L’addio a Philip. Qualche dettaglio, qualche risposta.

Il giorno dopo la tristezza e la commozione è il momento di dedicare la nostra attenzione ai dettagli. A partire da quelli che non abbiamo visto: sembra che la Regina avesse con sé in borsa una fotografia dei tempi felici: lei e Philip giovani, all’inizio di quel viaggio straordinario che è stato il loro matrimonio. E sembra che abbia usato come fazzoletto una delle pochette bianche che il principe portava nel taschino realizzate per lui dai suoi sarti di Savile Row, Kent & Haste.

La Regina e la Richmond Brooch

È una delle domande che si sono posti tutti, perché Sua Maestà abbia scelto una spilla che, al contrario di altre, non ha un legame diretto col marito scomparso. Provo a dare una risposta: alcune di quelle più strettamente legate a Philip, come la Sapphire Chrysanthemum, indossata in viaggio di nozze e spesso negli anniversari del matrimonio, o magari la Grima Ruby, che lui le donò per i 40 anni, hanno pietre colorate – zaffiri l’una, rubini l’altra – e il lutto non ne consente l’uso (la seconda poi è in oro giallo, totalmente inadatta). Altre, come la Six Petal Diamond Flower, indossata per l’annuncio del fidanzamento ufficiale, sarebbero andate bene, ma io penso che Her Majesty abbia voluto onorare il consorte scomparso con un pezzo indossato sempre in occasioni di grande importanza, molte delle quali legate alle forze armate come il Festival of Remebrance, ma anche la cerimonia per i suoi 90, l’udienza con Papa Giovanni Paolo II nel 2000 o il matrimonio dei Sussex. La spilla è composta da diamanti con una perla centrale (che può essere sostituita da un altro diamante) più una perla a pera come pendente che può essere rimosso, come in questo caso. Fu donata dalla città di Richmond a Mary di Teck, che andava sposa all’allora Duca di York, all’epoca secondo nella successione. Un gioiello che celebra un riuscito matrimonio reale e il ruolo di consorte del sovrano, ma porta con sé un dettaglio particolarmente significativo.

Quel 6 luglio 1893, il giorno in cui sposò George, Mary aveva dieci damigelle; una delle quali era Alice di Battenberg, la madre di Philip (è la prima bambina as inistra, in seconda fila, seduta su una sedia). Ed ecco che il cerchio si chiude.

Catherine e il choker di perle

Perle e diamanti anche per la Duchessa di Cambridge, che ieri ha incantato un po’ tutti, per l’aspetto – bello il cappottino di Catherine Walker fermato da un nodo obliquo, e il cappellino che dava alla sua mise un’aria vagamente anni ’40 – ma soprattutto per il comportamento, da vera futura regina. Al suo collo brillava un choker: quattro fili di perle coltivate, dono del Governo giapponese, fermati da una favolosa chiusura di diamanti. Il collier appartiene alla Regina, che lo ha indossato poche volte, non amando particolarmente questo modello; molti lo ricordano indosso a Diana nel novembre 1982, alla gala dinner offerto da Beatrice d’Olanda, in visita nel Regno Unito insieme al marito Claus. Ma anche Catherine lo ha già indossato, nel 2017, per i 70 anni di matrimonio tra Elizabeth e Philip. Perle e diamanti anche per gli orecchini, i Bahrain Pearl Drop. Per il matrimonio di Elizabeth e Philip arrivò in dono dal Bahrein una madreperla contenente ben sette perle; due furono usate per questi orecchini, che la Regina ha prestato spesso sia a Catherine sia a Sophie di Wessex. E altri cerchi si chiudono.

Camilla e il badge militare

Per la Duchessa di Cornovaglia né perle né diamanti; lei ha onorato il suocero indossando un badge militare in argento. La spilla evoca il corno che nel XIX secolo sostituì il tamburo per dare ordini sul campo di battaglia. È uno dei simboli della fanteria leggera e del corpo dei fucilieri, The Rifles, di cui Camilla è diventata Colonel-in-Chief la scorsa estate al posto di Philip, che in quella occasione comparve in pubblico per l’ultima volta. Tutti i fucilieri presenti indossavano lo stesso badge, come la duchessa. Un omaggio che il vecchio soldato avrebbe gradito sicuramente.

Le calze!

