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Buckingham Palace ha appena reso noto che la Regina è stata ricoverata mercoledì pomeriggio per accertamenti. La sovrana ha passato la notte in ospedale, è stata dimessa oggi ed è già rientrata a Windsor. Il ricovero giunge dopo che i medici personali di Sua Maestà le hanno consigliato di cancellare alcuni degli impegni previsti nei prossimi giorni, a partire dalla visita in Ulster, nonché dopo il conferimento dell’ormai famoso premio alla Persona Anziana dell’anno, respinto con ferma cortesia, sottolineando che ciascuno ha gli anni che si sente.

Fedele al suo stile e al suo spirito, Her Majesty oggi, al momento della dimissione, è apparsa in good spirits, felice di tornarsene a casa.

Le foto del giorno – Grandi signore

Per la seconda volta in meno di una settimana Her Majesty ha indossato una splendida tonalità di blu: il Royal blue, e se non lo mette lei… Si è trattato di un’uscita sostanzialmente privata e improntata a un certo understatement, dato che il Paese è profondamente scosso dall’assassinio di Sir David Amess, parlamentare conservatore ucciso ieri a coltellate, tragedia che ha riportato alla memoria la morte di Jo Cox, giovane parlamentare, ma laburista, accoltellata a sua volta cinque anni fa.

Sua Maestà ha lasciato Windsor e ha raggiunto la vicina Ascot per il British Champions Day, e contrariamente alle ultime due uscite non ha usato il bastone da passeggio, prudentemente affidato alle mani della lady-in-waiting che la accompagnava È stata anche l’occasione per ricevere da Sir Francis Brooke la notifica del suo inserimento nella British Champions Series Hall of Fame, in riconoscimento del lungo impegno nel mondo dell’ippica britannica.

Un riconoscimento cui brindare, e invece no, perché un appassionato (e insospettabile) amico del sofà di Lady Violet mi ha ricordato che nei giorni scorsi si è diffusa la notizia che i medici hanno drasticamente ridotto la razione alcolica quotidianamente concessa alla sovrana, per farla arrivare in perfetta forma al Platinum Jubilee che il prossimo anno celebrerà i suoi incredibili 70 anni sul trono. Her Majesty è nota per non essere né una gran mangiatrice né una gran bevitrice, ma insomma, un bicchierino di gin ogni tanto ci vuole! Tanto più che ora lo produce direttamente: sia Buckingham Palace sia Sandringham offrono in vendita il loro gin esclusivo, ma mi duole dirvi che se volete assaggiarlo dovete andare in loco, perché lo shop di Buckingham Palace non spedisce alcoolici in Europa, e Sandringham non ha proprio l’e.shop.

Peccato, perché oggi è proprio il caso di levare i calici e brindare alla salute di un’altra gran signora, Dame Angela Lansbury che, nata a Londra sei mesi prima della Regina, compie oggi 96 splendidi anni. Lady Violet ebbe l’occasione di vederla a teatro nel 2015: una forza della natura con un talento straordinario, una gioia per occhi orecchie e cuori.

Agoriad Swyddogol y Chweched Senedd

(spero apprezzerete il titolo in lingua gallese, un omaggio al Principe Charles)

Giornata gallese per Sua Maestà, che a Cardiff ha aperto la nuova sessione del Senedd, il Parlamento del Galles.

Anche oggi la sovrana portava con sé il bastone da passeggio che ha debuttato due giorni fa, anche se non sembra abbia particolare bisogno di appoggiarsi. Splendida as usual con una mise già indossata in precedenza, in un colore definito dal creatore Stewart Parvin rosa cashmere, con bottoni in velluto e sul cappello en pendant un piccolo bouquet dall’aria delicatamente autunnale. Appuntata sulla spalla una spilla con tre daffodil, i narcisi gialli fiore nazionale gallese, probabilmente ricevuta in dono dieci anni fa, per il suo Diamond Jubilee.

Con lei il Principe di Galles, che non si è mai tolto la mascherina, e la Duchessa di Cornovaglia di rosso vestita, con un soprabito di Fiona Clare, sua stilista di fiducia, e cappello Philip Treacy.

