Royal chic shock e boh

Questa settimana il nostro appuntamento è in versione ridotta ma arricchito da un contest finale. Siete pronti?

Mercoledì 25 il Principe di Galles e la Duchessa di Cornovaglia hanno visitato il Sandringham Flower Show.

Camilla affrontata il caldo torrido e il sole che picchiava impietoso sulle isole britanniche in un abito con una fantasia delicata nelle tonalità del grigio e un gioco di nervature che danno movimento e leggerezza, un modello che le dona particolarmente. Il tocco di classe è rappresentato dal parasole, una soluzione utile e molto elegante. Lady Violet è deliziata da una scelta così old fashioned; le piacerebbe giusto vedere una volta la Duchessa con un diverso taglio di capelli, ma probabilmente resterà delusa. Comunque brava Camilla, senza dubbio chic.

In vacanza a St. Tropez con famiglia allargata, Caroline de Monaco percorre con sicurezza la passerella; che non è non quella di un fashion show, ma quella più estiva di una delle più belle spiagge della Côte.

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Il copricostume è schicchissimo, riprende il tema delle piastrelle all’uncinetto – dite la verità, le avete anche voi in cucina le presine fatte così. Facciamo un patto, voi non mi dite nulla ma non le usate più, promesso? – ma declinato nei toni del caffè. Oggettivamente le sarebbe stato meglio un filino un più lungo, a coprire il ginocchio non più freschissimo, ma Caroline fa bene a godersi la vacanza in totale libertà. Solo una domanda: perché mai si è portata dietro quella moscia sacchetta a rombi che non sembra neanche comodissima? Boh.

Alexandra di Kent, cugina prima della Regina, è molto attiva come rappresentate della Royal Family, e ha un’agenda piuttosto fitta. Qui è in Suffolk, a inaugurare un centro per donne con disabilità cognitive.

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Alexandra, in gioventù piuttosto bella ed elegante, con l’avanzare dell’età si è data uno stile che la invecchia moltissimo, sembra quasi incredibile che abbia ben dieci anni di meno della sovrana. Indossa un completo che la copre interamente dal collo alle caviglie; sul modello non ci pronunciamo perché trattandosi di una signora agée magari si sente più a suo agio così, ma la fantasia cachemire più che brutta è, come dire, troppa, e non la trasforma in un divano solo grazie alla sua magrezza. Ma la vera pièce de résistance è il cappello; solita forma a lampione, una delle sue predilette, in un grigio triste, “abbellito” da un fascione dello stesso tessuto della mise. Shock.

Denim contest

Questa settimana due delle più ammirate royal ladies hanno scelto il denim: la Duchessa di Sussex in Carolina Herrera alla Sentebale Polo Cup, la Reina Letizia in Hugo Boss a un evento della FPA, la Fundación Princesa de Asturias.

L’abito di Meghan ha un bel taglio anni ’50, che ricorda il New Look di Dior, ma nonostante l’esilità della Duchessa le deve essere stretto di spalle perché fa un brutto difetto da entrambi i lati dello scollo a V. Belli gli occhiali (Tom Ford), simpatica la clutch in midollino (J Crew), già vista in mano a Pippa Middleton a Wimbledon, ma sbagliate le scarpe, sia per l’evento sia, soprattutto, per l’abito; il denim nasce come tessuto da lavoro e mantiene il suo carattere casual, delle décolletées così eleganti per forma materiale (e fiocchetto posteriore) non sono adatte. Letizia invece opta per uno chemisier molto semplice, con piccolissimi tocchi di colore nel risvolto della cintura e orecchini impercettibili. Ai piedi un paio di scarpe scollate con tallone scoperto, sempre in denim, di Carolina Herrera (che dunque per l’estate ha sposato decisamente il tessuto jeans in ogni sua forma, prendete nota). Benché io non ami il total look in denim, sono senz’altro una scelta migliore. E voi quale versione preferite? Pronunciatevi!

