Piume d’oro e nozze di cristallo

Il matrimonio tra il Principe di Galles e Camilla Parker Bowles, celebrato il 9 aprile di quindici anni fa, è senz’altro passato alla storia; e un posticino secondo me se lo merita il favoloso copricapo indossato dalla sposa per la benedizione nella St George’s Chapel a Windsor, benedizione che sostituì il matrimonio religioso, impossibile tra due divorziati (anche se lui a quel punto era vedovo). camilla wedding hatPer completare la mise firmata Robinson Valentine – composta da abito in chiffon grigioazzurro con pardessous in seta pesante nella stessa tinta, punteggiato di tocchi d’oro – il geniale Philip Treacy pensa a un serto di piume dorate che sembrano spighe, a incoronare con classe la testa bionda, degno sostituto della classica tiara che tocca a ogni royal bride. La prima uscita di Camilla come Her Royal Highness è quasi un manifesto di quello che diventerà il suo stile da Duchessa di Cornovaglia: abiti e soprabiti di linea piuttosto semplice, adatti per fisico ed età, abbinati a cappelli di grande effetto, quasi sempre splendidi, quasi sempre firmati Philip Treacy. cubitt shand tiaraUno stile che si ritrova anche nei diademi abbinati alle mise di gala: se a volte l’abbiamo vista indossare la piccola tiara di famiglia, la Cubitt Shand, molto più spesso sfoggia una di quelle che le sono state assegnate dal forziere reale: honeycomb boucheronla Honeycomb, creata da Boucheron e lasciata in eredità alla Queen Mother dalla ricchissima e generosissima Lady Greville, e l’importantissima Delhi Durbar, commissionata al gioielliere Garrard da Queen Mary: una creazione degna di una Imperatrice dell’India. camilla delhi durbarPer tacere dei moltissimi splendidi choker di perle che ne adornano il collo.

Insomma signore, anche se non siete sposate a un erede al trono – e perfino se non siete sposate proprio – se non disponete di diademi, perle a chili e cappelli scenografici, puntare sugli accessori è sempre la mossa giusta.

Il post sulle nozze tra Charles e Camilla lo trovate qui A Royal Calendar – 9 aprile 2005

Qui il post dedicato a Camilla e ai suoi favolosi copricapi A Royal Calendar – 17 luglio 1947 

Questo il video con Philip Treacy che parla della sua famosa creazione, in occasione della mostra in cui è stata esposta (e dove Lady Violet ha potuto vederla dal vero) https://www.youtube.com/watch?v=diBIaFiSN48

 

Happy 30th Eugenie!

Eugenie di York compie oggi 30 anni, e l’account della Royal Family la festeggia con questa foto con nonna e nipote, scattata a Windsor l’anno scorso. Era il 18 aprile, ed era giovedì santo, giorno in cui il monarca britannico celebra il Maundy Thursday (qui trovate qualche informazione in più La foto del giorno – 18 aprile ). IMG_20200323_223648Immagine deliziosa, dove l’accordo cromatico tra le mise – e i bouquet – sembra evocare un’armonia e una sintonia speciali tra le due signore. Nate entrambe da un Duca di York, entrambe con una sorella, hanno entrambe sposato l’amore di gioventù, scegliendo due giovanotti di rango un po’ (o molto) inferiore. Entrambe si sono preparate scrupolosamente per la loro carriera; anche se Eugenie – laureata in letteratura inglese e storia dell’arte all’università di Newcastle – regna non su un Paese ma solo una galleria d’arte, la Hauser & Wirth. Se le analogie tra nonna e nipote sembrano finire qui, c’è secondo me qualcosa di più sottile a unirle, ed è la consapevolezza del proprio ruolo. Se Elizabeth si è seduta giovanissima sulla sedia più alta, ed è punto fermo per il suo popolo da quasi settant’anni fino a trasformarsi nell’icona stessa della regalità, Eugenie (che in comune con la nonna ha anche l’iniziale!) sta riuscendo, con grazia discreta, a mantenere la sua posizione di secondo piano. Senza sgomitare, senza battere i piedini, senza alzate d’ingegno né colpi a effetto. Il suo matrimonio con Jack Brooksbank – celebrato il 12 ottobre 2018, solo cinque mesi quello ben più atteso e mediatico dei Duchi di Sussex – è stato il suo manifesto: allegro, elegante, regalmente privo di ostentazione, col coup de théâtre della tiara inedita e sontuosa, indossata senza velo – una rarità per una giovane royal bride – in modo da rendere visibile la cicatrice di un lontano e doloroso intervento chirurgico.

