Il giorno dei Nobel

Alfred Nobel, chimico e filantropo svedese, morì (a Sanremo) il 10 dicembre 1896, ed è questa la data scelta per la consegna dei premi a lui dedicati.

Di mattina a Oslo quello per la Pace – attribuito quest’anno al Primo Ministro etiope Abiy Ahmed Ali, per l’impegno nel risolvere il conflitto con la vicina Eritrea – con i sovrani e gli eredi in posa col premiato per la foto ricordo, schierati in ordine d’importanza certo, ma anche d’altezza, come in Tutti insieme appassionatamente.

nobel peace 2019

(Ph. Terje Pedersen, NTB scanpix)

Per Mette-Marit (in Valentino) è la prima uscita pubblica dopo la rivelazione dei suoi incontri con Jeffrey Epstein, per cui la principessa si è scusata pubblicamente con sudditi e vittime dell’imprenditore accusato di pedofilia e crimini sessuali.

Qualche ora dopo la scena si è spostata a Stoccolma, e qui la consegna dei premi alla crème de la crème dei cervelli è un’occasione di gran gala, uno degli eventi clou del calendario svedese. Presente naturalmente re Carl XVI Gustav accompagnato dalla sua aria perennemente infastidita, e la famiglia reale quasi al completo: mancava solo Chris O’Neal, marito della figlia minore Madeleine, che dev’essere rimasto a Miami coi tre pupi. nobel 2019 silviaLa regina Silvia, che compirà 76 anni tra un paio di settimane, ha riciclato un Elie Saab, più sobrio e parco di pizzo delle classiche creazioni del couturier libanese, e l’ha completato con la tiara delle Nove Punte, detta anche della Regina Sofia (la moglie di Oscar II, nata Sophia di Nassau). Confesso che nonostante l’abbondanza di diamanti – più di 500 – non mi fa impazzire, ma Silvia è dotata di un’eleganza innata e di una bellezza solo appannata dall’età, per cui fa sempre una gran figura. nobel 2019 victoria

La futura regina Victoria ha molte qualità, ma non ha ereditato lo chic materno, e questa vota bene ha pensato bene – cioè male – di affidarsi allo stilista eritreo-svedese Selam Fessahaye, che se non è quotato come Armani una ragione ci sarà. Lui per ringraziamento l’ha affogata in un quintale di tessuto bianco e nero (no, non è vero che sia una scelta sempre vincente), che le regala pure qualche chilo, come se non bastasse il Natale imminente. Tremenda la manica/spallina scesa, un dettaglio che si addice più a un boudoir che a un consesso i scienziati e letterati. Per fortuna l’occhio può distrarsi perdendosi tra il collier di diamanti e la Baden Fringe Tiara, esemplare svedese del modello che brilla praticamente in ogni regal forziere. nobel 2019 sofiaA proposito di tiare: Sofia, moglie del principe Carl Philip, ha un’interessante variazione sul tema del  diadema ricevuto come dono di nozze dai sovrani suoceri; finora ha indossato non sempre ma quasi solo quello, sostituendo le pietre colorate: oltre agli smeraldi della versione originale, l’abbiamo visto con le perle e oggi coi turchesi, immagino per adattarlo all’abito. Creazione della svedese Emelie Janrell, riprende lo stile Elsa di Frozen prediletto dalla principessa; ma quelle maniche sono certa che avrebbero fatto la felicità di Alexis, la cattiva di Dynasty. nobel 2019 madeleineSe proprio ci si deve ispirare a qualcuno perché scegliere un cartone animato? Dunque, indossato un modello anni ’50 shocking pink del venezuelano Ángel Sánchez, Madeleine ha deciso di evocare la Marilyn di Gli uomini preferiscono le bionde. E dato che come si sa i diamanti sono i migliori amici di una ragazza ci ha piazzato i favolosi orecchini Diamond Epaulette, coronando il tutto col kokoshnik di famiglia, che oltre ai diamanti ha anche cinque enormi esemplari di acquamarina. La tiara arrivò probabilmente alla Corte svedese con Margaret di Connaught, sposa di Gustav VI Adolf, che la lasciò alla nuora Sibylla, madre dell’attuale sovrano. Ereditata dalla principessa Margaretha, sorella maggiore di Carl Gustav, è scomparsa alla vista per un bel po’; Madeleine l’ha indossata in varie occasioni, tra cui il tea party che offrì a Palazzo a dei bambini ammalati, in cui apparve vestita da principessa per la gioia dei piccoli ospiti. nobel 2019 backAnche oggi il coup de théâtre è il suo: osservandolo da dietro l’abito rivela la presenza di un tulle trasparente che mette al sicuro la scollatura, su cui si arrampicano i bottoncini nello stesso tessuto dell’abito. Sulla rozzezza di quel sole piazzato tra le scapole di sua cognata invece mi taccio.