News – Sentebale Polo Cup

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Sentebale – nella lingua del Lesotho significa non dimenticarmi – è un charity fondato da Harry che opera nel paese africano e in Botswana in favore di bambini e ragazzi HIV positivo, o con AIDS conclamato, o orfani a causa della malattia; la Sentebale Polo Cup è uno degli eventi di fundraising organizzati per sostenere le attività dell’associazione. Oggi Meghan, oltre all’ingombrante trofeo, ha voluto consegnare un dolcissimo premio al duca del suo cuore che ha segnato due volte, portando così alla vittoria il suo team Sentebale St. Regis, che ha battuto gli avversari del Royal Salute per 5 a 4. E noi ragazze di oggi di ieri e dell’altro ieri siamo felici di vederli così, perché amiamo l’happy end.

Dell’abito di Carolina Herrera indossato dalla Duchessa parleremo domenica prossima nella rubrica chic shock e boh, ma mentre i Duchi di Sussex si allontanano mano nella mano un piccolo commento di Lady Violet non può mancare. Anzi tre.

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a) se Harry ha la maglia numero 2, William ha quella numero 1?

b) noi finora ci siamo concentrati sui capelli – sempre scerriati – di lei, e abbiamo sbagliato. Dobbiamo discutere sui capelli di lui, finché li ha. E da quello che vedo ci dobbiamo sbrigare.

3) se la duchessa Meghan dichiara ufficialmente un’altezza di un metro e settanta, Lady Violet dichiarerà senza timore di essere smentita un peso di 50 chili. Ok, 55 e sto.

A Royal Calendar – 18 luglio 1918

Nasce a Mvezo, British South Africa, Nelson Rolihlahla Mandela.

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Va bene che oggi il mondo festeggia il centenario della sua nascita, ma che c’entra Mandela coi royals, vi starete chiedendo? E invece c’entra! Suo padre apparteneva al clan Madiba, discendente dalla famiglia reale Thembu dunque alla fine era royal pure lui (e Madiba è rimasto il suo soprannome).

Per approfondire la sua vita straordinaria – gli anni intensi della formazione, l’attività politica, la lunghissima detenzione, la fine dell’apartheid, il Nobel per la Pace, la presidenza della Repubblica Sudafricana, la filantropia – non basterebbero mille post. Pochi uomini hanno inciso così profondamente con le azioni nella storia del proprio paese, e con le idee nella definizione della contemporaneità. Questo però non è un blog di storia ma di chiacchiere, e dunque perdonerete Lady Violet se riserveremo la nostra attenzione ai rapporti di Madiba con le teste coronate.

In un video del 2002 definiva il principe Charles “a fine chap” una brava persona, apprezzandone la passione per l’architettura e la tutela dell’ambiente, ed era rimasto molto impressionato dal fatto che invitato a Buckingham Palace, la sovrana gli aveva servito personalmente il tè.

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Nei numerosi incontri con sviluppò un legame piuttosto stretto con Her Majesty, che chiamava per nome. La sua assistente personale Zelda la Grange, nel suo memoriale Good Morning, Mr Mandela, pubblicato su The Sunday Times Magazine, ricorda di aver assistito a un incontro in cui Madiba si era rivolto alla Regina chiamandola per nome: Oh, Elizabeth. E lei aveva risposto Hello Nelson. E in un’altra occasione l’aveva apostrofata con un “Oh, Elizabeth, you’ve lost weight!” Insomma puoi essere padre della patria quanto ti pare, ma se ti trovi davanti una signora un’occhiata gliela dai sempre.

È noto che Mandela apprezzasse molto il ruolo che la principessa Diana aveva avuto nel cambiare la percezione dei malati di AIDS, incontrandoli, abbracciandoli e stringendo le loro mani. Diana andò a trovarlo in Sud Africa pochi mesi prima della tragica morte, e lui cinque anni dopo visitò la sua tomba durante un viaggio in Inghilterra.

Ottimi rapporti anche con Charlene, la principessa consorte di Monaco di origine sudafricana.

 

E Charlene ha presenziato alle celebrazioni del centenario, a Johannesburg, con un cappottone di montone rovesciato nero. Evidentemente in Sud Africa – dove ora è inverno – faceva così freddo che neanche il sorriso di Barack Obama è bastato a scaldarla.

