Un tea con Lady Violet – Regine pop

IMG_20200530_210656Nel generale deserto di eventi royal, conseguenza inevitabile della pandemia, a salvare noi royalwatchers per fortuna ci sono loro, le regine consorti del BeNe(senza)Lux, alte e bionde come due valchirie, fiamminghe e fiammeggianti. Sarà grazie all’età -entrambe sotto i 50 – saranno le condizioni sanitarie o le decisioni politiche dei loro Paesi, Máxima e Mathilde sono non solo tra le royal ladies più attive, ma soprattutto tra le più visibili.

La Regina Consorte dei Paesi Bassi affronta con passo energico le corsie dell’ospedale OLVG ad Amsterdam, visitato martedì scorso, con un abito low cost (di H&M), che somiglia pericolosamente a un sacchetto del pane, caratterizzato da ampie maniche, più che a palloncino direi a dirigibile. Per fortuna l’ha pagato poco.

Giovedì ha replicato, questa volta visitando Texel – la maggiore delle isole olandesi nel Mare del Nord – per verificare i danni causati dalla pandemia e le strategie atte ad affrontare al meglio l’imminente stagione turistica. Diciamo che questa scelta è una vera rappresentazione simbolica della regina: pantaloni gaucho (Máxima è argentina) e blusa a scatoletta di un bell’arancio acceso (si è sposata nella Casa d’Orange). E ciliegina sulla mise un bel paio di orecchini tassel (cioè a nappa), per evitare il rischio di eccessiva sobrietà. La adoro. mathilde maskArancio anche per Mathilde dei Belgi, che giovedì ha visitato Gediflora nel villaggio fiammingo di Oostnieuwkerke, dove ha incontrato donne imprenditrici nella floricoltura. Per lei un completo pantaloni in seta del fido Natan completato da sandali a tacco alto verde oliva – non la scelta più azzeccata, vista la pioggia – clutch rosa cipria con fantasia astratta. Col colpo di teatro dell’accessorio più cool del momento: la mascherina in seta en pendant col completo. Proprio quella che sta cercando Lady Violet! La Reine farà scuola, diventando l’icona fashion-pop del momento? Vedremo.

Per due regine così alte e colorate ci vuole una coppia di tazze, con un solo piattino e di misura leggermente più grande, le English Rose della manifattura Roy Kirkham. Non sono antiche, né particolarmente pregiate, ma sono tra le prime che ho comprato, da una simpatica e gentilissima ragazza inglese in un mercatino di beneficenza a Londra, le amo particolarmente e mi mettono allegria.

Le foto del giorno – Festeggiate con Máxima!

Oggi Máxima dei Paesi Bassi compie 49 anni e, forse ispirata da quanto accaduto per il compleanno di Elizabeth II lo scorso 21 aprile, ha deciso di rendere pubblica una ricetta di famiglia per festeggiare con lei. FB_IMG_1589740078434Anzi – con tutto il rispetto – ha fatto di più, perché si è messa lei stessa in cucina e ha preparato questi dolcetti di cui si dichiara ghiotta. FB_IMG_1589740064214Si chiamano alfajores al dulce de leche e si tratta in pratica di una coppia di biscotti, farciti col classico dulce de leche argentino e poi rotolati nel cocco. FB_IMG_1589740092776Una cosa del genere la facevano anche le zie di un mio cugino, cuoche di paese brave e raffinatissime; in quel caso però i biscotti erano più piccoli, farciti di crema al burro e rotolati nella granella di mandorle. E si chiamavano assai opportunamente deliziose. FB_IMG_1589739613039Solo Máxima invece può festeggiare in monospalla di lamé bronzo, lunghi orecchini (di diamanti?) spettinata il giusto e col vassoio in mano.

Il prossimo anno questa splendida signora raggiungerà i 50, non vedo l’ora di vedere cosa si inventerà, mi aspetto festeggiamenti clamorosi.

PS se vi incuriosisce la ricetta degli alfajores, che è quella della madre della regina, la trovate qui https://www.facebook.com/280838772065151/posts/1640154519466896/

