La foto del giorno – 18 aprile

Oggi è il Giovedì Santo, Maundy Thursday nel Regno Unito, e Sua Maestà – come ogni anno da quando è sul trono – ha preso parte alla cerimonia nota come Royal Maundy Service. maundy service 2019Il termine maundy viene dal latino mandatum (comandamento), ed è tratto del verso 13.34 del vangelo secondo Giovanni; è il capitolo della lavanda dei piedi al termine della quale Gesù saluta i discepoli dicendo loro: Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi. Un tempo il sovrano – come ancora oggi il Pontefice – lavava i piedi ad alcuni sudditi poveri, uso non più rispettato dall’epoca di Giacomo II. Resta invece la tradizione del Maundy Money, obolo donato dal monarca ad anziani che si sono distinti per servizi alla comunità e alla chiesa.

La regina ha reso questa cerimonia itinerante, celebrandola di anno in anno in tutto il paese.

Oggi si è tenuta nella St. George’s Chapel, dove un gruppo di pensionati ha ricevuto dalle regali mani due sacchetti: uno bianco contenente monetine d’argento da 4, 3, 2 e 1 penny, per la somma totale di 93 pences – cioè il numero di anni vissuti (finora) da Elizabeth II – e uno rosso con una moneta da 5 sterline coniata per il bicentenario della nascita di Queen Victoria, più una da 50 pence col ritratto di Sherlock Holmes (che invidia!).

Her Majesty risplendeva in una mise di una tonalità di giallo primula particolarmente primaverile, impreziosita dalla Australian Wattle Brooch – con diamanti bianchi e gialli – elegantemente appuntata a sottolineare la linea dello scollo. Altrettanto primaverile la nipote Eugenie che la accompagnava: deliziosa in Erdem, con un abito a fiori indossato a Ascot lo scorso anno, completato da un semplice pillbox blu. Caso ha voluto che i bouquet ricevuti dalle signore – composti da narcisi, primule, violacciocche, fresie, edere, rosmarino e timo – fossero perfettamente abbinati alle loro mise. E se vi state chiedendo perché hanno tutti in mano un bouquet, e non solo le due royal ladies, la risposta c’è anche se non è particolarmente romantica: si ricorda l’uso di distribuire in quantità fiori ed erbe aromatiche per contrastare l’odore non proprio soave proveniente da quelli cui – novelli discepoli – il sovrano lavava i piedi.

 

A Royal Calendar – 9 aprile 2005

Il giorno in cui il royal wedding più atteso, desiderato, esecrato, benedetto, maledetto, fu celebrato, e finalmente HRH The Prince of Wales sposò l’amore di una vita, Mrs Camilla Parker Bowles, née Shand. c c weddingMatrimonio civile, perché se lui a quel punto era vedovo lei era solo divorziata e la Chiesa Anglicana, come la Cattolica Romana, non consente in questo caso quello religioso. Il fidanzamento ufficiale era stato annunciato due mesi prima, il 10 febbraio, e le nozze fissate per venerdì 8 aprile, poi rinviate al giorno seguente perché lo sposo venne a Roma a rappresentare la Corona ai solenni funerali di Papa Giovanni Paolo II.

ascot room windsor guildhall

(Ph. Peter Macdiarmid/Getty Images)

Scartata l’ipotesi di celebrare la cerimonia in privato a Windsor Castle – si scoprì che la licenza per la celebrazione del rito veniva rilasciata con durata triennale, e ciò dunque avrebbe consentito a chiunque di sposarsi al castello – la coppia optò per Guildhall, il palazzo municipale a cento metri dal maniero, scegliendo la piccola Ascot Room (rendendo così la piccola sala il posto più in per i matrimoni, e infatti poco dopo ci si sposò pure Elton John). Presenti i figli degli sposi, fratelli e nipoti, il padre di lei, qualche cugino di lui; testimoni il principe William e Thomas Parker Bowles, assenti la Regina e il Principe Consorte.

