La foto del giorno – 1 settembre

Una cena in abito sera ha concluso le celebrazioni per la Cresima della giovanissima Ingrid Alexandra, che dopo suo nonno e suo padre regnerà sui norvegesi.

ingrid confirmation dinner

(Ph. Terje Bendiksby/NTB Scanpix)

Ed ecco tutta insieme la famiglia reale stretta intorno alla festeggiata: i nonni Harald e Sonja, i genitori Haakon e Mette-Marit e i fratelli Sverre Magnus e Marius, uno bello impomatato, l’altro col ciuffo sulla fronte stile Robert Redford dei tempi d’oro. Tutti belli ed eleganti, ma la visione dell’abito di una delle signore mi ha rivelato l’esistenza un vero mistero fashion. Non mi riferisco alla mise leziosetta della regina Sonja, che a volte scivola un po’ su ruches e fiocchi, ma è una splendida ultraottantenne che può essere modello e ispirazione per molte sue coetanee. Né al vestito da casa nella prateria di Mette-Marit, amante recidiva dello stile figlia dei fiori.

Dite la verità, l’abito di Ingrid Alexandra vi sembra di averlo già visto? Certo che sì, e più di una volta, trattandosi di un abito Self-Portrait di varie collezioni fa già indossato dalla Duchessa di Cambridge (alla prima del film A Street Cat Named Bob a novembre 2016) e dalla principessa Sofia di Svezia (alla cena di stato per il presidente sudcoreano, nello scorso giugno), più altre signore in ordine sparso (ne avevamo parlato qui Royal chic shock e boh ). Perché una ragazza così giovane scelga per il suo giorno un abito di tre anni fa, visto e rivisto in ambienti reali e plebei per me è un vero mistero, però devo dire che addosso a lei mi piace di più che sulle altre.

E voi che mi dite, alla vostra Cresima gli invitati erano in abito da sera? Confesso, alla mia no. Però le signore portavano il cappello.

Quante spose il 29!

Oggi i sovrani di Norvegia, Harald e Sonja, festeggiano i 51 anni di matrimonio.
Poiché sono molto affascinata dai numeri, ho notato che diversi royal wedding sono stati celebrati il giorno 29, anche se in mesi diversi. Vi ho incuriositi? Ecco qui l’elenco, in ordine cronologico, con i relativi post:

29 agosto 1968 – Oslo, il Principe Ereditario Harald e Sonja Haraldsenharald sonja wedding 2

Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte prima)

Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte seconda)

29 giugno 1978 – Monaco, la Principessa Caroline e Philippe Junotcaroline junot wedding 2

A Royal Calendar – 28/29 giugno 1978

29 luglio 1981 – Londra, The Prince of Wales e Lady Diana Spencercharles diana wedding

Invitate al matrimonio del secolo

29 dicembre 1983 – Monaco, la Principessa Caroline e Stefano Casiraghi caroline stefano wedding

A Royal Calendar – 29 dicembre 1983

29 giugno 2019 – Saint-Rémy-de-Provence, Charlotte Casiraghi e Dimitri Rassamcharlotte dimitri 2 wedding

Le foto del giorno – 30 giugno

…and last but not least…

29 aprile 2011 – Londra Principe William e Catherine Middletonwilliam catherine wedding

…e qui casca l’asino! Magari sarà pure un royal donkey, perché in merito a quella giornata c’è una storia che va sicuramente raccontata.

Accade che in quel giorno un gruppetto di giornaliste, royal watcher di professione o solo appassionate, si fosse data un virtuale appuntamento per commentare in diretta sui social l’evento. E si dà il caso che una delle convitate, la sublime Meri Pop – di recente approdata ai fasti di Repubblica (nel senso del giornale) con seguitissima rubrica sui dubbi del cuore – fosse in cerca di un appartamento, e l’agente immobiliare la invita a visitarne uno proprio in quella data. Ecco il loro breve colloquio telefonico:

(Lei) Venerdì? Bene! Ah no, scusi, venerdì non posso: ho il royal wedding.

