La foto del giorno – 24 giugno

Mary di Danimarca è a Parigi, come sempre ottima ambasciatrice in alcuni eventi che riguardano società e cultura del suo paese. mary in parisIeri, affogata nel pizzo, ha partecipato al disvelamento di un’opera dell’artista Jesper Christiansen nella Chiesa dei Danesi, oggi dopo una conferenza alla Maison du Danemark ha incontrato la Premiere Dame Brigitte Macron all’Eliseo, poi insieme hanno raggiunto il Centre Pompidou per la mostra della danese Sonja Ferlov Mancoba. Crown-Princess-Mary-and-Brigitte-Macron-1Confesso, il primo abito mi ha ricordato quei regali che tanti anni fa gentili signore dalle mani d’oro facevano a mia madre o a me, per il mio corredo (!). Si trattava solitamente di centrini di pregevolissima fattura, costati probabilmente ore e ore di lavoro certosino, ma francamente inutili e infatti mai utilizzati. Venivano confezionati in scatole, avvolti in una carta velina color corallo intenso – sempre la stessa, chissà perché – per far risaltare la raffinatezza dei dettagli. Nel secondo caso la Premiere Dame è fedele al suo stile ye ye, cui il rosa confetto aggiunge un tocco da Barbie fuori tempo massimo; Mary invece è venuta così come stava in casa, perciò la ringrazio dal profondo del cuore, perché ha la grazia di ricordarci che chiunque, per quanto elegante, prima o poi sbaglia mise. E questo è proprio il messaggio giusto per il lunedì.

Le foto del giorno – 23 giugno

Trasferta spagnola per il Principe di Monaco che a Madrid, nel Museo Reina Sofía ha presieduto la dodicesima edizione del premio della Fondazione Prince Albert II de Monaco. albert madridOrganizzata dalla branca spagnola, la cerimonia ha reso omaggio a organizzazioni e persone che si sono particolarmente distinte nella tutela del pianeta, nei tre campi d’interesse della Fondazione: lotta al cambiamento climatico, tutela tutela della biodiversità e gestione delle risorse idriche. Albert Felipe 2La visita a Madrid è stata l’occasione per incontrare alla Zarzuela el Rey Felipe VI, con cui Albert II ha in comune una particolarità: la madrina di battesimo. Victoria Eugenia, regina di Spagna e bisnonna di Felipe, tenne infatti a battesimo Albert nel 1958, e sostenne lo stesso ruolo per il pronipote nel 1968. Albert FelipeOltre ai dieci anni, i due sovrani sono sono divisi da una quindicina di centimetri, e benché superi metro e 80 il Principe di Monaco sfigura un po’ accanto all’altissimo Felipe (e ci si mette pure quel bottone che minaccia di saltare…). Magari la presenza delle due consorti avrebbe un po’ riequilibrato le differenze, ma indovinate? Charlène non è andata! E dunque a Letizia non sarà parso vero di potersi defilare.

Ascot chic shock e boh.

D’accordo, a Ascot va fortissimo lo shock, piazzato il boh, e staccato di parecchio lo chic, ma se avrete la pazienza di arrivare in fondo potreste avere qualche sorpresa. Ecco dunque una rassegna, necessariamente ristretta, di ciò che si è visto nella settimana appena trascorso al concorso ippico più famoso del mondo.

Trotta trotta cavallin ascot 19 horsesAscot è il regno dei cavalli, no? Boh ascot 19 horses 2Lui il cavallo ce l’aveva, eppure ad Ascot c’è andato in treno, il pigrone! Shock

Due cuori e un cavallo, più un cavallo, più un cavallo, più un cavallo… Shock 

Flower power

Il tema è piuttosto scontato, lo svolgimento meno, e Doña Ines Hernandes, dalla Repubblica Dominicana si veste da gerberona lime e shocking pink. Shock ascot 19 flowersNon mi ricordo dov’è che devo andare… boh ascot 19 flowers 2Si può essere eccessive in puro stile Ascot, piazzarsi in capo una rosa gigante, ed essere comunque chic.

