Queen Rania, fifty&fabulous (parte prima)

Quando viene alla luce, Rania Al-Yassin probabilmente è la principessina di casa, ma nessuno immagina un futuro regale per quella che a tutti gli effetti è una migrante. Suo padre è medico, la sua famiglia, palestinese, è originaria di Tulkarem in Cisgiordania, ma si trasferisce in Kuwait, dove Rania nasce il 31 agosto 1970.

La futura regina studia alla New English School, poi frequenta l’Università Americana del Cairo; dopo la laurea in Business Administration inizia a lavorare alla Citibank, poi passa alla Apple. In Giordania, paese nel quale la sua famiglia si è trasferita in seguito alla Guerra del Golfo. L’incontro col destino avviene una sera dell’agosto 1992, nel corso di una cena. La padrona di casa è Aisha, seconda delle sette figlie di Re Husayn, e tra gli ospiti c’è anche suo fratello maggiore, Abdullah, che manco a dirlo resta incantato da quella ventiduenne bella, intelligente e determinata.

Lui di anni ne ha trenta, è il primo dei cinque figli maschi del re ma non è l’erede al trono; è un ufficiale del regio esercito, ed è appena rientrato da una missione di due mesi nel deserto (la successione giordana ha regole piuttosto elastiche, e nel 1965 considerando la delicata situazione politica il Re al posto del figlio designa a succedergli il fratello Hassan). Per Abdullah è amore a prima vista, come racconta lui stesso nel suo libro Our Last Chance. Iniziano le telefonate, cui lei non risponde, e quando si trovano a parlare gli piega di aver sentito un po’ di chiacchiere sul suo conto. Lui la prega di non credere a tutto, poi chiede a un amico comune di intercedere; neanche questa mossa ha successo, ma l’amico rivela all’innamorato che anche la sua bella ha un punto debole: la cioccolata. Ed è così che davanti a una scatola di cioccolatini belgi Rania cede, e accetta un invito; è il novembre 1992, e Abdullah la sorprende cucinando lui stesso. I due passano sempre più tempo insieme; il 30 gennaio lui compie 31 anni e festeggia con una cena, Rania si ritrova seduta accanto al Re in persona, che resta a sua volta molto colpito da quella ragazza bella e intelligente. La notte stessa telefona al figlio: «quando vuoi che vada a parlare con i suoi genitori?» gli chiede.

La proposta di matrimonio non è proprio romanticissima, almeno per Lady Violet: Abdullah porta Rania a Tal Al-Rumman, un’altura nei dintorni della capitale Amman; sorridendo le dice che la loro relazione è diventata seria, e sposarsi sarebbe una buona idea. Lei non risponde; evidentemente anche in Giordania vale la regola del silenzio assenso, così si programma la visita ai genitori dopo due settimane.

Secondo l’uso al padre dell’aspirante sposo viene offerta una tazza di caffè, che egli però non beve finché la proposta non viene accettata; nel caso di un rifiuto il caffè resta intonso nella tazza. Sembra che la famiglia della futura sposa non conoscesse le ragioni della visita reale; immaginatevi l’ansia della padrona di casa, che prima si ritrova il sovrano in salotto, poi nota che quello non sta accettando ciò che gli viene offerto, un incubo! Alla fine la proposta è accettata, e il caffè bevuto.

Le nozze vengono celebrate ad Amman il 10 giugno 1993; la sposa indossa un abito dello stilista britannico Bruce Oldfield: un voluminoso pardessous a mezze maniche con collo montante, da cui parte lo strascico, sopra un abito (o dei pantaloni); realizzato in lucente seta avorio con ricami in oro, ispirati da un abito siriano esposto al Victoria&Albert Museum. Tra modello tessuto e ornamenti l’effetto finale è di grande pesantezza, che non esalta una sposa così giovane e graziosa.

