Le foto del giorno – Più bella e più superba che pria

Sì ha avuto il covid, sì ci siamo preoccupati tutti tanto, sì è davvero guarita. E se non ci sono bastate le immagini dell’udienza condotta via video per ricevere le credenziali di due nuovi ambasciatori (Buone notizie), questa volta Her Majesty è apparsa di persona in tutto il suo splendore, tale da oscurare anche uno dei politici più belli (e piacioni) in circolazione: Justin Trudeau, Primo Ministro canadese e dunque suo suddito.

Che è nel Regno Unito per la crisi ucraina, e oggi è stato ricevuto dalla sua regina. Un incontro vis-à-vis al castello di Windsor, dove Sua Maestà risiederà permanentemente, dopo aver abbandonato in via definitiva il mai troppo amato Buckingham Palace; un altro passo che prepara la successione. La sovrana indossa un abito con una fantasia un po’ patchwork un po’ azulejos, composta da riquadri a motivi diversi tutti declinati nelle tonalità del blu e del grigio, e a quanto si vede non ha con sé il bastone con cui l’abbiamo spesso vista di recente.

Trudeau appare giustamente deferente e pure, comprensibilmente, leggermente imbarazzato, anche se Her Majesty l’ha conosciuta da bambino; è infatti nato il giorno di Natale del 1971 durante il primo mandato da Primo Ministro del padre Pierre (i lettori meno giovani ricorderanno bene lui e soprattutto la bella e giovane moglie Margaret, protagonista del gossip di quegli anni), e la sovrana ha compiuto nel suo lungo regno una ventina di visite in Canada, il Paese in cui è stata di più. A tal proposito resta indimenticabile la cena dei Capi di Governo del Commonwealth a Malta nel 2015, quando lui esaltando il lungo regno e il l’altrettanto lunga attività al servizio del Commonwealth le dice che lei ha visto più Canada di molti Canadesi. E lei con un esemplare aplomb britannico risponde “Thank you Mr Prime Minister of Canada, for making me feel so old” (Grazie Signor Primo Ministro del Canada, per farmi sentire così vecchia!). Se ve lo foste perso, o non lo ricordate, lo trovate qui https://www.youtube.com/watch?v=8rd1v2OX6vE

Fotografie come quelle di oggi piacciono particolarmente a Lady Violet perché consentono di sbirciare tra gli ambienti dove la sovrana vive. Oggi è in un salotto con divani e poltrone in toni neutri su una moquette rosso scuro; boiserie in stile gotico color crema e un bel camino in ghisa sullo sfondo. Accanto a lei un tavolino con un gran mazzo di fiori azzurri e gialli, un riferimento alla bandiera ucraina? Sotto si vedono – rigorosamente vuoti che si impolverano da mori’ – due di quei portariviste in tondino di ferro, tanto popolari negli anni ’50/60; sono sicura che c’erano anche a casa vostra (o dai nonni), non dite di no! Sul tavolo oggetti vari – libri, ciotoline – e due foto incorniciate. Una si vede francamente troppo poco, l’altra è quella famosa il cui lei e Philip sono circondati dai pronipoti.

Che all’epoca – il 2018 – erano sette, ora sono diventati dodici. Cuore di (bis)nonna!

Le foto del giorno – Margrethe&friend

Confesso, il dettaglio mi era sfuggito, ma rimedio subito, chiudendo così, almeno per ora, i cinquant’anni di Margrethe sul trono di Danimarca.

La pandemia ha spinto la sovrana a rimandare a tempi migliori – sanitari e meteorologici – le celebrazioni del Giubileo d’oro; sappiamo che è stata adeguatamente festeggiata in famiglia con una cena a sorpresa, e pur se ridotti al minimo non sono mancati momenti pubblici, a partire dalla cerimonia tenuta al Parlamento danese. C’è stata anche una seduta speciale del Consiglio di Stato, e poi la sovrana ha ricevuto una delegazione di membri civili e militari della sua corte.

