Quattro chiacchiere di Capodanno

Amici cari, a breve tornerò in possesso degli strumenti tecnologici che così proditoriamente mi hanno abbandonata il mese scorso e la nostra attività riprenderà a pieno ritmo. Vi sto anche riservando delle sorprese, che spero vi divertirete a scoprire nel corso dell’anno. Intanto ho deciso di iniziare il 2020 emulando (rispettosamente) HRH The Duchess of Cornwall, e oggi sono uscita sfoggiando una borsa DeMellier – la Mini Venice – che Camilla possiede in almeno due versioni, avorio e verde foresta

(quest’ultimo visto in effetti anche su Meghan per cui ci chiedemmo se suocera e nuora si prestassero le borse). mdeIl colore in cui ho scelto la mia è il berry un bellissimo rosso lampone, cui ho abbinato un cappello di feltro color crema di Philip Treacy, decorato con un ramo di foglie, appartenente a una collezione in cui anche la duchessa ha scelto alcuni pezzi.

DeMellier propone di personalizzare la propria borsa con le iniziali, una data, un nome con un particolare significato. Sono stata in dubbio se farci scrivere Purple o magari Lady Violet, per esteso o col solo monogramma.mdeHo scelto la soluzione più banale, le mie iniziali, perché nel frattempo m’è tornata in mente una storia.

La storia comincia a metà degli anni ’30, quando il quartogenito di una illustrissima famiglia italiana arriva a Parigi. Il giovanotto ha trent’anni, si chiama Luchino e i suoi antenati hanno regnato su Milano per un secolo e mezzo abbondante. Luchino entra subito nei circoli giusti, è intimo di Mademoiselle Coco, che lo propone come assistente a Jean Renoir, dando il via a una carriera straordinaria. Il giovane Visconti si innamora di borse valigie e bauli Vuitton e ne diventa assiduo cliente, contribuendo al successo della Maison. Molti anni dopo è un maestro del cinema con un gusto una classe e uno stile ormai leggendari, che ama circondarsi di attori giovani e belli. Uno di questi, l’austriaco Helmut Berger, è affascinato oltre che dal regista dalle sue valigie e dai suoi bauli, e ne vorrebbe anche lui. Visconti lo spedisce da Vuitton ma Berger torna a mani vuote: lui voleva che sulla famosa stampa monogram beige e marrone fossero impresse le sue iniziali HB, non LV, quelle sono le iniziali di Visconti! QuefuedeHelmutBergerLuchinoViscontiSistemata la questione iniziali sulle borse vi prometto che il 2020 sarà pieno di royals, storie, storia, arte, stile e soprattutto leggerezza, che di gente che si prende assai sul serio ce n’è in giro a iosa.

Buon anno!

 

Royal chic shock e boh – Christmas edition

Il pc è in clinica, il telefono è agli ultimi giorni, ma provo lo stesso coi pochi mezzi in mio possesso a offrirvi una breve rassegna della messa di Natale a Sandringham. royal-family-attend-christmas-day-3Sapevamo già dalle rivelazioni di Angela Kelly che Her Majesty avrebbe evitato i colori scelti negli anni immediatamente precedenti e lei non ci ha delusi, arrivando col più natalizio dei rossi, che non portava in questa occasione dal 2015. Splendido il cappotto doppio petto profilato di passamaneria, da cui spunta l’abito in tinta.royal-family-attend-christmas-day-2Un po’ troppo alta la corona del cappello – pericolosamente somigliante a una ciminiera – per fortuna ci pensa la spilla, il Queen Mother’s Ruby and Diamond Bouquet, a distogliere l’attenzione. C’è da dirlo? chic. D51B22A8-0D3E-46C5-A091-FF9E7999B849Sceglie un bellissimo punto di viola The Princess Royal, che riesce nella non semplice impresa di abbinare il cappotto dagli ampi revers, stile anni ’70 (epoca cui potrebbe davvero risalire, essendo Anne una nota riciclatrice, grazie al fisico sottile che non è mutato nel tempo) al cappello, la cui tesa sarebbe un po’ troppo rigida per chiunque ma ben si sposa col suo stile semplice e rigoroso. Chic. 1F626F67-2838-4A9B-857E-9E4D3B2593B1-819x1024Viola – più tendente all’indaco – per la Duchessa di Cornovaglia che replica una delle sue mise che mi convince di meno: soprabito in velluto (Bruce Oldfield) e in testa una calotta piumata. Amo il colore, adoro il genio dei capelli Philip Treacy, ma questa creazione non mi convince. Boh. royal-family-attend-christmas-day-9L’arrivo dei Cambridge ha catturato l’attenzione innanzi tutto per la presenza di George e Charlotte, lui con pantaloni lunghi ma senza cappotto, lei deliziosa in verde bosco. La duchessa ha (forse) abbinato il cappellino, già visto varie volte, al cappotto della figlia, peccato che col suo sia andata peggio: sceglie il Larissa Coat di Catherine Walker e lo trasforma in un pastrano di tweed con inutili (e bruttissimi) collo e polsini di ecopelliccia, portato con scarpe scollate e le onnipresenti calze color carne. Kate Middleton wore Catherine Walker Larissa coat www.newmyroyals.comQuesto è il modello originale, non mi fa impazzire ma ha più senso della versione royal. Insomma perché lo scegli se poi lo fai fare da capo? Boh. wessexAl completo anche i Wessex: il cresciutissimo James come suo cugino/nipote George è senza cappotto (ma che è, un modo per temprare i giovani royal? Come Charles spedito a Gordonstoun, dove ogni giornata scolastica iniziava con una corsetta all’alba a petto nudo?). Sophie tenta di risollevare il tono banalotto di un cappotto neutro col tocco bordeax di borsa e bandeau, proprio il minimo sindacale. Poi c’è Louise, cui la madre ha prestato un suo soprabito (il Marcelline di Stella McCartney) troppo grande di due taglie, aggiungendoci un bandeau di velluto intrecciato che trattiene a stento la massa scomposta di capelli. Un grande boh solo per non infierire su una ragazzina, nella speranza che la mise l’abbia scelta lei (sarebbe un normale processo di crescita, conoscenza di sé ed elaborazione del gusto e dello stile, con incidenti inevitabili) e non gliel’abbia rifilata la madre (sarebbe molto peggio, ma non ci voglio credere).