Scivolata delle sorelle York, che alle canoniche hanno preferito delle calze chiare. Molto chiare, troppo! Ragazze, superati i 30 dovet stare più attente. Menzione d’onore per i due mariti, Edoardo e Jack, affettuosamente impeccabili. Calze chiare anche per la signora in alto a destra, che dovrebbe essere la Contessa Mountbatten of Burma. Pazienza.

Quercia o lana?

Il corpo di Philip riposa in una bara di quercia foderata di piombo, come deciso da molti anni, secondo l’uso reale britannico. La quercia è l’albero che rappresentala sovranità, terrestre e celeste, e il suo legno è particolarmente resistente, tanto che l’origine del termine “robusto” si fa risalire a quercus robur, la specie di quercia più diffusa in Europa. Prima del funerale però, si è diffusa la voce che le spoglie del principe potessero venire custodite recuperando un’altra vecchia tradizione inglese: la bara di lana. Un sistema che sta tornando attuale in ossequio alla moda che ricerca prodotti biodegradabili, e sembra che uno dei principali fornitori sia la stessa fabbrica che fornisce il panno per le uniformi, almeno quelle reali. La tradizione delle sepolture nella lana risale a una legge del 1660, che per favorirne il mercato, così tipicamente British, imponeva che le salme fossero avvolte in sudari di questo materiale, pena multe pesanti. Naturalmente l’aspetto ecologico in questo caso sarebbe inutile, dato che Philip verrà sepolto con Elizabeth all’interno della St George’s Chapel, ma come potete immaginare ha già destato l’attenzione del futuro re, Charles, appassionato sostenitore di cause ambientali, dunque nel caso sappiamo già cosa potremmo aspettarci.

P.S. a tutte le amiche tricoteuses segnalo che esiste già una bella produzione di bare in lana handmade, con la possibilità di ricamare le iniziali del defunto. Una possibilità da tener presente coi tempi che corrono.

Le foto del giorno – L’addio

L’emozione è stata forte, e dura ancora. Lasciamo dunque sedimentare impressioni e sensazioni; questa sera vi propongo una piccola rassegna delle immagini che mi hanno colpita di più.

Sola. Per le norme anticovid, certo. Ma anche perché cosa ha diviso con quell’uomo per 73 anni lo sa solo lei. E avrà pensato a quel giovanotto bello come un dio geco che ottantadue anni fa le rubò il cuore per sempre. E che quel “per sempre” durerà ancora, prima in un altro modo e poi in un altro tempo e in un altro luogo.

La ghirlanda di fiori bianchi posata sul feretro insieme allo stendardo personale del principe, il suo berretto da ufficiale di marina e la spada, dono del suocero George VI il giorno del matrimonio con Elizabeth. I fiori sono stati scelti personalmente da Sua Maestà: i gigli simbolo di rinascita, le rose che indicano rispetto e ricordo, oltre ad essere i fiori di giugno, mese di nascita di Philip, I gelsomini per la purezza, i piselli odorosi simbolo di partenza e di ringraziamento, i wax flowers che evocano l’amore senza fine, le fresie profumate.

I soldati a capo chino, un gesto di rispetto verso il vecchio commilitone. Non mi sembra di averne mai visti da noi, e invece mi sembra molto bello e anche scenografico, ma i Britannici, si sa, in questo sono maestri.

Il corteo. Charles stravolto, Anne pietrificata, Edward commosso, Andrew imperscrutabile. È uno dei momenti più emotivi: chiunque abbia seguito il feretro dei propri genitori – o delle persone amate – si è identificato con loro. E chi aveva conosciuto la Royal Family come composta da persone dal self control innaturale e, diciamolo, a volte quasi fastidioso, si è reso conto di quale cambiamento sia avvenuto tra i Windsor. Sarà stata Diana, sarà stato il comprendere che i cittadini avrebbero gradito una maggiore empatia, ma il cambiamento è avvenuto, e non si torna indietro.

William e Harry. Era ciò che tutti speravano, ed è accaduto: i due fratelli, separati nel corteo dal povero Peter Phillips (mi ha fatto venire in mente Aznavour che cantava e io fra di voi) si sono avvicinati, si sono parlati, e ci auguriamo che abbiano iniziato a superare le recenti brutte incomprensioni.