A Londra invece in onore di Madiba c’è una mostra, alla Southbank’s Queen Elizabeth Hall, visitata dai neo Duchi di Sussex. Meghan ha confermato i capisaldi del suo stile: chignon sfasciato, abito oversize pieno di bottoni, stazzonature.

Ora voi mi direte che questo trench senza maniche (di House of Nonie) non è brutto, e infatti non lo è, ma è troppo lungo e un po’ informe, e la nostra Meg è sempre assai lontana dall’impeccabilità richiesta a un royal. Ma non ho dubbi che migliorerà.

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Se siete interessate alla borsetta abbinata al trench – perfettamente direi, è proprio la stessa nuance – sappiate che è una Mulberry Clifton e la trovate in saldo sul sito del brand a 752 euro, nei colori black, clay, oak, oxblood and orchid.

 

P.S. oggi è anche l’anniversario, il 104°, della nascita di Gino Bartali, che oltre ad essere il grande ciclista che sappiamo, è stato anche dichiarato Giusto tra le nazioni per l’attività in favore degli ebrei. Sembra proprio che il 18 luglio sia un buon giorno per i diritti umani!

 

Il battesimo di Louis – le foto ufficiali

A una settimana esatta dal battesimo del piccolo Louis, i Duchi di Cambridge hanno diffuso le immagini ufficiali.

La famigliola felice

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Ecco la famiglia Cambridge al completo. Lady Violet non è un’esperta di fotografia, ma lo sfondo grigio, l’uso del chiaroscuro e i ritocchi danno all’immagine un’aria vagamente inquietante. La meglio è, come sempre, Charlotte, disinvolta e con una deliziosa aria birichina. Meno a suo agio il fratellone George, con l’occhietto triste e la gambina in una posizione innaturale.

Mamma e pupetto

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Catherine e il suo bambino sono ritratti en plein air, con un effetto finale assai più naturale. La mamma ha la stessa identica espressione della foto precedente, accentuata dall’insolito copricapo, ma Luigino è veramente una meraviglia.

I Mountbatten-Windsor

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Col nonno Charles, la vicenonna Camilla e gli zii Harry e Meg. Dove si dimostra chiaramente il perché il color fango – o verde oliva, se preferite – non va bene in questi casi. Camilla sorridente e rilassata, Charles sembra colpito da leggera emiparesi, Harry bello e charmant, Meghan  pare che si sia messa in testa una frittata, e tiene sempre il marito per il braccio. Avrà paura che scappi? George finalmente felice in braccio a papà, ma occhio a Charlotte! Guarda il fratellino minore con sguardo eloquente: e mo con questo che ci devo fare? I quadri sulla parete di fondo ritraggono una giovane regina Elizabeth in blu, e George Bernard Show.

Tutti insieme appassionatamente

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La famiglia al gran completo nella Morning Room di Clarence House, residenza di nonno Charles. In questa sinfonia di blu l’unico elemento dissonante è Meghan, il che potrebbe essere un limite ma anche un punto di forza, Vedremo come evolveranno le cose. In ogni caso, auguri!

Benvenuto 14 luglio!

 

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E dopo il battesimo di Ascot per la neo Duchessa di Sussex giunse anche quello di Wimbledon (amici, dimostrate la vostra scioltezza con l’inglese e pronunciate sempre correttamente “wimBELdon”, bella figura assicurata). Accompagnata dalla cognata Catherine, lasciati i mariti a casa, Meghan è comparsa nel Royal Box per vedere Djokovic battere Nadal e assistere alla finale dell’amica Serena Williams.

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Le due duchesse sono apparse rilassate e in ottima forma, dimostrando di aver creato un buon rapporto. Catherine un po’ troppo sciuretta in un abitino Jenny Packham con borsetta rigida Dolce&Gabbana e décolleteé – indovinate? – in suede.

