La foto del giorno

Foto del giorno senza testo. Chi è? evening gownComplimenti alle signore che hanno indovinato! La royal lady che mostra le belle spalle è lei, alla cena di gala offerta in onore del Presidente del Perù Martín Vizcarra accompagnato dalla consorte Maribel. letizia visita presidente perùL’abito che avete tanto ammirato è il motivo per cui l’ho riconosciuta, essendo stato indossato il 28 aprile 2011 al ricevimento offerto al Mandarin Oriental Hotel da Her Majesty, la sera prima delle nozze di William e Catherine. W&K prewedding spanish royalsLo ha creato per lei il suo couturier di fiducia Felipe Varela (che diciamo la verità, non è che indovini sempre), ed è veramente splendido, uno dei più belli mai indossati da Letizia.

La tiara floreale fu donata da Francisco Franco a Sofía da parte del popolo spagnolo in occasione del matrimonio con Juan Carlos, e dopo la fine del regime è stata indossata con parsimonia finché non se ne è ricostruita la storia: fu commissionata da Alfonso XII al gioielliere britannico J.P. Collins nel 1879 come dono di nozze alla seconda moglie Maria Cristina d’Austria. Il diadema fu in seguito venduto al gioielliere madrileno Aldao, dove lo acquistò il Caudillo.

P.S. ma quanto sta bene su quel vestito la fascia viola dell’Orden al Mérito per Servicios Distinguidos della Repubblica del Perù?

Chic shock e boh – Oscar edition (parte prima)

Potevamo evitare di commentare la notte più glamour dell’anno? Domanda retorica, anche perché sarà pure Hollywood royalty, ma alla fine sempre royalty è – e ricordiamoci che qualcuna qualche decennio fa passò direttamente dagli Oscar al trono, senza neanche ripassare dal via – iniziamo dunque, con due brevi premesse. Gli abiti danno ovviamente un’impressione diversa se fermati in una fotografia o visti in movimento, che è il mio caso – sì, ho passato la notte intera a seguire la diretta – dunque alcuni miei pareri saranno da ciò influenzati. La valutazione delle mise tiene ben presente la straordinarietà dell’occasione che è per definizione eccessiva, dunque lo so che molti abiti non vi piacciono perché non li mettereste mai, ma probabilmente non vi sareste nemmeno mai vestite da scimpanzé come Miss Kim Hunter nel Pianeta delle Scimmie: that’s entertainment!

Bene, da Lady Violet Rottermeier è tutto, si va a incominciare.

