Ladycameron giorno 7 – Il trifoglio d’Irlanda

Scelta obbligata oggi che è il 17 marzo, festa di San Patrizio che annuncia l’arrivo di una  primavera quanto mai desiderata, anche per gli effetti positivi che l’innalzamento delle temperature potrebbe avere sull’andamento della pandemia in corso. catherine irish paradeQuest’anno la tradizionale parata delle Irish Guards non si è tenuta – ufficialmente perché gran parte del Reggimento è impegnato all’estero – ma forse ricorderete l’anno scorso la Duchessa di Cambridge sfoggiare sul cappotto verde scuro Alexander McQueen una spilla a forma di trifoglio, lo shamrock simbolo d’Irlanda e di St Patrick che ne è il patrono.

Secondo la tradizione Patrick, evangelizzatore dell’isola nel V secolo, usò proprio la piantina per spiegare la Trinità; come questa il trifoglio è uno e trino: un solo stelo regge tre foglie. Nell’Irlanda celtica e precristiana questa pianta era rivestita di valori simbolici e magici, in gran parte legati alla mistica del tre, il numero che in molte culture è considerato sacro. Nel Tao-te-ching si legge: «Il Tao genera l’unità, l’unità genera la dualità, la dualità genera la triade e quest’ultima tutte le cose».

noli me tangereIl simbolismo del trifoglio trinitario fu amato in tutto il Medio Evo e oltre, ed è giunto fino a noi riprodotto in opere dei maggiori pittori del Quattrocento e del Cinquecento; nel Noli me tangere del Beato Angelico Cristo risorto appare alla Maddalena su un prato di trifogli.

order st patrick badge

Dal 1783 il Santo e il suo emblema compaiono abbinati anche nel Most Illustrious Order of Saint Patrick che, fondato da Re George III, divenne il terzo per importanza nel regno, dopo l’Order of the Garter e l’Order of the Thistle. Nelle insegne – insieme con l’arpa celtica, altro simbolo del Paese – compare un trifoglio che contiene una corona in ogni foglia, e il motto Quis separabit? (Chi ci separerà?) è circondato da un giro di piccoli trifogli. 

Esiste poi un trifoglio tutto speciale, che invece di tre foglie ne ha quattro. La sua (relativa) rarità lo riveste tradizionalmente di un grande potere: se nelle fiabe di origine celtica conferiva il dono di vedere gli elfi, la sua caratteristica più famosa è quella di propiziare la buona fortuna. Per questo è simbolo popolarissimo e prediletto da molti.

Il quadrifoglio è con la camelia una delle icone di una vera regina, di talento se non di sangue: Mademoiselle Chanel, che ne faceva bijoux più o meno preziosi – bellissimi quelli storici realizzati per lei dalla Maison Gripoix – e li piazzava anche su borse, bottoni, dettagli, ricami. chanel charms braceletPer le nozze civili del fratello Albert con Charlène Wittstock, celebrate il primo luglio 2011, la principessa Caroline de Monaco indossava sotto l’ampia pamela un paio di piccoli orecchini turchesi, Chanel, ça va sans dire. Avrà voluto invocare la fortuna sugli sposi? In fondo Grace, indimenticata madre dei principi, era di origine irlandese.caroline chanel earring

Le foto del giorno – 12 febbraio

Sembrano definitivamente tramontati i tempi in cui i Duchi di Cambridge venivano definiti lazy, pigri. Da quando i Sussex hanno fatto ciao ciao la loro attivita si è decisamente incrementata e ora è arrivata la Brexit a complicare le cose. Per cui oggi, mentre William ha ricevuto le famiglie sostenute dal Metropolitan and City Police Orphans Fund in occasione dei 150 anni dell’istituzione, Catherine è stata spedita in tutta fretta in Scozia e Irlanda del Nord, le due regioni che minacciano la secessione, incerta nel primo caso, assai probabile nel secondo. In entrambi gli appuntamenti ha incontrato i bambini e le famiglie per il progetto 5 Big Questions  della Royal Foundation, che ha l’obiettivo di monitorare le condizioni di vita dei più piccoli. 24647966-7995451-The_Duchess_of_Cambridge_cut_a_casual_figure_as_she_arrived_at_A-a-35_1581512609025Look da lavoro supersportivo – stivali, pantaloni skinny e giaccone Barbour – illuminato da un pullover a collo alto color fiordaliso che, in vendita a 125 sterline da John Lewis, è nel frattempo andato sold out. 18EF4300-0175-4A42-A0D6-D96719A11F79Nel pomeriggio ad Aberdeen la Duchessa ha incontrato personale, volontari e ospiti del Social Bite Café, che offre cibo a homeless, persone e famiglie in difficoltà. In mattinata aveva visitato la Ark Open Farm, nei pressi di Belfast, dove ha interagito con bambini e animali. 24650572-7995451-image-a-51_1581514935657Ha pure maneggiato un serpente, esperienza che col ruolo che ha potrebbe sempre tornarle utile. 