Eugenie e sua sorella Beatrice, figlie di due sciagurati che hanno costellato le loro vite di disastri riuscendo però a fare bene i genitori, sono molto unite, e sembrano trarre equilibrio dalla solidità di questo legame, e la forza di affrontare le difficoltà che pure non sono mancate. Nate principesse, sono fortunatamente (soprattutto per noi) prive di quelle sindromi che colpiscono le royal ladies per matrimonio: la sonoiltopdeltop e la checifaccioqui. Hanno una sorta di intercambiabilità – ci sono caduta anch’io, partita a parlare di una sto concludendo con entrambe – che potrebbe cancellarle e invece finisce per rafforzarle.

A Eugenie gli auguri che per un decennio splendido, ci ritroviamo qui per i 40!

 

Ladycameron giorno 1 – La violetta dei Bonaparte

Nei momenti di crisi ciascuno deve fare il proprio dovere, e quello di Lady Violet è offrirvi qualche momento di leggerezza. Dunque Messer Boccaccio mi perdonerà se prendo indegno ma rispettoso spunto dalla sua opera immortale per raccontarvi ogni giorno, per i canonici dieci giorni, la storia di una pianta legata in modo simbolico o reale a personaggi, famiglie, dinastie. La prima, la violetta, è una scelta obbligata ma  Lady Violet non c’entra, giuro! violetteIl 9 marzo 1796 Napoleone Bonaparte sposa Josephine Beauharnais. Lui ha 27 anni e grazie al successo ottenuto nel reprimere l’insurrezione del 13 vendemmiaio IV (5 ottobre 1795) è già generale. Lei di anni ne ha 33, è vedova e ha due figli. Lui sta per iniziare la trionfale campagna d’Italia, lei è una delle donne più eleganti, raffinate e affascinanti del tempo. Quando avviene il primo incontro tra i due, solo pochi mesi prima delle nozze, lei porta sull’ampia scollatura dell’abito un mazzolino di violette, che regala a lui salutandolo. Josephine adora le violette, ne ama le tenere foglie a forma di cuore e il delicato profumo, le indossa spesso e le vuole ricamate sull’abito da sposa. Da quel giorno ogni 9 marzo, per i tredici anni che durerà il loro matrimonio, Napoleone offrirà alla moglie un mazzolino di violette. 69d49c190304089e05cd1855814f2268Poi si sa, l’uomo è volubile quanto impetuoso e nel 1807, ancora sposato con Joséphine, inizia un’appassionata relazione con Maria Walewska; cambia la dama, non il fiore: “Maria dolce Maria, accetta questo mazzolino di violette che possa diventare un misterioso legame fra noi, un vincolo segreto nel mezzo alla folla che ci circonda. Esposti agli sguardi altrui potremo così capirci: quando porrò la mano sul cuore, saprai che esso è tutto pieno di te e per rispondere tu premerai al seno i tuoi fiori. Amami dolce Maria e che la tua mano non si stacchi mai più da queste violette”. Maria WalewskaTanto forte è il legame tra il fiore e l’imperatore che spesso questi viene chiamato Caporal violette, e non mancano le stampe d’epoca che lo ritraggonao in forma di viola. Così la timida violetta diviene il simbolo dei bonapartisti, contrapposta al regale giglio dei Borbone.

Nel 1810 Napoleone divorzia da Joséphine e il 10 marzo, esattamente duecentodieci anni fa, sposa la diciottenne Maria Luisa d’Asburgo Lorena, nella speranza di avere da lei un erede col sangue più blu d’Europa. Il quarantenne Napoleone corteggia la giovanissima e golosissima fanciulla con un costante invio di deliziosi bonbon e romantiche violette, oltre alle immancabili lettere appassionate e a doni di gran pregio, degni di cotanta schiatta. Quattro anni dopo il luminoso astro sta già tramontando, e quando l’imperatore dei Francesi parte per l’Elba promette di rientrare a Parigi «nella stagione delle viole». Che semina in quantità nei prati dell’isola toscana nei dieci mesi che dura l’esilo. Napoleone torna davvero in Francia nella stagione delle viole; Joséphine nel frattempo è scomparsa, e la tradizione vuole che lui deponga delle viole sulla sua tomba. Cento giorni dura la nuova avventura, ma la sconfitta a Waterloo (18 giugno 1815) è la fine di tutto.Maria Luisa Asburgo LorenaNon finisce invece la storia del fiore dei Bonaparte; mentre Napoleone parte per l’ultima meta, l’isola di Sant’Elena, Maria Luisa prende possesso del Ducato di Parma Piacenza e Guastalla, assegnatole nel Congresso di Vienna. Con sé la nuova Duchessa porta anche il fiore che ama tanto; lo monda da ogni significato politico e ne mantiene quelli di eleganza, modestia, amore puro.

