Royal chic shock e boh

Versione mini della nostra rubrica domenicale – visto che intanto siamo arrivati a martedì – interamente dedicata a mise già viste nei post della scorsa settimana, che qualcuno di voi ha già amato o criticato.

La Reina Letizia

Martedì 12 ottobre la Spagna ha celebrato la Fiesta Nacional, e la sovrana ha destato un certo scalpore tra la stampa spagnola tradendo il fido Felipe Varela, che l’aveva vestita – a volte addobbata – nel corso dei anni per la cerimonia. Quest’anno la scelta è caduta su un’altra stilista, naturalmente spagnola: María Barragán, che ha infilato la silhouette sottile della Reina in un wrap dress di jersey azzurro chiaro troppo accollato, troppo casual per l’occasione, con le maniche tirate su come se Letizia si accingesse a lavare i piatti. Non mi dispiace l’abbinamento con gli accessori marroni, ma in generale non mi convince.

Capisco che visti i tempi la Reina si è data un po’ il ruolo di vestale del rigore e della sobrietà, ma se poi sul vestitino semplice semplice ci piazzi quel paio di favolosi orecchini Bulgari, diamanti e due grandi gocce di acqua marina, il desiderio di sobrietà è un po’ meno evidente, diciamo. Che vi devo dire? Boh.

La Duchessa di Cambridge

La presenza delle due prime signore del Regno Unito all’apertura della nuova sessione del Senedd, il Parlamento gallese (Agoriad Swyddogol y Chweched Senedd), ha calamitato l’attenzione della stampa internazionale quando è stato rivelato che la Regina, parlando con la nuora e Elin Jones, Llywydd (cioè presidente) dell’assemblea, riguardo all’emergenza climatica ha lamentato le tante parole e i pochi fatti di molti capi di stato. Noi nel nostro piccolo ne avevamo già parlato, constatando il paio di scivoloni in cui è incorsa Camilla. Che oltre al fondotinta steso con troppa abbondanza e poca cura, sfoggia a une mise rossa che ha destato qualche perplessità. Non per il cappotto di Fiona Clare, secondo me bello – con quelle venature che gli danno forma e carattere – in un punto di rosso bellissimo, probabile omaggio al drago scarlatto che campeggia sulla bandiera gallese.

Il cappello però un po’ perplime. È fatto su misura, nello stesso identico rosso del cappotto, è firmato da Philip Treacy, che non ha bisogno di presentazioni, però la foggia a berretto non è quella che le dona di più; a lei secondo me stanno meglio i modelli più importanti, anche se in questo caso sarebbe stato davvero too much. Inoltre i capelli, che pettina allo stesso modo da sempre, aggiungono confusione e disordine. E la mascherina che pende dall’orecchio no, dai. Meriterebbe lo shock, ma le diamo un boh d’incoraggianento.

I Duchi di Cambridge

La settimana si è chiusa con un bel gala, dedicato alla prima edizione dell’Earthshot Prize, creato da William per promuovere progetti nella lotta al cambiamento climatico (La foto del giorno – Earthshot Prize 2021). Urge un disclaimer: sul green carpet (ideona! Enzo Miccio si precipiterà a copiarla) i duchi hanno seguito alla lettera alla lettera il mantra sustainability, dunque sono arrivati a bordo di un’auto elettrica, hanno richiesto che tutti i presenti evitassero di prendere l’aereo solo per l’evento, e naturalmente hanno indossato abiti riciclati. Conseguenza immediata, lo schierarsi in campo di diverse squadre: il #teamkate, il #teamwilliam, il #teamentrambi, il #teamnessunodeidue. Catherine ha deciso che se riciclo ha da essere allora sia, e ha tirato fuori dall’armadio un abito indossato dieci anni e tre figli fa. Classico Alexander McQueen da quando il geniale è irriverente fondatore é mancato: di tutto un po’. Chiffon lilla, gonna a pelo, corposa cintura dorata né alta né bassa, che contrasta con la leggerezza del tessuto, corpetto con manichina accennata, un po’ bon ton un po’ Fonzie. Più abbondante capello sciolto e atteggiamento easy. Come avrebbe detto mia madre, nell’insieme fa figura, anche se i dettagli non sempre convincono, in generale però la preferisco quando indossa capi più morbidi, che con la sua figura alta e sottile le stanno d’incanto. William sembra aver inaugurato uno stile che chiamerei bald&bold. Per lui giacca di velluto verde scuro su pantaloni e pullover dolcevita nero. L’avrà scelto al posto della camicia per non consumare energia facendola stirare? A me non dispiace, ma volendo fare l’alternativo avrei evitato le scarpe di vernice. Lady Violet con quale team si schiera? Il #teamboh.

