La foto del giorno – 15 marzo

Confesso, ieri avrei voluto scrivere un Royal Calendar dedicato al principe di Monaco che compiva 61 anni, ma non ho potuto. Oggi faccio ammenda con una delle fotografie pubblicate dalla moglie Charlène sul suo account instagram. Albert birthdayTorta al cioccolato, due candeline azzurre più due di quei diabolici candelotti (li detesto, e sono pure dannosi perché la combustione provoca la caduta di particelle di metalli pesanti sulla torta). Sarà il look impiegatizio del principe, sarà il sottotorta di carta su vassoio d’argento, il tutto ha un’aria un po’ mesta. Per fortuna ci sono i gemelli a movimentare la scena! Soprattutto Gabriella, che sembra più aperta e allegra del fratello, e sembra anche somigliare a nonna Grace, mentre Jacques ha ripreso l’aspetto convenzionalmente teutonico della madre. In gioventù Albert era veramente il prototipo del principe azzurro, biondo, sportivo, colto, gentile. Col passare degli anni ha perso molti capelli e gran parte di quell’aura incantata, mantiene una certa piacevolezza ma è ormai più un cugino affidabile che un eroe romantico. Come il Principato su cui regna, gran parte del glamour dei tempi d’oro è evaporato, e la mogia presenza della sua sposa non aiuta. Ancora una volta, speriamo nei gemelli!

La foto del giorno – 10 marzo

Oggi il principe Edward, ultimo dei quattro figli della Regina, compie 55 anni, e sua madre gli ha fatto un bel regalo. Gemelli? Una cravatta? Un dopobarba? Macché, nulla di tutto ciò. IMG_20190310_155441Per il suo compleanno Edward ha ricevuto un titolo di conte: Earl of Forfar per la precisione, che userà quando sarà in Scozia. Forfar è la cittadina capoluogo dell’Angus nelle cui vicinanze sorge Glamis Castle, residenza dei conti di Strathmore, dove nacque la Regina Madre, che qui diede alla luce la figlia minore Margaret. Il titolo fu istituito nel 1661; il primo conte fu Archibald Douglas ma il secondo conte, suo figlio e omonimo, morì nel 1715 senza eredi. Da oggi dunque, ogni volta che visiteranno le Highlands, Edward e Sophie saranno The Earl and Countess of Forfar, esattamente come in Inghilterra sono The Earl and Countess of Wessex.

E se vi state chiedendo perché il giorno delle sue nozze, nel 1999, il figlio minore di Sua Maestà non ha ricevuto il titolo di Duca, come suo fratello Andrew – e i nipoti William e Harry – una risposta ufficiale non c’è. L’ipotesi più accreditata è che alla morte del padre gli subentri come Duke of Edinburgh, ma non è scontato perché in effetti il titolo dovrebbe passare al primogenito, cioè Charles, o rientrare nella disponibilità della corona; nel frattempo Edward si occupa con passione del Duke of Edinburgh Award, di cui è presidente. Quanto al titolo di Earl of Wessex, sembra che a sceglierlo tra quelli di pertinenza reale sia stato proprio il principe, da sempre appassionato di recitazione (in passato ha anche avuto una sua casa di  produzione). Ricordate il film Shakespeare in love? Ricordate il ruolo di Colin Firth, che sposa la protagonista Viola/Gwyneth Paltrow per portarla con sé in America? Bene, the Earl of Wessex era lui.

La foto del giorno – 9 marzo

Questa delizia è Adrienne – figlia minore della principessa Madeleine di Svezia e del marito, l’uomo d’affari angloamericano Chris O’Neal –  e oggi compie un anno. 21948340-9270-4483-BE44-37B14341EFCALa piccola è stata fotografata dalla mamma a Miami, dove la famiglia si è stabilita da qualche mese. Madeleine ha conosciuto Chris a New York, dove si era trasferita dopo aver annunciato le nozze col fidanzato storico Jonas Bergstrom per poi scoprire a un passo dall’altare che l’infingardo l’aveva tradita. La comparsa di Chris fu salutata con comprensibile sollievo dai regali genitori; l’otto giugno 2013 il matrimonio da fiaba, l’anno seguente nasce Leonore seguita dopo soli sedici mesi da Nicolas. Sono questi due bimbi di angelica bellezza e diabolico comportamento, totalmente ingestibili e ingestiti, due tipetti che possono tranquillamente competere con Felipe de Marichalar, il nipote del re di Spagna passato alla storia perché prese a calci una cugina mentre entrambi erano paggetti alle nozze tra Felipe e Letizia. Speriamo che Adrienne sia più tranquilla! La bimba è stata battezzata a Stoccolma a giugno dell’anno scorso, e il suo battesimo è stato l’oggetto di uno dei primi post di Lady Violet, lo trovate qui A Royal Weekend – Battesimo di Adrienne

A Royal Calendar – 3 marzo 1933

Don’t let it be forgotten,
that once there was a spot,
for one brief shining moment
that was known as Camelot.

