L’addio a Philip. Qualche dettaglio, qualche risposta.

Il giorno dopo la tristezza e la commozione è il momento di dedicare la nostra attenzione ai dettagli. A partire da quelli che non abbiamo visto: sembra che la Regina avesse con sé in borsa una fotografia dei tempi felici: lei e Philip giovani, all’inizio di quel viaggio straordinario che è stato il loro matrimonio. E sembra che abbia usato come fazzoletto una delle pochette bianche che il principe portava nel taschino realizzate per lui dai suoi sarti di Savile Row, Kent & Haste.

La Regina e la Richmond Brooch

È una delle domande che si sono posti tutti, perché Sua Maestà abbia scelto una spilla che, al contrario di altre, non ha un legame diretto col marito scomparso. Provo a dare una risposta: alcune di quelle più strettamente legate a Philip, come la Sapphire Chrysanthemum, indossata in viaggio di nozze e spesso negli anniversari del matrimonio, o magari la Grima Ruby, che lui le donò per i 40 anni, hanno pietre colorate – zaffiri l’una, rubini l’altra – e il lutto non ne consente l’uso (la seconda poi è in oro giallo, totalmente inadatta). Altre, come la Six Petal Diamond Flower, indossata per l’annuncio del fidanzamento ufficiale, sarebbero andate bene, ma io penso che Her Majesty abbia voluto onorare il consorte scomparso con un pezzo indossato sempre in occasioni di grande importanza, molte delle quali legate alle forze armate come il Festival of Remebrance, ma anche la cerimonia per i suoi 90, l’udienza con Papa Giovanni Paolo II nel 2000 o il matrimonio dei Sussex. La spilla è composta da diamanti con una perla centrale (che può essere sostituita da un altro diamante) più una perla a pera come pendente che può essere rimosso, come in questo caso. Fu donata dalla città di Richmond a Mary di Teck, che andava sposa all’allora Duca di York, all’epoca secondo nella successione. Un gioiello che celebra un riuscito matrimonio reale e il ruolo di consorte del sovrano, ma porta con sé un dettaglio particolarmente significativo.

Quel 6 luglio 1893, il giorno in cui sposò George, Mary aveva dieci damigelle; una delle quali era Alice di Battenberg, la madre di Philip (è la prima bambina as inistra, in seconda fila, seduta su una sedia). Ed ecco che il cerchio si chiude.

Catherine e il choker di perle

Perle e diamanti anche per la Duchessa di Cambridge, che ieri ha incantato un po’ tutti, per l’aspetto – bello il cappottino di Catherine Walker fermato da un nodo obliquo, e il cappellino che dava alla sua mise un’aria vagamente anni ’40 – ma soprattutto per il comportamento, da vera futura regina. Al suo collo brillava un choker: quattro fili di perle coltivate, dono del Governo giapponese, fermati da una favolosa chiusura di diamanti. Il collier appartiene alla Regina, che lo ha indossato poche volte, non amando particolarmente questo modello; molti lo ricordano indosso a Diana nel novembre 1982, alla gala dinner offerto da Beatrice d’Olanda, in visita nel Regno Unito insieme al marito Claus. Ma anche Catherine lo ha già indossato, nel 2017, per i 70 anni di matrimonio tra Elizabeth e Philip. Perle e diamanti anche per gli orecchini, i Bahrain Pearl Drop. Per il matrimonio di Elizabeth e Philip arrivò in dono dal Bahrein una madreperla contenente ben sette perle; due furono usate per questi orecchini, che la Regina ha prestato spesso sia a Catherine sia a Sophie di Wessex. E altri cerchi si chiudono.

Camilla e il badge militare

Per la Duchessa di Cornovaglia né perle né diamanti; lei ha onorato il suocero indossando un badge militare in argento. La spilla evoca il corno che nel XIX secolo sostituì il tamburo per dare ordini sul campo di battaglia. È uno dei simboli della fanteria leggera e del corpo dei fucilieri, The Rifles, di cui Camilla è diventata Colonel-in-Chief la scorsa estate al posto di Philip, che in quella occasione comparve in pubblico per l’ultima volta. Tutti i fucilieri presenti indossavano lo stesso badge, come la duchessa. Un omaggio che il vecchio soldato avrebbe gradito sicuramente.

