La foto del giorno – La famille princière

Questa è la nuova fotografia ufficiale di Albert II de Monaco e famiglia; nel caso interessasse è disponibile da oggi nei negozi di souvenir del Principato (i proventi andranno ovviamente in beneficienza).

(Ph: Eric Mathon/Palais princier)

La prima cosa che balza all’occhio è che la Princesse probabilmente attraversa una fase Cromwelliana, nel senso di Oliver Cromwell e i suoi Roundheads. Che erano i Puritani inglesi, sprezzantemente definiti così dato che portavano i capelli corti (l’immortale taglio con la scodella) in contrasto con gli aristocratici e le loro voluminose capigliature boccolate. Ora, siccome i suddetti Roundheads fecero la rivoluzione contro il re, sospesero la monarchia e decapitarono il povero Charles I (che spesso gli Inglesi inventano le cose e i Francesi se ne prendono il merito), per la moglie di un sovrano sarebbe forse più prudente evitare certe citazioni.

Accantonate le divagazioni storiche, passiamo alla cronaca. Il Principe appare come sempre sorridente e beatamente soddisfatto della sua famiglia; abito blu, camicia e cravatte azzurre, la posa ci impedisce di vedere l’orlo dei pantaloni, e probabilmente è un bene. Il figlio ed erede Jacques è la versione mini me del padre: vestito identico e deliziosa espressione sorniona. Al contrario della sua gemella Gabriella, con una faccia piuttosto schifata; secondo me è la gorgière che le hanno piazzato in collo, sia mai che il tulle della gonna si sentisse solo. La piccola principessa è vestita Dior: un abitino che tulle a parte nasce con un semplice giro collo senza fronzoli, e una ragione ci sarà. Dior anche per Charlène: la tuta bianca, così abbondante, forse vista in piedi si apprezza meglio, così tutto quel tessuto è francamente terribile, sembra un brutto lenzuolo messo a coprire le gambe (e personalmente detesto le lunghezze esagerate). Molto interessante il collier, anch’esso Dior, che però mi conferma nella mia impressione: al di là del gusto, ovviamente personale, il problema di Charlène sono i volumi.

Chi è appassionato di iconografia principesca, o ha buona memora, o solo qualche anno in più, probabilmente avrà notato la posa, un classico della famiglia Grimaldi; evitando fastidiosi paragoni quello che colpisce è che nella foto più recente mi sembra mancare quell’aura speciale, quel tocco di magia che rende le monarchie così affascinanti. Quel dommage.

A Royal Calendar – 21 agosto 1930

Se avesse ereditato anche lei la forte fibra materna, oggi la Principessa Margaret compirebbe 90 anni. Invece una salute fragile, probabilmente compromessa da uno stile di vita non propriamente sano, l’ha portata alla tomba nello stesso anno della madre, e con sette settimane di anticipo.

Margaret Rose – che il padre chiamava “la mia gioia” mentre la sorella maggiore Elizabeth era “il mio orgoglio” – nasce il 21 agosto 1930 a Glamis Castle, prima royal baby dopo più di 300 anni a venire alla luce in Scozia. Il maniero è dal 1372 residenza dei Conti di Strathmore and Kinghorne, il casato cui appartiene la madre della piccola, Elizabeth Bowes-Lyon, all’epoca Duchessa di York. Sorge a nord di Dundee, e secondo la tradizione avrebbe ispirato a Shakespeare il celeberrimo Dramma Scozzese. Alcune fonti citano il fatto che la sua nascita fu registrata nel registro parrocchiale con qualche ritardo, per evitare che le fosse assegnato il numero 13, la scaramanzia che non ti aspetti!

Alla nascita è quarta nella linea di successione dopo lo zio David, il padre e la sorella maggiore; i genitori avrebbero voluto chiamarla Ann, ma il nonno George V impone il nome di Margaret, che in famiglia per tutti diventa Margot. Nel giro di sei anni cambia tutto e la principessa diventa seconda dopo Elizabeth, the heir and the spare; con la sorella avrà un rapporto spesso conflittuale, sempre molto stretto.

Piccolina e graziosa, a diciassette anni è damigella d’onore alle nozze di Elizabeth e Philip, in un abito del sarto preferito dalle royal ladies, Norman Hartnell, che la veste anche per i primi ritratti ufficiali. A ventun anni però Margaret sceglie Dior, un abito splendido, protagonista della mostra Dior Designer of Dreams, al Victoria & Albert Museum, versione British della mostra organizzata a Parigi per i 70 anni dal New Look (Lady Violet ha avuto la fortuna di vederle entrambe).

La principessa intanto si è innamorata; lui è Peter Townsend, colonnello della RAF, eroe della Battle of Britain e scudiero del Re. Peter ha sedici anni più di lei, e soprattutto è già sposato e ha due figli. All’inizio non lo sa nessuno, poi qualche voce inizia a girare, presto eclissata da altre più gravi notizie: il 6 febbraio 1952 George VI muore, e la figlia Elizabeth gli succede sul trono. Arriva il giorno dell’incoronazione, il 2 giugno 1953, e qui succede qualcosa di clamoroso. Margaret viene vista togliere un pelucco dall’uniforme di Peter, che nel frattempo ha divorziato; un gesto così intimo è la prova di un’affettuosa consuetudine.

È una love story che incanta tutte le ragazze degli anni ’50, ma finisce male: secondo il Royal Marriages Act del 1772, che regola il matrimonio dei membri della Royal Family, le nozze devono essere autorizzate dalla sovrana. Che è giovane e all’inizio del suo regno, e non se la sente di avallare una unione non accettata dalla Chiesa Anglicana, di cui è il capo. Si decide di aspettare che Margaret compia i 25 anni; a quell’età il consenso regale non è più necessario e potrà decidere autonomamente. Alla fine la principessa rinuncia. Per senso di responsabilità, o per non perdere i suoi privilegi; probabilmente per entrambe le ragioni. Townsend è già stato spedito all’ambasciata di Bruxelles, Margaret resta a Londra dove diventa la regina della jeunesse dorée.

