La foto del giorno – Ascot!

Ladies&Gents, una buona notizia, che nel più o meno lento ritorno alla normalità ha la sua importanza: oggi si sono aperti i cancelli per l’evento ippico più famoso del mondo.

In effetti le gare si erano svolte anche lo scorso anno, ma a porte rigorosamente chiuse. Quest’anno invece un numero ristretto di ospiti è tornato ad occupare – con l’opportuno distanziamento – il Royal Enclosure e il Queen Anne; restano invece chiusi gli altri due.

A cotanto appuntamento può mancare la Royal Family? No, of course! Ed ecco che sono scesi in campo il Principe di Galles e signora, i Wessex, la Princess Royal con figlia Zara e il genero Mike, alla prima uscita dopo la nascita del terzogenito Lucas (non c’era invece il figlio Peter Phillips, fresco di divorzio). Assente eccellentissima Sua Maestà la Regina, che in 69 anni di regno ha mancato l’appuntamento soltanto un’altra volta; ma non è escluso che nei prossimi giorni faccia la sua comparsa.

Da quel che si è visto oggi pomeriggio in termini di cappelli e mise avremo parecchio da chiacchierare; intanto vi preannuncio per il prossimo anno un reportage in esclusiva, dato che Lady Violet, coronando un vecchio sogno, finalmente parteciperà al Ladies Day. (sperando che non succeda altro: sono due anni che rimandiamo).

Dunque in alto i cappelli, e prepariamoci a una settimana pirotecnica!

Happy birthday Ma’am

Sorridente e soddisfatta, oggi Sua Maestà si è goduta l’omaggio della parata militare organizzata nel Quadrangle, all’interno del Castello di Windsor, versione ridotta del tradizionale Trooping the Colour, che celebra ufficialmente il compleanno della sovrana.

Per l’occasione ha scelto un favoloso riciclo: la mise grigio perla e giallo oro con cui meno di un mese aveva aperto la nuova sessione del Parlamento. Lady Violet vi ricorda che l’abito a fiori nelle stesse tonalità che completa l’insieme e quello indossato l’anno scorso nella fotografia che la ritrae con Philip il giorno del compleanno – l’ultimo – del marito: uno di quei gesti a un tempo delicati e simbolici in cui è maestra. La pesantezza dei mesi trascorsi non traspare né dall’atteggiamento né dal suo splendido sorriso, ma il soprabito le va largo, segno che dev’essere dimagrita o, come si dice in questi casi dalle parti mie si è un po’ sciupata.

Al posto dell’amato Duca di Edimburgo, c’era ad accompagnarla il cugino più anziano, l’ottantacinquenne Edward Duca di Kent, che appare piuttosto, come dire, sopraffatto dall’abbondante colbacco di pelle d’orso.

Anche in questo caso Her Majesty ha abbinato al grigio perla del soprabito l’acquamarina, ma questa volta al posto delle due clips che abbiamo visto spesso c’è una spilla appartenuta a sua madre nel più classico dei modelli déco.

Non è mancato un piccolo segno che parla di un lento ma costante ritorno alla normalità: la presenza di un piccolo gruppo di ospiti disposti lungo il perimetro del Quadrangle, totalmente assenti lo scorso anno.

Il prossimo sarà festa grande!

Happy birthday to us!

È il compleanno di Lady Violet!

Cioè non il mio personalmente, ma quello del blog, che si è affacciato nell’affollata piazza del web tre anni fa; e chiunque in questi anni si sia seduto sul sofà, per piacere curiosità o stanchezza, oggi brindi con noi.

Trattandosi di un parto pilotato la data, 11 giugno, è stata scelta per una ragione precisa: in memoria di mio padre, nato appunto in questo giorno. A parte l’umorismo a volte feroce e una certa mancanza di pazienza non è che avesse troppo in comune con la Contessa Vedova di Downton Abbey – eletta mio nume tutelare a causa della venerazione per il ruolo, nonché per colei che la interpreta, la sublime Maggie Smith – né era particolarmente interessato ai Royals, ma penso che gli avrebbe fatto piacere (in fondo cerchiamo sempre l’approvazione dei genitori, anche quando non ci sono più, no?).