(Lui, dopo pausa perplessa ma ammirata) Signo’, io joo dico subito, sta casa nun è un granché…

(Il fatto poi che i genitori di Meri si siano sposati anche loro un 29, per di più di luglio, cioè nella stessa data – ma con miglior fortuna – dei Principi di Galles genitori dello sposo, chiude il nostro cerchio).

 

PS Lady Violet sul matrimonio ha parlato del matrimonio di William e Catherine qui Due compleanni, un anniversario e un’onorificenza tutta nuova

2018 A Royal Year – 12 mesi in 12 foto

AGOSTO. Harald e Sonja, una coppia tutta d’oro

golden wedding norway

(Ph. Heiko Junge, NTB scanpix)

Oslo, anni ’60. Lui è un principe serio alto e sportivo ed è destinato a regnare sul suo paese. Lei è una ragazza elegante colta e graziosa, di solida e benestante famiglia borghese. Si conoscono, si innamorano e vorrebbero stare insieme, ma gli altri non vogliono. Né il padre di lui, l’austero re Olav, né le convenzioni e nemmeno i sudditi, che va bene essere un paese moderno, ma c’è un limite a tutto. Loro però non mollano, resistono a ogni pressione e superano ogni ostacolo. Finalmente si sposano, e il 29 agosto festeggiano le nozze d’oro. Perché il grande amore esiste, e a volte è pure per sempre.

Lady Violet ha raccontato la storia del loro amore qui:

Harald e Sonja,una favola a lieto fine (parte prima)

e qui:

Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte seconda)

Ancora Merry Christmas

Le prime Christmas card già le avevamo viste qualche giorno fa ( Merry Christmas! ) nel frattempo quelle di altre famiglie reali sono state diffuse, e chi siamo noi per ignorarle? Ecco dunque un rapido aggiornamento.

Norvegia norwegian-royal-family-christmas-card-2018-a Posa classica e ipernatalizia per i reali norvegesi: tutti davanti all’albero coi nonni sovrani seduti in primo piano e dietro di loro in piedi i principi ereditari Haakon e Mette-Marit coi figli: Alexandra Ingrid, che seguirà il padre sul trono, e Sverre Magnus, l’ultimogenito che sembra più vecchio di papà (ma siamo certi che superata l’infame adolescenza ci darà belle soddisfazioni). Da ammirare i tocchi natalizi: arredi e tappezzerie in oro e rosso, più le cravatte di re e principe ereditario e le scarpette della regina, tutte in una vibrante tonalità scarlatta. Decisamente il Grinch non abita qui!

Spagna spanish-royal-christmas-card-2018-a.jpgNiente di particolarmente festivo per i Borbone, che hanno optato per un’immagine ispirata alla rigorosa sobrietà cara a Letizia. La quale è singolarmente inclinata a 30 gradi e pesantemente (per quanto tale avverbio possa riferirsi alla Reina, cioè poco) appoggiata alla figlia Leonor. Freudiana paura di cadere? Unico tocco natalizio, el Rey col pastorale.

Belgio belgian christmas cardLa foto scelta dai sovrani belgi è un po’ la sintesi delle precedenti: una forma vagamente piramidale con al vertice l’erede al trono Elisabeth, i genitori seduti sulle poltroncine dorate – evidentemente un must in ogni palazzo reale – e il terzogenito Emmanuel plasticamente piazzato in diagonale.

Giordania queen-rania-christmas-card-2018-a Naturalmente, essendo la royal family hashemita di religione islamica, non di auguri di Natale si tratta ma di quelli per il nuovo anno. Nel quale tra l’altro il re Abd Allah (che sul suo sito è chiamato Abdullah, misteri della traslitterazione) festeggerà i 20 anni di regno, essendo salito al trono il 7 febbraio 1999. Guardando questi quattro bei ragazzi sembra piuttosto evidente che i geni del re siano più forti di quelli della regina.

Anyway, Merry Christmas and a very happy New Year!