Anche Camilla indossava una spilla a soggetto gallese: il leek, cioè il porro, pianta nazionale gallese. Che voi potreste pensare non sia un soggetto troppo adatto, ma la sua storia si intreccia nobilmente con quella del Paese. La tradizione vuole che alla vigilia di una battaglia contro i Sassoni, St. David, patrono del Galles, spinse i Britanni a distinguersi dai nemici ornando il berretto proprio con un porro. La vittoria arrise ai portatori di porri, e l’ortaggio acquisì un certo prestigio, confermato nel 1415 in occasione della battaglia di Azincourt, quando i Gallesi che combattevano al fianco di Henry V contro il re di Francia Charles VI replicarono il gesto. Ancora oggi il 1 marzo, festa di St. David, si indossa un porro insieme a un daffodil in suo onore, e i militari dei reggimenti gallesi mangiano un porro crudo.

La povera duchessa, che evidentemente si trucca da sé è però scivolata… non su un porro ma sul fondotinta, che ha distribuito con poca cura, col risultato di non poter evitare quello che una volta si chiamava effetto Geronimo, nel senso del capo indiano.

Nessuno è perfetto (in gallese: does neb yn berffaith)!


			

Le foto del giorno – Madri padri e figlie

Oggi è il 12 ottobre, e in Spagna è la Fiesta Nacional, celebrata in Plaza de Lima dalla tradizionale cerimonia con l’omaggio alla bandiera e la parata militare, cui hanno presenziato i sovrani, che poi hanno offerto l’altrettanto tradizionale ricevimento a Palazzo per autorità e personalità di spicco.

Al loro fianco solo la figlia minore Sofía; per la prima volta da quando Felipe è salito al trono manca l’erede Leonor, che studia in Galles, e forse rivedremo in patria a fine mese, in occasione del sedicesimo compleanno. Oggi ci dedichiamo all’Infanta, che con un inedito – almeno per l’occasione – abitino in stile boho cattura l’attenzione dei più pur trovandosi tra il fascinoso papà, quest’anno con l’uniforme dell’Esercito (da comandante in capo delle Forze Armate Felipe indossa a rotazione le uniforme delle diverse Armi) e la madre Letizia, impeccabile as usual.

Per la mise di Letizia vi rimando alla nostra rubrica domenicale, mentre vi dico subito Sofía mi piace da pazzi. Note di costume a parte, ciò che vale davvero la pena di notare è il posto assegnato alla fanciulla, a destra del padre, mentre la madre è alla sua sinistra. Questo potrebbe preannunciare un ruolo di rilievo anche per Sofía nelle Casa Real. Non ci resta che attendere!

Altro regno, altra coppia madre-figlia. Accompagnandosi con un inedito bastoncino – che tiene graziosamente in mano più che appoggiarvisi – Sua Maestà oggi ha partecipato a Westminster Abbey alla cerimonia per i 100 anni della Royal British Legion. Nata nel primo dopoguerra a sostegno delle Forze Armate, ha come simbolo il poppy, il papavero rosso che i Britannici indossano nei primo giorni di novembre in ricordo e onore dei caduti.

Siccome non è ancora il momento, Her Majesty ha appuntato sulla spalla “solo” una spilla: la Queen Mary Russian Brooch, che la nonna ricevette come dono di nozze dalla Imperatrice Madre Marija Fëdorovna di Russia, nata Dagmar di Danimarca e dunque sorella della suocera, la Regina Alexandra. Un semplice disegno geometrico fa da base a due grandi pietre carré, un diamante e uno zaffiro, che illuminano il cappotto blu di Stewart Parvin abbinato a un cappello Rachel Trevor Morgan.

Insieme c’è Anne, la Princess Royal, di viola vestita, che dalla morte del padre sei mesi fa è sempre più vicina e affettuosa con la madre.

Restiamo nella capitale britannica per le prime foto della piccola Sienna, che lunedì compirà il primo mese di vita. La bambina non è ancora stata presentata ufficialmente in società, dunque per ora dobbiamo accontentarci di immaginarla – bellissima, come dice nonna Sarah – nel suo carrozzino. Con cui Edoardo e Beatrice sono spesso stati visti passeggiare intorno a St James’ Palace, dove risiedono. Delle varie immagini che circolano ho scelto questa, così abbiamo la possibilità di conoscere i nonni paterni della bambina, i genitori di Edo: la madre Nikki, col pullover a righe, e il padre, il famoso Conte Alessandro Mapelli Mozzi.

Che diciamolo, non è affatto male.

To go or not to go

Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Nel caso dei Sussex direi che la loro assenza di solito attira l’attenzione, mentre è abbastanza difficile immaginarli in disparte. E comunque questa volta non andranno. Dove? Ora vi dico.