E qui il delizioso dettaglio che Lady Violet ha notato in ritardo. Che non è la medaglia commemorativa del Giubileo che hanno tutti appuntata sul petto, né l’eleganza della Regina tutta in grigio, né il fatto che indossi la spilla a forma di margherita, il gioiello che più la rappresenta e che l’ha accompagnata in tutti i momenti importanti della vita.

Ma lei, la sua adorata cagnolina, comodamente seduta sulle gambe della sua padrona. Cagnolina che non è di razza danese, come qualcuno potrebbe con logica ironia pensare, ma un più maneggevole bassotto. Anzi, una bassottina, di nome Tilia. Che compare spesso insieme a Margrethe e alla famiglia reale, ma che io sappia mai in un’occasione di tale importanza.

Va bene i diamanti, ma la verità è che dogs are a queen’s best friends!

Le foto del giorno – Smile! And (royal) style

L’inverno vi rattrista? La fine delle vacanze natalizie con inevitabile smontaggio di albero presepe e decorazioni varie vi deprime? Avete già verificato con disappunto che per le prossime vacanze degne di questo nome bisognerà aspettare tre mesi (la Pasqua quest’anno cade il 17 aprile)? Odiate il buio e il freddo tipici di questo periodo dell’anno? Per questo Lady Violet non può aiutarvi, visto che per lei questa è la stagione ideale, ma forse potrà alleggerire un poco il vostro umore grazie a Sua Maestà La Regina Margrethe di Danimarca festeggiata ieri in famiglia, nel giorno che segna il suo Giubileo d’oro sul trono.

(Ph: Steen Brogaard, Kongehuset)

Eccola, la famiglia reale danese riunita per l’occasione: sorridente la Regina, felice soddisfatta e pure vestita di viola, che è uno dei colori simbolo della regalità. Bellissimi i nipoti, con Christian che ormai torreggia su tutti; i giornali si sono scatenati, calcolando che siccome il padre, alla sua destra è alto 1,83 e lo zio Joachim alla sua sinistra 1,88 il sedicenne giovanotto ormai sfiora il metro e 90. Molto graziosa la (quasi) quindicenne Isabella, seconda da sinistra, con l’espressione un po’ imbronciata tipica di chi è in piena adolescenza. Prima di lei la Principessa Benedikte, che è sempre una delle royal ladies più chic in circolazione, splendida in verde. Mancava l’ultima delle tre sorelle, Anne-Marie, ma suo marito – l’ex Re di Grecia Costantino – è appena stato dimesso dall’ospedale dov’era ricoverato, colpito anche lui dal covid.

(Ph: Kongehuset)

Tutti indossano la medaglia commemorativa del Giubileo d’oro della regina, sorretta da un nastro azzurro, lo stesso dell’ordine dell’Elefante, il principale ordine cavalleresco danese.

(Ph: Kongehuset)

E dato che molti di voi hanno ammirato la mise en place, ecco qualche dettaglio, protagonista il favoloso servizio di porcellana Flora danica.

(Ph: Keld Navntoft, Kongehuset)

Questo è un posto a tavola. La cena a sorpresa è stata allestita nella Table Hall del Palazzo di Christian VII, uno degli edifici del complesso reale di Amalienborg, a Copenaghen.

(Ph: Keld Navntoft, Kongehuset)

La serata è stata organizzata dai Principi Ereditari Frederik e Mary, e su quello che immagino sia il menù a sinistra del piatto è contrassegnato dal loro monogramma, che intreccia la F di Frederik con la M di Mary.

Sono sempre i dettagli a fare la differenza!

Dite la verità, tanta bellezza vi ha un po’ sollevato il morale?

La foto del giorno – Margrethe, festa in famiglia

Oggi, esattamente alle ore 19:50 – l’ora della morte del padre Frederik IX, il 14 gennaio 1972 – Margrethe II ha girato la boa dei cinquant’anni come Regina dei Danesi.