Royal chic shock e boh

L’evento della settimana è stato senz’altro il party offerto a Buckingham Palace dalla regina per festeggiare il compleanno del figlio Charles; come forse saprete non sono state diffuse immagini, per cui dovremo affidarci agli scatti che alcuni ospiti hanno pubblicato sui propri canali social. Charles gala Camilla Unica fotografia ufficiale quella del festeggiato con sua moglie. Camilla indossa un abito blu di Bruce Oldfield; bello il colore e interessante il tessuto ma il modello non le dona affatto. In particolare la scollatura sembra piuttosto pasticciata, meno male che c’è la collana di diamanti con orecchini pendant a distrarre l’attenzione! Lei boh ma Charles in dinner jacket doppio petto, tanto per cambiare, assolutamente chic.

Bella ed elegantissima Mary di Danimarca in velluto blu monospalla Jesper Hovring. Charles gala DanesMary ha il dono di essere perfetta senza essere noiosa. C’è da dirlo? chic.

Dalla Norvegia c’erano i sovrani sia gli eredi al trono. Charles gala Norway Sonja ama molto i volant, e neanche stavolta ha resistito vestendosi da bailaora de flamenco in viola fluo. Tanta stima, ma shock. All’opposto la nuora Mette-Marit – che ci fa sempre piacere vedere dopo l’annuncio della grave patologia di cui soffre ( Breaking News – Grave diagnosi per Mette-Marit di Norvegia ) – sceglie un modello dalla linea quasi monacale, in pizzo silver. boh.

Sophie Winkleman è la moglie di Lord Frederick Windsor, figlio di Michael di Kent, cugino della regina. È anche un’attrice e la mamma della rossa Maud, compagna di scuola di George e damigella alle nozze di Eugenie.

L’altra sera ha ritenuto di dover strizzare le proprie grazie in un abitino Catherine Walker di un inquietante rosa pigiama, che per di più è lo stesso modello indossato in nero (o blu) da Diana nel 1994 a Versailles. A parte il cattivo gusto delle citazione, l’effetto finale evoca una Alda D’Eusanio giovane in versione cameriera sexy (come la vera Alda, che è donna di un cero stile, mai si sarebbe conciata). shock

La deliziosa Tatiana Blatnik, sposata a Nikolaos di Grecia – terzogenito di Costantino e Anne Marie – sceglie una creazione della connazionale (sono nate entrambe a Caracas) Carolina Herrera. Charles gala Tatiana L’abito è di un rosso piuttosto impegnativo, sdrammatizzato dal taglio a camicia. Forse su una bruna sarebbe stato troppo, ma su una bionda, e così bella, funziona. chic. La cognata Marie-Chantal, moglie del diadoco Paolo, ha evidentemente scelto Prada. Charles gala Marie-ChantalL’abito non è classificabile dato che non si vede granché, in compenso si vede che il cinquantunenne Paolo è diventato presbite.

 

 

 

Royal chic shock e boh

Riprende dopo la (lunga) pausa estiva la rubrica domenicale sui royal outfit della settimana.

Ottobre è periodo di riapertura del Parlamento in vari paesi; il primo martedì del mese per tradizione è il giorno in cui la famiglia reale danese inaugura il nuovo anno del Folketinget. chic A La Regina Margrethe II, nonostante i problemi di salute, la recente vedovanza (e la forma del cappello) risplende in un completo color fiordaliso – bello il colore, bellissimo il taglio – con accessori grigio perla. chic.

Più deludenti le due nuore; la principessa ereditaria Mary, solitamente molto chic, stavolta ha un po’ pasticciato tra la ricca gonna bouclé di Oscar de la Renta e la sobrietà della giacca nera, che è bella ma finisce col sembrare banale, così come il pillbox nero. chic ma anche boh. Dalla cognata Marie, moglie del principe cadetto Joachim, ci aspettiamo di solito meno; ad onta dell’aspetto grazioso e dell’origine francese è sempre vestita un po’ così. Stavolta ha pensato bene di scegliere il bianco e blu, come se fosse in partenza per una crociera. Intendiamoci, il bianco in autunno/inverno può essere molto chic, ma non così (e quel profilone sul soprabito di Paule Ka è terribile, almeno per la stagione, l’occasione e l’abbinamento). boh ma anche shock.

