Un tea con Lady Violet -Happy birthday Your Majesty

IMG_20200604_202315Come preannunciato qualche giorno fa (Un tea con Lady Violet – La più bella, il più piccolo) oggi Her Majesty The Gyaltsuen compie 30 anni. È sicuramente la più giovane e la più bella delle Regine Consorti in circolazione; si dice sia anche la più felice, per l’attenzione del suo Paese per il benessere fisico ed emotivo dei cittadini (fu suo suocero, il IV Re Drago, a introdurre il concetto di FIL – Felicità Interna Lorda – contrapposto al PIL. Ora, mi rendo conto che la felicità sia un concetto quanto mai volatile, ed è assai probabile che la sovrana non sia felice in tutti i momenti della vita, ma ogni immagine dei sovrani che ci arriva dal Bhutan è fonte di grande serenità, per me e anche per voi, data la vostra reazione che non manca mai. Dunque oggi il compleanno di Sua Maestà arriva a proposito, dopo un paio di giorni in cui non ricevo che notizie da brutte a bruttissime. jetsun pema at 30Nel ritratto diffuso attraverso i canali social la Regina, seduta ai piedi di un pilastro, è vestita come sempre in abito tradizionale, composto da una gonna dritta che arriva alle caviglie, detta kira, che si indossa con una blusa di seta a maniche lunghe (wonjou) e una giacca con alti polsi (tego). Il sorriso come d’abitudine appena accennato e l’atteggiamento sempre molto composto sono probabilmente legati al suo ruolo e alla sua cultura, ma prima di diventare Gyaltsuen – nel 2011, ad appena 21 anni – Jetsun Pema è stata una ragazza molto dinamica: capitano della squadra di basket femminile del liceo, ha poi frequentato il Regent’s College a Londra. È appassionata di arte, in particolare di pittura, una passione che divide con il marito. Che per lei ha rinunciato alla poligamia; un buon essere umano, pronta a servire la sua gente e il suo Paese la definì il Re, annunciando le nozze. Che se tutto va come previsto, resteranno le uniche, per lei e per lui.

Oggi la scelta è semplice, quasi obbligata: un trio Serena Royal Albert, prodotto a partire dal 1945 per un trentennio, con la tazza nella morbida forma Malvern. Per me una bella tisana rilassante, in attesa che torni il sereno.

Un tea con Lady Violet – Chi si rivede!

IMG_20200603_205734Anche se tutti opportunamente mascherati – e alcuni pure con gli occhiali da sole – ricompaiono i sovrani monegaschi, in coppia e in compagnia di buona parte della famiglia. L’occasione è stata l’inaugurazione ieri mattina della rinnovata Place du Casino, ristrutturata e completamente pedonalizzata. Riaperta anche la celebre brasserie del Café de Paris, rimasta chiusa da metà marzo. monaco 2 juinMolto piacevole Charlène in abito+giacca Brunello Cucinelli – se volesse accantonare Akris per qualche maison italiana ci farebbe felici, e non solo per ragioni patriottiche – mentre sull’orlo dei pantaloni di Albert ormai mi sono arresa. C’era Stéphanie con tutti e tre i figli e la nuora. La ex principessa ribelle con bianchi pantaloni larghi (e lunghi) e camicia in raso nero un po’ punitiva; la bella figlia Pauline in trench crema (di raso anche questo, temo sia una creazione del suo brand Alter); l’altra figlia Camille, che complice la giovane età è ancora alla ricerca del suo stile; la nuora Marie che purtroppo l’ha trovato: commessa OVS, e non la valorizza per niente. monaco 2 juin 2Mancava Caroline, ma c’erano i due figli maschi: Andrea e Pierre; l’uno accompagnato dalla moglie Tatiana, l’altro invece senza la sua Beatrice. Tra tutte le signore Tatiana è quella con un background più complesso e cosmopolita, uno stile unico e personale. Mentirei se dicessi che mi piace sempre, ma più passa il tempo più la trovo interessante. Anche lei è nel mondo del fashion col brand Muzungu Sisters, moda etnica e anche etica, dato che i loro prodotti sono realizzati da artigiani e comunità di diversi paesi (ci sono anche le coffe siciliane e le tipiche friulane di velluto). Adoro il caftano e le infradito flat, i sandali più chic in assoluto, per me. Se poi vi state chiedendo chi sia il prestante giovanotto ultimo a destra, è presto detto: Gareth Wittstock, uno dei due fratelli della principessa e Segretario Generale della Fondation Princesse Charlène de Monaco, che dalla frequenza con cui compare ormai pare diventato royal pure lui. monaco 2 juin 3A questo punto, non possiamo perdere l’occasione di parlare dell’accessorio più cool del momento; no, non la treccia di Charlène, la mascherina! Molti dei presenti, a partire dai sovrani, indossano quelle bianche contrassegnate dal motto #strongtogether, scelto come slogan per le attività anti-covid del Principato (rigorosamente in inglese, hai visto mai che fort ensemble suonasse male). monaco 2 juin 6Stéphanie, imitata in qualche momento dalle figlie, si è buttata sul patriottico: mascherina nera per quel tocco dark che ha sempre il suo perché, con dettaglio a rombi biancorossi, come compaiono nello stemma di famiglia. Supercool la coppia Casiraghi-Santo Domingo, per lui un classico camouflage, per lei ricami ungheresi su tela bianca (in vendita sul sito muzungusisters.com a 24 sterline). In tutta questa coolness, al povero Pierre è toccata invece una di quelle orrende mascherine a becco di papera che minano la reputazione di chiunque. Dai retta Pierino, chiedi aiuto a tua cognata!