A Parma Maria Luisa diffonde le viole (e il viola, ma di questo parleremo prossimamente) e grazie a lei e al suo sostegno i frati del Convento dell’Annunciata riescono a distillarne l’inconfondibile profumo.

È nata la Violetta di Parma.

Le foto del giorno – Happy birthday Oscar!

Del figlio minore di Victoria di Svezia ci siamo abituati ad amare l’irresistibile espressione imbronciata; ma oggi Oscar Carl Olof, Principe di Svezia, Duca di Skåne, compie quattro anni, e ci regala uno di quei simpatici sorrisi che da un po’ vanno comparendo sul suo faccino. oscar at 4 2Vestito come uno scandinavo lord e pettinato come un piccolo Daniel, il suo papà. Che un giorno dopo l’altro si dimostra un uomo solido e sembra un ottimo marito e padre, però mantiene un aspetto piuttosto elegante ma vagamente inquietante per via degli occhialetti severi e della rigida scriminatura che divide e ordina i capelli immobili in qualunque situazione e condizione meteorologica.

Per ragioni personali ho un debole per il nome Oscar, che penso sia stato dato al piccolo principe – insieme con quelli dei due nonni – in memoria del secondo e del quarto re della dinastia Bernadotte, Oscar I e Oscar II; se così fosse dividerebbe questo privilegio col più celebre degli Oscar, il divino Wilde. Che sembra (non sono riuscita a ritrovare la fonte, ma l’informazione ci fu data all’università) fu chiamato così dal padre, illustre medico che aveva tra i suoi pazienti la Regina Victoria, George Bernard Show e appunto i sovrani svedesi.oscar at 4Nella seconda fotografia diffusa oggi per l’occasione (immagino presa nella stessa sessione di quelle per Estelle, pubblicate una settimana fa Le foto del giorno – 24 febbraio ) lui e sua sorella mi ricordano tanto Jane e Michael Banks, i due bambini curati dalla nannie per eccellenza, Mary Poppins, nel primo storico film. Praticamente perfetti sotto ogni punto di vista.

Le foto del giorno – 24 febbraio

Ieri abbiamo seguito la regola ubi maior minor cessat ma oggi recuperiamo. Perché se ieri l’Imperatore del Giappone ha compiuto sessant’anni, e Lady Violet ha dedicato a lui la sua attenzione, nello stesso giorno ha festeggiato il compleanno anche una futura regina.

È Estelle di Svezia, otto anni di simpatia e disinvoltura, ritratta da sola – come si conviene alla birthday girl – e in compagnia del fratellino Oscar, che lunedì prossimo festeggerà a sua volta il compleanno, il quarto. princess estelle & oscarI reali svedesi non sono certo avari con le foto dei figli, cosa che il piccolo di famiglia non sempre accetta con piacere: il suo faccino imbronciato è diventato proverbiale. Ora devono averlo persuaso a sorridere all’obiettivo, e nell’ultimo ritratto di famiglia, diffuso all’inizio di febbraio, convinto a dire cheese! crown princess familyOppure la madre gli stava facendo il solletico?

Estelle, primogenita della coppia, è nata esattamente tre anni dopo il fidanzamento dei genitori, annunciato il 24 febbraio 2009. crown princess engagementFu il coronamento di una grande storia d’amore non priva di qualche travaglio, dato che il re non era troppo dell’idea di accogliere in famiglia un personal trainer. Carl Gustav alla fine si convinse, l’amore trionfò e sembra ancora forte come allora. E a guardare le foto direi che mantiene anche giovani, gli sposi sono praticamente identici dopo undici anni!