Sono stati per me tre anni divertenti, a volte sorprendenti, e non è mancato qualche momento pesante, come gli ultimi due mesi. Ma siccome evito accuratamente bilanci e bilance, festeggiamo ciò che è stato, onoriamo chi è ancora con noi e chi non c’è più, e andiamo avanti; ci aspetta un weekend bello ricco!

Occhi puntati ancora una volta sul Regno Unito, dov’è riunito il G7 (e noi ci aspettiamo qualche mise notevole). Inoltre domani si celebrerà, per il secondo anno in tono minore, il compleanno ufficiale di Her Majesty con la cerimonia Trooping the Colour, che si terrà in misura assai ridotta e senza pubblico a Windsor Castle, in attesa dei mirabolanti eventi previsti per l’anno prossimo, quando la Regina girerà la boa dei settant’anni di regno.

Intanto Sua Maestà ha ricevuto un insolito regalo da un coetaneo: a ottobre saranno infatti trascorsi 95 anni dalla pubblicazione del primo libro di Winnie the Pooh, e il doppio, importante compleanno è stato festeggiato in una breve clip dal titolo Winnie The Pooh And The Royal Adventure. Qui il celebre orsacchiotto, accompagnato dagli amici di sempre, lascia il Bosco dei Cento Acri per consegnare a Sua Maestà una grande giara piena di miele che ha raggiunto il Palazzo trasportata da palloncini.

Qui trovate il video https://www.dailymotion.com/video/x81vf1c

Se invece volete ripassare gli scorsi Trooping the Colour li trovate qui:

A Royal Weekend – Trooping the Colour

Compleanno? Trooping the Colour!

I giorni dei ricordi e delle rose

Avevamo pensato – e sperato – di poter festeggiare oggi i cento anni del Principe Philip, anche se lui aveva detto spesso di non desiderare girare l’impegnativa boa, nonostante fosse un fior di marinaio. E nel caso, di non volere festeggiamenti pubblici.

Due mesi fa se n’è andato, come voleva lui, ma penso che in molti oggi gli dedicheranno almeno un pensiero. Un pensiero bellissimo l’ha avuto la Royal Horticultural Society che ogni anno, pandemie e altri disastri permettendo, organizza il celebre Chelsea Flower Show. Cioè la più prestigiosa rassegna al mondo dedicata a fiori e piante che inaugura la Season la stagione degli appuntamenti imperdibili per reali, aristocratici, e borghesi appartenenti all’upper class.

La Regina – che della RHS ha il patronage – qualche giorno fa ha ricevuto in memoria dell’adorato consorte scomparso una rosa di nuova creazione, la Duke of Edinburgh. I suoi petali di un intenso rosa scuro rallegreranno dell’East Terrace Garden a Windsor Castle, dove è stata interrata.

La rosa può essere anche acquistata online sul sito della società: i proventi serviranno a finanziare i progetti di The Duke of Edinburgh’s Award Living Legacy Fund. Philip fondò nel 1956 il DofE, e per sessantacinque anni ha sostenuto milioni di persone, progetti e imprese.

Assai leggiadra Sua Maestà in una rilassata mise da giornata quasi estiva in giardino: abitino bianco e azzurro e cardigan abbinato, en pendant perfetto coi suoi begli occhi e la chioma candida. Più un filo di perle e un filo di rossetto, come ogni signora elegante della sua generazione.

Penso che Sua Maestà abbia gradito questo omaggio, che parla di bellezza e di vita. Più che fiori recisi, donare piante vive in memoria di qualcuno è secondo me un gesto bello. Mi ha riportato alla mente che l’anno scorso con alcune amiche facemmo lo stesso per una di noi che aveva perso il marito, e che noi non potevamo raggiungere: le abbiamo mandato alcune piante di rose che lei ha piantato nel suo giardino, sperando che le fosse di conforto e ricordasse a chiunque quell’uomo speciale e la grazia del loro amore.

Breaking News!

È nata, è nata! Non è nata oggi, ma venerdì 4 giugno, alle ore 11:40 del mattino. È venuta alla luce non in casa, come s’era detto, ma al Santa Barbara Cottage Hospital nella omonima città californiana. Mamma e bambina, che alla nascita pesava 3 chili e 225 grammi, stanno bene e sono già tornata nella residenza dei Duchi, a Montecito.

