Le foto del giorno – Hai voluto la waterbike…

Oggi è una giornata particolare nel Principato di Monaco, che il 14 settembre di 38 anni fa diceva addio all’amatissima Grace.

Le foto del giorno sono però dedicate a colei che ne ha preso il posto come Principessa Consorte, Charlène, la nuora mai conosciuta. Olimpionica di nuoto in gioventù, la bionda signora a 42 anni è sempre assai appassionata allo sport, e dedita a varie discipline, principalmente acquatiche. Nel weekend appena trascorso ha portato a termine un’impresa notevole: una gara tra due squadre che hanno coperto i 180 chilometri tra Calvi in Corsica e Monaco, pedalando forsennatamente su waterbike. Il team della principessa, il Serenity, ha vinto la sfida dopo 22 ore e 33 minuti, mentre gli sfidanti del Notorious, capitanati dal di lei fratello Gareth, onnipresente negli eventi del Principato – altro che Pippa! – hanno concluso il percorso con 14 minuti di ritardo.

Foto assai potenti: lei stravolta dalla fatica, il marito che l’abbraccio goffamente, i bambini che guardano altrove. Lady Violet confessa un certo disagio. Lungi dal dare consigli di sport a chicchessia, anche non olimpionico, il tutto sembra un po’ forzato: la sfida tra due team intercambiabili, con lei presidente e il fratello segretario generale e tesoriere della Fondation Princess Charlène che ha promosso l’evento. L’obiettivo: sensibilizzare sulla condizione del mare, seguiti ovviamente da barche d’appoggio a motore che avranno scaricato in acqua un bel po’ di carburante, in una gara lontana dagli occhi degli spettatori che probabilmente avrebbero dovuto essere i sensibilizzandi. Il tutto condito da una fatica disumana. Non so. Mi viene però in mente una situazione analoga di qualche anno fa con protagonista Sophie di Wessex, che con altri ciclisti percorse in bicicletta i circa 700 chilometri tra Edimburgo e Londra, con cittadini davvero sensibilizzati durante la settimana necessaria a coprire il tragitto, e arrivo festoso e rilassato a Buckingham Palace. Ah, alla partenza il suocero, l’ineffabile Prince Philip, benedisse la nuora con un sei pazza!

Due giovanotti

Giornatona oggi per due dei gentlemen Mountbatten-Wisdsor.

Come sapete il biondo George oggi compie sette anni, e li festeggia nello splendore degli scatti di mamma Catherine. Qui è in versione combat con tshirt camouflage, ciuffo ribelle e diastema d’ordinanza. Che seduttore!

Pure lui però tende a scomparire – e diciamolo, nessuno riuscirebbe ad raggiungere la stessa vertiginosa altezza – davanti al bisnonno, che ora mi sa che ha preso gusto nelle uscite a sorpresa.

L’occasione di oggi: il trasferimento del ruolo di Colonel-in-Chief del reggimento The Rifles alla nuora Camilla. Che in ossequio al necessario distanziamento si trovava direttamente a Highrove, più o meno centocinquanta chilometri di distanza da Windsor, dove ancora si trovano i suoceri (che raggiungeranno presto l’amata residenza scozzese di Balmoral).

Basta guardarlo, e ogni altro commento è francamente superfluo.

Le parole di un royal wedding

Archiviamo il matrimonio dei signori Mapelli Mozzi con qualche altra foto che forse non avete visto, una piccola riflessione e un ringraziamento. Partiamo proprio da questo, Lady Violet vi ringrazia dal profondo del cuore: siete stati tantissimi!

È stato un royal wedding totalmente diverso da quelli cui abbiamo assistito negli ultimi anni e che – guai paterni a parte – in fondo ci aspettavamo anche in questa occasione. Magari un po’ più piccolo, magari meno trionfale. E invece no. Beatrice – che, diciamocelo, è sempre stata considerata la più sfigata dei cugini – si è inventata qualcosa di totalmente nuovo, riuscendo così a dribblare con grande classe una serie di difficoltà che rischiavano di respingerla nel ruolo di eterno anatroccolo sempre in attesa di diventare cigno. Io ne sono rimasta deliziata, e oggi raccontando il tutto a un’anziana signora non avvezza a navigare i mari del web ho usato quattro parole.

