Le foto del giorno – L’addio

L’emozione è stata forte, e dura ancora. Lasciamo dunque sedimentare impressioni e sensazioni; questa sera vi propongo una piccola rassegna delle immagini che mi hanno colpita di più.

Sola. Per le norme anticovid, certo. Ma anche perché cosa ha diviso con quell’uomo per 73 anni lo sa solo lei. E avrà pensato a quel giovanotto bello come un dio geco che ottantadue anni fa le rubò il cuore per sempre. E che quel “per sempre” durerà ancora, prima in un altro modo e poi in un altro tempo e in un altro luogo.

La ghirlanda di fiori bianchi posata sul feretro insieme allo stendardo personale del principe, il suo berretto da ufficiale di marina e la spada, dono del suocero George VI il giorno del matrimonio con Elizabeth. I fiori sono stati scelti personalmente da Sua Maestà: i gigli simbolo di rinascita, le rose che indicano rispetto e ricordo, oltre ad essere i fiori di giugno, mese di nascita di Philip, I gelsomini per la purezza, i piselli odorosi simbolo di partenza e di ringraziamento, i wax flowers che evocano l’amore senza fine, le fresie profumate.

I soldati a capo chino, un gesto di rispetto verso il vecchio commilitone. Non mi sembra di averne mai visti da noi, e invece mi sembra molto bello e anche scenografico, ma i Britannici, si sa, in questo sono maestri.

Il corteo. Charles stravolto, Anne pietrificata, Edward commosso, Andrew imperscrutabile. È uno dei momenti più emotivi: chiunque abbia seguito il feretro dei propri genitori – o delle persone amate – si è identificato con loro. E chi aveva conosciuto la Royal Family come composta da persone dal self control innaturale e, diciamolo, a volte quasi fastidioso, si è reso conto di quale cambiamento sia avvenuto tra i Windsor. Sarà stata Diana, sarà stato il comprendere che i cittadini avrebbero gradito una maggiore empatia, ma il cambiamento è avvenuto, e non si torna indietro.

William e Harry. Era ciò che tutti speravano, ed è accaduto: i due fratelli, separati nel corteo dal povero Peter Phillips (mi ha fatto venire in mente Aznavour che cantava e io fra di voi) si sono avvicinati, si sono parlati, e ci auguriamo che abbiano iniziato a superare le recenti brutte incomprensioni.

Il momento clou. Verso la fine della cerimonia, è salito sull’altare il Garter Principal King of Arms – in pratica il responsabile del collegio araldico – che ha declamato i titoli dello scomparso; subito dopo è stato inquadrato il Pipe Major of the Royal Regiment of Scotland che ha suonato la sua cornamusa (intenerendo molti cuori, a partire di quello di Lady Violet, che viene da una terra di zampogne). In quel momento, davanti agli occhi della sola famiglia, il feretro è sceso nel sottostante Royal Vault, dove resterà in attesa di raggiungere il posto definitivo accanto a quello della Regina, nella King George VI Memorial Chapel.

L’immagine preferita di Lady Violet. A cinquant’anni l’attivissimo Duca di Edimburgo decise che era il caso di dedicarsi a uno sport meno pesante di quelli praticati fino ad allora, e si dedicò agli attacchi; il giorno del suo funerale non è mancato l’ultimo dei suoi mezzi, naturalmente ridisegnato da lui. Al suo posto il suo berretto, i guanti, il plaid e la scatola col tappo rosso piena di zuccherini per i due pony: Balmoral Nevis e Notlaw Storm. Quest’omaggio alla vita e alle passioni del principe appena scomparso mi ha riportato alla memoria il cane da caccia di Rainier III di Monaco – scomparso anche lui in aprile, sedici anni fa – che ne seguì il feretro. In fondo chi non vorrebbe essere accompagnato dalle creature e dalle cose amate?

Botta e risposta

Dopo la botta dell’intervista di Oprah Winfrey ai Sussex, e dopo la dichiarazione della Regina, oggi arriva la prima risposta diretta da parte di un membro della Royal Family, e a pronunciarla è il Duca di Cambridge.

Impegnato con la moglie Catherine nella visita alla scuola School21, nella zona est d Londra, alla domanda di un giornalista presente William ha risposto seccamente che la famiglia non è assolutamente razzista. Ha inoltre aggiunto di non aver sentito al telefono il fratello, ma pensa di farlo presto.