Peggio mi sento col velo, che non è fermato da una tiara ma da un bandeau uguale al vestito, arpionato all’alto chignon che francamente avrei evitato data la differenza d’altezza tra i due. Una cofana che incredibilmente lievita ancora per il ricevimento nuziale, in abbinamento a un abito simile al precedente. Resta l’interrogativo se Rania avrebbe fatto le stesse scelte sapendo di sposare non un semplice principe, ma il futuro re.

La coppia va a vivere in un appartamento nei sobborghi di Amman, dono del sovrano, e conduce una vita piuttosto semplice. Nascono due figli, Hussein nel 1994 e Iman due anni dopo, ma i colpi i scena non sono finiti.

Re Hussein ha un linfoma non-Hodgkin che controlla con cicli di terapia negli USA: il sovrano ha 63 anni, quando diventa evidente che la malattia ha fatto il suo corso e lui ha i giorni contati. Dopo sei mesi passati alla Mayo Clinic in Minnesota rientra ad Amman per morire in patria; ricordo che su ogni Paese sorvolato dal suo aereo si alzavano a scortarlo due caccia, ideale staffetta in onore del monarca morente. Prima del rientro, nomina il figlio maggiore suo successore, al posto del fratello Hassan, di cui non apprezza (eufemismo) il modo in cui ha gestito la reggenza in sua assenza; è il 24 gennaio 1999.

Re Hussein muore il 7 febbraio, Abdullah è il nuovo sovrano; Rania, a 28 anni, è la regina più giovane del mondo.

Le foto del giorno – Bye bye estate!

Siamo abituati alle famiglie reali che si fanno ritrarre per augurare buone vacanze, invece questa volta i principi ereditari di Danimarca con i quattro figli hanno voluto salutare la fine dell’estate.

Sarà che Lady Violet detesta il caldo e ama l’autunno, sarà che le fotografie sono veramente belle, sarebbe stato un peccato non proporvele. E se voi siete tra quelli che amano le alte temperature e quel senso di libertà tipicamente estivo non ve la prendete, ché come ha insegnato il Buddha la prima legge della terra è l’impermanenza.

Ciò che invece sembra permanere è il senso dello stile di Mary, per me la più interessante delle consorti reali europee. Delle sue “colleghe” e coetanee – Máxima, Letizia, Mathilde – è l’unica a non essersi seduta ancora sul trono e, nonostante giri qualche voce anche sul suo matrimonio e sui caratteri degli sposi, l’immagine è sempre impeccabile. In più è una che lavora molto, cosa che non si può dare mai per scontata.

I suoi ragazzi sembrano piuttosto affiatati (anche se la madre è stata spesso accusata di avere una predilezione per i maschi); Christian compirà 15 anni a ottobre, è molto cresciuto ed in una interessante fase tricologica che lo porta spesso a sperimentare con la chioma. Il fratello Vincent di anni ne ha nove, ed è sempre stato il più bello dei quattro; speriamo che crescendo mantenga le promesse!

Isabella è da poco una teenager ed era molto legata al nonno Henrik; negli anni è stata un po’ – un po’ troppo – bersagliata da certa stampa, che l’ha considerata il brutto anatroccolo di famiglia e ne ha scrutato i rapporti con la madre (quando si imparerà a lasciare stare i ragazzini sarà sempre troppo tardi). Lady Violet ha sempre avuto un debole per lei trovandola simpatica e dolce, oltre che molto graziosa. Deve aver anche una bella dose di pazienza, visto come riesce a controllare la sorellina Josephine, gemella di Vincent, che sembra dotata di un certo caratterino.

Arrivederci estate, e speriamo che l’autunno non tardi troppo.

(Ph. Franne Voigt)

Le foto del giorno – Vive le Tour!

Ieri è partito il Tour de France, che si concluderà il 20 settembre, come da tradizione, sui parigino Champs Élysées.

L’edizione 2020 ha preso l’avvio da Nizza, avendo come padrini i Principi di Monaco, mascherati come d’ordinanza. Lui rassicurante, in blazer blu e pantaloni di gabardine beige – un must negli anni ’70 – lei aggressiva, una Barbie Tour in jeans bianchi, tshirt monospalla decollante, stiletto assassino e chiodo in pelle Philipp Plain. Giallo, ça va sans dire.