 

 

 

 

 

 

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Più sportiva Meghan in Ralph Lauren: bella la camicia a righe bianche e azzurre, ridicolmente lunghi i pantaloni di lino bianco. Spettinata il giusto, forse anche a causa del cappello, in questo caso Lady Violet la preferisce alla più coiffata cognata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La mattina era però iniziata nella maniera meno royal possibile: con la celebrazione della Rivoluzione Francese – iniziata oggi 229 anni fa con la presa della Bastille – e l’immancabile parata militare sugli Champs-Élisées.

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Dopo aver visto Monsieur le Président passare in rassegna le truppe con la giacca sbottonata (lo possino!) Lady Violet ha rivolto la propria attenzione alla Première Dame in tribuna. Madame Macron indossava un completino bianco con profili che vengono descritti come bleu marine – ma potrebbero sembrare neri – con grossi bottoni dorati e accessori in tinta. Bruttissime le calze, ma d’altronde quasi tutte le calze sono brutte d’estate con le gambe abbronzate. Lady Violet si permettere di suggerire a madame di allungare un po’ gli orli, il che le consentirebbe di non mettere le calze – pratica ormai sdoganata anche per gli impegni mediamente formali – e avere un aspetto più fresco.

Altro consiglio che ci permettiamo di dare alla couple presidentiel – ma siamo ragionevolmente sicure resterà inascoltato – evitare se possibile, soprattutto quando Monsieur rappresenta la France, ammiccamenti, sguardi languidi e mani incrociate, che il tempo delle mele è passato da un po’.

 

Gente che va, gente che viene

I Duchi di Sussex hanno appena compiuto un viaggio di due giorni a Dublino.

Neanche il tempo di disfare lo chignon che Meghan ha dovuto sfilarsi l’elegantissimo Dior blu che trovate qui Cento anni di R.A.F.  e salire su un aereo alla volta dell’isola verde.

E che colore ha scelto la nostra Meg? Il verde, ovvio! Eccola appena sbarcata, i capelli ancora acconciati per la cerimonia del mattino e un completo color bosco Givenchy, tshirt e pencil skirt. Molto molto chic, forse la mise migliore vista finora, secondo Lady Violet, anche se quella bella gonna avrebbe richiesto gambe meno filiformi. Perfette in questo caso anche le décolleteé in suede, in un caldo color caramello che si sposa a meraviglia con la Strathberry Midi Tote. E sì, in questo caso borsa e scarpe abbinate sono una soluzione elegante, e pure moderna.

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Per il ricevimento serale la Duchessa sceglie Emilia Wickstead, e un little black dress come Dio comanda. Le scarpe col fiocchetto non sono le mie preferite ma non importa. Benissimo anche i capelli sciolti, se pettinati in onde morbide un po’ rétro.

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Secondo giorno, secondo completo. Questa volta, per una mattinata ricca di impegni tra cultura sociale e sport, Meghan indossa un tailleur pantaloni nero, ancora Givenchy, dalle proporzioni perfette. Quel modello di giacca si chiama spencer, che sia un velato omaggio alla defunta suocera? I capelli sciolti e un po’ anarchici in questa occasione mi piacciono, anche se consiglierei di evitare la riga in mezzo, che superata l’adolescenza fa un po’ Maria Maddalena (o Santa Rosalia, per voi lettori siciliani). Comunque brava Meg, migliori a vista d’occhio.

 

 

 

 

 

 

Ultimo appuntamento del viaggio l’incontro con il presidente della Repubblica d’Irlanda Michael Higgins e sua moglie Sabrina Coyne (e i loro cani, due bovari del Bernese di nome Bród e Shadow).

La scelta in questo caso è caduta su un Roland Mouret color, diciamo, fango. L’abito ha un suo charme, nonostante il pannello penzoloni, ma la scelta dell’underware è francamente scioccante. Un errore così non me lo aspettavo, cos’è successo? Ma in quella borsa che ti porti dietro – la famosa Fendi Pikaboo, assolutamente inadatta all’occasione – non ti ci stava un body no-show che avrebbe evitato lo scempio? Qui c’è ancora del lavoro da fare, in my humble opinion.

