Le foto del giorno – Quanta strada c’è da fare

Tra dicembre e gennaio è prassi che i capi di stato incontrino il corpo diplomatico accreditato nel Paese; oggi è toccato alla Spagna, El Rey Felipe VI e la Reina Letizia hanno ricevuto a Palazzo Reale gli ambasciatori. Dopo la Pascua Militar, il 6 gennaio, questa è la seconda occasione in cui il protocollo richiede per la sovrana il lungo da giorno.

Letizia ha scelto una mise piuttosto insolita per lei, abbinando alla blusa bianca con fiocco, disegnata da Carolina Herrera e già indossata in precedenza, una lunga gonna rosa; alle orecchie monili con pietre colorate creati per lei da Tous Jewelry (non che si siano sprecati eh), all’indice sinistro l’anello del brand italiano Coreterno, probabile regalo di Natale, che sulla faccia esterna reca inciso amor che tutto move mentre all’interno una frase ispirata a una ballata medioevale inglese: as long as i’m existing you will be loved (finché vivrò sarai amata).

Che la Reina stia diventando romantica? Quién sabe. A me questa mise ha ricordato quella di una illustre invitata alla Boda Real, che cannò completamente il dress code – lungo senza cappello al posto di corto con cappello – ma si fece notare e apprezzare, eccome! Certo, non è proprio a stessa cosa, ma considerate che Rania vestiva Givenchy. E forse ha un temperamento più teatrale dell’algida Letizia.

Fin qui la frivolezza che piace a noi, ma ahimé la cronaca non è sempre così leggera, e devo segnalarvi un episodio accaduto durante il ricevimento, estremamente spiacevole e purtroppo altrettanto significativo.

Guardatevi il video del quotidiano El Pais; chiamato a salutare i sovrani, l’ambasciatore della Repubblica d’Iran dà la mano al re ma non alla regina https://elpais.com/videos/2023-01-25/el-embajador-de-iran-no-da-la-mano-a-la-reina-letizia.html

Quanta strada c’è ancora da fare, quanta.

December/January chic shock e boh

E venne Natale a Sandringham, il primo senza Her Majesty, il primo con His Majesty, che ha mantenuto la tradizione della messa nella chiesa di St Mary Magdalene con tutta la famiglia.

Ma mentre King Charles si conferma uomo di grande eleganza, stavolta Queen Camilla mi piace meno. Il cappotto (Anna Valentine) è il modello che preferisce, ma non amo particolarmente quella sfumatura di blu e le applicazioni di passamaneria – in effetti sono piccole sfrangiature – mi hanno un po’ stufato. Bella senza guizzi la borsa Chanel, bellissima la spilla di diamanti, probabilmente appartenuta alla Queen Mom, ma appuntata così sembra quasi un badge e non aggiunge nulla. Non mi convince neanche il cappello Philip Treacy, con quelle penne messe in orizzontale; aureola o copricapo precolombiano? Boh.

Il grande Philip Treacy fa meglio, e molto, con la Principessa di Galles, dotata di un bel cappello verde loden a tesa ampia con penna di fagiano; la campagna inglese nella versione più elegante. In nuance il cappotto (riciclato) Alexander McQueen, modello militare e linea slim come piace a lei, ma quelle pieghe danno un volume diverso, e questa volta piace anche a Lady Violet, chic. A patto di dimenticare quegli orecchini vagamente etnici – andati subito sold out – che non c’entrano proprio niente.

I Wales erano accompagnati da tutti e tre i figli, col piccolo Louis simpatico e caciarone come al solito. Non è stato però l’unico bambino ad attirare l’attenzione; ha infatti debuttato sulla scena royal il seienne Wolfie Mapelli Mozzi, figlio di primo letto di Edo e dunque figliastro di Beatrice di York.

La quale sembrava uscita da un film anni ’30 con un cappotto (Shrimps) verde bottiglia bordato di pelliccia rigorosamente finta, già indossato in precedenza, e un vezzoso cappellino nuovo di Somerset Millinery in una nuance leggermente diversa, tendente al blu. In teoria sarebbe la mise perfetta per un natale reale, ma in pratica, boh.

