Cin Cin Charles

E questo è il  brindisi che stasera la Regina ha dedicato a suo figlio. Ammessa anche una lacrimuccia.Charles and parents

“It is a privilege for any mother to be able to propose a toast to her son on his 70th birthday,” Her Majesty said.

“It means that you have lived long enough to see your child grow up. It is rather like —to use an analogy I am certain will find favour — planting a tree and being able to watch it grow.

“My mother saw me turn 70, of course. And she was heard to observe that 70 is exactly the age when the number of candles on your cake finally exceeds the amount of breath you have to blow them out.

“Over his 70 years, Philip and I have seen Charles become a champion of conservation and the arts, a great charitable leader — a dedicated and respected heir to the throne to stand comparison with any in history — and a wonderful father.

“Most of all, sustained by his wife Camilla, he is his own man, passionate and creative.

“So this toast is to wish a happy birthday to my son, in every respect a duchy original.

“To you Charles. To the Prince of Wales.”

(dal sito della Royal Family)

Celebrating a Royal Birthday

C’è un modo migliore di festeggiare il settantesimo compleanno del futuro Red’Inghilterra (e Scozia e Galles ecc) che organizzare un Afternoon Tea? No, non c’è, o almeno non mi viene in mente dunque Ladies&Gentlemen tea is served! Charles afternoon tea In ossequio ai gusti del festeggiato nelle tazze fuma un Darjeeling, che se viene chiamato lo champagne dei tè una ragione ci sarà.

Si comincia col più classico dei sandwich britannici, quello al cetriolo (cucumber); la ricetta originale prevede che il pane sia spalmato di cream cheese, ma questi sono fatti à la mode de Lady Violet, e sono francamente squisiti. E sono pure serviti su un piatto della Chelsea Porcelain come quella che si usa a Clarence House!Charles afternoon tea sandwiches 2 Siccome i cucumber sandwich sono gustosi e leggeri e scompaiono rapidamente, arrivano di rinforzo dei piccoli fiadoni. Sono panzerottini ripieni di formaggio tipici della cucina abruzzese. Secondo la tradizione andrebbero preparati per pasqua, ma sono così appetitosi che ormai si mangiano tutto l’anno, e sono un omaggio al Principe di Galles, che ama il formaggio; li adorerebbe!

Charles afternoon tea cakeChe afternoon tea sarebbe senza scones? Sono una sorta di piccoli panini, dolci ma non troppo, perfetti con il curd o la marmellata (ma sono così buoni che si mangiano anche da soli). L’abbinamento classico è con la clotted cream – una sorta di panna rappresa introvabile in Italia – e la marmellata di fragole. Si trova invece ormai piuttosto facilmente il lemon curd, una crema al limone e burro semplicemente sublime; siccome però la ricetta è facilissima fatela voi, il sapore è molto migliore di qualunque prodotto industriale, anche se di altissima qualità.

Per finire si torna in Abruzzo con la golosissima torta bocconotto, un guscio di pastafrolla ripieno di un impasto di mandorle e cioccolato. No, questa non l’ho fatta io, l’ho solo decorata (e direi che si vede!).

Lady Violet saluta e torna dai suoi ospiti, per voi qualche ricetta da provare per convertirvi al più british dei riti.

Cucumber sandwich: fondamentale avere l’apparecchio per affettare i cetrioli in fettine sottilissime che vanno messe in uno scolapasta e irrorate di aceto di mele. Aggiungete un po’ di sale e una macinata di pepe, mischiate il tutto e lasciate riposare. Nel frattempo imburrate le fette di pane da sandwich con burro salato, cospargetene la metà con abbondanti fettine di cetriolo coprite con l’altra metà, avvolgete in tutto in un panno inumidito e mettete in frigorifero. Al momento di servire, tagliate via la crosta del pane (se c’è) tagliate i sandwich nella misura desiderata e servite.