Le numerose iniziative previste per onorare l’importante anniversario sono state rimandate all’estate, quando si spera che il sole e il caldo abbiano avuto la meglio sulla pandemia, e oggi il Giubileo d’oro è stato celebrato in tono minore con le autorità del Paese. Non è mancato l’omaggio alla tomba del Re defunto – e di sua moglie, la Regina Ingrid – a Roskilde, dove riposano i sovrani danesi.

In serata la regina è stata festeggiata con una cena in famiglia: presenti il Principe Ereditario Frederik con la moglie Mary e i quattro figli Christian, Isabella, e i gemelli Vincent e Josephine; il figlio minore Joachim con la moglie Marie, i loro due figli Henrik e Athena, e Nikolai e Felix, nati dal primo matrimonio di Joachim. Tra i commensali anche la Principessa Benedikte, una delle due sorelle minori della sovrana (la cui provvidenziale presenza ha evitato che si ritrovassero in 13 a tavola).

Splendida la mise en place: per l’occasione è stata utilizzata parte del servizio Flora danica, il più importante e lussuoso, usato l’ultima volta nel 1990 per celebrare gli 80 anni della Regina Madre Ingrid.

Il servizio fu realizzato alla fine del Settecento da The Kongelige Porcelainfabrik, la reale fabbrica di porcellane che oggi si chiama semplicemente Royal Copenaghen. I pezzi sono decorati con piante e fiori della flora danese, come erano stati rappresentati nell’enciclopedia botanica settecentesca intitolata appunto Flora danica.

Nato forse per essere donato all’Imperatrice Caterina II di Russia, il servizio rimase invece in Danimarca; comprendeva in origine circa 1800 pezzi, oggi “ridotti” a 1500, custoditi ed esposti al Castello di Rosenborg.

Nel 1862 la Royal Copenaghen riprese la produzione del servizio; se volete conoscerlo meglio, date un’occhiata al sito (in inglese) https://floradanica.royalcopenhagen.com/the-collection/

Lunga vita alla Regina!

Catherine ringrazia

Ha scelto questa foto, la Duchessa di Cambridge, per ringraziare via social – gli account ufficiali Twitter e Instagram dei Duchi di Cambridge – tutti coloro che le hanno fatto gli auguri.

Secondo alcuni, quella delle tre che la rappresenta più intimamente: ancora giovane, bella, piuttosto semplice, felice. Con indosso gli orecchini appartenuti alla suocera mai conosciuta e un abito-compendio delle creazioni di Alexander McQueen, che la accompagna dal giorno in cui è entrata nella Royal Family sposando un futuro re.

Il messaggio dice: Grazie per tutti i vostri gentili auguri di compleanno, e a Paolo e alla National Portrait Gallery per questi tre ritratti così speciali.

Il messaggio è proprio suo, come testimonia la sua firma: la C che chiude il testo. C, Catherine, non Kate, nomignolo che lei non ama e che nessuno usa per chiamarla.

Auguri alla duchessa, noi ci ritroviamo sul sofà per continuare a parlare di lei e delle sue mise.

Le foto del giorno – Forty&fabulous

Dopo la prima immagine (La foto del giorno – Catherine fa 40) ecco gli altri due ritratti fotografici della neoquarantenne Duchessa di Cambridge, che come il precedente entreranno a far parte della collezione permanente della National Portrait Gallery di cui Catherine, laureata in Storia dell’Arte, ha il patronage. Tutti e tre i ritratti sono opera del fotografo italiano Paolo Roversi, e questo non può che riempirci d’orgoglio, anche se non sono sicurissima che mi convincano fino in fondo.

Come nella foto precedente, Catherine indossa abiti firmati Alexander McQueen, abbinati a gioielli particolarmente importanti. In questo scatto con l’abito rosso mi ricorda una famosa collezione di Valentino Haute Couture anni ’80; il monospalla è splendido, ed è abbinato a un paio di orecchini di diamanti prestito di Sua maestà La Regina.

