Le foto del giorno – Sorelle, cugine, cognate

Con la Regina e il Principe Consorte sempre in quarantena volontaria a causa dell’età (nel Regno Unito la situazione sanitaria si sta facendo di nuovo seria) per fortuna le nipoti della coppia, dirette o acquisite, forniscono abbastanza materiale per le chiacchiere sul sofà di Lady Violet. La quale in questi giorni desidererebbe assai un viaggetto in Albione, prima meta Windsor Castle dove da giovedì 24 fino al 22 novembre sarà esposto l’abito da sposa di Beatrice. Senza la Fringe Tiara di nonna, ma con le scarpette firmate Valentino.

Seguendo la classica tradizione della Royal Family, anche per i signori Mapelli Mozzi è stata creata una piccola linea di oggetti commemorativi.

La classica mug, un portapillole, la tovaglietta da tè, e poi una confezione di shortbread (gli squisiti biscottini al burro scozzesi,) un sacchetto di tartufi alla fragola, una decorazione natalizia che riproduce la rosa bianca di York e una il cardo scozzese, il cui legame con gli sposi francamente mi sfugge (in fondo il link al royal collection shop, dove potrete vedere tutto e volendo anche acquistare).

Deliziosa la decorazione della mug: oltre a data e luogo inseriti in un ovale dorato, ci sono le iniziali degli sposi all’interno di una ghirlanda di fiori: rose, mughetti, il cardo di Scozia, trattenuti dalla rosa di York. E se sopra la B di Beatrice c’è ovviamente una corona, la E di Edoardo è coronata da un’ape, che non è il simbolo della sua casata ma il nomignolo della moglie.

Anche la sorella minore di Beatrice, Eugenie, ha destato l’attenzione dei royal watchers quando qualche giorno fa è stata fotografata per le strade di Nottingh Hill con un’amica. Ora tutti si chiedono se le forme arrotondate sotto l’abito a fiori siano l’indizio dell’arrivo di un bebè. Nel caso, Lady Violet vota femmina, ma pensa che comunque sarà un gran giorno quando le giovani donne potranno mettere su qualche chilo senza che si pensi automaticamente a una gravidanza. Materia di una delle tre domande (quando ti laurei? quando ti sposi? quando fai un bambino?) da non fare. Mai.

Chi bambini ne ha già, come la cugina acquisita Catherine, è in questo periodo particolarmente impegnata, sia coi suoi sia con quelli altrui. Se la settimana scorsa è stata fotografata col piccolo Louis a passeggio lungo il Tamigi per mostrare al pupo le barche, ieri ha incontrato a Battersea Park genitori e figli di varie associazioni, per uno scambio di opinioni ed esperienze in questi tempi di covid.

Tshirt bianca (il Nadalia top di Ralph Lauren), pantaloni low cost Marks&Spencer e un paio di candide Superga, la duchessa ha al collo una catenina d’oro con tre piccoli ciondoli, su ciascuno dei quali è incisa una lettera, l’iniziale del nome dei figli G,C, L. Semplice e chic.

Sicuramente meno semplice ma altrettanto chic la cognata Meghan, che dalle rive del Pacifico è apparsa insieme al marito durante lo speciale televisivo Time100 che celebra le cento personalità più influenti dell’anno. Ciò di cui si parla dopo questa apparizione non è però la sua mise – camicia in seta cioccolato Victoria Beckham, pantaloni neri, décolletées Manolo e bracciale Cartier – ma il fatto che durante il loro intervento i Duchi di Sussex abbiano preso decisamente posizione sulle prossime presidenziali, contro Trump e a favore di Biden. Un comportamento che ha fatto storcere il naso a molti sudditi di Sua Maestà, avvezzi alla tradizionale neutralità della Royal Family. Dato che Lady Violet è nella mailing list del Partito Democratico USA, sarete tempestivamente avvisati se arriveranno inviti al voto da parte loro.

https://www.royalcollectionshop.co.uk/chinaware/collection/princess-beatrice-and-mr-edoardo-mapelli-mozzi-royal-wedding.html

Le foto del giorno – An Italian honeymoon

Chi sperava che gli sposi Beatrice e Edo passassero qualche giorno della loro giustamente segreta luna di miele in Italia è stato accontentato: uno scoop mondiale del settimanale Chi oggi in edicola ce li mostra a mollo nell’azzurro mare d’agosto.