C’era anche il Duca di York, arrivato senza clamore col fratello Charles, ed entrambe le figlie. 37475A06-91A5-49F5-9B85-DEE8DA5CB89C.jpegLa nubenda Beatrice con fidanzato Edo; la fotografia non è bella ma il cappotto di cammello (The Fold London) lo è molto, solo leggermente stretto di maniche. Bello anche il bandeau Juliette Botteril, cui il gioco di volute intrecciate di feltro pieghettato dà una qualità particolare. Avrei evitato gli stivaletti, ma per me è chic. 8140D38D-6613-4B6D-B650-C023D0C8BCD3Non posso dire lo stesso della sorella Eugenie, che nonostante la simpatia stavolta è veramente impossibile da salvare: il cappotto a vestaglia può donare anche a un fisico come il suo, ma con alcune cautele qui non osservate. Sulle calze nude in contrasto col blu scuro neanche mi pronuncio, ma il punto di non ritorno si raggiunge col copricapo, in questo caso l’ennesima variazione sul tema bandeau, che la fa somigliare a uno dei due personaggi dell’ottuagenario Via vol vento ad essere premiato con l’Oscar, e non mi riferisco a Scarlet O’Hara. Shock.

Per finire, ecco Her Majesty durante il tradizionale Christmas speech, diffuso dalla BBC alle tre del pomeriggio natalizio. FB_IMG_1577657179417Pantone non ha fatto in tempo a scegliere il Classic Blue come colore dell’anno 2020, che lei l’ha già adottato con la solita regale nonchalance. Sublime.

Le foto del giorno – 7 novembre

Domenica nel Regno Unito si celebra il Remembrance Day, in onore dei caduti per la patria, e in questi giorni le cerimonie di ricordo e suffragio si moltiplicano. Oggi a Westminster Abbey il Field of Remembrance ha potuto contare sulla presenza dei Duchi di Sussex, che hanno piantato delle piccole croci tra i papaveri di carta, in memoria di chi ha compiuto il sacrificio supremo.meghan remembrance field 2Lui ha indossato la bella frockcoat uniform dei Blues and Royals, uno dei reggimenti dell’Household Division; la stessa del suo matrimonio un anno e mezzo fa.

Lei in blu scuro: calottina in velluto Philip Treacy – nella solita forma a goccia che tanto le piace – col tocco vezzoso di una veletta a trama larga, trecce sparse sull’affannoso petto e un cappotto bouclé fermato in vita da una cinturina; un’altra delle sue fissazioni che in questo caso le regala due taglie e un’aria un po’ provvisoria. meghan remembrance field 3Completano il look gli stivali neri Victoria Beckham e un ventaglio di ciglia finte, ottime e abbondanti. Posso dire che le trovo piuttosto ridicole, inadatte all’occasione, e pure alla veletta?

Insomma sorry, ma abbiamo visto di meglio.

Royal chic shock e boh – Disney edition

Questo post mi girava in testa da un po’, e quale occasione migliore di oggi? Concludiamo il mese, festeggiamo  Halloween (o anche no, niente mostri streghe e zucche qui) e osserviamo le royal ladies con un occhio diverso: principesse (o regine) sì, ma Disney!

Mary – Lunedì 7mary belleIn tour a Parigi col marito per promuovere le imprese danesi, la futura regina consorte di Danimarca ha scelto quasi sempre il bianco e blu. Un omaggio al paese d’origine del suocero (che ha lascito ai figli il titolo di Conti di Monpezat)? Lei è sempre chic, anche se i suoi abiti non sempre mi convincono. Questo è uno di quelli, ha un’aspetto vagamente medioevale, con l’inserto bianco che stacca un po’ troppo, alludendo elegantemente a un grembiule. Vestita quasi – e volitiva quanto – Belle (anche se Frederik è assai più charmant della Bestia).

Letizia – Sabato 12 Letizia ArielQuanto può essere improbabile la Reina vestita da ballerina? Eppure nel Dia de la Hispanidad Felipe Varela ce la confeziona così, in un tripudio di trine rosa confetto. Un abito che sarebbe piaciuto ad Ariel, la piccola sirena che desiderava sopra ogni altra cosa danzare. E noi avremmo preferito la coda squamata alle scarpe con banda in pvc tanto care a Letizia.