Più il coup de théâtre di un nuovo taglio di capelli: un bob con frangetta corta, simpatico ma non particolarmente adatto alla non abbondantissima capigliatura della Princesse, che finisce col sembrare un po’ uno di quei tagli d’emergenza dopo che il pupo ti ha impiastricciato i capelli col pongo.

L’effetto straniante è aumentato dalla mascherina illustrata, recante la scritta why so serious? Cara, cosa vuoi che ti dica?

In compenso le Loro Altezze Serenissime sono apparse sorridenti, affiatate e anche divertite; sicuramente lo sport è una passione che hanno in comune, e insieme all’amore per i figli credo sia il loro legame più forte. E in fondo va bene così.

Le foto del giorno – Anniversari, anniversari

La fine di agosto è densa di date importanti alla Corte norvegese.

(Ph. Lise Åserud, NTB scanpix)

Il 20 è il compleanno della futura regina consorte Mette-Marit, qui nella foto diffusa per l’occasione; per lei quest’anno sono 47, come per il marito Haakon Magnus che li compie un mese prima. I due hanno festeggiato 19 anni di matrimonio il 25, mentre per la coppia sovrana oggi sono ben 52.

(Ph. Vidar Ruud, NTB scanpix)

Il Principe Ereditario in questi giorni è impegnato nella celebrazione di un anniversario importante non solo per la famiglia reale, ma per il Paese tutto. A 75 anni dalla liberazione il futuro re ha ripercorso Flyktningeruta, la via dei rifugiati che da Oslo porta alla Svezia. La Norvegia, pur neutrale, fu invasa da Hitler il 9 aprile 1940; Re Haakon VII e il figlio Olav – nonno e padre dell’attuale sovrano – riuscirono a raggiungere Londra, istituirono un governo in esilio col quale il re guidò la resistenza.

L’erede al trono ha ripercorso il tragitto compiuto da tanti connazionali che trovarono la salvezza nella vicina Svezia, incontrando nel percorso tanti testimoni e tante storie di quei giorni (qui trovate una ricca galleria d’immagini https://www.facebook.com/Kongehuset).

Quanto a sua madre Sonja, oggi ce la immaginiamo a festeggiare in famiglia, mentre ieri ha inaugurato una mostra dei suoi lavori artistici. Chic ome poche in total white interrotto solo dalla collana a boule di legno rosso scuro, scortata dal sempre charmant Magne Furholmen, uno dei tre componenti della leggendaria band norvegese a-ha (si scrive così, minuscolo, Lady Violet è una superfan), non solo musicista ma artista a tutto tondo che spesso collabora con la sovrana.

Affascinante, elegante, intelligente e colta Sonja sebbene nata borghese è una perfetta regina consorte, un ruolo che si è guadagnata giorno per giorno. La sua liaison con Harald fu assai contrastata ma coronata dall’happy ending; trovate qui la bella storia di questo grande amore:

Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte prima)

Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte seconda)

La foto del giorno – E fu il divorzio

Agosto corre verso la sua fine, e probabilmente a molti torna alla mente la scomparsa di Diana, The Princess of Wales. Lady Violet quest’anno non la ricorderà, dando la precedenza a un’importante compleanno; lo fa oggi, che è comunque una data centrale in quella sua storia.