Ieri invece è andata in scena un’inedita versione dei Fab 4: Principi di Galles e Duchi di Cambridge insieme, in visita al Defence Medical Rehabilitation Centre. kate-middleton-8Camilla in verde bosco, Catherine con un completo blu scuro Alexander McQueen, rispetto al quale Lady Violet ha due osservazioni: 1) eviterei lo stile militare quando si devono incontrare militari veri, e 2) alta e magra com’è, con modelli così striminziti finisce col sembrare un cerino. Quanto agli stivali di suede neri indossati da entrambe le future regine, i puristi tra voi dovranno arrendersi: l’accoppiata blue&black è uno dei must di stagione. IMG_20200212_215358Imperdibile il momento dei tiri a canestro di William in sedia a rotelle, in competizione con alcuni ospiti del centro; deliziosa la reazione del padre: Wills, me stai a fa’ fa’ ‘na figura… 

 

Royal chic shock e boh – Oscar edition

S’erano appena spenti i riflettori su Sanremo che eccoli riaccendersi su Los Angeles, per la serata degli Oscar. Diciamo subito che la ventilata partecipazione dei Duchi di Sussex non c’è stata; non saprei dirvi se fossero stati davvero invitati, ma è certo che la Regina abbia chiesto loro di sospendere ogni attività fino alla cerimonia per il Commonwealth Day, il prossimo 9 marzo, che sarà l’ultimo impegno ufficiale della coppia.

King Giorgio rules oscar 20 renéeEntrambe le attrici premiate per la loro performance erano vestite Armani Privé; semplice e di gran linea, nel più puro stile Giorgio, l’abito bianco ricamato di paillettes iridescenti di Renée Zellweger, migliore protagonista; perfetto l’underwear, perfetta soprattutto la scelta di non aggiungere gioielli. Sì lo so che molte di voi non amano il monospalla, ma questo è très chic.oscar 20 laura dernMi convince meno il modello scelto da Laura Dern, migliore non protagonista: le frange nere che segnano il décolleté non mi fanno impazzire, men che meno abbinate al sottostante rosa pallido. Boh.

Le dee oscar 20 charlizePersonalmente preferisco Charlize Theron vestita in colori chiari e/o metallizzati – bianco, cipria, silver, gold (soprattutto) – ma questo Dior Haute Couture così meravigliosamente opaco e profondo, con la gonna super scenografica e la spallina che sembra scesa per sbaglio rasenta il sublime. Solitamente da evitare lo smalto black on black, ma in questo caso va bene pure quello; poi un collier di Tiffany e via. Chic. 92nd Annual Academy Awards - ArrivalsScarlett Johansson è la grande sconfitta: candidata in entrambe le categorie per le attrici non ha vinto nessuna statuetta. Per fortuna l’Oscar se l’era portato da casa, e dovrà accontentarsi di questo Oscar de la Renta in raso argento con catenelle leggerissime che sarebbero troppo addosso alla maggioranza delle mortali. Ma lei è la novella Afrodite, ed è pure chic. oscar 20 janeJane Fonda, dea tra le dee, arriva così: un Eliee Saab riciclato, passo sportivo – decenni di aerobica lasciano il segno – e soprabito sulla spalla. Più un inedito bob silver, che a 82 anni la ringiovanisce pure. Chic. 92nd Annual Academy Awards - ArrivalsRegina King in Atelier Versace è in puro stile Hollywood in rosa baby, dall’abito al rossetto, che dopo i venticinque sarebbe un pianto su chiunque. Regale di nome e di fatto, chic. oscar 20 janelleJanelle Monáe in Ralph Lauren, che la trasforma in Selene “la risplendente”, la dea della luna. Un abito tridimensionale come una scultura, una di quelle mise senza mezze misure, la si ama o la si odia. Lady Violet la ama. Chic. oscar 20 sigourneySigourney Weaver avvolge il suo metro e ottanta (abbondante) in un Dior Haute Couture di un bellissimo e difficilissimo verde bosco. Bello il drappeggio sulle maniche lunghe, bellissimo il plissé stretto della gonna. Una vera dea greca. Chic. oscar 20 rita wilsonDirettamente dall’Olimpo di Hollywood Tom Hanks e la moglie Rita Wilson, entrambi vestiti Tom Ford. Le frange leggere dell’abito secondo me accompagnano il passo in maniera mirabile, l’underwear non è impeccabile, ma lei ha superato un brutto cancro al seno, e va benissimo così. Bella, sana, amata e pure chic (ma la prossima volta meglio un’altra clutch).oscar 20 maya rudolphMaya Rudolph si butta sull’antico Egitto, e Valentino la trasforma in una statuetta di bronzo. L’abito potrebbe essere interessante, ma indossato così è davvero shock. Salma HayekProbabilmente Salma Hayek pensava che il candido Gucci l’avrebbe davvero trasformata in una dea greca, complice anche il serto e gli orecchini simil-ulivo (Boucheron) tra i capelli. L’effetto finale invece è più pedone degli scacchi, shock.