Incontra Tony Armstrong-Jones, un fotografo con poche gocce di sangue blu, belloccio affascinante e assai creativo (sarà lui a organizzare la cerimonia che incoronò Charles Principe di Galles). Decide di sposarlo quando Townsend le scrive annunciandole le sue nozze con una giovanissima fanciulla belga. Quello tra Margaret e Tony – creato nel frattempo Conte di Snowdon – è il primo royal wedding ripreso dalle telecamere della BBC; se duemila ospiti affollano Westminster Abbey, 300 millioni si godono lo spettacolo da casa.

La sposa arriva al braccio del cognato Philip, con un abito d Norman Hatnell, sontuoso nella linea ma sobrio nella decorazione. Se l’abito è semplice, la tiara è davvero sfarzosa: sulla testa di Margaret brilla la favolosa Poltimore. Creata da Garrand negli anni 70 dell’ottocento per Florence, moglie del Barone Poltimore, smontabile in modo da ottenere un collier e 11 spille, la tiara ha ornato varie teste prima di finire all’asta nel 1959. Qui è stata acquistata dalla principessa – o dalla Regina, o dalla Regina Madre, come di dono di nozze – che l’ha indossata molto spesso su complesse acconciatura in grado di donare svariati centimetri al suo modesto metro e 55. Principessa e tiara sono protagoniste di una delle fotografie più iconiche dell’epoca: Margaret a mollo nella vasca da bagno, con addosso solo la Poltimore. In una foto scattata da Tony, of course.

Nascono due figli, David nel 1961 e Sarah nel 1964; il matrimonio va avanti tra alti e bassi – soprattutto bassi – costellato di eccentricità, bevute, tradimenti, la probabile bisessualità di lui; nel 1976 arriva la separazione e nel 1978 il divorzio. Margaret inteccia una relazione con il biondo e capelluto Roddy Llewellyn, e questa volta è lui ad essere più giovane, di 17 anni.

Come spesso accade alle signore agée che frequentano giovanotti col ciuffo lui a un certo punto si innamora di una coetanea e la sposa. Lei intensifica le stranezze, i capricci, e una serie di comportamenti poco educati e per niente regali. I problemi di salute si aggravano, il viso è gonfio, i piedi infilati in sandali ortopedici sempre più simili a ciabatte; resta lo sguardo impertinente dei begli occhi azzurri.

Il 6 settembre 1997 è un giorno rimasto nella memoria collettiva; Londra e il Regno Unito si fermano per i funerali di Diana. La Royal Family è schierata davanti i cancelli di Buckingham Palace, lo stendardo reale è a mezz’asta. Al passaggio del feretro la Regina, e altri con lei, chinano il capo. Margaret no, un gesto né regale né pietoso. Certo, le cronache parlano di un rapporto tra le due che si è andato deteriorando fino al collasso dopo l’improvvida intervista televisiva della Principessa di Galles che Margaret aveva condannato duramente, considerandolo un comportamento non adatto a una reale (materia su cui pare desse spesso molti consigli). Sfortunatamente non lo fu neanche il suo, in un momento in cui era richiesto ben altro che una ripicca personale.

La fine è una lunga agonia: due ictus che la lasciano cieca a un occhio e semiparalizzata. Il 9 febbraio 2002 la morte.

Essendo una ragazza degli anni ’60 ho molti ricordi diretti della vita di Margaret, regina dei rotocalchi spesso suo malgrado. Mi ha sempre dato l’idea di una figura tragica, come se davvero la nascita nel castello di Macbeth l’avesse segnata con una maledizione.

Royal chic shock e boh

Con o senza mascherina, le royal ladies stanno intensificando le loro attività, per la gioia dei loro sudditi e dei nostri occhi. Si riparte!

La Reina Letizia

Riprendiamo da dove ieri avevamo lasciato, Los Reyes a Santiago di Compostela per la festa del Santo. Abbiamo già detto che i sovrani stanno attraversando la Spagna in lungo e in largo, e sempre li abbiamo visti indossare la mascherina (la più semplice, quella chirurgica) togliendola solo in momenti particolari; nessuna eccezione nemmeno in questo caso. Letizia ha scelto un fresco chemisier, quest’anno di gran moda, in beige chiaro con fantasia di foglie e palmizi, dello spagnolo Pedro del Hierro. Lo ha accessoriato con un paio di slingback nude Carolina Herrera e una clutch di rettile verde bosco che – nell’improbabile caso ne avessi una – avrei lasciato nell’armadio. A me non piace particolarmente, ma non si può negare che sia una mise adeguata. Banalmente chic.

The Duchess of Cambridge

Niente mascherina, ma abito chemisier anche per Caterine – ve l’ho detto che va di moda – impegnata con il marito in un incontro all’aperto della Royal Foundation, che durante la pandemia ha finanziato per 1.8 milioni di sterline le dieci principali organizzazioni che si occupano di salute mentale. L’abito bianco a piccoli disegni, di Suzannah, dà davvero l’idea delle freschezza indispensabile per luglio, e come sempre la classe è nel dettaglio, in questo caso la bella linea della gonna e la manica al gomito. I piedini della duchessa non si vedono, ma sono calzati in un paio di quelle espadrillas con zeppe e laccetti alla caviglie molto amati da varie royal ladies, e perfetti per l’occasione. Senza dubbio chic.

