Royal chic shock e boh

La settimana appena conclusa è stata talmente ricca di eventi royal che ha reso praticamente impossibile seguire tutto. Ecco dunque una piccola selezione divisa per eventi.

Visita dei Sovrani belgi in Portogallo mathilde portugal Lunedì serata di gala in Portogallo in onore di Philippe e Mathilde. La bella regina è riuscita a trovare un modello che mettesse in risalto tutti i suoi punti critici, eclissando le molte doti. Mica facile eh. Shock.

Che dire delle invitate di più alto lignaggio? La coppia sinistra siederebbe sul trono del paese se non fosse diventato una repubblica: Pio Duarte e Isabel di Braganza. Lei è riuscita a trovare una una seta dello stesso identico rosa cipria della fascia cui è sospesa una decorazione, e infatti non si vede affatto. Boh. Il signore a fianco è il cugino del precedente, sono figli di due sorelle. Loro sono Charles Philippe e Diana d’Orleans; lei sembra uscita da una serata allo Studio 54 di New York nel 1983. Shock.

Visita dei Sovrani dei Paesi Bassi nel Regno Unito visita nl uk gruppo Era l’occasione più attesa e diciamo la verità, non siamo rimasti delusi. Sua Maestà ha ricevuto gli ospiti in deep purple, chic a prescindere, e menzione d’onore per l’enorme corbeille di fiori nei colori della bandiera olandese (che sono anche quelli della Union Jack). Chic pure Máxima, Claes Iversen ha creato per lei un robe-manteau perfetto per l’occasione, in una bella tonalità di beige rosato. Abbastanza inutile la fascia centrale in un tessuto leggermente diverso, ma insomma il look generale mi piace. Avrete notato il trend di stagione, il bandeau tra i capelli che sostituisce il cappello, come anticipato da Catherine già al battesimo di Louis. Boh invece per Camilla, non mi fa impazzire il ricamo sul soprabito, né mi convince il total blue. Anche il cappello, che pure è uno dei suoi soliti, mi sembra poco equilibrato rispetto al resto.

La Duchessa di Cornovaglia però durante la giornata gioca molto bene le sue carte, nel perfetto curtsy a Máxima, molto più giovane ma di rango più elevato, e quando riceve gli ospiti per l’afternoon tea nella Morning Room di Clarence House (dove Lady Violet è stata un paio di mesi fa) con un tailleur nel colore di stagione, il verde bosco. Chic. Fuori categoria le due foto che seguono, ma non si può evitare di postarle, quindi ecco a voi due piccole deroghe. visita nl uk carrozza Wow! Alla faccia del benvenuto! Tutto si può dire tranne che gli Inglesi non sappiano organizzare queste cose. visita nl uk parlamento Hurra! Direi che il discorso del Re al Parlamento sia stato piuttosto apprezzato.

In serata la cena di gala a Buckingham Palace, cui abbiamo già accennato ( Gala dinner a Buckingham Palace per i sovrani d’Olanda ). visita nl uk max gala Máxima risplende ricoperta di diamanti, a partire dalla Stuart Tiara, e l’abito di Jan Taminiau riesce a sostenere adeguatamente il tutto. Funziona molto bene l’idea del mantello di tulle a coprire le spalle – in ossequio alla vecchia regola di non presentarsi a tavola a spalle nude – e poi, quant’è bello il blu per la sera? Non sarà minimalista, a re Giorgio probabilmente verrebbe il mar di mare, ma è senz’altro chic.

Di Catherine e del suo abito azzurrino con inutile drappeggio abbiamo già detto, non avevamo invece visto finora un’altra ospite che in molti ci aspettavamo di vedere: Mabel, cognata dei sovrani olandesi, che vive a Londra. visita nl uk mabelMabel Wisse Smit nel 2004 aveva sposato Johan Friso, secondo dei figli della Regina Beatrice, nonostante il passato non impeccabile a causa di relazioni precedenti con individui poco raccomandabili. Pur di portarla all’altare Friso aveva rinunciato ai diritti dinastici e la coppia si era stabilita nella capitale inglese dove lui lavorava come manager. Nonostante la nascita di due bambine la felicità è durata poco: lui è morto nel 2013 dopo un anno e mezzo di coma in conseguenza di un incidente di sci. Mabel è comparsa al braccio di Justin Welby, Arcivescovo di Canterbury con un abito da figlia dei fiori; lei mi piace molto, è una donna intelligente e di grande qualità, ma questa mise francamente è boh. visita nl uk camillaCamilla invece evidentemente sta studiando da regina, pur mantenendo sempre un certo understatement. Per quest’abito si è evidentemente ispirata alla suocera, e il risultato è eccellente. La Greville Tiara e il collier a cinque fili di perle con un enorme topazio rosa come fermaglio fanno il resto. Chic.