Once you go black oscar 20 penelopeSe il nero è una religione, Mademoiselle Coco ne è la gran sacerdotessa. Penélope Cruz la gloriosa sceglie una mise vintage piena di dettagli della Maison: le perle, la camelia, il fiocco piatto. Sembra vintage anche la spiegazzatura della gonna. Chic (ma dopo una passata di ferro). oscar 20 margot robbieMargot Robbie la decadente. Vintage Chanel anche per l’attrice australiana, penalizzata dal fitting: l’abito sembra sull’orlo del precipizio, trascinato dal peso della spilla. Interessanti le maniche/armille, danneggiate dalla posa alla Sophia nel’Oro di Napoli. Boh. oscar 20 lucy boyntonLucy Boynton la bon ton sarebbe piaciuta anche a Coco con l’abito bicolore, particolarmente adatto ad una ragazza così giovane. Le maniche sono uno spettacolo nello spettacolo, i capelli color paglia un mezzo incubo, ma per stavolta la perdoniamo. Chic.

Margaret Qualley & Rooney Mara le filiformi. In Chanel Haute Couture la prima, in Alexander McQueen la seconda, sublimano la propria magrezza in abiti neri, ben lontane dal raggiungere il livello di grazia elegante della divina Audrey. Chic per l’una, shock per l’altra, che ha l’aggravante di andare in giro col broncio nonostante sia la girlfriend di Joaquin. oscar 20 natalieNatalie Portman la femminista. Per un attimo ho temuto che avesse preso spunto da Achille Lauro a Sanremo, ma per fortuna mi sbagliavo. L’abito Dior Haute Couture nero con ricami in oro scuro è  un po’ troppo funereo, e la mantella – sul cui rever sono ricamati i nomi delle registe lasciate fuori dalla corsa agli Oscar – non aiuta. Boh.92nd Annual Academy Awards - ArrivalsKelly Ripa la debordante in Cristian Siriano. Scommetto che la mamma ti ha detto che il nero è sempre chic. Sorry darling, era una bugia. Shock. 92nd Annual Academy Awards - ArrivalsZazie Beetz sul metro. E lo so, certe volte proprio non sai dove mettere le mani e l’abitino da apericena di Thom Browne non ha le tasche, ma una chilata di collier Bulgari non si può portare così. Shock. oscar 20 geenaLe tasche le ha il bell’abito di Romona Keveza indossato da Geena Davis: bustino con profonda scollatura che l’attrice porta con eleganza su una ricca gonna piena di pathos. Veramente chic.

Non solo nero oscar 20 joanne tuckerMolto bello e per niente hollywoodiano l’abito di Joanne Tucker, attrice e moglie di Adam Driver: un Oscar de la Renta con bustier nero e gonna bianca ricamata a tralci di fiori, delicato e raffinato quanto chi lo indossa. Chic. oscar 20 caitriona balfeDiscorso analogo per la mise Valentino Haute Couture indossata dalla sofisticata Caitriona Balfe, poco Hollywood e molto vecchia Europa. Chic. oscar 20 kristen wiigPoteva mancare uno dei colori più iconici della storia della moda, il rosso Valentino? Ci pensa Kristen Wiig con un abito Haute Couture che oscilla tra l’assurdo e il sublime. Belle le scarpe, bellissimi i lunghi guanti, ma la mise, boh.

Too much oscar 20 saoirseHollywood è il regno del’eccesso, e la serata degli Oscar l’eccesso dell’eccesso, e anche quest’anno non ha fatto eccezione. Esemplare in tal senso la mise di Saoirse Ronan (il nome si pronuncia tipo siur-scià) creata da Gucci: enorme gonna in seta moiré azzurro glicine, su corpetto nero con gran volant color crema piazzato proprio sul(l’inesistente) pancino. Boh.

