Le foto del giorno – L’addio

L’emozione è stata forte, e dura ancora. Lasciamo dunque sedimentare impressioni e sensazioni; questa sera vi propongo una piccola rassegna delle immagini che mi hanno colpita di più.

Sola. Per le norme anticovid, certo. Ma anche perché cosa ha diviso con quell’uomo per 73 anni lo sa solo lei. E avrà pensato a quel giovanotto bello come un dio geco che ottantadue anni fa le rubò il cuore per sempre. E che quel “per sempre” durerà ancora, prima in un altro modo e poi in un altro tempo e in un altro luogo.

La ghirlanda di fiori bianchi posata sul feretro insieme allo stendardo personale del principe, il suo berretto da ufficiale di marina e la spada, dono del suocero George VI il giorno del matrimonio con Elizabeth. I fiori sono stati scelti personalmente da Sua Maestà: i gigli simbolo di rinascita, le rose che indicano rispetto e ricordo, oltre ad essere i fiori di giugno, mese di nascita di Philip, I gelsomini per la purezza, i piselli odorosi simbolo di partenza e di ringraziamento, i wax flowers che evocano l’amore senza fine, le fresie profumate.

I soldati a capo chino, un gesto di rispetto verso il vecchio commilitone. Non mi sembra di averne mai visti da noi, e invece mi sembra molto bello e anche scenografico, ma i Britannici, si sa, in questo sono maestri.

Il corteo. Charles stravolto, Anne pietrificata, Edward commosso, Andrew imperscrutabile. È uno dei momenti più emotivi: chiunque abbia seguito il feretro dei propri genitori – o delle persone amate – si è identificato con loro. E chi aveva conosciuto la Royal Family come composta da persone dal self control innaturale e, diciamolo, a volte quasi fastidioso, si è reso conto di quale cambiamento sia avvenuto tra i Windsor. Sarà stata Diana, sarà stato il comprendere che i cittadini avrebbero gradito una maggiore empatia, ma il cambiamento è avvenuto, e non si torna indietro.

William e Harry. Era ciò che tutti speravano, ed è accaduto: i due fratelli, separati nel corteo dal povero Peter Phillips (mi ha fatto venire in mente Aznavour che cantava e io fra di voi) si sono avvicinati, si sono parlati, e ci auguriamo che abbiano iniziato a superare le recenti brutte incomprensioni.

Il momento clou. Verso la fine della cerimonia, è salito sull’altare il Garter Principal King of Arms – in pratica il responsabile del collegio araldico – che ha declamato i titoli dello scomparso; subito dopo è stato inquadrato il Pipe Major of the Royal Regiment of Scotland che ha suonato la sua cornamusa (intenerendo molti cuori, a partire di quello di Lady Violet, che viene da una terra di zampogne). In quel momento, davanti agli occhi della sola famiglia, il feretro è sceso nel sottostante Royal Vault, dove resterà in attesa di raggiungere il posto definitivo accanto a quello della Regina, nella King George VI Memorial Chapel.

L’immagine preferita di Lady Violet. A cinquant’anni l’attivissimo Duca di Edimburgo decise che era il caso di dedicarsi a uno sport meno pesante di quelli praticati fino ad allora, e si dedicò agli attacchi; il giorno del suo funerale non è mancato l’ultimo dei suoi mezzi, naturalmente ridisegnato da lui. Al suo posto il suo berretto, i guanti, il plaid e la scatola col tappo rosso piena di zuccherini per i due pony: Balmoral Nevis e Notlaw Storm. Quest’omaggio alla vita e alle passioni del principe appena scomparso mi ha riportato alla memoria il cane da caccia di Rainier III di Monaco – scomparso anche lui in aprile, sedici anni fa – che ne seguì il feretro. In fondo chi non vorrebbe essere accompagnato dalle creature e dalle cose amate?