E ora la notizia che tutti stavamo aspettando: come si chiama la pupa? Lilibet Diana Mountbatten-Windsor!

Ove Lilibet è il nome con cui Her Majesty è nota in famiglia. Bisogna ammettere che si tratta di una mossa notevole; fermo restando che era praticamente scontato che ci fosse anche Diana, Lady Violet confessa di aver temuto per un attimo che alla fine alla tenera creaturina sarebbe stato imposto il nome di Doriana, sintetizzando quelli delle due nonne. Sembra comunque che la bimba verrà chiamata Lili.

Nasce una nuova vita, si apre un nuovo capitolo della favolosa storia dei Windsor.

La foto del giorno – Happy b(eauty)day

Ormai lo sapete, Lady Violet ha una passione per l’Oriente e un debole per la royal family bhutanese, per cui non può far passare sotto silenzio il compleanno di oggi.

A compiere gli anni – soltanto 31 – è lei, Her Majesty The Gyaltsuen, al secolo Jetsun Pema, nata in una famiglia della più antica aristocrazia del Bhutan, imparentata con la stessa famiglia reale. Dopo gli studi nel suo Paese e in India, si è laureata in relazioni internazionali a Londra. Dieci anni fa ha sposato il sovrano del piccolo regno himalayano, cui ha dato due figli: the heir Jigme Namgyel Wangchuck, cinque anni, and the spare Jigme Ugyen Wangchuck, quattordici mesi. Amatissima dai Bhutanesi, svolge con garbo ma sembra anche con fermezza il proprio ruolo, supportando il Re e impegnandosi in iniziative sociali: quest’anno ad esempio ha creato una rete di aiuto e sostegno per le donne maltrattate; un dramma che durante il lunghi mesi del lockdown si è aggravato anche nel suo Paese.

Della sua bellezza perfetta e enigmatica abbiamo parlato spesso; in questa immagine colpisce come sia lei ad aggiungere splendore ai pur ricchissimi abiti e alla corona, un effetto per cui qualche altra sovrana, amante dello sparkling, probabilmente invidierebbe un po’.

Royal chic shock e boh

Il post avrebbe dovuto, come da tradizione, essere pubblicato domenica, ma in fondo anche oggi è festa, e in assenza del tradizionale ricevimento nei giardini del Quirinale che tante soddisfazioni ci aveva dato (Republican chic shock e boh) ricorriamo alle nostre royal ladies, che non deludono mai.

Assecondando una gentile richiesta, Lady Violet pensava di dedicarsi interamente al tour in Scozia che i Duchi di Cambridge hanno compiuto la scorsa settimana, ma il weekend a Madrid ha visto un paio di importanti occasioni, e potremmo mai noi trascurare Sua Maestà la Reina?

Che sabato 29 ha affascinato i presenti alle celebrazioni per il giorno delle Forze Armate. Robe-manteau (da quanto tempo non usavamo questa parola!) in un tenero baby pink, scelta inconsueta e quasi sorprendente per lei, così poco avvezza alle tenerezze, che però le sta d’incanto.

Modello non da tutte con un discreto fitting (migliore sul retro), accessori in una tonalità più scura di rosa, chignon rigoroso, orecchini al lobo in pietre dure, che non disturbano con l’onnipresente mascherina. La dimostrazione che davvero less is more. Chic.

Altra scelta di rigore, con risultato totalmente diverso, il giorno prima, per la Cresima della primogenita Leonor che Los Reyes, sovrani dell’understatement, hanno voluto fosse celebrata in estrema sobrietà, insieme a tutti i compagni di classe della fanciulla. Modesto abitino bluette, un po’ cincischiato, per la cresimanda, più modaiolo quello a fiorellini (Mango) per la sorella Sofía, graziose entrambe. Per la Reina invece pantaloni neri e blusa bianca, con bottoni neri e qualche falpalà di troppo et voilà, l’effetto Pierrette è assicurato. Shock.

