Nella rete

La notizia si è diffusa a valanga nel pomeriggio e non stupisce visto che la materia è molto seria, il legame col mondo royal, che ha contribuito alla sua diffusione, francamente mi sembra l’ultimo dei problemi. Thomas Markle, ottantaduenne padre della Duchessa di Sussex, è stato arrestato in Florida per possesso di materiale pedopornografico.

A fermare l’uomo gli agenti FBI, trattandosi di un reato federale; si era già parlato dei ritrovamenti di materiale scioccante in varie aree del mondo elette da Markle a sua residenza, come le Filippine e il Messico, ma è in California che gli agenti hanno rinvenuto immagini tragicamente esplicite, che ritrarrebbero lo stesso arrestato.

Capisco he questo è il paese che da vent’anni chiacchiera di Garlasco, ma vorrei evitare di cadere nello stesso trabocchetto. Gli aspetti legali della vicenda mi sono al momento sconosciuti per cui non ne parlerò; manteniamo il sofà di Lady Violet un luogo per pochi, rispettosi commenti.

È certo, anche se i dettagli non sempre combaciano, che Meghan a un certo punto deve aver saputo qualcosa e ha giustamente reagito tagliando i rapporti col padre – se mai ne avesse avuti ancora – impedendo all’uomo di aver alcun contatto con i suoi figli. Non saprei dire se la vicenda abbia giocato un ruolo nel rientro della famiglia Sussex nel Regno Unito, ma non posso escluderlo. Se tutto ciò fosse confermato Meghan sarebbe a sua volta una vittima cui guardare con rispetto e cautela, perché una cosa del genere distruggerebbe chiunque. Spero che anche i giornali la trattino con delicatezza evitando i soliti attacchi, almeno fintanto che le responsabilità non siano chiarite. Quando la duchessa rinfacciava alla Royal Family di non averla protetta abbastanza, si sarà riferita solo alla stampa o anche a qualcosa di più complesso? Ovviamente non sono in grado di dirlo, ma già che ci siamo vorrei ribadire la mia posizione: se sicuramente la stampa è spesso stata aggressiva nei confronti dei Sussex, anche loro qualche pasticcio di troppo l’hanno combinato, rendendo le reciproche relazioni ingestibili.

Personalmente non sono una fan, ma il motivo per cui l’unione di Harry e Meghan mi ha sempre perplessa è proprio la famiglia di lei: ho pensato, e penso ancora, che due persone provenienti entrambe da famiglie disfunzionali non siano il miglior compagno l’uno per l’altra. Esattamente la ragione per cui, osservandolo dall’esterno, mi convince di più il matrimonio di William e Catherine, perché la solidità affettuosa dei Middleton può essere un utile sostegno anche per il genero (come probabilmente avvenuto durante la malattia di Catherine). Purtroppo i Markle si sono mostrati subito per quel che sono: mi riferisco non solo agli intrallazzi di Thomas con la stampa, che causò il rifiuto a farlo partecipare alle nozze, ma anche ad esempio la volgarità di certi tweet della figlia Samantha, sorellastra di Meghan.

Tutto ciò premesso, la vicenda può causare problemi alla Royal family? Mi verrebbe da dire che quanto a pedofili anche loro stanno già dando (con lo sciagurato Andrew, of course). Francamente allo stato delle cose direi di no, ma non posso non pensare alla preoccupazione di King Charles per i nipotini Archie e Lilibet. Brutta storia, bruttissima.

Compleanno? Non solo!

Compie oggi 21 anni questo ragazzone, Christian Valdemar Henri John, erede al trono di Danimarca, e le immagini scelte per festeggiarlo non potrebbero essere più formali.

Per la prima volta il principe indissa l’uniforme di gala delle Guardie Reali, con al collo la Croce di Gran Commendatore dell’Ordine del Dannebrog, appena ricevuto e concesso solo ai membri della Famiglia Reale che abbiano già ricevuto il titolo di Cavaliere dell’elefante.

Le uniformi danesi sembrano sempre uscire dalle illustrazioni di un libro di Andersen, e non si può non rimanere colpiti dalla quantità di medaglie che brillano sul petto del giovane principe, nonostante le sue ancora limitate esperienze militaresche.

Se Christian pensava di essere protagonista della giornata royal dobbiamo però deluderlo, perché la vera notizia di oggi riguarda Sussex.