La foto del giorno – Earthshot Prize 2021

Facciamo così, rimandiamo a domani la rubrica Royal chic shock e boh così parliamo anche di questa mise di Catherine, che sono certa moltissimi di voi apprezzeranno, ormai vi conosco!

La foto però ve la posto subito, così ve la godete da questa sera. Ecco i Duchi di Cambridge appena arrivati alla serata dedicata all’Earthshot Prize. Lanciato nell’ottobre dello scorso anno dal Principe William, è un concorso per premiare le soluzioni più innovative per combattere e contrastare i cambiamenti climatici. Questa sera nel corso della manifestazione saranno annunciati i cinque vincitori, voi intanto apprezzate il futuro Re in giacca di velluto verde, en pendant col green carpet e la luce, anch’essa green, che ieri ha illuminato Buckingham Palace in onore dell’iniziativa.

Royal chic shock e boh

It’s never too late! Rubrica domenicale prevista eccezionalmente per il lunedì – in modalità elettorale, diciamo – rinviata al martedì causa crack dei sistemi informatici di mezzo mondo compreso il nostro, e infine pubblicata di mercoledì. Questa volta interamente dedicata alla Royal Family, che per tutta la settimana ha offerto spunti ottimi e abbondanti.

Martedì 5 Ottobre

La Duchessa di Cambridge in visita all’University College London compie un capolavoro di riciclo. Per incontrare i ricercatori impegnati in un progetto di studio sullo sviluppo infantile fino ai cinque anni Catherine ha tirato fuori dall’armadio un abito Zara già indossato a gennaio del 2020. Stampa pied-de-poule collo chiuso da un fiocco, leggero il giusto, sobrio il giustissimo: lo stile bon chic bon genre funziona sempre. Avrei messo scarpe di un altro colore, ma vi dirò, queste pump grigie Hugo Boss aggiungono un tocco di spietato rigore che non mi dispiace affatto. Chic.

Sabato 2 Ottobre

Prima di rientrare a Windsor al termine del periodo di riposo trascorso a Balmoral, Sua Maestà ha inaugurato i lavori del Parlamento di Edimburgo, accompagnata di Duchi di Rothesay, titolo che spetta a Charles&Camilla quando sono in Scozia. Per la prima volta dalla scomparsa del marito, durante il suo discorso la Regina ha ricordato commossa i tempi felici trascorsi con l’adorato Philip nelle Highlands, da entrambi tanto amate. Solitamente Lady Violet si astiene dal commentare l’abbigliamento della sovrana, che ormai appartiene all’empireo della regalità, ma in questo caso non si può fare a meno di notare la bellezza della sua mise: il cappotto (Stewart Parvin) e il cappello coordinato (Rachel Trevor Morgan) sono realizzati in una tonalità di verde bottiglia con una punta di blu non solo splendida, ma anche assai moderna; al confronto il classico tweed verde di Camilla sembra smorto, quasi opaco. Sulla spalla sinistra brilla l’originale Queen Mary’s Diamond Thistle Brooch, le cui linee stilizzate evocano il cardo scozzese. Royal chic.

Spilla con i cardi di Scozia, in versione più classica, anche per la duchessa, che indossa un cappottino di tweed con dettagli tartan. Camilla spesso indossa il tartan nelle Highlands, ed è una scelta che mi piace molto; in questo caso però è appena accennato, tanto da risultare didascalico, un esercizio di stile con poca convinzione. Né sono convinta dalla lunghezza dell’orlo del cappotto, né da quelle maniche bianche che sbucano dal polsino, né men che meno dal basco pennuto. Boh.

Mercoledì 29 Settembre

Viaggio lampo a Derry-Londonderry, in Irlanda del Nord, dei Duchi di Cambridge, reduci dal trionfo della sera precedente (sì, stiamo per parlarne). Catherine, di ottimo umore, sfoggia – oltre a un invidiabile coraggio nel maneggiare tarantole, che ha fatto inorridire certe amiche aracnofobiche di Lady Violet – un completo pantaloni di Emilia Wickstead.

Adoro il colore (non ve l’aspettava eh?) e mi piace la giacca, ma non i pantaloni. Che trasformano la falcata sportiva della duchessa in camminata alla John Wayne, e a dirla tutta fanno pure un po’ di borsa al ginocchio. Banalotto l’abbinamento con dolcevita e accessori blu. Boh.

Martedì 28 Settembre

Ricevute da un Daniel Craig in tuxedo fuxia, alla sua sesta e ultima performance nei panni della spia più famosa del mondo, le due coppie che nei prossimi decenni regneranno (senza mai governare) sulla terra d’Albione hanno riportato un po’ di quel glamour scintillante – non privo di un certo humour – cui abbiamo dovuto rinunciare per parecchi mesi. E non si può dire che non si siano messi d’impegno!

