Le foto del giorno – Un Re di valore (bollato)

Dopo monete e banconote (La foto del giorno – Un Re di valore) King Charles III ha il suo francobollo.

È una affrancatura 1st (class) – in pratica la nostra posta celere – del valore di 95 pence e sarà disponibile dal 4 aprile; i francobolli con l’immagine della defunta regina restano validi finché si saranno esaurite le scorte. L’effige del re, ritratto da Martin Jennings, è quella stessa che compare sulle monete finora coniate, da 50 pence e da 5 sterline, entrambe molto belle con il loro omaggio alla sovrana appena scomparsa.

King Charles è il settimo sovrano britannico a comparire su francobolli, da quando Queen Victoria fu ritratta sul “Penny Black” nel 1840. Il francobollo di King Charles presenta – o meglio non presenta – un dettaglio che lo rende diverso: per la prima volta non compare la corona, presente in un modo o nell’altro in tutti gli altri, Un cambiamento piccolo ma significativo, un altro passo verso una monarchia contemporanea, più semplice e meno distante.

P.S. Ho appena scoperto, con l’esclusione del semicalvo Edward VII, che i Re britannici si pettinano con la riga a sinistra!

Il caffè del lunedì – Solo un anno fa

Caffè veloce e un po’ malinconico oggi, 6 febbraio. Se alla corte di St James ci fosse ancora una Queen e non un King, festeggeremmo i suoi settantun anni sul trono, ricordando anche quel re gentile e riluttante che, morendo mentre lei era lontana, glielo aveva lasciato.

(Ph: Chris Jackson – WPA Pool/Getty Images)

Ma il tempo passa – già otto mesi da quando è stata scattata questa foto, e cinque dal suo farewell – e alla fine la sua uscita di scena è avvenuta con un tempismo perfetto.

Ora ci si prepara all’incoronazione del nuovo Re, ma un piccolo pensiero a lei – che tra le altre cose è responsabile per tanti della fascinazione per il mondo royal – mi piaceva dedicarlo. Questo il post che scrivemmo l’anno scorso per celebrare l’importante anniversario: La foto del giorno – Una giornata particolare)

Questa la lettera con cui si rivolse al suo popolo (e a Camilla): Breaking News! – Si fa la storia.

E sorseggiando il vostro caffè potete ricordare quella volta che lo bevve anche lei: La foto del giorno – 15 agosto

Royal chic shock e boh – Red!

Molte royal ladies – e molte di quelle che ho trovato interessanti – questa settimana hanno indossato il rosso, perciò che ne dite di dedicare la nostra rubrica a questo splendido colore? Let’s start!

The Princess of Wales

Un inizio col botto: per il lancio della campagna Shaping Us, che promuove il benessere dei più piccoli, dalla gravidanza ai cinque anni d’età, Catherine arriva nella sede dei premi BAFTA – di cui William è presidente – con un completo clamoroso. Una creazione Alexander McQueen in crêpe di lana con giacca asimmetrica e pantaloni dalla linea leggermente a zampa. Rossi anche gli accessori: décolleté Gianvito Rossi e clutch con inutile fiocco di Miu Miu. Purtroppo Catherine non resiste e sceglie un paio di orecchini di bigiotteria di una bruttezza rara, come ahimé spesso le accade. Anyway, chic.

The Queen Consort

(Ph: Getty Images)

Dallo scorso anno la Camilla è Colonello dei Grenadier Guards (carica onorifica in cui ha sostituito quello scriteriato del cognato Andrew) e martedì 31 gennaio ha compiuto il primo atto in tale veste, visitando Lille Barracks ad Aldershot, nella contea di Hampshire. Probabilmente in onore alla giubba scarlatta dei granatieri ha scelto a sua volta il rosso in una tonalità che le dona particolarmente. Il cappotto di Fiona Clare Couture mi sembra familiare ma non saprei dire se lo abbia già indossato, dato che il modello ormai è diventato il suo segno distintivo e ne ha una collezione. Già vista invece la bella borsa Coco Handle Chanel, nera come gli stivali. Nessuna spilla in questa occasione per la Queen Consort, ma due monili che porta praticamente sempre: il bracciale Vintage Alhambra di Van Cleef & Arpels, con i cinque quadrifogli in agata blu, e collier Apollo di Kiki McDonough, con un topazio blu centrale e cinque piccoli diamanti; è assai probabile che il numero cinque che si ripete sia nel bracciale sia nella collana si riferisca ai suoi cinque nipotini. Nonna e regina, chic.