Stéphanie – Martedì 15 stéphanie mulanVi ricordate quando la nonna costringe Mulan a vestirsi da ragazza, e lei sente terribilmente a disagio e non sa come muoversi? Ecco, la moglie del principe ereditario del Lussemburgo – nonostante i capelli biondi e la pelle candida – mi ha ricordato la piccola guerriera cinese. Reduce da un viaggio in Marocco, Stéphanie deve aver pensato che l’acquisto di qualche abito tradizionale potesse essere una buona idea ma ora, seduta accanto alla vivace suocera e alla splendida ospite, la Regina dei Belgi, non sembra più così convinta. Mia cara, diciamo semplicemente che quello scollo e quelle maniche ammazzerebbero chiunque. Senti a me, la prossima volta chiedi al drago Mushu.

Camilla – Mercoledì 16 camilla fata floraLa Duchessa di Cornovaglia scorta la regal suocera alla cerimonia per i 750 anni di Westmister Abbey. Dopo averci abituati a favolosi e voluminosi cappelli Philip Treacy, stavolta tra le meraviglie del geniale cappellaio ha scelto questa calottina ricoperta di foglie, peggiorata dal color azzurro ghiaccio. Ora, va bene che in autunno cadono le foglie, ma tutte in testa a lei dovevano finire? Così mi si trasforma nella Fata Flora (e si capisce pure perché la figlioccia Aurora s’è voluta addormentare nel bosco).

Victoria – Mercoledì 23 victoria cinderellaAl termine della due giorni di festeggiamenti per l’Intronizzazione del Tennō, i padroni di casa hanno salutato gli ospiti di più alto lignaggio con un tea party a Palazzo Akasaka. Victoria di Svezia è arrivata vestita da Cenerentola, in abito azzurro cielo by Malina; lei, l’unica che sarà Regina per diritto di nascita e non per matrimonio. Col dettaglio della scarpetta in tinta, non di cristallo (verre) né tanto meno di quella tipologia di scoiattolo che nel Medio Evo forniva le scarpe ai nobili, il cui nome in francese, vair, è all’origine dell’equivoco. Ma a lei non servono scarpette, né per trovare il suo principe, né per sedersi sul trono.

Catherine – Lunedì 13catherine jasmineLast but not least la mise che ha innescato questo divertissement: il completo para-etnico indossato dalla Duchessa di Cambridge al suo arrivo a Islamabad per il tour in Pakistan. A parte la prima apparizione in stile Incontri ravvicinati – o Lourdes, se preferite – in cui i futuri sovrani sono apparsi immersi in una luce quasi sovrumana, tutta l’attenzione si è appuntata sulla mise di Catherine: un completo finto Pakistan – vero Bollywood creato per lei dalla Maison Catherine Walker, i cui stilisti probabilmente conoscono l’Asia centrale, i suoi usi e soprattutto i suoi costumi, come io la ricetta della bagnacauda. Il risultato è un abito longuette addobbato con un inutile drappeggio simil sciarpa, da cui spuntano le gambe di un pantalone skinny, modello mai visto oltre l’Eufrate. L’unico motivo di interesse per me è la tinta sfumata, ahimé declinata nella tonalità che sommamente aborro, il tiffany.

Consapevole a questo punto di aver perso buona parte delle mie lettrici, è d’uopo specificare che nel corso del viaggio ci sono state delle mise che ho apprezzato, ad esempio questa in black&white indossata l’ultimo giorno, sopratutto per la presenza di quelle bellissime scarpe flat, opportunamente scelte al posto delle solite décolleteés nude, che le danno anche un portamento assai più elegante. Quale personaggio Disney mi ricorda la duchessa? Jasmine, of course. Col tenero dettaglio del duca marito, che per somigliare di più al poverissimo Aladdin s’è messo una bella scarpa con suon suola bucata (a sinistra). Se non è amore questo…

Tennō Heika Banzai! – Guests

Concludendo la settimana che ha visto Naruhito sedersi definitivamente sul Trono del Crisantemo eccoci a uno dei momenti che preferite: il commento alle mise. Grande protagonista, ve lo dico subito, il cape dress, scelto da diverse in signore in versione giorno/sera, e in diversi colori (lo si è visto anche sulla moglie del Primo Ministro della Repubblica Ceca, in bordeaux la mattina, e in bianco con mantella corta al banchetto di gala).

Il modello giusto per una cerimonia del genere, deve aver pensato Mary, futura regina consorte di Danimarca, che lo ha indossato in entrambe le occasioni, declinandolo nella palette grigio/lavanda/mauve. Più chic secondo me per la cerimonia mattutina, in abito Valentino cui ha abbinato un cappello Philip Treacy con grandi rose nelle sfumature del viola, e in contrasto il rosso dei rubini della parure che Napoleone donò a Désirée Clary (in questo caso Mary indossa bracciale più collier e orecchini, l’uno e gli altri senza pendenti). Di grande impatto la versione serale, quando l’abito assume una sfumatura tendente al mauve, scopre le spalle, e il mantello si ricopre di cristalli: una variante meno sofisticata dell’altra, ma comunque perfetta per l’occasione. Avendo Mary un gran gusto e un ottimo senso dello stile, non ha caricato il tutto con una tiara di particolare importanza scegliendo invece il piccolo diadema edoardiano, con rosette di diamanti, piccoli rubini e spinelli, con orecchini in parure, che ha acquistato da sé a un’asta nel 2012.

