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Luigino cammina! louis walkingHa appena compiuto un anno il piccolo di casa Cambridge, ma già cammina sicuro e spedito, prudentemente calzato e attentamente sorvegliato dal babbo, mentre i fratelli scalzi si godono un altro angolo del giardino Back to Nature, che Catherine ha ideato per il Chelsea Flower Show, la più importante rassegna mondiale dedicata al giardinaggio, che proprio oggi apre i battenti. back to natureE noi ne parleremo a lungo, aspettatevi foto – anche esclusive – in quantità; e ora sapete perché la duchessa non ha partecipato al royal wedding di sabato scorso.

Le foto del giorno – 19 maggio

Giornata ancora inevitabilmente dedicata ai royal wedding, causa il primo anniversario delle nozze dei Duchi di Sussex, che oggi hanno pubblicato sul loro profilo Instagram delle foto inedite, in bianco e nero. Ne ho scelte quattro, quelle che a me sono piaciute di più.

Si parte! harry wedding autostopQui c’è tutto Harry, scherzoso e divertente, eterno ragazzo. Sperando che col tempo che passa e le nuove responsabilità lo maturino rendendolo più solido senza togliergli la leggerezza; come direbbe Flaiano, coi piedi saldamente appoggiati sulle nuvole.

Sentimental harry wedding willsWanda Osiris orridirebbe davanti a una scalinata così striminzita! E in effetti pure William è leggermente perplesso, ma Harry ha un’espressione tale che è troppo se non fa lo scivolo su corrimano.

Per fortuna che c’è Charles meghan wedding charlesL’aspetto più triste di questa storia è rappresentato di rapporti con la famiglia di lei, tra accuse, offese e indifferenze tutta assente dalle nozze. Ci ha pensato il padre e suocero ad alleggerire l’atmosfera con garbo signorilità sensibilità e tanto, tanto amore.

Meg&Mum meghan wedding momE meno male che c’è Doria, che sembra aver trovato la giusta chiave per entrare in una famiglia complessa, presenza discreta ma forte. Prossimo appuntamento, il battesimo di Archie!

Another Royal Wedding – Che la festa cominci!

Peccato non avere una copertura maggiore delle nozze di Lady Gabriella Windsor, dato che Luisa Beccaria le ha preparato ben quattro abiti per momenti diversi; intanto dobbiamo accontentarci di quello che c’è, dunque ecco le immagini a cerimonia avvenuta. royal-wedding-gabriella tomEntrambi alti biondi e dentuti ecco i signori Kingston pronti per godersi il resto della giornata, del weekend e – si spera – della vita. Belli, eleganti, apparentemente felici, potrebbero essere i prìncipi delle favole, ma mi sembra manchi quel tocco di magia che accende e trasforma. wedding-party-aSulle scale della St.George’s Chapel con le famiglie schierate e i numerosi, deliziosi, rumorosi e piuttosto inutili paggetti. gabriella and momCosa si staranno dicendo mamma e figlia? E voi, quante volte avete visto una madre della sposa più inelegante, caotica e pasticciata? gabriella wedding churchA proposito di caos, anche in questo caso ci tocca vedere scalinata e portale della chiesa trasformati nell’ingresso di un teatro di verzura. Non mi piace, e ha pure un po’ stufato.gabriella bouquet Parlando di fiori, il bouquet mi è piaciuto molto: bello il colore, equilibrata la dimensione, selvaggio quanto basta. Questo primo piano ci consente pure di dare un’occhiata all’anello di fidanzamento; non amo troppo le pietre a goccia sulle dita, ma direi che in giro c’è di molto peggio.

Un giorno, due royal wedding

Nonostante una vecchia tradizione sconsigli i matrimoni in maggio, i royal wedding in questo mese abbondano, e nella stessa data – quella odierna, il 14 – ne sono stati celebrati ben due.