Grace, il cigno (parte prima)

Il 12 novembre 1969 Sua Altezza Serenissima Grace di Monaco compie quarant’anni, e decide di festeggiare con un ballo che resterà famoso: lo Scorpio Ball. La principessa è scorpione, ma anche appassionata di astrologia – segue fedelmente le direttive di Carroll Righter l’astrologo delle star – e  dunque la scelta è semplice. grace scorpio ballGrace Patricia Kelly nasce a Philadelphia il 12 novembre 1929, l’anno della grande crisi che ci regalerà tre icone del Novecento (le altre due si chiamano Audrey e Jackie). Il padre John Brendan detto Jack è un uomo che si è fatto da sé, e si è fatto così bene che oltre ad essere diventato milionario fabbricando mattoni è anche campione olimpico di canottaggio (due ori ad Anversa 1920, uno a Parigi 1924). Conosce Margaret Majer in piscina; lei insegna educazione fisica e allena la squadra universitaria femminile di nuoto. Margaret, figlia di immigrati tedeschi, è luterana ma si converte prima di sposare lui, irlandese e cattolico. grace with her familyE qui vi tocca una piccola digressione familiare: il mio nonno materno, immigrato a Philadelphia negli anni ’10, raccontava di essersi scontrato più di una volta con Jack Kelly e i suoi; infatti gli Irlandesi erano spesso aggressivi con gli Italiani, nonostante fossero entrambi cattolici (circostanza che mi è stata confermata da Joseph Scelsa, presidente dell’Italian American Museum di New York, quando ho tenuto lì una conferenza). Quello che mio nonno non ha mai raccontato è quante ne abbia prese dall’assai più alto e muscoloso Jack, ma questa è un’altra storia.

Grace è la terza dei quattro figli della coppia, non saprei dirvi se anche lei fosse così devota all’attività fisica (sembra abbia detto che nella sua famiglia erano soliti competere per tutto, a partire dall’amore dei genitori) mentre è certa la passione per la recitazione, come due dei suoi zii paterni: William, attore di vaudeville negli anni ’20, e soprattutto come George, attore regista e commediografo che vinse il Pulitzer nel 1926, la cui omosessualità non fu mai accettata dal clan Kelly. Terminati gli studi Grace si trasferisce a New York, dove va a vivere al famoso Barbizon Hotel, pensionato per ragazze nell’Upper East Side (ora è un condominio chic).  grace 14 hoursLa bella fanciulla si mantiene facendo la modella; debutta a Broadway, un po’ di televisione, e finalmente il grande schermo: un brevissimo ruolo in La quattordicesima ora di Harry Hataway. È un film in qualche modo legato al nostro paese: il protagonista Richard Basehart era il marito di Valentina Cortese, ed è guardando una sua locandina  che all’americano a Roma Alberto Sordi/Nando Mericoni, viene l’idea di minacciare il suicidio salendo in cima al Colosseo. Grace Kelly, Gary Cooper
High Noon ( 1952) / UA

0044706Col secondo ruolo arriva la consacrazione a Hollywood: Grace è la giovane moglie quacchera dello sceriffo Gary Cooper in Mezzogiorno di fuoco. È l’inizio di una carriera brevissima in cui si alternano le classiche produzioni anni ’50 come Mogambo, I ponti di Toko Ri, Fuoco verde, ad alcuni dei più bei film di di Hitchcock: Delitto perfetto, Caccia al ladro, e il capolavoro La finestra sul cortile. L’attrice diventa la musa del regista britannico, che ne ama la bellezza algida in contrasto con la passionalità di fondo, e la ribattezza Hot Ice, ghiaccio bollente.