In un’ideale sfida tra i due brand più prestigiosi del made in Italy, altro cape dress a scatenare il delirio è quello rosa cipria – firmato Armani Privé – indossato con una semplice toque da Mathilde, Regina Consorte dei Belgi. Che per farsi perdonare tanto raffinato splendore, la sera si veste da centrino sottotorta in pizzo dorato, con un fitting la cui bruttezza è seconda solo al modello: spalle strette, scollatura indecisa e pannello a strascico che parte dalla vita, in modo da poter tranquillamente ammazzare qualunque tipo di fianco. La salva dal disastro solo l’eleganza innata e la tiara delle Nove Province, indossata nella forma più semplice, come bandeau.

Siete un po’ deluse dai diademi visti finora? Niente paura, state per rifarvi, grazie a Máxima e al suo stile flamboyante. Per la cerimonia di intronizzazione la regina ricicla la mise del Prinsjesdag 2017: un abito Natan in broccato di seta a grandi rose, in una sfumatura di grigio tendente al blu, e lo completa con un cappello en pendant, stessa nuance di colore e stessa rosa monstre, pericolosamente simile a un cavolfiore. Per la sera abito dégradé dal rosso al nero e ritorno, con ricamo a zigzag nella fascia centrale. L’avrà scelto per abbinarlo alle punte della Mellerio Ruby Tiara? Comunque sia non importa, un diadema del genere va su tutto, e sta bene con tutto.

Se però volete sapere qual è la tiara preferita da Lady Violet, state per scoprirla, non prima di aver bevuto l’amaro calice della mise del mattino. Stiamo parlando della Reina Letizia, che ha partecipato alla cerimonia di intronizzazione con un abito in satin a fiori tapisserie di Matilde Cano. L’abito appartiene alla collezione 2020, ed è in preordine sul sito a euro 339. Ora, io sono certa che su qualche sito/giornale/magazine italico abbiate letto qualcosa del tipo “Letizia incanta con l’abito low cost”, ma fatemi dire una cosa. Indossare in un’occasione del genere un abito low cost è una cafonata unica, una forma di snobismo infantile e ridicolo. Ciò detto, l’abito è discreto ma troppo lungo, per cui nel camminare la Reina continuava a dare calcetti al tessuto perché non finisse sotto le suole. A completare il tutto, i capelli schiacciati da un bandeau senza infamia e senza lode, forse ispirato da quelli resi famosi dalla Duchessa di Cambridge, 10 anni più giovane e 10 centimetri più alta, la quale ha comunque chiaro il concetto che ciò che si mette in testa deve avere sempre un po’ di volume in verticale così da slanciare la figura. L’avete vista Mary, sì? Per fortuna ci pensava il collier di diamanti della regina Victoria Eugenia, dono di nozze del marito Alfonso XIII, a risollevare il tono.

Per la sera, Letizia va sul sicuro con un Carolina Herrera shocking pink, ricamato a fiori che a molti hanno ricordato quelli del manton del Manila, lo scialle sfrangiato importato dalla Cina e diventato popolarissimo in Spagna durante il Settecento. Abito d’impatto, fitting perfettibile (guardate la piega sul pur esilissimo braccio), ma la tiara vince tutto. È la Fleur de Lys, la più importante del forziere spagnolo; anch’essa dono di dono di nozze di Alfonso XII alla moglie Vittoria Eugenia, che la indossò in quell’occasione, è riservata alla regina. I tre grandi gigli di Francia intercalati da volute e tempestati di diamanti di varie dimensioni sono uno dei simboli araldici dei Borbone;  è realizzata in platino, il che la rende ragionevolmente leggera. La tiara è chiamata anche Ansorena, dal nome dei gioiellieri madrileni che la realizzarono nel 1906.

Un po’ indecisa invece Victoria di Svezia, arrivata col padre Carl Gustav. Per la cerimonia sceglie un abito Escada blu inchiostro, che completa con un cappello Philip Treacy, in un modello simile a quello di Mary. Al gala invece si presenta con un abito in pizzo beigiarello, che tra colore e modello non le dona particolarmente. La scelta della tiara però mi commuove, è la Laurel Wreath, firmata Boucheron ed ereditata dalla prozia Lilian, protagonista di una meravigliosa storia d’amore che un giorno vi racconterò. Victoria è la sola delle royal ladies – immagino perché sarà il monarca e non la regina consorte – a indossare la fascia blu con bande rosse del Supremo Ordine del Crisantemo (come il Principe di Galles e Frederik di Danimarca). I sovrani indossano tutti il collare dell’Ordine, che è la massima onorificenza nipponica; le regine consorti portano invece la fascia gialla con bande rosse dell’Ordine della Corona Preziosa, riservato alle donne. La povera Mary di Danimarca, che al momento non ha ricevuto alcuna onorificenza giapponese, come da regola indossa quella di più alto rango del suo paese: il danese Ordine dell’Elefante (e immagino abbia scelto il colore dei suoi abiti in modo da valorizzare al massimo questa caratteristica).

I più belli, i più eleganti, i più affascinanti per Lady Violet? japan enthronement bhutanLoro: Re Jigme Khesar Namgyel Wangchuck del Bhutan e la sua Regina, Jetsun Pema.  Di giorno o di sera, nello splendore degli abiti tradizionali, lui ha charme e autorevolezza nonostante la giovane età (e i capelli impomatati), lei è di una bellezza imbarazzante, altro che principesse, duchesse e tutte le altre -esse che affollano le cronache. japan gala bhutanE poi, per la sera sono in viola!

