Quattro chiacchiere di Capodanno

Amici cari, a breve tornerò in possesso degli strumenti tecnologici che così proditoriamente mi hanno abbandonata il mese scorso e la nostra attività riprenderà a pieno ritmo. Vi sto anche riservando delle sorprese, che spero vi divertirete a scoprire nel corso dell’anno. Intanto ho deciso di iniziare il 2020 emulando (rispettosamente) HRH The Duchess of Cornwall, e oggi sono uscita sfoggiando una borsa DeMellier – la Mini Venice – che Camilla possiede in almeno due versioni, avorio e verde foresta

(quest’ultimo visto in effetti anche su Meghan per cui ci chiedemmo se suocera e nuora si prestassero le borse). mdeIl colore in cui ho scelto la mia è il berry un bellissimo rosso lampone, cui ho abbinato un cappello di feltro color crema di Philip Treacy, decorato con un ramo di foglie, appartenente a una collezione in cui anche la duchessa ha scelto alcuni pezzi.

DeMellier propone di personalizzare la propria borsa con le iniziali, una data, un nome con un particolare significato. Sono stata in dubbio se farci scrivere Purple o magari Lady Violet, per esteso o col solo monogramma.mdeHo scelto la soluzione più banale, le mie iniziali, perché nel frattempo m’è tornata in mente una storia.

La storia comincia a metà degli anni ’30, quando il quartogenito di una illustrissima famiglia italiana arriva a Parigi. Il giovanotto ha trent’anni, si chiama Luchino e i suoi antenati hanno regnato su Milano per un secolo e mezzo abbondante. Luchino entra subito nei circoli giusti, è intimo di Mademoiselle Coco, che lo propone come assistente a Jean Renoir, dando il via a una carriera straordinaria. Il giovane Visconti si innamora di borse valigie e bauli Vuitton e ne diventa assiduo cliente, contribuendo al successo della Maison. Molti anni dopo è un maestro del cinema con un gusto una classe e uno stile ormai leggendari, che ama circondarsi di attori giovani e belli. Uno di questi, l’austriaco Helmut Berger, è affascinato oltre che dal regista dalle sue valigie e dai suoi bauli, e ne vorrebbe anche lui. Visconti lo spedisce da Vuitton ma Berger torna a mani vuote: lui voleva che sulla famosa stampa monogram beige e marrone fossero impresse le sue iniziali HB, non LV, quelle sono le iniziali di Visconti! QuefuedeHelmutBergerLuchinoViscontiSistemata la questione iniziali sulle borse vi prometto che il 2020 sarà pieno di royals, storie, storia, arte, stile e soprattutto leggerezza, che di gente che si prende assai sul serio ce n’è in giro a iosa.

Buon anno!

 

Grace, il cigno (parte prima)

Il 12 novembre 1969 Sua Altezza Serenissima Grace di Monaco compie quarant’anni, e decide di festeggiare con un ballo che resterà famoso: lo Scorpio Ball. La principessa è scorpione, ma anche appassionata di astrologia – segue fedelmente le direttive di Carroll Righter l’astrologo delle star – e  dunque la scelta è semplice. grace scorpio ballGrace Patricia Kelly nasce a Philadelphia il 12 novembre 1929, l’anno della grande crisi che ci regalerà tre icone del Novecento (le altre due si chiamano Audrey e Jackie). Il padre John Brendan detto Jack è un uomo che si è fatto da sé, e si è fatto così bene che oltre ad essere diventato milionario fabbricando mattoni è anche campione olimpico di canottaggio (due ori ad Anversa 1920, uno a Parigi 1924). Conosce Margaret Majer in piscina; lei insegna educazione fisica e allena la squadra universitaria femminile di nuoto. Margaret, figlia di immigrati tedeschi, è luterana ma si converte prima di sposare lui, irlandese e cattolico. grace with her familyE qui vi tocca una piccola digressione familiare: il mio nonno materno, immigrato a Philadelphia negli anni ’10, raccontava di essersi scontrato più di una volta con Jack Kelly e i suoi; infatti gli Irlandesi erano spesso aggressivi con gli Italiani, nonostante fossero entrambi cattolici (circostanza che mi è stata confermata da Joseph Scelsa, presidente dell’Italian American Museum di New York, quando ho tenuto lì una conferenza). Quello che mio nonno non ha mai raccontato è quante ne abbia prese dall’assai più alto e muscoloso Jack, ma questa è un’altra storia.