Le calze!

Scivolata delle sorelle York, che alle canoniche hanno preferito delle calze chiare. Molto chiare, troppo! Ragazze, superati i 30 dovet stare più attente. Menzione d’onore per i due mariti, Edoardo e Jack, affettuosamente impeccabili. Calze chiare anche per la signora in alto a destra, che dovrebbe essere la Contessa Mountbatten of Burma. Pazienza.

Quercia o lana?

Il corpo di Philip riposa in una bara di quercia foderata di piombo, come deciso da molti anni, secondo l’uso reale britannico. La quercia è l’albero che rappresentala sovranità, terrestre e celeste, e il suo legno è particolarmente resistente, tanto che l’origine del termine “robusto” si fa risalire a quercus robur, la specie di quercia più diffusa in Europa. Prima del funerale però, si è diffusa la voce che le spoglie del principe potessero venire custodite recuperando un’altra vecchia tradizione inglese: la bara di lana. Un sistema che sta tornando attuale in ossequio alla moda che ricerca prodotti biodegradabili, e sembra che uno dei principali fornitori sia la stessa fabbrica che fornisce il panno per le uniformi, almeno quelle reali. La tradizione delle sepolture nella lana risale a una legge del 1660, che per favorirne il mercato, così tipicamente British, imponeva che le salme fossero avvolte in sudari di questo materiale, pena multe pesanti. Naturalmente l’aspetto ecologico in questo caso sarebbe inutile, dato che Philip verrà sepolto con Elizabeth all’interno della St George’s Chapel, ma come potete immaginare ha già destato l’attenzione del futuro re, Charles, appassionato sostenitore di cause ambientali, dunque nel caso sappiamo già cosa potremmo aspettarci.

P.S. a tutte le amiche tricoteuses segnalo che esiste già una bella produzione di bare in lana handmade, con la possibilità di ricamare le iniziali del defunto. Una possibilità da tener presente coi tempi che corrono.

Le foto del giorno – L’addio

L’emozione è stata forte, e dura ancora. Lasciamo dunque sedimentare impressioni e sensazioni; questa sera vi propongo una piccola rassegna delle immagini che mi hanno colpita di più.

Sola. Per le norme anticovid, certo. Ma anche perché cosa ha diviso con quell’uomo per 73 anni lo sa solo lei. E avrà pensato a quel giovanotto bello come un dio geco che ottantadue anni fa le rubò il cuore per sempre. E che quel “per sempre” durerà ancora, prima in un altro modo e poi in un altro tempo e in un altro luogo.

La ghirlanda di fiori bianchi posata sul feretro insieme allo stendardo personale del principe, il suo berretto da ufficiale di marina e la spada, dono del suocero George VI il giorno del matrimonio con Elizabeth. I fiori sono stati scelti personalmente da Sua Maestà: i gigli simbolo di rinascita, le rose che indicano rispetto e ricordo, oltre ad essere i fiori di giugno, mese di nascita di Philip, I gelsomini per la purezza, i piselli odorosi simbolo di partenza e di ringraziamento, i wax flowers che evocano l’amore senza fine, le fresie profumate.

I soldati a capo chino, un gesto di rispetto verso il vecchio commilitone. Non mi sembra di averne mai visti da noi, e invece mi sembra molto bello e anche scenografico, ma i Britannici, si sa, in questo sono maestri.

Il corteo. Charles stravolto, Anne pietrificata, Edward commosso, Andrew imperscrutabile. È uno dei momenti più emotivi: chiunque abbia seguito il feretro dei propri genitori – o delle persone amate – si è identificato con loro. E chi aveva conosciuto la Royal Family come composta da persone dal self control innaturale e, diciamolo, a volte quasi fastidioso, si è reso conto di quale cambiamento sia avvenuto tra i Windsor. Sarà stata Diana, sarà stato il comprendere che i cittadini avrebbero gradito una maggiore empatia, ma il cambiamento è avvenuto, e non si torna indietro.