Con mio sommo dolore non possiamo chiudere in bellezza. Forse vi sarete chiesti se ci fosse qualcuno a rappresentare l’Italia. La risposta è sì, l’incarico è stato svolto dalla seconda carica dello stato, il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. La quale al banchetto di gala il cui dress code prevedeva white tie, abito da sera, decorazioni e diademi, si è presentata in pantaloni. Questo sempre perché gli Italiani sono i più eleganti di tutti, giusto? https://twitter.com/i/status/1187034643712921601

Le foto del giorno – 17 settembre

Prinsjesdag 2019 2Oggi, terzo martedì di settembre, in Olanda si celebra il Prinsjesdag, il giorno in cui a L’Aia il sovrano sale su una carrozza d’oro e raggiunge il Binnenhof, dove pronuncia il Discorso del Trono, dando così il via alla ripresa dei lavori del Parlamento. Prinsjesdag 2019Il dress code richiede morning suit per gli uomini e lungo da giorno con cappello per le signore, una combinazione non scevra da pericoli; la Regina Máxima quest’anno si è data al burgundy, optando patriotticamente per un abito del couturier olandese Jan Taminiau; un abito a colonna in crêpe di lana con rischiosissima scollatura a cuore, appena celata da un coprispalle/mantellina pietrificato. Prinsjesdag 2019 3Che sarebbe ancora accettabile, se non fosse per quel cappellino in velluto a forma di fungo, di Philippe Treacy da cui piovono i capelli sciolti. Prinsjesdag 2019 5E benché io sia notoriamente una grande sostenitrice dei guanti, questo poco formale modello al polso a corredo di questa mise non mi convince per niente . Prinsjesdag 2019 4Quasi meglio la cognata Laurentien – moglie del principe Constantijn, fratello minore del re – donna piena di charme ma dal gusto un po’ claudicante. Oggi tutta in rosa cipria, come avrebbe detto mia madre, nell’insieme fa figura. Prinsjesdag 2019 6Alla fine della cerimonia tradizionale saluto alla folla entusiasta – perché questa è una delle giornate dell’orgoglio Orange – dal balcone del Palazzo Noordeinde. prinsjesdag-2019-balkon-paleis-noordeinde 

Royal chic shock e boh

Camilla Duchessa di Cornovaglia

Duchess-of-Cornwall-Dover

(Ph. PA)

Ieri era in bianco, sobria e sorridente al battesimo del piccolo Archie, ma il giorno prima Camilla era stata, nel porto di Dover, la madrina dello “Spirit of Discovery”, una nuova nave da crociera della compagnia Saga. Abito blu riciclato con ampia fascia di pizzo, classiche scarpe bicolore, bel cappello Philip Treacy – anche questo ampiamente riciclato – in paglia bianca e blu, e favolosa collana di perle, la duchessa ha tenuto un discorso, battezzato la nave con lo champagne, e passato in rassegna l’equipaggio coi necessari garbo e humour. Duchess-of-Cornwall-Dover 2L’abito a me non piace, l’underware è migliorabile, ma Camilla dimostra che l’eleganza non è solo un bell’abito, è soprattutto l’attitude. Chic.

Letizia di Spagna *LA REINA LETIZIA CLAUSURA EL II SEMINARIO DE EDUCACION PATRIMONIAL DE LA ESCUELA EN SAN MILLAN DE LA COGOLLANella stessa giornata di venerdì la Reina ha chiuso a La Roja il II Seminario de Educación Patrimonial en la Escuela. Per l’occasione ha scelto un abito a fiori dello spagnolo Adolfo Domínguez, in bel contrasto con i capelli che Letizia ha un po’ scurito. L’abito è dell’anno scorso, vi sembra familiare? I lettori più attenti del blog – o quelli dotati di memoria fotografica – ricorderanno di averlo già visto (non ricordate? non importa, lo trovate qui La foto del giorno – 6 agosto ); molto opportunamente rispetto all’anno scorso la Reina ha scelto accessori color ghiaccio; non sarà che ci legge? Chic.

Máxima d’Olanda maxima codamDiciamo la verità per la sovrana olandese ci vorrebbe una categoria a parte; in questa settimana ha calato un tris giallo-giallo-verde davvero notevole. Si parte martedì, quando Máxima ha inaugurato ad Amsterdam il Coding College Codam con una abito Oscar de la Renta giallo croco con decorazione di pietre che circonda pancia e fianchi; alle soglie dei cinquant’anni e dopo tre figlie non è da tutte, ma boh. maxima bremaIl giorno dopo doppio appuntamento: total yellow per la visita alla Met je Hart Foundation di Brema, che ha vinto l’Appeltje van Oranje 2019 per i progetti destinati agli anziani; in questo caso la regina abbina all’abito del perfido Natan accessori giallo limone, un’insieme che la trasforma in un grande evidenziatore. Shock. maxima rotterdamNel pomeriggio a Rotterdam per inaugurare la mostra per bambini Superstraat, allestita al Wereldmuseum. In questo caso sempre Natan ha deturpato con un cespo di insalata riccia la scollatura di un completo che senza l’aggiunta vegetale sarebbe stato bello (anche se assai spiegazzato). E pensare che quando Balenciaga studiava l’effetto delle sue creazioni sulle modelle toglieva sempre qualcosa, affermando: «non è veramente necessario». Di suo la regina aggiunge un paio di orecchini monstre, temendo di passare inosservata. Shock, ma la adoro comunque.