Grace è la terza dei quattro figli della coppia, non saprei dirvi se anche lei fosse così devota all’attività fisica (sembra abbia detto che nella sua famiglia erano soliti competere per tutto, a partire dall’amore dei genitori) mentre è certa la passione per la recitazione, come due dei suoi zii paterni: William, attore di vaudeville negli anni ’20, e soprattutto come George, attore regista e commediografo che vinse il Pulitzer nel 1926, la cui omosessualità non fu mai accettata dal clan Kelly. Terminati gli studi Grace si trasferisce a New York, dove va a vivere al famoso Barbizon Hotel, pensionato per ragazze nell’Upper East Side (ora è un condominio chic).  grace 14 hoursLa bella fanciulla si mantiene facendo la modella; debutta a Broadway, un po’ di televisione, e finalmente il grande schermo: un brevissimo ruolo in La quattordicesima ora di Harry Hataway. È un film in qualche modo legato al nostro paese: il protagonista Richard Basehart era il marito di Valentina Cortese, ed è guardando una sua locandina  che all’americano a Roma Alberto Sordi/Nando Mericoni, viene l’idea di minacciare il suicidio salendo in cima al Colosseo. Grace Kelly, Gary Cooper
High Noon ( 1952) / UA

0044706Col secondo ruolo arriva la consacrazione a Hollywood: Grace è la giovane moglie quacchera dello sceriffo Gary Cooper in Mezzogiorno di fuoco. È l’inizio di una carriera brevissima in cui si alternano le classiche produzioni anni ’50 come Mogambo, I ponti di Toko Ri, Fuoco verde, ad alcuni dei più bei film di di Hitchcock: Delitto perfetto, Caccia al ladro, e il capolavoro La finestra sul cortile. L’attrice diventa la musa del regista britannico, che ne ama la bellezza algida in contrasto con la passionalità di fondo, e la ribattezza Hot Ice, ghiaccio bollente.

Diventa rapidamente una  vera diva, è l’anti Marilyn, la donna ammirata da uomini e donne. Riesce a vincere anche un oscar, per il modesto La ragazza di campagna con Bing Crosby, che recita con lei anche nel suo ultimo film Alta società (Crosby, o meglio la sua voce, compare in altro film di Grace: La finestra sul cortile; è lui che canta To see you is to love you. grace kelly oscar.jpgSi ipotizzano amori praticamente con tutti i suoi colleghi, e in qualche caso è anche vero, ma l’uomo che Grace vuole sposare è Oleg Cassini, couturier franco-americano che ha sedici anni più di lei e due divorzi alle spalle (una delle mogli è la bellissima attrice Gene Tierney, e dal matrimonio erano nate due bambine, una delle quali con gravi handicap). grace kelly oleg cassiniCassini non è proprio il partito che i Kelly desiderano per la figlia, e viene bruscamente accompagnato alla porta; si consolerà qualche anno più tardi vestendo la First Lady Jackie Kennedy e trasformando la donna più famosa nella più chic. Nel 1955 Grace va a Cannes per il festival del cinema e in questa occasione conosce Rainier III, che regna sul piccolo Principato della Côte (un breve post qui La foto del giorno – 17 aprile ). Si scrivono, si innamorano, a Natale lui si presenta casa dei Kelly a Philadelphia per il fidanzamento ufficiale con un anello eternity  di Cartier che alterna diamanti a rubini, i colori di Monaco. Grace Kelly Shows Off Engagement RingL’anello viene presto sostituito da uno molto più importante: un favoloso diamante di 10.47 carati taglio smeraldo, con diamante più piccolo, taglio baguette, su entrambi i lati; nel suo pulito splendore senz’altro il preferito da Lady Violet tra tutti gli anelli di fidanzamento royal. grace diamond engagement ringUn vero gioiello da diva hollywoodiana, che Grace indossa nel suo ultimo ruolo, quello di Tracy Lord, ragazza ricchissima indecisa tra tre uomini che finisce per risposare l’ex marito jazzista. Alta società è il suo canto del cigno, animale cui è stata sempre avvicinata per il collo sottile e il portamento elegante. grace tracy lordÈ il 1956, e il mondo sta per assistere – per la prima volta in diretta tv – al matrimonio tra il sovrano del secondo paese più piccolo al mondo e l’attrice che sembra già una principessa. Tredici anni dopo la principessa è una donna matura, sempre bellissima, e sta per festeggiare i suoi primi quarant’anni. Il giorno del compleanno cade di mercoledì, e dunque si resta in famiglia, con le due sorelle Peggy e Lizanne; per lo Scorpio Ball si attende il weekend. Princess Grace and Her SistersE noi faremo lo stesso, stay tuned!

