Royal chic shock e boh – Easter edition

Mettiamola così: il periodo è quello che è, la crisi sanitaria non dà ancora tregua e Lady Violet ha avuto qualche giorno complicato, ma va detto che comunque il periodo pasquale non sempre porta con sé quella serenità che è protagonista di ogni augurio di stagione. E se pensavamo di aver visto il massimo quel giorno di Pasqua di tre anni fa, quando all’uscita dalla messa nella cattedrale di Palma de Mallorca la Reina Letizia quasi mise le mani addosso alla suocera (vi ricordate? 2018 A Royal Year – 12 mesi in 12 foto), quest’anno registriamo addirittura un mezzo colpo di stato in Giordania, col principe Hamzah, fratellastro del sovrano, accusato più o meno velatamente di far parte del complotto (e la di lui madre, la ex regina Noor, che sdegnata lo difende a spada tratta). Proviamo allora noi ad alleggerire l’atmosfera per quanto possibile, esaminando le poche mise viste in questi giorni addosso alle royal ladies. E partiamo da chi di solito non compare nella nostra – invero un po’ singhiozzante – rubrica: lei, Her Majesty Queen Elizabeth II, che di solito non fa parte della rassegna, rifuggendo ormai da ogni umana catalogazione.

Impossibilitata a partecipare al tradizionale rito del giovedì santo, la sovrana ha partecipato in privato alla messa ma ha voluto fare gli auguri ai sudditi con un paio di fotografie che la ritraggono qualche giorno prima – il 23 marzo – in passeggiata col Principe di Galles nei giardini di Frogmore House, a Windsor. Se il futuro re indossa un classico cappotto di cammello, che i maligni sostengono essere lo stesso da decenni (non è vero! ne ha sia a doppio petto sia a un petto solo, come questo) la regina stupisce in loden con mantellina – il modello si chiama Havelock – con stivali e uno dei classici carré Hermès semplicemente annodato sotto il mento.

Da non perdere assolutamente il dettaglio di stile che ha trionfato quest’anno: i guanti tricot. Che nel suo caso immagino siano degli autentici Far Isle e non lavorati da un’insegnate del Vermont come quelli che Sanders ha indossato all’inaugurazione della Presidenza Biden. E adesso chi glielo dice a Bernie? Chic, of course.

Tra le poche ad aver partecipato in persona a qualche evento c’è la Duchessa di Cornovaglia, che due settimane fa ha accompagnato il marito in visita ufficiale in Grecia, per celebrare i due secoli d’indipendenza del Paese. Un viaggio particolarmente significativo per Charles, che non ha marcato di rimarcare l’origine del padre, nato a Corfù quando i Greci celebravano il primo secolo da nazione indipendente.

Per la cena offerta dalla Presidente Katerina Sakellaropoulou Camilla ha indossato un raffinato caftano azzurro polvere con dettagli in oro; in oro anche gli accessori – magari avrei evitato quella mascherina – e una bellissima stola con inserti di pizzo. Chic.

Per gli appuntamenti di giorno la duchessa ha optato sempre per il classico bicolore bianco e blu, che fa sempre la sua figura, perfino sulla mascherina con le tre piume de principe di Galles. Chic.

Bicolore anche per la Reina Letizia, che in visita nella minuscola Andorra ha optato per pantaloni neri e una bella giacca principe di galles (Carolina Herrera), fermata da un’alta cintura (lei può). Una sorpresa le scarpe flat Hugo Boss, che a me piacciono assai, ma naturalmente sottolineano la notevole differenza d’altezza col Rey.

Che al contrario della moglie sceglie il colore: giacca a scacchettoni bluette con cravatta granata – sarà tifoso del Torino? – e gli inevitabili mocassini con nappina. Chic lei, shock lui.

Ancora bicolore, nel classico stile marinaro con tshirt a righe di Hugo Boss, uno dei brand preferiti della Reina, che per la visita al villaggio di Fuendetodos presso Zaragoza, dove 275 anni fa nacque Francisco Goya, ha riciclato una giacchina bianca con grossi bottoni neri indossata la prima volta nel lontano 2008. Fin qui benissimo, ma personalmente detesto sia quei pantaloni gaucho (una mia amica li chiamerebbe acqua in casa) con le sling back kitten heel (tradotto: le scarpine con cinturino al tallone e tacco a rocchetto). Che vi devo dire? Boh.