Atene, 14 maggio 1962 boda-rey-juan-carlos-reina-sofa-20-696x1032La figlia maggiore dei sovrani greci, Sofia, sposa Juan Carlos di Borbone, che dovrebbe un giorno salire sul trono di Spagna, ma in piena era franchista nulla è certo, dato che tutto è nelle mani del caudillo. È un matrimonio che ne vale tre, quanti sono i sì che la coppia si scambia: uno nel rito cattolico romano, uno in quello greco ortodosso e l’ultimo nella cerimonia civile a Palazzo Reale. Giovanissimi – lui ha 24 anni, lei 23 – gli sposi si sono innamorati l’anno prima, entrambi invitati a un altro matrimonio, quello dei Duchi di Kent. Juan Carlos indossa l’uniforma da tenente di fanteria con numerose onorificenze tra cui il Collare di Carlos III e il Toson d’Oro. sofia wedding dressSofia ha scelto per il suo abito Jean Dessès, couturier di origine greca; il risultato è una creazione con una struttura in lamè d’argento arricchita da tulle e pizzo, con strascico lungo sei metri, senz’altro molto  regale (pure troppo) per fortuna alleggerita dal modello semplice, tipico degli anni ’60. Il capo della sposa è coperto dallo stesso velo indossato dalla madre Federica, fermato dalla Prussian Diamond Tiara, che Sofia presterà alla futura nuora Letizia per le nozze con Felipe.

Il matrimonio non è particolarmente felice, principalmente a causa del carattere e delle infedeltà del re, ma anche i figli daranno a Sofia qualche dolore di troppo: dal divorzio della primogenita Elena agli amori di Felipe con fanciulle mai ritenute all’altezza, ai rapporti difficili con Letizia; che sono ancora nulla rispetto allo scandalo Noos che ha travolto l’altra figlia Cristina e portato in prigione il di lei marito Iñaki Urdangarin. sofia juan carlosDi recente i coniugi sono comparsi insieme in più di un’occasione, mostrandosi complici e affiatati come non li si vedeva da anni (o piuttosto decenni) il che scalda il cuore di chi come Lady Violet ama l’happy ending, anche fuori tempo massimo.

Copenaghen, 14 maggio 2004 mary fredÈ il giorno in cui il Principe – e futuro re – Frederik sposa Cenerentola, nelle vesti della bruna australiana Mary Elizabeth Donaldson. Nel solco di altre royal love stories, i due si conoscono in occasione delle Olimpiadi, quella di Sidney del 2000 (ragazze prendete nota, che l’anno prossimo ci sono di nuovo, anche se convengo che Tokyo sia leggermente fuori mano); si innamorano, si rincorrono attraverso tre continenti e finalmente si fidanzano. Per le sfarzosissime nozze nella cattedrale di Copenaghen- i royal wedding scandinavi si tengono di pomeriggio, con gli uomini in alta uniforme o in frac, e le signore in lungo con tiare e gioielli sfavillanti – Mary si rivolge a Uffe Frank, stilista danese che ha studiato con Valentino e Giorgio Armani ma deve aver fatto parecchie assenze, visto il risultato. mary wedding dressUn abito in duchesse di seta avorio  con ampia scollatura che sbecca sulle spalle, maniche a tre quarti dalla forma incerta ma dai difetti certissimi e un corpetto aderente che si apre in una gonna caratterizzata da pieghe tipo cannolo spiaccicato, che rivelano una sottogonna  piuttosto rigida. La sposa indossa il velo antico della famiglia dello sposo, che non potendo essere adattato più di tanto né – orrore! – tagliato, viene ancorato a un grosso chignon vagamente spagnoleggiante. Completa l’acconciatura il dono di nozze dei suoceri, una piccola, delicata tiara che scompare in quell’ammasso di capelli e pizzo; e anche i grossi orecchini pendenti sono fuori scala. Insomma, secondo me il più brutto abito degli ultimi anni, forse persino peggio di quello di Sophie di Wessex. Bruttissimo anche il bouquet che mischia fiori danesi a quelli australiani; in particolare quei rami d’eucalipto, simbolo della Tasmania dove è nata Mary, che svolazzano da tutte le parti e stridono con la rigidità della composizione semisferica. Nonostante il debutto un po’ infelice Mary ha saputo trovare il suo stile e ha molto affinato il suo gusto, tanto da essere oggi, a mio avviso, la più chic della sua generazione. letizia danish wedding

Quel giorno di quindici anni fa invece ha rischiato seriamente di essere eclissata da Letizia Ortiz Rocasolano, fidanzata di Felipe di Spagna, in una delle sue migliori versioni: favoloso abito rosso di Lorenzo Caprile (poi incomprensibilmente abbandonato in favore del più noiso Felipe Varela), niente tiara in quanto non ancora royal, ma orecchini e una coppia di broche di diamanti, gentile prestito della futura suocera, a sottolineare lo scollo quadrato. Loro si sarebbero sposati otto giorni dopo, e noi ne parleremo ancora…

 