Remembrance Day 2019

Mi avete chiesto dei papaveri indossati ieri dalla Regina; benché non possa affermarlo per certo è probabile che abbia deciso di portarne cinque invece di uno solo per onorare tutti i Corpi militari: esercito, marina, aviazione, difesa territoriale e ausiliarie.

remembrance sunday 2019 the queen the duchess cambridge

(Ph. Getty Images)

Anche la Duchessa di Cambridge ha fatto una scelta significativa indossando la Codebreaker Brooch. Un gesto probabilmente in onore di sua nonna Valerie Glassborow che con la sorella gemella Mary lavorò come decifratore a Bletchey Park, dove Alan Turing e la sua squadra durante la seconda guerra mondiale scoprirono il meccanismo della macchina Enigma.

Ora vorrei raccontarvi una storia.

Novantanove anni fa, nella notte del 7 novembre 1920 i corpi di quattro soldati britannici non identificati – esumati dai cimiteri di quattro campi di battaglia: l’Aisne, la Somme, Arras e Ypres – giacciono coperti dalla bandiera in una cappella a Saint-Pol-Sur-Ternoise, nel nord della Francia. Nella più assoluta segretezza il Generale di Brigata Wyatt e il Colonnello Gell fanno il loro ingresso. Non hanno idea da dove vengano quei corpi. Il Generale Wyatt ne sceglie uno e con l’aiuto dell’altro ufficiale lo depone in una bara anonima che i due uomini sigillano. Gli altri tre corpi vengono inumati di nuovo. unknown warrior coffinIl giorno seguente la bara viene collocata all’interno di un sarcofago fatto col legno di una quercia dei giardini di Hampton Court. La spada cinquecentesca di un crociato, proveniente dalla collezione della Torre di Londra, viene fissata sulla cassa, insieme con una placca che reca l’incisione A British Warrior who fell in the GREAT WAR 1914-1918 for King and Country. La mattina del 9 novembre il Milite Ignoto su un carro trainato da cavalli raggiunge il porto, dove riceve il saluto del Maresciallo Foch per poi essere imbarcato sul cacciatorpediniere HMS Verdun. unknown warrior processionAll’arrivo a Dover viene salutato da diciannove salve di cannone; un treno speciale lo porta alla stazione Victoria, dove resta tutta la notte. La mattina dell’undici novembre raggiunge Westminser Abbey sull’affusto di un cannone trainato da sei cavalli della Royal Horse Artillery; il Re, membri della famiglia reale e del governo seguono il corteo. Verrà sepolto nell’Abbazia, la tomba riempita con terra proveniente dai campi di battaglia, sotto una delle campane della Verdun, che l’ha riportato in patria. La guerra è finita nello stesso giorno di due anni prima, da allora all’undicesima ora dell’undicesimo giorno dell’undicesimo mese il paese si ferma con due minuti di silenzio.