I signori Mapelli Mozzi hanno trascorso quattro giorni sulla costiera, alloggiando al Santa Caterina di Amalfi, hotel di charme leggendario. Con loro anche il piccolo Wolfie, il pupo quattenne che Edo ha avuto da una precedente relazione, che al matrimonio paterno ha avuto l’importante ruolo di best man.

Se siete in zona e sperate di incontrarli non vi affrettate: sono già ripartiti per una destinazione sconosciuta. Forse di nuovo il sud della Francia, dove la luna di miele era iniziata, forse qualche meta esotica. Di sicuro resta il loro amore per l’Italia; ricorderete che l’anno scorso Edo chiese in moglie Bea durante una vacanza a Positano, e le foto per annunciare il fidanzamento furono scattate dalla di lei sorella, Eugenie, a Roma dov’erano tutti per il matrimonio di Misha Nonoo.

Bea & Bea spose d’estate

Hanno lo stesso nome, hanno più o meno la stessa età, festeggiano entrambe il compleanno in agosto, e entrambe hanno scelto di andare all’altare in piena estate.

La prima, Beatrice di York, è diventata Mrs Mapelli Mozzi da appena due settimane, e qualche giorno fa è stata avvistata col neomarito a zonzo nel sud della Francia a bordo di una piccola auto stipata di valigie, una giovane coppia innamorata come tante. Non ci sono fotografie, per fortuna, ma quella ancora inedita usata per i ringraziamenti ha attratto l’attenzione perché nascosto dietro lo sposo e padre si intravvede il piccolo Wolfie, calzoncini azzurri al ginocchio e camicia chiara. Anche in questo apprezzabile sobrietà nei confronti di un piccino che si troverà comunque sotto i riflettori; senza fretta, si spera.

L’altra Beatrice, Borromeo Taverna Arese, è da poco testimonial di Buccellati, collaborazione partita ovviamente un po’ sottotono causa pandemia. Un’immagine tutto sommato speculare a quella di Kitty Spencer testimonial di Bulgari, simbolo del glamour internazionale, mentre la Borromeo incarna meglio tradizione e raffinatezza dell’artigianato artistico (signore rassegnamoci, le grandi maison di gioielleria del nostro Paese puntano su bionde ed eteree fanciulle).

Questa Beatrice qui oggi festeggia i cinque di matrimonio con Pierre Casiraghi, allietati da due bambini – Stefano e Francesco, nomi de famille – biondi e bellissimi come i genitori. Contrariamente alla sua omonima britannica però, le sue nozze furono tutto tranne che low profile: una settimana di festeggiamenti tra le due cerimonie: il 25 luglio le nozze civili a Monaco nel Palais princier chez lo zio di lui, il 1 agosto quelle religiose alle Isole Borromee, proprietà della famiglia di lei. Pronti per un ripasso? A Royal Calendar – 1 agosto 2015

Le parole di un royal wedding

Archiviamo il matrimonio dei signori Mapelli Mozzi con qualche altra foto che forse non avete visto, una piccola riflessione e un ringraziamento. Partiamo proprio da questo, Lady Violet vi ringrazia dal profondo del cuore: siete stati tantissimi!

È stato un royal wedding totalmente diverso da quelli cui abbiamo assistito negli ultimi anni e che – guai paterni a parte – in fondo ci aspettavamo anche in questa occasione. Magari un po’ più piccolo, magari meno trionfale. E invece no. Beatrice – che, diciamocelo, è sempre stata considerata la più sfigata dei cugini – si è inventata qualcosa di totalmente nuovo, riuscendo così a dribblare con grande classe una serie di difficoltà che rischiavano di respingerla nel ruolo di eterno anatroccolo sempre in attesa di diventare cigno. Io ne sono rimasta deliziata, e oggi raccontando il tutto a un’anziana signora non avvezza a navigare i mari del web ho usato quattro parole.

