Three ladies

Tre signore, più o meno royal, oggi al centro dell’attenzione generale. Crown-Princess-Victoria-birthdayCompleanno per Victoria di Svezia, il quarantaduesimo, che come da tradizione la futura regina ha festeggiato in famiglia nella residenza estiva di Solliden. Con lei il marito Daniel, i figli Estelle e Oscar, e naturalmente i genitori: Silvia sempre piacevole in rosa carico e Carl Gustav nelle vesti di intrattenitore, che con quella abbronzatura, la giacca bleu marine e i pantaloni bianchi sembra appena arrivato dall’Anema e core di Capri. Ma non temente non cantava canzoni napoletane; faceva gli auguri alla figlia e ringraziava i sudditi, che come ogni anno sono andati a festeggiare la principessa. Victoria, che non è ancora sul trono ma è senz’altro la regina del floreale, non si è smentita: fiancheggiata dai due bimbi in total white, con abito lungo leggero e fluttuante, è apparsa bella semplice e sorridente come sempre. E questa sera concerto!

Ma oggi è il 14 luglio, e messa da parte la sorprendente coincidenza che la futura regina svedese, discendente da uno degli uomini di Napoleone – il Maresciallo Bernadotte – sia nata proprio il giorno della presa della Bastiglia, si va a Parigi per la Fête de la République. brigitte macron fete republique 2019La Première Dame sfida il pavé con passo deciso nonostante il tacco a spillo delle scarpe con puntale assassino en pendant con l’argento delle stringhe che decorano l’abito candido aggiungendo quel tocco fetish che è proprio l’ideale per una parata militare. Perché si sa, à la guerre comme à la guerre.

Attraversiamo la Manica; mentre Catherine dopo la combattuta, entusiasmante ma anche lunghissima finale a Wimbledon sarà andata a riposarsi, Meghan ha lasciato il pupo a casa e attraversato il red (anzi yellow) carpet mano nella mano con Harry per la prima della milionesima versione di The Lion King nel West End. sussexes the lion kingUna uscita quasi a sorpresa, che non mancherà di riattizzare polemiche dato che la duchessa in maternity leave partecipa tranquillamente ad eventi legati agli USA o alle sue amicizie, evitando quelli più formali e più tipicamente British. E probabilmente qualcuno censurerà anche la foga con cui ha, con gesto piuttosto irrituale, abbracciato Beyoncé, star del cast. meghan beyonceLady Violet si limita tristemente a notare quanto poco doni alla neomamma l’abito nero di Jason Wu, che comprime ferocemente il seno e sottolinea impietosamente la temporanea assenza di punto vita.

Cinquant’anni da Principe di Galles

Il 1 luglio 1969 Charles Philip Arthur George, primogenito ed erede della Regina Elizabeth II, viene ufficialmente investito del titolo di Prince of Wales, e chissà se quel giorno gli sia balenato in mente quanto a lungo sarebbe durato in quella carica come figlio del longest reigning monarch, il sovrano britannico più a lungo sul trono.

pow investiture

(Ph. Anwar Hussein/Getty Images)

Luogo dell’investitura il castello gallese di Caernarfon, denso di storia e valori simbolici: è infatti qui che la tradizione dell’investitura dell’erede al trono è nata, nel 1301. Re Edward I, dopo aver conquistato l’intero Galles, secondo la tradizione avrebbe promesso ai gallesi che avrebbe fatto suo erede principe nato nel paese, che non parlasse la lingua inglese. E il re mantenne la promessa ma a modo suo, nominando Prince of Wales il figlio Edward, nato nel castello e che naturalmente appena nato non parlava inglese (e nessun’altra lingua, ovviamente). pow investiture 1911Che si tratti di storia o di leggenda, la verità è che l’investitura di Edward si tenne davvero qui nel 1301; e sette secoli dopo ancora qui un altro Edward – il futuro Edward VIII re per qualche mese prima dell’abdicazione e delle nozze con Wallis Simpson – celebra la sua nel castello.