La Duchessa di Cornovaglia ha deciso che fosse il caso di omaggiare un celebre personaggio cinematografico vestendosi da Elsa di Frozen: manca il treccione biondo ma c’è l’abito azzurro ghiaccio cosparso di cristalli, creazione di Bruce Oldfield. Contrariamente al solito, nemmeno il fitting è impeccabile – guardate come scende la spalla destra – e anche la splendida spilla di diamanti si perde un po’, almeno nelle fotografie. Peccato perché è un pezzo notevole anche se meno conosciuto tra i gioielli dello scrigno reale: la Princess Marie Louise’s Diamond Sunburst Brooch, appartenuta a Marie Louise, figlia di Helen e nipote di Queen Victoria, che dal matimonio infelice, poi annullato, con Aribert di Anhalt non aveva avuto figli. La spilla è favolosa, purtroppo non basta. Shock.

E poi c’è lei, la Duchessa di Cambridge, una dea vestita d’oro come come la più bella delle Bond girl. Trovo la scelta di Catherine geniale, l’idea è fantastica, l’equilibrio tra glam(our) e hum(our) perfetto, mi piacciono gli orecchini-patacca smaccatamente falsi, i capelli impalcati (e forse neanche ha mai sentito parlare di Moira Orfei, maestra del genere), l’espressione scanzonata che sembra voglia dire non ve lo aspettavate, vero? Un po’ meno mi piacciono le sopracciglia disegnate, così scure e marcate. E l’abito? Ecco l’abito a me non piace troppo.

Disegnato da Jenny Packham – sembra proprio con in mente i film di Bond – ha qualcosa che mi sembra poco armonico: le spalle troppo appuntite, le braccia scoperte troppo in alto, vanificando la funzione del capedress, il tessuto molto leggero, un po’ tanto carta stagnola. Diciamo che per farne un capolavoro ci sarebbe voluta la mano più sicura di Valentino, o l’estro rivoluzionario di Saint Laurent. Però in fondo è un investimento, andrebbe benissimo anche per la prima di altri film, tipo Cleopatra o magari La Regina di Ninive. Nè chic né shock né boh ma wow!

Va bene che less is more, ma mica sempre!

La foto del giorno – C+C

Serata di gran gala e tappeti rossi oggi alla Royal Albert Hall per la prima di No time to die, venticinquesimo film di James Bond.

Pubblico delle grandi(ssime) occasioni e mise da urlo, a partire dall’abito che trasforma la Duchessa di Cambridge in una Bond girl, direttamente da Goldfinger. Ne parleremo, e vi dò già appuntamento per la nostra rubrica domenicale. Per stasera vi propongo una sola foto, che mi ha fatto venire gli occhi a cuoricino (e mille grazie all’amica che me l’ha segnalata).

Il futuro Re, e la Regina Consorte che verrà dopo di lui, ma anche semplicemente suocero e nuora legati da un affetto vero. Quando William si sposò, suo padre dichiarò che Catherine era la figlia che non aveva avuto, pur avendola tanto desiderata. Ed entrando nella Royal Family la commoner Miss Middleton sembra essersi portata dietro quell’equilibrio e quella ricerca dell’armonia familiare che sono la vera forza della sua famiglia d’origine.

Le foto del giorno – Happy bday & congrats

Oggi è giorno di compleanni reali: Letizia, regina di Spagna e dell’understatement compie 49 anni nella più totale sobrietà e nella totale assenza di immagini, come da tradizione. Daniel, consorte di Victoria futura regina di Svezia, ne compie uno meno della Reina, e la Casa reale lo festeggia con uno scatto un po’ casual e un po’ no, in cui la tenuta informale del giovanotto – jeans cardigan e camicia buttondown a scacchi – si scontra con gli occhiali alla Clark Kent e la capigliatura pietrificata che, diciamolo, abbiamo imparato ad amare. Foto che troverete in fondo al post, perché l’aperura se la merita tutta il Duca di Sussex, che oggi festeggia veramente col botto i 37 anni: lui e la sua gentile signora sono stati inseriti da TIME nella lista delle 100 persone più influenti del 2021.

(Ph: Pari Dukovic for TIME)

La coppia, raccontata dallo chef spagnolo José Andrés, è stata inserita poiché dà voce a chi non ne ha che in fondo è ciò che fanno quelli attivi nel volontariato e nella solidarietà, ma evidentemente loro lo fanno meglio, e sicuramente lo raccontano meglio. Si interessano di persone che non conoscono, assicura Andrés, e magari anche di qualcuno che conoscono, visto che la sua organizzazione benefica World Central Kitchen è molto amata dai Sussex, e supportata finanziariamente dalla loro fondazione Archewell. Molto interessante l’iconografia dell’immagine, che gioca sul contrasto bianco/nero, un po’ il loro marchio di fabbrica; lei è davanti a lui – che quasi si aggrappa alla sua spalla – e sfoggia al polso sinistro un orologio e un bracciale, entrambi Cartier, che penso proprio essere quelli che furono di Diana.