P.S. ieri abbiamo lasciato il Tennō senza bagno di folla per gli auguri, che a causa del coronavirus si è ritenuto preferibile evitare. Possiamo però rassicurarvi: Naruhito è stato adeguatamente festeggiato: ci sono stati un banchetto ufficiale con 450 invitati (cui non hanno partecipato gli Imperatori Emeriti, a casa col raffreddore), seguito da un Afternoon Tea per il Corpo Diplomatico. naruhito birthdayHo deciso, per il prossimo compleanno anche Lady Violet organizzerà un Afternoon Tea, e il dress code prevederà l’abito lungo.

 

 

Le foto del giorno – 23 febbraio

Oggi Naruhito, Imperatore del Giappone, compie sessant’anni. È il suo primo compleanno da Tennō e per l’oroscopo nipponico, che deriva dal cinese, è una data particolarmente importante dato che segna il compimento di un decennio e quello di un intero ciclo zodiacale: lo zodiaco cinese non è infatti suddiviso come il nostro in mesi ma in anni, e questo è l’anno del topo come lo fu il 1960, anno di nascita dell’Imperatore. Un giorno da celebrare degnamente, se non fosse per il virus che ci ha messo la corona. I festeggiamenti sono stati annullati: niente bagno di folla onde evitare il diffondersi dell’infezione in un paese che a ieri contava oltre 700 persone contagiate e tre decedute, i sovrani sono stati visti uscire dal Palazzo Imperiale all’interno di un’auto chiusa. naruhito at 60 3Naturalmente non sono mancate le foto ufficiali e indovinate? L’Imperatore è seduto sullo stesso divano, nella stessa stanza che fanno da ambientazione ai ritratti dell’Imperatrice ( Le foto del giorno – 10 dicembre ) e della principessa Aiko, unica figlia della coppia ( Le foto del giorno – 1 dicembre ) in occasione dei loro compleanni. naruhito at 60Però la corbeille è diversa! In questo caso si tratta di fiori bianchi rosa e lilla, elegante contrappunto all’abbigliamento di Naruhito, nei toni del blu, abbinatissimo a quello di Masako nella foto che li ritrae insieme. Immagini con un’aria di naïveté anni ’60, che trovo irresistibile. naruhito at 60 2Non compare con i genitori la diciottenne Aiko, che in aprile inizierà gli studi di letteratura giapponese alla Gakushuin University, prestigioso ateneo della capitale dove studiano i membri della casa imperiale. E se il mese di aprile marcherà l’ingresso di Aiko nel mondo degli adulti, segnerà anche la fine delle speranze (forse più nostre che sue) di vederla un giorno sul Trono del Crisantemo al posto del padre. Infatti il 19 l’antica cerimonia detta Rikkoshi-Senmei-no-gi investirà ufficialmente – e definitivamente – il fratello minore del sovrano, Akishino, del titolo di Principe Ereditario. Non è ancora giunto il tempo del regno di un’Imperatrice.

A Royal Calendar – 21 febbraio 1980

Nasce a Katmandu Jigme Khesar Namgyal Wangchuck. king of bhutan at 40È il primo figlio maschio di Jigme Singye Wangchuck, che all’epoca siede sul trono del Bhutan da otto anni; sua madre è Ashi Tshering Yangdon, terza moglie del re. Il sovrano è succeduto al padre all’età di soli 17 anni, e ha sposato quattro sorelle, appartenenti a un’importante famiglia del Paese; tutte e quattro hanno diritto al titolo di Regina – ora di Regina Madre – e capita anche che partoriscano quasi in simultanea. Alla fine i figli saranno dieci, sei principesse (il loro titolo è Ashi) e quattro maschi; al più grande spetta il trono, agli altri tre il titolo di Dasho.

Il principe ereditario inizia i suoi studi nelle scuole migliori del Paese e li continua in prestigiosi istituti statunitensi, poi si laurea ad Oxford, al Magdalen College. Già suo padre ha studiato all’estero, in India e nel Regno Unito: l’apertura al mondo esterno e in particolare all’Occidente è centrale nella politica dei sovrani bhutanesi dalla seconda metà del Novecento.

