Another Royal Wedding! – The Lady Violet Awards (Family)

Premio The One And Only 13655822-7043855-The_Queen_looked_overjoyed_as_she_beamed_outside_St_George_s_cha-m-297_1558184654773Tinte pastello ai matrimoni? Tze! Qui si va di rosa fragola (Stuart Parvin), e ci aggiungiamo pure un tocco rainbow nelle rose del cappello (Rachel Trevor Morgan). Sorriso smagliante, rossetto in tinta e sulla spalla la Queen Mother’s Palm Leaf Brooch (ereditata dalla madre, per cui Cartier la creò nel 1938). E non ce n’è per nessun’altra, as usual.

Premio Il Meglio Figo Del Bigoncio 13660346-0-image-a-91_1558194630396Non è solo lo charme, l’antica bellezza ancora abbondantemente presente, l’eleganza, il portamento, lo humour (sì, anche le gaffe). È quella qualità che lo fa sembrare più giovane del signore alle sue spalle (George, Earl of St.Andrews, figlio del Duca di Kent), che ha quarant’anni di meno. Quarantuno, per l’esattezza. L’unico che potesse stare accanto a our beloved Queen per settant’anni. E vi prego notare la cravatta viola.

Premio Cocco Di Nonna harry&grandmaMettiamola così, finché nonna e nipote si guardano così Meghan può stare tranquilla. Ma le mani di lui ci dicono che niente può essere dato per scontato…

Premio Ikea anne ikeaPoco patriotticamente in giallo e blu, come la bandiera della Svezia, The Princess Royal non sfigurerebbe così abbigliata al comando del colosso svedese. Ma questa mise l’avrà dovuta cucire da sé? A sua discolpa va detto che si tratta di un riciclo: abito soprabito e cappello li abbiamo visti ad Ascot una decina di anni fa.

Premio Gatta Ci Cova sarah bea edoE qui le gatte sono addirittura due! Beatrice in una mise con ampie zone di nude look (di Self Portrait), ha quella particolare allure delle ragazze che si sentono amate. Sarah, in un abito troppo fasciante con bellissimo cappello, in una raffinata tonalità che le dona assai, quell’allure ce l’ha avuta sempre. Edo non sa bene cosa fare  e cammina impettito e un po’ rigido. Noi restiamo in attesa di buone notizie

Premio L’Anno Scorso A Marienbad lady helen taylorPremio assegnato in memoria del padre di Lady Violet, che definiva così tutto ciò che aveva un aspetto vecchiotto stantio e un po’ fané. Lady Helen Taylor, figlia dei Duchi di Kent, era la più bella tra le cugine, e sembra che Grace pensasse a lei come moglie perfetta per Albert. Si è sposata anche lei nella St.George’s Chapel, con Timothy Taylor (il fascinoso brizzolato che è con lei), e per un periodo è stata musa ed ambasciatrice di Armani nel Regno Unito. Da qualche anno ha inspiegabilmente virato verso lo stile zitella inglese 1920; bella è sempre bella, e in questo caso l’abito non è neanche bruttissimo (ha indossato di molto peggio), ma è l’insieme sempre troppo délabré.

Premio OMG Ma Era Oggi? lady ameliaLady Amelia (figlia dei Conti di St.Andrews e dunque nipote dei Duchi di Kent) è considerata la it girl dell Royal Family, e vorrebbe fare la stilista (pure!). Evidentemente si stava godendo in santa pace un Saturday brunch in camicione da notte, quando s’è ricordata del matrimonio della cugina di papà. S’è piazzata un cappellino in capo ed è arrivata di corsa, ma purtroppo s’è scordata le scarpe.