In altri due scatti di carattere più autunnale (sempre di Pari Dukovic per TIME) il duca indossa un completo dall’insolito verde oliva, come il pullover e il soprabito della duchessa, che sceglie pantaloni grigio scuro. A questo punto non vi resta che andare a informarvi meglio sul sito di TIME https://time.com/collection/100-most-influential-people-2021/6096108/prince-harry-meghan/

Tornando da questa parte dell’Atlantico, come annunciato, oggi la Duchessa di Cambridge è tornata al lavoro, visitando la base RAF Brize Norton in Oxfordshire, dove ha incontrato i militari protagonisti della drammatica evacuazione dall’Afghanistan.

(Ph: Getty Images)

Con la linea snella di sempre, che sembrerebbe smentire le voci di una quarta gravidanza, Catherine si è affidata a noti brand di street fashion per essere semplice ed elegante: pantaloni Jigsaw (brand per cui a lavorato qualche mese, onde poter essere presentata ai sudditi come working girl) e blazer Reiss London nella stessa identica nuance della mini bag Tusting. Con i capelli allungati e un po’ eretici che abbiamo tutte alla fine delle vacanze.

Last but not least auguri a Daniel, e vedremo se l’anno prossimo per il mezzo secolo anche Letizia si concederà ai nostri avidi occhi.

(Ph. Kungl. Hovstaterna)

Aggiornamenti

In molti si sono chiesti – e hanno chiesto a Lady Violet – se Catherine fosse presente al matrimonio francese del fratello James, e nel caso, se fosse accompagnata dalla famiglia. La risposta è sì a entrambe le domande, ma poiché non ci sono fotografie originali dobbiamo accontentarci di una di repertorio.

Il MailOnline ha rivelato in esclusiva la notizia: i Duchi di Cambridge sabato scorso hanno partecipato al lieto evento familiare, e hanno portato con sé i tre figli. Secondo il sito d’informazione la cerimonia è stata celebrata nel bellissimo Château Léoube, di proprietà del magnate Anthony Bamford, boss della multinazionale JCB, e di sua moglie Carole., che qui produce un vino rosé di buona reputazione.

Trattandosi di un’esclusiva mi fermo qui invitandovi a informarvi direttamente alla fonte seguendo questo link https://www.dailymail.co.uk/news/article-9989101/James-Middleton-fiancee-Alizee-Thevenet-held-secret-wedding-party-luxury-chateau-Provence.html.

Molti di voi hanno anche notato una prolungata assenza dalla scena pubblica della Duchessa di Cambridge, vista l’ultima volta lo scorso 11 luglio, in occasione della doppia finale, quella del torneo di Wimbledon e quella degli Europei di calcio a Wembley. Hanno iniziato a girare voci (non mancano mai!) di una quarta gravidanza, e perfino di qualcosa di serio. La verità sembra essere la più semplice: una lunga vacanza in famiglia; in ogni caso domani, mercoledì 15, dovremmo vedere Catherine a RAF Brize Norton in Oxfordshire,la maggiore base della Royal Air Force, dove incontrerà molti protagonisti delle recenti operazioni in Afghanistan, e certamente ogni dubbio sarà fugato.

Fra quattro mesi la duchessa compirà 40 anni, e il suo compleanno segnerà l’inizio di una serie di importanti anniversari: gli incredibili 70 anni di regno di Her Majesty, i 40 anni del marito William (e di Madeleine di Svezia), i 50 di Mary di Danimarca e Letizia di Spagna, e ancora i 25 anni dalla morte di Diana, e i 40 da quella di Grace di Monaco, scomparsa proprio oggi nel 1982.

Last but not least, una piccola nota sul sofà di Lady Violet. Come forse avrete notato ho avuto molti problemi con le notifiche dei vostri commenti: cercherò di recuperarli e rispondere, o almeno di pubblicarli; per cui vi chiedo scusa. Finalmente sono tornata alla base e le cose dovrebbero riprendere al meglio, c’è tanto di cui chiacchierare!

Le foto del giorno – La vispa Charlotte

La vispa Carlotta
avea fra l’erbetta
dal volo interrotta
gentil farfalletta,

e tutta giuliva,
stringendola viva,
gridava a distesa:
“L’ho presa! L’ho presa!”.

Ma a lei supplicando
l’afflitta gridò:
“Vivendo, volando
che male ti fo’?

Tu sì mi fai male
stringendomi l’ale!
Deh, lasciami! Anch’io
son figlia di Dio!”.

