C’è un’altra data!

L’annuncio degli eventi royal del prossimo anno ha messo il turbo, e oggi arriva una nuova data. Il royal wedding par excellence, quello di un principe ereditario si svolgerà giovedì 1 giugno. Questo è il giorno in cui Hussein bin Abdullah, Principe Ereditario di Giordania, sposerà ad Amman la fidanzata saudita Rajwa Al Saif.

Grande attesa per le mise – della sposa e naturalmente della madre dello sposo, la regina Rania – e una certa curiosità per vedere una cerimonia non cristiana. Hussein è il primo erede al trono della sua generazione a sposarsi, vedremo quanti dei suoi futuri colleghi saranno presenti. Nulla si sa invece delle nozze della sorella Iman, che ha annunciato il suo fidanzamento prima del fratello maggiore, ma naturalmente passa un po’ in secondo piano.

La prossima primavera si annuncia piena di eventi: il secondo parto di Stéphanie del Lussemburgo, che immagino avverrà prima delle nozze della cognata Alexandra fissate il 22 e il 29 aprile, e il 1 giugno il royal wedding giordano. Senza dimenticare – e come si potrebbe? – l’incoronazione di King Charles III (e Queen Camilla), il 6 maggio. Al mio segnale scatenate le agende!

Un felice, sereno, appagante, divertente, soddisfacente, anno nuovo a voi tutti.

Save the date

Inizia il conto alla rovescia: c’è la prima data per uno dei royal wedding previsti per l’anno prossimo!

(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)

Alexandra del Lussemburgo sposerà il fidanzato Nicolas Bagory in aprile; sabato 22 nella capitale del Granducato la coppia si unirà civilmente, una settimana dopo, il 29, verrà celebrato il matrimonio religioso nella chiesa Saint Trophyme a Bormes-les-Mimosas, in Costa Azzurra. Quello di Alexandra sarà dunque un delizioso matrimonio provenzale, che detto così sembra più piacevole di un royal wedding lussemburghese.

Non è nota la ragione di questa scelta inconsueta su cui immagino si parlerà; Lady Violet dal canto suo già pregusta un matrimonio tra i fiori selvaggi della Francia meridionale piuttosto che tra i rigidi stucchi del Lussemburgo (che romanticismo!). Non è consueta nemmeno la settimana di distanza tra le due cerimonie, ma ci siamo già scordati le nozze a puntate tra Beatrice Borromeo e Pierre Casiraghi? (se volete rinfrescarvi la memoria seguite il link A Royal Calendar – 1 agosto 2015).

Siccome a me i numeri piacciono molto, non ho potuto fare a meno di notare che l’annuncio viene dato oggi, a 39 anni di distanza dal giorno in cui Caroline de Monaco sposò Stefano Casiraghi, e che la data delle nozze religiose è la stessa scelta dagli attuali Principi di Galles, che quel giorno festeggeranno i dodici anni di matrimonio. Sempre lo stesso amore per i numeri mi aveva fatto scrivere un post dedicato a tutte le coppie che si sono sposate un 29, gruppo cui a breve si iscriveranno anche Alexandra e Nicolas. Buona lettura Quante spose il 29!

75 years ago

75 years ago, settantacinque anni fa, a Londra suonavano campane a festa: la figlia maggiore del Re, la ventunenne Elizabeth, sposava il suo Philip.

Settantacinque anni fa Philip, nato principe e diventato poi semplicemente Lieutenant Philip Mountbatten, veniva creato dall’imminente suocero His Royal Highness The Duke of Edinburgh. Lui sarebbe stato consorte reale più a lungo di chiunque altro nella storia, e il suo titolo uno dei più popolari per quasi tre quarti di secolo.

Philip nasce Φίλιππος, Principe di Grecia e Danimarca, il 10 giugno 1921 a Corfù, nella villa Mon Repos.