VINCITORI E VINTI
oscar oliviaLa regina è lei, Olivia Colman, premiata per l’interpretazione di un’altra regina, Anne Stuart, nel film The Favourite. Mettetevi nei suoi panni: dovete partecipare ad una delle serate col più alto tasso di figaggine del pianeta, il che già vi mette un po’ a disagio, e col più alto tasso di esibizione del lusso, il che vi mette ancora più a disagio, cosa fate? Chiedete un abito a Prada. Verde scuro, linea pulita e rigorosa, il tocco Hollywoodiano affidato a uno strascico color ferro di organza ricamata che definisce le spalle e copre le braccia. Bellissimo, elegantissimo, ho trovato solo un po’ troppo ingombrante per lei il fiocco sulla schiena. Ottimi trucco e capelli, semplicemente Olivia al suo meglio. Chic oscar reginaMigliore attrice non protagonista Regina King, praticamente una regina al quadrato. L’abito bianco Oscar de la Renta, scollatissimo e scosciatissimo, evoca il glamour della Hollywood anni ’50. Purtroppo lei lo indossa male, non sa gestire lo strascico e quando si alza più che andare a ritirare il premio sembra sia andata a ritirare le lenzuola stese. Pessime le scarpe. Boh oscar 19 ruth carter costumiPer la prima volta vince l’Oscar una costumista afroamericana, Ruth Carter, per il film Black Panther. Il modello dell’abito è molto interessante, e la realizzazione sartoriale perfetta, peccato che sembri realizzato coi campioni di tessuto di un tappezziere. Boh red carpetBlack Panther porta la statuetta anche alla prima scenografa afroamericana, Hannah Beachler, in arancio con un’orgia di rouches sulla spalla sinistra che avrebbe intimidito pure Carmen Miranda. Shockoscar 19 glennGrande sconfitta, inutile negarlo, la divina Glenn che alla settima nomination probabilmente pensava (io ci speravo) di portare a casa la statuetta dorata. Nel dubbio, ha pensato di vestirsi direttamente lei da statuetta dorata, con un abito nato dalla collaborazione di Carolina Herrera con Wes Gordon: 40 artigiani hanno applicato a mano 4 milioni di cristalli sul tessuto oro pallido (colore che la sbatte come pochi altri), peso totale 20 chili. Sicuri che valesse la pena di fare questa fatica? Boh oscar 19 amyPer Amy Adams le nominations finora sono sei, e anche lei aspetta ancora di sentire il suo nome risuonare nella sala del Dolby Theatre. Ieri sera ha avuto la sfortuna di essere vestita nello stesso colore della parete di fondo, coincidenza che ammazza qualunque abito, anche questo Atelier Versace. Personalmente non amo il genere, ma vi invito ad ammirare la bellezza del tessuto, l’equilibrio delle proporzioni e la realizzazione impeccabile: se ci fate caso, è l’unico vestito perfetto anche sotto l’ascella, da cui – miracolo! – non esce quel maledetto ciccetto. Poi a lei probabilmente manca un po’ di brio per una mise così, ma accontentiamoci. Chicoscar 19 rachelGloriosamente incinta a 48 anni Rachel Weitz ha scelto una mise Givenchy in un rosso arancio meraviglioso: gonna a pieghe morbide con piccole applicazioni e il tocco glam di un bolerino in latex. Innovativo, volendo anche eccessivo, non lo consiglierei in estate ma per l’occasione mi piace assai. Chic oscar 19 emmaLa sua partner in crime nel film The Favourite, Emma Stone, ha optato per un abito Vuitton composto da piccoli rombi di paillettes color bronzo. Il colore le sta d’incanto e approvo l’aver osato una mise sofisticata e per niente semplice. Le alette rigide sulle spalle hanno suscitato parecchie perplessità ma a me non dispiacciono, e la scollatura sulla schiena, che purtroppo non si apprezza in foto, è davvero bella. Chic oscar 19 melissaLa simpatica Melissa McCarthy ha purtroppo incontrato sulla sua strada Brandon Maxwell, che l’ha trasformata in un vademecum su come non vestirsi mai se si è curvy e piccolina (1,57 secondo imdb). 1) il color block così taglia la figura a metà, ce n’era proprio bisogno? 2) per slanciare bene i pantaloni neri che celano tacchi e platform altissimi (anche se in altre immagini sono troppo lunghi e si appoggiano a terra facendo l’effetto opposto) ma perché non farli direttamente a vita alta, invece di aggiungere una cintura che a sua volta taglia il busto a metà? 3) pure lo scollo a V dovrebbe slanciare, ma qui il combinato disposto tra bianco ottico (che dona a pochissime) e assenza di qualunque colletto schiaccia e allarga ancora di più, non mette in risalto per nulla il viso grazioso e manco il collier di brillanti; 4) il mantello poteva essere una buona idea, ma andava utilizzato sfruttando l’effetto ottico di snellimento e allungamento che si ottiene se ciò che incornicia lateralmente il corpo è più scuro della parte che sta all’interno, così si ottiene l’effetto opposto. Shock

SILVERADOoscar 19 jloAlla notte degli Oscar c’è sempre qualcuna che decide di brillare affidandosi ai bagliori metallici, come Jennifer Lopez inguainata in un Tom Ford ricoperto di elementi specchiati. L’abito è molto interessante ma JLo per me è e resta la principessa del cattivo gusto, l’antiGrace per eccellenza, e non riesco a trovarla chic. Boh oscar 19 brieMi convince di più Brie Larson, che sublima la propria magrezza in un Celine color peltro, spalle e braccia nude e collo alto. Menzione d’onore per non posare con la gambetta fuori dall’altissimo spacco. Chic oscar 19 molly simmsSceglie l’argento anche Molly Sims, in Zuhair Murad. Sintetizzo: l’involucro scartato di un Bacio Perugina. Che probabilmente conteneva anche il bigliettino con la scritta: amore, vai a casa a cambiarti. Shock

Trovate qui la seconda parte del post Chic shock e boh – Oscar edition (parte seconda)

 

 

 

La foto del giorno

Ibam forte via Sacra, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum, totus in illis.

