Royal chic shock e boh

Regno Unito

Inizia col botto la settimana grazie alla Duchessa di Cambridge, che in qualità di patronessa del Natural History Museum ha premiato il vincitore del Wildlife Photographer of the Year. Premiazione virtuale, per cui le immagini della duchessa sono poche e neppure a figura intera, ma quello che si vede a me piace assai. Reso celebre da Marlene Dietrich, codificato da Yves Saint Laurent, lo smoking ormai è da decenni un classico nell’armadio delle signore. Quello indossato da Catherine viene dalla sua maison preferita, Alexander McQueen: splendido il taglio e ottima l’idea di sdrammatizzarlo con tshirt, cintura e un paio di orecchini di bigiotteria (Accessorize). Chic.

Catherine recupera il mood bon chic bon genre per la visita a Tommy, centro che si occupa di fecondazione e gravidanze a rischio. L’abito di Emilia Wickstead è veramente rappresentativo del suo stile, e infatti non solo l’ha già indossato, ma ce l’ha anche in lilla e verde oliva. Molto bello il punto di blu e scelta azzeccata, vista la necessità di indossare un camice; perfetto e very British l’abbinamento con la mascherina in tessuto Liberty, anche se in un ambiente sanitario forse sarebbe stata più indicata la quella chirurgica. Comunque chic.

Paesi Bassi

Settimana complicata per i sovrani olandesi, che appena atterrati nel sud della Grecia per un breve periodo di vacanza nella loro villa sulla costa del Peloponneso sono dovuti rientrare in patria in fretta e furia, subissati dalle critiche dei cittadini che si sono sentiti abbandonati nel momento dell’emergenza. La curva dei contagi covid nei Paesi Bassi si è impennata bruscamente nelle ultime settimane, ed essendo ora necessario un uso più rigoroso della mascherina i sovrani se la sono fatta ad hoc, in royal blue con corona ricamata.

La indossavano così martedì a un meeting con SchuldenlabNL, dove Máxima ha riciclato un bell’abito Bottega Veneta di qualche anno fa. Colore – un raffinato mauve – che non la valorizza, fitting pessimo, capelli più spettinati dal solito, insomma poteva fare meglio.

Inoltre il modello originale, come potete vedere, è più lungo e a mio avviso accorciarlo ne ha rovinata la linea. Era proprio necessario? Boh.

Sola, senza l’augusto consorte, la regina ha visitato l’Enik Recovery College, che si occupa di salute mentale a Utrecht. Abito rosso pomodoro firmato Natan, di una taglia in meno del necessario, collant semiopaco – torna l’autunno, torna l’incubo delle calze – giacchino nero come scarpe e clutch. Una mise che farebbe storcere il naso pure al più accanito milanista (e sui capelli non mi pronuncio più). Shock.

Monaco

Mascherina royal – in questo caso c’è lo scudo bianco/rosso dello stemma principesco – per Caroline de Monaco impegnata martedì sera con la figlia Charlotte nella consegna dei Premi della Fondation Prince Pierre. Mi piace il suo abito? Non mi fa impazzire, tra il tipo di ricamo la lunghezza e le maniche corte starebbe francamente male a chiunque. Ma lei, ora che si è liberata dai vincoli della bellezza e della moda, ha sublimato la figura esile in chic assoluto. Cosa penso di Charlotte? Sempre bella, sempre un po’ imbronciata, spesso in style boho parisienne che a me non dispiace, ma magari avrei scelto altro per un’occasione del genere. Boh.

Spagna

Settimana intensissima per i Borbone, dopo il Día de la Hispanidad, lunedì 12, si sono trasferiti a Oviedo per il premio Princesa de Asturias. Per la serata clou Letizia ha riciclato un abito dello spagnolo Atelier Delpozo, talmente scenografico da eclissare chiunque. Molto più moderno delle mise delle due figlie; Leonor vestita da madre della sposa, Sofía da bambola LENCI. Strepitosa la Reina Emérita, con uno dei suoi amati tailleur in una fantasia tra il pied-de-coq e il campuflage. Chic+chic le due Regine, le ragazze le giudicheremo quando saranno più grandi.

