2018 A Royal Year – 12 mesi in 12 foto

OTTOBRE. Eugenie sposa Jack

eu jack boys&girls

(Ph. Alex Bramall)

È vero, i Duchi di Sussex annunciano l’arrivo di un erede in primavera, ma ottobre è tutto per Eugenie e il suo bel matrimonio.

Ovvero come passare da brutto anatroccolo a splendido cigno in tre semplici mosse:
1) Trova l’amore
2) Scegli un abito bellissimo
3) Chiedi a nonna quella certa tiara con gli smeraldi, che starebbero così bene coi tuoi occhi.

E siccome Lady Violet ha trattato l’argomento in lungo e in largo, ecco tutti i link, argomento per argomento (sono tanti!)

Royal Wedding! La Sposa

Royal Wedding! La Tiara

Royal Wedding! Lo Sposo

Royal Wedding! Il Corteo Della Sposa

Royal Wedding! Genitori e Nonni

Royal Wedding! Zie E Cugine

Royal Wedding! Le Foto Ufficiali

I fiori di Eugenie

Royal Wedding! Il Gran Finale

Chic Shock e Boh Royal Wedding Edition

A royal, imperial New Year’s Day

Ieri era capodanno, che due famiglie reali tradizionalmente celebrano in pompa magna.

Giapponenew year japan 2Quella che guida il Sol Levante in effetti è una famiglia imperiale, l’ultima rimasta sulla terra. La cerimonia quest’anno ha una valenza particolare perché come forse saprete l’imperatore Akihito abdicherà il prossimo 30 aprile in favore del Principe della Corona Naruhito. Venti giorni prima festeggerà i 60 anni di matrimonio con Michiko, la prima borghese a diventare consorte del principe ereditario, sposata il 10 aprile 1959 tra i mugugni di sua madre, l’imperatrice Kojun. Poi sul trono del crisantemo siederanno Naruhito e sua moglie Michiko, donna di notevoli intelligenza e sensibilità, a lungo affetta da una grave depressione che l’ha inserita nel novero delle principesse tristi. new year japanOggi la giovane diplomatica entrata nella casa imperiale – forse senza esserne troppo convinta – sembra aver riconquistato la serenità, probabilmente grazie anche al sostegno affettuoso del marito. Per la prima volta dopo sedici anni ha preso parte alla cerimonia; la vedete in questa fotografia, prima della sfilata delle principesse biancovestite, tra cui spicca impertinente l’abito azzurro della principessa Yōko di Mikasa, la cui scelta incuriosisce non poco. Come mai, si sarà macchiata l’abito bianco col saké?

Danimarca

Come ogni anno, la royal family danese riunisce in un formalissimo gala dinner al Palazzo di Amalienborg il Governo, membri del Parlamento, vertici delle Forze Armate e personalità varie. E le royal ladies – che in questa e poche altre importanti occasioni sostituiscono la fascia azzurro chiaro dell’Ordine dell’Elefante con il Collare – non deludono mai.

Margrethe à la page new year gala 19 margretheVedova da meno di un anno la sovrana arriva per ultima, da sola, con un abito color corallo sotto l’immancabile stola di volpe. Abito già visto il 26 maggio (non per il compleanno di Lady Violet, ma per quello del figlio ed erede Frederik, splendido cinquantenne) che lascia perplessi per tessuto colore e modello. Insomma per tutto. Dato però che secondo un noto principio anche un orologio fermo segna l’ora giusta due volte, e considerando che il Pantone Colour Institute ha scelto il Living Coral come colore del 2019, Sua Maestà finisce (suo malgrado?) per essere incredibilmente à la page.

Poi certo è una tonalità che stride un po’ con le volpi argentate,  e tende a sottolineare il colore dei denti nel caso non fossero candidi; voi, mie lettrici esperte, lo sapete bene: un rossetto rosso con una punta di blu esalta il candore dentale, mentre uno corallo lo appanna. Continuano a splendere indisturbate invece le perle della Pearl Poiré Tiara e del sontuoso collier.

Marie, io voto per il pennacchio new year gala 19 marieLa graziosa Marie, moglie del principe cadetto Joachim, è la prova evidente che per essere chic essere francesi aiuta, ma non basta. Col probabile intento di propiziarsi il nuovo anno s’è vestita da Oscar, che comunque è sempre un premio che fa la sua figura. La mise è opera della stilista danese Rikke Gudniz, che se non è troppo nota una ragione ci sarà.