burial unknown warrior

Frank O. Salisbury, The Burial of the Unknown Warrior Westminster Abbey 1920 OGL

Due anni e mezzo dopo, il 26 aprile 1923, westminster Abbey è teatro di un evento felice: le nozze del Duca di York con Lady Elizabeth Bowes-Lyon. La giovane sposa depone il suo bouquet sulla tomba del Milite Ignoto in segno di rispetto e in memoria del fratello Fergus, ucciso a Loos durante la guerra. Da allora tutte le royal brides compiono lo stesso gesto, anche se il matrimonio non avviene nell’abbazia.eugenie bouquet unknown warrior

 

 

 

 

 

 

La foto del giorno – 3 ottobre

La Giornata Mondiale della Poesia si tiene tutti gli anni il 21 marzo, primo giorno di primavera,e data per me particolarmente simbolica perché nei giorni di quell’equinozio festeggio il compleanno della mia Purple, nata appunto il 21, e onoro la memoria di mia madre, morta il 23. Ignoro se nel Regno Unito la poesia si celebri come nel resto del mondo, ma ho scoperto che oggi è il National Poetry Day, e il Principe di Galles è stato invitato a leggere un testo durante il programma Breakfast Show di BBC Radio 2. charles poetry dayAvendo letto ieri l’anticipazione dell’evento, ero curiosa di scoprire quale poesia avesse scelto il futuro sovrano, e quando l’ho sentito sono rimasta davvero – e piacevolmente – sorpresa. Scordatevi odi guerresche o poesie romantiche o elegie bucoliche, Charles ha scelto Quoting Shakespeare, di Bernard Levin. Che non era un poeta, ma uno dei giornalisti più brillanti della sua generazione, quella che ha segnato la seconda metà del secolo scorso. È un pezzo splendido, sull’importanza delle parole e la loro bellezza. Scritto dal figlio di immigrati ebrei ucraini, che nella ricchezza della lingua, nella sua origine nobile e popolare, trova la sua identità, l’appartenenza a una comunità, e alla fine anche il lavoro della vita. 

Se conoscete bene l’Inglese vi delizierete nel cogliere dettagli e sfumature, se lo conoscete meno, o affatto, gradirete la bella voce profonda del principe, e spero che alla fine dedichiate un pensiero al fatto che noi, gli Italiani, siamo un popolo unito prima dalla lingua – e dalla cultura – che dai confini. E che nessun confine si proteggerà mai stuprando la lingua e ignorando la cultura.

Per cui vi propongo una microazione di ecologia linguistica: quando scrivete qualcosa, dalla lista della spesa al post sui social, ve ne prego, rileggete. E nel caso correggete. Saremo lo stesso sommersi dai rifiuti, ma il mondo sarà comunque un posto migliore.  https://twitter.com/i/status/1179747268544602122

 

La foto del giorno – 28 settembre

A volte ti arriva un dono quando non te l’aspetti. Un dono magari piccolo piccolo, che forse non interessa altri che te, ma ti regala un sorriso. È appena accaduto a me, che cercando una foto per la notizia di oggi mi sono imbattuta in questa delizia: Her Majesty, The George IV State Diadem sul capo, si prepara con l’aiuto di una delle persone che le sono più vicine. the queen and AngelaLa signora bionda alle sue spalle è Angela Kelly, e da venticinque anni si occupa di uno del regale guardaroba di Sua Maestà.

