La foto del giorno – 18 aprile

Oggi è il Giovedì Santo, Maundy Thursday nel Regno Unito, e Sua Maestà – come ogni anno da quando è sul trono – ha preso parte alla cerimonia nota come Royal Maundy Service. maundy service 2019Il termine maundy viene dal latino mandatum (comandamento), ed è tratto del verso 13.34 del vangelo secondo Giovanni; è il capitolo della lavanda dei piedi al termine della quale Gesù saluta i discepoli dicendo loro: Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi. Un tempo il sovrano – come ancora oggi il Pontefice – lavava i piedi ad alcuni sudditi poveri, uso non più rispettato dall’epoca di Giacomo II. Resta invece la tradizione del Maundy Money, obolo donato dal monarca ad anziani che si sono distinti per servizi alla comunità e alla chiesa.

La regina ha reso questa cerimonia itinerante, celebrandola di anno in anno in tutto il paese.

Oggi si è tenuta nella St. George’s Chapel, dove un gruppo di pensionati ha ricevuto dalle regali mani due sacchetti: uno bianco contenente monetine d’argento da 4, 3, 2 e 1 penny, per la somma totale di 93 pences – cioè il numero di anni vissuti (finora) da Elizabeth II – e uno rosso con una moneta da 5 sterline coniata per il bicentenario della nascita di Queen Victoria, più una da 50 pence col ritratto di Sherlock Holmes (che invidia!).

Her Majesty risplendeva in una mise di una tonalità di giallo primula particolarmente primaverile, impreziosita dalla Australian Wattle Brooch – con diamanti bianchi e gialli – elegantemente appuntata a sottolineare la linea dello scollo. Altrettanto primaverile la nipote Eugenie che la accompagnava: deliziosa in Erdem, con un abito a fiori indossato a Ascot lo scorso anno, completato da un semplice pillbox blu. Caso ha voluto che i bouquet ricevuti dalle signore – composti da narcisi, primule, violacciocche, fresie, edere, rosmarino e timo – fossero perfettamente abbinati alle loro mise. E se vi state chiedendo perché hanno tutti in mano un bouquet, e non solo le due royal ladies, la risposta c’è anche se non è particolarmente romantica: si ricorda l’uso di distribuire in quantità fiori ed erbe aromatiche per contrastare l’odore non proprio soave proveniente da quelli cui – novelli discepoli – il sovrano lavava i piedi.

 

La foto del giorno – 10 aprile

Lunedì 8 Eugenie di York ha preso la parola nell’ambito della 19° Alliance against Trafficking in Persons Conference promossa a Vienna dall’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa). eugenie osceIl dramma del traffico di esseri umani è un ambito in cui la principessa si sta impegnando seriamente e ciò le fa onore, dato che è uno di quegli argomenti che molti di noi – io per prima – fanno finta di non vedere, di non sapere. Ho l’impressione, e non da oggi, che Eugenie stia facendo un buon lavoro in campo umanitario, con uno stile più fattivo che comunicativo, e questo dell’OSCE mi sembra un riconoscimento importante.

Passando a cose più leggere, la neo signora Brooksbank sta meravigliosamente bene, bellissimi i capelli di quel colore ramato che sta d’incanto sia con la pelle chiara sia con l’abito blu, che rimandano a quelli di mammà ma senza esagerare. Insomma, i Greci l’avrebbero detta καλή καί ἀγαθή, bella e brava.

A Royal Wedding Exhibition: Eugenie&Jack – la sposa!

Non vi nego che in qualche momento mi sono chiesta se valesse la pena arrivare fino a Windsor, sacrificando parte del brevissimo soggiorno londinese, solo per un vestito.

eugenie dress

(Ph. PA)

Sì, valeva proprio la pena.