Camilla era in un colore descritto come crema chiaro, scelta poco felice perché nelle foto sembra proprio bianco, e risulta francamente poco adatto. camilla wedding-dress-zLe signore Robinson e Valentine, titolari della maison omonima, crearono per l’imminente duchessa un completo formato da abito di chiffon di seta arricchito da un pizzo leggero a motivi circolari e pardessous coordinato, più ampio cappello di paglia Philip Treacy, che nella sua brillantissima carriera ha fatto di molto meglio. Non mancavano i tocchi royal: la spilla con le tre piume simbolo del Principe di Galles, appuntata un po’ infelicemente sul colletto, e la clutch firmata Launer, il brand delle iconiche borsette di Sua Maestà. Oltre all’anello di fidanzamento of course: un diamante taglio smeraldo fiancheggiato da baguette appartenuto alla nonna dello sposo, l’amata Queen Mom, che probabilmente lo ebbe in dono dal marito alla nascita della primogenita Elizabeth. Cosa pensiamo di questa mise? A me non dispiace ma neanche mi entusiasma, sicuramente avrei preferito un couturier di maggior talento, anche se in fondo la scelta riflette la personalità di Camilla, una donna pragmatica con uno stile classico e sobrio; l’unica royal bride ad aver riciclato l’abito da sposa, indossato due anni dopo, con accessori diversi, all’inaugurazione del Parlamento gallese. camilla recycles-wedding-dress-z

Al rito civile seguì nel pomeriggio una benedizione impartita dall’Arcivescovo di Canterbury – che aveva fortemente sostenuto questa scelta – nella St.George’s Chapel. La cerimonia, definita Service of Prayer and Dedication, fu trasmessa in televisione così tutto il regno – e non solo gli 800 invitati – fu testimone dell’atto di pentimento pronunciato dai futuri sovrani: We acknowledge and bewail our manifold sins and wickedness, Which we, from time to time, most grievously have committed, by thought, word and deed, Against thy Divine Majesty, Provoking most justly thy wrath and indignation against. (Riconosciamo, e piangiamo, i nostri molti peccati e vizi, che noi, di volta in volta, abbiamo molto gravemente commesso con il pensiero, con le parole e con le azioni, contro la tua Divina Maestà, provocando assai giustamente la tua collera e il tuo sdegno contro di noi). c c wedding st george's chapelLa sposa si era cambiata indossando la seconda mise creata per lei da Robinson Valentine: un abito di leggero chiffon griogioazzurro sotto un soprabito in seta pesante nella stessa tonalità, con tocchi dorati in rilievo, e scarpe grigie. Un insieme elegante e molto adatto sia a lei sia alla particolare natura della cerimonia, che ho avuto occasione di veder dal vivo nel 2014 in una mostra dedicata alle spose al Victoria and Albert Museum.

Confesso che non mi aveva convinto del tutto; il contrasto tra due tessuti così diversi sembrava poco armonico e la manifattura del soprabito mostrava qualche pecca, ma col tempo mi convinco sempre più che questo resta uno degli abiti da royal bride più eleganti e meglio scelti degli ultimi anni. camilla wedding hatE di quel copricapo, ne vogliamo parlare? Philip Treacy si riscattò ampiamente dal cappello indossato al mattino per il matrimonio civile inventandosi un cerchietto che evoca un fascio di spighe dorate, trasformando la sposa matura in una Demetra, una Cerere, una dea del grano e delle messi. Sublime. Deludente invece il piccolo bouquet tenuto in mano da Camilla, va bene il simbolismo dei fiori (il daffodil del Galles, le rose provenienti dai giardini di Highgrove) ma per una sposa adulta avrei preferito qualcosa di meno bambinesco, anche se meno abbinato all’abito (anzi meglio).camilla wedding bouquetAlla benedizione religiosa c’erano anche Her Majesty e il principe Philip che hanno posato (abbastanza) sorridenti nella fotografia ufficiale; notate la raffinatezza del calzino lilla del Maggiore Bruce Shand, padre della sposa e l’assoluta bruttezza della mise della graziosa Laura Parker Bowles, stile usciere di Tiffany’s. c c wedding familyOggi Charles e Camilla hanno festeggiato l’anniversario in Irlanda del Nord, alla riapertura di Hillsborough Castle; dopo quattordici anni di matrimonio – più tanti d’amore – si guardano ancora così. charles camilla 14th

A Royal Wedding Exhibition: Eugenie&Jack – la sposa!

