Quante spose di luglio!

Those who in July do wed, must labour for their daily bread

Chi si sposa a luglio si deve guadagnare il pane quotidiano. Probabilmente perché per loro portare il pane in tavola non è di solito un problema, luglio è un mese gettonatissimo per i royal wedding, compreso il più famoso di tutti , quello di Charles e Diana, ormi entrato negli anta.

Se Paola Ruffo di Calabria lascia Roma alla volta di Bruxelles per diventare Principessa di Liegi il 2 luglio 1959 sposando Albert – fratello del Re dei Belgi e poi re a sua volta – nel 2014, il 6, il maggiore dei nipoti della coppia, Amedeo, fa il percorso inverso e viene in una Roma torrida a sposare la deliziosa – e italianissima, nonostante il cognome – Elisabetta Rosboch Von Wolkenstein. Paola indossa un abito couture e il sontuoso velo ereditato dalla nonna (belga a sua volta) che nell’emozione del momento finisce per calpestare. Elisabetta è in Valentino dalla testa ai piedi; nel suo caso il prezioso velo di famiglia resta nel comò.

(Ph: Riccardo De Luca)

È il 3 luglio 1993, un sabato, quando la cattedrale di Vaduz addobbata a festa accoglie il principe ereditario, Alois, che sposa la duchessa Sophie in Bavaria. Nonostante la proverbiale discrezione del Liechtenstein, è un matrimonio molto interessante per più di una ragione: innanzi tutto il rango dell’aristocraticissima sposa, che non solo appartiene al casato dei Wittelsbach, ma è anche nella linea di successione giacobita, che discendendo da James II si oppone alla successione degli Hannover, quella della Royal Family regnante. In secondo luogo abbonda di scapoli d’oro più o meno alla ricerca di una consorte di rango adeguato; all’epoca qualcuno sogna un matrimonio tra l’allora venticinquenne Principe delle Asturie Felipe e Tatjana, sorella ventenne dello sposo. Philippe del Belgio, timido e riservato, ha 33 anni ed è quasi fuori tempo massimo; è l’erede apparente al trono su cui siede solidamente lo zio Baudouin: la sua situazione apparentemente tranquilla si ribalta in appena 4 settimane, con la morte dello zio e l’inattesa ascesa al trono del padre Albert. Philippe trova in seguito l’anima gemella in Mathilde d’Udekem d’Acoz che sposa nel dicembre 1999.

Lady Violet, che deve di lì a breve fare da testimone a due delle sue migliori amiche – sempre damigella e mai sposa! – cerca ispirazione per le sue mise nei reportage di questo royal wedding, ispirazione che genera un clamoroso cappello di paglia con fiocco in organza per uno dei due matrimoni, celebrato di mattina.

Se il matrimonio di Philippe e Mathilde è l’ultimo royal wedding del millennio, il penunltimo credo proprio che sia quello di Alexia di Grecia, primogenita dei deposti Costantino e Anne-Marie, che il 10 luglio sposa nella cattedrale ortodossa di Londra l’architetto spagnolo Carlos Morales. Alexia ci dà la grande, e rara in questa generazione, gioia di vedere indossata la famosa tiara del Khedivé, che per tradizione indossano le spose discendenti di Margareth di Connaught (qui trovate la storia di questo splendido diadema A Royal Calendar – A Greek royal wedding).

Same month same place per il fratello minore di Alexia, il diadoco Pavlos, che il 1 luglio 1995 impalma la graziosa Marie-Chantal Miller, di Valentino vestita, alla presenza di varie regine consorti e ben due regnanti: Her Majesty The Queen e Margrethe di Danimarca, zia dello sposo. Marie-Chantal appartiene all’aristocrazia del denaro ma non a quella del sangue, e diademi di famiglia non ne ha, per cui la suocera Anne-Marie le presta la Antique Corsage Tiara – in origine un devant de corsage appartenuto alla Regina Victoria di Svezia – che la madre Ingrid, Regina Consorte di Danimarca, le ha donato per i 18 anni.

L’altissimo profilo di queste nozze fa passare in secondo (o terzo, o quarto) piano quelle che nello stesso giorno si svolgono a Monaco, dove la principessa Stéphanie sposa con sole nozze civili il padre dei suoi due figli, Daniel Ducruet, già sua guardia del corpo. Per lei un abito corto che mette in mostra le belle gambe, realizzato da una sarta monegasca. L’espressione di papà Rainier, fiero oppositore alle nozze, è tutta un programma. Non ha tutti i torti, papà: il matrimonio dura appena quindici mesi, e finisce con Daniel fedifrago praticamente in mondovisione.

Evidentemente il fratello di Stéphanie non è superstizioso: nonostante la fine ingloriosa del matrimonio della sorella, Albert II sceglie la stessa data per sposare Charlène: nel 2011, il 1 le nozze civili e il giorno dopo quelle religiose. Come sapete, i due coniugi non hanno trascorso insieme il decimo anniversario: lui nel Principato con i figli, lei in Sudafrica convalescente da una misteriosa malattia. Solo il tempo ci dirà se la malasorte ha colpito ancora, a noi per ora non resta che riguardare le immagini di un matrimonio che al di là del glamour, delle mise della sposa – Chanel e Armani Privé – qualche nota stonata l’ha suonata da subito, come il bacio un po’ forzato dopo la cerimonia civile, o lo sposo infastidito dalle lacrime della neoconsorte.