Il 24 marzo però i media spagnoli hanno distratto lo sguardo dalla rigidamente stilosa Reina per posarlo sulla gemma più preziosa della corona; Leonor, Princesa de Asturias, ha affrontato il primo impegno ufficiale in solitaria, il trentesimo anniversario dell’istituto Cervantes. Se l’occasione era nuova, la mise era invece riciclata: l’erede al trono ha ripetuto pari pari quanto indossato lo scorso ottobre per la consegna dei premi intitolati a lei: abito del brand spagnolo Poète e kitten heel di camoscio nero (Pretty Ballerinas).

Che francamente avrei evitato, perché finiscono con l’intristire un abito non particolarmente allegro, che non fa risaltare l’incarnato eburneo della fanciulla. Il modello dell’abito non mi fa impazzire, ma certamente è assai complicato mettere d’accordo un’età così giovane, un titolo così ingombrante e un’occasione così formale; niente giudizi fino alla maggiore età, ma quanto ci sogniamo di vedere Leonor in un bel rosso, in verde smeraldo, in turchese?

Royal chic shock e boh

Regno Unito

Inizia col botto la settimana grazie alla Duchessa di Cambridge, che in qualità di patronessa del Natural History Museum ha premiato il vincitore del Wildlife Photographer of the Year. Premiazione virtuale, per cui le immagini della duchessa sono poche e neppure a figura intera, ma quello che si vede a me piace assai. Reso celebre da Marlene Dietrich, codificato da Yves Saint Laurent, lo smoking ormai è da decenni un classico nell’armadio delle signore. Quello indossato da Catherine viene dalla sua maison preferita, Alexander McQueen: splendido il taglio e ottima l’idea di sdrammatizzarlo con tshirt, cintura e un paio di orecchini di bigiotteria (Accessorize). Chic.

Catherine recupera il mood bon chic bon genre per la visita a Tommy, centro che si occupa di fecondazione e gravidanze a rischio. L’abito di Emilia Wickstead è veramente rappresentativo del suo stile, e infatti non solo l’ha già indossato, ma ce l’ha anche in lilla e verde oliva. Molto bello il punto di blu e scelta azzeccata, vista la necessità di indossare un camice; perfetto e very British l’abbinamento con la mascherina in tessuto Liberty, anche se in un ambiente sanitario forse sarebbe stata più indicata la quella chirurgica. Comunque chic.

Paesi Bassi

Settimana complicata per i sovrani olandesi, che appena atterrati nel sud della Grecia per un breve periodo di vacanza nella loro villa sulla costa del Peloponneso sono dovuti rientrare in patria in fretta e furia, subissati dalle critiche dei cittadini che si sono sentiti abbandonati nel momento dell’emergenza. La curva dei contagi covid nei Paesi Bassi si è impennata bruscamente nelle ultime settimane, ed essendo ora necessario un uso più rigoroso della mascherina i sovrani se la sono fatta ad hoc, in royal blue con corona ricamata.

La indossavano così martedì a un meeting con SchuldenlabNL, dove Máxima ha riciclato un bell’abito Bottega Veneta di qualche anno fa. Colore – un raffinato mauve – che non la valorizza, fitting pessimo, capelli più spettinati dal solito, insomma poteva fare meglio.

Inoltre il modello originale, come potete vedere, è più lungo e a mio avviso accorciarlo ne ha rovinata la linea. Era proprio necessario? Boh.

Sola, senza l’augusto consorte, la regina ha visitato l’Enik Recovery College, che si occupa di salute mentale a Utrecht. Abito rosso pomodoro firmato Natan, di una taglia in meno del necessario, collant semiopaco – torna l’autunno, torna l’incubo delle calze – giacchino nero come scarpe e clutch. Una mise che farebbe storcere il naso pure al più accanito milanista (e sui capelli non mi pronuncio più). Shock.

Monaco

Mascherina royal – in questo caso c’è lo scudo bianco/rosso dello stemma principesco – per Caroline de Monaco impegnata martedì sera con la figlia Charlotte nella consegna dei Premi della Fondation Prince Pierre. Mi piace il suo abito? Non mi fa impazzire, tra il tipo di ricamo la lunghezza e le maniche corte starebbe francamente male a chiunque. Ma lei, ora che si è liberata dai vincoli della bellezza e della moda, ha sublimato la figura esile in chic assoluto. Cosa penso di Charlotte? Sempre bella, sempre un po’ imbronciata, spesso in style boho parisienne che a me non dispiace, ma magari avrei scelto altro per un’occasione del genere. Boh.

