Le foto del giorno – L’addio

L’emozione è stata forte, e dura ancora. Lasciamo dunque sedimentare impressioni e sensazioni; questa sera vi propongo una piccola rassegna delle immagini che mi hanno colpita di più.

Sola. Per le norme anticovid, certo. Ma anche perché cosa ha diviso con quell’uomo per 73 anni lo sa solo lei. E avrà pensato a quel giovanotto bello come un dio geco che ottantadue anni fa le rubò il cuore per sempre. E che quel “per sempre” durerà ancora, prima in un altro modo e poi in un altro tempo e in un altro luogo.

La ghirlanda di fiori bianchi posata sul feretro insieme allo stendardo personale del principe, il suo berretto da ufficiale di marina e la spada, dono del suocero George VI il giorno del matrimonio con Elizabeth. I fiori sono stati scelti personalmente da Sua Maestà: i gigli simbolo di rinascita, le rose che indicano rispetto e ricordo, oltre ad essere i fiori di giugno, mese di nascita di Philip, I gelsomini per la purezza, i piselli odorosi simbolo di partenza e di ringraziamento, i wax flowers che evocano l’amore senza fine, le fresie profumate.

I soldati a capo chino, un gesto di rispetto verso il vecchio commilitone. Non mi sembra di averne mai visti da noi, e invece mi sembra molto bello e anche scenografico, ma i Britannici, si sa, in questo sono maestri.

Il corteo. Charles stravolto, Anne pietrificata, Edward commosso, Andrew imperscrutabile. È uno dei momenti più emotivi: chiunque abbia seguito il feretro dei propri genitori – o delle persone amate – si è identificato con loro. E chi aveva conosciuto la Royal Family come composta da persone dal self control innaturale e, diciamolo, a volte quasi fastidioso, si è reso conto di quale cambiamento sia avvenuto tra i Windsor. Sarà stata Diana, sarà stato il comprendere che i cittadini avrebbero gradito una maggiore empatia, ma il cambiamento è avvenuto, e non si torna indietro.

William e Harry. Era ciò che tutti speravano, ed è accaduto: i due fratelli, separati nel corteo dal povero Peter Phillips (mi ha fatto venire in mente Aznavour che cantava e io fra di voi) si sono avvicinati, si sono parlati, e ci auguriamo che abbiano iniziato a superare le recenti brutte incomprensioni.

Il momento clou. Verso la fine della cerimonia, è salito sull’altare il Garter Principal King of Arms – in pratica il responsabile del collegio araldico – che ha declamato i titoli dello scomparso; subito dopo è stato inquadrato il Pipe Major of the Royal Regiment of Scotland che ha suonato la sua cornamusa (intenerendo molti cuori, a partire di quello di Lady Violet, che viene da una terra di zampogne). In quel momento, davanti agli occhi della sola famiglia, il feretro è sceso nel sottostante Royal Vault, dove resterà in attesa di raggiungere il posto definitivo accanto a quello della Regina, nella King George VI Memorial Chapel.

L’immagine preferita di Lady Violet. A cinquant’anni l’attivissimo Duca di Edimburgo decise che era il caso di dedicarsi a uno sport meno pesante di quelli praticati fino ad allora, e si dedicò agli attacchi; il giorno del suo funerale non è mancato l’ultimo dei suoi mezzi, naturalmente ridisegnato da lui. Al suo posto il suo berretto, i guanti, il plaid e la scatola col tappo rosso piena di zuccherini per i due pony: Balmoral Nevis e Notlaw Storm. Quest’omaggio alla vita e alle passioni del principe appena scomparso mi ha riportato alla memoria il cane da caccia di Rainier III di Monaco – scomparso anche lui in aprile, sedici anni fa – che ne seguì il feretro. In fondo chi non vorrebbe essere accompagnato dalle creature e dalle cose amate?

Le foto del giorno – Christmas is coming

I protestanti Britannici non festeggiano l’Immacolata, né certo lo fanno Regina o la Royal Family, ma ieri sera anche a Windsor è andata inscena una cerimonia suggestiva seppur laica.

La Regina, che a causa della pandemia trascorrerà il periodo natalizio nella residenza avita del Berkshire col marito Philip (dove probabilmente la famiglia si alternerà nelle visite) ha accolto una piccola banda del Salvation Army che ha eseguito i canti di natale – questa sì una tradizione anglosassone – e colto l’occasione per ringraziare del prezioso lavoro un gruppo di rappresentanti del volontariato e di tutti quei lavoratori che assicurano le attività primarie, particolarmente importanti nei momenti d’emergenza.

Con lei i tre figli presentabili – Andrew è opportunamente rimasto a casa – le nuore Camilla e Sophie e i Duchi di Cambridge. Autentica regina del Natale di rosso vestita, la Ruby and Gold Flower Brooch appuntata sulla spalla, la sovrana è apparsa in splendida forma e di ottimo umore, e ha eclissato senza fatica le altre royal ladies, che spiccavano decisamente meno di lei.

Alla sua destra William e Catherine, reduci da un tour di tre giorni in giro per il Paese a bordo del treno reale (sarà per questo che hanno avuto l’onore di stare al posto che spetterebbe al Principe di Galles?): con la duchessa in un natalizio cappotto verde di Catherine Walker che ha già indossato, questa volta arricchito arricchito da un collo di pelliccia che spero falso, visto che Her Majesty dallo scorso anno non indossa più pelo animale.

A sinistra i Wales, con Camilla in viola: anche lei un riciclo, anche lei con un tocco di pelliccia ai polsi, anche per lei vale quanto appena osservato. La Duchessa di Cornovaglia – vittima di commenti irripetibili dopo l’uscita della quarta serie di The Crown – dimostra una volta ancora il suo carattere, il suo equilibrio, la sua serenità, tutte doti quanto mai utili in un matrimonio reale (e probabilmente anche in uno borghese).

