Royal chic shock e boh – Easter edition

Mettiamola così: il periodo è quello che è, la crisi sanitaria non dà ancora tregua e Lady Violet ha avuto qualche giorno complicato, ma va detto che comunque il periodo pasquale non sempre porta con sé quella serenità che è protagonista di ogni augurio di stagione. E se pensavamo di aver visto il massimo quel giorno di Pasqua di tre anni fa, quando all’uscita dalla messa nella cattedrale di Palma de Mallorca la Reina Letizia quasi mise le mani addosso alla suocera (vi ricordate? 2018 A Royal Year – 12 mesi in 12 foto), quest’anno registriamo addirittura un mezzo colpo di stato in Giordania, col principe Hamzah, fratellastro del sovrano, accusato più o meno velatamente di far parte del complotto (e la di lui madre, la ex regina Noor, che sdegnata lo difende a spada tratta). Proviamo allora noi ad alleggerire l’atmosfera per quanto possibile, esaminando le poche mise viste in questi giorni addosso alle royal ladies. E partiamo da chi di solito non compare nella nostra – invero un po’ singhiozzante – rubrica: lei, Her Majesty Queen Elizabeth II, che di solito non fa parte della rassegna, rifuggendo ormai da ogni umana catalogazione.

Impossibilitata a partecipare al tradizionale rito del giovedì santo, la sovrana ha partecipato in privato alla messa ma ha voluto fare gli auguri ai sudditi con un paio di fotografie che la ritraggono qualche giorno prima – il 23 marzo – in passeggiata col Principe di Galles nei giardini di Frogmore House, a Windsor. Se il futuro re indossa un classico cappotto di cammello, che i maligni sostengono essere lo stesso da decenni (non è vero! ne ha sia a doppio petto sia a un petto solo, come questo) la regina stupisce in loden con mantellina – il modello si chiama Havelock – con stivali e uno dei classici carré Hermès semplicemente annodato sotto il mento.

Da non perdere assolutamente il dettaglio di stile che ha trionfato quest’anno: i guanti tricot. Che nel suo caso immagino siano degli autentici Far Isle e non lavorati da un’insegnate del Vermont come quelli che Sanders ha indossato all’inaugurazione della Presidenza Biden. E adesso chi glielo dice a Bernie? Chic, of course.

Tra le poche ad aver partecipato in persona a qualche evento c’è la Duchessa di Cornovaglia, che due settimane fa ha accompagnato il marito in visita ufficiale in Grecia, per celebrare i due secoli d’indipendenza del Paese. Un viaggio particolarmente significativo per Charles, che non ha marcato di rimarcare l’origine del padre, nato a Corfù quando i Greci celebravano il primo secolo da nazione indipendente.

Per la cena offerta dalla Presidente Katerina Sakellaropoulou Camilla ha indossato un raffinato caftano azzurro polvere con dettagli in oro; in oro anche gli accessori – magari avrei evitato quella mascherina – e una bellissima stola con inserti di pizzo. Chic.

Per gli appuntamenti di giorno la duchessa ha optato sempre per il classico bicolore bianco e blu, che fa sempre la sua figura, perfino sulla mascherina con le tre piume de principe di Galles. Chic.

Bicolore anche per la Reina Letizia, che in visita nella minuscola Andorra ha optato per pantaloni neri e una bella giacca principe di galles (Carolina Herrera), fermata da un’alta cintura (lei può). Una sorpresa le scarpe flat Hugo Boss, che a me piacciono assai, ma naturalmente sottolineano la notevole differenza d’altezza col Rey.

Che al contrario della moglie sceglie il colore: giacca a scacchettoni bluette con cravatta granata – sarà tifoso del Torino? – e gli inevitabili mocassini con nappina. Chic lei, shock lui.

Ancora bicolore, nel classico stile marinaro con tshirt a righe di Hugo Boss, uno dei brand preferiti della Reina, che per la visita al villaggio di Fuendetodos presso Zaragoza, dove 275 anni fa nacque Francisco Goya, ha riciclato una giacchina bianca con grossi bottoni neri indossata la prima volta nel lontano 2008. Fin qui benissimo, ma personalmente detesto sia quei pantaloni gaucho (una mia amica li chiamerebbe acqua in casa) con le sling back kitten heel (tradotto: le scarpine con cinturino al tallone e tacco a rocchetto). Che vi devo dire? Boh.