La prima è, ovviamente, sorpresa. Per la comparsa della pandemia che ha costretto al rinvio, per la data infine scelta – veramente a sorpresa, sembra che non lo sapessero nemmeno all’interno della Royal Family – per il tono riservato, per l’abito della sposa, per la sua tiara. E lo vogliamo dire? Sorpresa piacevolissima nel vedere nonno Philip in perfetta forma – alla faccia delle voci che lo vogliono defunto una volta al mese – dritto come un fuso e con quell’aria sorniona che lo rende irresistibile da settant’anni abbondanti. Che ci ha voluto a sua volta riservare una sorpresa: non si è messo il tight, ma un semplice completo scuro, con una bella cravatta regimental. Io me lo immagino, come mio padre davanti allo smoking: no eh, stavolta non me lo metto! Sorpresa anche per la spilla scelta da Her Majesty: a forma di rosa con diamanti, di cui poco si sa: è stata vista solo dopo il 2012, e potrebbe dunque essere un dono ricevuto in occasione del Diamond Jubilee. Oltre alla sorpresa il mistero!

La seconda parola non può che essere famiglia. Beatrice ed Edo si sono sposati nella chiesetta vicino casa, dove lei e sua sorella ricevettero la Cresima quindici anni fa e la sua bisnonna fu vegliata prima dei funerali di stato (il rito è stato officiato da Martin Poll, cappellano di Windsor, assistito da Paul Wright, sub-diacono della Chapel Royal). Tutto alla presenza della sola famiglia: il padre ha accompagnato la sposa all’altare – i due si sono preparati trascorrendo insieme una parte di quarantena – dove l’aspettava lo sposo assistito dal suo best man, il figlio Wolfie di quattro anni. Le due madri hanno letto due poesie scelte dagli sposi: il sonetto 116 di Shakespeare e I carry you in my heart by E.E. Cummings (oltre alla Prima Lettera ai Corinzi, 13, 1-13; è il brano sulla carità, gettonatissimo nei matrimoni). Poi un piccolo rinfresco nel giardino della casa di famiglia, il Royal Lodge, seguito in serata da un altro piccolo ricevimento per pochissimi amici. Insomma, se è vero che la famiglia è di solito un elemento centrale in ogni matrimonio, in questo ha avuto una funzione fondamentale che potremmo riassumere così: il padre ha creato un (enorme) problema, la nonna l’ha risolto. Regalando alla nipote, privata di un royal wedding tradizionale, il matrimonio più regale, facendo per lei cose mai fatte per nessun’altra: le ha prestato la sua tiara nuziale, e uno dei suoi abiti di gala.

La terza parola: eleganza. Alla fine Beatrice era elegante? Secondo me moltissimo, perché ha interpretato il concetto nel modo più sottile: non essere alla moda, ma essere unica. Poi siamo d’accordo che il modello dell’abito rendeva di più nella versione originale, che le maniche a palloncino c’entravano poco o niente e che abbinate alla scollatura quadrata evocavano pericolosamente il dirndl tirolese. E capisco che un’interpretazione ortodossa della tiara fringe avrebbe richiesto i capelli raccolti in un’acconciatura comme il faut, ma secondo me ciò ha trasferito l’attenzione dall’abito alla sposa, dal significante al significato. Cosa assai elegante e direi quasi rivoluzionaria, dato che la società occidentale contemporanea tende a deviare l’attenzione dalle persone alle cose; un modo che forse solo la pandemia ha iniziato a mettere globalmente in discussione. Ma poi l’eleganza del riciclo! La nostra Bea, oltre a tutto il resto, ha riciclato pure le scarpe, indossando quelle di Valentino che completavano la mise delle nozze dei cugini Cambridge. Molto chic, color champagne in una pelle lavorata con effetto diamanté. Furba, oltre che elegante, dato che così ha evitato anche uno dei drammi più angosciosi per ogni sposa: scarpe nuove da tenere ai piedi una giornata intera. A questo punto sorge un dubbio: sappiamo cosa Beatrice avesse di vecchio e di prestato, immaginiamo che come si fa di solito qualcosa di blu, magari un fiocchetto, fosse cucito all’interno dell’abito. Ma di nuovo, alla fine, cosa indossava? Forse il velo, sul quale invero non si ha alcuna informazione. Estremamente elegante anche il tema scelto, che sembra sia stato il giardino segreto, incarnazione perfetta di un matrimonio se non proprio segreto, sicuramente riservato. Se poi avessero eseguito anche brani da Il matrimonio segreto di Cimarosa avremmo raggiunto davvero la perfezione!