Preferite la primavera o l’estate? Ma poi, quanto peseranno queste composizioni? Boh. ascot 19 flowers 3Rose rosa in testa, rosa addosso, rosa nel nome (Rosie Tapner, modella); avrei evitato i sandali alla schiava, ma la trovo piuttosto chic. ascot 19 flowers 6Delizioso e aereo il cappello che evoca un cestino di fiori; peccato per quegli occhiali ma ciò che si vede della mise rosa antico sembra adeguato, e poi ha i guanti! Chic

Viva viva viva l’Inghilterra

Ci sono sempre, non mi piacciono mai; quest’anno sono brutti sia i cappelli sia gli abiti. Shock

Pennacchi&Piumini ascot 19 piumini&pennacchi 2.jpg 5Altro grande classico dell’occasione. C’è la signora che ha sterminato una voliera, e sarebbe stata anche elegante, ispirandosi alla scena di My Fair Lady che si svolge proprio ad Ascot ma si sa, Audrey è difficilmente replicabile. Boh. ascot 19 piumini&pennacchi 4Ogni anno c’è sempre anche quella che si riempie il capo di swiffer, poi piove e non sa che fare, che notoriamente lo swiffer bagnato s’ammoscia. Ma siamo sicuri che il cartone sia impermeabile? Shock.

Quest’anno sono andati fortissimo anche i pompon: mi incuriosisce cosa abbia spinto la signora in rosa shocking a piazzare pure un fiocco sulle scarpe, temeva un’eccessiva sobrietà? Shock. La signora in giallo è elegantissima ma il cappello mi perplime assai, non in sé perché lo trovo eccessivo il giusto, ma per come le sta. Insomma, boh. ascot 19 piumini&pennacchi 3Poi c’è anche chi rispolvera i ricordi di astronomia, e coi pompon ci fa un sistema solare. Non avrei messo assolutamente quegli orecchini, ma mi piace assai. Chic.

Non solo cavalli

Va bene che Ascot è il regno dei cavalli, ma gli altri animali ce li vogliamo scordare? Nel dubbio scegliete: meglio il nugolo di farfalle shocking pink su abito in tinta e (brutti) accessori neri, o l’apecheronza con spacco malandrino? Shock + shock. ascot 19 chicIo il mio campione, che coniuga mirabilmente il rigore dell’eleganza a quello del servizio, l’ho trovato. È lui, cane guida con cilindro, assolutamente chic.

Insieme è meglio ascot 19 workPerché andare da soli? In gruppo ci si diverte di più! Anche se queste signore sono ad Ascot per lavorare: fanno infatti parte dello staff. Mi piace molto l’abito arancio, anche se avrei scelto un modello più adattabile a fisici diversi, non mi fa impazzire il bolerino nero. Insomma, bohascot 19 gruppi 3Abbiamo detto arancio? Magari una bella sfumatura mandarino? C’è. Chi sono queste signore, e che cosa ci fanno qui? Shock. ascot 19 gruppi 4Ma poi perché scegliere un colore solo? Buttiamoci sulla palette dei pastello! Mettiamola così, la foto è divertente, alcune signore sono meglio di altre, ma se devo dare un parere cumulativo non può essere che shock. Però sappiate che tutte coi guanti m’avete commossa.ascot 19 gruppi 2Sarà che io amo i colori brillanti e li preferisco decisamente ai pastello, sarà che gli abiti etnici li trovo sempre eleganti (la quarta signora è splendida), questo gruppo mi è piaciuto subito. Ma la signora col cappello giallo e quei guanti orrendi sappia che da sola l’avrei bocciata. Insieme però sono chic. ascot 19 gruppiFacciamo una cosa, buttiamoci sul bianco e sono sicura che saremo tutti d’accordo. Le signore sembrano essersi ispirati alla mise Givenchy indossata lo scorso anno dalla Duchessa di Sussex e hanno fatto bene, molto belli i dettagli – cappelli e borse – che evitano l’effetto collegio, brave! Chic.

Sobrietà  ascot 19 sobria 2A questo punto vi starete chiedendo se ad Ascot bisogna essere eccentrici per forza. Ovviamente no, ma naturalmente l’eccentricità viene fotografata di più. Però ve lo dico, sobrietà non è per forza sinonimo di eleganza, come dimostra Lady Kitty Spencer: senz’altro bello l’abito in pizzo Dolce&Gabbana (anche se gli abiti di pizzo francamente hanno stufato), però non mi piacciono gli accessori neri, e anche il cappellino Philip Treacy ha una forma che su di lei non mi convince. Boh.