Il 24 marzo però i media spagnoli hanno distratto lo sguardo dalla rigidamente stilosa Reina per posarlo sulla gemma più preziosa della corona; Leonor, Princesa de Asturias, ha affrontato il primo impegno ufficiale in solitaria, il trentesimo anniversario dell’istituto Cervantes. Se l’occasione era nuova, la mise era invece riciclata: l’erede al trono ha ripetuto pari pari quanto indossato lo scorso ottobre per la consegna dei premi intitolati a lei: abito del brand spagnolo Poète e kitten heel di camoscio nero (Pretty Ballerinas).

Che francamente avrei evitato, perché finiscono con l’intristire un abito non particolarmente allegro, che non fa risaltare l’incarnato eburneo della fanciulla. Il modello dell’abito non mi fa impazzire, ma certamente è assai complicato mettere d’accordo un’età così giovane, un titolo così ingombrante e un’occasione così formale; niente giudizi fino alla maggiore età, ma quanto ci sogniamo di vedere Leonor in un bel rosso, in verde smeraldo, in turchese?

Merry Christmas!

Che Natale sarebbe senza gli auguri dei regnanti e delle loro famiglie? Anche quest’anno la tradizione si è ripetuta e un bel numero di foto ha rallegrato il web; naturalmente avvantaggiati coloro dotati di bambini, che fanno sempre tenerezza e allegria. In pole position c’è senz’altro il paciocconissimo Charles del Lussemburgo, che con la sua nascita il 10 maggio ha portato luce e speranza, come tutti i piccoli nati in quest’anno complicato.

Deliziosi come sempre i Cambridge, down-to-earth il giusto – hanno posato addirittura in una legnaia – ma ben lontani dall’essere (o dal sembrare) dimessi.

Cosa che non è riuscita appieno ai reali belgi, belli e sorridenti, con la piccola Eléonore assai cresciuta, che hanno scelto un look molto sobrio, quasi impiegatizio. Non è che ci aspettassimo i maglioni con le renne, ma insomma…

Tinte neutre anche per Leonor e Sofía, ma tanto sono loro a splendere, e va bene così. La fotografia è stata scattata qualche mese fa in occasione del Premio Princesa de Asturias 2020; alle due fanciulle il compito di chiudere un anno particolarmente problematico in Spagna, che ha visto la tragedia della pandemia accompagnata dalla farsa dell’esilio volontario di Juan Carlos.

In ottimo spirito e in ottima forma Re Harald di Norvegia: si lascia alle spalle un anno piuttosto pesante per la salute, che ha impensierito non poco. Bella sempre la sua famiglia, la cui unità e solidità traspare anche dalle fotografie. E almeno Mette-Merit si è vestita di rosso!

Buone notizie anche per la salute di Christian di Danimarca che sembra non aver subito conseguenze dalla positività al covid che gli era stata riscontrata qualche settimana fa (Breaking News!).

Poi oggi è arrivata anche lei, la Christmas card dei Duchi di Sussex. Che a rigor di logica neanche era necessaria, avendo loro lasciato il Regno Unito e gli impegni da membri della Royal Family. Ma a onor del vero è cosa che fanno tutti (la Christmas card, non lasciare la Royal Family) perché proprio loro no? Invece di qualcosa di più scontato, Harry&Meghan hanno scelto di rielaborare in chiave vagamente disneyana una fotografia scattata da Doria Ragland, madre della duchessa. Purtroppo così non possiamo bearci della visione del faccino di Archie (Lady Violet pensa sia proprio questa la ragione, ma è Natale, dobbiamo essere più buoni); scopriamo però che a 19 mesi sembra già molto alto, e ha sicuramente preso la zazzera rossa da papà.

Che vi devo dire, motivazione a parte la trovo veramente, ma veramente brutta. E neanche particolarmente “furba” visto che già è scattata la (sciocca) polemica sul costo di quel cottage a misura di bambino, e sull’albero di Natale nel vaso (è stato chiarito che è un albero vero, e verrà ripiantato dopo le feste). Questa immagine però me ne ha riportato un’altra alla memoria, da cui l’avevo prontamente cancellata: il nuovo ritratto dei Granduchi Henri e Maria Teresa.