Olandesi in tour

(Ph: RVD)

La settimana appena trascorsa ha visto il debutto di Catharina-Amalia, futura regina dei Paesi Bassi, al seguito dei genitori in un lungo viaggio ufficiale della durata di ben due settimane. Meta le Antille Olandesi, definizione con cui noi indichiamo genericamente un insieme di territori che nel corso degli anni hanno mutato il loro status, pur rimanendo parte del Regno dei Paesi Bassi. Innumerevoli – e non sempre logiche – le mise indossate dalle due signore, ma loro sono così e noi così le prendiamo. Lunedì 30, quarto giorno del tour, i reali arrivano ad Aruba, e la regina sceglie il rosso. L’abito è Natan, il modello Jenny in crêpe di seta, e rappresenta un po’ l’evoluzione del solito cape dress. Mi piace molto l’abbinamento con accessori bordeaux, soprattutto la classica clutch Jige Hermès; non altrettanto le scarpe con inserti in pvc – queste sono le Plexi di Gianvito Rossi – ma Máxima le adora, e tanto basta, Rosso per il grande cappello Fabienne Delvigne opportunamente riproposto, e rosso anche, soprattutto, per i gioielli, a partire dalla favolosa spilla parte della parure di diamanti e rubini detta Pauwenstaart, a coda di pavone. Chic. Accanto a tale dispiegamento di regale glamour la povera Amalia infilata in un completo in lino Max Mara sembra in pigiama, o peggio nell’uniforme dei deportati alla Cayenna (che sta pure da quelle parti). Shock.

Il giorno seguente la famiglia sbarca a Curaçao, e le due signore coordinano le loro mise scegliendo un rosso/arancio molto caraibico. La regina indossa un completo low cost firmato Massimo Dutti: giacca monopetto e morbidi pantaloni crop che con la sua altezza può mettersi tranquillamente, con sottogiacca nude e accessori nei colori della terra. Amalia osa pantaloni di lino bianco – che indossa spesso in questo viaggio e devo dire quasi sempre impeccabilmente – e blusa rossa. Non mi dispiacciono né mi fanno impazzire, dunque boh per le mise ma chic per il colore perfettamente coordinato e per i bouquet, abbinatissimi pure loro.

(Ph: Curacao Chronicle)

Giovedì 2 è un giorno speciale per i sovrani: il ventunesimo anniversario di matrimonio, e i locali fanno loro dono di un lucchetto da agganciare ad una installazione artistica; dal trono a Moccia è un attimo! Più fortunata la figlia che riceve invece un intero ponte; d’ora in poi porterà il suo nome. Questa è una di quelle occasioni uno di cui non si capisce il dress code: Willem-Alexander senza giacca né cravatta ricorda quei film degli anni ’60 in cui i mariti al lavoro in città nel fine settimana raggiungevano le mogli al mare con la prole. Máxima invece è vestita come se dovesse andare a una prima comunione: cappellino fiorato a calotta Fabiene Delvigne, abito giallo limone con accessori pitone (tutto Natan), perfino i guanti. Molto meno formale Catharina-Amalia in pantaloni di lino rosso, blusa fiorata di Isabel Marant, borsetta Natan dall’armadio materno e scarpine nude Gianvito Rossi. Francamente li trovo tremendi, shock. In questo viaggio abbiamo iniziato a conoscere la giovanissima principessa d’Orange. Le sue mise ci convincono? Non sempre. La fanciulla ha volumi importanti – altissima, forme morbide, un bel viso pieno, chioma abbondante – che secondo Lady Violet dovrebbero essere armonizzati meglio: nell’ultimo caso i pantaloni sono troppo stretti, la blusa troppo striminzita, le scarpine troppo da città. Ma in fondo ha solo ha solo 19 anni e tanto tempo per divertirsi a sperimentare.

