Le foto del giorno – In cammino

La defunta Regina era solita trascorrere il periodo natalizio a Sandringham, dove rimaneva fino al 6 febbraio, data che per il resto del mondo rappresentava l’anniversario della sua ascesa al trono, ma per lei il doloroso giorno della morte del padre. King Charles con discreta accortezza sta assicurando una transizione smooth, morbida, e dunque pur essendo tornato nella residenza londinese di Clarence House in queste domeniche di gennaio si fa vedere ripercorrere i passi materni per raggiungere la chiesa di St. Mary Magdalene.

Oggi non cera la Queen Consort Camilla, ma il sovrano era comunque in ottima compagnia, quella della sorella Anne. Che con stile intramontabile nonché ineffabile ha sfoggiato uno di quei pillbox di pelliccia – di solito castoro, ma anche maculato per le più audaci – tanto di moda negli anni ’60 (mia madre ce l’aveva) che sono certa arriva direttamente da quell’epoca. Potenza del vintage!

Altra presenza che non è passata inosservata quella di Lady Susan Hussey, incappata qualche mese nel furore antirazzista per essersi improvvidamente rivolta a un’attivista angloafricana ospite a Buckingham Palace (La foto del giorno – Women). Va detto che l’anziana nobildonna – una delle più intime amiche di Queen Elizabeth e sua lady-in-waiting, nonché madrina di battesimo del Principe William – si era prontamente scusata, e la polemica rapidamente rientrata.

Ora la sua presenza nel piccolo corteo reale fa pensare che sia stata riammessa nell’inner circle, da cui era stata prudentemente accantonata. Mi sembra si possa dire che i primi passi di Charles come Re vadano nel senso della ricomposizione dei conflitti, e questo potrebbe riguardare anche il figlio minore. A quanto si sa al momento, il sovrano vorrebbe anche i Sussex presenti alla sua incoronazione (nonostante la contrarietà del figlio maggiore, che teme qualche brutta sorpresa) e avrebbe incaricato l’Arcivescovo di Canterbury Justin Welby di negoziare un accordo.

La passeggiata odierna ha però portato alla mia attenzione un dettaglio del suo abbigliamento, che sarà l’argomento del caffè di domani e spero troverete interessante. See you soon!

Le foto del giorno – Evviva Santa Devota!

Sono giorni di festa nel Principato, due giorni fa il compleanno di Charlène, ieri la vigilia e oggi la festa della patrona Sainte Dévote (Santa Devota in lingua monegasca, che poi è un dialetto ligure).

La sera del 26 iniziano le cerimonie in onore della santa, fanciulla còrsa martirizzata durante la persecuzione di Diocleziano il cui corpo arrivò miracolosamente sulle sponde di quello che sarebbe diventato il Principato di Monaco. Quest’anno c’erano pure dei droni che per alcuni minuti hanno illuminato il cielo della notte monegasca con i simboli della festa.

Il cui momento clou è senz’altro quello istituito il 26 gennaio 1924 dal Principe Louis II, bisnonno dell’attuale sovrano: per la prima volta sul sagrato della chiesa fu incendiata una barca in ricordo di un episodio che si fa risalire addirittura al 1070, quando un pirata tentò di rubare le spoglie della santa; fallito il tentativo la sua barca data fu data alle fiamme sulla spiaggia.

Nuovamente positivo al covid il sovrano, Albert II, maestra delle cerimonie quest’anno è stata la Princesse Charlène, e va detto che se l’è cavata piuttosto bene, potendo contare solo sul supporto di Mélanie-Antoinette Costello de Massy (la signora col cappotto magenta), figlia della baronessa Elizabeth Anne de Massy, prima cugina di Albert, dunque non un rappresentante di primissimo piano della famille princière. Ma un validissimo aiuto è arrivato dai gemelli Jacques e Gabriella, carini educati e affettuosissimi.

Questa mattina la messa in cattedrale, cui la Princesse ha partecipato da sola, raggiunta dai figli al momento di affacciarsi al balcone di Palazzo per il passaggio della processione e il saluto ai monegaschi, e qui sorpresa! Si è affacciato anche Albert, leggermente discosto dalla famigliola e opportunamente dotato di mascherina. Le loro espressioni sono quelle allegre cui ci hanno abituati in questi anni ma insomma, tutto sommato meglio di altre volte.

Nel frattempo i signori Wittstock, genitori di Charlène, hanno annunciato di volersi trasferire dal Sudafrica al Principato, dove già risiede il figlio Gareth, per essere più vicini alla figlia e ai nipotini. Caro Albert, sei circondato!