Con la morte di Lee Radziwill, la sorella minore di Jackie Kennedy scomparsa lo scorso 15 febbraio, se ne va un altro pezzo di quel sogno che fu Camelot, e un altro componente dell’unica vera royal family americana. Lee jack jackie bobOggi avrebbe compiuto 86 anni, lei nata a Southampton – sobborgo chic di New York affacciato sull’oceano – quattro anni dopo Jackie, il 3 marzo 1933. Il padre è John Vernou Bouvier III, detto BlackJack per la pelle eternamente abbronzata e la passione per la vita spericolata; la madre è Janet Norton Lee, figlia di un immigrato irlandese che si è fatto da sé creando un impero immobiliare. Janet cresce le figlie con un solido principio: nella vita ci vuole un matrimonio prestigioso con un marito ricco. Più ricco è, meglio è.lee jackie as children Fedele lei stessa a tale principio quando divorzia da Bouvier, alcoolista e donnaiolo, sposa il ricchissimo Hugh Auchincloss. Jackie in questo senso compie un capolavoro, entra in un delle famiglie più importanti e abbienti del paese, e va a vivere direttamente alla Casa Bianca. Lee va meno bene, però comincia prima: la sorella non è ancora fidanzata quando lei, appena ventenne, sposa Michael Temple Canfield. lee jackieChe è il figlio adottivo dell’editore Cass Canfield, ma si dice che in realtà sia figlio naturale di George, Duca di Kent (morto in un incidente aereo nel 1942). La giovane coppia si trasferisce a Londra, dove lui rappresenta Harper&Row, la casa editrice di famiglia. Non ottenendo dalla vita matrimoniale ciò che sperava – né emotivamente né economicamente – Lee riprende rapidamente a guardarsi intorno, e posa gli occhi anche dove non dovrebbe: sembra che nel 1957, con Jackie che ha appena partorito Caroline, si conceda una breve relazione addirittura col cognato e futuro presidente, premunendosi graziosamente di informarne il marito. Diciamolo, in un libro sulla rivalità tra sorelle alle Bouvier toccherebbe un capitolo intero. lee stasIl divorzio arriva rapidamente, ma il sostituto è già pronto: è il polacco Stas Radziwill, e porta in dote un titolo di principe (di cortesia, perché dopo la guerra ha preso la cittadinanza britannica, ed è diventato semplicemente Mr. Radziwill). Si sposano il 19 marzo 1959, Lee è già incinta di Anthony, che nasce in agosto, seguito l’anno dopo da Anna Christina. Stas è arrivato a Londra fuggendo dalla Polonia allo scoppio della seconda guerra mondiale, dopo che il governo ha privato la famiglia dei suoi beni (ma in effetti pare che fosse stato lui a depredare la Croce Rossa polacca prima di scappare) costruendosi una piccola fortuna nel mercato immobiliare. Troppo piccola purtroppo, perché ora Lee deve competere addirittura con una First Lady, e il lusso al quale è abituata – come la famosa casa a un tiro di schioppo da Buckingham Palace, decorata dal principe degli interior designer dell’epoca, Renzo Mongiardino – Stas non può permetterselo. lee mongiardinoC’è però qualcuno che può, può questo e molto altro: un certo armatore greco, di nome Aristotele Onassis. Che Lee, ancora “principessa” inizia a frequentare. Ed è a questo punto che compie l’errore peggiore della sua vita: nell’agosto del ’63 Jackie partorisce un bimbo che vive poche ore; per distrarla la sorella convince Onassis a invitare la First Lady per una crociera a bordo del panfilo Christina, dove tra i due nasce, diciamo così, una simpatia. lee ariIl resto è storia: il 22 novembre di quell’anno il Presidente viene ucciso a Dallas, Jackie diventa la vedova più famosa (e ambita) del mondo e va a vivere coi suoi bambini a New York, dipendendo dalla generosità del suocero. L’assassinio del cognato Bob fa precipitare le cose: Jackie teme che tutti i Kennedy siano nel mirino, e accetta di sposare Onassis, mettendo al sicuro il futuro suo e quello dei suoi figli; Lee resta a Londra, principessa senza corona. lee mickTenta senza successo la carriera di attrice, poi si ricicla brevemente come interior designer, e diventa famosa per aver seguito il tour dei Rolling Stones del ’72. Una groupie quarantenne e scicchissima, grande amica non solo di Mick, ma di signori che si chiamano Andy Warhol, Rudolph Nureyev, Truman Capote. 019-lee-radziwill-theredlistIl 28 novembre 1966 partecipa anche lei al celeberrimo Black and White Ball, organizzato al Plaza dall’allora suo migliore amico Capote coi proventi del libro A sangue freddo. La scelta di Lee è estremamente sofisticata: un abito bianco e argento, favoloso nella sua semplicità, firmato Mila Schön, la sarta delle signore milanesi chic.