Il giorno dopo si è replicato ad Oslo: in questo caso partecipano solo i sovrani e il principe ereditario. chic A 2 La regina Sonja in bianco e nero è così perfetta che non sfigura neanche davanti all’alta uniforme con decorazioni dei suoi due cavalieri. chic e basta.

Più informale l’impegno della Principessa Caroline di Monaco e di sua figlia, l’incintissima Charlotte Casiraghi, che hanno presenziato alla consegna del premio della Prince Pierre Foundation. boh A 3 Infagottata in una palandrana che mortifica la sua bellezza, sarebbe facile censurare l’apparizione della futura mamma. Poi lo sguardo scivola su quelle pantofole nere, che si immaginano ripiene di piedi gonfi, e allora direi né chic né shock né boh, che va bene pure se in momenti del genere si decide di non essere impeccabili (e tanti auguri). Sua madre Caroline è un’altra di quelle (poche) royal ladies elegante a prescindere, ma in questo caso il completo non mi fa impazzire, e avrei evitato soprattutto quei sandali così alti, che nelle varie immagini della serata si vede quanto la costringano a una posizione innaturale e faticosa. E poi proprio stavolta, che la figlia è in scarpe flat… boh.

Pomeriggio ad alto tasso di glamour quello di venerdì a Parigi, quando la coppia presidenziale ha accolto i sovrani di Spagna in visita alla mostra Miró, la couleur de mes rêves che celebra l’artista catalano (in cartellone al Grand Palais fino al 4 febbraio 2019).

La Reina ha riciclato l’abito blu firmato DelPozo già indossato a una gala nel dicembre scorso, accessoriandolo con scarpe Nina Ricci e una clutch banalotta – ma Letizia è nota per azzeccare raramente una borsa – più uno di quei messy bun tanto cari alla Duchessa di Sussex. L’abito è impeccabile? No, la gonna le è un po’ grande (e dai close up si vede pure spuntare dalla spalla sinistra il laccetto per appendere il vestito). La pettinatura funziona? Così così, è vero che alleggerisce l’importanza dell’abito, ma il messy bun dovrebbe rimanere come appena fatto, sennò fa spettinato e stop. Però la Reina è veramente dress to impress, soprattutto se paragonata alla povera Brigitte Macron, col camice da infermiera. Una nota sulla foto a destra: a parte l’ineleganza di mettere le mani addosso alla tua ospite, che è pure una sovrana, ma quanto sono brutte quelle calze pesanti sotto l’abito corto e bianco? Insomma, irrimediabilmente shock, mentre la Reina è davvero chicLetizia-Brigitte-Macron-1 Anche perché, diciamo la verità, la presenza di quel marito valorizza qualunque outfit.

La foto del giorno – 4 settembre

Archiviati i festeggiamenti per le nozze d’oro, la regina Sonja di Norvegia ha invitato a Palazzo Reale per l’Afternoon Tea alcune immigrate.

Queen-Sonja tè palazzo reale

Come già in due precedenti occasioni la sovrana (quinta da sinistra, in abito crema), ha riunito donne provenienti da culture e paesi diversi: Liberia, Eritrea, Malaysia, India, Somalia, Iran, Afghanistan, Pakistan, Siria, Guatemala, Pakistan. Tutte le ospiti sono coinvolte in progetti di integrazione nel paese scandinavo, e incontrandosi hanno potuto confrontarsi su esperienze, difficoltà e successi loro, delle loro famiglie e delle loro comunità. In fondo quanti problemi si possono risolvere davanti a una buona tazza di tè?