Il secondo giorno è dedicato ai rapporti commerciali tra i due paesi. visit nl uk max sophieMáxima, temendo di essere stata troppo sobria, decide di tornare a fare Máxima e affronta la giornata con un abito Oscar de la Renta in uno shocking pink che sarebbe stato troppo shocking pure per Elsa Schiaparelli in persona. E gli accessori neri, compreso il bel cappellino Philip Treacy, non fanno altro che sottolineare il contrasto col fogliame che si inerpica sul vestito. Shock. Però è una forza della natura.

La accompagna Sophie, Countess of Wessex, con tailleur e pillbox in total blue. Forse l’idea era quella di arginare l’esuberanza dell’ospite citando lo chic di Jackie, il risultato finale è più hostess PanAm. In compenso tra tutte e due fanno un orlo della giusta altezza. Boh.

Danimarca e Norvegia margrethe boh Mercoledi e giovedì rispettivamente i sovrani di Danimarca e Norvegia hanno offerto un gala dinner per i membri dei loro parlamenti. Margrethe II abbina un abito di pizzo in un color corallo più adatto all’estate a una stola di volpe argentata. Al di là dell’aspetto ecologico l’insieme non funziona, I beg your pardon Your Majesty, shock.

Devono essersi messe d’accordo le altre royal ladies danesi che optano per mise simili: chic as usual Mary, moglie del principe ereditario, che ricicla un abito blu notte, banale as usual Marie, moglie del secondogenito Joachim, vi sfido a capire che cosa si sia infilata. Boh.Benedikte chic Assolutamente chic la sorella della sovrana, Benedikte. Perfetta.

Nella Norvegia rattristata dalle brutte notizie sulla salute di Mette-Marit, moglie dell’erede al trono ( Breaking News – Grave diagnosi per Mette-Marit di Norvegia ) la regina Sonja mantiene la solita grazia con un abito in pizzo e chiffon color cipria e una delle parure napoleoniche. Chicsonja chic La coraggiosa Mette-Marit divide per una sera le attenzioni del marito Haakon Magnus con la zia Astrid, che è sempre vestita un po’ boh, ma si merita il plauso perché sfida i rigori dell’ottobre norvegese con le maniche corte. astrid e mette marit La bionda nipote è splendida in un abito nero a balze, con la tiara di ametiste dono del suocero a sua moglie. Chic. E che la forza sia con lei.

Chic Shock e Boh Royal Wedding Edition

Mica vorremo trascurare le invitate? Assolutamente no! Eccole in ordine sparso

Le Royals 

Princess Eugenie Of York Marries Mr. Jack BrooksbankNon intendo le parenti della sposa ma le altre perché sì, ce n’era pure qualche altra, come Marie-Chantal e figlia Maria-Olympia di Grecia, scortate dal marito e padre Pavlos (uno dei pochi casi in cui la barba non rende più interessante chi la porta). Chic entrambe soprattutto per come hanno abbinato i cappelli. Poi l’abito cipria dell’una è elegante ma scontato, il Dolce&Gabbana rosso dell’altra è molto bello ma magari non adattissimo a un matrimonio.

C’erano anche degli Hannover, che alla fine in effetti di Eugenie sono pure parenti; stiamo parlando dei figli del primo matrimonio di Ernst, poi marito separato di Caroline de Monaco, accompagnati dalle rispettive consorti. Shock la bionda Ekaterina, non solo per l’apertura inguinale della gonna ma soprattutto per il clamoroso cappello bipenne che sembra il petaso alato di Hermes (il dio greco, non la maison francese). Ammirevoli i capelli del marito in pendant.