Rientrata la Duchessa, ecco che un’altra lady che sbarca in Albione. E in questo caso si tratta della First Lady, che accompagna il marito Presidente in visita (non di stato, quindi niente diademi a Corte).

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Anche Melania per i primi passi sceglie Rouland Mouret, un abito troppo attillato beige chiaro accessoriato con scarpe in tinta, cinturina arancio, marito potente e broncio d’ordinanza. Non saprei dire se queste ultime due caratteristiche siano connesse. Nei prossimi giorni ne vedremo delle belle!

P.S. l’Air Force One è atterrato all’aeroporto di Stansted, sì, quello che usate voi quando volate low cost. La prossima volta, sentitevi POTUS e FLOTUS pure voi.

Cento anni di R.A.F.

Lady Violet è tornata, giusto in tempo per non perdersi il centenario della Royal Air Force, uno di quegli eventi che in Albione sanno celebrare come pochi altri. Street parties, megascreen nei parchi, e una grande festa dell’unità nazionale. E noi abbiamo una foto in esclusiva della nostra inviata, Lady Antonella Golinelliraf sul maxiscreen

Passata la festa, veniamo alle royal ladies che hanno illuminato la giornata.

Sua Maestà

raf lilibetUnica e irripetibile, la Regina opta per l’azzurro avio con tocchi di acquamarina, e indossa una delle sue mise che Lady Violet ama di meno, but who cares? Sua Maestà è splendida sempre, e notate il tocco di classe del guanto lungo che sbuca della manica. Sorprendente la scelta della spilla; tutti si aspettavano uno dei badge della RAF, indossati dalle altre signore, che lei possiede in quantità. Invece ci ha stupito con la Jardine Star, una stelle a otto punte alternate a brillanti, che le sarebbe stata lasciata nel 1981 da una Lady Jardine di cui si sa poco o niente.

La Duchessa di Cornovaglia

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Evidentemente Camilla ha deciso che l’estate sarà in bianco, scelta affascinante ma rischiosa. D’altronde il suo stile si è formato negli anni ’60/’70, quando per le bionde in estate il bianco e le perle erano un must. L’abito ha un modello e un tessuto interessanti ma è piuttosto lontano dalla necessaria impeccabilità. E francamente sui fianchi non avrei aggiunto niente, men che meno delle enormi patte senza le tasche. Come avrebbe detto Balenciaga: non sono veramente necessarie. Adeguate borsa e scarpe, mozione d’onore per i guanti, bello il cappello Philip Treacy, perfetta la scelta dei gioielli: bracciale rigido, e un piccolo badge della RAF che non distoglie l’attenzione dal pezzo forte, le perle. Favolose.

 

 

 

 

 

 

Anne, the Princess Royal

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Noi Anne non la consideriamo quasi mai, probabilmente perché non è interessata alla moda come figlia nuora e nipoti, naturali o acquisite. Anche ieri era fedele al suo stile: sinceramente interessata alle celebrazioni militari, per niente interessata ad affascinare le masse, piuttosto malvestita. La giacca con taglio kimono è – forse suo malgrado – molto di moda, e il colore le dona pure. La gonna plissé  non è brutta e magra com’è le sta anche bene; ma con quella giacca forma un abbinamento bislacco. Guanti: Lady Violet non ha fatto in tempo a lodare Camilla per averli portati, che ecco si ritrova davanti quest’incubo color cioccolato che fa a cazzotti col resto. Cappello in stile Franco Cacciatore di Weber; e stendiamo un foulard sulla borsa sportiva e le scarpe nere.