 

 

Le foto del giorno – 17 maggio

Un giorno, due soggetti, tre feste. maxima amsterdam portOggi è il compleanno della Regina Consorte d’Olanda, Máxima, di cui parliamo spesso e volentieri per l’attività sempre intensa, il sorriso sempre aperto, le mise sempre d’effetto (a volte pure troppo). Una donna che non si risparmia come testimoniato dagli ultimi spostamenti; ha iniziato la settimana in Etiopia, due giorni in missione economica per conto dell’ONU (è Special Advocate del Segretario generale per l’economia sostenibile). Ieri era al porto di Amsterdam per l’inaugurazione dei nuovi cantieri navali Feadship, cui si riferisce questa immagine: abito longuette Natan – un po’ eccessiva l’organza per un’occasione del genere – cappello in paglia verde oliva con ampia tesa rialzata di Fabienne Delvigne (ne ha una collezione, in paglia o feltro, di ogni colore). Una mise già indossata in precedenza, compresi quei favolosi orecchini a forma di conchiglia, che potrebbero essere David Webb o Seaman Schepps o, più difficilmente, Fulco di Verdura (ma a Lady Violet poco importa, dato che ne ha giusto un paio praticamente identico dell’amato Kenneth Jay Lane, e l’ha già tirato fuori. Perché smetterà di piovere, e noi saremo pronte per l’estate con tutta una serie di bijoux a tema). maxima & girls sivigliaLa settimana precedente con tutta la famiglia ha impazzato a Siviglia per la Feria de Abril, dove lei e il marito si erano conosciuti vent’anni fa. Mentre Willem-Alexander s’è dovuto accontentare di un completuccio begiarello con cravatta in pendant (l’orrore proprio), le sue quattro signore erano a dir poco favolose, ciascuna nel suo traje flamenca, naturalmente (tutte creazioni Fabiola, fatevi un giro sul sito web se come Lady Violet amate il genere). Insomma, auguri a Máxima, che continui a riempirci gli occhi e il cuore. norwegian national dayL’altro superevento royal del giorno è la Festa Nazionale in Norvegia, e anche qui ci godiamo un’immagine della famiglia del principe ereditario in abito tradizionale (tutti tranne il giovane Sverre Magnus in completo blu ministeriale). Simpatici loro, belli i cani, eleganti i vestiti – impazzisco per quelle scarpe con le fibbie – apprezzo moltissimo l’uso del costume tipico, e ammiro la disinvoltura con cui lo indossano; Lady Violet approva.

 

Le foto del giorno – 1 maggio

Sì, lo so che la notizia che aspettate è quella che dovrebbe arrivare da Frogmore Cottage, ma per ora nulla si sa, vi dovete accontentare. E l’intronizzazione di un imperatore dovrebbe bastare! Dunque oggi è tutto per loro, per lui, considerando che grazie al fuso orario Naruhito ha già espletato tutte le formalità, e si è ormai accomodato sul Trono del Crisantemo. emperor-nahurito-ceremony-only-males-aLa cerimonia di intronizzazione vera e propria – non incoronazione, dato che l’imperatore in Giappone la corona non ce l’ha – è durata pochi minuti, e si è svolta nella sala detta Matsu no Ma, la stanza del pino, considerata la più elegante del palazzo imperiale essendo anche l’unica dotata di pavimento in legno. Al nuovo imperatore sono stati offerti i simboli del potere, la spada e il gioiello; il terzo, lo specchio simulacro della dea Amaterasu resta custodito in un edificio sacro nel recinto del Palazzo. Niente costume tradizionale in questo caso, Naruhito ha indossato un occidentalissimo frac come gli altri presenti: i maschi della famiglia imperiale, dignitari, e i membri del governo. La cerimonia è preclusa alla futura imperatrice e alle signore in generale, ma dato che nel governo siede una (unica) donna oggi c’era anche lei, Satsuki Katayama – non ci sono immagini, ma dal video che trovate in fondo direi che indossasse un kimono chiaro – una piccola rivoluzione che speriamo ne preannunci una più grande. Perché la cosa che veramente noi non riusciamo a digerire di questo paese così complicato e affascinante è che dopo Naruhito il trono non tocchi all’erede naturale, e solo perché è una femmina, per cui dopo aver seguito un binario dritto, di padre in figlio per tante generazioni, ora si preveda un deragliamento verso il fratello e poi suo figlio, quello maschio naturalmente. after-ascending-the-throne-during-the-enthronement-ceremony-aLe signore sono arrivate subito dopo, e con Masako al suo fianco il neoimperatore ha indirizzato il primo messaggio alla nazione. E ora sì, che abbiamo visto le teste coronate! masako empressLa nuova imperatrice consorte ha sfoggiato la Meiji Scroll Tiara, che oltre ad essere riservata alla moglie del sovrano è probabilmente la più antica nella collezione nipponica; le tiare sono infatti comparse in seguito all’occidentalizzazione del paese, iniziata durante il regno dell’imperatore Meiji (1867-1912). La tiara dovrebbe essere una creazione Chaumet realizzata alla fine dell’Ottocento: una ringhiera composta da una serie di volute ricoperte di diamanti che può essere indossata da sola, o con l’aggiunta di grandi pietre, come ha fatto Masako, che per non farle sentire sole ha aggiunto un collier a doppio filo semplice semplice, solo diamanti e nient’altro.