Beatrice Borromeo Casiraghi

Nessuna mascherina, e neanche il minimo distanziamento sociale per la bionda Bea e il marito Pierre, che sabato 18 hanno partecipato a un charity dinner a Cannes in favore della Naked Hert Foundation, creata per i piccoli in difficoltà dalla ex supermodel Natal’ja Vodjanova dopo la tragedia di Beslan. Beatrice si ispira spesso alla nonna mai conosciuta del marito, la divina Grace, e nemmeno questa volta fa eccezione: scollo all’americana, infradito flat, capelli raccolti in una treccia.

L’abito è Dior, e fa il suo dovere. Chic.

La famiglia reale olandese

Battendo sul tempo tutte le altre royal families i sovrani olandesi si sono sottoposti ben dieci giorni fa alla tradizionale seduta fotografica che precede le vacanze estive. In questo caso si tratta ovviamente di congiunti in un ampio spazio aperto, ma c’è da dire che – in accordo con le indicazioni governative – la mascherina l’hanno comunque indossata di rado. Ecco i sovrani con le tre belle ed altissime figlie, tutte e tre in abito camicia: azzurro con dettagli in pizzo (Self-Portrait) e un cinturone che non la valorizza la futura regina Catharina-Amalia; il più bello dei tre, firmato Tommy Hilfinger, a righine bianco/azzurre di per la diva famiglia Alexia; bianco e campagnolo (Maje) per la piccola Ariane. A questo punto sorgono alcune domande: come mai Máxima, solitamente abbinatissima, indossa un completo bianco da working girl? Com’è possibile che nonostante Willem-Alexander sia alto 1,93 i pantaloni gli si ‘siedono’ sulle scarpe? È un caso che i colori scelti siano il bianco e l’azzurro, i colori della bandiera argentina, Paese d’origine di Máxima, invece che il blu/bianco/rosso di quella olandese, o l’arancione degli Orange? Un grande boh.

La Reine Mathilde e la Princesse Astrid

Finora è andata piuttosto bene, che la pandemia abbia influenzato positivamente sul royal style? Poi arriva il 21 luglio, Festa Nazionale belga. Si comincia la sera prima con il Concerto di gala. Mathilde, star delle regine mascherate, spesso è tutta en pendant, viso e abito. E infatti il fido, sciagurato Natan le realizza un vestito con mantella fucsia e mascherina abbinata; peccato non abbia abbinato anche gli elastici, smaccatamente bianchi. Un pipistrellone shocking pink. Shock.

Le mascherine scompaiono per la foto di gruppo con i fratelli del re: il Principe Laurent, informale in completo spezzato, e accompagnata dal marito Lorenz d’Asburgo-Este la Principessa Astrid in completo pantaloni modello acqua in casa, con l’aggravante che è pure firmato Gucci. Che shock!

Martedì 21 è il gran giorno, e si inizia col solenne Te Deum in Cattedrale. L’abito blu a disegni beige, anche questo un Natan, invecchia alquanto la bella Mathilde e le allarga il girofianchi in maniera impressionante, né l’aiuta il cappello di paglia (è il modello Louisa di Fabienne Delvigne). Come sapete sono deliziata dalla presenza dei guanti, ma per il resto boh.

Segue la festa vera e propria con la parata militare e le autorità del Paese. E qui avviene il prodigio della trasformazione in camicione informe di un abito di Dries van Noten, stilista colto, rigoroso e concettuale come pochi. Sono i colori che adoro, ma l’insieme col turbante viola (sempre Delvigne) e la mascherina nello tessuto dell’abito è veramente too much. Shock.

E la Principessa Astrid? Lei riesce a ingarbugliare e sporcare anche il pattern più pulito che c’è: le righe. Divertenti gli accessori gialli, che non riescono a sollevare il tono della mise, peggiorata dal cappello con grande fiocco lezioso. Altezza, scelga un tema e segua quello, che va più sul sicuro. Sorry, shock.

Ladycameron giorno 2 – I mughetti di Grace

Giovedì 19 aprile 1956 il Principato di Monaco è in festa: Rainier III, che regna da sette anni, quel giorno sposa Grace Patricia Kelly da Philadelphia, professione star hollywoodiana. È il primo royal wedding ad essere trasmesso in televisione, e Grace è la prima americana a sedere su un trono europeo. Non è la prima sposa a raggiungere l’altare stringendo tra le mani dei mughetti, ma è senz’altro la più famosa, e la sua scelta avrà vastissima eco e altrettanto vasto seguito. cfb_760226Le spose del ventesimo secolo davano la preferenza a bouquet dalla struttura importante, ricchi di rose e orchidee, o di forma particolare, come quelli composti di lunghe calle, così adatti alla moda degli anni venti. L’attrice che sta per mutarsi in principessa invece completa il romantico abito creato per lei dalla costumista premio Oscar Helen Rose con rametti di mughetto tenuti insieme da un nastro di raso, che si appoggiano sul piccolo messale ricoperto di seta su cui Grace segue la cerimonia.

Nel linguaggio dei fiori il mughetto rappresenta l’Amore Puro, come le lacrime versate dalla Madonna ai piedi della Croce da cui, secondo un’antica leggenda cristiana, sarebbe nato. È perciò simbolo anche della Salvezza portata dal Cristo. Royal Albert May TrioÈ il fiore di maggio; il nome botanico Convallaria majalis deriva dal Lillium convallium, il giglio delle valli (lily ofthe valley è infatti il nome inglese), e l’aggettivo majalis rimanda al quinto mese dell’anno. Il francese muguet sembra invece derivi da noix musquette, la noce moscata, a causa del profumo così intenso da diventare intossicante. E il mughetto è il protagonista di una delle fragranze femminili più famose e amateq, Diorissimo, creata nel 1956 dal celebre profumiere Edmond Roudnitzka per Christian Dior, che adorava questo fiore e lo considerava il suo porte-bonheur. 

