La sovrana detective

Alzi la mano chi di voi ha letto il delizioso La Sovrana Lettrice di Alan Bennett! Anche se forse faremmo prima a contare quelli tra di voi che non l’hanno letto.. Perché diciamocelo, per noi appassionati di reali e di libri cosa può esserci di meglio di un libro che ha per protagonista la royal per seccellenza, Her Majesty The Queen? Nulla, se non due libri! Magari due libri in cui la Regina non è solo la protagonista, ma diventa addirittura detective, il che dovrebbe conquistare anche gli appassionati di gialli.

Sono riuscita a incuriosirvi? Bene, ho qualcosa per voi.

Sono stati pubblicati in Italia due romanzi della scrittrice britannica SJ Bennett: Il nodo Windsor e Un problema da tre cani. Ed ecco la notizia: Lady Violet converserà con l’autrice. Parleremo di libri, di gialli, della Regina e naturalmente dei corgi!

L’appuntamento è per le 21.00 di LUNEDÌ 19 SETTEMBRE e ci incontreremo su Zoom, dunque potrete seguirci comodamente da casa, magari sorseggiando un buon tea.

Però attenzione! È una esclusiva della libreria NINA, per cui otterrà il link per parteciperare solo chi avrà acquistato almeno uno dei due libri da loro. NINA è uno dei miei posti del cuore, la libreria indipendente di amici librai che sono anche appassionati lettori del blog.

NINA si trova nell’incantevole Pietrasanta, dunque se questa estate siene in Versilia vi consiglio assolutamente di passare, assolutamente, troverete un ambiente che non vi aspettate e sono certa vi delizierà.

Altrimenti potete fare il vostro ordine online: per partecipare basta un libro; prendendoli entrambi le spedizioni sono gratuite, altrimenti ammontano a € 2,90.

Trovate tutto su ninalibreria.shop

Vi aspetto il 19 settembre per una serata molto royal, molto British e molto molto chic!

Royal chic shock e boh

È domenica, ed è anche l’ultimo giorno di luglio; quale occasione migliore per una puntata della nostra rubrica sui royal look del mese?

Regno Unito

(Ph: David Ramos/Getty Images)

Partiamo dall’evento più recente, i Giochi del Commonwealth, inaugurati il 28 a Birmingham dal Principe di Galles e da sua moglie la Duchessa di Cornovaglia in rappresentanza di Sua Maestà, che se ne è andata a Balmoral iniziando le meritate vacanze. Charles e Camilla sono arrivati a bordo della celebre Aston Martin dell’erede al trono (ricordate? La usarono anche William e Catherine il giorno del matrimonio), ora alimentata da un carburante ottenuto da sottoprodotti di vino e formaggio. Caro Charles, diffondiamo questo motore così noi e la Francia diventiamo i nuovi Arabi, altro che petrolio!

(Ph: Karwai Tang/WireImage)

Quando Camilla è scesa, ha rivelato una mise veramente inattesa: ladies&gentlemen the jumpsuit, la tuta! Una creazione della fida Anna Valentine che la duchessa ha già indossato a uno degli innumerevoli eventi nel weekend del Platinum Jubilee, ma dato che le foto la ritraevano seduta non avevamo notato. Ora diciamolo, il fitting non è perfetto, il modello non mi convince del tutto, avrei evitato le scarpine décolletée in favore di un paio di stringate (anche se dopo una certa età evitiamo di criticare le scarpe, scelte magari guardando più alla comodità che all’estetica), ma questa settantacinquenne in tuta mi ha conquistato. In fondo cosa c’è di più elegante del non prendersi troppo sul serio? Chic.

Belgio

Il 21 luglio i Belgi celebrano la loro Fête Nationale nonché l’ascesa al trono di Philippe, che divenne Re in questo stesso giorno del 2013 in conseguenza dell’abdicazione del padre Albert. La giornata è iniziata col tradizionale Te Deum nella cattedrale dei Santi Michel e Gudule, alla presenza della famiglia reale al completo. Il colpo d’occhio è stato assai piacevole, con la regina e l’erede al trono vestite di due dei colori della bandiera nazionale (un tricolore a bande verticali nero giallo e rosso).

(Ph: Royalportraits Europe)

Mathilde in questa occasione sfoggia quasi sempre dei grandi cappelli di paglia e fa bene: col suo bel viso e la sua altezza le stanno un incanto (anche se questo ha una decorazione che avvolgendosi intorno alla cupola pare un serpente). E di solito, come in questo caso, sono firmati dalla belga Fabienne Delvigne. Anche per la mise si è affidata alle sua maison preferita, Natan, che ha creato per lei un abito in crêpe color giallo bouton d’or, che dovrebbe essere il ranuncolo, ma in francese fa un altro effetto. L’abito è “un modèle cape drapé de façon asymétrique” caratterizzato da un dettaglio un po’ drappeggio e un po’ mantella. L’effetto è un po’ pasticciato, né va meglio col fitting.

