriamente una grande sostenitrice dei guanti, questo poco formale modello al polso a corredo di questa mise non mi convince per niente . Prinsjesdag 2019 4Quasi meglio la cognata Laurentien – moglie del principe Constantijn, fratello minore del re – donna piena di charme ma dal gusto un po’ claudicante. Oggi tutta in rosa cipria, come avrebbe detto mia madre, nell’insieme fa figura. Prinsjesdag 2019 6Alla fine della cerimonia tradizionale saluto alla folla entusiasta – perché questa è una delle giornate dell’orgoglio Orange – dal balcone del Palazzo Noordeinde. prinsjesdag-2019-balkon-paleis-noordeinde 

A Royal Calendar – 11 settembre 2001

Chi è nato quel giorno oggi compie 18 anni e festeggia la raggiunta maggiore età; gli altri  si fermeranno un attimo a pensare, con un dolore ancora venato d’incredulità, a ricordare cosa stavano facendo quel giorno, a quell’ora, dov’erano quando hanno saputo, quando hanno visto le immagini incredibili degli aerei schiantarsi contro le torri, prima uno, poi l’altro. E le torri crollare, prima una, poi l’altra. E tutta quella gente che cercava una via di fuga, trovando alla fine solo quella di un volo e una morte rapida. E qualcuno oggi ricorderà anche un’altra tragedia accaduta nello stesso giorno, 28 anni prima a Santiago del Cile, dove a morire era stato uno che rappresentava tutti: il presidente Salvador Allende.

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(Ph. AP/Marty Lederhandler)

Quella di New York è probabilmente più grande tragedia dell’età contemporanea: 2974 morti, comprese le vittime del Pentagono e quelle sui quattro aerei di linea coinvolti, esclusi i 19 dirottatori; le guerre ai quatto angoli del globo ne fanno annualmente molti di più, ma nulla ha avuto lo stesso impatto per la modalità, le conseguenze nella nostra vita quotidiana, e anche il meccanismo di identificazione che scatta quando a morire sono donne e uomini simili a noi. 9-11 mychal judgeE forse qualcuno anche di qua dall’oceano conosceva qualcuno dei caduti: io ad esempio durante le vacanze americane ho spesso accompagnato una carissima amica a messa, nella St. Francis of Assisi Church sulla 31st St, e spesso ad officiare era Padre Mychal Judge, la vittima numero 0001; accorso per assistere i feriti e benedire i morti, fu colpito alla testa dai detriti causati dal crollo della prima torre.

In tanta tragedia – forse per esorcizzarla e ricondurre le cose sul binario di una leggera, rassicurante normalità – ricordo che una delle cose che mi aveva incuriosito all’epoca era la vicenda dei principi ereditari di Norvegia, Haakon e Mette-Marit, che si erano sposati il 25 agosto e si trovavano negli USA in viaggio di nozze. Dopo aver passato qualche giorno a New York, quella mattina si trovavano a Montauk, località di mare negli Hamptons. Haakon and Mette-Marit weddingPoche ore dopo la tragedia la Corte rese noto che i principi erano si trovavano in una località sicura, e rientrarono in patria domenica 16. Sarah Duchessa di York si salvò per miracolo: stava raggiungendo l’ufficio della sua associazione Chances for Children al 101° piano della Torre Nord ma era in ritardo di 20 minuti a causa del traffico. Il suo ex marito, il principe Andrew, e Re Abdallah di Giordania erano in volo verso gli Stati Uniti, ma i loro aerei tornarono indietro.

andrew abdallah

(Ph. PA Images via Getty Images)

Il principe Laurent era a Boston e riuscì a rientrare in Belgio sabato 15, lo stesso giorno in cui Sarah tornò a Londra.

L’eco dell’attacco fu fortissima in Europa, ovunque si tennero cerimonie di commemorazione cui parteciparono sovrani e capi di stato, e molte visite e occasioni festose furono annullate. Qualche giorno dopo in Olanda si celebrava il Prinsjesdag, con la riapertura del Parlamento; la carrozza su cui viaggiava la regina Beatrice con i figli fece una sosta davanti all’Ambasciata americana in segno di rispetto. Il 12 settembre davanti a Buckingham Palace si tenne un cambio della guardia speciale, in onore delle vittime, con l’esecuzione dell’inno nazionale statunitense; venerdì 14 la regina, tornata apposta da Balmoral, presenziò a una cerimonia nella cattedrale di St.Paul; ero appena arrivata a Londra con la mia nipote più grande, quando in televisione vedemmo Her Majesty in lacrime.9-11 london memorial

Abbiamo iniziato questo post pensando ai bimbi nati in quel giorno di settembre, che oggi compiono 18 anni. Probabilmente non lo sanno, e sicuramente non gli interesserebbe granché, ma dividono il compleanno con due royal ladies di primissimo piano: la principessa Kiko, moglie del principe Akishino, fratello minore dell’attuale Imperatore del Giappone e Principe Ereditario, nata nel 1966 a Tokio,

 

e Paola, Regina Emerita dei Belgi, nata Ruffo di Calabria a Forte dei Marmi nel 1937. A lei, che venerdì è diventata bisnonna per la seconda volta, auguri particolari.

