Le foto del giorno – 9 maggio

Dopo la full immersion neonatale dei giorni scorsi oggi tiriamo finalmente il fiato con una coppia un po’ agée. Princess-Caroline-in-Giambattista-Valli-4Che poi non proprio di una coppia in senso stretto si tratta, essendo sorella e fratello, ma alzi la mano chi non li trova meglio assortiti – e affettuosamente complici – del principe regnante con la sua algida timida metà. Princess-Caroline-in-Giambattista-Valli-2Caroline de Monaco accompagna il fratello Albert alla premiazione del 51° Concours des Bouquets, uno di quegli appuntamenti un po’ fané così tipicamente monegaschi, e osa l’inosabile: il floreale longuette. Il risultato, complici quelle scarpette (rosa, ma per niente da Barbie) è a mio avviso delizioso, sostenuto da grazia e classe non comuni. Princess-Caroline-in-Giambattista-Valli-8Il resto lo fanno il sorriso e i modi di una signora che grazie a Dio non deve dimostrare più nulla, e si gode la famiglia e l’età.

P.S. Se foste tentate, l’abito è Giambattista Valli.

Royal chic shock e boh

Edizione piuttosto snella della nostra rubrica, ma ci sono dei capetti che non posso passare sotto silenzio!

Letizia di Spagna letizia-cervantes-2019.jpegLa Reina inizia la settimana col botto, presentandosi martedì 23 alla consegna del Premio Cervantes – andato alla poetessa uruguayana Ida Vitale – con un completo abito e cappottino Carolina Herrera, che le abbiamo visto altre volte con immutato piacere, perciò siamo disposte a perdonarle pure gli accessori pitonati. Se guardate con attenzione non solo le maniche risvoltate, ma anche il cappotto che si apre col passo e la cintura annodata dell’abito, appare evidente che il tessuto sia double, grigio e lavanda. E naturalmente Lady Violet l’indosserebbe dall’altro lato; è vero che a quel punto si abbottonerebbe a destra, ma basta lasciarlo aperto! Chic.

Due giorni dopo è la volta di altri due premi letterari, questa volta dedicati alla letteratura per l’infanzia e l’adolescenza.

E qui che fa? Si affida al sicuro rigore del bianco e nero, e poi mi piazza una canottiera tipo Intimissimi col pizzo allo scollo con cucitura in mezzo e il disegno che neanche combacia. Maestà, è vero che l’accessorio spesso fa l’abito, ma purtroppo nemmeno quelle favolose Manolo possono riscattare un top così cheap. Boh, ma solo per le scarpe.

Máxima & girls maxima and girlsIl 27 aprile è il compleanno di re Willem-Alexander e i reali olandesi, compresi fratello e cugini con rispettive consorti, hanno celebrato il Koningsdag nella città di Amersfoort. Bellissimo il clima allegro e rilassato con cui quella che sembra davvero una famiglia unita e affettuosa ha festeggiato il birthday boy, ma le mise… Máxima sceglie Natan, un completo écru con gonna pantaloni più una casacca che sembra reduce dal carnevale di Ivrea, quello dove si lanciano le arance – ed è stata colpita parecchie volte! – il tutto accessoriato con clutch e scarpe arancio, ovvio riferimento alla casa reale degli Orange, più inutili guanti (che richiedono comunque un minimo di formalità, sennò fanno tanto giorno di pulizie, soprattutto se lunghi oltre il polso) e un cappello che per forma e piazzamento evoca una parabola tv. Shock.

Le tre ragazze crescono a vista d’occhio e sembrano assai più grandi della loro età. Alexia, la rossa in rosso, quattordici anni a giugno, è chiaramente la diva di famiglia,  Ariane ne ha dodici ed è ancora la piccolina di casa, mentre l’erede al trono Catharina-Amalia, quindici anni e mezzo, ha già raggiunto il metro e 78 della mamma e potrebbe anche superarlo, però quel vestitino (e quelle scarpe) da sciuretta no dai. Non classificate, perché le ragazze devono poter sperimentare in santa pace.