Vi ricordate Orazio e la satira del seccatore? ecco io oggi me ne andavo a zonzo per la moderna via Sacra, il web, quando mi sono imbattuta non in un seccatore – lucky me – ma in questo splendore.

Locket-ring

(Ph. The Anne Boleyn Files)

Che non è solo un oggetto bello, ma anche importante storicamente; è infatti l’anello che Elizabeth I portava al dito il giorno della sua morte, il 24 marzo 1603. L’anello è interamente realizzato in madreperla – qualcosa che ho visto raramente – con una serie di rubini montati su una banda d’oro. Reca l’iniziale della sovrana, la E, formata da sei diamanti, che poggia su una R (per Regina, in latino) di smalto blu; completa il tutto una perla. Un gioiello di grande raffinatezza, e potremmo fermarci qui, se non fosse che l’anello cela un segreto. Che non è il solito scomparto segreto, da usare magari come portaveleno. No, qui il segreto sono due piccoli ritratti femminili, uno dei quali è la regina stessa in età matura, l’altro invece mostra una donna più giovane, con una cuffia alla moda vari decenni prima. Che somiglia alla fanciulla ritratta in alcuni quadri che sono alla National Portrait Gallery e a Hever Castle, la residenza dei Boleyn. Ed è dunque probabile che la regina portasse con sé il ritratto di quella madre perduta a neanche tre anni e non dimenticata.

L’anello fu sfilato dal dito di Elizabeth e consegnato a James Stuart, per annunciargli la morte della sovrana e la sua prossima ascesa al trono: l’anello invece è finito a Chequers, la residenza di campagna del primo ministro, e lì è custodito. Il che rende piuttosto difficile poterlo vedere dal vero, peccato.

A Royal Goddess

Ho pensato che l’apparizione di Catherine questa sera ai BAFTA più che un semplice aggiornamento si meritasse un post intero. Partiamo dall’alto?

I capelli sono intrecciati in uno chignon morbido che non solo le dona assai, ma accentua pure l’immagine da dea greca; gli orecchini di brillanti con perla pendente appartenevano a Diana, e infatti tradiscono un po’ lo stile fine anni ’80/inizio ’90. Non sono i miei preferiti ma qui funzionano, accidenti se funzionano! cate bafta 2 19L’abito monospalla in chiffon bianco, accessoriato con scarpe Jimmy Choo, è di Alexander McQueen, Maison di fiducia; bello, scenografico, perfetto e per l’occasione “cinematografica”, non ricorda un po’ lo stile di Grace Kelly in Caccia al Ladro? cate bafta back 19Meraviglioso anche visto da dietro, in una fotografia che mostra tutta la bellezza della pettinatura. Se proprio devo muovere un appunto (sennò che ci sto a fare?) forse non avrei messo i fiori sulla spalla. L’abito ha una linea talmente pulita che mi chiedo se “nudo” sarebbe stato meglio; in compenso la presenza dei fiori mi ha riportato alla memoria un’altra mise della Duchessa, questa, indossata al birthday party per i 70 anni del suocero a Buckingham Palace.

cate charles birthday

(Ph. James Whatling)

Naturalmente siamo nel campo della pura speculazione perché dell’abito si vede giusto un dettaglio, però anche questo è un monospalla con fiori applicati, simile la pettinatura e se non proprio simili gli orecchini sono comunque importanti e pendenti.

Queen's Quatrefoil bracelet

(Ph. Getty Images)

Ecco a proposito di gioielli, impossibile non notare il bracciale di diamanti al polso destro della duchessa. È il Quatrefoil Bracelet, in cui si insegue una teoria di quadrifogli, ciascuno composto da cinque diamanti, che Sua Maestà ha probabilmente ereditato dalla Queen Mother e che ha già prestato più di una volta a Catherine. L’incertezza è data dalla presenza nello scrigno reale di più di un bracciale con lo stesso motivo a quadrifogli; capite? Ne hanno più di uno!