 

Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte seconda)

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Sonja è la figlia minore di Karl August e Dagny Haraldsen, ha un fratello maggiore di 15 anni e una sorella di 13; un altro bambino è nato e morto prima che lei venisse al mondo. Cresce praticamente come una figlia unica nel quartiere più elegante di Oslo, si appassiona allo sport – sci e vela – ma anche al cucito e al lavoro a maglia, e pensa che il suo futuro possa essere nell’attività  di famiglia, un grande negozio di abiti per donna nella capitale. Parla già francese, e a vent’anni va un anno a Cambridge a imparare l’inglese. Nel 1959 il dramma: suo padre muore. Sonja si impegna più intensamente nel lavoro; non accetta inviti, preferendo far compagnia alla madre. Una sera però partecipa a un ricevimento a casa di amici, e lì conosce Harald, il principe ereditario, suo coetaneo. Sonja_Crown-PrinceNell’agosto di quell’anno Harald la invita al ballo della Reale Accademia Militare, dove vengono fotografati insieme per a prima volta. Lui è uno dei migliori partiti d’Europa, serio, riservato, sportivo (sarà tre volte olimpionico di vela). Lei è graziosa, disinvolta, intelligente, beneducata, potrebbe essere insomma la moglie ideale per chiunque, tranne che per un principe ereditario.  Il re è categorico, e ce lo immaginiamo novello bravo pronunciare la fatidica frase “questo matrimonio non s’ha da fare, né domani né mai!” Harald deve perfezionare i suoi studi, e va ad Oxford, i due ragazzi vengono così allontanati, e si sa che la lontananza è la tomba di molti amori. Di molti ma non di questo, i due innamorati riescono comunque a tenersi in contatto, il loro legame si rafforza a resiste ad ogni pressione; alle principesse che vengono presentate a lui nella speranza che cambi idea e alla solitudine di lei. Si sparge anche la voce, prontamente smentita, di un loro fidanzamento, e i norvegesi cominciano a interessarsi alla vicenda. L’opinione pubblica si divide in due: da un lato chi si appassiona alla storia d’amore, dall’altra chi ritiene che eventuali nozze segnerebbero la fine della giovane monarchia, privandola di quell’aura di regalità quasi soprannaturale che ne rappresenta la base e l’intrinseco significato. I primi però tendono ad essere più dei secondi, la Costituzione non obbliga il futuro re a nozze di pari lignaggio, il Parlamento si dichiara favorevole, e dunque Olav dà il suo consenso, e il 19 marzo 1968 annuncia il fidanzamento con queste parole: “È con piacere che informo Voi, Signor Presidente e membri dello Storting (il parlamento norvegese) che Io, dopo aver richiesto il parere del Primo Ministro e del Governo, il vostro, Signor Presidente, e quello dei leaders parlamentari dei partiti politici, ho oggi dato il mio consenso al mio amato figlio, il Principe della Corona Harald, a prendere in moglie la signorina Sonja Haraldsen, figlia del defunto signor Karl August Haraldsen e della signora Dagny Haraldsen, née Ulrichsen”. Come anello di fidanzamento Harald dona a Sonja un anello con brillanti e rubini appartenuto a sua madre; a sua volta Sonja regalerà l’anello al figlio perché ne faccia il pegno del suo fidanzamento con Mette-Marit. Harald Sonja wedding

Le nozze vengono celebrate il 29 agosto nella Cattedrale di Oslo. Olav V decide di mostrare pubblicamente tutto il suo apprezzamento per la futura nuora e l’accompagna lui stesso all’altare, compiendo lo stesso gesto che tanto abbiamo amato qualche mese fa, quando il Principe di Galles ha dato il braccio a Meghan. La sposa indossa una creazione del norvegese Molstad, un modello semplice, dalla linea ad A tipica degli anni ’60, con una piccola decorazione di perle al collo e alle maniche. Un lungo strascico parte dalle spalle, ed è interamente ricoperto dal velo fermato non da una tiara, ma da una semplice acconciatura di fiori.

Due anni dopo Sonja è a bordo dello yacht reale per festeggiare il compleanno del suocero quando ha un aborto e perde il bambino che sta aspettando. La tragedia non ferma la vis polemica di chi non la ama, e ora teme che un erede non arriverà mai.