Mary di Danimarca Mary-in-Dolce-Gabbana-1L’abbiamo detto che è la più chic della sua generazione? Lo ripetiamo. eccola venerdì 26 al Léonie Sonning Music Prize; personalmente non vado pazza per abiti di pizzo del genere (questo è Dolce&Gabbana) ma lei è così perfetta che riesce a riequilibrare pure il completo del marito, troppo piccolo e vagamente fosforescente (ma gli abiti da principe ereditario non si fanno più su misura?). Bellissime le scarpe Gianvito Rossi. Chic

Mathilde dei Belgi Mathilde dries van notenGiovedì 25 la regina ha consegnato il Baillet Latour Health Prize, un importante riconoscimento scientifico, che quest’anno ha premiato la ricerca cardiovascolare. Per l’occasione la mise scelta è un abitino scozzese di Dries Van Noten. L’abito mi piace, adoro ogni fantasia scozzese, lo stilista è noto per la raffinatezza delle sue creazioni; perché allora Mathilde sembra stia indossando un grembiulino da casa? Boh.

La foto del giorno – 22 aprile

Foto del giorno dedicata all’orgoglio abruzzese. Caroline-Ettore SpallettiLa signora è naturalmente Caroline de Monaco, principessa di Hannover; il signore con lei è Ettore Spalletti, pittore nato a Cappelle sul Tavo, in provincia di Pescara, dove ancora vive e lavora. Caroline ha visitato la mostra dell’artista, Ettore Spalletti, Ombre d’azur, transparence. Organizzata al Nouveau Musée National de Monaco nella sede di Villa Paloma, resterà in cartellone fino al 3 novembre.

Non so (ma mi piacerebbe!) cosa la principessa abbia pensato delle opere in mostra, ma ecco come le presenta il Museo: œuvres tridimensionnelles monochromes, les roses et les bleus des paysages des Abruzzes – la région qui surplombe la mer Adriatique où l’artiste a toujours vécu et travaillé – sont sublimés et rendus intemporels grâce au matériau avec lequel il réalise ses œuvres.

Et des Abruzzes c’est tout.

La foto del giorno – 31 marzo

A quaranta giorni dalla scomparsa lo spirito di Karl Lagerfeld è tornato ad aleggiare sulla Salle des Étoiles dello Sporting Monte-Carlo, insieme allegra e sfolgorante nello stile Riviera immaginato da Kaiser Karl per quello che sarebbe stato il suo ultimo allestimento. Nato nel 1954, assunto a prestigioso glamour con l’arrivo di Grace, il ballo, primo grande appuntamento mondano dell’anno, dal 1999 veniva curato personalmente dalla padrona di casa Caroline con l’aiuto del genio immaginifico del suo grande amico Karl. Assente Charlène (le due cognate si sono evidentemente divise i due eventi clou del Principato, Bal de la Rose a Caroline, Bal de la Croix Rouge a Charlène), assente Stéphanie che alle serate mondane preferisce quelle circensi, c’era il ramo Hannover-Casiraghi al completo. bal de la rose 2019Se il tema Riviera voleva ricordare gli anni d’oro di Monaco, quelli di Grace, a Beatrice Borromeo non sarà parso vero di dimostrare che la vera erede della divina principessa è lei. Abito Dior in tulle tortora punteggiato di strass con profonda scollatura a V, chignon alto e impalcato e il tocco fifty-glam dei guanti di raso. Ecco, i guanti mi piacciono assai, il resto – so che molti di voi non saranno d’accordo – francamente ha un po’ stufato. Elegante sicuro, ma lo chic richiede di osare un po’ di più, e imitare lo stile di qualcun altro non è proprio indice di grande personalità. Caroline invece osa pure troppo, in Chanel con una massa di rouches rosa che scappano dalla gonna ma non coprono i piedi, il tipo di abito che può portare con classe solo lei. Bellissima però la scollatura, che sottolinea il collier a tre fili di perle con broches di diamanti; è parte della parure Van Cleef&Arpels dono di nozze di Ranieri alla moglie. Così, tanto per far capire chi è la vera erede di Grace. Tra il principe Albert e il figlio Dimitri, fidanzatissimo con Charlotte, c’è la “consuocera” Carole Bouquet. Come per Caroline, l’abito non mi piace granché ma lei moltissimo, adoro queste signore over-sixty che sono state e sono ancora bellissime, hanno facce e corpi consapevoli di aver perso la freschezza giovanile, ma avendo perso nel corso degli anni cose molto più importanti – affetti, amori, amici – si godono ogni istante scoprendo gioie e vantaggi della maturità. Charlotte in Saint Laurent è splendente nonostante il top paillettato (li odiavo negli anni ’80, figuriamoci adesso). Posso fare la zia acida con lei e con la cognata Bea? Ragazze, superati i trenta, soprattutto se nel frattempo sono nati dei pupetti, bisogna considerare l’underware, che se la prima legge della terra è l’impermanenza, la seconda ahimé è la gravità. Tatiana Santo Domingo in Andrea Casiraghi ha scelto un Giambattista Valli rosso e spagnoleggiante – per altro abbinato a capigliatura opportunamente composta – che col tema Riviera non c’entra un piffero, ma siccome non mi piace quasi mai e stavolta invece sì ve la segnalo. Chiude l’allegra brigata la piccolina di casa Alexandra in un pirotecnico Sandra Mansour; è ancora nella fase anatroccolo ma il cigno sta per sbocciare. Rose Ball 2019 To Benefit The Princess Grace Foundation In MonacoE non andate via senza ammirare la mise en place!