kiko crownprincessAnche la cognata Kiko, moglie del fratello dell’imperatore,  ha indossato i gioielli che segnano il suo nuovo ruolo, quello di principessa ereditaria. È di uso esclusivo della moglie dell’erede al trono questa importante tiara dall’intricato disegno; l’abbiamo vista su Masako il giorno delle sue nozze, e prima del suo aveva ornato il capo della suocera Michiko, negli anni prima di salire al trono. Poi come sapete per lungo tempo la depressione ha tenuto Masako lontana da molti eventi pubblici, per cui la tiara s’è vista poco, ma sono certa che Kiko la porterà spesso insieme al collier in parure. Ora diciamoci la verità, non ho dubbio che sia una deliziosa amabile signora, ma sarà per il taglio così affusolato degli occhi, sarà per quello ancor più affusolato delle labbra, l’aspetto da cognata perfida un po’ ce l’ha.

Indiademate anche le due figlie di Kiko, Mako e Kako (chiedo venia, ma quando vedo i tre nomi in fila non posso fare a meno di evocare le nipotine di Paperina, Ely, Emy, Evy).

Nella casa imperiale giapponese c’è l’uso, al compimento dei 20 anni, di dotare le principesse di una tiara personale, parte di un’intera parure che comprende anche un collier, orecchini, una spilla e uno o due bracciali. Come avrete notato, nessuno dei diademi in uso in Giappone ha pietre colorate, solo diamanti e in qualche caso perle. aiko

Last but not least, a celebrare l’ascesa al trono dei genitori c’era anche l’unica figlia della coppia, la diciassettenne Aiko. Mi sia consentita una osservazione: il trono no, perché è femmina, la tiara no perché non ha ancora vent’anni, ma almeno il vestito da marinaretta glielo vogliamo risparmiare a questa povera creatura?

Qui trovate il video dell’intera cerimonia, dura solo sei minuti ed è assai interessante. Tutto si svolge nel silenzio più assoluto; non servono parole, basta il linguaggio dei simboli  https://www.youtube.com/watch?v=RZsmnUyzc5k&fbclid=IwAR15qCrh6Auc4arnaqroT18vhaGa5BNEmuIEtXKj0e-YFHxl7WOocWbQy9E

A Royal Wedding Exhibition: Eugenie&Jack – la sposa!

Non vi nego che in qualche momento mi sono chiesta se valesse la pena arrivare fino a Windsor, sacrificando parte del brevissimo soggiorno londinese, solo per un vestito.

eugenie dress

(Ph. PA)

Sì, valeva proprio la pena.