Seguono: Olivia Colman in velluto blu Stella McCartney, con cannoli sulle spalle: perché? Boh. Billie Eilish in super oversize Chanel. Sembro io da piccola col pigiama di mio padre. Ma almeno non era Chanel. Shock. Cyntia Erivo in Atelier Versace, iceberg e Titanic in un colpo solo. Shock.

Spero che la piccola Julia Butters abbia in borsetta il numero del Telefono Azzurro: quella mise (Christian Siriano) è di rara crudeltà. Shock. Finora avevamo sentito parlare della nipote di Moubarak, invece ecco che dall’Egitto arriva la celebre cantante e attrice Youssra, in versione nipote di Ramses. Con l’aggravante che la mise è Zuhair Murad Haute Couture. Shock (ma lei, 69 anni, è splendida). Blac Chyna (in Dona Matoshi) ad onta del nome è americana, ed è un’esperta di beauty. sono ragionevolmente sicura non lo sia anche di fashion. Shock. oscar 20 de niro pacinoCome abbiamo iniziato, così concludiamo: due creazioni di King Giorgio, due smoking indossati da due uomini che hanno incarnato fascino, charme e sex appeal. Il passato, ancorché prossimo, è ahimé d’obbligo. Ma almeno la tinta con la ricrescita no, dai. Fuori concorso.

 

Le foto del giorno – 2 febbraio

Meglio sarebbe intitolare questo post “le foto della sera”. E che sera! Questa è la serata in cui si consegnano gli Oscar britannici, i premi BAFTA, alla presenza dei Duchi di Cambridge, dato che William ne è il presidente. Il dress code di quest’anno richiedeva di essere sustsinable, con l’invito a non sprecare e a riciclare. 24210566-7948459-image-m-35_1580669709916Invito raccolto dai Duchi, lui con uno smoking che ci assicurano essere stato già indossato – ma naturalmente uguale a mille altri – lei con un abito Alexander McQueen che abbiamo sicuramente già visto. Catherine lo ha indossato durante un tour in Malesia nel 2012, e infatti il modello ha una vaga ispirazione orientale.

La gonna in chiffon ha un bel movimento, che mi sembra strida troppo con la rigidità del bustier, sottolineato da quella tremenda passamaneria. In generale trovo disarmonici i volumi: ampia la gonna, stretto il busto, e il raccolto così le fa un po’ il testone. In definitiva meglio visto da dietro. 24212136-7948459-image-a-97_1580672801506Intendiamoci, la pettinatura così a me piace; d’altra parte Lady Violet è abbastanza agée da ricordare le elaborate acconciature con cui Monsieur Alexandre addobbava l’incolpevole Grace. In questo caso però l’abbinamento mise-coiffure non mi convince. Promossa la scelta di collier e orecchini Alhambra VanCleef&Arpels, ormai classici ma non ancora noiosi (però bisognerebbe uniformare la pelle del décolleté).

Business as usual

Nel famoso discorso del 9 novembre 1914 alla Guildhall di Londra l’allora Primo Lord dell’Ammiragliato Sir Winston Churchill pronunciò questa frase: the maxim of British people is “business as usual”. 105 anni, due guerre mondiali e tre sovrani dopo la regola vale ancora, e a poche ore dallo storico incontro di Sandringham per decidere il futuro dei Sussex, l’attività della Royal Family prosegue as usual. 23383748-7885971-image-a-85_1579009251808Ieri la Duchessa di Rothesay – titolo che spetta a Camilla quando è in Scozia – in qualità di Chancellor dell’Università di Aberdeen ha conferito alla Princess Royal la Laurea in Legge Honoris Causa per la sua intensa attività sociale. Le due cognate, accomunate in gioventù dall’amore per Andrew Parker Bowles, brevemente fidanzato dell’una e poi primo marito dell’ altra, hanno mostrato as usual l’ottimo rapporto che le lega.

Improntato al più classico stile British l’intervento di Camilla, che ha sottolineato come non ci sarebbero state rivalità familiari in questa occasione dato che Anne, Chancellor all’università di Edimburgo, presiede un ateneo con soli 437 anni di vita, contro i 525 che Aberdeen festeggerà il mese prossimo. william-kate-leave-city-hall-aMercoledì è stata invece la volta dei Cambridge, in una scrutatissima uscita a Bradford, West Yorkshire. Per lui maglioncino bordeaux da impiegato ufficio timbri, per lei l’ennesimo pastrano paramilitare (Alexander McQueen) – ne avrà una dozzina, uno peggio dell’altro – alleggerito dall’immancabile radioso sorriso e la posa vagamente benedicente. Nel corso della visita i duchi hanno incontrato bambini e ragazzi con problemi fisici o psicologici, parlato dei loro figli, e Catherine ha accennato al fatto che William non vuole diventare padre per la quarta volta.