Per il ricevimento che ha preceduto la giornata del Premio la Reina ha riciclato di nuovo, questa volta un abito Carolina Herrera che vi era piaciuto tanto la prima volta che lo indossò, per l’inaugurazione della mostra Sorolla, Spanish master of light alla National Gallery (La foto del giorno – 14 marzo). Chic, poche storie. Molto graziose le due ragazze, e pure patriottiche, con abiti di brand spagnoli: fiorellini delicati per Leonor (Poète), rosso giovane e allegro per Sofía (Mango). Giustamente orgoglioso delle sue donne Felipe (che è chic a prescindere, ma questa è un’altra storia).

Sarah, sposa di luglio

Il 14 luglio 1994, mentre in Francia si celebrano 205 anni dalla presa della Bastiglia con la conseguente fine della monarchia, quella britannica – bene in sella nonostante le turbolenze degli ormai separati Principi di Galles – si riunisce per una giornata di festa: le nozze tra Lady Sarah Armstrong-Jones e Daniel Chatto.

È un matrimonio sotto il segno dell’understatement, nonostante la sposa alla nascita fosse settima nella linea di successione; sua madre è Margaret, sorella minore della sovrana, suo padre Tony Armstrong-Jones, primo Conte di Snowdon. Sarah ha trent’anni, Daniel trentasette; si sono conosciuti una decina d’anni prima in India; lui aveva un piccolo ruolo nel film Calore e polvere di James Ivory, lei in viaggio nel suo anno sabbatico sembra abbia dato una mano al reparto costumi. Una coppia unita dall’amore e dall’arte: lei è un’apprezzata pittrice, lui ha smesso di recitare ed è a sua volta un artista. Forse per questo scelgono di sposarsi a St Stephen Walbrook, nella City. Una chiesa che ha poco a che fare con la Royal Family ma parecchio con la storia dell’architettura inglese: è una di quelle progettate da Sir Christopher Wren, colui che a cominciare da St Paul’s Cathedral ripopolò di edifici monumentali la Londra distrutta dal grande incendio del 1666. 

Anche l’abito della sposa rimanda a un artista: è infatti ispirato a un’opera di Hans Holbein, pittore tedesco attivo alla corte di Henry VIII. Quale opera esattamente non è chiaro, ma in uno schizzo della collezione reale la regina Jane Seymour, terza moglie di Henry indossa un modello simile. Quello di Sarah è una creazione di Jasper Conran in georgette di seta bianca con un corpetto in tessuto goffrato che delinea la scollatura quadrata e finisce con una punta; da qui parte la gonna ampia e morbida, cui la leggerezza del tessuto dona un aspetto etereo. Ho avuto occasione di vedere l’abito dal vivo in una mostra al Victoria&Albert Museum e l’ho trovato splendido nella sua semplicità, senza dubbio uno dei miei preferiti.

Altro elemento notevole, le damigelle. Quelle di Sarah sono tre: Frances, nata del secondo matrimonio del padre, Zara Phillips, figlia di sua cugina la Princess Royal, e un’amica. Conran le veste praticamente come la sposa; naturalmente non hanno il velo, ma tra i capelli gli stessi fiori freschi dei loro bouquet nelle tonalità dal rosa al fucsia in contrasto col total white della sposa.

Senza esagerare le definirei botticelliane.

Sarah invece ha il capo coperto da un leggero velo di seta, fermato da un gioiello particolare.