Les Girls

(Ph: Instagram @queenrania)

Anche i reali hashemiti sono in viaggio di lavoro, e accompagnati dal principe ereditario sono volati negli USA. La First Lady e la Regina si sono fatte ritrarre insieme, un po’ Millie e Melody, le nipotine di Minnie, un po’ Laverne &Shirley (se siete troppo giovani e non sapete di cosa stia parlando, beati voi e non vi resta che googlare). Innanzi tutto consentitemi una piccola considerazione: tra le due signore ci sono circa vent’anni di differenza, ma Jill regge il confronto senza problemi. Per lei total red: abito Brandon Maxwell e scarpe Marion Parke, Rania sceglie invece il total blue: dress Elie Saab con borsa Sicily Dolce e Gabbana e scarpe Gianvito Rossi, gettonatissimo questa settimana. Un filo stucchevoli ma chic.

La Reine Mathilde

Non è proprio rosso, o meglio non solo rosso, ma capirete che non potevo privarvi di tale spettacolo. Il 31 gennaio i sovrani belgi hanno ricevuto le Autorità del Paese per gli auguri per il nuovo anno, (tassativamente proibiti da febbraio in poi). La Reine ha sfoggiato una mise color block: parte superiore del corpino e maniche rosso scuro, il resto rosa shocking. Nemmeno il leggendario aplomb di Sa Majesté le Roi riesce a camuffare la sua perplessità; quanto a me vi dico una cosa sola; perfino Natan si è affrettato a dichiarare che non è opera sua. Quasi quasi preferisco il completino animalier della cognata Astrid con gonna da ballerina in chiffon Ho detto quasi. Shock+shock, così non litigano.

Rossi terziari

(Ph: Instagram @queenrania)

Le ultime due mise di oggi con tutta evidenza non sono rose, ma siccome desidero parlarvene lo stesso potrei sottolineare come i loro colori siano composti anche dal rosso, che è un colore primario (e spero che apprezzerete questa arrampicata sugli specchi per cambiare argomento). La prima mise la indossa Queen Rania in uno degli appuntamenti americani. Mentirei se negassi di essere stata attratta da quel favoloso tocco di ciclamino, ma ciò che mi ha convinta è l’idea che qualcosa di particolare possa trasformare interamente il look, per cui qui una lunga sciarpa accende il classico completo gonna nera/camicia bianca Replicabile sempre e da chiunque, ma attenzione all’effetto cameriera di bar/ristorante/tea room. Indagando meglio ho scoperto che quella non è una sciarpa, ma un drappo variamente cucito alla camicia, per cui francamente non mi piace (oltre alla mia naturale avversione per il raso lucido, soprattutto di giorno, che rischia di farci sembrare un pacco regalo e ingrassa pure). Per cui la camicia è shock, ma l’idea di un accessorio così chiaramente protagonista è chic.

(Ph: PPE/Nieboer)

Nessun dubbio invece per la mise di Máxima, in compagnia di una costernata Amalia, in un lungo punitivo caftano verde menta Essentiel Antwerp che la invecchia un po’ troppo, boh. A movimentare l’ultima sera a Curaçao pensa la regina, che per partecipare al Tumba Festival sceglie questo monospalla a strisce diagonali marroni e rosa con fioccone/tovagliolo. Accessoriato con ciabattoni che neanche al castello delle cerimonie, con l’aggravante che questi sono Gianvito Rossi. L’abito è coraggiosamente firmato Natan, che questa volta ha almeno indovinato il nome del modello, chiamandolo Odia. Vostra Maestà, ricordatevi quello che povero blog sa da tempo: Natan vi odia! Shock.

A Royal Calendar – 2 febbraio 1931

Oggi mi sono imbattuta in questa fotografia, e ho pensato di ricordarvi la loro storia. Storia che molti di voi conosceranno già, essendo stata narrata anche nella seconda stagione di The Crown.