La prima è, ovviamente, sorpresa. Per la comparsa della pandemia che ha costretto al rinvio, per la data infine scelta – veramente a sorpresa, sembra che non lo sapessero nemmeno all’interno della Royal Family – per il tono riservato, per l’abito della sposa, per la sua tiara. E lo vogliamo dire? Sorpresa piacevolissima nel vedere nonno Philip in perfetta forma – alla faccia delle voci che lo vogliono defunto una volta al mese – dritto come un fuso e con quell’aria sorniona che lo rende irresistibile da settant’anni abbondanti. Che ci ha voluto a sua volta riservare una sorpresa: non si è messo il tight, ma un semplice completo scuro, con una bella cravatta regimental. Io me lo immagino, come mio padre davanti allo smoking: no eh, stavolta non me lo metto! Sorpresa anche per la spilla scelta da Her Majesty: a forma di rosa con diamanti, di cui poco si sa: è stata vista solo dopo il 2012, e potrebbe dunque essere un dono ricevuto in occasione del Diamond Jubilee. Oltre alla sorpresa il mistero!

La seconda parola non può che essere famiglia. Beatrice ed Edo si sono sposati nella chiesetta vicino casa, dove lei e sua sorella ricevettero la Cresima quindici anni fa e la sua bisnonna fu vegliata prima dei funerali di stato (il rito è stato officiato da Martin Poll, cappellano di Windsor, assistito da Paul Wright, sub-diacono della Chapel Royal). Tutto alla presenza della sola famiglia: il padre ha accompagnato la sposa all’altare – i due si sono preparati trascorrendo insieme una parte di quarantena – dove l’aspettava lo sposo assistito dal suo best man, il figlio Wolfie di quattro anni. Le due madri hanno letto due poesie scelte dagli sposi: il sonetto 116 di Shakespeare e I carry you in my heart by E.E. Cummings (oltre alla Prima Lettera ai Corinzi, 13, 1-13; è il brano sulla carità, gettonatissimo nei matrimoni). Poi un piccolo rinfresco nel giardino della casa di famiglia, il Royal Lodge, seguito in serata da un altro piccolo ricevimento per pochissimi amici. Insomma, se è vero che la famiglia è di solito un elemento centrale in ogni matrimonio, in questo ha avuto una funzione fondamentale che potremmo riassumere così: il padre ha creato un (enorme) problema, la nonna l’ha risolto. Regalando alla nipote, privata di un royal wedding tradizionale, il matrimonio più regale, facendo per lei cose mai fatte per nessun’altra: le ha prestato la sua tiara nuziale, e uno dei suoi abiti di gala.

La terza parola: eleganza. Alla fine Beatrice era elegante? Secondo me moltissimo, perché ha interpretato il concetto nel modo più sottile: non essere alla moda, ma essere unica. Poi siamo d’accordo che il modello dell’abito rendeva di più nella versione originale, che le maniche a palloncino c’entravano poco o niente e che abbinate alla scollatura quadrata evocavano pericolosamente il dirndl tirolese. E capisco che un’interpretazione ortodossa della tiara fringe avrebbe richiesto i capelli raccolti in un’acconciatura comme il faut, ma secondo me ciò ha trasferito l’attenzione dall’abito alla sposa, dal significante al significato. Cosa assai elegante e direi quasi rivoluzionaria, dato che la società occidentale contemporanea tende a deviare l’attenzione dalle persone alle cose; un modo che forse solo la pandemia ha iniziato a mettere globalmente in discussione. Ma poi l’eleganza del riciclo! La nostra Bea, oltre a tutto il resto, ha riciclato pure le scarpe, indossando quelle di Valentino che completavano la mise delle nozze dei cugini Cambridge. Molto chic, color champagne in una pelle lavorata con effetto diamanté. Furba, oltre che elegante, dato che così ha evitato anche uno dei drammi più angosciosi per ogni sposa: scarpe nuove da tenere ai piedi una giornata intera. A questo punto sorge un dubbio: sappiamo cosa Beatrice avesse di vecchio e di prestato, immaginiamo che come si fa di solito qualcosa di blu, magari un fiocchetto, fosse cucito all’interno dell’abito. Ma di nuovo, alla fine, cosa indossava? Forse il velo, sul quale invero non si ha alcuna informazione. Estremamente elegante anche il tema scelto, che sembra sia stato il giardino segreto, incarnazione perfetta di un matrimonio se non proprio segreto, sicuramente riservato. Se poi avessero eseguito anche brani da Il matrimonio segreto di Cimarosa avremmo raggiunto davvero la perfezione!