La terza immagine è un altro bianco e nero, e Catherine è di nuovo in bianco: un abito creato apposta da Alexander McQueen riciclando e mettendo insieme elementi delle collezioni precedenti; in qualche modo dunque rappresenta il legame tra la duchessa e la maison che le ha realizzato l’abito da sposa ed è in parte responsabile del suo stile.

Come potete immaginare fioccano i commenti: secondo alcuni Catherine si sarebbe ispirata all’opera del mitico Cecil Beaton, ritrattista delle giovani Elizabeth e Margaret (nonché autore dei costumi di My Fair Lady), secondo altri il fotografo si sarebbe ispirato a certi ritratti della defunta Diana. Personalmente penso che la duchessa, grande appassionata di fotografia, abbia partecipato attivamente; io ho l’impressione che al di là dell’indubbia bellezza non sia proprio lei, non saprei se a causa di filtri o altri accorgimenti tecnici. Aspetto le vostre opinioni!

Goodbye 2021, welcome 2022

A capodanno Lady Violet ha una regola: evitare bilanci e bilance (queste ultime anche durante tutto l’anno, in verità), ma un piccolo saluto ci vuole.

È stato un anno complicato, con qualche problema di salute che mi ha tenuta più lontana da voi quanto avrei voluto. Una cara amica grande sostenitrice del blog è volata via, e so che molti di voi hanno dovuto dire quegli addii che mai avrebbero voluto.

Come Her Majesty.

Che però, ne sono certa, questa sera a Windsor alzerà il calice, brindando con speranza ai giorni che verranno, e con gratitudine ai ricordi.

Da Lady Violet, grazie a tutti voi. Grazie per l’allegria, le risate, i confronti, la vicinanza, la gioia della condivisione.

Festeggiate con chi amate, take care, stay safe. Ci ritroviamo sul sofà, non mancate perché si preannuncia un anno superroyal!

E se ve lo siete perso, ecco il delizioso video della Royal Family. Happy New Year! https://fb.watch/af2B-oxEqh/

Le foto del giorno – Happy bday & congrats

Oggi è giorno di compleanni reali: Letizia, regina di Spagna e dell’understatement compie 49 anni nella più totale sobrietà e nella totale assenza di immagini, come da tradizione. Daniel, consorte di Victoria futura regina di Svezia, ne compie uno meno della Reina, e la Casa reale lo festeggia con uno scatto un po’ casual e un po’ no, in cui la tenuta informale del giovanotto – jeans cardigan e camicia buttondown a scacchi – si scontra con gli occhiali alla Clark Kent e la capigliatura pietrificata che, diciamolo, abbiamo imparato ad amare. Foto che troverete in fondo al post, perché l’aperura se la merita tutta il Duca di Sussex, che oggi festeggia veramente col botto i 37 anni: lui e la sua gentile signora sono stati inseriti da TIME nella lista delle 100 persone più influenti del 2021.

(Ph: Pari Dukovic for TIME)

La coppia, raccontata dallo chef spagnolo José Andrés, è stata inserita poiché dà voce a chi non ne ha che in fondo è ciò che fanno quelli attivi nel volontariato e nella solidarietà, ma evidentemente loro lo fanno meglio, e sicuramente lo raccontano meglio. Si interessano di persone che non conoscono, assicura Andrés, e magari anche di qualcuno che conoscono, visto che la sua organizzazione benefica World Central Kitchen è molto amata dai Sussex, e supportata finanziariamente dalla loro fondazione Archewell. Molto interessante l’iconografia dell’immagine, che gioca sul contrasto bianco/nero, un po’ il loro marchio di fabbrica; lei è davanti a lui – che quasi si aggrappa alla sua spalla – e sfoggia al polso sinistro un orologio e un bracciale, entrambi Cartier, che penso proprio essere quelli che furono di Diana.