Scelgono luglio anche due nipoti di Albert: Louis Ducruet, figlio maggiore di Stéphanie e Daniel, sposa la sua Marie Chevallier nel 2019, il 26 e il 27 (vi ricordo che nei Paesi dove non c’è concordato tra Stato e Chiesa sono necessarie due cerimonie, civile e religiosa). Un matrimonio magari privo dell’allure di raffinata eleganza della Monaco dei tempi d’oro, ma sembra felice e i due sposi davvero innamorati. L’abbiamo raccontato qui Le nozze di Louis e Marie.

Come dimenticare poi il matrimonio di un altro nipote di Albert II, Pierre Casiraghi, con Beatrice Borromeo? Siamo nel 2015, e per loro le nozze iniziano in luglio, il 25, e finiscono il 1 agosto, dal Principato all’Italia, in un tourbillon di invitati (alla cerimonia civile assistono pure Travaglio e Peter Gomez, dato che la sposa lavora per il Fatto) party, location diverse, paparazzi, ospiti vip e jeunesse dorée internazionale, e vestiti, vestiti, vestiti, con la sposa che indossa Valentino, Alberta Ferretti, Armani, solo per citare i principali. Abbiamo cercato di sintetizzare tutto in questo post: A Royal Calendar – 1 agosto 2015.

In questa rassegna non può mancare il Regno Unito, che quanto a matrimoni di luglio si piazza tranquillamente al primo posto. Il 6 luglio 1893 nella Chapel Royal, a St. James’s Palace, si celebrano le nozze tra il Duca di York George e Mary di Teck, che saliranno al trono diciotto anni dopo. Lei appartiene a una ramo minore della Royal Family ed è stata fidanzata con il fratello maggiore di lui, quel Duca di Clarence che in vita di non gode di grandissima reputazione (qualcuno lo mette pure nella rosa dei possibili Jack the Ripper) e muore sei settimane dopo il fidanzamento. Il comune dolore probabilmente avvicina i due, che finiscono per innamorarsi; sarà un matrimonio solido e felice.

(Ph: Royal Collection Trust)

Anche l’attuale Duca di York, Andrew, ha sposato Sarah Ferguson in un giorno di luglio: il 23, nel 1986. Anche il loro matrimonio è durato poco; sembra che Sarah soffrisse molto la solitudine dato che il marito, ufficiale di Marina, era lontano per buona parte dell’anno e fu protagonista di un ruspante scandaletto agli inizi degli anni ’90 che portò al divorzio. Nulla in confronto dello scanalo che ora coinvolge lui, di una gravità che potrebbe penalizzare la Corona stessa. Quel giorno di luglio li vede chiaramente innamoratissimi, e forse lo sono ancora; il loro appassionato bacio al balcone è rimasto famoso per le ragione opposte di quello tra i Principi di Monaco, compresa la scomposta interazione con la folla urlante. A quel matrimonio Lady Violet ha dedicato uno speciale chic shock e boh Royal chic shock e boh – 1986 Royal wedding edition,

Beatrice, figlia maggiore della coppia, ha sposato il suo Edo Mapelli Mozzi il 17 luglio dell’anno scorso, e ora è in attesa del primo figlio. Nozze celebrate durante la pandemia, riservate ma molto emozionanti, per il particolare momento, per l’abito della sposa, prestatole dalla nonna come la tiara, la stessa che Her Majesty aveva indossato per il suo matrimonio, e per la presenza del nonno Philip, ritratto in pubblico per l’ultima volta. Questo è uno dei post che abbiamo dedicato alle nozze di Edo e Beatrice: Le parole di un royal wedding.

La cugina di Bea, Zara Phillips, quest’anno ha festeggiato l’arrivo del figlio maschio – scodellato sul pavimento del bagno di casa – e i quarant’anni; il 31 sarà ancora festa per i dieci anni di matrimonio con Mike Tindall. Per loro nozze scozzesi, nella Canongate Kirk sul Royal Mile di Edimburgo, precedute da un party sul royal yacht Britannia, ancorato ormai in pianta stabile nel porto della capitale scozzese, e seguite da un ricevimento a Holyroodhouse, residenza ufficiale della Regina in Scozia. Zara indossa un abito creato dal sarto caro alla nonna, Stewart Parvin, che come notato anche con l’abito di Beatrice, ama sottolineare gli orli con alte fasce (Here comes the bride!). Sulla testa bionda della sposa brilla la Meander Tiara, grande favorita di Lady Violet, prestito della madre Anne che l’ha ereditata dalla nonna paterna Alice. Un gioiello che come pochi altri parla di Grecia e di classicità, di cultura.

Last but not least, il matrimonio del secolo (scorso) che incolla davanti agli schermi televisivi la bellezza di 750 milioni di spettatori: è il 29 luglio 1981, quando il principe di Galles porta all’altare la giovanissima Lady Diana Spencer. Nato come un sogno e trasformatosi rapidamente in un incubo, è stato scrutato, analizzato, radiografato da chiunque in ogni modo. La Royal Family ha deciso per il basso profilo e il quarantesimo anniversario è passato sotto un inglesissimo silenzio cui anche Lady Violet si è adeguata; se volete, questi due post ne trattano alcuni aspetti: Invitate al matrimonio del secolo e Diana the bride.

Royal chic shock e boh

Che ne dite, riprendiamo la rubrica domenicale? Lady Violet è convalescente e va ancora un po’ a rilento, ma in questi giorni ci sono state occasioni interessanti che sarebbe un peccato non commentare insieme.