Forse ciò che ho ammirato di più è il tessuto: seta jacquard realizzata in una manifattura comasca su disegno dei due stilisti, l’italoaustriaco Peter Pilotto e il belga-peruviano Christopher De Vos. Princess Eugenie Wedding outfitsSpero che dalle foto possiate apprezzarne l’originalità: una ghirlanda stilizzata con fiori e foglie scelti dalla sposa per il loro significato: c’è la rosa bianca di York, il cardo scozzese, il trifoglio d’Irlanda (in omaggio alle origine scozzesi e irlandesi della famiglia materna) e l’edera, che dà il nome alla nuova casa coniugale, l’Ivy Cottage all’interno di Kensington Palace. eugenie dress fabricL’abito davanti è piuttosto semplice, caratterizzato dall’ampio collo che scende sulle spalle a coprire l’attaccature delle maniche lunghe; vita tagliata e una piega rovesciata sul fianco (notate la precisione con cui la cucitura della piega prosegue per dare garbo al busto.

eugenie dress back

(Ph. PA)

La sobrietà del lato anteriore si trasforma in sontuosità sul retro, dalle spalle in giù. È qui che i due stilisti hanno concentrato i loro sforzi, partendo dallo scollo sulla schiena voluto dalla sposa per mostrare la cicatrice dell’intervento chirurgico fatto da bambina per ridurre la scoliosi. Dallo scollo partono due cuciture diagonali che disegnano il busto e creano il fiocco stilizzato – che ha il pregio di non gonfiarsi – da cui parte la ricchezza della gonna, ampia e lunga, a formare uno strascico importante abbastanza da sopperire alla mancanza del velo, ma comunque misurato. Vi confesso una cosa, pure avendo aguzzato la vista e cercato con attenzione, non sono riuscita a trovare cerniere, bottoni o aperture, per cui non saprei dirvi come Eugenie abbia potuto infilarlo. E questo è ciò che io intendo per haute couture.

eugenie dress shoes

(Ph. Alex Lentati)

Foderate con la stessa seta dell’abito le scarpe di Charlotte Olympia in cui la sposa ha infilato i suoi piedini che, come quelli della sorella, non sembrano essere proprio mignon.

E non è finita, perché in mostra c’è anche l’abito Zac Posen indossato da Eugenie per il party serale offerto dal padre a casa, il Royal Lodge a Windsor. eugenie dress zac posen 3Nessuna fotografia riesce a rendere la raffinatezza del colore di quello chiffon, il vero color cipria, magnifico. Uno stile vagamente medioevale, anche in questo caso ci sono le maniche lunghe e un profondo scollo sulla schiena, col tocco scenografico del mantello in chiffon impalpabile.

Qualche giorno fa lo stilista ha pubblicato uno scatto con la principessa, che forse può darvi l’idea dell’aspetto finale dell’abito. Il mantello è fermato sulle spalle dalle rose York ricamate che vedete sui fazzoletti di seta (uno dei quali esposto) il cui colore è quello che si avvicina di più alla tonalità dell’abito vista dal vivo.

Ora so cosa state aspettando, e l’attesa è finita perché sì, c’è anche la tiara, la prima sconosciuta, ora famosissima Emerald Kokoshnik Greville. Però ve lo dico, io la foto ve la posto, ma rende molto vagamente l’effetto del diadema, tempestato di diamanti, che lo accendono di luci.

emerald kokoshnik tiara

(Ph. Alex Lentati)

Favoloso lo smeraldo cabochon (d’altronde, 97 carati…) ma mi è piaciuto soprattutto come la sua opacità contrastasse col fulgore del resto. Il dettaglio vi dà un’idea migliore della lavorazione.

emerald kokoshnik tiara detail

(Ph. Flickriver)

Insomma, io sono assai soddisfatta e pronta per il prossimo royal wedding, magari quello di Bea. E voi?

Una giornata particolare

Cronaca di una giornata ricca e movimentata, perché va bene che ieri era il primo giorno di primavera e voi siete tutti contenti, ma chez Lady Violet il 21 marzo è soprattutto il compleanno di questa signorina qui, che ha girato la boa dei cinque anni. purple by stefaniaDopo aver comprato un guinzaglio nuovo (coi brillantini!) avendo rotto il precedente entrando in ascensore, dopo aver passeggiato e mangiato biscotti, è arrivato il momento dell’afternoon tea con le amiche (mie), che manco a dirlo sono tutte innamorate di lei e l’hanno sommersa di coccole e ottimi bocconcini che sono la sua passione (le coccole, ma pure i bocconcini). Forse non siamo del tutto obiettivi, ma la verità è che Miss Purple è veramente irresistibile, caratteristica che divide con tutti i canetti come lei – i Welsh Corgi Pembroke – tant’è che hanno ammaliato anche una famosa signora, come sapete bene. E tutte le volte che esco in sua compagnia, cioè praticamente sempre, c’è qualcuno che esclama: guarda, il cane della regina! E se volete vi racconterò tutta la storia dei royal corgis.