Questa mattina Harry e Meghan si sono concessi il primo evento pubblico a sfondo benefico, motivazione che funziona sempre. Insieme hanno raggiunto Nottingham; lei tipicamente Meghan in stilosa mise monocolore, lui molto Harry tra sorrisi battute e stette di mano. Gran successo, selfie e bagno di folla; non pervenuto lo Sceriffo di Nottingham, e se è per quello neanche Robin Hood. La situazione si fa però interessante, e se qualcuno ha davvero pensato che i Sussex figliuoli prodighi rientrati in UK avrebbero tenuto un profilo basso probabilmente dovrà ricredersi a breve.

Royal chic shock e boh – Ricominciamo

Se mai avessi avuto qualche dubbio nel riprendere la nostra rubrica domenicale la Principessa di Galles ha provveduto a fugarlo presentandosi alla prima del film Digger con una mise che ha scatenato l’entusiasmo di Lady Violet, di molti dei suoi lettori, e di tutti i purple addicted.

(Ph: Getty Images for Warner Bros.)

Jenny Packham firma un abito in chiffon e seta vagamente ispirato ai pepli greci con una morbida arricciatura che definisce il corpino, è trattenuta in vita e scende a dare un bel movimento alla lunga gonna.Un modello sobrio, non esattarmente rivoluzionario, come piace a Catherine. Che punta – e vince – sul colore: una meravigliosa tonalita di viola che cambia sfumaura a seconda della luce. Raffinata la scelta degli accessori: clutch e scarpe in velluto bordeaux (tutto Jimmy Choo).

(Ph: Samir Hussein/Wireimage)

A coronare l’insieme un pezzo di storia: la collana in perle e ametista, con grande cuore centrale, che la regina Alexandra donò a Elizabeth Bowes Lyon – poi regina consorte, per noi tutti Queen Mother – per le sue nozze col principe Albert, Duca di York, nel 1923. Catherine è talmente bella che non c’è nulla da fare per Tom Cruise, con capelli cotonati freschi di colore e scarpe da flamenco. Scrivo chic ma penso sublime.

Per una principessa che si conferma, una si afferma. Alxandra von Hannover, ventisettenne figlia minore di Caroline de Monaco e del principe Ernst ha piazzato sui social un uno-due di tutto rispetto. Annuncia il matrimonio col bel fidanzato che le ha donato uno splendido diamante giallo, e poi appare con un abito giallo Givenchy, realizzato nel 1962 per nonna Grace, che lo indossò al ricevimento per le nozze tra Juan Carlos e Sofia di Grecia.

(Ph: Europa Press Historical/Getty Images)

Magari il colore non dona particolarmente all’incarnato chiaro di Alexandra, ma è un dettaglio; l’anatroccolo del Principato si è decisamente mutato in cigno, e lo dichiara omaggiando il cigno di Hollywood. Brava e chic.

(Ph: Frédéric Nebinger/Palace Prince)

La Princesse Charlène, zia di Alexandra, ha a sua volta carnagione e capelli molto chiari per cui il nero va usato con parsimonia. Al gala per la Fondazione di suo marito Albert II ha osato e secondo me ha fatto bene. Anche questo abito è una creazione di Jenny Packham, e trovo interessante il contrasto tra la semplicità del modello e la ricchezza della decorazione di cristalli, concentrata tra collo e spalle. Chic.

La Duchessa di Edimburgo mantiene costante il suo intenso impegno sociale, e mercoledì ha partecipato alla festa per gli 80 anni di Mencap, organizzazione che assicura sostegno a persone con difficoltà di apprendimento. Sophie ha riproposto un abito in seta a fiori crema e nero di Suzannah London già visto in altre occasioni, in mano una Mosaico Strathberry in pelle e rafia e a completare la mise espadrillas beige Penelope Chilvers. Posso dire basta con queti vestitoni? Vanno bene d’estate, che ormai è finita. È arrivato il momento di uno stile più urban. Boh.

(Ph: Getty Images)

Questa settimana le regine dei Belgi e dei Paesi Bassi hanno assistito all’assemblea generale dell’ONU. Mathilde ha scelto un abito color corallo già indossato in precedenza, del solito Natan con scarpine e pochette grigie Giorgio Armani. Ora, il riciclo va benissimo.