In esilio a otto mesi, dopo aver frequentato le scuole in Francia e Germania arriva nel Regno Unito dove a diciotto anni, nel 1939, entra nella Royal Navy. A luglio dello stesso anno incontra di nuovo la tredicenne Elizabeth che aveva conosciuto bambina alle nozze di sua cugina Marina con lo zio di lei, il Duca di Kent. Tra i due inizia una corrispondenza che prosegue nei lunghi anni della guerra, dove lui si distingue combattendo nel Mediterraneo e nel Pacifico; la guerra finisce e George VI dà il consenso alle nozze. Il fidanzamento viene annunciato nel luglio 1947; alcuni mesi prima Philip aveva rinunciato ai titoli di nascita, diventando cittadino britannico col nome anglicizzato della famiglia della materna: Philip Mountbatten. Il giorno prima del matrimonio il Re emette lettere patenti per attribuirgli lo status di HRH; The KING has been pleased by Letters Patent under the Great Seal of the Realm, bearing date the 19th instant, to declare that Lieutenant Sir Philip Mountbatten, K.G., R.N., shall be entitled to hold and enjoy the style, title and attribute of Royal Highness.

Il giorno dopo, giovedì 20 novembre, altre Lettere Patenti attribuiscono al Lieutenant His Royal Highness Philip Mountbatten la dignità ducale e lo creano ”Baron Greenwich of Greenwich in the County of London, Earl of Merioneth and Duke of Edinburgh”.

La formula reca l’espressione “and the heirs male of his body lawfully begotten” che attesta la trasmissibilità dei titoli agli eredi maschi legittimamente generati dal suo corpo.

Il 9 aprile 2021, alla morte di Philip, i suoi titoli passano al primogenito, l’allora Prince of Wales oggi King Charles III. In molti si aspettano che il figlio minore Edward diventi il nuovo Duke of Edinburgh ma non accade, e potrebbe non accadere. Tradizionalmente i figli del sovrano britannico sposandosi diventano titolari di uno dei ducati che appartengono alla Corona. Il 19 giugno 1999, quando Edward sposa Sophie Rhys-Jones, tutti si aspettano che gli sposi diventino Duchi di Cambridge o di Sussex, invece il Palazzo annuncia per loro il titolo di Conti di Wessex, e un futuro da Duchi di Edimburgo. L’assunzione del titolo non è però automatica: intanto ovviamente deve venire a mancare il titolare, alla cui morte però l’erede è il primogenito; bisogna dunque aspettare che Charles diventi Re e il titolo di Duke of Edinburgh rientri nella disponibilità della Corona. Ora le condizioni ci sono, ma King Charles III non ha ancora deciso la concessione del Ducato di Edimburgo al fratello, e voci di questi giorni (dei soliti bene informati, dunque da prendere con cautela) sostengono che non voglia farlo, sempre nell’ottica di ridurre al minimo il numero di royals più o meno working in circolazione; Edward e Sophie hanno un figlio maschio – il delizioso James – che alla morte del padre ovviamente ne erediterebbe il titolo.

(Ph: Are Media Pty Ltd)

Lady Violet confessa la sua perplessità: visto che i Duchi di Gloucester e di Kent, cugini della defunta Regina, hanno discendenza maschile per almeno due generazioni, finirebbe che cugini di secondo/terzo grado del Re sono duchi, mentre il nipote diretto e addirittura il fratello non lo sono.

Quanto alla domanda che spesso ritorna, perché Edward sia solo Conte, la risposta è: non si sa. Qualche fonte sostiene che sia stato lui stesso a chiedere un titolo inferiore, così come ha deciso che i figli avessero il trattamento che spetta alla prole di ogni conte britannico, ma non esiste alcuna versione ufficiale. Con sommo rispetto mi permetto: sembra che i Wessex abbiano ricevuto come dono di nozze da Queen Elizabeth la promessa di diventare Duchi di Edimburgo, ma se così è, la sovrana ha promesso qualcosa di cui non disponeva, perché l’unico a poter decidere è Charles.

Va detto però che nonostante quello di Earl of Wessex sia un titolo minore, ha una notevole importanza storica. essendo l’antico regno di Wessex all’origine dello stesso regno inglese. Storia a parte, Edward, appassionato di spettacolo, potrebbe averlo scelto anche perché compare in uno dei suoi film preferiti, Ricordate il personaggio interpretato da Colin Firth in Shakespeare in love? Era l’odioso Lord Wessex.

Mentre aspettiamo ulteriori sviluppi, il prossimo 1 dicembre Edward e Sophie rappresenteranno la Corona alla Royal Variety Performance. Per loro è la prima volta.