Spagna

Settimana intensissima per i Borbone, dopo il Día de la Hispanidad, lunedì 12, si sono trasferiti a Oviedo per il premio Princesa de Asturias. Per la serata clou Letizia ha riciclato un abito dello spagnolo Atelier Delpozo, talmente scenografico da eclissare chiunque. Molto più moderno delle mise delle due figlie; Leonor vestita da madre della sposa, Sofía da bambola LENCI. Strepitosa la Reina Emérita, con uno dei suoi amati tailleur in una fantasia tra il pied-de-coq e il campuflage. Chic+chic le due Regine, le ragazze le giudicheremo quando saranno più grandi.

Per il ricevimento che ha preceduto la giornata del Premio la Reina ha riciclato di nuovo, questa volta un abito Carolina Herrera che vi era piaciuto tanto la prima volta che lo indossò, per l’inaugurazione della mostra Sorolla, Spanish master of light alla National Gallery (La foto del giorno – 14 marzo). Chic, poche storie. Molto graziose le due ragazze, e pure patriottiche, con abiti di brand spagnoli: fiorellini delicati per Leonor (Poète), rosso giovane e allegro per Sofía (Mango). Giustamente orgoglioso delle sue donne Felipe (che è chic a prescindere, ma questa è un’altra storia).

Le foto del giorno – El Día de la Hispanidad

Festa nazionale oggi in Spagna, in tono minore e nel totale rispetto delle norme anti covid: una cerimonia semplice nel cortile di Palazzo Reale, mascherine e distanziamento. Non c’è stata la tradizionale parata, ma c’è stato il volo della Patrulla Águila, la pattuglia acrobatica spagnola.

In compenso le due figlie dei sovrani ci hanno riservato una sorpresa: per la prima volta in una occasione ufficiale sono apparse vestite – e pettinate – in maniera totalmente diversa .

Gonnellone color polvere e uno spumoso pulloverino bianco con maniche al gomito (& Other Stories) per la Princesa de Asturias; pantaloni blu (Stradivarius) e blusa bianca fermata da una lunga fusciacca (Zara) per l’Infanta. Scarpette sbrilluccicose con un filo di tacco per Leonor, ballerine di camoscio blu per la più alta Sofía; capelli in un romantico semiraccolto per la futura regina, un più moderno liscio perla sorella. L’una, più rétro, mi ha ricordato nonna Sofía; l’altra, più contemporanea, mamma Letizia.

La Reina oggi ha riciclato una delle mise di Felipe Varela più chic di sempre: abito di velluto e scarpe bordeaux, pardessous e clutch rosso brillante; cinque anni fa era vestita proprio così il giorno in cui la primogenita ricevette dalle mani del commosso padre la massima onorificenza del Paese, il Toson d’Oro, che oggi portava appuntato sulla spalla sinistra.

Queste due deliziose ragazze stanno crescendo – Leonor compirà 15 anni a fine mese – e sarà un piacere vederle sperimentare tra stili e modelli; alla fine anche la controllata e controllante Letizia cederà (forse).

Royal chic shock e boh

Gravemente penalizzata dalla drastica riduzione di materia prima causata dalle regole anti covid, proviamo oggi a ripartire con la nostra rubrica settimanale sperando davvero di poter replicare l’appuntamento ogni settimana.

Le signore in rosso

Dress to impress? Máxima! La Regina Consorte d’Olanda mercoledì 7 era a Utrecht per il progetto “Più musica in classe” e ha scelto il total red: sontuoso cappotto kimono in cachemire rosso con ricami (Oscar de la Renta), abito monacale appena più scuro (Massimo Dutti), stivali (sono i Laura Boots di Gianvito Rossi), e come borsa un classica MM Delvaux. Sarà un insieme troppo sobrio? Rischio di passare inosservata o – peggio – di deludere le schiere di miei adoratori? Deve essersi chiesta la bionda sovrana, e dunque prima di uscire ha aggiunto un paio di orecchini.

Due bei serpentoni che dal giardino dell’Eden ricamato sul cappotto si sono arrampicati sulle sue orecchie. Io la trovo fantastica, ma in che categoria la mettiamo? Boh.