Il Bhutan è un piccolo paese himalayano – neanche un milione di abitanti – compreso tra India, Nepal e Tibet, la cui storia antica è difficilmente ricostruibile per mancanza di fonti; certo è che nel XVII secolo il Paese fino ad allora diviso in feudi viene unificato ad opera di un monaco guerriero tibetano. L’anno decisivo per la storia bhutanese è il 1907, quando al termine di una serie di guerre civili le autorità religiose, quelle politiche e le famiglie aristocratiche convengono sull’opportunità di dotarsi di una monarchia ereditaria.

La scelta cade su Ugyen Wangchuck, potente poenlop (governatore) di Tongsa, che diventa il primo Re Drago. Sarà il Terzo Re, suo nipote e nonno dell’attuale sovrano, a iniziare l’opera di modernizzazione del Paese, pur preservandone tradizioni e cultura; con lui si rafforzano gli storici legami con la vicina India, e il Bhutan si affaccia sulla scena internazionale: è il secondo a riconoscere l’indipendenza del Bangladesh ed entra a far parte dell’ONU, membro numero 125. La via così tracciata viene seguita dal Quarto Re Drago, il cui regno dura trentaquattro anni e si caratterizza, oltre che per l’introduzione del concetto di FIL – Felicità Interna Lorda – contrapposto al PIL, anche per l’intensa attività diplomatica, nella quale viene coinvolto anche l’erede al trono. Che nel 2002, a soli ventidue anni, rappresenta il Paese all’Assemblea Generale dell’ONU, dove tiene il suo primo discorso. Quando poi va in Thailandia per le celebrazioni dei sessanta anni di regno di Re Bhumibol scatena il delirio: folle di fanciulle entusiaste lo incoronano Prince Charming, il principe azzurro d’Oriente. Alla fine del 2006 il principe diventa re in conseguenza dell’abdicazione paterna; il suo primo obiettivo è accelerare il processo di democratizzazione. Nel 2008 il Bhutan ha la sua Carta Costituzionale.king of bhutan weddingIl 2011 è un anno d’oro per i royal wedding: il 29 aprile si sposano i Duchi di Cambridge; 1 e 2 luglio la doppia cerimonia con cui Albert II di Monaco impalma la bionda Charlène; infine il 13 ottobre l’aitante sovrano bhutanese si unisce in matrimonio con la ventunenne Jetsun Pema, sua lontana cugina, che diventa la più giovane regina della terra, e anche la più bella. Lui decide di rinunciare alla poligamia: lei sarà l’unica (e noi da questa parte del globo ci innamoriamo definitivamente). Da quel momento il loro compito sembra essere incantare il mondo, cosa che fanno con grazia discreta. Quattro anni fa arriva anche l’erede al trono, un bimbo irresistibile che sembra avere ereditato il meglio da ciascuno dei suoi genitori; tra qualche settimana la regina partorirà per la seconda volta, e vedremo se questa volta sarà una piccola principessa.

Il re oggi compie quarant’anni, festeggiatissimo dal suo popolo che lo adora; noi speriamo di poter godere ancora a lungo della bellezza, della gioia, del rispettoso garbo, dell’assoluta eleganza che ci ispirano ad ogni uscita lui e la sua famiglia.

La foto del giorno – 6 febbraio

Oggi per Queen Elizabeth II è l’Accession Day, il giorno in cui è salita al trono, 68 anni – cioè 816 mesi, o 3.548 settimane, o 24.837 giorni – fa. Come da tradizione non sono mancate le salve di cannone sparate alla Tower of London e a Green Park, e le campane di Westminster Abbey hanno suonato in omaggio alla sovrana. Che solitamente trascorre la giornata a Sandringham, dove il padre tanto amato morì nelle prime ore del 6 febbraio 1952, mentre la giovane principessa era in Kenya col marito Philip per un royal tour (qui la storia di quel giorno A Royal Calendar – 6 febbraio 1952 ). the queen back in London from KenyaLa foto di oggi mostra la coppia al rientro dal Kenya mentre si dirige a Clarence House, dove viveva all’epoca (oggi è la residenza di Charles e Camilla). Sulla spalla sinistra della nuova regina spicca la prima di una serie infinita di spille che in tutti questi anni sono diventate una cifra caratteristica delle sue mises. È la Rhodesian Flame Lily. brooch rhodesian flame lily

Nel 1947 Re George VI compì un viaggio ufficiale in Africa meridionale insieme con moglie e figlie. La primogenita Elizabeth festeggiò il ventunesimo compleanno proprio durante il tour, e tra i doni che ricevette c’era anche questa elegantissima a spilla in diamanti, che raffigura il fiore nazionale della Rhodesia.  Il regalo era stato offerto dai 42.000 scolari del paese, che furono invitati a partecipare offrendo qualche moneta della loro paghetta. Anche la principessa Margaret ricevette una spilla simile, così come sua madre la regina; quest’ultima è stata ereditata da Her Majesty, che dunque ora ne ha due praticamente uguali.