Royal chic shock e boh – Easter edition

Mettiamola così: il periodo è quello che è, la crisi sanitaria non dà ancora tregua e Lady Violet ha avuto qualche giorno complicato, ma va detto che comunque il periodo pasquale non sempre porta con sé quella serenità che è protagonista di ogni augurio di stagione. E se pensavamo di aver visto il massimo quel giorno di Pasqua di tre anni fa, quando all’uscita dalla messa nella cattedrale di Palma de Mallorca la Reina Letizia quasi mise le mani addosso alla suocera (vi ricordate? 2018 A Royal Year – 12 mesi in 12 foto), quest’anno registriamo addirittura un mezzo colpo di stato in Giordania, col principe Hamzah, fratellastro del sovrano, accusato più o meno velatamente di far parte del complotto (e la di lui madre, la ex regina Noor, che sdegnata lo difende a spada tratta). Proviamo allora noi ad alleggerire l’atmosfera per quanto possibile, esaminando le poche mise viste in questi giorni addosso alle royal ladies. E partiamo da chi di solito non compare nella nostra – invero un po’ singhiozzante – rubrica: lei, Her Majesty Queen Elizabeth II, che di solito non fa parte della rassegna, rifuggendo ormai da ogni umana catalogazione.

Impossibilitata a partecipare al tradizionale rito del giovedì santo, la sovrana ha partecipato in privato alla messa ma ha voluto fare gli auguri ai sudditi con un paio di fotografie che la ritraggono qualche giorno prima – il 23 marzo – in passeggiata col Principe di Galles nei giardini di Frogmore House, a Windsor. Se il futuro re indossa un classico cappotto di cammello, che i maligni sostengono essere lo stesso da decenni (non è vero! ne ha sia a doppio petto sia a un petto solo, come questo) la regina stupisce in loden con mantellina – il modello si chiama Havelock – con stivali e uno dei classici carré Hermès semplicemente annodato sotto il mento.

Da non perdere assolutamente il dettaglio di stile che ha trionfato quest’anno: i guanti tricot. Che nel suo caso immagino siano degli autentici Far Isle e non lavorati da un’insegnate del Vermont come quelli che Sanders ha indossato all’inaugurazione della Presidenza Biden. E adesso chi glielo dice a Bernie? Chic, of course.

Tra le poche ad aver partecipato in persona a qualche evento c’è la Duchessa di Cornovaglia, che due settimane fa ha accompagnato il marito in visita ufficiale in Grecia, per celebrare i due secoli d’indipendenza del Paese. Un viaggio particolarmente significativo per Charles, che non ha marcato di rimarcare l’origine del padre, nato a Corfù quando i Greci celebravano il primo secolo da nazione indipendente.

Per la cena offerta dalla Presidente Katerina Sakellaropoulou Camilla ha indossato un raffinato caftano azzurro polvere con dettagli in oro; in oro anche gli accessori – magari avrei evitato quella mascherina – e una bellissima stola con inserti di pizzo. Chic.

Per gli appuntamenti di giorno la duchessa ha optato sempre per il classico bicolore bianco e blu, che fa sempre la sua figura, perfino sulla mascherina con le tre piume de principe di Galles. Chic.

Bicolore anche per la Reina Letizia, che in visita nella minuscola Andorra ha optato per pantaloni neri e una bella giacca principe di galles (Carolina Herrera), fermata da un’alta cintura (lei può). Una sorpresa le scarpe flat Hugo Boss, che a me piacciono assai, ma naturalmente sottolineano la notevole differenza d’altezza col Rey.

Che al contrario della moglie sceglie il colore: giacca a scacchettoni bluette con cravatta granata – sarà tifoso del Torino? – e gli inevitabili mocassini con nappina. Chic lei, shock lui.

Ancora bicolore, nel classico stile marinaro con tshirt a righe di Hugo Boss, uno dei brand preferiti della Reina, che per la visita al villaggio di Fuendetodos presso Zaragoza, dove 275 anni fa nacque Francisco Goya, ha riciclato una giacchina bianca con grossi bottoni neri indossata la prima volta nel lontano 2008. Fin qui benissimo, ma personalmente detesto sia quei pantaloni gaucho (una mia amica li chiamerebbe acqua in casa) con le sling back kitten heel (tradotto: le scarpine con cinturino al tallone e tacco a rocchetto). Che vi devo dire? Boh.

Il 24 marzo però i media spagnoli hanno distratto lo sguardo dalla rigidamente stilosa Reina per posarlo sulla gemma più preziosa della corona; Leonor, Princesa de Asturias, ha affrontato il primo impegno ufficiale in solitaria, il trentesimo anniversario dell’istituto Cervantes. Se l’occasione era nuova, la mise era invece riciclata: l’erede al trono ha ripetuto pari pari quanto indossato lo scorso ottobre per la consegna dei premi intitolati a lei: abito del brand spagnolo Poète e kitten heel di camoscio nero (Pretty Ballerinas).