Silhouette opposta per la sorella Eugenie, che incinta o no (sembra, ma non c’è conferma ufficiale) sceglie anche stavolta di avvolgersi in un cappotto e ampio, a pied-de-poule grigio, di Weekend Max Mara. Avrei comunque evitato la cintura. Il bel viso è incorniciato da un bandeau in tinta di Emily London. Un po’ troppo infagottata ma la trovo graziosa, Eugenie sembra immune dall’ansia di prestazione, che me la fa apprezzare sempre. La probabile gravidanza poi mitiga il giudizio, quindi boh.

Anche la sempre piacevole e spesso elegante Sophie Wessex non resiste alla tentazione del cappotto in cashmere double con cintura, e pure color crema (Joseph) che la arrotonda molto. In contrasto le linee rigide del cappello da gaucho (JT Millinery) con corona piatta e tesa rigida – in inglese si chiama pork pie perché ricorderebbe l’omonimo pasticcio di carne, pensate voi – e la grande clutch squadrata Sophie von Haubsburg, in un color cuoio che fa a pugni con gli stivali. Si sarà portata un laptop? Shock. Sceglie una linea più smilza la figlia Lady Louise, in blu. Bellissimo il cappotto Roland Mouret, preso a prestito dall’armadio materno; perfetto per una ragazza così giovane il cappello, un trilby JT Millinery. Farò finta di non vedere i sandaletti nude con calze abbinate, chic.

Difficile pensare a una coppia meglio assortita di Mike e Zara Tindall, sportivi, allegri, molto affiatati, anche i fisici sono simili: atletici e costruiti con generosità. Zara indossa un cappotto di LK Bennet in tessuto spigato bianco e nero che secondo me la ingoffa molto. Il pullover (o l’abito, o quello che è) le accorcia il collo, la cinturina in vita le taglia a metà la figura, in mano la bag Lalage Beaumont brandita come se volesse prendere qualcuno a borsettate, simpatico il cappellino (Juliette Botterill), ma non mi piace particolarmente con quel cappotto. Salviamo le Louboutin, per il resto shock.

Finisce dicembre, arriva gennaio e noi ci trasferiamo in Danimarca, dove il capodanno è salutato con una serie di ricevimenti di gala. Appena rientrata dalla natia Australia, dove ha trascorse le vacanze con marito e figli. la futura regina Mary ha riciclato senza batter ciglio.

(Ph: Keld Navntoft, Kongehuset)

La sera del primo gennaio ha partecipato al tradizionale ricevimento ad Amlienborg, offerto alle Autorità del Paese. La futura regina ha riproposto la mise indossata all’inizio dello scorso anno per le fotografie ufficiali col marito (Mary, fifty&fabulous). Favolosi i pezzi della parure di rubini – a partire dalla tiara, che le sta d’incanto – ma l’abito del danese Lasse Spangenberg è troppo da fata turchina. In fondo il mondo si divide tra chi ha letto Pinocchio e chi no. Boh.

Il 3 gennaio è stata la volta del corpo diplomatico presente a Copenaghen; se Mary ha riciclato anche la sua mise grigia rigorosamente made in Denmark (blusa Birgit Hallstein, gonna Julie Fagerholt) tutta l’attenzione era per la Regina, con indosso il nuovo abito di corte, offerto da Haandv ærkerforeningen, l’Associazione degli Artigiani. Questo vestito sostituisce il precedente, con un modello simile ma realizzato in blu, ricevuto 25 anni fa. Naturalmente Lady Violet non approva collo e polsi in pelliccia, prodotto comunque tipico dei Paesi scandinavi, per il resto la mise, per linea e colore, è splendida. Chic + chic.

Ultimo appuntamento il giorno seguente, dedicato alle Forze Armate. Se Margrethe ha replicato l’abito di corte, Mary ha deciso di rendere felice Lady Violet, presentandosi in total color viola bacca. Pure questo un riciclo, ma volete mettere? I due pezzi, abito e cappa, indossati spesso anche singolarmente, sono un’altra creazione di Lasse Spangenberg. Chic.