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(Ph: Abaca Press)

Ma a parte il fitting tutt’altro che perfetto, a parte il modello che non la valorizza, perché pescare da un armadio che immagino sterminao un abitino più adatto per l’ospite di una prima comunione nelle Fiandre che a un serioso consesso internazionale? Boh

Con lei Máxima che si sa, non delude mai.

(Ph: Instagram @dutch.royal.ladies)

Anche la sovrana olandese sceglie (in parte) Natan: che firma le scarpe con inserto in pvc e la camicia rosa cipria, illuminata dagli orecchini Rose de Noël di Van Cleef & Arpels. Poi arriva lei, la gonna. Rossa, midi, arricchita da pannelli asimmetrici, firmata Tory Burch. Adoro Máxima, il suo stile unico e la sua voglia di osare, ma non sempre tutti possono portare tutto. Shock

(Ph: Instagram @queenrania)

Concludiamo con un altra bellisima e stilosissima sovrana, Rania di Giordania. In visita a Praga col marito sfoggia il colore che sarà ovunque nei prossimi mesi, il rosso. Abito e cintura Carolina Herrera, borsa Horizon Givenchy, scarpe Christian Louboutin. Il rosso è assai di moda, il monocolore pure, il monocolore con un elemento a contrasto ancor di più, e le scarpe bianche, anche se so che molti allibiranno, sono un vero must, proposte da tutti gli stilisti .Eppure la mise non mi convince, c’è qualcosa che boh. Voi che ne pensate?

Diana e le altre, quando la favola diventa tragedia

Premessa: sto meditando sull’argomento royal del momento, il libro scritto da Charles Spencer sulla sorella Diana e le rivelazioni che ne stanno scaturendo. Me l’avete chiesto, non intendo sottrarmi ma devo riflettere per evitare le approssimazioni e le banalità che vado leggendo.

Oggi parliamo di una particolare categoria di regine, quelle incoronate dalle passerelle.

In principio furono le mannequin, flessuose fanciulle alte e sottili che in atelier o in passerella mostravano eleganti mise alle signore. Il modo in cui venivano chiamate identificava il loro ruolo e anche un po’ la percezione che se ne aveva: mannequin, manichini.

(Ph: Patrick Demarchelier per la copertina del centenario di Vogue, Aprile 1992)

Poi venne Gianni (Versace) che amava i bei vestiti indossati da donne belle e “vere”, alte e sottili sì ma non scheletriche, anzi meglio se dotate di belle forme. Non è un caso se fu lui a creare la Diana post Royal Family, arricchendo la bellezza e la classe della principessa di un gusto contemporaneo con quel tocco di glamour che mancava. A match made in Heaven, un incontro voluto dal cielo, e al cielo sarebbero tornati insieme, morendo a 47 giorni di distanza, come nessuno avrebbe immaginato mai.

(Ph: Tim Graham/Getty Images)

Per indossare la sua moda Versace si inventò le Supermodel, quelle che noi chiamavamo Top Model. Scelse le più belle, le più eleganti, le più sfrontate, le più istrioniche. Naomi, Claudia, Linda, Elle, Carla, Christy, Yasmeen, Helena, Karen, Tatiana, Kate; e naturalmente Stephanie e Cindy.

(Ph: Richard Avedon per Versace)

Stephanie Seymour nasce a San Diego nel 1968; bellissima, sofisticata, dolce e algida al tempo stesso. Prima della coppia calciatore-showgirl c’era quella supermodel-artista, meglio se maledetto. Stephanie ventunenne sposa il chitarrista Tommy Andrews, ha un figlio, divorzia e inizia una relazione con Axel Rose, frontman della band Guns ‘N Roses, che la lascia accusandola di averlo tradito. Stephanie mette la testa a posto e sposa Peter Brant, imprenditore e filantropo. Nascono tre figli ma nel 2021 la tragedia, il secondogenito Henry muore per un’overdose a 24 anni, pochi giorni prima di entrare in un rehab per disintossicarsi.