(Ph. Getty Images)

 

La foto del giorno

In vita Karl Lagerfeld aveva più volte dichiarato di non amare i funerali “processioni di lacrime e abiti neri di cattivo gusto”, e con humour nero e paradossale aveva commentato i funerali Johnny Hallyday: “Che orrore, non voglio essere seppellito. Piuttosto muoio”. Secondo la stampa francese aveva manifestato il desiderio di essere cremato e le sue ceneri, mischiate a quelle della madre e del suo grande amore Jacques de Bascher, disperse in una cerimonia privata. kl funeralNel rispetto della sua volontà la cremazione è avvenuta ieri a Nanterre, alle porte di Parigi, dove si sono riuniti gli amici e una parte importante del mondo della moda: un’affranta Caroline de Monaco con i figli Andrea e Charlotte, Inès de la Fressange, la direttrice di Vogue America Anna Wintour, la modella Natalia Vodanova, la fashion editor Carine Roitfeld, i Wertheimer, proprietari di Chanel, e Virginie Viard, che succede a Lagerfeld nella direzione creativa della maison. C’erano anche gli Arnault, a capo di LVMH, multinazionale del lusso che possiede il marchio Fendi. Non sappiamo se ci fosse l’adorata gatta Choupette, ma c’era sicuramente Sebastien Jondeau per vent’anni assistente personale e body guard. Naturalmente la gran parte dei presenti indossava Chanel per cui il defunto Karl potrà ritenersi soddisfatto: qualche lacrima c’è stata, ma “abiti neri di cattivo gusto” direi proprio di no.

P.S, Messaggio per i lettori da Lady Violet. Nel breve giro di una settimana sono scomparse tre icone che hanno influenzato in varia misura moda, stile e stili: Lee Radziwill, Karl Lagerfeld, Marella Agnelli. Dinnanzi a questa moria ci vorrebbe una redazione intera mentre io sono da sola, ma se avrete pazienza arriveranno i post anche sulle due signore. Merci.

Adieu Karl

E il sole tramontò su Kaiser Karl.Karl & CarolineHa lavorato fino alla fine per la sfilata Fendi Autunno-Inverno, prevista per giovedì a Milano, ma anche fuori dalla cerchia degli intimi più d’uno s’era preoccupato non vedendolo uscire in passerella a salutare il parterre lo scorso 22 gennaio per la collezione Chanel Couture. Lagerfeld e Chanel sono una cosa sola dal 1983, 35 anni in cui grazie a lui è tornata all’antico splendore la maison che dopo la morte di Mademoiselle Coco sembrava avviata sul viale del tramonto, una signora agée e démodeée al pari di Norma Desmond. kl chanelNe ha preso i simboli, il tweed, il jersey, il matelassé, il bianco e nero, le perle, la camelia,  e li ha trasformati in icone pop, declinandoli in una serie di prodotti alla portata di (quasi) tutte, perché chiunque potesse portarsi a casa il suo tesoro griffato con la doppia C. Haute couture per pochissime, prêt-à-porter e borse per poche, bijoux per qualcuna in più, occhiali e profumi per molte; oggetti di culto anche per le nuove generazioni che hanno adorato le gonne mini, le giacche corte e i gioielli sontuosi. Un’operazione che ha tracciato la strada agli altri stilisti – uno per tutti, Tom Ford – chiamati a rinnovare maison dalla storia lunga e prestigiosa. kl ysl woolmark prize“La tradizione va maneggiata con cura in quanto può uccidere. Il rispetto non è mai stato creativo”, dirà in un’intervista a Vogue America nel 1984.

