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La Regina e il Duca di Edimburgo sono stati vaccinati contro il covid.

Uno scarno comunicato da Buckingham Palace ha dato la notizia senza fornire ulteriori dettagli sulle modalità di somministrazione del vaccino alla coppia reale, che trascorre insieme il lockdown a Windsor Castle, e naturalmente a causa dell’età fa parte della categoria massimamente a rischio. Lady Violet – e voi con lei sicuramente – può tirare finalmente un sospiro di sollievo, dato che la situazione pandemica nel Regno Unito sembra veramente fuori controllo, e i numeri del contagio e delle vittime francamente tragici: si parla di 1035 decessi nelle ultime 24 ore e più di ottantamila contagi da ieri. Sospiro di sollievo per i reali, che purtroppo non alleggerisce il dolore per quanto sta accadendo. Sia questo un piccolo segno di speranza.

Christmas broadcast 2020

Al termine di un anno così complesso, tra pandemia ancora drammaticamente attiva e l’incombente Brexit l’aspettavamo tanto e non ci ha deluso; anche quest’anno il tradizionale Christmas broadcast della Regina è stato perfetto.

Il set

Il discorso è stato registrato (qualche giorno prima com’è tradizione) nella Green Drawing Room a Windsor, spesso usata per eventi importanti o come set fotografico: in tempi recenti l’abbiamo vista in occasione del royal wedding dei Sussex, e del battesimo di Archie.

Sulla scrivania davanti a lei una sola foto, scelta che ha spiazzato quasi tutti, abituati come siamo a vedere esposte immagini di famiglia, e a cercare di leggere metamessaggi a seconda di chi vi compare. Quest’anno invece una scelta insolita quanto netta: il solo Principe Philip, in un’inedita immagine casual. Evitati così i commenti su chi c’era – e soprattutto su chi non c’era – si è riconosciuto il ruolo dell’uomo che le è accanto da decenni e che tra meno di sei mesi festeggerà il secolo; e al contempo si sono ricordate tutte le persone anziane che, se non sono state falcidiate dal covid, hanno particolarmente sofferto la solitudine da distanziamento, magari trascorrendo in solitudine anche queste feste.

La Regina

Vi lascio immaginare la delizia di Lady Violet – e della sua corgina Purple – allo scoprire la mise di Sua Maestà: un elegante abito in crêpe di lana, creazione della fidata Angela Kelly, in una favolosa sfumatura di viola. Viola tampone, direi – e naturalmente al tampone per l’inchiostro mi riferisco, non a quello così spiacevolmente in voga in questi tempi oscuri – con un scollatura rotonda che dà luce al viso e ospita con grazia i classici tre fili di perle. In molti si sono chiesti se questo viola volesse evocare quello dei paramenti liturgici usati in Quaresima, e dunque evocare più il lutto di quest’anno terribile che la gioia del Natale. Personalmente lo escludo, immagino che la sovrana, che non fa nulla a caso, abbia dato la preferenza ad una tinta più sobria e meno allegra del rosso; ma se proprio vogliamo fare un discorso simbolico – sempre rischioso quando si parla di culture più o meno differenti dalla nostra – bisogna considerare cosa questo colore rappresenta: l’unione tra il rosso della carne e il blu dello spirito, la sintesi tra terra e cielo. Per questo è associato alla regalità, in particolare ai sovrani inglesi che dopo la riforma hanno assunto su di sé il doppio ruolo di monarca e capo della Chiesa d’Inghilterra. E questa bella tonalità, più che il viola tampone della mia definizione, è proprio il royal purple (googlare per credere).

Restando nel campo dei simboli, la spilla a forma di conchiglia ha deliziato anche chi non conosca i gioielli a disposizione di Sua Maestà: simbolo di salvezza e di rinascita, scelta migliore non poteva essere fatta.

Naturalmente è assai probabile che la decisione di appuntarsi proprio questa spilla sia legata a un simbolismo familiare, importante quanto gli altri. Il gioiello, il cui nome completo è Courtauld Thomson Scallop-Shell Brooch, apparteneva alla Queen Mother, che lo ricevette in eredità dall’artista e scrittrice Winifred Hope Thompson in segno di ammirazione e rispetto. La spilla era stata disegnata dal fratello, Lord Courtauld Thomson, e realizzata nel 1919 da The Goldsmiths & Silversmiths Co Ltd. Ha la forma della valva di una capasanta, la conchiglia di Santiago di Compostela, incrostata di diamanti; alla base una singola perla, da cui partono cinque frange di diamanti di diversa lunghezza, che terminano in un diamante a goccia. La Queen Mom l’amava molto e l’ha indossata spesso, in particolare per la cerimonia del suo centesimo compleanno, e questo potrebbe essere un altro rimando al prossimo centenario, il Duca di Edimburgo.