Dior Muguet

Christian Dior Couturier du rêve, Paris Musée des Arts et Métiers

Il grande couturier disegnò degli splendidi abiti da sera decorati da mughetti, esposti nella mostra Christian Dior Couturier du rêve, allestita a Parigi nel Musée des Arts et Métiers, poi replicata a Londra al Victoria&Albert Museum. Ma anche chi non può permettersi un Dior può indossare un ramo di mughetti, come per tradizione  antica fanno i Francesi a Calendimaggio, per festeggiare la primavera e propiziarsi la fortuna.

Dior Muguet 2

Christian Dior Couturier du rêve, Paris Musée des Arts et Métiers.

Royal chic shock e boh – Oscar edition

S’erano appena spenti i riflettori su Sanremo che eccoli riaccendersi su Los Angeles, per la serata degli Oscar. Diciamo subito che la ventilata partecipazione dei Duchi di Sussex non c’è stata; non saprei dirvi se fossero stati davvero invitati, ma è certo che la Regina abbia chiesto loro di sospendere ogni attività fino alla cerimonia per il Commonwealth Day, il prossimo 9 marzo, che sarà l’ultimo impegno ufficiale della coppia.

King Giorgio rules oscar 20 renéeEntrambe le attrici premiate per la loro performance erano vestite Armani Privé; semplice e di gran linea, nel più puro stile Giorgio, l’abito bianco ricamato di paillettes iridescenti di Renée Zellweger, migliore protagonista; perfetto l’underwear, perfetta soprattutto la scelta di non aggiungere gioielli. Sì lo so che molte di voi non amano il monospalla, ma questo è très chic.oscar 20 laura dernMi convince meno il modello scelto da Laura Dern, migliore non protagonista: le frange nere che segnano il décolleté non mi fanno impazzire, men che meno abbinate al sottostante rosa pallido. Boh.

Le dee oscar 20 charlizePersonalmente preferisco Charlize Theron vestita in colori chiari e/o metallizzati – bianco, cipria, silver, gold (soprattutto) – ma questo Dior Haute Couture così meravigliosamente opaco e profondo, con la gonna super scenografica e la spallina che sembra scesa per sbaglio rasenta il sublime. Solitamente da evitare lo smalto black on black, ma in questo caso va bene pure quello; poi un collier di Tiffany e via. Chic. 92nd Annual Academy Awards - ArrivalsScarlett Johansson è la grande sconfitta: candidata in entrambe le categorie per le attrici non ha vinto nessuna statuetta. Per fortuna l’Oscar se l’era portato da casa, e dovrà accontentarsi di questo Oscar de la Renta in raso argento con catenelle leggerissime che sarebbero troppo addosso alla maggioranza delle mortali. Ma lei è la novella Afrodite, ed è pure chic. oscar 20 janeJane Fonda, dea tra le dee, arriva così: un Eliee Saab riciclato, passo sportivo – decenni di aerobica lasciano il segno – e soprabito sulla spalla. Più un inedito bob silver, che a 82 anni la ringiovanisce pure. Chic. 92nd Annual Academy Awards - ArrivalsRegina King in Atelier Versace è in puro stile Hollywood in rosa baby, dall’abito al rossetto, che dopo i venticinque sarebbe un pianto su chiunque. Regale di nome e di fatto, chic. oscar 20 janelleJanelle Monáe in Ralph Lauren, che la trasforma in Selene “la risplendente”, la dea della luna. Un abito tridimensionale come una scultura, una di quelle mise senza mezze misure, la si ama o la si odia. Lady Violet la ama. Chic. oscar 20 sigourneySigourney Weaver avvolge il suo metro e ottanta (abbondante) in un Dior Haute Couture di un bellissimo e difficilissimo verde bosco. Bello il drappeggio sulle maniche lunghe, bellissimo il plissé stretto della gonna. Una vera dea greca. Chic. oscar 20 rita wilsonDirettamente dall’Olimpo di Hollywood Tom Hanks e la moglie Rita Wilson, entrambi vestiti Tom Ford. Le frange leggere dell’abito secondo me accompagnano il passo in maniera mirabile, l’underwear non è impeccabile, ma lei ha superato un brutto cancro al seno, e va benissimo così. Bella, sana, amata e pure chic (ma la prossima volta meglio un’altra clutch).oscar 20 maya rudolphMaya Rudolph si butta sull’antico Egitto, e Valentino la trasforma in una statuetta di bronzo. L’abito potrebbe essere interessante, ma indossato così è davvero shock. Salma HayekProbabilmente Salma Hayek pensava che il candido Gucci l’avrebbe davvero trasformata in una dea greca, complice anche il serto e gli orecchini simil-ulivo (Boucheron) tra i capelli. L’effetto finale invece è più pedone degli scacchi, shock.

Once you go black oscar 20 penelopeSe il nero è una religione, Mademoiselle Coco ne è la gran sacerdotessa. Penélope Cruz la gloriosa sceglie una mise vintage piena di dettagli della Maison: le perle, la camelia, il fiocco piatto. Sembra vintage anche la spiegazzatura della gonna. Chic (ma dopo una passata di ferro). oscar 20 margot robbieMargot Robbie la decadente. Vintage Chanel anche per l’attrice australiana, penalizzata dal fitting: l’abito sembra sull’orlo del precipizio, trascinato dal peso della spilla. Interessanti le maniche/armille, danneggiate dalla posa alla Sophia nel’Oro di Napoli. Boh. oscar 20 lucy boyntonLucy Boynton la bon ton sarebbe piaciuta anche a Coco con l’abito bicolore, particolarmente adatto ad una ragazza così giovane. Le maniche sono uno spettacolo nello spettacolo, i capelli color paglia un mezzo incubo, ma per stavolta la perdoniamo. Chic.