Karl nasce ad Amburgo nel 1933, o nel 1935, o nel 1938, ma insomma chi è che non si toglie qualche anno o qualche chilo? E lui a un certo punto se ne toglie addirittura 42 (di chili, non di anni), e quasi settantenne diventa ancora più punk, ancora più rock, l’icona della sua icona.

Giovanissimo lascia la Germania per Parigi dove si fa notare presto, e nel 1954 vince il Woolmark Prize ex equo con un ragazzo magro e timido che si chiama Yves. Yves Saint Laurent, il suo nemico amatissimo. Che diventa suo rivale anche nella passione per Jacques de Bascher, uomo di grande bellezza sublime eleganza e irresistibile charme, il grande amore di Karl scomparso troppo presto.

Dopo il premio Karl va a lavorare da Pierre Balmain, Yves da Dior, che muore all’improvviso lasciando la Maison nelle mani di quel ragazzino di soli 21 anni. Per Karl la carriera è più lenta, dopo Balmain c’è Jean Patou che muore nel 1963; è il momento di lasciare l’haute couture, riservata a poche clienti e decide di diventare stilista di prêt-à-porter, collaborando con Chloé e molti altri. Ed è qui che si rivela il carattere peculiare di Lagerfeld: capisce lo spirito del tempo e i cambiamenti che stanno avvenendo e li anticipa.

kl jacques de bascher

Il grande amore, Jacques de Bascher

Nel 1965 cinque sorelle romane cercano qualcuno che rinnovi l’immagine dell’azienda di famiglia, che lavora pellami; Franco Savorelli di Lauriano porta loro il giovane Karl: è l’inizio di una collaborazione che trasforma Fendi in uno dei marchi di moda più amati al mondo. Lagerfeld reinterpreta il concetto di pelliccia, la alleggerisce, la tinge, la mischia ad altri materiali e si guadagna così un contratto a vita, lo stesso che poi avrà da Chanel. kl fendiMolte volte l’ho visto uscire dall’atelier di via Borgognona, prima pieno e sornione come un gatto, come l’adorata Choupette – la birmana bianca che potrebbe ereditare la sua fortuna – poi magrissimo e nervoso, i capelli sempre più bianchi legati in un codino da un nastro nero, ventaglio e pantaloni di pelle, un visconte di Valmont in versione punk. E sempre, sempre, sempre con gli occhiali da sole, abitudine che lo accomuna all’imperatrice di Vogue Anna Wintour, con cui divide anche la passione per la magrezza e un certo disprezzo per le taglie non dico comode, ma perfino normali. karl-lagerfeld-kim-kardashianQualche anno fa dà della grassa ad Adele (che oggettivamente magra non è, ma che diamone!) poi per scusarsi le invia un set di borse Chanel, capirai che sforzo! Ecco, io gliele avrei mandate indietro, non prima di averle riempite di quelle belle caciotte profumate, che lui tra l’altro sempre a dieta neanche poteva mangiare. Tanto poi alla fine tocca pure a lui far buon viso alla signorina Kardashian e alle sue generose forme sempre generosamente esposte, e ci si deve fare pure una di quelle foto sempre odiate.