 

 

Se volete conoscere meglio Sofía e la storia del suo matrimonio con Juan Carlos, questi sono i post scritti per il suo ottantesimo compleanno:

La Reina Sofía, 80 anni in 8 decadi (parte prima)

La Reina Sofía, 80 anni in 8 decadi (parte seconda)

 

Dog save the Queen (parte prima)

Per celebrare il compleanno di Her Majesty che ne dite se Lady Violet e Purple vi raccontano qualcosa di più sugli amici di tutta una vita, gli adorati corgi? queen elizabeth and dookieQuesta storia inizia prima ancora della nascita di Elizabeth, il giorno in cui l’auto del Duca di York investe inavvertitamente, uccidendolo, il cane di una bambina di nove anni, Thelma Evans. Scosso dall’accaduto il duca scrive una lettera ai genitori offrendo le proprie scuse e un altro cane in dono alla piccola, ma i genitori davanti alla profonda sofferenza della figlia preferiscono declinare. Qualche mese dopo il dolore è passato, ed è Thelma stessa a scrivere al duca: è entusiasta di ricevere il cane promesso; lui le risponde diplomaticamente che è meglio rispettare la decisione dei genitori (i grandi, sempre d’accordo tra loro!). Dev’essere allora che Thelma decide che non sarebbe rimasta mai più senza la compagnia di un cane, crescendo trasforma la sua passione in un lavoro e diventa una delle più quotate allevatrici britanniche. Negli anni ’20 si imbatte nel corgi, cane da lavoro diffuso nelle campagne gallesi e se ne innamora. Contribuisce a diffondere la razza, convince il Kennel Club a riconoscere due tipologie distinte, il Pembroke e il Cardigan, e partecipa alla fondazione della Welsh Corgi League. Trasforma in una star Red Dragon, un bellissimo maschio del suo allevamento, e il visconte Weymouth, futuro marchese di Bath, compra uno dei cuccioli per i suoi bambini, compagni di giochi delle figlie del Duca di York, che a loro volta si innamorano della bestiola. Il duca decide allora di prenderne uno per la sua Lilibet e la sorellina minore Margot; è il 1933 quando Thelma Evans arriva al 145 di Piccadilly con tre esemplari di Welsh Corgi Pembroke. Finalmente incontra faccia a faccia il duca, ma non gli rivela il precedente in comune (la storia sarà resa nota solo in seguito, quando Elizabeth è già sul trono). Gli York accolgono il primo corgi di una lunga serie, un maschio che viene chiamato Dookie ed è destinato a diventare un originale strumento di propaganda (o marketing politico, come diremo oggi).

Il 1936 è un anno complicato per la monarchia britannica: il 20 gennaio muore re George V e gli succede il Principe di Galles, Edward, innamorato di una signora americana divorziata, condizione che le preclude di contrarre il necessario matrimonio religioso col re, che è anche capo della Chiesa Anglicana. Ne segue una crisi costituzionale che porta Edward all’abdicazione in favore del fratello Albert. L’11 dicembre il Duca di York diventa Re George VI.corgi&familyPer Natale molti bambini trovano sotto l’albero il libro Our Princesses and Their Dogs, ricco di illustrazioni che deliziano i piccoli e rassicurano i grandi: il re ha una bella e solida famiglia nel più puro stile British, e ha già prodotto l’erede necessario, anzi due: the heir and the spare. I corgi – nel frattempo è arrivata Jane – diventano un eccezionale mezzo per far dimenticare la crisi e avvicinare il nuovo sovrano ai suoi sudditi, che impazziscono per queste bestiole.

La vigilia di Natale del 1938 Jane partorisce due cuccioli: Crackers e Carol. La guerra è iniziata da poco che Dookie muore, seguito poco dopo da Carol; restano Jane e Crackers a far compagnia alle principesse, che durante i lunghi anni di guerra restano chiuse a Windsor Castle col solo svago dei loro cani. E sono fortunate, perché in guerra gli animali domestici fanno spesso una brutta fine: ammazzati dalle bombe, abbandonati da chi non è più in grado di sfamarli, o trasformati essi stessi in cibo. Nel 1944 Jane viene investita da uno degli uomini che lavorano nella tenuta, cui Elizabeth scrive una lettera rassicurandolo e pregandolo di non sentirsi in colpa. Quell’anno la futura regina compie diciotto anni, e riceve finalmente un corgi tutto per sé, una femmina; il nome ufficiale della cagnetta è Hickathrift Pippa, ma in casa sarà chiamata Susan. queen elizabeth honeymoonLe due diventano inseparabili e Susan segue la sua padrona persino nella luna di miele in Scozia. La sua popolarità cresce talmente che l’anno dopo, alla nascita di Charles, il Mirror nella pagina dedicata ai bambini chiede consiglio ai piccoli lettori perché la cagnetta non si ingelosisca del neonato. Rispondono in moltissimi, come Alan Moore da Robertsbridge che dà la sua ricetta: «Primo. Mostratele il bambino accarezzandola. Secondo. Quando allattate il bambino tenete accanto a voi una tazza di latte o tè per Susan.»