A quasi sessant’anni di distanza bisogna immaginare una cerimonia che mantenga tutto il fascino del rito ma con un tocco d’innovazione. E a Palazzo c’è l’uomo gusto per l’incarico: Anthony Armstrong-Jones Lord Snowdon, il cognato della Regina. Benché nato a Londra la sua famiglia è originaria proprio di quella zona, e lui dal 1963 è Constable of Caernarfon Castle (lo rimarrà fino alla morte, e verrà sepolto a  St Baglan’s Church, nei pressi del castello).

lord snowdon

(Ph. Rolls Press/Popperfoto via Getty Images/Getty Images)

Lord Snowdon si mette al lavoro per modernizzare la cerimonia che considera all as bogus as hell (fasulla come l’inferno): disegna le sedute per la cerimonia, e per il suo ruolo una nuova uniforme: abito verde bottiglia e sul colletto alla coreana le tre piume dello stemma del Prince of Wales; negli anni finirà col trovarlo un po’ ridicolo, invece a me pare deliziosamente swinging London.

Moderno anche il coronet (dato che Edward VIII si portò quello usato per la sua investitura, appartenuto al padre, nell’esilio) disegnato da Louis Osmon e realizzato con una tecnica talmente innovativa che a un certo punto si ruppe e fu necessario ricostruire il globo della sommità intorno a una pallina da ping pong (che è rimasta dentro). Preview Of Fashioning A Reign: 90 Years Of Style From The Queen's Wardrobe Summer ExhibitionOggi è custodito a St James Palace; io ho avuto la possibilità di vederlo in occasione della mostra Fashioning a Reign: 90 Years of Style from The Queen’s Wardrobe, allestita a Buckingham Palace nel 2016, era esposto nella vetrina con la mise indossata dalla Regina. pow investiture queen's miseHer Majesty era nella sua fase Tudor, per cui l’insieme abito+soprabito di seta giallo pallido, creazione di Norman Hartnell, era completato da una sorta di cuffietta ricamata di perline. Più un ombrello in tinta, che non si sa mai. pow investiture ladiesColori brillanti e cappelli fantasiosi anche per le altre royal ladies: mini azzurra e toque per Anne (con una decorazione rigida che sembra la coda di un pavone), rosa con turbante per Margaret, e un favoloso giallo chartreuse per The Queen Mother.

E se le loro scelte di stile vi fanno sorridere – o inarcare un sopracciglio – permettetemi di ricordarvi che nel ricevimento tenuto a marzo per ricordare i cinquant’anni dall’evento, una delle nuore del festeggiato era in camicia da notte,pow investiture 50 kate l’altra aveva un buco nelle calze. meghan hole

Non perdete il video di quella giornata particolare!pow investiture 2 https://www.youtube.com/watch?v=Eb68uewyYmM

A Royal Calendar – 1 luglio 1961

Nasce a Sandringham Diana Frances Spencer, quarta figlia dei Visconti Althorp. I genitori avevano già due bambine e desideravano un maschio, ancora di più dopo che il terzogenito John, venuto alla luce un anno e mezzo prima, era vissuto solo poche ore. Questo per dire che la nascita di un’altra bambina fu presa con un certo disappunto, diciamo così. L’infanzia agiata economicamente ma molto travagliata emotivamente è senz’altro alla base di molte delle fragilità, delle insicurezze e dei comportamenti irrituali della fanciulla divenuta Principessa di Galles. Per ricordare la nascita di una donna che sicuramente, nel bene e nel male, ha segnato la fine del Novecento vorrei evitare di tornare su discussioni e polemiche che ancora l’accompagnano, ma fermare l’attenzione sul momento del suo massimo splendore, e del massimo potere: il giorno del revenge dress. diana revenge dressEsattamente 25 anni fa, in un giorno di fine giugno in cui il marito Charles confessava in un’intervista alla BBC la sua relazione clandestina con Camilla Parker-Bowles, lei partecipava all’annuale Serpentine Summer Party con un abito nero di Christina Stambolian che teneva nell’armadio da un po’ senza decidersi a indossarlo: scollato abbastanza da evidenziare spalle e décolleté, corto abbastanza per valorizzare le splendide gambe. E a completare l’opera le perle, legate al suo segno zodiacale, il Cancro: gli orecchini a goccia che abbiamo visto di recente alle orecchie della Duchessa di Cambridge, e il celeberrimo collier a sette fili con zaffiro monstre sul fermaglio.

E per un giorno lasciamo stare la principessa triste, celebriamo la forza delle donne, principesse e no.