La Duchessa di Cambridge

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Non avrei mai detto, ma evidentemente pure Alexander McQueen fa il 3X2, sennò non si spiega questa mania degli abiti tutti uguali. Questo soprabitino celeste è uguale a quello bianco indossato per il battesimo di Charlotte e – forse – al matrimonio di Harry&Meghan. Non mi entusiasma in nessuna delle versioni. Probabilmente Catherine studiando da regina ha deciso di emulare Her Majesty, che declina modelli simili in ogni versione possibile e immaginabile. My dearest, troppo porridge devi mangiare… Per il resto, solite décolleteé color nude, ma stavolta in suede. Complicità tra cognate? Signore, deve ricordarvelo Lady Violet che il camoscio è considerato un pellame piuttosto sportivo? Orecchini di brillanti che non aggiungono granché, ma tanto chi li guarda? Tutti gli occhi sono puntati sulla spettacolare RAF Air Cadets Dacre diamond brooch. Wow! Discorso a parte per il cappello. Anche questo è un modello che la duchessa predilige, ed è un po’ troppo ricco di dettagli troppo caoticamente assemblati, ma il suo creatore merita attenzione. È Sean Barrett il cui lavoro per cinema e televisione è importante e ben noto. Suoi i copricapi visti in The Crown, Elizabeth, Elizabeth The Golden Age, Shakespeare in Love, e Downton Abbey, il che lo rende particolarmente caro a Lady Violet.

La Duchessa di Sussex

Lo so, state aspettando tutti lei. E stavolta cala l’asso e sceglie Dior.

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Splendido l’abito blu notte – però veramente troppo scuro – la scollatura è davvero perfetta ed esalta le belle spalle e il collo sottile, il corpino sarebbe stato ugualmente perfetto, se solo sostenuto da un underware adeguato. La gonna godet, in classico stile new look, è un po’ troppo ricca – o se preferite sono le gambe della duchessa ad essere troppo secche – ma comunque questo modello le dona assai di più di quelli dritti e sottili che sceglie di solito. Il cappello Stephen Jones è molto bello, il tocco del maestro si vede nella forma inconsueta e aerea, ma l’abbinamento con l’abito non mi convince del tutto, avrei preferito vedere Meg con uno di quelli a pagoda con cui Monsieur Dior lanciò il New Look, appunto. Quello che però mi fa veramente arrabbiare è guastare una mise del genere con quelle scarpe. Meghan mia. ma come ti viene in mente? Intanto basta col camoscio, non va assolutamente usato nelle occasioni più formali; e il colore è francamente orrendo. Mi permetto di ricordare che la scarpa nude nasce con l’idea di allungare otticamente la gamba, quindi va scelta nella tonalità più simile al colore della pelle. In alternativa, accompagna abiti dai colori particolari, per i quali è più complicato trovare il giusto accessorio. In questo caso sono imperdonabili. E benché firmate Gianvito Rossi, sono pure brutte. Insomma, finora la duchessa di Sussex ha rischiato varie volte di di raggiungere lo chic assoluto, ma si è sempre fermata prima.

La Contessa di Wessex (e la Principessa Michael di Kent)

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Anni ’50 anche per la Contessa di Wessex, specialista del genere. Bellissimo il cappello Jane Taylor, in un sofisticato bianco e nero. Molto meno bello l’abito, che con quel collo ad anello (a luglio?) sembra tanto un pulloverone sbrindellato. Sorry, ma vale per Sophie quanto detto per Camilla: il bianco o è impeccabile o non è.

Alle spalle dei Wessex il principe Michael di Kent con sua moglie Marie Christine. Di origine austriaca, alta bionda e bellissima, con l’avanzare dell’età si è un po’ appesantita e ha perso lo charme della gioventù senza acquisire l’autorevolezza della maturità. Banale il rosso e nero dell’insieme, che nemmeno il grande cappello Philip Treacy riesce a risollevare. È stata di recente protagonista di una gaffe con Meghan; al primo ricevimento cui partecipava la fanciulla, fresca fidanzata di Harry, ha pensato bene di presentarsi con appuntata al bavero della giacca un moretto, cioè una spilla che ritrae uno schiavo negro. O forse non ci ha proprio pensato: ineducata o distratta.

Charlotte

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Abbigliata pure lei in azzurro aviazione, ci mette poco a rimettere le cose nella giusta prospettiva. Leggendaria.

Royals & Violet

Adorate lettrici, cari lettori, scorrendo le immagini dei numerosi royal engagements di questi giorni il mio cuore ha avuto un tuffo, e un delizioso dubbio si è insinuato nella mia mente: ma non sarà che qualcuno della Royal Family più importante che ci sia ci legge?