A questo punto nasce spontanea una domanda: ci sarà rimasto qualcuno interessato ai vincitori dei BAFTA?

Volete vedere l’abito in movimento? Qui trovate il video https://twitter.com/BAFTA/status/1094670082477821953

La foto del giorno

Altro che cappottoni, altro che stivaloni, Her Majesty affronta il freddo di questi giorni con lo stile che la contraddistingue e all’ultima messa domenicale – nella St Peter and St Paul church a West Newton – è arrivata pretty in peach.

pretty in peach

(Ph. Lynn News)

Eccola in tutto il suo splendore: abito e cappottino in lana bouclé con grossi bottoni di madreperla in tinta, cappello abbinato (ricoperto dello stesso tessuto del completo, con la tesa in paglia) e la Triangle Pearl Brooch appuntata sulla spalla. Sono gli ultimi giorni a Sandringham, dopodomani ricorderà in privato i 67 anni dalla morte del padre e la sua ascesa al trono, e tornerà a Londra.

C’è stato anche un grazioso siparietto tricolore, poiché tra le persone in attesa di salutarla c’era anche la veronese Silvia, 21 anni, che ha rivolto alla sovrana un bel buongiorno! in italiano (oltre all’invitabile good morning), ricevendo in cambio un regale sorriso. La regina ha chiesto se fosse lì in vacanza, e Silvia ha risposto che lavora come terapista per persone con disabilità nell’apprendimento a King’s Lynn. Brava Silvia, e che invidia!

Ad accompagnare Sua Maestà in questa occasione una lady-in-waiting molto vicina alla famiglia reale. La bionda signora con un elegante mantello double in beige e crema – per cui mia madre avrebbe fatto carte false – e un infelice pillbox che sembra più una torta a strati cioccolato e nocciola è Lady Penny Knatchbull, moglie dell’attuale terzo Earl of Burma, il cui nonno era Lord Mountbatten, l’amato zio Dickie del principe Philip.

Di Lady Penny – e della sua abituale eleganza – parleremo ancora, qui vi lascio i link ai post su Lord Mountbatten e la sua vita.

A Royal Calendar – 25 giugno 1900 (parte prima)

A Royal Calendar – 25 giugno 1900 (parte seconda)

A Royal Calendar – 2 febbraio 2002

Questo mese vorrei parlare un po’ di abiti belli. E iniziamo oggi, diciassettesimo anniversario di nozze dei sovrani olandesi, perché il Valentino Couture indossato quel giorno da Máxima è secondo me il più bello di questi anni.

maxima wedding 1

(Ph. Paris Match)

Willem-Alexander e l’argentina Máxima si conoscono per caso a Siviglia, alla Feria de Abril del 1998. Come da manuale, lei non capisce chi sia lui, lo trova simpatico ma un po’ goffo; lui invece si innamora subito, e il mese seguente la raggiunge a New York, dove lei lavora. La corteggia, e si innamora anche lei. La storia si fa seria, Máxima lascia l’America e si trasferisce a Bruxelles; studia il fiammingo e la realtà olandese. I due vorrebbero sposarsi, ma lui deve ottenere il via libera dal Parlamento; e qui c’è un problema, perché lei, Máxima Zorreguieta Cerruti, è figlia di Jorge, Ministro dell’Agricoltura nel Governo del sanguinario dittatore Videla, e gli olandesi non intendono proprio mischiarsi con una cosa così.

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(Ph. Antony Jones/Julian Parker/Mark Cuthbert)

Una lunga opera di mediazione tesa a dimostrare che Jorge Zorreguieta non è coinvolto con l’aspetto più truce del regime – e che Máxima ha tutte le qualità per essere un’ottima regina – convince i parlamentari che approvano il matrimonio, a patto che i genitori della sposa non si facciano vedere.