La storia dell’abito la trovate qui Style file: Diana Principessa di Galles (terza parte) Gli altri post sullo stile della principessa sono qui Style file: Diana Principessa di Galles (prima parte) e qui Style file: Diana Principessa di Galles (seconda parte)

 

A Royal Calendar – 28 giugno 1491

henry viii barberini

Hans Holbein il giovane, Ritratto di Enrico VIII. Roma, Palazzo Barberini

Nasce a Greenwich Henry, figlio del Re d’Inghilterra Henry VII (discendente dai Lancaster) e della regina Elizabeth di York. È il terzogenito dei sovrani – e il secondo maschio – dunque alla nascita lo aspetta un futuro da cadetto; ma il destino decide diversamente, il Principe di Galles Arthur muore a quindici anni e lui ne prende il posto e la moglie, salendo al trono nel 1509 come Henry VIII. Per tutto ciò che è accaduto durante la sua vita e il suo regno, pochi sovrani rinascimentali – o di qualunque altra epoca – godono della stessa popolarità: oltre ad essere l’archetipo del monarca assoluto, dell’uomo instabile e spietato, Henry dilaga in molte branche dello scibile: storia, arte, letteratura, cinema. Sterminata la bibliografia, abbondantissima la cinematografia, numerosi e variamente distribuiti i ritratti, condensare la sua vicenda in un post o due è praticamente impossibile.

Il punto però è che io ho un legame particolare con i Tudor – grazie a loro ho persino preso 30 e lode all’esame di Storia Moderna all’Università – e non vorrei che questa data passasse senza ricordarla, dunque provo a raccontarvi cinque cose del re che forse non sapete.

  1. Era alto 6 piedi e 2 pollici – circa un metro e 90 – esattamente la stessa altezza di William, Duca di Cambridge. In gioventù doveva essere bellissimo, ed era famoso per la straordinaria prestanza fisica; con l’età prese molto peso, e il girovita arrivò a misurare poco meno di un metro e mezzo, come testimoniato dalle sue armature.
  2. Può essere considerato un autore di best seller: la sua opera Defense of the Seven Sacraments, a difesa della Chiesa Cattolica contro le tesi di Lutero, ebbe 20 edizioni in tutta Europa, e considerando il livello di analfabetismo del Cinquecento è un risultato davvero notevole. L’opera guadagnò al Re il titolo di Defensor Fidei da parte di Papa Leone X; ancora oggi è uno dei titoli di Elizabeth II.
  3. A proposito di libri, il British Museum ne conserva uno dove il re registrava i rimedi con cui si curava da sé, tormentato dalla salute declinante e evidentemente non soddisfatto dei medici di corte.
  4. Autentico uomo del Rinascimento, Henry suonava e componeva musica. Nella sua collezione di strumenti musicali c’erano 78 flauti dolci, 78 traversi, cinque cornamuse e un arpicordo. A lungo gli si è attribuita la paternità della canzone popolare Greensleeves, oggi smentita; incerta anche quella di Helas Madame, suonata alla sua corte. Sono invece pochi i dubbi che sia l’autore di Pastime with Good Company, il che ne fa l’unico sovrano inglese autore di un brano proposto dai Jethro Tull.
  5. Sicuramente la caratteristica che più facilmente si ricorda della sua vita è il numero di volte che si sposò: sei. Ebbe come moglie tre Catherine, due Anne e una Jane; per ricordare il destino di ciascuna i bambini inglesi imparavano una filastrocca: Divorced, Beheaded, Died – Divorced, Beheaded, Survived (Divorziata, Decapitata, Morta – Divorziata, Decapitata, Sopravvissuta)

A Royal Calendar – 22 giugno 1949

Cara Meryl, meryl-streepoggi è uno di quei giorni un po’ stupidi in cui, siccome si gira la boa del decennio, si fanno bilanci. Io non voglio sottrarmi, e farò il bilancio di questi quarant’anni passati con te. La prima volta ti ho vista in tv, eri una sposa ebrea con splendidi capelli biondi che danzava, gli occhi innamorati e pieni di una speranza presto tragicamente delusa. Era una miniserie, si intitolava Holocaust. E nella storia della narrazione dell’olocausto tu hai un posto speciale, tu e la tua Sophie, costretta a una scelta impossibile. L’ho visto una volta sola, Sophie’s Choice, troppo dolore che tu instillavi in noi con chirurgica disperazione. Vincesti un Oscar, il secondo; il primo era arrivato per Kramer vs Kramer, dove tu eri la madre snaturata che abbandona il figlioletto per andare alla ricerca di sé. Invece Linda, la tua Linda, voleva andare alla ricerca del suo amore disperso in Vietnam, ne Il Cacciatore, uno di quei film che ha segnato la mia generazione. Di pari passo con l’amore e la morte andò per te quel film, perché c’era il tuo uomo,m John Cazale, che recitava mentre moriva. Che dolore dev’essere stato vederlo tramontare mentre tu sorgevi. E però John ti lasciò con un regalo, perché quando lui se ne andò tu lasciasti la vostra casa e ne trovasti un’altra, e ad affittartela fu un amico di tuo fratello, uno scultore, con cui vivi da allora: sposi, genitori, nonni da qualche mese, intellettuali del New England senza la spocchia. meryl falling in love