Che francamente avrei evitato, perché finiscono con l’intristire un abito non particolarmente allegro, che non fa risaltare l’incarnato eburneo della fanciulla. Il modello dell’abito non mi fa impazzire, ma certamente è assai complicato mettere d’accordo un’età così giovane, un titolo così ingombrante e un’occasione così formale; niente giudizi fino alla maggiore età, ma quanto ci sogniamo di vedere Leonor in un bel rosso, in verde smeraldo, in turchese?

Un Commonwealth Day speciale

A Celebration for Commonwealth Day, così è intitolato lo speciale della BBC andato in onda oggi in luogo della tradizionale cerimonia a Westmister Abbey. E, nel caso qualcuno potesse mai avere dei dubbi, la Regina ha confermato la sua natura di fuoriclasse. Bellissimo lo sfondo del suo discorso – incentrato sui valori dell’amicizia e dell’unità – con le bandiere di tutti i Paesi che del Commonwealth fanno parte, e perfetta lei, as usual.

Tailleur in tessuto damascato azzurro – ma esiste un colore che le stia male? – sul cui bavero brilla una spilla che ha naturalmente un significato particolarmente importante: è la Sapphire Chrysanthemum Brooch, e la su presenza sottolinea ancora una volta il legame con il marito Philip, dato che fu indossata durante il viaggio di nozze, nel lontano 1947, per le nozze di diamante nel 2007.

E ancora nel novembre scorso, quando gli anni insieme sono diventati 73.

Pensiero affettuoso per il marito in ospedale, senza dubbio, ma secondo me anche riconoscimento del ruolo di Philip nella sua vita e in quella della Nazione. Questo matrimonio celebrato nell’immediato dopoguerra, che allora fu cesura tra gli anni della guerra e il nuovo corso che si sperava ricco di pace e prosperità è esso stesso il simbolo del regno di Suo Maestà e della storia del Regno Unito contemporaneo.

Il Principe di Galles nei giorni scorsi ha registrato a Westminster Abbey il suo intervento, incentrato su tematiche a lui particolarmente care: l’impegno fondamentale dei paesi del Commonwealth nella lotta ai cambiamenti climatici nella protezione di scenari naturali unici, dell’ambiente marino e della biodiversità. L’Abbazia imbandierata ha comunque ospitato le performances di tanti cittadini dei Paesi del Commonwealth, opportunamente distanziati.

I Duchi di Cambridge sono invece comparsi dalla loro residenza di campagna nel Norfolk, impegnati in conversazioni con personale sanitario, volontari e charities nei pasi del Commonwealth; in particolare con la sudafricana dottoressa Zolelwa Sifumba, appassionata sostenitrice non solo del diritto alla salute, ma anche di quelli dei sanitario sul luogo di lavoro. Anche Catherine ha scelto il blu per questa giornata, un abito già indossato nel novembre 2019; è il Kate Dress di Emilia Wickstead, che la duchessa possiede in più colori.

E speriamo che per la celebrazione del prossimo anno tutto sia tornato alla normalità.

Tutto bene?

La stampa britannica non molla la notizia, dunque per prudenza, e con tutta la rispettosa cautela del caso, ne parliamo anche noi.

Il Principe di Galles, che in questo periodo si trova con la moglie Camilla nella residenza di campagna di Highgrove, nel Gloucestershire, oggi pomeriggio è arrivato a sorpresa a far visita al padre Philip, ricoverato da qualche giorno al King Edward VII Hospital. L’auto di Charles si è fermata all’ingresso posteriore dell’ospedale intorno alle 15:30, ed è ripartita una quarantina di minuti più tardi. Cosa ha destato l’interesse – e l’apprensione – di molti? Questi tre elementi: innanzi tutto il fatto che al momento il nosocomio non consente visite ai parenti dei ricoverati tranne che in casi particolari (leggi gravi), per cui ci si interroga se le condizioni di Philip siano davvero gravi, o valga come caso particolare l’essere centenario, e Principe Consorte. Qualche dubbio lo pone anche la distanza: tra Highgrove e il centro di Londra ci sono due ore buone di viaggio, considerazione per me abbastanza trascurabile: io stessa ho coperto più volte un tragitto simile – ad esempio per andare a conoscere la deliziosa creatura che mi ha resa zia per la prima volta – e Charles può contare su una vettura ben più potente della mia all’epoca (ma anche adesso) e ovviamente sulla presenza di un autista. Il terzo aspetto, forse il più impressionante, è che molti hanno colto negli occhi del principe una tristezza vicina alle lacrime.