Nel ’74 divorzia da Stas, l’anno dopo muore anche Onassis, Jackie è di nuovo vedova ma stavolta non dipende da nessuno e se ne torna a New York, dove recuperando una vecchia passione lavora come editor. Il tempo passa, e Lee finisce con l’impalmare il regista Herbert Ross, che è gay ma può offrirle un adeguato tenore di vita. Jackie muore per un linfoma non-Hodgkin nel ’94; nel suo testamento lascia alla sorella null’altro che la frase: ho fatto già abbastanza in vita. lee jackie figliLa morte salva Jackie dall’ultima grande tragedia familiare, che tocca a Lee affrontare: nel 1999 Anthony Radziwill, figlio dell’una, è malato terminale di cancro e John Kennedy Jr, figlio dell’altra, è stravolto dal dolore per la perdita che si annuncia imminente. lee carolineIl 16 luglio si mette alla cloche del suo piper con moglie e cognata, per andare al matrimonio della cucina Rory; come sapete già l’aereo precipita e si inabissa, i tre occupanti muoiono. Il 4 agosto Anthony compie quarant’anni, il 10 muore anche lui. Restano Lee, la figlia Tina e la nipote Caroline, cui la zia si avvicina sempre di più, finendo per fare discretamente da nonna ai suoi figli.

Fin qui la storia, e io vi vedo cari lettori, col sopracciglio alzato ad interrogarvi sul perché siamo qui a ricordare una donna così, diciamo, controversa e volendo pure relativamente inutile. Direi che se un giudizio su di lei deve essereci non può prescindere dal fatto che in fondo fosse un prodotto del suo tempo, qullo che raccomandava a tutte le ragazze la conquista di un buon partito; più alto il ceto sociale, più forte il condizionamento. Per fortuna le cose non sono più così, e forse in piccola parte lo si deve anche a donne come lei, che si sono prese ciò che volevano senza chiedere permesso. Ma ciò che spiega meglio il suo personaggio è un dettaglio che riguarda la sua morte: l’annuncio è stato dato, primo tra tutti, da WWD Women’s Wear Daily, la bibbia del fashion. Dove tutti i grandi della moda, da Valentino a Massimo Ferragamo agli stilisti americani, si sono affrettati a testimoniare quanto Lee fosse naturalmente elegante, ricca di charme, piena di classe, e come ciascuno desiderasse vestirla, o ne traesse ispirazionelee giorgio richardGiorgio Armani, di cui è stata a lungo testimonial e ambasciatrice negli USA, oltre ad ammirarne lo chic la trovava l’esempio perfetto e pieno di ironia dell’aristocrazia americana, assai difficile da definire: una combinazione di semplicità e sofisticatezza, spontaneità, rigore e rispetto delle regole. lee-e-jackie-a-new-york-792649Quando la sorella Jackie arriva alla White House ribalta tutti i canoni della First Lady sin dal giorno del giuramento, unica signora sul palco a non indossare la pelliccia ma un cappottino color crema. Col suo stile fatto di linee semplici, l’uso dei tessuti monocromi e i gioielli importanti – spesso anche etnici o bigiotteria – più alcuni accessori divenuti icone, come i grandi occhiali da sole o i foulard, inventa un’immagine contemporanea ancora attuale. Lee ne è l’immagine speculare, una sorta di alter ego che ne raddoppia l’impatto: pensate a quando le due sorelle camminavano per le vie di Capri (o i vicoli di Ravello, ancora più chic) in tshirt e pantaloni, con sandali flat o addirittura scalze. Prive della bellezza perfetta di Grace o di quella voluttuosa di Marilyn le Bouvier se ne sono inventata una nuova, moderna, in cui sembra più facile identificarsi. Sperando di avere un po’ di quella classe, di quello charme. O almeno coltivando l’amore per il bello. lee jackie sisters