Margaret Qualley & Rooney Mara le filiformi. In Chanel Haute Couture la prima, in Alexander McQueen la seconda, sublimano la propria magrezza in abiti neri, ben lontane dal raggiungere il livello di grazia elegante della divina Audrey. Chic per l’una, shock per l’altra, che ha l’aggravante di andare in giro col broncio nonostante sia la girlfriend di Joaquin. oscar 20 natalieNatalie Portman la femminista. Per un attimo ho temuto che avesse preso spunto da Achille Lauro a Sanremo, ma per fortuna mi sbagliavo. L’abito Dior Haute Couture nero con ricami in oro scuro è  un po’ troppo funereo, e la mantella – sul cui rever sono ricamati i nomi delle registe lasciate fuori dalla corsa agli Oscar – non aiuta. Boh.92nd Annual Academy Awards - ArrivalsKelly Ripa la debordante in Cristian Siriano. Scommetto che la mamma ti ha detto che il nero è sempre chic. Sorry darling, era una bugia. Shock. 92nd Annual Academy Awards - ArrivalsZazie Beetz sul metro. E lo so, certe volte proprio non sai dove mettere le mani e l’abitino da apericena di Thom Browne non ha le tasche, ma una chilata di collier Bulgari non si può portare così. Shock. oscar 20 geenaLe tasche le ha il bell’abito di Romona Keveza indossato da Geena Davis: bustino con profonda scollatura che l’attrice porta con eleganza su una ricca gonna piena di pathos. Veramente chic.

Non solo nero oscar 20 joanne tuckerMolto bello e per niente hollywoodiano l’abito di Joanne Tucker, attrice e moglie di Adam Driver: un Oscar de la Renta con bustier nero e gonna bianca ricamata a tralci di fiori, delicato e raffinato quanto chi lo indossa. Chic. oscar 20 caitriona balfeDiscorso analogo per la mise Valentino Haute Couture indossata dalla sofisticata Caitriona Balfe, poco Hollywood e molto vecchia Europa. Chic. oscar 20 kristen wiigPoteva mancare uno dei colori più iconici della storia della moda, il rosso Valentino? Ci pensa Kristen Wiig con un abito Haute Couture che oscilla tra l’assurdo e il sublime. Belle le scarpe, bellissimi i lunghi guanti, ma la mise, boh.

Too much oscar 20 saoirseHollywood è il regno del’eccesso, e la serata degli Oscar l’eccesso dell’eccesso, e anche quest’anno non ha fatto eccezione. Esemplare in tal senso la mise di Saoirse Ronan (il nome si pronuncia tipo siur-scià) creata da Gucci: enorme gonna in seta moiré azzurro glicine, su corpetto nero con gran volant color crema piazzato proprio sul(l’inesistente) pancino. Boh.

Seguono: Olivia Colman in velluto blu Stella McCartney, con cannoli sulle spalle: perché? Boh. Billie Eilish in super oversize Chanel. Sembro io da piccola col pigiama di mio padre. Ma almeno non era Chanel. Shock. Cyntia Erivo in Atelier Versace, iceberg e Titanic in un colpo solo. Shock.

Spero che la piccola Julia Butters abbia in borsetta il numero del Telefono Azzurro: quella mise (Christian Siriano) è di rara crudeltà. Shock. Finora avevamo sentito parlare della nipote di Moubarak, invece ecco che dall’Egitto arriva la celebre cantante e attrice Youssra, in versione nipote di Ramses. Con l’aggravante che la mise è Zuhair Murad Haute Couture. Shock (ma lei, 69 anni, è splendida). Blac Chyna (in Dona Matoshi) ad onta del nome è americana, ed è un’esperta di beauty. sono ragionevolmente sicura non lo sia anche di fashion. Shock. oscar 20 de niro pacinoCome abbiamo iniziato, così concludiamo: due creazioni di King Giorgio, due smoking indossati da due uomini che hanno incarnato fascino, charme e sex appeal. Il passato, ancorché prossimo, è ahimé d’obbligo. Ma almeno la tinta con la ricrescita no, dai. Fuori concorso.

 

A Monaco oggi è Fête Nationale

fete nationale monaco 19 2La tradizione vorrebbe che la festa nazionale del Principato venisse celebrata il giorno dell’onomastico del sovrano, dunque anteposta di quattro giorni, essendo il 15 novembre dedicato a Sant’Alberto Magno. Quando Albert II è salito al trono nel 2005 ha deciso di mantenere il 19, giorno di San Ranieri, in onore del padre. È lo stesso San Ranieri – al secolo Ranieri Scàcceri – patrono di Pisa, dove viene festeggiato il 17 giugno; per quale ragione i monegaschi abbiano un’altra data non è dato sapere, quel che è certo è che in un mese in cui il Principato è un po’ sottotono, il giorno della Fête Nationale le strade abbondano di bandiere e glamour. Di solito. fete nationale monaco 19Quest’anno Charlène s’è vestita da Joan Collins a Gstaad negli anni ’80, e mi sa che era meglio l’originale. Caroline ha deciso di infiggermi una coltellata scegliendo un cappottone color cielo con scarpe e guanti in tonalità noisette, mentre l’abito che si intravvede è nero come la veletta che forma l’acconciatura. Si vede poco ma credetemi, Stéphanie in nero, semplice e senza cappello come suo solito, è di gran lunga la migliore del terzetto. fete nationale monaco 19 tatianaLa palma della più chic quest’anno per me va a Tatiana Santo Domingo, moglie del primogenito di Caroline Andrea Casiraghi, in stile anni ’50, perfetta dal cappello alle scarpe. fete nationale monaco 19 5Stesso stile anche per la cognata Beatrice, in mantella scozzese con baschetto in velluto, nero come gli accessori; lei è molto graziosa ma la mise un po’ leziosa (e anche un po’ troppo scura per la mattina). La ventenne Alexandra mi piace molto con un lungo cappotto smanicato, dolcevita stivali e borsa supertrendy (la Saddle Dior). fete nationale monaco 19 mariePoi c’è lei, Marie, entrata in famiglia a luglio come nuora di Stéphanie; un’orgia di volant azzurri con accessori crema, tra cui spicca una toque piazzata in testa come un tegame. Penso che almeno in questo caso l’accostamento alla nonna acquisita Grace, ci verrà risparmiato. fete nationale monaco 19 4L’ormai leggendario buon umore di Charlène – unica a non cantare l’inno nazionale, al contrario di marito e cognate – ha contagiato anche i pupi; spero francamente che la bionda principessa non soffra di depressione, sennò ci sarebbe da preoccuparsi. fete nationale monaco 19 stéphanieAnche Stéphanie sembra perplessa. fete-nationale-monaco-19-caroline.jpegCaroline invece fa la nonna, e scommetto che in ognuno di questi giovanotti biondi rivede qualcosa del suo Stefano. fete nationale monaco 19 gabriellaA Gabriella hanno piazzato in testa un basco rosso come fosse una pizza, ma lei evidentemente non ha ripreso a mamma e si diverte lo stesso (la bimba con lei è figlia del fratello di Charlène, che non dovrebbe stare al balcone con i sovrani, ma va bene). fete nationale monaco 19 pierre beaQuando si dice finire in bellezza.