Le foto del giorno – Quanta strada c’è da fare

Tra dicembre e gennaio è prassi che i capi di stato incontrino il corpo diplomatico accreditato nel Paese; oggi è toccato alla Spagna, El Rey Felipe VI e la Reina Letizia hanno ricevuto a Palazzo Reale gli ambasciatori. Dopo la Pascua Militar, il 6 gennaio, questa è la seconda occasione in cui il protocollo richiede per la sovrana il lungo da giorno.

Letizia ha scelto una mise piuttosto insolita per lei, abbinando alla blusa bianca con fiocco, disegnata da Carolina Herrera e già indossata in precedenza, una lunga gonna rosa; alle orecchie monili con pietre colorate creati per lei da Tous Jewelry (non che si siano sprecati eh), all’indice sinistro l’anello del brand italiano Coreterno, probabile regalo di Natale, che sulla faccia esterna reca inciso amor che tutto move mentre all’interno una frase ispirata a una ballata medioevale inglese: as long as i’m existing you will be loved (finché vivrò sarai amata).

Che la Reina stia diventando romantica? Quién sabe. A me questa mise ha ricordato quella di una illustre invitata alla Boda Real, che cannò completamente il dress code – lungo senza cappello al posto di corto con cappello – ma si fece notare e apprezzare, eccome! Certo, non è proprio a stessa cosa, ma considerate che Rania vestiva Givenchy. E forse ha un temperamento più teatrale dell’algida Letizia.

Fin qui la frivolezza che piace a noi, ma ahimé la cronaca non è sempre così leggera, e devo segnalarvi un episodio accaduto durante il ricevimento, estremamente spiacevole e purtroppo altrettanto significativo.

Guardatevi il video del quotidiano El Pais; chiamato a salutare i sovrani, l’ambasciatore della Repubblica d’Iran dà la mano al re ma non alla regina https://elpais.com/videos/2023-01-25/el-embajador-de-iran-no-da-la-mano-a-la-reina-letizia.html

Quanta strada c’è ancora da fare, quanta.

20 gennaio, un giorno regale

La protagonista della giornata è lei: Mathilde, Regina dei Belgi, che oggi compie cinquant’anni. Come accadde anche per i 40, viene festeggiata con un francobollo dove compare da sola; già disponibile su bpost e da lunedì nei principali uffici postali del Paese.

La Regina ha scelto personalmente uno scatto di Michel Gronemberger che la ritrae davanti a una delle serre reali nel giardino d’inverno del Castello di Laeken. A tal proposito mi stupisce un po’ un ritratto in maniche di camicia nei giorni più freddi dell’inverno, ma tant’è. La mise scelta – blusa bianca e gonna a strisce bianche e nere – è riciclata e naturalmente firmata Natan, così come il completo pantaloni che indossa nell’altro ritratto diffuso per celebrare l’evento.

(Ph: Michel Gronemberger)

Nata a Uccle, Mathilde è la maggiore dei cinque figli del barone Patrick d’Udekem d’Acoz, che viene elevato a conte in seguito al matrimonio della figlia. Sua madre è un’aristocratica polacca, discendente dall’importante famiglia baltica dei Sapieha; al contrario di altre spose reali della sua generazioni dunque non nasce borghese, ma non porta certo un titolo di particolare prestigio. Prima di sposare, abbastanza a sorpresa, Philippe il 4 dicembre 1999 (A Royal Calendar – Philippe e Mathilde, due cuori e un abito) Mathilde lavora come logopedista; si laureerà in psicologia tre anni dopo, quando è già madre dell’erede al trono. A volte penso che tra i sovrani belgi c’è praticamente la stessa differenza d’età che c’era tra Charles e Diana – tredici anni meno qualche mese – ma nonostante questo, e la perplessità con cui il loro matrimonio fu accolto, i sovrani belgi mi sembrano una coppia ben assortita e il loro un matrimonio solido. Soprattutto grazie a lei; la sua delicata e dolce bellezza cela una tempra d’acciaio, il classico guanto di ferro in guanto di velluto. Firmato Natan, ça va sans dire.

Altro compleanno eccellente di oggi, i cinquantotto anni della Contessa di Wessex, festeggiata ieri con una bella torta dagli allievi della Connaught School, dov’è stata in visita. Moglie dell’ultimo figlio della scomparsa Regina, dotata del titolo minore tra i senior members della Royal Family, ha accolto con grazia un suo ruolo di secondo piano, ma con lavoro è impegno è riuscita a diventare indispensabile, nonché amatissima dalla suocera. All’inizio anche lei si è resa protagonista di qualche scivolone, ma ha saputo recuperare ed emendarsi. E se state pensando che stia alludendo a qualcuno e a qualcosa, avete ragione. Vedremo se prima o poi – magari a maggio, in occasione dell’incoronazione di King Charles III – arriverà l’agognato (da noi sicuramente) titolo di Duchessa di Edimburgo, ma non credo cambierà molto nella vita di Sophie.

