Le foto del giorno – Accompagnando il Re

Alle 16.00 di oggi la salma di Re Harald V ha lasciato la Sala Rossa, dove era stata deposta venerdì pomeriggio, ed è stata accompagnata nella cappella di Palazzo, dove potrà ricevere l’omaggio dei norvegesi fino al giorno dei funerali, mercoledi 9

La nuova regina Metre-Marit e la emerita Sonja mano nella mano hanno seguito la bara, trasportata attraverso i sontuosi saloni dai figli e dai nipoti del defunto sovrano Da un lato la principessa ereditaria Ingrid Alexandra seguita dalla principessa Martha Louise e da due delle sue figlie. Dall’altro Haakon VIII, il principe Sverre Magnus, la figlia minore di Martha Louise e – a sorpresa, almeno per me – Marius Borg Høiby, figlio di primo letto della regina, che al momento sta scontando ai domiciliari 4 anni di reclusione per i gravi reati di cui era accusato (e troppo bene gli è andata).

Situazione di grande interesse perché questa scelta sottolinea l’unione della famiglia e onora la capacità di essere un nonno/padre per i nipoti; non solo per le figlie di Martha Louise rimaste orfane dopo il suicidio del padre, ma evidentemente anche per Marius. La cui situazione legale rende la sua presenza piuttosto ambigua e sicuramente sorprendente, a meno che non sia motivata dall’eventuale impossibilità, causa condanna, a partecipare al funerale. Sarebbe interessante conoscere l’opinione dei norvegesi, che avevano aspramente criticato il comportamento di Mette-Marit e di riflesso del marito, considerati troppo accondiscendenti nei confronti di una persona accusata di reati gravissimi

Spero che Marius si renda conto dell’amore che lo circonda, e che questo lo aiuti a emendarsi.

Style Queens

Poche sovrane, o royal ladies in genere, hanno uno stile così efficace e riconoscibile come la Regina di Giordania. Sicuramente chic vestita all’occidentale ma secondo me ancora più charmante quando indossa capi ispirati alla tradizione del suo paese.

Oggi Rania compie 56 anni, e sceglie di mostrarsi nel ruolo di nonna. Una nonna giovane in jeans e tshirt bianca, circondata dalle quattro nipotine: Iman, figlia degli eredi al trono, con Amina e le gemelline Talia e Rania, le tre bimbe nate dal matrimonio tra la principessa Iman e Jameel Thyermiotis. Auguri a lei, che ha accolto con stile anche il nuovo ruolo (ma confesso che quel bel viso totalmente privo di segni dell’età mi turba un poco).

Non è riuscita a godersi i nipoti l’altra splendida royal lady celebrata oggi, non in vita ma in morte. Il 31 agosto 1997 Diana, nata figlia del conte Spencer, divenuta Altezza Reale e rimasta Principessa di Galles concludeva in una fiammata la sua incredibile esistenza.

L’anno prossimo segnerà il trentesimo anniversario e vedremo se ci saranno eventi particolari; quest’anno a far rumore non sono i figli William e Harry – rientrato in patria con la famiglia da pochi giorni – che immagino stiano onorando sobriamente la memoria della madre, ma il di lei fratello. L’ineffabile Charles che ha anche scritto un libro in uscita in Italia a settembre, edito da Mondadori, dal titolo Canto del cigno. Diana, mia sorella. Se ricordate il suo discorso al funerale di Diana sì, parliamo di lui. E se vi state chiedendo se si tratti della stessa persona che negò l’ospitalità alla sorella in Sudafrica, dove al tempo abitava, per non essere disturbato dai paparazzi la risposta è sì, sempre lui.

Per me, l’aspetto più interessante della vita di Diana è la sua trasformazione da anatroccolo teneramente goffo in splendido cigno, con la creazione di uno stile contemporaneo che ha segnato gli anni ’90 ma è ancora attuale.

Se volete fare un ripasso potete dare un’occhiata qui: Style file: Diana Principessa di Galles (prima parte) qui: Style file: Diana Principessa di Galles (seconda parte) e qui: Style file: Diana Principessa di Galles (terza parte).

I giorni dell’addio

La Corte norvegese ha annunciato la data dei solenni funerali di Harald V, che saranno celebrati mercoledì 9 settembre alle ore 13.00 nella cattedrale di Oslo secondo la liturgia funebre della Chiesa di Norvegia. Celebrerà il presidente della Chiesa di Norvegia, Olav Fykse Tveit con il vescovo di Oslo, Sunniva Gylver, il cantore della cattedrale Marcus André Berg e altri prelati.