Boh per la bruna  Alessandra. Lei è bella ma il vestito non mi entusiasma. Nella foto qui sotto potete ammirare le suddette signore, più amiche, in tutto il loro splendore. eu w royals & co

Le ex di Harry 

Accomunate dall’aver intrecciato le loro esistenze – per un tratto più o meno breve – con quella dello spice boy più adorabile del pianeta, queste signorine sono una presenza costante ai royal wedding, hai visto mai. In ordine di durata della liaison: Chelsy Davy in abito blu da signora malandrina e cappellino Jane taylor, che certo rispetto alla signora a fianco pare Chanel. Purtroppo non lo è, quindi boh. (Sia detto per inciso, la signora a fianco, in tuta supertrendy purtroppo accessoriata con sandaletto, borsa di peluche e cappello alla Jackie Stuart è Lady Melissa Percy, figlia del ricchissimo Duca di Northumberland). Segue Cressida Bonas in Tory Burch; va bene che va il velluto, ma pure il bandeau in testa (Juliette Botterill) è troppo. Interessanti ma incomprensibili le scarpe. Boh. Chiude Ellie Goulding in Suzannah. Confesso, ho anch’io qualcosa del genere, ma ci dormo. Shock.

Le modelle

Ci sarà una ragione se Kate Moss è diventata una supertop, pure con 10 centimetri di altezza in meno? C’è, e si vede: eccola accompagnata dalla deliziosa figlia teenager Lila Grace (vestita da teenager, lasciamola sperimentare) con un tailleur Chanel bianco a pois blu per cui ucciderei, avrebbe ucciso mia madre e ucciderebbe pure mia figlia, se ne avessi una. Come se non bastasse, velette Philip Treacy per entrambe. Chic, a dire poco. C’era anche Naomi, in Ralph&Russo Couture. Ora, Naomi è una dea, e rende divino tutto ciò che tocca. So che voi vi aspettate che dica che è tutto troppo: troppo nero (pure le calze!), troppe piume, troppo lifting, troppo pure il cappello (anche questo Phili Treacy), ma non posso, e non lo farò. Chic, shock o boh? Dea.

Le Delevigne

Definire modelle le sorelle Delevigne è riduttivo, e dunque si meritano una categoria a parte. Fantastica Cara, in Emporio Armani. In effetti non ha rispettato il dress code, però il cappello ce l’ha! Ed è firmato da Nick Fouquet per Chanel. Chic, assolutamente. In Oscar de la Renta Poppy: bello l’abito, geniale l’abbinamento col trench. E poi, solo il coraggio di mettersi quel cappello di Victoria Grant… chic.

Le attrici

C’era Demi Moore in total burgundy con abito Stella McCarney e fascinator modesto da signora bene Philip Treacy; in mano la stessa borsa che Meghan aveva durante la visita nel Sussex lo scorso tre ottobre ( Sussex + Sussex in Sussex ). La presenza di Demi mi sollecita la stessa domanda che mi pongo quando vedo Valeria Marini sul red carpet del Festival di Venezia: chi l’ha invitata? boh. E c’era Liv Taylor in total blue, con tailleur midi-quasi-maxi sempre Stella McCartney e fascinator Stephen Jones. Bella e dolce ma dimostra 10 anni di più. Perché? Boh.

Le parenti di

Col fatto che la figlia faceva la damigella, Ayda, moglie di Robbie Williams, deve aver pensato di essere la sposa. E si è presentata in un Armani Privé dal colore pericolosamente nuziale; la mise, le scarpe silver, il cappello Philip Treacy, tutto molto chic, ma la prossima volta stia più attenta. È arrivata pure Pippa, baldanzosa sui tacchi nonostante il decimo mese di gravidanza. Il verde bosco dell’ abito Emilia Wickstead e del cappello Jane Taylor è il colore di stagione; Pippa sicuramente segue la moda, il punto è che non la precede mai. Chic con riserva, ma con tanti auguri.

Le altre

Essendo questo blog ispirato a Lady Violet, potremmo ignorare la presenza di Julian Fellowes, l’autore di Downton Abbey, accompagnato dalla sua signora? Ovviamente no. Ma perché Lady Emma s’è vestita da Royal Guard, colbacco compreso? In compenso quello dev’essere l’unico cappello che non ha rischiato di volare via. Shock. Al lato opposto Pixie Geldorf sembrava appena uscita dalla doccia. Sarà per il color bubble gum, sarà per i sandaletti dorati, sarà per il turchese della piccola clutch, sarà per le gambette in controluce, ma si fa una certa difficoltà a riconoscere questo capetto come creato dall’ultrachic brand Céline e costato quasi 3000 euro. Shock.