Mary Angela Kelly nasce a Liverpool il 4 novembre 1957, figlia di un gruista e di un’infermiera. Sua madre le insegna a cucire abiti per le bambole, il resto lo fa da sola: lascia la scuola presto, inizia a lavorare presto, si sposa e dà alla luce tre figli. L’incontro della vita avviene nell’ottobre del 1992, quando è impiegata come governante nella residenza di Sir Christopher Mallaby, ambasciatore britannico a Berlino; nel corso di una visita ufficiale la Regina e il Duca di Edimburgo si fermano dall’ambasciatore, dove conoscono Angela. Lei, che desidera rientrare nel Regno Unito, nel 1994 viene assunta dalla Royal Household come Dresser, dopo due anni diventa Senior Dresser, e alla fine viene nominata Personal Advisor and Senior Dresser to Her Majesty The Queen, un ruolo creato apposta per lei. È la testimonianza di un rapporto cresciuto negli anni, sulla base di stima e rispetto; ma è anche la prova dello straordinario legame tra due donne diversissime, fatto di fiducia e discreta rispettosa intimità.

Mrs Kelly, che nel frattempo è diventata LVO, Luogotenente dell’Ordine Vittoriano, è uno dei più stretti collaboratori di Sua Maestà e una delle poche persone, al di fuori della famiglia, cui è concesso toccarla. Suoi controllo e organizzazione del guardaroba reale, sue alcune delle mise più famose indossate dalla Regina – ad esempio l’insieme giallo primula del Matrimonio di William e Catherine – sua anche la replica della veste battesimale usata per tutti i royal babies dal 2008, in sostituzione dell’originale, commissionata della Regina Victoria per la nascita del prima figlia.

In occasione del Giubileo di Diamante, celebrato tra le altre cose dalla splendida mostra a Buckingham Palace sugli abiti indossati dalla regina nella sua lunga vita e nel suo lungo regno, Angela Kelly ha firmato Dressing the Queen: The Jubilee Wardrobe, ma è notizia di questi giorni che ha ottenuto dalla sovrana il permesso di dare alle stampe un altro libro.

Tra un mese esatto, il 29 ottobre, uscirà The Other Side of the Coin: The Queen, the Dresser and the Wardrobe; potremo così non solo scoprire i segreti di un guardaroba letteralmente straordinario ma conoscere qualche aspetto privato – e magari sorprendentemente inatteso – di una donna che è anche un’icona del nostro tempo. E se siete curiosi di scoprire l’immagine di copertina, eccola. angela kelly bookFa parte della serie di scatti cui appartiene anche il mio piccolo dono di oggi.

Le foto del giorno – 15 agosto

Breve incursione ferragostana, senza distrarvi o disturbarvi, ma non possiamo passare sotto silenzio che oggi è giorno di importantissimi compleanni, royal e pure di più. Napoleone IngresA cominciare da lui, il Grande Corso, nato ad Ajaccio esattamente 250 anni fa, qui ritratto da Ingres; Napoleone sul trono imperiale è l’opera che l’artista realizza nel 1806. Il novello imperatore (incoronato il 2 dicembre 1804 a Notre-Dame) è rappresentato come Giove Olimpico, coronato d’alloro, con una tunica bianca ricamata d’oro e un opulento mantello porpora punteggiato da piccole api e dalla N del monogramma. L’uomo che volle farsi re mostra orgogliosamente i simboli della sovranità: il Gran Collier de la Légion d’Honneur, la spada di Carlo Magno (la Joyeuse) lo scettro di Charles V e quello con la Main de Justice. Perché mi dilungo sul dipinto? Confesso, non sono particolarmente appassionata della vicenda del Bonaparte, e i miei scarni ricordi risalgono agli anni dell’università; e dato che sono laureata in Storia dell’Arte ovviamente me la cavo meglio a parlare di pittura. Però non temete, non banalizzerò un personaggio di tale importanza con un racconto sommario e sbrigativo, certa che possiate trovare narrazioni più serie e documentate. Sappiate però che questa storia del compleanno di Napoleone ha per la mia famiglia un significato particolare, perché caso volle che nello stesso giorno, 124 anni più tardi, nascesse la mia nonna materna, l’amatissima nonna Giulia.