William e Harry. Era ciò che tutti speravano, ed è accaduto: i due fratelli, separati nel corteo dal povero Peter Phillips (mi ha fatto venire in mente Aznavour che cantava e io fra di voi) si sono avvicinati, si sono parlati, e ci auguriamo che abbiano iniziato a superare le recenti brutte incomprensioni.

Il momento clou. Verso la fine della cerimonia, è salito sull’altare il Garter Principal King of Arms – in pratica il responsabile del collegio araldico – che ha declamato i titoli dello scomparso; subito dopo è stato inquadrato il Pipe Major of the Royal Regiment of Scotland che ha suonato la sua cornamusa (intenerendo molti cuori, a partire di quello di Lady Violet, che viene da una terra di zampogne). In quel momento, davanti agli occhi della sola famiglia, il feretro è sceso nel sottostante Royal Vault, dove resterà in attesa di raggiungere il posto definitivo accanto a quello della Regina, nella King George VI Memorial Chapel.

L’immagine preferita di Lady Violet. A cinquant’anni l’attivissimo Duca di Edimburgo decise che era il caso di dedicarsi a uno sport meno pesante di quelli praticati fino ad allora, e si dedicò agli attacchi; il giorno del suo funerale non è mancato l’ultimo dei suoi mezzi, naturalmente ridisegnato da lui. Al suo posto il suo berretto, i guanti, il plaid e la scatola col tappo rosso piena di zuccherini per i due pony: Balmoral Nevis e Notlaw Storm. Quest’omaggio alla vita e alle passioni del principe appena scomparso mi ha riportato alla memoria il cane da caccia di Rainier III di Monaco – scomparso anche lui in aprile, sedici anni fa – che ne seguì il feretro. In fondo chi non vorrebbe essere accompagnato dalle creature e dalle cose amate?

Royal chic shock e boh – Easter edition

Mettiamola così: il periodo è quello che è, la crisi sanitaria non dà ancora tregua e Lady Violet ha avuto qualche giorno complicato, ma va detto che comunque il periodo pasquale non sempre porta con sé quella serenità che è protagonista di ogni augurio di stagione. E se pensavamo di aver visto il massimo quel giorno di Pasqua di tre anni fa, quando all’uscita dalla messa nella cattedrale di Palma de Mallorca la Reina Letizia quasi mise le mani addosso alla suocera (vi ricordate? 2018 A Royal Year – 12 mesi in 12 foto), quest’anno registriamo addirittura un mezzo colpo di stato in Giordania, col principe Hamzah, fratellastro del sovrano, accusato più o meno velatamente di far parte del complotto (e la di lui madre, la ex regina Noor, che sdegnata lo difende a spada tratta). Proviamo allora noi ad alleggerire l’atmosfera per quanto possibile, esaminando le poche mise viste in questi giorni addosso alle royal ladies. E partiamo da chi di solito non compare nella nostra – invero un po’ singhiozzante – rubrica: lei, Her Majesty Queen Elizabeth II, che di solito non fa parte della rassegna, rifuggendo ormai da ogni umana catalogazione.

Impossibilitata a partecipare al tradizionale rito del giovedì santo, la sovrana ha partecipato in privato alla messa ma ha voluto fare gli auguri ai sudditi con un paio di fotografie che la ritraggono qualche giorno prima – il 23 marzo – in passeggiata col Principe di Galles nei giardini di Frogmore House, a Windsor. Se il futuro re indossa un classico cappotto di cammello, che i maligni sostengono essere lo stesso da decenni (non è vero! ne ha sia a doppio petto sia a un petto solo, come questo) la regina stupisce in loden con mantellina – il modello si chiama Havelock – con stivali e uno dei classici carré Hermès semplicemente annodato sotto il mento.

Da non perdere assolutamente il dettaglio di stile che ha trionfato quest’anno: i guanti tricot. Che nel suo caso immagino siano degli autentici Far Isle e non lavorati da un’insegnate del Vermont come quelli che Sanders ha indossato all’inaugurazione della Presidenza Biden. E adesso chi glielo dice a Bernie? Chic, of course.