Scones: delle varie ricette provate la migliore è questa, con la raccomandazione di aumentare la dose di farina, perché così non è sufficiente http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/08/roses-sultana-scones

Lemon curd: ancora quella del cavoletto (nello stesso sito ne trovate anche fatte usando altri frutti, provate!) http://www.cavolettodibruxelles.it/2006/10/cremina-inglese-per-dita-golose

 

Celebrating a Royal Birthday – preview

A quest’ora vi immagino davanti al vostro caffè, prima di affrontare il pomeriggio.

Chez Lady Violet invece è tutto pronto per l’afternoon tea, con cui si celebrerà anche da questo lato della Manica il compleanno del Principe di Galles. charles afternoon tea table La tavola è pronta in attesa degli ospiti che si godranno il menù abrubritish, specialità della casa. Segue descrizione, come fanno i blog seri.

La tovaglietta in pizzo al tombolo è di famiglia, il samovar inglese in Sheffield, primi del ‘900, le tazze fanno parte di una collezione: tutte diverse ma tutte decorate con rose – quella monocroma, che ha dato inizio al tutto, era della nonna Giulia – i cucchiaini non si vedono ma fanno parte di un servizio liberty d’argento, ereditato (che fortuna!).

La foto del giorno – 14 novembre

Scommetto che vi aspettavate qualcosa che riguardasse il festeggiatissimo neosettantenne Prince of Wales, e invece no! Dato che la giornata sarà dedicata principalmente a lui, prendiamoci un momento per noi. Ieri, in un’asta di Christie’s a Ginevra, è stata venduta questa cosuccia qui, per soli 50 milioni di dollari. pink legacy Il diamante Pink Legacy, ribattezzato “il Leonardo da Vinci dei diamanti” ( e perché poi?), diciannove carati (18,96 per la precisione) di pura luce, classificato fancy vivid – il livello più alto di intensità di colore per un diamante – proviene dalla collezione Oppenheimer ed è il più importante del suo genere che sia mai stato battuto.

E chi è che si è potuto permettere tale spesa, una media di 2.6 milioni di dollari a carato? Qualcuno che di diamanti se ne intende, Mr Harry Winston in persona. Insomma, si fa per dire, dato che l’originario Mr Winston è passato a miglior vita nel 1978. Ma la sua passione per le gemme gli è sopravvissuta, eccome! E Lady Violet, che ebbe la fortuna di farsi un giretto nella boutique sulla Fifth Avenue, è qui a testimoniarlo.

Visita del Presidente Mattarella in Svezia – Gala Dinner

Buone notizie! Dopo che la mise indossata all’arrivo a Stoccolma ci aveva fatto temere il peggio, in serata le cose sono migliorate assai. Mattarella Svezia Gala Il corteo reale è stato aperto proprio dalla nostra Laura, al braccio del re Carlo XVI Gustavo; la nostra First Lady indossa molto opportunamente un abito blu, base ideale per la fascia dell’Ordine della Stella Polare, appena ricevuto. Poi d’accordo, il modello è lineare ma non chiarissimo, noi magari non avremmo abbinato una borsetta nera, però secondo me possiamo ritenerci soddisfatti (un po’ meno lo siamo per i pantaloni del frac presidenziale, ma non vorrei imbattermi nell’articolo 278 del codice penale “Offesa all’onore o al prestigio del Presidente della Repubblica”).

Alle sue spalle il Presidente dà il braccio alla sempre bella regina Silvia, veramente regale in viola, con la fondamentale collaborazione degli zaffiri della Leuchtenberg Parure. Composta da tiara, collana, orecchini, spilla e una coppia di fermagli per capelli, questa sera la regina ha scelto di indossarne solo una parte: la spilla, a trattenere la fascia dell’Ordine al Merito della Repubblica, gli orecchini e – soprattutto – la tiara. Undici zaffiri circondati di diamanti su una struttura con un motivo floreale che ricorda il caprifoglio, completamente ricoperta di diamanti, tra cui spiccano alcune grosse pietre. Il presidente Mattarella è in frac con decorazioni e la fascia dell’Ordine dei Serafini, la più alta onorificenza svedese. Ma perché quel broncio Presidente? Non sarà che come Nenni, costretto a indossare la marsina, anche lei si chiede perché s’è dovuto vestire da orchestrale? Noterete che tutti i membri della famiglia reale di Svezia indossano la fascia verde con profili rossi dell’Ordine al Merito della Repubblica, e chi non aveva già una onorificenza dell’ordine l’ha ricevuta oggi.