Diventa rapidamente una  vera diva, è l’anti Marilyn, la donna ammirata da uomini e donne. Riesce a vincere anche un oscar, per il modesto La ragazza di campagna con Bing Crosby, che recita con lei anche nel suo ultimo film Alta società (Crosby, o meglio la sua voce, compare in altro film di Grace: La finestra sul cortile; è lui che canta To see you is to love you. grace kelly oscar.jpgSi ipotizzano amori praticamente con tutti i suoi colleghi, e in qualche caso è anche vero, ma l’uomo che Grace vuole sposare è Oleg Cassini, couturier franco-americano che ha sedici anni più di lei e due divorzi alle spalle (una delle mogli è la bellissima attrice Gene Tierney, e dal matrimonio erano nate due bambine, una delle quali con gravi handicap). grace kelly oleg cassiniCassini non è proprio il partito che i Kelly desiderano per la figlia, e viene bruscamente accompagnato alla porta; si consolerà qualche anno più tardi vestendo la First Lady Jackie Kennedy e trasformando la donna più famosa nella più chic. Nel 1955 Grace va a Cannes per il festival del cinema e in questa occasione conosce Rainier III, che regna sul piccolo Principato della Côte (un breve post qui La foto del giorno – 17 aprile ). Si scrivono, si innamorano, a Natale lui si presenta casa dei Kelly a Philadelphia per il fidanzamento ufficiale con un anello eternity  di Cartier che alterna diamanti a rubini, i colori di Monaco. Grace Kelly Shows Off Engagement RingL’anello viene presto sostituito da uno molto più importante: un favoloso diamante di 10.47 carati taglio smeraldo, con diamante più piccolo, taglio baguette, su entrambi i lati; nel suo pulito splendore senz’altro il preferito da Lady Violet tra tutti gli anelli di fidanzamento royal. grace diamond engagement ringUn vero gioiello da diva hollywoodiana, che Grace indossa nel suo ultimo ruolo, quello di Tracy Lord, ragazza ricchissima indecisa tra tre uomini che finisce per risposare l’ex marito jazzista. Alta società è il suo canto del cigno, animale cui è stata sempre avvicinata per il collo sottile e il portamento elegante. grace tracy lordÈ il 1956, e il mondo sta per assistere – per la prima volta in diretta tv – al matrimonio tra il sovrano del secondo paese più piccolo al mondo e l’attrice che sembra già una principessa. Tredici anni dopo la principessa è una donna matura, sempre bellissima, e sta per festeggiare i suoi primi quarant’anni. Il giorno del compleanno cade di mercoledì, e dunque si resta in famiglia, con le due sorelle Peggy e Lizanne; per lo Scorpio Ball si attende il weekend. Princess Grace and Her SistersE noi faremo lo stesso, stay tuned!

Remembrance Sunday 2019

Dopo il Field of Remembrance a Westminster Abbey con i Duchi di Sussex, dopo il Remembrance Festival di ieri sera alla Royal Albert Hall, oggi è il Remembrance Sunday, il giorno della commemorazione dei caduti militari e civili in guerra. La celebrazione si tiene nella seconda domenica di novembre, la più vicina al giorno dell’armistizio della prima guerra mondiale, che i Britannici firmarono alle 11.00 del giorno 11/11/1918.remembrance sunday 2019 the cenotaphLa cerimonia nazionale a Whitehall, al Cenotaph, alla presenza del sovrano e della Royal Family.

Dopo due minuti di silenzio inizia la deposizione delle corone di papaveri: da qualche anno la Regina viene sostituita in questa operazione dal Principe di Galles, e assiste alla cerimonia dal balcone che guarda il monumento, la Duchessa di Cornovaglia alla sua destra e la Duchessa di Cambridge alla sinistra. remembrance sunday 2019Altri membri della Royal Family – tra cui la Duchessa di Sussex – prendono posto nei balconi laterali, il che non manca mai di essere sottolineato, mentre è ovvio che il posto d’onore spetti alla sovrana e alle future regine consorti. remembrance sunday 2019 the queenCome ieri, la Regina ha fermato i tradizionali papaveri di carta con la Dorset Bow Brooch, appuntata su un delizioso cappottino bouclé, Camilla sfoggia un cappello con abbondanti piume nere che farebbe venire l’acquolina a qualunque bersagliere, mentre Catherine s’è vestita da ussaro, in fondo è una cerimonia militare, no? remembrance sunday meghanNel balcone a fianco, tra Sophie di Wessex e l’Ammiraglio Tim Laurence (marito di Anne) c’è Meghan, con la classica espressione di chi al pranzo di nozze si ritrova al tavolo dei bambini. Per lei cappello a fungo e cappotto fermato con l’immancabile cintura.

Her Majesty questa volta si è commossa. E noi con lei.

Remembrance Day 2019 – Festival of Remembrance

remembrance 19 royal albert hall stageCome da tradizione, le celebrazioni per il Remembrance Day – il giorno in cui nel Regno Unito si ricordano i caduti per la patria – iniziano con il Royal British Legion Festival of Remembrance; sul palco della Royal Albert Hall si alternano artisti e soldati di diversi reggimenti. remembrance 19 royal albert hallPresente la Royal Family quasi al completo, tutte le signore sono in nero più o meno sobrio, e sulla spalla di ciascuno spicca con grazia il rosso del poppy, il papavero che si indossa in onore dei caduti. Occhi puntati sui Duchi di Sussex, alla prima uscita col resto della famiglia dopo la sciagurata intervista televisiva e l’annuncio del prossimo viaggio negli USA per festeggiare l’americanissimo Thanksgiving Day con Archie e la nonna. remembrance 19 royal albert hall meghanLa duchessa sembra aver tirato fuori da chissà quale baule un incredibile vestitone anni ’50 in pesante tessuto damascato, con abbondantissima gonna a ruota e l’inevitabile cintura in vita. Praticamente è riuscita a sintetizzare in un solo abito tutto ciò che le sta peggio, mica facile! Molto bella la scollatura sottolineata dal piccolo collo: purtroppo la generosa esposizione del florido décolleté è totalmente inadatta all’occasione. remembrance 19 royal albert hall cambridgesPiù sobria – e praticamente perfetta – la cognata Duchessa di Cambridge, in un abito di gran linea (che sembra blu, ma penso sia nero) con l’unico dettaglio di uno scollo a barchetta appena accennato e una cinturina di velluto. In testa un delizioso tocco glam; uno di quei bandeau che ha contribuito proprio lei a rendere popolari, firmato Zara e in vendita a meno di 20 euro.