 

A Royal Calendar – 22 febbraio 1933

Uno dei miei lettori più affezionati mi ha inviato questa bellissima foto, e dato che la Duchessa di Kent ha appena festeggiato il compleanno, quale occasione migliore per parlare di lei, componente assai interessante ma piuttosto defilato della Royal Family? duchess kent wimbledonKatharine Lucy Mary Worsley nasce in un’importante famiglia dello Yorkshire ed è una discendente diretta di Oliver Cromwell. Riceve l’educazione tipica delle fanciulle del suo ceto, con un’attenzione particolare alla musica che resta la sua grande passione, tanto che ancora oggi suona pianoforte organo e violino. Conosce Edward, cugino della sovrana, mentre lui presta servizio nella base militare di Catterick; il giovanotto è già HRH The Duke of Kent, lo è diventato a soli sette anni, nel 1942, in seguito alla morte del padre. Si sposano l’otto giugno 1961 nella cattedrale di York, che torna a ospitare un royal wedding dopo 633 anni, quando Edward III si unì qui a Philippa di Hainault. La sposa indossa un elegante abito in seta operata con collo montante – un classico degli anni ’60 – e gonna balloon, creato da John Cavanagh, couturier raccomandatole dalla futura suocera Marina che le presta anche il Queen Mary’s Diamond Bandeau per fermare il velo. Le nozze passano alla storia royal anche perché fanno da scenario alla nascita dell’amore tra Juan Carlos di Borbone Spagna e Sofia di Grecia.

Ecco il video di questo royal wedding, date retta a Lady Violet, guardatelo che è un po’ lungo ma pieno di chicche. https://www.youtube.com/watch?v=wZ44_-9kjuQ

Nascono tre figli, ma la perdita del quarto getta la duchessa in una grave depressione della quale anni dopo parlerà con grande dolore e grande franchezza. Nel 1994 arriva una decisione per molti versi rivoluzionaria: è il primo membro della Royal Family a convertirsi al cattolicesimo da secoli; nel 1701 infatti era stato emanato l’Act of Settlement per assicurare il trono britannico ai soli protestanti, escludendo anche coloro che avessero contratto matrimonio con cattolici. La conversione – cui la Regina dà il proprio consenso – non ha conseguenze per il Duca di Kent nell’ordine di successione perché avvenuta dopo le nozze. Negli anni anche altri Kent si convertono: il terzogenito Nicholas si sposa addirittura in Vaticano, il primogenito e futuro duca no, ma esce dalla linea di successione al trono sposando una cattolica e rientra nel 2015 quando la disposizione viene abolita; suo figlio e una delle figlie seguono madre e nonna nella Chiesa di Roma. La successione del Ducato di Kent non è regolata dall’Act of Settlement per cui, quando un giorno il trentenne Lord Downpatrick – nipote del duca in carica – succederà a suo padre, sarà il primo cattolico a portare il titolo dai tempi della Riforma di Henry VIII.

Come tutti i senior members della Royal Family anche Katharine Kent, come preferisce essere chiamata, è patronessa di molti enti e organizzazioni – in buona parte dedicati all’infanzia e alla musica – ma da noi è conosciuta soprattutto per essere la graziosa signora bionda che fino ad alcuni anni fa premiava i vincitori del torneo di Wimbledon. E proprio a questo si riferisce la foto: è il 1993, la finale femminile è tra Steffi Graf e Jana Novotna; alla fine di un serratissimo match vince la tedesca. Al momento della premiazione Jana scoppia in lacrime sulla spalla di Katharine, che la consola: non preoccuparti, ce la farai. Ha ragione, cinque anni dopo è Jana a vincere il torneo.