È stato realizzato dall’artista Jacques Schneider, che ha specificato trattarsi di un’opera costruita sull’evocazione di simboli e valori cari ai sovrani lussemburghesi. Pensare che una volta i regnanti venivano ritratti da Tiziano o da Velázquez, che banalità!

Miei cari lettori, direi che avremo da chiacchierare ancora a lungo sul sofà di Lady Violet. Nell’attesa, buon Natale da noi.

mde

Le foto del giorno – Tempo d’Avvento

Oggi è la prima domenica d’Avvento, il tempo dell’attesa e della speranza, quest’anno più importante e preziosa che mai.

Da Stoccolma arrivano gli auguri della Principessa Ereditaria Victoria e della sua famiglia; col marito Daniel che accende la prima delle quattro candele, tutti nel bel salotto decorato dalle ghirlande realizzate dai piccoli di casa, fotografati dalla madre.

Estelle, che un giorno sarà regina, è sempre stata una bambina simpatica e aperta. A febbraio compirà nove anni, è sempre più graziosa, e mi sembra prenda molto seriamente il ruolo di sorella maggiore di Oscar, quattro anni e mezzo. Il piccolo di casa sta crescendo rapidamente, è sempre più sicuro di sé e sembra aver dimenticato le espressioni imbronciate per cui era diventato famoso (e che erano comunque deliziose). Victoria ha combattuto per imporre la scelta dell’uomo che amava, e ha fatto bene; la sua famiglia sembra molto unita e piena di armonia e i figli assai equilibrati, cosa non scontata quando fin da piccolissimi si trovano ad avere anche un ruolo pubblico.

Intanto il covid 19 è arrivato alla Corte svedese: il 20 novembre i sovrani con i figli e i rispettivi consorti, dovendo partecipare a un funerale privato, si sono sottoposti al test risultando negativi. Qualche giorno dopo però il Principe Carl Philip e sua moglie Sofia hanno accusato alcuni sintomi compatibili col virus. Un nuovo test ha rivelato la loro positività, confermando la negatività per gli altri. Ora Carl Philip e Sofia sono in quarantena con i figli, hanno sintomi leggeri ma condizioni generali buone, e speriamo che tutto si risolva felicemente.

In Spagna è risultato negativo anche El Rey Felipe VI, sottoposto al test dopo essere venuto in contatto con un positivo; il sovrano è comunque in quarantena preventiva.

Qui il video con Victoria e la sua famiglia. https://youtu.be/Fx3-wN3jp2U

Che questo mese di attesa ci porti serenità e magari un po’ di tolleranza, Lady Violet vi augura un Avvento di pace e salute, e va ad accendere la prima delle quattro candele

Royal chic shock e boh

Regno Unito

Inizia col botto la settimana grazie alla Duchessa di Cambridge, che in qualità di patronessa del Natural History Museum ha premiato il vincitore del Wildlife Photographer of the Year. Premiazione virtuale, per cui le immagini della duchessa sono poche e neppure a figura intera, ma quello che si vede a me piace assai. Reso celebre da Marlene Dietrich, codificato da Yves Saint Laurent, lo smoking ormai è da decenni un classico nell’armadio delle signore. Quello indossato da Catherine viene dalla sua maison preferita, Alexander McQueen: splendido il taglio e ottima l’idea di sdrammatizzarlo con tshirt, cintura e un paio di orecchini di bigiotteria (Accessorize). Chic.

Catherine recupera il mood bon chic bon genre per la visita a Tommy, centro che si occupa di fecondazione e gravidanze a rischio. L’abito di Emilia Wickstead è veramente rappresentativo del suo stile, e infatti non solo l’ha già indossato, ma ce l’ha anche in lilla e verde oliva. Molto bello il punto di blu e scelta azzeccata, vista la necessità di indossare un camice; perfetto e very British l’abbinamento con la mascherina in tessuto Liberty, anche se in un ambiente sanitario forse sarebbe stata più indicata la quella chirurgica. Comunque chic.