 

Royal Wedding! Zie E Cugine

Naturalmente tutti gli occhi, oltre che sulla sposa of course, erano puntati sulle cugine acquisite – e scommetto pure i vostri – ma andiamo per ordine. eu w panoramica

Le zie

Assente Camilla, le restanti zie – sorella e cognata del padre della sposa – non hanno deluso e si sono pure adeguate alla palette del matrimonio, l’una in verde l’altra in blu. Anne, The Princess Royal, ricicla una mise già indossata l’anno scorso ad Ascot: abito con finto giacchino e maniche a tre quarti in damascato verde bottiglia più cappellino assortito, con accessori neri e il tocco di classe dei guanti lunghi. Peccato per la stola beige che non c’entra granché, sarebbero andati meglio accessori nude, come appunto quelli indossati ad Ascot. Quasi perfetta Sophie di Wessex: abito blu scurissimo (non è nero) di Azzedine Alaïa; bellissimo il modello, una linea anni ’50 che è quella che dona di più alla contessa, bellissimo il tessuto, abbinato benissimo con il cappello Jane Taylor, in ottimo equilibrio con la linea dell’abito; peccato solo per l’underwear sbagliato e visibile.

Altre zie eu w sarah chatto La Duchessa di Gloucester, moglie danese di un cugino della regina, di solito non brilla per eleganza, ma è sempre sorridente e rilassata e a me è molto simpatica. Qui in una delle sue migliori versioni, abito e soprabito rosso brillante (direi quasi rosso Valentino ma non vorrei esagerare) con un’interessante cinturina rossa più un favoloso girocollo di grosse perle. In testa un baschetto di Stephen Jones di paglia taupe. Taupe. Voi chiederete, e che c’entra? Se lo deve essere chiesto pure lei, infatti ha pensato bene di renderlo più adatto alla sua mise avvolgendolo di tulle rosso. Cosa darei per vedere l’espressione di Mr. Jones – che ho anche conosciuto – davanti a questa innovazione. Zia Sarah Chatto (a destra), figlia della defunta principessa Margaret e dunque cugina del Duca di York, si veste sempre nello stesso modo: gonna ampia stile fifties, golfino e cappello a pagoda. Di solito sceglie il nero o il grigio o il blu, questa volta ha sorpreso tutti col color block lilla/giallo. La adoro.

Le cugine Kent eu w altre cugine La coppia a sinistra, Lord Frederick Windsor e sua moglie, sono gli orgogliosi genitori di una delle damigelle, la piccola Maud, compagna di scuola di George. Lui è figlio di Michael di Kent, lei è sua moglie Sophie Winkleman, un’attrice americana (un’altra!). Molto bella e in perfetta forma dopo aver subito un bruttissimo incidente stradale, stavolta s’è ispirata alla suocera Marie Christine, grande appassionata di piumaggi e sfumature grigioazzurre (tutto Catherine Walker). La ragazza bionda a destra è Lady Gabriella, sorella di Frederick, col neofidanzato (ne abbiamo parlato qui Breaking News – un altro royal wedding! ) abito ceruleo – Miranda, sei orgogliosa di me? – firmato Claire Mischevani, più cappello blu Philip Treacy. L’insieme non mi convince, troppo leggero l’abito in seta (italiana), troppo pesante il cappello di feltro. La signora al centro è Lady Helen Taylor, figlia del Duca di Kent (e dunque cugina degli altri due). È stata la cugina bella della sua generazione, ed è stata anche clamorosamente glamour – Giorgio Armani l’aveva scelta come sua testimonial in UK – con l’età è rimasta bella ma ha adottato uno stile molto meno glamour e molto più vecchia signora inglese. Peccato. Qui indossa un vestitone con abbondante intricato e inutile ricamo completato da un bandeau che potrebbe essere anch’esso opera di Stephen Jones.