(Ph: Matt Baron/BEI/Shutterstock) Henry è il primo a sinistra

Cindy Crawford nasce in Illinois nel 1966; in passerella è più calda e comunicativa della collega e diventa famosissima per la bellezza raffinatamente aggressiva e il neo, meravigliosa imperfezione strategicamente piazzata vicino alle labbra. A 25 anni fa il colpaccio e sposa Richard Gere, addirittura più famoso di lei. Non è cosa, in quattro anni il matrimonio finisce. Cindy impalma il suo grande amore Rande Gerber, imprenditore pure lui, meno potente e paludato ma più giovane e belloccio di Peter Brant. Cindy e Rande hanno due figli, Presley e Kaia; entrambi fanno i modelli, ma solo lei ne fa una carriera. Ieri, 20 settembre, Presley muore nel rehab dov’era andato a curarsi la depressione condita da attacchi di panico e dipendenze.

(Ph: Getty Images)

Non so perché questa storia mi abbia tanto colpita, forse perché più invecchio meno posso sopportare la morte dei giovani. Qualunque giovane, qualunque morte, in qualunque parte della terra. La scomparsa in copia carbone di questi due ragazzi sembra volerci dire qualcosa che non riusciamo a capire fino in fondo ma che in fondo sappiamo già. Che la gloria passa e la vita resta, col suo carico di problemi e dolori. Che il danaro è un problema per chi non ce l’ha, ma non può risolvere tutto. Che la “perfezione” di certe situazioni che dal di fuori sembrano ideali ha un prezzo spesso pagato dai più fragili. O forse noi guardiamo vite privilegiate se non con la segreta speranza di poterle imitare almeno con l’idea che qualcosa di più di meglio – in termini di bellezza, glamour, denaro, vacanze in luoghi splendidi, frequentazioni che sembrano interessanti, più delle nostre – esiste, e dunque magari potrebbe, chissà, accadere anche a noi. E quando arriva la tragedia, l’empatia per il dolore e la consapevolezza dell’incosistenza dei sogni sono costrette a convivere.

«Noi siamo della stessa sostanza di cui son fatti i sogni e la nostra vita è circondata da un sonno»: William Shakespeare, La Tempesta

Le foto del giorno – Futuro e passato

Oggi ho scelto due fotografie che nella loro totale diversità raccontano della vita della morte.

Nella prima George di Galles si mostra pronto per entrare a Eton. Ciuffo ribelle domato, frac di ordinanza e il sorriso che si ha solo a quell’età, in precario equilibrio tra timidezza e sfrontatezza. Poco sappiamo di questo giovanotto che avrà comunque un ruolo nella storia, ma possiamo già dire che sembra aver ereditato la struttura longilinea di nonna Diana e appare dotato di una certa naturale eleganza che più che al padre o al nonno mi fa pensare al bisnonno
Philip. E speriamo che il passare degli anni gli regali l’elegante disinvoltura e il sense of humour, magari con qualche gaffe in meno.

(Ph: Det kongelige hoff)

La seconda chiude un cerchio e stringe il cuore. Sonja di Norvegia, in un lutto composto che si comprende dolorosissimo, dinnanzi alla bara del marito Harald, deceduto il 28 agosto, il cui funerale di stato sarà celebrato domani. La regina appare pietrificata, e confesso una certa ritrosia a intromettermi nel suo dolore, annullata dalla consapevolezza che in questo momento nulla possa toccarla.

(Ph: Takk for et godt liv)

Tra le corone che fanno compagnia alla salma del re c’è la sua, di fiori banchi. Sul nastro candido cinque parole: Takk for et godt liv, grazie per una vita meravigliosa.

Style Queens

Poche sovrane, o royal ladies in genere, hanno uno stile così efficace e riconoscibile come la Regina di Giordania. Sicuramente chic vestita all’occidentale ma secondo me ancora più charmante quando indossa capi ispirati alla tradizione del suo paese.

Oggi Rania compie 56 anni, e sceglie di mostrarsi nel ruolo di nonna. Una nonna giovane in jeans e tshirt bianca, circondata dalle quattro nipotine: Iman, figlia degli eredi al trono, con Amina e le gemelline Talia e Rania, le tre bimbe nate dal matrimonio tra la principessa Iman e Jameel Thyermiotis. Auguri a lei, che ha accolto con stile anche il nuovo ruolo (ma confesso che quel bel viso totalmente privo di segni dell’età mi turba un poco).