Insomma, business ad usual. 

Royal Variety Performance 2019

Un altro tradizionale appuntamento novembrino per la Royal Family – che in questo mese davvero non si risparmia – va sotto il nome di Royal Variety Performance. royal variety performance 2019 È una serata che riunisce il meglio del West End e dello showbiz britannico in favore del Royal Variety Charity, che si occupa degli artisti in difficoltà in tutto il paese. Il primo spettacolo si gode all’ingresso del London Palladium, il teatro su Trafalgar Square che ospita lo show, con l’arrivo dei membri della royal family in rappresentanza della regina. royal variety performance 2019 cambridgesQuest’anno tocca ai Duchi di Cambridge, lui in smoking lei in Alexander McQueen: abito lungo in pizzo nero, doppiato in raso color carne, con dettagli in velluto. Il modello non è male, ha una bella scollatura e un bel ‘movimento’, ma ha un’aria già vista (infatti sono andata a controllare se lo avesse già indossato; no, è nuovo, l’altro era peggio). Per fortuna i capelli sciolti e gli orecchini di Erdem danno alla duchessa un’aria gipsy che sdrammatizza l’insieme. royal variety performance 2019 mary poppinsPrima dello show c’è come da tradizione il saluto agli artisti, e quest’anno uno dei numeri è tratto dal musical Mary Poppins (il che riempirà d’orgoglio una certa amica di Lady Violet). I più agés, o appassionati di spettacolo (o entrambi) riconosceranno nel ruolo della Signora dei piccioni la leggendaria Petula Clark. Ottantasette anni d’età e settantotto di carriera; 70 milioni di dischi venduti – anche in italiano, come dimenticare la Ciao Ciao che imperversava negli anni ’60? – una lady che ha lavorato con gentlemen che si chiamavano Charlie Chaplin e Fred Astaire. royal variety performance 2019 mary poppins 2In effetti ha lavorato anche con Mike Bongiorno, a Sanremo 1965, ma è un peccato veniale. Affranto (absolutely davastated) Rod Stewart, che non ha potuto partecipare perché ammalato. Sorry, ma come si sa, the show must go on.

Le foto del giorno – 7 giugno

Gironzolando nel web mi sono imbattuta in alcune immagini che hanno attirato la mia attenzione; dapprima ho incrociato la Duchessa di Cambridge all’Household Division’s Beating Retreat, uno spettacolo in cui i militari si esibiscono sia in numeri musicali sia in esercizi di destrezza, anche a cavallo, con fuochi d’artificio finali. È una manifestazione che si tiene poco prima del Trooping the Colour (cui assisteremo domani) e cui partecipa sempre qualche membro della Royal Family. kate beating retreatQuest’anno è andata Catherine, che almeno in metà delle fotografie ha un’espressione, diciamo così, rassegnata. Solito cappottino, stavolta color crema – evidentemente a Londra non è ancora arrivata l’estate – del solito McQueen, scarpe nude Gianvito Rossi, borsa in tinta Mulberry, e uno chignon très chic che le sta molto bene; purtroppo mi sembra che l’insieme la invecchi di dieci anni.

wales in bayeuxVarcata la Manica ci ritroviamo a Bayeux, città della Normandia nel dipartimento del Calvados, nota per essere il luogo da cui De Gaulle fece il primo discorso dalla Francia liberata, il 16 giugno 1944, e prima ancora per il meraviglioso arazzo che dalla città prende il nome. Si tratta di un tessuto di lino ricamato in lana e non un arazzo vero e proprio – che è invece realizzato a telaio – risalente al secolo XI, e racconta la storia della conquista normanna di Guillaume, Duca di Normandia, che dopo aver sconfitto il re anglosassone Harold nella Battaglia di Hastings divenne Re d’Inghilterra come William I the Conqueror. Sarà la memoria di tutte queste battaglie ma l’erede al trono e la sua consorte, impeccabili as usal, appaiono un po’ provati. E non va meglio neanche al momento del canta che ti passa: Charles distratto, Camilla esausta e Theresa accorata. Meno male che c’è Philip May, consorte della dimissionaria Prime Minister, a metterci la necessaria passione.. brit in bayeuxOra io sarò anche fissata, ma ho l’impressione che la recente trumpeide li abbia proprio stremati!

Gods & Monsters

Ovvero scene dal banchetto offerto da Sua Maestà in onore del Presidente degli Stati Uniti. UK USA ballroomLuogo: la Ballroom di Buckingham Palace, enorme salone usato anche per le investiture e la consegna delle onorificenze.