(Ph: Palais Princier de Monaco)

Stasera anche l’infuso è cool, anzi BeCool, della compagnia franco-russa Kusmi Tea. Lo  bevo in una tazza dall’elegante linea déco; il decoro è il Rose bud di A.B.J Grafton China, realizzato a partire dal 1935.

 

Un tea con Lady Violet – Il giorno della Repubblica e della Regina

IMG_20200602_220250Il 2 giugno è una data decisiva per la storia contemporanea d’Italia e del Regno Unito, anche se per ragioni praticamente opposte. Se a Roma il 2 giugno 1946 re Umberto II perde la corona in seguito al referendum che sancisce la fine della monarchia e la nascita della Repubblica, Queen Elizabeth II indossa per la prima volta la sua a Londra sette anni dopo a Londra nella cerimonia di incoronazione a Westminster Abbey.

Nel suo caso è la St Edward Crown, poi sostituita con la più leggera e sfavillante Imperial State Crown (da quel momento Elizabeth indosserà sempre la seconda, mai più la prima).

Il rito segue una liturgia millenaria ma presenta una novità veramente rivoluzionaria: viene trasmesso in diretta televisiva dalla BBC. I sudditi possono così vedere la cerimonia in tutti i dettagli tranne uno: al momento della sacra unzione la Regina e l’Arcivescovo di Canterbury vengono coperti alla vista da un baldacchino retto da quattro cavalieri dell’Order of the Garter.  Oggi sappiamo qualcosa di più su quel momento grazie a un documentario di un paio di anni fa, dove il Decano dell’Abbazia ha mostrato la piccola bottiglia che contiene l’olio dell’Incoronazione e ne ha svelato gli ingredienti: olio di sesamo in aggiunta a quello d’oliva, profumati con rose, fiori d’arancio, gelsomino, muschio, zibetto e ambra grigia, secondo una ricetta del XVII secolo. coronation oilA proposito di profumi, la sovrana indossa un’essenza a base di rosa inglese creata espressamente, la cui formulazione è rimasta riservata. Il famoso naso Laura Tosatto ha avuto accesso agli archivi e ha potuto riprodurre in minima quantità quel profumo, ribattezzato Lilibet e distribuito in occasione del lancio del libro Elisabetta l’ultima regina pubblicato da Vittorio Sabadin per UTET. E indovinate chi ne ha un’esemplare? (ricordate, nella vita i buoni amici sono più preziosi di una corona).