Non è riuscita a godersi i nipoti l’altra splendida royal lady celebrata oggi, non in vita ma in morte. Il 31 agosto 1997 Diana, nata figlia del conte Spencer, divenuta Altezza Reale e rimasta Principessa di Galles concludeva in una fiammata la sua incredibile esistenza.

L’anno prossimo segnerà il trentesimo anniversario e vedremo se ci saranno eventi particolari; quest’anno a far rumore non sono i figli William e Harry – rientrato in patria con la famiglia da pochi giorni – che immagino stiano onorando sobriamente la memoria della madre, ma il di lei fratello. L’ineffabile Charles che ha anche scritto un libro in uscita in Italia a settembre, edito da Mondadori, dal titolo Canto del cigno. Diana, mia sorella. Se ricordate il suo discorso al funerale di Diana sì, parliamo di lui. E se vi state chiedendo se si tratti della stessa persona che negò l’ospitalità alla sorella in Sudafrica, dove al tempo abitava, per non essere disturbato dai paparazzi la risposta è sì, sempre lui.

Per me, l’aspetto più interessante della vita di Diana è la sua trasformazione da anatroccolo teneramente goffo in splendido cigno, con la creazione di uno stile contemporaneo che ha segnato gli anni ’90 ma è ancora attuale.

Se volete fare un ripasso potete dare un’occhiata qui: Style file: Diana Principessa di Galles (prima parte) qui: Style file: Diana Principessa di Galles (seconda parte) e qui: Style file: Diana Principessa di Galles (terza parte).

Ci Harrypensato

Ma anche “Spare e riappare”. Sono i titoli che un geniale amico di Lady Violet e del suo sofà mi ha proposto per il post sulla notizia di oggi, partita come un sussurro e finita con la conferma ufficiale: i Duchi di Sussex tornano a vivere nel Regno Unito, almeno per un po’.

(Ph: Instagram @meghan)

Quanto po’ non è dato sapere, ma un periodo abbastanza lungo da aver deciso di iscrivere i pupi – Archie di 7 anni e Lilibet di cinque – a scuole britanniche. Scuole che inizieranno a settembre, per cui il rientro è previsto entro fine agosto; giusto in tempo per celebrare, lunedì 31, il ventinovesimo anniversario della scomparsa di Diana. Da soli, perché una delle poche certezze in questa storia è che i rapporti tra i fratelli restano pessimi.

Da ciò che si sa finora, i Sussex vivranno in una residenza non reale nei pressi di Londra, da privati cittadini; non è infatti previsto che tornino a essere dei working royal, almeno a breve.

E qui sorge l’unico vero dubbio che questa storia mi suscita. Harry ha sempre affermato di non rientrare volentieri in patria – e men che meno portarci la famiglia – non potendo più godere della protezione di Scotland Yard, persa quando ha rinunciato alle prerogative reali ma secondo lui dovuta comunque data la sua natura di figlio del sovrano. Superfluo specificare che la protezione sarebbe a carico dei contribuenti, e ora a queste cose si sta, giustamente, sempre più attenti. La protezione è stata ripristinata? Se ne è parlato durante il recente riservatissimo incontro dei Sussex coi sovrani? Oppure si è deciso per un servizio privato, pagato da Harry o gentilmente offerto da papà? Al momento non c’è risposta, ma certo una decisione doveva essere tata già presa da un po’, se è vera la voce che Charles III è stato avvertito del trasferimento solo domenica 16.

Penso che il re sarà felice di potersi godere i due nipotini più piccoli – e loro la sua compagnia – sempre sperando che la vera ragione non sia il desiderio di stare vicino al sovrano, magari più grave di quanto non sembri. Non lo penso e non voglio pensarlo. A questo proposito, le pagine social della Royal Family hanno pubblicato l’emotivo incontro tra la regina consorte e Dame Laura Lee, CEO di Maggie’s, organizzazione che si occupa dell’assistenza ai pazienti oncologici e alle loro famiglie. Camilla racconta di aver visitato un centro dell’organizzazione, di cui ha il patronage, nei giorni in cui il re aveva già ricevuto la sua diagnosi di cancro ma non era ancora stata resa pubblica. La regina ha raccontato come, dilaniata dalla notizia e dalla necessità di tenerla riservata, avesse ricevuto molto più conforto dalle ignare persone incontrate, di quanto non fosse riuscita darne. Il che dimostra come si possa svecchiare la monarchia e avvicinarla alla gente senza sminuirne il ruolo e senza ricorrere agli effetti speciali. Una cosa che Charles&Camilla stanno facendo molto bene.