L’ultima parola è simbolo. Le nozze sono un rito di passaggio, dunque un momento fortemente simbolico. La regalità lo è altrettanto, e a me sembra che questo royal wedding sia riuscito a fare una sintesi molto efficace tra i due sistemi simbolici. Su un giornale britannico ho letto un commento che condivido assai: si può interpretare questo matrimonio come la dimostrazione dell’essenza della regalità, che non è ostentazione, lusso, glamour, ma atemporalità, rigore, rispetto per la tradizione e capacità, attraverso questa, di guidare un cambiamento. E naturalmente rispetto delle regole: oltre al distanziamento, sappiamo che durante il rito non sono stati cantati gli inni, parte integrante della liturgia anglicana, e al loro posto eseguite delle musiche, e così l’inno nazionale è stato suonato ma non cantato. Naturalmente anche Beatrice ha replicato uno dei gesti di più alto valore simbolico ripetuto da tutte le royal brides a partire dalla Queen Mother nel 1923, e il suo bouquet è stato deposto sulla tomba del Milite Ignoto, a Westmister Abbey.

God save the Queen, e pure le sue nipoti.

Se vi foste persi il post sulla mise della sposa lo trovate qui Here comes the bride!

(Ph. Benjamin Wheeler)

Here comes the bride!

Parliamo finalmente del nostro argomento preferito: la mise della sposa.

La tiara è la Queen Mary’s Fringe, che la nonna della Regina si fece realizzare nel 1919 dal gioielliere Garrard by E. Wolff&Co. usando dei diamanti provenienti da un altra diadema/collier, dono ricevuto da Queen Victoria per le nozze e indossato quel giorno, il 6 luglio 1893.

Il modello a raggiera, detto fringe cioè “a frange” divenne molto popolare nella seconda metà dell’Ottocento, quando la Russia, la sua cultura e il suo stile esotico divennero di gran moda. Il fringe deriva infatti dal kokoshnik, tipico copricapo femminile russo, e divenne popolarissimo presso le corti di tutta Europa, talmente apprezzato che spesso in famiglia se trova più di un esemplare. Questa tiara infatti è spesso confusa con quella appartenuta alla Regina Consorte Adelaide e indossata anche da Queen Victoria, che ora viene utilizzata esclusivamente come collana. Ma Sua Maestà ne ha ancora un’altra, di linea più compatta e priva delle punte che separano gli elementi, appartenuta alla bisnonna regina Alexandra, sorella della zarina Maria Feodorovna.

Una delle ragioni della grande popolarità del modello sta anche della facilità con cui può passare dalla versione tiara a quella collier; poi certo bisogna maneggiare con cura, perché accadde proprio all’allora Princess Elizabeth di andare all’altare con la struttura della tiara spaccata a metà e risaldata in tutta fretta. Anche la royal bride dell’anno scorso, Lady Gabriella Windsor, ha fermato il suo velo con una fringe, la Kent City of London, dono di nozze alla nonna Marina (anche lei all’altare con una fringe, prestito della madre russa), così come Tatiana Santo Domingo per il matrimonio religioso con Andrea Casiraghi a Gstaad, nel 2014. Anche in quel caso matrimonio in forma privata, sposa in fringe.