(Ph. Getty Images)

Il 28 agosto 1996 il divorzio tra i Principi di Galles diventa effettivo; lei perde il diritto ad essere considerata un’altezza reale, e a far precedere il suo nome dalla sigla HRH, ma guadagna una grossa somma di denaro (non si sa per certo naturalmente, ma si parla di 17,5 milioni di sterline più 400.000 di mantenimento all’anno) e il diritto di continuare a vivere nell’appartamento 7 nel “condominio reale” di Kensington Palace. Lui ci rimette praticamente tutto il patrimonio cash, ma recupera un po’ il controllo sulla sua vita. La coppia è separata dal 1992, eppure il divorzio non è affatto scontato; a far precipitare la situazione è proprio quello dei due che non lo vuole. Il 20 novembre 1995 quasi 23 milioni di Britannici seduti sui loro sofà dopo cena seguono la principessa raccontare con abbondanza di non richiesti dettagli la sua verità a Martin Bashir, che la intervista per il programma Panorama della BBC. Una mossa improvvida, che ha due conseguenze gravi. Il figlio tredicenne William che studia a Eton per la vergogna è costretto a rifugiarsi a casa del preside; mentre la Regina prende carta e penna e scrive alla nuora un messaggio di questo tono: “Mi sono consultata con l’Arcivescovo di Canterbury e il Primo Ministro, e naturalmente con Charles, e abbiamo deciso che la migliore strada per te sia il divorzio”. All’ordine perentorio Diana reagisce male – la forma avrebbe indispettito chiunque, temo – ma va detto che quel matrimonio ha un peso per il Paese che un sovrano non può ignorare, e va ricordato che nel corso dell’intervista la principessa fa anche dichiarazioni sulla monarchia che avrebbe un disperato bisogno di rinnovamento, che difficilmente possono essere accettate, e infatti non lo sono. Il resto è storia nota.

Il 1 luglio del prossimo anno Diana avrebbe compiuto sessant’anni, e per celebrare l’occasione è di oggi la notizia che una statua che la raffigura sarà eretta nel Sunken Garden di Kensington Palace, dove Harry e Meghan hanno annunciato il fidanzamento. L’opera è stata commissionata tre anni fa da William e Harry a Ian Rank-Broadley, autore del ritratto della Regina che compare sulle monete, e speriamo sia meglio delle altre statue della principessa in circolazione, solitamente di rara bruttezza, che non le rendono giustizia per niente. Per ora non si sa di più, ma mi piace pensare a una festa in giardino con tutti i nipotini che lei non ha ma conosciuto. George, Charlotte, Louis. E Archie.

Uno degli aspetti più affascinanti di Diana è secondo Lady Violet l’evoluzione del suo stile, analizzati in questi post:

Style file: Diana Principessa di Galles (prima parte)

Style file: Diana Principessa di Galles (seconda parte)

Style file: Diana Principessa di Galles (terza parte)

Le foto del giorno – Le tre sorelle

No, non parliamo di Ol’ga Maša e Irina, le protagoniste del dramma di Čechov, ma di Catharina-Amalia, Alexia e Ariane, le tre figlie adolescenti dei sovrani olandesi, di cui oggi sono stati diffusi i nuovi ritratti.

(Ph: RVD – Martijn Beekman)

L’erede al trono, la Prinses van Oranje, succederà al padre sul trono; nel frattempo ha raggiunto e superato la madre in altezza, e svetta oltre il metro e ottanta. Il prossimo 7 dicembre compirà 17 anni, e dunque penso che la vedremo sempre più spesso. A me piace molto, trovo abbia un viso davvero interessante: delle tre è naturalmente quella più esposta alla pressione per il suo ruolo, ma negli ancora rari video di famiglia ho avuto l’impressione di una giovane donna natura e disinvolta. Vive con genitori e sorelle nel palazzo Huis ten Bosch a L’Aia, e frequenta il Christelijk Gymnasium Sorghvliet. Ama andare a cavallo, l’hockey e il pianoforte.

(Ph: RVD – Martijn Beekman)

Alexia è la secondogenita e la seconda anche in linea di successione, ha quindici anni e sembra determinata a diventare la star di famiglia; che soffra un po’ della sindrome del figlio di mezzo? Volendo evitare la psicoanalisi da salotto – nel caso di Lady Violet, da sofà – tralascerei ogni interpretazione che non sia ciò che raccontano le foto: una graziosissima fanciulla che sta per sbocciare ma come spesso accade a quell’età si vede già grande, evidentemente affascinata dalla moda e dal glamour. La principessa frequenta la stessa scuola della sorella maggiore, e secondo il sito della Casa Real ha anche gli stessi hobby, il che presenta innegabili aspetti di praticità.