Nel corso del rinfresco – che sembrerebbe non essere stato pantagruelico – tutti i Reali hanno indossato le loro mascherine per incontrare gli ospiti. Ciò non può che rallegrarci dato che, pur nel probabile rispetto delle norme vigenti nel Regno Unito, non sempre l’hanno fatto, dando un segnale secondo me non corretto, e ricevendo più di una critica. L’hanno scelta chirurgica, ffp2/3 o logata? Nessuna delle tre!

Inglesissimo tessuto Liberty per Sophie e Catherine.

Fantasie superchic per Charles e Camilla, modello più spartano per la Princess Royal, che raramente cede alle frivolezze della moda.

Il conto alla rovescia per Natale è partito!

Remembrance Sunday 2020

Lady Violet chiede venia, aveva capito che ogni cerimonia fosse stata sospesa nel Regno Unito in lockdown.

Invece oggi la Regina accompagnata da una parte significativa della Royal Family è comparsa al Cenotaph per celebrare solennemente Remembrance Sunday, nel rispetto del social distancing: presenti le massime autorità del Paese, assenti gli spettatori.

Adeguatamente distanziata dalla sua Lady in waiting, Her Majesty ha seguito la cerimonia dal balcone del Foreign Office su Whitehall. In total black come durante la visita all’Unknown Warrior (Le foto del giorno – Remembrance days) ma con alcune significative differenze. Per Sua Maestà una mise completamente diversa da quella: cappotto a doppio petto invece che a un petto solo, altro cappello, e soprattutto altre spille.

Quella di brillanti è la Dorset Brow Brooch, dono di nozze della nonna Queen Mary che l’aveva a sua volta ricevuta (dalla Contea del Dorset of course) andando sposa nel 1893 al futuro George V. Oltre a evocare grazie alla sua forma ogni legame – con gli antenati, il Paese. la famiglia – è un gioiello indossato spesso in occasioni importanti come il battesimo del figlio Charles e il funerale dello zio Duca di Windsor, e altrettanto spesso per fermare i rossi poppies indossati in questi giorni. Che oggi, per un’occasione ufficiale, sono cinque, mentre l’altro giorno uno solo. Il che avvalora l’ipotesi che ciascuno rappresenti un diverso Corpo militare: esercito, marina, aviazione, difesa territoriale e ausiliarie.

Distanziate sul balcone accanto le future regine Camilla (qualunque sarà il titolo che assumerà) e Catherine.

La Duchessa di Cornovaglia, che a luglio ha sostituito il suocero come Colonel-in-chief dei Rifles, porta il badge del reggimento a fermare il Remembrance poppy, appuntato sull’ampio rever del colletto decorato da una una dentelle. Francamente non mi fa impazzire, una mise un po’ troppo vecchio stile, bottoni gioiello compresi. Il cappello Philip Treacy, che è un riciclo del 2014, non è il modello che le dona di più, ma svecchia un po’ l’insieme. Thanks God ci sono certi collier di perle!

Quanto alla Duchessa di Cambridge: bellissima lei, allure perfetta e quasi regale, ma il cappotto no dai. Catherine fa spesso lo stesso errore (grave, per la mia generazione) che è quello di vestirsi in stile militare in occasioni incentrate sui militari veri. Non si fa! Così come non ci si veste da ammiraglio in crociera. Come non bastasse, in questo caso alla maison Catherine Walker hanno deciso di eccedere, e oltre al rigore della linea, le grandi tasche e il colletto coreano hanno aggiunto anche una coppia di spalline con frange ton-sur-ton. Dimenticando che da generalissimo a portiere d’hotel è un attimo (commento ispiratomi da una fedele lettrice). Il bellissimo cappellino di Philip Treacy fa quel può, ma in questo caso neanche lui può.

Poi certo fa sempre la sua figura, anche mascherata e accompagnata.

Affacciati all’ultimo dei tre balconi altri due consorti: l’Ammiraglio Tim Laurence, marito della Princess Royal, e la Contessa di Wessex. Sophie mi è sembrata in tono un po’ minore, con mantella a bottoni dorati e un cappello che sarebbe piaciuto alla Queen Mary cui sarebbe stato assai meglio. Almeno siamo felici di vederla essere uscita indenne dal periodo di quarantena, reso necessario dal contatto con un positivo.

Ovviamente assenti (per ragioni notoriamente diverse) il Principe Philip e il Duca di York, a deporre le corone di papaveri rossi sono stati gli alti tre figli della sovrana: il Principe di Galles, il Conte di Wessex e la Princess Royal, oltre che il nipote Duca di Cambridge. Il Times riporta che dalla California Harry, con una decennale carriera militare alle spalle, avrebbe chiesto a Buckingham Palace che venisse deposta anche una corona in suo nome, ricevendo un rifiuto che lo avrebbe addolorato molto. Il Duca di Sussex ha però partecipato con un breve messaggio a un podcast militare diffuso oggi in onore della giornata. Misera consolazione.

Come da tradizione, altre corone sono state deposte dai protagonisti della politica, in testa il Prime Minister Boris Johnson e il leader dell’opposizione Sir Keir Starmer. BoJo, accompagnato dalla solitamente fidanzata Carrie Symonds – délabrée quanto lui, quando si dice trovarsi – è sembrato di ottimo umore.

Lady Violet pensa d’altro canto sia uno di quelli che ridono ai funerali.

Le foto del giorno – Anne at 70

Il 15 agosto in Italia è una giornata di festa, che riunisce quella romana detta Feriae Augusti – il riposo di Augusto, istituita nel 18 d.C. dall’imperatore che diede il suo nome al mese – e quella cristiana dell’Assunzione di Maria in cielo. È il culmine dell’estate, che da questo momento accelera la sua corsa dell’autunno, e come tale è diventata la festa dello sbraco magno, per cui Lady Violet non si aspetta che in questa giornata vi ricordiate di fare una sosta sul suo sofà, ma oggi non può esimersi dal ricordarvi che in terra albionica, abitualmente estranea al culto del ferragosto, oggi si celebra un importante compleanno: i settant’anni della Princess Royal, Anne. Ecco dunque le fotografie ufficiali della festeggiata, scattate nella sua residenza da John Swannell, nel febbraio scorso.