Oh quante belle figlie

La principessa Eugenie di York e il marito Jack Brooksbank hanno appena rivelato il nome della loro bambina, nata due settimane fa a Lisbona.

(Ph: Instagram @princeesseugenie)

La piccola si chiama Adelaide Elizabeth Annina, tre nomi molto cari ai genitori. Se ci sono pochi dubbi su chi abbia ispirato il secondo nome, meno scontate sono le altre scelte. Adelaide potrebbe riferirsi alla moglie di King William IV, Adelaide Saxe-Meiningen; una donna notevole, celebrata dalla omonima città australiana.

(Ph: Instagram @princeesseugenie)

Annina potrebbe essere invece qualche signora portoghese vicina alla famiglia, dato che ormai i Brooksbank considerano il Portogallo casa quanto il Regno Unito.

Grande felicità anche in Giordania, dove i fiocchi rosa sono addirittura due. La figlia maggiore dei sovrani, la principessa Iman, il 14 ha dato alla luce due gemelline, che sono state chiamate Rania e Talia.

(Ph: Instagram @queenrania)

Le due piccole arricchiscono la famiglia di Iman e suo marito Jameel Alexander Termitos, già genitori di un’altra bambina, Amina. Finora alla corte hashemita sono nate solo femmine, dato che anche i principi ereditari hanno una bambina, Iman, che il 3 agosto ha compiuto due anni. Purtroppo al momento la corona giordana non può essere trasmessa per via femminile, nell’inutile attesa che le cose cambino il Re e Rania si godono le due nipotine, una delle quali si chiama come lei. Talia invece nella mitologia classica è una delle nove Muse, quella della commedia, non so perché la bimba abbia ricevuto quel nome, ma considerando le orini greche del padre non escluderei la scelta legata al mito, il che riempirebbe Lady Violet di tenera felicità.

Happy birthday super Princess

Compie oggi 76 anni questa ragazza qui, Anne Elizabeth Alice Louise Mountbatten-Windsor, The Princess Royal.

Nata il 15 agosto 1950 a Clarence House figlia della allora principessa Elizabeth e di suo marito Philip, Duke of Edinburgh, dai quali ha ereditato la tempra morale e anche quella fisica. Nell’ultimo paio di mesi l’abbiamo vista nei soliti impegni istituzionali che compie a centinaia ogni anno, in visita ufficiale in Thailandia e Corea del Sud e in full uniform a cavallo nella caldissima giornata in cui si è celebrato il Trooping th Colour. Ottenendo ancora una volta la massima ammirazione di Lady Violet, che al caldo perde la testa e la dignità. D’altro canto, se Anne divide il compleanno con Napoleone una ragione ci sarà.

Quale modo migliore per festeggiarla che conoscerla meglio? Qui trovate la prima parte del lungo post che le avevo dedicato: The Princess Royal dalla A alla Z (parte prima)

La seconda in arrivo prestissimo, e buon ferragosto!

Breaking News – È nata una bambina

Eugenie di York e il marito Jack Brooksbank annunciano la nascita della loro bambina.

La piccola, di cui non è noto il nome, è venuta al mondo alle 18.20 di ieri, 3 agosto, in un ospedale di Lisbona, in Portogallo, dove la famiglia vive gran parte dell’anno.

Madre e figlia stanno bene, la bambina al suo arrivo pesava poco meno di 3 chili.

Jack e Eugenie sono genitori di due maschietti: August, cinque anni, e Ernest, tre.

Fosse nata oggi, la bimba avrebbe avuto il compleanno in comune con l’amatissima Queen Mother e la leggermente meno popolare Duchessa di Sussex.

Festeggerà invece con Charlotte Casiraghi, fresca quarantenne, e con la piccola Iman, figlia degli eredi al trono di Giordania, che ieri ha compiuto due anni.

La piccola Brooksbank potrebbe ricevere presto qualche bel regalo, se è vero che non a Sarah ha ereditato ben 700 milioni di sterline da Paddy McNally, suo compagno prima dell’arrivo di Andrew. Male che vada, Granny le insegnerà a cadere sempre in piedi.