(Ph: Jane Barlow/Getty Images)

Intanto in Parlamento prosegue l’iter per ammettere Edward e sua sorella Anne tra i Counsellors of State; il loro coinvolgimento potrebbe essere ad personam sfruttando un precedente: nel 1953 la Queen Mother, che non ne faceva più parte in quanto non più consorte del sovrano regnante – il marito era deceduto l’anno prima – fu riammessa a titolo personale.

Se volete ricordare il royal wedding di Elizabeth e Philip questo è il link Something old, something new, something borrowed, something blue

Breaking News! – Le notizie che piacciono a noi

C’è un modo migliore di iniziare la settimana di un fidanzamento? Domanda retorica, certo che no! Ed ecco a voi les amoureux: Alexandra di Lussemburgo e Nicolas Bagory.

L’annuncio oggi dalla Corte granducale, che ci informa che lo sposo è nato l’undici novembre 1988 ed è cresciuto in Bretagna. Dopo gli studi in scienze politiche e lettere classiche si occupa oggi di progetti sociali e culturali, il che ne un unicum in un mondo di broker banchieri e finanzieri. Alexandra di anni ne ha 31, e un bel curriculum: ha studiato psicologia e scienze sociali negli USA, si è laureata a Parigi in filosofia – con particolare attenzione a antropologia e temi etici – e ha conseguito un master in studi interreligiosi al Trinity College di Dublino. Non manca uno stage all’ONU, che è un po’ un classico dei giovani royals.

Nonostante abbia solo 34 anni, lo sposo sfoggia una capigliatura quasi completamente bianca, e quell’aria di leggera sofferenza che Lady Violet tanto amava quando aveva gli anni di Alexandra.

Le nozze sono previste in primavera, probabilmente tenendo conto anche dell’arrivo del secondo bebè degli eredi al trono, fratello maggiore e cognata della sposa. Lady Violet già assapora la rigidità commossa ed elegante di Henri mentre accompagna la figlia all’altare, e naturalmente Maria Teresa in versione mère de la mariée. Non so immaginare come vestirà la sposa, che finora non si è caratterizzata come style icon, ma mai dire mai. E lo sposo, avrà sulla manica lo stesso esagerato numero di bottoni di oggi? Non ci resta che aspettare.

Sposa bagnata sposa fortunata

Mentre tutta l’attenzione era concentrata su Londra, dove un’antica cerimonia ha sancito la nascita del regno di King Charles III a qualche centinaio di chilometri di distanza si celebrava un royal wedding. Sotto il cielo già autunnale di Bruxelles, poi sciolto in pioggia, Maria Laura d’Asburgo-Este, principessa del Belgio, ha sposato il fidanzato William Isvy.

(Ph: BelgaImage)

Come si pensava la sposa ha indossato l’antico velo della famiglia di nonna Paola; un po’ a sorpresa ma non troppo (l’avevamo citata come possibilità Auguri alla sposa!) ha scelto la tiara Savoia Aosta che appartiene alla famiglia paterna per completare l’abito che Vivienne Westwood ha creato per lei.

(Ph; Mathieu Golinvaux)

Prima della solenne cerimonia religiosa in cattedrale, gli sposi si erano detti sì all’hotel de ville, davanti al borgomastro di Bruxelles e a pochi selezionatissimi invitati, con Maria Laura in una mise anni ’60 che sembra uscita dal guardaroba di una giovane nonna Paola.

Domani Lady Violet dedicherà un Royal chic shock e boh a questo matrimonio; riprenderemo la nostra rubrica domenicale e magari servirà anche a distrarci dalla tristezza di questi giorni.

Che fantastica storia

La Giordania sta diventando la terra dei royal wedding! Oltre ai due annunciati questa estate, quello del principe ereditario e quello della sorella Iman, ne è arrivato uno a sorpresa che vi delizierà sia se siete accaniti royal watcher sia se invece siete semplicemente romantici. Gli sposi si chiamano Ghazi e Miriam.