Non vi nego che in qualche momento mi sono chiesta se valesse la pena arrivare fino a Windsor, sacrificando parte del brevissimo soggiorno londinese, solo per un vestito.

eugenie dress

(Ph. PA)

Sì, valeva proprio la pena.

Forse ciò che ho ammirato di più è il tessuto: seta jacquard realizzata in una manifattura comasca su disegno dei due stilisti, l’italoaustriaco Peter Pilotto e il belga-peruviano Christopher De Vos. Princess Eugenie Wedding outfitsSpero che dalle foto possiate apprezzarne l’originalità: una ghirlanda stilizzata con fiori e foglie scelti dalla sposa per il loro significato: c’è la rosa bianca di York, il cardo scozzese, il trifoglio d’Irlanda (in omaggio alle origine scozzesi e irlandesi della famiglia materna) e l’edera, che dà il nome alla nuova casa coniugale, l’Ivy Cottage all’interno di Kensington Palace. eugenie dress fabricL’abito davanti è piuttosto semplice, caratterizzato dall’ampio collo che scende sulle spalle a coprire l’attaccature delle maniche lunghe; vita tagliata e una piega rovesciata sul fianco (notate la precisione con cui la cucitura della piega prosegue per dare garbo al busto.

eugenie dress back

(Ph. PA)

La sobrietà del lato anteriore si trasforma in sontuosità sul retro, dalle spalle in giù. È qui che i due stilisti hanno concentrato i loro sforzi, partendo dallo scollo sulla schiena voluto dalla sposa per mostrare la cicatrice dell’intervento chirurgico fatto da bambina per ridurre la scoliosi. Dallo scollo partono due cuciture diagonali che disegnano il busto e creano il fiocco stilizzato – che ha il pregio di non gonfiarsi – da cui parte la ricchezza della gonna, ampia e lunga, a formare uno strascico importante abbastanza da sopperire alla mancanza del velo, ma comunque misurato. Vi confesso una cosa, pure avendo aguzzato la vista e cercato con attenzione, non sono riuscita a trovare cerniere, bottoni o aperture, per cui non saprei dirvi come Eugenie abbia potuto infilarlo. E questo è ciò che io intendo per haute couture.

eugenie dress shoes

(Ph. Alex Lentati)

Foderate con la stessa seta dell’abito le scarpe di Charlotte Olympia in cui la sposa ha infilato i suoi piedini che, come quelli della sorella, non sembrano essere proprio mignon.

E non è finita, perché in mostra c’è anche l’abito Zac Posen indossato da Eugenie per il party serale offerto dal padre a casa, il Royal Lodge a Windsor. eugenie dress zac posen 3Nessuna fotografia riesce a rendere la raffinatezza del colore di quello chiffon, il vero color cipria, magnifico. Uno stile vagamente medioevale, anche in questo caso ci sono le maniche lunghe e un profondo scollo sulla schiena, col tocco scenografico del mantello in chiffon impalpabile.

Qualche giorno fa lo stilista ha pubblicato uno scatto con la principessa, che forse può darvi l’idea dell’aspetto finale dell’abito. Il mantello è fermato sulle spalle dalle rose York ricamate che vedete sui fazzoletti di seta (uno dei quali esposto) il cui colore è quello che si avvicina di più alla tonalità dell’abito vista dal vivo.

Ora so cosa state aspettando, e l’attesa è finita perché sì, c’è anche la tiara, la prima sconosciuta, ora famosissima Emerald Kokoshnik Greville. Però ve lo dico, io la foto ve la posto, ma rende molto vagamente l’effetto del diadema, tempestato di diamanti, che lo accendono di luci.

emerald kokoshnik tiara

(Ph. Alex Lentati)

Favoloso lo smeraldo cabochon (d’altronde, 97 carati…) ma mi è piaciuto soprattutto come la sua opacità contrastasse col fulgore del resto. Il dettaglio vi dà un’idea migliore della lavorazione.

emerald kokoshnik tiara detail

(Ph. Flickriver)

Insomma, io sono assai soddisfatta e pronta per il prossimo royal wedding, magari quello di Bea. E voi?