Ma anche qui, può essere tutto e il suo contrario: non sono certo giorni sereni per lui, né come figlio né come padre. Non c’è stato alcun comunicato ufficiale, qualcuno ha riferito che Philip sarebbe “in good spirit”, ma insomma, la verità è che molti non ci credono, e prevedono il peggio. Lady Violet è e resta rimane incrollabilmente ottimista, si aspetta l’happy end, ma ha ritenuto di informarvi. Mai come oggi God save The Queen, and her family.

Aggiornamento: secondo Royal Central il Principe di Galles passerà la notte a Londra, nella sua residenza di Clarence House. Nel caso, non sarebbe una buona notizia.

Aggiornamento dell’aggiornamento: secondo altre fonti, Charles sarebbe rientrato nel Gloucestershire; Royal Central ha cancellato la notizia precedente. Sicuramente una notizia meno allarmante, che però testimonia della serietà del momento.

Le foto del giorno – Royals on the road

La foto di oggi è quella… che non c’è. Ebbene sì, perché giunge la notizia che Rob Lowe, noto attore belloccio con villa d’ordinanza a Montecito, chiacchierando con James Corden nel suo show ha affermato di aver visto il Principe Harry, suo vicino di casa, con i capelli legati in una coda di cavallo. Da più parti è già arrivata la smentita, ma concediamoci di alleggerire un attimo la cupezza di questi giorni; e dato che Lady Violet è totalmente incapace di creare o manipolare immagini, ecco a voi come il Sun immagina il più celebre dei gingerboys in questa inedita versione.

La cupezza ahimé torna subito con la brutta avventura vissuta ieri pomeriggio da Re Philippe dei Belgi. Lasciato il Palazzo Reale intorno alle 17.45 – evidentemente anche i sovrani hanno orari lavorativi piuttosto impiegatizi – sulla via del ritorno verso la sua residenza, lo château de Laeken, la sua vettura, una Mercedes nera contrassegnata dalla targa numero 1 (e dunque riconoscibilissima) è finita nel bel mezzo di una violenta manifestazione.

Alcune centinaia di manifestanti protestavano lanciando pietre contro la polizia, accusata di avere causato la morte di un immigrato di 23 anni deceduto alcune ore dopo essere stato arrestato. Il povero Philippe s’è trovato in mezzo agli scontri, letteralmente a un tiro di sasso, e non è chiaro se la sua automobile sia stata colpita; per fortuna il sovrano è riuscito ad allontanarsi rapidamente, indenne.

Al povero Philippe non tocca neanche il primato di un episodio del genere: una decina di anni fa – esattamente la sera del 9 dicembre 2010, il Principe di Galles e la Duchessa sua moglie stavano raggiungendo il London Palladium Theatre per l’annuale Royal Variety Performance quando si ritrovarono in mezzo ai manifestanti che protestavano contro l’aumento delle tasse universitarie deciso dal governo conservatore. La Rolls Royce dei futuri sovrani fu attaccata, scossa, presa a calci e colpita da bombe piene di vernice; le immagini mostrarono Camilla terrorizzata e l’auto piuttosto malconcia. E andò ancora bene, perché secondo il capo della Polizia qualcuno avrebbe anche potuto anche sparare.

Le foto del giorno – Christmas is coming

I protestanti Britannici non festeggiano l’Immacolata, né certo lo fanno Regina o la Royal Family, ma ieri sera anche a Windsor è andata inscena una cerimonia suggestiva seppur laica.

La Regina, che a causa della pandemia trascorrerà il periodo natalizio nella residenza avita del Berkshire col marito Philip (dove probabilmente la famiglia si alternerà nelle visite) ha accolto una piccola banda del Salvation Army che ha eseguito i canti di natale – questa sì una tradizione anglosassone – e colto l’occasione per ringraziare del prezioso lavoro un gruppo di rappresentanti del volontariato e di tutti quei lavoratori che assicurano le attività primarie, particolarmente importanti nei momenti d’emergenza.

Con lei i tre figli presentabili – Andrew è opportunamente rimasto a casa – le nuore Camilla e Sophie e i Duchi di Cambridge. Autentica regina del Natale di rosso vestita, la Ruby and Gold Flower Brooch appuntata sulla spalla, la sovrana è apparsa in splendida forma e di ottimo umore, e ha eclissato senza fatica le altre royal ladies, che spiccavano decisamente meno di lei.