(Ph: Dylan Martinez, Reuters, NTB)

Domani, 31 agosto, alle ore 16:00, la bara di re Harald V sarà trasferita dal Salone Rosso del Palazzo Reale alla Cappella del Palazzo, dove rimarrà fino al giorno del funerale.

Martedì mattina Re Haakon VIII giurerà davanti al Parlamento.

(Ph: Javad Parsa, NTB)

Questa mattina il nuovo sovrano e la Principessa Ereditaria hanno ricevuto il Primo Ministro Jonas Gahr Støre insieme col Presidente della Chiesa di Norvegia, in occasione della cucitura del feretro di Re Harald. La cucitura (o cucito, secondo il traduttore automatico dal norvegese) “è una tradizione associata al cambio di trono. Rappresenta la celebrazione e il rispetto da parte del governo per il passaggio dal defunto re Harald V al nuovo reggente, re Haakon VIII” (dall’ufficio stampa di Palazzo).

(Ph: Cornelius Poppe, NTB)

Questa mattina messe di suffragio in memoria del defunto sono state celebrate in tutto il paese. Il Re Haakon, la Principessa Ereditaria Ingrid Alexandra, la Regina Sonja e il Principe Sverre Magnus hanno partecipato alla funzione funebre tenuta nella chiesa di Asker. Assente Mette-Marit, convalescente dopo il recente trapianto di polmomi, che sarà presente solo ad alcune cerimonie.

Un amore lungo una vita

Qualche giorno fa mi è capitata una fotografia. Mostrava una donna anziana devastata dal dolore, seduta sul sedile posteriore di un’auto, mentre andava a visitare il marito in ospedale, o tornava a casa dopo averlo fatto. La donna era Sonja, regina consorte di Norvegia; il marito era re Harald V. Non ho pubblicato quella fotografia perché penso che il dolore privato tale debba restare. Ora il Re è morto, il dolore della Regina è diventato quello di un paese intero, e può essere mostrato pubblicamente, con quel garbato riserbo che ha costantemente contraddistinto la vita di Sonja.

Di cui Lady Violet ha sempre ammirato l’intelligenza, la cultura, il brio, la grazia, la solidità, la capacità di stare accanto al sovrano con forza discreta, il sostegno sempre offerto ai figli e alle loro scelte. Caratteristiche che quasi settant’anni fa probabilmente affascinarono il giovane Harald, scapolo ambitissimo tra le fanciulle di sangue blu, ma pure quelle di sangue rosso. Un amore contro le regole di palazzo e quelle della società, un lieto fine cercato con tenacia, voluto con determinazione e infine ottenuto con la benedizione del Re padre.

(Ph: Enok Skau NTB scanpix/AFP via Getty Images)

Oggi Harald e Sonja avrebbero festeggiato 58 anni di matrimonio; lui si è fermato a un soffio e chissà se lei oggi ripenserà al primo ballo fatto da moglie e marito, sulle note di un valzer scritto per loro.

Se volete ricordare questa bella storia d’amore potete andare a leggere qui: Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte prima) e qui: Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte seconda)

In morte di un Sovrano

Le peggiori previsioni degli ultimi giorni si sono avverate: Harald V, popolarissimo Re di Norvegia, è morto questa mattina. La notizia ha invaso il web: non solo i norvegesi, non solo gli scandinavi, e neanche solo i royal watcher, ma tutta la stampa ne sta parlando ampiamente, essendo mancato un uomo amatissimo che era anche e innanzi tutto un capo di stato.

(Ph: Billed Bladet)

Ovunque potete leggere versioni più o meno accurate della sua biografia: la nascita a Skaugum, l’esilio americano durante la seconda guerra mondiale, gli studi in scuole pubbliche e a Oxford, la passione per la vela che lo portò a competere alle olimpiadi di Tokyo 1964 – in cui fu portabandiera – Città del Messico 1968 e Monaco di Baviera 1972. E il grande amore con Sonja, 9 anni di fidanzamento più o meno segreto e 58 anni di matrimonio da compiere domani, uno dei più solidi e felici del mondo royal, e non solo in quello.

