Il caffè del lunedì – Grab the brolly!

Cosa c’è di più British di un ombrello? Chi mai potrà dimenticare Her Majesty coi suoi cappottini colorati e i vezzosi cappellini proteggersi sotto un parapioggia in pvc trasparente – perché i sudditi potessero sempre vedere il suo viso – rifinito da una banda coordinata alla mise? Ne aveva una collezione, tutti marca Fulton, inglesissimo brand in vendita dappertutto per poche decine di sterline.

E quando il Regno Unito non era ancora il paradiso dello shopping (almeno non quello abbordabile) uno dei souvenir classici era un bell’ombrello. Magari uscito da James Smith & Sons, blasonatissimo negozio artigianale che ripara le teste di Ladies&Gentlemen dal 1830. Occupa ancora, da ben 170 anni, lo splendido negozio vittoriano al numero 53 di New Oxford Street e vale assolutamente una visita; per raggiungerlo basta chiedere di The Umbrella Shop, il negozio di ombrelli per antonomasia.

Conoscendo la consolidata tradizione britannica, probabilmente non ci siamo mai fatti domande nemmeno sulla provenienza degli ombrelli di His Majesty, magari quello che portava ieri e che usa spesso, blu col manico in bambù. Sicuramente un prodotto di somma qualità, fatto a mano direttamente da Mr Smith o da qualche altro artigiano, talmente raffinato ed esclusivo che non lo conosce neanche Lady Violet (momento autoelegiativo, passa subito). E invece…

…e invece no, perché l’ombrello in questione è stato davvero realizzato da sapienti mani artigiane esclusivamente per il sovrano, ma le suddette mani non sono albioniche bensì italiane, più precisamente napoletane. L’ombrello di King Charles (in effetti ce l’aveva già quando era ancora HRH The Prince of Wales) viene dal laboratorio di Mario Talarico, ombrellaio di culto con bottega a via Toledo (al civico 329, mentre il laboratorio è lì vicino, in Vico Due Porte a Toledo 4/B).

Appezzate la raffinatezza della costruzione che utilizza un legno intero; in questo caso è bambù, ma ci sono anche legni particolari come il limone di Sorrento. E tessuti pregiati, a volte provenienti addirittura dalle seterie di San Leucio. Insomma, il trionfo del Made in Italy, di cui gli stilisti sono stati e sono un magnifico amplificatore a livello mondiale, ma non certo gli iniziatori. La tradizione napoletana poi, soprattutto per l’universo maschile, francamente non ha rivali; a casa mia si diceva (e si dice ancora) che nessuno è più elegante di un elegante signore napoletano.

A casa mia (ma in effetti era soprattutto mia madre, non nota per il proprio incontenibile ottimismo) si usava spesso anche uno dei motti di Mario Talarico: se non piove pioverà… Al che, da quando imparai l’espressione – oggi un po’ vintage come del resto sono io – rispondevo: grab the brolly, prendi l’ombrello!

Scende in campo il Re

Tutto è pronto per i Mondiali di calcio in Qatar cui la nostra Nazionale non partecipa non essendo riuscita a qualificarsi, nonostante la vittoria agli ultimi Europei (festeggiata con qualche petulanza di troppo e improbabili lezioni di protocollo).

Tra le trentadue squadre in gara numerose quelle che rappresentano monarchie: oltre ai padroni di casa, Belgio Danimarca Inghilterra Giappone Marocco Olanda Spagna, e mettiamoci pure il Galles, che non è un regno a parte ma da due mesi ha un nuovo Principe appassionato di sport in generale, e di calcio in particolare.

Mentre dunque aspettiamo di scoprire qualche reale spettatore, a partire dalla bellissima Mozah bint Nasser al-Missned, moglie numero due dello Sceicco del Qatar, dal Belgio arriva l’incoraggiamento (e non solo quello) di Roi Philippe ai Diavoli Rossi. Il sovrano non è solito a queste operazioni simpatia, e mantiene una leggera goffaggine che rende il video delizioso. It’s Devil Time!