Per lei nessuna delle tiare di famiglia, ma un diadema creato apposta per l’occasione unendo tre antiche spille, tre fiori di diamanti, dono del padre alla madre. Il tono floreale dell’acconciatura è sottolineato dalla presenza di un piccolo tralcio verde intrecciato con i capelli. Alle orecchie della sposa due grandi perle rette da una V rovesciata di diamanti. Si tratta di un prestito materno, e si pensa siano arrivati a Margaret dalla straordinaria eredità che Mrs Greville lasciò alla Queen Mother (all’epoca Queen Consort). Sarah è entrata in possesso degli orecchini alla morte della madre e li ha tenuti, mente molti altri pezzi importanti sono stati venduti per pagare le tasse di successione. Lei continua ad indossarli ad ogni evento importante della royal family, per cui li vedremo ancora spesso. Non ha invece mai più indossato l’intera tiara, ma ha portato la spilla più grande in alcune occasioni speciali, tra cui il funerale della madre.

Ora diciamo la verità, nonostante l’understatement gli sposi hanno rischiato seriamente di essere eclissati dalla presenza di alcuni ospiti. E non parliamo della zia Regina, gagliardissima in rosa corallo, né della nonna Queen Mom, in un total color cream di inusitata eleganza, né tanto meno della cugina Anne, anche lei in crema e con uno dei cappellini migliori di sempre.

Né naturalmente parliamo della madre della sposa in azzurro ghiaccio, con un cappello un po’ penalizzante, né della cognata Serena in un bicolore un po’ da cameriera, con un gran cappello Philip Treacy, forse un davvero troppo grande.

No, stiamo parlando dei cugini Principi di Galles, e in particolare di lei, Diana. Perché i due sono separati, ma quindici giorni prima è successo qualcosa. Il 29 giugno Charles, intervistato sulla BBC da Jonathan Dimbleby, ammette la sua infedeltà e la sua lunga relazione con Camilla Parker Bowles. E quella stessa sera Diana partecipa al party alla Serpentine Gallery con un abito che esce dal suo armadio per entrare nella storia (Style file: Diana Principessa di Galles (terza parte)). Bene, due settimane dopo Charles scorta la nonna al matrimonio della cugina; Diana, che non vuol mancare alle nozze di quella che fu la sua damigella d’onore, arriva per i fatti suoi, e naturalmente cattura sguardi ed entusiasmi.

Ricicla un robe-manteau blu con colletto e polsi bianchi di Catherine Walker indossato il mese prima a una cerimonia per il cinquantenario del DDay, inalbera un cappello che la nasconde un po’, ma l’allure gloriosa degli ultimi anni c’è tutta.

Una piccola curiosità: la fanciulla in beige sul gradino sopra Diana è Sophie Rhys-Jones, fidanzata del principe Edward, in uno dei suoi primi eventi con la Royal Family. Tra il cappello a cilindro, la giacca con la coda, la gonna troppo corta sulle gambotte fasciate nelle calze chiare simil metallizate – chiunque avesse l’età della ragione negli anni 90 sa di cosa parlo – non saprei cosa salvare. Penso niente.

Dopo ventisei anni il matrimonio dei Chatto dura ancora e sembra soldo. Hanno due figli, Samuel e Arthur, assai popolari e apprezzati dalle ragazze. Vi consiglio di dare un’occhiata ai loro profili Instagram.

Una panoramica delle nozze, e di molti invitati (c’è pure il compianto Alan Bates con un orrendo completo kaki) nel video https://www.youtube.com/watch?v=IKVJG4TiFGw


Celebrando Charles con Charles

Il 10 giugno 1940, ottant’anni fa, l’Italia dichiara guerra a Francia e Gran Bretagna (ricordate? un’ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria!).

Il 14 giugno 1940, ottant’anni fa, la Francia invasa è costretta ad assistere allo spettacolo dall’esercito tedesco che marcia sugli Champs-Élysées.