Il tour delle feste finisce il 6 gennaio a Madrid, giorno della Pascua Militar. Riciclo anche per la Reina Letizia, che a sua volta opta per un colore in armonia con quello scelto dalle altre royal ladies.

La mantella nera con collo in pelliccia ecologica è Carolina Herrera; l’abito, di Felipe Varela, ha troppo pizzo e troppo inutilmente distribuito; non finisce per sembrare la tenda del salotto di Nonna Speranza solo grazie al fisico asciutto e sottile della Reina. Lo trovo terribile, shock.

E ora pronti a tuffarci nel nuovo anno!

Un sobrio compleanno

Compie oggi cinquant’anni la Reina Letizia, nata a Oviedo, capoluogo delle Asturie, il 15 settembre 1972.

Quando vede la luce, figlia del giornalista Jesús José Ortiz (figlio a sua volta di una nota giornalista) e dell’infermiera Paloma Rocasolano – entrambi poco più che ventenni – nessuno potrebbe immaginare che la bimba un giorno assumerà proprio il titolo di Princesa de Asturias, prima di diventare Reina, eppure…

Una trentina di anni dopo viene scelta da Felipe che lei, prima di conoscerlo, chiamava ironicamente Felipito. È una donna emancipata, è repubblicana, è persino divorziata, ma alla fine sul trono della cattolicissima Spagna si siede lei, anche grazie alle improbabili fidanzate collezionate dall’erede al trono, per cui alla fine Letizia sembra il meglio, o almeno il meno peggio (ma il suocero non la accetta mai davvero).

Un compleanno importante che per forza di cose passa in secondo piano, ma che comunque era stato già pensato assai sobrio: niente celebrazioni ufficiali, niente auguri pubblici, nemmeno un nuovo ritratto; solo una festa in famiglia. Assai ridotta pure quella, visto che la suocera è a New York per l’imperdibile quarantesimo anniversario del gemellaggio tra Madrid e la Grande Mela, il suocero nel buen retiro di Abu Dhabi, e delle cognate non parliamo proprio.

Lunedì Letizia sarà col marito ai funerali della cara zia Lilibet, come la chiamava lui, ma questi sono giorni di business as usual; ieri ad esempio i sovrani hanno inaugurato la nuova ala dell’ospedale di Guadalajara. Per l’occasione la Reina ha rubato la camicia alla figlia Leonor, abbinandola a pantaloni bianchi. In fondo parte del suo fascino sta anche nella capacità di stupire: da un lato mostra orgogliosamente i (pochi, invero) capelli grigi dall’altra – potendo permetterselo – si veste da adolescente. Chi può dimenticare gli shorts indossati questa estate? Ma in fondo l’età cos’è se non un numero? Ai prossimi cinquanta!

Con Letizia compiono oggi gli anni altri due royal: sono 49 per Daniel, consorte della Principessa Ereditaria di Svezia, e 38 per il Duca di Sussex. Il primo lo aspettiamo al varco l’anno prossimo, per il mezzo secolo. A Harry, in mezzo alla tempesta, buon vento. Ma anche pace e bene.

Le foto del giorno – Que viva Santiago!

È il 25 luglio, e se i pistoiesi festeggiano il loro patrono, sant’Jacopo col suo mantello rosso, la Spagna intera celebra il protettore del Paese. Come da tradizione i sovrani hanno visitato la cattedrale di Compostela per la Ofrenda Nacional al Apóstol Santiago, accompagnati dalle due figlie, sempre più spesso presenti nelle occasioni ufficiali.

Naturalmente le due ragazze hanno catalizzato l’attenzione, adeguatamente sostenute dalla madre: davvero un bel terzetto, con le mise in freschi colori sorbetto per affrontare il caldo di questa estate soffocante.