Il caffè del lunedì

Oggi è indubitabilmente lunedì, ma è anche un lunedì stretto tra due giorni festivi, per cui è probabile che molti di voi non lavorino e possano godersi ritmi più lenti; dunque il giorno perfetto per raccontarvi una piccola di novità: il caffè del lunedì. Ogni lunedì mattina Lady Violet vi aspetterà sul sofà per due chiacchiere, il tempo di un caffè.

E se sorseggiando il vostro espresso vi assalisse un dubbio? Portare il cucchiaino alle labbra dopo aver messo lo zucchero e mescolato? Alzare solo la tazzina o anche il piattino? Fate come me, sfogliate Bon Ton Pop A Tavola e risolvete ogni dilemma. Il libro è il fratellino minore di Bon Ton Pop, la bibbia delle buone maniere del nuovo millennio, opere entrambe di Elisa Motterle, che oggi è ciò che Donna Letizia fu per gli anni ’50 e Lina Sotis per gli ’80. Elisa non è una esperta, è LA esperta di etichetta, l’unica persona che io conosca ad avere la certificazione di IEPA London, la International Etiquette & Protocol Academy; non è solo appassionata di buone maniere, ma anche convinta del loro potere di aggiungere garbo e grazia alla vita quotidiana. Sa dirvi sempre quale regola seguire in ogni occasione, ma vi spiega anche perché – perfino quando è lecito evitare – e magari ve ne racconta la storia. Da leggere tutto d’un fiato o da sfogliare per avere lumi su un argomento specifico, godendosi le deliziose illustrazioni di Viola Bartoli. Indispensabile per voi, perfetto come regalo di Natale. Magari per quell’amica convinta di sapere tutto…

Il libro è disponibile ovunque, ma se volete fare felice Lady Violet prendetelo in una libreria indipendente, autentico tesoro culturale del nostro Paese.

E se già non lo fate, andate a seguire Elisa su Instagram, un’autentica miniera di informazioni.

A lunedì!

Lady Violet loves

Questo post parla principalmente di me, ma riguarda qualcosa di deliziosamente piacevole che vorrei dividere con voi.

L’otto agosto sono a casa ancora convalescente e passo le giornate tra libri chiacchiere e internet, finché a sorpresa mi imbatto in lei.

(Ph: Pinterest)

Radley London, noto brand inglese di borse e accessori, ha creato questa piccola collezione per celebrare il Platinum Jubilee dell’adorata sovrana. La Regina ha un solo mese davanti a sé, ma noi non lo sappiamo e continuiamo a cullarci nella sua immortalità. Per me è amore a prima vista.

La borsa è in vendita esclusivamente a Buckingham Palace (e naturalmente sul sito); incidentalmente ricordo di avere anche un buono sconto, e decido di onorare la memoria del divino Oscar (Wilde) che resisteva a tutto tranne alle tentazioni, proprio come Lady Violet. Un’amica londinese si presta a fare da tramite, e il 13 agosto la borsa è nelle sue mani. E meno male, perché due giorni dopo scompare dal sito: sold out, esaurita.

L’otto settembre Her Majesty passa a miglior vita; i corgi non sono più i cani della regina ma saranno sempre legati al suo ricordo.

Ieri finalmente ho preso possesso della mia corgi bag, e un poco di commozione mi ha colta sfiorando il charm portachiavi col monogramma EIIR. Oggi sono uscita con un corgi al guinzaglio e l’altro al braccio.

(Ph: REUTERS/Peter Nicholls/Pool)

A questo punto vi starete forse chiedendo come stanno Sandy e Muick, i due corgi reali sopravvissuti alla loro padrona, che hanno accompagnato nell’ultimo viaggio. Sarah Duchessa di York, che li ha adottati insieme all’ex marito ma ancora coinquilino Andrew vi tranquillizzerà. Intervistata in merito qualche giorno fa, ha affermato che le due creature sono in perfetta salute, si sono ambientati e vanno d’accordo con i cinque Norfolk Terrier di proprietà degli York. La rossa Sarah e i sette cani.