Tra le poche ad aver partecipato in persona a qualche evento c’è la Duchessa di Cornovaglia, che due settimane fa ha accompagnato il marito in visita ufficiale in Grecia, per celebrare i due secoli d’indipendenza del Paese. Un viaggio particolarmente significativo per Charles, che non ha marcato di rimarcare l’origine del padre, nato a Corfù quando i Greci celebravano il primo secolo da nazione indipendente.

Per la cena offerta dalla Presidente Katerina Sakellaropoulou Camilla ha indossato un raffinato caftano azzurro polvere con dettagli in oro; in oro anche gli accessori – magari avrei evitato quella mascherina – e una bellissima stola con inserti di pizzo. Chic.

Per gli appuntamenti di giorno la duchessa ha optato sempre per il classico bicolore bianco e blu, che fa sempre la sua figura, perfino sulla mascherina con le tre piume de principe di Galles. Chic.

Bicolore anche per la Reina Letizia, che in visita nella minuscola Andorra ha optato per pantaloni neri e una bella giacca principe di galles (Carolina Herrera), fermata da un’alta cintura (lei può). Una sorpresa le scarpe flat Hugo Boss, che a me piacciono assai, ma naturalmente sottolineano la notevole differenza d’altezza col Rey.

Che al contrario della moglie sceglie il colore: giacca a scacchettoni bluette con cravatta granata – sarà tifoso del Torino? – e gli inevitabili mocassini con nappina. Chic lei, shock lui.

Ancora bicolore, nel classico stile marinaro con tshirt a righe di Hugo Boss, uno dei brand preferiti della Reina, che per la visita al villaggio di Fuendetodos presso Zaragoza, dove 275 anni fa nacque Francisco Goya, ha riciclato una giacchina bianca con grossi bottoni neri indossata la prima volta nel lontano 2008. Fin qui benissimo, ma personalmente detesto sia quei pantaloni gaucho (una mia amica li chiamerebbe acqua in casa) con le sling back kitten heel (tradotto: le scarpine con cinturino al tallone e tacco a rocchetto). Che vi devo dire? Boh.

Il 24 marzo però i media spagnoli hanno distratto lo sguardo dalla rigidamente stilosa Reina per posarlo sulla gemma più preziosa della corona; Leonor, Princesa de Asturias, ha affrontato il primo impegno ufficiale in solitaria, il trentesimo anniversario dell’istituto Cervantes. Se l’occasione era nuova, la mise era invece riciclata: l’erede al trono ha ripetuto pari pari quanto indossato lo scorso ottobre per la consegna dei premi intitolati a lei: abito del brand spagnolo Poète e kitten heel di camoscio nero (Pretty Ballerinas).

Che francamente avrei evitato, perché finiscono con l’intristire un abito non particolarmente allegro, che non fa risaltare l’incarnato eburneo della fanciulla. Il modello dell’abito non mi fa impazzire, ma certamente è assai complicato mettere d’accordo un’età così giovane, un titolo così ingombrante e un’occasione così formale; niente giudizi fino alla maggiore età, ma quanto ci sogniamo di vedere Leonor in un bel rosso, in verde smeraldo, in turchese?

Quel giorno di tanti anni fa

Un breve post per ricordare quel giorno di tanti anni fa in cui una ragazza di neanche 26 anni salì su una casa sull’albero da principessa e ne discese regina, pur se con la morte nel cuore. Da quel giorno lontano sono passati 69 anni oggi, la giovane principessa è ancora sul trono, regina delle regine, icona stessa della regalità, al culmine del regno più lungo nella storia del suo Paese, uno dei più lunghi di tutti i tempi.

La sovrana è solita dedicare questa giornata al ricordo del padre tanto amato più che alla celebrazione della sua ascesa al trono; giornata negli ultimi trent’anni trascorsa a Sandringham, dove King George VI morì nel sonno nelle prime ore del 6 febbraio 1952. Come sapete quest’anno Sua Maestà a causa della pandemia non ha trascorso la pausa natalizia nella tenuta del Norfolk ma è rimasta col marito a Windsor Castle, e magari visiterà la tomba del padre, nella St. George’s Chapel. In attesa delle grandi celebrazioni pubbliche già previste l’anno prossimo, per uno straordinario Giubileo di Platino, oggi resta il giorno del ricordo privato.