Che resse con polso fermo veramente napoleonico e sobrietà francescana una famiglia con sette figli, un marito in America a fasi alterne, qualche cugina zitella, un padre gottoso e nervosetto, fratelli scapoli che entravano e uscivano, tutti insieme appassionatamente sotto lo stesso tetto, mentre in aggiunta faceva anche la maestra. Grazie a Dio ce la siamo goduta a lungo, avendo raggiunto la ragguardevole età di 104 anni, esattamente il doppio di quelli vissuti da Napoleone.Di anni ne compirebbe 75 Gianfranco Ferré, l’architetto prestato alla moda (mancato nel 2007) che reinventò la camicia bianca creando capolavori di seta, organza, chiffon, o semplice cotone. ferré camicia biancaFu anche direttore artistico della Maison Dior, scelta filologicamente perfetta; se Christian col New Look aveva ripensato i volumi e ridisegnato le silhouettes, Gianfranco, abituato alla progettazione in 3d riuscì a dare una veste couture agli eccessi degli anni ’80 creando capi dalla costruzione perfetta, riuscendo nella complessa sintesi tra rigore e opulenza.

Ne è esempio l’abito da sera a fiori con quel grande fiocco sul retro: un amore giovanile che ho finalmente trovato e ammirato nella mostra Dior Couturier du rêve, visitata a Parigi due anni fa. La mostra, con sottrazioni e integrazioni, è stata replicata a Londra al Victoria&Albert Museum; sarebbe aperta fino al 1 settembre, ma è sold out da quel dì, se vi fa piacere ve ne parlerò (la foto in cui si vede anche lo stilista l’ho scattata appunto al V&A, scusate la pessima qualità).

Restiamo a Londra per festeggiare i 69 anni della Princess Royal; Anne Elizabeth Alice Louise è la secondogenita e l’unica figlia femmina della Regina e del Duca di Edimburgo.anne charles as children Nata quando la madre era ancora principessa ereditaria ha rivelato fin da piccola un carattere energico e piuttosto sbrigativo e una grande passione per l’equitazione, che l’ha portata a vincere una medaglia d’oro e due d’argento nei campionati europei, e a partecipare alle Olimpiadi di Montreal nel 1976. Oggi è presidente del Comitato Olimpico britannico e membro del Comitato Internazionale. Dopo un flirt giovanile con Andrew Parker Bowles – che poi sposò Camilla, che poi avrebbe sposato il fratello di Anne, Charles – il 14 novembre 1973 andò all’altare col Capitano dei Dragoni Mark Phillips, con un abito in stile Tudor di rara eleganza. AnneweddingdresscollageDopo la nascita di due figli, Peter e Zara, e un tentativo di rapimento sventato per miracolo, per il coraggio della scorta e di alcuni passanti e per il sangue freddo della principessa, il matrimonio finì tra tradimenti reciproci, e nel 1992 Anne sposò il Comandante, oggi Ammiraglio, Timothy Laurence, purtroppo senza replicare lo chic delle prime nozze. anne second weddingIl suo stile è rimasto assai rigoroso, a volte anche troppo semplice, ma è nota per continuare a indossare senza difficoltà mise che hanno molti anni, e a volte decenni. Oggi è nonna di quattro deliziose nipotine, bellissime biondissime e sveltissime; nel 1987 la madre le ha conferito il titolo di Princess Royal, che onora con un’attività costante e molto intensa in rappresentanza della Royal Family il che l’ha resa – con una certa sorpresa dato il carattere un po’ scostante – uno dei personaggi più amati. A parte Her Majesty, of course.the queen and anne

 

Dress like a Princess – special edition

Un paio di settimane fa avevo postato un foto di Beatrice di York col boyfriend Edo ( Ci siamo? ) in cui la principessa appariva splendida e indossava una gonna che avete molto apprezzato. beatrice and boyfriendÈ una creazione Reiss, brand piuttosto abbordabile, e per di più ora è anche in saldo a meno di metà prezzo: 65 sterline invece di 135 (trovate il link in calce). Date un’occhiata, che questo color cannella è très chic, e sarebbe perfetto pure per l’autunno.