Il discorso

(Ph: un collage di immagini da alcuni dei precedenti Christmas broadcast, dall’account twitter The Royal Family)

Speranza, solidarietà, vicinanza le parole chiave di un discorso fortemente segnato dalla pandemia ancora in atto, con alcune espressioni di rara bellezza, come quel the kindness of strangers (la gentilezza degli estranei) che è l’ultima battuta di Blanche Dubois nel dramma Un tram che si chiama Desiderio di Tennessee Williams, ed è diventata nel tempo un’espressione comunemente usata nella lingua inglese. Il Buon Samaritano, e i suoi tanti emuli che vanno per il mondo, è uno dei personaggi centrali di questo messaggio di Natale, in singolare corrispondenza con la recente enciclica di Papa Francesco, Fratelli Tutti; l’avrà letta anche Her Majesty? Non ne sarei affatto sorpresa. Per uno strano scherzo del destino, l’OMS aveva dichiarato il 2020 Anno Internazionale dell’Infermiere, e mai come in questi mesi la loro opera è stata preziosa; molti i riferimenti a colei che diede dignità e struttura a questa professione, Florence Nightingale, di cui il 12 maggio ricorreva il bicentenario della nascita (questo il post che le abbiamo dedicato The lady with the lamp). L’evento straordinario che ha segnato l’anno che sta finendo ha consentito a Sua Maestà di glissare elegantemente sulla sua famiglia, presente nei vari filmati a che scorrevano durante il suo discorso; naturalmente assenti transfughi e reietto, e chissà come ci saranno rimasti (soprattutto i primi).

In chiusura i canti di Natale eseguiti dal Lewisham and Greenwich NHS Choir, perfetta chiusura di un Christmas broadcast perfetto.

The Crown – Il webinair

Mentre Netflix rifiuta l’invito del Governo britannico di aggiungere un disclaimer che specifichi si tratta di un’opera di fantasia, mentre l’onda di antipatia verso Charles e Camilla rientra lentamente, mentre la Royal Family continua a portare avanti i propri impegni, fedele come sempre al principio never complain never explain, ecco finalmente il link per recuperare il webinair del 5 dicembre, nel caso ve lo foste perso.

È sufficiente compilare il form che trovate a questo link, e sarete indirizzati alla registrazione https://poisgras.com/commentando-the-crown-4/?fbclid=IwAR0NikNFMZwNexoRO-BXk2DosoflOfcV9Ell7iKCjTV-Lb2LAhZ3xxm3IoE

Spero ne siate interessati e divertiti, per Lady Violet è stato fantastico partecipare. Grazie!

Breaking News!

Siete spettatori appassionati di The Crown? Volete saperne di più? Siete curiosi di sapere quanta verità e quanta fantasia c’è nella narrazione? Ho una notizia per voi!

Sabato 5 (domani) alle ore 16.00 parteciperò a un webinair con le superesperte Marina Minelli e Michaela K. Bellisario, Elisa Motterle e Paola Saia.

Potete partecipare iscrivendovi entro domattina seguendo questo link https://poisgras.com/commentando-the-crown-4/?fbclid=IwAR21wFimpiucHzXAlHs2iGB-wV0alBxWCe_Dkv0qS-F1Xm-t_c7bcoEzShI

Altrimenti non preoccupatevi, perché poi pubblicheremo la registrazione e potrete comunque seguirlo quando volete. Vi aspettiamo!

Settantatre anni, verso l’infinito e oltre

Settantatre anni sono passati da quando Elizabeth Alexandra Mary Windsor, Principessa Ereditaria del Regno Unito, unì la sua vita a quella di Philip Mountbatten, nato Principe di Grecia e Danimarca e diventato in seguito a quelle nozze Duca di Edimburgo.

Ricorrenza straordinaria che i due trascorrono insieme a Windsor Castle, dove si sono ritirati in attesa che passi l’emergenza sanitaria, e dove lei continua con le amate passeggiate a cavallo (è stata vista ancora ieri).