Le foto del giorno – Back to school!

Lo sapevamo e ora abbiamo anche la prova fotografia: i Cambridge si sono trasferiti nel piccolo Adelaide Cottage, all’interno del parco di Windsor, così potranno stare più vicini alla Regina (appena tornerà da Balmoral). Tra i grandi cambiamenti che la scelta comporta, c’è una nuova scuola per i principini, così George e Charlotte hanno detto addio alla Thomas’s Battersea nel centro di Londra e ieri hanno fatto il loro ingresso alla Lambrook, nel Berkshire, non lontano dalla nuova casa. Con loro anche il piccolo Louis, che a quattro anni inizia la carriera scolastica. All’ingresso bambini e genitori sono stati accolti dal preside Jonathan Perry; a lui William ha detto che i figli sono contenti e curiosi, e hanno molte domande sulla nuova scuola.

Com’è tradizione nel Regno Unito, i bambini indossano la divisa dell’istituto: scarpe e calzini blu per tutti e per i maschietti bermuda blu e camicia bianca a riquadri. Un po’ punitiva quella della povera Charlotte che, nonostante l’allegria dei quadretti di Vichy bianchi e blu, la fa sembrare un’orfanella uscita dalle pagine di Oliver Twist. La cui versione cinematografica che vidi da bambina – benché fosse un musical peraltro premiatissimo agli Oscar – fu all’origine di molti miei incubi (soprattutto la scena in cui il povero Oliver/Mark Lester chiede un altro po’ di zuppa). Mi permetto di dire che nemmeno Charlotte sembra entusiasta ma cara, tranquilla, non hai idea delle tiare che ti aspettano tra qualche anno!

Contrariamente al solito, Catherine non si è vestita in nuance con la famigliola, optando per un abito a pois color crema su fondo rame del brand britannico Rixo. A questo punto, vista la recente passione della duchessa per i pois, si rende necessario un apposito post.

A margine, molta della stampa non ha evitato una piccola polemica con i Sussex, visto che Meghan aveva recentemente dichiarato che rimanendo nel Regno Unito non avrebbe potuto accompagnare e riprendere i figli a scuola a causa del continuo assalto dei paparazzi. Che non ci sono se non convocati in occasioni speciali, tipo appunto il primo giorno di scuola.

A questo punto ai tre piccoli Cambridge direi in bocca al lupo ma dato che in inglese si dice break a leg cioè “rompiti una gamba eviterò”. Viva il lupo!

L’estate sta finendo…

… e un anno se ne va, cantavano i Righeira, aedi elettropop degli anni ’80, quando Caroline era pazza d’amore per Casiraghi e Diana sembrava solo una giovane sposa teneramente annoiata. La tristezza per il tempo che passa è tipica dell’età adulta, per bambini e ragazzi lo scorrere dei giorni vuol dire nuove esperienze da fare. A partire da quella che chiude l’estate e apre l’autunno: il ritorno a scuola.

Grandi cambiamenti per i piccoli Cambridge, a giugno protagonisti inconsapevoli del Trooping the colour in onore della bisnonna. La famiglia lascia il “condominio reale” di Kensington Palace e fissa come propria residenza l’Adelaide Cottage, nel parco di Windsor, a breve distanza dal castello dove vive la Regina. George e Charlotte – lui dal 2017, lei dal 2019 – hanno finora frequentato la londinese Thomas’s Battersea, scuola chic a sud del Tamigi. Oggi è stata annunciata la novità: tutti e tre i figli di William e Catherine sono stati iscritti alla Lambrook School nella cittadina di Bracknell nel Berkshire, vicinissima ad Ascot, a pochi minuti di macchina da Windsor (e a meno di un’ora dai nonni Middleton). La scuola offre una grande varietà di insegnamenti: dalla religione – è associata alla Chiesa d’Inghilterra – al francese, al design; c’è persino il latino, su richiesta a partire dai cinque anni . E non manca un serio programma contro il bullismo. Sono ammessi studenti dai 3 ai 13 anni che a seconda dell’età pagano una retta annua di circa 15/20 mila sterline. Jonathan Perry, preside dal 2010, dice che l’obiettivo della scuola è dare ai ragazzi “feathers to fly” ali per volare. Nell’attesa di spiccare il volo, gli studenti possono perfezionare la camminata nei 52 acri (21 ettari) di parco che comprende un campo da minigolf a 9 buche, e il nuoto nella piscina semi-olimpica. A settembre dunque Lambrook accoglierà i tre principini, che in questi giorni sono in Scozia con i genitori – Catherine si è imbarcata con i figli minori su un volo low cost – per passare gli ultimi giorni di vacanza con la bisnonna, a Balmoral.