Poi accade che quella tra il 22 e il 23 marzo è per me la notte del più doloroso degli addii, ma questo è anche il giorno in cui gli antichi celebravano la morte di Attis e le viole nate dal suo sangue. Mito di morte e rinascita, che è la magia della primavera; e le viole sono fiori molto amati non solo da Lady Violet, ma pure da qualche regal personaggio che forse non vi aspettate. E se volete vi racconterò anche questa storia.

Per celebrare tutti questi eventi io ho indossato questo, che non è una viola ma è viola, e in questa sua totale violitudine fu fatto per me nell’antro magico del genio dei bijoux, Kenneth Jay Lane.

La storia della mia passione per lui e per i suoi favolosi bijoux però ve l’ho già raccontata, anzi è una di quelle con cui ha esordito Lady Violet, e se non ve la ricordate o ve la siete persa la trovate qui Jackie, Kenneth e la collana dei sogni

La foto del giorno

Foto del giorno senza testo. Chi è? evening gownComplimenti alle signore che hanno indovinato! La royal lady che mostra le belle spalle è lei, alla cena di gala offerta in onore del Presidente del Perù Martín Vizcarra accompagnato dalla consorte Maribel. letizia visita presidente perùL’abito che avete tanto ammirato è il motivo per cui l’ho riconosciuta, essendo stato indossato il 28 aprile 2011 al ricevimento offerto al Mandarin Oriental Hotel da Her Majesty, la sera prima delle nozze di William e Catherine. W&K prewedding spanish royalsLo ha creato per lei il suo couturier di fiducia Felipe Varela (che diciamo la verità, non è che indovini sempre), ed è veramente splendido, uno dei più belli mai indossati da Letizia.

La tiara floreale fu donata da Francisco Franco a Sofía da parte del popolo spagnolo in occasione del matrimonio con Juan Carlos, e dopo la fine del regime è stata indossata con parsimonia finché non se ne è ricostruita la storia: fu commissionata da Alfonso XII al gioielliere britannico J.P. Collins nel 1879 come dono di nozze alla seconda moglie Maria Cristina d’Austria. Il diadema fu in seguito venduto al gioielliere madrileno Aldao, dove lo acquistò il Caudillo.

P.S. ma quanto sta bene su quel vestito la fascia viola dell’Orden al Mérito per Servicios Distinguidos della Repubblica del Perù?

Chic shock e boh – Oscar edition (parte prima)

Potevamo evitare di commentare la notte più glamour dell’anno? Domanda retorica, anche perché sarà pure Hollywood royalty, ma alla fine sempre royalty è – e ricordiamoci che qualcuna qualche decennio fa passò direttamente dagli Oscar al trono, senza neanche ripassare dal via – iniziamo dunque, con due brevi premesse. Gli abiti danno ovviamente un’impressione diversa se fermati in una fotografia o visti in movimento, che è il mio caso – sì, ho passato la notte intera a seguire la diretta – dunque alcuni miei pareri saranno da ciò influenzati. La valutazione delle mise tiene ben presente la straordinarietà dell’occasione che è per definizione eccessiva, dunque lo so che molti abiti non vi piacciono perché non li mettereste mai, ma probabilmente non vi sareste nemmeno mai vestite da scimpanzé come Miss Kim Hunter nel Pianeta delle Scimmie: that’s entertainment!

Bene, da Lady Violet Rottermeier è tutto, si va a incominciare.