Il giorno (anzi, la sera) dopo si replica con la sua gemella diversa, la Regina dei Belgi, che con la famiglia al completo ha presenziato all’inaugurazione dell’anno accademico della École Royale Militaire, frequentata dalla figlia maggiore Elizabeth. Come Máxima anche Mathilde è alta e bionda; purtroppo è anche fedelissima di Natan, che l’altra frequenta con minore accanimento. Questa volta Edouard Vermeulen, boss della Maison belga, impone alla sua sovrana un abito da istitutrice che le regala una decina d’anni e un paio di taglie, completato da un giacchino di mohair e dalla mascherina d’ordinanza, mentre Fabienne Delvigne fornisce la clutch e il solito bandeau, che francamente inizia a stufare.

La Reine è bella, ha classe e grazia ed è perciò sempre piacevole, ma conciata così la trovo terribile. Shock.

Terza moschettiera del rosso questa settimana è Letizia di Spagna, che per una riunione nella Residencia de Estudiantes, a Madrid, ricicla un tailleur pantalone di Roberto Torretta già visto in altre occasioni. E come in tutte quelle occasioni lo accessoria nello sesso modo: stiletto rivelato dallo spacco del pantalone e clutch pitonata, la Maysa, di Carolina Herrera. La giacca è piuttosto interessante, caratterizzata dal motivo del finto gilet a vista, le maniche un po’ troppo lunghe; in generale non mi fa impazzire ma è un look muy Letizia, molto adatto sia alla Reina sia all’occasione, dunque chic.

Le signore in viola

La futura regina di Svezia giovedì 8 ha raggiunto Solna, cittadina nei pressi della capitale, dove sorge l’ospedale pediatrico dedicato ad Astrid Lindgren, e con la collaborazione della signorina Maija di 9 anni ha inaugurato una statua dedicata all’amata scrittrice, “mamma” di Pippi Calzelunghe. Piuttosto crepuscolare la mise scelta da Victoria: uno di quei vestitoni a fiorellini che ama tanto color glicine appassito, completo di tronchetti grigi come la borsa, e un soprabito rosa polvere firmato, come del resto l’abito, dal brand finlandese Andiata.

Un insieme che un’amica di Lady Violet avrebbe definito bonjour tristesse; ma perché rattristarsi così? Boh.

Sono giorni complicati per la regina di Norvegia: le voci che da tempo si susseguono sulle condizioni di salute di Re Harald sembravano aver trovato conferma la scorsa settimana, quando l’apertura del Parlamento per la prima volta in trent’anni si è tenuta alla presenza dell’erede Haakon e non dal sovrano, assente per problemi respiratori cui due giorni fa è seguito un intervento per la sostituzione di una valvola cardiaca. Sonja, col garbo la grazia e la dignità che le sono propri tiene fede alla su agenda, e mercoledì ha ricevuto a Palazzo Reale Ciana Phillips, vincitrice del Queen Sonja Print Award. Semplice ed elegante in un abito con baschina in sbieco, di un bel viola melanzana che le dona molto. E non vi stupiscano le calze di quel colore, negli anni ’80 erano il tratto distintivo di molte aristocratiche. Chic.

Le signore in beige

Premi da consegnare anche per Margethe di Danimarca: nel suo caso quelli per la ricerca sull’artrite, materia cui Lady Violet è dolorosamente sensibile. La sovrana è vestita in un modo che avrebbe scatenato l’entusiasmo materno (intendo di mia madre, non osando certo parlar della sua): gonna cammello, una bella giacca in tartan senza bottoni e camicia con fiocco, tornata assai di moda. Come Margrethe regalmente dimostra, fantasie diverse possono essere abbinate seguendo alcune semplici regole, la prima delle quali è naturalmente l’omogeneità dei colori. Chic.

Mentre il marito Albert II è in viaggio in Serbia, Charlène de Monaco è a Tbilisi, ospite della Presidente georgiana Salomé Zourabichvili. Camicia con fiocco anche per lei; nera, come gli stivali e la cintura che distrugge la linea della giacca, se mai ne ha avuta una. Neppure la gonna ha una gran linea, o è solo troppo grande, e quel beige cipriato non la valorizza affatto e accresce la mestizia dell’insieme. Shock. E non perché non amo i beige, giuro!

A Royal Calendar – 15 settembre

È, il 15 settembre, giorno ad alto tasso di compleanni royal.

La Reina

Compie 48 anni Letizia, Regina Consorte di Spagna festeggiata con la solita sobrietà (leggi: per nulla); vedremo se tra due anni quando raggiungerà il mezzo secolo ci sarà almeno una foto ufficiale. Nonostante la figlia maggiore Leonor sia a casa in quarantena a causa della positività al covid riscontrata in una compagna di classe, la coppia sovrana porta avanti i propri impegni senza difficoltà, e ieri Letizia ha inaugurato l’anno scolastico in un istituto in Navarra.