Due addii

Mercoledì 21 è morta ad Amman la principessa Dina bint ‘Abd al-Hamid, prima delle quattro mogli di Re Hussein di Giordania e madre della maggiore dei suoi figli, la principessa Alia. Donna notevole, bella e colta, nata al Cairo nel 1929, dopo essersi laureata in Inghilterra insegnava all’università della capitale egiziana quando sposò il giovanissimo re hashemita, suo lontano cugino. Era il 1955, l’anno seguente il matrimonio era già finito, a causa delle insanabili divergenze tra i coniugi (e tra Dina e la suocera, che esercitava grande influenza sul figlio appena ventenne, e probabilmente temeva di venire oscurata dalla nuora). Col divorzio perse il titolo di regina ma mantenne il trattamento di Altezza Reale, anche quando si risposò con un dirigente dell’OLP più giovane di lei di 13 anni, di cui ottenne la liberazione con un’efficace azione diplomatica quando anni dopo fu arrestato dagli Israeliani. Princess Dina of Jordan funeralQuesta donna così interessante, madre di una figlia femmina, secondo l’uso islamico è stata accompagnata nel suo ultimo viaggio dai soli uomini della famiglia, in testa il figliastro Re Abd Allah. È una cosa che mi ha colpito molto: armonizzare l’aspetto privato e quello pubblico del lutto non è sempre facile, e forse neanche possibile.

Nello stesso giorno, giovedì 22, in Olanda si sono celebrate le esequie della principessa Christina. Di lei abbiamo parlato in occasione della scomparsa ( La foto del giorno – 16 agosto ); per suo espresso desiderio al suo funerale banditi gli abiti neri, e tutti i partecipanti (i figli, le tre sorelle e i nipoti) portavano un fiore. funeral-of-princess-christinaSulla bara un cuscino dei girasoli che amava tanto; gerbere gialle per i figli Nicolás Juliana e Bernardo funeral-of-princess-christina-childrenfiori sugli abiti delle tre sorelle: la ex regina Beatrix, Irene e Margriet col marito Pieter van Vollenhoven) funeral-of-princess-christina-sistersgerbere colorate per i tanti nipoti; sui volti di tutti un dolore grande anche se composto, ma in un clima sereno, alleggerito dalla cupa formalità del nero.

Armonizzare l’aspetto privato e quello pubblico del lutto, dicevamo; in questo caso ci ha pensato Christina, il suo ultimo regalo alle persone amate.

La foto del giorno – 16 agosto

Questa signora è la Principessa Maria Christina d’Olanda, sorella minore della ex regina Beatrice e zia dell’attuale sovrano Willem-Alexander; una figura minore nella famiglia reale olandese, ma non per questo meno interessante. Prinses Christina der NederlandenNata a Soestdijk Palace, Baarn, il 18 febbraio 1947, era l’ultima delle quattro figlie di Juliana, che nel settembre 1948 sarebbe diventata Regina dei Paesi Bassi. Durante la gravidanza la madre si ammalò di rosolia, e la bambina nacque con un gravissimo deficit visivo. Alla disperata ricerca di una cura efficace per la figlia Juliana cadde sotto l’influenza della guaritrice Greet Hofmans, e la situazione si complicò tanto da arrivare a sfiorare la crisi costituzionale, con la corte spaccata in due tra la fazione della regina e quella del marito, il principe Bernhard van Lippe-Biesterfeld, che metteva in dubbio che la sovrana, plagiata dalla Hofmans, fosse ancora in grado di esercitare la sua funzione. In pratica, un affaire Rasputin in salsa olandese, che si risolse con l’allontanamento della guaritrice.

Con le cure costanti la giovane principessa riuscì a ottenere straordinari miglioramenti, tanto da riuscire ad andare in bicicletta; poliglotta, la sua caratteristica principale era un grande talento musicale. Desiderando dedicarsi esclusivamente alla musica, studiò canto – sarà anche una concertista – e pedagogia, approfondendo le possibilità della musicoterapia

Chiamata a insegnare in una scuola Montessori a New York, conobbe Jorge Guillermo, figlio di un medico cubano rifugiato, che sposò nel 1975; in seguito al matrimonio si convertì al cattolicesimo abbandonando i diritti dinastici per sé e i tre figli, Bernardo Nicolás e Juliana. Dopo il divorzio, nel 1996, Christina visse tra New York e l’Italia; negli ultimi anni si era trasferita a Londra, mantenendo in patria alcuni impegni, come il Comitato della  Princess Christina Competition, che incoraggia bambini e ragazzi a riconoscere e sviluppare i propri talenti. 