La foto del giorno – 3 aprile

Her Majesty The Queen, insieme con la figlia Anne The Princess Royal e i cugini Duchi di Gloucester ha partecipato al ricevimento offerto a Windsor Castle in onore dei cento anni del National Council of Voluntary Organisations.

queen windsor volunteers

(Ph. Getty Images)

Il Council riunisce circa un terzo di tutte le organizzazioni di volontariato che operano nel Regno Unito, rappresentando migliaia di volontari impegnati in moltissime diverse attività. Sua Maestà ha sempre sostenuto attivamente il volontariato per tutta la durata del suo regno, e avendo il patronage di circa 600 associazioni, si può dire che sia una volontaria anche lei.

Tra le persone incontrate durante il ricevimento la regina, splendente in turchese, ha incontrato Louise Munro, Helpforce’s Young Volunteer of the Year, una ragazza che pur affetta da una condizione cronica assiste volontariamente i malati anziani in ospedale. Il signore ritratto con lei nella fotografia si chiama Ron, ha 87 anni, e fa volontariato tre giorni a settimana al West Suffolk Hospital. Ha raccontato di aver scoperto questa possibilità per caso dieci anni fa, andando a trovare un amico ricoverato in ospedale, ma che questa attività gli ha cambiato la vita, aiutandolo anche a superare la morte della moglie. Gente capace di reinventarsi la vita alla soglia degli 80 anni, che meraviglia!

Finale a sorpresa. Dov’è avvenuta parte del ricevimento? Nella sala che ospita gli abiti di Eugenie&Jack! (al pensiero che Her Majesty e Lady Violet hanno calpestato la stessa moquette nel breve spazio di cinque giorni sto per avere un mancamento) https://twitter.com/i/status/1113159307732889601

A Royal Wedding Exhibition: Eugenie&Jack – tutto tranne la sposa

eugenie dress exhibitionDopo lungo e periglioso (ma non scomodo) cammino Lady Violet giunse finalmente nella sala della mostra, dominata da un’ampia teca di vetro contenente tutto ciò che ci si poteva aspettare, e anche qualcosa in più. Andiamo a cominciare con l’abito dello sposo, fondamentale accessorio di ogni matrimonio. jack&eu exhibitionMorning suit – l’abito che noi chiamiamo tight – molto ben tagliato dalle sapienti mani di Huntsman&Sons, storica sartoria di Savile Row che ha vestito gentlemen di ogni tipo, da Paul Newman a Manolo Blanhik, da Gregory Peck a Marc Jacobs. Un filo troppo lunghi i classici pantaloni grigio scuro, perfetta la giacca nera; non ho apprezzato troppo la profilatura dei revers – che evidentemente invece Jack deve amare, perché gliel’ho già vista in precedenti occasioni (Jack, ma tu l’hai mai visto Uncle Charles con una giacca come la tua? E ti sei mai chiesto il perché? Ecco, la prossima volta fatti la domanda e datti la risposta). Panciotto piuttosto accollato, blu con profilo bianco (pure qua!); capisco che il colore sia stato scelto in armonia con l’interno della chiesa, il cui pavimento era ricoperto da una guida blu (come  anche il tessuto che ricopre i sedili lignei del coro, dove prende posto la Royal Family), ma la palette nero-grigio-blu non mi convince affatto. Insomma, Jack è promosso per simpatia, ma non si adagi sugli allori.

Deliziosi paggetti e damigelle, vestiti dal brand londinese Amaia Kids. Per i due maschietti, il principino George e Louis de Givenchy, pantaloni lunghi di velluto royal blue e camicia bianca con profili blu; per le bambine – Charlotte, le tre nipotine della principessa Anne Savannah, Isla e Mia, Lady Maud Windsor e Theodora Williams, figlia di Robbie – abitino bianco con maniche al gomito con spacchetto e piccola ruche, uguale a quella che chiude il collo.