Letizia era in arancio, un elegante abito midi particolarmente accollato per la stagione, con accessori caramello. Midi anche per la Princesa de Asturias che ha scelto il modello Yasmin del brand sivigliano Cayro Woman: una combinazione di rosa e rosso corallo su cui risalta la decorazione del Toson d’Oro col suo nastrino cremisi. Le slingback nude sono Carolina Herrera come quelle della madre, ma con tacco più basso.

La Infanta Sofía come la sorella fa una scelta patriottica. Per lei la maison spagnola Bruna ha personalizzato il modello Genevieve accorciando la gonna per renderla più adatta ai suoi quindici anni e chiudendo l’apertura sulla schiena. Il colore a me sembra azzurro cielo, ma sul sito è definito “menta glicine”. Sarà.

Se anche voi soffrite il caldo come Lady Violet, e vi state chiedendo se non abbiano sofferto con quegli abiti accollati quasi quanto quello della madre, certamente impeccabili per una cerimonia religiosa ma forse non adattissimi per la stagione, la risposta e sì, e nella cattedrale hanno fatto abbondante uso dei loro abanicos.

(Ph: EFE/Pool/Lavandeira Jr.)

Anzi, Leonor è accorsa in aiuto del padre, abbigliato e incravattato (e accaldato) come da protocollo.

Il Re nel suo discorso ha chiesto a Santiago la protezione contro gli incendi che stanno devastando la Spagna, e in articolare la Galizia. La notizia è stata riferita anche dal TG3 della sera, dove l’autrice del servizio, Maria Grazia Fiorani, lo ha definito principe Felipe di Spagna. Ci vuole una pazienza…

Sipario.

Le foto del giorno – Regine in bianco e nero

Per partecipare anche lui alle celebrazioni per i settant’anni di regno di Queen Elizabeth II, il fotografo Rob Munday ha tirato fuori a sorpresa dal suo archivio un ritratto inedito di Sua Maestà e lo ha intitolato Platinum Queen: Felicity.

(Ph: Rob Munday)

Lo scatto risale al 2004, nel corso di una seduta fotografica per realizzare il primo ritratto olografico della sovrana. Era presente sul set anche Angela Kelly, che oltre ad essere responsabile del suo guardaroba è la confidante di Her Majesty, la quale oltre alle qualità professionali e l’assoluta lealtà ne apprezza anche lo humour e il carattere allegro. E la foto immortala il momento in cui la Regina, probabilmente in risposta ad Angela, sta per scoppiare a ridere, con una espressione che a Roma si direbbe ve possino… Il che dovrebbe anche rassicurare il Duca di Sussex, che in concomitanza con la sua recente visita in patria ha dichiarato di volersi accertare che la nonna sia bene assistita e circondata da persone che se ne prendono cura adeguatamente. Sempre per usare la lingua della capitale: Enri’ magna tranquillo!

Oggi intanto è stata comunicata la data dei tradizionali Tea Party in giardino: 11, 18 e 25 maggio a Buckingham Palace, più il 29 giugno nel palazzo di Holyroodhouse a Edimburgo; la Regina però non parteciperà a nessuno degli appuntamenti ma rimarrà a riposo. Quanto ad Angela Kelly, il 12 maggio uscirà la versione aggiornata del suo libro The Other Side of the Coin: The Queen, the Dresser and the Wardrobe. Forte dell’imprimatur reale, è una fonte preziosa per scoprire dettagli sugli ultimi eventi nella vita di Sua Maestà, compresa la morte dell’amato Philip.

Bianco e nero anche per un’altra regina: Letizia ieri a Mérida, nella provincia di Badajoz in Estremadura, ha presenziato alla consegna del premio che porta il suo nome e supporta i diritti delle persone con disabilità e i programmi di inclusione sociale.

La Reina è arrivata chic come non mai in abito bicolore e accessori neri, per poi trovarsi a premiare una signora che indossava lo stesso identico vestito. Rischi della moda low cost (l’abito è di Mango), che francamente ricorrere agli stilisti riduce ma non elimina. Frutto forse di una certa omologazione così presente nella vita contemporanea, che non risparmia neanche il vertice della società.