Le foto del giorno – Willem-Alexander fa 53

Ennesimo compleanno reale del mese, ed ennesimo festeggiamento annullato a causa dell’emergenza in corso. Willem-Alexander, Re dei Paesi Bassi, compie oggi 53 anni, e il dispiacere della mancata celebrazione lo divide con tutti i suoi cittadini, dato che dal 2014 oggi è il Koningsdag, il giorno del re, festa nazionale. IMG_20200427_191903Una festa nata alla fine dell’Ottocento quando la bisnonna del sovrano, Wilhelmina, era solo una bambina ma anche l’unica figlia del re. Quando toccò a lei sedere sul trono, quella che era nata come una festa dedicata ai più piccoli divenne il giorno in cui tutta la nazione si univa nel fare gli auguri alla regina, e tale rimase con le due sovrane che le successero, Juliana e Beatrix, nonna e madre di Willem-Alexander. La data originaria – il 31 agosto, compleanno di Wilhelmina – fu anticipata al 30 aprile, compleanno di Juliana, e mantenuta anche durante il regno di Beatrix, nata in gennaio, mese che mal si presta a festa di piazza. È il giorno dell’orgoglio Orange, pieno di musica, allegria e mercatini, che per una volta non hanno bisogno di autorizzazione. IMG_20200427_191137Il sovrano solitamente celebra visitando una o due città, invece quest’anno Willem-Alexander è stato costretto a rimanere a casa, ma non gli sarà dispiaciuto troppo, contornato com’è dalle quattro donne della sua vita, belle bionde (una in effetti è rossa) colorate e molto, molto alte. Dunque festa a casa, il Paleis Huis ten Bosch a L’Aja, con gli inevitabili auguri via zoom. IMG_20200427_191059Il festeggiamento domestico ci dà l’occasione di sbirciare nel palazzo, ristrutturato lo scorso anno, i cui interni sono senza dubbio sbalorditivi – qualunque senso vogliate dare all’aggettivo – costati un’altrettanto sbalorditiva cifra: 63 milioni di euro. IMG_20200427_191539Una magione che Lady Violet invidia senz’altro meno di quel glicine.

PS fatemi sapere se in questi giorni di forzata inattività vi farebbe piacere dare un’occhiata al palazzo e al suo restauro.

La foto del giorno – 31 gennaio

Mentre aumentano le voci che parlano di notizie imminenti sul matrimonio di Beatrice di York con Edoardo Mapelli Mozzi – nel giorno della Brexit una unione angloitaliana fa un bell’effetto – la scena spetta oggi a un’altra Beatrice. Meno giovane ma assai più importante, Beatrix dei Paesi Bassi, che ha regnato per 33 anni sul suo Paese (abdicando nel 2013 in favore del figlio Wilhelm-Alexander), oggi compie 82 anni. Nata nella residenza reale di Baarn, sua madre era la principessa ereditaria Juliana. Curiosamente anche Beatrix a un certo punto lasciò il suo paese per il Canada, ma non per smanie di libertà: c’era la guerra, i Paesi Bassi invasi dai Tedeschi e la famiglia di Juliana fu spedita al sicuro oltreoceano. Queen Beatrix Prince Claus Presidente PertiniNel marzo 1985, sul trono da quasi cinque anni, la prima visita ufficiale in Italia, che era già metà delle vacanze estive (la famiglia reale olandese ha posseduto per quarant’anni una villa all’Argentario, L’elefante felice). Il royal tour, previsto te anni prima, era stato rinviato per le condizioni del Principe Consorte Claus, tormentato a lungo dalla depressione. Quella sera di marzo i problemi di salute di Claus probabilmente sembravano superati, e lontanissima era la tragedia del secondo figlio Friso, che morirà dopo molti mesi di coma per le conseguenze di un incidente sugli sci. Quella sera di marzo la Regina, con un abito in pizzo tipicamente anni ’80, sul capo l’Antique Pearl Tiara, poté godersi lo splendore del Quirinale, l’affabilità del Presidente Pertini e un menu che comprendeva consommé, vol-au-vent, filetto di pesce San Pietro, lombatina di vitello e semifreddo alle fragole. Tra gli invitati naturalmente c’era Gianni Agnelli. E pure Prodi. 

La foto del giorno – 28 novembre

Le tempeste che agitano i cieli d’Albione ci hanno distratti dalle attività reali del resto del mondo, che proseguono con imperturbabile costanza. Una delle royal ladies più impegnate è senz’altro Máxima, regina consorte del Paesi Bassi, reduce da una missione di tre giorni in Pakistan nella sua qualità di Special Advocate del Segretario dell’ONU per la finanza inclusiva finalizzata allo sviluppo. FB_IMG_1574968219252Non ha fatto in tempo a rientrare in patria che eccola nel palazzo reale di Amsterdam a fianco di marito e suocera partecipare alla consegna del Praemium Erasmianum assegnato al musicista statunitense John Adams. Temendo probabilmente di passare inosservata la pirotecnica Máxima ha scelto un abito di Claes Iversen cui non manca nulla: colour block, borchie, passamaneria e pure le frange di marabù. Ammirevole però il dettaglio che righe e fasce dell’abito siano così elegantemente allineate agli stucchi della parete di fondo. Come la matematica, neanche la geometria è un’opinione.