L’ultima parola è simbolo. Le nozze sono un rito di passaggio, dunque un momento fortemente simbolico. La regalità lo è altrettanto, e a me sembra che questo royal wedding sia riuscito a fare una sintesi molto efficace tra i due sistemi simbolici. Su un giornale britannico ho letto un commento che condivido assai: si può interpretare questo matrimonio come la dimostrazione dell’essenza della regalità, che non è ostentazione, lusso, glamour, ma atemporalità, rigore, rispetto per la tradizione e capacità, attraverso questa, di guidare un cambiamento. E naturalmente rispetto delle regole: oltre al distanziamento, sappiamo che durante il rito non sono stati cantati gli inni, parte integrante della liturgia anglicana, e al loro posto eseguite delle musiche, e così l’inno nazionale è stato suonato ma non cantato. Naturalmente anche Beatrice ha replicato uno dei gesti di più alto valore simbolico ripetuto da tutte le royal brides a partire dalla Queen Mother nel 1923, e il suo bouquet è stato deposto sulla tomba del Milite Ignoto, a Westmister Abbey.

God save the Queen, e pure le sue nipoti.

Se vi foste persi il post sulla mise della sposa lo trovate qui Here comes the bride!

(Ph. Benjamin Wheeler)

Friday 17th

Premessa: il venerdì diciassette è infausto solo per noi: in generale, i paesi di cultura greco-latina attribuiscono caratteristiche negative al 17, ma il binomio venerdì-17 è considerato iettatorio solo in Italia. Nei paesi anglosassoni invece a essere guardato con sospetto è il 13, peggio ancora se è anche venerdì. E anche né di venere né di marte è una tradizione mediterranea; anzi, in qualche paese del nord Europa il venerdì – giorno di Venere e della sua controparte norrena Freya – è considerato il giorno romantico per eccellenza.

Dunque non stupitevi se Beatrice ed Edo hanno scelto proprio oggi per unirsi in matrimonio; anche la data scelta in prima battuta, il 29 maggio, era venerdì, così come il 12 ottobre 2018, giorno delle nozze della di lei sorella Eugenie con Jack Brooksbank: e pure il 29 aprile 2011 in cui si sposarono i Duchi di Cambridge era venerdì (nonché il 14 maggio 2004, wedding day dei Principi Ereditari di Danimarca, Frederik e Mary).

Dunque questa mattina alle 11.00 Beatrice di York e Edoardo Mapelli Mozzi si sono giurati amore eterno sotto le volte dell’intima Royal Chapel of All Saints, nei pressi del Royal Lodge, residenza degli York. La piccola chiesa è particolarmente cara alla Royal Family: qui la Regina viene spesso quando è a Windsor, qui Beatrice e Eugenie furono cresimate nel 2005, qui fu vegliata la salma della Queen Mother prima dei solenni funerali a Westminster Abbey, nel 2002.

Dettagli del matrimonio sinora ce ne sono pochi, si parla di una ventina di ospiti: oltre alla sovrana e al marito, ovviamente saranno stati presenti genitori, sorella e cognato di lei. Edoardo ha sicuramente voluto con sé un invitato speciale: il figlio Christopher, detto Woolfie, di quattro anni. Considerando la partecipazione del padre dello sposo, Alex Mapelli Mozzi, della madre Nikki Shale, magari accompagnata dall’attuale marito David Williams-Ellis, siamo già a dieci. Ignoriamo se e quali altri membri della Royal Family abbiano partecipato, probabilmente ne sapremo di più quando saranno pubblicate le fotografie; domani, secondo l’ufficio stampa della Regina.

Al momento ci sono solo alcuni scatti ‘rubati’ ai nonni che arrivano nella loro automobile, ed è un piacere vedere il gagliardissimo novantanovenne Philip. Ufficialmente la scelta di tardare nel diffondere le immagini è motivata dal desiderio di non oscurare un’altra straordinaria cerimonia che si è svolta a Windsor dopo il matrimonio: l’investitura a cavaliere del centenario Capitano Tom Moore, eroe di guerra che durante la pandemia ha promosso una raccolta fondi a favore del NHS – il servizio sanitario nazionale – raggiungendo l’astronomica cifra di 33 milioni di sterline.