Come faccio a dirti quale dei tuoi film, quale dei tuoi ruoli amo di più? In fondo non importa, perché in questi 40 anni sono passata da adolescente a donna matura, e tu ci sei sempre nello sfondo, tu e le tue donne – giovani o no, innamorate, disperate, felici, perfide; casalinghe, attiviste, donne in carriera – un prontuario femminile da consultare per bisogno o per piacere. Però voglio dirti che dopo Innamorarsi tutte le volte che sono passata davanti alla Libreria Rizzoli sulla cinquantasettesima sono entrata, e sfogliando i volumi preziosi ho alzato gli occhi incontrando magari quelli di un commesso che pareva dirmi no Molly, oggi Frank non c’è, forse domani… Intendiamoci, hai fatto cose che non mi sono piaciute: devo essere l’unica persona al mondo a non amare La mia Africa (però i capelli da Robert Redford me li farei lavare volentieri, e confesso che quella scena ha inciso profondamente sul mio concetto di intimità). Ovviamente adoro Il Diavolo veste Prada, ed è colpa sua – cioè tua – se in primavera non indosso più i fiori (giusto un piccolo foulard Flora di Gucci, ereditato da mia madre, ma sono certa che Miranda me lo passerebbe). the queen and MerylTi ho venerata come Iron Lady, terzo Oscar per uno di quei ruoli che così potevi fare solo tu, e mi sono chiesta se Her Majesty ti avesse vista, e nel caso quale fosse la sua opinione. Ecco, ora che ci penso sullo schermo non sei mai stata una regina. Ma sei l’unico vero sovrano del regno della decima Musa, l’attrice migliore della sua generazione. Anzi, l’attore, perché per me sei la più brava di tutti, donne e uomini. Ed è a te, mia sovrana, che oggi mi inchino nel curtsy più profondo che mi consenta il mio malandato ginocchio repubblicano.

tua da sempre e per sempre

Lady Violet

La foto del giorno – 21 giugno

Oggi William compie 37 anni, e l’account twitter dei Duchi di Cambridge lo festeggia con questa foto – francamente non mi sembra una delle più riuscite – che lo ritrae in quello che sembrerebbe un viaggio in Africa, continente che ama quanto il fratello minore.IMG_20190621_122515L’account del Principe di Galles invece fa una scelta più sentimentale: padre e figlio in giardino, a Kensington Palace, nel 1984, quando il duenne William salutò l’arrivo di Harry. Confesso che ciò che mi dà più il senso del tempo che è passato è Charles, impeccabile in doppio petto anche per giocare in giardino col suo bambino. IMG_20190621_122939Il futuro re nacque di sera, alle 21.03 per la precisione, e siccome non c’erano i social noi in Italia lo sapemmo il giorno dopo. All’epoca io stavo seguendo il corso da Infermiera Volontaria di Croce Rossa, e in quei giorni ero in Pediatria all’ospedale San Camillo di Roma, un reparto dedicato alla cardiochirurgia pediatrica; pensare a quel bambino che nasceva sotto i migliori auspici e subito dopo accudire altri bambini che soffrivano mi fece uno strano effetto, ma per fortuna quei bambini guarirono tutti – tranne uno, Andrea, che non ho mai dimenticato – avranno fatto la loro vita, avranno le loro famiglie, i loro bambini. e sappiamo che anche la vita di William non è stata immune dalla sofferenza, come per tutti su questa terra. william diana charlesLo vedemmo poco dopo, tra le braccia della giovanissima mamma, il padre commosso e un po’ imbarazzato. Poi sapemmo che che si sarebbe chiamato William – e Arthur Philip Louis – in memoria di un cugino del padre, il primogenito del Duca di Gloucester, morto tragicamente dieci anni prima (la sua storia la trovate qui A Royal Calendar – 28 agosto 1972 ).