E così sia, sabato 2 febbraio 2002 la sposa non è accompagnata all’altare dal padre, ma direttamente dallo sposo in alta uniforme della Marina; insieme per la cerimonia civile alla Beurs van Berlage, la Borsa di Amsterdam, davanti al sindaco e a 600 invitati, insieme per quella religiosa alla Nieuwe Kerk, la chiesa che sorge accanto al Palazzo Reale.

La prossima regina d’Olanda si rivolge all’imperatore dei couturiers, Valentino, cui chiede un abito semplice ma di grande effetto, e lui crea per lei un vestito sontuoso e regale, ideale per una futura sovrana. Un abito avorio chiaro in mikado – una seta pesante perfetta per la stagione fredda –  il corpetto aderente con un collo montante che incornicia il bel viso della sposa senza stringere il collo (un taglio chiamato benitier); le maniche 7/8 alleggeriscono l’insieme, ma il pezzo forte è la gonna dal taglio pulito che scende perfettamente a piombo, scoprendo appena la punta delle scarpe. maxima wedding dressLa linea della gonna è sottolineata da lunghi inserti di pizzo che si svelano solo nel movimento, e definiscono lo strascico di cinque metri, calibrato sulla ragguardevole altezza della sposa. Se guardate bene nei video, lo strascico che sembra partire da due pieghe laterali, è in effetti separato dalla gonna per consentire una seduta comoda mantenendo un aspetto impeccabile (le cronache dell’epoca raccontarono che nella Maison di piazza Mignanelli fu portato anche lo sgabello che avrebbe usato la sposa, per verificare che abito e strascico rimanessero perfetti durante la cerimonia). A completare il tutto un meraviglioso velo in tulle di seta ricamato, talmente raffinato che molti sono convinti si tratti di un pezzo antico tramandato in famiglia; è invece il frutto delle mani preziose delle lavoranti di Valentino che hanno dato vita al disegno del maestro: arabeschi e ramage di rara bellezza, altro che i veli ricamati che abbiamo visto in anni più recenti. La realizzazione completamente artigianale richiede tre mesi di lavoro e solo tre prove; in una di queste la sposa è accompagnata dalla regina Beatrice, che partecipa alla creazione e gioca un ruolo fondamentale nell’individuazione dei gioielli più adatti, a partire dalla tiara. Per fermare il velo viene creato un nuovo diadema combinando pezzi diversi usciti dal ricchissimo forziere reale.

maxima wedding tiara

(Ph. Pinterest)

La scelta cade sulla Pearl Button Tiara,  che Beatrice indossava il giorno dell’incoronazione, un gioco di festoni di diamanti scanditi da cinque broche di perle; per Máxima queste vengono rimosse e sostituite con cinque stelle di diamanti a dieci punte, in precedenza usate come spille o per decorare le acconciature.

In conclusione qualche dettaglio su cui porre la vostra attenzione: il taglio del collo, che si vede bene in questa foto; l’inserto in vita che serve a definire in alto la linea del corpino, in basso quella della gonna e l’inserimento dello strascico; la scelta del tessuto, pesante abbastanza da non far congelare la sposa e da restare, perfetto, senza una sola grinza; la ricchezza del velo, che parte dalla tiara e incornicia splendidamente il viso. Menzione d’onore alle quattro damigelle in color magenta, abbastanza grandi da svolgere perfettamente il loro ruolo, che è quello di aiutare la sposa con strascico e velo.

maxima wedding bridesmaids

(Ph. Picasa 3.0)

La cerimonia civile, in cui l’abito e la sposa si apprezzano in tutto il loro splendore (non perdetevi il momento ikea al minuto 7’25!) https://www.youtube.com/watch?v=tjbYHhgzGM4

Il momento più emozionante della cerimonia religiosa: il tango di Piazzolla al bandoneon in onore delle origini argentine di Máxima https://www.youtube.com/watch?v=AYU-n7Ket-c

 