(Ph: Getty Images)

La Scozia sarà prossimamente la meta di un’altra nipote di Sua Maestà, la diciottenne Lady Louise, figlia dei Conti di Wessex. La ragazza si è molto impegnata negli studi, si è diplomata con ottimi voti e si è iscritta all’università di St. Andrews, il prestigioso ateneo non lontano da Edimburgo frequentato vent’anni fa dal cugino William, che incidentalmente conobbe lì la sua futura moglie Catherine. In attesa di trovare – o forse no – il suo prince charming Louise si è trovata un lavoretto estivo in un garden centre per £6.63 all’ora, più o meno 8 euro. Potevano mancare i bulli ad attaccarla per aver guadagnato denaro che in fondo non le serve? Ovviamente no, e sono gli stessi che l’avrebbero chiamata couch potato se fosse rimasta a casa. (“couch potato”, letteralmente patata da divano, viene definito chi passa il suo tempo stravaccato sul divano davanti alla tv). Date retta a Lady Violet, Louise ci darà molte soddisfazioni.

(Ph: Utrecht Robin/ABACA)

Il programma antibullismo della Landbrook School servirebbe in molte scuole, non ultimo il Ginnasio Herlufsholm di Næstved a un’ottantina di chilometri da Copenaghen. È la scuola frequentata da Christian, primogenito dei principi ereditari di Danimarca, dove quest’anno avrebbe dovuto iscriversi anche la sorella Isabella. Di recente la scoperta di gravi e diffusi episodi di bullismo, che non avrebbero però coinvolto il giovane principe, all’oscuro di tutto.

I genitori Frederik e Mary in un comunicato alcune settimane fa avevano affermato di prendere sul serio le accuse, riservandosi di decidere per il bene dei proprio figli. E la decisione è arrivata: Christian frequenterà l’Ordrup Gymnasium nella capitale, Isabella la scuola di Ingrid Jespersen, poco lontana dalla residenza di famiglia. Alla fine la brutta avventura ha avuto un lieto fine, dato che la scelta, così comune e così poco elitaria, è piaciuta ai Danesi.

In bocca al lupo ragazzi, state diventando grandi (anche se non vi va).

La sovrana detective

Alzi la mano chi di voi ha letto il delizioso La Sovrana Lettrice di Alan Bennett! Anche se forse faremmo prima a contare quelli tra di voi che non l’hanno letto.. Perché diciamocelo, per noi appassionati di reali e di libri cosa può esserci di meglio di un libro che ha per protagonista la royal per seccellenza, Her Majesty The Queen? Nulla, se non due libri! Magari due libri in cui la Regina non è solo la protagonista, ma diventa addirittura detective, il che dovrebbe conquistare anche gli appassionati di gialli.

Sono riuscita a incuriosirvi? Bene, ho qualcosa per voi.

Sono stati pubblicati in Italia due romanzi della scrittrice britannica SJ Bennett: Il nodo Windsor e Un problema da tre cani. Ed ecco la notizia: Lady Violet converserà con l’autrice. Parleremo di libri, di gialli, della Regina e naturalmente dei corgi!

L’appuntamento è per le 21.00 di LUNEDÌ 19 SETTEMBRE e ci incontreremo su Zoom, dunque potrete seguirci comodamente da casa, magari sorseggiando un buon tea.