Il 2 febbraio 1931 nel Neues Palais di Darmstadt si sposa l’erede del granducato d’Assia e del Reno, Georg Donatus. La sposa è Cecilie di Grecia e Danimarca; in famiglia la chiamano Cécile, alla francese, e noi la conosciamo soprattutto come una delle sorelle del principe Philip. I genitori Andreas di Grecia e Alice di Battenberg si sono conosciuti all’incoronazione di King Edward VII e sposati un anno dopo, tra loro un incrocio di parentele che uniscono il sangue delle famiglie reali di Regno Unito Germania Russia e naturalmente Grecia e Danimarca. Insieme hanno quattro figlie e un figlio, ma all’alba degli anni Trenta il matrimonio è praticamente finito: lui ha abbandonato la famiglia per un’altra donna, lei ha subito un ricovero per schizofrenia nel sanatorio del dottor Binswanger in Svizzera. Intanto una dopo l’altra vanno all’altare le quattro ragazze: il 15 dicembre 1930 la più piccola, Sophie, sposa appena sedicenne Christof Hesse Kassel. Il 2 febbraio tocca alla terzogenita Cecilie, il 20 aprile dello stesso anno la figlia maggiore Margarita sposa Gottfried principe ereditario di Hohenlohe-Langenburg e il 17 agosto è la volta di Théodora con Berthold Margravio di Baden. Quattro figlie maritate in otto mesi, un record assoluto!

Georg Donatus von Hessen und bei Rhein è cugino primo della madre della sposa; suo padre e la madre di Alice sono fratello e sorella, un’altra sorella era l’ultima zarina, Alessandra. Nel 1918, alla dissoluzione dell’impero, anche il granducato di Assia e del Reno come tutti gli stati tedeschi è diventato una repubblica, parte della Repubblica di Weimar. Nel 1933 Hitler prenderà il potere, e inizierà il peggiore incubo dell’Europa moderna, speriamo l’ultimo.

Quel freddo giorno di febbraio è tutto di là da venire, Le fotografie seppiate rimandano il fascino degli sposi, giovanissimi (24 anni compiuti da poco lui, 20 da compiere a giugno lei), bellissimi, elegantissimi. Le cronache raccontano di strade gremite da una folla talmente grande ad attendere il corteo nuziale che le automobili che lo compongono a un certo punto non riescono a procedere, e le famiglie, lo sposo, la sposa – accompagnata dal padre che proprio quel giorno compie 49 anni – devono proseguire a piedi.

Dopo il viaggio di nozze gli sposi si stabiliscono a Darmstad; il 25 ottobre, a sette mesi e 23 giorni dalle nozze la coppia accoglie il primo figlio, Ludwig Ernst Andreas. Il 14 aprile 1933 nasce Alexander Georg Karl e il 20 settembre 1936 l’unica femmina, Johanna Marina Eleonor.

Il 1937 è l’anno del destino: in primavera Cécile è di nuovo incinta, a Pasqua ospita per le vacanze il fratello Philip, sedicenne, che frequenta a scuola Gordonstoun in Scozia. Il 1 maggio Georg Donatus – riservista della Luftwaffe, l’aeronautica militare – e sua moglie aderiscono al Partito Nazista. Il 9 ottobre il granduca padre Ernst Ludwig muore; per il mese seguente a Londra sono fissate le nozze tra il fratello minore di Georg Donatus, Ludwig, e Margaret Campbell Geddes. Nonostante la paura di volare di Cécile, all’ottavo mese di gravidanza, la famiglia decide di raggiungere la capitale inglese in aereo e il 16 novembre si imbarca su un trimotore della Sabena. Sull’aereo ci sono i granduchi, i loro due figli maggiori di sei e quattro anni, la granduchessa vedova, la tata dei bambini Lina Henar e l’equipaggio. Nei cieli del Belgio, nei pressi di Ostenda, l’areo urta la ciminiera di una fabbrica e precipita incendiandosi. Non ci sono superstiti. Viene rinvenuto il corpicino della creatura che Cécile aspettava; è possibile che sia entrata in travaglio e il pilota abbia tentato un atterraggio di emergenza, e la fitta nebbia ha fatto il resto. Oppure la nascita è avvenuta in seguito al trauma della caduta. Philip, legatissimo alla sorella, ne è devastato. Nella foto ufficiale del matrimonio appare a fianco della sposa; da quel giorno felice sono passati appena sei anni e mezzo.