Il Principe Consorte

Di un anno più giovane Daniel Westling, che festeggia i 47. Al contrario della Reina e in accordo all’uso la famiglia reale svedese ha diffuso un ritratto inedito del marito della Principessa Ereditaria Victoria. La fotografia è stata realizzata nel padiglione Gustav III nel parco Haga, durante la sessione per il decimo anniversario di matrimonio, nel giugno scorso (Glad Midsommar!) e bisogna ammettere che negli anni questo Clark Kent impeccabile ma un po’ rigido si è rivelato un ottimo marito e padre, e un ottimo acquisto per i Bernadotte.

Il Principe Riluttante

Mi perdonerete la citazione ispirata dal suo bisnonno, chiamato The Reluctant King, ma naturalmente oggi l’attenzione dei royal watchers è concentrata sull’asse Londra-Los Angeles per il primo compleanno di Harry lontano dalla Royal Family.

Com’è ormai tradizione gli account dei Windsor hanno pubblicato immagini col solo festeggiato, magari in compagnia del festeggiante: Harry con la nonna di spalle; Harry col padre.

I Cambridge ne hanno scelta una in cui Harry batte in una corsa fratello e cognata; non ho dubbi che l’intento fosse metterlo in risalto, ma l’assenza di moglie e figlio – ripeto, una scelta fatta per tutti i membri della famiglia – ha innescato una serie di commenti da entrambe le fazioni molto sgradevoli quando non addirittura violenti. Il che ormai è diventato un problema non più eludibile.

Il Re di maggio

Il 15 settembre 1904 nasce a Racconigi Umberto Nicola Tommaso Giovanni Maria di Savoia, terzogenito e unico figlio maschio di Re Vittorio Emanuele III e della Regina Elena. Lady Violet confessa di non essere appassionata di Casa Savoia e di conoscerla poco, ma il matrimonio tra Umberto e Maria José rimane comunque indimenticabile. I due erano stati promessi fin da bambini, tanto che Maria José venne mandata a studiare a Firenze nell’elegante collegio Poggio Imperiale. La loro unione nasce sotto una stella un po’ zoppicante: il giorno del fidanzamento, il 24 ottobre 1929 a Bruxelles il principe scampa a un attentato che viene taciuto alla fidanzata, la quale davanti ai complimenti che lui riceve per il suo coraggio teme si stia parlando di lei. La celebrazione l’otto gennaio (che è anche il compleanno della Regina Elena) del 1930 nella Cappella Paolina del Quirinale, con la povera fanciulla costretta a vivere l’incubo di ogni sposa: l’abito di velluto panna, realizzato dalla milanese maison Venturi su disegno dallo sposo, è stretto. O meglio, sono le maniche ad essere strette, ma non c’è tempo di intervenire. Trova la soluzione una giovanissima dipendente della maison, Fernanda Gattinoni. Che taglia via le maniche, le sostituisce con lunghi guanti di raso, salva la situazione e lancia una nuova moda.

In conclusione, una singolare coincidenza: se Umberto II era nato il 15 settembre, come Harry, Maria José venne alla luce il 4 agosto. Come Meghan. The best is yet to come.

Summer royal news

Iniziamo con una buona notizia: la Casa Reale danese ha pubblicato un’immagine del principe Joachim nel giardino dello Chateau de Cayx dove sta trascorrendo la convalescenza, in compagnia del fratello maggiore Frederik, che è andato a trovarlo.

Joachim, sottoposto il 25 luglio a un intervento neurochirurgico d’urgenza per un ictus, sembra un po’ provato ma in buone condizioni. Mi colpisce che non abbia i capelli rasati, per cui mi chiedo in quale area della testa fosse il versamento che ha richiesto l’intervento, ma in fondo poco importa. Impossibile non notare la semplicità della mise en place: su un bel tavolo col ripiano coperto da mattonelle una tovaglietta provenzale, due brioches in un cestino con quello che ahimé sembra proprio un tovagliolino di carta, la marmellata offerta direttamente dal barattolo. Penso che a noi cresciuti immaginando la royal life sulla base dei film di Visconti toccherà ridimensionarci un po’. E così sia.