La tennista cecoslovacca è morta nel 2017 a soli 49 anni, la duchessa ha ridotto molto i suoi impegni; l’abbiamo vista al royal wedding di Harry Meghan camminare con difficoltà accompagnata da un valletto, ma si è fatta comunque notare abbinando all’abito bianco e blu di Erdem un paio di candide Superga. Come sempre impeccabile nei royal duties, svolti con grazia e senza clamore, sempre fedele alla sua natura anticonformista, che le ha fatto dichiarare in un’intervista l’interesse per il rap, l’amore per Dido e la canzone preferita: Thank You.

 

 

 

Sovrani e compleanni

Compie oggi 82 anni il Re di Norvegia, Harald V. Harald vTerzo e ultimo dei figli dell’allora principe ereditario Olav e di sua moglie Märtha di Svezia arriva dopo due femmine, Ragnhild e Astrid. Harald è uno dei numerosi discendenti della regina Victoria (la nonna paterna Maud era figlia di Edward VII), dunque è cugino di Her Majesty; e sembra essere stata proprio lei a sbloccare una situazione che ne aveva tormentato la giovinezza e rischiava di avere conseguenze anche sul regno: il suo amore con la borghese Sonja Haraldsen. Se sia stata davvero Elizabeth a persuadere Olav o no, il matrimonio si fece, è stabile e ancora felice dopo cinquant’anni, e Sonjia è un’ottima regina, amatissima dai Norvegesi. La storia di questo amore contrastato la trovate nei link in fondo, io qui voglio ricordarvi il bellissimo discorso sull’umanità e l’accoglienza fatto dal re  il 1 settembre 2016, perfetto, efficace e assai politico nella sua semplicità. https://www.youtube.com/watch?v=QYvPdBw7Dsg

Di anni ne ha compiuti 74, il 14 febbraio, Hans Adam II, sovrano del piccolissimo (e ricchissimo) Liechtenstein. hans adam bdayTra le famiglie regnanti europee sono senz’altro i più riservati, si vedono raramente, e anche queste immagini dei festeggiamenti nel castello della capitale Vaduz sono state diffuse con parsimonia. Ora lo so cosa state pensando, che come festa di compleanno voi avevate in mente qualcosa di diverso, ma che ne sappiamo noi? Magari la sera avevano organizzato un pigiama party con mojito a fiumi!

Con lui sono la moglie Marie e il principe ereditario Alois, che tra l’altro è l’unico della sua generazione (ha compiuto 50 anni lo scorso giugno) ad aver portato all’altare una fanciulla di sangue reale: la duchessa Sophie in Baviera. E a proposito di matrimoni, il fratello Maximillian è sposato dal 2000 con una signora panamense di colore, ed è stata lei la prima afroamericana a entrare in una famiglia regnante. Mentre dell’unica sorella, Tatiana, si parlava come di una buona candidata per Felipe di Spagna, prima che sulla scena comparisse Letizia. Insomma, c’è parecchio da raccontare… Io li trovo simpatici e ne sono incuriosita, però certo tre giacche brutte così tutte insieme è difficile trovarle.

I post su Harald e Sonja li trovate qui:

Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte prima)

Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte seconda)

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A long Lux weekend

Questi sono giorni intensi di celebrazioni gioia e addii per il Granducato del Lussemburgo.

Giovedì 14 granduchi luxI Granduchi Henri e Maria Teresa hanno festeggiato i 38 anni di matrimonio (qui il post A Royal Calendar – 14 febbraio 1981 ) e l’hanno fatto con la solita posatissima foto in stile finto informale versione descamisados peraltro ricavandola dal ritratto familiare diffuso qualche mese fa.

Sabato 16 alix ligne funeralNella cittadina belga di Belœil i sovrani con buona parte della famiglia, il principe Laurent del Belgio e membri di varie illustri casate europee hanno accompagnato nell’ultimo viaggio Alix, zia di Henri in quanto sorella del padre Jean – presente anche lui nonostante le non buone condizioni di salute – divenuta principessa de Ligne per matrimonio e morta lunedì scorso pochi mesi prima di compiere 90 anni. Complimenti a Maria Teresa per il coraggio di indossare un visone a pelli orizzontali. Corto. E pure stretto in vita da una cintura. Però la borsa di coccodrillo no dai, una bestia alla volta.