Fortunatamente pochi mesi dopo la principessa è di nuovo incinta, e nel settembre del 1971 nasce Martha Louise. Il 20 luglio 1973 viene alla luce l’erede al trono, Haakon Magnus, e la famiglia è al completo. Sonja si dimostra un’ottima moglie e un’ottima principessa ereditaria: empatica, affabile, equilibrata, colta – a 47 anni trova il tempo di laurearsi in storia dell’arte, una delle sue passioni – quando il suocero muore, nel gennaio 1991, sono tutti convinti che sarà un’ottima regina consorte. E lei non li delude. harald sonja coronationSembra anche una buona madre; memori delle difficoltà sopportate lei e Harald accettano con grazia le scelte dei sentimentali dei figli: Martha Louise sposa  Ari Behn, un controverso scrittore da cui poi divorzia; Haakon porta all’altare Mette-Marit Tjessem Høiby , una ragazza dal passato movimentato che ha già un bambino da un precedente legame. Il piccolo viene accolto in famiglia e cresciuto con i figli della coppia: Ingrid Alexandra, che un giorno regnerà dopo suo padre, e Sverre Magnus, l’unico nipote maschio dei sovrani. In effetti l’unica a protestare per le scelte dei nipoti è la principessa Ragnhild, proprio quella che per prima in famiglia impose un marito sgradito ai genitori.

Harald e Sonja hanno festeggiato gli 80 anni l’anno scorso, coi due figli e i cinque nipoti. Insieme, come sono da quasi sessant’anni, una delle poche coppie che sembra immune da scandali e pettegolezzi. Harald-and-Sonja-wedding-9 Ci piace pensare siano la dimostrazione che alcuni amori sono davvero per sempre.

(se vi siete persi la prima parte la trovate qui Harald e Sonja,una favola a lieto fine (parte prima) )

 

 

 

Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte prima)

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(Ph. Camilla Damgård / Maihaugen)

Oggi i sovrani di Norvegia, Harald e Sonja, festeggiano le nozze d’oro. Celebrazione low profile con cerimonia in chiesa alla presenza della famiglia e di 200 fortunati sudditi. Un amore il loro che è una vera favola a lieto fine, e come ogni favola che si rispetti anche questa comincia così.