Gruppo di famiglia n°1

Sabato 15 maggio il quindicenne Christian di Danimarca, secondo in linea di successione dopo il padre Frederik, ha ricevuto la cresima. La cerimonia si è tenuta nella chiesa del Castello di Fredensborg, ed è stata l’occasione per vedere tutta la famiglia riunita: un’immagine veramente bellissima, col festeggiato e la sua famiglia in bianco e blu, e la nonna Margrethe in rosso. Elegantissima la sovrana in una mise color papavero che le illumina l’incarnato; che meraviglia queste signore agée vestite di colori brillanti, dovrebbero ispirare tutte le loro coetanee, tristi fidanzatine dei toni neutri. Sulla sua spalla brilla la spilla a forma di margherita che indossa in tutte le occasioni più importanti (l’aveva anche sull’abito da sposa). Chic.

Completo blu per i tre uomini di casa, tailleur pantaloni bianco per la quattordicenne Isabella, stile bon ton – gonna a pois e giacchina di tweed – per la piccola Josephine, 10 anni. Mise supersobria per Mary, che immaginiamo sia la regista di questa perfetta messa in scena: abito midi in seta a micropois firmato Iris&Ink, scarpe nude nella stessa tonalità della pelle (strategia infallibile per allungare le gambe) fascinator blu scuro, Più il tocco che dimostra come Mary abbia imparato a perfezione il linguaggio dei gioielli reali: sull’abito ha appuntato la Connaught Sapphire Brooch, una spilla composta da uno zaffiro contornato da diamanti con un piccolo festone di perle; diamanti e una perla anche nell’elemento pendente. Il gioiello fu donato alla principessa prussiana Luise Margarete in occasione delle sue nozze con Arthur, Duca di Connaught e Strathearn, settimo figlio della Regina Victoria. La loro figlia Margaret portò con sé la spilla andando sposa dell’erede al trono di Svezia, e alla sua morte prematura fu ereditata dall’unica figlia Ingrid, in seguito Regina Consorte di Danimarca e madre dell’attuale sovrana Margrethe II. Mary indossava la spilla il 21 gennaio del 2006, il giorno in cui Christian fu battezzato. Che vi devo dire, l’abito è un po’ triste e non mi fa impazzire ma tutto l’insieme, come avrebbe detto mia madre, mi è piaciuto molto. Chic.

Gruppo di famiglia n°2

Il 17 maggio Máxima d’Olanda compie cinquant’anni; nell’impossibilità di organizzare un gala comme il faut la pirotecnica sovrana si è dovuta accontentare di un concerto al Teatro Carré di Amsterdam, che sarà trasmesso in televisione. Con Máxima e Willem Alexander c’erano la ex Regina Beatrix (che dopo l’abdicazione ha ripreso il titolo di Principessa) e le tre figlie: l’erede al trono Catarina-Amalia, che a dicembre compirà 18 anni; Alexia, che ne avrà 16 il mese prossimo, e la quattordicenne Ariane. Tutte e tre altissime sembrano più grandi della loro età; come tutte le ragazze sperimentano per trovare il loro stile e perciò sospendiamo ogni giudizio; però sono certa che in futuro ci daranno grandi soddisfazioni, o almeno grande allegria. Vestite ognuna a modo suo – una fantasia oscura e un po’ punitiva per Amalia, stile gypsy per Alexia e effetto camicia da notte per Ariane – non potrebbero fornire un’immagine più diversa da quella della famiglia danese, ma in fondo è giusto che ognuno mostri le sue peculiarità.

(Ph: Patrick van Katwijk/WireImage)

La bionda regina ha scelto, come fa spesso, la creazione di uno stilista olandese, in questo caso la giovane Iris van Herpen. I cui abiti sono anche interessanti, ma rischiano di perdere molto del loro fascino quando scendono dalle passerelle. In questo caso si tratta di un fourreau color carne, ricoperto di tulle con un pattern azzurrognolo che sembra un ologramma, o un disegno in 3d.

Francamente lo trovo orrendo, o quanto meno non adatto alla gioiosa fisicità di Máxima. Nonostante l’impressionante demiparure di smeraldi, shock.

Gruppo di famiglia n°3

Martedì scorso Her Majesty accompagnata dal figlio Charles, poi relegato in postazione laterale, ha inaugurato il Parlamento. Di lei e della sua mise, elegantemente riciclata, abbiamo già parlato (Le foto del giorno – State Opening of Parliament 2021) ma c’è un dettaglio che rende la scelta di Sua Maestà teneramente significativa: l’abito a fiori grigi e gialli che completa l’insieme è stato indossato dalla sovrana nella fotografia che la ritrae con Philip per il suo novantanovesimo compleanno. Imbattibile.

La Duchessa di Cornovaglia, terzo e ultimo membro della Royal Family presente, pur rispettando il dress code che prevedeva una mise da giorno, ha scelto di vestire in bianco, colore tradizionalmente usato quando per l’occasione si indossa l’abito cerimoniale.

Bellissimo il cappello Philip Treacy, interessante il soprabito, giocato in due tonalità di bianco – la parte inferiore e una fila di rombi sono in un color ostrica, mentre la parte superiore e la fila di rombi a contrasto sono off white – anche se il tessuto piuttosto rigido non rende impeccabile il fitting. Perfetti gli accessori, rigorosamente in tinta, a partire dalle décolleté bicolori Chanel. Anche Camilla ha appreso a perfezione il linguaggio dei gioielli reali, e indossa una spilla appartenuta alla Queen Mother, un pezzo déco in cristallo di rocca circondato da diamanti, con diamante centrale; la trasparenza del cristallo di rocca rende il gioiello diverso a seconda del colore su cui viene appuntato; sul bianco è veramente favoloso. Chic.