Forse ciò che ho ammirato di più è il tessuto: seta jacquard realizzata in una manifattura comasca su disegno dei due stilisti, l’italoaustriaco Peter Pilotto e il belga-peruviano Christopher De Vos. Princess Eugenie Wedding outfitsSpero che dalle foto possiate apprezzarne l’originalità: una ghirlanda stilizzata con fiori e foglie scelti dalla sposa per il loro significato: c’è la rosa bianca di York, il cardo scozzese, il trifoglio d’Irlanda (in omaggio alle origine scozzesi e irlandesi della famiglia materna) e l’edera, che dà il nome alla nuova casa coniugale, l’Ivy Cottage all’interno di Kensington Palace. eugenie dress fabricL’abito davanti è piuttosto semplice, caratterizzato dall’ampio collo che scende sulle spalle a coprire l’attaccature delle maniche lunghe; vita tagliata e una piega rovesciata sul fianco (notate la precisione con cui la cucitura della piega prosegue per dare garbo al busto.

eugenie dress back

(Ph. PA)

La sobrietà del lato anteriore si trasforma in sontuosità sul retro, dalle spalle in giù. È qui che i due stilisti hanno concentrato i loro sforzi, partendo dallo scollo sulla schiena voluto dalla sposa per mostrare la cicatrice dell’intervento chirurgico fatto da bambina per ridurre la scoliosi. Dallo scollo partono due cuciture diagonali che disegnano il busto e creano il fiocco stilizzato – che ha il pregio di non gonfiarsi – da cui parte la ricchezza della gonna, ampia e lunga, a formare uno strascico importante abbastanza da sopperire alla mancanza del velo, ma comunque misurato. Vi confesso una cosa, pure avendo aguzzato la vista e cercato con attenzione, non sono riuscita a trovare cerniere, bottoni o aperture, per cui non saprei dirvi come Eugenie abbia potuto infilarlo. E questo è ciò che io intendo per haute couture.

eugenie dress shoes

(Ph. Alex Lentati)

Foderate con la stessa seta dell’abito le scarpe di Charlotte Olympia in cui la sposa ha infilato i suoi piedini che, come quelli della sorella, non sembrano essere proprio mignon.

E non è finita, perché in mostra c’è anche l’abito Zac Posen indossato da Eugenie per il party serale offerto dal padre a casa, il Royal Lodge a Windsor. eugenie dress zac posen 3Nessuna fotografia riesce a rendere la raffinatezza del colore di quello chiffon, il vero color cipria, magnifico. Uno stile vagamente medioevale, anche in questo caso ci sono le maniche lunghe e un profondo scollo sulla schiena, col tocco scenografico del mantello in chiffon impalpabile.

Qualche giorno fa lo stilista ha pubblicato uno scatto con la principessa, che forse può darvi l’idea dell’aspetto finale dell’abito. Il mantello è fermato sulle spalle dalle rose York ricamate che vedete sui fazzoletti di seta (uno dei quali esposto) il cui colore è quello che si avvicina di più alla tonalità dell’abito vista dal vivo.

Ora so cosa state aspettando, e l’attesa è finita perché sì, c’è anche la tiara, la prima sconosciuta, ora famosissima Emerald Kokoshnik Greville. Però ve lo dico, io la foto ve la posto, ma rende molto vagamente l’effetto del diadema, tempestato di diamanti, che lo accendono di luci.

emerald kokoshnik tiara

(Ph. Alex Lentati)

Favoloso lo smeraldo cabochon (d’altronde, 97 carati…) ma mi è piaciuto soprattutto come la sua opacità contrastasse col fulgore del resto. Il dettaglio vi dà un’idea migliore della lavorazione.

emerald kokoshnik tiara detail

(Ph. Flickriver)

Insomma, io sono assai soddisfatta e pronta per il prossimo royal wedding, magari quello di Bea. E voi?

A Royal Wedding Exhibition: Eugenie&Jack – tutto tranne la sposa

eugenie dress exhibitionDopo lungo e periglioso (ma non scomodo) cammino Lady Violet giunse finalmente nella sala della mostra, dominata da un’ampia teca di vetro contenente tutto ciò che ci si poteva aspettare, e anche qualcosa in più. Andiamo a cominciare con l’abito dello sposo, fondamentale accessorio di ogni matrimonio. jack&eu exhibitionMorning suit – l’abito che noi chiamiamo tight – molto ben tagliato dalle sapienti mani di Huntsman&Sons, storica sartoria di Savile Row che ha vestito gentlemen di ogni tipo, da Paul Newman a Manolo Blanhik, da Gregory Peck a Marc Jacobs. Un filo troppo lunghi i classici pantaloni grigio scuro, perfetta la giacca nera; non ho apprezzato troppo la profilatura dei revers – che evidentemente invece Jack deve amare, perché gliel’ho già vista in precedenti occasioni (Jack, ma tu l’hai mai visto Uncle Charles con una giacca come la tua? E ti sei mai chiesto il perché? Ecco, la prossima volta fatti la domanda e datti la risposta). Panciotto piuttosto accollato, blu con profilo bianco (pure qua!); capisco che il colore sia stato scelto in armonia con l’interno della chiesa, il cui pavimento era ricoperto da una guida blu (come  anche il tessuto che ricopre i sedili lignei del coro, dove prende posto la Royal Family), ma la palette nero-grigio-blu non mi convince affatto. Insomma, Jack è promosso per simpatia, ma non si adagi sugli allori.