Anche l’acquisto più recente, la principessa Sofia, moglie del principe Carl Philip, in bianco virginale – top in seta e gonna in pizzo tutto firmato Zetterberg – con la sua tiara nuziale indossata nel modo più semplice, cioè senza l’aggiunta degli smeraldi. Peccato, con la fascia sarebbero stati così bene! A meno che… Mattarella Svezia Gala 4… a meno che non temesse di entrare in competizione con la cognata ed erede al trono Victoria, che sul tema green questa sera si è scatenata. E all’abito di una bellissima tonalità di verde ha abbinato gli smeraldi di famiglia. Si tratta di una demi-parure composta da collana, una grande spilla – che qui è usata per fermare la fascia – e una spilla più piccola, l’unica questa sera ad essere rimasta in cassaforte. Come le gemme della Leuchtenberg, anche questi smeraldi affondano la loro storia nelle origini napoleoniche della famiglia Bernadotte; nel primo caso si pensa che gli zaffiri siano stati il dono di nozze di Napoleone ad Augusta di Baviera, Duchessa di Leuchtenberg, che andava sposa a Eugène de Beauharnais, figlio dell’Imperatrice Joséphine. La figlia della coppia, Joséphine come la nonna, sposò Oscar I di Svezia, e gli zaffiri giunsero a Stoccolma, dove la regina Silvia li indossa spesso nelle visite di stato. Mattarella Svezia Gala 4a Gli smeraldi invece erano proprietà del fondatore della dinastia, quel Jean-Baptiste Bernadotte che partì ufficiale durante la Rivoluzione, diventò Maresciallo di Francia, e finì col sedersi sul trono di Svezia e Norvegia come Carl XIV Johan. Quella che oggi è una collana veniva indossata come cintura, e la spilla più grande era a sua volta un fermaglio per cinture. Anche il diadema scelto da Victoria, la Six Buttons Tiara, ha una stretta correlazione col capostipite, essendo composta da elementi – forse in origine appartenenti a un’uniforme di gala – che comparivano sulla corona usata per l’incoronazione del 1818.

Happy Birthday!

È scoccata l’ora, è giunto il giorno, è il momento di festeggiare! E noi iniziamo questa giornata di festa celebrazioni e sorprese con due fotografie, dopo che sono state diffuse ufficialmente da Clarence House. wales family 2 La famiglia Wales al completo ritratta da Chris Jackson lo scorso mese di settembre nel giardino della residenza londinese del Principe di Galles. Moglie, figli, nuore e nipotini, in un’armonia di bianco e blu. Una versione più posata e una più movimentata. wales familyE quant’è pacioccone Louis?

La foto del giorno – 13 novembre

Serata densa di celebrità dello showbusiness al London Palladium per festeggiare l’imminente compleanno del Principe di Galles. london palladium Al gala, organizzato dal Prince’s Trust,  Charles ha partecipato con Camilla, la cui mise dimostra inequivocabilmente che in UK il viola a teatro non porta male. Vi immaginate qui, che fuggi fuggi? Insomma, ormai ci siamo, al royal birthday mancano poche ore, e Lady Violet ha in serbo per voi una piccola sorpresa. A domani!

Visita del Presidente Mattarella in Svezia

Mentre gran parte dell’attenzione dei royal watchers è concentrata su Londra per il settantesimo compleanno dell’erede al trono, a Stoccolma è iniziata in pompa magna la visita di stato del Presidente Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura. Già. Mattarella Svezia 2 Da dove cominciamo? Cappotto informe e troppo grande, Sciarpa inutile – in seta dégradée, ma potrebbe essere pure peggio – e annodata pure male. Mattarella Svezia 1 Borsa a spalla, già sbagliata di suo, agguantata per la tracolla. Le stava scivolando? Appunto. Cappotto troppo corto è stato detto? Mattarella Svezia 3 Abito troppo corto per occasione, età e gambe. Naturalmente non siamo sorpresi dato il cappotto. Nota a margine: purtroppo non basta un pillbox per sembrare Jackie.