Sulla spalla sinistra a sottolineare il drappeggio c’è una grande spilla composta di foglie dorate, en pendant con gli orecchini, entrambi firmati Natan. Data l’importanza dell’occasione, non sarebbe stato meglio sfoggiare qualche gioia de famille? Boh.

(Ph: Utrecht Robin)

La Duchessa di Brabante ha fatto una scelta più moderna, adatta ai suoi vent’anni, e ha optato per un abito rosso in viscosa di Victoria Beckham. Sarà perché non ho più vent’anni da vari decenni, ma non mi fa impazzire, ha una lunghezza strana che le allunga un po’ troppo il busto; e mi sembra che anche il cerchietto sia fuori scala, rendendo tutto un po’ disarmonico. Lei è graziosa come sempre, ma in questo caso boh.

La giornata è proseguita con l’inevitabile parata militare, ottima occasione per ammirare le altre royal ladies. La principessa Astrid assiste alla parata indossando l’uniforme di Colonnello della Composante Médicale dell’Esercito e non compare in questa foto, ma penso (spero) che avrà evitato di parlare al cellulare come il fratello minore Laurent, cui potremmo presentare la nostra Presidente del Senato, ormai decadente, che alla parata del 2 giugno leggeva l’ipad masticando la gomma americana. Torniamo alle mise, che è meglio. La moglie di Laurent, quella santa donna della principessa Claire, è una bella signora non particolarmente elegante anche se questa volta è vestita meglio del solito, o almeno meno peggio. Non brutto ma un po’ moscetto l’abito grigio a ramages viola, abbinato a un cerchietto dello stesso colore che sembra fatto con la fascia dell’Ordine di Leopoldo. Ma che senso ha quella clutch arancione? Boh.

(Ph; Dirk Alexander)

Occhi puntati anche quest’anno sulla neocognata, Delphine Boël divenuta Principessa Delphine del Belgio dopo essere stata riconosciuta dal padre naturale, il Re Emerito Albert II. Delphine è un’artista e, forse anche per il suo complicato vissuto, usa queste occasioni per lanciare messaggi su ciò che le sta cuore. Se l’anno scorso era la cultura africana (Le foto del giorno – Principessa di ruolo), quest’anno il tema scelto è, inevitabilmente, la pace. Il suo robemanteau è una creazione del giovane stilista belga Pol Vogels. L’idea non è particolarmente originale (già me la vedo Miranda Priestly dire: una colomba? per la pace? avanguardia pura!), il modello ha dettagli interessanti, come la cintura a pieghe, ma spalle e maniche sono terribili. Come le scarpe col plateau e taccone che sembrano proprio la versione bianca delle Mary Jane Morobé indossate l’anno scorso. Shock.

Le celebrazioni per la festa nazionale erano iniziate la sera prima con un concerto dell’orchestra nazionale con la violinista Stella Chen. Presenti i sovrani e la principessa Astrid accompagnata dal marito Lorenz d’Austria-Este, che nonostante non sia un adone direi che appare come il migliore dei quattro. Tolto il re, che sembra una versione vecchia di Mattarella (nonostante abbia vent’anni di meno) neanche le signore brillano. La Reine Mathilde indossa un monospalla del belga Dries van Noten, stilista cerebralmente innovativo, che però la rende matronale, ed è banalizzato dalle scarpine dorate; insomma più che un rock una quadriglia. Astrid sfoggia un kimono firmato Essentiel Antwerp. Ora, il kimono è un capo che può essere di uno chic unico, col vantaggio di essere no size no age, cioè sta bene a qualunque età e a qualunque taglia, più stile di vita che capo di abbigliamento, e anche follemente di moda. L’unico rischio è che sbagliando modello, o materiale, o taglia, può sembrare una vestaglia. Appunto. Shock.

Monaco

Come annunciato, venerdì 8 luglio la Salle des Étoils dello Sporting-Montecarlo ha ospitato il Bal de la Rose, previsto per marzo e rinviato causa pandemia. E come previsto, Charlène brillava per la sua assenza. Dieci giorni dopo, lunedì 18, è stata la volta del Gala de la Croix Rouge che, smessi i fasti (fastosissimi) del passato è ridotto a un concerto sulla piazza del Casino, preceduto da un cocktail dînatoire – che mi sa tanto di aperitivo cenato – in terrazza.