(Ph: Kongehuset)

Penso sia poco utile unire anche le mie parole alle tante che circolano, vorrei invece provare a proporvi un paio di piccole riflessioni.

Ieri l’ufficio stampa di corte ha diffuso tre comunicati; il primo parlava di condizioni stabili, il secondo dell’improvviso aggravamento e il terzo confermava le condizioni gravi ma immutate. Quest’ultimo probabilmente si era reso necessario per contrastare le voci di un decesso già avvenuto, che si stavano diffondendo sul web. Era però evidente che la fine fosse imminente, e tantissimi norvegesi si sono riuniti nelle piazze di Oslo, davanti al palazzo reale e all’ospedale dove Harald stava morendo, portando fiori e soprattutto cantando.

(Ph: Heiko Junge/NTB via REUTERS)

Non conosco abbastanza la Norvegia da sapere se sia uso comune, ma mi è piaciuto e mi ha commossa. Mi è sembrato che quel canto volesse accompagnare il sovrano nel passaggio definitivo, accompagnando nello stesso tempo il popolo nel distacco dal suo Re. Un gesto pieno di significato.

(Ph: Juan Barreto/AFP via Getty Images)

Harald è morto alle 6.35 in un momento particolare, cioè nel pieno di una eclissi lunare. Nel corso dei millenni il fenomeno ha assunto sensi e valori particolari, che la scienza ha poi ovviamente ridimensionato. La valenza simbolica però mi sembra fortissima. La luna piena è oscurata, finisce una fase, ne inizia un’altra.

Dopo il Re Sole, il Re Luna? Il Re è morto, viva il Re!

La foto del giorno – Re Haakon VIII

La prima foto ufficiale del nuovo sovrano di Norvegia, Re Haakon VIII.

(Ph: Kongehuset)

Il motto che ha scelto è Alt for Norge (Tutto per la Norvegia).

Sua moglie Mette-Marit, con cui tre giorni fa ha celebrato le nozze d’argento, è la Regina Consorte.

Ingrid Alexandra, figlia maggiore della coppia, diventa Principessa Ereditaria, seguita nella successione dal fratello minore Sverre Magnus

La Regina Sonja dovrebbe diventare Regina Madre, se il ruolo è previsto dalla costituzione. Nella storia recente della Norvegia, che come regno indipendente esiste solo dal 1905, prima di lei c’è stata solo una Regina Consorte, Maud, che morì prima del marito.

Il Re è morto, viva il Re!

Breaking News – Addio al Re

La Corte norvegese annuncia la morte di Harald V.

Il sovrano è deceduto oggi, 28 agosto, alle ore 6.35 presso l’Ospedale Nazionale di Oslo.

Nato il 21 febbraio 1937, unico maschio dei tre figli di Olav e Mãrtha, allora principi ereditari, sali al trono in seguito alla morte del padre il 17 gennaio1991.

Domani avrebbe festeggiato i 58 anni di matrimonio con la consorte Sonja.

Breaking News – Preoccupazione per il Re

La Corte norvegese ha diramato nelle scorse ore uno stringatissimo comunicato stampa: “Le condizioni di salute di Sua Maestà il Re sono molto gravi. Sua Altezza Reale il Principe Reggente e Sua Maestà la Regina hanno annullato tutti i loro programmi.” Cosa che ha fatto anche il primo ministro, prova ulteriore che la situazione potrebbe precipitare da un momento all’altro.

Gli ultimi anni dell’ottantanovenne Harald sono stati costellati di vari problemi di salute, anche quando si trovava in vacanza all’stero. Lo scorso 17 agosto è stato ricoverato presso l’ospedale universitario della capitale per una anemia emolitica; da allora le sue condizioni non hanno fatto che peggiorare. I membri della famiglia sono stati visti raggiungere l’ospedale in auto.

Questa la nuda cronaca, noi non possiamo che rivolgergli un pensiero di vicinanza e simpatia.

Ci Harrypensato

Ma anche “Spare e riappare”. Sono i titoli che un geniale amico di Lady Violet e del suo sofà mi ha proposto per il post sulla notizia di oggi, partita come un sussurro e finita con la conferma ufficiale: i Duchi di Sussex tornano a vivere nel Regno Unito, almeno per un po’.