Nello stesso giorno la principessa Alexandra, quarta dei cinque figli della coppia e unica femmina, ha compiuto 28 anni. princesse-alexandra-09_800_thumbNel nuovo ritratto diffuso per l’occasione la principessa appare graziosa come non mai. Ora, fermo restando che deve decidere per sé e qualunque cosa sceglierà per la sua vita andrà bene, confesso che il suo royal wedding me lo sogno proprio. Lei che percorre la navata al braccio del padre in alta uniforme, ancora belloccio e sicuramente commosso, la madre che si scatena tra mise e cappelli, le due cognate… insomma noi siamo qui che aspettiamo fiduciose.

Lunedì 18 grande-duchesse-heritiereCompleanno anche per la Granduchessa Ereditaria, e per lei sono 35. Stéphanie per me è un mistero; a sei anni e mezzo dalle nozze col principe Guillaume non ha avuto eredi, e questo naturalmente è un argomento delicato da trattare in punta di piedi. Non sembra però aver trovato il suo ruolo, e quando presenzia a qualche evento non si capisce mai se sia a disagio, o annoiata, o entrambe le cose, o nessuna delle due; per non parlare delle scelte di stile, compresi i mollettoni per i capelli. Al funerale dell’anziano padre, un mese fa, era veramente stravolta, poi è scomparsa. Stéphanie reagisci, fallo per noi, che non ce la faremmo a reggere un’altra principessa triste!

A Royal Calendar – 14 febbraio 1981

Non ho alcun dubbio che la mitica Miranda Priestly, direttora grigiocrinita del mitico diavolo che veste Prada, commenterebbe amori e matrimoni a San Valentino? avanguardia pura! Ma vi sembra che possiamo esimerci dal parlare di un matrimonio che dura da ben 38 anni? E dell’abito della sposa? Proprio no! E infatti non lo facciamo. È il 14 febbraio, un sabato, quando in Lussemburgo Henri, erede al trono del Granducato, sposa la fanciulla di cui è innamorato: Maria Teresa Mestre y Batista-Falla. henri mt engagementSi sono conosciuti durante gli studi all’università di Ginevra dove entrambi si sono laureati in Scienze Politiche, ma le somiglianze finiscono qua. Lui è altro, biondo e nelle sue vene scorre il sangue più blu d’Europa; lei è piccolina, bruna ed è nata a Cuba. La sua famiglia ha lasciato l’isola all’arrivo di Castro trasferendosi negli Stati Uniti e poi in Svizzera, dove il padre si è costruito una solida posizione da banchiere, ma mancano titoli nobiliari e quel cognome fa temere legami (inesistenti) col passato regime di Fulgencio Batista. Ad opporsi alle nozze è soprattutto la madre di Henri, Josephine-Charlotte, sorella del re dei Belgi; sembra che anche in questo caso il giovanotto riesca a strappare il consenso ai genitori con la minaccia di rinunciare al trono, ma i rapporti tra suocera e nuora saranno sempre difficili. Il 7 novembre 1980 viene annunciato il fidanzamento ufficiale; per le nozze si parla della primavera seguente, ma poi si decide per il 14 febbraio. henri mt weddingAnni dopo Maria Teresa dichiarò che all’epoca la festa di San Valentino non era così popolare, né celebrata in Lussemburgo, per cui la data non fu scelta con intenti romantici, ma più prosaicamente in funzione dell’agenda dei Granduchi.

Per la sua robe de mariée la sposa sceglie la Maison Balmain, che realizza per lei un abito molto semplice, con corpino aderente, gonna a campana, maniche gigot (più ampie all’altezza della spalla si restringono a imbuto sull’avambraccio) e le bordure di pelliccia tipiche delle spose invernali di qualche anno fa. Lo strascico è praticamente perfetto: parte dalle spalle ed è abbastanza lungo per una sposa reale ma non così tanto da far scomparire la piccola Maria Teresa. Il velo, della stessa lunghezza dello strascico, è fermato dalla Diamond Congo Tiara, la stessa indossata dalla suocera alle sue nozze. lux wedding henri mtCome sempre la couture è nei dettagli, non tutti facilmente apprezzabili in fotografia, come l’intricata lavorazione della pesante seta dell’abito; la pulizia della linea è uno dei suoi meriti e lo rende ancora moderno, soprattutto se paragonato a quelli inondati di fiocchi e rouches di altre spose anni ’80, anche famosissime. notre dame des affligeesO meglio, lo renderebbe ancora moderno, se l’abito esistesse ancora. Ma non esiste più, è stato usato per vestire la veneratissima Notre Dame de Luxembourg Consolatrice des Affligés, esposta nella cattedrale dl Granducato.