Ricorderete che lo scorso 1 luglio, giorno in cui Diana avrebbe compiuto sessant’anni, William e Harry brevemente riuniti inaugurarono una statua dedicata alla madre nel Sunken Garden, a Kensington Palace (Breaking News – Di&Kids). Per celebrare l’opera e la memoria della principessa era previsto anche un party, naturalmente per un gruppo selezionatissimo di ospiti, che fu rimandato, e il disvelamento dell’opera avvenne dinnanzi a pochi intimi della principessa scomparsa, tra cui le sorelle Sarah e Jane, e il fratello Charles. Il party fu dunque rimandato a settembre, e poi ancora rinviato fino alla data definitiva, fissata per il 19 ottobre. Per qualche giorno ci si è chiesto se i Sussex sarebbero intervenuti, magari cogliendo l’occasione per far conoscere la piccola Lili ai parenti inglesi, e far loro incontrare di nuovo Archie, assente dal suolo britannico da quasi due anni. Ora invece c’è la certezza; Harry e Meghan non ci saranno. Però ci sarà – e come potrebbe mancare – Elton John, grande amico di Diana e protagonista di un’emotiva performance al suo funerale. (Lady Violet a sua volta non sarà al party se non virtualmente, ma vi proporrà un’analisi approfondita della statua di Diana).

Si parla però di un possibile Natale inglese per i duchi e i loro bambini, che potrebbero approfittarne per celebrare (o almeno organizzare) il desiderato battesimo a Windsor alla piccolina di casa. Dunque per ora non vengono, ma non è escluso che verranno in un futuro prossimo.

Chi invece va, e probabilmente non vorrebbe, è il Duca di York, sul cui capo al momento pendono non una ma ben due spade di Damocle: da una parte l’azione legale promossa contro di lui da Virginia Robinson Giuffre per i presunti abusi sessuali, dall’altra il processo che inizierà a novembre contro Ghislaine Maxwell, amica, compagna, anima nera e chissà cos’altro del defunto Jeffrey Epstein. La figlia dell’editore Robert Maxwell – un altro che in vita ne ha combinate di ogni – non solo è colei che presentò a Andrew il magnate americano, ma per salvare il salvabile potrebbe fare rivelazioni e magari aggravare la situazione del duca. Nei confronti del quale si registra un’insolita presa di posizione dei fratelli: Charles Edward e Anne nel corso di un incontro avvenuto a inizio anno gli hanno intimato di ritirarsi a vita privata chiudendo definitivamente l’argomento.

Dunque l’unico posto dove può andare (almeno per ora) è a cavallo nel parco di Windsor, sotto l’ala protettrice (e i milioni pe le spese legali) di mammà.

(Ph: Jim Bennett)

Che oggi per la prima volta, dall’inizio della pandemia non ha santificato la domenica in privato ma è andata a messa nella piccola Royal Chapel of All Saints all’interno del parco di Windsor, dove a luglio dell’anno scorso la nipote Beatrice sposò il suo Edo.

Royal chic shock e boh

It’s never too late! Rubrica domenicale prevista eccezionalmente per il lunedì – in modalità elettorale, diciamo – rinviata al martedì causa crack dei sistemi informatici di mezzo mondo compreso il nostro, e infine pubblicata di mercoledì. Questa volta interamente dedicata alla Royal Family, che per tutta la settimana ha offerto spunti ottimi e abbondanti.

Martedì 5 Ottobre

La Duchessa di Cambridge in visita all’University College London compie un capolavoro di riciclo. Per incontrare i ricercatori impegnati in un progetto di studio sullo sviluppo infantile fino ai cinque anni Catherine ha tirato fuori dall’armadio un abito Zara già indossato a gennaio del 2020. Stampa pied-de-poule collo chiuso da un fiocco, leggero il giusto, sobrio il giustissimo: lo stile bon chic bon genre funziona sempre. Avrei messo scarpe di un altro colore, ma vi dirò, queste pump grigie Hugo Boss aggiungono un tocco di spietato rigore che non mi dispiace affatto. Chic.

Sabato 2 Ottobre

Prima di rientrare a Windsor al termine del periodo di riposo trascorso a Balmoral, Sua Maestà ha inaugurato i lavori del Parlamento di Edimburgo, accompagnata di Duchi di Rothesay, titolo che spetta a Charles&Camilla quando sono in Scozia. Per la prima volta dalla scomparsa del marito, durante il suo discorso la Regina ha ricordato commossa i tempi felici trascorsi con l’adorato Philip nelle Highlands, da entrambi tanto amate. Solitamente Lady Violet si astiene dal commentare l’abbigliamento della sovrana, che ormai appartiene all’empireo della regalità, ma in questo caso non si può fare a meno di notare la bellezza della sua mise: il cappotto (Stewart Parvin) e il cappello coordinato (Rachel Trevor Morgan) sono realizzati in una tonalità di verde bottiglia con una punta di blu non solo splendida, ma anche assai moderna; al confronto il classico tweed verde di Camilla sembra smorto, quasi opaco. Sulla spalla sinistra brilla l’originale Queen Mary’s Diamond Thistle Brooch, le cui linee stilizzate evocano il cardo scozzese. Royal chic.