Letizia ha reagito bene – non che potesse fare diversamente – ma come non ricordare un episodio simile occorso a Her Majesty, regina di tutte le regine? Quando il Prime Minister era Margaret Thatcher, le due signore si ritrovarono a un gala vestite dello stesso colore (non lo stesso modello, dato che la Regina indossa abiti creati esclusivamente per lei). Thatcher fece allora contattare lo staff della Regina sull’opportunità di coordinarsi nelle occasioni in cui avrebbero partecipato entrambe, per sentirsi rispondere di non preoccuparsi, Sua Maestà non notava come fossero vestiti gli altri. Game set match.

Le foto del giorno – Regine in movimento

Foto odierne della prima in effetti non ci sono – quella che vi posto è del 1999, un raro bacio pubblico tra lei e Philip – ma sappiamo che oggi Her Majesty The Queen ha lasciato Windsor alla volta di Sandringham, dove domani trascorrerà il novantaseiesimo compleanno.

Sua Maestà non alloggerà nell’edificio principale della tenuta nel Norfolk, ma nel più piccolo Wood Farm, il cottage dove il Principe Consorte si era ritirato dopo l’abbandono della vita pubblica, nel 2017. Come probabilmente ricorderete, l’esplosione della pandemia aveva fatto ritenere più prudente che anche lui soggiornasse con la moglie a Windsor, dove poi è mancato esattamente un anno fa.

Nessun festeggiamento ufficiale è previsto per domani, anche se sicuramente la sovrana riceverà una valanga di auguri; lei trascorrerà la giornata in un posto probabilmente denso di ricordi felici, sentendo ancora accanto a sé le persone tanto amate.

La seconda royal lady di cui parliamo oggi ha ottant’anni di meno e non è ancora regina; lo sarà dopo suo padre, Leonor Reina de España. Se vi aspettavate di vederla con genitori, sorella, e magari la nonna Sofía alla tradizionale messa di Pasqua a Palma de Mallorca sarete rimasti delusi, perché quest’anno la tradizione non è stata rispettata. Le sorelle maggiori del Rey, Elena e Cristina, sono volate coi figli ad Abu Dhabi in visita al padre Juan Carlos ormai stabilito definitivamente negli Emirati. La Reina Emerita se ne è stata per fatti suoi a Madrid, probabilmente in compagnia della sorella Irene, e anche i sovrani sono rimasti nella capitale con le figlie. Sabato i quattro hanno visitato un centro di rifugiati ucraini, e sicuramente hanno sfruttato questi giorni di vacanza per festeggiare Paloma Rocasolano, madre della Reina Letizia, che venerdì ha compiuto 70 anni.

Oggi invece la Princesa de Asturias ha partecipato in solitaria a una giornata di studio dedicata ai giovani promossa da INCIBE, l’agenzia spagnola per la sicurezza informatica. Vestita casual con grazia, sorridente e sicura di sé, Leonor sta fugando i dubbi annidati negli spiraliformi anfratti della mente di Lady Violet, cui la fanciulla sembrava funestata da una fastidiosa timidezza che la rendeva fragile e un po’ scostante. Ora invece sta rivelando maturità ed equilibrio. Tra qualche anno diventerà la gemma più preziosa della corona spagnola e noi finiremo col convenire che Letizia magari non sarà miss simpatia ma ha probabilmente fatto un buon lavoro con la prole. Insieme con il marito, claro.

Reale pandemia

La notizia del giorno è, naturalmente, la positività al coronavirus di Her Majesty The Queen.