Caroline-de-Monaco-photo-Karl-Lagerfeld

Caroline fotografata da Karl

Tanto odia essere fotografato quanto invece ama stare dietro l’obiettivo; spesso crea  le campagne pubblicitarie per le collezioni che firma, ma i suoi scatti compaiono anche nelle riviste più importanti. Suoi molti dei più bei ritratti della grande amica Caroline de Monaco, una delle sue muse, donne anche diversissime tra loro che considera indispensabili per il processo creativo. Processo che non si limita alla couture, ma si espande in campi diversi tanto da essere considerato una sorta di moderno artista rinascimentale: stilista couturier, fotografo ma anche editore, imprenditore, pubblicitario, perfino attore a tempo perso. Grande appassionato e collezionista d’arte, nel 1999 apre a Parigi, in rue de Lille, la libreria 7L, specializzata in testi su arte e cultura. E naturalmente nell’opera omnia del maestro che di libri pare ne abbia addirittura trecentomila.

Con Caroline organizza manifestazioni che restano impresse per inventiva ed eleganza; indimenticabili le sue regie del Bal de la Rose che si tiene ogni anno nel mese di marzo e i cui proventi vanno a sostegno della Fondation Princesse Grace, in favore dei bambini in difficoltà. Nel 2013, per i 150 anni della Société des Bains de Mer (la cassaforte del Principato che riunisce casinò, ristoranti, locali alla moda e gli hotel più lussuosi) Karl si inventa una serata Belle et Pop che fa sensazione come i favolosi fashion show in cui stagione dopo stagione presenta le nuove collezioni.kl bal de la roseLa capacità di guardare la moda non come un giardino incantato destinato a poche elette ma come parte vivace e attiva della società, la sua abilità nel coinvolgere persone, mondi, settori e saperi sono per me i suoi caratteri più importanti. Ma se dovessi scegliere di ricordarlo per una cosa sola sceglierei il progetto Métiers d’Art, ideato per Chanel nel 2003; una collezione annuale dedicata a far conoscere ed esaltare la squisita maestria artigianale di atelier storici parigini, come Desrues che produce bottoni, o Lesage e i suoi ricami haute couture.

Qualche anno fa, in occasione della mostra Mademoiselle Privé alla Saatchi Gallery di Londra, ho avuto l’opportunità di seguire un workshop con una deliziosa ricamatrice di Lesage che nel breve spazio di un’ora ci rivelò qualche segreto del suo mestiere, facendoci decorare con piccoli cristalli un elemento di ottone, che poi ci fu consegnato in un’elegantissima scatola.

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Ecco, se la moda in generale e l’haute couture in particolare servono a creare non solo abiti belli ma anche emozioni, Karl Lagerfeld non sarà dimenticato.

 

A Royal Calendar – 23 gennaio 1957

caroline1990Le cronache dell’epoca raccontarono che quando il padre pazzo di felicità vide la sua bellissima bambina le bagnò le piccole labbra con dello champagne per festeggiare il suo arrivo. Quel mercoledì di gennaio nel Principato la più bella delle principesse aveva appena dato alla luce il necessario erede  – anche se sarebbe stato meglio un maschio, che infatti arrivò puntuale 14 mesi dopo  – e il mondo si innamorò all’istante di quella deliziosa creatura, Caroline Louise Marguerite.caroline bambinaUna vita sempre sotto i riflettori – che era quello che serviva al Principato – migliaia, forse milioni di fotografie che l’hanno mostrata bambina paffutella e imbronciata, famille grimaldibellezza in fiore, giovane moglie tradita, stravolta dietro il feretro della madre, ancora felice poi disperata e sola coi suoi bambini, perfino calva, e poi faticosamente di nuovo serena. caroline vilasCorteggiatori improbabili come il Principe di Galles, e amori ancori ancora più improbabili, tipo il tennista Guillermo Vilas con cui fuggì due settimane in Polinesia dopo la brusca fine del primo matrimonio (qui il post A Royal Calendar – 28/29 giugno 1978 ). I matrimoni saranno tre; quello con Stefano Casiraghi era il grande amore e sembrava le avrebbe donato l’eterna felicità, invece come si sa durò meno di sette anni e finì in tragedia ( A Royal Calendar – 29 dicembre 1983 ). caroline ernst weddingIl terzo, di cui oggi è il ventesimo anniversario, l’ha resa Sua Altezza Reale la Principessa di Hannover ma si è consumato come una candela. Oggi è la matriarca di un clan che comprende quattro figli e sette nipoti – uno più bello dell’altro- non ha mai smesso di fumare, mostra le sue rughe con classe distaccata, partecipa agli eventi del Principato sempre chic, con la grazia e quel senso del dovere imparato da mamma Grace, con la profonda consapevolezza della propria essenza e del proprio ruolo.Monaco National Day 2018