Deliziosi paggetti e damigelle, vestiti dal brand londinese Amaia Kids. Per i due maschietti, il principino George e Louis de Givenchy, pantaloni lunghi di velluto royal blue e camicia bianca con profili blu; per le bambine – Charlotte, le tre nipotine della principessa Anne Savannah, Isla e Mia, Lady Maud Windsor e Theodora Williams, figlia di Robbie – abitino bianco con maniche al gomito con spacchetto e piccola ruche, uguale a quella che chiude il collo.

Per tutti in vita una fascia la cui stampa riprende l’opera Here dell’artista americano Mark Bradford. Belli. Finalmente bambini vestiti da bambini eleganti con un tocco moderno, e non mascherati da marinaretti/soldatini/Colombine&Brighella. Per la cronaca, gli abiti esposti sono quelli di Louis e Theodora, gli unici due estranei alla Royal Family.

Se il fratello di Jack, Thomas, è stato il suo best man – ruolo di supporto allo sposo che comprende una serie di incombenze e responsabilità ed è quindi assai più complesso di quello del nostro testimone – la sorella della sposa, Beatrice, era la sua maid of honor. Ammettiamo che durante la cerimonia il suo impegno peculiare ci sia sfuggito, avrà organizzato l’addio al nubilato? Tenuto un breve discorso con brindisi durante il ricevimento nuziale? Comunque sia andata, in mostra c’è anche la sua mise. 

Restando fedele al colore-guida del matrimonio, il blu, Beatrice ha scelto Ralph&Russo. La maison inglese in grande ascesa – fondata dagli australiani Tamara Ralph e Michael Russo, di cui si era parlato per gli abiti nuziali di entrambe le ultime spose reali – l’ha  vestita con un completo composto da giacchina con scollo a barca asimmetrico e danzante gonna a spicchi. Per la principessa, che spesso osa abiti di grande tendenza che non la valorizzano, una delle mise migliori di sempre. Vi sorprenderà sapere che il bandeau che le fermava i capelli mi ha un lasciato perplessa perché la seta viola del nodo era in una tonalità un po’ stridente col resto. Però la spilla a forma di ape, dono per i suoi trent’anni, mi ha entusiasmata; scommettete che ne parleremo ancora? Esposte anche le scarpe indossate da Bea, le Empire pumps firmate sempre da Ralph&Russo, in una bellissima tonalità di grigio-lilla. princess-beatrice-shoes-1Ma accidenti che piedino la ragazza, porterà il 42!

(Ph. PA)

Se vi siete persi la giornata di Lady Violet a Windsor la trovate qui Travel in style part two

 

 

 

La foto del giorno – 23 marzo

Oggi è il compleanno della principessa Eugenie-Mrs. Brooksbank, che compie 29 anni. Due giorni fa la fanciulla, con babbo Andrew e marito Jack al suo primo impegno da royal-parente, ha visitato il Royal National Orthopaedic Hospital, di cui è appena diventata patronessa. Duke of York visits the Royal National Orthopaedic HospitalÈ questo l’ospedale dove a dodici anni fu operata per una grave scoliosi, e scommetto che ricordate tutti la lunga cicatrice sulla schiena orgogliosamente messa in risalto dallo splendido abito da sposa. Forte della sua esperienza Eugenie ha saputo trovare le parole giuste per dare forza ai pazienti ricoverati, soprattutto i più piccoli, e alla fine c’è stata anche una sorpresa: ha incontrato una delle infermiere che si prese cura di lei bambina, e le due si sono salutate con grande affetto. Guardandola, vedendo come entra in relazione con le persone, confesso di aver pensato che se la Royal Family avesse proprio bisogno della boccata d’aria fresca evocata tutte le volte che in famiglia entra qualche nuovo elemento, non ha bisogno di cercare lontano. Poi magari sul look bambolina – abitino di tweed color crema, scarpette da Minnie e cerchietto in testa a (dis)ordinare i capelli – si può lavorare, ma in fondo è o non è una caratteristica delle reali per nascita quella di non azzeccare sempre la mise? Her Majesty a parte, of course.