Si parte con Anne sorridente in abito da sera bianco – tre fili di perle al collo e orecchini en pendant, chiaramente ispirati allo stile materno – seduta su una poltroncina dorata, in stridente contrasto col pavimento di pietra e il tavolo fratino sullo sfondo. Bene, ora andate a riportare la poltroncina dove l’avete presa.

Verde bosco per il primo piano, illuminato da una delle spille più amate dalla principessa: un nastro in oro giallo con piccoli brillanti (secondo qualcuno in verità più simile a un serpente), vista per la prima volta appuntata sulla sua spalla nel febbraio 1969, durante la visita di Frank Borman, comandante dell’Apollo 8, a Buckingham Palace.

Il bosco c’è davvero come sfondo a un’immagine meno formale – e tutto sommato più aderente al personaggio – in campagna con pantaloni e una camicia a scacchi, piuttosto rischiosa per chiunque non abbia la struttura esile di questa sportivissima e dinamica signora.

In questi giorni la Royal Family ha diffuso moltissime fotografie della Princess Royal, ad ogni età e in ogni occasione. Questa, con Anne abbracciata al protettivo big brother Charles, è la preferita di Lady Violet, che vi rassicura: sta scrivendo un post tutto dedicato alla Princess Royal, a breve sul sofà.

Here comes the bride!

Parliamo finalmente del nostro argomento preferito: la mise della sposa.

La tiara è la Queen Mary’s Fringe, che la nonna della Regina si fece realizzare nel 1919 dal gioielliere Garrard by E. Wolff&Co. usando dei diamanti provenienti da un altra diadema/collier, dono ricevuto da Queen Victoria per le nozze e indossato quel giorno, il 6 luglio 1893.

Il modello a raggiera, detto fringe cioè “a frange” divenne molto popolare nella seconda metà dell’Ottocento, quando la Russia, la sua cultura e il suo stile esotico divennero di gran moda. Il fringe deriva infatti dal kokoshnik, tipico copricapo femminile russo, e divenne popolarissimo presso le corti di tutta Europa, talmente apprezzato che spesso in famiglia se trova più di un esemplare. Questa tiara infatti è spesso confusa con quella appartenuta alla Regina Consorte Adelaide e indossata anche da Queen Victoria, che ora viene utilizzata esclusivamente come collana. Ma Sua Maestà ne ha ancora un’altra, di linea più compatta e priva delle punte che separano gli elementi, appartenuta alla bisnonna regina Alexandra, sorella della zarina Maria Feodorovna.

Una delle ragioni della grande popolarità del modello sta anche della facilità con cui può passare dalla versione tiara a quella collier; poi certo bisogna maneggiare con cura, perché accadde proprio all’allora Princess Elizabeth di andare all’altare con la struttura della tiara spaccata a metà e risaldata in tutta fretta. Anche la royal bride dell’anno scorso, Lady Gabriella Windsor, ha fermato il suo velo con una fringe, la Kent City of London, dono di nozze alla nonna Marina (anche lei all’altare con una fringe, prestito della madre russa), così come Tatiana Santo Domingo per il matrimonio religioso con Andrea Casiraghi a Gstaad, nel 2014. Anche in quel caso matrimonio in forma privata, sposa in fringe.

Prima di Beatrice e dopo Her Majesty solo un’altra royal bride è andata all’altare con la Queen Mary’s Fringe tiara: la Princess Royal, Anne, il 14 novembre 1973, quando sposò Mark Phillips.

L’abito era forse l’elemento più atteso, ed è stato sicuramente il vero coup de théâtre. Smontando ogni speculazione, smentendo ogni previsione, Beatrice ha sposato Edoardo con un vestito appartenuto alla nonna.

Opera di Norman Hartnell, che oltre ad aver creato il White Wardrobe per la Queen Mother quando era Queen Consort, oltre all’abito dell’incoronazione per Her Majesty, realizzò anche gli abiti da sposa per entrambe le figlie di George VI, Elizabeth nel 1947 e Margaret nel 1960. Proprio agli anni ’60 risale quello indossato da Beatrice, in Peau De Soie avorio con scollatura quadrata sottolineata da una fascia di cristalli. Il busto e i fianchi sono delineati da altri cristalli disposti in lunghe file che terminano con un elemento a forma di diamante, da cui si aprono le pieghe della gonna.

La Regina ha indossato l’abito per la State Opening of the Parliament nel 1966 (o 1967) dopo averlo sfoggiato alla prima di Lawrence d’Arabia, il 10 dicembre 1962.

Sembra però che questa mise abbia debuttato in Italia, il 4 maggio 1961 durante la visita di stato; un omaggio all’origine dello sposo? Mi piace pensare di sì.

Mi è tornato in mente di aver visto l’abito dal vivo esposto a Buckingham Palace. Non nella celebre mostra Fashioning a Reign del 2016 che celebrava i 90 anni della sovrana, ma nella Dress for the occasion, allestita nel 2006 per i reali 80. Vestito bello, non bellissimo, nello stile dell’ultimo Hartnell, alla ricerca di un equilibrio tra la pomposità regale e le linee pulite degli anni ’60.

L’abito originale è stato rimodellato per Beatrice: aggiunte delle piccole maniche d’organza, tolte le sottogonne e aggiunta all’orlo una fascia orizzontale.

E qui cascò l’asino, perché il restyling è opera dei fidati stilisti di Sua Maestà, Angela Kelly e Stuart Parvin, e quest’ultimo è il creatore dell’abito da sposa di Zara Phillips, che presentava lo stesso incomprensibile orlo. Ma è una fissazione!

Cosa pensa Lady Violet del vestito? Punto primo: le maniche. Erano necessarie, perché nessuna sposa reale, soprattutto se principessa di sangue, si presenterebbe in chiesa sbracciata; non si fa e basta, Enzo Miccio se ne faccia una ragione. Solo che il modello nasce con due bretelle cui è difficile agganciare alcunché. La scelta dell’organza mi sembra assolutamente corretta vista la pesantezza del tessuto del vestito, ma francamente avrei preferito una manica più aderente e magari lunga fino a sfiorare il gomito, che tutto sommato avrebbe evocato la verticalità della decorazione.