Lady Violet vi propone invece un piccolo aneddoto, utile a spiegare il legame quasi familiare che i cittadini di una monarchia sentono per il proprio sovrano. La celebre cantante e attrice inglese Gracie Fields si è innamorata di Capri la prima volta che c’è stata in visita, e qualche anno dopo ha potuto esaudire il suo desiderio, comprare una casa sull’isola. Sono gli anni ’30 e con l’alzarsi di venti di guerra per l’artista britannica è più prudente rientrare in patria. Torna a guerra finita, e trasforma quella casa affacciata sul mare di Marina Piccola, di fronte ai Faraglioni, in uno dei posti (Lady Violet non pronuncerà né scriverà mai la parola location) più famosi e chic dell’isola, se non del mondo intero: La Canzone del Mare. Nel 1952 Gracie, stabilmente insediata a Capri, ha 54 anni ed è pronta per il terzo matrimonio; lui è Boris Alperovici, radiotecnico di origine rumena. Le nozze sono fissate il 18 febbraio, e la sposa va all’altare – quello di Santo Stefano, la chiesa madre dell’isola – in viola, stemperando la sobrietà del lutto nella gioia nuziale.

Un omaggio per il suo Re. E per la sua Regina.

Qui trovate i post dedicati a questo giorno, l’Ascension Day di Elizabeth II:

A Royal Calendar – 6 febbraio 1952

La foto del giorno – 6 febbraio

Eugenie quasi mamma

L’ultima volta che è stata fotografata in pubblico era qualche giorno prima di Natale, mentre faceva shopping per le vie di Londra con la sua bella pancia messa in evidenza dal cappotto azzurro di Zara tenuto aperto.

Eugenie di York ha annunciato lo scorso settembre di aspettare il primo figlio dal marito Jack Brooksbank, ma non ha dato informazioni in merito al periodo previsto per il parto. Oggi Hellomagazine.com rivela che la principessa dovrebbe diventare mamma tra un mesetto, a metà febbraio, e che lei e Jack aspettano il lieto evento a Frogmore Cottage, la residenza britannica dei Duchi di Sussex, nella tenuta che circonda Windsor Castle. I due futuri genitori vivono di solito nel piccolo Ivy Cottage, nel parco di Kensington Palace, ma a novembre era arrivata la notizia, piuttosto sorprendente, che la coppia era ospite – non sappiamo se pagante – di Harry e Meghan (questo il post Gente che va, gente che viene). Una permanenza di sole sei settimane, conclusa repentinamente e anche piuttosto misteriosamente. Ora sembra che l’arcano sia stato svelato: è assai probabile che Eugenie e Jack si fossero temporaneamente trasferiti nel vicino Royal Lodge, dai genitori di lei, per godersi le feste natalizie in famiglia ed evitare di andare avanti e indietro, un tran-tran vivamente sconsigliato anche dalle norme anti covid.

Quanto alla futura nonna Sarah, già autrice di libri per l’infanzia, ha scritto un romanzo rosa che sarà in vendita in agosto. Si intitola Her heart for a compass è ispirato alla storia della sua pro-prozia Lady Margaret Montague Douglas Scott (stessa famiglia della defunta Duchessa di Gloucester, Alice) e ambientato in epoca vittoriana. E Vittoria è proprio il nome a cui Lady Violet pensa, nel caso che baby Brooksbank sia una bambina; se fosse un maschietto, si spera sempre in Philip. Vedremo, ormai manca davvero poco!

Christmas broadcast 2020

Al termine di un anno così complesso, tra pandemia ancora drammaticamente attiva e l’incombente Brexit l’aspettavamo tanto e non ci ha deluso; anche quest’anno il tradizionale Christmas broadcast della Regina è stato perfetto.

Il set

Il discorso è stato registrato (qualche giorno prima com’è tradizione) nella Green Drawing Room a Windsor, spesso usata per eventi importanti o come set fotografico: in tempi recenti l’abbiamo vista in occasione del royal wedding dei Sussex, e del battesimo di Archie.