Il 18 giugno 1940, ottant’anni fa, il Generale de Gaulle – è lui il primo Charles del titolo – è a Londra, dov’è arrivato il pomeriggio precedente. Entra in un grande edificio nei pressi dello Strand: Bush House, allora sede della BBC. de gaulle bbcDa lì pronuncia un discorso che verrà considerato il testo fondante e il simbolo stesso della Resistenza francese: l’Appel du 18 juin. Il messaggio è la risposta a quello diffuso il giorno prima dal Maresciallo Pétain che annuncia l’armistizio con l’invasore e la nascita del Governo collaborazionista; de Gaulle chiama a raccolta i soldati francesi che si trovano – o stanno per arrivare – sul suolo britannico, perché si uniscano a lui nella lotta alla Germania nazista. L’uno è un ufficiale piuttosto giovane, relativamente sconosciuto, nominato generale in via provvisoria 12 giorni prima; l’altro è le vainqueur de Verdun, l’eroe della Prima Guerra Mondiale: è praticamente un monumento nazionale, ed è popolarissimo. Quella sera il messaggio di de Gaulle lo sentono in pochi, il giorno dopo compare su qualche giornale, su entrambi i lati della Manica. Ma è in quella sera di giugno, dall’alleanza con Churchill che nasce France Libre e la Storia cambia il suo corso.

Oggi, a ottant’anni di distanza, il Presidente francese Macron è a Londra per celebrare quel messaggio. Prima dell’incontro bilaterale col Prime Minister Boris Johnson a Downing Street, Monsieur le Président – senza la Première Dame, rimasta a Parigi per un piccolo intervento agli occhi – è stato ricevuto dal Principe di Galles e consorte, appena rientrati dalla Scozia dove hanno trascorso una lunga quarantena. Sempre rispettando la distanza di sicurezza, of course.macron wales clarence houseTra le numerose decorazioni sfoggiate, spiccava al collo di Charles l’insegna da Commandeur de l’Ordre du mérite agricole, un onore che divide con poche selezionatissime personalità, tra cui Caroline de Monaco.

Dopo l’incontro a Clarence House, residenza londinese dei futuri sovrani, il gruppetto si è spostato sul Mall, dove Macron ha deposto una corona tricolore alle statue di George VI e della consorte Elizabeth, sul trono durante la Seconda Guerra Mondiale; poco lontano, a Carlton Gardens, lo stesso omaggio è stato presentato alla statua di de Gaulle. wales macron khan londonLa visita è stata l’occasione per consegnare la Legion d’Honneur alla città di Londra, rappresentata dal sindaco Sadiq Khan. Un tocco particolarmente scenografico è stato offerto dal volo combinato delle pattuglie acrobatiche dei due Paesi – si chiamano Red Arrows e Patrouilles de France – che hanno sorvolato insieme i cieli delle due capitali, insomma, una sorta di A Tale of Two Cities in versione aeronautica.

Una volta raggiunta la residenza del Prime Minister, Boris Johnson ha mostrato a Macron un reperto d’epoca: un grosso gallo Lalique, donato da de Gaulle a Lady Clementine Churchill proprio in quegli anni difficili. macron johnson laliqueNon saprei dire se i capelli di BoJo abbiano preso quell’aspetto al cospetto dell’impegnativo omaggio, certo le espressioni dei due rivelano la verità: prima o poi, un pennuto di cristallo in regalo tocca a tutti.

La foto del giorno – Parla la Regina

Nelle ultime ventiquattr’ore il Regno Unito sembra essere sulle montagne russe. Ieri sera il discorso della sovrana – seguito in patria da poco meno della metà dell’intera popolazione – ha avuto la capacità di rinsaldare l’unità nazionale, stimolare l’orgoglio, motivare alla resistenza e dare una speranza per il futuro. Stamani non abbiamo fatto altro che chiacchierare sull’eleganza dell’abito, la raffinatezza di quel punto di verde, la sorpresa della spilla, così bella e così raramente indossata. Questa sera il cielo su Londra è tornato a rannuvolarsi, con la notizia appena arrivata del trasferimento in terapia intensiva del Prime Minister Boris Johnson, e mentre preghiamo (o incrociamo le dita, o quello che preferite) per lui e il suo Paese, torniamo un attimo a ieri e al Queen’s speech. Che il personale del NHS Nightingale Hospital – appena aperto a Londra per la lotta al Covid-19, e inaugurato virtualmente venerdì dal Principe di Galles – ha seguito così, insieme, in piedi. nightingale hospital queen-speechUna di quelle foto che dicono più di mille parole