Superando i Pirenei e raggiungendo le Baleari troviamo i reali di Spagna, arrivati lo scorso weekend a Palma de Mallorca. Come da tradizione, in agosto i sovrani trascorrono alcuni giorni nelle residenza di Marivent, ma francamente non si può definire vacanza, dato che continuano con i loro impegni quasi come sempre. La sessione fotografica di rito che aspettavamo tanto non c’è stata, in compenso la figlia minore Sofía si è fatta male al ginocchio destro, e ora gira con la stampella.

Quest’anno poi, considerando da una parte la pandemia, dall’altra il recentissimo autoesilio del Rey Emérito Juan Carlos, l’attività sembra essersi addirittura intensificata e piuttosto che rimanere chiusi a Marivent – che Letizia non ha mai amato – l’agenda è piena di visite in tutte le isole. Purtroppo non manca qualche scivolone, e non mi riferisco all’infortunata Sofía. Ieri, nel corso di una visita al centro socioeducativo Naüm, in una zona difficile e disagiata di Mallorca, una delle ragazze ospiti ha chiesto a Leonor cosa vorrebbe fare da grande. E Letizia è intervenuta immediatamente rispondendo al posto della figlia: “Lo que tiene que, no lo que quiere” (quello che deve non quello che vuole). E niente, se nasci grissino non puoi diventare macaron, nemmeno se vesti le creature low cost, e le pettini come te.

Nel mondo anglosassone invece la notizia è l’uscita (ieri) del libro Finding Freedom (in italiano il 27 agosto), la biografia fintamente non autorizzata dei Duchi di Sussex, scritta con prosa improbabile da due giornalisti amici della coppia.

Lady Violet ha avuto l’occasione di leggerne qualche breve passo, e ha l’impressione che alla fine questa operazione finirà per far perdere autorevolezza – ove ce ne fosse – e aggiungere ridicolo a questa storia. Come reagire diversamente a una frase del genere? «Meghan’s willingness to help others and her drive to excel meant she often was deemed “fake” by classmates at school who felt it was impossible for anyone to be that “perfect”» (l’inclinazione di Meghan nell’aiutare gli altri e la sua determinazione nell’eccellere spiegano come possa spesso essere stata giudicata “falsa” dai compagni di scuola, che pensavano fosse impossibile per chiunque essere così “perfetto”). Letteratura a parte, da casa Sussex arrivano due vere notizie: la duchessa, in quanto cittadina americana senza più carichi all’interno della Royal Family eserciterà il suo diritto di voto alle prossime presidenziali USA, e questa è davvero una novità. La seconda è che la famigliola ha comprato casa; una residenza da 8 milioni di sterline a Santa Barbara, nord di Los Angels, dove intendono crescere il piccolo Archie nell’agognata privacy. Nel frattempo la visita a Balmoral per far rivedere il bimbo ai parenti inglesi è saltata. Per proteggere la salute dei bisnonni nonagenari, of course.

Le foto del giorno – In vacanza!

Oggi speravo di mostrarvi le tradizionali fotografie de Los Reyes Felipe e Letizia nella resodenza di Marivent con le figlie, ma al momento dobbiamo accontentarci di alcuni scatti alla berlina scura guidata dal Rey, con a bordo tutta la famiglia, prova del fatto che si trovano già a Palma de Mallorca.

Per il resto bisogna aspettare e vedere se la repentina partenza del Rey Emérito Juan Carlos – che al momento si trova nel sontuoso Emirates Palace Hotel ad Abu Dhadi – influenzerà il comportamento dei sovrani in vacanza. Però il primo piano degli occhi di padre e figlia vale l’attesa.

2600 chilometri più a nord, nelle lande scozzesi, un’altra sovrana con qualche problema domestico – in questo caso causato non dal padre ma da un figlio – ha iniziato le sue vacanze.

Anche lei in famiglia, perché se il marito Philip è rimasto a casa, ad accompagnarla in passeggiata negli splendidi (e freschi…) dintorni di Balmoral c’era anche il figlio minore Edward con la moglie Sophie e i figli Louise e James.

Gonna – ovviamente – scozzese, pullover rosso, gilet blu e foulard in testa Her Majesty si è goduta un po’ di tempo all’aria aperta. Essendo domenica, in tempi normali l’avremmo vista andare alla funzione nella vicina Crathie Kirk, ma data l’emergenza sanitaria è stato annunciato che quest’anno la sovrana eserciterà la sua devozione in privato. Per la sua sicurezza naturalmente, ma anche per evitare assembramenti dei sudditi che l’aspettano durante il tragitto nella speranza di vederla. Che stile!