Alla sua destra William e Catherine, reduci da un tour di tre giorni in giro per il Paese a bordo del treno reale (sarà per questo che hanno avuto l’onore di stare al posto che spetterebbe al Principe di Galles?): con la duchessa in un natalizio cappotto verde di Catherine Walker che ha già indossato, questa volta arricchito arricchito da un collo di pelliccia che spero falso, visto che Her Majesty dallo scorso anno non indossa più pelo animale.

A sinistra i Wales, con Camilla in viola: anche lei un riciclo, anche lei con un tocco di pelliccia ai polsi, anche per lei vale quanto appena osservato. La Duchessa di Cornovaglia – vittima di commenti irripetibili dopo l’uscita della quarta serie di The Crown – dimostra una volta ancora il suo carattere, il suo equilibrio, la sua serenità, tutte doti quanto mai utili in un matrimonio reale (e probabilmente anche in uno borghese).

Nel corso del rinfresco – che sembrerebbe non essere stato pantagruelico – tutti i Reali hanno indossato le loro mascherine per incontrare gli ospiti. Ciò non può che rallegrarci dato che, pur nel probabile rispetto delle norme vigenti nel Regno Unito, non sempre l’hanno fatto, dando un segnale secondo me non corretto, e ricevendo più di una critica. L’hanno scelta chirurgica, ffp2/3 o logata? Nessuna delle tre!

Inglesissimo tessuto Liberty per Sophie e Catherine.

Fantasie superchic per Charles e Camilla, modello più spartano per la Princess Royal, che raramente cede alle frivolezze della moda.

Il conto alla rovescia per Natale è partito!

Remembrance Sunday 2020

Lady Violet chiede venia, aveva capito che ogni cerimonia fosse stata sospesa nel Regno Unito in lockdown.

Invece oggi la Regina accompagnata da una parte significativa della Royal Family è comparsa al Cenotaph per celebrare solennemente Remembrance Sunday, nel rispetto del social distancing: presenti le massime autorità del Paese, assenti gli spettatori.

Adeguatamente distanziata dalla sua Lady in waiting, Her Majesty ha seguito la cerimonia dal balcone del Foreign Office su Whitehall. In total black come durante la visita all’Unknown Warrior (Le foto del giorno – Remembrance days) ma con alcune significative differenze. Per Sua Maestà una mise completamente diversa da quella: cappotto a doppio petto invece che a un petto solo, altro cappello, e soprattutto altre spille.

Quella di brillanti è la Dorset Brow Brooch, dono di nozze della nonna Queen Mary che l’aveva a sua volta ricevuta (dalla Contea del Dorset of course) andando sposa nel 1893 al futuro George V. Oltre a evocare grazie alla sua forma ogni legame – con gli antenati, il Paese. la famiglia – è un gioiello indossato spesso in occasioni importanti come il battesimo del figlio Charles e il funerale dello zio Duca di Windsor, e altrettanto spesso per fermare i rossi poppies indossati in questi giorni. Che oggi, per un’occasione ufficiale, sono cinque, mentre l’altro giorno uno solo. Il che avvalora l’ipotesi che ciascuno rappresenti un diverso Corpo militare: esercito, marina, aviazione, difesa territoriale e ausiliarie.

Distanziate sul balcone accanto le future regine Camilla (qualunque sarà il titolo che assumerà) e Catherine.

La Duchessa di Cornovaglia, che a luglio ha sostituito il suocero come Colonel-in-chief dei Rifles, porta il badge del reggimento a fermare il Remembrance poppy, appuntato sull’ampio rever del colletto decorato da una una dentelle. Francamente non mi fa impazzire, una mise un po’ troppo vecchio stile, bottoni gioiello compresi. Il cappello Philip Treacy, che è un riciclo del 2014, non è il modello che le dona di più, ma svecchia un po’ l’insieme. Thanks God ci sono certi collier di perle!