(Ph: RVD – Martijn Beekman)

Ariane è la piccola di casa, ha tredici anni e può lasciare alle sorelle maggiori l’incombenza di essere la più brava o la più bella, perciò sorride beata rivelando quello che è un vero must per ogni tredicenne del mondo occidentale: l’apparecchio per i denti. Non solo frequenta anche lei la stessa scuola delle sorelle, ma ha anche gli stessi hobby, cui fortunatamente aggiunge il disegno, il che allontana l’ipotesi di una scarsa fantasia dei genitori, o di una certa pigrizia dei compilatori del sito.

Se queste fotografie hanno un che di familiare la ragione è presto detta: sono state fatte a luglio, durante la tradizionale seduta fotografica con cui la famiglia reale olandese si congeda prima delle vacanze estive. Infatti Catharina-Amalia indossa il camicione azzurro di Self-Portrait e Ariane quello bianco di Maje visti in quella occasione (Royal chic shock e boh). Alexia invece si è cambiata, come conviene a una it girl, sostituendo una mise più formale a quella casual firmata Tommy Hilfinger.

A Royal Calendar – 21 agosto 1930

Se avesse ereditato anche lei la forte fibra materna, oggi la Principessa Margaret compirebbe 90 anni. Invece una salute fragile, probabilmente compromessa da uno stile di vita non propriamente sano, l’ha portata alla tomba nello stesso anno della madre, e con sette settimane di anticipo.

Margaret Rose – che il padre chiamava “la mia gioia” mentre la sorella maggiore Elizabeth era “il mio orgoglio” – nasce il 21 agosto 1930 a Glamis Castle, prima royal baby dopo più di 300 anni a venire alla luce in Scozia. Il maniero è dal 1372 residenza dei Conti di Strathmore and Kinghorne, il casato cui appartiene la madre della piccola, Elizabeth Bowes-Lyon, all’epoca Duchessa di York. Sorge a nord di Dundee, e secondo la tradizione avrebbe ispirato a Shakespeare il celeberrimo Dramma Scozzese. Alcune fonti citano il fatto che la sua nascita fu registrata nel registro parrocchiale con qualche ritardo, per evitare che le fosse assegnato il numero 13, la scaramanzia che non ti aspetti!

Alla nascita è quarta nella linea di successione dopo lo zio David, il padre e la sorella maggiore; i genitori avrebbero voluto chiamarla Ann, ma il nonno George V impone il nome di Margaret, che in famiglia per tutti diventa Margot. Nel giro di sei anni cambia tutto e la principessa diventa seconda dopo Elizabeth, the heir and the spare; con la sorella avrà un rapporto spesso conflittuale, sempre molto stretto.

Piccolina e graziosa, a diciassette anni è damigella d’onore alle nozze di Elizabeth e Philip, in un abito del sarto preferito dalle royal ladies, Norman Hartnell, che la veste anche per i primi ritratti ufficiali. A ventun anni però Margaret sceglie Dior, un abito splendido, protagonista della mostra Dior Designer of Dreams, al Victoria & Albert Museum, versione British della mostra organizzata a Parigi per i 70 anni dal New Look (Lady Violet ha avuto la fortuna di vederle entrambe).

La principessa intanto si è innamorata; lui è Peter Townsend, colonnello della RAF, eroe della Battle of Britain e scudiero del Re. Peter ha sedici anni più di lei, e soprattutto è già sposato e ha due figli. All’inizio non lo sa nessuno, poi qualche voce inizia a girare, presto eclissata da altre più gravi notizie: il 6 febbraio 1952 George VI muore, e la figlia Elizabeth gli succede sul trono. Arriva il giorno dell’incoronazione, il 2 giugno 1953, e qui succede qualcosa di clamoroso. Margaret viene vista togliere un pelucco dall’uniforme di Peter, che nel frattempo ha divorziato; un gesto così intimo è la prova di un’affettuosa consuetudine.