L’unica superstite della famiglia è Johanna, che a 14 mesi è considerata troppo piccola per partecipare alle nozze. La bimba viene adottata dal fratello del padre, ma muore di meningite nel 1933. Ludwig e Margaret non avranno figli, alla morte di lui nel 1968 la famiglia è estinta.

Il caffè del lunedì – Grab the brolly!

Cosa c’è di più British di un ombrello? Chi mai potrà dimenticare Her Majesty coi suoi cappottini colorati e i vezzosi cappellini proteggersi sotto un parapioggia in pvc trasparente – perché i sudditi potessero sempre vedere il suo viso – rifinito da una banda coordinata alla mise? Ne aveva una collezione, tutti marca Fulton, inglesissimo brand in vendita dappertutto per poche decine di sterline.

E quando il Regno Unito non era ancora il paradiso dello shopping (almeno non quello abbordabile) uno dei souvenir classici era un bell’ombrello. Magari uscito da James Smith & Sons, blasonatissimo negozio artigianale che ripara le teste di Ladies&Gentlemen dal 1830. Occupa ancora, da ben 170 anni, lo splendido negozio vittoriano al numero 53 di New Oxford Street e vale assolutamente una visita; per raggiungerlo basta chiedere di The Umbrella Shop, il negozio di ombrelli per antonomasia.

Conoscendo la consolidata tradizione britannica, probabilmente non ci siamo mai fatti domande nemmeno sulla provenienza degli ombrelli di His Majesty, magari quello che portava ieri e che usa spesso, blu col manico in bambù. Sicuramente un prodotto di somma qualità, fatto a mano direttamente da Mr Smith o da qualche altro artigiano, talmente raffinato ed esclusivo che non lo conosce neanche Lady Violet (momento autoelegiativo, passa subito). E invece…

…e invece no, perché l’ombrello in questione è stato davvero realizzato da sapienti mani artigiane esclusivamente per il sovrano, ma le suddette mani non sono albioniche bensì italiane, più precisamente napoletane. L’ombrello di King Charles (in effetti ce l’aveva già quando era ancora HRH The Prince of Wales) viene dal laboratorio di Mario Talarico, ombrellaio di culto con bottega a via Toledo (al civico 329, mentre il laboratorio è lì vicino, in Vico Due Porte a Toledo 4/B).

Appezzate la raffinatezza della costruzione che utilizza un legno intero; in questo caso è bambù, ma ci sono anche legni particolari come il limone di Sorrento. E tessuti pregiati, a volte provenienti addirittura dalle seterie di San Leucio. Insomma, il trionfo del Made in Italy, di cui gli stilisti sono stati e sono un magnifico amplificatore a livello mondiale, ma non certo gli iniziatori. La tradizione napoletana poi, soprattutto per l’universo maschile, francamente non ha rivali; a casa mia si diceva (e si dice ancora) che nessuno è più elegante di un elegante signore napoletano.

A casa mia (ma in effetti era soprattutto mia madre, non nota per il proprio incontenibile ottimismo) si usava spesso anche uno dei motti di Mario Talarico: se non piove pioverà… Al che, da quando imparai l’espressione – oggi un po’ vintage come del resto sono io – rispondevo: grab the brolly, prendi l’ombrello!

Le foto del giorno – In cammino

La defunta Regina era solita trascorrere il periodo natalizio a Sandringham, dove rimaneva fino al 6 febbraio, data che per il resto del mondo rappresentava l’anniversario della sua ascesa al trono, ma per lei il doloroso giorno della morte del padre. King Charles con discreta accortezza sta assicurando una transizione smooth, morbida, e dunque pur essendo tornato nella residenza londinese di Clarence House in queste domeniche di gennaio si fa vedere ripercorrere i passi materni per raggiungere la chiesa di St. Mary Magdalene.

Oggi non cera la Queen Consort Camilla, ma il sovrano era comunque in ottima compagnia, quella della sorella Anne. Che con stile intramontabile nonché ineffabile ha sfoggiato uno di quei pillbox di pelliccia – di solito castoro, ma anche maculato per le più audaci – tanto di moda negli anni ’60 (mia madre ce l’aveva) che sono certa arriva direttamente da quell’epoca. Potenza del vintage!