La bellissima fotografia diffusa per l’occasione, scattata da Chris Jackson, ritrae la coppia nella Oak Room del castello osservare divertita un biglietto d’auguri speciale: è quello inviato per posta dai piccoli Cambridge e disegnato da loro.

Dite la verità, immaginate anche voi i tre bambini intorno al tavolo della cucina, in ginocchio sulle sedie, con George che fa quei cerchi col bicchiere, Charlotte sceglie e abbina i colori da usare, e Louis impegnato a colorare dentro i bordi.

Quanto alla Regina, non si può non notare l’eleganza dell’abito grigiazzurro in crêpe di lana (del fedele Stewart Parvin) e soprattutto la spilla. Che naturalmente non è stata scelta a caso. Ricevuta in dono nel 1946 per il varo della petroliera British Princess ha la forma di un crisantemo in platino diamanti e zaffiri (il crisantemo è solo per noi fiore dei morti).

Elizabeth la indossa nella fotografia che la ritrae col marito durante la loro luna di miele a Broadlands, la villa in stile palladiano nell’Hampshire residenza dello zio di lui, Lord Mountbatten. E nell’immagine che celebra i sessant’anni di matrimonio, nel 2007, in cui gli sposi ripropongono la stessa posa di tanti anni prima.

Dopo settantatre anni insieme, quattro figli, otto nipoti, otto pronipoti (più uno in arrivo), felicità e drammi, problemi domestici e questioni di stato, gli occhi del mondo sempre puntati addosso, Elizabeth e Philip, 94 anni e mezzo lei, 99 e mezzo lui, sono quanto di più vicino all’infinito io conosca.

Se volete leggere qualcosa in più sul loro matrimonio, questo è il post Something old, something new, something borrowed, something blue

Breaking News

Una notizia fantastica che mi ha riempita di allegria, da condividere assolutamente.

Questa mattina è stato reso noto che nel Regno Unito il primo weekend di giugno 2022 sarà un lungo weekend di festeggiamenti, da giovedì 2 a domenica 5. Sì, avete letto bene, il 2022 non 2021. Che cosa si festeggerà? Semplice, il Platinum Jubilee di Sua Maestà che avrà raggiunto, prima nella storia, i 70 anni di regno.

Una notizia strardinaria almeno per due ragioni:

  1. Nel momento di massima incertezza c’è qualcuno che fa progetti per il futuro. E questi sono il valore e la forza del simbolo di cui spesso parliamo.
  2. Her Majesty progetta di restare sul trono e tra noi ancora a lungo. God save the Queen! Lady Violet inizia già ad organizzarsi, che per il Diamond Jubilee si divertì moltissimo.

Remembrance Sunday 2020

Lady Violet chiede venia, aveva capito che ogni cerimonia fosse stata sospesa nel Regno Unito in lockdown.

Invece oggi la Regina accompagnata da una parte significativa della Royal Family è comparsa al Cenotaph per celebrare solennemente Remembrance Sunday, nel rispetto del social distancing: presenti le massime autorità del Paese, assenti gli spettatori.

Adeguatamente distanziata dalla sua Lady in waiting, Her Majesty ha seguito la cerimonia dal balcone del Foreign Office su Whitehall. In total black come durante la visita all’Unknown Warrior (Le foto del giorno – Remembrance days) ma con alcune significative differenze. Per Sua Maestà una mise completamente diversa da quella: cappotto a doppio petto invece che a un petto solo, altro cappello, e soprattutto altre spille.

Quella di brillanti è la Dorset Brow Brooch, dono di nozze della nonna Queen Mary che l’aveva a sua volta ricevuta (dalla Contea del Dorset of course) andando sposa nel 1893 al futuro George V. Oltre a evocare grazie alla sua forma ogni legame – con gli antenati, il Paese. la famiglia – è un gioiello indossato spesso in occasioni importanti come il battesimo del figlio Charles e il funerale dello zio Duca di Windsor, e altrettanto spesso per fermare i rossi poppies indossati in questi giorni. Che oggi, per un’occasione ufficiale, sono cinque, mentre l’altro giorno uno solo. Il che avvalora l’ipotesi che ciascuno rappresenti un diverso Corpo militare: esercito, marina, aviazione, difesa territoriale e ausiliarie.

Distanziate sul balcone accanto le future regine Camilla (qualunque sarà il titolo che assumerà) e Catherine.