Le foto del giorno – 4 ottobre

Cari Violeters, sul blog sono in arrivo un po’ di novità – di cui una, se va in porto, veramente clamorosa – nell’attesa diamo lietamente inizio al weekend con alcune foto non troppo formali. maxima and little girlsL’apertura di diritto spetta a Máxima, regina della formalità informale, che in visita all’organizzazione MIND viene accolta da queste due deliziose pupe bionde. Interpretando la “traduzione italiana” di google translator, che è leggermente più incomprensibile della versione originale in fiammingo, sul cartello che reggono le bimbe c’è scritto: Cara Regina, non vediamo l’oro di fare una foto con te, vuoi venire qui da noi? E secondo voi Máxima poteva dire di no? Paludata in abbondante tweed, la regina non si sottrae, ma quel che fa la differenza nel suo caso più che il gesto è il sorriso. Irresistibile. emmanuel saxOggi il principe Emmanuel, terzogenito dei sovrani belgi (dunque uno dei  dodici nipoti di Paola Ruffo di Calabria) compie 14 anni, e ringrazia con questa foto quanti hanno voluto fargli gli auguri sui social. Piuttosto timido, il ragazzino che frequenta una scuola adatta alla dislessia di cui soffre, in questa versione è più simpatico e spigliato del solito, e la scelta insolita e raffinata del sax ce lo rende piuttosto interessante. Un principe rock, anzi jazz. margrethe metroOrmai è un classico, prima o poi al sovrano del terzo millennio tocca un giro in metropolitana. Non si sottrae Margrethe di Danimarca, che domenica scorsa ha inaugurato l’M3 Cityringen a Copenaghen, ed è apparsa piuttosto a suo agio, sicuramente più di chi l’accompagnava. Noblesse oblige. mary hatRestiamo in Danimarca, ma dalla capitale ci spostiamo a Roskilde. È un tragitto breve, l’ho fatto anch’io tanti anni fa; la città che è stata capitale fino alla metà del ‘Quattrocento è nota per la cattedrale dove vengono sepolti i sovrani e per un magnifico museo delle navi vichinghe. Sorge sul mare, sul fiordo omonimo, e si è appena dotata di un nuovo ponte, intitolato alla Principessa Ereditaria Mary. Che naturalmente è giunta per l’inaugurazione, très chic in blu notte con abito rosso a contrasto (ma en pendant col nastro da tagliare, che la futura Regina Consorte non è proprio il tipo da lasciare le cose al caso). Un improvvido colpo di vento ha cercato di rubarle il cappellino (di Jane Taylor) dalla linea particolarmente aerodinamica – ah, quei belli spilloni di una volta! – ma lei l’ha prontamente riacchiappato e se l’è riposizionato sul capino. Ops!letizia OrihuelaConcludiamo la rassegna con Los Reyes oggi in visita a Orihuela, nella regione di Alicante, di recente colpita da un’inondazione. Qui potete scegliere tra Letizia, costretta ad accogliere amabilmente tra le braccia un’innocente e assai perplessa creatura. felipe OrihuelaFelipe brancicato da una fan, che lo ha pure omaggiato di un ritratto fatto da lei stessa, I presume. felipe Orihuela 2O impegnato a raccattare da terra la bandiera – la bandiera! – malauguratamente sfuggita dalle mani di uno degli astanti. Cui in altri tempi sarebbe sfuggita altrettanto rapidamente anche la vita, complice il boia del re. ¡Que papelón!

La foto del giorno – 24 settembre

Charles Beatrice ArnhemLa signora in nero – che qualcuno avrà riconosciuto dal cappello, nello stile che le è tipico – è Beatrix, già Regina e dopo l’abdicazione Principessa dei Paesi Bassi. Il signore in mimetica che l’accompagna è il Principe di Galles. La fotografia è stata scattata sabato scorso, durante la celebrazione della battaglia di Arnhem, combattuta 75 anni fa.

È la storia raccontata da Richard Attenborough nel film Quell’ultimo ponte: nel settembre del 1944 gli alleati paracadutarono 35000 uomini con l’obiettivo di sfondare le linee difensive tedesche per consentire alle truppe di terra di penetrare in Germania mettendo così fine alla guerra. L’operazione, chiamata Market Garden, molto rischiosa e non studiata né pianificata adeguatamente, prevedeva di espugnare cinque ponti sui canali olandesi per consentire l’attacco definitivo; nei pressi dell’ultimo ponte, nella cittadina di Arnhem, era però appostata una divisione corazzata tedesca, che fece strage dei soldati alleati.