Altra presenza che non è passata inosservata quella di Lady Susan Hussey, incappata qualche mese nel furore antirazzista per essersi improvvidamente rivolta a un’attivista angloafricana ospite a Buckingham Palace (La foto del giorno – Women). Va detto che l’anziana nobildonna – una delle più intime amiche di Queen Elizabeth e sua lady-in-waiting, nonché madrina di battesimo del Principe William – si era prontamente scusata, e la polemica rapidamente rientrata.

Ora la sua presenza nel piccolo corteo reale fa pensare che sia stata riammessa nell’inner circle, da cui era stata prudentemente accantonata. Mi sembra si possa dire che i primi passi di Charles come Re vadano nel senso della ricomposizione dei conflitti, e questo potrebbe riguardare anche il figlio minore. A quanto si sa al momento, il sovrano vorrebbe anche i Sussex presenti alla sua incoronazione (nonostante la contrarietà del figlio maggiore, che teme qualche brutta sorpresa) e avrebbe incaricato l’Arcivescovo di Canterbury Justin Welby di negoziare un accordo.

La passeggiata odierna ha però portato alla mia attenzione un dettaglio del suo abbigliamento, che sarà l’argomento del caffè di domani e spero troverete interessante. See you soon!

Le foto del giorno – Evviva Santa Devota!

Sono giorni di festa nel Principato, due giorni fa il compleanno di Charlène, ieri la vigilia e oggi la festa della patrona Sainte Dévote (Santa Devota in lingua monegasca, che poi è un dialetto ligure).

La sera del 26 iniziano le cerimonie in onore della santa, fanciulla còrsa martirizzata durante la persecuzione di Diocleziano il cui corpo arrivò miracolosamente sulle sponde di quello che sarebbe diventato il Principato di Monaco. Quest’anno c’erano pure dei droni che per alcuni minuti hanno illuminato il cielo della notte monegasca con i simboli della festa.

Il cui momento clou è senz’altro quello istituito il 26 gennaio 1924 dal Principe Louis II, bisnonno dell’attuale sovrano: per la prima volta sul sagrato della chiesa fu incendiata una barca in ricordo di un episodio che si fa risalire addirittura al 1070, quando un pirata tentò di rubare le spoglie della santa; fallito il tentativo la sua barca data fu data alle fiamme sulla spiaggia.

Nuovamente positivo al covid il sovrano, Albert II, maestra delle cerimonie quest’anno è stata la Princesse Charlène, e va detto che se l’è cavata piuttosto bene, potendo contare solo sul supporto di Mélanie-Antoinette Costello de Massy (la signora col cappotto magenta), figlia della baronessa Elizabeth Anne de Massy, prima cugina di Albert, dunque non un rappresentante di primissimo piano della famille princière. Ma un validissimo aiuto è arrivato dai gemelli Jacques e Gabriella, carini educati e affettuosissimi.

Questa mattina la messa in cattedrale, cui la Princesse ha partecipato da sola, raggiunta dai figli al momento di affacciarsi al balcone di Palazzo per il passaggio della processione e il saluto ai monegaschi, e qui sorpresa! Si è affacciato anche Albert, leggermente discosto dalla famigliola e opportunamente dotato di mascherina. Le loro espressioni sono quelle allegre cui ci hanno abituati in questi anni ma insomma, tutto sommato meglio di altre volte.

Nel frattempo i signori Wittstock, genitori di Charlène, hanno annunciato di volersi trasferire dal Sudafrica al Principato, dove già risiede il figlio Gareth, per essere più vicini alla figlia e ai nipotini. Caro Albert, sei circondato!

Breaking News! – Il rieccolo

Lady Violet non è impazzita (almeno non credo) e non ha deciso di trasformare questo frivolo blog in serioso foglio politico, per cui il titolo il rieccolo si ispira ovviamente all’immortale definizione che Montanelli diede di Fanfani ma la similitudine finisce qui.