Quanto alla Duchessa di Cambridge: bellissima lei, allure perfetta e quasi regale, ma il cappotto no dai. Catherine fa spesso lo stesso errore (grave, per la mia generazione) che è quello di vestirsi in stile militare in occasioni incentrate sui militari veri. Non si fa! Così come non ci si veste da ammiraglio in crociera. Come non bastasse, in questo caso alla maison Catherine Walker hanno deciso di eccedere, e oltre al rigore della linea, le grandi tasche e il colletto coreano hanno aggiunto anche una coppia di spalline con frange ton-sur-ton. Dimenticando che da generalissimo a portiere d’hotel è un attimo (commento ispiratomi da una fedele lettrice). Il bellissimo cappellino di Philip Treacy fa quel può, ma in questo caso neanche lui può.

Poi certo fa sempre la sua figura, anche mascherata e accompagnata.

Affacciati all’ultimo dei tre balconi altri due consorti: l’Ammiraglio Tim Laurence, marito della Princess Royal, e la Contessa di Wessex. Sophie mi è sembrata in tono un po’ minore, con mantella a bottoni dorati e un cappello che sarebbe piaciuto alla Queen Mary cui sarebbe stato assai meglio. Almeno siamo felici di vederla essere uscita indenne dal periodo di quarantena, reso necessario dal contatto con un positivo.

Ovviamente assenti (per ragioni notoriamente diverse) il Principe Philip e il Duca di York, a deporre le corone di papaveri rossi sono stati gli alti tre figli della sovrana: il Principe di Galles, il Conte di Wessex e la Princess Royal, oltre che il nipote Duca di Cambridge. Il Times riporta che dalla California Harry, con una decennale carriera militare alle spalle, avrebbe chiesto a Buckingham Palace che venisse deposta anche una corona in suo nome, ricevendo un rifiuto che lo avrebbe addolorato molto. Il Duca di Sussex ha però partecipato con un breve messaggio a un podcast militare diffuso oggi in onore della giornata. Misera consolazione.

Come da tradizione, altre corone sono state deposte dai protagonisti della politica, in testa il Prime Minister Boris Johnson e il leader dell’opposizione Sir Keir Starmer. BoJo, accompagnato dalla solitamente fidanzata Carrie Symonds – délabrée quanto lui, quando si dice trovarsi – è sembrato di ottimo umore.

Lady Violet pensa d’altro canto sia uno di quelli che ridono ai funerali.

Quell’estate dell’ottantadue

L’estate dell’ottantadue fu caldissima, a Catania si registrarono addirittura 46 gradi, ma Lady Violet era oscenamente giovane e in grado di sopportare qualunque temperatura. Al Quirinale c’era Pertini, Presidente amatissimo, socialista e amico di Juan Carlos, mentre il Capo del Governo era Spadolini (il Governo cadde durante quella estate – il 23 agosto – ma fu rimesso in piedi praticamente uguale).

Quella fu l’estate della vittoria ai Mondiali di Spagna, quarantadue anni dopo la precedente (in Francia nel 1938), e ventiquattro prima dell’ultima (Germania 2006), e chiunque si ricorda la corsa scatenata di Tardelli, anche chi allora non era nato. In Italia la moda andava anche meglio del calcio, anche se magari sono in meno a ricordarselo. La nostra formazione schierava Capucci Valentino Ferragamo Krizia Versace Missoni Mila Schön Coveri Genny Byblos; Giorgio Armani viene celebrato sulla copertina di Time e Gianfranco Ferré firma la più bella collezione di camicie bianche della fine del secolo.

Il primo giorno di quell’estate arriva da Londra la più bella delle notizie: la giovanissima Principessa del Galles dà alla luce il primo figlio; è un maschio e viene chiamato William Arthur Philip Louis. La successione sul trono di San Giacomo è assicurata per molti decenni a venire.

L’estate si avvia pigramente alla sua fine quando Palermo esplode. Accade quello che tutti temono da cento giorni, ma sperano di non vedere mai. Accade invece, e si porta via due vite, poi una terza. Le speranze di una città e i un Paese. E un amore. La foto del giorno – 3 settembre

La foto del giorno – E fu il divorzio

Agosto corre verso la sua fine, e probabilmente a molti torna alla mente la scomparsa di Diana, The Princess of Wales. Lady Violet quest’anno non la ricorderà, dando la precedenza a un’importante compleanno; lo fa oggi, che è comunque una data centrale in quella sua storia.