Della fascia (non è una balza, che è pieghettata o arricciata) abbiamo già detto, escludo che sia servita ad allungare l’abito dato che Beatrice è poco più alta della nonna – se ci fate caso, la decorazione arriva grosso modo alla stessa altezza del fianco per entrambe – oltre al fatto che togliendo le sottogonne l’abito diventa ovviamente più lungo (e dato che neanche lo sposo è altissimo tendo a escludere che Beatrice abbia usato tacchi vertiginosi). In sintesi: se l’abito fosse stato creato proprio per questo matrimonio non l’avrei apprezzato, anche perché una decorazione di cristalli così importante per un matrimonio in campagna, per di più di mattina (e in piena estate) non è la scelta più adatta. Ma ciò che rende le nozze di Beatrice uniche e speciali è questo mix straordinario e inedito di regalità contrapposta a una familiare intimità, per cui alla fine mi piace tutto: sia l’abito riciclato (che è pure una scelta assai ecologica!), sia la tiara portata sui capelli selvaggiamente sciolti, sia il delicato bouquet di fiori – composto da rose color porcellana e rosa antico, come i fiori di pisello odoroso, gelsomino e il rametto di mirto tradizione di tutte le royal brides inglesi – tenuto insieme dal più rustico dei materiali, la juta.

Questo matrimonio è davvero one of a kind: nulla ha in comune con gli altri royal wedding – né di serie A né di serie B – e neanche con i classici country wedding tipicamente inglesi, che tanto amiamo quando li leggiamo nei libri di Jane Austen o li vediamo al cinema (in film spesso tratti dai libri di Jane Austen).

È il primo royal wedding eclettico a memoria d’uomo. Anzi, di Lady.

Se volete saperne di più su Norman Hartnell leggete questo post A Royal Calendar – 12 giugno 1901

(Ph. Benjamin Wheeler)

Sarah, sposa di luglio

Il 14 luglio 1994, mentre in Francia si celebrano 205 anni dalla presa della Bastiglia con la conseguente fine della monarchia, quella britannica – bene in sella nonostante le turbolenze degli ormai separati Principi di Galles – si riunisce per una giornata di festa: le nozze tra Lady Sarah Armstrong-Jones e Daniel Chatto.

È un matrimonio sotto il segno dell’understatement, nonostante la sposa alla nascita fosse settima nella linea di successione; sua madre è Margaret, sorella minore della sovrana, suo padre Tony Armstrong-Jones, primo Conte di Snowdon. Sarah ha trent’anni, Daniel trentasette; si sono conosciuti una decina d’anni prima in India; lui aveva un piccolo ruolo nel film Calore e polvere di James Ivory, lei in viaggio nel suo anno sabbatico sembra abbia dato una mano al reparto costumi. Una coppia unita dall’amore e dall’arte: lei è un’apprezzata pittrice, lui ha smesso di recitare ed è a sua volta un artista. Forse per questo scelgono di sposarsi a St Stephen Walbrook, nella City. Una chiesa che ha poco a che fare con la Royal Family ma parecchio con la storia dell’architettura inglese: è una di quelle progettate da Sir Christopher Wren, colui che a cominciare da St Paul’s Cathedral ripopolò di edifici monumentali la Londra distrutta dal grande incendio del 1666. 

Anche l’abito della sposa rimanda a un artista: è infatti ispirato a un’opera di Hans Holbein, pittore tedesco attivo alla corte di Henry VIII. Quale opera esattamente non è chiaro, ma in uno schizzo della collezione reale la regina Jane Seymour, terza moglie di Henry indossa un modello simile. Quello di Sarah è una creazione di Jasper Conran in georgette di seta bianca con un corpetto in tessuto goffrato che delinea la scollatura quadrata e finisce con una punta; da qui parte la gonna ampia e morbida, cui la leggerezza del tessuto dona un aspetto etereo. Ho avuto occasione di vedere l’abito dal vivo in una mostra al Victoria&Albert Museum e l’ho trovato splendido nella sua semplicità, senza dubbio uno dei miei preferiti.

Altro elemento notevole, le damigelle. Quelle di Sarah sono tre: Frances, nata del secondo matrimonio del padre, Zara Phillips, figlia di sua cugina la Princess Royal, e un’amica. Conran le veste praticamente come la sposa; naturalmente non hanno il velo, ma tra i capelli gli stessi fiori freschi dei loro bouquet nelle tonalità dal rosa al fucsia in contrasto col total white della sposa.

Senza esagerare le definirei botticelliane.

Sarah invece ha il capo coperto da un leggero velo di seta, fermato da un gioiello particolare.

Per lei nessuna delle tiare di famiglia, ma un diadema creato apposta per l’occasione unendo tre antiche spille, tre fiori di diamanti, dono del padre alla madre. Il tono floreale dell’acconciatura è sottolineato dalla presenza di un piccolo tralcio verde intrecciato con i capelli. Alle orecchie della sposa due grandi perle rette da una V rovesciata di diamanti. Si tratta di un prestito materno, e si pensa siano arrivati a Margaret dalla straordinaria eredità che Mrs Greville lasciò alla Queen Mother (all’epoca Queen Consort). Sarah è entrata in possesso degli orecchini alla morte della madre e li ha tenuti, mente molti altri pezzi importanti sono stati venduti per pagare le tasse di successione. Lei continua ad indossarli ad ogni evento importante della royal family, per cui li vedremo ancora spesso. Non ha invece mai più indossato l’intera tiara, ma ha portato la spilla più grande in alcune occasioni speciali, tra cui il funerale della madre.

Ora diciamo la verità, nonostante l’understatement gli sposi hanno rischiato seriamente di essere eclissati dalla presenza di alcuni ospiti. E non parliamo della zia Regina, gagliardissima in rosa corallo, né della nonna Queen Mom, in un total color cream di inusitata eleganza, né tanto meno della cugina Anne, anche lei in crema e con uno dei cappellini migliori di sempre.

Né naturalmente parliamo della madre della sposa in azzurro ghiaccio, con un cappello un po’ penalizzante, né della cognata Serena in un bicolore un po’ da cameriera, con un gran cappello Philip Treacy, forse un davvero troppo grande.