Non è comparsa insieme alle altre, ma la Duchessa di Cambridge è sicuramente una delle royal ladies protagoniste dell’ultimo mese; per la grazia con cui ha affrontato il funerale del principe Philip, per la semplicità con cui ha festeggiato i dieci anni di matrimonio in famiglia, per il garbo e l’empatia con cui affronta i suoi impegni.

Tre giorni fa, in compagnia del marito, è stata a Wolverhampton, dove ha visitato tre organizzazioni che si occupano di bambini e ragazzi in difficoltà. Impeccabile il look da lavoro in total blue: sotto il cappotto lungo dei pantaloni ampia vita a lta (Jigsaw) e una blusa a pois con colletto smerlato (Tory Burch), che non mi fa impazzire ma almeno dà quel necessario tocco di luce. In più il dettaglio raffinato e very British della mascherina in tessuto Liberty. Chic.

Il 7 maggio aveva attirato l’attenzione di molti durante la visita al Royal London Hospital, seguita da quella all’archivio della National Portrait Gallery. In questo caso la scelta è caduta su un cappottino, della collezione 2018 di Eponine London, di un bellissimo rosso arancio foderato di blu elettrico. Si saranno ispirati al classico cappotto casentino? L’abbinamento col beige caramello spegne un po’ l’insieme, ma non mi dispiace. Deliziosa la borsa, la Nano Montreal di DeMellier. Anche questa volta chic.

Le foto del giorno – State Opening of Parliament 2021

Con una cerimonia in tono minore e davanti a pochi ben distanziati parlamentari, questa mattina Her Majesty ha compiuto l’annuale inaugurazione del Parlamento, leggendo il discorso programmatico scritto per lei – unico durante tutto l’anno – dal Prime Minister Boris Johnson.

Per la prima volta in 120 anni la Regina sedeva da sola; per la prima volta da quando, nel 1901, a quello di Re Edward VII ne fu appaiato un altro per la Regina Alexandra, il trono destinato al Consorte è stato rimosso. Sua Maestà ha raggiunto il suo posto al braccio del principe di Galles, che contrariamente a quanto accaduto in precedenza non si è sistemato accanto alla madre, ma ha preso posto con la moglie su due sedute poste lateralmente.

La Regina non è giunta a Westminster in carrozza, ma in auto da Windsor, in compagnia di una lady-in waiting; sempre in auto è arrivata la Imperial State Crown, che da qualche anno viene esposta accanto alla sovrana che, a causa del peso, preferisce non indossarla più.

In ossequio alla sobrietà che ha caratterizzato l’evento, la sovrana ha lascito l’abito cerimoniale nell’armadio, preferendo invece una mise da giorno non priva di dettagli interessanti. Innanzi tutto il colore: sappiamo che la Royal Family ha osservato due settimane di lutto stretto dopo la morte del principe Philip, ma Sua Maestà è comunque una signora d’altri tempi, e ha optato per una tinta da mezzo lutto, il grigio perla; un soprabito con un ricamo di fiori giallo oro intorno alla scollatura, completato da un abito fantasia en pendant. Una mise, tra l’altro, riciclata: l’aveva già indossata per il Ladies Day nell’ultima edizione di Ascot aperta al pubblico, quella del 2019 (Ascot, Ladies Day).

Sulla spalla sinistra brilla la coppia di clips in diamanti e acquamarine, firmate Boucheron, dono dei genitori per il diciottesimo compleanno, il 21 aprile 1944.

Lady Violet confessa: in questo caso proprio non so spiegare questa scelta, ma guardandola non ho potuto non notare che i colori della sua mise, grigio e giallo, sono i due scelti da Pantone per il 2021. Perché Her Majesty non segue mai la voga, ma spesso la anticipa.

Le foto del giorno – L’addio

L’emozione è stata forte, e dura ancora. Lasciamo dunque sedimentare impressioni e sensazioni; questa sera vi propongo una piccola rassegna delle immagini che mi hanno colpita di più.

Sola. Per le norme anticovid, certo. Ma anche perché cosa ha diviso con quell’uomo per 73 anni lo sa solo lei. E avrà pensato a quel giovanotto bello come un dio geco che ottantadue anni fa le rubò il cuore per sempre. E che quel “per sempre” durerà ancora, prima in un altro modo e poi in un altro tempo e in un altro luogo.

La ghirlanda di fiori bianchi posata sul feretro insieme allo stendardo personale del principe, il suo berretto da ufficiale di marina e la spada, dono del suocero George VI il giorno del matrimonio con Elizabeth. I fiori sono stati scelti personalmente da Sua Maestà: i gigli simbolo di rinascita, le rose che indicano rispetto e ricordo, oltre ad essere i fiori di giugno, mese di nascita di Philip, I gelsomini per la purezza, i piselli odorosi simbolo di partenza e di ringraziamento, i wax flowers che evocano l’amore senza fine, le fresie profumate.

I soldati a capo chino, un gesto di rispetto verso il vecchio commilitone. Non mi sembra di averne mai visti da noi, e invece mi sembra molto bello e anche scenografico, ma i Britannici, si sa, in questo sono maestri.

Il corteo. Charles stravolto, Anne pietrificata, Edward commosso, Andrew imperscrutabile. È uno dei momenti più emotivi: chiunque abbia seguito il feretro dei propri genitori – o delle persone amate – si è identificato con loro. E chi aveva conosciuto la Royal Family come composta da persone dal self control innaturale e, diciamolo, a volte quasi fastidioso, si è reso conto di quale cambiamento sia avvenuto tra i Windsor. Sarà stata Diana, sarà stato il comprendere che i cittadini avrebbero gradito una maggiore empatia, ma il cambiamento è avvenuto, e non si torna indietro.