Per tutti in vita una fascia la cui stampa riprende l’opera Here dell’artista americano Mark Bradford. Belli. Finalmente bambini vestiti da bambini eleganti con un tocco moderno, e non mascherati da marinaretti/soldatini/Colombine&Brighella. Per la cronaca, gli abiti esposti sono quelli di Louis e Theodora, gli unici due estranei alla Royal Family.

Se il fratello di Jack, Thomas, è stato il suo best man – ruolo di supporto allo sposo che comprende una serie di incombenze e responsabilità ed è quindi assai più complesso di quello del nostro testimone – la sorella della sposa, Beatrice, era la sua maid of honor. Ammettiamo che durante la cerimonia il suo impegno peculiare ci sia sfuggito, avrà organizzato l’addio al nubilato? Tenuto un breve discorso con brindisi durante il ricevimento nuziale? Comunque sia andata, in mostra c’è anche la sua mise. 

Restando fedele al colore-guida del matrimonio, il blu, Beatrice ha scelto Ralph&Russo. La maison inglese in grande ascesa – fondata dagli australiani Tamara Ralph e Michael Russo, di cui si era parlato per gli abiti nuziali di entrambe le ultime spose reali – l’ha  vestita con un completo composto da giacchina con scollo a barca asimmetrico e danzante gonna a spicchi. Per la principessa, che spesso osa abiti di grande tendenza che non la valorizzano, una delle mise migliori di sempre. Vi sorprenderà sapere che il bandeau che le fermava i capelli mi ha un lasciato perplessa perché la seta viola del nodo era in una tonalità un po’ stridente col resto. Però la spilla a forma di ape, dono per i suoi trent’anni, mi ha entusiasmata; scommettete che ne parleremo ancora? Esposte anche le scarpe indossate da Bea, le Empire pumps firmate sempre da Ralph&Russo, in una bellissima tonalità di grigio-lilla. princess-beatrice-shoes-1Ma accidenti che piedino la ragazza, porterà il 42!

(Ph. PA)

Se vi siete persi la giornata di Lady Violet a Windsor la trovate qui Travel in style part two

 

 

 

Travel in style part two

Travel in style si diceva qualche giorno fa, e ispirandosi a questo mantra Lady Violet è partita per le sue 48 ore nel regno di Sua Maestà Britannica.

Vi avevo lasciati che arrancavo verso il castello avito; finalmente entro e vengo indirizzata ai controlli di sicurezza. Fermi tutti! Cosa c’è in quel sacchetto? Tra le espressioni deliziate dei presenti l’addetta tira fuori questa. davOh Ma’am, Her Majesty, back home! Ma’am la verità è che io ho amiche che non solo ti offrono la colazione, ma ti fanno pure i regali (grazie Kezia!). All’interno delle storiche mura cerco di capire la via più breve e meno faticosa per andare dove volevo andare, cioè a vedere l’abito da sposa di Eugenie. Indovinate? La via più breve non c’è! Ti fai tutto il giro e pedalare. Cerco di assumere atteggiamento disinvolto e falcata sportiva, e ci riesco così bene che qualche minuto dopo si ferma una bella custodessa bionda a bordo di un’automobilina elettrica, mi guarda con occhio maternamente preoccupato, e Ma’am, let me give you a lift versione anglochic del classico “bella, voi ‘no strappo?”.

Salgo, ringrazio e spiego che il Castle è bellissimo, per carità, ma io sono venuta per una cosa sola. Ma’am ma se è qui per il royal wedding vada anche a visitare the Chapel che chiude prima, penso a tutto io. Come rifiutare tale gentile invito? st george's chapelEntro nella St. George’s Chapel, teatro degli ultimi due royal wedding, interessata soprattutto a due cose: l’eventuale odore di muffa (gira una storia sulla nubenda Meghan che avrebbe voluto spruzzare deodorante per alleggerire lo storico tanfo, ma ormai sulla povera Meghan gira di tutto, comunque io non ho percepito nulla), e il luogo di sepoltura di Henry VIII, uno che di royal wedding se ne intendeva assai. maxresdefaultChe dire? Per una Tudor-a-holic un po’ d’emozione c’è.