No, stiamo parlando dei cugini Principi di Galles, e in particolare di lei, Diana. Perché i due sono separati, ma quindici giorni prima è successo qualcosa. Il 29 giugno Charles, intervistato sulla BBC da Jonathan Dimbleby, ammette la sua infedeltà e la sua lunga relazione con Camilla Parker Bowles. E quella stessa sera Diana partecipa al party alla Serpentine Gallery con un abito che esce dal suo armadio per entrare nella storia (Style file: Diana Principessa di Galles (terza parte)). Bene, due settimane dopo Charles scorta la nonna al matrimonio della cugina; Diana, che non vuol mancare alle nozze di quella che fu la sua damigella d’onore, arriva per i fatti suoi, e naturalmente cattura sguardi ed entusiasmi.

Ricicla un robe-manteau blu con colletto e polsi bianchi di Catherine Walker indossato il mese prima a una cerimonia per il cinquantenario del DDay, inalbera un cappello che la nasconde un po’, ma l’allure gloriosa degli ultimi anni c’è tutta.

Una piccola curiosità: la fanciulla in beige sul gradino sopra Diana è Sophie Rhys-Jones, fidanzata del principe Edward, in uno dei suoi primi eventi con la Royal Family. Tra il cappello a cilindro, la giacca con la coda, la gonna troppo corta sulle gambotte fasciate nelle calze chiare simil metallizate – chiunque avesse l’età della ragione negli anni 90 sa di cosa parlo – non saprei cosa salvare. Penso niente.

Dopo ventisei anni il matrimonio dei Chatto dura ancora e sembra soldo. Hanno due figli, Samuel e Arthur, assai popolari e apprezzati dalle ragazze. Vi consiglio di dare un’occhiata ai loro profili Instagram.

Una panoramica delle nozze, e di molti invitati (c’è pure il compianto Alan Bates con un orrendo completo kaki) nel video https://www.youtube.com/watch?v=IKVJG4TiFGw


A Royal Calendar – 11 luglio 2000

Elizabeth Angela Marguerite Bowes-Lyon, poi Duchessa di York, poi Regina Consorte e infine per quasi metà della sua vita Regina Madre, nasce il 4 agosto 1900 (esattamente 81 anni prima di Meghan, che coincidenza!). Ha la fortuna di superare il secolo, e conclude la sua vita straordinaria il 30 marzo 2002. Nel 2000 dunque i cittadini del Regno Unito possono festeggiare il cambio del secolo, quello del millennio, e il bel traguardo dell’amatissima Queen Mom; tra gli eventi che le vengono dedicati c’è anche la Messa di Ringraziamento celebrata nella Cattedrale di St Paul mercoledì 11 luglio, proprio vent’anni fa. Un’occasione interessante per vedere com’è cambiata in due decenni la famiglia più famosa del mondo.

La festeggiata arriva scortata dall’adorato nipote Charles, che all’epoca come direbbe Camilleri è un bel cinquantino brizzolato, con chioma invero più folta di quella che oggi possono vantare i suoi figli a un’età assai più giovane. Fedele ai colori pastello (e dire che si impose all’attenzione del modo con un guardaroba tutto bianco: A Royal Calendar – 12 giugno 1901) per l’occasione The Queen Mother sceglie il rosa carico.

Lo impreziosisce con la spilla che negli ultimi anni ha indossato più spesso, platino e diamanti con al centro un grande smeraldo quadrato e catena di diamanti con perla pendente, un modello che ricorda molto la spille reale da lei più amata: la Victoria’s Diamond Jubilee Brooch. L’origine di questo gioiello non è certa, una delle ipotesi è che facesse parte della favolosa eredità Greville insieme con la tiara indossata da Eugenie il giorno delle nozze. Certo invece che dopo la sua morte la spilla sia ricomparsa sulla Duchessa di Cornovaglia (che quel giorno non c’era, avendo sposato il Principe di Galles solo cinque anni più tardi, nel 2005).

Azzurro intenso e vezzosa paglia bianca con decoro en pendant per la figlia regina, all’epoca 74 anni, accompagnata dal quasi ottantenne marito Philip in forma strepitosa. Lei va sul sicuro e appunta sulla spalla sinistra la favolosa Cullinan V, con diamante centrale a forma di cuore di 18.8 carati. È uno di quelli ottenuti dal gigantesco Cullinan, che fa bella mostra di sé anche sullo scettro di St Edward (vi ricordo che questa pietra, detta anche Stella d’Africa, è il più grande diamante grezzo mai rinvenuto, dall’incredibile peso di 3106,75 carati, cioè 621 grammi).

C’è anche la figlia minore Margaret, settant’anni, abbigliata da perfetta gentildonna di campagna. Purtroppo né l’insieme in un delicato albicocca né il bouquet di rose sul cappellino, simpaticamente piazzato sulle ventitre, riescono a distogliere l’attenzione dal suo precario stato di salute. La principessa all’epoca ha già avuto un ictus e l’anno precedente durante una vacanza a Moustique si è ustionata i piedi con conseguenze piuttosto serie. Di lì a pochi mesi un secondo ictus la causerà gravi danni alla vista e al lato sinistro del corpo. Margaret morirà il 9 febbraio 2002, sette settimane prima di sua madre.

La Princess Royal si è forse messa d’accordo con la madre e sceglie la stessa nuance di azzurro. Per lei, che sta per compiere cinquant’anni, un bel soprabito e una bella toque con veletta, uno dei migliori cappelli che mi ricordi di aver visto sul suo classico chignon.

Guanti neri a parte l’insieme mi piace assai, cosa sarà invece a rendere il quindicenne Harry così perplesso?