Quel 2 giugno del ’53 Elizabeth ha solo 27 anni, ed è il terzo più giovane monarca del mondo (dopo Rama IX, di un anno più giovane, che regna sulla Thailandia dal 1946, e Baudouin salito sul sul trono Belga nel 1951, a soli ventuno anni). È molto graziosa, e veramente splendida nel sontuoso abito che Norman Hartnell crea per lei, ricco di riferimenti simbolici ricamati in seta, perle e pietre preziose. Deve naturalmente risultare impeccabile, e vanno considerate la durata della cerimonia (tre ore abbondanti); la luce naturale delle strade affollate di gente che vuole festeggiare la sovrana e quelle artificiali di Westminster; e ovviamente le riprese televisive, in bianco e nero e a colori (queste ultime furono un test, e un solo gruppo di persone al mondo ebbe il privilegio di vedere l’Incoronazione a colori: i piccoli ricoverati e lo staff dell’ospedale pediatrico londinese di Great Ormonde Street). queen elizabeth coronation 2Elizabeth ha una consulente di fiducia, l’australiana Thelma Holland, moglie del figlio minore di Oscar Wilde ma soprattutto direttrice dell’elegante salone Cyclax – uno dei più longevi beauty brand britannici – nel cuore chic della capitale. Dopo uno studio di mesi si decide per un look naturale, che non alteri l’aspetto della Regina, incentrato su tre punti: l’incarnato perfetto, da vera English rose; le sopracciglia ben definite, che a qualche damigella del seguito vengono scurite con la matita; e le labbra, valorizzate da una tonalità rosso violaceo. E qui nasce un piccolo mistero, perché alcune fonti vorrebbero il famoso rossetto prodotto appunto da Cyclax, altre invece commissionato a Clarins. Qualunque sia la verità, il colore è splendido e il risultato eccellente.

In questo giorno di gloria accade anche qualcosa di strano, totalmente inaspettato: qualcuno tra i fotoreporter accreditati nota un gesto inatteso e stupefacente: Margaret,  ventitreenne sorella della sovrana, che toglie un invisibile peluco dalla giacca del Colonnello Peter Townsend, eroe della Battle of Britain ed Equerry di Sua Maestà. Un gesto che suggerisce un’intimità sorprendente tra un’Altezza Reale e  un ufficiale, soprattutto se l’ufficiale in questione è già sposato e divorziato. Si parla di una fotografia del momento, che però io non ho mai visto. Allora non si può immaginare, ma anche questo episodio farà storia.

Come potete immaginare, in occasione dell’Incoronazione furono prodotti moltissime commemorative potteries; da un’aristocratica famiglia toscana tra le mie mani è arrivata una favolosa teiera Sadler. Sfacciatamente dorata, col ritratto della sovrana in un ovale coronato (anche lui!) e sorretto dai due animali dinastici, il leone e l’unicorno. Perfettamente funzionante, è l’ideale per servire il classico Queen’s Tea Fornum&Mason, con decorazione en pendant.

Un tea con Lady Violet – Benvenuto giugno!

Soffrite ancora di pigrizia da quarantena? Passate dal divano alla poltrona? Usate la cyclette come attaccapanni? Questo post è per voi. Per salutare maggio e dare il benvenuto a giugno, che porta con sé anche il novantanovesimo compleanno dell’augusto consorte Philip, Sua Maestà si fa una bella passeggiata a cavallo. queen elizabeth ridingLa Regina si è ritirata a Windsor il 19 marzo scorso insieme al marito, assistiti da uno staff ridotto al minimo: ventiquattro persone che si alternano in turni di tre settimane, dodici lavorano e dodici riposano. La notizia che Her Majesty occupasse il ritiro forzato con lunghe passeggiate a cavallo nel parco era già nota, e ora c’è la prova fotografica che la ritrae, nel weekend appena trascorso, in sella a Fern, un Fell pony di 14 anni, nel Windsor Home Park. La sovrana era accompagnata as usual dal fidato Terry Pendry, il capo staliere, che ha osservato rigorosamente il distanziamento sociale e dunque non compare negli scatti. 29048244-8374629-image-m-25_1590955763379Giacca da equitazione di tweed, pantaloni jodhpurs color avorio indossati sopra gli stivali (o stivaletti, e nel caso si chiamano jodhpurs pure quelli), guanti di filo e al posto del cap – che Her Majesty non porta più da quel dì – un favoloso foulard shoking pink con bordo rosa chiaro. Per cui, sentite a Lady Violet, lascite stare pantone, quest’anno il colore dell’estate è il rosa! E un po’ di vie en rose a questo punto ci vuole. Quanto al foulard, sembra proprio un Hermès di cui notoriamente la Regina ha una notevole collezione; non sono riuscita a riconoscere il decoro (se lo conoscete palesatevi!), ma se lo guardate con attenzione nella prima fotografia, riconoscerete delle casacche da fantino. Quando si dice che l’eleganza è nei dettagli…