(Ph. Getty Images)

Il 28 agosto 1996 il divorzio tra i Principi di Galles diventa effettivo; lei perde il diritto ad essere considerata un’altezza reale, e a far precedere il suo nome dalla sigla HRH, ma guadagna una grossa somma di denaro (non si sa per certo naturalmente, ma si parla di 17,5 milioni di sterline più 400.000 di mantenimento all’anno) e il diritto di continuare a vivere nell’appartamento 7 nel “condominio reale” di Kensington Palace. Lui ci rimette praticamente tutto il patrimonio cash, ma recupera un po’ il controllo sulla sua vita. La coppia è separata dal 1992, eppure il divorzio non è affatto scontato; a far precipitare la situazione è proprio quello dei due che non lo vuole. Il 20 novembre 1995 quasi 23 milioni di Britannici seduti sui loro sofà dopo cena seguono la principessa raccontare con abbondanza di non richiesti dettagli la sua verità a Martin Bashir, che la intervista per il programma Panorama della BBC. Una mossa improvvida, che ha due conseguenze gravi. Il figlio tredicenne William che studia a Eton per la vergogna è costretto a rifugiarsi a casa del preside; mentre la Regina prende carta e penna e scrive alla nuora un messaggio di questo tono: “Mi sono consultata con l’Arcivescovo di Canterbury e il Primo Ministro, e naturalmente con Charles, e abbiamo deciso che la migliore strada per te sia il divorzio”. All’ordine perentorio Diana reagisce male – la forma avrebbe indispettito chiunque, temo – ma va detto che quel matrimonio ha un peso per il Paese che un sovrano non può ignorare, e va ricordato che nel corso dell’intervista la principessa fa anche dichiarazioni sulla monarchia che avrebbe un disperato bisogno di rinnovamento, che difficilmente possono essere accettate, e infatti non lo sono. Il resto è storia nota.

Il 1 luglio del prossimo anno Diana avrebbe compiuto sessant’anni, e per celebrare l’occasione è di oggi la notizia che una statua che la raffigura sarà eretta nel Sunken Garden di Kensington Palace, dove Harry e Meghan hanno annunciato il fidanzamento. L’opera è stata commissionata tre anni fa da William e Harry a Ian Rank-Broadley, autore del ritratto della Regina che compare sulle monete, e speriamo sia meglio delle altre statue della principessa in circolazione, solitamente di rara bruttezza, che non le rendono giustizia per niente. Per ora non si sa di più, ma mi piace pensare a una festa in giardino con tutti i nipotini che lei non ha ma conosciuto. George, Charlotte, Louis. E Archie.

Uno degli aspetti più affascinanti di Diana è secondo Lady Violet l’evoluzione del suo stile, analizzati in questi post:

Style file: Diana Principessa di Galles (prima parte)

Style file: Diana Principessa di Galles (seconda parte)

Style file: Diana Principessa di Galles (terza parte)

Diana the bride

L’anno prossimo saranno 40 anni tondi tondi da quel mercoledì di luglio in cui andò in scena quello che veniva presentato come il royal wedding del secolo. E finì per esserlo, anche se forse non nel senso sperato.

C’è ancora qualcosa che non sappiamo degli sposi? O meglio, della sposa, poiché è noto che nei matrimoni lo sposo è poco più di un accessorio? Lady Violet prova a raccontarvi qualcosa che forse non conoscevate, altrimenti potreste comunque trovare piacevole il ripasso. Quando la giovanissima Diana uscì da Clarence House – nei mesi precedenti le nozze era stata ospite della Queen Mother che immagino avrebbe dovuto addestrarla al ruolo che l’aspettava – si svelò il segreto meglio custodito dell’epoca: il suo abito. Una enorme meringa di taffetà che spinta a forza nella Glass Coach dove entrava a fatica finì molto poco elegantemente per stazzonarsi. Gli autori di cotanta creazione, i coniugi David e Elizabeth Emanuel (anche loro divorziarono, e prima dei Principi di Galles), avevano preparato una seconda versione dell’abito, nel caso la prima fosse stata scoperta. Come sappiamo il cambio non fu necessario, in compenso l’altro abito a un certo punto scomparve dall’atelier e se ne è persa ogni traccia.