Anyway, happy birthday!

La foto del giorno

Ricordate l’abito che Eugenie indossò la sera del suo matrimonio, per il ricevimento nel Royal Lodge a Windsor, residenza di suo padre il Duca di York? Quell’abito di seta color beige rosato, per la cui creazione lo stilista Zac Posen ha dichiarato di essersi ispirato alle rose inglesi? Quello di cui esiste una sola foto frontale, per cui ci siamo a lungo chiesti come fosse davvero il modello, visto a tutto tondo? Ebbene, stiamo per scoprirlo! eugenie evening dressDa oggi e fino al 22 aprile al castello di Windsor sono esposti gli abiti nuziali di Eugenie e Jack, compresa la favolosa Greville Emerald Kokoshnik Tiara (e ci speravo) ma anche il famoso abito da sera; questa è una sorpresa, non me l’aspettavo e ne sono deliziata. Dunque, nel breve giro di quattro settimane io vedrò tutto, e voi saprete tutto in tempo reale! Non siete felici?

Abiti, dicevamo?

Non facciamo in tempo a parlare di abiti che ecco da Londra arrivare un’interessante notizia. Vi ricordate l’abito da sposa di Eugenie di York, che tanto c’era piaciuto?eugenie wedding bouquetDomanda retorica, certo che ve lo ricordate. Bene, questa meraviglia – insieme col tight dello sposo – sarà in mostra al castello di Windsor nei prossimi mesi di marzo e aprile. E chi andrà per voi a vederlo per poi raccontarvi tutto? Altra domanda retorica.

Nel frattempo, per rinfrescarvi la memoria, ecco il post dedicato a Eugenie splendida sposa: Royal Wedding! La Sposa

Se poi, Brexit permettendo, state pensando di fare un salto in Albione e non vi dispiacerebbe una gita fuori porta al castello, qui trovate tutte le informazioni: https://www.rct.uk

2018 A Royal Year – 12 mesi in 12 foto

OTTOBRE. Eugenie sposa Jack

eu jack boys&girls

(Ph. Alex Bramall)

È vero, i Duchi di Sussex annunciano l’arrivo di un erede in primavera, ma ottobre è tutto per Eugenie e il suo bel matrimonio.

Ovvero come passare da brutto anatroccolo a splendido cigno in tre semplici mosse:
1) Trova l’amore
2) Scegli un abito bellissimo
3) Chiedi a nonna quella certa tiara con gli smeraldi, che starebbero così bene coi tuoi occhi.

E siccome Lady Violet ha trattato l’argomento in lungo e in largo, ecco tutti i link, argomento per argomento (sono tanti!)

Royal Wedding! La Sposa

Royal Wedding! La Tiara

Royal Wedding! Lo Sposo

Royal Wedding! Il Corteo Della Sposa

Royal Wedding! Genitori e Nonni

Royal Wedding! Zie E Cugine

Royal Wedding! Le Foto Ufficiali

I fiori di Eugenie

Royal Wedding! Il Gran Finale

Chic Shock e Boh Royal Wedding Edition

Christmas at Sandringham

Esaurita la fase famiglia-cibo-tombola (ehi, ma questo è un terno!) parliamo finalmente dell’evento clou del royal Christmas: la messa di Natale a Sandringham. E lo facciamo partendo dal vertice.

Her Majesty xmas 2018 the queen Con rispettoso dispiacere, devo dire che Sua Maestà ha ricevuto parecchie critiche per la mise indossata ieri: troppo chiaro e ‘primaverile’ il grigio del cappotto, bizzarra la posizione dei bottoni, poco elegante la bordura fuxia, pasticciato pure il cappello (tutto Angela Kelly). Diciamocelo tra noi, non è la sua versione più convincente, ma io la amo sempre, pure col cappello alla D’Artagnan con piuma svolazzante.

La Duchessa di Cambridge xmas 2018 catherinePerfetta per l’occasione: bella la tonalità di rosso del cappotto (Catherine Walker) bellissimo soprattutto l’abbinamento con gli accessori in una nuance più scura (le scarpe sono Gianvito Rossi e la clutch Mulberry; i guanti non saprei, ma sono perfetti). Il copricapo (questo è il modello Halo di Jane Taylor) è sulla scia di altri indossati quest’anno, e trovo che le doni molto. Un look vagamente anni ’40 molto femminile; le calze però sono brutte assai.