William e Harry. Era ciò che tutti speravano, ed è accaduto: i due fratelli, separati nel corteo dal povero Peter Phillips (mi ha fatto venire in mente Aznavour che cantava e io fra di voi) si sono avvicinati, si sono parlati, e ci auguriamo che abbiano iniziato a superare le recenti brutte incomprensioni.

Il momento clou. Verso la fine della cerimonia, è salito sull’altare il Garter Principal King of Arms – in pratica il responsabile del collegio araldico – che ha declamato i titoli dello scomparso; subito dopo è stato inquadrato il Pipe Major of the Royal Regiment of Scotland che ha suonato la sua cornamusa (intenerendo molti cuori, a partire di quello di Lady Violet, che viene da una terra di zampogne). In quel momento, davanti agli occhi della sola famiglia, il feretro è sceso nel sottostante Royal Vault, dove resterà in attesa di raggiungere il posto definitivo accanto a quello della Regina, nella King George VI Memorial Chapel.

L’immagine preferita di Lady Violet. A cinquant’anni l’attivissimo Duca di Edimburgo decise che era il caso di dedicarsi a uno sport meno pesante di quelli praticati fino ad allora, e si dedicò agli attacchi; il giorno del suo funerale non è mancato l’ultimo dei suoi mezzi, naturalmente ridisegnato da lui. Al suo posto il suo berretto, i guanti, il plaid e la scatola col tappo rosso piena di zuccherini per i due pony: Balmoral Nevis e Notlaw Storm. Quest’omaggio alla vita e alle passioni del principe appena scomparso mi ha riportato alla memoria il cane da caccia di Rainier III di Monaco – scomparso anche lui in aprile, sedici anni fa – che ne seguì il feretro. In fondo chi non vorrebbe essere accompagnato dalle creature e dalle cose amate?

Royal chic shock e boh – Easter edition

Mettiamola così: il periodo è quello che è, la crisi sanitaria non dà ancora tregua e Lady Violet ha avuto qualche giorno complicato, ma va detto che comunque il periodo pasquale non sempre porta con sé quella serenità che è protagonista di ogni augurio di stagione. E se pensavamo di aver visto il massimo quel giorno di Pasqua di tre anni fa, quando all’uscita dalla messa nella cattedrale di Palma de Mallorca la Reina Letizia quasi mise le mani addosso alla suocera (vi ricordate? 2018 A Royal Year – 12 mesi in 12 foto), quest’anno registriamo addirittura un mezzo colpo di stato in Giordania, col principe Hamzah, fratellastro del sovrano, accusato più o meno velatamente di far parte del complotto (e la di lui madre, la ex regina Noor, che sdegnata lo difende a spada tratta). Proviamo allora noi ad alleggerire l’atmosfera per quanto possibile, esaminando le poche mise viste in questi giorni addosso alle royal ladies. E partiamo da chi di solito non compare nella nostra – invero un po’ singhiozzante – rubrica: lei, Her Majesty Queen Elizabeth II, che di solito non fa parte della rassegna, rifuggendo ormai da ogni umana catalogazione.

Impossibilitata a partecipare al tradizionale rito del giovedì santo, la sovrana ha partecipato in privato alla messa ma ha voluto fare gli auguri ai sudditi con un paio di fotografie che la ritraggono qualche giorno prima – il 23 marzo – in passeggiata col Principe di Galles nei giardini di Frogmore House, a Windsor. Se il futuro re indossa un classico cappotto di cammello, che i maligni sostengono essere lo stesso da decenni (non è vero! ne ha sia a doppio petto sia a un petto solo, come questo) la regina stupisce in loden con mantellina – il modello si chiama Havelock – con stivali e uno dei classici carré Hermès semplicemente annodato sotto il mento.

Da non perdere assolutamente il dettaglio di stile che ha trionfato quest’anno: i guanti tricot. Che nel suo caso immagino siano degli autentici Far Isle e non lavorati da un’insegnate del Vermont come quelli che Sanders ha indossato all’inaugurazione della Presidenza Biden. E adesso chi glielo dice a Bernie? Chic, of course.

Tra le poche ad aver partecipato in persona a qualche evento c’è la Duchessa di Cornovaglia, che due settimane fa ha accompagnato il marito in visita ufficiale in Grecia, per celebrare i due secoli d’indipendenza del Paese. Un viaggio particolarmente significativo per Charles, che non ha marcato di rimarcare l’origine del padre, nato a Corfù quando i Greci celebravano il primo secolo da nazione indipendente.

Per la cena offerta dalla Presidente Katerina Sakellaropoulou Camilla ha indossato un raffinato caftano azzurro polvere con dettagli in oro; in oro anche gli accessori – magari avrei evitato quella mascherina – e una bellissima stola con inserti di pizzo. Chic.

Per gli appuntamenti di giorno la duchessa ha optato sempre per il classico bicolore bianco e blu, che fa sempre la sua figura, perfino sulla mascherina con le tre piume de principe di Galles. Chic.

Bicolore anche per la Reina Letizia, che in visita nella minuscola Andorra ha optato per pantaloni neri e una bella giacca principe di galles (Carolina Herrera), fermata da un’alta cintura (lei può). Una sorpresa le scarpe flat Hugo Boss, che a me piacciono assai, ma naturalmente sottolineano la notevole differenza d’altezza col Rey.