Il momento clou. Verso la fine della cerimonia, è salito sull’altare il Garter Principal King of Arms – in pratica il responsabile del collegio araldico – che ha declamato i titoli dello scomparso; subito dopo è stato inquadrato il Pipe Major of the Royal Regiment of Scotland che ha suonato la sua cornamusa (intenerendo molti cuori, a partire di quello di Lady Violet, che viene da una terra di zampogne). In quel momento, davanti agli occhi della sola famiglia, il feretro è sceso nel sottostante Royal Vault, dove resterà in attesa di raggiungere il posto definitivo accanto a quello della Regina, nella King George VI Memorial Chapel.

L’immagine preferita di Lady Violet. A cinquant’anni l’attivissimo Duca di Edimburgo decise che era il caso di dedicarsi a uno sport meno pesante di quelli praticati fino ad allora, e si dedicò agli attacchi; il giorno del suo funerale non è mancato l’ultimo dei suoi mezzi, naturalmente ridisegnato da lui. Al suo posto il suo berretto, i guanti, il plaid e la scatola col tappo rosso piena di zuccherini per i due pony: Balmoral Nevis e Notlaw Storm. Quest’omaggio alla vita e alle passioni del principe appena scomparso mi ha riportato alla memoria il cane da caccia di Rainier III di Monaco – scomparso anche lui in aprile, sedici anni fa – che ne seguì il feretro. In fondo chi non vorrebbe essere accompagnato dalle creature e dalle cose amate?

Le foto del giorno – La felicità di essere bisnonni

Passato lo shock della notizia – sì, shock, perché alla morte non si è mai pronti – passata la tristezza dei primi giorni, è il momento del ricordo venato di tenerezza e, perché no, di allegria, come in fondo sarebbe piaciuto a lui.

Va detto che gli account social dei vari membri della Royal Family stanno facendo un ottimo lavoro proponendo splendide immagini, anche inedite, della vita lunga e piena del Duca di Edimburgo; e oggi, nella veste di nonno e bisnonno con la sua Lilibet, è francamente irresistibile.

Ecco la coppia ritratta dalla Duchessa di Cambridge nel 2018 a Balmoral con tutti i pronipoti, che allora erano sette: mancano Archie, nato l’anno seguente, e naturalmente August Philip Brooksbank e Lucas Philip Tindall, arrivati da poche settimane. Dietro il divano c’è Savannah Phillips, la più grande; in primo piano da sinistra George (notare il dettaglio dei calzoncini in tartan en pendant con la gonna di Gan Gan, come la chiama lui), la Regina ha in braccio il piccolo Louis, Charlotte – che si conferma la star della famiglia – Philip, Isla Phillips che tiene in braccio la cuginetta Lena Tindall, e Mia Tindall. E Lady Violet adora le bambine con calzini bianchi e Mary Jane.

I Duchi di Cambridge hanno invece pubblicato un’immagine del 2015, sempre a Balmoral. Il duenne George appare un po’ perplesso, ma la piccola Charlotte, vezzosamente vestita nei toni dell’azzurro con tanto di cuffietta e scarpine tricot, cattura ancora l’attenzione con un delizioso scambio di sguardi con la bisnonna. Fantastico Philip in completo di tweed marrone e cravattone ruggine che dev’essere stato nel suo armadio da una quarantina d’anni buoni.

In entrambe le foto il Duca di Edimburgo appare leggermente, come dire, distratto, ma si sa che spesso gli uomini si trovano più a proprio agio con bambini un po’ più grande. E noi l’abbiamo amato anche per questa sua incapacità di fingere, e lo ameremo per sempre.

Royal chic shock e boh – Easter edition

Mettiamola così: il periodo è quello che è, la crisi sanitaria non dà ancora tregua e Lady Violet ha avuto qualche giorno complicato, ma va detto che comunque il periodo pasquale non sempre porta con sé quella serenità che è protagonista di ogni augurio di stagione. E se pensavamo di aver visto il massimo quel giorno di Pasqua di tre anni fa, quando all’uscita dalla messa nella cattedrale di Palma de Mallorca la Reina Letizia quasi mise le mani addosso alla suocera (vi ricordate? 2018 A Royal Year – 12 mesi in 12 foto), quest’anno registriamo addirittura un mezzo colpo di stato in Giordania, col principe Hamzah, fratellastro del sovrano, accusato più o meno velatamente di far parte del complotto (e la di lui madre, la ex regina Noor, che sdegnata lo difende a spada tratta). Proviamo allora noi ad alleggerire l’atmosfera per quanto possibile, esaminando le poche mise viste in questi giorni addosso alle royal ladies. E partiamo da chi di solito non compare nella nostra – invero un po’ singhiozzante – rubrica: lei, Her Majesty Queen Elizabeth II, che di solito non fa parte della rassegna, rifuggendo ormai da ogni umana catalogazione.