Confusa, pentita,
Teresa arrossì,
dischiuse le dita
e quella fuggì.

Messer Luigi Sailer buonanima perdonerà Lady Violet se ha osato rimaneggiare leggermente il suo immortale componimento, per adattare la rima a Carlotta invece che a Teresa, ma anche lui concorderebbe: cosa c’è di più estivo e gentile di una bambina che rincorre le farfalle?

Ebbene, il Regno Unito oggi celebra la Big Butterfly Count, una giornata dedicata alla protezione delle farfalle con una sorta di censimento delle specie presenti sul territorio. La piccola di casa Cambridge – calzoncini rosa a fiori e maglietta color fiordaliso sullo sfondo di quello che sembra un campo di lavanda – partecipa alla campagna, tenendo delicatamente tra le mani una farfalla Red Admiral, che credo sia la nostra Vanessa Atalanta ma non essendo un’esperta entomologa non potrei giurarlo.

Al momento la deliziosa Charlotte con genitori e fratellini è in vacanza nelle isole Scilly, arcipelago di selvaggia bellezza al largo della Cornovaglia, ma è assai plausibile che la fotografia sia stata fatta qualche settimana fa in Norfolk, dove i Cambridge hanno la loro residenza di campagna, Anmer Hall. Probabile autrice dello scatto mamma Catherine, ormai fotografa quasi ufficiale della Royal Family e non solo.

I suoi ritratti di Steven Frank e Yvonne Bernstein, sopravvissuti all’Olocausto, questa estate saranno visibili all’interno della mostra Generations: Portraits of Holocaust Survivors, appena inaugurata all’Imperial War Museum, dove resterà in cartellone fino al 7 gennaio prossimo.

Le foto del giorno – Una domenica di passione

Ci aspetta una domenica caldissima, non solo per le temperature torride ma per gli importanti appuntamenti sportivi in terra d’Albione. Il piatto forte è naturalmente la finale degli Europei tra i nostri Azzurri e i padroni di casa, ma c’è anche l’aperitivo: la finale maschile del torneo di Wimbledon, dove il romano Matteo Berrettini – primo italiano in 144 anni – cercherà di strappare a Djokovic una vittoria che sarebbe davvero storica.

Mentre si annuncia la presenza sugli spalti di Wembley del Presidente Mattarella, che vedrà la partita accanto al Duca di Cambridge, il coach dei Three Lions Gareth Southgate ha ricevuto una lettera. L’ha scritta Her Majesty The Queen, che l’incontro se lo vedrà – forse – dal televisore di casa, ma ha voluto far giungere alla squadra i suoi auguri e l’auspicio che vengano ricordati “spirito, impegno e coraggio” mostrati dai giocatori.

La Regina ha ricordato quel giorno di 55 anni fa quando consegnò la Coppa del Mondo a Bobby Moore, capitano della squadra inglese che aveva sconfitto per 4 a 2 la Germania Ovest (era il 1966, l’Europa e la Germania erano divise in due) nei Mondiali organizzati proprio in Inghilterra.

Molti degli antagonisti naturali dei Three Lions, Scozzesi e Irlandesi in testa, domani tiferanno per noi, per cui se sentirete qualche highlander suonare O Sole Mio con la sua cornamusa non vi stupite troppo!

(Ph: Getty Images)

Oggi intanto la Duchessa di Cambridge è emersa dal suo auto imposto isolamento e bella come il sole è apparsa accanto al marito a Wimbledon, dove ha assistito alla finale femminile e premiato la vincitrice Ashleigh Barty, rivelando un grazioso abito verde di Emilia Wickstead, accessoriato con décolleté bianche di rara bruttezza.

Catherine replicherà domani, ma senza William, che invece assisterà alla finale degli Europei; in compenso oggi era con loro, ospite del royal box, anche Lady Violet. Non la vostra blogger (magari!) ma la vera unica e sola Contessa Vedova di Grantham, la meravigliosa Dame Maggie Smith, in alto a destra rispetto alla duchessa, con una giacca color corallo.

Royal chic shock e boh – G7 special edition

Cari lettori, una piccola sorpresa per voi. Questa volta la vostra rubrica preferita inaugura il weekend invece di chiuderlo, e vi racconta il summit del G7, tenuto in Cornovaglia lo scorso fine settimana.

Ad onta del clamoroso squilibrio tra i rappresentanti dei due sessi che segna un netto 6 a 1 in favore dei maschi, se dovessimo dare un titolo all’evento ci piacerebbe chiamarlo pink power, in onore delle importanti signore che hanno aperto e chiuso le danze di rosa vestite. E siccome ubi major con quel segue, iniziamo dalla fine cioè dalla visita – la prima in veste ufficiale – che i Biden hanno fatto alla Regina per l’inevitabile afternoon tea a Windsor Castle.