 

Le foto del giorno – 15 agosto

Breve incursione ferragostana, senza distrarvi o disturbarvi, ma non possiamo passare sotto silenzio che oggi è giorno di importantissimi compleanni, royal e pure di più. Napoleone IngresA cominciare da lui, il Grande Corso, nato ad Ajaccio esattamente 250 anni fa, qui ritratto da Ingres; Napoleone sul trono imperiale è l’opera che l’artista realizza nel 1806. Il novello imperatore (incoronato il 2 dicembre 1804 a Notre-Dame) è rappresentato come Giove Olimpico, coronato d’alloro, con una tunica bianca ricamata d’oro e un opulento mantello porpora punteggiato da piccole api e dalla N del monogramma. L’uomo che volle farsi re mostra orgogliosamente i simboli della sovranità: il Gran Collier de la Légion d’Honneur, la spada di Carlo Magno (la Joyeuse) lo scettro di Charles V e quello con la Main de Justice. Perché mi dilungo sul dipinto? Confesso, non sono particolarmente appassionata della vicenda del Bonaparte, e i miei scarni ricordi risalgono agli anni dell’università; e dato che sono laureata in Storia dell’Arte ovviamente me la cavo meglio a parlare di pittura. Però non temete, non banalizzerò un personaggio di tale importanza con un racconto sommario e sbrigativo, certa che possiate trovare narrazioni più serie e documentate. Sappiate però che questa storia del compleanno di Napoleone ha per la mia famiglia un significato particolare, perché caso volle che nello stesso giorno, 124 anni più tardi, nascesse la mia nonna materna, l’amatissima nonna Giulia.

Che resse con polso fermo veramente napoleonico e sobrietà francescana una famiglia con sette figli, un marito in America a fasi alterne, qualche cugina zitella, un padre gottoso e nervosetto, fratelli scapoli che entravano e uscivano, tutti insieme appassionatamente sotto lo stesso tetto, mentre in aggiunta faceva anche la maestra. Grazie a Dio ce la siamo goduta a lungo, avendo raggiunto la ragguardevole età di 104 anni, esattamente il doppio di quelli vissuti da Napoleone.Di anni ne compirebbe 75 Gianfranco Ferré, l’architetto prestato alla moda (mancato nel 2007) che reinventò la camicia bianca creando capolavori di seta, organza, chiffon, o semplice cotone. ferré camicia biancaFu anche direttore artistico della Maison Dior, scelta filologicamente perfetta; se Christian col New Look aveva ripensato i volumi e ridisegnato le silhouettes, Gianfranco, abituato alla progettazione in 3d riuscì a dare una veste couture agli eccessi degli anni ’80 creando capi dalla costruzione perfetta, riuscendo nella complessa sintesi tra rigore e opulenza.

Ne è esempio l’abito da sera a fiori con quel grande fiocco sul retro: un amore giovanile che ho finalmente trovato e ammirato nella mostra Dior Couturier du rêve, visitata a Parigi due anni fa. La mostra, con sottrazioni e integrazioni, è stata replicata a Londra al Victoria&Albert Museum; sarebbe aperta fino al 1 settembre, ma è sold out da quel dì, se vi fa piacere ve ne parlerò (la foto in cui si vede anche lo stilista l’ho scattata appunto al V&A, scusate la pessima qualità).

Restiamo a Londra per festeggiare i 69 anni della Princess Royal; Anne Elizabeth Alice Louise è la secondogenita e l’unica figlia femmina della Regina e del Duca di Edimburgo.anne charles as children Nata quando la madre era ancora principessa ereditaria ha rivelato fin da piccola un carattere energico e piuttosto sbrigativo e una grande passione per l’equitazione, che l’ha portata a vincere una medaglia d’oro e due d’argento nei campionati europei, e a partecipare alle Olimpiadi di Montreal nel 1976. Oggi è presidente del Comitato Olimpico britannico e membro del Comitato Internazionale. Dopo un flirt giovanile con Andrew Parker Bowles – che poi sposò Camilla, che poi avrebbe sposato il fratello di Anne, Charles – il 14 novembre 1973 andò all’altare col Capitano dei Dragoni Mark Phillips, con un abito in stile Tudor di rara eleganza. AnneweddingdresscollageDopo la nascita di due figli, Peter e Zara, e un tentativo di rapimento sventato per miracolo, per il coraggio della scorta e di alcuni passanti e per il sangue freddo della principessa, il matrimonio finì tra tradimenti reciproci, e nel 1992 Anne sposò il Comandante, oggi Ammiraglio, Timothy Laurence, purtroppo senza replicare lo chic delle prime nozze. anne second weddingIl suo stile è rimasto assai rigoroso, a volte anche troppo semplice, ma è nota per continuare a indossare senza difficoltà mise che hanno molti anni, e a volte decenni. Oggi è nonna di quattro deliziose nipotine, bellissime biondissime e sveltissime; nel 1987 la madre le ha conferito il titolo di Princess Royal, che onora con un’attività costante e molto intensa in rappresentanza della Royal Family il che l’ha resa – con una certa sorpresa dato il carattere un po’ scostante – uno dei personaggi più amati. A parte Her Majesty, of course.the queen and anne