Catherine aveva già indossato questo cappotto, ma in verde, in altre occasioni; l’ultima l’undici novembre scorso alla commemorazione per la fine della Prima Guerra Mondiale, anche in questo caso abbinato a un copricapo simile. (Poi vi prego di notare il Principe di Galles con classico supercollaudato cappotto di cammello da cui fa capolino una pochette. Chic è dire poco).

La Duchessa di Sussex xmas 2018 meghan Vestita Victoria Beckam dai piedi al collo, nella palette blu/nero che le è cara. L’abito sembra bello, una scelta interessante in gravidanza; il cappotto è un modello classico che abbiamo tutte nell’armadio, anche il cappellino (Awon Golding) per colore e forma è simile a molti altri già indossati. In compenso la borsa è molto originale, e orrenda. Insomma, senza infamia e senza lode; mi sembra che lei si ostini ad essere fedele allo stile urban chic tipico delle metropoli americane, che nella campagna inglese è un po’ fuori tema. P.S. il cappotto di Harry grida vendetta.

Eugenie di York xmas 2018 eugenie L’altra sposa dell’anno indossa un cappotto rosso con dettagli neri (Andrew GN), che è divertente ma non le dona particolarmente. Ni le scarpe, troppo leggere, no le calze;  sarebbero state meglio opache nere con scarpe invernali, o direttamente degli stivali; interessante la fascia/turbante (Emily London), che si poteva mettere un filo meglio. Detto questo, confesso che a me Eugenie piace sempre di più, la vedo forte e consapevole, decisa nelle sue scelte e sicura di sé. Probabilmente non sarà mai come le cugine acquisite, e perché dovrebbe? Va bene così. E poi parliamoci chiaro: il suo abito da sposa passerà alla storia, altri francamente non credo.

I Wessex (e la Princess Royal) xmas 2018 wessex-anne Bello il cappello di velluto di Sophie, con un meraviglioso tocco vintage (Jane Taylor), ma il cappotto firmato Suzannah no dai. A parte che il modello a vestaglia ingoffa (quasi) tutte, quel colore azzurro cielo è un po’ tanto. Promosse calze e scarpe. Louise parte bene dall’alto – una scelta sorprendente quel baschetto maculato, Jane Taulor pure lui – ma peggiora scendendo: cappotto insomma, molto chiaro, calze no, ancora più chiare, scarpe per carità. Louise tieni duro, che l’età ingrata passa presto. All’estremo destro la Princess Royal in uno dei suoi migliori look: intendiamoci, quel turchesone è un colore che detesto, però il cappotto coi revers più chiari è bello, il cappello modello Borsalino le sta d’incanto, ed è perfettamente abbinato (e non era cosa facile). Ma un cappotto, un giaccone, un piumino a James glielo vogliamo mettere? Sta gelando!

Beatrice di York e Autumn Phillips xmas 2018 autumn bea Ragazze andate a cambiarvi e facciamo finta di niente. La bella Autumn con un cappotto di rara bruttezza, più corto davanti e più lungo dietro (ma perché?), con fodera maculata, non sia mai che fosse troppo chic, modello tonaca con l’aggravante del polso con similfiocco. Brutta la borsa, sbagliate le calze (pure lei), non male il cappello, ma non basta a salvarla dal disastro; per me la peggiore. Bea cara, riporta il cappotto dove l’hai preso e fatti dare la tua taglia. E tieni presenti che col cappello fedora l’effetto fungo è sempre in agguato (entrambi i cappotti sono Claire Mischevani).

I Phillips xmas 2018 phillips Non contenta Autumn ha voluto infierire pure sulle sue bambine e le ha vestite da orfanelle, con due cappottoni in crescenza (le bambine degli anni ’50 e ’60 ancora tremano al ricordo di quei capi comprati di due taglie più grandi perché durassero più di una stagione). E poi guarda che ti hanno imbrogliata: a Savannah – la bambina a destra – il cappotto va già corto, le vanno lunghe solo le maniche. Così risparmiate sui guanti.