Royal chic shock e boh

Con o senza mascherina, le royal ladies stanno intensificando le loro attività, per la gioia dei loro sudditi e dei nostri occhi. Si riparte!

La Reina Letizia

Riprendiamo da dove ieri avevamo lasciato, Los Reyes a Santiago di Compostela per la festa del Santo. Abbiamo già detto che i sovrani stanno attraversando la Spagna in lungo e in largo, e sempre li abbiamo visti indossare la mascherina (la più semplice, quella chirurgica) togliendola solo in momenti particolari; nessuna eccezione nemmeno in questo caso. Letizia ha scelto un fresco chemisier, quest’anno di gran moda, in beige chiaro con fantasia di foglie e palmizi, dello spagnolo Pedro del Hierro. Lo ha accessoriato con un paio di slingback nude Carolina Herrera e una clutch di rettile verde bosco che – nell’improbabile caso ne avessi una – avrei lasciato nell’armadio. A me non piace particolarmente, ma non si può negare che sia una mise adeguata. Banalmente chic.

The Duchess of Cambridge

Niente mascherina, ma abito chemisier anche per Caterine – ve l’ho detto che va di moda – impegnata con il marito in un incontro all’aperto della Royal Foundation, che durante la pandemia ha finanziato per 1.8 milioni di sterline le dieci principali organizzazioni che si occupano di salute mentale. L’abito bianco a piccoli disegni, di Suzannah, dà davvero l’idea delle freschezza indispensabile per luglio, e come sempre la classe è nel dettaglio, in questo caso la bella linea della gonna e la manica al gomito. I piedini della duchessa non si vedono, ma sono calzati in un paio di quelle espadrillas con zeppe e laccetti alla caviglie molto amati da varie royal ladies, e perfetti per l’occasione. Senza dubbio chic.

Beatrice Borromeo Casiraghi

Nessuna mascherina, e neanche il minimo distanziamento sociale per la bionda Bea e il marito Pierre, che sabato 18 hanno partecipato a un charity dinner a Cannes in favore della Naked Hert Foundation, creata per i piccoli in difficoltà dalla ex supermodel Natal’ja Vodjanova dopo la tragedia di Beslan. Beatrice si ispira spesso alla nonna mai conosciuta del marito, la divina Grace, e nemmeno questa volta fa eccezione: scollo all’americana, infradito flat, capelli raccolti in una treccia.

L’abito è Dior, e fa il suo dovere. Chic.

La famiglia reale olandese

Battendo sul tempo tutte le altre royal families i sovrani olandesi si sono sottoposti ben dieci giorni fa alla tradizionale seduta fotografica che precede le vacanze estive. In questo caso si tratta ovviamente di congiunti in un ampio spazio aperto, ma c’è da dire che – in accordo con le indicazioni governative – la mascherina l’hanno comunque indossata di rado. Ecco i sovrani con le tre belle ed altissime figlie, tutte e tre in abito camicia: azzurro con dettagli in pizzo (Self-Portrait) e un cinturone che non la valorizza la futura regina Catharina-Amalia; il più bello dei tre, firmato Tommy Hilfinger, a righine bianco/azzurre di per la diva famiglia Alexia; bianco e campagnolo (Maje) per la piccola Ariane. A questo punto sorgono alcune domande: come mai Máxima, solitamente abbinatissima, indossa un completo bianco da working girl? Com’è possibile che nonostante Willem-Alexander sia alto 1,93 i pantaloni gli si ‘siedono’ sulle scarpe? È un caso che i colori scelti siano il bianco e l’azzurro, i colori della bandiera argentina, Paese d’origine di Máxima, invece che il blu/bianco/rosso di quella olandese, o l’arancione degli Orange? Un grande boh.

La Reine Mathilde e la Princesse Astrid

Finora è andata piuttosto bene, che la pandemia abbia influenzato positivamente sul royal style? Poi arriva il 21 luglio, Festa Nazionale belga. Si comincia la sera prima con il Concerto di gala. Mathilde, star delle regine mascherate, spesso è tutta en pendant, viso e abito. E infatti il fido, sciagurato Natan le realizza un vestito con mantella fucsia e mascherina abbinata; peccato non abbia abbinato anche gli elastici, smaccatamente bianchi. Un pipistrellone shocking pink. Shock.