L’ex regina e il futuro re hanno celebrato l’anniversario con le solite impeccabili maniere, e hanno incontrato gli ormai pochissimi reduci con la garbata empatia che li contraddistingue. Ma questo gesto affettuoso, non frequente in occasioni del genere, mi ha colpita, e volevo proporvelo.

Le foto del giorno – 17 settembre

Prinsjesdag 2019 2Oggi, terzo martedì di settembre, in Olanda si celebra il Prinsjesdag, il giorno in cui a L’Aia il sovrano sale su una carrozza d’oro e raggiunge il Binnenhof, dove pronuncia il Discorso del Trono, dando così il via alla ripresa dei lavori del Parlamento. Prinsjesdag 2019Il dress code richiede morning suit per gli uomini e lungo da giorno con cappello per le signore, una combinazione non scevra da pericoli; la Regina Máxima quest’anno si è data al burgundy, optando patriotticamente per un abito del couturier olandese Jan Taminiau; un abito a colonna in crêpe di lana con rischiosissima scollatura a cuore, appena celata da un coprispalle/mantellina pietrificato. Prinsjesdag 2019 3Che sarebbe ancora accettabile, se non fosse per quel cappellino in velluto a forma di fungo, di Philippe Treacy da cui piovono i capelli sciolti. Prinsjesdag 2019 5E benché io sia notoriamente una grande sostenitrice dei guanti, questo poco formale modello al polso a corredo di questa mise non mi convince per niente . Prinsjesdag 2019 4Quasi meglio la cognata Laurentien – moglie del principe Constantijn, fratello minore del re – donna piena di charme ma dal gusto un po’ claudicante. Oggi tutta in rosa cipria, come avrebbe detto mia madre, nell’insieme fa figura. Prinsjesdag 2019 6Alla fine della cerimonia tradizionale saluto alla folla entusiasta – perché questa è una delle giornate dell’orgoglio Orange – dal balcone del Palazzo Noordeinde. prinsjesdag-2019-balkon-paleis-noordeinde 

A Royal Calendar – 11 settembre 2001

Chi è nato quel giorno oggi compie 18 anni e festeggia la raggiunta maggiore età; gli altri  si fermeranno un attimo a pensare, con un dolore ancora venato d’incredulità, a ricordare cosa stavano facendo quel giorno, a quell’ora, dov’erano quando hanno saputo, quando hanno visto le immagini incredibili degli aerei schiantarsi contro le torri, prima uno, poi l’altro. E le torri crollare, prima una, poi l’altra. E tutta quella gente che cercava una via di fuga, trovando alla fine solo quella di un volo e una morte rapida. E qualcuno oggi ricorderà anche un’altra tragedia accaduta nello stesso giorno, 28 anni prima a Santiago del Cile, dove a morire era stato uno che rappresentava tutti: il presidente Salvador Allende.

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(Ph. AP/Marty Lederhandler)

Quella di New York è probabilmente più grande tragedia dell’età contemporanea: 2974 morti, comprese le vittime del Pentagono e quelle sui quattro aerei di linea coinvolti, esclusi i 19 dirottatori; le guerre ai quatto angoli del globo ne fanno annualmente molti di più, ma nulla ha avuto lo stesso impatto per la modalità, le conseguenze nella nostra vita quotidiana, e anche il meccanismo di identificazione che scatta quando a morire sono donne e uomini simili a noi. 9-11 mychal judgeE forse qualcuno anche di qua dall’oceano conosceva qualcuno dei caduti: io ad esempio durante le vacanze americane ho spesso accompagnato una carissima amica a messa, nella St. Francis of Assisi Church sulla 31st St, e spesso ad officiare era Padre Mychal Judge, la vittima numero 0001; accorso per assistere i feriti e benedire i morti, fu colpito alla testa dai detriti causati dal crollo della prima torre.