Ragioniamo. Può essere un caso che il principe Charles in viaggio in Galles – per di più nella contea di Pembrokeshire, patria d’origine di Purple, la cagnetta di Lady Violet – indossasse una boutonnière viola.

Charles fiore viola

Può essere un caso – il secondo, e vi ricordo che tre indizi fanno una prova – che egli abbia svelato che il peccato di gola di sua moglie Camilla (ma quanto le dona il bianco?) è la cioccolata, esattamente come la vostra Violet. D’accordo, in questo campo la Duchessa di Cornovaglia ed io non abbiamo l’esclusiva.

Ma cosa dobbiamo pensare del fatto che la neo Duchessa di Sussex abbia accompagnato il marito alla Marlborough House per la Your Commonwealth Youth Challenge, e si sia presentata perfettamente pettinata? E stiamo parlando di uno chignon senza neanche una ciocca volante né una forcina allentata; no, questo non può essere un caso!

E il fatto che abbia abbandonato le cinquanta sfumature di rosa cipria e i bottoni che non abbottonano può essere solo un caso? Anyway, Meghan in giallo sta benissimo, bello lo scollo dritto, qualche dubbio su forma e lunghezza dell’abito (di Brandon Maxwell) considerando la sua magrezza e l’assenza di punto vita, ma per stavolta bando alla pignoleria. Il colore delle décolleté in suede Manolo Blahnik è perfetto per lei (anche se Lady Violet non avrebbe scelto il camoscio), e ci complimentiamo con Meg che ormai di questo modello comincia ad avere una collezione. Ni la tonalità di rosa (perlato?) del rossetto, proprio no le sopracciglia rifinite a matita, ma oggi non farò la zia acida. Però un piccolo consiglio sì dai. Your Highness, non lasci la borsa a casa, va bene anche una piccola clutch, almeno così saprà dove tenere le mani.

Lo so, ora voi mi direte che l’abito mostra i segni delle pieghe da seduta, che sembra essere davvero uno degli elementi dello stile di Meghan, ma diamole un altro po’ di tempo, in fondo è duchessa solo da sette settimane!

Se siamo alla ricerca dell’impeccabilità in questi giorni non a Londra bisogna guardare, ma a Edimburgo. Quanto ci era piaciuta Her Majest con l’abito cerimoniale dell’Order of the Garter? Bene, in Scozia ha replicato con quello del Most Ancient and Most Noble Order of the Thistle, l’Ordine del cardo scozzese, secondo per importanza appunto solo all’Ordine della Giarrettiera. La sovrana, scarpette e borsetta in pelle silver come ci ha abituati nelle occasioni più importanti, era accompagnata dal nipote William – che in Scozia usa il titolo di Earl of Strathearn – e dalla figlia Anne.

E diciamolo, the Princess Royal non sarà una fashion icon, ma sa senz’altro come si indossa un abito da cerimonia.

 

Nipotine royal o giù di lì

Va bene che la settimana scorsa c’era il Royal Ascot, va bene che non volevamo perderci nemmeno uno dei royal cappelli, ma questa a Londra è la fase più intensa della stagione mondana, la famosa Season.

serpentine pavillon

E lo scorso 19 giugno è andato in scena uno degli appuntamenti più cool del mese, il Serpentine Summer Party, dove i mondi di moda cultura cinema e design si incontrano per festeggiare l’inaugurazione del Serpentine Pavillon, all’interno dei Kensington Gardens, progettato quest’anno dalla messicana Frida Escobedo.

All’appuntamento non mancano mai le principesse di York, ed ecco che anche quest’anno le due sorelle hanno aggiunto un tocco royal allo scicchissimo parterre (il party era sponsorizzato da Chanel, non so se mi spiego).