Questa la cronaca, cui vorrei aggiungere un po’ di storia. È il 20 gennaio 1936 quando, poco prima di mezzanotte, nella residenza di Sandringham nel Norfolk muore Re George V. Il sovrano ha settant’anni e soffre da anni di un’infezione polmonare; nelle ultime settimane le sue condizioni sono peggiorate, e la sua morte certo non arriva inattesa, ma nel 1986 viene pubblicato il diario del medico curante, Lord Bertrand Dawson, che afferma di aver abbreviato l’agonia del sovrano con iniettando morfina e cocaina.

Nello stesso giorno a poche centinaia di metri Ruth Roche, moglie del Barone Firmoy, dà alla luce alla terza figlia della coppia. La bambina nasce a Park House all’interno della tenuta reale di Sandringham, e viene chiamata Frances Ruth. Diciotto anni e tre sovrani dopo – sul trono siede la nipote di George V, Elizabeth II; lo zio Edward VIII diventato re quel 20 gennaio 1936 ha abdicato in favore del fratello undici mesi dopo; il padre George VI è scomparso il 6 febbraio 1952 – la bambina nata nel giorno della morte del re si sposa. È il 1 giugno 1954; lo sposo è il Visconte Althorp, John Spencer. Sono i genitori di Diana, Principessa del Galles.

Le foto del giorno – Dalle stelle alle coratelle

Non temete non ho avuto una crisi mistica e la croce, nonostante l’abbondante presenza di ametiste, non appartiene a Lady Violet.

Kristian Spofforth, responsabile del dipartimento gioielleria nella sede londinese di Sotheby’s, ci informa che ieri, tra gli oggetti offerti in asta nella Royal and Noble Sale, c’era anche questo importante pezzo, la cosiddetta Attallah Cross. Un grande pendente – circa 13,5 centimetri per 9,5, che supera i 45 grammi di peso – creato da Garrard negli anni Venti e acquistato negli anni Ottanta da Naim Attallah, scrittore, editore e uomo d’affari anglopalestinese di religione cristiana. Noto estimatore delle belle donne, ammirava particolarmente l’allora Principessa di Galles, cui prestò spesso il gioiello.

Diana lo indossò in varie occasioni; la più famosa il charity gala nell’ottobre 1987, in favore Birthright, associazione benefica impegnata nella tutela della salute femminile e il rispetto dei diritti umani. Quella sera lo agganciò a una lunga collana, abbinandolo a un abito in stile vagamente barocco, in velluto e seta viola, creato da Catherine Walker.

A questo punto vorrei tranquillizzarvi, non vi sto raccontando tutto ciò in omaggio al mio colore preferito, ma perché la storia di questa meraviglia ha appena subito una svolta inattesa. Ieri la Attallah Cross è finita nelle mani di un’altra principessa, quella del trash; la regina d’ineleganza e imperatrice del cattivo gusto Kim Kardashian. Che se l’è aggiudicata in cinque minuti sborsando 163.800 sterline (cioè 187 mila euro e rotti), cifra piuttosto superiore al valore stimato del gioiello.

Potrei ragionare su quale effetto tale importante monile potrà fare indosso a una signora significativamente meno alta – parliamo di una ventina di centimetri – di Diana, ma non lo farò, Temo però di vedere presto la croce piazzata trionfalmente sull’abbondante Golgota kardashianesco. Sperando che non voglia usarla per evidenziare il suo pezzo forte, magari lasciandola penzolare sul generoso e sempre generosamente esposto derrière.

P.S. l’equazione scollatura/Golgota non è mia, ma la citazione di un episodio attribuito al Cardinal Lambertini (poi Papa Benedetto XIV).

Il caffè del lunedì – Fifty-fifty

Nel 2023 Re Carl XVI Gustav celebrerà il giubileo d’oro, e non ha perso tempo nel pubblicare una foto che lo ritrae in tutto abbacinante splendore.