Abbiamo così l’occasione di sbirciare la mise di Her Majesty: pardessous color acquamarina – un modello nuovo, vedrete domani! – con cappello en pendant, su cui spiccano alcune rosa dal cipria al magenta, e abito stampato coordinato. A me è sembrata particolarmente elegante.

Il royal wedding però alla fine ha messo in secondo piano il compleanno della Duchessa di Cornovaglia. Oggi Camilla compie settantatré anni, ma immaginiamo che con la sua saggezza non si sarà offesa.

Ah, lei è nata proprio di venerdì 17!

A Royal Calendar – 11 luglio 2000

Elizabeth Angela Marguerite Bowes-Lyon, poi Duchessa di York, poi Regina Consorte e infine per quasi metà della sua vita Regina Madre, nasce il 4 agosto 1900 (esattamente 81 anni prima di Meghan, che coincidenza!). Ha la fortuna di superare il secolo, e conclude la sua vita straordinaria il 30 marzo 2002. Nel 2000 dunque i cittadini del Regno Unito possono festeggiare il cambio del secolo, quello del millennio, e il bel traguardo dell’amatissima Queen Mom; tra gli eventi che le vengono dedicati c’è anche la Messa di Ringraziamento celebrata nella Cattedrale di St Paul mercoledì 11 luglio, proprio vent’anni fa. Un’occasione interessante per vedere com’è cambiata in due decenni la famiglia più famosa del mondo.

La festeggiata arriva scortata dall’adorato nipote Charles, che all’epoca come direbbe Camilleri è un bel cinquantino brizzolato, con chioma invero più folta di quella che oggi possono vantare i suoi figli a un’età assai più giovane. Fedele ai colori pastello (e dire che si impose all’attenzione del modo con un guardaroba tutto bianco: A Royal Calendar – 12 giugno 1901) per l’occasione The Queen Mother sceglie il rosa carico.

Lo impreziosisce con la spilla che negli ultimi anni ha indossato più spesso, platino e diamanti con al centro un grande smeraldo quadrato e catena di diamanti con perla pendente, un modello che ricorda molto la spille reale da lei più amata: la Victoria’s Diamond Jubilee Brooch. L’origine di questo gioiello non è certa, una delle ipotesi è che facesse parte della favolosa eredità Greville insieme con la tiara indossata da Eugenie il giorno delle nozze. Certo invece che dopo la sua morte la spilla sia ricomparsa sulla Duchessa di Cornovaglia (che quel giorno non c’era, avendo sposato il Principe di Galles solo cinque anni più tardi, nel 2005).

Azzurro intenso e vezzosa paglia bianca con decoro en pendant per la figlia regina, all’epoca 74 anni, accompagnata dal quasi ottantenne marito Philip in forma strepitosa. Lei va sul sicuro e appunta sulla spalla sinistra la favolosa Cullinan V, con diamante centrale a forma di cuore di 18.8 carati. È uno di quelli ottenuti dal gigantesco Cullinan, che fa bella mostra di sé anche sullo scettro di St Edward (vi ricordo che questa pietra, detta anche Stella d’Africa, è il più grande diamante grezzo mai rinvenuto, dall’incredibile peso di 3106,75 carati, cioè 621 grammi).

C’è anche la figlia minore Margaret, settant’anni, abbigliata da perfetta gentildonna di campagna. Purtroppo né l’insieme in un delicato albicocca né il bouquet di rose sul cappellino, simpaticamente piazzato sulle ventitre, riescono a distogliere l’attenzione dal suo precario stato di salute. La principessa all’epoca ha già avuto un ictus e l’anno precedente durante una vacanza a Moustique si è ustionata i piedi con conseguenze piuttosto serie. Di lì a pochi mesi un secondo ictus la causerà gravi danni alla vista e al lato sinistro del corpo. Margaret morirà il 9 febbraio 2002, sette settimane prima di sua madre.

La Princess Royal si è forse messa d’accordo con la madre e sceglie la stessa nuance di azzurro. Per lei, che sta per compiere cinquant’anni, un bel soprabito e una bella toque con veletta, uno dei migliori cappelli che mi ricordi di aver visto sul suo classico chignon.