In tanta tragedia – forse per esorcizzarla e ricondurre le cose sul binario di una leggera, rassicurante normalità – ricordo che una delle cose che mi aveva incuriosito all’epoca era la vicenda dei principi ereditari di Norvegia, Haakon e Mette-Marit, che si erano sposati il 25 agosto e si trovavano negli USA in viaggio di nozze. Dopo aver passato qualche giorno a New York, quella mattina si trovavano a Montauk, località di mare negli Hamptons. Haakon and Mette-Marit weddingPoche ore dopo la tragedia la Corte rese noto che i principi erano si trovavano in una località sicura, e rientrarono in patria domenica 16. Sarah Duchessa di York si salvò per miracolo: stava raggiungendo l’ufficio della sua associazione Chances for Children al 101° piano della Torre Nord ma era in ritardo di 20 minuti a causa del traffico. Il suo ex marito, il principe Andrew, e Re Abdallah di Giordania erano in volo verso gli Stati Uniti, ma i loro aerei tornarono indietro.

andrew abdallah

(Ph. PA Images via Getty Images)

Il principe Laurent era a Boston e riuscì a rientrare in Belgio sabato 15, lo stesso giorno in cui Sarah tornò a Londra.

L’eco dell’attacco fu fortissima in Europa, ovunque si tennero cerimonie di commemorazione cui parteciparono sovrani e capi di stato, e molte visite e occasioni festose furono annullate. Qualche giorno dopo in Olanda si celebrava il Prinsjesdag, con la riapertura del Parlamento; la carrozza su cui viaggiava la regina Beatrice con i figli fece una sosta davanti all’Ambasciata americana in segno di rispetto. Il 12 settembre davanti a Buckingham Palace si tenne un cambio della guardia speciale, in onore delle vittime, con l’esecuzione dell’inno nazionale statunitense; venerdì 14 la regina, tornata apposta da Balmoral, presenziò a una cerimonia nella cattedrale di St.Paul; ero appena arrivata a Londra con la mia nipote più grande, quando in televisione vedemmo Her Majesty in lacrime.9-11 london memorial

Abbiamo iniziato questo post pensando ai bimbi nati in quel giorno di settembre, che oggi compiono 18 anni. Probabilmente non lo sanno, e sicuramente non gli interesserebbe granché, ma dividono il compleanno con due royal ladies di primissimo piano: la principessa Kiko, moglie del principe Akishino, fratello minore dell’attuale Imperatore del Giappone e Principe Ereditario, nata nel 1966 a Tokio,

 

e Paola, Regina Emerita dei Belgi, nata Ruffo di Calabria a Forte dei Marmi nel 1937. A lei, che venerdì è diventata bisnonna per la seconda volta, auguri particolari.

Due addii

Mercoledì 21 è morta ad Amman la principessa Dina bint ‘Abd al-Hamid, prima delle quattro mogli di Re Hussein di Giordania e madre della maggiore dei suoi figli, la principessa Alia. Donna notevole, bella e colta, nata al Cairo nel 1929, dopo essersi laureata in Inghilterra insegnava all’università della capitale egiziana quando sposò il giovanissimo re hashemita, suo lontano cugino. Era il 1955, l’anno seguente il matrimonio era già finito, a causa delle insanabili divergenze tra i coniugi (e tra Dina e la suocera, che esercitava grande influenza sul figlio appena ventenne, e probabilmente temeva di venire oscurata dalla nuora). Col divorzio perse il titolo di regina ma mantenne il trattamento di Altezza Reale, anche quando si risposò con un dirigente dell’OLP più giovane di lei di 13 anni, di cui ottenne la liberazione con un’efficace azione diplomatica quando anni dopo fu arrestato dagli Israeliani. Princess Dina of Jordan funeralQuesta donna così interessante, madre di una figlia femmina, secondo l’uso islamico è stata accompagnata nel suo ultimo viaggio dai soli uomini della famiglia, in testa il figliastro Re Abd Allah. È una cosa che mi ha colpito molto: armonizzare l’aspetto privato e quello pubblico del lutto non è sempre facile, e forse neanche possibile.

Nello stesso giorno, giovedì 22, in Olanda si sono celebrate le esequie della principessa Christina. Di lei abbiamo parlato in occasione della scomparsa ( La foto del giorno – 16 agosto ); per suo espresso desiderio al suo funerale banditi gli abiti neri, e tutti i partecipanti (i figli, le tre sorelle e i nipoti) portavano un fiore. funeral-of-princess-christinaSulla bara un cuscino dei girasoli che amava tanto; gerbere gialle per i figli Nicolás Juliana e Bernardo funeral-of-princess-christina-childrenfiori sugli abiti delle tre sorelle: la ex regina Beatrix, Irene e Margriet col marito Pieter van Vollenhoven) funeral-of-princess-christina-sistersgerbere colorate per i tanti nipoti; sui volti di tutti un dolore grande anche se composto, ma in un clima sereno, alleggerito dalla cupa formalità del nero.

Armonizzare l’aspetto privato e quello pubblico del lutto, dicevamo; in questo caso ci ha pensato Christina, il suo ultimo regalo alle persone amate.