L’incertezza nel tono della soirée si è drammaticamente ripetuta nell’abbigliamento dei padroni di casa: la rediviva Charlène era in un abito gran sera Prada, in un bellissimo color azzurro/glicine, con un pannello a fare da strascico. Mentre Albert II, che nell’occasione celebrava i suoi primi quarant’anni da Presidente della Croce Rossa monegasca, ha scelto un look tricolore, metà marinaretto alla Querelle de Brest (chi di voi ricorda il film di Fassbinder con Brad Davis?) metà atleta – va bene, diciamo tecnico – alle olimpiadi, vestito coi colori della bandiera. Che peraltro non è la sua, ma forse tutto in bianco e rosso sarebbe stato troppo pure per lui. Lei chic, lui buontempone.

Con loro la nipotina Camille Gottlieb, figlia minore della principessa Stéphanie, responsabile della sezione giovanile della Croix Rouge. La fanciulla, ventiquattro anni compiuti qualche giorno prima, sta evidentemente ancora cercando il proprio stile, ma mi sento di poter dire che l’abito Red Valentino non le rende un buon servizio, a meno che Camille non pensasse di andare a un ballo mascherato, per cui ha puntato tutto sull’Egyptian Revival e si è vestita da Joan Collins ne La regina delle Piramidi. Che però non aveva la cofana à la Moira. Sorry, shock.

Letteralmente tutta un’altra musica venerdì 8 luglio per il Bal de la Rose.

Qui la padrona di casa da quarant’anni è Caroline (dopo la morte di Grace, il 14 settembre 1982, ai due figli maggiori furono conferiti i più importanti incarichi della madre, per cui a Albert toccò la Croce Rossa e a Caroline la Fondation Princesse Grace, cui vanno i proventi del ballo).

Tema della serata i ruggenti anni Venti, maestro di cerimonie Christian Louboutin, abbigliato con un bizzarro completo percorso da nastri e coccarde, e in testa un fez en pendant. Shock (ma divertente)

(Ph: Pierre Villard / SBM)

In Chanel, ça va sans dire, Caroline, con un abito dalla gonna che si arriccia in un palloncino, per poi scendere alla caviglia. Una mise un po’ scura, un po’ cupa, rattristata dall’acconciatura – mia madre l’avrebbe definita “un quadro antico” – ma per me sempre chic, con menzione speciale per gli splendidi gioielli déco, a partire dalla spilla.

Presenti tutti e quattro i suoi figli con relativi partner, è stata la piccola Alexandra ad attirare su di sé tutti gli sguardi grazie al ricchissimo abito in tulle di Giambattista Valli, declinato nei colori del Principato, bianco e rosso. Con i suoi 23 anni Alexandra è comunque una delizia, ma che c’entra questa meringa fragola e panna con gli anni Venti? Boh. In compenso, se il ricamo sulla scarpa del suo boyfriend Ben-Sylvester Strautmann rappresenta un corgi, Lady Violet approva deliziata

(Ph: Pierre Villard / SBM)

Scelta opposta per la sorella Charlotte, che ha sublimato la propria magrezza in un abito Chanel, bianco e leggero, che avrebbe potuto essere creato direttamente da Mademoiselle Coco con le sue sapienti manine. Frange, fiocco nero, scarpine bicolore, non manca niente. Per me la più chic.

(Ph: Pierre Villard / SBM)

Chanel sta a Charlotte come Dior a Beatrice Borromeo, e infatti la bionda moglie di Pierre Casiraghi ha scelto una mise della celebre maison: un abito grigio a ramages ton sur ton con un piccolo strascico. Guardando l’insieme gli anni ’20 non sono la prima cosa che mi viene in mente – tra l’altro Christian Dior aprì la sua maison solo nel 1946 – però è sicuramente chic.

(Ph: Pierre Villard / SBM)

Last but not least Tatiana Santo Domingo, che aspetta il quarto figlio dal marito Andrea Casiraghi. Per accogliere il pancino ha scelto un abito Temperley London in paillettes color cipria, che sicuramente rimanda agli anni folli più della cascata di capelli sciolti, più stile Veronica Lake. A me è piaciuta, chic.

(Ph: Pierre Villard / SBM)

Al contrario dei pantaloni di marito e cognato, la cui lunghezza ormai surclassa quella dei pantaloni di zio Albert. Che pazienza…

Wedding bells – David & India

Sono passati 41 anni dal matrimonio del secolo, il giorno in cui il principe – magari non particolarmente attraente ma dall’attraente futuro, peraltro non ancora realizzato appieno – sposò Cenerentola. Che era tale più per l’abito che per la storia personale, pur se dotata di adeguatamente perfida matrigna. L’incantevole sposa aveva un corteo composto da due paggetti e cinque damigelle, ma toccò alle due maggiori – la diciassettenne maid of honour Sarah Armstrong-Jones, figlia della principessa Margaret, e India Hicks, che avrebbe compiuto 14 anni sei settimane dopo – prendersi di cura del lunghissimo (7 metri) strascico.