A Royal Calendar – 29 dicembre 1983

Caroline de Monaco sposa Stefano Casiraghi. caroline casiraghi nozze 3 È un matrimonio riparatore – la principessa è incinta di Andrea che nascerà a giugno – ma nel Principato ancora intristito dalla scomparsa di Grace l’anno precedente questo evento felice riporta il sorriso su molti visi, a partire da quello del sovrano. Nozze col solo rito civile causa precedente divorzio della sposa, che anche stavolta ha scelto Dior: un semplice abito di seta champagne con un nastro della stessa seta tra i capelli.

Caroline sta per compiere 27 anni, è la più bella principessa della sua generazione – e pure di qualche altra – ha ereditato la splendente bellezza della madre scaldandola con  una passionalità mediterranea che l’ha resa famosa; ha una laurea in Filosofia alla Sorbona e alle spalle il breve matrimonio con Philippe Junot, finito dopo due anni o poco più ( A Royal Calendar – 28/29 giugno 1978 ). caroline casiraghi paris dakarStefano di anni ne ha 23, e viene dalla operosa borghesia lombarda; non ha completato gli studi alla Bocconi, ma muove già i primi passi nel mondo imprenditoriale (il matrimonio principesco darà la svolta decisiva alla sua carriera, ma gli procurerà anche il soprannome di Carolino). Nascono tre bambini biondi e splendidi: due anni dopo Andrea (chiamato così in ricordo di un amico del padre morto tragicamente) arriva Charlotte, e l’anno seguente Pierre. Insieme sono bellissimi, innamoratissimi, sportivissimi – partecipano pure a una Paris-Dakar – spudoratamente felici, una vera coppia da copertina. E i giornali impazziscono per loro, più ricchi di charme e glamour dell’altra coppia reale simbolo degli anni ’80, i Principi di Galles. Non c’e rivista che esca senza almeno una loro foto caroline casiraghi da soli
Photo datÈe du 07 septembre 1987 de la p o in famiglia

al mare e in montagna caroline casiraghi cucina informali nella cucina di casa caroline casiraghi gala o splendidi in abito di gala.

È la felicità, quella sensazione totale e assoluta che solo il grande amore può dare.

Poi arriva il 3 ottobre del 1990. È un mercoledì, Caroline è a Parigi, Stefano ha da poco compiuto trent’anni, ed impegnato nel Campionato Offshore di cui detiene il titolo mondiale. Saluta i genitori Giancarlo e Fernanda al porto del Principato e parte a bordo del suo catamarano Pinot di Pinot. Spinge al massimo, forse raggiunge addirittura i 180, ma il mare è agitato, il cielo scuro, l’aria densa di scirocco. La barca impatta contro un’onda e si impenna, poi si rovescia e scompare alla vista col pilota ancora a bordo. Chi stava guardando la gara – io ero tra quelli – capisce subito. Quando qualche minuto dopo riemerge il corpo lo sa già, che Stefano è morto. Caroline invece non lo sa ancora, è dal parrucchiere dove la raggiunge la telefonata del padre.

Quel giorno di trentacinque anni fa, alla notizia di quelle nozze inattese, qualcuno si chiese quanto sarebbe durata. Durerà quasi sette anni, tutto il tempo che a lui resta da vivere.

Royal chic shock e boh

Settimana ricca di eventi royal, siete pronti? Si comincia!