Sophie Rhys-Jones è entrata in famiglia da appena 13 mesi sposando Edward, figlio minore della sovrana, e diventando così la Contessa di Wessex. Sarà per questo che va sul classico, che di più non si può: completo color champagne dal fitting dimenticabile, cappello che mia madre avrebbe definito stile Franco Cacciatore di Weber (ma in fondo gli Inglesi amano la caccia, no?), gioielli supersobri. Poi si piazza in mano una di quelle borsette stile anni ’50 fatte come un borsellino che però andrebbero però infilate al polso, e per di più in un colore diverso dal resto. E alla fine esagera con un paio di quei guanti di cotone bianco che da decenni la Cornelia Jones realizza per l’augusta suocera e hanno contribuito a renderne celebri le mise. Risultato, la trentacinquenne Sophie dimostra almeno quindici anni di più.

Deliziose Beatrice e Eugenie di York, l’una sulla soglia dell’adolescenza l’altra ancora bambina, l’una in azzurro cielo l’altra in fucsia. A un certo punto però la piccina non trattiene uno sbadiglio. In fondo, come darle torto?

Royal chic shock e boh – 2011 Royal wedding edition (parte seconda)

Oggi festeggiamo così il compleanno del Duca di Cambridge. Happy birthday!

Il 29 aprile 2011 è il gran giorno e una marea di ospiti, coronati e no, riempie le gotiche navate di Westmister Abbey.

Le colorate2011 royal wedding the queenNon potevamo che cominciare col gruppo che annovera una delle protagoniste della giornata oltre alla sposa (e alla sorella della sposa che conquista sul campo, retrospettivamente, l’attenzione del mondo). Her Majesty sceglie il giallo primula, a quanto pare il suo fiore preferito: un soprabito semplice ma di gran linea grazie alle nervature che partono dal collo privo di colletto. Scarpe e borsa in un beige chiarissimo al posto dei tradizionali nero o bianco; se proprio devo trovare un difetto, la corona del cappello è leggermente troppo alta, ma sono certa che di corone lei se ne intenda più di me. E poi ci pensa la favolosa True Lover’s Knot Brooch (perfetto pure il nome!) a riequilibrare i volumi. Royal chic.2011 royal wedding camillaLa Duchessa di Cornovaglia ha spalle larghe e sangue freddo, e affronta con l’ironico garbo che le è proprio anche il ruolo di matrigna, in un giorno in cui la donna che l’ha preceduta è naturalmente – e giustamente – nei pensieri di tutti. Per tenere un low profile opta per un cappello di Philip Treacy già indossato in altre occasioni ma poi incerta sul colore da scegliere per non sembrare troppo la madre dello sposo – ma neanche una che passa per caso – finisce col non scegliere. La sua sarta di fiducia Anna Valentine le confeziona un capetto diviso in due da un ricamo dorato: grigio-azzurro nella parte superiore rosa-beige in quella inferiore caratterizzata da una girandola di pieghe piatte. Ricordo che all’epoca qualcuno disse che ricordava un pandoro; peccato, le scarpe metallizzate di Jimmy Choo sono così belle! Boh.2011 royal wedding anneThe Princess Royal, zia dello sposo, opta per una redingote tapisserie (in francese sembra meno brutto) in fredde tonalità erbario – viola, grigio lavanda, verde lime – con gonna e polsini viola. Fino a un certo punto indovina gli accessori, scarpe e borsa, poi si piazza in testa quel cappellino che, come insegnerà a breve colei che sta per diventare sua nipote, va inclinato sulle ventitré, non piazzato in capo come un coperchio. Mi duole informarvi che tutte le volte che ha riciclato la mise, il cappello l’ha messo così, è proprio convinta. Convintamente shock. 2011 royal wedding spainNon ho visto una fotografia dei reali spagnoli presenti al matrimonio in cui non appaiano tutti e tre insieme come una moderna Triade Capitolina. Da un lato Sofía-Giunone in uno dei suoi classici tailleur di Margherita Nuez in lucida seta pesante color lavanda con grandi bottoni-pompon. Avrei evitato le scarpe spuntate e sostituito il piccolo fascinator con un cappello, ma lei è una vera regina, ed è quello che conta. Dall’altro lato Letizia-Minerva in un bellissimo abito cipriato dell’inevitabile Felipe Varela, lo stile anni ruggenti  è sottolineato dalla cloche con veletta che però più che a Zelda (Fitgerald) la fa assomigliare a Holly (Hobbie); saranno i boccoli? Diciamo la verità, alla corte spagnola i cappelli si portano poco e si amano ancor meno, per cui troppo bene è andata. Anche in questo caso non amo la scarpa spuntata, comunque assai più sobria di molte altre. In mezzo a loro Felipe-Giove fa sempre la sua figura. Chic cumulativo. 2011 royal wedding victoriaVictoria di Svezia è sposata da dieci mesi e ha quella gloriosa, luminosa bellezza di molte fanciulle da poco maritate. Sceglie il total color buttandosi sul melone, e si inguaina in un abito di una taglia in meno. Inadatti e francamente brutti i sandali, fantastica la pamela in paglia ton sur ton (della svedese Britta von Koenigsegg), ma come le è saltato in mente di vestirsi per un party in terrazza? Boh.

Nel 2011 il Regno Unito è retto da un governo di coalizione, e il Prime Minister David Cameron ha un vice: Nick Clegg, leader dei Lib Dem. I due arrivano al royal wedding accompagnati dalle rispettive signore: Sam Cam (come viene chiamata Samantha Cameron) indossa un Burberry color ottanio cui abbina coraggiosamente una stola arancio carico (e pure lei sandali con tacco e plateau altissimi, evidentemente molto di moda ma ugualmente orrendi). Passa alla storia per aver trascurato il dress code sostituendo il cappello con dei fermaglietti da adolescente, gesto davvero poco elegante. Miriam González Durántez passa alla storia e basta. È una bella signora, un’avvocata importante e la moglie del vicepremier. È anche spagnola, e decide di sottolineare la sua origine con la sua impressionante mise in seta grigia doppiata in nero tulle point d’esprit, coronandosi con un orgiastico fiore rosso. Ora per carità va bene tutto, tranne un abito che segna così rivelando l’underwear. Shock+shock, in coalizione.