Impossibilitata a partecipare al tradizionale rito del giovedì santo, la sovrana ha partecipato in privato alla messa ma ha voluto fare gli auguri ai sudditi con un paio di fotografie che la ritraggono qualche giorno prima – il 23 marzo – in passeggiata col Principe di Galles nei giardini di Frogmore House, a Windsor. Se il futuro re indossa un classico cappotto di cammello, che i maligni sostengono essere lo stesso da decenni (non è vero! ne ha sia a doppio petto sia a un petto solo, come questo) la regina stupisce in loden con mantellina – il modello si chiama Havelock – con stivali e uno dei classici carré Hermès semplicemente annodato sotto il mento.

Da non perdere assolutamente il dettaglio di stile che ha trionfato quest’anno: i guanti tricot. Che nel suo caso immagino siano degli autentici Far Isle e non lavorati da un’insegnate del Vermont come quelli che Sanders ha indossato all’inaugurazione della Presidenza Biden. E adesso chi glielo dice a Bernie? Chic, of course.

Tra le poche ad aver partecipato in persona a qualche evento c’è la Duchessa di Cornovaglia, che due settimane fa ha accompagnato il marito in visita ufficiale in Grecia, per celebrare i due secoli d’indipendenza del Paese. Un viaggio particolarmente significativo per Charles, che non ha marcato di rimarcare l’origine del padre, nato a Corfù quando i Greci celebravano il primo secolo da nazione indipendente.

Per la cena offerta dalla Presidente Katerina Sakellaropoulou Camilla ha indossato un raffinato caftano azzurro polvere con dettagli in oro; in oro anche gli accessori – magari avrei evitato quella mascherina – e una bellissima stola con inserti di pizzo. Chic.

Per gli appuntamenti di giorno la duchessa ha optato sempre per il classico bicolore bianco e blu, che fa sempre la sua figura, perfino sulla mascherina con le tre piume de principe di Galles. Chic.

Bicolore anche per la Reina Letizia, che in visita nella minuscola Andorra ha optato per pantaloni neri e una bella giacca principe di galles (Carolina Herrera), fermata da un’alta cintura (lei può). Una sorpresa le scarpe flat Hugo Boss, che a me piacciono assai, ma naturalmente sottolineano la notevole differenza d’altezza col Rey.

Che al contrario della moglie sceglie il colore: giacca a scacchettoni bluette con cravatta granata – sarà tifoso del Torino? – e gli inevitabili mocassini con nappina. Chic lei, shock lui.

Ancora bicolore, nel classico stile marinaro con tshirt a righe di Hugo Boss, uno dei brand preferiti della Reina, che per la visita al villaggio di Fuendetodos presso Zaragoza, dove 275 anni fa nacque Francisco Goya, ha riciclato una giacchina bianca con grossi bottoni neri indossata la prima volta nel lontano 2008. Fin qui benissimo, ma personalmente detesto sia quei pantaloni gaucho (una mia amica li chiamerebbe acqua in casa) con le sling back kitten heel (tradotto: le scarpine con cinturino al tallone e tacco a rocchetto). Che vi devo dire? Boh.

Il 24 marzo però i media spagnoli hanno distratto lo sguardo dalla rigidamente stilosa Reina per posarlo sulla gemma più preziosa della corona; Leonor, Princesa de Asturias, ha affrontato il primo impegno ufficiale in solitaria, il trentesimo anniversario dell’istituto Cervantes. Se l’occasione era nuova, la mise era invece riciclata: l’erede al trono ha ripetuto pari pari quanto indossato lo scorso ottobre per la consegna dei premi intitolati a lei: abito del brand spagnolo Poète e kitten heel di camoscio nero (Pretty Ballerinas).

Che francamente avrei evitato, perché finiscono con l’intristire un abito non particolarmente allegro, che non fa risaltare l’incarnato eburneo della fanciulla. Il modello dell’abito non mi fa impazzire, ma certamente è assai complicato mettere d’accordo un’età così giovane, un titolo così ingombrante e un’occasione così formale; niente giudizi fino alla maggiore età, ma quanto ci sogniamo di vedere Leonor in un bel rosso, in verde smeraldo, in turchese?