Prima di Beatrice e dopo Her Majesty solo un’altra royal bride è andata all’altare con la Queen Mary’s Fringe tiara: la Princess Royal, Anne, il 14 novembre 1973, quando sposò Mark Phillips.

L’abito era forse l’elemento più atteso, ed è stato sicuramente il vero coup de théâtre. Smontando ogni speculazione, smentendo ogni previsione, Beatrice ha sposato Edoardo con un vestito appartenuto alla nonna.

Opera di Norman Hartnell, che oltre ad aver creato il White Wardrobe per la Queen Mother quando era Queen Consort, oltre all’abito dell’incoronazione per Her Majesty, realizzò anche gli abiti da sposa per entrambe le figlie di George VI, Elizabeth nel 1947 e Margaret nel 1960. Proprio agli anni ’60 risale quello indossato da Beatrice, in Peau De Soie avorio con scollatura quadrata sottolineata da una fascia di cristalli. Il busto e i fianchi sono delineati da altri cristalli disposti in lunghe file che terminano con un elemento a forma di diamante, da cui si aprono le pieghe della gonna.

La Regina ha indossato l’abito per la State Opening of the Parliament nel 1966 (o 1967) dopo averlo sfoggiato alla prima di Lawrence d’Arabia, il 10 dicembre 1962.

Sembra però che questa mise abbia debuttato in Italia, il 4 maggio 1961 durante la visita di stato; un omaggio all’origine dello sposo? Mi piace pensare di sì.

Mi è tornato in mente di aver visto l’abito dal vivo esposto a Buckingham Palace. Non nella celebre mostra Fashioning a Reign del 2016 che celebrava i 90 anni della sovrana, ma nella Dress for the occasion, allestita nel 2006 per i reali 80. Vestito bello, non bellissimo, nello stile dell’ultimo Hartnell, alla ricerca di un equilibrio tra la pomposità regale e le linee pulite degli anni ’60.

L’abito originale è stato rimodellato per Beatrice: aggiunte delle piccole maniche d’organza, tolte le sottogonne e aggiunta all’orlo una fascia orizzontale.

E qui cascò l’asino, perché il restyling è opera dei fidati stilisti di Sua Maestà, Angela Kelly e Stuart Parvin, e quest’ultimo è il creatore dell’abito da sposa di Zara Phillips, che presentava lo stesso incomprensibile orlo. Ma è una fissazione!

Cosa pensa Lady Violet del vestito? Punto primo: le maniche. Erano necessarie, perché nessuna sposa reale, soprattutto se principessa di sangue, si presenterebbe in chiesa sbracciata; non si fa e basta, Enzo Miccio se ne faccia una ragione. Solo che il modello nasce con due bretelle cui è difficile agganciare alcunché. La scelta dell’organza mi sembra assolutamente corretta vista la pesantezza del tessuto del vestito, ma francamente avrei preferito una manica più aderente e magari lunga fino a sfiorare il gomito, che tutto sommato avrebbe evocato la verticalità della decorazione.

Della fascia (non è una balza, che è pieghettata o arricciata) abbiamo già detto, escludo che sia servita ad allungare l’abito dato che Beatrice è poco più alta della nonna – se ci fate caso, la decorazione arriva grosso modo alla stessa altezza del fianco per entrambe – oltre al fatto che togliendo le sottogonne l’abito diventa ovviamente più lungo (e dato che neanche lo sposo è altissimo tendo a escludere che Beatrice abbia usato tacchi vertiginosi). In sintesi: se l’abito fosse stato creato proprio per questo matrimonio non l’avrei apprezzato, anche perché una decorazione di cristalli così importante per un matrimonio in campagna, per di più di mattina (e in piena estate) non è la scelta più adatta. Ma ciò che rende le nozze di Beatrice uniche e speciali è questo mix straordinario e inedito di regalità contrapposta a una familiare intimità, per cui alla fine mi piace tutto: sia l’abito riciclato (che è pure una scelta assai ecologica!), sia la tiara portata sui capelli selvaggiamente sciolti, sia il delicato bouquet di fiori – composto da rose color porcellana e rosa antico, come i fiori di pisello odoroso, gelsomino e il rametto di mirto tradizione di tutte le royal brides inglesi – tenuto insieme dal più rustico dei materiali, la juta.