Ladies in blue 2011 royal wedding carolePremessa: è un colore che mi piace solo nelle tonalità scure, non amo molte delle sfumature più chiare (soprattutto i turchesi), in più lo trovo un po’ scontato in questo contesto, troppo rassicurante. Ma se Carole Middleton – madre della sposa, in procinto di entrare nella royal family – ha bisogno di essere rassicurata (anche se non sembra una che si spaventa facilmente) noi l’approviamo senz’altro. I rumors raccontano che avrebbe dovuto indossare una mise di Lindka Cierach, ma a poche settimane dal matrimonio Carole cambia idea preferendo puntare su Catherine Walker, tra l’altro una delle Maison preferite dalla defunta Diana. Il risultato è un completo in azzurro ghiaccio: abito più pardessous con alamari; Jane Corbett crea a corredo un cappello saucer (parola che indica sia il piattino sotto tazza sia il disco volante) nella stessa tonalità e con gli stessi dettagli; perfetti gli accessori chiari. Mrs Middleton è senz’altro una bella donna in splendida forma, ma non ha movenze particolarmente eleganti (tende a tenere le gambe troppo discoste, caratteristica sottolineata dagli abiti spesso troppo corti); in questo caso poi non mi piace il cappello piazzato così sulla testa, coi capelli in uno stile troppo casual. Carole stavolta ti trovo relativamente chic, ma pensa a uno chignon. 2011 royal wedding eugenieDi Eugenie di York in blu si possono dire molte cose, ma certo non che sia scontata. La principessa, all’epoca appena ventunenne, per le nozze del cugino si rivolge a Vivienne Weswood che per i due party serali le fornisce due splendidi abiti che ne sottolineano meravigliosamente la silhouette a clessidra. Poi impazzisce, e per l’occasione più importante barda la povera Eugenie con una gonna turchese dalla forma incerta più un bustier infiocchettato in fantasia assortita. Pure Philip Treacy ci mette del suo, e piazza sul capino dell’incolpevole fanciulla un cappellino à la Robin Hood, con fiori viola (grazie, ma non era il caso), piume grigie e una punta tra gli occhi che se non è diventata strabica quel giorno è al sicuro per sempre. Un look che evoca le sorellastre di Cenerentola del film Disney e la perseguiterà per anni. Shock.

Mathilde, non ancora regina dei Belgi e Sophie Winkleman già Lady Frederick Windsor (nuora di Michael di Kent) si rivolgono entrambe ad Armani, si vede e devo dire purtroppo: almeno fino alla vita sono vestite praticamente uguali, con l’aggravante del cappello Philip Treacy che se non è identico poco ci manca. La mise della bionda Mathilde è un tailleur con gonna a corolla in una seta turchese che più che lucida è proprio catarifrangente e lei, non contenta dello scivolone di King Giorgio, aggiunge quelle che sembrano le tristi scarpe ortopediche cui erano condannate le vittime della polio. E dire che indossa anche la Laurel Wreath Tiara come collier. Shock. Più sobria la bruna Sophie: il suo è un completo abito e soprabito in tessuto opaco blu scuro, ma ormai il guaio è fatto. Boh. 2011 royal wedding margretheHo già detto che non mi piace il turchese? L’ho detto. Ma come si fa a non amare Margrethe II di Danimarca? E in quante potremmo indossare quel cappellino senza sembrare un teletubby? Adoro le mani in tasca, avrei evitato le scarpe di quel colore, peggiorate da una borsetta nera (giuro!). Però c’è il tocco di classe la sua spilla preferita, quella a forma di margherita – che la rappresenta e che indossava anche al suo matrimonio – appuntata sul bavero. Né chic né shock né boh, unica. 2011 royal wedding maria teresaPremio peggior fitting di tutto il royal wedding a Maria Teresa del Lussemburgo, con un tailleur azzurro polvere che non sarebbe neanche bruttissimo, ma ha le maniche un po’ strette e soprattutto è stropicciato in modo intollerabile. Il gran cappello di paglia è piuttosto banale e la schiaccia ancora di più, sugli accessori stenderei un velo pietoso; francamente l’unica cosa che salvo è il marito. Shock. 2011 royal wedding beckhamLei non è una royal lady ma merita una menzione speciale. Victoria Beckham abbondantemente incinta arriva caracollando sui 16 centimetri di tacco delle Daffodile di Christian Louboutin, mettendo in serio pericolo la creatura. L’abito è una sua creazione per la stagione seguente, ma allungato e allargato per adattarsi all’occasione assume ahimé le dimensioni di una tenda canadese. In precario equilibrio sulla fronte un altro Philip Treacy, e abbiamo capito che questa non è la più riuscita delle sue collezioni. L’espressione di gioiosa letizia è tipica della signora, mica come il marito che banalmente sorride. Se non vi fate distrarre dallo sguardo malandrino di David, noterete che s’è appuntato la decorazione dalla parte sbagliata. Noi lo perdoniamo ma la moglie, così high-profile, non se n’è accorta? Shock.

Non è ancora finita, a breve un altro post dedicato ai numerosissimi ospiti dei Duchi di Cambridge al loro matrimonio. Intanto, se volete, il post sul party prenuziale lo trovate qui Royal chic shock e boh – 2011 Royal wedding edition (parte prima)

Business as usual

Nel famoso discorso del 9 novembre 1914 alla Guildhall di Londra l’allora Primo Lord dell’Ammiragliato Sir Winston Churchill pronunciò questa frase: the maxim of British people is “business as usual”. 105 anni, due guerre mondiali e tre sovrani dopo la regola vale ancora, e a poche ore dallo storico incontro di Sandringham per decidere il futuro dei Sussex, l’attività della Royal Family prosegue as usual. 23383748-7885971-image-a-85_1579009251808Ieri la Duchessa di Rothesay – titolo che spetta a Camilla quando è in Scozia – in qualità di Chancellor dell’Università di Aberdeen ha conferito alla Princess Royal la Laurea in Legge Honoris Causa per la sua intensa attività sociale. Le due cognate, accomunate in gioventù dall’amore per Andrew Parker Bowles, brevemente fidanzato dell’una e poi primo marito dell’ altra, hanno mostrato as usual l’ottimo rapporto che le lega.