Zara Tindall xmas 2018 zaraBel cappello (Sarah Cant) sul viso simpatico, forse un po’ piccolo, interessante l’abbinamento viola fluo/blu col cappotto Hugo Boss che avvolge bene le forme post maternità. Mica sono tutte Catherine, col vitino da vespa dopo tre figli!

Qui li vedete in azione

 

I fiori di Eugenie

Immagino che stiate pensando ma che, ancora? Però ai fiori di Eugenie avevamo appena accennato, e invece sono uscite delle immagini che tenevo a farvi vedere. Innanzi tutto il bouquet; lo abbiamo già esaminato, ma forse vi interesserà sapere che fine ha fatto. Lanciato alle fanciulle da marito, sperando che lo acchiappasse la sorella Beatrice? No, Bea si deve attrezzare diversamente, Eugenie ha seguito la tradizione della famiglia e il suo bouquet è stato deposto sulla tomba del Milite Ignoto all’ingresso di Westminster Abbey. eu bouquet La prima a compiere questo gesto fu la Regina Madre il giorno del suo matrimonio, il 26 aprile 1923; al termine della cerimonia in cui aveva sposato il Duca di York, percorrendo la navata per lasciare la chiesa si fermò dinnanzi all’Unknown Soldier cui donò il proprio bouquet, per ricordare e onorare i caduti nella Grande Guerra tra cui suo fratello Fergus. Da allora è tradizione per le royal brides ripetere il gesto, lo ha fatto Eugenie qualche giorno fa come pure Meghan in maggio.

Ora, archiviata la parte ufficiale, non siete curiosi di sapere qualcosa di più di ciò che è stato precluso alla vista di noi comuni mortali? Ecco correre in nostro aiuto nientepopodimenoche HRH The Duke of York, commosso e orgoglioso padre della sposa, che ha diffuso alcune foto dei favolosi addobbi floreali, realizzati da una bella squadra di fioristi utilizzando foliage proveniente dal parco di Windsor e fiori da fonti sostenibili, in accordo con la scelta eco-friendly degli sposi.

Il centrotavola eu flowers 1 È probabilmente la composizione meno originale, ma di sicuro quella più facilmente riproducibile. Foglie e fiori secchi, bacche e bellissime rose, che fanno la differenza. E il piano riflettente fa il resto. Come la vedreste sulla vostra tavola?

La composizione grande eu flowers 6 Se avete un tavolo che di solito non usate, o tenete lì come deposito di ninnoli (leggi: tutte quelle bomboniere che non si buttano perché sono d’argento, ma che non hanno alcuna ragione di esistere) potreste pensare a qualcosa del genere, meglio ancora se abitate in campagna e avete la possibilità di reperire il necessario senza svenarvi: rami in quantità, sistemati in apparente disordine, punteggiati qua è là da rose. Se poi il disordine non è apparente ma reale, meglio.

Il vaso mediceo (1) eu flowers 5 Vi svelo un segreto: per questa composizione ci vuole un vaso mediceo sennò non è la stessa cosa. Se il vaso è alto come un giocatore di basket, tipo questo, aiuterebbe avere soffitti di almeno otto metri e finestre in scala, altrimenti l’effetto rischia di essere un filino eccessivo.

Il vaso mediceo (2) eu flowers 2 Se il vostro vaso oltre all’altezza ha pure un adeguato basamento inutile negarlo, ci vorrebbe una galleria stile Quirinale; se in casa la cosa più simile a una galleria è il corridoio, direi di evitare. Però questa massa di fiori autunnali ma non troppo ha l’abbondanza quasi carnale delle nature del morte del ‘600, una meraviglia.

L’ingresso con panoplieeu flowers 3 Sarà per l’addobbo in cui prevalgono foglie e fiori secchi, sarà per il marmo della statua in fondo, sarà per il gioco di luci o le armi alle pareti il tutto ha un aspetto un po’ funereo, io più che casa così ci addobberei la cappella di famiglia. Amen.

La scelta di Lady Violet eu flowers 4 Lo so, non serve a niente, ma non è forse questa la sublime funzione della bellezza? Non avere funzione ma essere stessa la funzione? E pensate la tristezza di questa table habillée che mostra perfino – orrore! – la cucitura centrale. E invece il supremo piacere di godersi questa massa di foglie e fiori – freschi e secchi – adagiata mollemente come una dea che riposa, coi rami che sfuggono in apparente anarchia, e le castagne che rotolano dolcemente? Io ho scelto!