In ossequio alla tradizione something old something newsomething borrowedsomething blue, l’abito rappresentava il nuovo e i preziosi pizzi antichi che lo decoravano il vecchio. Per il blu, un fiocchetto navy era stato cucito all’interno del vestito; in segno di buon augurio David Emanuel aveva appuntato anche un piccolo ferro di cavallo in oro e brillantini, che evidentemente non ha funzionato granché. Ma prima di scagliarci contro il potere di talismani e amuleti – conoscete la differenza? i primi attirano la fortuna, i secondi proteggono dal male – e contro gli sprovveduti che ci credono, sarebbe necessario sapere il verso in cui era stato cucito il ferro di cavallo, dato che per un agire positivamente le punte devono stare all’insù. Vuoi vedere che hanno sbagliato? O la sventura fu causata dalla spilla da balia inavvertitamente lasciata appuntata? Poiché Diana dimagriva a vista d’occhio l’abito le fu praticamente rimodellato addosso il giorno stesso delle nozze.

Quanto al qualcosa di prestato, sicuramente si trattava dei gioielli di famiglia (la sua), e se della Spencer Tiara ormai si sa praticamente tutto, gli orecchini sono meno noti, anche perché su Diana non li abbiamo più visti. Di proprietà della madre Frances, sono dei pendenti composti da un diamante a goccia circondato da pietre più piccole. Devo dire che non mi fanno impazzire ma mi piace molto che la sposa abbia voluto indossare qualcosa di ciascuno dei due genitori, divisi da un feroce divorzio. Diana aveva portato gli orecchini in un’altra importante occasione: la prima uscita ufficiale da fidanzata – alla Goldsmith’s Hall il 9 marzo, per una raccolta fondi in favore della Royal Opera House – evento che più per i gioielli resterà nella memoria per l’abito esageratamente scollato e per l’incontro con la comprensiva Grace (in calce al post un video della soirée). Gli orecchini hanno continuato ad ornare le orecchie di Frances in momenti particolarmente importanti: il battesimo del nipote Harry, e poi il funerale della figlia Diana; alla sua morte nel 2004 sono stati ereditati dalla figlia maggiore Sarah.

E i sixpence in her shoe? Chissà se Diana aveva infilato una monetina in una delle sue scarpine di satin e pizzo ricamate di perline; con solo un accenno di tacco, per evitare che l’altissima sposa sovrastasse lo sposo. In compenso la suola era decorata, con le loro iniziali separate da un cuore (e qui temo che qualcuno potrebbe far notare che in fondo simbolicamente trattavasi di unione che veniva calpestata).

Una cosa che all’epoca mi colpì molto fu la presenza di fiori colorati non solo per le damigelle, che avevano anche una fascia giallo oro in vita, ma nel bouquet della sposa. Nel suo caso però erano dei boccioli della rosa gialla dedicata a Lord Mountbatten, scomparso due anni prima, e tutto si spiega.

Nella ricca composizione oltre alle rose c’erano gardenie, orchidee, fresie, mughetti, stephanotis, e poi edera e l’immancabile mirto. Pesava ben due chili, e superava il metro di lunghezza. La forma a cascata fu una scelta obbligata non solo per l’importanza del’evento e dell’abito, ma per una regola allora in voga: abito con lo strascico=bouquet a cascata, abito senza strascico=mazzolino rotondo. Ciò che ho scoperto qualche anno fa da un’intervista a David Longman, responsabile con la sua compagnia degli allestimenti floreali, è che furono realizzati due bouquet. Il primo, scortato da poliziotti in motocicletta, fu recapitato a Palazzo alle otto di mattina, mentre un altro uguale fu preparato durante la cerimonia. La ragione di questa doppia realizzazione va ricercata nel royal wedding del 1947 che unì l’allora Princess Elizabeth a Philip. Nel ritratto di famiglia la sposa ha le mani vuote: sembra che nel caos della giornata il suo bouquet sia andato perduto. Secondo Longman gli sposi furono richiamati dal viaggio di nozze, vestiti di nuovo con gli abiti della cerimonia e fotografati con un nuovo bouquet, naturalmente da soli. Il sito internet della Royal Family non fa alcuna menzione di questa storia, citando solo il fatto che come il giorno dopo la cerimonia il bouquet fu deposto sulla tomba del Milite Ignoto a Westmister Abbey, ma è indubbio che nelle fotografie di gruppo Elizabeth al contrario delle sue damigelle non tiene in mano il bouquet, che riappare nelle immagini in cui è sola con Philip.

In fondo l’Inghilterra è non è la patria del mistery?

Qui il video della prima uscita ufficiale dei royal fidanzati https://www.youtube.com/watch?v=XAvzNouZYvY

Qui invece il post sulle invitate Invitate al matrimonio del secolo