Un weekend da devoti

Devota alla tradizione (e alla memoria del padre)queen sandringham 27-1-19Una delle ragioni per cui Her Majesty prolunga la permanenza invernale a Sandringham ben oltre il periodo natalizio è la consuetudine di ricordare la scomparsa del padre, morto nel sonno mentre si trovava nelle tenuta del Norfolk il 6 febbraio 1952. La regina dovrebbe rientrare a Londra proprio mercoledì prossimo, giorno che segna anche i 67 anni dall’ascesa al trono. Ieri, domenica – cappottino turchese e cappello coordinato, la Queen Mary’s Turquoise and Diamond Brooch appuntata sulla spalla sinistra – non è mancata all’appuntamento con la messa alla St.Mary Magdalene Church. Con lei la figlia Anne col marito Tim Laurence e un amico di vecchia data, Sir Jackie Stewart. jackie stewart sandringhamIl dubbio di Lady Violet è: il tre volte campione mondiale di Formula 1 avrà dato qualche consiglio di guida al Principe Consorte?

Devoto alla conduzione (e alla condotta)

philip letter

(Ph. MIRRORPIX/Steve Bainbridge)

E a proposito di Philip, è stata resa nota la lettera che ha scritto alla signora Emma Fairweather, uscita con un polso rotto dall’incidente automobilistico dello scorso 17 gennaio. Il Duca di Edimburgo ha spiegato che guidando su una strada già percorsa moltissime volte è rimasto accecato dal riverbero del sole pomeridiano, che gli ha impedito di vedere l’altra vettura. Subito dopo lo scontro, pur molto scosso, è stato sollevato dal sapere che non c’erano feriti gravi, ma la polizia gli ha consigliato di rientrare subito a Sandringham a causa della quantità di persone che si stava radunando sul luogo dell’incidente. Dopo essersi dichiarato “very contrite about the consequences” augura alla signora una pronta guarigione, firmando di suo pugno semplicemente Philip, senza alcun titolo, cosa che sembra Ms. Fairweather abbia gradito assai.

Devoti a Santa Devota

s. devotée 2019

(Ph. Getty Images)

Il 27 gennaio i Monegaschi festeggiano la loro patrona, Santa Devota, fanciulla di origine corsa martirizzata durante la persecuzione di Diocleziano. La sera prima della festa si tiene un caratteristico rito molto sentito dagli abitanti del Principato: una barca viene data alle fiamme in ricordo di un miracolo della santa. Tradizione rispettata anche quest’anno, con la famiglia del principe quasi al completo: c’era Albert II, c’era la principessa consorte Charlène – in cappotto/plaid e stivali Loro Piana – c’era il piccolo Jacques ma mancava la sorella gemella Gabriella, forse vittima dell’influenza. Il delizioso, biondissimo principe ereditario, anni quattro, era abbigliato – ma mi verrebbe di dire “marchiato” – con un cappotto di cammello chiaramente Gucci. Confesso che i bimbi così piccoli supergriffati mi fanno tristezza. E poi, lo vogliamo dire? Quel cappotto con quei due fascioni è proprio brutto brutto. Ma volete mettere quei bei cappottini all’inglese con colletto bottoni e martingala di velluto? E  sennò un piumino, un giaccone, quello che vi pare, ma incartare una povera creatura in una shopping bag no, dai.

La mattina di domenica messa solenne nella cattedrale dell’Immacolata Concezione. Charlène, forse presa da furor religioso, si è presentata vestita direttamente di prevosto.

Lezione di oggi: ricordarsi che devozione fa rima con tradizione, ma anche con moderazione.

Diamonds are a girl’s best friends

Mi sono accorta di aver lasciato in sospeso un’informazione, e questo non va bene! Per cui ecco il necessario aggiornamento.

Vi ricordate che un paio di mesi fa avevamo parlato di un diamante rosa da 18,96 carati, il Pink Legacy, venduto da Christie’s in un’asta a Ginevra lo scorso 13 novembre? ( La foto del giorno – 14 novembre ). E vi ricordate che qualche giorno dopo vi avevo annunciato un’ulteriore vendita all’asta organizzata sempre da Christie’s, ma questa volta a New York, dove sarebbe stato messo in vendita un rarissimo diamante blu – che a molte di voi era piaciuto più di quello rosa – del peso di 8,08 carati? ( La foto del giorno – 17 novembre ). Bene, se del primo conoscevamo già il prezzo di vendita raggiunto, 50 milioni di dollari, del secondo non vi avevo detto più nulla. Eccomi dunque a colmare la lacuna: il diamante blu, soprannominato il Sacro Graal dei diamanti, è stato venduto a 12,5 milioni di dollari. Che considerando la stima iniziale tra i 13 e i 18 milioni di dollari in definitiva è stato un affare. La prossima volta per favore non ci distraiamo, sennò ci facciamo scappare queste belle occasioni da sotto il naso!