Independence day melania independence dayIl 4 luglio com’è tradizione negli USA si è festeggiato in pompa magna il giorno dell’indipendenza. La First Lady ha partecipato alla parata di Washington con un abito di Carolina Herrera, bianco con righe multicolor e un fiocco sulla spalla, abbinato a un paio di Loboutin shocking pink. L’abito è stato variamente commentato sul web: c’è chi lo ha trovato di foggia vagamente russa, chi ha sostenuto che sembrasse un quaderno a righe e chi ha pensato che il fiocco servisse ad allontanare le negatività. Personalmente lo trovo un abito discreto ma non memorabile, ma Melania ha due fortune: è molto bella, e accanto a quel marito non può che fare un’ottima figura. Boh.

Festa anche a Roma, ospiti dell’ambasciatore Lewis Eisenberg nella residenza di Villa Taverna. Naturalmente tutti gli occhi erano puntati sulle due vice-ladies, accomunate nella scelta di colori fluo, molto di moda l’anno scorso.

Turchese-fatina-di-Pinocchio per la bionda Virginia, con vestaglietta che tira sul seno più tracolla argentata, però portata a spalla; non era meglio mettere la tracolla dentro la borsa e tenerla in mano, come una clutch? Rosa carico per la bruna Francesca, in monospalla scosciatissimo, scarpa sadomaso e capelli piangenti; vintage la pedicure stile french. Shock per entrambe, così non litigano.

Il battesimo di Archie

Concludiamo con un dettaglio notato ieri nella foto di famiglia del battesimo di Archie Mountbatten-Windsor: la zia Catherine ha indossato per l’occasione degli orecchini con perla a goccia; glieli abbiamo visti altre volte, ma ciò che li rende speciali in questo caso è che si tratta dei Collingwood, ereditati da Diana, che li portava al battesimo di Harry, padre del bambino. Un pensiero delicato, estremamente chic.

E a proposito di orecchini, anche Meghan per il battesimo del suo piccolo ne ha scelto un paio con un significato speciale: quelli di diamanti, firmati Cartier, indossati l’anno scorso il giorno del suo matrimonio. Chic anche lei.

Ascot chic shock e boh.

D’accordo, a Ascot va fortissimo lo shock, piazzato il boh, e staccato di parecchio lo chic, ma se avrete la pazienza di arrivare in fondo potreste avere qualche sorpresa. Ecco dunque una rassegna, necessariamente ristretta, di ciò che si è visto nella settimana appena trascorso al concorso ippico più famoso del mondo.

Trotta trotta cavallin ascot 19 horsesAscot è il regno dei cavalli, no? Boh ascot 19 horses 2Lui il cavallo ce l’aveva, eppure ad Ascot c’è andato in treno, il pigrone! Shock

Due cuori e un cavallo, più un cavallo, più un cavallo, più un cavallo… Shock 

Flower power

Il tema è piuttosto scontato, lo svolgimento meno, e Doña Ines Hernandes, dalla Repubblica Dominicana si veste da gerberona lime e shocking pink. Shock ascot 19 flowersNon mi ricordo dov’è che devo andare… boh ascot 19 flowers 2Si può essere eccessive in puro stile Ascot, piazzarsi in capo una rosa gigante, ed essere comunque chic.

Preferite la primavera o l’estate? Ma poi, quanto peseranno queste composizioni? Boh. ascot 19 flowers 3Rose rosa in testa, rosa addosso, rosa nel nome (Rosie Tapner, modella); avrei evitato i sandali alla schiava, ma la trovo piuttosto chic. ascot 19 flowers 6Delizioso e aereo il cappello che evoca un cestino di fiori; peccato per quegli occhiali ma ciò che si vede della mise rosa antico sembra adeguato, e poi ha i guanti! Chic

Viva viva viva l’Inghilterra

Ci sono sempre, non mi piacciono mai; quest’anno sono brutti sia i cappelli sia gli abiti. Shock

Pennacchi&Piumini ascot 19 piumini&pennacchi 2.jpg 5Altro grande classico dell’occasione. C’è la signora che ha sterminato una voliera, e sarebbe stata anche elegante, ispirandosi alla scena di My Fair Lady che si svolge proprio ad Ascot ma si sa, Audrey è difficilmente replicabile. Boh. ascot 19 piumini&pennacchi 4Ogni anno c’è sempre anche quella che si riempie il capo di swiffer, poi piove e non sa che fare, che notoriamente lo swiffer bagnato s’ammoscia. Ma siamo sicuri che il cartone sia impermeabile? Shock.

Quest’anno sono andati fortissimo anche i pompon: mi incuriosisce cosa abbia spinto la signora in rosa shocking a piazzare pure un fiocco sulle scarpe, temeva un’eccessiva sobrietà? Shock. La signora in giallo è elegantissima ma il cappello mi perplime assai, non in sé perché lo trovo eccessivo il giusto, ma per come le sta. Insomma, boh. ascot 19 piumini&pennacchi 3Poi c’è anche chi rispolvera i ricordi di astronomia, e coi pompon ci fa un sistema solare. Non avrei messo assolutamente quegli orecchini, ma mi piace assai. Chic.