Paesi Bassi

Settimana complicata per i sovrani olandesi, che appena atterrati nel sud della Grecia per un breve periodo di vacanza nella loro villa sulla costa del Peloponneso sono dovuti rientrare in patria in fretta e furia, subissati dalle critiche dei cittadini che si sono sentiti abbandonati nel momento dell’emergenza. La curva dei contagi covid nei Paesi Bassi si è impennata bruscamente nelle ultime settimane, ed essendo ora necessario un uso più rigoroso della mascherina i sovrani se la sono fatta ad hoc, in royal blue con corona ricamata.

La indossavano così martedì a un meeting con SchuldenlabNL, dove Máxima ha riciclato un bell’abito Bottega Veneta di qualche anno fa. Colore – un raffinato mauve – che non la valorizza, fitting pessimo, capelli più spettinati dal solito, insomma poteva fare meglio.

Inoltre il modello originale, come potete vedere, è più lungo e a mio avviso accorciarlo ne ha rovinata la linea. Era proprio necessario? Boh.

Sola, senza l’augusto consorte, la regina ha visitato l’Enik Recovery College, che si occupa di salute mentale a Utrecht. Abito rosso pomodoro firmato Natan, di una taglia in meno del necessario, collant semiopaco – torna l’autunno, torna l’incubo delle calze – giacchino nero come scarpe e clutch. Una mise che farebbe storcere il naso pure al più accanito milanista (e sui capelli non mi pronuncio più). Shock.

Monaco

Mascherina royal – in questo caso c’è lo scudo bianco/rosso dello stemma principesco – per Caroline de Monaco impegnata martedì sera con la figlia Charlotte nella consegna dei Premi della Fondation Prince Pierre. Mi piace il suo abito? Non mi fa impazzire, tra il tipo di ricamo la lunghezza e le maniche corte starebbe francamente male a chiunque. Ma lei, ora che si è liberata dai vincoli della bellezza e della moda, ha sublimato la figura esile in chic assoluto. Cosa penso di Charlotte? Sempre bella, sempre un po’ imbronciata, spesso in style boho parisienne che a me non dispiace, ma magari avrei scelto altro per un’occasione del genere. Boh.

Spagna

Settimana intensissima per i Borbone, dopo il Día de la Hispanidad, lunedì 12, si sono trasferiti a Oviedo per il premio Princesa de Asturias. Per la serata clou Letizia ha riciclato un abito dello spagnolo Atelier Delpozo, talmente scenografico da eclissare chiunque. Molto più moderno delle mise delle due figlie; Leonor vestita da madre della sposa, Sofía da bambola LENCI. Strepitosa la Reina Emérita, con uno dei suoi amati tailleur in una fantasia tra il pied-de-coq e il campuflage. Chic+chic le due Regine, le ragazze le giudicheremo quando saranno più grandi.

Per il ricevimento che ha preceduto la giornata del Premio la Reina ha riciclato di nuovo, questa volta un abito Carolina Herrera che vi era piaciuto tanto la prima volta che lo indossò, per l’inaugurazione della mostra Sorolla, Spanish master of light alla National Gallery (La foto del giorno – 14 marzo). Chic, poche storie. Molto graziose le due ragazze, e pure patriottiche, con abiti di brand spagnoli: fiorellini delicati per Leonor (Poète), rosso giovane e allegro per Sofía (Mango). Giustamente orgoglioso delle sue donne Felipe (che è chic a prescindere, ma questa è un’altra storia).

Le foto del giorno – El Día de la Hispanidad

Festa nazionale oggi in Spagna, in tono minore e nel totale rispetto delle norme anti covid: una cerimonia semplice nel cortile di Palazzo Reale, mascherine e distanziamento. Non c’è stata la tradizionale parata, ma c’è stato il volo della Patrulla Águila, la pattuglia acrobatica spagnola.

In compenso le due figlie dei sovrani ci hanno riservato una sorpresa: per la prima volta in una occasione ufficiale sono apparse vestite – e pettinate – in maniera totalmente diversa .