Che materializza un timore sepolto nel profondo da molti di noi, nei confronti della decana delle teste coronate e di tutte le persone anziane e fragili. Con l’aggravante per lei della perdita dell’adorato Philip, che l’ha colpita pesantemente, e dei recenti problemi di salute che le hanno fatto mancare molti impegni, anche quelli per più importanti, come la cerimonia al Cenotaph per Remembrance Sunday. Per tacere della notte passata tra il 19 e il 20 ottobre, passata al King Edward VII’s Hospital. Quanto alla possibile fonte del contagio c’è da segnalare – oltre all’incontro con Charles, avvenuto martedì 8, cioè 12 giorni fa – che una cospicua parte dello staff di Windsor è risultata positiva in questi giorni. Anyway, covid o no Her Majesty ha continuato a fare il suo lavoro, e nonostante la rivelazione della positività ha inviato un messaggio di congratulazioni alla squadra di curling femminile vincitrice dell’oro olimpico a Pechino.

La Regina è solo l’ultima in ordine di tempo tra le teste coronate ad aver contratto il covid; a due anni dall’inizio della pandemia proviamo a tracciare un bilancio dei contagi reali.

Limitandoci al nostro continente, le monarchie sono attualmente dodici. Una la eliminiamo subito per la sua particolare natura: il Principato di Andorra è una diarchia parlamentare con al vertice due coprincipi: il Presidente francese e il vescovo di Urgell; e comunque nessuno dei due si è contagiato. Il secondo è la Città del Vaticano, esempio di monarchia elettiva, e fortunatamente nemmeno Papa Francesco, anziano e fragile, si è contagiato.

Restano dieci monarchie ereditarie, di quelle che piacciono a noi, con Re e Regine, Principi e Principesse, corone e diademi. Sette sono regni: Belgio, Danimarca, Norvegia, Paesi Bassi, Spagna, Svezia e Regno Unito; due Principati, Liechtenstein e Monaco; e un Granducato, il Lussemburgo. Tra i sovrani regnanti contagiati dal covid 19 ci sono Margrethe II di Danimarca (febbraio 2022), Felipe VI di Spagna (febbraio 2022), Carl Gustav XVI di Svezia (gennaio 2022), Elizabeth II del Regno Unito (febbraio 2022), Albert II de Monaco marzo (2020), Henri del Lussemburgo (gennaio 2022). Sei a quattro, una maggioranza schiacciante. Inoltre, in aggiunta al monarca, praticamente ogni famiglia reale ha registrato almeno un contagio, a partire da uno dei figli cadetti – all’epoca non ne fu rivelato il nome – dei sovrani belgi; in Danimarca la futura regina consorte Mary e prima di lei il figlio maggiore Christian; in Norvegia Ingrid Alexandra, seconda il linea di successione; Beatrix, già sovrana dei Paesi Bassi; in Svezia la Regina Consorte Silvia insieme col marito più il loro figlio Carl Philip e la moglie Sofia; nel Regno Unito il Principe di Galles – due volte – sua moglie Camilla, Sir Tim Lawrence, marito della Princess Royal; e mettiamoci pure Mr Brooksbank, suocero di Eugenie di York, che rimase in ospedale per nove settimane di cui cinque in terapia intensiva, e si è portato dietro gli strascichi della malattia fino alla morte nel novembre scorso. Insomma un bollettino di guerra, e potrei anche averne scordato qualcuno. Sembra immune solo il Liechtenstein, comunque sempre parco di informazioni.

Insomma, sarà anche un corona virus, ma sembra quasi repubblicano, e ha ampiamente dimostrato di essere assai democratico.

Fin de la historia

C’era una volta un paese baciato dal sole, dove viveva una principessa bionda e bella come quasi tutte le principesse nei libri di favole della nostra infanzia. Probabilmente la sua vita non era tanto diversa da quella di noi altre bambine degli anni 60: un po’ di regole, un po’ di coccole, i giochi con la sorella maggiore, i dispetti del fratello minore, magari il contrario.

Lo studio, gli sport. Lei arriva fino alle Olimpiadi, che per molti moderni reali hanno preso il posto degli antichi tornei.

Forse anche la principessa cercava il suo principe azzurro, o forse no, eppure lo trovò. Su un campo sportivo ovviamente, un campo di pallamano. Un vero príncipe encantador: altissimo, bellissimo, sportivissimo. Gli mancava solo il titolo, ma tanto quello ce lo avrebbe messo lei.