La situazione non migliora in movimento, anzi così rivela pure le scarpette in tinta. L’unica cosa che salvo è l’abbinamento con l’oro del collare dell’Ordine dell’Elefante. E il pennacchio di Joachim, certo.

Mary questo non me lo dovevi fare new year gala 19 maryIo sono veramente senza parole. Non ho fatto in tempo a elogiare lo splendore della Ruby Danish Parure (in questo post Happy RubYear! ) che Mary ha indossato sempre – e sottolineo sempre – da quando ha sposato il principe ereditario e lei che fa? Non se la mette! E invece si presenta con la sua ultima acquisizione, la tiara/collier con diamanti rubini e spinelli neri. Un gioiello di epoca edoardiana che sembra la principessa si sia comprata da sola a un’asta di gioielli a Copenaghen nel 2012 pagando il set completo di orecchini (che non sono quelli che vediamo) circa 8/9.000 euro. Il che è in fondo una buona notizia: vuol dire che alla fine una tiara ce la possiamo comprare pure noi.

Mary, forse la più chic delle royal ladies in circolazione, ha optato per un abito di Jesper Høvring raffinato ma un po’ triste che non esalta, né viene esaltato, dallo splendore dei gioielli. Favolosi gli orecchini (e pure il trucco), ma l’insieme è un po’ funereo.

Happy RubYear!

Qual è il colore che a capodanno porta fortuna? Il rosso, si sa. E rosso sia! Ma mica un rosso qualunque, il rosso rubino. Nel primo post dell’anno conosciamo un po’ meglio una delle mie tiare preferite, la Danish Ruby, parte di una favolosa parure che comprende ornamenti per i capelli, orecchini, collier, una grande spilla, Mary Danish Rubyun bracciale e anche un anello, aggiunto dall’attuale proprietaria. MaryRubyBraceletRing

Come accade per altri gioielli reali, soprattutto scandinavi, anche l’origine di questa parure è napoleonica. All’incoronazione del 2 dicembre 1804 partecipò tra gli altri pure quel Jean Baptiste Jules Bernadotte che nel 1818 sarebbe diventato Re di Svezia e Norvegia. Napoleone desiderava che anche le mogli dei propri generali risplendessero di gioie, e aveva provveduto di conseguenza. Désirée Bernadotte indossava proprio i famosi rubini, che seguirono a Stoccolma la nuova sovrana. La regina Joséphine, nuora di Désirée, ne fece dono alla nipote Louise, che andava sposa al futuro re Federico VIII di Danimarca. Dono significativo, perché il rosso dei rubini abbinato al bianco dei diamanti evoca i colori della bandiera danese. Louise donò la tiara alla nuora Alexandrine (che per indossare la parure intera dovette aspettare la morte della suocera) la quale a sua volta la donò alla nuora Ingrid, un’altra principessa svedese giunta in Danimarca per diventare regina. Ingrid, madre dell’attuale sovrana Margrethe II, tenne per sé l’uso esclusivo della parure, con cui è stata ritratta molte volte; alla sua morte nel 2000 la lasciò in eredità al principe della Corona Frederik.

ingrid ruby

(Ph. dal web)

Nel 1947 la tiara fu rimaneggiata; utilizzando altre due spille che facevano parte della parure originaria, quella che era una coroncina di dimensioni piuttosto ridotte divenne un diadema più importante, che alle nozze di Frederik nel 2004 ha trovato la testa giusta su cui brillare in tutta la sua bellezza: quella della bruna Mary, neanche una goccia di sangue blu ma una buona dose di classe. Mary ha indossato l’intera parure al suo prewedding gala, preferendo poi alternare i vari pezzi, che tutti insieme sono veramente tanto (magari quando sarà regina?).

RubyParureChange

(Ph. Order of Splendor)

A sua volta ha ritoccato la tiara avvicinando un po’ le foglie di diamanti; il risultato è un gioiello più compatto dalla forma più moderna. Si è capito è mi piace moltissimo? I vari pezzi vengono indossati in modi differenti, togliendo i pendenti o alternandoli come nel caso degli orecchini, che la principessa usa col solo elemento al lobo, o aggiungendo una perla o ancora con rubini e diamanti ma in forma più contenuta. La particolare sfumatura delle pietre, di un rosso violaceo, rende questi gioielli splendidi in abbinamento con abiti di colori differenti: non solo la palette dei rossi ma anche quella dei blu, oltre naturalmente al nero e alle tonalità neutre.