Charles at 70 – A Royal Alphabet (parte prima)

A come Acquerelli La visita compiuta da Lady Violet a Clarence House nello scorso agosto si è conclusa con un flûte di bollicine in una saletta con le pareti decorate dagli acquerelli dipinti dal padrone di casa. watercolour prince charles Charles dipinge da quando aveva vent’anni – principalmente paesaggi – seguendo una tradizione consolidata tra i gentlemen britannici in campagna. Ha studiato con Edward Seago, pittore convenzionale amato da padre e nonna ma di non grande reputazione tra i critici, che naturalmente non apprezzano la produzione artistica dell’erede al trono. Lui però una piccola soddisfazione se l’è presa nel 1987 quando le sue opere, presentate anonimamente, furono esposte nella mostra estiva della  Royal Academy’s. Una soddisfazione anche più grande devono essere stati gli svariati milioni di sterline, sei fino al 2016, che secondo un articolo del Corriere della Sera di quell’anno avrebbe fruttato la vendita online delle opere. Tutto denaro ovviamente andato in beneficenza, che però lo ha reso uno degli artisti viventi più pagati.

B come Buckingham Palace Il Principe è venuto al mondo nella residenza reale alle 21.14 di domenica 14 novembre 1948; la nascita fu annunciata da un messaggio affisso alla cancellata del palazzo poco prima di mezzanotte. E sempre qui, nella Music Room, fu battezzato un mese dopo, il 15 dicembre. Sembra però che quando sarà re Charles utilizzerà il grande palazzo solo per rappresentanza, preferendo rimanere a vivere e lavorare dov’è ora, a Clarence House; con le sue 775 stanze lo ritiene infatti troppo grande e costoso per abitarci. Potrebbe invece essere trasformato in un museo, aperto al pubblico per un periodo assai più lungo dei due mesi in cui è attualmente visitabile, mentre la royal family è in Scozia per le vacanze estive.

C come Cambridge Quando salirà sul trono sarà il primo sovrano britannico con una laurea, presa a Cambridge dopo un corso di  studi in archeologia, antropologia e storia al Trinity College. charles cambridge Enzo Biagi raccontava che i suoi insegnanti lo avevano definito uno studente “lento ma accanito”, il voto di diploma non è brillantissimo ma è comunque la conquista di un primato. Il giovane Charles vive al campus come uno studente qualunque, e come una madre qualunque la regina ispeziona la camera destinata a lui prima di dare la sua approvazione.

D come Darjeeling È la qualità preferita, un tè nero dall’aroma floreale proveniente dall’omonima regione del Bengala occidentale, considerato il migliore e per questo definito “lo champagne dei tè”. Il principe lo beve col latte, of course, ma per dolcificarlo non usa zucchero, bensì miele.

E come Ecologia All’impegno per l’ambiente il Principe di Galles ha dedicato gran parte della vita, fedele al principio che lo sviluppo, anche economico, abbia maggiori possibilità di successo in armonia piuttosto che in contrasto con la natura. Nel corso degli anni Charles ha lanciato molte campagne per uno sviluppo sostenibile e contro lo sfruttamento indiscriminato, con una particolare attenzione all’inquinamento e ai cambiamenti climatici. La sua autorevolezza nel campo è riconosciuta a livello mondiale; nel 2012 è stato acclamato come Lifetime Achievement Winner ai 7th International Green Awards, nel maggio 2017 ha ricevuto il GCC Global Leader of Change Award, e nel novembre dello stesso anno ha tenuto un intervento a Malta nell’ambito di Our Ocean Conference.