Mise en place: bianco e oro, ma non vi spaventate, non è tutt’oro quello che luccica. Si tratta infatti del Grand Service, risalente a George IV – dunque più di due secoli fa – qualche migliaio di pezzi per una tavola davvero regale, ma tutti in argento dorato. Ogni commensale ha uno spazio leggermente inferiore ai 50 cm, metro alla mano; i tovaglioli sono sul piatto, ripiegati a forma di Dutch bonnet (qualunque cosa sia) e sulla sedia del Principe di Galles c’è un cuscino di velluto rosso, per alleviargli il mal di schiena.UK USA flowerDecorazione floreale: grandi sfere con peonie, violacciocche, giacinti, nelle tonalità dal rosa pallido al viola, punteggiate di rose color corallo. Anche le basi fanno parte del Grand Service. Le adoro anche se sono molto ingombranti…

…e capitano sempre davanti  a Catherine, che poi si incupisce (la foto a destra risale al banchetto offerto per i sovrani spagnoli).UK USA menuMenù, scritto in francese as usual: halibut al vapore su crema di crescione, sella d’agnello con verdure (adoro il dettaglio delle pommes Elizabeth, dovrebbe essere una terrina di patate cotte al vapore e condite con burro, ma se avete la ricetta fornitela!) e torta di fragole.

Che la festa incominci! UK USA kateLa Duchessa di Cambridge, come Her Majesty e la Duchessa di Cornovaglia, sceglie un abito bianco del solito Alexander McQueen (cioè di Sarah Burton) tutto a piccole ruches di pizzo. È senz’altro un abito da gran sera, e in movimento fa la sua figura, ma non mi convince fino in fondo: la gonna è troppo voluminosa rispetto al corpino, soprattutto perché Catherine è molto magra e quel tipo di scollatura non la valorizza. In compenso porta per la prima volta le insegne dell’onorificenza da poco ricevuta, Dame Grand Cross of the Royal Victorian Order, oltre alla Cambridge Lover’s Knot Tiara.UK USA MayIl Duca di Cambridge scorta il Prime Minister Theresa May; direi che la mise della signora interpreta fedelmente quello che deve essere il suo spirito (e l’umore) al momento, ma adoro le scarpe rosse. UK USA GloucesterLa Duchessa di Gloucester è accompagnata dal Lord Great Chamberlain, il VII Marchese di Cholmondeley. Che altri non è che il marito di Rose Hanbury, cioè la signora il cui nome è stato di recente maliziosamente accostato a quello del Duca di Cambridge. UK USA rose hanburyE sì, c’è anche lei, e per giunta anche lei in bianco.

Poi ci sono loro, i giovani Trump. Mr President ha fatto come quelli che invitati a un matrimonio vi regalano sei tazzine da caffè e al pranzo si presentano in otto. E loro infatti in otto si sono presentati. Oltre alla coppia presidenziale, da sinistra: il primogenito Donald Jr, posa alla romoletto e il vestito più orrendo che si possa immaginare; proibito chiamarlo frac, sembra più l’uniforme di un portiere d’hotel.UK USA TrumpsSeguono il figlio minore Eric con moglie Lara, banalotta in bianco a fiori neri (ma almeno ha la scusante di essere incinta). Lui è conciato come il fratello, gli avranno fatto un’offerta speciale? Giovanotti, sentite a me, v’hanno fregato. Ivanka, la first daughter che recita da first lady, ha clamorosamente sbagliato uno degli abiti della vita: il suo – bellissimo – Carolina Herrera azzurro è perfetto per una soirée negli Hamptons, non a Buckingham Palace. Il marito Jared Kushner (che personalmente trovo inquietante, ma questa è un’altra storia) è l’unico vestito comme il faut, e il suo frac impeccabile regge bene l’urto della cognata Tiffany, quarta figlia del presidente – che è anche quella chi gli somiglia di più, povera stella – matronale con un vestitone che evidentemente si ispira a quello mitico, verde, che Scarlet O’Hara si fa con le tende di casa. L’effetto finale non è lo stesso, ma Tiffany è giovane.migliorerà. Un’ultima nota di stile: è evidente che le Trump Ladies amano i guanti lunghi e bianchi, ulteriore motivo per evitarli.