L’anno seguente anche Susan diventa mamma; il padre è Lucky Strike, messo a disposizione ancora una volta da Thelma. Nascono Sugar, che formalmente appartiene al piccolo Charles, e Honey, che in seguito farà compagnia alla Regina Madre. È l’inizio di una dinastia.queen queen mom corgis

 

 

 

 

 

 

 

 

BREAKING NEWS! comunicato sul prossimo parto della Duchessa di Sussex

harry meghan baby communicationUna comunicazione ufficiale da Palazzo rende noto che, ringraziando tutti per l’attenzione e gli auguri rivolti al nascituro e ai futuri genitori, i Duchi di Sussex hanno deciso di tenere privati i dettagli del parto e la nascita stessa, per cui l’annuncio dell’arrivo di Baby S verrà data a loro discrezione.

Naturalmente ciò che va bene per loro – ed è evidentemente approvato (se non, come dire, ispirato) da Sua Maestà – va bene per tutti. Altrettanto naturalmente, tutti i complottisti che pensano sia una finta gravidanza (sì, ci sono pure questi) con una madre surrogata nascosta da qualche parte, magari nella residenza inglese dei Clooney (sì, ho letto anche questo), al leggere l’annuncio si sono scatenati.

Per quanto mi riguarda, saluterò con gioia il/la pupetto/a quando arriverà, sperando che non si ecceda con le idee alternative sul parto, che il primo a quell’età può presentare più di un problema (ma non ho dubbi che saranno consigliati per il meglio). Per il resto la gestione comunicativa di questa gravidanza mi ha abbastanza annoiata, non vedo l’ora di annoiarmi anche per il puerperio.

La foto del giorno – 9 aprile

Tra tre settimane questa coppia adorabile non siederà più sul trono del crisantemo e si godrà gli ultimi anni a riposo e in serenità. japan tennisL’allora principe ereditario Akihito conobbe Michiko Shōda sui campi da tennis nel 1957, se ne innamorò e la scelse come compagna di vita andando contro una tradizione millenaria, la potente Agenzia della Casa Imperiale e la sua stessa madre, l’imperatrice Kōjun, che sembra fosse contraria. La sposò il 10 aprile 1959, facendo di lei la prima futura imperatrice non aristocratica nella storia del Giappone. Domani festeggeranno dunque le nozze di diamante, e speriamo di vedere qualche bella immagine. Intanto godiamoci questa (dovrebbe essere del 2013) che li vede impegnati in un doppio misto, lei un po’ ingoffita da un paio di braghettoni – ma si sa che l’imperatrice è sottoposta a regole severissime, dunque più che la bruttezza dell’abbigliamento notiamone l’atletica grazia – lui très chic con candidi pantaloni lunghi à la Fred Perry.

E a proposito di anniversari di matrimonio, oggi anche una famosissima coppia royal festeggia il proprio, sospirato, quattordicesimo, e naturalmente Lady Violet vi sta preparando un post coi fiocchi. A più tardi, e come si dice in questi casi, stay tuned!