I Cambridge sono apparsi piuttosto tesi, né poteva essere diversamente, dato che sono proprio loro a soffrire di più per le dichiarazioni dei Sussex. Non solo per la storia del pianto prenuziale che Meghan ha dichiarato essere stato il suo per “colpa” della cognata, mentre la vulgata finora aveva raccontato l’inverso. Storia che Lady Violet tende a considerare piuttosto ridicola in entrambe le versioni: due giovani donne, ciascuna in uno dei momenti più stressanti della vita – l’una puerpera, l’altra a pochi giorni dalle nozze – discutono e arrivano alle lacrime: non è la prima volta che accade e non sarà l’ultima, senza la necessità di dipingerle per l’ennesima volta volta come streghe, o isteriche, o vittime.

Non solo per questo, dicevamo; William è stato descritto dal fratello come “intrappolato” all’interno della Royal Family e l’accusa di razzismo nei confronti del piccolo Archie sfiora anche lui. L’impressione di molti, me compresa, è che uno dei nodi del contendere riguardi proprio il rapporto tra i due fratelli; sia per i ruoli totalmente differenti, sia per le perplessità che William, unico a quanto ci consta, avrebbe a suo tempo espresso sul matrimonio del fratello con una donna che tutto sommato Harry conosceva da poco tempo, e forse anche per la diversa elaborazione del lutto della morte della madre. Un evento che li ha legati a lungo, e ora rischia di dividerli in maniera forse irreversibile.

Breaking News!

Alla fine è intervenuta la Regina.

La sovrana ha rilasciato una dichiarazione che recita: l’intera famiglia è rattristata nell’apprendere la misura di quanto siano stati impegnativi gli ultimi anni per Harry e Meghan. Le questioni sollevate, in particolare quella sulla razza, sono preoccupanti. Benché alcuni ricordi possano divergere, il problema è preso molto seriamente, e sarà trattato privatamente all’interno della famiglia. Harry, Meghan e Archie saranno sempre membri amatissimi della famiglia.

Anche in questo caso vi propongo di lasciare sedimentare la situazione ancora per qualche ora e poi speriamo di poter commentare con maggior serenità. Per parte mia confesso che all’epoca, in attesa di conoscere Archie, mi sono chiesta quanto forte sarebbe stata la somiglianza con nonna Doria, senza per questo pensare di essere razzista. E d’altra parte, dato il pragmatismo che contraddistingue tutti i Britannici, royals compresi, non ho dubbi che il problema se lo fossero posto prima delle nozze, e probabilmente risolto.

Questa sera l’intervista sarà trasmessa in esclusiva per l’Italia sul canale 8 del digitale terrestre; io però darò la mia preferenza a Downton Abbey sul canale 29. Lady Violet rules!

Annus Harrybilis

Il gioco di parole del titolo non è venuto in mente solo a me, ma direi che è particolarmente indovinato; causa insonnia cronica, alla fine ho seguito, indirettamente, l’intervista del secolo. Partiamo dalla buone notizie: Harry e Meghan aspettano una bambina, che completerà la loro famiglia, e ne siamo felici, e ci hanno concesso un breve video in cui sono in spiaggia con Archie: eccolo qui.

Per il resto, intanto scopriamo che Harry e Meghan si erano sposati privatamente tre giorni prima delle nozze ufficiali, nel giardino della loro casa, alla presenza dell’Arcivescovo di Canterbury; non chiedetemi perché, non saprei rispondere. Per il resto, in un crescendo rossiniano, i Sussex si tolgono tanti di quei sassolini nelle scarpe da ricreare il Grand Canyon; ricordate quando si disse che prima delle nozze Meghan aveva fatto piangere la puerpera Kate (Louis era appena nato) per qualcosa che riguardava l’abitino della damigella Charlotte? Bene, sarebbe accaduto esattamente il contrario. Secondo Meghan, naturalmente, la cognata, non essendo presente, non ha potuto fornire la sua versione. Meghan non era pronta a entrare nella Royal Family, Meghan non è stata preparata adeguatamente, e non le è stato neanche insegnato l’inno nazionale, che evidentemente non era in grado di imparare da sé. Soprattutto, Meghan non è stata aiutata né sostenuta quanto avrebbe desiderato e si sarebbe aspettata, ed la cosa che veramente non può perdonare. Meghan ha avuto dei problemi mentali, e, incinta di Archie di cinque mesi ha pensato al suicidio. Non l’abbiamo già sentita questa storia? E soprattutto, ad Archie non è stato dato il titolo di principe, come invece ai suoi cugini Cambridge, temendo che rivelasse una tonalità di pelle troppo scura (insinuazione fatta da qualcuno molto vicino ad Harry). Quanto ad Harry, si è sempre sentito in trappola nella Royal Family, così come sono in trappola il padre e il fratello; anzi, nemmeno se ne rendeva conto finché per fortuna è arrivata Meghan a salvarlo. Quanto al padre, quando lui ha cominciato a parlare di mollare the Firm, ha smesso di rispondergli al telefono. Ha poi specificato di non ricevere denaro dalla Royal Family dallo scorso anno, e di mantenersi con l’eredità di Diana.