Gonnellone color polvere e uno spumoso pulloverino bianco con maniche al gomito (& Other Stories) per la Princesa de Asturias; pantaloni blu (Stradivarius) e blusa bianca fermata da una lunga fusciacca (Zara) per l’Infanta. Scarpette sbrilluccicose con un filo di tacco per Leonor, ballerine di camoscio blu per la più alta Sofía; capelli in un romantico semiraccolto per la futura regina, un più moderno liscio perla sorella. L’una, più rétro, mi ha ricordato nonna Sofía; l’altra, più contemporanea, mamma Letizia.

La Reina oggi ha riciclato una delle mise di Felipe Varela più chic di sempre: abito di velluto e scarpe bordeaux, pardessous e clutch rosso brillante; cinque anni fa era vestita proprio così il giorno in cui la primogenita ricevette dalle mani del commosso padre la massima onorificenza del Paese, il Toson d’Oro, che oggi portava appuntato sulla spalla sinistra.

Queste due deliziose ragazze stanno crescendo – Leonor compirà 15 anni a fine mese – e sarà un piacere vederle sperimentare tra stili e modelli; alla fine anche la controllata e controllante Letizia cederà (forse).

A Royal Calendar – 15 settembre

È, il 15 settembre, giorno ad alto tasso di compleanni royal.

La Reina

Compie 48 anni Letizia, Regina Consorte di Spagna festeggiata con la solita sobrietà (leggi: per nulla); vedremo se tra due anni quando raggiungerà il mezzo secolo ci sarà almeno una foto ufficiale. Nonostante la figlia maggiore Leonor sia a casa in quarantena a causa della positività al covid riscontrata in una compagna di classe, la coppia sovrana porta avanti i propri impegni senza difficoltà, e ieri Letizia ha inaugurato l’anno scolastico in un istituto in Navarra.

Il Principe Consorte

Di un anno più giovane Daniel Westling, che festeggia i 47. Al contrario della Reina e in accordo all’uso la famiglia reale svedese ha diffuso un ritratto inedito del marito della Principessa Ereditaria Victoria. La fotografia è stata realizzata nel padiglione Gustav III nel parco Haga, durante la sessione per il decimo anniversario di matrimonio, nel giugno scorso (Glad Midsommar!) e bisogna ammettere che negli anni questo Clark Kent impeccabile ma un po’ rigido si è rivelato un ottimo marito e padre, e un ottimo acquisto per i Bernadotte.

Il Principe Riluttante

Mi perdonerete la citazione ispirata dal suo bisnonno, chiamato The Reluctant King, ma naturalmente oggi l’attenzione dei royal watchers è concentrata sull’asse Londra-Los Angeles per il primo compleanno di Harry lontano dalla Royal Family.

Com’è ormai tradizione gli account dei Windsor hanno pubblicato immagini col solo festeggiato, magari in compagnia del festeggiante: Harry con la nonna di spalle; Harry col padre.

I Cambridge ne hanno scelta una in cui Harry batte in una corsa fratello e cognata; non ho dubbi che l’intento fosse metterlo in risalto, ma l’assenza di moglie e figlio – ripeto, una scelta fatta per tutti i membri della famiglia – ha innescato una serie di commenti da entrambe le fazioni molto sgradevoli quando non addirittura violenti. Il che ormai è diventato un problema non più eludibile.

Il Re di maggio

Il 15 settembre 1904 nasce a Racconigi Umberto Nicola Tommaso Giovanni Maria di Savoia, terzogenito e unico figlio maschio di Re Vittorio Emanuele III e della Regina Elena. Lady Violet confessa di non essere appassionata di Casa Savoia e di conoscerla poco, ma il matrimonio tra Umberto e Maria José rimane comunque indimenticabile. I due erano stati promessi fin da bambini, tanto che Maria José venne mandata a studiare a Firenze nell’elegante collegio Poggio Imperiale. La loro unione nasce sotto una stella un po’ zoppicante: il giorno del fidanzamento, il 24 ottobre 1929 a Bruxelles il principe scampa a un attentato che viene taciuto alla fidanzata, la quale davanti ai complimenti che lui riceve per il suo coraggio teme si stia parlando di lei. La celebrazione l’otto gennaio (che è anche il compleanno della Regina Elena) del 1930 nella Cappella Paolina del Quirinale, con la povera fanciulla costretta a vivere l’incubo di ogni sposa: l’abito di velluto panna, realizzato dalla milanese maison Venturi su disegno dallo sposo, è stretto. O meglio, sono le maniche ad essere strette, ma non c’è tempo di intervenire. Trova la soluzione una giovanissima dipendente della maison, Fernanda Gattinoni. Che taglia via le maniche, le sostituisce con lunghi guanti di raso, salva la situazione e lancia una nuova moda.