Gioielli per una regina

Oggi sono state annunciate le candidature per i premi Oscar che verranno consegnati al Los Angeles il prossimo 24 febbraio, e confesso di non aver visto nessuno dei film in nomination nelle diverse categorie. Quello che mi incuriosisce di più è La Favorita, ambientato alla corte della Queen Anne, prima sovrana del riunito Regno di Gran Bretagna, nei primi anni del Settecento. L’altro film a soggetto royal, Maria Regina di Scozia, mi attrae di meno, se non per i costumi – che infatti sono in gara, insieme a trucco&parrucco.

Ricordo la prima volta che andai in Inghilterra, a metà degli anni ’70, nel palazzo di Hampton Court erano in mostra i costumi del serial BBC Elizabeth I, con Glenda Jackson, che aveva sostenuto lo stesso ruolo della regina Tudor in Maria Stuarda Regina di Scozia, con Vanessa Redgrave nei panni della regina scozzese. Essendo appassionata in particolare di quel periodo storico varie volte ho seguito le tracce delle due regine, e qualche anno fa al National Museum of Scotland mi sono ritrovata davanti ad alcuni gioielli molto probabilmente appartenuti a Mary. penicuik jewelsSono i Penicuik Jewels, tre pezzi che risalgono al tardo Cinquecento: un lungo pendente in oro con perle; una bellissima collana composta da 14 sfere di filigrana d’oro intervallate da altrettante di misura minore (è possibile che le sfere più grandi servissero come pomander, cioè venissero riempite di essenze profumate). Il terzo oggetto è un medaglione in oro e smalto con piccole perle e al centro un ritratto femminile; penicuik jewels locketil medaglione si apre rivelando anche il ritratto di un giovane uomo: si ritiene che si tratti della Regina e di suo figlio James. Non è l’unica immagine nota di Mary, che compare ritratta anche su alcuni cammei. Il mio preferito, custodito nello stesso Museo, è questo: cameo pendant maryun pendente a forma di cuore in oro e smalto che termina con un’ametista e custodisce al centro il profilo di Mary inciso su un cammeo. Da perderci la testa! (scusate)

Se invece vi incuriosisce l’aspetto che davvero poteva avere la sfortunata sovrana prima di perdere davvero la testa, ecco una sua ricostruzione facciale creata dalla professoressa Caroline Wilkinson dell’Università di Dundee. mary of scotsAh, tenete presente che Mary era altissima, superava il metro e ottanta.

(Ph. National Museum of Scotland)

2018 A Royal Year – 12 mesi in 12 foto

OTTOBRE. Eugenie sposa Jack

eu jack boys&girls

(Ph. Alex Bramall)

È vero, i Duchi di Sussex annunciano l’arrivo di un erede in primavera, ma ottobre è tutto per Eugenie e il suo bel matrimonio.

Ovvero come passare da brutto anatroccolo a splendido cigno in tre semplici mosse:
1) Trova l’amore
2) Scegli un abito bellissimo
3) Chiedi a nonna quella certa tiara con gli smeraldi, che starebbero così bene coi tuoi occhi.

E siccome Lady Violet ha trattato l’argomento in lungo e in largo, ecco tutti i link, argomento per argomento (sono tanti!)

Royal Wedding! La Sposa

Royal Wedding! La Tiara

Royal Wedding! Lo Sposo

Royal Wedding! Il Corteo Della Sposa

Royal Wedding! Genitori e Nonni

Royal Wedding! Zie E Cugine

Royal Wedding! Le Foto Ufficiali

I fiori di Eugenie

Royal Wedding! Il Gran Finale

Chic Shock e Boh Royal Wedding Edition