Per raccontare questa storia però dobbiamo fare un lungo passo indietro, e passare dalla Giordania alla Spagna, terra d’esilio di Simeon, Zar dei Bulgari. Figlio di Boris III e di Giovanna di Savoia, l’improvvisa (e forse non naturale) morte del padre lo mette sul trono a soli sei anni; un referendum popolare ce lo toglie quando ne ha nove, e da allora comincia l’esilio. Prima ad Alessandria d’Egitto dai nonni materni Vittorio Emanuele III ed Elena, poi in Spagna su invito di Francisco Franco. Qui Simeon vive gran parte della sua vita fino al 2001, quando il suo partito vince le elezioni, e lui diventa Primo Ministro di quello che era stato il suo regno.

Il 20 gennaio1962, Simeon aveva sposato a Madrid la spagnola Margarita Gómez-Acebo y Cejuela, e a Madrid il 2 dicembre dello stesso anno nasce il primo dei cinque figli della coppia: Kardam, Principe di Tărnovo. Sarebbe l’erede al trono, se ce ne fosse ancora uno; ma il giovanotto ha i piedi per terra, studia e si laurea in economia agraria negli USA, alla Penn University. Nel luglio del 1996 sposa la sua fidanzata spagnola, Miriam Ungría y López, figlia del presidente onorario del Collegio Araldico di Spagna e delle Indie. Miriam è laureata in storia dell’arte, poi ha seguito corsi di gemmologia e gioielleria, ed è diventata designer di gioielli.

Nascono due figli, Boris e Beltrán; pur onorando gli obblighi legati al rango la coppia conduce un’esistenza tutto sommato semplice a Madrid. Purtroppo certe storie non hanno lieto fine: come nel film Il sorpasso, il giorno di ferragosto del 2008 i Principi di Tărnovo restano vittime di un gravissimo incidente nella capitale spagnola. Lei viene ricoverata con un gomito fratturato e varie contusioni, ma lui ha subito un trauma cranico. A gennaio 2009, pur rimanendo seria, la sua situazione sembra migliorata e viene dimesso. Kardam affronta complesse terapie convenzionali e sperimentali che sembrano funzionare, ma si aggrava nuovamente ed entra in coma. Non si sveglierà più. Muore il 7 aprile 2015, poco meno di sette anni dopo l’incidente. Miriam ha cinquantadue anni e due figli adolescenti; tutti e tre hanno passato un lungo periodo tra il limbo e l’inferno.

Si trasferiscono a Londra, lei si butta nel lavoro con rinnovata energia. Nel 2017 le sue creazioni sono protagoniste di due mostre; una per la prima volta in terra bulgara, l’altra in Giordania, alla Jordan National Gallery of Fine Arts, col supporto della famiglia reale hashemita. Non sappiamo se la scintilla sia scoccata in quella occasione, né sappiamo alcunché di questa love story, vissuta nel riserbo più assoluto e venuta alla luce solo ieri, quando un comunicato ufficiale della Corte ha dato l’annuncio. Miriam, Principessa vedova di Tărnovo è ora Maryam al Ghazi. In un’intima cerimonia ad Amman, alla presenza del Re di Giordania, ha sposato il Principe Ghazi bin Muhammad. La sposa ha compiuto 59 anni il 2 settembre, lo sposo ne ha tre di meno, è divorziato e ha quattro figli. Suo padre era il Principe Muhammad bin Talal, fratello minore del compianto Re Hussein, padre dell’attuale sovrano, che è dunque suo primo cugino. Ghazi varie volte ha esercitato le funzioni di reggente per il re, ed è una persona davvero interessante. Laureato in filosofia, ha studiato a Princeton e a Cambridge. Ha ricevuto il dottorato in filosofia islamica all’università egiziana di Al-Azhar con una tesi sull’amore nel sacro Corano, e nel 1993 aveva ricevuto il PhD in letteratura medioevale e moderna con una tesi dal titolo What is Falling in Love? A Study of the Literary Archetype of Love (Che cos’è l’innamoramento? Uno studio sull’archetipo letterario dell’amore. E noi siamo ancora fermi ad Alberoni…)

Ghazi è noto anche in Occidente per il grande impegnato dedicato al dialogo interreligioso; è l’autore di A common word, documento sottoscritto da 138 leader religiosi islamici che è diventato la pietra miliare del dialogo tra cristiani e musulmani. Conferma di questo impegno è forse anche il fatto che la sposa non si è convertita all’Islam.