(Ph: David Levenson)

E furono loro le prime a rendersi conto con disappunto (eufemismo) di quanto il voluminoso abito si fosse spiegazzato durante il viaggio nella Glass coach. Quarant’anni dopo è la ex giovane damigella ad andare all’altare: una storia molto più semplice, familiare e, lasciatemelo dire, elegante.

(Ph: @indiahicksstyle/instagram)

India è la minore dei tre figli di Lady Pamela Mountbatten e David Hicks, celebre interior designer. I suoi nonni materni erano dunque Lord Mountbatten e la moglie Edwina; suo cugino di secondo grado e padrino di battesimo il Principe di Galles.. Dopo aver studiato fotografia a Boston, lavorato come modella e vissuto a Parigi e New York, India nel 1996 si è trasferita alle Bahamas con David Flint Wood. Dopo tanti anni insieme, cinque figli e due rinvii causa covid, la coppia si è sposata venerdì 10 settembre 2021.

Luogo del matrimonio la chiesa parrocchiale di Brightwell Baldwin, nell’Oxfordshire, dove la sposa fu cresimata, e dov’è sepolto suo padre. India è arrivata in chiesa al braccio del figlio maggiore Felix, mentre l’unica figlia Domino era damigella d’onore.

Il suo abito è perfetto per una sposa agée: creato da Emila Wickstead è un modello midi in un raffinatissimo pizzo francese color avorio dalla linea molto pulita, con maniche lunghe, collo montante e gonna svasata. Personalmente avrei evitato il velo, ma non essendo un matrimonio improntato alla formalità va bene, e le sta bene.

(Ph: Robert Fairer/Vogue UK)

Tocco nostalgico: il bouquet della sposa è stato creato da Pulbrook & Gould, celebri fioristi londinesi che nel 1960 realizzarono quello per le nozze di Lady Pamela. Tocco fashion: la suola rossa delle scarpe su misura firmate da Christian Louboutin, le cui figlie gemelle Eloise e Paloma erano tra le damigelle.

(Ph: David Flotus)

All’uscita dalla chiesa gli sposi sono stati salutati con l’augurale lancio di confetti, in questo caso petali di rose raccolte nel giardino di Lady Pamela. Una piccola precisazione: la lingua inglese ha preso dall’italiano la parola “confetti”, con cui però identifica coriandoli, stelle filanti, in generale tutto ciò che è piccolo e leggero e viene lanciato per buon augurio. Se dunque dovesse capitarvi state tranquilli, gli sposi non sono stati bersagliati da durissime mandorle pralinate.

(Ph: David Loftus)

Per festeggiare dopo la cerimonia è bastato attraversare la strada; gli sposi e i loro ospiti, un centinaio, si sono accomodati al Lord Nelson Pub. Nonostante la allegra semplicità non immaginatevi qualcosa di poco curato: la sposa, che ha respirato interior design fin da bambina, è esperta di lifestyle ed è pure della vergine (nata il 5 settembre come Csaba, vedi alle volte il caso) ha pianificato ogni dettaglio. A festa finita gli sposi e i loro figli sono andati a prendere il tè da Lady P, la madre della sposa, e poi hanno trascorso tutto il weekend insieme, nella loro nella campagna dell’Oxfordshire.

(Ph: Robert Fairer/Vogue UK)

E se vi sembra poco per una discendente della Regina Victoria non preoccupatevi, la sera prima della cerimonia c’è stato un party danzante, per favorire un clima amichevole tra gli invitati. In questo caso la sposa ha indossato un abito a sirena avorio composto da nastri di seta intrecciati e creato da Naeem Khan, conosciuto negli anni da modella a New York.

(Ph: Robert Fairer/Vogue UK)

Vi state chiedendo se India ha rispettato la tradizione indossando something old something new something borrowed something blue? La risposta è sì. Sul retro dell’abito era appuntata una spilla con zaffiri della madre, che rappresentava il blu e il prestato, nuovo era l’abito e vecchio… la sposa stessa! Detto da lei eh, tipico British humour.

P,S. ho pensato di provare a rinfrescare questa torrida estate ripercorrendo i matrimoni più o meno royal degli ultimi mesi; fatemi sapere se approvate.

Le foto del giorno – Servizio permanente effettivo

Con le foto di oggi possiamo dire che Charlène ha ripreso completamente ruolo e funzioni da Principessa Consorte di Monaco; ha infatti compiuto una di quegli atti che sono un classico per ogni royal lady che si rispetti: la visita a una residenza per anziani.

Di giallo vestita (l’abito è firmato Akris), un filo di perle che sarebbe piaciuto a Grace, l’eccessiva magrezza un ricordo lontano – ovviamente c’è chi ipotizza una nuova gravidanza, che francamente mi sentirei di escludere – la Princesse ha incontrato gli ospiti di A Qietüdine, il cui nome è in dialetto monegasco che è simile al ligure, cui ha donato fotografie della Famille princière; immagino che felicità!