Ora dite la verità, quante volte pensando all’imminente compleanno dell’amato bene o di qualcuno a voi vicino, per cui avreste dovuto inventarvi qualcosa, avete detto fra voi e voi se ci penso mi viene la febbre? Ecco, Albert de Monaco vi (ci) ha battuti; oggi la moglie Charlène compie 45 anni? E lui ha esagerato, invece della febbre si è fatto venire direttamente il covid. Ancora.

Scherzi a parte, il Principe è di nuovo positivo, per la terza volta in tre anni. Il Palazzo assicura che Albert è totalmente asintomatico e la sua salute non desta la minima preoccupazione. Il sovrano si attiene scrupolosamente al protocollo sanitario del Principato, è in isolamento e continua a lavorare da remoto, in contatto costante col Governo e i più stretti collaboratori.

Charlène questa sera sarà indecisa; pizza a domicilio o fiumi di champagne per i fatti suoi al Louis XV, il ristorante stellatissimo di Alain Ducasse all’interno dell’Hôtel de Paris? Ai beneinformati l’ardua risposta, al Principe gli auguri per una rapida negatività.

Le foto del giorno – Quanta strada c’è da fare

Tra dicembre e gennaio è prassi che i capi di stato incontrino il corpo diplomatico accreditato nel Paese; oggi è toccato alla Spagna, El Rey Felipe VI e la Reina Letizia hanno ricevuto a Palazzo Reale gli ambasciatori. Dopo la Pascua Militar, il 6 gennaio, questa è la seconda occasione in cui il protocollo richiede per la sovrana il lungo da giorno.

Letizia ha scelto una mise piuttosto insolita per lei, abbinando alla blusa bianca con fiocco, disegnata da Carolina Herrera e già indossata in precedenza, una lunga gonna rosa; alle orecchie monili con pietre colorate creati per lei da Tous Jewelry (non che si siano sprecati eh), all’indice sinistro l’anello del brand italiano Coreterno, probabile regalo di Natale, che sulla faccia esterna reca inciso amor che tutto move mentre all’interno una frase ispirata a una ballata medioevale inglese: as long as i’m existing you will be loved (finché vivrò sarai amata).

Che la Reina stia diventando romantica? Quién sabe. A me questa mise ha ricordato quella di una illustre invitata alla Boda Real, che cannò completamente il dress code – lungo senza cappello al posto di corto con cappello – ma si fece notare e apprezzare, eccome! Certo, non è proprio a stessa cosa, ma considerate che Rania vestiva Givenchy. E forse ha un temperamento più teatrale dell’algida Letizia.

Fin qui la frivolezza che piace a noi, ma ahimé la cronaca non è sempre così leggera, e devo segnalarvi un episodio accaduto durante il ricevimento, estremamente spiacevole e purtroppo altrettanto significativo.

Guardatevi il video del quotidiano El Pais; chiamato a salutare i sovrani, l’ambasciatore della Repubblica d’Iran dà la mano al re ma non alla regina https://elpais.com/videos/2023-01-25/el-embajador-de-iran-no-da-la-mano-a-la-reina-letizia.html

Quanta strada c’è ancora da fare, quanta.

Breaking News! – Buone notizie

L’avevamo immaginato guardando la sua silhouette rivelata negli eventi natalizi cui ha partecipato – il concerto a Westminster Abbey e a messa a Sandringham il giorno di Natale – e ora arriva la conferma ufficiale, Eugenie è incinta!

(Ph: Instagram @princesseugenie)

La minore delle principesse York ha sposato Jack Brooksbank il 12 ottobre 2018, ed è già mamma di August, che compirà due anni il prossimo 9 febbraio. Il nuovo royal baby è atteso “per l’estate” e sarà il primo pronipote che la Regina non conoscerà. L’annuncio è arrivato subito dopo le dichiarazioni della principessa, che sottolineando la sua attenzione verso ambiente e sostenibilità, ha rivelato di aver bandito la plastica inutile dalla sua casa, e di educare così il suo bambino, una sorte di attivista duenne. Insomma, la famiglia si allarga, e già immagino la felicità di nonna Sarah, che magari non sferruzzerà golfino e cappellini, ma mi sembra una compagna di giochi complice e un po’ matta.