Però attenzione! È una esclusiva della libreria NINA, per cui otterrà il link per parteciperare solo chi avrà acquistato almeno uno dei due libri da loro. NINA è uno dei miei posti del cuore, la libreria indipendente di amici librai che sono anche appassionati lettori del blog.

NINA si trova nell’incantevole Pietrasanta, dunque se questa estate siene in Versilia vi consiglio assolutamente di passare, assolutamente, troverete un ambiente che non vi aspettate e sono certa vi delizierà.

Altrimenti potete fare il vostro ordine online: per partecipare basta un libro; prendendoli entrambi le spedizioni sono gratuite, altrimenti ammontano a € 2,90.

Trovate tutto su ninalibreria.shop

Vi aspetto il 19 settembre per una serata molto royal, molto British e molto molto chic!

Wedding bells – David & India

Sono passati 41 anni dal matrimonio del secolo, il giorno in cui il principe – magari non particolarmente attraente ma dall’attraente futuro, peraltro non ancora realizzato appieno – sposò Cenerentola. Che era tale più per l’abito che per la storia personale, pur se dotata di adeguatamente perfida matrigna. L’incantevole sposa aveva un corteo composto da due paggetti e cinque damigelle, ma toccò alle due maggiori – la diciassettenne maid of honour Sarah Armstrong-Jones, figlia della principessa Margaret, e India Hicks, che avrebbe compiuto 14 anni sei settimane dopo – prendersi di cura del lunghissimo (7 metri) strascico.

(Ph: David Levenson)

E furono loro le prime a rendersi conto con disappunto (eufemismo) di quanto il voluminoso abito si fosse spiegazzato durante il viaggio nella Glass coach. Quarant’anni dopo è la ex giovane damigella ad andare all’altare: una storia molto più semplice, familiare e, lasciatemelo dire, elegante.

(Ph: @indiahicksstyle/instagram)

India è la minore dei tre figli di Lady Pamela Mountbatten e David Hicks, celebre interior designer. I suoi nonni materni erano dunque Lord Mountbatten e la moglie Edwina; suo cugino di secondo grado e padrino di battesimo il Principe di Galles.. Dopo aver studiato fotografia a Boston, lavorato come modella e vissuto a Parigi e New York, India nel 1996 si è trasferita alle Bahamas con David Flint Wood. Dopo tanti anni insieme, cinque figli e due rinvii causa covid, la coppia si è sposata venerdì 10 settembre 2021.

Luogo del matrimonio la chiesa parrocchiale di Brightwell Baldwin, nell’Oxfordshire, dove la sposa fu cresimata, e dov’è sepolto suo padre. India è arrivata in chiesa al braccio del figlio maggiore Felix, mentre l’unica figlia Domino era damigella d’onore.

Il suo abito è perfetto per una sposa agée: creato da Emila Wickstead è un modello midi in un raffinatissimo pizzo francese color avorio dalla linea molto pulita, con maniche lunghe, collo montante e gonna svasata. Personalmente avrei evitato il velo, ma non essendo un matrimonio improntato alla formalità va bene, e le sta bene.

(Ph: Robert Fairer/Vogue UK)

Tocco nostalgico: il bouquet della sposa è stato creato da Pulbrook & Gould, celebri fioristi londinesi che nel 1960 realizzarono quello per le nozze di Lady Pamela. Tocco fashion: la suola rossa delle scarpe su misura firmate da Christian Louboutin, le cui figlie gemelle Eloise e Paloma erano tra le damigelle.

(Ph: David Flotus)

All’uscita dalla chiesa gli sposi sono stati salutati con l’augurale lancio di confetti, in questo caso petali di rose raccolte nel giardino di Lady Pamela. Una piccola precisazione: la lingua inglese ha preso dall’italiano la parola “confetti”, con cui però identifica coriandoli, stelle filanti, in generale tutto ciò che è piccolo e leggero e viene lanciato per buon augurio. Se dunque dovesse capitarvi state tranquilli, gli sposi non sono stati bersagliati da durissime mandorle pralinate.