Le foto del giorno – Meg is back

Rispettando il calendario degli impegni diffuso qualche giorno fa, questa sera i Duchi di Sussex hanno partecipato agli Endeavour Fund Awards, e tutto si può dire della duchessa tranne che non sappia how to dress to impress. 25593526-8079797-image-a-177_1583437667642Meghan è arrivata in tubino turchese firmato Victoria Beckham, non particolarmente adatto all’occasione ma adattissimo a farla risplendere, dunque direi che di scelta vincente si tratta (e questa foto sotto la pioggia è favolosa). 25592286-8079797-image-m-73_1583435485707Pesantino ma piuttosto hollywoodiano il trucco, personalmente a me non piace granché, mentre i commentatori si stanno dividendo in due fazioni sulla silhouette della duchessa: gli uni ammirati dal recupero post parto, gli altri insospettiti dalla presenza da un accenno di panino. Che Archie stia per diventare un big brother? I Duchi – che oggi hanno pranzato all’hotel Goring, vicino a Buckingham Palace, dove la Regina di solito invita il suo staff per il party natalizio e Catherine trascorse l’ultima notte come Miss Middleton – sono apparsi felici e molto sorridenti.  25596386-8079797-The_royal_appeared_radiant_at_the_award_s_ceremony_in_the_Victor-a-353_1583443426586In definitiva mi sembra che la transizione da royal a celeb sia già a buon punto, come dimostra questa foto: lui con la mano tra quelle di lei, che tiene le gambe elegantemente, ma poco regalmente, accavallate. Siamo solo all’inizio, in my humble opinion. 

 

Le foto del giorno – Corone e corona(virus)

Prima è toccato all’imperatore del Giappone annullare i festeggiamenti pubblici per il sessantesimo compleanno a causa del coronavirus. Oggi il Presidente Mattarella ha proposto di rinviare la visita dei sovrani del Belgio, prevista nel nostro Paese dal 23 al 25 marzo. eae0352d56ad5c0d9312cd2f5b3f5622--visit-sweden-swedish-royaltyE sempre oggi i reali svedesi (con loro in questa immagine di repertorio) avrebbero dovuto ospitare un gala dinner con 150 prestigiosissimi invitati da tutto il mondo, ricontattati uno ad uno da quando lunedì anche questo evento è stato rimandato per timore del contagio. IMG_20200304_231827Varcando la Manica, se ieri abbiamo visto Sua Maestà presiedere una cerimonia di investitura con le mani guantate per la prima volta in 68 anni di regno, oggi giunge la notizia che ieri, incontrando degli operatori sanitari durante il viaggio che sta compiendo in Irlanda con sua moglie, il Duca di Cambridge se n’è uscito con una battuta non particolarmente felice sul fatto di essere lì con Catherine a «spargere il coronavirus». Evidentemente ha pensato che lo spirito di patata sarebbe stato gradito agli Irlandesi, la cui cucina si basa sull’uso di tale tubero. IMG_20200304_232254Sempre oggi, nel corso di una breve visita al London Transport Museum, è stata la Duchessa di Cornovaglia a scherzare sul fatto che pensa di auto quarantenarsi. Ad ogni buon conto Camilla ha pensato bene di imitare la suocera, e non si è sfilata i guanti. Che il marito Charles invece non indossava. Nelle Isole Britanniche insomma al momento la regola sembra essere business as usual. 

La foto del giorno – 28 febbraio

Come sicuramente sapete Harry è già nel Regno Unito per gli ultimi impegni da senior member della Royal Family. Meghan per ora non si è vista, ma in effetti la sua presenza in questi giorni non era prevista dunque non ne siamo sorpresi. Confesso che la prossima settimana, quando arriverà la duchessa, mi piacerebbe rivedere Archie ma non sono certa che verrà a trovare la famiglia del papà (che poi è praticamente l’unica che ha, visto che la madre ha notoriamente grossi problemi con la sua famiglia d’origine).