 

Senza infamia e senza lode le due nuore della sovrana: Camilla con un abito in velluto con inserti in cady, penalizzato da calze troppo pesanti e brutte scarpe; mentre Sophie sembra una signora anni ’70 col bolerino di pelliccia (spero sintetica, dato che la suocera – che lei chiama Mamà – ha appena rinunciato a quelle autentiche) la gonna lunga e le calze chiare. remembrance 19 royal albert hall anneImbattibile la Princess Royal; dite la verità, anche voi siete state tentate di allungare un abito troppo corto con un bordo a filet. Date retta, meglio donare un capo a qualche associazione benefica, piuttosto che sembrare una dei beneficati. remembrance 19 royal albert hall the queenIn conclusione, in my humble opinion, la migliore è sempre lei, con la Dorset Bow Brooch a fermare i papaveri di carta, il cui rosso è ripreso nella stessa sfumatura del rossetto. La classe.

Tennō Heika Banzai! – Guests

Concludendo la settimana che ha visto Naruhito sedersi definitivamente sul Trono del Crisantemo eccoci a uno dei momenti che preferite: il commento alle mise. Grande protagonista, ve lo dico subito, il cape dress, scelto da diverse in signore in versione giorno/sera, e in diversi colori (lo si è visto anche sulla moglie del Primo Ministro della Repubblica Ceca, in bordeaux la mattina, e in bianco con mantella corta al banchetto di gala).

Il modello giusto per una cerimonia del genere, deve aver pensato Mary, futura regina consorte di Danimarca, che lo ha indossato in entrambe le occasioni, declinandolo nella palette grigio/lavanda/mauve. Più chic secondo me per la cerimonia mattutina, in abito Valentino cui ha abbinato un cappello Philip Treacy con grandi rose nelle sfumature del viola, e in contrasto il rosso dei rubini della parure che Napoleone donò a Désirée Clary (in questo caso Mary indossa bracciale più collier e orecchini, l’uno e gli altri senza pendenti). Di grande impatto la versione serale, quando l’abito assume una sfumatura tendente al mauve, scopre le spalle, e il mantello si ricopre di cristalli: una variante meno sofisticata dell’altra, ma comunque perfetta per l’occasione. Avendo Mary un gran gusto e un ottimo senso dello stile, non ha caricato il tutto con una tiara di particolare importanza scegliendo invece il piccolo diadema edoardiano, con rosette di diamanti, piccoli rubini e spinelli, con orecchini in parure, che ha acquistato da sé a un’asta nel 2012.

In un’ideale sfida tra i due brand più prestigiosi del made in Italy, altro cape dress a scatenare il delirio è quello rosa cipria – firmato Armani Privé – indossato con una semplice toque da Mathilde, Regina Consorte dei Belgi. Che per farsi perdonare tanto raffinato splendore, la sera si veste da centrino sottotorta in pizzo dorato, con un fitting la cui bruttezza è seconda solo al modello: spalle strette, scollatura indecisa e pannello a strascico che parte dalla vita, in modo da poter tranquillamente ammazzare qualunque tipo di fianco. La salva dal disastro solo l’eleganza innata e la tiara delle Nove Province, indossata nella forma più semplice, come bandeau.

Siete un po’ deluse dai diademi visti finora? Niente paura, state per rifarvi, grazie a Máxima e al suo stile flamboyante. Per la cerimonia di intronizzazione la regina ricicla la mise del Prinsjesdag 2017: un abito Natan in broccato di seta a grandi rose, in una sfumatura di grigio tendente al blu, e lo completa con un cappello en pendant, stessa nuance di colore e stessa rosa monstre, pericolosamente simile a un cavolfiore. Per la sera abito dégradé dal rosso al nero e ritorno, con ricamo a zigzag nella fascia centrale. L’avrà scelto per abbinarlo alle punte della Mellerio Ruby Tiara? Comunque sia non importa, un diadema del genere va su tutto, e sta bene con tutto.