(Ph: Instagram @meghan)

Quanto po’ non è dato sapere, ma un periodo abbastanza lungo da aver deciso di iscrivere i pupi – Archie di 7 anni e Lilibet di cinque – a scuole britanniche. Scuole che inizieranno a settembre, per cui il rientro è previsto entro fine agosto; giusto in tempo per celebrare, lunedì 31, il ventinovesimo anniversario della scomparsa di Diana. Da soli, perché una delle poche certezze in questa storia è che i rapporti tra i fratelli restano pessimi.

Da ciò che si sa finora, i Sussex vivranno in una residenza non reale nei pressi di Londra, da privati cittadini; non è infatti previsto che tornino a essere dei working royal, almeno a breve.

E qui sorge l’unico vero dubbio che questa storia mi suscita. Harry ha sempre affermato di non rientrare volentieri in patria – e men che meno portarci la famiglia – non potendo più godere della protezione di Scotland Yard, persa quando ha rinunciato alle prerogative reali ma secondo lui dovuta comunque data la sua natura di figlio del sovrano. Superfluo specificare che la protezione sarebbe a carico dei contribuenti, e ora a queste cose si sta, giustamente, sempre più attenti. La protezione è stata ripristinata? Se ne è parlato durante il recente riservatissimo incontro dei Sussex coi sovrani? Oppure si è deciso per un servizio privato, pagato da Harry o gentilmente offerto da papà? Al momento non c’è risposta, ma certo una decisione doveva essere tata già presa da un po’, se è vera la voce che Charles III è stato avvertito del trasferimento solo domenica 16.

Penso che il re sarà felice di potersi godere i due nipotini più piccoli – e loro la sua compagnia – sempre sperando che la vera ragione non sia il desiderio di stare vicino al sovrano, magari più grave di quanto non sembri. Non lo penso e non voglio pensarlo. A questo proposito, le pagine social della Royal Family hanno pubblicato l’emotivo incontro tra la regina consorte e Dame Laura Lee, CEO di Maggie’s, organizzazione che si occupa dell’assistenza ai pazienti oncologici e alle loro famiglie. Camilla racconta di aver visitato un centro dell’organizzazione, di cui ha il patronage, nei giorni in cui il re aveva già ricevuto la sua diagnosi di cancro ma non era ancora stata resa pubblica. La regina ha raccontato come, dilaniata dalla notizia e dalla necessità di tenerla riservata, avesse ricevuto molto più conforto dalle ignare persone incontrate, di quanto non fosse riuscita darne. Il che dimostra come si possa svecchiare la monarchia e avvicinarla alla gente senza sminuirne il ruolo e senza ricorrere agli effetti speciali. Una cosa che Charles&Camilla stanno facendo molto bene.

Oh quante belle figlie

La principessa Eugenie di York e il marito Jack Brooksbank hanno appena rivelato il nome della loro bambina, nata due settimane fa a Lisbona.

(Ph: Instagram @princeesseugenie)

La piccola si chiama Adelaide Elizabeth Annina, tre nomi molto cari ai genitori. Se ci sono pochi dubbi su chi abbia ispirato il secondo nome, meno scontate sono le altre scelte. Adelaide potrebbe riferirsi alla moglie di King William IV, Adelaide Saxe-Meiningen; una donna notevole, celebrata dalla omonima città australiana.

(Ph: Instagram @princeesseugenie)

Annina potrebbe essere invece qualche signora portoghese vicina alla famiglia, dato che ormai i Brooksbank considerano il Portogallo casa quanto il Regno Unito.

Grande felicità anche in Giordania, dove i fiocchi rosa sono addirittura due. La figlia maggiore dei sovrani, la principessa Iman, il 14 ha dato alla luce due gemelline, che sono state chiamate Rania e Talia.

(Ph: Instagram @queenrania)

Le due piccole arricchiscono la famiglia di Iman e suo marito Jameel Alexander Termitos, già genitori di un’altra bambina, Amina. Finora alla corte hashemita sono nate solo femmine, dato che anche i principi ereditari hanno una bambina, Iman, che il 3 agosto ha compiuto due anni. Purtroppo al momento la corona giordana non può essere trasmessa per via femminile, nell’inutile attesa che le cose cambino il Re e Rania si godono le due nipotine, una delle quali si chiama come lei. Talia invece nella mitologia classica è una delle nove Muse, quella della commedia, non so perché la bimba abbia ricevuto quel nome, ma considerando le orini greche del padre non escluderei la scelta legata al mito, il che riempirebbe Lady Violet di tenera felicità.