In conclusione, una singolare coincidenza: se Umberto II era nato il 15 settembre, come Harry, Maria José venne alla luce il 4 agosto. Come Meghan. The best is yet to come.

Le foto del giorno – Back to school

Nella gran parte dei Paesi europei settembre segna l’inizio di un nuovo anno scolastico. Francamente non saprei dire come siano messi gli altri nella convivenza col covid, se hanno optato per i banchi singoli con o senza rotelle, ma ho l’impressione che ognuno abbia, come dire, le proprie estrosità.

Ad esempio la dodicenne Eléonore, figlia minore dei sovrani belgi, il 1 del mese ha iniziato la scuola secondaria ma ha dovuto cambiare istituto, non soddisfacendo i requisiti per restare in quello dove ha frequentato le primarie. La scuola dà infatti la precedenza agli studenti che abbiano fratelli maggiori già immatricolati (Gabriel è altrove e Emanuel ne frequenta una specializzata nell’insegnamento ai dislessici), e a quelli che risiedono più vicino, per cui i 6 chilometri dalla residenza reale evidentemente erano troppi. Nessun favoritismo per lei (jamais!) che è finita in un istituto a 20 chilometri da casa.

Appunto. Però le è toccata una entrée in grande stile accompagnata da entrambi i genitori, con la madre Mathilde decisamente overdressed per l’occasione; avrà avuto un impegno subito dopo e zero tempo per cambiarsi?

Due giorni dopo la sorella maggiore Elisabeth, che un giorno sarà regina, ha iniziato l’addestramento alla École Royale Militaire di Bruelles, Naturalmente è andata da sola, mischiandosi agli altri 169 cadetti.

Oggi è stato il turno di Leonor, Princesa de Asturias e futura Reina de España. In ossequio alle nuove regole accompagnata da un solo genitore – nel suo caso il padre – e in aggiunta scortata dalla sorella Sofía, che non doveva rientrare oggi ma sia mai che le due bionde fanciulle facciano qualcosa di diverso.

Per l’erede al trono controllo della temperatura, mascherina, zaino enorme e uniforme francescana con quei brutti calzettoni a metà polpaccio, alquanto tristi per una jeune fille en fleur alle soglie dei 15 anni.

Anche loro sono sempre insieme, ma nel loro caso è comprensibile dato che sono gemelli. Oggi primo giorno di scuola anche per Jacques e Gabriella Grimaldi, sei anni a dicembre. Deliziosi, soprattutto lei col tocco vezzoso e un po’ vintage della cartella a fiorellini indossata sulle spalle, come Lady Violet ai suoi tempi.

Adiós al Rey

Alla fine è accaduto davvero ciò che pur probabile sembrava impossibile: con una lettera il Re Emerito Juan Carlos ha annunciato a suo figlio, il Re Felipe VI, che lascerà la Spagna e trascorrerà i suoi ultimi anni all’estero. In esilio, perché in fondo questo è.

La decisione mette fine alle speculazioni degli ultimi mesi, dopo che la Fiscalía del Tribunal Supremo ha annunciato un’indagine contro l’ex sovrano per una vicenda che gira attorno a una somma di 80 milioni di euro, frutto di una tangente per l’aggiudicazione di un importante appalto, che secondo Corinna Larsen era stata divisa tra vari soggetti tra cui il Re. Gioverà ricordare che nel 2011, anno cui risale il fattaccio, Juan Carlos era ancora sul trono, e gioverà ricordare anche che alla signora, coniugata (e divorziata) Sayn-Wittgenstein-Sayn è stata spesso attribuita un’affettuosa amicizia con il sovrano. I due erano insieme durante il famoso safari in Botswana che costò a Juan Carlos una frattura all’anca con conseguente intervento, una figuraccia planetaria, e in definitiva la rinuncia al trono. La signora – che usa ancora senza autorizzazione il titolo del marito, abitudine piuttosto démodée ma ancora assai diffusa anche da noi, addirittura nell’aula del Senato – deve avere tante e tali doti da essere stata arruolata come consigliera personale e consulente d’immagine da SAS la Princesse Charlène. Il che spiegherebbe alcune cose, ma questa è decisamente un’altra storia.