Improntato al più classico stile British l’intervento di Camilla, che ha sottolineato come non ci sarebbero state rivalità familiari in questa occasione dato che Anne, Chancellor all’università di Edimburgo, presiede un ateneo con soli 437 anni di vita, contro i 525 che Aberdeen festeggerà il mese prossimo. william-kate-leave-city-hall-aMercoledì è stata invece la volta dei Cambridge, in una scrutatissima uscita a Bradford, West Yorkshire. Per lui maglioncino bordeaux da impiegato ufficio timbri, per lei l’ennesimo pastrano paramilitare (Alexander McQueen) – ne avrà una dozzina, uno peggio dell’altro – alleggerito dall’immancabile radioso sorriso e la posa vagamente benedicente. Nel corso della visita i duchi hanno incontrato bambini e ragazzi con problemi fisici o psicologici, parlato dei loro figli, e Catherine ha accennato al fatto che William non vuole diventare padre per la quarta volta.

Insomma, business ad usual. 

Royal chic shock e boh – Christmas edition

Il pc è in clinica, il telefono è agli ultimi giorni, ma provo lo stesso coi pochi mezzi in mio possesso a offrirvi una breve rassegna della messa di Natale a Sandringham. royal-family-attend-christmas-day-3Sapevamo già dalle rivelazioni di Angela Kelly che Her Majesty avrebbe evitato i colori scelti negli anni immediatamente precedenti e lei non ci ha delusi, arrivando col più natalizio dei rossi, che non portava in questa occasione dal 2015. Splendido il cappotto doppio petto profilato di passamaneria, da cui spunta l’abito in tinta.royal-family-attend-christmas-day-2Un po’ troppo alta la corona del cappello – pericolosamente somigliante a una ciminiera – per fortuna ci pensa la spilla, il Queen Mother’s Ruby and Diamond Bouquet, a distogliere l’attenzione. C’è da dirlo? chic. D51B22A8-0D3E-46C5-A091-FF9E7999B849Sceglie un bellissimo punto di viola The Princess Royal, che riesce nella non semplice impresa di abbinare il cappotto dagli ampi revers, stile anni ’70 (epoca cui potrebbe davvero risalire, essendo Anne una nota riciclatrice, grazie al fisico sottile che non è mutato nel tempo) al cappello, la cui tesa sarebbe un po’ troppo rigida per chiunque ma ben si sposa col suo stile semplice e rigoroso. Chic. 1F626F67-2838-4A9B-857E-9E4D3B2593B1-819x1024Viola – più tendente all’indaco – per la Duchessa di Cornovaglia che replica una delle sue mise che mi convince di meno: soprabito in velluto (Bruce Oldfield) e in testa una calotta piumata. Amo il colore, adoro il genio dei capelli Philip Treacy, ma questa creazione non mi convince. Boh. royal-family-attend-christmas-day-9L’arrivo dei Cambridge ha catturato l’attenzione innanzi tutto per la presenza di George e Charlotte, lui con pantaloni lunghi ma senza cappotto, lei deliziosa in verde bosco. La duchessa ha (forse) abbinato il cappellino, già visto varie volte, al cappotto della figlia, peccato che col suo sia andata peggio: sceglie il Larissa Coat di Catherine Walker e lo trasforma in un pastrano di tweed con inutili (e bruttissimi) collo e polsini di ecopelliccia, portato con scarpe scollate e le onnipresenti calze color carne. Kate Middleton wore Catherine Walker Larissa coat www.newmyroyals.comQuesto è il modello originale, non mi fa impazzire ma ha più senso della versione royal. Insomma perché lo scegli se poi lo fai fare da capo? Boh. wessexAl completo anche i Wessex: il cresciutissimo James come suo cugino/nipote George è senza cappotto (ma che è, un modo per temprare i giovani royal? Come Charles spedito a Gordonstoun, dove ogni giornata scolastica iniziava con una corsetta all’alba a petto nudo?). Sophie tenta di risollevare il tono banalotto di un cappotto neutro col tocco bordeax di borsa e bandeau, proprio il minimo sindacale. Poi c’è Louise, cui la madre ha prestato un suo soprabito (il Marcelline di Stella McCartney) troppo grande di due taglie, aggiungendoci un bandeau di velluto intrecciato che trattiene a stento la massa scomposta di capelli. Un grande boh solo per non infierire su una ragazzina, nella speranza che la mise l’abbia scelta lei (sarebbe un normale processo di crescita, conoscenza di sé ed elaborazione del gusto e dello stile, con incidenti inevitabili) e non gliel’abbia rifilata la madre (sarebbe molto peggio, ma non ci voglio credere).

C’era anche il Duca di York, arrivato senza clamore col fratello Charles, ed entrambe le figlie. 37475A06-91A5-49F5-9B85-DEE8DA5CB89C.jpegLa nubenda Beatrice con fidanzato Edo; la fotografia non è bella ma il cappotto di cammello (The Fold London) lo è molto, solo leggermente stretto di maniche. Bello anche il bandeau Juliette Botteril, cui il gioco di volute intrecciate di feltro pieghettato dà una qualità particolare. Avrei evitato gli stivaletti, ma per me è chic. 8140D38D-6613-4B6D-B650-C023D0C8BCD3Non posso dire lo stesso della sorella Eugenie, che nonostante la simpatia stavolta è veramente impossibile da salvare: il cappotto a vestaglia può donare anche a un fisico come il suo, ma con alcune cautele qui non osservate. Sulle calze nude in contrasto col blu scuro neanche mi pronuncio, ma il punto di non ritorno si raggiunge col copricapo, in questo caso l’ennesima variazione sul tema bandeau, che la fa somigliare a uno dei due personaggi dell’ottuagenario Via vol vento ad essere premiato con l’Oscar, e non mi riferisco a Scarlet O’Hara. Shock.

Per finire, ecco Her Majesty durante il tradizionale Christmas speech, diffuso dalla BBC alle tre del pomeriggio natalizio. FB_IMG_1577657179417Pantone non ha fatto in tempo a scegliere il Classic Blue come colore dell’anno 2020, che lei l’ha già adottato con la solita regale nonchalance. Sublime.