Questo matrimonio è davvero one of a kind: nulla ha in comune con gli altri royal wedding – né di serie A né di serie B – e neanche con i classici country wedding tipicamente inglesi, che tanto amiamo quando li leggiamo nei libri di Jane Austen o li vediamo al cinema (in film spesso tratti dai libri di Jane Austen).

È il primo royal wedding eclettico a memoria d’uomo. Anzi, di Lady.

Se volete saperne di più su Norman Hartnell leggete questo post A Royal Calendar – 12 giugno 1901

(Ph. Benjamin Wheeler)

Friday 17th

Premessa: il venerdì diciassette è infausto solo per noi: in generale, i paesi di cultura greco-latina attribuiscono caratteristiche negative al 17, ma il binomio venerdì-17 è considerato iettatorio solo in Italia. Nei paesi anglosassoni invece a essere guardato con sospetto è il 13, peggio ancora se è anche venerdì. E anche né di venere né di marte è una tradizione mediterranea; anzi, in qualche paese del nord Europa il venerdì – giorno di Venere e della sua controparte norrena Freya – è considerato il giorno romantico per eccellenza.

Dunque non stupitevi se Beatrice ed Edo hanno scelto proprio oggi per unirsi in matrimonio; anche la data scelta in prima battuta, il 29 maggio, era venerdì, così come il 12 ottobre 2018, giorno delle nozze della di lei sorella Eugenie con Jack Brooksbank: e pure il 29 aprile 2011 in cui si sposarono i Duchi di Cambridge era venerdì (nonché il 14 maggio 2004, wedding day dei Principi Ereditari di Danimarca, Frederik e Mary).

Dunque questa mattina alle 11.00 Beatrice di York e Edoardo Mapelli Mozzi si sono giurati amore eterno sotto le volte dell’intima Royal Chapel of All Saints, nei pressi del Royal Lodge, residenza degli York. La piccola chiesa è particolarmente cara alla Royal Family: qui la Regina viene spesso quando è a Windsor, qui Beatrice e Eugenie furono cresimate nel 2005, qui fu vegliata la salma della Queen Mother prima dei solenni funerali a Westminster Abbey, nel 2002.

Dettagli del matrimonio sinora ce ne sono pochi, si parla di una ventina di ospiti: oltre alla sovrana e al marito, ovviamente saranno stati presenti genitori, sorella e cognato di lei. Edoardo ha sicuramente voluto con sé un invitato speciale: il figlio Christopher, detto Woolfie, di quattro anni. Considerando la partecipazione del padre dello sposo, Alex Mapelli Mozzi, della madre Nikki Shale, magari accompagnata dall’attuale marito David Williams-Ellis, siamo già a dieci. Ignoriamo se e quali altri membri della Royal Family abbiano partecipato, probabilmente ne sapremo di più quando saranno pubblicate le fotografie; domani, secondo l’ufficio stampa della Regina.

Al momento ci sono solo alcuni scatti ‘rubati’ ai nonni che arrivano nella loro automobile, ed è un piacere vedere il gagliardissimo novantanovenne Philip. Ufficialmente la scelta di tardare nel diffondere le immagini è motivata dal desiderio di non oscurare un’altra straordinaria cerimonia che si è svolta a Windsor dopo il matrimonio: l’investitura a cavaliere del centenario Capitano Tom Moore, eroe di guerra che durante la pandemia ha promosso una raccolta fondi a favore del NHS – il servizio sanitario nazionale – raggiungendo l’astronomica cifra di 33 milioni di sterline.

Abbiamo così l’occasione di sbirciare la mise di Her Majesty: pardessous color acquamarina – un modello nuovo, vedrete domani! – con cappello en pendant, su cui spiccano alcune rosa dal cipria al magenta, e abito stampato coordinato. A me è sembrata particolarmente elegante.