(Ph:Thron Ullberg/Kungl.Hovstaterna)

In piedi accanto al trono d’argento – uno dei simboli del regno di Svezia – il sovrano si trova nella stessa sala del palazzo dove fu incoronato nel settembre 1973. Carl Gustav indossa l’uniforme da ammiraglio della regia marina, e un notevole numero di collari a prova di cervicale, simbolo degli ordini cavallereschi del Paese. Dall’esterno verso l’interno: l’Ordine dei Serafini, che alterna 11 croci a doppio braccio smaltate d’azzurro ad altrettante teste angeliche; l’Ordine della Spada caratterizzato ovviamente da spade, accompagnate da scudi; l’Ordine della Stella Polare con le stelle bianche intervallate dalla doppia lettera F, iniziale del fondatore Federico I; e infine l’Ordine Vasa. Se sull’amore dei reali scandinavi per il fasto e la magnificenza ci sono pochi dubbi, Lady Violet si chiede se celebrata l’importante ricorrenza il sovrano abdicherà in favore della primogenita Victoria, che ci piacerebbe vedere presto sul trono. Non ci resta che attendere!

Nel 2022 invece il giubileo d’oro l’ha celebrato Margrethe II di Danimarca. Conoscendola un po’, probabilmente avrebbe voluto farlo con molto più risalto ma prima si è dovuta ridimensionare causa pandemia, poi è stata oscurata dal Platinum Jubilee di Queen Elizabeth II, e infine dalla sua morte, anche se i festeggiamenti previsti per i giorni immediatamente seguenti alla dipartita si sono tenuti lo stesso, pur se in tono minore.

(Ph: Per Morten Abrahamsen/Kongehuset)

E in ossequio all’amore per le celebrazioni – e l’autocelebrazione – della sovrana danese, in chiusura dell’anno sono state diffuse due fotografie ufficiali a sancire il traguardo raggiunto. Nella prima Margrethe – che indossa la tiara di perle poiré e la demi parure in perle e diamanti, entrambe arrivate a Copenaghen con la bisnonna regina Louise – è in compagnia dei principi ereditari Frederik e Mary; lui un alta uniforme e insegne, lei in abito lungo con la preziosa parure di rubini (per saperne di più Happy RubYear!). Gioielli a parte, è una fotografia piuttosto strana: le figure appaiono innaturalmente allungate e sembra che le argentee scarpine indossate dalla pur longilinea sovrana siano misura 47.

(Ph: Per Morten Abrahamsen/Kongehuset)

La seconda fotografia non fuga le perplessità, piuttosto le accentua. Questa volta sono presenti anche i cadetti, il figlio minore Joachim e la moglie Marie. L’impianto è francamente terribile: la regina è seduta comodamente su un similtrono, mentre l’erede appare in bilico sullo strapuntino, e comunque sembra dare le spalle alla madre sovrana; gli altri, chiaramente meno importanti, sono in piedi. Con un ampio spazio tra Mary e Joachim che sembra sottolineare la distanza tra loro.

Con l’ingresso del nuovo anno i figli di Joachim – quelli avuti con Marie e quelli di primo letto – perdono i titoli reali, pur rimanendo nella linea di successione. Una decisione che, soprattutto per come è stata presa e soprattutto resa nota, ha lasciato molti perplessi (a partire da noi) e alienato parecchie simpatie per i reali danesi. Magari col tempo ci abitueremo e le cose torneranno a sembrarci normali, al momento non nego nei loro confronti una certa perplessità sfumata di fastidio.

Speriamo che l’anno nuovo ci porti tante royal novità, qualche bella sorpresa e tutto il caffè che ciascuno desidera.

2023 primi sorrisi e qualche lacrimuccia

Nel primo giorno dell’anno i sovrani britannici hanno mantenuto la tradizione della messa nella St Mary Magdalene Church a Sandringham. E se il Re ha scelto il suo classico soprabito di tweed, la Regina Consorte ha preferito un cappotto con cintura in vita, modello che non indossa spesso ma dovrebbe perché le sta benissimo.

Completano la mise un berretto con piume che fa tanto campagna inglese, stivali, guanti e come borsa una classica Mini Venice DeMellier modello amatissimo dalle royal ladies e non solo, ne ha una pure Lady Violet! Questa è blu, ma Camilla ne ha anche una crema e una verde foresta, indossata anche da Meghan nella sua breve stagione da working royal. La sovrana sfoggia un bel sorriso, che è il modo migliore per accogliere la prossima pubblicazione del libro tutta la verità di Harry, cui potrebbe aggiungersi anche un’autobiografia della moglie. Insomma, dopo Il Barone Rampante e Il Visconte Dimezzato la letteratura si arricchisce con Il Duca Incavolato e La Duchessa Petulante

Quanto alle lacrimucce, non nego di averne versata qualcuna davanti all’omaggio di Londra alla defunta, amatissima Queen Elizabeth II. Come ha scritto qualche suddito sui social (cito a memoria) addio al 2022, l’anno in cui la Great Britain ha perso la Great.