Quanto ai Borbone Spagna, sarà davvero la Storia (con la S maiuscola) a dare il giudizio definitivo su un sovrano tanto carismatico e ammirato all’inizio del suo regno, quanto controverso e contestato alla fine. Da ciò che sappiamo al momento, Juan Carlos dovrebbe mantenere il titolo di Rey Emerito, ma la meta del suo ritiro non è stata ancora resa nota; si parla del Portogallo dove passò i primi anni di vita e anche dell’Italia, sua terra natale. Così come non è chiaro se lo accompagnerà la moglie Sofía, donna che è riuscita a mantenere la sua regale serenità e la sua signorilità nonostante tutti i – tanti – rospi ingoiati in famiglia.

Le foto del giorno – A Santiago de Compostela

Oggi è il 25 luglio, il giorgio di San Giacomo Maggiore. Apostolo con il fratello Giovanni, fu decapitato per ordine di Erode Agrippa I nell’anno 42; secondo la tradizione la sua salma fu trafugata e trasportata fin sulle coste della Galizia. Il sepolcro con i suoi resti sarebbe stato scoperto nell’anno 830 in seguito all’apparizione di una stella, per cui il luogo fu chiamato campus stellae “campo della stella”, da cui deriva il nome attuale, Santiago de Compostela.

Per celebrare uno dei patroni di Spagna oggi anche Los Reyes hanno raggiunto il santuario; visita inusuale, dato che i sovrani sono solitamente presenti solo nell’anno santo giacobeo (cioè quello in cui il 25 luglio cade di domenica). Ripetendo il gesto del 2014 Felipe VI accompagnato da Letizia, ha presentato al Santo la ofrenda nacional; entrambe occasioni straordinarie: se allora El Rey era appena asceso al trono, oggi la ragione è la pandemia da covid-19, e il tour che i sovrani stanno compiendo in tutte le regioni del Paese per manifestare apprezzamento e vicinanza ai cittadini. Naturalmente celebrazioni ridotte al minimo, massima sobrietà e mascherine d’ordinanza; ma l’anno prossimo ci rifaremo: il 2021 sarà il primo anno santo giacobeo del regno di Felipe.

Quanto alla mise della Reina, ne parleremo domani; torna la rubrica domenicale Royal chic shock e boh, mica vorrete mancare?

P.S. per le lettrici e i lettori di Pistoia, evviva San Iacopo e il suo mantello rosso!

Le foto del giorno – A proposito di working royals

Bisogna dire le cose come stanno: in questo periodo di crisi, che ha colpito con particolare violenze il loro Paese, il comportamento dei sovrani spagnoli è stato esemplare.

Elegantemente semplici, rigorosamente armati delle indispensabili mascherine – del tipo chirurgico, modello base senza fronzoli – da quando è stato loro consentito Felipe e Letizia, quasi sempre insieme, hanno preso ad attraversare la Spagna in lungo e in largo per rendersi conto di persona delle condizioni dei concittadini e delle difficoltà della ripartenza. Che si tratti della formale riapertura della frontiera col Portogallo, o di prepararsi alla vendemmia, hanno ripreso a pieno ritmo a fare il loro lavoro, e lo fanno bene.

Ieri poi a Los Reyes si sono aggiunte le due figlie, l’erede Leonor e l’Infanta Sofía, e tutti e quattro hanno assistito alla cerimonia di suffragio per le vittime della pandemia nella Cattedrale di Madrid, La Almudena.

Impeccabilmente vestite a lutto la Reina e le sue figlie, in equilibrio perfetto tra serietà e sobrietà senza scivoloni e senza strafare. Brave, devo dire una bella lezione di stile regale. La Reina non sarà Miss Simpatia Ibiza ma quando s’impegna – e s’impegna spesso, a volte pure troppo – incarna davvero il vecchio adagio “la pratica rende perfetti”.