La foto del giorno – 18 ottobre

Il 29 aprile del 2013, la sera prima dell’abdicazione della Regina Beatrice d’Olanda e la conseguente incoronazione di Re Willem-Alexander, agli ospiti di maggior riguardo e alle numerose teste coronate fu offerta una cena di gala nel Rijksmuseum di Amsterdam, davanti a un capolavoro assoluto dell’arte fiamminga: La Ronda di Notte di Rembrandt.  cena ronda di notte A luglio dell’anno prossimo, in occasione del 350° anniversario della morte dell’artista, la grande tela verrà sottoposta ad un restauro che sarà possibile seguire da chiunque in tempo reale.

De Nachtwacht fu dipinto nel 1642, parte di un ciclo di sei opere realizzate da diversi pittori olandesi per celebrare la visita alla città di Amsterdam che Maria de’ Medici compì nel 1639. Al centro della scena il capitano Frans Banning Cocq – lui stesso aveva commissionato l’opera a Rembrandt – accompagnato dal suo luogotenente Willem van Ruytenburgh, impartisce l’ordine di mettersi in marcia.

In un paio di occasioni la tela è stata danneggiata da azioni criminali: nal 1975 fu sfregiata in 12 punti dalle coltellate di un visitatore; un altro spruzzò dell’acido nel 1999. In entrambi i casi i danni furono arginati dall’intervento tempestivo degli esperti, ora però si è resa necessaria un’azione più complessa per riportare l’opera all’antico splendore, grazie anche alle sofisticate tecnologie di intervento oggi disponibili.

Nella conferenza stampa di presentazione del progetto il direttore generale del museo Taco Dibbits ha spiegato che se in passato i restauri venivano eseguiti a porte chiuse, l’idea contemporanea di rendere pubblico ogni aspetto della vita di una istituzione culturale li ha spinti alla decisione “di condurre i lavori dentro il Rijsk, anziché spostare la tela, in modo che chiunque, in qualunque luogo si trovi, possa seguire il processo. In fondo, la Ronda appartiene a tutti noi”.

Ogni informazione sul sito del museo: http://www.rijksmuseum.nl

 

 

A Royal Calendar – 16 ottobre 1793

Sale le scale del patibolo Marie Antoinette, ultima regina dell’Ancién Regime. Jacques-Louis_David_-_Marie_Antoinette_on_the_Way_to_the_Guillotine

Maria Antonia Josepha Johanna, figlia di Maria Teresa Imperatrice d’Austria e di Francesco Stefano di Lorena, nasce a Vienna il 2 novembre 1755. Sposa Louis, Delfino di Francia, nel 1770 e sale con lui al trono quattro anni dopo. Dopo tre lustri di un regno impossibile da sintetizzare in queste poche righe, la Rivoluzione travolge la vita dei sovrani e abbatte la monarchia. Dal 21 gennaio 1793 – giorno della morte per decapitazione di Louis XVI – e per i pochi mesi che le restano, Marie Antoinette diventa la Veuve Capet e come tale il 14 ottobre viene portata davanti al Tribunale Rivoluzionario processata e condannata a morte. Due giorni dopo, vestita di un semplice abito bianco – il colore regale del lutto – una cuffia a coprire i capelli appena tagliati, la mani legate dietro la schiena, viene fatta salire su un carretto aperto (e non sulla carrozza che era stata concessa al Re) e portata in Place de la Révolution. Tra il pubblico che durante tutto il tragitto inveisce contro la sovrana c’è il più grande pittore neoclassico, Jacques-Louis David; è un convinto rivoluzionario, e ha votato per la morte della ex sovrana. Quella che ritrae con pochi tratti di penna è una donna molto più anziana dei suoi trentotto anni, sofferente, sfiancata dalla lunga durissima prigionia, i capelli precocemente incanutiti, il corpo magro, il naso affilato. Ciò che però la mano dell’artista coglie è una donna sconfitta ma non doma, che va verso il suo destino col portamento dritto e lo sguardo fiero di una regina, diventando in morte quel che non sempre era stata in vita.

(Penna d’oca e inchiostro, Musée du Louvre)

News

lilibet statue

Nel frattempo la nostra inviata in Albione Antonella Golinelli ci invia in esclusiva l’immagine di una nuova statua dedicata a Sua Maestà, ritratta in tutto lo splendore della sua veste ufficiale. Magnifica.

La statua si trova sulla Gravesend Promenade, nella cittadina di Gravesend in Kent, sull’estuario del Tamigi, nota anche perché vi morì la vera Pocahontas. La principessa pellerossa sposata all’inglese John Rolfe si spense in questo luogo sulla via del ritorno verso la Virginia dopo un viaggio a Londra in cui fu presentata a Corte; secondo la tradizione fu sepolta nella locale chiesa di St. George.