Spilla con i cardi di Scozia, in versione più classica, anche per la duchessa, che indossa un cappottino di tweed con dettagli tartan. Camilla spesso indossa il tartan nelle Highlands, ed è una scelta che mi piace molto; in questo caso però è appena accennato, tanto da risultare didascalico, un esercizio di stile con poca convinzione. Né sono convinta dalla lunghezza dell’orlo del cappotto, né da quelle maniche bianche che sbucano dal polsino, né men che meno dal basco pennuto. Boh.

Mercoledì 29 Settembre

Viaggio lampo a Derry-Londonderry, in Irlanda del Nord, dei Duchi di Cambridge, reduci dal trionfo della sera precedente (sì, stiamo per parlarne). Catherine, di ottimo umore, sfoggia – oltre a un invidiabile coraggio nel maneggiare tarantole, che ha fatto inorridire certe amiche aracnofobiche di Lady Violet – un completo pantaloni di Emilia Wickstead.

Adoro il colore (non ve l’aspettava eh?) e mi piace la giacca, ma non i pantaloni. Che trasformano la falcata sportiva della duchessa in camminata alla John Wayne, e a dirla tutta fanno pure un po’ di borsa al ginocchio. Banalotto l’abbinamento con dolcevita e accessori blu. Boh.

Martedì 28 Settembre

Ricevute da un Daniel Craig in tuxedo fuxia, alla sua sesta e ultima performance nei panni della spia più famosa del mondo, le due coppie che nei prossimi decenni regneranno (senza mai governare) sulla terra d’Albione hanno riportato un po’ di quel glamour scintillante – non privo di un certo humour – cui abbiamo dovuto rinunciare per parecchi mesi. E non si può dire che non si siano messi d’impegno!

La Duchessa di Cornovaglia ha deciso che fosse il caso di omaggiare un celebre personaggio cinematografico vestendosi da Elsa di Frozen: manca il treccione biondo ma c’è l’abito azzurro ghiaccio cosparso di cristalli, creazione di Bruce Oldfield. Contrariamente al solito, nemmeno il fitting è impeccabile – guardate come scende la spalla destra – e anche la splendida spilla di diamanti si perde un po’, almeno nelle fotografie. Peccato perché è un pezzo notevole anche se meno conosciuto tra i gioielli dello scrigno reale: la Princess Marie Louise’s Diamond Sunburst Brooch, appartenuta a Marie Louise, figlia di Helen e nipote di Queen Victoria, che dal matimonio infelice, poi annullato, con Aribert di Anhalt non aveva avuto figli. La spilla è favolosa, purtroppo non basta. Shock.

E poi c’è lei, la Duchessa di Cambridge, una dea vestita d’oro come come la più bella delle Bond girl. Trovo la scelta di Catherine geniale, l’idea è fantastica, l’equilibrio tra glam(our) e hum(our) perfetto, mi piacciono gli orecchini-patacca smaccatamente falsi, i capelli impalcati (e forse neanche ha mai sentito parlare di Moira Orfei, maestra del genere), l’espressione scanzonata che sembra voglia dire non ve lo aspettavate, vero? Un po’ meno mi piacciono le sopracciglia disegnate, così scure e marcate. E l’abito? Ecco l’abito a me non piace troppo.

Disegnato da Jenny Packham – sembra proprio con in mente i film di Bond – ha qualcosa che mi sembra poco armonico: le spalle troppo appuntite, le braccia scoperte troppo in alto, vanificando la funzione del capedress, il tessuto molto leggero, un po’ tanto carta stagnola. Diciamo che per farne un capolavoro ci sarebbe voluta la mano più sicura di Valentino, o l’estro rivoluzionario di Saint Laurent. Però in fondo è un investimento, andrebbe benissimo anche per la prima di altri film, tipo Cleopatra o magari La Regina di Ninive. Nè chic né shock né boh ma wow!

Va bene che less is more, ma mica sempre!

Le foto del giorno – Balmoral in pink

La tenuta di Balmoral, nell’Aberdeenshire, era forse la residenza preferita di Prince Philip, che si godeva la libertà concessa dalla magione scozzese dedicandosi agli amati sport e deliziando la famiglia col barbecue, altra sua passione.