Che al contrario della moglie sceglie il colore: giacca a scacchettoni bluette con cravatta granata – sarà tifoso del Torino? – e gli inevitabili mocassini con nappina. Chic lei, shock lui.

Ancora bicolore, nel classico stile marinaro con tshirt a righe di Hugo Boss, uno dei brand preferiti della Reina, che per la visita al villaggio di Fuendetodos presso Zaragoza, dove 275 anni fa nacque Francisco Goya, ha riciclato una giacchina bianca con grossi bottoni neri indossata la prima volta nel lontano 2008. Fin qui benissimo, ma personalmente detesto sia quei pantaloni gaucho (una mia amica li chiamerebbe acqua in casa) con le sling back kitten heel (tradotto: le scarpine con cinturino al tallone e tacco a rocchetto). Che vi devo dire? Boh.

Il 24 marzo però i media spagnoli hanno distratto lo sguardo dalla rigidamente stilosa Reina per posarlo sulla gemma più preziosa della corona; Leonor, Princesa de Asturias, ha affrontato il primo impegno ufficiale in solitaria, il trentesimo anniversario dell’istituto Cervantes. Se l’occasione era nuova, la mise era invece riciclata: l’erede al trono ha ripetuto pari pari quanto indossato lo scorso ottobre per la consegna dei premi intitolati a lei: abito del brand spagnolo Poète e kitten heel di camoscio nero (Pretty Ballerinas).

Che francamente avrei evitato, perché finiscono con l’intristire un abito non particolarmente allegro, che non fa risaltare l’incarnato eburneo della fanciulla. Il modello dell’abito non mi fa impazzire, ma certamente è assai complicato mettere d’accordo un’età così giovane, un titolo così ingombrante e un’occasione così formale; niente giudizi fino alla maggiore età, ma quanto ci sogniamo di vedere Leonor in un bel rosso, in verde smeraldo, in turchese?

Un Commonwealth Day speciale

A Celebration for Commonwealth Day, così è intitolato lo speciale della BBC andato in onda oggi in luogo della tradizionale cerimonia a Westmister Abbey. E, nel caso qualcuno potesse mai avere dei dubbi, la Regina ha confermato la sua natura di fuoriclasse. Bellissimo lo sfondo del suo discorso – incentrato sui valori dell’amicizia e dell’unità – con le bandiere di tutti i Paesi che del Commonwealth fanno parte, e perfetta lei, as usual.

Tailleur in tessuto damascato azzurro – ma esiste un colore che le stia male? – sul cui bavero brilla una spilla che ha naturalmente un significato particolarmente importante: è la Sapphire Chrysanthemum Brooch, e la su presenza sottolinea ancora una volta il legame con il marito Philip, dato che fu indossata durante il viaggio di nozze, nel lontano 1947, per le nozze di diamante nel 2007.

E ancora nel novembre scorso, quando gli anni insieme sono diventati 73.

Pensiero affettuoso per il marito in ospedale, senza dubbio, ma secondo me anche riconoscimento del ruolo di Philip nella sua vita e in quella della Nazione. Questo matrimonio celebrato nell’immediato dopoguerra, che allora fu cesura tra gli anni della guerra e il nuovo corso che si sperava ricco di pace e prosperità è esso stesso il simbolo del regno di Suo Maestà e della storia del Regno Unito contemporaneo.

Il Principe di Galles nei giorni scorsi ha registrato a Westminster Abbey il suo intervento, incentrato su tematiche a lui particolarmente care: l’impegno fondamentale dei paesi del Commonwealth nella lotta ai cambiamenti climatici nella protezione di scenari naturali unici, dell’ambiente marino e della biodiversità. L’Abbazia imbandierata ha comunque ospitato le performances di tanti cittadini dei Paesi del Commonwealth, opportunamente distanziati.

I Duchi di Cambridge sono invece comparsi dalla loro residenza di campagna nel Norfolk, impegnati in conversazioni con personale sanitario, volontari e charities nei pasi del Commonwealth; in particolare con la sudafricana dottoressa Zolelwa Sifumba, appassionata sostenitrice non solo del diritto alla salute, ma anche di quelli dei sanitario sul luogo di lavoro. Anche Catherine ha scelto il blu per questa giornata, un abito già indossato nel novembre 2019; è il Kate Dress di Emilia Wickstead, che la duchessa possiede in più colori.

E speriamo che per la celebrazione del prossimo anno tutto sia tornato alla normalità.

Tutto bene?

La stampa britannica non molla la notizia, dunque per prudenza, e con tutta la rispettosa cautela del caso, ne parliamo anche noi.

Il Principe di Galles, che in questo periodo si trova con la moglie Camilla nella residenza di campagna di Highgrove, nel Gloucestershire, oggi pomeriggio è arrivato a sorpresa a far visita al padre Philip, ricoverato da qualche giorno al King Edward VII Hospital. L’auto di Charles si è fermata all’ingresso posteriore dell’ospedale intorno alle 15:30, ed è ripartita una quarantina di minuti più tardi. Cosa ha destato l’interesse – e l’apprensione – di molti? Questi tre elementi: innanzi tutto il fatto che al momento il nosocomio non consente visite ai parenti dei ricoverati tranne che in casi particolari (leggi gravi), per cui ci si interroga se le condizioni di Philip siano davvero gravi, o valga come caso particolare l’essere centenario, e Principe Consorte. Qualche dubbio lo pone anche la distanza: tra Highgrove e il centro di Londra ci sono due ore buone di viaggio, considerazione per me abbastanza trascurabile: io stessa ho coperto più volte un tragitto simile – ad esempio per andare a conoscere la deliziosa creatura che mi ha resa zia per la prima volta – e Charles può contare su una vettura ben più potente della mia all’epoca (ma anche adesso) e ovviamente sulla presenza di un autista. Il terzo aspetto, forse il più impressionante, è che molti hanno colto negli occhi del principe una tristezza vicina alle lacrime.