Ora, tecnicamente è ancora primavera, e io me la vedo Miranda Priestly storcere il nasino affermando: floreale? per la primavera? avanguardia pura! ma credo che Her Majesty se ne infischi serenamente di tutte le Mirande in circolazione, e serenamente indossa il più primaverile degli abiti, a grandi fiori su fondo rosa intenso, del fido Stuart Parvin, più cappello in tinta di Rachel Trevor Morgan. Seminascosta tra la vegetazione, la Jardine Diamond Brooch, una stella a otto punte di diamanti, lascito testamentario di una Lady Jardine scomparsa nel 1981. Come abbiamo detto spesso, Her Majesty è ormai l’icona stessa della regalità, e dunque non può essere ingabbiata in nessuna delle nostre categorie; sublime, e basta. Altro discorso per la First Lady, che ha riciclato un completo azzurro polvere indossato negli USA un mesetto fa. Jill Biden è una bella donna che non dimostra i suoi settant’anni, non credo voglia dimostrarne quaranta, né penso che le interessi entrare nella Best Dressed List. Non una novella Jackie, dunque – definizione abusatissima, spesso senza fondamento – ma sempre graziosa e piacevole. In questo caso il fitting è un po’ così e la giacca troppo grande; mia madre avrebbe detto che nell’insieme fa figura, per me è boh.

La bionda Jill balza agli onori delle fashioncronache due giorni prima quando in compagnia della Duchessa di Cambridge fa visita a una scuola, la Connor Downs Academy nella cittadina di Hayle. L’ambiente naturale per la First Lady, che ha dedicato la vita all’insegnamento (e alla famiglia). Indossa un blazer di un bellissimo fucsia su un abito bianco con gonna scampanata. Ora, abbinare i blazer agli abiti non è mai facile per una questione di pesi e di volumi: in questo caso la giacca di tweed (L’Agence) è troppo pesante e lunga rispetto all’abito, e lo schiaccia un po’. Belle le slingback nude Valentino, che durante questo viaggio ha ben sfruttato. Boh. La Duchessa di Cambridge risponde con un abito rosa scuro, della sua maison preferita, Alexander McQueen. Il colore le dona abbastanza, il modello no; lei è alta e molto magra e quest’abito le fa una vita lunghissima e sproporzionate, che nemmeno la cintura aiuta ad accorciare. Però Lady Violet, una ragazza degli anni ’80, è lieta di questo strisciante ritorno delle spalle imbottite (magari non a punta come queste, onde allontanare il sospetto che l’abito sia stato indossato con tutta la stampella). Boh.

L’insieme abito+blazer dev’essere proprio amato dalla First Lady, che giovedì, al suo arrivo in Cornovaglia compare in un abito bianco e nero (Brandon Maxwell) dagli incerti drappeggi che finiscono per trasformare i pois in olive. Completa la mise un giacca nera che ostenta, spaparanzata sulla schiena, la scritta LOVE (immaginiamo Zadig & Voltaire), accessoriando il tutto con scarpe tozze e pesanti. Shock. La neosignora Johnson, dotata più di denti che di grazia, sceglie invece il rosso di un abito dell’inglesissimo brand L.K.Bennet, che non sarebbe neanche brutto ma è indossato male assai. Boh.

Direi che il più chic dei quattro è senz’altro Mr President.

Per fortuna che c’è Her Majesty; le First Ladies passano, portate dai venti elettorali come novelle Mary Poppins, lei resta. E riceve gli augusti ospiti da par suo, lei che col suo aplomb dimostra inequivocabilmente chi tiene la spada dalla parte del manico.

La scortano le future regine consorti, qualunque sarà il loro titolo una volta che i mariti siederanno sul trono. La Duchessa di Cornovaglia è in bianco e blu, con accessori en pendant. L’abito ha una bella stampa grafica, il modello è quello che Camilla porta spesso e fa bene perché le dona, ed è molto adatto all’occasione, formale ma non troppo. Chic.

La Duchessa di Cambridge ha scelto il total white – come Brigitte Macron, che si intravvede dietro al marito – un robe-manteau firmato Alexander McQueen, bello ma un po’ eccessivo per la circostanza. Al polso sinistro un bracciale a tre fili di perle appartenuto a Diana; ai piedi delle slingback di un beige cipriato bruttarello assai, e totalmente sbagliato per la sua carnagione. Ma attenzione, perché c’è un dettaglio interessante: intravvedete il fiocchetto sul tallone? Ebbene sì, è il modello Deneuve del brand italiano Aquazzurra. E chi ha reso famoso nel mondo brand e modello? Meghan, Duchessa di Sussex e cognata di Catherine! Via, scatenatevi scatenatevi con le supposizioni. Chic.