Guanti neri a parte l’insieme mi piace assai, cosa sarà invece a rendere il quindicenne Harry così perplesso?

Sophie Rhys-Jones è entrata in famiglia da appena 13 mesi sposando Edward, figlio minore della sovrana, e diventando così la Contessa di Wessex. Sarà per questo che va sul classico, che di più non si può: completo color champagne dal fitting dimenticabile, cappello che mia madre avrebbe definito stile Franco Cacciatore di Weber (ma in fondo gli Inglesi amano la caccia, no?), gioielli supersobri. Poi si piazza in mano una di quelle borsette stile anni ’50 fatte come un borsellino che però andrebbero però infilate al polso, e per di più in un colore diverso dal resto. E alla fine esagera con un paio di quei guanti di cotone bianco che da decenni la Cornelia Jones realizza per l’augusta suocera e hanno contribuito a renderne celebri le mise. Risultato, la trentacinquenne Sophie dimostra almeno quindici anni di più.

Deliziose Beatrice e Eugenie di York, l’una sulla soglia dell’adolescenza l’altra ancora bambina, l’una in azzurro cielo l’altra in fucsia. A un certo punto però la piccina non trattiene uno sbadiglio. In fondo, come darle torto?

A royal engagement

Chiedo venia, ho confuso le date ma avrei dovuto pubblicare ieri questo post, perché è il 9 luglio 1947 che viene annunciato il fidanzamento ufficiale tra la ventunenne Principessa Elizabeth, futura Regina del Regno Unito, e il Tenente Philip Mountbatten, nato Principe di Grecia e Danimarca e naturalizzato britannico.

Gli sposi discendono dalla Regna Victoria, trisavola di entrambi, e si sono incontrati la prima volta il 29 novembre 1934 al matrimonio tra il Duca di Kent, zio di lei, e la Principessa Marina di Grecia e Danimarca, cugina di lui, dove la piccola Elizabeth è una delle damigelle. Il 12 maggio 1937 Philip partecipa all’incoronazione di Re George VI ma non ci sono notizie di un contatto tra i due; la scintilla scocca due anni più tardi, quando i sovrani accompagnati dalle figlie visitano il  Royal Naval College a Dartmouth.

Per Elizabeth è amore a prima vista nonostante abbia solo 13 anni, Philip in quel momento più che all’amore pensa alla guerra che scoppia di lì a poco. Lui parte, si scrivono, e al suo ritorno si scopre innamorato anche il bel tenente, che nell’estate del ’46 chiede al re la mano della figlia. George vuole aspettare che Elizabeth compia i ventun anni il 21 aprile 1947, dopo neanche tre mesi arriva l’annuncio del fidanzamento. La futura regina mostra al mondo la sua felicità e un anello con un diamante da tre carati proveniente da una tiara della madre dello sposo, Alice, fiancheggiato da pietre più piccole.

Da quel giorno la donna che ha a disposizione i gioielli più belli e preziosi del mondo all’anulare sinistro indosserà praticamente solo questo, simbolo perfetto di un matrimonio a un tempo normale e straordinario.

In questo video le immagini della seduta fotografica con i sovrani e la sorella Margaret https://www.youtube.com/watch?time_continue=48&v=Mhpn4Eg-1AQ&feature=emb_logo