Monaco monaco gala festa 2018 Lunedì 19 novembre il Principato di Monaco ha celebrato la sua festa nazionale. Della cerimonia mattutina, nel cortile del Palazzo del Principe e poi in cattedrale abbiamo già parlato ( Monaco, Fête Nationale ); i festeggiamenti sono continuati in serata, al Grimaldi Forum, dove la Famille Princière ha assistito nalla Salle des Princes all’opera Samson et Dalila di Camille Saint Saëns. Dall’espressione del viso evidentemente la principessa Charlène non vede di assistere allo spettacolo, forte del fatto che la fida maison Akris stavolta l’ha vestita veramente da regina di cuori. Quella delle carte francesi naturalmente, d’altronde il principato non deve gran parte delle sue fortune al BlackJack? shock. Caroline in rosso Stella McCartney (se vi ricorda qualcosa leggete oltre) con guanti bianchi in perfetto pendant con la fascia dell’ordine di San Carlo. chic. In beige rosato firmato Armani Privé Beatrice, peccato che il colore sia lo stesso dell’abito delle figuranti. chic, ma moderazione col beige sennò, come dice un’amica mia, diventi un Plasmon.

Se la mise di Caroline vi ha ricordato qualcosa, ecco cos’era. Stesso abito, simile silouhette; nonostante i quindici anni di differenza che ci sono – e si vedono – io preferisco Caroline, dotata di uno chic naturale che Letizia non ha. E non ho neanche citato le scarpe: sandali neri Louboutin per l’una, peeptoe rosse in faille col solito plateau (del solito Magrit) per l’altra.

Belgio

Macron-Mathilde-2

(Ph. Palais Royal)

Avevamo lasciato i sovrani ricevere i Macron in visita, con Mathilde penalizzata da un Dior rosso che le allargava i fianchi a dismisura e Brigitte in grigio, grintosa e chic ( La foto del giorno – 19 novembre ). Alla serata di gala la regina si è presa la rivincita con un sontuoso abito in velluto bordeaux con splendida scollatura (Giorgio Armani Privé), non mi piace granché la fascia scesa oltre la spalla ma non si può avere tutto, e in fin dei conti quella è la Légion d’honneur, parbleu! La tiara si vede poco ma c’è: è il bandeau delle Nine Provinces. chic. Brigitte ripropone un modello simile a uno bianco già indossato precedentemente, che continua a non piacermi. Lei è un po’ sproporzionata: corpo molto sottile e privo di curve, testa (o pettinatura) più abbondante, e questi abiti così rigorosi e punitivi accentuano tali caratteristiche. E confesso, da lontano quelle paillettes color platino/argento/piombo o quello che è sul nero mi danno un po’ l’idea di un paramento funerario. Insomma, boh. Menzione di disonore senza appello per Monsieur le Président, che indossa un orrendo frac con giacca da tight; che sia un gesto politico, la protesta dei sarti Francia? shock.

Regno Unito

Data l’aria che tira mi sottraggo alla sfida del bordeaux, colore indossato da entrambe le duchesse cognate perché Meghan questa settimana ha offerto uno spunto ulteriore. È arrivata al London Palladium, storico teatro del West End, per la Royal Variety Performance con una gonna così lunga che deve aver raccattato acqua da ogni pozzanghera, completata da un bustier che imbusta ciò che al momento sarebbe meglio non imbustare (ma l’importante è che sia a suo agio), con l’aggiunta di spalline più cinturina che danno al tutto l’aspetto di un grembiule da barbecue. Va bene che ama cucinare, ma così è troppo! shock. Catherine invece giovedì è andata in visita  un laboratorio di neuroscienze con un tailleurino dalla gonna troppo corta, troppo danzante, troppo girlie. Non che le stia male, ma trovo che l’abbinamento col nero sia intristente, e le décolletées con la mini no dai, non si portano più da quarant’anni! boh.

Olanda

Maxima-Singapore day 1

(Ph. Getty Images)

Giovedì Máxima ha accolto la Presidente di Singapore Halimah Yacob, accompagnata dal marito: colore splendido, ma look pasticciatissimo a causa dello sciarpone sciattamente annodato al collo e sopratutto quell’abito di chiffon che svolazza istericamente sotto il cappotto (ma non faceva freddo?). Quasi meglio il paraorecchie. shock.