A Royal Wedding Exhibition: Eugenie&Jack – tutto tranne la sposa

eugenie dress exhibitionDopo lungo e periglioso (ma non scomodo) cammino Lady Violet giunse finalmente nella sala della mostra, dominata da un’ampia teca di vetro contenente tutto ciò che ci si poteva aspettare, e anche qualcosa in più. Andiamo a cominciare con l’abito dello sposo, fondamentale accessorio di ogni matrimonio. jack&eu exhibitionMorning suit – l’abito che noi chiamiamo tight – molto ben tagliato dalle sapienti mani di Huntsman&Sons, storica sartoria di Savile Row che ha vestito gentlemen di ogni tipo, da Paul Newman a Manolo Blanhik, da Gregory Peck a Marc Jacobs. Un filo troppo lunghi i classici pantaloni grigio scuro, perfetta la giacca nera; non ho apprezzato troppo la profilatura dei revers – che evidentemente invece Jack deve amare, perché gliel’ho già vista in precedenti occasioni (Jack, ma tu l’hai mai visto Uncle Charles con una giacca come la tua? E ti sei mai chiesto il perché? Ecco, la prossima volta fatti la domanda e datti la risposta). Panciotto piuttosto accollato, blu con profilo bianco (pure qua!); capisco che il colore sia stato scelto in armonia con l’interno della chiesa, il cui pavimento era ricoperto da una guida blu (come  anche il tessuto che ricopre i sedili lignei del coro, dove prende posto la Royal Family), ma la palette nero-grigio-blu non mi convince affatto. Insomma, Jack è promosso per simpatia, ma non si adagi sugli allori.

Deliziosi paggetti e damigelle, vestiti dal brand londinese Amaia Kids. Per i due maschietti, il principino George e Louis de Givenchy, pantaloni lunghi di velluto royal blue e camicia bianca con profili blu; per le bambine – Charlotte, le tre nipotine della principessa Anne Savannah, Isla e Mia, Lady Maud Windsor e Theodora Williams, figlia di Robbie – abitino bianco con maniche al gomito con spacchetto e piccola ruche, uguale a quella che chiude il collo.

Per tutti in vita una fascia la cui stampa riprende l’opera Here dell’artista americano Mark Bradford. Belli. Finalmente bambini vestiti da bambini eleganti con un tocco moderno, e non mascherati da marinaretti/soldatini/Colombine&Brighella. Per la cronaca, gli abiti esposti sono quelli di Louis e Theodora, gli unici due estranei alla Royal Family.

Se il fratello di Jack, Thomas, è stato il suo best man – ruolo di supporto allo sposo che comprende una serie di incombenze e responsabilità ed è quindi assai più complesso di quello del nostro testimone – la sorella della sposa, Beatrice, era la sua maid of honor. Ammettiamo che durante la cerimonia il suo impegno peculiare ci sia sfuggito, avrà organizzato l’addio al nubilato? Tenuto un breve discorso con brindisi durante il ricevimento nuziale? Comunque sia andata, in mostra c’è anche la sua mise. 

Restando fedele al colore-guida del matrimonio, il blu, Beatrice ha scelto Ralph&Russo. La maison inglese in grande ascesa – fondata dagli australiani Tamara Ralph e Michael Russo, di cui si era parlato per gli abiti nuziali di entrambe le ultime spose reali – l’ha  vestita con un completo composto da giacchina con scollo a barca asimmetrico e danzante gonna a spicchi. Per la principessa, che spesso osa abiti di grande tendenza che non la valorizzano, una delle mise migliori di sempre. Vi sorprenderà sapere che il bandeau che le fermava i capelli mi ha un lasciato perplessa perché la seta viola del nodo era in una tonalità un po’ stridente col resto. Però la spilla a forma di ape, dono per i suoi trent’anni, mi ha entusiasmata; scommettete che ne parleremo ancora? Esposte anche le scarpe indossate da Bea, le Empire pumps firmate sempre da Ralph&Russo, in una bellissima tonalità di grigio-lilla. princess-beatrice-shoes-1Ma accidenti che piedino la ragazza, porterà il 42!

(Ph. PA)

Se vi siete persi la giornata di Lady Violet a Windsor la trovate qui Travel in style part two

 

 

 

La foto del giorno – 1 aprile

Molte notizie ghiotte oggi, da varie fonti. Dall’annuncio della parola che indicherà l’era di Naruhito, Imperatore del Giappone tra un mese esatto – la parola è Reiwa, e viene da un classico ciclo di poesia nipponica del XVIII secolo – alla rivelazione che Her Majesty potrebbe smettere a breve di guidare sulle strade del regno, riservandosi di continuare solo all’interno delle tenute reali.charles harry fishingMa ciò che ha acceso le speranze di molti royal watchers, soprattutto se fidanzati, è stata la notizia diffusa da Royal Central, pagina di solito bene informata, che Buckingham Palace avrebbe deciso di aprire una sua sala alla celebrazione dei matrimoni civili. Opzionabili dei coriandoli da lanciare per festeggiare gli sposi, ma in materiale organico, seguendo il desiderio del principe Charles (gli inglesi chiamano confetti, in italiano, i coriandoli, non mi chiedete perché). Interessante anche la possibilità di acquistare direttamente allo shop del Palazzo la replica di royal abiti nuziali per lei e uniformi per lui, ma il dettaglio che preferisco è la possibilità di affiggere alle pareti immagini dei piccioncini reali nel giorno delle loro nozze, con l’unica eccezione di Henry VIII e le sue numerose consorti, che sembrerebbe un po’ di cattivo gusto. L’unica condizione è passare dalle cucine, per non disturbare. Interessati? Leggete qui: http://royalcentral.co.uk/other/118924-118924?fbclid=IwAR3knezqe1jpBqF5IfBH2o-uaQUuzad9hBDd69n4Jq8UFQs2l6ycTvEENNk