La Duchessa di Cornovaglia, che a luglio ha sostituito il suocero come Colonel-in-chief dei Rifles, porta il badge del reggimento a fermare il Remembrance poppy, appuntato sull’ampio rever del colletto decorato da una una dentelle. Francamente non mi fa impazzire, una mise un po’ troppo vecchio stile, bottoni gioiello compresi. Il cappello Philip Treacy, che è un riciclo del 2014, non è il modello che le dona di più, ma svecchia un po’ l’insieme. Thanks God ci sono certi collier di perle!

Quanto alla Duchessa di Cambridge: bellissima lei, allure perfetta e quasi regale, ma il cappotto no dai. Catherine fa spesso lo stesso errore (grave, per la mia generazione) che è quello di vestirsi in stile militare in occasioni incentrate sui militari veri. Non si fa! Così come non ci si veste da ammiraglio in crociera. Come non bastasse, in questo caso alla maison Catherine Walker hanno deciso di eccedere, e oltre al rigore della linea, le grandi tasche e il colletto coreano hanno aggiunto anche una coppia di spalline con frange ton-sur-ton. Dimenticando che da generalissimo a portiere d’hotel è un attimo (commento ispiratomi da una fedele lettrice). Il bellissimo cappellino di Philip Treacy fa quel può, ma in questo caso neanche lui può.

Poi certo fa sempre la sua figura, anche mascherata e accompagnata.

Affacciati all’ultimo dei tre balconi altri due consorti: l’Ammiraglio Tim Laurence, marito della Princess Royal, e la Contessa di Wessex. Sophie mi è sembrata in tono un po’ minore, con mantella a bottoni dorati e un cappello che sarebbe piaciuto alla Queen Mary cui sarebbe stato assai meglio. Almeno siamo felici di vederla essere uscita indenne dal periodo di quarantena, reso necessario dal contatto con un positivo.

Ovviamente assenti (per ragioni notoriamente diverse) il Principe Philip e il Duca di York, a deporre le corone di papaveri rossi sono stati gli alti tre figli della sovrana: il Principe di Galles, il Conte di Wessex e la Princess Royal, oltre che il nipote Duca di Cambridge. Il Times riporta che dalla California Harry, con una decennale carriera militare alle spalle, avrebbe chiesto a Buckingham Palace che venisse deposta anche una corona in suo nome, ricevendo un rifiuto che lo avrebbe addolorato molto. Il Duca di Sussex ha però partecipato con un breve messaggio a un podcast militare diffuso oggi in onore della giornata. Misera consolazione.

Come da tradizione, altre corone sono state deposte dai protagonisti della politica, in testa il Prime Minister Boris Johnson e il leader dell’opposizione Sir Keir Starmer. BoJo, accompagnato dalla solitamente fidanzata Carrie Symonds – délabrée quanto lui, quando si dice trovarsi – è sembrato di ottimo umore.

Lady Violet pensa d’altro canto sia uno di quelli che ridono ai funerali.

Le foto del giorno – Remembrance days

E alla fine arrivarono le immagini.

Quelle del giorno in cui una donna tutta sola non mancò di osservare i suoi impegni di sovrana nonostante l’emergenza sanitaria la ponesse tra quelli a massimo rischio. E ricordandoli riconfermare i valori che tengono insieme una massa di gente diversa trasformandola in un Popolo, in una Nazione. L’avevamo vista uscire da Windsor Castle, sobriamente in nero e senza annunci ufficiali (Le foto del giorno – Giorni di tristezza e ricordi), tanto da ritenere andasse privatamente al funerale della cugina. Poi abbiamo scoperto la vera meta: Westminster Abbey, per l’omaggio al centenario di uno dei simboli nazionali, l’Unknown Warrior, deposto nell’abbazia cento anni fa.

Oggi l’ammiriamo ancora una volta in tutto il suo regale seppur sobrio splendore, e per la prima volta in pubblico anche con mascherina (meglio, perché la sua recente uscita in pubblico in cui non la indossava nessuno aveva suscitato più di una critica (La Queen en rose). Mascherina nera – en pendant con la mise total black – profilata di bianco, probabile creazione della fida Angela Kelly. Sulla spalla sinistra, a trattenere il tradizionale Remembrancepoppy la Jardine Star Brooch, una stella a otto punte incrostata di diamanti (che con le perle sono le uniche gemme compatibili col lutto, oltre a quelle nere), che risale alla fine dell’Ottocento, eredità di una non meglio identificata Lady Jardine.