Le foto del giorno – The Day of Reflection

Alla fine del mese prossimo saranno dieci anni da quel giorno in cui si dissero I will, e oggi i Duchi di Cambridge – che nel tempo abbiamo imparato ad apprezzare per l’impeccabile impegno in favore della Corona, e ci hanno regalato l’allegria di George Charlotte e Louis – sono tornati sul luogo del delitto, Westminster Abbey.

Che nel frattempo è stata trasformata in un centro vaccinale, e ha ricevuto la visita dei futuri sovrani nel giorno in cui si celebra un anno dal primo lockdown, ricordato in tutto il paese con un minuto di silenzio in memoria delle vittime che nel Regno Unito sono ad oggi 126.172. È il giorno della riflessione, il Day of Reflection.

Forse in ricordo dell’abito di pizzo indossato quel giorno, la duchessa ha optato per un cappottino color crema – il Valeria di quella Catherine Walker tanto amata sia dalla madre di lui Diana, sia da quella di lei Carole – abbinato a un paio di Jimmy Choo (le Romy 85) di suède color tabacco, e mini bag abbinata (il modello Roma di Métier London, nella tonalità Marrakech). Lady Violet confessa di non amare né cappottini impizzati, né smerlati, né tanto meno a girocollo, ma non si può negare che Catherine faccia sempre la sua figura, seppur vestita da cresimanda.

In onore di tutte le vite bruciate dal covid e volate via in quest’anno William ha acceso una candela, e ha rivelato di essersi già vaccinato; questo non è che l’ultimo di una lunga serie di vaccini, ricevuti immaginiamo nel corso della carriera militare e dei viaggi in luoghi potenzialmente a rischio.

Sua moglie invece non ha ancora ricevuto la sua dose, ma lo farà presto; lei ha offerto un mazzolino di daffodil, il narciso giallo simbolo del mese marzo e fiore nazionale del Galles. Un velato riferimento a un futuro non troppo lontano, quando William potrebbe subentrare come Prince of Wales al padre divenuto re, e Catherine assumere il titolo che fu di Diana? Si vedrà, pur restando noi sempre incrollabilmente convinti dell’immortalità di Her Majesty.

Quanto a Sua Maestà, anche lei che ne riceve a ogni uscita oggi ha offerto dei fiori, inviando un delizioso bouquet al personale del St Bartholomew’s Hospital, che ha assistito il marito Philip nel recente ricovero per un intervento di cardiochirurgia. La nota dice: “Aspettando con impazienza un più luminoso futuro insieme, oggi ci fermiamo a riflettere sul dolore e la perdita che continua ad affliggere così tante persone e famiglie e rendiamo omaggio al servizio incalcolabile di coloro che ci hanno sostenuto.”

Per ragioni squisitamente personali, anche per Lady Violet oggi è un giorno di riflessione, e la grazia dei fiori è sempre di piacevole conforto.

Le foto del giorno – Queen of Mars

Ora diciamo la verità, se voi aveste il marito in ospedale da quasi un mese, un figlio che è meglio se non si fa vedere in giro, un nipote che lava i panni sporchi di casa in mondovisione, un altro nipote arrabbiato col precedente, e le mogli dei due che litigano a colpi di calze; più una pandemia in corso e il vostro Paese, quello di cui vi occupate da una vita, in crisi di rapporti coi Paesi vicini e con il PIL in picchiata, cosa fareste? Se voi foste lei, e sapeste che intanto una missione spaziale ha raggiunto Marte, non vi verrebbe la tentazione di farci un giretto? Così, giusto per tirare un po’ il fiato.

Eccola oggi, Her Majesty, in conversazione con scienziati educatori e studenti nell’ambito della British Science Week, osservare con certo goloso interesse il pianeta rosso, che non avrà i dolci giardini inglesi, ma promette una meravigliosa, rilassante solitudine. “È incredibile che possiamo davvero guardarne la superficie!” ha esclamato deliziata parlando con Caroline Smith, insegnante di Scienze della Terra e Curatore Principale dei meteoriti al Natural History Museum.