Ma non vi ricordate che giorno è oggi? E la foto con Charles e Harry non vi dice nulla? Buona pesca! (in inglese April Fool)

La foto del giorno – 31 marzo

A quaranta giorni dalla scomparsa lo spirito di Karl Lagerfeld è tornato ad aleggiare sulla Salle des Étoiles dello Sporting Monte-Carlo, insieme allegra e sfolgorante nello stile Riviera immaginato da Kaiser Karl per quello che sarebbe stato il suo ultimo allestimento. Nato nel 1954, assunto a prestigioso glamour con l’arrivo di Grace, il ballo, primo grande appuntamento mondano dell’anno, dal 1999 veniva curato personalmente dalla padrona di casa Caroline con l’aiuto del genio immaginifico del suo grande amico Karl. Assente Charlène (le due cognate si sono evidentemente divise i due eventi clou del Principato, Bal de la Rose a Caroline, Bal de la Croix Rouge a Charlène), assente Stéphanie che alle serate mondane preferisce quelle circensi, c’era il ramo Hannover-Casiraghi al completo. bal de la rose 2019Se il tema Riviera voleva ricordare gli anni d’oro di Monaco, quelli di Grace, a Beatrice Borromeo non sarà parso vero di dimostrare che la vera erede della divina principessa è lei. Abito Dior in tulle tortora punteggiato di strass con profonda scollatura a V, chignon alto e impalcato e il tocco fifty-glam dei guanti di raso. Ecco, i guanti mi piacciono assai, il resto – so che molti di voi non saranno d’accordo – francamente ha un po’ stufato. Elegante sicuro, ma lo chic richiede di osare un po’ di più, e imitare lo stile di qualcun altro non è proprio indice di grande personalità. Caroline invece osa pure troppo, in Chanel con una massa di rouches rosa che scappano dalla gonna ma non coprono i piedi, il tipo di abito che può portare con classe solo lei. Bellissima però la scollatura, che sottolinea il collier a tre fili di perle con broches di diamanti; è parte della parure Van Cleef&Arpels dono di nozze di Ranieri alla moglie. Così, tanto per far capire chi è la vera erede di Grace. Tra il principe Albert e il figlio Dimitri, fidanzatissimo con Charlotte, c’è la “consuocera” Carole Bouquet. Come per Caroline, l’abito non mi piace granché ma lei moltissimo, adoro queste signore over-sixty che sono state e sono ancora bellissime, hanno facce e corpi consapevoli di aver perso la freschezza giovanile, ma avendo perso nel corso degli anni cose molto più importanti – affetti, amori, amici – si godono ogni istante scoprendo gioie e vantaggi della maturità. Charlotte in Saint Laurent è splendente nonostante il top paillettato (li odiavo negli anni ’80, figuriamoci adesso). Posso fare la zia acida con lei e con la cognata Bea? Ragazze, superati i trenta, soprattutto se nel frattempo sono nati dei pupetti, bisogna considerare l’underware, che se la prima legge della terra è l’impermanenza, la seconda ahimé è la gravità. Tatiana Santo Domingo in Andrea Casiraghi ha scelto un Giambattista Valli rosso e spagnoleggiante – per altro abbinato a capigliatura opportunamente composta – che col tema Riviera non c’entra un piffero, ma siccome non mi piace quasi mai e stavolta invece sì ve la segnalo. Chiude l’allegra brigata la piccolina di casa Alexandra in un pirotecnico Sandra Mansour; è ancora nella fase anatroccolo ma il cigno sta per sbocciare. Rose Ball 2019 To Benefit The Princess Grace Foundation In MonacoE non andate via senza ammirare la mise en place!

(Ph. Getty Images)