Fatto il loro dovere, i royals se ne tornano a casa ente il summit procede. Il sabato c’è altro momento conviviale: un barbecue che non ha mancato di attirare critiche da chi desidererebbe organizzarne uno, magari per festeggiare un matrimonio, ma ancora non può. I sette grandi (più due) appaiono affascinati e divertiti – quell’allegria un po’ forzata dei liceali in gita – nell’osservare i volteggi della pattuglia acrobatica; un pomeriggio di quasi estate al mare, in cui ognuno s’è vestito come gli pareva. Come la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, prima a sinistra (dietro di lei il marito Heiko, che non è giapponese come il nome potrebbe far pensare, ma un aristocratico tedesco). Ursula è la pupilla di Angela Merkel, e veste come lei: pantaloni – di solito neri – e giacche colorate; uno stile stituzional-carabinieresco. Seguono i Biden, e il premier canadese Justin Trudeau senza moglie (non vi scaldate, una moglie c’è ma è rimasta a casa coi pupi). Poi i padroni di casa, i Johnson, tra cui fa capolino il capino di Mario Draghi (anche lui senza moglie, donna Maria Serena è piuttosto schiva). La signora in completo pantaloni bianco è Amélie Derbaudrenghien, consorte del belga Charles Michel, Presidente del Consiglio d’Europa, che è alle sue spalle; accanto a lei il primo ministro giapponese Yoshihide Suga con la moglie Mariko. Chiude la fila la Première Dame Brigitte Macron; non pervenuti il marito Emmanuel e la Cancelliera Merkel; si saranno allontanati per decidere un nuovo asse Parigi-Berlino o sono semplicemente stati tagliati fuori dalla foto?

Madame Macron si è vestita da zia di Sicilia alla messa della domenica, con l’aggravante che l’abito è pure di Vuitton, più tacchi a spillo veramente adatti alla spiaggia. Shock. Molto meglio accanto a lei Suga-san, vestita con semplicità: pantaloni bianchi e cardigan grigio perla, en pendant col trench tenuto in mano. Quasi casual, se non fosse per lo splendido collier a più fili di perle. Chic. La First Lady è semicoperta dal piccolo Wilfred Johnson, 13 mesi e mezzo e una zazzera chiaramente ereditata da papà Boris. Trovo questa la peggiore delle mise di Jill Biden: abito bianco a maxifarfalle nere e viola, anche questo del designer texano Brandon Maxwell, che questa volta non ha dato il meglio di sé. O almeno spero. Per ripararsi dal vento fresco stola in tinta, e anche per lei décolleté col tacchetto. Shock. Semicoperta anche Madame Michel, adeguata nel suo completo bianco, a patto di lasciare in albergo i sandaletti a due fasce. Chic. Chiudiamo con la padrona di casa, la trentatreene Carrie Symonds, che è diventata Mrs Johnson lo scorso 29 maggio. La signora sembra prediligere lo stile boho-più-o-meno-chic, come dimostrato il giorno delle nozze, quando ha indossato un abito che sembrava arrivare dritto dritto da Coachella. Il caftano di mussolina a fiori non è male, ed è senz’altro adatto per un pomeriggio in spiaggia. Ora si pone il dilemma: sarà stato noleggiato anche questo come quello da sposa, nel probabile tentativo di smorzare le chiacchiere sui guai economici del marito, che con sei figli ha un menage piuttosto complicato? Ma soprattutto, perché sotto l’abito hippy Carrie ha piazzato dei mocassini? Boh.

Royal chic shock e boh

Il post avrebbe dovuto, come da tradizione, essere pubblicato domenica, ma in fondo anche oggi è festa, e in assenza del tradizionale ricevimento nei giardini del Quirinale che tante soddisfazioni ci aveva dato (Republican chic shock e boh) ricorriamo alle nostre royal ladies, che non deludono mai.

Assecondando una gentile richiesta, Lady Violet pensava di dedicarsi interamente al tour in Scozia che i Duchi di Cambridge hanno compiuto la scorsa settimana, ma il weekend a Madrid ha visto un paio di importanti occasioni, e potremmo mai noi trascurare Sua Maestà la Reina?

Che sabato 29 ha affascinato i presenti alle celebrazioni per il giorno delle Forze Armate. Robe-manteau (da quanto tempo non usavamo questa parola!) in un tenero baby pink, scelta inconsueta e quasi sorprendente per lei, così poco avvezza alle tenerezze, che però le sta d’incanto.

Modello non da tutte con un discreto fitting (migliore sul retro), accessori in una tonalità più scura di rosa, chignon rigoroso, orecchini al lobo in pietre dure, che non disturbano con l’onnipresente mascherina. La dimostrazione che davvero less is more. Chic.