Ma anche qui, può essere tutto e il suo contrario: non sono certo giorni sereni per lui, né come figlio né come padre. Non c’è stato alcun comunicato ufficiale, qualcuno ha riferito che Philip sarebbe “in good spirit”, ma insomma, la verità è che molti non ci credono, e prevedono il peggio. Lady Violet è e resta rimane incrollabilmente ottimista, si aspetta l’happy end, ma ha ritenuto di informarvi. Mai come oggi God save The Queen, and her family.

Aggiornamento: secondo Royal Central il Principe di Galles passerà la notte a Londra, nella sua residenza di Clarence House. Nel caso, non sarebbe una buona notizia.

Aggiornamento dell’aggiornamento: secondo altre fonti, Charles sarebbe rientrato nel Gloucestershire; Royal Central ha cancellato la notizia precedente. Sicuramente una notizia meno allarmante, che però testimonia della serietà del momento.

Le foto del giorno – Royals on the road

La foto di oggi è quella… che non c’è. Ebbene sì, perché giunge la notizia che Rob Lowe, noto attore belloccio con villa d’ordinanza a Montecito, chiacchierando con James Corden nel suo show ha affermato di aver visto il Principe Harry, suo vicino di casa, con i capelli legati in una coda di cavallo. Da più parti è già arrivata la smentita, ma concediamoci di alleggerire un attimo la cupezza di questi giorni; e dato che Lady Violet è totalmente incapace di creare o manipolare immagini, ecco a voi come il Sun immagina il più celebre dei gingerboys in questa inedita versione.

La cupezza ahimé torna subito con la brutta avventura vissuta ieri pomeriggio da Re Philippe dei Belgi. Lasciato il Palazzo Reale intorno alle 17.45 – evidentemente anche i sovrani hanno orari lavorativi piuttosto impiegatizi – sulla via del ritorno verso la sua residenza, lo château de Laeken, la sua vettura, una Mercedes nera contrassegnata dalla targa numero 1 (e dunque riconoscibilissima) è finita nel bel mezzo di una violenta manifestazione.

Alcune centinaia di manifestanti protestavano lanciando pietre contro la polizia, accusata di avere causato la morte di un immigrato di 23 anni deceduto alcune ore dopo essere stato arrestato. Il povero Philippe s’è trovato in mezzo agli scontri, letteralmente a un tiro di sasso, e non è chiaro se la sua automobile sia stata colpita; per fortuna il sovrano è riuscito ad allontanarsi rapidamente, indenne.

Al povero Philippe non tocca neanche il primato di un episodio del genere: una decina di anni fa – esattamente la sera del 9 dicembre 2010, il Principe di Galles e la Duchessa sua moglie stavano raggiungendo il London Palladium Theatre per l’annuale Royal Variety Performance quando si ritrovarono in mezzo ai manifestanti che protestavano contro l’aumento delle tasse universitarie deciso dal governo conservatore. La Rolls Royce dei futuri sovrani fu attaccata, scossa, presa a calci e colpita da bombe piene di vernice; le immagini mostrarono Camilla terrorizzata e l’auto piuttosto malconcia. E andò ancora bene, perché secondo il capo della Polizia qualcuno avrebbe anche potuto anche sparare.

Le foto del giorno – Christmas is coming

I protestanti Britannici non festeggiano l’Immacolata, né certo lo fanno Regina o la Royal Family, ma ieri sera anche a Windsor è andata inscena una cerimonia suggestiva seppur laica.

La Regina, che a causa della pandemia trascorrerà il periodo natalizio nella residenza avita del Berkshire col marito Philip (dove probabilmente la famiglia si alternerà nelle visite) ha accolto una piccola banda del Salvation Army che ha eseguito i canti di natale – questa sì una tradizione anglosassone – e colto l’occasione per ringraziare del prezioso lavoro un gruppo di rappresentanti del volontariato e di tutti quei lavoratori che assicurano le attività primarie, particolarmente importanti nei momenti d’emergenza.

Con lei i tre figli presentabili – Andrew è opportunamente rimasto a casa – le nuore Camilla e Sophie e i Duchi di Cambridge. Autentica regina del Natale di rosso vestita, la Ruby and Gold Flower Brooch appuntata sulla spalla, la sovrana è apparsa in splendida forma e di ottimo umore, e ha eclissato senza fatica le altre royal ladies, che spiccavano decisamente meno di lei.

Alla sua destra William e Catherine, reduci da un tour di tre giorni in giro per il Paese a bordo del treno reale (sarà per questo che hanno avuto l’onore di stare al posto che spetterebbe al Principe di Galles?): con la duchessa in un natalizio cappotto verde di Catherine Walker che ha già indossato, questa volta arricchito arricchito da un collo di pelliccia che spero falso, visto che Her Majesty dallo scorso anno non indossa più pelo animale.

A sinistra i Wales, con Camilla in viola: anche lei un riciclo, anche lei con un tocco di pelliccia ai polsi, anche per lei vale quanto appena osservato. La Duchessa di Cornovaglia – vittima di commenti irripetibili dopo l’uscita della quarta serie di The Crown – dimostra una volta ancora il suo carattere, il suo equilibrio, la sua serenità, tutte doti quanto mai utili in un matrimonio reale (e probabilmente anche in uno borghese).