Lascio la chiesa, preparandomi all’inevitabile scarpinata, invece un’altra gentile signora del personale mi ferma, parla brevemente al telefono e tempo due minuti ricompare il mio angelo biondo che mi carica sulla vetturetta elettrica e mi accompagna alla meta.

È finita qui? Certo che no, perché vengo affidata ad un simpatico custode dell’apparente età di ottant’anni (ho notato che spesso la guardiania dei Royal Palaces è anzianotta) dotato di un voluminoso mazzo di chiavi stile San Pietro. E qui inizia il bello, perché parliamoci chiaro, ad andare a Windsor sono buoni tutti, ma per le segrete stanze vi porta solo Lady Violet! E allora via per stanze corridoi e altre stanze e altri corridoi, attraverso pesanti porte di legno chiaro aperte dalle chiavi della mia guida. Pareti neutre, moquette ovunque nella consolidata tradizione britannica, tutta rosso scuro in tinta unita, o con ramages dorati, o la più bella, con la rosa d’Inghilterra a cinque petali; appliques e lampadari in un trionfo di dorature e vetri molati. Il momento clou quando il custode mi fa entrare, da sola, in un’ascensore tutto di legno, che oltre alla normale porta ha pure uno di quei cancelli estensibili di ferro, tipo montacarichi. Ma’am, don’t push any button! No no per carità, dovessi ritrovarmi al cospetto di Her Majesty in vestaglia! Sale svelto al piano superiore e aziona l’ascensore (che figura, potrebbe essere mio padre! ah no, mio padre col cavolo che saliva a piedi)princess eugenie exhibitionAbiti e gioielli da favola, apprezzati con calma in ogni dettaglio (ve li racconterò in un altro post), ma ora come torno indietro? Che domande, c’è un’altra signora che mi accompagna attraverso un percorso riservato.

Mi siedo per una breve sosta su una panchina di legno, a riposare e a godermi finalmente un po’ di fresco ma l’ennesimo custode mi vede e indovinate che fa?

Parla al telefono, ed ecco riapparire la mia cocchiera personale che mi riprende a bordo e mi accompagna all’uscita, roba che manco Cenerentola!

Conclusione: è mia opinione che il travel in style non dipenda da elementi esterni, tipo un bagaglio elegante, ma sia piuttosto una disposizione dell’anima, condita da un pizzico di fortuna.

Tornando verso la stazione decido di aggiungere un ulteriore tocco royal alla mia esperienza, davanti ad un negozietto che vendeva maschere di carta col viso dei Windsor. E quale potevo scegliere se non questa?

 

P.S. il primo Travel in style lo trovate qui Travel in style

(le foto degli interni sono prese dal web, essendo proibito fotografare all’interno, le altre sono mie, e si vede!)

La foto del giorno – 28 marzo

…e alla fine Cenerentola Violet arrivò al castello… davsappiatelo, me lo sposo davvero un principe se devo venire qua un’altra volta, che almeno mi porta in macchina e mi evita la faticaccia che ho fatto oggi.

Per raggiungere Windsor da Londra bisogna prendere il treno: da Paddington un viaggio di circa tre quarti d’ora con un cambio, da Victoria invece un’oretta, sempre con un cambio. Per cui dopo aver incontrato una deliziosa amica per un caffè, ed essere passata da Liberty per una spesetta, decido che è ora di partire fermandomi prima un attimo in albergo. Detto fatto prendo un bus ma mi distraggo, perdo la mia fermata e mi ritrovo oltre il ponte di Westmister. Cammino un po’ alla ricerca di un bus che torni indietro, senza trovarne. Finalmente becco un taxi, e temendo che si faccia troppo tardi opto per andare direttamente in stazione. Victoria o Paddington? Tra una grande regina e un orso di peluche con l’impermeabile secondo voi cosa ho scelto? Victoria, of course. Per carità non mi imitate. Indicazioni confuse, addetto all’information desk dall’accento incomprensibile, bigliettaia in preda ad attacco di riso irrefrenabile. Anyway alla fine parto, cambio a Clepham Junction; da notare l’abbondanza di luoghi che si chiamano qualcosa Junction, se non state attenti vi ritrovate a Catanzaro Junction. Uscendo dalla stazione nel grazioso paesino il castello è lì, austero e imponente, e si raggiunge con una bella passeggiata. In salita. Sotto il sole. Il racconto della visita sarà oggetto di un altro post (due, in effetti). Per ora sappiate che quando, stanca e accaldata (che è un modo elegante per dire che sembravo reduce dalla raccolta dei pomodori) ho ripreso il treno, ho scoperto che una linea diretta c’è, e parte dalla stazione Waterloo. 