Ed ecco Catherine, che ha accompagnato il marito in un tour in Scozia, dove peraltro la coppia si conobbe frequentando la prestigiosa università di St Andrews, non lontano da Edimburgo.

Primo giorno prima mise, colore in nuance con quello di Leonor per un tailleur blu cobalto che tailleur non è: la giacca infatti è Zara, mentre la gonna plissettata una creazione Hope. Fin qui niente male, poi probabilmente la duchessa ha fatto confusione con gli accessori, per cui scarpe e clutch, rigorosamente abbinati, di pelle invecchiata color can che fugge. che trasformano un possibile chic in un boh.

La seconda giornata prevedeva una visita alle freddissime isole Orcadi, il che giustifica il cappotto di cashmere fuori stagione, fieramente criticato qui e là. A me il cappotto (Massimo Dutti) piace molto, ma francamente è l’insieme che mi convince di meno: i pantaloni a zampa hanno una linea che “sporca” quella del cappotto, e la tonalità di colore è troppo fredda; la sciarpa scozzese è d’obbligo, ma quel tartan non aggiunge nulla, e non esalta neanche i colori di Catherine. Però. Però la sciarpa non è stata scelta a caso ma per una precisa ragione: quello è lo Strathearn tartan; e chi porta il titolo scozzese di Earl and Countess of Strathearn? I Duchi di Cambridge, certo! Se vi ricordate, la sciarpa comparve la prima volta nel 2012, durante i festeggiamenti per i 60 anni di regno di Her Majesty, indossata da Catherine sul total red, dove risaltava molto di più. Insomma, la mise per me è shock, ma brava la duchessa che studia da regina con impegno e serietà.

(Ph:Chris Jackson/Getty Images)

Mercoledì 26, il momento clou della giornata è la preview del film Cruella (cioè Crudelia De Mon) offerta al personale del servizio sanitario nazionale – e a una fondazione benefica ad esso collegata – nella residenza reale di Holyroodhouse, trasformata in un insolito drive-in. I Cambridge sono arrivati a bordo della Range Rover Defender appartenuta al nonno di lui, il Duca di Edimburgo, scomparso il 9 aprile scorso. Catherine ha indossato la mise che mi è piaciuta di più (e non perché c’è molto viola; almeno, non solo!): un bellissimo trench lungo, il Marlborough, in Heather Tartan, di Holland Cooper, brand nato nel 2008 con l’intento di valorizzare il più puro stile British. Come sapete non amo le decollété con tacco a stiletto sotto soprabiti così sportivi (e così lunghi) – benché queste, le Velvet Pumps di Manolo Blahnik, siano proprio belle – non mi convince l’abito beige che spunta dal trench, e sembra pure di lamé (per fortuna si vede poco) mi convincono molto gli orecchini di zaffiri e diamanti, per gentile concessione di Her Majesty the Granny Queen. Chic!

Concluderò la rassegna inimicandovi alcune di voi. Giovedì 27, quarto giorno del tour, i Cambridge hanno presenziato alla cerimonia in conclusione dell’Assemblea Generale della Church of Scotland, con Catherine in versione Fata Turchina (sperando che William nel suo discorso non abbia emulato Pinocchio). Lady Violet confessa una certa ostilità verso varie sfumature di azzurro, compresa questa, che va bene per un singolo capo ma non per un total look. Il cappottino di Catherine Walker è anche bello, ma il colore lo rende lezioso, troppo girlie. Personalmente, se proprio non si può fare a meno di usare queste tonalità, preferisco senz’altro linee più asciutte e rigorose che ne attenuino la “bambineschità”. Tipo il robe-manteau di Letizia, per intenderci. Più che quell’azzurro così sfacciato, avrei preferito per un total look la tonalità più polverosa delle scarpe, che la sempre diligente Catherine ha abbinato ad una clutch coccodrillata del brand scozzese Strathberry. La cosa che a me è piaciuta è quella per cui è stata più criticata: la bella scollatura, considerata non troppo idonea all’austerità dell’occasione. Per me è boh.

Aspetto le vostre sempre preziose opinioni, come sapete questa rubrica non è certo la bibbia dello stile, ma l’occasione per quattro chiacchiere sul sofà.