Menzione d’onore per i fermagli per i capelli, che non vediamo spessissimo – forse banalmente perché le foto sono principalmente di fronte – ma sono un accessorio di raffinatezza estrema. mary ruby hairpins

Al termine della nostra chiacchierata vi ricordo che questa sera a Copenaghen si svolge come ogni 1 gennaio l’evento reale più importante dell’anno, il ricevimento con Governo, parlamentari, i vertici delle Forze Armate e tutte le personalità di spicco del paese. È l’occasione in cui le Royal Ladies sfoggiano le mise più sontuose e i gioielli più importanti, dunque è assai possibile che rivedremo presto molti di questi pezzi.

E voi? Indossate rubini a capodanno?

2018 A Royal Year – 12 mesi in 12 foto

FEBBRAIO. La prima volta di Lilibet

the queen front row

(Ph. Reuters)

Nonostante abbia influenzato la società il costume e anche la moda per almeno sessant’anni, non c’era mai stata. Ma alle soglie dei 92 anni ha deciso che era arrivato il momento, e martedì 20 febbraio si è presentata alla sfilata di Richard Quinn, durante la London Fashion Week, scortata da Caroline Rush, Chief Executive del British Fashion Council (la signora in nero alla sua destra). L’occasione è stata la prima edizione del Queen Elizabeth II Award for British Design, che la sovrana ha consegnato allo stilista al termine della sfilata. Ad accoglierla nel front row – la prima fila nel parterre dei fashion show – l’ineffabile Anna Wintour, eterna direttora di Vogue America, che ha ritenuto di sottolineare la leggendaria eleganza tenendosi sul naso gli occhiali da sole, suo trademark ma gesto considerato cafonissimo (mai gli occhiali da sole all’interno, tranne che per problemi di salute) e imperdonabile davanti a Sua Maestà. Che, avrete notato, non li porta mai nemmeno all’esterno, lasciando che il viso e gli occhi siano in piena vista. Anyway, qualunque sia stato il pensiero della regina in proposito – non è mica la prima volta che incontra qualcuno che si sente più regina di lei – sembra che Her Majesty abbia trascorso un pomeriggio piacevole e divertente, e dalla sua espressione direi pure sorprendente! In tweed azzurro chiaro con accessori neri – e una fodera impertinente – la sovrana si era appuntata sulla spalla una delle sue spille preferite: il Cullinan V, un diamate a cuore di 18.8 carati, circondato da altre pietre più piccole: la stessa spilla indossata al matrimonio di Eugenie ( Royal Wedding! Genitori e Nonni ). Per cui Anna, non so come dirtelo, ma pure se avessi indossato un capetto cucito da Mademoiselle Coco in persona, sempre seconda saresti arrivata.

Lady Violet’s Advent Calendar – Day 23

Che cos’hanno in comune Jackie Betty e Hillary, a parte aver sposato un presidente of course?

Esatto! In posa accanto all’albero di Natale della White House indossano una spilla a soggetto natalizio. Perché va bene l’albero, va bene il presepe, va bene il vischio e ogni altro addobbo possibile e immaginabile, ma qualcosa addosso ce la vogliamo mettere?bmd

Molto popolari negli USA, dove è frequente l’uso di indossare i simboli dei propri gruppi di appartenenza, compaiono prima della Seconda Guerra Mondiale quando, a seguito della crisi di Wall Street del 1929, la produzione dei gioielli non preziosi cresce notevolmente. Sono dapprima delle spille di dimensioni contenute e dalle forme delicate, tipo questa slitta in resina colorata (durante la guerra il metallo serviva ad altri, meno poetici usi), ma è alla fine del conflitto – soprattutto a partire dal 1947, anno topico per molti aspetti – che si assiste al fiorire sui baveri dei cappotti, sui pullover, sui cappelli, di spille coloratissime. Fanno la loro comparsa quelle a forma di Christmas tree destinate a diventare popolarissime, più o meno stilizzate e piene di strass e cristalli colorati, e altre coi soggetti natalizi più vari, spesso anche molto divertenti.