(Ph: David Loftus)

Per festeggiare dopo la cerimonia è bastato attraversare la strada; gli sposi e i loro ospiti, un centinaio, si sono accomodati al Lord Nelson Pub. Nonostante la allegra semplicità non immaginatevi qualcosa di poco curato: la sposa, che ha respirato interior design fin da bambina, è esperta di lifestyle ed è pure della vergine (nata il 5 settembre come Csaba, vedi alle volte il caso) ha pianificato ogni dettaglio. A festa finita gli sposi e i loro figli sono andati a prendere il tè da Lady P, la madre della sposa, e poi hanno trascorso tutto il weekend insieme, nella loro nella campagna dell’Oxfordshire.

(Ph: Robert Fairer/Vogue UK)

E se vi sembra poco per una discendente della Regina Victoria non preoccupatevi, la sera prima della cerimonia c’è stato un party danzante, per favorire un clima amichevole tra gli invitati. In questo caso la sposa ha indossato un abito a sirena avorio composto da nastri di seta intrecciati e creato da Naeem Khan, conosciuto negli anni da modella a New York.

(Ph: Robert Fairer/Vogue UK)

Vi state chiedendo se India ha rispettato la tradizione indossando something old something new something borrowed something blue? La risposta è sì. Sul retro dell’abito era appuntata una spilla con zaffiri della madre, che rappresentava il blu e il prestato, nuovo era l’abito e vecchio… la sposa stessa! Detto da lei eh, tipico British humour.

P,S. ho pensato di provare a rinfrescare questa torrida estate ripercorrendo i matrimoni più o meno royal degli ultimi mesi; fatemi sapere se approvate.

È il giorno di Camilla

Festa doppia in casa Windsor oggi. Beatrice di York celebra il secondo anniversario di matrimonio – le nozze di cotone – con Edoardo Mapelli Mozzi, che sposò a sorpresa e nella più assoluta riservatezza nella chiesa adattando un abito da sera della nonna Regina, che le prestò addirittura la tiara indossata per le sue nozze con Philip.

(Ph: Chris Jackson/Getty)

Oggi però l’attenzione è tutta per qualcuno che di solito non sgomita per stare sotto i riflettori: Camilla, Duchessa di Cornovaglia e futura Regina Consorte, compie 75 anni. Come tradizione sono state diffuse nuove immagini, scattate da Chris Jackson nel giardino di a Ray Mill House, la casa di campagna che possiede nel Wiltshire. La duchessa tiene in braccio Beth, una delle due Jack Russell – l’altra si chiama Bluebell – adottate dal canile Battersea Dogs & Cats Home di cui ha il patronage, uno dei tanti.

Camilla Rosemary Shand nasce a Londra, al Kings College Hospital, il 17 luglio 1947 primogenita di Bruce Shand e di sua moglie Rosalind Cubitt. Il padre – curiosamente tra i suoi nomi c’è anche Middleton: Bruce Middleton Hope Shand – dopo essersi distinto nella seconda guerra mondiale viene congedato col grado di maggiore e diventa un uomo d’affari. La madre è figlia del terzo Barone Ashcombe e di Sonia Keppel, sorella della scrittrice Violet Trefusis – amica del cuore di Vita Sackville West – che ispirò a Virginia Woolf il suo Orlando. Madre di Sonia e Violet era Alice Keppel, celebre femme fatale della Belle Époque nonché storica amante di Edward VII. E infatti la vulgata vuole che quando all’inizio degli anni ’70 Camilla incontra Charles, rimarchi il dettaglio col senso dell’umorismo che le è proprio. Il resto è storia: lui si innamora alla follia e vorrebbe sposarla, ma lei non viene ritenuta all’altezza. Ci si mette pure Lord Mountbatten, prozio e mentore di lui, che sogna di avvicinarsi ancora di più al trono favorendo le nozze tra Charles e sua nipote Amanda Knatcbull, per cui spedisce il figlioccio, giovane ufficiale di marina, in una lunga missione intorno al mondo. Al suo ritorno il principe trova Camilla sposata ad Andrew Parker-Bowles, già corteggiatore della principessa Anne; nonostante la nascita di due figli non sarà un matrimonio felice, il che probabilmente favorirà un riavvicinamento con Charles, che dopo lunga e accanita ricerca della consorte ideale – non potendo avere Camilla – finisce con l’impalmare la meno ideale di tutte.