Le cugine Phillips eu w cugine Avendo piazzato tutte le figlie come damigelle, hanno pensato di ispirarsi anche loro alla palette dei colori scelti da Eugenie per farla contenta. A sinistra Autumn, moglie di Peter Phillips, ha evidentemente omaggiato la suocera principessa Anne con una mise molto simile: simile il tessuto damascato, simile il colore – qui in una sfumatura più scura – simili le maniche, simile il cappellino (Edwina Ibbotson). Sarà il vento, ma visto così l’abito (di Suzannah) non mi fa impazzire. Accanto a lei la cognata Zara Phillips coniugata Tindall che ha partorito da poco la seconda bimba, indossa un abito azzurro Mischevani che non la valorizza, e accessori grigio perla troppo chiari, anche se il cappellino Juliette Botterill è delizioso e le dona assai.

Le cugine acquisite (che tutti stavate aspettando) eu w kate Favolosa Kate, con un abito Alexander McQueen di un color peonia bello come pochi e capace di toglierle quel velo di stanchezza mostrato negli ultimi tempi. Gli accessori in velluto burgundy (Prada) sono un trend assoluto di stagione. eu w kate bis Se l’abito vi sembra familiare non avete torto, ne indossava uno identico in una tonalità più chiara di rosa l’anno scorso al Trooping the Colour. Non sarà che le hanno imposto solo un numero ristretto di modelli ogni anno, e lei se la cava replicando ogni modello in vari colori? eu w kate primo piano Quale che sia la risposta, l’abito peonia era splendido, molto meglio della versione Barbie, e il cappellino in tinta firmato Philip Treacy, anch’esso in velluto, con fiori psichedelici e veletta è perfezione pura. Alle orecchie la Duchessa di Cambridge  mostra un paio di orecchini pendenti in diamanti prestati dalla nonna, che le abbiamo già visto in precedenza. Sua Maestà li ha indossati in un paio di occasioni importanti: l’Apertura del Parlamento nel 2012 e la cerimonia dell’Ordine della Giarrettiera nel 2013 e poi sono stati visti sempre addosso alla nipote acquisita.

Deludente Meghan, triste fidanzatina del blu, in total look Givenchy. eu w meghan Il cappottino, con un bel collo ad anello, sembrava un po’ pesante per la giornata e in molte immagini la faceva sembrare incinta, cosa che non dovrebbe essere dato che quando una gravidanza diventa visibile di solito ha superato i tre mesi, al termine dei quali viene annunciata. Bruttarella la borsetta, niente di che il cappellino disegnato da Noel Stewart per Givenchy. E poi fatemelo dire, il cappello di paglia sopra un cappotto di lana se lo può permettere solo Her Majesty.

Complice il forte vento, i capelli della Duchessa di Sussex stavolta erano veramente oltre i limiti della decenza, e purtroppo erano solo i suoi ad essere conciati così. Urge una regolata al parrucco (e pure al trucco, sempre pesantino).

Confesso però che le manifestazioni d’affetto e complicità col marito mi hanno fatto un gran piacere.  Alla fine, per noi romanticone, questo è l’importante.

A Royal Calendar – 17 luglio 1947

Nasce a londra Camilla Rosemary Shand, poi Parker Bowles, poi Duchess of Cornwall.

Della moglie di Charles – che ha preferito non farsi chiamare Princess of Wales per non rinfocolare l’antagonismo con Diana – si è detto tutto e il contrario di tutto. Lady Violet la apprezza perché invece lei non ha mai aperto bocca e soprattutto perché sceglie copricapi favolosi!

Diamo un’occhiata dunque, e partiamo dai diademi. Camilla ne usa tre: uno è la Cubitt-Shand tiara, di proprietà della sua famiglia, che indossò il giorno del primo matrimonio, il 4 luglio 1973, con Andrew Parker Bowles.

È una tiara di diamanti dal classico disegno floreale che s’impenna all’improvviso sulla parte centrale, creando un elemento un po’ dissonante col resto. Certamente nulla di paragonabile ai due importanti diademi che la Regina le assegnato dopo le nozze con Charles.

camilla grenville tiara

La prima è la Greville Tiara, una delle preferite della Queen Mom. Si tratta di un gioiello di straordinaria raffinatezza, una sorta di bandeau il cui motivo geometrico richiama lo schema dei favi . Lo realizzò il celebre Boucheron nel 1921 per Margaret Greville, signora di controversi natali (era figlia illegittima di un produttore di birra miliardario), immense fortune e conseguente prestigioso matrimonio (con uno dei figli del barone Greville). Vedova dal 1908 la signora Greville si dedica alle opere pie e diventa amica della Duchessa di York, poi Regina Consorte per le note vicende. Alla sua morte nel 1942 lascia in eredità alla sovrana il favoloso diadema, che viene rimaneggiato da Cartier con l’aggiunta di alcuni diamanti sul bordo superiore, e dal 1953 compare regolarmente sul capo della Regina Madre.

camilla delhi durbar tiara

L’altro prestito reale è la Delhi Durbar Tiara, che la Regina Mary, grande amante e collezionista di gioielli, si fece realizzare per indossarla durante l’incoronazione che avrebbe reso suo marito e lei Imperatori dell’India.