Successe però una cosa strana: in ogni favola che si rispetti il bacio del principe risveglia la fanciulla, in questo caso invece l’addormentò. E da quel momento, come preda di un incantesimo triste ma anche un po’ irritante, lei non vide. O finse di non vedere. O si convinse di non avere visto. E che nessun altro potesse vedere, capire, parlare.

Eppure il loro matrimonio era stato uno dei più belli, tanto erano belli loro, lui in tight sorridente e scanzonato come un divo del cinema, lei emozionata in uno splendido abito che Lorenzo Caprile aveva creato apposta, il capo biondo coronato da uno dei più preziosi diademi di famiglia, dalle eleganti linee floreali.

Il padre di lei, il Re, li fece Duchi di Palma de Mallorca, un titolo che a Lady Violet ha sempre evocato Totò Imperatore di Capri, e forse una ragione c’era.

Nacquero quattro figli, tutti naturalmente bellissimi biondissimi e sportivissimi come i genitori.

A questo punto nelle favole arriverebbe il cattivo che tenta di distruggere la felicità dei protagonisti, in questo caso invece hanno fatto tutto da soli; scompaginando il racconto, imbrogliando le carte e non solo quelle. Lui con sfacciata disinvoltura gestisce i conti e scambia mail con señoras y chicas, lei fa finta di niente – e in fondo sono fatti suoi – ma probabilmente non usa altrettanto sobrio distacco in altri meno personali e più rischiosi campi.

I giudici si sono pronunciati in favore di lei e tanto a noi deve bastare, anche se le perplessità sul suo operato sono ancora tante. Dubbi sulla colpevolezza di lui invece non ce ne sono, e l’uomo baciato dalla dea fortuna che in vita ha avuto tutto prova anche l’esperienza del carcere. Rischiando di portarsi dietro nel disastro non solo la moglie ma la stessa monarchia, traballante come il vecchio re, che alla fine ritiene più opportuno mollare tutto e andarsene ad Abu Dhabi.

La coppia perde il titolo, lui sposta la sua residenza nelle patrie galere, lei resta all’estero dove a lungo, prudentemente, la famiglia ha vissuto, prima a Washington poi a Ginevra.

Finché un grigio giorno di gennaio il bel campione sportivo, promosso duca e poi declassato a galeotto, viene beccato mano nella mano con un’altra, avvocata quarantenne conosciuta nello studio legale dove lavora mentre termina di scontare la sua pena. E con la (mancanza di) classe che si è ahimé rivelata suo tratto distintivo dice qualcosa tipo: sono cose che capitano.

A lei purtroppo è capitato lui, e le è costato la faccia il titolo e buona parte dei legami familiari.

Infine arriva lo scarno comunicato ufficiale in cui la Infanta Cristina e Iñaki Urdangarin annunciano che hanno deciso di comune accordo di “interrumpir su relación matrimonial”; lui è a Vitoria dove ha ottenuto di scontare pena, lei probabilmente a casa a Ginevra, con la figlia minore Irene. E immaginiamo che la madre Sofía non le farà mancare il suo sostegno ancora una volta.

Irene, la pace, e Sofia, la saggezza, sono ottime compagne sempre, soprattutto in momenti di crisi come questo. E chissà, magari la saggezza ricorderà a Cristina ciò che diceva in situazioni del genere una signora davvero saggia: mia cara, in fondo è sempre uno che hai conosciuto per strada.

Attenta Letizia!

La cattolica Spagna è uno dei Paesi a celebrare il 6 gennaio, che prende Día de los Reyes Magos.

Felipe e Letizia hanno sempre festeggiato a casa del padre di lei, Jesús Ortiz Álvarez, con scambio di auguri e di doni; ma quest’anno è andata diversamente, forse anche perché la maggiore delle figlie della coppia, Leonor, è ripartita il 5 per il Galles, dove frequenta il prestigioso UWC Atlantic College.