Le mascherine scompaiono per la foto di gruppo con i fratelli del re: il Principe Laurent, informale in completo spezzato, e accompagnata dal marito Lorenz d’Asburgo-Este la Principessa Astrid in completo pantaloni modello acqua in casa, con l’aggravante che è pure firmato Gucci. Che shock!

Martedì 21 è il gran giorno, e si inizia col solenne Te Deum in Cattedrale. L’abito blu a disegni beige, anche questo un Natan, invecchia alquanto la bella Mathilde e le allarga il girofianchi in maniera impressionante, né l’aiuta il cappello di paglia (è il modello Louisa di Fabienne Delvigne). Come sapete sono deliziata dalla presenza dei guanti, ma per il resto boh.

Segue la festa vera e propria con la parata militare e le autorità del Paese. E qui avviene il prodigio della trasformazione in camicione informe di un abito di Dries van Noten, stilista colto, rigoroso e concettuale come pochi. Sono i colori che adoro, ma l’insieme col turbante viola (sempre Delvigne) e la mascherina nello tessuto dell’abito è veramente too much. Shock.

E la Principessa Astrid? Lei riesce a ingarbugliare e sporcare anche il pattern più pulito che c’è: le righe. Divertenti gli accessori gialli, che non riescono a sollevare il tono della mise, peggiorata dal cappello con grande fiocco lezioso. Altezza, scelga un tema e segua quello, che va più sul sicuro. Sorry, shock.

Le foto del giorno – A Santiago de Compostela

Oggi è il 25 luglio, il giorgio di San Giacomo Maggiore. Apostolo con il fratello Giovanni, fu decapitato per ordine di Erode Agrippa I nell’anno 42; secondo la tradizione la sua salma fu trafugata e trasportata fin sulle coste della Galizia. Il sepolcro con i suoi resti sarebbe stato scoperto nell’anno 830 in seguito all’apparizione di una stella, per cui il luogo fu chiamato campus stellae “campo della stella”, da cui deriva il nome attuale, Santiago de Compostela.

Per celebrare uno dei patroni di Spagna oggi anche Los Reyes hanno raggiunto il santuario; visita inusuale, dato che i sovrani sono solitamente presenti solo nell’anno santo giacobeo (cioè quello in cui il 25 luglio cade di domenica). Ripetendo il gesto del 2014 Felipe VI accompagnato da Letizia, ha presentato al Santo la ofrenda nacional; entrambe occasioni straordinarie: se allora El Rey era appena asceso al trono, oggi la ragione è la pandemia da covid-19, e il tour che i sovrani stanno compiendo in tutte le regioni del Paese per manifestare apprezzamento e vicinanza ai cittadini. Naturalmente celebrazioni ridotte al minimo, massima sobrietà e mascherine d’ordinanza; ma l’anno prossimo ci rifaremo: il 2021 sarà il primo anno santo giacobeo del regno di Felipe.

Quanto alla mise della Reina, ne parleremo domani; torna la rubrica domenicale Royal chic shock e boh, mica vorrete mancare?

P.S. per le lettrici e i lettori di Pistoia, evviva San Iacopo e il suo mantello rosso!

Le foto del giorno – A proposito di working royals

Bisogna dire le cose come stanno: in questo periodo di crisi, che ha colpito con particolare violenze il loro Paese, il comportamento dei sovrani spagnoli è stato esemplare.

Elegantemente semplici, rigorosamente armati delle indispensabili mascherine – del tipo chirurgico, modello base senza fronzoli – da quando è stato loro consentito Felipe e Letizia, quasi sempre insieme, hanno preso ad attraversare la Spagna in lungo e in largo per rendersi conto di persona delle condizioni dei concittadini e delle difficoltà della ripartenza. Che si tratti della formale riapertura della frontiera col Portogallo, o di prepararsi alla vendemmia, hanno ripreso a pieno ritmo a fare il loro lavoro, e lo fanno bene.

Ieri poi a Los Reyes si sono aggiunte le due figlie, l’erede Leonor e l’Infanta Sofía, e tutti e quattro hanno assistito alla cerimonia di suffragio per le vittime della pandemia nella Cattedrale di Madrid, La Almudena.

Impeccabilmente vestite a lutto la Reina e le sue figlie, in equilibrio perfetto tra serietà e sobrietà senza scivoloni e senza strafare. Brave, devo dire una bella lezione di stile regale. La Reina non sarà Miss Simpatia Ibiza ma quando s’impegna – e s’impegna spesso, a volte pure troppo – incarna davvero il vecchio adagio “la pratica rende perfetti”.