Se però volete sapere qual è la tiara preferita da Lady Violet, state per scoprirla, non prima di aver bevuto l’amaro calice della mise del mattino. Stiamo parlando della Reina Letizia, che ha partecipato alla cerimonia di intronizzazione con un abito in satin a fiori tapisserie di Matilde Cano. L’abito appartiene alla collezione 2020, ed è in preordine sul sito a euro 339. Ora, io sono certa che su qualche sito/giornale/magazine italico abbiate letto qualcosa del tipo “Letizia incanta con l’abito low cost”, ma fatemi dire una cosa. Indossare in un’occasione del genere un abito low cost è una cafonata unica, una forma di snobismo infantile e ridicolo. Ciò detto, l’abito è discreto ma troppo lungo, per cui nel camminare la Reina continuava a dare calcetti al tessuto perché non finisse sotto le suole. A completare il tutto, i capelli schiacciati da un bandeau senza infamia e senza lode, forse ispirato da quelli resi famosi dalla Duchessa di Cambridge, 10 anni più giovane e 10 centimetri più alta, la quale ha comunque chiaro il concetto che ciò che si mette in testa deve avere sempre un po’ di volume in verticale così da slanciare la figura. L’avete vista Mary, sì? Per fortuna ci pensava il collier di diamanti della regina Victoria Eugenia, dono di nozze del marito Alfonso XIII, a risollevare il tono.

Per la sera, Letizia va sul sicuro con un Carolina Herrera shocking pink, ricamato a fiori che a molti hanno ricordato quelli del manton del Manila, lo scialle sfrangiato importato dalla Cina e diventato popolarissimo in Spagna durante il Settecento. Abito d’impatto, fitting perfettibile (guardate la piega sul pur esilissimo braccio), ma la tiara vince tutto. È la Fleur de Lys, la più importante del forziere spagnolo; anch’essa dono di dono di nozze di Alfonso XII alla moglie Vittoria Eugenia, che la indossò in quell’occasione, è riservata alla regina. I tre grandi gigli di Francia intercalati da volute e tempestati di diamanti di varie dimensioni sono uno dei simboli araldici dei Borbone;  è realizzata in platino, il che la rende ragionevolmente leggera. La tiara è chiamata anche Ansorena, dal nome dei gioiellieri madrileni che la realizzarono nel 1906.

Un po’ indecisa invece Victoria di Svezia, arrivata col padre Carl Gustav. Per la cerimonia sceglie un abito Escada blu inchiostro, che completa con un cappello Philip Treacy, in un modello simile a quello di Mary. Al gala invece si presenta con un abito in pizzo beigiarello, che tra colore e modello non le dona particolarmente. La scelta della tiara però mi commuove, è la Laurel Wreath, firmata Boucheron ed ereditata dalla prozia Lilian, protagonista di una meravigliosa storia d’amore che un giorno vi racconterò. Victoria è la sola delle royal ladies – immagino perché sarà il monarca e non la regina consorte – a indossare la fascia blu con bande rosse del Supremo Ordine del Crisantemo (come il Principe di Galles e Frederik di Danimarca). I sovrani indossano tutti il collare dell’Ordine, che è la massima onorificenza nipponica; le regine consorti portano invece la fascia gialla con bande rosse dell’Ordine della Corona Preziosa, riservato alle donne. La povera Mary di Danimarca, che al momento non ha ricevuto alcuna onorificenza giapponese, come da regola indossa quella di più alto rango del suo paese: il danese Ordine dell’Elefante (e immagino abbia scelto il colore dei suoi abiti in modo da valorizzare al massimo questa caratteristica).

I più belli, i più eleganti, i più affascinanti per Lady Violet? japan enthronement bhutanLoro: Re Jigme Khesar Namgyel Wangchuck del Bhutan e la sua Regina, Jetsun Pema.  Di giorno o di sera, nello splendore degli abiti tradizionali, lui ha charme e autorevolezza nonostante la giovane età (e i capelli impomatati), lei è di una bellezza imbarazzante, altro che principesse, duchesse e tutte le altre -esse che affollano le cronache. japan gala bhutanE poi, per la sera sono in viola!

Con mio sommo dolore non possiamo chiudere in bellezza. Forse vi sarete chiesti se ci fosse qualcuno a rappresentare l’Italia. La risposta è sì, l’incarico è stato svolto dalla seconda carica dello stato, il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. La quale al banchetto di gala il cui dress code prevedeva white tie, abito da sera, decorazioni e diademi, si è presentata in pantaloni. Questo sempre perché gli Italiani sono i più eleganti di tutti, giusto? https://twitter.com/i/status/1187034643712921601