VINCITORI E VINTI
oscar oliviaLa regina è lei, Olivia Colman, premiata per l’interpretazione di un’altra regina, Anne Stuart, nel film The Favourite. Mettetevi nei suoi panni: dovete partecipare ad una delle serate col più alto tasso di figaggine del pianeta, il che già vi mette un po’ a disagio, e col più alto tasso di esibizione del lusso, il che vi mette ancora più a disagio, cosa fate? Chiedete un abito a Prada. Verde scuro, linea pulita e rigorosa, il tocco Hollywoodiano affidato a uno strascico color ferro di organza ricamata che definisce le spalle e copre le braccia. Bellissimo, elegantissimo, ho trovato solo un po’ troppo ingombrante per lei il fiocco sulla schiena. Ottimi trucco e capelli, semplicemente Olivia al suo meglio. Chic oscar reginaMigliore attrice non protagonista Regina King, praticamente una regina al quadrato. L’abito bianco Oscar de la Renta, scollatissimo e scosciatissimo, evoca il glamour della Hollywood anni ’50. Purtroppo lei lo indossa male, non sa gestire lo strascico e quando si alza più che andare a ritirare il premio sembra sia andata a ritirare le lenzuola stese. Pessime le scarpe. Boh oscar 19 ruth carter costumiPer la prima volta vince l’Oscar una costumista afroamericana, Ruth Carter, per il film Black Panther. Il modello dell’abito è molto interessante, e la realizzazione sartoriale perfetta, peccato che sembri realizzato coi campioni di tessuto di un tappezziere. Boh red carpetBlack Panther porta la statuetta anche alla prima scenografa afroamericana, Hannah Beachler, in arancio con un’orgia di rouches sulla spalla sinistra che avrebbe intimidito pure Carmen Miranda. Shockoscar 19 glennGrande sconfitta, inutile negarlo, la divina Glenn che alla settima nomination probabilmente pensava (io ci speravo) di portare a casa la statuetta dorata. Nel dubbio, ha pensato di vestirsi direttamente lei da statuetta dorata, con un abito nato dalla collaborazione di Carolina Herrera con Wes Gordon: 40 artigiani hanno applicato a mano 4 milioni di cristalli sul tessuto oro pallido (colore che la sbatte come pochi altri), peso totale 20 chili. Sicuri che valesse la pena di fare questa fatica? Boh oscar 19 amyPer Amy Adams le nominations finora sono sei, e anche lei aspetta ancora di sentire il suo nome risuonare nella sala del Dolby Theatre. Ieri sera ha avuto la sfortuna di essere vestita nello stesso colore della parete di fondo, coincidenza che ammazza qualunque abito, anche questo Atelier Versace. Personalmente non amo il genere, ma vi invito ad ammirare la bellezza del tessuto, l’equilibrio delle proporzioni e la realizzazione impeccabile: se ci fate caso, è l’unico vestito perfetto anche sotto l’ascella, da cui – miracolo! – non esce quel maledetto ciccetto. Poi a lei probabilmente manca un po’ di brio per una mise così, ma accontentiamoci. Chicoscar 19 rachelGloriosamente incinta a 48 anni Rachel Weitz ha scelto una mise Givenchy in un rosso arancio meraviglioso: gonna a pieghe morbide con piccole applicazioni e il tocco glam di un bolerino in latex. Innovativo, volendo anche eccessivo, non lo consiglierei in estate ma per l’occasione mi piace assai. Chic oscar 19 emmaLa sua partner in crime nel film The Favourite, Emma Stone, ha optato per un abito Vuitton composto da piccoli rombi di paillettes color bronzo. Il colore le sta d’incanto e approvo l’aver osato una mise sofisticata e per niente semplice. Le alette rigide sulle spalle hanno suscitato parecchie perplessità ma a me non dispiacciono, e la scollatura sulla schiena, che purtroppo non si apprezza in foto, è davvero bella. Chic oscar 19 melissaLa simpatica Melissa McCarthy ha purtroppo incontrato sulla sua strada Brandon Maxwell, che l’ha trasformata in un vademecum su come non vestirsi mai se si è curvy e piccolina (1,57 secondo imdb). 1) il color block così taglia la figura a metà, ce n’era proprio bisogno? 2) per slanciare bene i pantaloni neri che celano tacchi e platform altissimi (anche se in altre immagini sono troppo lunghi e si appoggiano a terra facendo l’effetto opposto) ma perché non farli direttamente a vita alta, invece di aggiungere una cintura che a sua volta taglia il busto a metà? 3) pure lo scollo a V dovrebbe slanciare, ma qui il combinato disposto tra bianco ottico (che dona a pochissime) e assenza di qualunque colletto schiaccia e allarga ancora di più, non mette in risalto per nulla il viso grazioso e manco il collier di brillanti; 4) il mantello poteva essere una buona idea, ma andava utilizzato sfruttando l’effetto ottico di snellimento e allungamento che si ottiene se ciò che incornicia lateralmente il corpo è più scuro della parte che sta all’interno, così si ottiene l’effetto opposto. Shock