Questa è la prima estate senza di lui e lei, moglie e regina, nel giorno che segna i quattro mesi dalla scomparsa dell’amato sposo ha indossato una mise shocking pink, il suo rossetto e il suo miglior sorriso, e ha passato in rassegna la guardia d’onore del Royal Regiment of Scotland, dando così inizio ufficiale alle vacanze nelle Highlands. Appuntato sulla spalla il badge del reggimento, ricco di simboli: il leone rampante dello stendardo reale scozzese si staglia contro la X della croce di Sant’Andrea, patrono della Scozia, e il cartiglio sottostante reca scritto in latino Nemo me impune lacessit (“nessuno può sfidarmi impunemente”), motto sia del Royal Regiment sia dell’Order of the Thistle, il più antico e prestigioso di Scozia.. Che mi sembra anche monito perfetto per i protagonisti di alcune recenti vicissitudini familiari.

Momento sempre molto gradito da Sua Maestà l’incontro con la mascotte, uno Shetland pony dal marziale nome Lance Corporal Cruachan IV, che ha il diritto di indossare tutte le onorificenze assegnate al reggimento, cosa che fa con autorevole nonchalance.

A proposito di famiglia, durante questo periodo di vacanza la Regina riceverà la visita di figli e nipoti: il principe di Galles con la moglie Camilla, i Conti di Wessex con i figli Louise e James, i Cambridge con i tre bambini. Silenzio totale invece sul Duca di York, che potrebbe presto avere nuovi problemi dalla sua relazione pericolosa col finanziere Jeffrey Epstein, morto – domani saranno esattamente due anni – in un carcere dov’era detenuto per le accuse di violenze e abusi su minori. Sta infatti per scadere il tempo utile a trovare un accordo riservato con Virginia Roberts, che accusa Andrew di avere avuto con lei rapporti sessuali quando era ancora minorenne, il che potrebbe trascinare il principe in una causa civile in USA per il risarcimento; in novembre inizierà poi il processo a Ghislaine Maxwell, compagna di Epstein e sua complice, che potrebbe coinvolgere spiacevolmente il duca, che pure non è per ora indagato.

Tra dolori e preoccupazioni, Her Majesty sembra mantenere un invidiabile equilibrio; chissà, magari al motto cui si è sempre ispirata, never complain never explain ne ha aggiunto uno nuovo: when in trouble go pink.

La foto del giorno

Il prossimo saranno 70.

Il 5 febbraio 2022, mentre ricorderà il padre adorato e i lunghissimi sette decenni vissuti con la sua assenza, Her Majesty The Queen celebrerà anche un traguardo che ha dell’incredibile: settant’anni di regno. Il giubileo di platino, raggiunto da pochissimi sovrani nella storia: giusto Louis XIV, Roi Soleil dei Francesi per 72 anni e 110 giorni; Rama IX, padre dell’attuale re di Thailandia (71 anni e 126 giorni) e Johann del Liechtenstein, sul trono del piccolo principato per 70 anni e 101 giorni, tra il 1858 e 1929.

Quello che verrà sarà dunque un anno ricco di feste ed eventi, che avranno il loro culmine il primo weekend di giugno, col tradizionale Trooping the Colour che anticipato di una settimana sarà celebrato il 2, sessantanovesimo anniversario dell’incoronazione.

Nella speranza che questa speciale occasione possa segnare anche il momento della rinascita dopo il lungo sonno pandemico, i preparativi sono già iniziati; appena presentato il logo che comparirà su tutti i prodotti ufficiali del giubileo, e sugli account social della Royal Family

Come accaduto anche in precedenza, il simbolo è stato selezionato attraverso una competizione tra giovani e giovanissimi designer – di età compresa tra i 13 e i 25 anni – organizzata da Buckingham Palace in collaborazione col Victoria&Albert Museum.

Ha vinto il progetto di Edward Roberts, diciannovenne del Nottinghamshire che studia graphic design all’università di Leeds, e vi lascio immaginare la gioia di Lady Violet nel vedere che è stato scelto un solo colore, il viola! Composto dal rosso materico e dal blu eterico, sta tra l’umano e il divino e rappresenta l’unione di due nature (la definizione è di Jung) per questo tradizionalmente associato alla regalità. La tonalità scelta è quella più vicina al Robe of Estate, il mantello di velluto viola indossato dal monarca durante l’incoronazione.