Le foto del giorno – 5 febbraio

Compleanno per Mary, futura Regina Consorte di Danimarca, che festeggia i 48 anni a Verbier dove i quattro figli frequentano un trimestre in una scuola internazionale.

Crown Princess Mary

(Ph. Daniel Stjerne)

Nel centro sulle Alpi Svizzere i principi ereditari possiedono da dieci anni uno chalet del valore di due milioni di euro, che affittavano in loro assenza. La scoperta di questa proprietà ha generato una piccola crisi, dato che alla famiglia reale non è consentito avere proprietà immobiliari all’estero senza previa autorizzazione del Parlamento, e men che meno lucrarci sopra. Sarà stata questa situazione a ispirare il tono alquanto francescano del ritratto diffuso oggi?

Compie quattro anni il piccolo, delizioso principe ereditario del Bhutan, che nell’attesa di convertirsi in big brother ha celebrato il compleanno prendendo parte alla cerimonia con cui un antico edificio restaurato di recente è stato consacrato e intitolato al Re. FB_IMG_1580934015880Presenti oltre al sovrano in carica il precedente, il Quarto Re Drago, che ha abdicato in favore del figlio a soli 51 anni (ma non lo ricordiamo a un certo principe inglese, per carità), le sue consorti reali – ne ha quattro – membri della famiglia reale e del Governo. Assente la Regina Jetsun Pema, nella fase finale della seconda gravidanza.  Speriamo che siano seguiti festeggiamenti meno formali per il petit prince anche se le cerimonie bhutanesi sembrano sempre ispirate alla leggerezza e alla gioia. FB_IMG_1580929164899D’altronde è stato proprio il Quarto Re Drago, (che tiene la mano sulla spalla dl nipotino) il primo capo di stato ad affermare il principio della FIL, Felicita Interna Lorda, contrapposta al PIL.

La foto del giorno – 31 gennaio

Mentre aumentano le voci che parlano di notizie imminenti sul matrimonio di Beatrice di York con Edoardo Mapelli Mozzi – nel giorno della Brexit una unione angloitaliana fa un bell’effetto – la scena spetta oggi a un’altra Beatrice. Meno giovane ma assai più importante, Beatrix dei Paesi Bassi, che ha regnato per 33 anni sul suo Paese (abdicando nel 2013 in favore del figlio Wilhelm-Alexander), oggi compie 82 anni. Nata nella residenza reale di Baarn, sua madre era la principessa ereditaria Juliana. Curiosamente anche Beatrix a un certo punto lasciò il suo paese per il Canada, ma non per smanie di libertà: c’era la guerra, i Paesi Bassi invasi dai Tedeschi e la famiglia di Juliana fu spedita al sicuro oltreoceano. Queen Beatrix Prince Claus Presidente PertiniNel marzo 1985, sul trono da quasi cinque anni, la prima visita ufficiale in Italia, che era già metà delle vacanze estive (la famiglia reale olandese ha posseduto per quarant’anni una villa all’Argentario, L’elefante felice). Il royal tour, previsto te anni prima, era stato rinviato per le condizioni del Principe Consorte Claus, tormentato a lungo dalla depressione. Quella sera di marzo i problemi di salute di Claus probabilmente sembravano superati, e lontanissima era la tragedia del secondo figlio Friso, che morirà dopo molti mesi di coma per le conseguenze di un incidente sugli sci. Quella sera di marzo la Regina, con un abito in pizzo tipicamente anni ’80, sul capo l’Antique Pearl Tiara, poté godersi lo splendore del Quirinale, l’affabilità del Presidente Pertini e un menu che comprendeva consommé, vol-au-vent, filetto di pesce San Pietro, lombatina di vitello e semifreddo alle fragole. Tra gli invitati naturalmente c’era Gianni Agnelli. E pure Prodi.