È una love story che incanta tutte le ragazze degli anni ’50, ma finisce male: secondo il Royal Marriages Act del 1772, che regola il matrimonio dei membri della Royal Family, le nozze devono essere autorizzate dalla sovrana. Che è giovane e all’inizio del suo regno, e non se la sente di avallare una unione non accettata dalla Chiesa Anglicana, di cui è il capo. Si decide di aspettare che Margaret compia i 25 anni; a quell’età il consenso regale non è più necessario e potrà decidere autonomamente. Alla fine la principessa rinuncia. Per senso di responsabilità, o per non perdere i suoi privilegi; probabilmente per entrambe le ragioni. Townsend è già stato spedito all’ambasciata di Bruxelles, Margaret resta a Londra dove diventa la regina della jeunesse dorée.

Incontra Tony Armstrong-Jones, un fotografo con poche gocce di sangue blu, belloccio affascinante e assai creativo (sarà lui a organizzare la cerimonia che incoronò Charles Principe di Galles). Decide di sposarlo quando Townsend le scrive annunciandole le sue nozze con una giovanissima fanciulla belga. Quello tra Margaret e Tony – creato nel frattempo Conte di Snowdon – è il primo royal wedding ripreso dalle telecamere della BBC; se duemila ospiti affollano Westminster Abbey, 300 millioni si godono lo spettacolo da casa.

La sposa arriva al braccio del cognato Philip, con un abito d Norman Hatnell, sontuoso nella linea ma sobrio nella decorazione. Se l’abito è semplice, la tiara è davvero sfarzosa: sulla testa di Margaret brilla la favolosa Poltimore. Creata da Garrand negli anni 70 dell’ottocento per Florence, moglie del Barone Poltimore, smontabile in modo da ottenere un collier e 11 spille, la tiara ha ornato varie teste prima di finire all’asta nel 1959. Qui è stata acquistata dalla principessa – o dalla Regina, o dalla Regina Madre, come di dono di nozze – che l’ha indossata molto spesso su complesse acconciatura in grado di donare svariati centimetri al suo modesto metro e 55. Principessa e tiara sono protagoniste di una delle fotografie più iconiche dell’epoca: Margaret a mollo nella vasca da bagno, con addosso solo la Poltimore. In una foto scattata da Tony, of course.

Nascono due figli, David nel 1961 e Sarah nel 1964; il matrimonio va avanti tra alti e bassi – soprattutto bassi – costellato di eccentricità, bevute, tradimenti, la probabile bisessualità di lui; nel 1976 arriva la separazione e nel 1978 il divorzio. Margaret inteccia una relazione con il biondo e capelluto Roddy Llewellyn, e questa volta è lui ad essere più giovane, di 17 anni.

Come spesso accade alle signore agée che frequentano giovanotti col ciuffo lui a un certo punto si innamora di una coetanea e la sposa. Lei intensifica le stranezze, i capricci, e una serie di comportamenti poco educati e per niente regali. I problemi di salute si aggravano, il viso è gonfio, i piedi infilati in sandali ortopedici sempre più simili a ciabatte; resta lo sguardo impertinente dei begli occhi azzurri.

Il 6 settembre 1997 è un giorno rimasto nella memoria collettiva; Londra e il Regno Unito si fermano per i funerali di Diana. La Royal Family è schierata davanti i cancelli di Buckingham Palace, lo stendardo reale è a mezz’asta. Al passaggio del feretro la Regina, e altri con lei, chinano il capo. Margaret no, un gesto né regale né pietoso. Certo, le cronache parlano di un rapporto tra le due che si è andato deteriorando fino al collasso dopo l’improvvida intervista televisiva della Principessa di Galles che Margaret aveva condannato duramente, considerandolo un comportamento non adatto a una reale (materia su cui pare desse spesso molti consigli). Sfortunatamente non lo fu neanche il suo, in un momento in cui era richiesto ben altro che una ripicca personale.