Il royal wedding però alla fine ha messo in secondo piano il compleanno della Duchessa di Cornovaglia. Oggi Camilla compie settantatré anni, ma immaginiamo che con la sua saggezza non si sarà offesa.

Ah, lei è nata proprio di venerdì 17!

Breaking News!

Beatrice di York è appena diventata la signora Mapelli Mozzi! Lei e il fidanzato Edoardo si sono sposati oggi in una cerimonia riservatissima nella piccola All Saints Chapel a Windsor, alla presenza dei nonni e dei familiari ristretti, rispettando le regole del distanziamento attualmente in vigore.

Più tardi ne parleremo diffusamente, stay tuned!

La foto del giorno – Quarantene

Come sta andando il royal lockdown nel Regno Unito? Her Majesty The Queen si è ritirata a Windsor, dove rimarrà a tempo indeterminato in compagnia del marito Duca di Edimburgo – con uno staff ridotto al minimo sindacale – ma non si fa mancare la cavalcata quotidiana nel grande parco del castello. Il Principe di Galles e consorte sono ancora in Scozia, nella residenza di Birkhall; molto attivi sul web, rispettano rigorosamente il lockdown non solo a causa del pregresso contagio di lui, ma anche perché entrambi sono in una fascia d’età a rischio. I Cambridge sono coi pargoli ad Anmer Hall, la casa di campagna del Norfolk, i Sussex in California con pupo e suocera. The Princess Royal nella sua residenza di Gatcombe Park nel Gloucestershire, col marito; con lei dovrebbero essere la figlia Zara con marito e figlie, mentre mancano notizie dell’altro figlio, il neoseparato Peter Phillips. Anche i Wessex sono nella residenza abituale – Bagshot Park, nel Surrey – con i figli adolescenti Louise e James. E gli York? Andrew è nella residenza abituale nella tenuta di Windsor Castle, il Royal Lodge. Con lui la figlia minore Eugenie e il marito Jack – attivissimi nel volontariato in questa fase di emergenza – e non sorprendentemente c’è anche la ex moglie Sarah. 20200521_211243La quale, forte dell’esperienza da scrittrice per l’infanzia, ha deciso di deliziare i piccoli sudditi della suocera con la narrazione di storie e favole. Location ideale delle sue bucoliche performance il giardino del Lodge dove Sarah appare, col consueto sprezzo del ridicolo, coronata di fiori come un’attempata Primavera botticelliana. Intervistata in proposito, si è detta comprensibilmente assai dispiaciuta dal rinvio delle nozze della primogenita Beatrice, svelando un piccolo mistero. Si riteneva che gli sposi promessi Bea e Edo, che non si vedono dall’inizio della pandemia, fossero chiusi insieme nel piccolo appartamento che lei occupa a St. James’s Palace, invece Fergie ha rivelato che la coppia sta passando la quarantena nella casa di campagna della madre di lui, Nikki Shale, amica di vecchia data degli York. E probabilmente preparativi per le nozze continuano.

Da questa parte della Manica Lady Violet è lieta di annunciare il proprio rientro a casa, dopo essere rimasta bloccata per due mesi e mezzo in Abruzzo. A causa di una connessione limitata, anche il blog ha potuto essere aggiornato con minore frequenza, ma ora siamo finalmente pronti a ripartire, stay tuned!

See you soon

Alla fine la notizia che ci spettavamo è arrivata: niente nozze il 29 maggio per Beatrice di York e Edoardo Mapelli Mozzi. beatrice-york-edoardo-mapelli-mozziNon c’è stato comunicato ufficiale, ma fonti vicine alla coppia hanno confermato il rinvio della cerimonia.

Per ora non si parla di nuove date, ma sicuramente passata l’emergenza un bel royal wedding sarebbe il modo migliore per girare pagina e ricominciare. Insomma, il matrimonio di Bea rischia di assumere un valore simbolico, quasi come quello della nonna che nel 1947 chiuse la parentesi tragica della guerra e aprendo a una nuova speranza.

Dunque per ora riponete il cappello. Anzi no, in fondo è il modo più elegante di mimetizzzare la ricrescita.