Non sappiamo se festeggerà il compleanno in famiglia o magari con una capatina ad Ascot, ma i nostri auguri glieli facciamo di cuore.

La foto del giorno – 10 giugno

Oggi il Duca di Edimburgo compie i suoi gloriosi 98 anni e dato che, come sapete, si è ritirato dalla vita pubblica, le ultime immagini che lo ritraggono sono quelle del matrimonio di Lady Gabriella Windsor e della presentazione del piccolo Archie. philip 98Per celebrarlo quindi prendiamo a prestito quella usata dall’account twitter del Principe di Galles, qui a due anni con papà che è appena rientrato da Malta (e lasciatemi dire che spero la Royal Household trovi presto il social media manager che sta cercando, perché sono riusciti a pubblicare l’unica fotografia brutta di un giovane Philip).

La sua lunghissima vita è pubblica – e nota – da più di settant’anni, dunque mi sono chiesta se ci fosse ancora qualcosa che non sapevo e, vi dirò, qualcosa ho trovato. A partire dalla nascita, avvenuta a Corfù  nella residenza di Mon Repos, e più esattamente sul tavolo di cucina, che era cosa forse poco royal, ma comunissima a quel tempo in cui si partoriva in casa e le cucine erano solitamente dotate di tavole grosse e solide. Come sapete i suoi genitori erano il principe andrea di Grecia e sua moglie Alice di Battenberg, che prima di lui avevano auto quattro figlie femmine. Quando il piccolo ha solo 18 mesi la famiglia reale deve lasciare la Grecia per l’esilio, per questa ragione il principe parla pochissimo il greco.

Varie vicende familiari e politiche lo portano in giro per l’Europa; studia in Francia, Inghilterra, Germania e Scozia, finché nel 1939 entra come Special Entry Cadet al Britannia Royal Naval College. La guerra incombe, e il giovane ufficiale ha ancora la cittadinanza del paese d’origine, che è neutrale, per cui all’inizio viene impiegato in aree non di primo piano; ben presto però l’Italia decide di “spezzare le reni alla Grecia” invadendola, e Philip può entrare in azione: combatte anche lui con la Mediterranean Fleet la battaglia di Capo Matapan, che finisce con una gravissima sconfitta della nostra Regia Marina e consegna a quella britannica il controllo del Mediterraneo.

La sua carriera nella Royal Navy dura 14 anni: nel 1953 si ritira col grado di Admiral of the Fleet per dedicarsi al ruolo di Principe Consorte, titolo che non ha mai portato, preferendogli quello di Duke of Edinburgh, già appartenuto al prozio principe Alfred, secondo maschio della Regina Victoria, da cui anche Philip discende direttamente, essendo la regina nonna della sua nonna materna. Per questa ragione è anche nell’ordine di successione al trono britannico, ma un po’ indietro diciamo, intorno al 560° posto. 

Alcune sui passioni, ad esempio lo sport degli attacchi – cui si è dedicato quando ha smesso di giocare a polo – sono note, ma ignoravo che amasse dipingere, ecco da chi ha preso il figlio Charles! È stato il primo della Royal Family ad apparire in un programma televisivo, nel 1957, mentre non è il primo (lo hanno preceduto George III e George IV) a collezionare vignette satiriche a soggetto politico e reale; la sua collezione è appesa alle pareti a Sandringham.

Il verde è il colore che lo rappresenta, e tutte le sue auto sono state sempre dipinte in Edinburgh Green.

Tra due anni, il 10 giugno 2021, ci sarà un’eclissi solare visibile in gran parte della Gran Bretagna, sarebbe un bel modo di festeggiare il secolo!

Altre notizie su di lui le trovate nel Giovedì gnocchi! – meritatissimo – che gli abbiamo dedicato a luglio La foto del giorno limited edition – giovedì gnocchi!