La fine è una lunga agonia: due ictus che la lasciano cieca a un occhio e semiparalizzata. Il 9 febbraio 2002 la morte.

Essendo una ragazza degli anni ’60 ho molti ricordi diretti della vita di Margaret, regina dei rotocalchi spesso suo malgrado. Mi ha sempre dato l’idea di una figura tragica, come se davvero la nascita nel castello di Macbeth l’avesse segnata con una maledizione.

Le foto del giorno – An Italian honeymoon

Chi sperava che gli sposi Beatrice e Edo passassero qualche giorno della loro giustamente segreta luna di miele in Italia è stato accontentato: uno scoop mondiale del settimanale Chi oggi in edicola ce li mostra a mollo nell’azzurro mare d’agosto.

I signori Mapelli Mozzi hanno trascorso quattro giorni sulla costiera, alloggiando al Santa Caterina di Amalfi, hotel di charme leggendario. Con loro anche il piccolo Wolfie, il pupo quattenne che Edo ha avuto da una precedente relazione, che al matrimonio paterno ha avuto l’importante ruolo di best man.

Se siete in zona e sperate di incontrarli non vi affrettate: sono già ripartiti per una destinazione sconosciuta. Forse di nuovo il sud della Francia, dove la luna di miele era iniziata, forse qualche meta esotica. Di sicuro resta il loro amore per l’Italia; ricorderete che l’anno scorso Edo chiese in moglie Bea durante una vacanza a Positano, e le foto per annunciare il fidanzamento furono scattate dalla di lei sorella, Eugenie, a Roma dov’erano tutti per il matrimonio di Misha Nonoo.

Le foto del giorno – Anne at 70

Il 15 agosto in Italia è una giornata di festa, che riunisce quella romana detta Feriae Augusti – il riposo di Augusto, istituita nel 18 d.C. dall’imperatore che diede il suo nome al mese – e quella cristiana dell’Assunzione di Maria in cielo. È il culmine dell’estate, che da questo momento accelera la sua corsa dell’autunno, e come tale è diventata la festa dello sbraco magno, per cui Lady Violet non si aspetta che in questa giornata vi ricordiate di fare una sosta sul suo sofà, ma oggi non può esimersi dal ricordarvi che in terra albionica, abitualmente estranea al culto del ferragosto, oggi si celebra un importante compleanno: i settant’anni della Princess Royal, Anne. Ecco dunque le fotografie ufficiali della festeggiata, scattate nella sua residenza da John Swannell, nel febbraio scorso.

Si parte con Anne sorridente in abito da sera bianco – tre fili di perle al collo e orecchini en pendant, chiaramente ispirati allo stile materno – seduta su una poltroncina dorata, in stridente contrasto col pavimento di pietra e il tavolo fratino sullo sfondo. Bene, ora andate a riportare la poltroncina dove l’avete presa.

Verde bosco per il primo piano, illuminato da una delle spille più amate dalla principessa: un nastro in oro giallo con piccoli brillanti (secondo qualcuno in verità più simile a un serpente), vista per la prima volta appuntata sulla sua spalla nel febbraio 1969, durante la visita di Frank Borman, comandante dell’Apollo 8, a Buckingham Palace.

Il bosco c’è davvero come sfondo a un’immagine meno formale – e tutto sommato più aderente al personaggio – in campagna con pantaloni e una camicia a scacchi, piuttosto rischiosa per chiunque non abbia la struttura esile di questa sportivissima e dinamica signora.

In questi giorni la Royal Family ha diffuso moltissime fotografie della Princess Royal, ad ogni età e in ogni occasione. Questa, con Anne abbracciata al protettivo big brother Charles, è la preferita di Lady Violet, che vi rassicura: sta scrivendo un post tutto dedicato alla Princess Royal, a breve sul sofà.