Insomma ci è già simpatico, simpatia che ci fa perdonare i pantaloni con l’orlo à la Albert (de Monaco) e i sottostanti stivaletti. Semplice ed elegante la sposa con un abito color madreperla, il modello Valentina della maison spagnola Cortana. Un classico della maison; in seta blu e in versione cocktail, lo ha indossato anche la Reina Letizia nel 2016, alla festa per i quarant’anni del quotidiano El Pais.

Lady Violet confessa, da quando è arrivata la notizia continua a sentire la voce di Venditti che canta che fantastica storia è la vita!

Auguri alla sposa!

Solo a lei, allo sposo no, perché oggi Maria Laura d’Asburgo-Este compie 34 anni; un compleanno speciale, visto che tra quindici giorni, il 10 settembre, sposerà il suo William Isvy. Sarà l’occasione per festeggiare gioiosamente anche nonna Paola, Regina Emerita dei Belgi, che il giorno dopo di anni ne compirà 85 (è nata l’undici settembre 1937 a Forte dei Marmi).

La giornata inizierà con la cerimonia civile che sarà celebrata nella salle des mariages dell’hôtel de Ville, l’elegante municipio di Bruxelles sulla Grand Place. Gli invitati, solo le famiglie degli sposi e pochi intimi, saranno accolti da 24 cadetti della polizia cittadina. Testimoni per lei le due sorelle Luisa Maria e Laetizia Maria, per lui la sorella e il fratello.

Alle 14.30 la cerimonia religiosa alla presenza di circa 500 invitati, celebrata dal cardinal Jozef De Kesel. Sarà un rito con disparità di culto, visto che lo sposo è di religione ebraica.

Il luogo scelto è la Cattedrale dei Santi Michel e Gudule, sede di molti matrimoni della famiglia reale belga. Per limitarsi ai più recenti, si sono sposati qui i nonni della sposa Albert e Paola (il 2 luglio 1959), i prozii Baudouin e Fabiola (15 dicembre 1960) e entrambi gli zii: Philippe con Mathilde il 4 dicembre 1999 e Laurent con Claire il 12 aprile 2003. Mentre i genitori e il fratello maggiore di Maria Laura hanno fatto scelte diverse: Astrid e Lorenz sono convolati a nozze il 22 settembre 1984 sempre a Bruxelles, ma nella chiesa del Grand Sablon, mentre Amedeo ha impalmato l’italianissima Elisabetta (Lili) Rosboch von Wolkenstein a Roma, a Santa Maria in Trastevere, il 5 luglio 2014.

Maria Laura sceglierà di indossare il velo antico della famiglia Ruffo, come già la nonna Paola, la madre Astrid e le zie Mathilde e Claire? E indosserà una tiara? La madre e la nonna fermarono il velo con un’acconciatura floreale, Mathilde e dopo di lei Lili hanno ricevuto in prestito il bandeau della regina Elisabeth, dal raffinato disegno déco

A Claire è toccato un gioiello tutto per lei, una delicata tiara di diamanti dono di suoceri. Fabiola indossava l’imponente Tiara delle Nove Province, ma lei con quelle nozze diventava regina. E naturalmente la sposa ha a disposizione anche la tiara Savoia Aosta, di proprietà della famiglia paterna.

Lady Violet non può nascondere una certa curiosità per l’abito da sposa. Maria Laura non è una bellezza classica ma è molto moderna, e potrebbe davvero sorprenderci. Fatte le debite proporzioni, la vedo fare una scelta simile a quella della prozia Fabiola, che si rivolse al re dei couturier, il suo connazionale Cristobal Balenciaga; il risultato fu un abito che ha un posto di diritto nell’ambito dell’Haute Couture.

Scelta couture anche per la nonna Paola, che optò per la raffinatezza dell’artigianato made in Italy (anche se ancora non si chiamava così); a realizzare il suo sobrio abito in seta fu una famosa sarta napoletana, che memorie familiari mi dicono fosse Concetta Buonanno.

Édouard Vermeulen, con la sua Maison Natan, è l’autore degli abiti delle zie Mathilde e Claire; molto più riuscito il secondo che il primo, a mio avviso, ma troppo classici entrambi per Maura Laura, credo.

La cognata Lili per il suo matrimonio romano è andata sul sicuro scegliendo la sublime eleganza della Maison Valentino, e un leggero velo di point d’ésprit bordato di pizzo Chantilly invece del più pesante velo di famiglia.