Caso mai ce ne fosse stato bisogno – ma non c’era – la Regina ha sottolineato la sua eccezionale capacità di comprendere la forza del simbolo e di applicarla; il suo omaggio all’ignoto combattente caduto durante la Prima Guerra Mondiale è stato un bouquet di orchidee bianche e lilla, mirto e rami verdi, come quello con cui andò all’altare proprio nell’abbazia 73 anni fa. E che anche allora depose sulla tomba dell’Unknown Warrior, ripetendo il gesto compiuto dalla madre, che sposando a Westminter Abbey l’allora Duca di York lasciò sulla tomba il proprio bouquet in memoria del fratello Fergus, morto nella battaglia di Loos, il cui corpo non è stato mai ritrovato. In un solo gesto ha onorato preziose memorie familiari e nazionali, sottolineando così il fatto che la sua famiglia, lei in testa, incarnano il Paese tutto, sono la Nazione.

E il suo attendente, il Tenente Colonnello Nana Kofi Twumasi-Ankrah, appartiene pure a una minoranza. Questa donna sfiora la perfezione.

Due anniversari e una correzione

Ieri, guardando Her Majesty vestita di nero in uscita da Windsor Castle, Lady Violet ipotizzava che stesse andando ai funerali della cugina Lady Elizabeth Shakerley. Ci sbagliavamo, e una circolare di Corte ha chiarito il mistero.

Sua Maestà ha visitato in privato Westminster Abbey, per celebrare i cento anni dalla deposizione del Milite Ignoto. Il centenario vero e proprio sarà mercoledì 11, ma immagino che essendo oggi scattato il lockdown per tutta l’Inghilterra, la sovrana abbia anticipato il suo omaggio. Se volete conoscere tutta la storia dell’Unknown Warrior la trovate qui Remembrance Day 2019.

Oggi è anche il giorno di un piccolo, delizioso anniversario. Il 5 novembre 1981 Buckingham Palace lietamente annunciava che la Principessa di Galles era incinta del primo figlio, la cui nascita era prevista per il giugno seguente. William infatti è nato il 21 giugno, e Lady Violet ricorda lo stupore di un annuncio dato nelle prime settimane di gravidanza, ben prima dei canonici tre mesi. A cento giorni dalle nozze iniziavamo a conoscere lo stile Diana, che molte altre sorprese ci avrebbe riservato negli anni a venire.

Dal punto di vista del look invece la giovanissima principessa era assai lontana dall’icona planetaria che sarebbe diventata. Quel giorno i Principi di Galles erano ospiti del Lord Mayor per un pranzo alla Guildhall; Diana indossava una delle sue mise peggiori di sempre: un cappotto in tweed ruggine con dettagli sfrangiati di Bellville Sassoon, incomprensibilmente abbinato ad accessori royal blue e le scarpe in una sfumatura ancora più chiara. Il cappellino di John Boyd era in una foggia che mia madre chiamava alla Robin Hood, e non era ahimé nuova per lei (lei Diana, non mia madre, che difficilmente si sarebbe coronata di piume). Come non fosse già abbastanza, il video del ricevimento rivela trattarsi di un completo, composto da gonna e gilet di tweed su camicia blu con maniche enormi. E no, la colpa non è dei famigerati anni ’80, vi assicuro che era brutto anche allora. https://www.youtube.com/watch?v=XjzuKEPM5S8

Belville Sasson era un brand assai di moda all’epoca nel beau monde anglosassone; che Diana amava molto. Anche la sera prima, per l’inaugurazione della mostra Splendours of the Gonzaga al Victoria&Albert Museum la principessa aveva scelto un abito da sera della maison, (e alla fine si addormentò pure, ma questa è un’altra storia).

Belleville Sassoon è passato alla storia del fashion anche per una favolosa gaffe, fatta proprio con Diana, da far impallidire quelle pur fenomenali del suocero. In vista dell’annuncio urbi et orbi del fidanzamento, la fanciulla decise di cercare la mise da indossare nella boutique londinese del brand. Qui però una vendeuse – francese, perciò per sua natura ostile agli Inglesi, da boicottare ove possibile – non avendo idea di chi fosse la invitò a cercare in un negozio più cheap; il famoso tailleur azzurro da hostess attempata fu acquistato di corsa da Harrods, stabilendo un ideale legame che non le avrebbe portato nessuna fortuna.