I fuochi artificiali sul Tamigi sono meravigliosi, ma se non volete godervi tutto lo spettacolo andate al minuto 5.20 https://www.youtube.com/watch?v=xjhBWzNU-G8

Happy New Year!

Il caffè del lunedì – Natale nella nuova era

Francamente ignoro se King Charles beva caffè, e nel caso se preferisca l’espresso o quella sbobba tremenda che noi definiamo caffè americano, la cui principale funzione, I presume, è quella di sturalavandini; in ognuno caso il caffè di oggi è dedicato a lui.

Che ieri ha finalmente tenuto il suo primo discorso di Natale, rivolto alla nazione per la prima volta novant’anni fa dal bisnonno George V e diventato tradizione. Prima solo radiofonico poi, dal 1957, via televisione per decisione della defunta Regina la cui presenza ancora aleggia sulla Royal Family. E Charles bene ha fatto a dedicare a lei il suo primo Christmas broadcast, scegliendo addirittura di registrarlo nella St. George’s Chapel, dove lei è sepolta con marito genitori e sorella. Un discorso anche interessantemente politico, non solo per la citazione del personale sanitario – impegnato in una battaglia per contratti e salari – ma soprattutto nella sua veste di capo della Chiesa d’Inghilterra, un aspetto che noi forse tendiamo a trascurare un po’ ma che penso avrà un ruolo importante nel suo regno. Che Charles sia particolarmente attento ai discorso interreligioso è noto da tempo, in questo caso ho trovato notevole, e non scontato, il riferimento anche agli atei.

Citazioni anche per i working royals, dai principi di Galles alla sorella Princess Royal a fratello e cognata Conti di Wessex. Non pervenuti l’impresentabile Andrew di York – recentemente anche bandito da Buckingham Palace, dove non potrà avere più il proprio ufficio, né ricevere ospiti – e i californiani Duchi di Sussex&Montecito.

Poi certo, a noi è mancata un po’ l’attesa per scoprire la spilla che avrebbe scelto la Regina, e la ricerca per scoprirne i significati nascosti, ma se sapremo riconoscere a King Charles il suo spazio e riconoscere il suo valore, non ci deluderà.

Oggi si festeggia santo Stefano, dunque permettetemi di rivolgere gli auguri di Lady Violet a tutte le Stefania e gli Stefano che vengono a sedersi sul sofà. Passando dal sacro al profano, vi ricordo che oggi nel Regno Unito è Boxing Day, per tradizione il giorno in cui iniziano i grandi saldi invernali; se dunque siete in Albione, o più semplicemente fate i vostri acquisti online, datevi una mossa, che le occasioni migliori spariscono presto!

Buon Natale!

Entro in punta di piedi nel vostro Natale per degli auguri speciali.

Il disegno con la renna non è opera mia – che non so disegnare – ma di un piccolo uomo che un giorno sarà Re. Il giovane George sembra davvero aver ereditato il talento artistico di nonno Charles e del bisnonno Philip, e gli orgogliosi genitori hanno scelto questa creazione del primogenito per fare gli auguri (ottima mossa, va detto).

Aspettando il primo Christmas speech di King Charles, merry Christmas!

La foto del giorno – Grattis!

Celebriamo la regina di Svezia, Silvia, che oggi compie 79 anni. Per lei oggi 21 salve di cannone, per tutti quelli nati a ridosso del Natale la fatidica frase ti facciamo un regalo solo ma più grande, che poi non è vero quasi mai.

(Ph: Sarà Friberg/Kungl. Hovstaterna)

Va detto che la sovrana è in buona e regale compagnia: compie oggi 89 anni Akihito, Imperatore Emerito del Giappone, e forse El Rey – Emerito pure lui – Juan Carlos ricorderà sua madre Maria Mercedes, nata in questo giorno 112 anni fa. Per tacere della ex Premiere Dame Carla Bruni Sarkozy, che oggi fa 55.

Conoscendo l’amore per il fasto delle monarchie scandinave mi aspetto grandi cose dalle celebrazioni per gli ottanta il prossimo anno, intanto non posso fare a meno di ammirare Silvia in una mise color magenta, colore dell’anno che a dire il vero lei indossa spesso da tempi non sospetti.

Il passare del tempo non ha cancellato la sua bellezza ma l’ha come congelata, appannando quella natura passionale che a me ragazzina sembrò di cogliere in quella incantevole ragazza bruna che diventava regina in un abito Dior disegnato per lei da Marc Bohan.