La modella Georgia Fowler è sicuramente molto graziosa, e l’abito rosa antico le sta assai bene, ma non è una cosa da indossare per un pomeriggio alle corse. Anche l’altra signora è deliziosa, difficilmente si potrebbe dire che è vestita male, ma questo look da scolaretta per Ascot è veramente troppo triste. Boh per entrambe. ascot 19 sobria 3Non so chi siano, ma sono veramente la quintessenza dello stile British: un’immagine che rimanda dritti ai libri di Agatha Christie. Li trovo sublimi, compresso il dettaglio superchic del cestino da picnic di Fortnum&Mason. Chic e grazie per esserci.

Varie ed eventuali ascot 19 varie jodieChiudiamo come ogni assemblea che si rispetti, quando si è un po’ indecisi sull’argomento da trattare. Indecisi come la supermodel Jodie Kidd, che non sapendo quale cappello scegliere ha risolto così. Boh. ascot 19 varieE se piove? Niente paura, abbiamo l’ombrello! Bohascot 19 varie 2E se invece fa caldo? Ovvio, un bel ventaglio e passa tutto. Nonostante il viola, shock. ascot 19 danteLa lunga settimana di Ascot finisce qui, e alla fine del viaggio vi lascio con le parole il Divino Poeta: E quindi uscimmo a riveder le stelle. Shock (sono certa che Dante mi perdonerà).

Le foto del giorno – 22 giugno

Ultimo giorno del Royal Ascot (ma domani vi aspetta una sorpresa), presenza reale ridotto all’osso, ma la gemma più splendida della corona c’è, come sempre. E per il gran finale ha scelto uno dei colori più cool di quest’estate, il lime! ascot 19 5th day 2Molto bello il tessuto melange del pardessous – peccato che in nessuna foto si veda l’abito che indossa sotto – splendido il cappello ricoperto solo in parte, e arricchito da fiori gialli e bianchi; sulla spalla la Queen Mother’s Shell Brooch, una delle preferite della defunta regina. È con lei il figlio Andrew, che essendo l’unico a non avere moglie (finché dura…) si presta spesso ad accompagnarla da quando il Duca di Edimburgo si è ritirato a vita privata. Il Duca di York quest’anno è stato il più assiduo ad Ascot, ma ha partecipato parecchio anche Peter Phillips, figlio della Princess Royal. Ascot 19 5th dayOggi con lui c’è anche la moglie Autumn, che come la zia Sophie non ha saputo resistere al fascino della tuta (per di più azzurra), con cappellino a quadretti Vichy: la mise non mi piace, il cappello, abbastanza, lei molto, trovo abbia un viso veramente interessante. ascot 19 5th day 3Her Majesty ha premiato tra i vincitori anche lo Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, Signore di Dubai e Primo Ministro degli Emirati. Purtroppo nessuna traccia della moglie Haya e dei suoi favolosi cappelli, sarà per l’anno prossimo!

A Royal Calendar – 22 giugno 1949

Cara Meryl, meryl-streepoggi è uno di quei giorni un po’ stupidi in cui, siccome si gira la boa del decennio, si fanno bilanci. Io non voglio sottrarmi, e farò il bilancio di questi quarant’anni passati con te. La prima volta ti ho vista in tv, eri una sposa ebrea con splendidi capelli biondi che danzava, gli occhi innamorati e pieni di una speranza presto tragicamente delusa. Era una miniserie, si intitolava Holocaust. E nella storia della narrazione dell’olocausto tu hai un posto speciale, tu e la tua Sophie, costretta a una scelta impossibile. L’ho visto una volta sola, Sophie’s Choice, troppo dolore che tu instillavi in noi con chirurgica disperazione. Vincesti un Oscar, il secondo; il primo era arrivato per Kramer vs Kramer, dove tu eri la madre snaturata che abbandona il figlioletto per andare alla ricerca di sé. Invece Linda, la tua Linda, voleva andare alla ricerca del suo amore disperso in Vietnam, ne Il Cacciatore, uno di quei film che ha segnato la mia generazione. Di pari passo con l’amore e la morte andò per te quel film, perché c’era il tuo uomo,m John Cazale, che recitava mentre moriva. Che dolore dev’essere stato vederlo tramontare mentre tu sorgevi. E però John ti lasciò con un regalo, perché quando lui se ne andò tu lasciasti la vostra casa e ne trovasti un’altra, e ad affittartela fu un amico di tuo fratello, uno scultore, con cui vivi da allora: sposi, genitori, nonni da qualche mese, intellettuali del New England senza la spocchia. meryl falling in love