Dopo essere intervenuto ad un convegno sul turismo sostenibile a Edimburgo, – dove si è presentato come “semplicemente Harry”, il che fa pensare che non abbia preso benissimo la deminutio capitis imposta dalla nonna regina – il duca oggi si è incontrato col redivivo Jon Bon Jovi per registrare l’inno per la prossima edizione degli Invictus Games, previsti per maggio a L’Aja. harry abbey roadEssendo la registrazione avvenuta agli Abbey Road Studiosi i due partners in crime non hanno potuto esimersi dal replicare la storica foto dei Beatles, scattata nel 1969 per la copertina del’album che si chiamava appunto Abbey Road. Ad aprire la fila al posto che fu di John c’è Andy Mudd, ex militare in sedia a rotelle che francamente mi sembra il più disinvolto dei quattro. Segue Bon Jovi al posto di Ringo, Susan Warner a quello di Paul,  e infine Harry – imbranatello alquanto – al posto che fu di George. E niente, per quanto ci provi il Duca di Sussex non riesce a scrollarsi di dosso i fab four.

La foto del giorno – 26 febbraio

Ieri sera i Duchi di Cambridge hanno presenziato al Noël Coward Theatre nel West End a una performance straordinaria dello spettacolo Dear Evan Hansen in favore della Royal Foundation. Il musical, vincitore di ben sei Tony Awards, è la storia di un ragazzo che soffre d’ansia e ha problemi di relazione, argomento caro ai duchi che con la loro fondazione sono in prima linea nella lotta ai disturbi mentali e comportamentali, soprattutto dei più giovani.

La mise della duchessa avrebbe dovuto comparire domenica nel Royal chic shock e boh, ma a causa di uno spiacevole imprevisto non so quanto riuscirò a scrivere nel weekend, dunque portiamoci avanti col lavoro. catherine noel coward theatreCatherine ha scelto un look piuttosto diverso dai soliti: un abito in tweed nero con un piccolo tocco luminoso firmato Eponine London, con accessori Jimmy Choo: pumps Romy e clutch Celeste. A me piace molto, mi piace l’idea del tweed usato di sera e acceso da tocchi di luce, e trovo che la linea princesse dell’abito – corpino aderente e gonna più ampia – sia una di quelle che le donano di più. E sfido chiunque a trovare qualcuna cui non doni lo scollo a V. Bello anche il trucco, sembra che finalmente la Caterina stia abbandonando la riga di matita nera all’interno dell’occhio, in favore di un bel cat eyeliner, ora basta domare un po’ i capelli da Maddalena pentita e siamo a posto.

Vi segnalo un dettaglio di stile. Cosa c’è di diverso tra il modello base e quello indossato dalla duchessa?

Esatto, i bottoni. Ora, benché io non sia una fan dei bottoni gioiello – soprattutto se più di uno – un bel bottone fa la differenza e innalza immediatamente il livello di una mise. Chiedete alle vostre mamme, se non avevano l’abitudine di tagliare via i bottoni di pregio a un capo che veniva dismesso, per poi cucirli su un altro che non ne aveva di altrettanto belli. Provate a mettere dei bottoni semplici, ma di madreperla, al posto di quelli orrendi di plasticazza che ormai imperversano: anche il capo più semplice ed economico sembrerà più chic.

Le foto del giorno – 2 febbraio

Meglio sarebbe intitolare questo post “le foto della sera”. E che sera! Questa è la serata in cui si consegnano gli Oscar britannici, i premi BAFTA, alla presenza dei Duchi di Cambridge, dato che William ne è il presidente. Il dress code di quest’anno richiedeva di essere sustsinable, con l’invito a non sprecare e a riciclare. 24210566-7948459-image-m-35_1580669709916Invito raccolto dai Duchi, lui con uno smoking che ci assicurano essere stato già indossato – ma naturalmente uguale a mille altri – lei con un abito Alexander McQueen che abbiamo sicuramente già visto. Catherine lo ha indossato durante un tour in Malesia nel 2012, e infatti il modello ha una vaga ispirazione orientale.