 

Invitate al matrimonio del secolo

Proprio oggi, trentotto anni fa, la ventenne Diana Spencer sposava Prince Charles, diventando Princess of Wales. Com’è andata lo sappiamo, anche delle nozze sappiamo quasi tutto, dunque vi propongo un gioco: se fosse state invitate anche voi, cosa avreste indossato? Tenendo presente due cose: per le signore cappello obbligatorio; per i signori invece non c’e storia, obbligatorio il tight (o l’alta uniforme) e pedalare. Che dite, proviamo a ispirarci a qualche signora presente?

Grace, la principessa

Nel 1981 ha perso un po’ della perfetta bellezza giovanile, ma non grazia ed eleganza; e poi si sa, ha a disposizione il meglio dell’Haute Couture francese. Per il royal wedding sceglie un due pezzi in seta – credo un Dior creato da Marc Bohan, all’epoca il suo couturier di fiducia – composto da gonna e tunica 7/8, con una fantasia minuta e très chic. Poi ci piazza sopra una grande pamela abbondantemente infiorata, che non c’entra granché con lo stile dell’abito, e neanche con quello del matrimonio in verità. Però il portamento l’aiuta tanto e come potete notare, se la linea è leggermente appesantita,  l’underwear è perfetto. Gossip vintage: si fa accompagnare non dal marito ma dal figlio Albert, secondo i rumors dell’epoca è in cerca della moglie ideale per lui, e avrebbe messo gli occhi su Lady Helen Taylor. Sappiamo com’è finita, e sappiamo che purtroppo le rimane poco più di un anno di vita.

Nancy, la First Lady

Ronald Reagan è Presidente degli Stati Uniti da pochi mesi e non si muove da Washington, ma Nancy certo non si perde un’occasione del genere. La First Lady è in rosa, direi Valentino, molto elegante; avrei giusto evitato la sciarpa annodata al collo, ma la sua mise sarebbe perfetta ancora oggi. Potenza dell’Alta Moda!

Margaret, il Primo Ministro cd wedding tatcherC’è anche lei naturalmente, all’epoca da due anni a capo del Governo di Sua Maestà. Non è una donna di particolare eleganza, non è più giovanissima (ha 55 anni, come la sovrana) e va sul sicuro col classico blu notte. Come molte altre signore, indossa una sorta di pillbox – del tipo che mia madre chiamava tamburello – piazzandolo piatto sulla testa; che vi devo dire, erano pur sempre gli anni ’80. Se non ricordo male, data la quantità di invitati, i reali e quelli di rango più elevato partecipano al wedding breakfast a Buckingham Palace, mentre altri vengono ricevuti da Mrs Tatcher. Che è sempre un modo elegante per non averla tra i piedi.

Kiri, la voce cd wedding kiri te kanawaLo sposo è notoriamente appassionato di musica classica e operistica, ed è deciso a fare del matrimonio un evento musicale memorabile. Adora il divino soprano Kiri Te Kanawa da quando l’ha sentita cantare al termine di una cena sullo yacht Britannia durante un viaggio della royal family in Nuova Zelanda, la patria di lei. La cantante in quel periodo è a Parigi e si mette alla ricerca dell’abito adatto, ma ovviamente non può rivelare per l’occasione in cui deve indossarlo. Il risultato è questo camicione multicolor (all’epoca comunque – purtroppo – piuttosto di moda) con gorgiera elisabettiana a proteggere l’ugola d’oro e cappellino nello stile di quello di Mrs Tatcher, nell’unico colore che manca sull’abito. Forse doveva cercare un altro po’. O spiegarsi meglio.

Camilla, l’altra

Sì, c’è anche lei. Poco opportunamente è di bianco vestita, ma almeno ha un bel pillbox piazzato come si deve. Perché è stata invitata? I Parker-Bowles frequentano i circoli reali – il marito, prima di sposare lei, aveva corteggiato la principessa Anne – e dunque la sua presenza non deve stupire. Charles sembra girarsi verso di lei, mentre esce con la sposa? Sì, ma non possiamo sapere se fosse intenzionale. Diana entrando cerca di individuare la sua rivale? Direi proprio di no. Però date retta a Lady Violet: a un matrimonio con abito e cappello bianchi andateci solo se siete la sposa.

Queste alcune delle persone presenti, ma chi invece non è andato? L’assenza più clamorosa è quella di Juan Carlos e Sofía di Spagna: considerano un grave sgarbo il fatto che la luna di miele a bordo dello yacht reale parta da Gibilterra, che è oggetto del contendere tra Spagna e Regno Unito. Non c’è il presidente greco Karamanlis, che si rifiuta di incontrare l’ex re, Costantino II; sempre per ragioni politiche non c’è neanche il presidente irlandese, data la tensione alla frontiera con l’Irlanda del Nord. Ovviamente non c’è il nostro presidente, Pertini, notoriamente poco interessato alle occasioni mondane in generale, e a quelle royal in particolare; di sua moglie Carla Voltolina neanche a parlarne, dunque alla fine l’Italia è rappresentata dalla moglie del Presidente del Senato, la signora Maria Pia Fanfani. Non saprei dirvi come fosse vestita, ma ricordo i cronisti deliziati dall’elegante semplicità della nostra ambasciatrice (cioè la moglie dell’ambasciatore), in Laura Biagiotti, e pure prêt-a-porter. Insomma, semplice buon gusto.