Altra scelta di rigore, con risultato totalmente diverso, il giorno prima, per la Cresima della primogenita Leonor che Los Reyes, sovrani dell’understatement, hanno voluto fosse celebrata in estrema sobrietà, insieme a tutti i compagni di classe della fanciulla. Modesto abitino bluette, un po’ cincischiato, per la cresimanda, più modaiolo quello a fiorellini (Mango) per la sorella Sofía, graziose entrambe. Per la Reina invece pantaloni neri e blusa bianca, con bottoni neri e qualche falpalà di troppo et voilà, l’effetto Pierrette è assicurato. Shock.

Ed ecco Catherine, che ha accompagnato il marito in un tour in Scozia, dove peraltro la coppia si conobbe frequentando la prestigiosa università di St Andrews, non lontano da Edimburgo.

Primo giorno prima mise, colore in nuance con quello di Leonor per un tailleur blu cobalto che tailleur non è: la giacca infatti è Zara, mentre la gonna plissettata una creazione Hope. Fin qui niente male, poi probabilmente la duchessa ha fatto confusione con gli accessori, per cui scarpe e clutch, rigorosamente abbinati, di pelle invecchiata color can che fugge. che trasformano un possibile chic in un boh.

La seconda giornata prevedeva una visita alle freddissime isole Orcadi, il che giustifica il cappotto di cashmere fuori stagione, fieramente criticato qui e là. A me il cappotto (Massimo Dutti) piace molto, ma francamente è l’insieme che mi convince di meno: i pantaloni a zampa hanno una linea che “sporca” quella del cappotto, e la tonalità di colore è troppo fredda; la sciarpa scozzese è d’obbligo, ma quel tartan non aggiunge nulla, e non esalta neanche i colori di Catherine. Però. Però la sciarpa non è stata scelta a caso ma per una precisa ragione: quello è lo Strathearn tartan; e chi porta il titolo scozzese di Earl and Countess of Strathearn? I Duchi di Cambridge, certo! Se vi ricordate, la sciarpa comparve la prima volta nel 2012, durante i festeggiamenti per i 60 anni di regno di Her Majesty, indossata da Catherine sul total red, dove risaltava molto di più. Insomma, la mise per me è shock, ma brava la duchessa che studia da regina con impegno e serietà.

(Ph:Chris Jackson/Getty Images)

Mercoledì 26, il momento clou della giornata è la preview del film Cruella (cioè Crudelia De Mon) offerta al personale del servizio sanitario nazionale – e a una fondazione benefica ad esso collegata – nella residenza reale di Holyroodhouse, trasformata in un insolito drive-in. I Cambridge sono arrivati a bordo della Range Rover Defender appartenuta al nonno di lui, il Duca di Edimburgo, scomparso il 9 aprile scorso. Catherine ha indossato la mise che mi è piaciuta di più (e non perché c’è molto viola; almeno, non solo!): un bellissimo trench lungo, il Marlborough, in Heather Tartan, di Holland Cooper, brand nato nel 2008 con l’intento di valorizzare il più puro stile British. Come sapete non amo le decollété con tacco a stiletto sotto soprabiti così sportivi (e così lunghi) – benché queste, le Velvet Pumps di Manolo Blahnik, siano proprio belle – non mi convince l’abito beige che spunta dal trench, e sembra pure di lamé (per fortuna si vede poco) mi convincono molto gli orecchini di zaffiri e diamanti, per gentile concessione di Her Majesty the Granny Queen. Chic!

Concluderò la rassegna inimicandovi alcune di voi. Giovedì 27, quarto giorno del tour, i Cambridge hanno presenziato alla cerimonia in conclusione dell’Assemblea Generale della Church of Scotland, con Catherine in versione Fata Turchina (sperando che William nel suo discorso non abbia emulato Pinocchio). Lady Violet confessa una certa ostilità verso varie sfumature di azzurro, compresa questa, che va bene per un singolo capo ma non per un total look. Il cappottino di Catherine Walker è anche bello, ma il colore lo rende lezioso, troppo girlie. Personalmente, se proprio non si può fare a meno di usare queste tonalità, preferisco senz’altro linee più asciutte e rigorose che ne attenuino la “bambineschità”. Tipo il robe-manteau di Letizia, per intenderci. Più che quell’azzurro così sfacciato, avrei preferito per un total look la tonalità più polverosa delle scarpe, che la sempre diligente Catherine ha abbinato ad una clutch coccodrillata del brand scozzese Strathberry. La cosa che a me è piaciuta è quella per cui è stata più criticata: la bella scollatura, considerata non troppo idonea all’austerità dell’occasione. Per me è boh.

Aspetto le vostre sempre preziose opinioni, come sapete questa rubrica non è certo la bibbia dello stile, ma l’occasione per quattro chiacchiere sul sofà.