È un prodotto tipicamente americano che spesso – e forse non ne sarete sorpresi – viene realizzato da sapienti mani di artigiani italiani, FB_IMG_1545590104309come questo delizioso alberello firmato Pell, al secolo Pellegrino Gaeta (che come accade anche ne Il Padrino in origine non si chiamava Gaeta, veniva da Gaeta, ma all’arrivo a Ellis Island ci fu un misunderstanding con l’ufficiale all’immigrazione). L’alberello, risalente agli anni ’60, è decorato nei classici colori natalizi, rosso e verde, che con gli strass bianchi rimanda anche alla nostra bandiera, riempiendoci di patrio orgoglio. E gli artigiani come Pell, credetemi, di lustro all’Italia ne hanno portato tanto. bijoux natale mt Se questo breve excursus vi ha incuriosito, vi rimando al testo di Maria Teresa Cannizzaro, mia grande amica e vera autorità in materia. Perché tenete presente che dopo Natale viene San Valentino, e ci sono splendidi bijoux anche per quella occasione!

Se invece volete sapere cosa ha appuntato Lady Violet sul suo cappotto, ecco la risposta.

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A domani, per l’ultimo giorno del nostro calendario dell’Avvento.

(Ph. collezioni private)

A Royal Calendar – 27 novembre 2017

Ricordate queste foto? Era solo un anno fa. Durante questi dodici mesi… harry meghan engagement announcement … Prince Charles ha avuto un sacco da fare, annunciare, festeggiare… harry meghan engagement 2 … noi abbiamo commentato (soprattutto Lady Violet) la scelta non sempre felice delle mise… harry meghan engagement 1 … criticato quasi sempre l’hairstyling o meglio, la sua assenza (ancora Lady Violet)… harry meghan engagement ring … ammirato l’anello di diamanti, quanto mai ricco di significati romantici (il diamante centrale che viene dal Botswana, luogo del primo viaggio insieme) e simbolici (le due pietre laterali appartenute a mamma Diana)… harry meghan engagement 3 … e soprattutto sperato che il bambino annichilito dal dolore dietro il feretro della madre abbia finalmente trovato la felicità. E come si dice in questi casi the best is yet to come!

(Ph. Getty Images; dal web)

Diamanti che vengono, diamanti che vanno. Soprattutto vanno.

Nel corso di una notte insonne Lady Violet cercava disperatamente di ricordarsi dove avesse potuto mettere un certo anello, di cui si sono perse le tracce da un po’ insieme a una certa scatolina di velluto verde contenente altre cosucce. Avendo perso la speranza di prendere sonno rapidamente, e ancor di più di rivedere presto i suddetti gingilli decideva di farsi nuovo un giretto sul web. E la prima notizia in cui si imbattè la svegliò definitivamente : martedì sera è scomparsa la celebre Portland Tiara. portland tiara Realizzata da Cartier nel 1902 su commissione del VI Duca di Portland, la tiara fu creata in occasione dell’incoronazione di Re Edward VII; la duchessa consorte, Winifred, era una delle quattro ladies incaricate di reggere il baldacchino sulla testa della Regina Alexandra (nell’opera di Laurits Tuxen è la prima sulla sinistra). Alexandra_at_the_Coronation_of_Edward_VII Un gioiello di grande importanza, perfetto per le acconciature alte di primo ‘900: una serie di volute di diamanti che si susseguono in forme circolari con al centro diamanti briolette o taglio cuscino, tra cui il famoso diamante Portland.

Estinto il ramo principale della famiglia, molti gioielli furono venduti nel 2010. Il diadema si era salvato (allora) ed era in mostra nel Nottinghamshire – a Welbeck Estate – pezzo clou della Portland Collection Gallery che è parte della Harley Gallery, fondata nel 1978 dalla nuora di Winifred, Ivy (che a sua volta lo aveva indossato all’incoronazione di Elizabeth II nel ’53). Insieme alla tiara è stata rubata una grossa spilla, che dalla foto diffusa dalla polizia sembra un dévant de corsage.