Le foto del giorno – 18 ottobre

Giornata clou a Oviedo con la consegna dei premi intitolati alla Princesa de Asturias, che oggi ha avuto il suo battesimo ufficiale come erede al trono (con qualche dettaglio che francamente non mi è chiaro, magari mi aiutate voi). oviedo 2019 audienciaQuesta mattina prima udienza ufficiale per la giovanissima Leonor (e sua sorella Sofía) con consegna delle medaglie ai premiati. Le due ragazze hanno ripetuto i loro soliti look con abiti simili anche se non identici, nella stessa palette usata nelle ultime uscite: Leonor in rosa, Sofía in azzurro (circostanza che mi ha riportato alla memoria due mie lontane cugine, tra loro sorelle ed entrambe più grandi di me, da cui a volte ereditavo coppie di abiti, stesso modello ma in due taglie e in due colori diversi, spesso proprio rosa e azzurro). oviedo 2019 leonorLeonor è stata impeccabile, disinvolta e partecipe. Un po’ meno Sofía, che è simpatica ma ha spesso un’aria vagamente annoiata (e a dodici anni non ha nemmeno tutti i torti). Il tutto alla presenza del Rey, assai protettivo e un filo asfissiante con la figlia, e sotto il rigido controllo della Reina. oviedo 2019 letiziaLa quale ha indossato un abito di rara bruttezza, di cui la stampa spagnola si è affrettata a illustrare il significato recondito: è firmato Pertegaz, creatore anche del suo non memorabile abito da sposa; e dalla Boda Real di quindici anni fa Letizia non aveva più indossato nulla della Maison. Fino a oggi, quando ha completato la sua mise con gli orecchini di diamanti dono nuziale dei suoceri. Confesso, il motivo per cui nel giorno del debutto della figlia si rimandi al proprio ingresso nella famiglia reale mi sfugge, ma probabilmente è un problema mio. oviedo 2019 teatroNel pomeriggio finalmente, al Teatro Campoamor, la consegna dei premi col primo discorso ufficiale della fanciulla che un giorno siederà sul trono di Spagna. LLEGADAS A LOS PREMIOS PRINCESA DE ASTURIAS 2019Incomprensibilmente infilata in un vestituccio da brava bambina, mentre la sorella minore ha un aspetto assai più maturo anche grazie all’abito meno bambinesco. LLEGADAS A LOS PREMIOS PRINCESA DE ASTURIAS 2019Dress to impress as usual Letizia, che per la prima volta da quando partecipa al premio ha scelto il rosso, il colore della Hispanidad: un discreto abito in seta del solito Felipe Varela, che francamente scompare davanti a quegli orecchini. CEREMONIA PREMIOS PRINCESA DE ASTURIAS 2019Nota finale: per quale ragione al tavolo d’onore ci fosse anche l’Infanta Sofía non è dato sapere; capisco che sia difficile diversificare i ruoli tra loro, che sono solo due, vicine come età, e probabilmente finora hanno fatto tutto insieme, ma arriverà il momento in cui ciascuna dovrà essere indirizzata sulla propria strada, e oggi quel cammino è iniziato.

Al di là dei miei dubbi, il discorso di Leonor è stato un delizioso capolavoro di grazia e opportunità. Non perdetelo! https://www.hola.com/realeza/casa_espanola/20191018152057/princesa-leonor-discurso-premios-princesa-asturias/

La foto del giorno – 3 ottobre

La Giornata Mondiale della Poesia si tiene tutti gli anni il 21 marzo, primo giorno di primavera,e data per me particolarmente simbolica perché nei giorni di quell’equinozio festeggio il compleanno della mia Purple, nata appunto il 21, e onoro la memoria di mia madre, morta il 23. Ignoro se nel Regno Unito la poesia si celebri come nel resto del mondo, ma ho scoperto che oggi è il National Poetry Day, e il Principe di Galles è stato invitato a leggere un testo durante il programma Breakfast Show di BBC Radio 2. charles poetry dayAvendo letto ieri l’anticipazione dell’evento, ero curiosa di scoprire quale poesia avesse scelto il futuro sovrano, e quando l’ho sentito sono rimasta davvero – e piacevolmente – sorpresa. Scordatevi odi guerresche o poesie romantiche o elegie bucoliche, Charles ha scelto Quoting Shakespeare, di Bernard Levin. Che non era un poeta, ma uno dei giornalisti più brillanti della sua generazione, quella che ha segnato la seconda metà del secolo scorso. È un pezzo splendido, sull’importanza delle parole e la loro bellezza. Scritto dal figlio di immigrati ebrei ucraini, che nella ricchezza della lingua, nella sua origine nobile e popolare, trova la sua identità, l’appartenenza a una comunità, e alla fine anche il lavoro della vita. 

Se conoscete bene l’Inglese vi delizierete nel cogliere dettagli e sfumature, se lo conoscete meno, o affatto, gradirete la bella voce profonda del principe, e spero che alla fine dedichiate un pensiero al fatto che noi, gli Italiani, siamo un popolo unito prima dalla lingua – e dalla cultura – che dai confini. E che nessun confine si proteggerà mai stuprando la lingua e ignorando la cultura.