Ricapitolando, se vi salta il ghiribizzo di andare a trovare Her Majesty a Windsor, ricordare di prendere il treno diretto da Waterloo (55 minuti) o da Paddington (45 minuti, con cambio a Slough). Indossate scarpe comode, e soprattutto allenatevi prima con un po’ di trekking.

La foto del giorno – 3 marzo

Cari lettori, vi ricordate che in primavera è previsto non solo l’arrivo di Baby Sussex, ma anche un altro royal weddin (che sarà senz’altro in tono minore e senza diretta tivvù, ma qualche bel cappello ci scappa sempre)? La sposa è Lady Gabriella Windsor, figlia di Michael di Kent, il fratello minore del Duke of Kent, cui spetta il titolo, lo sposo è Thomas Kingston, è un ex di Pippa Middleton – a volte qui è peggio di Beautiful – e noi ne avevamo dato l’annuncio qui Breaking News – un altro royal wedding!

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Lady Gabriella Windsor è la prima a sinistra

Ora sembra che luogo e data siano stati fissati: St. George’s Chapel a Windsor, sabato 18 maggio. Cioè a un anno esatto dalle nozze di Harry&Meghan. Non sappiamo quanti e quali membri della royal family saranno presenti – dato che gli sposi non hanno partecipato al matrimonio dei Sussex, ma a quello di Eugenie con Jack Brooksbank sì – però nel caso per William si riproporrebbe lo stesso problema dell’anno scorso, perché quella stessa sera c’è a Wembley la FA Final Cup, che è il torneo di calcio più importante del Regno Unito, di cui tra l’altro il principe è presidente. Stadio o matrimonio della cugina? Nessun uomo dovrebbe essere davanti a un dilemma simile.

La foto del giorno

Ricordate l’abito che Eugenie indossò la sera del suo matrimonio, per il ricevimento nel Royal Lodge a Windsor, residenza di suo padre il Duca di York? Quell’abito di seta color beige rosato, per la cui creazione lo stilista Zac Posen ha dichiarato di essersi ispirato alle rose inglesi? Quello di cui esiste una sola foto frontale, per cui ci siamo a lungo chiesti come fosse davvero il modello, visto a tutto tondo? Ebbene, stiamo per scoprirlo! eugenie evening dressDa oggi e fino al 22 aprile al castello di Windsor sono esposti gli abiti nuziali di Eugenie e Jack, compresa la favolosa Greville Emerald Kokoshnik Tiara (e ci speravo) ma anche il famoso abito da sera; questa è una sorpresa, non me l’aspettavo e ne sono deliziata. Dunque, nel breve giro di quattro settimane io vedrò tutto, e voi saprete tutto in tempo reale! Non siete felici?

Abiti, dicevamo?

Non facciamo in tempo a parlare di abiti che ecco da Londra arrivare un’interessante notizia. Vi ricordate l’abito da sposa di Eugenie di York, che tanto c’era piaciuto?eugenie wedding bouquetDomanda retorica, certo che ve lo ricordate. Bene, questa meraviglia – insieme col tight dello sposo – sarà in mostra al castello di Windsor nei prossimi mesi di marzo e aprile. E chi andrà per voi a vederlo per poi raccontarvi tutto? Altra domanda retorica.

Nel frattempo, per rinfrescarvi la memoria, ecco il post dedicato a Eugenie splendida sposa: Royal Wedding! La Sposa

Se poi, Brexit permettendo, state pensando di fare un salto in Albione e non vi dispiacerebbe una gita fuori porta al castello, qui trovate tutte le informazioni: https://www.rct.uk