I ladri sono arrivati a bordo di una Audi S5 color argento, e hanno sottratto i due gioielli tra le 21.45 e le 22.00 di martedì scorso, riuscendo a dileguarsi nonostante la sirena del sistema d’allarme. L’auto è stata ritrovata bruciata poco lontano. Il timore è che la tiara possa venire smontata e le pietre vendute singolarmente, sarebbe una grande perdita non solo per la storia della gioielleria, ma un po’ anche per quella del paese.

(per l’anello di Lady Violet invece si spera basti invocazione a Sant’Antonio)

Something old, something new, something borrowed, something blue

Giovedì 20 novembre 1947, alle 11.30, le campane di Westminster Abbey suonano a festa: si sposa Elizabeth, figlia del re ed erede al trono. Lo sposo ha anche lui sangue reale, ma per una complicata situazione politica e familiare è noto solo come Tenente Philip Mountbatten, della Royal Navy; in occasione delle nozze però il re lo crea The Duke of Edinburgh, Earl of Merioneth e Baron Greenwich of Greenwich in the County of London.

Gli sposi si sono conosciuti da bambini, a un altro matrimonio celebrato a Westminster; il 29 novembre 1934 lo zio di lei, George Duca di Kent aveva sposato Marina di Grecia, cugina di lui. Philip aveva 13 anni, Elizabeth ne aveva otto ed era tra le damigelle della sposa. duke kent wedding Si rincontrano tre anni dopo, nel 1937, all’incoronazione del padre di lei, ma la regina confesserà poi di non averlo notato né nella prima né nella seconda occasione. La terza è quella giusta: nel luglio del ’39, poco prima che scoppi la guerra, Lord Mountbatten, zio di lui e ufficiale della Royal Navy organizza la visita dei sovrani al collegio navale di Dartmouth, e il cadetto Philip Mountbatten è incaricato di scortare le principesse. È l’incontro fatale.Phil&Lilibet first meetingScoppia la guerra, i rapporti tra i due sono principalmente epistolari; poi la guerra finisce, Elizabeth compie 21 anni e il re dà il suo consenso: il 9 luglio 1947 viene annunciato il fidanzamento. Per l’abito ci sirivolge a Sir Norman Hartnell, sarto di fiducia della regina consorte, che propone vari modelli; quello definitivo si decide a metà agosto, e dunque ci sono solo tre mesi per realizzarlo. Hartnell confida di essersi ispirato alla Primavera di Botticelli; Lady Violet confessa a sua volta che grandi somiglianze non ne vede, ma il significato simbolico del ritorno della primavera è particolarmente adatto al momento postbellico.

Il risultato è un abito con corpino aderente, scollatura a cuore, vita naturale definita da un triangolo rovesciato e gonna a pannelli, con un piccolo strascico che parte dalle spalle; lo completa un velo ricamato di quattro metri e mezzo. Ma la sposa avrà rispettato la tradizione del vecchio nuovo blu prestato?

Something old queen wedding pearls Il giorno del matrimonio al collo della giovane Elizabeth splendono due fili di perle. Si tratta di due collane distinte, la Queen Anne e la Queen Caroline, e sono il dono di nozze dei genitori. La più corta, di 46 perle, si ritiene sia appartenuta alla Regina Anne, l’ultima sovrana Stuart; l’altra è composta da 50 perle provenienti probabilmente dai gioielli della consorte di re George II. La prima collana dovrebbe dunque risalire all’inizio del ‘700, l’altra al secolo seguente; sicuramente old.

Something new queen wedding dress A causa del razionamento i tessuti necessari per la realizzazione dell’abito dell’abito vengono acquistati con le tessere annonarie. Moltissime persone dai quattro angoli del regno inviano alla giovane principessa le loro tessere per aiutarla, ma essendo tale pratica illegale viene rispedito tutto indietro. La seta duchesse egli altri materiali sono espressamente realizzati da manifatture britanniche, mentre le 10.000 perline e i cristalli usati nei ricami arrivano dagli Stati Uniti.

Something borrowed queen wedding tiara Il velo in tulle ricamato, che Elizabeth preferisce al più classico pizzo, è tenuto fermo dalla Fringe Tiara, avuta in prestito dalla madre, che l’aveva ricevuta in dono dalla suocera nel 1936. La tiara era stata creata dal gioielliere Garrand nel 1919, ispirandosi all’imperante stile russo, allora molto di moda. Gran parte dei diamanti utilizzati veniva dalla tiara/collier acquistata dalla regina Victoria come dono di nozze per Mary, che la indossò nel giorno del suo matrimonio col futuro George V il 6 luglio 1893. Sua Maestà ha ereditato la tiara alla morte della Regina Madre, nel 2002. Le cronache raccontano che il giorno delle nozze con Philip la tiara, maneggiata male, si spezzò e fu risaldata sul momento: bisognerebbe avere sempre un gioielliere a portata di mano!