Quello che francamente mi sento di escludere è che Maria Laura prenda ispirazione dalla madre. Il suo abito creato dal belga Louis Mies (niente a che vedere con van der Rohe), con quelle maniche così anni ottanta, faceva sembrare minimal anche quello di Diana.

Haakon e Mette-Marit, vent’anni d’amore (parte seconda)

In effetti gli anni d’amore sono venti… più uno! Oggi è l’anniversario del matrimonio dei Principi Ereditari di Norvegia, e mi è tornato alla mente che l’anno scorso avevo scritto la prima parte di un post dedicato a loro che poi ho dimenticato di completare. Rimedio subito, in grande ritardo ma con grande piacere, visto che l’aria profuma di nuovo di royal wedding.

Il giorno del matrimonio, sabato 25 agosto 2001, tutti gli ospiti – coronati e no – sono al loro posto nella cattedrale di Oslo, quando si aprono le porte ed entrano gli sposi che raggiungono insieme l’altare, dove li attendono i quattro genitori. Lui in alta uniforme è aitante come sempre, ma si sa che ogni impegno in tal senso è inutile: tutta l’attenzione è per la sposa.

E Mette-Marit non delude. Indossa un abito lineare ed elegante, nato dalla collaborazione tra lei, il designer Ove Harder Finseth e la sarta Anna Bratland. Ne nasce una creazione che abbina un corposo crêpe di seta alla leggerezza del tulle, in una tonalità di ecrù realizzata appositamente. Ispirato agli abiti della Regina Maud, prima sovrana della Norvegia moderna, l’abito ha una linea semplice ma regale, ampio scollo quadrato e uno strascico di due metri.

Sul capo della sposa brilla discretamente una delicata tiara del 1910, dono di nozze dei sovrani alla nuora. Un piccolo bandeau di diamanti inseriti in una serie di elementi la cui linea incurvata ricorda delle margherite, e infatti viene chiamata Diamond Daisy Tiara. Il diadema non esce dai forzieri reali, è stato acquistato apposta per le nozze. Un uso che si è affermato da quando i divorzi non sono più tabù neanche nelle famiglie reali; in questo modo si evitano complesse trattative per recuperare le gioie di famiglia nel caso un cui la fanciulla decida di (o sia persuasa a) recuperare la propria borghese libertà.

Qualche cinefilo accanito potrebbe pensare di avere un déja-vu, e non avrebbe torto: la tiara sembra proprio quella che compare tra i capelli di Cate Blanchett/Gertrude Chiltern nel film Un marito ideale, girato da Oliver Parker due anni prima del matrimonio norvegese. Potrebbe trattarsi proprio dello stesso gioiello, noleggiato dai gioiellieri Garrard che poi lo hanno venduto ad Harald e Sonja, o più banalmente una copia. In ogni caso, resta una dei diademi più amati da Mette-Marit, che lo indossa spesso e dona molto ai suoi lineamenti da principessa delle fiabe.

Il vero coup de théâtre però è il bouquet che la sposa tiene tra le mani; mai visto prima (né visto mai più dopo) è composto da orchidee Vanda, rose rosa e mauve, ortensie; i rami cadenti della ceropegia assecondano la particolare forma verticale. Una struttura molto originale creata dalla fiorista Aina Nyberget Kleppe, anche in questo caso con la psrtecipazione della sposa. Davvero interessante, ma non sono sicura che funzionerebbe anche su una ragazza meno alta di Mette-Marit, che sfiora il metro e ottanta.

Testimone di Haakon è Frederik, Principe Ereditario di Danimarca. Da solo, perché Mary è già nella sua vita ma la love story è ancora tenuta privata. In effetti, delle consorti che abbiamo imparato a conoscere in questi anni c’è solo Máxima, allora fidanzata di Willem Alexander (si sposeranno il 2 febbraio 2002).