SILVERADOoscar 19 jloAlla notte degli Oscar c’è sempre qualcuna che decide di brillare affidandosi ai bagliori metallici, come Jennifer Lopez inguainata in un Tom Ford ricoperto di elementi specchiati. L’abito è molto interessante ma JLo per me è e resta la principessa del cattivo gusto, l’antiGrace per eccellenza, e non riesco a trovarla chic. Boh oscar 19 brieMi convince di più Brie Larson, che sublima la propria magrezza in un Celine color peltro, spalle e braccia nude e collo alto. Menzione d’onore per non posare con la gambetta fuori dall’altissimo spacco. Chic oscar 19 molly simmsSceglie l’argento anche Molly Sims, in Zuhair Murad. Sintetizzo: l’involucro scartato di un Bacio Perugina. Che probabilmente conteneva anche il bigliettino con la scritta: amore, vai a casa a cambiarti. Shock

Trovate qui la seconda parte del post Chic shock e boh – Oscar edition (parte seconda)

 

 

 

La foto del giorno

Ibam forte via Sacra, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum, totus in illis.

Vi ricordate Orazio e la satira del seccatore? ecco io oggi me ne andavo a zonzo per la moderna via Sacra, il web, quando mi sono imbattuta non in un seccatore – lucky me – ma in questo splendore.

Locket-ring

(Ph. The Anne Boleyn Files)

Che non è solo un oggetto bello, ma anche importante storicamente; è infatti l’anello che Elizabeth I portava al dito il giorno della sua morte, il 24 marzo 1603. L’anello è interamente realizzato in madreperla – qualcosa che ho visto raramente – con una serie di rubini montati su una banda d’oro. Reca l’iniziale della sovrana, la E, formata da sei diamanti, che poggia su una R (per Regina, in latino) di smalto blu; completa il tutto una perla. Un gioiello di grande raffinatezza, e potremmo fermarci qui, se non fosse che l’anello cela un segreto. Che non è il solito scomparto segreto, da usare magari come portaveleno. No, qui il segreto sono due piccoli ritratti femminili, uno dei quali è la regina stessa in età matura, l’altro invece mostra una donna più giovane, con una cuffia alla moda vari decenni prima. Che somiglia alla fanciulla ritratta in alcuni quadri che sono alla National Portrait Gallery e a Hever Castle, la residenza dei Boleyn. Ed è dunque probabile che la regina portasse con sé il ritratto di quella madre perduta a neanche tre anni e non dimenticata.

L’anello fu sfilato dal dito di Elizabeth e consegnato a James Stuart, per annunciargli la morte della sovrana e la sua prossima ascesa al trono: l’anello invece è finito a Chequers, la residenza di campagna del primo ministro, e lì è custodito. Il che rende piuttosto difficile poterlo vedere dal vero, peccato.

A Royal Goddess

Ho pensato che l’apparizione di Catherine questa sera ai BAFTA più che un semplice aggiornamento si meritasse un post intero. Partiamo dall’alto?