 

(Ph. Alamy; Serge Lemoine/Hulton Archive/Getty Images; Bettmann Collection; PA Images/Getty Images;

Il Battesimo di Archie

I nostri desideri sono stati esauditi, e due foto del battesimo di Archie sono state pubblicate.

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(Ph. Chris Allerton /©️SussexRoyal)

La prima è quella classica con la famiglia: il piccolo festeggiato indossa la replica – realizzata da Angela Kelly nel 2004 – della veste battesimale fatta realizzare da Queen Victoria per la prima figlia; l’originale non viene più usata a causa della sua delicatezza. Se ne sta tranquillo tra le braccia della mamma, in bianco, una scelta che a me piace sempre molto per i battesimi (l’abito è Dior); mi piace meno il cappello a zucchetto, ma sono certa che avremo occasione di riparlarne. Grigio chiaro per papà Harry, con l’immancabile paio di scarpe scamosciate, per di più marroni; insomma, l’abbiamo sempre detto che non ha ripreso lo chic del padre (e manco del nonno). Bianco anche per Camilla; la scelta del cappello, meno ampio del solito, è perfetta per il tono, semplice e privato, della cerimonia. Rosa per Catherine, uno Stella McCartney che risale addirittura a dieci anni fa; in mezzo ci sono un royal wedding e tre figli, per cui complimenti a lei che può indossarlo ancora – e glielo abbiamo visto più di una volta – anche se francamente io l’avrei lasciato nell’armadio un altro decennio. Raffinato l’accostamento con l’amaranto delle scarpe e del bandeau. Nonna Doria in rosa anche lei, ma avrei evitato quel cappello che ricorda un turbante e sottolinea la sua etnia; peccato, perché il colore le sta divinamente. In blu nonno e zio, e a sorpresa vediamo le due signore in piedi; sono Lady Sarah McCorquodale (accanto a William) e Lady Jane Fellowes (al centro), cioè le due sorelle di Diana, la nonna che non c’è ma è come se ci fosse.

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(Ph. Chris Allerton /©️SussexRoyal)

Bellissima la seconda foto, in bianco e nero, solo loro tre. Splendidi.

Scene da un matrimonio

Alla fine sono arrivate altre immagini delle nozze monegasche tra la bella Charlotte e il barbuto Dimitri. charlotte dimitri weddingGli sposi con le mamme: entrambe belle, entrambe famose, entrambe vestite Chanel. Considerazione 1) l’abito in tessuto operato coi tre fiocchi così stilizzati mi piace un po’ di più ogni volta che lo guardo, e ne apprezzo assai la lunghezza. Tra l’altro Charlotte ha seguito la tradizione di famiglia dell’abito corto per i matrimoni esclusivamente civili, come già era stato due volte per mamma Caroline e una per zia Stéphanie. La sua mise nuziale – abito e scarpe – è firmata interamente da Anthony Vaccarello, direttore creativo di Yves Saint Laurent, e si avvia a diventare iconica. Considerazione 2) anche voi qualche volta desiderate avere un’aria così elegantemente, così squisitamente, così assolutamente francese come le tre signore in foto? Lady Violet sì, nonostante sia così fieramente British (o meglio, Abrubritish). charlotte dimitri wedding 2

Gli sposi durante il ricevimento serale, in posa hollywoodiana. Lui un po’ (poco) James Bond, un po’ (ancora meno) Humphrey Bogart, in abito da sera con giacca bianca, all’uso dei principi regnanti (grandi amanti del genere Albert, e prima di lui Rainier). Peccato quei capelli ingellati che arrivano a sporcare il colletto… Lei in Chanel candido e acconciatura rétro. Lui non porta la fede nuziale, lei in compenso indossa il collier a festoni di diamanti, firmato Cartier, che nonno Rainier donò a nonna Grace, cui probabilmente la sposa si è ispirata, e al cui ricordo è andato il pensiero di molti.grace festoon collierIl ricevimento serale è stato organizzato a La Vigie, residenza monegasca del grande amico scomparso Karl Lagerfeld, e dev’essere stato un vero party selvaggio: mise en place con tovaglia jungle e intrattenimento musicale con l’italica band Alessandro Ristori and The Portofinos, di cui la cognata Beatrice, in Dior e coda di cavallo incofanata, sembra sia grande fan.

L’altra cognata, Tatiana, era invece in rosa; i due fratelli della sposa naturalmente in smoking, total black per Pierre, giacca bianca per Andrea.

E c’era anche zia Charlène! charlotte dimitri wedding charleneIn bianco e nero la seconda protagonista della giornata, la madre della sposa, con un abito bicolore stile impero che la rende leggermente matronale ma la fa sembrare appena uscita da un quadro di Jacques-Louis David. Pazzesca la clutch a forma di tellina!charlotte dimitri wedding caroline

E ora? Nulla sappiamo di eventuale lune de miel né di progetti per allargare la famiglia (d’altra parte il figlio della coppia, Balthasar, ha solo sette mesi). Sappiamo però che tra poco troveremo nelle librerie la versione italiana di Archipel des passions, scritto a quattro mani da Charlotte con Robert Maggiori, suo insegnante di filosofia del liceo (il libro si chiamerà L’arcipelago delle passioni edizioni La Nave di Teseo. La sposa non è infatti solo la bella fanciulla testimone di marchi prestigiosi di moda, è anche appassionata di Filosofia, che ha studiato alla Sorbona, e organizza Les Rencontres Philosophique de Monaco, manifestazione che gode di un’ottima reputazione.

À bientôt!

 

(Tutte le foto del matrimonio: therealmyroyals.com)