Mathilde è già Duchessa di Brabante ma è anche nella fase finale della prima gravidanza (Elisabeth nasce due mesi dopo) per cui rimane a casa. Sono presenti sovrani in carica (Margrethe di Danimarca, Carl Gustav di Svezia, Albert dei Belgi, Henri del Lussemburgo) emeriti (Jean del Lussemburgo) e decaduti (Costantino di Grecia), con consorti (manca il bizzoso Henrik di Danimarca); consorti senza sovrani (Sofía di Spagna) e principi ereditari (i già menzionati Frederik e Willem Alexander, il Principe di Galles, Philippe del Belgio, Victoria di Svezia, Albert de Monaco, Guillaume del Lussemburgo) . E c’è Felipe di Spagna, che accompagna la madre. Dopo gli sposi è il più osservato. Perché il Principe de Asturias è innamorato di una fanciulla norvegese, Eva Sannum. Senza una goccia di sangue blu, molto bella, molto inadatta alla cattolica Spagna (è una modella di lingerie), un po’ sprovveduta: negli anni con Felipe è stata capace di non imparare neanche una parola di spagnolo. Le nozze di Haakon e Mette-Marit sono la sua grande occasione. E lei la perde clamorosamente.

Alla cerimonia, che come sempre nei paesi scandinavi si svolge di pomeriggio, il dress code prevede frac (o alta uniforme) per i signori e lungo con diadema e decorazioni (se ci sono) per le signore. La bella fanciulla si presenta con un abito blu firmato Nora Farah, forse di seta, sicuramente piuttosto dozzinale, con l’aggravante dei lunghi guanti sintetici di un colore leggermente diverso. E soprattutto, tragicamente scollatissimo. Brutta la pettinatura, andante il make up. Probabilmente in quella occasione la regale Reina Sofia le insegna una parola in spagnolo: Adiós.

A dicembre di quell’anno, parlando con la stampa, Felipe annuncia la fine della sua relazione. L’anno dopo, l’incontro con Letizia.

(Ph: Cornelius Poppe, Scanpix)

Il resto è storia.

La prima parte del post la trovate qui: Haakon e Mette-Marit, vent’anni d’amore (parte prima)

Per la storia del matrimonio d’amore dei genitori di lui, che festeggiano i 54 anni insieme, seguite i link

Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte prima)

Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte seconda)

Wedding bells – David & India

Sono passati 41 anni dal matrimonio del secolo, il giorno in cui il principe – magari non particolarmente attraente ma dall’attraente futuro, peraltro non ancora realizzato appieno – sposò Cenerentola. Che era tale più per l’abito che per la storia personale, pur se dotata di adeguatamente perfida matrigna. L’incantevole sposa aveva un corteo composto da due paggetti e cinque damigelle, ma toccò alle due maggiori – la diciassettenne maid of honour Sarah Armstrong-Jones, figlia della principessa Margaret, e India Hicks, che avrebbe compiuto 14 anni sei settimane dopo – prendersi di cura del lunghissimo (7 metri) strascico.

(Ph: David Levenson)

E furono loro le prime a rendersi conto con disappunto (eufemismo) di quanto il voluminoso abito si fosse spiegazzato durante il viaggio nella Glass coach. Quarant’anni dopo è la ex giovane damigella ad andare all’altare: una storia molto più semplice, familiare e, lasciatemelo dire, elegante.

(Ph: @indiahicksstyle/instagram)

India è la minore dei tre figli di Lady Pamela Mountbatten e David Hicks, celebre interior designer. I suoi nonni materni erano dunque Lord Mountbatten e la moglie Edwina; suo cugino di secondo grado e padrino di battesimo il Principe di Galles.. Dopo aver studiato fotografia a Boston, lavorato come modella e vissuto a Parigi e New York, India nel 1996 si è trasferita alle Bahamas con David Flint Wood. Dopo tanti anni insieme, cinque figli e due rinvii causa covid, la coppia si è sposata venerdì 10 settembre 2021.

Luogo del matrimonio la chiesa parrocchiale di Brightwell Baldwin, nell’Oxfordshire, dove la sposa fu cresimata, e dov’è sepolto suo padre. India è arrivata in chiesa al braccio del figlio maggiore Felix, mentre l’unica figlia Domino era damigella d’onore.

Il suo abito è perfetto per una sposa agée: creato da Emila Wickstead è un modello midi in un raffinatissimo pizzo francese color avorio dalla linea molto pulita, con maniche lunghe, collo montante e gonna svasata. Personalmente avrei evitato il velo, ma non essendo un matrimonio improntato alla formalità va bene, e le sta bene.