Nonostante il moderato cinismo di Lady Violet, gli ospiti della residenza hanno mostrato di gradire visita e omaggio di Charlène che, bisogna dirlo, in queste occasioni offre il meglio di sé, e sembra assai più a suo agio che durante gli eventi formali.

Una fotografia è particolarmente dolce, e ve la lascio per ultima. Con quella grazia affettuosa tipica di certe persone anziane, una signora le bacia la mano.

Questa volta ci è proprio piaciuta, vuoi vedere che alla fine questi due ci regalano l’happy end?

Le foto del giorno – Que viva Santiago!

È il 25 luglio, e se i pistoiesi festeggiano il loro patrono, sant’Jacopo col suo mantello rosso, la Spagna intera celebra il protettore del Paese. Come da tradizione i sovrani hanno visitato la cattedrale di Compostela per la Ofrenda Nacional al Apóstol Santiago, accompagnati dalle due figlie, sempre più spesso presenti nelle occasioni ufficiali.

Naturalmente le due ragazze hanno catalizzato l’attenzione, adeguatamente sostenute dalla madre: davvero un bel terzetto, con le mise in freschi colori sorbetto per affrontare il caldo di questa estate soffocante.

Letizia era in arancio, un elegante abito midi particolarmente accollato per la stagione, con accessori caramello. Midi anche per la Princesa de Asturias che ha scelto il modello Yasmin del brand sivigliano Cayro Woman: una combinazione di rosa e rosso corallo su cui risalta la decorazione del Toson d’Oro col suo nastrino cremisi. Le slingback nude sono Carolina Herrera come quelle della madre, ma con tacco più basso.

La Infanta Sofía come la sorella fa una scelta patriottica. Per lei la maison spagnola Bruna ha personalizzato il modello Genevieve accorciando la gonna per renderla più adatta ai suoi quindici anni e chiudendo l’apertura sulla schiena. Il colore a me sembra azzurro cielo, ma sul sito è definito “menta glicine”. Sarà.

Se anche voi soffrite il caldo come Lady Violet, e vi state chiedendo se non abbiano sofferto con quegli abiti accollati quasi quanto quello della madre, certamente impeccabili per una cerimonia religiosa ma forse non adattissimi per la stagione, la risposta e sì, e nella cattedrale hanno fatto abbondante uso dei loro abanicos.

(Ph: EFE/Pool/Lavandeira Jr.)

Anzi, Leonor è accorsa in aiuto del padre, abbigliato e incravattato (e accaldato) come da protocollo.

Il Re nel suo discorso ha chiesto a Santiago la protezione contro gli incendi che stanno devastando la Spagna, e in articolare la Galizia. La notizia è stata riferita anche dal TG3 della sera, dove l’autrice del servizio, Maria Grazia Fiorani, lo ha definito principe Felipe di Spagna. Ci vuole una pazienza…

Sipario.

The birthdays boys

Oggi George di Cambridge compie 9 anni, e noi l’abbiamo abbondantemente festeggiato anche se l’attesa di altre foto del principino è stata vana. Poco importa, ciò che conta è che sia stata una bella giornata, suggellata dagli auguri della banda delle Irish Guards, di cui il Duca di Cambridge, il papà di George, è Colonnello. (qui trovate il video https://www.youtube.com/watch?v=VxYxhldemgs)

Ma oggi è il compleanno di un altro giovane principe, che essendo il figlio cadetto del figlio cadetto è destinato a passare in secondo piano, almeno nelle cronache reali.

(Ph: Stone Brogaard)

Compie 20 anni Felix, il minore dei due figli che Joachim di Danimarca ha avuto dalla prima moglie Alexandra Manley, diventata Contessa di Frederiksborg dopo il divorzio. Bello come il sole (e come il fratello maggiore Nikolai) del giovanotto sappiamo abbastanza poco, né la Corte danese fornisce maggiori informazioni, se non che lo scorso anno Felix si è diplomato al Gammel Hellerup Gymnasium. Per fortuna c’è la cronaca a raccontarci via social che oggi il principe ha festeggiato il compleanno in famiglia allo Château de Cayx, buen retiro dei reali danesi nella campagna della Francia meridionale, nel distretto vinicolo di Cahors. Come sapete il nonno di Felix, e consorte della Regina Margrethe II, era il francese principe Henrik, nato Henri de Laborde de Monpezat, che ha lasciato il titolo di Conti di Monpezat a figli e nipoti.

(Ph: H.K.H. Prins Joachim)

Proprio a Cahors Felix – con il padre, la sua seconda moglie Marie e i loro figli Henrik e Athena – ha assistito all’arrivo della tappa del Tour de France, che quest’anno ha un legame particolarmente forte con la Danimarca. Anzi due: è partito dalla capitale Copenaghen, e al momento a indossare la maglia gialla è un ciclista danese che ha ottime possibilità di trionfare al Tour: Jonas Vingegaard.