Un tea con Lady Violet – The birthday boy

royal diamond wedding teacupDopo essersi ritirato definitivamente a vita privata (l’ultima volta che è apparso in pubblico era il 18 maggio dello scorso anno, al matrimonio della nipote Lady Gabriella Windsor, e sembra che si sia anche divertito parecchio). prince philip lady gabriella weddingDopo essere stato costretto a riconsegnare la patente di guida a sua moglie – in nome e per conto della quale vengono emessi i documenti nel Regno Unito – avendo causato un brutto incidente che avrebbe potuto avere conseguenze tragiche (anche se si vocifera che continui imperterrito a mettersi al volante all’interno della tenuta di Sandringham, dove passa gran parte dell’anno). prince philip car crash the queenDopo che negli ultimi mesi le voci ricorrenti di una sua dipartita si sono intensificante, basandosi sul solito niente; l’ultima qualche giorno fa, quando il Principe di Galles ha dichiarato di sentire la mancanza del padre (e dei nipotini, causa isolamento da covid-19, ma questa parte è stata omessa da alcuni).prince philip with charlesOggi HRH Philip, Duke of Edinburgh, Earl of Merioneth and Baron Greenwich, nato Prince of Greece and Denmark, compie i suoi gloriosi 99 anni, e li celebra con una foto che lo ritrae accanto alla moglie regina, scattata la settimana scorsa nel Quadrangle, il cortile superiore di Windor Castle, dove la coppia si è ritirata per la quarantena. Osserviamoli meglio.29417420-8403717-image-m-48_1591726547248Il festeggiato appare in splendida forma, impettito come suo solito. D’altra parte vi ricordate il matrimonio di Harry? Aveva subito un intervento di protesi all’anca soltanto sei settimane prima, e il giorno del royal wedding scese tranquillamente dall’auto reale e avanzò lungo la navata, camminando sicuro senza neanche l’ausilio di un bastone. Nella foto indossa un classicissimo blazer doppio petto con otto bottoni dorati; più spesso i bottoni sono sei, ma per un ex ufficiale di marina questo e altro. Molto interessante la scelta della cravatta regimental, che naturalmente si chiama così perché è di pertinenza di un reggimento; questa è quella delle Welsh Guards, uno dei reggimenti della Royal Household di cui Philip ha fatto parte. È anche quello che sabato celebrerà il compleanno ufficiale della sovrana con una versione (molto) ridotta del tradizionale Trooping the Colour. Ed è ovviamente il reggimento di cui oggi è colonnello il futuro re, The Prince of Wales. prince philip bday cullinan

Accanto a lui come sempre da 73 anni a questa parte Her Majesty The Queen, in abito a fiori con un singolo filo perle. Peccato che la fantasia in grigio e giallo del vestito non faccia risaltare adeguatamente la spilla, appuntata come sempre sulla spalla sinistra. È la Cullinan V, che la sovrana indossa spesso ed è nota per il valore storico ed economico del diamante centrale, parte della serie di pietre ricavate dall’enorme diamante rinvenuto in Sudafrica, la cui pietra principale rifulge nello scettro. In questo caso gli osservatori più romantici non hanno potuto far a meno di notarne la forma a cuore: un delicato messaggio d’amore? Lady Violet pensa di sì, se un diamante è per sempre, questo matrimonio si avvicina molto all’umano concetto di “per sempre”. prince philip with the queenHappy birthday dunque a questo splendido giovanotto, con la foto che mi è piaciuta di più tra quelle pubblicate dall’account della Royal Family (e direi che Her Majesty ha davvero saputo scegliere).

P.S. Il Duca di Edimburgo inaugurò la prima, estiva rubrica di questo blog: se vi siete persi il post, o volete rileggerlo, lo trovate qui  La foto del giorno limited edition – giovedì gnocchi! 

La tazza di oggi è quella creata in occasione del loro sessantesimo anniversario di matrimonio, nel 2007. Non certo perché io pensi di ridurlo a marito di, ma per la capacità che ha avuto nello svolgere per decenni un ruolo complesso, e quella di affrontare e cercare di risolvere le crisi, anche le sue. Incidentalmente la tazza è nei toni del viola, cosa desiderare di più?

 

Breaking News!

Tra pochi minuti saranno 99, intanto godetevi l’immagine di questo splendido giovanotto in una foto scattata qualche giorno fa, in compagnia della sua meravigliosa signora. Uno spettacolo! 29417420-8403717-image-m-48_1591726547248A domani per gli aggiornamenti.

UK-LA News

Alla vigilia del compleanno di Her Majesty, il marito Duca di Edimburgo, che sta trascorrendo il lockdown a Windsor con lei, ha diffuso una dichiarazione in cui ringrazia tutti coloro che sono al lavoro per combattere il Covid-19. Nessuna attività è dimenticata: da quelle mediche alle infermieristiche, dalla ricerca universitaria alle infrastrutture: chi assicura il cibo in tavola, corrieri, addetti alle pulizie, tutti accomunati nello sforzo dell’emergenza.

Lui in effetti non si è visto, ma si spera che questa mossa contribuisca a fugare i rumors sulla sua scomparsa. Philip è vivo e lotta con noi!