La scelta della tazza di oggi è semplice, la June della serie Flower of the month prodotta dalla Roya Albert a partire dal 1970; la tipica tazza modello Montrose contiene un classico matcha. Per domani Un tea con Lady Violet ha in serbo per voi una sorpresa, non mancate!

Un tea con Lady Violet – La più bella, il più piccolo

IMG_20200522_174849Giovedì la bellissima Jetsun Pema, Regina Consorte del Bhutan, compirà trent’anni e per l’occasione sono state diffuse nuove immagini della famiglia reale al completo, compreso il piccolino nato lo scorso 19 marzo. bhutan royal family 2Le fotografie sono state scattate il 29 maggio nei giardini della residenza reale della capitale Thimphu, Lingkana Palace. Lo splendido sfondo fiorito (credo quelli alti e viola siano i fiori del lupino ornamentale, ma vi prego di correggermi se così non fosse) non fa che esaltare la bellezza, la grazia, l’eleganza di questa famiglia. bhutan royal familyLa regina dà un senso nuovo al termine incantevole, ma pure i suoi ragazzi non scherzano per simpatia, charme e diciamolo pure, una notevole prestanza fisica (soprattutto il più grande). Il tutto esaltato dagli abiti tradizionali – non faccio questo commento perché lei è in violet, giuro! – e anche la raffinata panchina rivestita.

Il piccolo è veramente una meraviglia, gli manca giusto il nome, che verrà annunciato a breve, nel frattempo si gode le coccole di mamma e papà, e le attenzioni del fratello maggiore, il quattrenne Gyalsey (titolo che definisce il Principe Ereditario), che come tutti i bambini all’arrivo di un nuovo fratellino marcano un po’ il territorio. bhutan royal family 5E di quel tappeto adagiato sul prato ne vogliamo parlare?

Con tanto splendore la mia tazza – una Royal Doulton degli anni ’20 del secolo scorso – non può competere. L’ho scelta per il suo decoro: rose per la mamma regina e un nastro blu per il piccolo principe; e per aggiungere un tocco esotico al tea ho preferito un infuso alle spezie orientali con addolcite dalla rosa e rinfrescate dal finocchio.

Un tea con Lady Violet – Regine pop

IMG_20200530_210656Nel generale deserto di eventi royal, conseguenza inevitabile della pandemia, a salvare noi royalwatchers per fortuna ci sono loro, le regine consorti del BeNe(senza)Lux, alte e bionde come due valchirie, fiamminghe e fiammeggianti. Sarà grazie all’età -entrambe sotto i 50 – saranno le condizioni sanitarie o le decisioni politiche dei loro Paesi, Máxima e Mathilde sono non solo tra le royal ladies più attive, ma soprattutto tra le più visibili.

La Regina Consorte dei Paesi Bassi affronta con passo energico le corsie dell’ospedale OLVG ad Amsterdam, visitato martedì scorso, con un abito low cost (di H&M), che somiglia pericolosamente a un sacchetto del pane, caratterizzato da ampie maniche, più che a palloncino direi a dirigibile. Per fortuna l’ha pagato poco.