 

Le foto del giorno – 8 giugno

Come dicevamo, ieri il principe cadetto di Danimarca, Joachim, ha compiuto 50 anni, e mamma Margrethe ha offerto una cena a Palazzo. Cena privata, ma in grande stile com’è costume in Scandinavia. joachim 50 familyIl festeggiato è arrivato con la moglie Marie e i figli di primo e secondo letto; e fatemelo dire, lui è uno dei pochi che si può permettere lo smoking con giacca bianca. Può indossare ciò che vuole il primogenito Nikolai (primo da sinistra), che ha sublimato la notevole bellezza in una promettente carriera da modello (ed è stato pure dei nostri gnocchi l’estate scorsa La foto del giorno limited edition – giovedì gnocchi! ). Deliziosa la piccola di casa – il padre ha confessato che è l’unica che fa di lui ciò che vuole – ed elegante Marie, meno banale del solito con un monospalla blu. joachim 50 fredMonospalla anche per Mary, cognata di Joachim e futura regina, che declina il suo abito in un dimenticabile color salvia. Molto simpatici i ragazzini in papillon come papà, il piccolo Vincent che è il più bello della truppa e il primogenito Christian, che è chiaramente in una fase Elvis, ma gli passerà. Più penalizzate le ragazze, soprattutto Isabella che a 12 anni sembra più grande della sua età e meriterebbe qualcosa di meglio della camicia da notte della nonna.

E a proposito di nonna, non perdetevi il video con la travolgente Regina, in abito a fiori, che abbraccia orgogliosa e sorridente il suo figliolo https://www.facebook.com/detdanskekongehus/videos/1186799021490941/

Le foto del giorno – 26 maggio

Oggi ci siamo presi una pausa dal royal watching e vi proponiamo un piccolo quesito.

Indovinate che cos’hanno in comune:

Mary di Teck mary-of-teck-1Regina Consorte del Regno Unito, Imperatrice d’India, moglie di King George V, madre di King Edward VIII e King George VI, nonna di Queen Elizabeth II

Frederik André Henrik Christian frederik 51Principe Ereditario, Conte di Montpezat, futuro Re di Danimarca.

Helena Bonham Carter CBE helena & the queenAttrice, candidata al Premio Oscar per il ruolo di Queen Elizabeth The Queen Mother nel film Il Discorso del Re, Commander of the Order of the British Empire

Philip Treacy philip treacy & camillaIrlandese, creatore di opere d’arte in forma di cappello, prediletto da tutte le royal ladies, prima su tutte Camilla, Duchessa di Cornovaglia

Lady VioletRoyal watcher, innamorata di Purple, affascinata da tutte le sfumature di viola, amante dei fiori con una predilezione per le peonie bianche.

Indovinato? Non era difficile!

A Royal Calendar – 22 maggio 2004

letizia boda realOtto giorni dopo i “colleghi” danesi, vanno all’altare loro: Felipe de Borbón y Grecia, erede al trono di Spagna, e Letizia Ortiz Rocasolano, giornalista televisiva rampante e divorziata. Per fortuna il primo matrimonio era stato solo civile, dunque nessun impedimento per il rito religioso nella cattedrale della Almudena. Il periodo del fidanzamento viene funestato dall’attacco terroristico alla stazione di Atocha, e in memoria delle vittime la mattina delle nozze un ufficiale dell’esercito, scortato da due militi della Guardia Real, depone al Bosque de los Ausentes, il memoriale della tragedia, una corona di fiori da parte degli sposi con la dedica Siempre en nuestra memoria, Felipe y Letizia. 