Ma il post mi offre anche lo spunto per un piccolo annuncio: mi sono appena iscritta a un corso dell’Università di Glasgow (online e pure gratuito, non pensate chissà che cosa) dal titolo A History of Royal Fashion; insieme a curatori delle collezioni reali e storici dell’università scozzese imparerò qualcosa in più sugli abiti reali, di corte e formali utilizzati a partire dal’epoca Tudor.

In pratica da Caterina d’Aragona a Catherine Middleton; secondo me sarà bello un bel po’, ne avrete di cose da leggere!

 

La gonna la trovate qui https://www.reiss.com/p/satin-slip-skirt-womens-aspen-in-cinnamon-brown-orange/?hInd=3

Dalla cronaca alla storia (dell’arte)

Sapevamo già che la Duchessa di Sussex sarebbe stata la protagonista della September Issue di Vogue UK; è tradizionalmente il numero più importante dell’anno, quello che presenta la linea editoriale per i 12 mesi seguenti. Confesso di aver pensato alla copertina, come accaduto in passato con Catherine, e prima ancora con Diana. Invece ho scoperto che quando Meghan ha ricevuto l’invito ha rilanciato proponendosi come guest editor, direttore ospite, per quel numero. Accettata la proposta, la decisione sui temi da trattare non vi sorprenderà troppo: persone in grado di generare un cambiamento nella società. All’interno due interviste della duchessa, l’una a Michelle Obama, l’altra a suo marito il duca. Il quale, secondo l’inevitabile spoiler, avrebbe dichiarato di volere solo due figli, come contributo all’equilibrio del pianeta. E speriamo che con la moglie ne avessero già parlato, e che non sia stata una sorpresa anche per lei. vogueuk sept issueIn copertina quattro file con quattro riquadri ciascuna: ci sono Greta Thumberg, Jacinda Ardern – giovane ed energica premier neozelandese – e altre signore brillanti e impegnate, tra cui le attrici Jane Fonda e Salma Hayek. Le donne ritratte però sono solo quindici, nel sedicesimo riquadro c’è uno specchio, in modo che anche chi acquista il magazine possa vedere il suo viso tra gli altri; insomma un modo per dire che chiunque può essere parte del cambiamento. La trovata è carina, ma certamente non nuova, è stata già usata varie volte su copertine di libri e riviste. E se a questo punto foste interessati a sapere chi per primo ha avuto l’idea, siete nel posto giusto.

Dobbiamo tornare indietro di oltre un secolo, nella Parigi del primo Novecento, dove un gruppo di giovani artisti sta rivoluzionando la pittura. Si chiamano Braque, Delaunay, Modigliani, Duchamp, Picabia, e naturalmente Picasso, che cinque anni prima ha scomposto in forme geometriche le figure di cinque fanciulle, prostitute a Barcellona nella calle Avignon. Sono Les demoiselles d’Avignon, con loro è nato il cubismo. Nel 1912 Picasso viene ritratto – ovviamente in stile cubista – da un giovanissimo pittore madrileno, Juan Gris; nello stesso anno Gris realizza Le lavabo, un olio su tela cui vengono aggiunti, con la tecnica del collage, frammenti di carta e di specchio.

juan gris-le lavabo

Juan Gris. Le lavabo, 1912. Olio e collage su tela. Collezione privata

L’idea di rendere chi guarda parte dell’opera la si deve a lui.

Sicuramente Gris conosce bene il museo più importante della sua città d’origine, il Prado, e probabilmente si è ispirato a uno dei capolavori dell’arte spagnola – e mondiale – che il museo custodisce: Las Meninas, di Diego Velázquez.

las meninas

Diego Velázquez. Las Meninas, 1656. Madrid, Museo Nacional del Prado

Nell’opera – ambientata nello studio del pittore all’interno del Real Alcázar di Madrid – sopra la testa dell’Infanta Margarita c’è uno specchio, in cui si vedono i sovrani genitori della bambina: Felipe IV e la sua seconda moglie Maria Anna d’Austria. Molti studiosi ritengono che proprio lo specchio sia il punto centrale del quadro: per la presenza del re, o per il tentativo di rendere protagonista l’osservatore, esercitato anche attraverso un complesso gioco di scorci prospettici.