Giovedì ha replicato, questa volta visitando Texel – la maggiore delle isole olandesi nel Mare del Nord – per verificare i danni causati dalla pandemia e le strategie atte ad affrontare al meglio l’imminente stagione turistica. Diciamo che questa scelta è una vera rappresentazione simbolica della regina: pantaloni gaucho (Máxima è argentina) e blusa a scatoletta di un bell’arancio acceso (si è sposata nella Casa d’Orange). E ciliegina sulla mise un bel paio di orecchini tassel (cioè a nappa), per evitare il rischio di eccessiva sobrietà. La adoro. mathilde maskArancio anche per Mathilde dei Belgi, che giovedì ha visitato Gediflora nel villaggio fiammingo di Oostnieuwkerke, dove ha incontrato donne imprenditrici nella floricoltura. Per lei un completo pantaloni in seta del fido Natan completato da sandali a tacco alto verde oliva – non la scelta più azzeccata, vista la pioggia – clutch rosa cipria con fantasia astratta. Col colpo di teatro dell’accessorio più cool del momento: la mascherina in seta en pendant col completo. Proprio quella che sta cercando Lady Violet! La Reine farà scuola, diventando l’icona fashion-pop del momento? Vedremo.

Per due regine così alte e colorate ci vuole una coppia di tazze, con un solo piattino e di misura leggermente più grande, le English Rose della manifattura Roy Kirkham. Non sono antiche, né particolarmente pregiate, ma sono tra le prime che ho comprato, da una simpatica e gentilissima ragazza inglese in un mercatino di beneficenza a Londra, le amo particolarmente e mi mettono allegria.

Breaking News!

Il Principe Joachim del Belgio è nei guai, e purtroppo potrebbe non essere il solo. Prince Joachim Of Belgium Promoted To The Rank Of OfficerIl giovanotto, che è figlio di Astrid e dunque nipote del re Philippe, ha pensato bene di andare a Cordoba, città della fidanzata spagnola Victoria Ortiz. Una volta in Andalusia – dove è atterrato il 24 – non solo non ha rispettato la quarantena per chi arriva dall’estero, ma ha continuato a violare le regole imposte dalla fase 2  partecipando a una festa di famiglia con 30 persone (il massimo consentito è 15). Ora il ventottenne principe è risultato positivo al coronavirus, e le autorità spagnole hanno dovuto rintracciare gli altri partecipanti all’incontro, attualmente posti tutti in quarantena. Considerando le sofferenze patite dai Belgi a causa della pandemia, e quelle degli Spagnoli, se possibile anche più gravi, avrebbe decisamente potuto evitare. Resta solo da sperare che non ci siano conseguenze né per lui né per quelli con cui è venuto in contatto.

Un tea con Lady Violet – Spose di maggio

margaret weddingLa principessa Margaret e Tony Armstrong-Jones, 6 maggio 1960

boda reina sofiaSofia di Grecia e Juan Carlos, poi sovrani di Spagna, 14 maggio 1962

martha louise weddingMärtha Louise di Norvegia e Ari Behn, 24 maggio 2002

princess mary weddingMary Elizabeth Donaldson e Frederik, Principi Ereditari di Danimarca, 14 maggio 2004

UnknownLetizia Ortiz Rocasolano e Felipe Principe de Asturias, poi sovrani di Spagna, 22 maggio 2004

autumn phillips weddingAutumn Kelly e Peter Philips, 17 maggio 2008

wedding sussexesMeghan Markle e Harry of Wales, Duchi di Sussex, 19 maggio 2018

lady gabriella weddingLady Gabriella Windsor e Thomas Kingston, 18 maggio 2019

pippa middleton weddingTante sono state negli ultimi sessant’anni le spose reali di maggio, cui potremmo aggiungere anche Miss Pippa Middleton – che non è proprio royal, piuttosto, come diremmo oggi, congiunta – che il 20 maggio 2017 ha sposato James Matthews.

Oggi avremmo celebrato un altro royal wedding tanto atteso, che avrebbe reso HRH Beatrice of York la Signora Mapelli Mozzi. Poi sappiamo com’è andata, sono accadute cose assai più gravi, migliaia di persone non ci sono più, e sicuramente un matrimonio rinviato è l’ultimo dei problemi, ma un leggero sapore amaro Lady Violet lo prova. Sappiamo che Bea e Edo stanno trascorrendo la quarantena nell’Oxfordshire ospiti della madre di lui, Nikki Shale. Invece la madre di lei, Sarah, oggi ha affidato il suo pensiero a due tweet; in uno augura salute e amore a tutti gli sposi costretti a rinviare le nozze, nell’altro pubblica una buffa foto di Beatrice bambina, che definisce colei che le ha donato più gioia di quanta mai avesse mai potuto desiderarne. bea by sarahNoi restiamo in trepidante attesa, i cappelli riposte nelle cappelliere ma pronti a essere usati!