(Ph: Chris Jackson/Getty)

Destinata a eterno, spesso impietoso confronto con la principessa scomparsa, negli anni Camilla ha saputo definire il suo ruolo di consorte reale caratterizzato da garbo, humour, sobrietà, impegno. Ha conquistato anche i suoceri, cosa assolutamente non scontata; se al momento del ritiro dalla vita pubblica Philip passò a lei il prestigioso titolo di Colonel-in-chief dei Rifles, Her Majesty dopo averla voluta nel Privy Council l’ha creata Royal Lady dell’Order of the Garter – unica tra tutte le signore reali – e nel suo messaggio alla nazione per il Diamond Jubilee ha manifestato il desidero che quando Charles sarà Re, Camilla divenga Regina Consorte.

Eppure gli inizi sono stati complicati; Sua Maestà la chiama “that wicked woman” quella donna malvagia, e non vuole avere nulla a che fare con lei. Charles però considera la relazione con lei “non-negotiable” e alla fine i due maturi innamorati riescono a sposarsi, con la Regina assente al matrimonio – civile, celebrato a Windsor nella Guildhall, il municipio – ma presente alla benedizione impartita agli sposi nella St.George’s Chapel dall’Arcivescovo di Canterbury (comprendente un rigoroso atto di pentimento della coppia).

Se alla cerimonia nuziale sono assenti i genitori degli sposi, sono invece presenti i figli: William e Harry per lui, Tom e Laura per lei. La relazione di Camilla con i figliastri è sempre stata attentamente scrutata; è opinione generale che la sua intelligenza, il suo equilibrio, la sua normalità abbiano agito positivamente; ora sembra che nel libro di memorie di prossima uscita il Duca di Sussex non la tratti con tenerezza. Ce ne faremo una ragione come probabilmente farà lei, abituata a stringere i denti e andare avanti un passo alla volta, conquistando una alla volta anche i futuri sudditi, che prima la disprezzavano e ora l’apprezzano sempre di più.

(Ph: HRH The Duchess of Cambridge)

I rapporti con i Duchi di Cambridge sembrano però davvero buoni, con William e anche con Catherine, che ha accettato l’invito a fotografarla in occasione di questo importante compleanno, firmando la foto sulla copertina del numero di luglio del magazine Country Life, dedicato appunto alla Duchessa di Cornovaglia.

(Ph: Shona Williams)

Qualcuno dei lettori di questo blog una volta ha commentato che Catherine, quando fotografa qualcuno (i figli, di solito) non solo lo ritrae ma lo racconta; è una riflessione che sposo in pieno, e credo possa essere valida anche in questo caso. Camilla appare a suo agio, nella sua vera natura: una signora inglese amante della campagna dei cani e dei cavalli (una delle poche cose che Lady Violet non le perdona è la passione per la caccia al volpe, ora fortunatamente proibita). Insomma, assai simile alla Regina.

(Ph: HRH The Duchess of Cambridge)

Tratto distintivo di Camilla, prima come Signora Parker Bowles poi come Duchessa di Cornovaglia, è stato sempre il rigoroso riserbo: né lei né il suo entourage hanno mai commentato, nemmeno gli attacchi più volgari e violenti. Benché non parli volentieri – ha rivelato che durante i primi discorsi in pubblico era letteralmente pietrificata – in questi giorni ha rilasciato alcune interviste, e ha dichiarato di ispirarsi al motto del suocero: “Look up and look out, say less, do more – and get on with the job” (guardati intorno e fai attenzione, parla di meno, agisci di più e porta avanti il tuo lavoro). Il che probabilmente è la chiave della stima crescente da parte della suocera, per la quale lealtà alla corona, riserbo e impegno personale vengono al primo posto.