Happy birthday, tillykke med fødselsdagen, auguri a entrambi!

E sono nove!

Il 22 luglio george di Cambridge compie nove anni, e com’è ormai tradizione prima che scocchi l’ora x i Cambridge pubblicano in anteprima una nuova immagine del loro primogenito.

Il principino, al suo ultimo compleanno a una cifra, sembra assai cresciuto, molto più biondo, e il simpatico ciuffo ribelle secondo Lady Violet lo fa assomigliare a suo padre da ragazzino. Quando cioè anche William inalberava un bel ciuffo, ormai lontano ricordo. Non è specificato se la foto sia stata scattata dalla madre Catherine, ma l’ambientazione riporta alle spiagge del Norfolk, dove i Cambridge hanno la bella casa di campagna dono di nozze della Regina.

Vedremo domani se l’album delle foto di questo compleanno si arricchirà, cosa assai probabile, dunque stay tuned!

Intanto ho per voi una notizia che non riguarda il festeggiato ma i suoi genitori: quest’anno EarthshotPrize, il progetto del Duca di Cambridge dedicato alla salvaguardia della natura, celebrerà la premiazione dei vincitori a Boston, a dicembre. Altri principi inglesi in terra americana, interessante …

Le foto del giorno – Chéz Francesco

Visita a sorpresa dei sovrani monegaschi in Vaticano, dove sono stati ricevuti in udienza privata da Papa Francesco.

È evidente che Charlène abbia recuperato appieno la funzione di Principessa Consorte e, a meno che non sia stata motivata da ragioni al momento a noi ignote, questa visita è il più autorevole dei suggelli al ruolo recuperato

. La Princesse ha coraggiosamente affrontato la canicola romana scelto di indossare: il nero e non il bianco, colore indossato per incontrare Papa Benedetto XVI nel 2013 lo stesso Francesco nel 2016. Allora Charlène aveva usufruito del privilège du blanc, il privilegio a vestire di bianco, riconosciuto alle consorti di sovrani cattolici – ai nostri giorni Spagna Belgio e Lussemburgo – cui in effetti né la principessa consorte di Monaco né quella del Liechtenstein avrebbero diritto, graziosamente concesso anche a Charlène in occasione della prima visita.

Sia chiaro, indossare il bianco è per queste signore non è un dovere ma un diritto, che Charlène oggi non ha usato. Accanto al marito, che conferma la sua fedeltà a giacche troppo strette e pantaloni troppo lunghi, la principessa ha scelto una mise perfetta sì, ma per una inaugurazione a Fontvieille, col tocco dark dello smalto scuro: gonna midi svasata con corpetto in pesante tessuto operato; le maniche e la parte alta del corpetto, che si apre in una scollatura a barchetta stile BB, sono in un tessuto più leggero e semitrasparente, e secondo Lady Violet piuttosto cheap.

C’è la mantiglia di pizzo nero, non ci sono i guanti – peccato veniale – e temo manchino anche le calze, peccato più grave. Ora, è vero che non troppi anni fa una Presidente della Camera si presentò a Francesco a piede nudo su zatterone con zeppa, ma non è che dobbiamo far passare proprio tutto eh. E infatti bocciamo le scarpine nude, che precipitano i saloni vaticani sulla terrazza dell’Hotel de Paris.

(Ph: Vatican Media (EV)/ABACA)

Charlène, cresciuta nella fede protestante, si convertì al Cattolicesimo poco prima delle nozze, e ha spesso mostrato una devozione profonda. Purtroppo oggi ha fatto un po’ confusione tra Pietro&Paolo e Dolce&Gabbana, e ha santificato la sobria mise con l’apposizione di un rosario, in preterintenzionale rivalità col crocifisso papale.

Amen.

È il giorno di Camilla

Festa doppia in casa Windsor oggi. Beatrice di York celebra il secondo anniversario di matrimonio – le nozze di cotone – con Edoardo Mapelli Mozzi, che sposò a sorpresa e nella più assoluta riservatezza nella chiesa adattando un abito da sera della nonna Regina, che le prestò addirittura la tiara indossata per le sue nozze con Philip.

(Ph: Chris Jackson/Getty)

Oggi però l’attenzione è tutta per qualcuno che di solito non sgomita per stare sotto i riflettori: Camilla, Duchessa di Cornovaglia e futura Regina Consorte, compie 75 anni. Come tradizione sono state diffuse nuove immagini, scattate da Chris Jackson nel giardino di a Ray Mill House, la casa di campagna che possiede nel Wiltshire. La duchessa tiene in braccio Beth, una delle due Jack Russell – l’altra si chiama Bluebell – adottate dal canile Battersea Dogs & Cats Home di cui ha il patronage, uno dei tanti.