IMG_20200529_211713La tazza di oggi è la Petit Point Royal Albert, prodotta dal 1932 al 2001. Il decoro evoca un ricamo a piccolo punto, che per mostrarsi in tutta la sua bellezza ha bisogno di tempo e pazienza, proprio come il matrimonio di Bea e Edo.

 

 

Un tea con Lady Violet – Domani è un altro giorno

IMG_20200528_210621Dopotutto domani è un altro giorno (After all, tomorrow is another day) è senz’altro la battuta più celebre di Via col vento, e una delle più conosciute dell’intera storia del cinema. La pronuncia alla fine del film la protagonista Scarlett/Rossella, dopo essere stata mollata dal rude Rhett con l’altrettanto famosa «francamente, me ne infischio» (Frankly, my dear, I don’t give a damn). La sua antagonista, la cugina – e a un certo punto anche, brevemente, cognata – Melania è morta da tempo, dopo averle soffiato il grande amore Ashley. Né sarebbe potuta andare diversamente, se come penso le due signore incarnano l’una il vecchio Sud aristocratico che soccombe al Nord, e l’altra quello che sa cambiare e adattarsi ai tempi nuovi, nel più puro spirito americano. La sorte delle due attrici è invece assai diversa: la bellissima e fragile Vivien Leigh muore nel 1967 a neanche 54 anni, annientata dalla tubercolosi e dalla fine del matrimonio con Laurence Olivier; Dame Olivia de Havilland si avvia a doppiarla, e tra un mese compirà i 104 (è nata a Tokyo da genitori britannici il 1 luglio 1916). Poche attrici rappresentano meglio di lei la Hollywood royalty; per la sua carriera, ricca di grandi ruoli e di premi, tra cui ben due Oscar, per i leggendari conflitti con la sorella minore Joan Fontaine: divise da rivalità personali familiari e di carriera, unite dall’aver vinto entrambe il premio più prestigioso, prima e finora unica coppia di sorelle.

Sempre identificata col suo personaggio più famoso, in nulla Olivia assomiglia alla dolce e remissiva Melania: e forse il suo ruolo migliore lo sostiene contro le majors, che negli anni ’30 e ’40 “possedevano” gli attori cui imponevano contratti capestro. Olivia appartiene alla Warner, che la ritiene adatta solo ai ruoli da buona, e investe principalmente su un’altra grande star, Bette Davis, la perfida per eccellenza. Il contratto però impedisce di accettare altri ruoli, ed è così che nel 1940, l’anno dopo il trionfo di Via col vento, l’attrice si ribella. Ne ricava la messa all’indice per tre anni, quando decide di intentare una causa milionaria, che segnerà per sempre la storia di Hollywood e cambierà la vita di tutti gli attori che verranno. olivia de havilland bikingSe a questo punto vi state chiedendo la ragione del post, questa fotografia ve la rivela.  L’ho scoperta grazie a una giovane amica mia e del blog, e ritrae la signora in bicicletta lo scorso luglio, all’indomani del compleanno numero 103. Confesso, ciò che mi colpisce non è solo l’energia e l’aplomb, ma anche l’impeccabilità. Dalla décolleté nera – sembra proprio la classica Vara Ferragamo – alla calza chiara, un must per le signore di fine Novecento, alla giacca candida quanto i capelli. Per tacere dell’eleganza con cui riesce a pedalare con la gonna. Una lezione per tutti (e tutti), ma mica lo chic, la consapevolezza di sé, cui rimanere fedeli sempre, anche se domani è un altro giorno.