Di forma circolare, come si trattasse di un sigillo reale, il disegno rappresenta la St Edward’s Crown; interessante la scelta del font: il Perpetua – potenza di un nome! – già usato per il programma dell’incoronazione di Sua Maestà. Edward Roberts ha dichiarato di aver voluto reinterpretare in chiave moderna gli elementi iconici della St Edward’s Crown, perciò ha pensato alla linea continua, che simboleggia bene anche la contiuità del regno della Regina. E chissà se nei suoi studi il giovane designer ha mai incrociato Osvaldo Cavandoli e il suo omino, Linea.

Particolarmente parco il premio per il vincitore: 1500 sterline e un anno di membership del V&A.

Quante spose di luglio!

Those who in July do wed, must labour for their daily bread

Chi si sposa a luglio si deve guadagnare il pane quotidiano. Probabilmente perché per loro portare il pane in tavola non è di solito un problema, luglio è un mese gettonatissimo per i royal wedding, compreso il più famoso di tutti , quello di Charles e Diana, ormi entrato negli anta.

Se Paola Ruffo di Calabria lascia Roma alla volta di Bruxelles per diventare Principessa di Liegi il 2 luglio 1959 sposando Albert – fratello del Re dei Belgi e poi re a sua volta – nel 2014, il 6, il maggiore dei nipoti della coppia, Amedeo, fa il percorso inverso e viene in una Roma torrida a sposare la deliziosa – e italianissima, nonostante il cognome – Elisabetta Rosboch Von Wolkenstein. Paola indossa un abito couture e il sontuoso velo ereditato dalla nonna (belga a sua volta) che nell’emozione del momento finisce per calpestare. Elisabetta è in Valentino dalla testa ai piedi; nel suo caso il prezioso velo di famiglia resta nel comò.

(Ph: Riccardo De Luca)

È il 3 luglio 1993, un sabato, quando la cattedrale di Vaduz addobbata a festa accoglie il principe ereditario, Alois, che sposa la duchessa Sophie in Bavaria. Nonostante la proverbiale discrezione del Liechtenstein, è un matrimonio molto interessante per più di una ragione: innanzi tutto il rango dell’aristocraticissima sposa, che non solo appartiene al casato dei Wittelsbach, ma è anche nella linea di successione giacobita, che discendendo da James II si oppone alla successione degli Hannover, quella della Royal Family regnante. In secondo luogo abbonda di scapoli d’oro più o meno alla ricerca di una consorte di rango adeguato; all’epoca qualcuno sogna un matrimonio tra l’allora venticinquenne Principe delle Asturie Felipe e Tatjana, sorella ventenne dello sposo. Philippe del Belgio, timido e riservato, ha 33 anni ed è quasi fuori tempo massimo; è l’erede apparente al trono su cui siede solidamente lo zio Baudouin: la sua situazione apparentemente tranquilla si ribalta in appena 4 settimane, con la morte dello zio e l’inattesa ascesa al trono del padre Albert. Philippe trova in seguito l’anima gemella in Mathilde d’Udekem d’Acoz che sposa nel dicembre 1999.

Lady Violet, che deve di lì a breve fare da testimone a due delle sue migliori amiche – sempre damigella e mai sposa! – cerca ispirazione per le sue mise nei reportage di questo royal wedding, ispirazione che genera un clamoroso cappello di paglia con fiocco in organza per uno dei due matrimoni, celebrato di mattina.

Se il matrimonio di Philippe e Mathilde è l’ultimo royal wedding del millennio, il penunltimo credo proprio che sia quello di Alexia di Grecia, primogenita dei deposti Costantino e Anne-Marie, che il 10 luglio sposa nella cattedrale ortodossa di Londra l’architetto spagnolo Carlos Morales. Alexia ci dà la grande, e rara in questa generazione, gioia di vedere indossata la famosa tiara del Khedivé, che per tradizione indossano le spose discendenti di Margareth di Connaught (qui trovate la storia di questo splendido diadema A Royal Calendar – A Greek royal wedding).

Same month same place per il fratello minore di Alexia, il diadoco Pavlos, che il 1 luglio 1995 impalma la graziosa Marie-Chantal Miller, di Valentino vestita, alla presenza di varie regine consorti e ben due regnanti: Her Majesty The Queen e Margrethe di Danimarca, zia dello sposo. Marie-Chantal appartiene all’aristocrazia del denaro ma non a quella del sangue, e diademi di famiglia non ne ha, per cui la suocera Anne-Marie le presta la Antique Corsage Tiara – in origine un devant de corsage appartenuto alla Regina Victoria di Svezia – che la madre Ingrid, Regina Consorte di Danimarca, le ha donato per i 18 anni.