Sulla scrivania davanti a lei una sola foto, scelta che ha spiazzato quasi tutti, abituati come siamo a vedere esposte immagini di famiglia, e a cercare di leggere metamessaggi a seconda di chi vi compare. Quest’anno invece una scelta insolita quanto netta: il solo Principe Philip, in un’inedita immagine casual. Evitati così i commenti su chi c’era – e soprattutto su chi non c’era – si è riconosciuto il ruolo dell’uomo che le è accanto da decenni e che tra meno di sei mesi festeggerà il secolo; e al contempo si sono ricordate tutte le persone anziane che, se non sono state falcidiate dal covid, hanno particolarmente sofferto la solitudine da distanziamento, magari trascorrendo in solitudine anche queste feste.

La Regina

Vi lascio immaginare la delizia di Lady Violet – e della sua corgina Purple – allo scoprire la mise di Sua Maestà: un elegante abito in crêpe di lana, creazione della fidata Angela Kelly, in una favolosa sfumatura di viola. Viola tampone, direi – e naturalmente al tampone per l’inchiostro mi riferisco, non a quello così spiacevolmente in voga in questi tempi oscuri – con un scollatura rotonda che dà luce al viso e ospita con grazia i classici tre fili di perle. In molti si sono chiesti se questo viola volesse evocare quello dei paramenti liturgici usati in Quaresima, e dunque evocare più il lutto di quest’anno terribile che la gioia del Natale. Personalmente lo escludo, immagino che la sovrana, che non fa nulla a caso, abbia dato la preferenza ad una tinta più sobria e meno allegra del rosso; ma se proprio vogliamo fare un discorso simbolico – sempre rischioso quando si parla di culture più o meno differenti dalla nostra – bisogna considerare cosa questo colore rappresenta: l’unione tra il rosso della carne e il blu dello spirito, la sintesi tra terra e cielo. Per questo è associato alla regalità, in particolare ai sovrani inglesi che dopo la riforma hanno assunto su di sé il doppio ruolo di monarca e capo della Chiesa d’Inghilterra. E questa bella tonalità, più che il viola tampone della mia definizione, è proprio il royal purple (googlare per credere).

Restando nel campo dei simboli, la spilla a forma di conchiglia ha deliziato anche chi non conosca i gioielli a disposizione di Sua Maestà: simbolo di salvezza e di rinascita, scelta migliore non poteva essere fatta.

Naturalmente è assai probabile che la decisione di appuntarsi proprio questa spilla sia legata a un simbolismo familiare, importante quanto gli altri. Il gioiello, il cui nome completo è Courtauld Thomson Scallop-Shell Brooch, apparteneva alla Queen Mother, che lo ricevette in eredità dall’artista e scrittrice Winifred Hope Thompson in segno di ammirazione e rispetto. La spilla era stata disegnata dal fratello, Lord Courtauld Thomson, e realizzata nel 1919 da The Goldsmiths & Silversmiths Co Ltd. Ha la forma della valva di una capasanta, la conchiglia di Santiago di Compostela, incrostata di diamanti; alla base una singola perla, da cui partono cinque frange di diamanti di diversa lunghezza, che terminano in un diamante a goccia. La Queen Mom l’amava molto e l’ha indossata spesso, in particolare per la cerimonia del suo centesimo compleanno, e questo potrebbe essere un altro rimando al prossimo centenario, il Duca di Edimburgo.

Il discorso

(Ph: un collage di immagini da alcuni dei precedenti Christmas broadcast, dall’account twitter The Royal Family)

Speranza, solidarietà, vicinanza le parole chiave di un discorso fortemente segnato dalla pandemia ancora in atto, con alcune espressioni di rara bellezza, come quel the kindness of strangers (la gentilezza degli estranei) che è l’ultima battuta di Blanche Dubois nel dramma Un tram che si chiama Desiderio di Tennessee Williams, ed è diventata nel tempo un’espressione comunemente usata nella lingua inglese. Il Buon Samaritano, e i suoi tanti emuli che vanno per il mondo, è uno dei personaggi centrali di questo messaggio di Natale, in singolare corrispondenza con la recente enciclica di Papa Francesco, Fratelli Tutti; l’avrà letta anche Her Majesty? Non ne sarei affatto sorpresa. Per uno strano scherzo del destino, l’OMS aveva dichiarato il 2020 Anno Internazionale dell’Infermiere, e mai come in questi mesi la loro opera è stata preziosa; molti i riferimenti a colei che diede dignità e struttura a questa professione, Florence Nightingale, di cui il 12 maggio ricorreva il bicentenario della nascita (questo il post che le abbiamo dedicato The lady with the lamp). L’evento straordinario che ha segnato l’anno che sta finendo ha consentito a Sua Maestà di glissare elegantemente sulla sua famiglia, presente nei vari filmati a che scorrevano durante il suo discorso; naturalmente assenti transfughi e reietto, e chissà come ci saranno rimasti (soprattutto i primi).