I capelli sono intrecciati in uno chignon morbido che non solo le dona assai, ma accentua pure l’immagine da dea greca; gli orecchini di brillanti con perla pendente appartenevano a Diana, e infatti tradiscono un po’ lo stile fine anni ’80/inizio ’90. Non sono i miei preferiti ma qui funzionano, accidenti se funzionano! cate bafta 2 19L’abito monospalla in chiffon bianco, accessoriato con scarpe Jimmy Choo, è di Alexander McQueen, Maison di fiducia; bello, scenografico, perfetto e per l’occasione “cinematografica”, non ricorda un po’ lo stile di Grace Kelly in Caccia al Ladro? cate bafta back 19Meraviglioso anche visto da dietro, in una fotografia che mostra tutta la bellezza della pettinatura. Se proprio devo muovere un appunto (sennò che ci sto a fare?) forse non avrei messo i fiori sulla spalla. L’abito ha una linea talmente pulita che mi chiedo se “nudo” sarebbe stato meglio; in compenso la presenza dei fiori mi ha riportato alla memoria un’altra mise della Duchessa, questa, indossata al birthday party per i 70 anni del suocero a Buckingham Palace.

cate charles birthday

(Ph. James Whatling)

Naturalmente siamo nel campo della pura speculazione perché dell’abito si vede giusto un dettaglio, però anche questo è un monospalla con fiori applicati, simile la pettinatura e se non proprio simili gli orecchini sono comunque importanti e pendenti.

Queen's Quatrefoil bracelet

(Ph. Getty Images)

Ecco a proposito di gioielli, impossibile non notare il bracciale di diamanti al polso destro della duchessa. È il Quatrefoil Bracelet, in cui si insegue una teoria di quadrifogli, ciascuno composto da cinque diamanti, che Sua Maestà ha probabilmente ereditato dalla Queen Mother e che ha già prestato più di una volta a Catherine. L’incertezza è data dalla presenza nello scrigno reale di più di un bracciale con lo stesso motivo a quadrifogli; capite? Ne hanno più di uno!

A questo punto nasce spontanea una domanda: ci sarà rimasto qualcuno interessato ai vincitori dei BAFTA?

Volete vedere l’abito in movimento? Qui trovate il video https://twitter.com/BAFTA/status/1094670082477821953

La foto del giorno

Altro che cappottoni, altro che stivaloni, Her Majesty affronta il freddo di questi giorni con lo stile che la contraddistingue e all’ultima messa domenicale – nella St Peter and St Paul church a West Newton – è arrivata pretty in peach.

pretty in peach

(Ph. Lynn News)

Eccola in tutto il suo splendore: abito e cappottino in lana bouclé con grossi bottoni di madreperla in tinta, cappello abbinato (ricoperto dello stesso tessuto del completo, con la tesa in paglia) e la Triangle Pearl Brooch appuntata sulla spalla. Sono gli ultimi giorni a Sandringham, dopodomani ricorderà in privato i 67 anni dalla morte del padre e la sua ascesa al trono, e tornerà a Londra.

C’è stato anche un grazioso siparietto tricolore, poiché tra le persone in attesa di salutarla c’era anche la veronese Silvia, 21 anni, che ha rivolto alla sovrana un bel buongiorno! in italiano (oltre all’invitabile good morning), ricevendo in cambio un regale sorriso. La regina ha chiesto se fosse lì in vacanza, e Silvia ha risposto che lavora come terapista per persone con disabilità nell’apprendimento a King’s Lynn. Brava Silvia, e che invidia!

Ad accompagnare Sua Maestà in questa occasione una lady-in-waiting molto vicina alla famiglia reale. La bionda signora con un elegante mantello double in beige e crema – per cui mia madre avrebbe fatto carte false – e un infelice pillbox che sembra più una torta a strati cioccolato e nocciola è Lady Penny Knatchbull, moglie dell’attuale terzo Earl of Burma, il cui nonno era Lord Mountbatten, l’amato zio Dickie del principe Philip.

Di Lady Penny – e della sua abituale eleganza – parleremo ancora, qui vi lascio i link ai post su Lord Mountbatten e la sua vita.

A Royal Calendar – 25 giugno 1900 (parte prima)

A Royal Calendar – 25 giugno 1900 (parte seconda)