Le cose sono cambiate parecchio la sera, al gala dinner; abito monospalla di Claes Iversen (il cinturone non vi ricorda per caso il pardessus indossato a Londra?) il cui profondo color magenta è illuminato da parte della Ruby Peacock Parure: c’è la tiara naturalmente (pensate che il pavone si stacca e può essere indossato come aigrette), e anche la grande broche; manca invece il collier, però ci sono gli orecchini di un’altra importantissima parure olandese: la Mellerio Ruby. Ma quanto stanno bene i rubini sul rosso? chic.

Maxima-Singapore Rutte

(Ph. ANP)

Il giorno seguente ricevimento dal Primo Ministro Rutte e commiato dagli ospiti. Doveva essere un impegno relativamente informale, se Máxima si è presentata in tuta, pur firmata Etro. Lei ha sicuramente l’altezza per indossare una cosa del genere, ma è fondamentale conoscere la tappezzeria della sala, pena passare dalla fantasia etnica al camouflage. boh. (Voi però ora prendete la scusa che la porta pure la regina d’Olanda, e non scendete col cane in tuta. La tuta di felpa è off limits, sempre, a meno che non dobbiate svuotare la soffitta).

Monaco, Fête Nationale

Oggi Festa Nazionale nel Principato di Monaco, con la Famille Princière schieratamonaco 2018 il Te Deum in Cattedrale monaco 2018 cattedrale  e una nidiata di bambini, quasi tutti nipotini di Caroline, a rallegrare la giornata.  Monaco 2018 bambini

Charlène monaco 2018 charlene Pietrificata la Princesse Charlène, in una delle sue mise più incomprensibili firmata Akris, I presume. Anche tralasciando gli stivaloni di camoscio con punta imbarcata restano il vestitone nero (notare le maniche a punta che scendono sul polso) con arricciatura zigzag e il giaccone oversize in panno double. Il cappello, dalla classica forma a pagoda schiacciata in voga negli anni ’50, avrebbe richiesto tutt’altro outfit. E Charlène pure.

Caroline monaco 2018 caroline  In Chanel d’ordinanza con un completo robe + pardessus dall’orlo perfetto, nel più classico dei tweed. Se invece del borsalino avesse scelto uno di quei cappelli rigidi modello gondoliere sarebbe sembrata Mademoiselle Coco in persona.

Stéphanie monaco 2018 stephanie Vestita da ragazza la ribelle di casa, che non porta un cappello da secoli, e avrà pure un viso segnato, ma indossa un cappottino rosso doppiopetto che in poche potrebbero permettersi alla sua età (53 anni), e pure prima. A me la principessa piace, porta con naturalezza i segni di una vita turbolenta con cui sta facendo pace.

Beatrice monaco 2018 beatriceSe c’è qualcuno della famiglia Grimaldi che studia da Grace, è senza dubbio lei. Cappotto di cammello con profili di velluto Armani Privé, fascinator in tinta e occhiali da diva. Elegante sì, entusiasmante no.

Girls&Shoes monaco 2018 scarpe Tatiana Santo Domingo in Casiraghi, miliardaria colombiana e fashionista (giuro) in queste occasioni è spesso vestita da Marion Cunningham, la mater familias di  Happy Days. Oggi ha un cappotto redingote blu, una piccola acconciatura sui capelli sciolti e delle scarpine con cinturino alla caviglia, letali e non solo per scomodità. Le fa da contraltare Pauline Ducruet, figlia di Stéphanie e fashionista pure lei, che risponde con stivali bassi di vernice grigia che sembrano un paio di wellies da pioggia, temerariamente abbinati a un paio di guanti da guida. Chissà dove ha parcheggiato.

I bambini

Monaco 2018 gemelli

Deliziosi i gemellini della coppia sovrana, Jacques e Gabriella, che compiranno quattro anni il prossimo 10 dicembre. Lui è tutto sua madre, mentre lei più passa il tempo più rivela i geni Grimaldi-Kelly e penso che crescendo ci farà qualche bella sorpresa.

Concludiamo in bellezza; questa meraviglia col cappottino dal colletto di velluto che abbiamo portato tutti da piccoli è il primo figlio della coppia Pierre-Beatrice, ha poco meno di due anni e si chiama come il nonno che non ha mai conosciuto, Stefano Casiraghi. E anche qui buon sangue non mente.monaco 2018 stefano