È morta questa mattina a L’Aja, per un cancro alle ossa che l’aveva colpita un paio d’anni fa.

La foto del giorno

Vacanze sulla neve per la famiglia reale olandese, che come ogni anno è a sciare a Lech, in Austria. olanesi sciIl permanere di questa tradizione mi lascia sempre un po’ perplessa, dato che proprio durante una di queste vacanze il principe Friso, secondogenito della regina Beatrice e fratello minore del sovrano regnante Willem-Alexander, rimase sepolto da una valanga mentre sciava fuori pista e morì un anno e mezzo dopo per le conseguenze dell’incidente senza aver mai ripreso conoscenza. Quando sono qui invece, nonostante i miei timori, i reali olandesi sembrano sempre rilassati e felici, e infatti vediamo il re con scatto felino lanciarsi sulla neve scherzando con l’unico nipote maschio, che cresce circondato da due sorelle e cinque cugine, tutte femmine.

Ancora Christmas cards (more or less)

Fermi tutti! A tradimento la famiglia reale belga ha diffuso un’altra foto per gli auguri di Natale. belgian royal-family xmasTra Elisabeth decollata, Philippe rassegnato ed Emmanuel che non ne può più quasi quasi preferisco quella piramidale, col principino di sguincio.

Ora sedetevi, perché arriva il momento horror. victoria xmas Victoria di Svezia, forse influenzata dal 75° compleanno della madre – o magari dal centenario della Prima Guerra Mondiale –  ci propone questa foto similseppia in cui la graziosa famigliola sembra il ritratto su una lapide. Dite la verità, non avete pagato il fotografo e quello si è vendicato! Una prece.

La famiglia reale olandese, cioè il ragazzone Willem-Alexander, la bella moglie Máxima e le tre bionde figlie di 15, 13 e 11 anni, ci fanno gli auguri così. Dutch-Royal-family xmas Per riprendermi mi ci vuole un panettone. Intero.

O magari assaggio uno di questi biscotti, preparati dai principi ereditari di Danimarca con i quattro figli. Una cosa semplice e natalizia, finalmente! https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=7AlXQluVp6A

La foto del giorno – 18 ottobre

Il 29 aprile del 2013, la sera prima dell’abdicazione della Regina Beatrice d’Olanda e la conseguente incoronazione di Re Willem-Alexander, agli ospiti di maggior riguardo e alle numerose teste coronate fu offerta una cena di gala nel Rijksmuseum di Amsterdam, davanti a un capolavoro assoluto dell’arte fiamminga: La Ronda di Notte di Rembrandt.  cena ronda di notte A luglio dell’anno prossimo, in occasione del 350° anniversario della morte dell’artista, la grande tela verrà sottoposta ad un restauro che sarà possibile seguire da chiunque in tempo reale.

De Nachtwacht fu dipinto nel 1642, parte di un ciclo di sei opere realizzate da diversi pittori olandesi per celebrare la visita alla città di Amsterdam che Maria de’ Medici compì nel 1639. Al centro della scena il capitano Frans Banning Cocq – lui stesso aveva commissionato l’opera a Rembrandt – accompagnato dal suo luogotenente Willem van Ruytenburgh, impartisce l’ordine di mettersi in marcia.

In un paio di occasioni la tela è stata danneggiata da azioni criminali: nal 1975 fu sfregiata in 12 punti dalle coltellate di un visitatore; un altro spruzzò dell’acido nel 1999. In entrambi i casi i danni furono arginati dall’intervento tempestivo degli esperti, ora però si è resa necessaria un’azione più complessa per riportare l’opera all’antico splendore, grazie anche alle sofisticate tecnologie di intervento oggi disponibili.

Nella conferenza stampa di presentazione del progetto il direttore generale del museo Taco Dibbits ha spiegato che se in passato i restauri venivano eseguiti a porte chiuse, l’idea contemporanea di rendere pubblico ogni aspetto della vita di una istituzione culturale li ha spinti alla decisione “di condurre i lavori dentro il Rijsk, anziché spostare la tela, in modo che chiunque, in qualunque luogo si trovi, possa seguire il processo. In fondo, la Ronda appartiene a tutti noi”.

Ogni informazione sul sito del museo: http://www.rijksmuseum.nl