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Beatrice è comparsa tutta impavonata in un abito della stilista greca Mary Katrantzou che ve lo dico subito, a me è piaciuto. La stampa è divertente e pure strategica; l’effetto ottico delle piume di pavone – che partono piccolissime e poi si allargano sul fondo – combinato col taglio alto della vita slancia parecchio la Bea, che abbiamo già visto come dia il meglio di sé con gli abiti anni ’50. Poi certo il chiodo di pelle appoggiato sulle spalle è un po’ meno rock, ma per questa volta passi. Segnalo agli appassionati il bauletto con scritta antibullismo: è la versione nera di quello rosa sfoggiato ad Ascot.

eugenie serpentine party

Accompagnata dal fidanzato Jack l’altra party sister e futura sposa Eugenie ha optato per un top asimmetrico (troppo) di Rouland Mouret, con pantaloni in pelle e stivaletti Gianvito Rossi. Per il commento di Lady Violet basta una parola sola. No. L’insieme la ingoffa e il monospalla schiaccia il décolleté invece di esaltarlo. Il make up lo prendiamo come una citazione degli anni ’80.

Menzione speciale per i due giovanotti di peonie vestiti, che hanno evidentemente interpretato alla lettera il concetto di garden party.

 

 

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Poteva mancare la leggiadra Lady Kitty Spencer, nipote dell’indimenticata Principessa del Galles? Ovviamente no. Vestita Dolce e Gabbana as usual – è testimonial della griffe siculomeneghina – risultava assai botticelliana con un abito lungo tutto tempestato di fiori in rilievo.

L’abito sembra bello, e lei è abbastanza giovane e bionda da indossarlo; dal canto suo Lady Violet è lieta di non avere più l’età per vestirsi da aiuola.

 

 

Inutile negarlo, la nipote, benché acquisita, di cui si parla oggi è però la neo Duchessa di Sussex, che con marito e nonna acquisita ha partecipato a Buckingham Palace al ricevimento per gli Young Leaders Awards.

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Meghan era in Prada rosa cipria, un colore che indossa spesso e le dona. Bello il corpino, inutile il falpalà sul lato destro della gonna; brutte le calze, ma immagino che debba ancora trovare la tonalità adatta a lei, per cui suggerisco visita da Fogal.

Cosa pensa Lady Violet? la scelta di uno stile minimal può essere quella giusta, mi perplime un po’ la scelta di temi simili: colori chiari, scollatura a barca, bottoni, forme pulite ma spesso oversize; non è la ripetizione ossessiva degli stessi elementi che fa lo stile. E devo dire che un po’ poco convinta mi sembra pure la bella Duchessa. Cui consiglierei di far pace coi capelli – se li vuol tenere lunghi e sciolti benissimo, ma eviti di toccarli in continuazione – e, please, il contouring così marcato lasciamolo alle Kardashian.

Un ultimo consiglio: eviti se possibile, in presenza di Her Majesty, di accavallare le gambe. E’ vero che è un gesto che abbiamo visto fare anche a Diana, ma se non ricordo male la Principessa di Galles non era più un’Altezza Reale. Ora che è duchessa è meglio adottare il Duchess slant, cioè incrociare solo le caviglie. Anche perché lei non puoi saperlo, ma per i 60 milioni di cittadini di una Repubblica del Mediterraneo, le gambe incrociate così fanno tanto Sophia (Loren) o Daniela (Santanché).

Harry & Meg – Matrimonio di Celia McCorquodale

Se penso che ho criticato Givenchy…

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Al matrimonio campagnolo di Celia, figlia di Sarah MecCorquodale (la sorella maggiore di Diana) la Duchessa di Sussex si è presentata così. L’abito è firmato Oscar de la Renta, giuro. Naturalmente non è una creazione di mano del maestro, che è morto qualche mese fa. E direi che ciò spiega molte cose. Vabbè, almeno un elemento dello stile di Meghan è chiaro: capelli sempre spettinati. Ci rivedremo ad Ascot.

In compenso Lady Kitty Spencer, cugina della sposa (e di Harry), ha deciso di diventare la star della famiglia. E al matrimonio ha indossato un notevole abito con fantasia di peonie e accessori rosso magenta che le dona persino di più della mise verde sfoggiata al Royal Wedding.

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