La sovrana ha ricordato di aver conosciuto il primo uomo che viaggiò nello spazio giusto sessant’anni fa, Yurij Gagarin, E quando una delle persone in collegamento le ha chiesto come fosse, ha risposto con impeccabile pragmatismo: Russo!

La Regina, con tutta la sua famiglia, ricevette a Buckingham Palace anche l’equipaggio dell’Apollo 11 che per primo arrivò sulla luna. C’è un episodio di The Crown – il settimo della terza serie, Moondust – che racconta quei giorni indimenticabili in parallelo col Principe Philip in crisi. Un uomo insoddisfatto della sua vita e in cerca di qualcosa di più grande, di appassionante, che però non troverà nell’incontro con i tre astronauti. Forse anche lui, nel suo letto d’ospedale, guardando la Perseverance sul suolo di Marte avrà pensato ai quei giorni e magari, chissà, trovato le sue risposte.

(Questa riflessione mi è stata ispirata qualche giorno fa da un’amica del blog, Roberta, portatrice di sana passione per i royal e di pensiero stimolante e complesso).

Breaking News!

Alla fine è intervenuta la Regina.

La sovrana ha rilasciato una dichiarazione che recita: l’intera famiglia è rattristata nell’apprendere la misura di quanto siano stati impegnativi gli ultimi anni per Harry e Meghan. Le questioni sollevate, in particolare quella sulla razza, sono preoccupanti. Benché alcuni ricordi possano divergere, il problema è preso molto seriamente, e sarà trattato privatamente all’interno della famiglia. Harry, Meghan e Archie saranno sempre membri amatissimi della famiglia.

Anche in questo caso vi propongo di lasciare sedimentare la situazione ancora per qualche ora e poi speriamo di poter commentare con maggior serenità. Per parte mia confesso che all’epoca, in attesa di conoscere Archie, mi sono chiesta quanto forte sarebbe stata la somiglianza con nonna Doria, senza per questo pensare di essere razzista. E d’altra parte, dato il pragmatismo che contraddistingue tutti i Britannici, royals compresi, non ho dubbi che il problema se lo fossero posto prima delle nozze, e probabilmente risolto.

Questa sera l’intervista sarà trasmessa in esclusiva per l’Italia sul canale 8 del digitale terrestre; io però darò la mia preferenza a Downton Abbey sul canale 29. Lady Violet rules!

Un Commonwealth Day speciale

A Celebration for Commonwealth Day, così è intitolato lo speciale della BBC andato in onda oggi in luogo della tradizionale cerimonia a Westmister Abbey. E, nel caso qualcuno potesse mai avere dei dubbi, la Regina ha confermato la sua natura di fuoriclasse. Bellissimo lo sfondo del suo discorso – incentrato sui valori dell’amicizia e dell’unità – con le bandiere di tutti i Paesi che del Commonwealth fanno parte, e perfetta lei, as usual.

Tailleur in tessuto damascato azzurro – ma esiste un colore che le stia male? – sul cui bavero brilla una spilla che ha naturalmente un significato particolarmente importante: è la Sapphire Chrysanthemum Brooch, e la su presenza sottolinea ancora una volta il legame con il marito Philip, dato che fu indossata durante il viaggio di nozze, nel lontano 1947, per le nozze di diamante nel 2007.

E ancora nel novembre scorso, quando gli anni insieme sono diventati 73.

Pensiero affettuoso per il marito in ospedale, senza dubbio, ma secondo me anche riconoscimento del ruolo di Philip nella sua vita e in quella della Nazione. Questo matrimonio celebrato nell’immediato dopoguerra, che allora fu cesura tra gli anni della guerra e il nuovo corso che si sperava ricco di pace e prosperità è esso stesso il simbolo del regno di Suo Maestà e della storia del Regno Unito contemporaneo.

Il Principe di Galles nei giorni scorsi ha registrato a Westminster Abbey il suo intervento, incentrato su tematiche a lui particolarmente care: l’impegno fondamentale dei paesi del Commonwealth nella lotta ai cambiamenti climatici nella protezione di scenari naturali unici, dell’ambiente marino e della biodiversità. L’Abbazia imbandierata ha comunque ospitato le performances di tanti cittadini dei Paesi del Commonwealth, opportunamente distanziati.