Se hanno mancato l’evento privato, naturalmente i sovrani hanno mantenuto quello pubblico presenziando a quello che è il primo primo atto ufficiale dell’anno, la Pascua Militar, che celebra le Forze Armate. Il dress code prevede per le signore il lungo da giorno, una mise non semplice che Letizia maneggia con una certa sicurezza sin dal lontano 2005, quando assistette per la prima volta da Principessa delle Asturie. Quest’anno la Reina ha indossato un lungo chemisier blu, colore che sceglie spesso in questa occasione, con una gonna più ampia e pesante di quanto ci si aspetterebbe da un modello simile, che vista di profilo le dà un interessante aspetto tardovittoriano.

La Reina si è protetta dal freddo con una cappa di pelliccia, scelta piuttosto sorprendente considerando che ormai si tende ad evitarne l’uso per non urtare le diverse sensibilità dei cittadini, tanto che neanche la sovrana britannica ne indossa più. Invece Letizia, sempre concorrente, ha iniziato da qualche mese a sfoggiare pellicce, a partire del viaggio ufficiale in Svezia (dove probabilmente era più comprensibile che a Madrid). Ciò che però ha attirato l’attenzione della stampa spagnola è stata la presenza sul suo orecchio sinistro di un secondo orecchino: un piccolo piercing luccicante, sicuramente più rock degli importanti orecchini di Bulgari scelti per l’occasione. Sarà l’arrivo imminente dei cinquant’anni – li compirà il 15 settembre – a spingerla verso questa scelta irrituale? Chissà.

Quel che è certo è che la sovrana si è resa protagonista di un altro momento sorprendente quando arrivando sulla Plaza de la Almudena per l’inizio della celebrazione si è resa conto che si stava perdendo la spilla appuntata sull’abito. E mica una spilla qualsiasi, ma la broche con una grande perla grigia circondata da tre giri di diamanti, con un’altra perla grigia pendente. La spilla è parte delle celebri joyas de pasar, eredità della Reina Victoria Eugenia, bisnonna di Felipe, riservate alla sovrana. È stata prontamente recuperata con scatto felino dal regal consorte, che se ci perdiamo le gioie di famiglia sono guai veri…

(Ph: Carlos Alvarez – Getty Images Europe)

Una volta rientrati al Palacio Real, la spilla è tornata con discrezione al suo posto.

Doña Letizia, Vostra Mestà, dia retta a Lady Violet, chiami tia Lilibet e le chieda qualche dritta su come appuntare una spilla senza correre il rischio di perdersela per strada!

Le foto del giorno – Felix Navidad!

Arrivano gli auguri di Natale dal Reame di Spagna!

Per la loro Christmas card Felipe e Letizia hanno scelto una foto en plein air con le due figlie Leonor e Sofía. Ed è la piccola di famiglia a spiccare particolarmente, sia per il pullover stile norvegese del brand spagnolo – anzi, catalano – Yerse (se proprio non ne potete fare a meno lo trovate in vendita sul sito), sia soprattutto perché scopriamo quanto sia cresciuta, e non solo in altezza. Lady Violet si è resa conto di quanto la mascherina abbia celato i lineamenti della quattordicenne fanciulla, che ormai è gloriosamente entrata in una delle più infami fasi della vita, l’adolescenza.

Detto questo tutta la foto ha un che di innaturale, nonostante le due ragazze belle e sorridenti in primo piano. In particolare la Reina sembra pietrificata; più comunicativo el Rey, anche se avrei evitato l’accoppiata di giacche grigie che fa un po’ collegio.

Insomma, come si dice in questi casi ci sono ampi margini di miglioramento.

Però le firme sono sempre interessanti: quella di Letizia sottile e puntuta come lei; quella di Leonor somiglia un po’ a quella della madre – soprattutto nella L – ma se ne allontana grazie alle lettere più “morbide” e rotonde che la compongono, e quella di Sofía, simpatica e ancora un po’ infantile; interessante la F di Felipe che sembra tanto una P.

Dunque Felix Navidad y buenos deseos, e avanti i prossimi!