Se volete vedere i nostri eroi in movimento, ecco il video BBC https://www.youtube.com/watch?v=N_N8iNJdP3I

Rosa inglese in giardino

Secondo garden party della stagione a Buchingham Palace con la Duchessa di Cambridge, regina dei giardini in questa stagione, in versione English rose: sul vezzoso cappellino di Juliette Botterill piazza una grande rosa, e il cappottino Alexander McQueen en pendant è così pink che più pink non si può. kate in pinkQuesto modello, mono o doppiopetto, tagliato in vita, con tasche vere o finte (come in questo caso), da cui partono gruppi di pieghe o anche no, in otto anni di matrimonio l’abbiamo visto ottocento volte, per cui direi che comincia ad annoiare; e sul colore stendiamo un prato fiorito.queen garden partySua Maestà per contrasto è in azzurro ghiaccio, e data la sua sconfinata coolness sul cappello non ha rose – che banalità – ma peonie, che oltre ad essere il fiore preferito di Lady Violet sono i veri fiori di maggio. Per tacere degli occhiali da sole, che porta assai raramente e sempre con lenti non scurissime, così che chiunque possa guardarla negli occhi.

Quanto ad accessori però neanche Catherine se la cava male, indossando un paio di orecchini con perla pendente appartenuti a Diana, che le abbiamo già visto, e proprio abbinati alla Cambridge Lover’s Knot Tiara, come la principessa scomparsa. garden party peopleEvidentemente il dress code per partecipare all’evento non è più troppo stringente, cappellino a parte. Ma gentile signora in tangerine, almeno un coprispalle? queen photoE lo so, ci vuole una pazienza…

Due compleanni, un anniversario e un’onorificenza tutta nuova

Otto anni fa gran parte degli occhi di royal watchers e watchers semplici erano puntati su Westminster Abbey dove si celebrava il primo royal wedding del decennio, quello tra William e Catherine; una persona che se ne intende mi ha detto che l’ottavo anniversario va sotto il nome di nozze di bronzo, informazione che vi passo con beneficio d’inventario. wc royal weddingCiò di cui oggi siamo sicuri è che i due coniugi festeggiano separati, lei a casa a Londra coi tre pupi che nel frattempo sono nati, lui a ventimila chilometri di distanza, in Nuova Zelanda. Ciò di cui siamo ragionevolmente sicuri, ma non si può mai dire, è che Baby Sussex non sia ancora arrivato/a, per cui anche negli anni futuri i festeggiamenti non dovrebbero sovrapporsi. Non so nel Regno Unito quali regole si seguano per i regali da fare nel giorno dell’anniversario di nozze – di qualunque materiale sia – ma ho il piacere di comunicarvi che Catherine oggi ne ha avuto di prestigio: Sua Maestà l’ha appena nominata Dame Grand Cross of the Royal Victorian Order (GCVO), for services to the Sovereign. Infanta-Sofia-birthdayUna giovane royal che finora è stata piuttosto sfortunata con le feste di compleanno è la prima birthday girl di oggi, l’Infanta Sofía che compie dodici anni e festeggia senza la madre, attualmente in Mozambico. E non è neanche la prima volta, perché naturalmente otto anni fa quelli che allora erano i Principi delle Asturie erano a Londra per il royal wedding, insieme con la Reina Sofía; e non mi sento di escludere altre assenze. La giovanissima Sofía, che non ha il peso di ereditare al corona e sembra avere la scanzonata disinvoltura comune a molti secondogeniti, mi dà l’impressione di essere il tipo che se la cava da sola, e sono certa che si sarà organizzata adeguatamente. Feliz cumpleaños a una fanciulla che sono certa crescendo ci darà grandi soddisfazioni. benedikteCompie gli anni oggi – per lei sono 75 – anche la principessa Benedikte di Danimarca, anche lei secondogenita dopo la regina Margrethe e prima della regina Anne-Marie di Grecia. L’unica delle tre sorelle senza trono, né come sovrana né come consorte, è vedova da due anni del tedesco principe Richard, capo della casata Sayn-Wittgenstein-Berleburg, da cui ha avuto tre figlie. Io la trovo bellissima ed elegantissima, magari in gioventù non aveva la delicata bellezza della sorella minore, ma il tempo le ha donato una notevole allure e ha rivelato tutta la sua classe, sublimata nella figura alta e sottile. Auguri anche a lei, e viva quelle nate per seconde! (come Lady Violet, l’avreste mai detto?)