Nel suo piccolo, Lady Violet apprezza in particolare nella duchessa l’amore per i libri e la lettura, e la dedizione con cui ne promuove la diffusione. Tra i suoi patronage sono anche Book Aid International – un’altra eredità di Philip – e Book Trust che oltre a incoraggiare alla lettura a ogni età si occupano anche di distribuire gratuitamente migliaia di libri. Se parlate inglese, non perdetevi assolutamente la sua reading room: https://royalreadingroom.uk/

la trovate anche su instagram: https://www.instagram.com/duchessofcornwallsreadingroom/

Le foto del giorno – Più bella e più superba che pria

Sì ha avuto il covid, sì ci siamo preoccupati tutti tanto, sì è davvero guarita. E se non ci sono bastate le immagini dell’udienza condotta via video per ricevere le credenziali di due nuovi ambasciatori (Buone notizie), questa volta Her Majesty è apparsa di persona in tutto il suo splendore, tale da oscurare anche uno dei politici più belli (e piacioni) in circolazione: Justin Trudeau, Primo Ministro canadese e dunque suo suddito.

Che è nel Regno Unito per la crisi ucraina, e oggi è stato ricevuto dalla sua regina. Un incontro vis-à-vis al castello di Windsor, dove Sua Maestà risiederà permanentemente, dopo aver abbandonato in via definitiva il mai troppo amato Buckingham Palace; un altro passo che prepara la successione. La sovrana indossa un abito con una fantasia un po’ patchwork un po’ azulejos, composta da riquadri a motivi diversi tutti declinati nelle tonalità del blu e del grigio, e a quanto si vede non ha con sé il bastone con cui l’abbiamo spesso vista di recente.

Trudeau appare giustamente deferente e pure, comprensibilmente, leggermente imbarazzato, anche se Her Majesty l’ha conosciuta da bambino; è infatti nato il giorno di Natale del 1971 durante il primo mandato da Primo Ministro del padre Pierre (i lettori meno giovani ricorderanno bene lui e soprattutto la bella e giovane moglie Margaret, protagonista del gossip di quegli anni), e la sovrana ha compiuto nel suo lungo regno una ventina di visite in Canada, il Paese in cui è stata di più. A tal proposito resta indimenticabile la cena dei Capi di Governo del Commonwealth a Malta nel 2015, quando lui esaltando il lungo regno e il l’altrettanto lunga attività al servizio del Commonwealth le dice che lei ha visto più Canada di molti Canadesi. E lei con un esemplare aplomb britannico risponde “Thank you Mr Prime Minister of Canada, for making me feel so old” (Grazie Signor Primo Ministro del Canada, per farmi sentire così vecchia!). Se ve lo foste perso, o non lo ricordate, lo trovate qui https://www.youtube.com/watch?v=8rd1v2OX6vE

Fotografie come quelle di oggi piacciono particolarmente a Lady Violet perché consentono di sbirciare tra gli ambienti dove la sovrana vive. Oggi è in un salotto con divani e poltrone in toni neutri su una moquette rosso scuro; boiserie in stile gotico color crema e un bel camino in ghisa sullo sfondo. Accanto a lei un tavolino con un gran mazzo di fiori azzurri e gialli, un riferimento alla bandiera ucraina? Sotto si vedono – rigorosamente vuoti che si impolverano da mori’ – due di quei portariviste in tondino di ferro, tanto popolari negli anni ’50/60; sono sicura che c’erano anche a casa vostra (o dai nonni), non dite di no! Sul tavolo oggetti vari – libri, ciotoline – e due foto incorniciate. Una si vede francamente troppo poco, l’altra è quella famosa il cui lei e Philip sono circondati dai pronipoti.

Che all’epoca – il 2018 – erano sette, ora sono diventati dodici. Cuore di (bis)nonna!