Come faccio a dirti quale dei tuoi film, quale dei tuoi ruoli amo di più? In fondo non importa, perché in questi 40 anni sono passata da adolescente a donna matura, e tu ci sei sempre nello sfondo, tu e le tue donne – giovani o no, innamorate, disperate, felici, perfide; casalinghe, attiviste, donne in carriera – un prontuario femminile da consultare per bisogno o per piacere. Però voglio dirti che dopo Innamorarsi tutte le volte che sono passata davanti alla Libreria Rizzoli sulla cinquantasettesima sono entrata, e sfogliando i volumi preziosi ho alzato gli occhi incontrando magari quelli di un commesso che pareva dirmi no Molly, oggi Frank non c’è, forse domani… Intendiamoci, hai fatto cose che non mi sono piaciute: devo essere l’unica persona al mondo a non amare La mia Africa (però i capelli da Robert Redford me li farei lavare volentieri, e confesso che quella scena ha inciso profondamente sul mio concetto di intimità). Ovviamente adoro Il Diavolo veste Prada, ed è colpa sua – cioè tua – se in primavera non indosso più i fiori (giusto un piccolo foulard Flora di Gucci, ereditato da mia madre, ma sono certa che Miranda me lo passerebbe). the queen and MerylTi ho venerata come Iron Lady, terzo Oscar per uno di quei ruoli che così potevi fare solo tu, e mi sono chiesta se Her Majesty ti avesse vista, e nel caso quale fosse la sua opinione. Ecco, ora che ci penso sullo schermo non sei mai stata una regina. Ma sei l’unico vero sovrano del regno della decima Musa, l’attrice migliore della sua generazione. Anzi, l’attore, perché per me sei la più brava di tutti, donne e uomini. Ed è a te, mia sovrana, che oggi mi inchino nel curtsy più profondo che mi consenta il mio malandato ginocchio repubblicano.

tua da sempre e per sempre

Lady Violet

Ascot, day 4

Temevo che questa potesse essere una giornata un po’ sottotono: i Cambridge oggi festeggiano il compleanno di William, Harry non s’è visto mai e Meghan è in maternity leave, le principesse York ci sono già state (Eugenie ben due volte), il Ladies Day con le sue stravaganze è andato, ospiti di alto profilo e interessanti scelte di stile, tipo la regina d’Olanda, neanche a parlarne. Poi è arrivata lei. ascot 19 4th day sarahE, come già negli anni scorsi, ha omaggiato la ex suocera con uno dei suoi mitici cursty.

Con tutta la simpatia, la mise è veramente imbarazzante: abito giallo (in onore del solstizio?) di due taglie troppo piccolo, bracciotte in bella vista (è un mio limite, le braccia non tonicissime, per di più color mozzarella, le tollero solo in spiaggia, comprese le mie), in testa una spirale di velluto verde ottanio con veletta e pennacchio, che avrebbe richiesto un abito più pesante, o almeno dei capelli in ordine. Francamente sprecata la tracollina di Gucci, molto belle le scarpe, che però non c’entrano granché. ascot 19 4th day the queen-lady helenHer Majesty è arrivata come sempre in carrozza, accompagnata dalla nipote Lady Helen Taylor – figlia del Duca di Kent – il nipote Peter Phillips e Timothy Taylor, marito di Helen. Oggi ha scelto un colore brillante che le sta a meraviglia, il rosa carico; il taglio del pardessous di tweed rivela un abito dalla delicata fantasia floreale. Il cappello non mi piace troppo: sì alla forma ma no alle piume messe così sulla cupola; per fortuna con Sua Maestà si fa presto, basta spostare l’attenzione sulla spilla, che in questo caso è la Jardine Star Brooch: una stella a otto punte intervallate da otto diamanti.

Lady Helen ha un bell’abito rosa antico con una fusciacca arancione che parte dal collo; potrebbe essere interessante, ma vista in fotografia non mi convince.

Se la presenza royal oggi è piuttosto ridotta, non va meglio con gli ospiti: quest’anno si è sentita la mancanza di Haya bint al Hussein, figlia del defunto re di Giordania; mi è capitato di vedere una sola fotografia del marito, lo Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, Primo Ministro degli Emirati, ma lei non c’era. ascot 19 4th day demiCi tocca contentarci di Demi Moore, che gioca a fare l’aristocratica britannica; purtroppo per renderla credibile ci vorrebbe ben altro delle sue non eccelse doti recitative. In compenso il cappello è splendido, uno dei più belli visti finora, e non mi stupisce se il creatore è il signore accanto a lei. Chi è? Philip Treacy, lui sì è che pura regalità della moda.