La gonna in chiffon ha un bel movimento, che mi sembra strida troppo con la rigidità del bustier, sottolineato da quella tremenda passamaneria. In generale trovo disarmonici i volumi: ampia la gonna, stretto il busto, e il raccolto così le fa un po’ il testone. In definitiva meglio visto da dietro. 24212136-7948459-image-a-97_1580672801506Intendiamoci, la pettinatura così a me piace; d’altra parte Lady Violet è abbastanza agée da ricordare le elaborate acconciature con cui Monsieur Alexandre addobbava l’incolpevole Grace. In questo caso però l’abbinamento mise-coiffure non mi convince. Promossa la scelta di collier e orecchini Alhambra VanCleef&Arpels, ormai classici ma non ancora noiosi (però bisognerebbe uniformare la pelle del décolleté).

Re-Opening of Parliament

opening of parliament dec 19Per la seconda volta in poco più di due mesi, Her Majesty ha solennemente inaugurato il Parlamento, riunito per la prima volta dalle elezioni di giovedì scorso.

Immutata, immutabile e sempre affascinante la complessa liturgia, ma se lo scorso 14 ottobre la sovrana aveva indossato lo sfarzoso abito cerimoniale, con la sola variante del capo coronato dal George VI Diadem al posto della pesante Imperial State Crown, rimasta come oggi sul cuscino accanto a lei(questo il post Le foto del giorno – State Opening of the Parliament ), oggi la sovrana era in abito da giorno. opening of parliament dec 19 the crownLa scelta non è una sorpresa, dato che Downing Street aveva reso noto che in caso di conferma del Prime Minister Johnson l’inaugurazione si sarebbe svolta with reduced ceremonial elements, come accaduto nel 2017, quando la regina si presentò con una mise blu con dettagli giallo oro, che a molti sembrò evocare la bandiera UE ( La foto del giorno – 28 ottobre ). opening of parliament dec 19 2Questa mattina Sua Maestà, accompagnata dal solo Principe di Galles, è dunque giunta in pardessous color tiffany con cappello in tinta (Rachel Trevor Morgan) col preziosissimo tocco della favolosa Cullinan V Brooch, la spilla composta da uno dei diamanti ricavati dal Cullinan, il cui maggiore risplende nello scettro. Ora, è vero che la royal dresser Angela Kelly ha appena pubblicato un libro sui segreti del guardaroba reale, ma alcune scelte della sovrana andrebbero indagate in maniera più approfondita, perché accade che la mise sia riciclata, e sapete qual è l’ultima volta che l’abbiamo vista? Lo scorso 3 giugno, quando la regina ha accolto a Buckingham Palace Mr. Trump e signora, in vista ufficiale.UK USA Una dichiarazione di intenti? Il suggello di un nuovo ed esclusivo patto tra le due sponde dell’Atlantico? Il colore più adatto ad armonizzarsi col biondo pannocchia? Tutte domande destinate a restare senza risposta, almeno per ora. Il discorso – l’unico che la sovrana non scrive da sé, ma viene redatto dal Primo Ministro –  ha illustrato un ambizioso programma decennale; chissà nel 2029 che scenario e che protagonisti ci saranno, francamente l’unica su cui scommetterei è proprio The Queen. opening of parliament dec 19 3Nota a margine: interessante il panciotto nero del Principe di Galles; a onor del vero lo indossava nell’inaugurazione del 2017, e immagino che lo abbia scelto per sottolineare la sacralità dell’occasione. La cosa interessante è che questa è la versione che si indossa ai funerali: è il panciotto nero, in luogo del classico grigio, a trasformare un morning suit (l’abito da giorno) in un mourning suit (l’abito da lutto).