In chiusura i canti di Natale eseguiti dal Lewisham and Greenwich NHS Choir, perfetta chiusura di un Christmas broadcast perfetto.

Le foto del giorno – Christmas is coming

I protestanti Britannici non festeggiano l’Immacolata, né certo lo fanno Regina o la Royal Family, ma ieri sera anche a Windsor è andata inscena una cerimonia suggestiva seppur laica.

La Regina, che a causa della pandemia trascorrerà il periodo natalizio nella residenza avita del Berkshire col marito Philip (dove probabilmente la famiglia si alternerà nelle visite) ha accolto una piccola banda del Salvation Army che ha eseguito i canti di natale – questa sì una tradizione anglosassone – e colto l’occasione per ringraziare del prezioso lavoro un gruppo di rappresentanti del volontariato e di tutti quei lavoratori che assicurano le attività primarie, particolarmente importanti nei momenti d’emergenza.

Con lei i tre figli presentabili – Andrew è opportunamente rimasto a casa – le nuore Camilla e Sophie e i Duchi di Cambridge. Autentica regina del Natale di rosso vestita, la Ruby and Gold Flower Brooch appuntata sulla spalla, la sovrana è apparsa in splendida forma e di ottimo umore, e ha eclissato senza fatica le altre royal ladies, che spiccavano decisamente meno di lei.

Alla sua destra William e Catherine, reduci da un tour di tre giorni in giro per il Paese a bordo del treno reale (sarà per questo che hanno avuto l’onore di stare al posto che spetterebbe al Principe di Galles?): con la duchessa in un natalizio cappotto verde di Catherine Walker che ha già indossato, questa volta arricchito arricchito da un collo di pelliccia che spero falso, visto che Her Majesty dallo scorso anno non indossa più pelo animale.

A sinistra i Wales, con Camilla in viola: anche lei un riciclo, anche lei con un tocco di pelliccia ai polsi, anche per lei vale quanto appena osservato. La Duchessa di Cornovaglia – vittima di commenti irripetibili dopo l’uscita della quarta serie di The Crown – dimostra una volta ancora il suo carattere, il suo equilibrio, la sua serenità, tutte doti quanto mai utili in un matrimonio reale (e probabilmente anche in uno borghese).

Nel corso del rinfresco – che sembrerebbe non essere stato pantagruelico – tutti i Reali hanno indossato le loro mascherine per incontrare gli ospiti. Ciò non può che rallegrarci dato che, pur nel probabile rispetto delle norme vigenti nel Regno Unito, non sempre l’hanno fatto, dando un segnale secondo me non corretto, e ricevendo più di una critica. L’hanno scelta chirurgica, ffp2/3 o logata? Nessuna delle tre!

Inglesissimo tessuto Liberty per Sophie e Catherine.

Fantasie superchic per Charles e Camilla, modello più spartano per la Princess Royal, che raramente cede alle frivolezze della moda.

Il conto alla rovescia per Natale è partito!

Gente che va, gente che viene

Come i giornali che mandavano i cronisti più giovani a stazionare fuori dai grandi alberghi di Via Veneto, in quel momento magico che fu la Dolce Vita, per segnalare arrivi e partenze delle star di Hollywood, oggi raccontiamo di traslochi nella Royal Family.