(Ph: Robert Fairer/Vogue UK)

Tocco nostalgico: il bouquet della sposa è stato creato da Pulbrook & Gould, celebri fioristi londinesi che nel 1960 realizzarono quello per le nozze di Lady Pamela. Tocco fashion: la suola rossa delle scarpe su misura firmate da Christian Louboutin, le cui figlie gemelle Eloise e Paloma erano tra le damigelle.

(Ph: David Flotus)

All’uscita dalla chiesa gli sposi sono stati salutati con l’augurale lancio di confetti, in questo caso petali di rose raccolte nel giardino di Lady Pamela. Una piccola precisazione: la lingua inglese ha preso dall’italiano la parola “confetti”, con cui però identifica coriandoli, stelle filanti, in generale tutto ciò che è piccolo e leggero e viene lanciato per buon augurio. Se dunque dovesse capitarvi state tranquilli, gli sposi non sono stati bersagliati da durissime mandorle pralinate.

(Ph: David Loftus)

Per festeggiare dopo la cerimonia è bastato attraversare la strada; gli sposi e i loro ospiti, un centinaio, si sono accomodati al Lord Nelson Pub. Nonostante la allegra semplicità non immaginatevi qualcosa di poco curato: la sposa, che ha respirato interior design fin da bambina, è esperta di lifestyle ed è pure della vergine (nata il 5 settembre come Csaba, vedi alle volte il caso) ha pianificato ogni dettaglio. A festa finita gli sposi e i loro figli sono andati a prendere il tè da Lady P, la madre della sposa, e poi hanno trascorso tutto il weekend insieme, nella loro nella campagna dell’Oxfordshire.

(Ph: Robert Fairer/Vogue UK)

E se vi sembra poco per una discendente della Regina Victoria non preoccupatevi, la sera prima della cerimonia c’è stato un party danzante, per favorire un clima amichevole tra gli invitati. In questo caso la sposa ha indossato un abito a sirena avorio composto da nastri di seta intrecciati e creato da Naeem Khan, conosciuto negli anni da modella a New York.

(Ph: Robert Fairer/Vogue UK)

Vi state chiedendo se India ha rispettato la tradizione indossando something old something new something borrowed something blue? La risposta è sì. Sul retro dell’abito era appuntata una spilla con zaffiri della madre, che rappresentava il blu e il prestato, nuovo era l’abito e vecchio… la sposa stessa! Detto da lei eh, tipico British humour.

P,S. ho pensato di provare a rinfrescare questa torrida estate ripercorrendo i matrimoni più o meno royal degli ultimi mesi; fatemi sapere se approvate.

La foto del giorno – I royal wedding non finiscono mai

Lei è Iman bint Abdullah, ha 25 anni, è la figlia secondogenita, (e prima femmina) dei sovrani di Giordania. Lui è Jameel Alexander Thermiotis, e ha due anni più di lei; la corte hashemita ha appena annunciato il loro fidanzamento.

La madre di lei, Rania, ha pubblicato un post entusiasta per la bella notizia: Congratulazioni carissima Iman; il tuo sorriso è stato sempre un dono d’amore che ho adorato sin dal giorno in cui sei nata. Auguro a te e a Jameel una vita piena di amore e risate! Sarà pronta la bella e fascinosa regina al nuovo ruolo di futura suocera, e magari presto anche quello di nonna?

Di Iman sappiamo che ha frequentato The International Academy ad Amman per poi laurearsi in Sociologia alla Georgetown University, ateneo prestigioso, privato e pure cattolico; poche invece finora le notizie sullo sposo. Le prime informazioni lo danno nato a Caracas ma di assai probabili origini greche; non è presente sui social – o se ne è prudentemente allontanato in tempo utile – e lavora come managing partner per un fondo d’investimento a New York. Viene dunque da quel mondo della finanza che in questi anni ha fornito parecchi sposi più o meno reali. Vedremo mai una royal lady sposare un dentista?

Iman e Jameel di sono fidanzati ufficialmente ieri al cospetto della famiglia di lei, il solitaire ha raggiunto trionfalmente l’anulare della futura sposa e ora non ci resta che aspettare le nozze; fateci sognare che ne abbiamo un certo bisogno.