I Duchi di Cambridge sono invece comparsi dalla loro residenza di campagna nel Norfolk, impegnati in conversazioni con personale sanitario, volontari e charities nei pasi del Commonwealth; in particolare con la sudafricana dottoressa Zolelwa Sifumba, appassionata sostenitrice non solo del diritto alla salute, ma anche di quelli dei sanitario sul luogo di lavoro. Anche Catherine ha scelto il blu per questa giornata, un abito già indossato nel novembre 2019; è il Kate Dress di Emilia Wickstead, che la duchessa possiede in più colori.

E speriamo che per la celebrazione del prossimo anno tutto sia tornato alla normalità.

La foto del giorno – Di libri e di divani

Buckingham Palace ha pubblicato questa foto ieri, 4 marzo, per il World Book Day (in effetti c’è anche un’altra giornata internazionale del libro, e cade il 23 aprile, ma non mi chiedete la differenza tra le due perché la ignoro). Sappiamo che ormai il referente per la lettura all’interno della Royal Family è la Duchessa di Cornovaglia, lettrice appassionata e di una costanza che sfiora l’accanimento, nonché animatrice di una reading room su Instagram (@duchessofcornwallsreadingroom). La sovrana non ha comunque mancato di celebrare la giornata, e l’ha fatto con questa fotografia che la ritrae col marito; date le notizie che danno in miglioramento la salute di Philip, la scelta ci sembra particolarmente felice.

Sua Maestà e il Duca di Edimburgo sono nella biblioteca del castello di Balmoral, nel 1976; lui è uno splendido cinquantacinquenne, in forma fisica strepitosa e con quell’aria ironica e sorniona (dove starà guardando?) per cui lo si ama tanto. Lei di anni ne ha cinquanta, è vestita di una tonalità di blu che le sta d’incanto, e sulla spalla sinistra ha appuntato la Cambridge Pearl Pendant Brooch, che compare in varie fotografie scattate quell’anno per il suo mezzo secolo. La spilla apparteneva alla nonna, la Queen Mary, che l’aveva ereditata a sua volta da sua nonna, la Duchessa di Cambridge. The Queen Mary indossò la spilla sia per il battesimo della nipotina Elizabeth, sia per quello del pronipote Charles, ennesimo esempio di grande e significativa tradizione familiare. .

Ora, accantonando un attimo la sovrana (I beg yor pardon, Your Majesty) e il suo consorte, l’attenzione di Lady Violet è stata attratta dalla tappezzeria del divano. Perché diciamolo, come ci immaginiamo i divani nelle residenze reali? Seta pesante, damascato, broccato, o magari tartan, visto che siamo in Scozia. E invece no! Il tessuto scelto è una combinazione di uniformi storiche, stemmi reali e militari; quasi un enorme calendario dei Carabinieri. Fantastico. Una coppia di assoluti fuoriclasse, altro che storie.

Buone notizie!

Questa mattina il Duca di Edimburgo ha lasciato il St Batholomew’s Hospital ed è tornato dov’era prima, l’ospedale King Edward II. Questa è sicuramente una buona notizia, perché vuol dire che l’intervento di cardiochirurgia cui Philip è stato sottoposto mercoledì è andato bene, e il paziente non necessita di essere seguito in un reparto ad alta specializzazione. La sua degenza continua ma l’animo è più leggero, e noi non vediamo l’ora di vederlo scendere da solo i gradini dell’ospedale in uscita, così come aveva fatto in entrata.

Quando tornerà a casa, a Windsor Castle, troverà una bella sorpresa: il Sun rivela che da un paio di settimane i pavimenti del castello sono percorsi dalla zampotte di due corgi, i cani tanto amati da Sua Maestà (e da Lady Violet). Non sappiamo né nomi, né sesso, né età dei due cuccioli, ma la notizia ci riempie di gioia; la Regina ha vissuto praticamente tutta la sua vita con i corgi: il primo, Dookie, fu un regalo del padre quando era bambina, e per il diciottesimo compleanno arrivò Susan, progenitrice di tutti i corgi reali. Negli ultimi anni era via via scomparsa l’ultima generazione dei suoi discendenti, e l’unico superstite ancora in vita è uno dei dorgi, razza ibrida nata da un incrocio (del tutto accidentale, fu una fuga d’amore) tra corgi e bassotto. Più volte Her Majesty aveva fatto sapere di non volere altri cani, temendo che soffrissero troppo una volta che lei fosse venuta a mancare. Evidentemente si è resa conto della sua immortalità!

La storia dei royal corgis la trovate qui Dog save the Queen!