F come Figli William e Harry, 36 e 34 anni, nati dall’infelice matrimonio con Diana e cresciuti principalmente con la madre, che si era impegnata a rendere la loro vita il più possibile simile a quella dei coetanei. charles sons All’alba del 31 agosto 1997 Charles deve informare i ragazzi della morte dell’adorata mamma, e in quel momento nasce una nuova famiglia, composta da loro tre, e il primo atto che si trovano ad affrontare è la straziante camminata dietro al feretro, col dolore esposto agli occhi famelici di milioni di persone scioccate. In quella occasione mi colpì un goffo buffetto del padre sulla spalla del figlio minore, quasi fosse incapace di consolare e rassicurare quel bambino disperato, il suo bambino. Invece quel dolore è stato affrontato e superato, non senza sofferenza, il padre distratto dal suo ruolo ha anteposto i figli ad ogni altra cosa, i ragazzi sono diventati uomini e sembrano sereni ed equilibrati. Una storia nata male forse questa volta ha avuto un lieto fine.

G come Gordonstoun a 13 anni Charles fu iscritto Gordonstoun, una scuola superiore fondata negli anni ’30 in Scozia dal tedesco dr Kurt Hahn, che tra i primi allievi aveva avuto il Duca di Edimburgo. Il dottor Hahn credeva nella necessità di educare i ragazzi delle classi privilegiate all’uguaglianza e al servizio agli altri. La giornata degli allievi iniziava con una corsa all’aperto a torso nudo, con qualunque tempo, seguita da una doccia fredda, e a turno ogni allievo doveva servire a tavola i compagni. Sarà un caso che quando si è trattato di decidere la scuola per i figli il principe li abbia invece mandati a Eton? charles gordonstoun Tra tanto rigore, uno dei piaceri del giovanotto è il teatro; resta memorabile una versione del dramma scozzese in cui interpreta il protagonista.

H come Highrove Nel 1980 Charles compra una tenuta nel Gloucester, e nel corso degli anni diventa la sua amata residenza privata, la sua family home. Sin dall’inizio nelle sue intenzioni  Highgrove avrebbe dovuto essere sinonimo di giardinaggio e agricoltura biologiche. highgrove Il giardino però non esisteva proprio e il nuovo proprietario non sapeva da dove cominciare, né aveva nozioni pratiche di giardinaggio. Con l’aiuto dell’amica Lady Salisbury, esperta di giardini coltivati secondo natura, la casa fu circondata di piante odorose: timo, caprifoglio, glicine, gelsomino; su suggerimento di Miriam Rotschild, altra grande esperta di giardinaggio e sostenitrice della biodiversità, nacque un prato di fiori selvatici, assecondando il desiderio del principe di proteggere la flora spontanea tipica del paese, insidiata dalle colture intensive. Oggi la tenuta è aperta al pubblico per offrire la bellezza incantevole dei suoi giardini, e la fattoria fornisce la materia prima per una linea di prodotti biologici in vendita nello shop (ma anche altrove, ad esempio da Fortnum&Mason): naturalmente tutti i proventi vanno a finanziare le attività di charity dell’erede al trono.

I come Isola Al largo del Canada, nella Baia Baffin, c’è la Prince Charles Island. Con i suoi  9,521 kmè la settantasettesima in ordine di grandezza nel mondo, e la diciannovesima in territorio canadese. Disabitata ed estremamente fredda con incursioni termiche estreme, fu avvistata per la prima volta nel 1932, e scoperta definitivamente da Albert-Ernest Tomkinson, pilota della Royal Canadian Air Force nel 1948, anno in cui compare negli annali. Fu dedicata al figlio della principessa Elizabeth, appena nato.

J come Jaguar In ossequio alla sua attenzione all’ambiente, il principe a Londra si muove esclusivamente a bordo di una Jaguar completamente elettrica, modello I-Pace, e una stazione di ricarica rapida sta per essere installata a Clarence House. La famosa Aston Martin DB6 Mark 2 Volante acquistata nel novembre 1970 (l’auto con cui i neo Duchi di Cambridge lasciarono Buckingham Palace dopo il matrimonio) è stata invece riconvertita nel 2008 e ora come combustibile usa il bioetanolo.