All’inizio di questo post parlavamo di generare il cambiamento; è una riflessione che facciamo raramente, ma in ogni società è la cultura per prima a farlo. E l’arte, che è il suo braccio armato, influenza le nostre vite e le nostre scelte più di quanto pensiamo.

La foto del giorno – 24 luglio

Con l’incarico ricevuto da Her Majesty, Boris Johnson è il nuovo Prime Minister del Regno Unito. L’incontro è avvenuto come da tradizione nella Audience Room di Buckingham Palace; i piani della sovrana prevedevano il trasferimento a Balmoral già la scorsa settimana, rinviato proprio per la delicata situazione politica. Considerando però il palazzo londinese è aperto al pubblico da sabato scorso, la regina si è spostata a Windsor, dove è rientrata immediatamente dopo il conferimento dell’incarico. the queen borisImpeccabile as usual, the Queen era in azzurro con una spilla che non sembra avere un particolare significato: formata da diamanti e perle su un disegno ovaleggiante che rimanda all’Art Déco, è stata indossata la prima volta nel 2016, il che fa pensare possa trattarsi di un regalo per i novant’anni appena compiuti. Non avendo altri spunti – l’abito di Johnson è piuttosto brutto, e in genere tutto il suo aspetto conferma la sua fama di scarsa eleganza, e sono stata buona – l’attenzione dei più si è rivolta al ventilatore piazzato accanto al camino; un Dyson, notoriamente piuttosto costoso ma anche efficace. Il minimo, per questa povera donna costretta ad andare avanti e indietro nel mezzo di un’ondata di caldo africano molto poco britannico (e va ricordata in altri casi la presenza di una stufetta elettrica, che Sua Maestà non spreca i soldi dei contribuenti in costosi sistemi di regolazione della temperatura di Palazzo).

L’attenzione di Lady Violet è stata invece attratta dal quadro seminascosto dal Primo Ministro: si tratta di un Canaletto, e più precisamente London: The Thames from Somerset House Terrace towards the City. Il pittore veneziano lo dipinse negli anni 1750/51 in pendant con un altro, che mostra il panorama del Tamigi nella prospettiva inversa (London: The Thames from Somerset House Terrace towards Westminster). Anche quest’ultimo fa parte del Royal Collection Trust, e viene esposto alternandolo col primo. Lo prendiamo come un augurio: alle spalle di Johnson c’è qualcosa che vale.

Le foto del giorno – 18 luglio

Oggi Sua Maestà ha visitato Queen Victoria’s Palace, la grande mostra allestita a Buckingham Palace per il bicentenario della nascita della Regina Victoria. queen victoria exhibitionÈ ormai una tradizione consolidata l’apertura al pubblico durante i due mesi estivi che la regina passa a Balmoral, e la visita del palazzo è arricchita da esposizioni sempre assai interessanti. Quella di quest’anno però ha un significato particolare, perché fu proprio Victoria a fare di Buckingham Palace la sua residenza, trasformandolo nel centro della monarchia britannica.

Dal 20 luglio al 29 settembre si potrà conoscere meglio la vita della grande sovrana attraverso una serie di oggetti a lei appartenuti, dal trono dorato commissionato nel 1837, agli strumenti musicali, agli abiti; c’è persino un cofanetto dove la regina custodiva i dentini caduti ai figli! victoria exhibition tableNotevoli anche le ricostruzioni; dalla tavola sontuosa allestita nella State Dining Room, al magnifico ballo organizzato nel 1856 per la fine della guerra di Crimea. Per quest’ultimo si è usata la tecnica teatrale del Pepper’s Ghost, e l’effetto sembra davvero magico, potete averne un assaggio qui https://twitter.com/i/status/1151528968530608128

Il video della visita di Her Majesty lo trovate qui, non perdetelo. https://www.youtube.com/watch?v=ALW4vN6Gs8k