Per cui vi propongo una microazione di ecologia linguistica: quando scrivete qualcosa, dalla lista della spesa al post sui social, ve ne prego, rileggete. E nel caso correggete. Saremo lo stesso sommersi dai rifiuti, ma il mondo sarà comunque un posto migliore.  https://twitter.com/i/status/1179747268544602122

 

La foto del giorno – 24 luglio

Con l’incarico ricevuto da Her Majesty, Boris Johnson è il nuovo Prime Minister del Regno Unito. L’incontro è avvenuto come da tradizione nella Audience Room di Buckingham Palace; i piani della sovrana prevedevano il trasferimento a Balmoral già la scorsa settimana, rinviato proprio per la delicata situazione politica. Considerando però il palazzo londinese è aperto al pubblico da sabato scorso, la regina si è spostata a Windsor, dove è rientrata immediatamente dopo il conferimento dell’incarico. the queen borisImpeccabile as usual, the Queen era in azzurro con una spilla che non sembra avere un particolare significato: formata da diamanti e perle su un disegno ovaleggiante che rimanda all’Art Déco, è stata indossata la prima volta nel 2016, il che fa pensare possa trattarsi di un regalo per i novant’anni appena compiuti. Non avendo altri spunti – l’abito di Johnson è piuttosto brutto, e in genere tutto il suo aspetto conferma la sua fama di scarsa eleganza, e sono stata buona – l’attenzione dei più si è rivolta al ventilatore piazzato accanto al camino; un Dyson, notoriamente piuttosto costoso ma anche efficace. Il minimo, per questa povera donna costretta ad andare avanti e indietro nel mezzo di un’ondata di caldo africano molto poco britannico (e va ricordata in altri casi la presenza di una stufetta elettrica, che Sua Maestà non spreca i soldi dei contribuenti in costosi sistemi di regolazione della temperatura di Palazzo).

L’attenzione di Lady Violet è stata invece attratta dal quadro seminascosto dal Primo Ministro: si tratta di un Canaletto, e più precisamente London: The Thames from Somerset House Terrace towards the City. Il pittore veneziano lo dipinse negli anni 1750/51 in pendant con un altro, che mostra il panorama del Tamigi nella prospettiva inversa (London: The Thames from Somerset House Terrace towards Westminster). Anche quest’ultimo fa parte del Royal Collection Trust, e viene esposto alternandolo col primo. Lo prendiamo come un augurio: alle spalle di Johnson c’è qualcosa che vale.

Le foto del giorno – 9 luglio

Si saranno mese d’accordo?

Oggi due regine piuttosto diverse – l’una è il monarca l’altra solo consorte, l’una ha il doppio dell’età dell’altra – hanno affrontato un impegno in solitaria, scegliendo entrambe il fuxia.

Her Majesty a Cambridge non si è risparmiata, visitando The National Institute of Agricultural Botany, il Queen’s College e il Royal Papworth Hospital. Per lei cappottino con doppio colletto, cappello con decorazione floreale insolita e un po’ selvaggia (però non saprei dirvi che fiori sono) e sulla spalla la Singapore Peranakan Diamond Jubilee Brooch: 61 diamanti in filigrana d’oro, lavorata con la tecnica tradizionale degli artigiani cinesi emigrati nella penisola malese. La spilla è un dono del Presidente di Singapore per il Diamond Jubilee e, contrariamente a quanto accade spesso con regali del genere, usati più che altro in occasioni correlate alla provenienza, la regina l’ha indossata più volte, anche per eventi privati, come il battesimo di Charlotte quattro anni fa.

Per non farsi mancare proprio nulla Sua Maestà, con piglio deciso e gran disinvoltura, ha anche piantato un albero – un carpine bianco – come nel 1921 fece sua nonna Mary che, primo membro della Royal Family a visitare The National Institute of Agricultural Botany, piantò un gelso. queen fuxia dressE questo è l’abito indossato sotto al pardessous.

Trasferta in Castilla-La Mancha per Letizia che nella città di Almagro (Ciudad Real) ha partecipato a una riunione del consiglio del Real Patronato per le disabilità, e ha conferito i premi Reina Letizia 2018, per attività dedicate a riabilitazione e integrazione. LA REINA ENTREGA LOS PREMIOS ''REINA LETIZIA 2019 ''EN ALMAGROFuxia anche la sua mise, un abito Carolina Herrera che le abbiamo già visto lo scorso anno durante la visita a New Orleans; niente di straordinario, ma adatto all’occasione, e poi la linea a corolla a lei sta molto bene. Purtroppo con l’arrivo della bella stagione la Reina ha ritirato fuori le mules con fascia in pvc che le piacciono tanto, e infatti ne ha almeno un altro paio, in nero. Come si dice in questi casi, ce ne faremo una ragione.

 

Royal chic shock e boh

Camilla Duchessa di Cornovaglia

Duchess-of-Cornwall-Dover

(Ph. PA)

Ieri era in bianco, sobria e sorridente al battesimo del piccolo Archie, ma il giorno prima Camilla era stata, nel porto di Dover, la madrina dello “Spirit of Discovery”, una nuova nave da crociera della compagnia Saga. Abito blu riciclato con ampia fascia di pizzo, classiche scarpe bicolore, bel cappello Philip Treacy – anche questo ampiamente riciclato – in paglia bianca e blu, e favolosa collana di perle, la duchessa ha tenuto un discorso, battezzato la nave con lo champagne, e passato in rassegna l’equipaggio coi necessari garbo e humour. Duchess-of-Cornwall-Dover 2L’abito a me non piace, l’underware è migliorabile, ma Camilla dimostra che l’eleganza non è solo un bell’abito, è soprattutto l’attitude. Chic.