Per Dame Olivia de Havilland, insignita da Her Majesty the Queen dell’Order of The British Empire nel 2017, ho scelto una vecchia tazza Spode Copeland più o meno sua coetanea. Fu un dono di nozze alla mia nonna, che si sposò nei primi anni ’20, e arrivò anche lei a 104. Io l’ho ereditata, ed è all’origine della mia piccola collezione di tazze con le rose.

Un tea con Lady Violet – Piccoli dispiaceri e grandi dolori

mdeOggi era previsto che i giardini di Buckingham Palace si aprissero per il terzo garden party dell’anno, ma questi appuntamenti – in cui la sovrana invita per l’afternoon tea migliaia di sudditi che si sono distinti in ogni campo – sono stati tra i primi ad essere annullati a causa dell’emergenza sanitaria. È un piccolo dispiacere per noi, che ci beiamo della vista di mise e cappellini, e signori eleganti in tight, ma posso solo immaginare il dispiacere per gli invitati di quest’anno, rimandati elegantemente all’anno prossimo. Lady Violet resta in rispettosa attesa di un invito – se non per il 2021 va bene anche il 2022 – che esaudisce uno dei suoi sogni: un royal Afternoon Tea  nei giardini di Buckingham Palace, la quintessenza del British royal style. queen victoria garden partyQueen Victoria, cui dobbiamo la creazione di molti dei riti sociali contemporanei, iniziò la tradizione del garden party negli anni ’60 dell’Ottocento, dopo aver reso Buckingham Palace sua residenza ufficiale; curiosamente all’inizio veniva chiamato breakfast benché si tenesse di pomeriggio (un po’ come il ricevimento nuziale chiamato wedding breakfast, probabilmente perché si presupponeva che prima della cerimonia non si mangiasse nulla). wales wedding breakfast menuQuest’anno invece nulla; i reali in quarantena in varie residenze, e annullati tutti i garden party, sia i tre a Londra sia quello che si svolge a Edimburgo nei giardini di Holyroodhouse durante la Royal Week, la settimana tra giugno e luglio che la Regina trascorre in Scozia. Per stemperare un po’ la delusione, dalla Royal Household arriva la ricetta originale degli scones che si servono a Corte, e vengono gustati da Sua Maestà in persona, la trovate qui https://www.royal.uk/royal-recipe-fruit-scones sconesSe non conoscete questi tipici prodotti inglesi da forno, simili a piccoli panini al burro ma più sodi e leggermente dolci vi consiglio assolutamente di provarli, non può esserci afternoon tea senza scones (se poi volete una ricetta ancora più facile di quella royal, vi passo quella che faccio io). Come si mangiano? Idealmente con marmellata di fragole e clotted cream (che in Italia è quasi impossibile da trovare) o con un curd, deliziosa crema di burro e frutta acida, nella versione più famosa con il limone.

reyes silencioQuesti però sono dispiaceri piccoli piccoli se paragonati alla tragedia della pandemia, all’assenza delle vittime, allo strazio di chi ha perso qualcuno che amava. Da oggi per dieci giorni la Spagna ha dichiarato il lutto nazionale, iniziato a mezzogiorno con un minuto di silenzio in memoria dei ventisettemila scomparsi a causa del virus. Se vi capiterà di visitare la pagina web o gli account social della Casa Real troverete un nastrino nero, mentre i sovrani, accompagnati dalle figlie, a mezzogiorno si sono uniti agli Spagnoli con una breve cerimonia nei giardini della Zarzuela, davanti alla bandiera a mezz’asta. Una scena che non so perché ho trovato vagamente inquietante, con la Reina particolarmente grimildesca, la falcata inceppata dalle ballerine, Leonor annegata in una sorta di sacco e Sofía – che ha chiaramente ereditato la struttura fisica dal padre e sembra lei la maggiore – vestita come la madre, con l’aggravante di un paio di sabot con cui ciabattava un po’ https://www.youtube.com/watch?v=yXo9hRiUGfU&fbclid=

La tazza del giorno è quella con cui ieri ho preso il tea insieme con un’amica; fa parte di un set edoardiano che comprende due tazze con doppio piattino lattiera e zuccheriera (usata come porta crakers) nell’amato color violet. IMG_20200527_212054A domani.