Concludiamo con un gossip vintage; all’epoca si parlava insistentemente della sorella maggiore di Henri, Marie Astrid, come possibile moglie del Principe di Galles. Nonostante fosse cattolica e nonostante fosse uscito qualche spiffero (e qualche foto) su Diana. Sul royal wedding del Lussemburgo c’era una certa attesa anche per questo, perché se la Royal Family fosse stata rappresentata da Charles, o magari addirittura dalla regina, sarebbe stato un segnale che le cose evolvevano in quel senso. Si presentò il Duca di Edimburgo. Allora non sapevamo ancora che Charles e Diana erano già fidanzati, ma all’annuncio ufficiale mancava poco, solo cinque giorni. Henri_Maria-Teresa_wedding-guests

A Royal Calendar – 12 febbraio 1951 (seconda parte)

Il desiderio dello Shah è legge, dunque la principessa Shams e Soraya partono da Londra alla volta dell’Iran. SorayaShahPrima sosta a Parigi per un po’ di shopping, poi a Roma, dove le ragazze vengono raggiunte da Khalil Esfandiari Baktiari che, avvisato di quanto sta accadendo, scorterà la figlia in patria. Il viaggio è lungo e stancante, arrivata a Teheran Soraya vorrebbe solo riposare, ma la regina madre (per non parlare del re figlio) è ansiosa di conoscerla, e ha organizzato una cena per incontrarla. Il primo quarto d’ora passa tra gli abituali convenevoli quando ecco che lo Shah, con l’uniforme dell’Aeronautica Militare, fa il suo ingresso. Lui e Soraya si guardano, ed è colpo di fulmine. Al termine della serata lei va finalmente a riposare, ma alle due di notte lui sveglia il padre annunciandogli di voler chiedere la mano della figlia. SorayaIranEngagementRingNelle settimane che seguono gli innamorati passano insieme più tempo possibile, si conoscono meglio e fanno progetti. Lei riceve l’anello di fidanzamento – con un enorme diamante da 22.37 carati – e le nozze sono fissate per il 26 dicembre 1950. Soraya però si ammala di febbre tifoidea e bisogna rimandare il tutto all’anno nuovo: finalmente il 12 febbraio la coppia si unisce in matrimonio davanti a una marea di invitati nel Salone degli Specchi del sontuosissimo Golestan Palace. soraya weddingPer la sposa ci vuole qualcosa di altrettanto sontuoso, opulento, memorabile, e si interpella il couturier più famoso del momento, quel Christian Dior che qualche anno prima ha inventato una nuova silhouette per le signore degli anni ’50, il New Look. Il risultato è un abito sicuramente memorabile, difficilmente replicabile, francamente ingestibile. soraya wedding 2Dal corpino attillato parte una gonna che definire ampia è un eufemismo: oltre 30 metri di lamé argento ricamato tempestato di perle e piccoli diamanti, con l’aggiunta di ventimila piume di marabù, per un peso totale che supera i 20 chili (secondo alcune fonti addirittura 30), tutto realizzato a mano nell’atelier Dior a Parigi. QueenSorayaIranWeddingGownL’abito è completato da un giacchino nello stesso tessuto e da un lungo velo, trattenuto sul capo da una cuffietta secondo la moda dell’epoca (che in inglese ha un nome delizioso, Juliet cap) che la sposa indossa durante la cerimonia e toglie invece per il ricevimento. Le strade di Teheran sono innevate, e perché non si raffreddi arriva dalla Maison Dior anche una cappa di visone bianco, tanto per gravare di qualche altro chiletto le esili spalle di Soraya. Che essendo ancora convalescente a un certo punto ha un mancamento. Viene salvata da un provvidenziale paio di forbici che tagliano via parte di quella monumentale, inestimabile creazione troppo haute couture per essere indossata se non in passerella. Durante la cena che conclude la giornata Soraya, ormai regina, mostra il candido décolleté adornato da un impressionante collier di diamanti e smeraldi, in parure con la tiara. soraya wedding 5Com’è finita lo sapete: lo Shah ha assoluto bisogno di assicurare la discendenza con un figlio maschio, ma Soraya non riesce a darglielo; il divorzio è inevitabile e il 14 marzo 1958 è tutto finito. Lei si trasferisce in Europa dove diventa la principessa dagli occhi tristi, lui meno di due anni dopo ha un’altra moglie, che gli dà quei figli maschi – due, the heir and the spare – di cui lui e il paese hanno tanto bisogno. Non serviranno. La rivoluzione islamica, giusto quarant’anni fa, spazza via il trono del pavone, e i Pahlevi sono costretti all’esilio.