La foto del giorno – 21 giugno

Oggi William compie 37 anni, e l’account twitter dei Duchi di Cambridge lo festeggia con questa foto – francamente non mi sembra una delle più riuscite – che lo ritrae in quello che sembrerebbe un viaggio in Africa, continente che ama quanto il fratello minore.IMG_20190621_122515L’account del Principe di Galles invece fa una scelta più sentimentale: padre e figlio in giardino, a Kensington Palace, nel 1984, quando il duenne William salutò l’arrivo di Harry. Confesso che ciò che mi dà più il senso del tempo che è passato è Charles, impeccabile in doppio petto anche per giocare in giardino col suo bambino. IMG_20190621_122939Il futuro re nacque di sera, alle 21.03 per la precisione, e siccome non c’erano i social noi in Italia lo sapemmo il giorno dopo. All’epoca io stavo seguendo il corso da Infermiera Volontaria di Croce Rossa, e in quei giorni ero in Pediatria all’ospedale San Camillo di Roma, un reparto dedicato alla cardiochirurgia pediatrica; pensare a quel bambino che nasceva sotto i migliori auspici e subito dopo accudire altri bambini che soffrivano mi fece uno strano effetto, ma per fortuna quei bambini guarirono tutti – tranne uno, Andrea, che non ho mai dimenticato – avranno fatto la loro vita, avranno le loro famiglie, i loro bambini. e sappiamo che anche la vita di William non è stata immune dalla sofferenza, come per tutti su questa terra. william diana charlesLo vedemmo poco dopo, tra le braccia della giovanissima mamma, il padre commosso e un po’ imbarazzato. Poi sapemmo che che si sarebbe chiamato William – e Arthur Philip Louis – in memoria di un cugino del padre, il primogenito del Duca di Gloucester, morto tragicamente dieci anni prima (la sua storia la trovate qui A Royal Calendar – 28 agosto 1972 ).

Non sappiamo se festeggerà il compleanno in famiglia o magari con una capatina ad Ascot, ma i nostri auguri glieli facciamo di cuore.

Le foto del giorno – 20 giugno

A quattro mesi dalla scomparsa, Parigi celebra il suo re con un evento al Grand Palais Karl for Ever, promosso dalle tre maison per cui il maestro creava: Karl Lagerfeld, Fendi e naturalmente Chanel.

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(Ph, Christophe Archambault/AFP/Getty Images)

Le sedie bianche e nere hanno accolto un vero parterre des rois: modelle, stilisti, aristocratiche e signore del beau monde, clienti ma soprattutto amiche.

C’era la Premiere Dame in carica Brigitte Macron

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(Ph, Christophe Archambault/AFP/Getty Images)

e quella emerita, Carla Bruni, che quando era una top model ha sfilato spesso per lui.

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(Ph, Christophe Archambault/AFP/Getty Images)

C’era Valentino col nastrino rosso della Legion d’Honneur

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(Ph, Christophe Archambault/AFP/Getty Images)

e Stella McCartney con la veletta (e il marito Alisdhair Willis).

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(Ph, Christophe Archambault/AFP/Getty Images)

C’era una modella di ieri, Claudia Schiffer

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(Ph, Christophe Archambault/AFP/Getty Images)

e una di oggi, Gigi Hadid.

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(Ph. Eva Espresso)

E poi c’era lei, l’amica di sempre, Caroline.

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(Ph, Christophe Archambault/AFP/Getty Images)

Triste il suo sguardo dietro lo schermo degli occhiali, bella la tenerezza con cui la guarda la figlia Charlotte.

 

Qui trovate il post dedicato a Karl Lagerfeld Adieu Karl

News! I Fab Four si separano

No, non sono impazzita, lo so anch’io che i Fab Four, quelli di Liverpool, si sono separati una cinquantina di anni fa. Questi sono gli altri Fab Four, quelli di Windsor: Their Royal Highness The Duke and Duchess of Cambridge e The Duke and Duchess of Sussex. fab 4È stato annunciato che questi ultimi non si occuperanno più della Royal Foundation che resterà ai Cambridge, e probabilmente cambierà nome. Non è una mossa che stupisca più di tanto, e non c’entrano niente i presunti dissapori tra le cognate, o tra i fratelli, o tra fratello e cognata: è normale che le strade delle due coppie si separino; gli uni saranno sempre impegnati in ambiti precisi, trattandosi dei futuri sovrani. Gli altri invece avranno le mani più libere e potranno decidere con minori costrizioni gli ambiti nei quali impegnarsi; e ciò vale per l’attività istituzionale e anche per quelle dedicate alla solidarietà.