Summer royal news

Iniziamo con una buona notizia: la Casa Reale danese ha pubblicato un’immagine del principe Joachim nel giardino dello Chateau de Cayx dove sta trascorrendo la convalescenza, in compagnia del fratello maggiore Frederik, che è andato a trovarlo.

Joachim, sottoposto il 25 luglio a un intervento neurochirurgico d’urgenza per un ictus, sembra un po’ provato ma in buone condizioni. Mi colpisce che non abbia i capelli rasati, per cui mi chiedo in quale area della testa fosse il versamento che ha richiesto l’intervento, ma in fondo poco importa. Impossibile non notare la semplicità della mise en place: su un bel tavolo col ripiano coperto da mattonelle una tovaglietta provenzale, due brioches in un cestino con quello che ahimé sembra proprio un tovagliolino di carta, la marmellata offerta direttamente dal barattolo. Penso che a noi cresciuti immaginando la royal life sulla base dei film di Visconti toccherà ridimensionarci un po’. E così sia.

Superando i Pirenei e raggiungendo le Baleari troviamo i reali di Spagna, arrivati lo scorso weekend a Palma de Mallorca. Come da tradizione, in agosto i sovrani trascorrono alcuni giorni nelle residenza di Marivent, ma francamente non si può definire vacanza, dato che continuano con i loro impegni quasi come sempre. La sessione fotografica di rito che aspettavamo tanto non c’è stata, in compenso la figlia minore Sofía si è fatta male al ginocchio destro, e ora gira con la stampella.

Quest’anno poi, considerando da una parte la pandemia, dall’altra il recentissimo autoesilio del Rey Emérito Juan Carlos, l’attività sembra essersi addirittura intensificata e piuttosto che rimanere chiusi a Marivent – che Letizia non ha mai amato – l’agenda è piena di visite in tutte le isole. Purtroppo non manca qualche scivolone, e non mi riferisco all’infortunata Sofía. Ieri, nel corso di una visita al centro socioeducativo Naüm, in una zona difficile e disagiata di Mallorca, una delle ragazze ospiti ha chiesto a Leonor cosa vorrebbe fare da grande. E Letizia è intervenuta immediatamente rispondendo al posto della figlia: “Lo que tiene que, no lo que quiere” (quello che deve non quello che vuole). E niente, se nasci grissino non puoi diventare macaron, nemmeno se vesti le creature low cost, e le pettini come te.

Nel mondo anglosassone invece la notizia è l’uscita (ieri) del libro Finding Freedom (in italiano il 27 agosto), la biografia fintamente non autorizzata dei Duchi di Sussex, scritta con prosa improbabile da due giornalisti amici della coppia.

Lady Violet ha avuto l’occasione di leggerne qualche breve passo, e ha l’impressione che alla fine questa operazione finirà per far perdere autorevolezza – ove ce ne fosse – e aggiungere ridicolo a questa storia. Come reagire diversamente a una frase del genere? «Meghan’s willingness to help others and her drive to excel meant she often was deemed “fake” by classmates at school who felt it was impossible for anyone to be that “perfect”» (l’inclinazione di Meghan nell’aiutare gli altri e la sua determinazione nell’eccellere spiegano come possa spesso essere stata giudicata “falsa” dai compagni di scuola, che pensavano fosse impossibile per chiunque essere così “perfetto”). Letteratura a parte, da casa Sussex arrivano due vere notizie: la duchessa, in quanto cittadina americana senza più carichi all’interno della Royal Family eserciterà il suo diritto di voto alle prossime presidenziali USA, e questa è davvero una novità. La seconda è che la famigliola ha comprato casa; una residenza da 8 milioni di sterline a Santa Barbara, nord di Los Angels, dove intendono crescere il piccolo Archie nell’agognata privacy. Nel frattempo la visita a Balmoral per far rivedere il bimbo ai parenti inglesi è saltata. Per proteggere la salute dei bisnonni nonagenari, of course.