Non solo cavalli

Va bene che Ascot è il regno dei cavalli, ma gli altri animali ce li vogliamo scordare? Nel dubbio scegliete: meglio il nugolo di farfalle shocking pink su abito in tinta e (brutti) accessori neri, o l’apecheronza con spacco malandrino? Shock + shock. ascot 19 chicIo il mio campione, che coniuga mirabilmente il rigore dell’eleganza a quello del servizio, l’ho trovato. È lui, cane guida con cilindro, assolutamente chic.

Insieme è meglio ascot 19 workPerché andare da soli? In gruppo ci si diverte di più! Anche se queste signore sono ad Ascot per lavorare: fanno infatti parte dello staff. Mi piace molto l’abito arancio, anche se avrei scelto un modello più adattabile a fisici diversi, non mi fa impazzire il bolerino nero. Insomma, bohascot 19 gruppi 3Abbiamo detto arancio? Magari una bella sfumatura mandarino? C’è. Chi sono queste signore, e che cosa ci fanno qui? Shock. ascot 19 gruppi 4Ma poi perché scegliere un colore solo? Buttiamoci sulla palette dei pastello! Mettiamola così, la foto è divertente, alcune signore sono meglio di altre, ma se devo dare un parere cumulativo non può essere che shock. Però sappiate che tutte coi guanti m’avete commossa.ascot 19 gruppi 2Sarà che io amo i colori brillanti e li preferisco decisamente ai pastello, sarà che gli abiti etnici li trovo sempre eleganti (la quarta signora è splendida), questo gruppo mi è piaciuto subito. Ma la signora col cappello giallo e quei guanti orrendi sappia che da sola l’avrei bocciata. Insieme però sono chic. ascot 19 gruppiFacciamo una cosa, buttiamoci sul bianco e sono sicura che saremo tutti d’accordo. Le signore sembrano essersi ispirati alla mise Givenchy indossata lo scorso anno dalla Duchessa di Sussex e hanno fatto bene, molto belli i dettagli – cappelli e borse – che evitano l’effetto collegio, brave! Chic.

Sobrietà  ascot 19 sobria 2A questo punto vi starete chiedendo se ad Ascot bisogna essere eccentrici per forza. Ovviamente no, ma naturalmente l’eccentricità viene fotografata di più. Però ve lo dico, sobrietà non è per forza sinonimo di eleganza, come dimostra Lady Kitty Spencer: senz’altro bello l’abito in pizzo Dolce&Gabbana (anche se gli abiti di pizzo francamente hanno stufato), però non mi piacciono gli accessori neri, e anche il cappellino Philip Treacy ha una forma che su di lei non mi convince. Boh.

La modella Georgia Fowler è sicuramente molto graziosa, e l’abito rosa antico le sta assai bene, ma non è una cosa da indossare per un pomeriggio alle corse. Anche l’altra signora è deliziosa, difficilmente si potrebbe dire che è vestita male, ma questo look da scolaretta per Ascot è veramente troppo triste. Boh per entrambe. ascot 19 sobria 3Non so chi siano, ma sono veramente la quintessenza dello stile British: un’immagine che rimanda dritti ai libri di Agatha Christie. Li trovo sublimi, compresso il dettaglio superchic del cestino da picnic di Fortnum&Mason. Chic e grazie per esserci.

Varie ed eventuali ascot 19 varie jodieChiudiamo come ogni assemblea che si rispetti, quando si è un po’ indecisi sull’argomento da trattare. Indecisi come la supermodel Jodie Kidd, che non sapendo quale cappello scegliere ha risolto così. Boh. ascot 19 varieE se piove? Niente paura, abbiamo l’ombrello! Bohascot 19 varie 2E se invece fa caldo? Ovvio, un bel ventaglio e passa tutto. Nonostante il viola, shock. ascot 19 danteLa lunga settimana di Ascot finisce qui, e alla fine del viaggio vi lascio con le parole il Divino Poeta: E quindi uscimmo a riveder le stelle. Shock (sono certa che Dante mi perdonerà).

Ascot, day 4

Temevo che questa potesse essere una giornata un po’ sottotono: i Cambridge oggi festeggiano il compleanno di William, Harry non s’è visto mai e Meghan è in maternity leave, le principesse York ci sono già state (Eugenie ben due volte), il Ladies Day con le sue stravaganze è andato, ospiti di alto profilo e interessanti scelte di stile, tipo la regina d’Olanda, neanche a parlarne. Poi è arrivata lei. ascot 19 4th day sarahE, come già negli anni scorsi, ha omaggiato la ex suocera con uno dei suoi mitici cursty.

Con tutta la simpatia, la mise è veramente imbarazzante: abito giallo (in onore del solstizio?) di due taglie troppo piccolo, bracciotte in bella vista (è un mio limite, le braccia non tonicissime, per di più color mozzarella, le tollero solo in spiaggia, comprese le mie), in testa una spirale di velluto verde ottanio con veletta e pennacchio, che avrebbe richiesto un abito più pesante, o almeno dei capelli in ordine. Francamente sprecata la tracollina di Gucci, molto belle le scarpe, che però non c’entrano granché. ascot 19 4th day the queen-lady helenHer Majesty è arrivata come sempre in carrozza, accompagnata dalla nipote Lady Helen Taylor – figlia del Duca di Kent – il nipote Peter Phillips e Timothy Taylor, marito di Helen. Oggi ha scelto un colore brillante che le sta a meraviglia, il rosa carico; il taglio del pardessous di tweed rivela un abito dalla delicata fantasia floreale. Il cappello non mi piace troppo: sì alla forma ma no alle piume messe così sulla cupola; per fortuna con Sua Maestà si fa presto, basta spostare l’attenzione sulla spilla, che in questo caso è la Jardine Star Brooch: una stella a otto punte intervallate da otto diamanti.