Camilla Rosemary Shand nasce a Londra, al Kings College Hospital, il 17 luglio 1947 primogenita di Bruce Shand e di sua moglie Rosalind Cubitt. Il padre – curiosamente tra i suoi nomi c’è anche Middleton: Bruce Middleton Hope Shand – dopo essersi distinto nella seconda guerra mondiale viene congedato col grado di maggiore e diventa un uomo d’affari. La madre è figlia del terzo Barone Ashcombe e di Sonia Keppel, sorella della scrittrice Violet Trefusis – amica del cuore di Vita Sackville West – che ispirò a Virginia Woolf il suo Orlando. Madre di Sonia e Violet era Alice Keppel, celebre femme fatale della Belle Époque nonché storica amante di Edward VII. E infatti la vulgata vuole che quando all’inizio degli anni ’70 Camilla incontra Charles, rimarchi il dettaglio col senso dell’umorismo che le è proprio. Il resto è storia: lui si innamora alla follia e vorrebbe sposarla, ma lei non viene ritenuta all’altezza. Ci si mette pure Lord Mountbatten, prozio e mentore di lui, che sogna di avvicinarsi ancora di più al trono favorendo le nozze tra Charles e sua nipote Amanda Knatcbull, per cui spedisce il figlioccio, giovane ufficiale di marina, in una lunga missione intorno al mondo. Al suo ritorno il principe trova Camilla sposata ad Andrew Parker-Bowles, già corteggiatore della principessa Anne; nonostante la nascita di due figli non sarà un matrimonio felice, il che probabilmente favorirà un riavvicinamento con Charles, che dopo lunga e accanita ricerca della consorte ideale – non potendo avere Camilla – finisce con l’impalmare la meno ideale di tutte.

(Ph: Chris Jackson/Getty)

Destinata a eterno, spesso impietoso confronto con la principessa scomparsa, negli anni Camilla ha saputo definire il suo ruolo di consorte reale caratterizzato da garbo, humour, sobrietà, impegno. Ha conquistato anche i suoceri, cosa assolutamente non scontata; se al momento del ritiro dalla vita pubblica Philip passò a lei il prestigioso titolo di Colonel-in-chief dei Rifles, Her Majesty dopo averla voluta nel Privy Council l’ha creata Royal Lady dell’Order of the Garter – unica tra tutte le signore reali – e nel suo mesaggio alla nazione per il Diamond Jubilee ha manifestato il desidero che quando Charles sarà Re, Camilla divenga Regina Consorte.

Eppure gli inizi sono stati complicati; Sua Maestà la chiama “that wicked woman” quella donna malvagia, e non vuole avere nulla a che fare con lei. Charles però considera la relazione con lei “non-negotiable” e alla fine i due maturi innamorati riescono a sposarsi, con la Regina assente al matrimonio – civile, celebrato a Windsor nella Guildhall, il municipio – ma presente alla benedizione impartita agli sposi nella St.George’s Chapel dall’Arcivescovo di Canterbury (comprendente un rigoroso atto di pentimento della coppia).

Se alla cerimonia nuziale sono assenti i genitori degli sposi, sono invece presenti i figli: William e Harry per lui, Tom e Laura per lei. La relazione di Camilla con i figliastri è sempre stata attentamente scrutata; è opinione generale che la sua intelligenza, il suo equilibrio, la sua normalità abbiano agito positivamente; ora sembra che nel libro di memorie di prossima uscita il Duca di Sussex non la tratti con tenerezza. Ce ne faremo una ragione come probabilmente farà lei, abituata a stringere i denti e andare avanti un passo alla volta, conquistando una alla volta anche i futuri sudditi, che prima la disprezzavano e ora l’apprezzano sempre di più.

(Ph: HRH The Duchess of Cambridge)

I rapporti con i Duchi di Cambridge sembrano però davvero buoni, con William e anche con Catherine, che ha accettato l’invito a fotografarla in occasione di questo importante compleanno, firmando la foto sulla copertina del numero di luglio del magazine Country Life, dedicato appunto alla Duchessa di Cornovaglia.

(Ph: Shona Williams)

Qualcuno dei lettori di questo blog una volta ha commentato che Catherine, quando fotografa qualcuno (i figli, di solito) non solo lo ritrae ma lo racconta; è una riflessione che sposo in pieno, e credo possa essere valida anche in questo caso. Camilla appare a suo agio, nella sua vera natura: una signora inglese amante della campagna dei cani e dei cavalli (una delle poche cose che Lady Violet non le perdona è la passione per la caccia al volpe, ora fortunatamente proibita). Insomma, assai simile alla Regina.