In altri due scatti di carattere più autunnale (sempre di Pari Dukovic per TIME) il duca indossa un completo dall’insolito verde oliva, come il pullover e il soprabito della duchessa, che sceglie pantaloni grigio scuro. A questo punto non vi resta che andare a informarvi meglio sul sito di TIME https://time.com/collection/100-most-influential-people-2021/6096108/prince-harry-meghan/

Tornando da questa parte dell’Atlantico, come annunciato, oggi la Duchessa di Cambridge è tornata al lavoro, visitando la base RAF Brize Norton in Oxfordshire, dove ha incontrato i militari protagonisti della drammatica evacuazione dall’Afghanistan.

(Ph: Getty Images)

Con la linea snella di sempre, che sembrerebbe smentire le voci di una quarta gravidanza, Catherine si è affidata a noti brand di street fashion per essere semplice ed elegante: pantaloni Jigsaw (brand per cui a lavorato qualche mese, onde poter essere presentata ai sudditi come working girl) e blazer Reiss London nella stessa identica nuance della mini bag Tusting. Con i capelli allungati e un po’ eretici che abbiamo tutte alla fine delle vacanze.

Last but not least auguri a Daniel, e vedremo se l’anno prossimo per il mezzo secolo anche Letizia si concederà ai nostri avidi occhi.

(Ph. Kungl. Hovstaterna)

La foto del giorno – 100 Iris

Sarà la pandemia che aleggia ancora sulle nostre teste o la drammatica vicenda afghana, ma sono giorni oscuri, da cui nemmeno le famiglie reali sono immuni. Le immagini della cronaca reale del fine settimana sono quelle del funerale di Marie, Principessa Consorte del Liechtenstein, celebrato ieri nella cattedrale di Vaduz (se volete, le trovate in calce al post, nel reportage della rivista ¡Hola!) ma noi proviamo a festeggiare la vita e la gioia di vivere, con la sublime Iris Apfel, la geriatric starlet, l’adolescente più anziana del mondo, che oggi ha raggiunto il secolo.

Nata Iris Barrel il 29 agosto 1921 ad Astoria, nel borough newyorkese di Queens, è l’unica figlia di Samuel, che commercia in vetri e specchi e di Sadye, proprietaria di una boutique. Cresce in campagna ma scopre presto che può girare in lungo e in largo New York grazie al nichelino che costa il biglietto della metropolitana, e ogni settimana parte alla scoperta delle varie aree della città. Si innamora follemente del Village ed è qui, in uno dei tipici mercati delle pulci organizzati nei basement, che compra il suo primo pezzo di bigiotteria: una spilla che paga 65 cents, cifra ragionevole anche per una dodicenne.

Manifesta prestissimo l’originalità del suo gusto – la sua stanza di ragazzina è tappezzata di nero – e i genitori sono ben lieti di incoraggiare la figlia a coltivare i suoi talenti: dopo i corsi di Storia dell’Arte alla New York University la giovane Iris va a studiare all’università del Wisconsin, dove si fa notare indossando i blue jeans, non esattamente il dress code di una studentessa degli anni ’40. Inizia a lavorare con lo stipendio di 15 dollari a settimana, collaborando con WWD, Women’s Wear Daily, la rivista di moda più prestigiosa del mondo.

Nel 1947 l’incontro della vita: in vacanza a Lake George, nello stato di New York, conosce Carl Apfel. Il primo appuntamento è il Columbus Day, il secondo lunedì di ottobre e quando arriva il Thanksgiving, il quarto giovedì di novembre, Carl già la chiede in moglie. Si sposano il 22 febbraio 1948, lei non vorrebbe un matrimonio tradizionale, preferendo piuttosto una fuga romantica, ma asseconda il desiderio dei genitori, naturalmente a modo suo: sceglie un abito di pizzo rosa pallido, che possa continuare a indossare anche dopo la cerimonia. Quando racconta questa storia -nel documentario che le dedica Netflix, e naturalmente in Italia non è disponibile – è il 2015, e le scarpette di satin color cipria che portava quel giorno lontano sono ancora nel suo guardaroba, Qualunque cosa torna di moda se si aspetta il momento giusto è la sua convinzione (e la disperazione di Marie Kondo).