C’era una volta un paese incantato tra i ghiacci, col sole a mezzanotte e l’aurora boreale. Dopo secoli in cui avevano fatto parte di altri regni – Danimarca, Svezia – all’inizio del secolo scorso gli abitanti di quel paese vollero un re tutto per loro, andarono a cercarselo e lo trovarono tra i principi danesi. Haakon VII e fam Il prescelto si chiamava Carl, aveva trentatrè anni e due caratteristiche importanti: era sposato con una principessa inglese, nipote della regina Victoria e figlia del futuro re Edward VII, e aveva già un figlio, il piccolo Alexander, nato due anni prima a Sandringham.  Il 18 novembre 1905 Carl diventa Re di Norvegia col nome di Haakon VII, sua moglie è la regina Maud, e il piccolo Alexander è ora il principe ereditario Olav. La nuova Norvegia indipendente conosce progresso e prosperità, il principe Olav cresce e a 26 anni sposa una cugina, la principessa svedese Martha. Nascono prima due bambine, Ragnhild e Astrid, e finalmente, il 21 febbraio 1937 l’agognato maschio, che viene chiamato Harald. HISTORISKEBILDER L’anno seguente la regina Maud muore.  Sull’Europa intanto si addensano venti di guerra e la Norvegia, nonostante sia neutrale, viene invasa dalle truppe tedesche. Il re e il principe ereditario tentano di opporsi ma sono costretti a fuggire a Londra, da dove guidano la resistenza (per ringraziare il Regno Unito dell’ospitalità e del sostegno, ogni anno arriva dai boschi norvegesi il grande albero di natale che si ammira a Trafalgar Square). La principessa ereditaria Martha e i bambini invece vanno prima in Svezia, poi a Washington, ospiti del presidente Roosevelt.  Finita la guerra la famiglia reale torna ad Oslo e il peggio sembra essere passato. Dopo poco però la giovanissima primogenita Ragnhild si innamora di Erling Lorentzen. Il giovanotto è un ottimo partito: affascinante, ricchissimo e pure eroe di guerra, ma agli occhi degli augusti genitori ha una mancanza insormontabile: viene da una famiglia sicuramente molto abbiente (i Lorentzen sono armatori) ma irrimediabilmente borghese, è dunque inadatto a impalmare una fanciulla nelle cui vene scorre il più puro sangue reale.  Sei anni dura il braccio di ferro finché la principessa ottiene il consenso alle nozze, che vengono celebrate il 15 maggio 1953. I genitori probabilmente capitolano in considerazione del fatto che non toccherà a Ragnhild salire sul trono, dunque dinasticamente le nozze non sono così importanti; e forse pesa anche la salute della madre di sposa, malata di cancro. Martha muore un anno dopo, lasciando Olav vedovo, proprio come il padre Haakon. Tre anni dopo muore anche il vecchio re, Olav V sale al trono e il ventenne Harald è il principe ereditario. Olav V e fam In assenza di una regina è la secondogenita Astrid a farne le veci come first lady. Il padre si aspetta da lei un matrimonio adeguato, e l’ha anche spedita a bordo dell’Agamemnon per la famosa crociera dei re organizzata dai sovrani greci (ufficialmente per rilanciare il turismo nel loro paese, ufficiosamente per far incontrare i giovani principi europei, e magari combinare qualche matrimonio, a partire da quelli dei loro figli). A Olav va male anche stavolta: esattamente come la sorella, anche Astrid si innamora di un borghese, Johan Martin Ferner, medaglia d’argento nella vela alle olimpiadi di Helsinki del 1952. Anche in questo caso, dopo litigi musi lunghi e vere e proprie ribellioni alla fine Olav cede, e la principessa sposa il suo cenerentolo il 12 gennaio 1961; tra gli invitati ci sono anche Margaret e Tony Armstrong Jones, marito e moglie da sette mesi. Ora tutta l’attenzione è su Harald, e da lui ci si aspetta un matrimonio regale; d’altra parte le principesse non mancano: ci sono Sofia e Irene in Grecia, Benedikte e Anne Marie in Danimarca, in Svezia addirittura delle tre Haga Princesses sono ancora nubili, ci sono ragazze in età da marito in Olanda e in fondo pure Maria Gabriella di Savoia… sonja giovane

Ignora, il re, che il cuore di Harald è già impegnato: a casa di amici ha conosciuto una ragazza che si chiama Sonja, Sonja Haraldsen. E indovinate? Non ha neppure una goccia di sangue blu.

A domani per la fine della storia!

(la potete leggere qui Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte seconda) )

 

 

 

 

 

 

 

 

La foto del giorno – 10 agosto

Lady Violet confessa, quando le è capitata questa immagine si è quasi commossa: il lieto pensiero che da qualche parte nel nostro emisfero si indossino piumini impermeabili e persino un montgomery ha agitato per un paio di secondi l’immobile canicola da cui siamo avvolti come in un sudario.

Norvegian Royal Family Svalbard University CenterLa famiglia che si gode lieta il fresco delle Isole Svalbard, le terre abitate più a nord del mondo, è naturalmente quella reale di Norvegia. Re Harald e la regina Sonja hanno riunito figlia (Martha Louise, accanto al padre, con pantaloni bianchi), figlio ed erede Haakon Magnus, nuora Mette Marit (in rosso, davanti al marito) e nipoti, e se ne sono andati a visitare lo Svalbard University Centre, ateneo specializzato in studi artici. Entusiaste le ragazzine – quella scatenata in alto a destra è Ingrid Alexandra, e un giorno sul trono ci sarà lei – meno pacioccone del solito l’unico maschio della brigata, il tredicenne Sverre Magnus (scommettete che tra qualche anno lo vedremo nella rubrica giovedì gnocchi?) e in forma strepitosa i sovrani.

E qui cari lettori è d’obbligo una riflessione. Dato che Harald e Sonja hanno entrambi 81 anni, che lui ne dimostra tranquillamente 10 di meno e lei anche 15, si deduce che il dolce freddo mantiene giovani mentre l’odioso caldo, oltre che dannoso e inelegante, invecchia pure.