Sono invece entrambi primogeniti, ed entrambi i primi a sposarsi nelle rispettive famiglie, William e Catherine, che otto anni fa fecero sognare il mondo intero. E siccome sapete tutto, avete letto tutto e sentito tutto, mi concentrerò sull’abito della sposa che è sempre uno dei protagonisti della giornata (pure più dello sposo, che comunque in questo caso con la bella giubba rossa delle Irish Guards e una quantità ancora accettabile di capelli in testa, faceva la sua figura). The wedding dress of Britain's Catherine, Duchess of Cambridge is seen as it is prepared for display at Buckingham Palace in LondonL’abito, che ho avuto occasione di vedere dal vivo nella mostra che fu organizzata a Buckingham Palace pochi mesi dopo le nozze, è senz’altro molto bello, ma manca della caratteristica che mi piacerebbe in queste occasioni: non è innovativo, non è originale (mentre quello di Eugenie, per intenderci, lo è). L’ispirazione di Sarah Burton – mente di Alexander McQueen da quando lui è morto – è vittoriana, ma sono innegabili i rimandi all’abito di Grace Kelly; il tutto è interpretato in chiave moderna, con il bustino aderente che ricorda, molto sobriamente, le guêpière tipiche della maison, chiuso da una fila interminabile di bottoncini, ben 58. Il bustino e le maniche sono in tulle di seta, ricoperti di applicazioni di pizzo di varie tipologie, con altre che decorano la gonna e lo strascico (in questo caso si tratta di pizzo Solstiss, usato anche per l’abito di Grace). Il lavoro è stato eseguito dalle ricamatrici della Royal School of Needlework, convinte di stare preparando un costume per la televisione.

La gonna in gazar di seta mi piace, bello il gioco delle pieghe sciolte dalla vita che aggiungono un po’ di volume alla figura esilissima della sposa e danno all’abito la necessaria importanza. Sono sostenute da un’intelaiatura piuttosto rigida che ha consentito all’abito di mantenere la sua forma durante tutta la giornata, che è poi quello che ci si aspetta dall’haute couture. The wedding dress of Britain's Catherine, Duchess of Cambridge is seen as it is prepared for display at Buckingham Palace in LondonÈ ancora un gioco di pieghe sul retro il punto da cui parte lo strascico, che è a mio avviso il vero punto debole, perché se vuoi dare visibilità anche alla sorella minore (e al suo derrière) dandole il ruolo di maid of honour e la cura dello strascico, questo dev’essere più lungo di due metri e 70, sennò finisce per rivelare la sottogonna (anche se capisco che lo sguardo dei più sia stato attratto da altro). Molto bello il velo, anche questo in tulle di seta (e si vede!) con piccole applicazioni solo sul bordo che gli danno un aspetto leggero e romantico. Piuttosto sorprendentemente trattandosi di un royal wedding è un velo corto; davvero chic per un matrimonio normale, in questo caso si poteva indossarne anche uno cattedrale, (così Pippa avrebbe avuto qualcosa di più acconcio da maneggiare), però la scelta è questa ed è, lei sì, davvero innovativa. Non siamo ancora alla rivoluzione di Eugenie, che il velo non l’ha proprio messo, ma siamo sulla buona strada. A questo punto fatemi aggiungere un piccolo aneddoto: visitando con Kate in anteprima la mostra, la Regina davanti al manichino senza testa ha reagito con una certa veemenza, definendolo horrible e horrid. Ma dico io, come vi viene in mente di evocare decollamenti in un palazzo reale? Non vi ha insegnato niente la storia? halo tiaraE a proposito di testa, quella di Catherine sfoggiava la meravigliosa Cartier Halo Tiara, nota anche come Scroll Tiara; un migliaio di diamanti su platino per una creazione realizzata dal celebre gioielliere francese nel 1936, commissionata dal Duca di York per sua moglie tre settimane prima di diventare King George VI. Io la trovo elegantissima ed estremamente raffinata, ma non dev’essere stata tra le preferite di nessuna delle royal ladies se la Queen Mom  l’ha indossata in pubblico una volta sola, la Regina mai e la principessa Margaret di rado. Qualche volta in più è stata vista sul capo della principessa Anne, probabilmente è considerata un gioiello più adatto alle persone più giovani. Neanche Catherine l’ha più indossata, anche perché la tiara ha fatto parte di una mostra di gioielli Cartier per lungo tempo; nelle poche occasioni finora in cui la Duchessa di Cambridge ha sfoggiato una tiara, la scelta è caduta sulla Lotus Flower o sulla Cambridge Lover’s Knot, un tempo assegnata alla suocera che non ha mai conosciuto, Diana.

A completare la mise della sposa delle décolletées ricoperte di pizzo, francamente dimenticabili (volete sapere che misura porta Catherine? 5.5 cioè 39), un bouquet piccolo e piuttosto banale, e una coppia di orecchini, dono di nozze dei genitori, in platino e diamanti con piccolo pendente a forma di ghianda, che compare nello stemma dei famiglia realizzato in vista delle nozze. Cari signori Middleton, sappiate che avete la mia stima imperitura per aver accettato con buona grazia le tre ghiande donate dal collegio araldico; in fondo poteva andare pure peggio.