Lady Helen ha un bell’abito rosa antico con una fusciacca arancione che parte dal collo; potrebbe essere interessante, ma vista in fotografia non mi convince.

Se la presenza royal oggi è piuttosto ridotta, non va meglio con gli ospiti: quest’anno si è sentita la mancanza di Haya bint al Hussein, figlia del defunto re di Giordania; mi è capitato di vedere una sola fotografia del marito, lo Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, Primo Ministro degli Emirati, ma lei non c’era. ascot 19 4th day demiCi tocca contentarci di Demi Moore, che gioca a fare l’aristocratica britannica; purtroppo per renderla credibile ci vorrebbe ben altro delle sue non eccelse doti recitative. In compenso il cappello è splendido, uno dei più belli visti finora, e non mi stupisce se il creatore è il signore accanto a lei. Chi è? Philip Treacy, lui sì è che pura regalità della moda.

Si parte col Royal Ascot!

ascot 19 kate zaraGiugno nel Regno Unito è così, ogni giorno ce n’è una; oggi inizia l’appuntamento più glam dell’anno, il paradiso di ogni amante dei cappelli. ascot 19 kateE sembra che le royal ladies si siano accordate su una sinfonia di blu con qualche – notevolissima – eccezione.

Azzurro polvere per la Duchessa di Cambridge, che per la prima volta si rivolge a Elie Saab, beniamino di molte famiglie reali. Il tessuto è un point d’ésprit molto bello, interessanti gli inserti di pizzo, ma la linea dritta così severa con quel fiocchetto al collo la invecchia di trent’anni invece dei soliti dieci. In aggiunta ci si mette la versione azzurra del cappello Philip Treacy indossato al Trooping the Colour tre anni fa; quello era rosa polvere, questo è azzurro polvere, ma insomma la polvere c’è sempre. Confermo ciò che ho detto qualche giorno fa: nonostante la bellezza il gusto e l’altezza Catherine non ha ancora trovato un cappello ampio che le doni davvero. Peccato, ma sono certa che ce la farà. Azzurro intenso per la Regina: cappottino dalla linea semplice su cui troneggiano le enormi rose blu che ornano il cappello. ascot 19 the queen.jpgDiciamocelo, solo lei può rendere accettabili le rose blu, e così abbondanti e disordinate le trovo adorabili. Rose blu chiaro, e grigie, e rosa, più quelle azzurre del cappello per Zara Tindall, per uno di quegli abiti-tappezzeria che stanno male a chiunque.

Però lei abbraccia tutti – lo zio Charles con particolare affetto – e mette di buon umore solo a guardarla (e l’abito di Kate è meglio se visto da dietro). Poi ho visto le principesse York, nonostante la simpatia che ho per loro (o forse proprio per quello) una coltellata al cuore. ascot 19 yorksEugenie indossa un abito (Maje) ottanio, colore di gran moda lo scorso inverno, con divertenti dettagli gialli come la piccola toque Bundle MacLaren. Il problema qui è il fitting, veramente disastroso. La sua fortuna è che passa praticamente inosservata davanti alla mise della sorella: chemisier in pizzo con orlo asimmetrico firmato Calvin Klein con cappello da gaucho nello stesso punto di azzurro con nappina multicolor. Sprecate in entrambi i casi le Rockstud Valentino.

Esaurito il periodo blu cosa volete trovare se non il rosa?ascot 19 camillaCipria per la Duchessa di Cornovaglia: soprabito con applicazione perla, bellissimo cappello del fido Philip Treacy, accessori perfetti. Il collier di perle oggi ha quattro fili e fermaglio di diamanti. La mia impressione è che comunque sia vestita, Camilla sia l’unica ad avere un’allure che se non è regale poco ci manca, una signorilità innata che altre royal ladies, anche assai più giovani e graziose, si sognano.

Color crema per la Contessa di Wessex, che come spesso accade si è rivolta a Emilia Wickstead. ascot 19 sophieMolto divertente e molto da corse di cavalli nella campagna inglese il tessuto a fiorellini dell’abito coordinato al cappello (che in altre foto mostra una cupola un po’ troppo rigida e squadrata), nell’insieme un’aria un po’ vecchiotta molto gradevole.

E poi c’è lei, Máxima, che si è fermata in Albione un giorno in più, giusto il tempo di risplendere sotto il cielo plumbeo del Berkshire. ascot 19 queensUn cappello floreale veramente mozzafiato, nel più puro stile Ascot, ma declinato in una tinta neutra che non lo rende eccessivo. Anche l’abito scelto dalla sovrana olandese è in una tonalità neutra ma calda, molto moderna e soprattutto molto adatta al suo incarnato. ascot 19 maximaSplendida; e lo sarebbe stata anche senza quegli orecchini, ma quando si parla di gioielli Máxima si merita un posto a parte. L’unica domanda a questo punto è: ma Letizia dov’è finita? Già tornata a casa? Peccato!