L’altissimo profilo di queste nozze fa passare in secondo (o terzo, o quarto) piano quelle che nello stesso giorno si svolgono a Monaco, dove la principessa Stéphanie sposa con sole nozze civili il padre dei suoi due figli, Daniel Ducruet, già sua guardia del corpo. Per lei un abito corto che mette in mostra le belle gambe, realizzato da una sarta monegasca. L’espressione di papà Rainier, fiero oppositore alle nozze, è tutta un programma. Non ha tutti i torti, papà: il matrimonio dura appena quindici mesi, e finisce con Daniel fedifrago praticamente in mondovisione.

Evidentemente il fratello di Stéphanie non è superstizioso: nonostante la fine ingloriosa del matrimonio della sorella, Albert II sceglie la stessa data per sposare Charlène: nel 2011, il 1 le nozze civili e il giorno dopo quelle religiose. Come sapete, i due coniugi non hanno trascorso insieme il decimo anniversario: lui nel Principato con i figli, lei in Sudafrica convalescente da una misteriosa malattia. Solo il tempo ci dirà se la malasorte ha colpito ancora, a noi per ora non resta che riguardare le immagini di un matrimonio che al di là del glamour, delle mise della sposa – Chanel e Armani Privé – qualche nota stonata l’ha suonata da subito, come il bacio un po’ forzato dopo la cerimonia civile, o lo sposo infastidito dalle lacrime della neoconsorte.

Scelgono luglio anche due nipoti di Albert: Louis Ducruet, figlio maggiore di Stéphanie e Daniel, sposa la sua Marie Chevallier nel 2019, il 26 e il 27 (vi ricordo che nei Paesi dove non c’è concordato tra Stato e Chiesa sono necessarie due cerimonie, civile e religiosa). Un matrimonio magari privo dell’allure di raffinata eleganza della Monaco dei tempi d’oro, ma sembra felice e i due sposi davvero innamorati. L’abbiamo raccontato qui Le nozze di Louis e Marie.

Come dimenticare poi il matrimonio di un altro nipote di Albert II, Pierre Casiraghi, con Beatrice Borromeo? Siamo nel 2015, e per loro le nozze iniziano in luglio, il 25, e finiscono il 1 agosto, dal Principato all’Italia, in un tourbillon di invitati (alla cerimonia civile assistono pure Travaglio e Peter Gomez, dato che la sposa lavora per il Fatto) party, location diverse, paparazzi, ospiti vip e jeunesse dorée internazionale, e vestiti, vestiti, vestiti, con la sposa che indossa Valentino, Alberta Ferretti, Armani, solo per citare i principali. Abbiamo cercato di sintetizzare tutto in questo post: A Royal Calendar – 1 agosto 2015.

In questa rassegna non può mancare il Regno Unito, che quanto a matrimoni di luglio si piazza tranquillamente al primo posto. Il 6 luglio 1893 nella Chapel Royal, a St. James’s Palace, si celebrano le nozze tra il Duca di York George e Mary di Teck, che saliranno al trono diciotto anni dopo. Lei appartiene a una ramo minore della Royal Family ed è stata fidanzata con il fratello maggiore di lui, quel Duca di Clarence che in vita di non gode di grandissima reputazione (qualcuno lo mette pure nella rosa dei possibili Jack the Ripper) e muore sei settimane dopo il fidanzamento. Il comune dolore probabilmente avvicina i due, che finiscono per innamorarsi; sarà un matrimonio solido e felice.

(Ph: Royal Collection Trust)

Anche l’attuale Duca di York, Andrew, ha sposato Sarah Ferguson in un giorno di luglio: il 23, nel 1986. Anche il loro matrimonio è durato poco; sembra che Sarah soffrisse molto la solitudine dato che il marito, ufficiale di Marina, era lontano per buona parte dell’anno e fu protagonista di un ruspante scandaletto agli inizi degli anni ’90 che portò al divorzio. Nulla in confronto dello scanalo che ora coinvolge lui, di una gravità che potrebbe penalizzare la Corona stessa. Quel giorno di luglio li vede chiaramente innamoratissimi, e forse lo sono ancora; il loro appassionato bacio al balcone è rimasto famoso per le ragione opposte di quello tra i Principi di Monaco, compresa la scomposta interazione con la folla urlante. A quel matrimonio Lady Violet ha dedicato uno speciale chic shock e boh Royal chic shock e boh – 1986 Royal wedding edition,

Beatrice, figlia maggiore della coppia, ha sposato il suo Edo Mapelli Mozzi il 17 luglio dell’anno scorso, e ora è in attesa del primo figlio. Nozze celebrate durante la pandemia, riservate ma molto emozionanti, per il particolare momento, per l’abito della sposa, prestatole dalla nonna come la tiara, la stessa che Her Majesty aveva indossato per il suo matrimonio, e per la presenza del nonno Philip, ritratto in pubblico per l’ultima volta. Questo è uno dei post che abbiamo dedicato alle nozze di Edo e Beatrice: Le parole di un royal wedding.