K come Kilt Uomo di rara eleganza, quando è nelle Highglands e porta il titolo scozzese di Duke of Rothesay, charles philip kiltl’erede al trono indossa spesso e volentieri il kilt, senza perdere un grammo del suo chic, anzi. Di solito lo si vede nella versione da giorno dell’outfit, completo in ogni dettaglio: giacca, gilet, camicia con doppio polsino e gemelli (le camicie le porta sempre così), cravatta, naturalmente il kilt – il cui tartan risponde a delle regole a me sconosciute – scarpe modello brogue, calzettoni di lana con garter ties (le giarrettiere che vengono coperte dal risvolto), sgian dubh (il piccolo pugnale infilato nel calzettone destro), sporran (la borsa che pende sul davanti del kilt). Abitudine – e attitudine – ereditata dal padre altro maestro del campo, che però non sembra sia riuscito a passare ai figli, ritratti col kilt solo da bambini. D’altra parte per imparare a vestirsi così è necessario iniziare da piccoli!

L come Londra spesso Charles ha manifestato il suo dissenso nei confronti della moderna architettura, soprattutto quella che ha trasformato aree intere della capitale britannica, secondo lui con interventi ad impatto troppo alto, che hanno finito per stravolgere l’immagine della città. Ma è davvero così tradizionalista, tanto da detestare in blocco l’architettura contemporanea? No, in effetti ha sostenuto progetti e giovani architetti attraverso The Prince’s Foundation for Building Community; ma pensa che “gli edifici debbano essere disegnati su scala umana ed essere sostenibili, dovrebbero rispettare il carattere delle aree circostanti ed essere in grado di far fronte a utilizzi diversi per la durata della loro vita” (dal sito ufficiale del principe).

M come Mogli Nelle ricerche per questo post ho riletto le pagine di un vecchio libro, il volume Inghilterra della Geografia di Enzo Biagi, che cita un’intervista a Charles quando era ancora giovane e scapolo. “Vorrei sposare una che abbia interessi che io capisco e posso condividere. Se debbo decidere con chi dovrò vivere per cinquant’anni, è una scelta in cui vorrei che la mia testa non fosse guidata soltanto dal cuore. Non c’entrano le classi sociali, si tratta semplicemente di compatibilità. Il matrimonio non è mai un “su” o un “giù” ma un fianco a fianco”. Col senno di poi si chiariscono molte cose, ed è evidente che la compagna perfetta per lui l’avesse già trovata, mente l’altra non avrebbe potuto essere una scelta peggiore.

 

 

 

 

 

La foto del giorno – 12 novembre

L’incombente settantesimo compleanno del principe di Galles non lascia abbastanza tempo per un Royal Calendar che richiederebbe ricerca e attenzione, ma lasciare un piccolo ricordo è un dovere e un piacere. grace before wedding Oggi avrebbe compiuto 89 anni Grace Kelly, nata nella buona società cattolica di Philadelphia, transitata attraverso una carriera nel cinema degli anni d’oro, con tanto di premio Oscar e qualifica di attrice-feticcio di Hitchcock, e divenuta sovrana di uno stato microscopico, che prima di lei conoscevano in pochi (compreso suo padre, che pensava a Monaco di Baviera) e dopo di lei non sarebbe più stato lo stesso. Una che il destino se lo portava nel nome: Grace, Sua Altezza Serenissima la Grazia, un miracolo di bellezza, di eleganza, di misura, di buoni studi e buona educazione. Una delle tre ragazze del ’29 – con lei Audrey e Jackie  – che hanno influenzato di più l’immagine femminile del ‘900, con una forza che resta immutata ancora oggi. Quante spose, reali o plebee, si sono ispirate all’abito di Helen Rose, dono della Metro-Goldwyn-Mayer? Quante hanno copiato il piccolo bouquet di mughetti che portò lei per prima? E quanti guardano ancora con tenera ammirazione quei lineamenti perfetti, poi leggermente appesantiti ma ulteriormente addolciti dal tempo che passava, in verità poco, per lei? Lady Violet di sicuro.