Più che una tiara è una vera corona, alta e imponente ma alleggerita da un gioco di volute ed elementi circolari che si rincorrono per tutto il perimetro. Una serie di accorgimenti tecnici consente di arricchire la tiara con l’aggiunta di altre pietre.

Sono due diademi perfetti per la Duchessa di Cornovaglia: estremamente importanti, adatti quindi alla moglie del futuro sovrano, ma abbastanza lontani dalla memoria dei sudditi da evitare confronti e sovrapposizioni.

La regina delle piume

Chi non ricorda Camilla il giorno delle sue nozze con Charles? Dopo il riservatissimo rito civile, alla presenza soltanto di figli fratelli e qualche nipote, il pomeriggio la coppia si presenta nella St. George Chapel di Windsor (sì, dove si sono sposati anche Harry e Meghan) per una benedizione, comprensiva di mea culpa.

camilla piume wedding

La sposa continua con la politica della sobrietà mostrata al mattino, indossando un lungo abito di seta leggera completato da uno spolverino damascato, ma corona la sua mise con una favolosa acconciatura di piume dorate, quasi delle moderne spighe di grano. Lady Violet ha avuto l’opportunità di vederla dal vivo, e l’ha trovata davvero magnifica. Né poteva aspettarsi di meno dal genidel creatore Philip Treacy.

 

 

Lo stesso modello viene ripetuto in seguito varie volte, sia in un semplice total white, sia in una versione grafica, bicolore, sia nella versione dea dei fiori, indossato alle nozze di Zara Phillips, figlia della principessa Anne.

Quanto ai cappelli veri e propri, un pezzo veramente clamoroso l’abbiamo visto meno di due mesi fa, durante l’ultimo royal wedding.

camilla piume rosa

Una girandola di piume rosa capace di attrarre di tutti gli sguardi (anche quelli ironici, critici o francamente malevoli) e di dare carattere all’anonimo soprabitino rosa baby.

È esattamente questa la chiave dello stile di Camilla, cappelli importanti, estremamente scenografici, in grado di definire e dare personalità alle mise della duchessa, classiche e lineari al limite dal banale. Suo parter in crime il più originale, geniale, immaginifico dei milliner britannici: il fido Philip Treacy. Che crea per lei una serie di copricapi piumati di ogni foggia, colore e pennuta provenienza.

Chapeau Your Highness and happy birthday!

Aspettando Ascot – la Principessa Haya

haya ascot 2017 a

Ci siamo, domani iniziano le corse ad Ascot, e per qualche giorno il Berkshire sarà il centro del mondo glam, la capitale del regno dei cappelli. Per non farci trovare impreparati oggi vi propongo una breve rassegna dei copricapi sfoggiati negli ultimi dieci anni da una signora da cui mi aspetto grandi soddisfazioni: Sua Altezza Reale la Principessa Haya bint Hussein.

Figlia di re Hussein di Giordania e della terza moglie Alia, morta in un incidente di elicottero quando Haya ha solo tre anni, la principessa studia nel Regno Unito, si laurea ad Oxford e diventa un’abile amazzone. A trent’anni sposa Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum, che è il principe ereditario degli Emirati, ha venticinque anni più di lei, ha già una moglie in carica più alcune, come dire, pregresse. L’altra moglie fa vita ritirata e così Haya, bella e colta, esercita le funzioni di rappresentanza accanto al marito, e a Ascot non manca mai.

 

 

Se dapprima i suoi cappelli sono classiche versioni da country lady, a partire dal 2012 Haya si impone all’attenzione con una serie di favolose creazioni del genio Philip Treacy.

haya ascot 2012

2012

Haya ha un viso bellissimo per cui i cappelli le stanno bene tutti, grandi e romantici importanti e drammatici ma anche semplici come il classico pillbox. Non essendo però né molto sottile né molto slanciata la preferisco senz’altro in abiti di linea semplice, evitando le fantasie poco donanti, come il check.