La cugina di Bea, Zara Phillips, quest’anno ha festeggiato l’arrivo del figlio maschio – scodellato sul pavimento del bagno di casa – e i quarant’anni; il 31 sarà ancora festa per i dieci anni di matrimonio con Mike Tindall. Per loro nozze scozzesi, nella Canongate Kirk sul Royal Mile di Edimburgo, precedute da un party sul royal yacht Britannia, ancorato ormai in pianta stabile nel porto della capitale scozzese, e seguite da un ricevimento a Holyroodhouse, residenza ufficiale della Regina in Scozia. Zara indossa un abito creato dal sarto caro alla nonna, Stewart Parvin, che come notato anche con l’abito di Beatrice, ama sottolineare gli orli con alte fasce (Here comes the bride!). Sulla testa bionda della sposa brilla la Meander Tiara, grande favorita di Lady Violet, prestito della madre Anne che l’ha ereditata dalla nonna paterna Alice. Un gioiello che come pochi altri parla di Grecia e di classicità, di cultura.

Last but not least, il matrimonio del secolo (scorso) che incolla davanti agli schermi televisivi la bellezza di 750 milioni di spettatori: è il 29 luglio 1981, quando il principe di Galles porta all’altare la giovanissima Lady Diana Spencer. Nato come un sogno e trasformatosi rapidamente in un incubo, è stato scrutato, analizzato, radiografato da chiunque in ogni modo. La Royal Family ha deciso per il basso profilo e il quarantesimo anniversario è passato sotto un inglesissimo silenzio cui anche Lady Violet si è adeguata; se volete, questi due post ne trattano alcuni aspetti: Invitate al matrimonio del secolo e Diana the bride.

Le foto del giorno – Una domenica di passione

Ci aspetta una domenica caldissima, non solo per le temperature torride ma per gli importanti appuntamenti sportivi in terra d’Albione. Il piatto forte è naturalmente la finale degli Europei tra i nostri Azzurri e i padroni di casa, ma c’è anche l’aperitivo: la finale maschile del torneo di Wimbledon, dove il romano Matteo Berrettini – primo italiano in 144 anni – cercherà di strappare a Djokovic una vittoria che sarebbe davvero storica.

Mentre si annuncia la presenza sugli spalti di Wembley del Presidente Mattarella, che vedrà la partita accanto al Duca di Cambridge, il coach dei Three Lions Gareth Southgate ha ricevuto una lettera. L’ha scritta Her Majesty The Queen, che l’incontro se lo vedrà – forse – dal televisore di casa, ma ha voluto far giungere alla squadra i suoi auguri e l’auspicio che vengano ricordati “spirito, impegno e coraggio” mostrati dai giocatori.

La Regina ha ricordato quel giorno di 55 anni fa quando consegnò la Coppa del Mondo a Bobby Moore, capitano della squadra inglese che aveva sconfitto per 4 a 2 la Germania Ovest (era il 1966, l’Europa e la Germania erano divise in due) nei Mondiali organizzati proprio in Inghilterra.

Molti degli antagonisti naturali dei Three Lions, Scozzesi e Irlandesi in testa, domani tiferanno per noi, per cui se sentirete qualche highlander suonare O Sole Mio con la sua cornamusa non vi stupite troppo!

(Ph: Getty Images)

Oggi intanto la Duchessa di Cambridge è emersa dal suo auto imposto isolamento e bella come il sole è apparsa accanto al marito a Wimbledon, dove ha assistito alla finale femminile e premiato la vincitrice Ashleigh Barty, rivelando un grazioso abito verde di Emilia Wickstead, accessoriato con décolleté bianche di rara bruttezza.

Catherine replicherà domani, ma senza William, che invece assisterà alla finale degli Europei; in compenso oggi era con loro, ospite del royal box, anche Lady Violet. Non la vostra blogger (magari!) ma la vera unica e sola Contessa Vedova di Grantham, la meravigliosa Dame Maggie Smith, in alto a destra rispetto alla duchessa, con una giacca color corallo.