Nel corso del rinfresco – che sembrerebbe non essere stato pantagruelico – tutti i Reali hanno indossato le loro mascherine per incontrare gli ospiti. Ciò non può che rallegrarci dato che, pur nel probabile rispetto delle norme vigenti nel Regno Unito, non sempre l’hanno fatto, dando un segnale secondo me non corretto, e ricevendo più di una critica. L’hanno scelta chirurgica, ffp2/3 o logata? Nessuna delle tre!

Inglesissimo tessuto Liberty per Sophie e Catherine.

Fantasie superchic per Charles e Camilla, modello più spartano per la Princess Royal, che raramente cede alle frivolezze della moda.

Il conto alla rovescia per Natale è partito!

Remembrance Sunday 2020

Lady Violet chiede venia, aveva capito che ogni cerimonia fosse stata sospesa nel Regno Unito in lockdown.

Invece oggi la Regina accompagnata da una parte significativa della Royal Family è comparsa al Cenotaph per celebrare solennemente Remembrance Sunday, nel rispetto del social distancing: presenti le massime autorità del Paese, assenti gli spettatori.

Adeguatamente distanziata dalla sua Lady in waiting, Her Majesty ha seguito la cerimonia dal balcone del Foreign Office su Whitehall. In total black come durante la visita all’Unknown Warrior (Le foto del giorno – Remembrance days) ma con alcune significative differenze. Per Sua Maestà una mise completamente diversa da quella: cappotto a doppio petto invece che a un petto solo, altro cappello, e soprattutto altre spille.

Quella di brillanti è la Dorset Brow Brooch, dono di nozze della nonna Queen Mary che l’aveva a sua volta ricevuta (dalla Contea del Dorset of course) andando sposa nel 1893 al futuro George V. Oltre a evocare grazie alla sua forma ogni legame – con gli antenati, il Paese. la famiglia – è un gioiello indossato spesso in occasioni importanti come il battesimo del figlio Charles e il funerale dello zio Duca di Windsor, e altrettanto spesso per fermare i rossi poppies indossati in questi giorni. Che oggi, per un’occasione ufficiale, sono cinque, mentre l’altro giorno uno solo. Il che avvalora l’ipotesi che ciascuno rappresenti un diverso Corpo militare: esercito, marina, aviazione, difesa territoriale e ausiliarie.

Distanziate sul balcone accanto le future regine Camilla (qualunque sarà il titolo che assumerà) e Catherine.

La Duchessa di Cornovaglia, che a luglio ha sostituito il suocero come Colonel-in-chief dei Rifles, porta il badge del reggimento a fermare il Remembrance poppy, appuntato sull’ampio rever del colletto decorato da una una dentelle. Francamente non mi fa impazzire, una mise un po’ troppo vecchio stile, bottoni gioiello compresi. Il cappello Philip Treacy, che è un riciclo del 2014, non è il modello che le dona di più, ma svecchia un po’ l’insieme. Thanks God ci sono certi collier di perle!

Quanto alla Duchessa di Cambridge: bellissima lei, allure perfetta e quasi regale, ma il cappotto no dai. Catherine fa spesso lo stesso errore (grave, per la mia generazione) che è quello di vestirsi in stile militare in occasioni incentrate sui militari veri. Non si fa! Così come non ci si veste da ammiraglio in crociera. Come non bastasse, in questo caso alla maison Catherine Walker hanno deciso di eccedere, e oltre al rigore della linea, le grandi tasche e il colletto coreano hanno aggiunto anche una coppia di spalline con frange ton-sur-ton. Dimenticando che da generalissimo a portiere d’hotel è un attimo (commento ispiratomi da una fedele lettrice). Il bellissimo cappellino di Philip Treacy fa quel può, ma in questo caso neanche lui può.

Poi certo fa sempre la sua figura, anche mascherata e accompagnata.

Affacciati all’ultimo dei tre balconi altri due consorti: l’Ammiraglio Tim Laurence, marito della Princess Royal, e la Contessa di Wessex. Sophie mi è sembrata in tono un po’ minore, con mantella a bottoni dorati e un cappello che sarebbe piaciuto alla Queen Mary cui sarebbe stato assai meglio. Almeno siamo felici di vederla essere uscita indenne dal periodo di quarantena, reso necessario dal contatto con un positivo.

Ovviamente assenti (per ragioni notoriamente diverse) il Principe Philip e il Duca di York, a deporre le corone di papaveri rossi sono stati gli alti tre figli della sovrana: il Principe di Galles, il Conte di Wessex e la Princess Royal, oltre che il nipote Duca di Cambridge. Il Times riporta che dalla California Harry, con una decennale carriera militare alle spalle, avrebbe chiesto a Buckingham Palace che venisse deposta anche una corona in suo nome, ricevendo un rifiuto che lo avrebbe addolorato molto. Il Duca di Sussex ha però partecipato con un breve messaggio a un podcast militare diffuso oggi in onore della giornata. Misera consolazione.

Come da tradizione, altre corone sono state deposte dai protagonisti della politica, in testa il Prime Minister Boris Johnson e il leader dell’opposizione Sir Keir Starmer. BoJo, accompagnato dalla solitamente fidanzata Carrie Symonds – délabrée quanto lui, quando si dice trovarsi – è sembrato di ottimo umore.

Lady Violet pensa d’altro canto sia uno di quelli che ridono ai funerali.