La cerimonia è fissata alle 11.00, e nel quarto d’ora precedente la famiglia reale attraversa in corteo la Plaza de Armeria, che separa la Cattedrale dal Palazzo reale. -La Infanta Cristina, la minore delle due figlie dei sovrani, indossa una abito giallo oro con pardessous in pizzo grigio – i cui trafori consentono di vedere agevolmente i numerosi difetti del sottostante vestito – con una pamela di paglia che sarebbe stata bene sulle spiagge della Versilia negli anni ’60, più scarpe di faille marrone, chissà perché. La salva dal disastro solo la sua bellezza (e quella del marito). -L’Infanta Elena, la sorella maggiore, è meno bella ma ha sposato un uomo di gran gusto, che conosce e ama la moda. La sua mise è un capolavoro di moderna Hispanidad: un completo Christian Lacroix Haute Couture in seta rosa con pizzo e ricami avorio, col tocco scenografico della lunga mantilla nera sorretta da un’altissima peineta. Se proprio vogliamo trovare un difetto, non avrei messo la collana. -Mantilla e peineta anche per la Reina Sofía, elegante in abito lungo di raso champagne con ricami ton sur ton, firmato Margarita Nuez. Accompagna lo sposo, madre e madrina de boda secondo l’uso ispanico. Lui bello come il sole ed emozionato, non sa ancora che sta per passare un antipatico quarto d’ora, perché appena entrati in chiesa su Madrid si scatena un diluvio, così forte che la sposa non riesce ad arrivare. E dunque Felipe, contrariamente a quanto accade nei matrimoni reali dove i tempi sono rigidamente organizzati, è costretto ad aspettare in piedi da solo davanti all’altare, vivendo anche lui quella  situazione che imbarazza ogni sposo. Pertegaz_letiziaE quando la sposa finalmente arriva al braccio del padre sembra davvero un po’ affogare dentro un abito che appare piuttosto pesante. Lo ha creato il decano dei couturier spagnoli, Manuel Pertegaz, che all’epoca ha 86 anni e veste Letizia con un modello in seta intessuta con un filo d’argento: gonna a trapezio caratterizzata da un ricco ricamo con simboli araldici che ne accentua la linea e prosegue a bordare lo strascico a corolla, che raggiunge i quattro metri e mezzo; il corpetto si apre in un ampio collo che resta dritto ma troppo scostato dal viso della sposa, con l’interno a sua volta ricamato, in contrasto con la relativa semplicità del resto. letizia wedding tiaraAnche i polsini sono ricamati, ma la loro lunghezza contribuisce a creare quella sensazione di un abito troppo grande per una sposa così minuta (e tanto più bassa dello sposo; Letizia porta scarpe di Pura Lopez ricoperte dello stesso tessuto dell’abito, che non hanno ancora i tacchi altissimi che le diventeranno abituali). In testa un velo triangolare in tulle di seta ricamato con spighe e i gigli dei Borbone, dono di nozze di Felipe; per fermarlo Sofía presta alla sposa la Prussian Diamond Tiara che lei stessa ha indossato per le sue nozze quarantadue anni prima. Il disegno grecizzante rimanda alla famiglia ellenica della Reina, anche se il diadema ha un’origine prussiana, essendo stato il dono di nozze del Kaiser alla figlia Victoria Louise che nel 1913 sposò Ernst August von Hannover. La figlia della coppia, Frederika, ricevette in dono la tiara per il matrimonio con Paolo di Grecia per poi donarla a sua volta alla primogenita Sofia. Un gioiello importante e ricco di simboli che secondo me non donava particolarmente alla sposa, accentuando con le sue linee geometriche la spigolosità del viso di Letizia, all’epoca dotata ancora del naso originale.

La boda real resta nella memoria anche (soprattutto?) per una serie di episodi. -Caroline de Monaco arriva in chiesa sola soletta. Che fine ha fatto il marito Ernst August? La versione ufficiale parla di un malore, voci insistenti parlano di libagioni eccessive alla cena prenuziale.  Bello il cappello, ma la giacca un po’ grande accentua il tono mesto (tutto Chanel, ça va sans dire). Wedding Of Spanish Crown Prince Felipe and Letizia OrtizClotilde Coureau è da poco entrata in casa Savoia ed è diventata mamma. In una delle prime uscite da principessa indossa un completo indefinibile per forma colore tessuto e applicazioni (quelle sulla schiena sono ali?). Peccato, avrebbe potuto distrarre l’attenzione dal suocero Vittorio Emanuele, che tira uno sganassone al cugino Amedeo d’Aosta, reo di avere avuto un posto migliore del suo (essendo cugino di Sofía viene incluso nel gruppo-famiglia), ma fondamentalmente reo di pretendere al trono d’Italia. greci boda realPacificamente parte della famiglia ovviamente i Reali di Grecia, con Marie-Chantal gloriosamente incinta che inalbera un cappello da sogno; non potendo esagerare con l’abito esagera col copricapo, brava! .A proposito di cappelli, a me piace questo (lui è uno dei principi di Bulgaria, Kubrat, con moglie Carla); la mise invece è veramente terribile. -Chi tanto e chi niente: Rania di Giordania arriva da sola, meravigliosamente vestita Givenchy. Però è in lungo e senza cappello, e tanti saluti al dress code.

La famiglia della sposa, mamma Paloma e sorelle Telma ed Erika, vanno da Felipe Varela che le veste in nuance ma tutte uguali. Temevano di non essere riconosciute? miguel bosè boda real

E sì, c’era anche lui.