Questo in estrema sintesi, sono certa che potrete approfondire con calma i vari punti; al momento commentatori scatenati sui social, in pochi sembrano chiedersi se la versione dei Sussex corrisponda in tutto, o in parte, o per niente, alla verità. Come dicevamo qualche giorno fa, mi sembra di essere tornata indietro di trent’anni in piena crisi con Diana, e mi dispiace. L’istituzione ha superato di molto peggio, supererà anche questa, ma certo non è una bella pagina, né un bel momento.

Vi lascio questo breve riassunto perché mi aspettano un paio di giorni molto impegnati e impegnativi; voi informatevi e se volete commentate, risponderò e ne discuteremo insieme appena possibile. Mai come oggi, God save the Queen.

Volano royal stracci

Il Duca di Edimburgo resta ricoverato al St Bartholomew’s Hospital dove è stato trasferito per accertamenti cardiologici, e mentre la Regina continua imperturbabile col suo lavoro – questa sera ha concesso una udienza via telefono al Cancelliere dello Scacchiere Rishi Sunak – la famiglia è naturalmente concentrata, immaginiamo con una certa apprensione, sulle condizioni di Philip. Oggi è toccato alla nuora Camilla, nel corso dell’ennesima visita a un centro vaccinale, fornire qualche informazione sul decorso della degenza: “We heard today that he’s slightly improving, so that’s very good news. We’ll keep our fingers crossed” (Abbiamo sentito stamattina che pian piano migliora, il che è un’ottima notizia. Teniamo le dita incrociate). Su tutto naturalmente aleggia l’ormai imminente intervista che i Sussex hanno concesso a Oprah Winfey, ma come se il momento non fosse già abbastanza delicato continuano a uscire spifferi che complicano ulteriormente la situazione.

Oggi è stata la volta di qualcuno che, dopo aver fatto parte dello staff dei Duchi subito dopo il loro matrimonio, ha accusato Meghan di bullismo. Accuse non nuove, se vi ricordate s’era già parlato delle pretese eccessive e dei modi bruschi della duchessa, che avrebbero ridotto in lacrime i destinatari di tali comportamenti. Naturalmente la risposta dalla California non s’è fatta attendere: accuse respinte al mittente con particolare veemenza da parte di chi invece ritiene di essere stato a sua volta bullizzato, tanto da decidere per il volontario esilio. Né si è fatta attendere la solita fonte vicina ai Sussex che ha riferito a The Times che i Duchi si sentono vittime di una campagna diffamatoria accuratamente pianificata, basata su una disinformazione fuorviante e dannosa (the victims of a calculated smear campaign based on misleading and harmful misinformation).

Vi confesso che avrei fatto a meno di aggiornarvi su questo ulteriore sviluppo – l’ultimo? – se non fosse che questa sera è arrivata anche una, direi inevitabile, comunicazione da Buckingham Palace che annuncia un’indagine interna mirata ad accertare la verità dei fatti, interpellando nel caso anche gli ex dipendenti, dato che la Royal Household “has had a Dignity at Work policy in place for a number of years and does not and will not tolerate bullying or harassment in the workplace” (ha adottato da anni una politica di dignità del lavoro per cui non tollera – né lo farà in futuro – alcuna forma di bullismo o di molestie sul posto di lavoro).

Una piccola riflessione: mi sembra che la situazione si stia avvitando, e che tra cortigiani zelanti, giornalisti spregiudicati e qualche colpo basso si stia riproponendo uno scenario simile a quello che oppose Diana alla Royal Family. Esattamente quello che Harry ha detto a Oprah di voler evitare.