Something blue elizabeth philip wedding Sir Norman Hartnell dichiarò di avere inserito per buona fortuna, nella ricca decorazione dell’abito, un piccolo quadrifoglio sul lato sinistro della gonna, così che la sposa potesse sfiorarlo con la mano durante la cerimonia. Per il resto, non è mai stato reso noto se la giovane Elizabeth indossasse qualcosa di blu; magari le bastava il blu profondo dell’uniforme dello sposo.

 

Se vi interessa la figura di Sir Norman Hartnell: A Royal Calendar – 12 giugno 1901

 

 

 

 

 

Una fidanzata e una sposa

La fidanzata è Theodora, quarta dei cinque figli degli ex sovrani di Grecia, Costantino e Anne Marie che ne hanno appena annunciato le prossime nozze con tal Matthew Kumar, avvocato californiano trentaquattrenne. Theodora engagement La fanciulla, che porta lo stesso nome di una delle sorelle del Duca di Edimburgo, vive a Los Angeles dove ha coronato il sogno di recitare e, come Theodora Greece, fa parte del cast di Beautiful nel ruolo di Alison Montgomery. khedive tiara Data e dettagli delle nozze verranno annunciati prossimamente così scopriremo se, seguendo la tradizione familiare iniziata con la bisnonna Margaret di Connaught, Theodora sull’altare indosserà la Khedive Tiara. Sarà un matrimonio da non perdere, vi immaginate che faccia farà Brooke scoprendo  che stavolta non tocca a lei?

La sposa è Marta Ortega. Forse il nome vi dirà poco, ma sappiate che probabilmente avete contribuito anche voi a pagare l’abito di Valentino Haute Couture con cui ha impalmato Carlos Torretta. Marta è infatti figlia di Amancio Ortega Gaona, Mr Zara in persona, quinto nella graduatoria dei più ricchi del mondo con un patrimonio di circa 70 miliardi di euro, miliardo più miliardo meno. marta_ortega_wedding dress Marta, alle seconde nozze e madre di un bimbo di cinque anni,  ha fatto una scelta di rara raffinatezza. Un abito di una tonalità leggermente rosata (che ovviamente non si apprezza dalla fotografia di Peter Lindberg) per il quale probabilmente Pierpaolo Piccioli ha tratto ispirazione dall’abito con cui Jacqueline Bouvier Kennedy divenne Onassis (seconde nozze miliardarie pure quelle).

Molto bello anche il bouquet “selvaggio”, composto da Thierry Boutemy con piante della Galizia – regione d’origine degli Ortega – in elegante contrasto con l’abito così pulito e sofisticato. Non mi piacciono invece né l’acconciatura, né la (s)pettinatura.

La foto del giorno – 17 novembre

Dato che vi è tanto piaciuto il Pink Legacy, il diamante rosa da 19 carati venduto all’asta da Christie’s per 50 milioni di dollari (ne abbiamo parlato qui La foto del giorno – 14 novembre ) oggi raddoppiamo, e per par condicio ecco un diamante, sempre vivid fancy, ma blu, sobriamente ribattezzato il Sacro Graal dei diamantibulgari vivid blue diamond Sempre Christie’s, ma stavolta a New York, il 5 dicembre prossimo proporrà nell’asta Magnificent Jewels un rarissimo diamante blu da 8.08, il cui prezzo stimato oscilla tra i 13 e i 18 milioni di dollari. I diamanti blu sono in assoluto i più rari, e hanno quotazioni da capogiro, vediamo questo che prezzo raggiungerà! Confesso, in questi casi mi sento quanto mai affine al divino Oscar (Wilde) quando diceva: ho gusti semplici, mi piace solo il meglio.

Intanto vi lascio il link, così potete godervi questa meraviglia della natura in tutto il suo splendore https://www.christies.com/Features/The-holy-grail-of-diamonds-9536-3.aspx