Royal Ascot - Day 2

2013

 

Bella in bianco nel 2014, splendida in nero l’anno seguente.

Rosso, bianco e nero nel 2016…

…e ancora bianco e nero, e un mare di rose rosse l’anno scorso.

Non vedo l’ora cosa ci ha riservato per quest’anno.

See you tomorrow!

A Royal Weekend – Trooping the Colour

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Come ogni anno Her Majesty, nata il 21 aprile, ha festeggiato il compleanno ufficiale il secondo sabato di giugno nella cerimonia del Trooping the Colour. Presente la famiglia reale al completo, con l’eccezione del principe consorte Filippo ormai in pensione, non c’è dubbio che tutti gli occhi fossero puntati oltre che sulla festeggiata  – che in azzurro cielo stava d’incanto – sulla neoroyal  Duchessa di Sussex.

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E Meghan non ha deluso. Seduta accanto all’innamorato marito era deliziosa in un abito rosa polvere, firmato Carolina Herrera. Chiariamo subito, era troppo scollata? Sì. Però questo stile un po’ Francia un po’ America un po’ Audrey, già suggerito dall’abito da sposa, potrebbe essere la scelta vincente. Bellissimo il cappello-disco volante Philip Treacy ma deludente la scelta, causa eccessiva somiglianza per forma e colore a quello indossato solo due settimane fa per un garden party a Buckingham Palace. Rimandati i capelli sciolti in onde. Bocciatissimo il rossetto, di una tonalità di rosa che la sbatteva più di una traversata in traghetto col mare mosso.

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Stessa tonalità di azzurro chiaro per suocerastra& nuora, che si sono divise anche la carrozza dato che entrambi i mariti accompagnavano a cavallo la regina. Camilla in Bruce Oldfield, con un cappello Philip Tracy riciclato ma sempre notevole. La Duchessa di Cornovaglia con l’intelligenza e l’understatement che la contraddistinguono ha saputo crearsi un suo stile che me la fa piacere sempre di più. Di Catherine che vi devo dire, il colore le dona molto, lei è sempre bella e sempre più royal, ma due maniche arricciate così non le vedevo dalla mia laurea, e c’era ancora il muro di Berlino.  Nello stesso colore dell’abito firmato Alexander McQueen il cappellino della finora ignota Juliette Botterill. Bene il colore, le dona, bene pure la forma, ma la decorazione no dai. Passi il doppio fiocco, passi il doppio fiore, ma quella inutile retina mi ha fatto venire in mente quando  vai dal fioraio, scegli ogni singola rosa tra le più belle e quello ci mette la nebbiolina.

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È arrivata una carrozza carica carica di… principesse! In un colpo solo ben quattro royal ladies: la Contessa di Wessex, sua figlia Louise e le sorelline York, Beatrice e Eugenia.  La solitamente elegante Sophie stavolta ricicla un abito di Emilia Wickstead  rosa azalea con collo rialzato e piccola scollatura sulla schiena già visto l’anno scorso ad Ascot e lo completa con un fascinator bianco che non aggiunge nulla all’insieme ma parecchi anni a lei. La futura sposa Eugenie di York (non prendete impegni per il 12 ottobre, altro royal wedding in arrivo!) col suo bel viso porta bene il delizioso il cappello stile abat-jour anni ’60. Unfortunately non si può dire lo stesso dell’abito, con uno scollo che penalizza il suo florido décolleté. Sua sorella Beatrice interpreta uno dei  trend di stagione abbinando il rosa dell’abito al rosso del cappello. L’abito non si vede bene ma il cappello sì, ahimé Troppo grande come pillbox, troppo rigido, piazzato troppo indietro. Mia madre questo modello lo chiamava “tamburello”, e oggi capisco perché. Completa il poker la quattordicenne Louise, Windsor dalla testa ai piedi, che a quattordici anni compiuti lascia il tavolo dei bambini e finalmente arriva tra i grandi. In questo tripudio di colori delicati, colori pastello, colori sorbetto, la più giovane si presenta tutta in un blu scuro che ne mortifica un po’ la freschezza da English rose. Se i bottoni margherita dovevano servire a svecchiare il tutto io ve lo dico, non sono serviti.

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