Un piccolo aggiornamento

Nella spessa cortina di riserbo che avvolge le reali condizioni di salute del principe Philip oggi s’è aperto un piccolissimo spiraglio.

Nel corso di una visita al centro vaccinale del King’s Lynn Corn Exchange in Norfolk, questa mattina, al Duca di Cambridge è stato chiesto del nonno. “Yes, he’s ok, they’re keeping an eye on him” (sta bene, lo tengono d’occhio) ha risposto William facendo l’occhiolino. Va da sé che se anche l’anziano principe non stesse benissimo difficilmente il nipote si sarebbe lasciato andare aun commento diverso, ma almeno si stempera un po’ l’aria che si era fatta pesante sabato pomeriggio, soprattutto dopo aver visto la commozione negli occhi del Principe di Galles, unico finora a visitare il padre. Commozione che naturalmente non trova al momento una spiegazione ufficiale ma solo alcune ipotesi della stampa, e a cui probabilmente non è estranea la tensione con i Duchi di Sussex. I quali compariranno nell’ormai celebre intervista con Oprah Winfrey la sera del prossimo 7 marzo. Per una sorprendente coincidenza, è la data del Commonwealth Day, che quest’anno non verrà celebrato dalla Royal Family in presenza, con la tradizionale cerimonia a Westminster Abbey, ma da remoto sulla BBC. Che si preannuncia dunque come una domenica a tutta tv.

Breaking News!

Pensavate che il discorso fosse chiuso? E invece no. Poco dopo la dichiarazione ufficiale di Buckingham Palace sui Duchi di Sussex, questi hanno affidati a canali amici la loro risposta, che vale la pena essere letta in originale (l’immagine è tratta dal Mail Online).

Il testo recita: “Come testimoniato dal lavoro svolto durante lo scorso anno, il Duca e la Duchessa di Sussex continuano il loro impegno e il loro servizio per il Regno Unito e il mondo intero, e hanno offerto il loro costante supporto alle organizzazioni da loro rappresentate incuranti dell’ufficialità del loro ruolo. Tutti noi possiamo vivere una vita al servizio degli altri. Servire è universale.”

Commenterei con le parole della mia prozia Marinella: una caduta di stile avviene solo quando c’è lo stile.

Non mi sembra questo il caso.

Breaking News!

Oggi è ufficiale e definitivo: i Duchi di Sussex hanno confermato a Sua Maestà La Regina che non torneranno ad essere membri attivi della Royal Family.

Facendo seguito ad una conversazione col duca, la sovrana ha rimarcato come non sia possibile in queste condizioni continuare ad avere un ruolo pubblico, quando questo non sia correlato alla partecipazione attiva; dunque, pur manifestando dispiacere e immutato affetto, vengono ritirati i patronage della coppia, che verranno ridistribuiti nella Royal Family.

Harry dovrà dunque rinunciare ai titoli militari che finora aveva mantenuto nei seguenti corpi; The Royal Marines, RAF Honington, Royal Navy Small Ships and Diving.

Tornano poi nella disponibilità di Sua Maestà i patronage assunti da Harry o Meghan per: The Queen’s Commonwealth Trust, The Rugby Football Union, The Rugby Football League, The Royal National Theatre and The Association of Commonwealth Universities.

La decisione odierna dovrebbe chiudere in anticipo l’anno sabbatico concesso ai Duchi, per eventualmente ridefinire il loro ruolo.

Breaking News!

La notizia è appena arrivata, e non compare ancora sui media britannici. Di solito aspetterei qualche minuto per la conferma, ma direi che la fotografia è inequivocabile. Meghan e Harry daranno presto una sorellina o un fratellino a Archie!

Speriamo a breve di potere sapere qualcosa di più, intanto Charles diventa nonno per la quinta volta, e la Regina e il Principe Philip accoglieranno l’undicesimo pronipotino (o pronipotina).

Meghan o non Meghan?

I tempi sono quelli che sono, la pandemia continua ad attraversare la terra col suo tragico carico; i royals come chiunque altro si muovono lo stretto indispensabile e appaiono soprattutto in videoconferenza. Gli argomenti per le chiacchiere sul sofà di Lady Violet sono drasticamente ridotti, ma nell’attesa di tempi migliori – per tutti, e in ultimo anche per questo blog – fortunatamente ogni tanto qualche notizia interessante arriva. Oggi sono ben due, e riguardano entrambe la riluttante-ma-non-troppo Duchessa di Sussex.