Letizia di Spagna *LA REINA LETIZIA CLAUSURA EL II SEMINARIO DE EDUCACION PATRIMONIAL DE LA ESCUELA EN SAN MILLAN DE LA COGOLLANella stessa giornata di venerdì la Reina ha chiuso a La Roja il II Seminario de Educación Patrimonial en la Escuela. Per l’occasione ha scelto un abito a fiori dello spagnolo Adolfo Domínguez, in bel contrasto con i capelli che Letizia ha un po’ scurito. L’abito è dell’anno scorso, vi sembra familiare? I lettori più attenti del blog – o quelli dotati di memoria fotografica – ricorderanno di averlo già visto (non ricordate? non importa, lo trovate qui La foto del giorno – 6 agosto ); molto opportunamente rispetto all’anno scorso la Reina ha scelto accessori color ghiaccio; non sarà che ci legge? Chic.

Máxima d’Olanda maxima codamDiciamo la verità per la sovrana olandese ci vorrebbe una categoria a parte; in questa settimana ha calato un tris giallo-giallo-verde davvero notevole. Si parte martedì, quando Máxima ha inaugurato ad Amsterdam il Coding College Codam con una abito Oscar de la Renta giallo croco con decorazione di pietre che circonda pancia e fianchi; alle soglie dei cinquant’anni e dopo tre figlie non è da tutte, ma boh. maxima bremaIl giorno dopo doppio appuntamento: total yellow per la visita alla Met je Hart Foundation di Brema, che ha vinto l’Appeltje van Oranje 2019 per i progetti destinati agli anziani; in questo caso la regina abbina all’abito del perfido Natan accessori giallo limone, un’insieme che la trasforma in un grande evidenziatore. Shock. maxima rotterdamNel pomeriggio a Rotterdam per inaugurare la mostra per bambini Superstraat, allestita al Wereldmuseum. In questo caso sempre Natan ha deturpato con un cespo di insalata riccia la scollatura di un completo che senza l’aggiunta vegetale sarebbe stato bello (anche se assai spiegazzato). E pensare che quando Balenciaga studiava l’effetto delle sue creazioni sulle modelle toglieva sempre qualcosa, affermando: «non è veramente necessario». Di suo la regina aggiunge un paio di orecchini monstre, temendo di passare inosservata. Shock, ma la adoro comunque.

Independence day melania independence dayIl 4 luglio com’è tradizione negli USA si è festeggiato in pompa magna il giorno dell’indipendenza. La First Lady ha partecipato alla parata di Washington con un abito di Carolina Herrera, bianco con righe multicolor e un fiocco sulla spalla, abbinato a un paio di Loboutin shocking pink. L’abito è stato variamente commentato sul web: c’è chi lo ha trovato di foggia vagamente russa, chi ha sostenuto che sembrasse un quaderno a righe e chi ha pensato che il fiocco servisse ad allontanare le negatività. Personalmente lo trovo un abito discreto ma non memorabile, ma Melania ha due fortune: è molto bella, e accanto a quel marito non può che fare un’ottima figura. Boh.

Festa anche a Roma, ospiti dell’ambasciatore Lewis Eisenberg nella residenza di Villa Taverna. Naturalmente tutti gli occhi erano puntati sulle due vice-ladies, accomunate nella scelta di colori fluo, molto di moda l’anno scorso.

Turchese-fatina-di-Pinocchio per la bionda Virginia, con vestaglietta che tira sul seno più tracolla argentata, però portata a spalla; non era meglio mettere la tracolla dentro la borsa e tenerla in mano, come una clutch? Rosa carico per la bruna Francesca, in monospalla scosciatissimo, scarpa sadomaso e capelli piangenti; vintage la pedicure stile french. Shock per entrambe, così non litigano.

Il battesimo di Archie

Concludiamo con un dettaglio notato ieri nella foto di famiglia del battesimo di Archie Mountbatten-Windsor: la zia Catherine ha indossato per l’occasione degli orecchini con perla a goccia; glieli abbiamo visti altre volte, ma ciò che li rende speciali in questo caso è che si tratta dei Collingwood, ereditati da Diana, che li portava al battesimo di Harry, padre del bambino. Un pensiero delicato, estremamente chic.

E a proposito di orecchini, anche Meghan per il battesimo del suo piccolo ne ha scelto un paio con un significato speciale: quelli di diamanti, firmati Cartier, indossati l’anno scorso il giorno del suo matrimonio. Chic anche lei.