Nel 1950 lei e Carl creano Old Wild Weavers, che produce tessuti d’arredo; il business va avanti fino al 1992 e il successo è tale che arriva un contratto di collaborazione con la Casa Bianca. Lavoreranno per ben nove presidenti, e non è che una parte della loro attività. Carl muore il 1 agosto 2015, dopo 67 anni di matrimonio, tre giorni prima di compierne 101. Dieci anni prima Iris era diventata una star planetaria, grazie alla mostra che il Metropolitan Museum dedica al suo stile, ai suoi abiti e alla sua favolosa collezione di bijoux. Come spesso avviene, succede per caso: il Met’s Costume Institute ha in programma un’altra mostra, che però salta all’ultimo momento. Alla disperata ricerca di qualcosa che possa sostituirla e sia praticamente pronta il curatore Harold Koda pensa a Iris che accetta; nasce così Rara Avis: Selections from the Iris Apfel Collection.

La favolosa signora si impone come una fashion icon indiscussa e indiscutibile grazie al suo stile unico fatto di ricerca colta e gusto eclettico, tanto studiato da apparire naturalmente istintivo, e dopo essere diventata anche una fantastica Barbie agée diventa un’influencer da milioni di follower. Siete sempre fedeli al motto less is more? Ora è il momento di imparare il suo, more is more, and less is a bore.

Hundred more years!

Qui trovate le immagini del funerale di Marie del Liechtenstein: https://www.hola.com/realeza/casa_espanola/galeria/20210829195183/reina-sofia-carolina-monaco-funeral-marie-liechtenstein/7/

Le foto del giorno – La vispa Charlotte

La vispa Carlotta
avea fra l’erbetta
dal volo interrotta
gentil farfalletta,

e tutta giuliva,
stringendola viva,
gridava a distesa:
“L’ho presa! L’ho presa!”.

Ma a lei supplicando
l’afflitta gridò:
“Vivendo, volando
che male ti fo’?

Tu sì mi fai male
stringendomi l’ale!
Deh, lasciami! Anch’io
son figlia di Dio!”.

Confusa, pentita,
Teresa arrossì,
dischiuse le dita
e quella fuggì.

Messer Luigi Sailer buonanima perdonerà Lady Violet se ha osato rimaneggiare leggermente il suo immortale componimento, per adattare la rima a Carlotta invece che a Teresa, ma anche lui concorderebbe: cosa c’è di più estivo e gentile di una bambina che rincorre le farfalle?

Ebbene, il Regno Unito oggi celebra la Big Butterfly Count, una giornata dedicata alla protezione delle farfalle con una sorta di censimento delle specie presenti sul territorio. La piccola di casa Cambridge – calzoncini rosa a fiori e maglietta color fiordaliso sullo sfondo di quello che sembra un campo di lavanda – partecipa alla campagna, tenendo delicatamente tra le mani una farfalla Red Admiral, che credo sia la nostra Vanessa Atalanta ma non essendo un’esperta entomologa non potrei giurarlo.

Al momento la deliziosa Charlotte con genitori e fratellini è in vacanza nelle isole Scilly, arcipelago di selvaggia bellezza al largo della Cornovaglia, ma è assai plausibile che la fotografia sia stata fatta qualche settimana fa in Norfolk, dove i Cambridge hanno la loro residenza di campagna, Anmer Hall. Probabile autrice dello scatto mamma Catherine, ormai fotografa quasi ufficiale della Royal Family e non solo.

I suoi ritratti di Steven Frank e Yvonne Bernstein, sopravvissuti all’Olocausto, questa estate saranno visibili all’interno della mostra Generations: Portraits of Holocaust Survivors, appena inaugurata all’Imperial War Museum, dove resterà in cartellone fino al 7 gennaio prossimo.