La Royal Foundation è nata nel 2009 per assecondare le aspirazioni dei due principi, coordinarne e ottimizzarne il lavoro di charity; in seguito ai rispettivi matrimoni, nel 2011 e nel 2018 anche le mogli sono diventate patronesse, fino all’attuale decisione.

Ascot, Ladies Day

Domani è il solstizio? E io mi vesto da Demetra, la portatrice di stagioni, la protettrice delle leggi sacre, la dea delle messi. ascot 19 ladies day the queenD’accordo, forse Her Majesty non è mai stata presa dal delirio mitologico che le attribuisce Lady Violet, ma oggi al Ladies Day rischia veramente di superarsi. Abbandonato l’azzurro indossato nei primi due giorni la sovrana opta per un raffinatissimo punto di grigio: soprabito in tessuto jacquard con ricamo di piccoli fiori oro a delineare il collo: sulla spalla sinistra è appuntata la Daffodil Spray Brooch: diamanti bianchi e gialli decorano il fiore simbolo del Galles (un messaggio dinastico?) in una spilla che le è stata donata probabilmente dal Sultano dell’Oman per il Diamond Jubilee. ascot 19 ladies day the queen 2Sul regal capo un bellissimo cappello in tinta con cupola ricoperta dallo stesso tessuto del soprabito e falda di chiffon plissé; la decorazione è composta da un gioco di piccole piume che ricordano spighe di grano, e piccoli fiori gialli. E potremmo quasi chiudere qui.

Potremmo, ma non lo facciamo, altrimenti ci perderemmo Eugenie di York in una delle versioni migliori di sempre. ascot 19 ladies day eugenieSenza dubbio questa tonalità di verde scuro con una punta di blu dona moltissimo al suo incarnato; l’abito in seta è semplice ma bello, e ha il pregio di esaltare la sua silhouette a clessidra distraendo l’attenzione sull’accenno di pancino che ha già innescato il totobaby. È il Mia dress di Cefinn, un brand da tenere d’occhio: la stilista è Samantha Cameron, moglie dell’ex premier e designer affermata. Delizioso il cappellino ricoperto di piume di Bundle MacLaren, perfette le scarpe che sono veramente nude, cioè nella stessa tonalità della pelle di chi le indossa. L’unico piccolo dettaglio che cambierei è la borsa pitonata: quando si usa l’animalier, meglio un animale alla volta. In una parola, splendida. 

La tutona (firmata Emilia Wickstead) della Contessa di Wessex mi lascia veramente senza fiato, per la sorpresa e per la difficoltà a trovare parole per descriverla.

Peccato sia blu, nel caso fosse nera la vedrei bene come pedone a Marostica. Il magazine Hello definisce la mise “da girar la testa”. Sì, dall’altra parte però.

Non ho dubbi invece nel commentare la mise della Princess Royal. ascot 19 ladies day anneElegante nel suo classico stile senza fronzoli: perfetto il soprabito in una tonalità chiara di ottanio, chic il dettaglio in ottanio più scuro che sbuca dallo scollo, bello il cappello in un modello che la principessa non porta spesso ma dovrebbe.

Ottanio anche per Zara, figlia di Anne; bello il colore ma informe l’abito. Peccato perché il cappello era davvero perfetto!

Banalissima Autumn, moglie dell’altro figlio di Anne, Peter, con un brutto vestitone infiorato e copricapo vagamente abbinato a qualcuno dei fiori stampati sull’abito, o forse no. Stavolta non la salva nemmeno il bel viso.

Prima uscita pubblica per i neosposi Lady Gabriella Windsor e Tom Kingston. Lei, altissima, si avvia a seguire le orme di Diana da Principessa di Galles, abbonata ai tacchi bassi per non sovrastare il marito. ascot 19 ladies day gabriellaOggi le mules Kurt Geiger – con fascetta tempestata di strass – spuntano da un abitino a righe bianche e rosa; completa il tutto un cappellino con veletta e pennacchio. Ella deciditi però, o strass pennacchio e veletta, o cotonina a righe, le due cose insieme no.

Trionfatore della giornata, naturalmente, Frankie Dettori, che ha vinto più di una corsa tra cui la Gold Cup, che ha ricevuto dalle mani guantate di Sua Maestà. ascot 19 ladies day frankie gold cup