Nei prossimi mesi i Windsor celebreranno due importanti compleanni: il 21 aprile Sua Maestà compirà 95 anni, ma per una volta l’attenzione più che su di lei è puntata sul marito Philip, che il 10 giugno raggiungerà il traguardo del secolo. Se al momento nulla si sa di eventuali festeggiamenti per la regina, che immaginiamo più o meno privati come accade quasi sempre per il suo vero compleanno (e a maggior ragione in tempi di pandemia), è noto che il secondo fine settimana di giugno dovrebbe essere un lungo weekend di festa: giovedì 10 i cento anni di Philip e sabato 12 il tradizionale Trooping the Colour, appuntamento clou dell’anno reale, che celebra il compleanno ufficiale della sovrana. Quest’anno poi in quei giorni potrebbero esserci altri motivi per festeggiare, come la nascita del terzogenito di Zara Tindall, figlia della Princess Royal, prevista per la primavera inoltrata, o magari il battesimo del piccolino di Eugenie di York, il cui arrivo è atteso nel giro di qualche settimana. Comunque vadano le cose, si tratta di appuntamenti importanti per l’intera Royal Family, cui va aggiunta la cerimonia in memoria di Diana il 1 luglio, giorno in cui la principessa avrebbe compiuto sessant’anni: nei giardini di Kensington Palace verrà sistemata una sua statua commissionata dai figli. A quanto si sa Harry dovrebbe essere della partita e intervenire a tutti gli eventi di inizio estate, se il covid permetterà di svolgerli; Meghan invece sembra proprio di no. Qualche giorno fa è giunta notizia da Montecito che la duchessa (e con lei probabilmente anche il piccolo Archie, che non vede la famiglia britannica da un anno e mezzo) rimarrà in California senza accompagnare il marito. Ci si è affrettati a sottolineare che si tratta di decisione “personal and practical” da non leggere come una mancanza di rispetto (e ci mancherebbe pure, è il pensiero di Lady Violet) ma anzi quasi come una forma di cortesia, per non gravare sull’organizzazione e magari evitare i musi lunghi del Commonwealth Service dell’anno scorso, ultimo impegno ufficiale dei Sussex prima del buen retiro americano.

Sospendiamo ogni giudizio, ormai la situazione è tale che come si fa si sbaglia, però l’idea di quel bambino che cresce negli agi ma senza il legame speciale che si instaura tra cugini mi fa una gran tristezza; e mi piacerebbe vederlo alla cerimonia in ricordo della nonna che non conoscerà. Poi si sa, Diana e la sua memoria tornano sempre utili come dimostrato dal lancio del portale Archewell, dove Harry e Meghan hanno piazzato le foto delle loro madri, muse ispiratrici della loro appassionata attività sociale e umanitaria, o quello che è. Senza alcun riferimento ad altri tipo i padri, che nel caso di Meghan si può anche capire, nel caso di Harry magari meno. Ma si sa, Diana tira molto di più, e dato che i campi minati sono rischiosi, Madre Teresa è morta anche lei, e malati di AIDS da abbracciare scarseggiano – sia perché thanks God ce ne sono molti di meno, sia perché la pandemia impone di evitare gli abbracci – qualcosa tocca inventarsi. Oggi poi è venuta alla luce un’altra forma di omaggio nei confronti della principessa scomparsa, invero piuttosto bizzarra. Come riportato da vari media, un mese dopo la nascita di Archie, Meghan avrebbe fatto cancellare dal certificato di nascita del bambino (che qui vedete nella versione originale) i propri nomi di battesimo, Rachel Meghan, lasciando solo il titolo HRH The Duchess of Sussex, in ossequio a Diana, che sui certificati di nascita dei figli compariva soltanto come HRH The Princess of Wales.

L’impressione di Lady Violet è che il titolo di Duchi di Sussex sia ancora fondamentale per il loro business, almeno finché non si saranno costruiti una solida reputazione personale, e dunque ogni tanto vada ricordato. Un po’ come quelle signore appassionate sostenitrici del progresso femminile e della modernità, che però mantengono il cognome del marito ricco&famoso, ancorché divorziato. Ce ne sono ovunque, anche nel nostro Parlamento