Pure il Principe di Galles sta osservando il lockdown in compagnia della moglie, ma in Scozia – nella residenza di Birkhall – e sembra si sia specializzando nell’inaugurazione di ospedali a distanza. Oggi è toccato al Ysbyty Calon Y Ddraig,  cioè l’ospedale cardiologico di Cardiff, capitale del Galles, il Dragon’s Heart Hospital. La pronuncia delle parole in gaelico è molto musicale, per certi versi simile al francese, ma mi sento di consigliare a HRH un migliore controllo sulle luci, dato che in questi video spesso appare singolarmente rosso in viso; altrimenti si finirà per pensare che più che coronavirus la sua sia scarlattina. https://www.facebook.com/TheBritishMonarchy/videos/2516725608427137/

Da Los Angeles arrivano notizie anche dai Duchi di Sussex, ma il Covid-19 stavolta non c’entra. Harry e Meghan hanno annunciato che non intendono avere più alcun rapporto con i quattro tabloid più popolari: Daily Mail, Daily Mirror, Sun, Daily Express. Sono quattro dei sette giornali che fanno parte della Royal Rota, cioè le sette testate – ci sono anche il Times, l’Evening Standard e il Telegraph – che hanno un canale preferenziale nella comunicazione della Royal Family, con l’impegno di rendere accessibili contenuti e immagini a tutti gli altri media. I duchi avevano anticipato questa loro decisione già a gennaio, rendendo nota l’intenzione di abbandonare il ruolo di senior royal; probabilmente l’imminenza della causa contro il Daily Mail, accusato di aver pubblicato una lettera della duchessa al padre, ha spinto al taglio definitivo. E speriamo che sia la scelta giusta, per loro e per gli altri (compresi noi, che Lady Violet ha poca voglia di assistere a una guerra Sussex-media).

La foto del giorno – Aggiornamenti

Questa potrebbe essere l’occasione incriminata: Charles e Albert insieme lo scorso 10 marzo; il sovrano monegasco, diagnosticato positivo la scorsa settimana, probabilmente stava incubando il virus e potrebbe aver contagiato l’erede al trono britannico. charles albertA questo stadio poco più di una suggestione, data la quantità di persone incontrate da un futuro re (sarebbe interessante sapere se e quanti dei presenti siano positivi al test).

Quale che sia la verità, Charles ha accusato sintomi lievi nei giorni scorsi e domenica ha raggiunto la Scozia in compagnia della moglie; ora si trovano in quarantena a Birkhall, la loro residenza all’interno della tenuta reale di Balmoral. Il principe resta in contatto telefonico con i figli: Harry è già tornato in Canada, William è con la famiglia nella casa di campagna di Anmer Hall, nel Norfolk.

I timori maggiori sono naturalmente per la Regina che ha incontrato il figlio maggiore il marzo a Buckingham Palace per delle investiture. La sovrana è a Windsor con il marito, che giovedì scorso l’ha raggiunta in elicottero da Sandringham; la coppia al momento è accudita da un numero ristretto di persone: su uno staff che conta un centinaio di elementi otto sono rimasti in servizio, gli altri mandati nelle proprie case. Apro un breve inciso, dato che in parecchi mi state chiedendo di una voce che gira da qualche giorno (purtroppo ripresa da un  noto quotidiano) che vorrebbe il Principe Philip defunto e la notizia tenuta riservata per decidere il da farsi. La regola del blog è basarsi su notizie ufficiali – comunque non avrei la possibilità di verificare retroscena e indiscrezioni – dunque lasciamo rumors e pettegolezzi a chi predilige questa linea, io preferisco evitare, soprattutto in presenza di notizie drammatiche.

Intanto a Monaco Albert II ha rilasciato un paio di interviste radiofoniche in cui dice di stare discretamente, e di non aver avuto bisogno della terapia a base di clorochina, una di quelle sperimentate per il trattamento del virus. Albert ha iniziato a stare male la notte di domenica 15 marzo; il risultato è arrivato mercoledì ma non l’ha sorpreso, dato che stava avvertendo i sintomi tipici: dapprima un raffreddore, poi tosse e un po’ di febbre. Non ha però mai perso né il senso del gusto né quello dell’odorato.

 

(L’altra la trovate a questo link https://urly.it/35096)