(Ph. Royal Order Of Sartorial Splendor; web)

Nel video d’epoca si vede bene l’abito, quanto fosse ingombrante e quanta fatica facesse lei a muoversi https://www.youtube.com/watch?v=aCgkZ0gXuaw

Se vi siete persi la prima parte del post, la trovate qui A Royal Calendar – 12 febbraio 1951 (prima parte)

A Royal Calendar – 12 febbraio 1951 (prima parte)

Teheran e l’Iran tutto sono in festa per le nozze del sovrano, il trentunenne Shah Mohammad Reza Pahlavi, con Soraya Esfandiari Bakhtiari. soraya wedding 6Il giovane monarca siede sul trono del pavone già da quasi dieci anni: nel 1941 Inglesi e Russi hanno invaso il paese, che ha buoni rapporti con la Germania, temendo che l’Iran, nonostante sia neutrale, possa favorire il Reich. E poi i Russi hanno bisogno del cosiddetto corridoio persiano per ricevere rifornimenti bellici dagli Alleati. E naturalmente, il sottosuolo è ricco di petrolio. Reza Shah viene mandato in esilio, e il 16 settembre è il principe ereditario a diventar Re dei Re.

C’è anche una regina: due anni prima Mohammad ha sposato la principessa Fawzia, figlia del re d’Egitto; sembra che le nozze siano state “incoraggiate” da Kemal Atatürk in persona, per favorire la stabilità dell’area. shah fawziaNasce la figlia Shahnaz ma il matrimonio non è felice; Fawzia soffre i pessimi rapporti con la suocera, da cui si sente disprezzata, e soprattutto i ripetuti tradimenti del marito (a tal proposito mi sembra di ricordare che molti anni dopo Oriana Fallaci, nel corso di un’intervista al sovrano, discusse animatamente con lui riguardo al suo atteggiamento nei confronti delle donne). Appena può, Fawzia se ne torna in Egitto, lasciando a Teheran la bambina e il titolo di regina; nel 1948 il divorzio è ufficiale.

Il re cerca una nuova moglie, e inizia un tourbillon di candidate che gli vengono presentate di persona o in foto, finché sulla scena appare Soraya. Nata a Isfahan diciotto anni prima, suo padre Khalil appartiene all’antico clan Esfandiari-Bakhtiari, che in passato è stato aspramente combattuto dal vecchio Shah; per evitargli problemi in gioventù è stato allontanato dall’Iran e mandato a studiare in Germania. Qui si è innamorato di una ragazza tedesca di origine russo-ebraiche, Eva Karl, e l’ha sposata. SorayaAge5L’evoluzione degli eventi sociopolitici degli anni ’30 e la guerra che ne segue spingono  la famiglia a spostarsi tra l’Europa e l’Iran; nel 1947 infine si trasferisce in Svizzera. Qui Soraya completa i suoi studi e perfeziona il francese, che ora parla fluentemente; non così l’inglese, ed è per questo che decide di trascorrere l’estate del 1950 a Londra.

A Teheran intanto anche la regina madre è a caccia di una sposa per il figlio – perché puoi essere Re, e pure Re dei Re, ma tua madre a trovarti una fidanzata ci proverà sempre – e chiede a una sua intima amica del clan Bakhtiari se tra loro c’è una candidata possibile. Alla signora viene in mente una nipote appena tornata dall’Europa che in Svizzera ha incontrato Soraya e ne parla entusiasticamente. La regina chiede una fotografia della fanciulla, che viene raggiunta a Londra; finalmente il ritratto c’è, però impiega un tempo lunghissimo per raggiungere l’Iran.SorayaSwitzerland Prima ancora che arrivi questa benedetta fotografia, la principessa Shams, sorella maggiore dello Shah, parte a sua volta per Londra, per incontrare altre possibili candidate. Quando conosce Soraya invia un messaggio urgente alla madre per annunciarle che la ricerca è finita; Soraya è colta, beneducata, poliglotta, ha maniere perfette: è nata per essere regina. Intanto a Teheran arriva la famosa fotografia: Soraya è anche bellissima, e lo Shah vuole conoscerla.

(cerimonia, abito e fine della storia nella seconda parte)