(Ph: HRH The Duchess of Cambridge)

Tratto distintivo di Camilla, prima come Signora Parker Bowles poi come Duchessa di Cornovaglia, è stato sempre il rigoroso riserbo: né lei né il suo entourage hanno mai commentato, nemmeno gli attacchi più volgari e violenti. Benché non parli volentieri – ha rivelato che durante i primi discorsi in pubblico era letteralmente pietrificata – in questi giorni ha rilasciato alcune interviste, e ha dichiarato di ispirarsi al motto del suocero: “Look up and look out, say less, do more – and get on with the job” (guardati intorno e fai attenzione, parla di meno, agisci di più e porta avanti il tuo lavoro). Il che probabilmente è la chiave della stima crescente da parte della suocera, per la quale lealtà alla corona, riserbo e impegno personale vengono al primo posto.

Nel suo piccolo, Lady Violet apprezza in particolare nella duchessa l’amore per i libri e la lettura, e la dedizione con cui ne promuove la diffusione. Tra i suoi patronage sono anche Book Aid International – un’altra eredità di Philip – e Book Trust che oltre a incoraggiare alla lettura a ogni età si occupano anche di distribuire gratuitamente migliaia di libri. Se parlate inglese, non perdetevi assolutamente la sua reading room: https://royalreadingroom.uk/

la trovate anche su instagram: https://www.instagram.com/duchessofcornwallsreadingroom/

Le foto del giorno – Monarchia o Repubblica?

Il 14 luglio 1789 è una delle date più celebri della storia, e la presa della Bastiglia l’episodio simbolo della Rivoluzione Francese. I più festeggiano, qualcuno rimpiange e qualcuno celebra pure la morte di Lady Oscar (Lady Violet si astiene, dato che quando il celebre personaggio arrivò in Italia era già all’università).

Indubbiamente la Révolution ha cambiato il mondo – almeno il nostro, l’Europa e in generale l’Occidente – ha trasformato la Francia in una repubblica e per un gioco del destino ha avuto anche conseguenze royal. Sono infatti seduti sul trono di Svezia i Bernadotte, discendenti di quel Jean Baptiste Jules che, maresciallo di Francia con Napoleone, divennne nel 1818 Re di Svezia e Norvegia (allora unificate) col nome di Karl XIV Johan.

(Ph. Pelle T Nilsson/SPA)

Se oggi la Francia celebra la Fête Nationale, la Svezia festeggia principessa ereditaria Victoria, che proprio in questa emblematica data compie 45 anni. Come da tradizione per il suo compleanno, la futura regina e la famiglia reale hanno incontrato i cittadini nella residenza estiva di Solliden, nei pressi della capitale. Victoria sembra sempre godersi molto la giornata, e in suo onore passeremo sopra alla giacca color albicocca del padre, ai mocassini con nappina ma senza calze del marito, e al vestito un po’ abbondante (ai miei tempi si diceva in crescenza) del piccolo Oscar, comprensibilmente perplesso. Occhi a cuoricino invece per Estelle, che a dieci anni è delizia pura.

(Ph. Mikael Fritzon/TT)

Poteva mancare il giro in carrozza, da vera principessa? Certo che no!

(Ph. Jonas Ekströmer/TT)

I festeggiamenti sono continuati sull’isola di Öland dove si è tenuto un concerto in onore di Victoria, che sembra goderselo assai. Leggermente meno entusiasta la sorella Madeleine, fresca quarantenne, per tacere della cognata Sofia, il cui bel faccino mostra una certa noia vestita da educato sorriso. Anche i reali a volte si stufano.

(Ph. Jonas Ekströmer/TT)

Atmosfera ugualmente festosa – meno allegra e più marziale, come si conviene all’occasione e alla grandeur – a Parigi, con la tradizionale parata sugli Champs-Élysées.

(Ph. Capture d’écran TF1)

Occhi puntati sulla première dame Brigitte, che ha sorpreso con tutti con una insolita mise. Questa volta Madame Macron ha lasciato nell’armadio i suoi vestitini corti e ha coperto le ginocchia con un abito Vuitton in una seta stampata su cui si inseguono chiavi e catenelle, con maniche lunghe e colletto chiuso da una lavallière. Lady Violet approva. Con lei e Monsieur le Président in tribuna d’onore c’era anche la divina Naomi Campbell, che da dea delle passerelle si sta trasformando in una sorta di madonna pellegrina che fa il giro degli eventi mondiali di alto profilo (venerdì era a Roma per la sfilata dedicata a Valentino, e già aveva più senso).

La Venere nera era griffata anche lei Vuitton, sarà stata invitata come testimonial della Maison, in supporto a Brigitte? O ha iniziato una nuova carriera di ospite prestigiosa a pagamento, secondo lo stile inaugurato da Michael e Marie Christine di Kent, noti nel jet set come Rent-a-Kent? Je ne sais pas.

Allons Vuitton de la patrie
Le jour de gloire est arrivé