Chi va, o meglio è bello che è andata, è la coppia Sussex, che da un anno a questa parte ha varcato l’oceano, facendosi rivedere nel Regno Unito un misero paio di volte. E lasciando dietro di sé parecchie cose che avevano fatto storcere il naso ai sudditi di Sua Maestà, primi tra tutti i due milioni e mezzo di sterline spesi per i lavori di ristrutturazione di Frogmore Cottage, dono di nozze della nonna regina, . Come ricorderete, tra le condizioni per il trasferimento americano c’era la rifusione del debito contratto di fatto con i Britannici, che con le loro tasse avevano finanziato il restauro. Ora il debito è saldato, ma Frogmore Cottage – che sorge nella tenuta che circonda Windsor Castle – non ha perso l’attenzione dei royal watchers, perché è notizia di queste ore che l’elegante “casetta” di campagna ha dei nuovi inquilini: i signori Brooksbank. Eugenie di York, in attesa del primogenito, aveva espresso il desiderio di passare questo delicato momento della vita vicina ai suoi genitori, che vivono nel Royal Lodge, dove peraltro lei e il marito Jack hanno trascorso il lockdown. Ora si è trovata questa che sembra la situazione ideale, e porta con sé una domanda e una certezza. La domanda riguarda il tipo di accordo raggiunto tra i cugini: i Brooksbank sono ospiti? Pagheranno l’affitto ai Sussex? Per ora non è dato saperlo, e francamente non mi sembra così importante. La certezza invece è che evidentemente Harry e Meghan intendano restare in California, e un rientro nel Regno Unito non è previsto, almeno a breve. Finora la residenza dei Brooksbank è stata Ivy Cottage, nel parco di Kensington Palace, il famoso condominio reale. Il cottage è piuttosto piccolo, ed è naturale che una famiglia che cresce abbia bisogno di maggiore spazio. Ciò che Lady Violet si chiede è se per la creatura verrà utilizzata la nursery preparata per Archie; ha le pareti dipinte di un grigio tristarello, però con pittura vegana!

Settantatre anni, verso l’infinito e oltre

Settantatre anni sono passati da quando Elizabeth Alexandra Mary Windsor, Principessa Ereditaria del Regno Unito, unì la sua vita a quella di Philip Mountbatten, nato Principe di Grecia e Danimarca e diventato in seguito a quelle nozze Duca di Edimburgo.

Ricorrenza straordinaria che i due trascorrono insieme a Windsor Castle, dove si sono ritirati in attesa che passi l’emergenza sanitaria, e dove lei continua con le amate passeggiate a cavallo (è stata vista ancora ieri).

La bellissima fotografia diffusa per l’occasione, scattata da Chris Jackson, ritrae la coppia nella Oak Room del castello osservare divertita un biglietto d’auguri speciale: è quello inviato per posta dai piccoli Cambridge e disegnato da loro.

Dite la verità, immaginate anche voi i tre bambini intorno al tavolo della cucina, in ginocchio sulle sedie, con George che fa quei cerchi col bicchiere, Charlotte sceglie e abbina i colori da usare, e Louis impegnato a colorare dentro i bordi.

Quanto alla Regina, non si può non notare l’eleganza dell’abito grigiazzurro in crêpe di lana (del fedele Stewart Parvin) e soprattutto la spilla. Che naturalmente non è stata scelta a caso. Ricevuta in dono nel 1946 per il varo della petroliera British Princess ha la forma di un crisantemo in platino diamanti e zaffiri (il crisantemo è solo per noi fiore dei morti).

Elizabeth la indossa nella fotografia che la ritrae col marito durante la loro luna di miele a Broadlands, la villa in stile palladiano nell’Hampshire residenza dello zio di lui, Lord Mountbatten. E nell’immagine che celebra i sessant’anni di matrimonio, nel 2007, in cui gli sposi ripropongono la stessa posa di tanti anni prima.

Dopo settantatre anni insieme, quattro figli, otto nipoti, otto pronipoti (più uno in arrivo), felicità e drammi, problemi domestici e questioni di stato, gli occhi del mondo sempre puntati addosso, Elizabeth e Philip, 94 anni e mezzo lei, 99 e mezzo lui, sono quanto di più vicino all’infinito io conosca.

Se volete leggere qualcosa in più sul loro matrimonio, questo è il post Something old, something new, something borrowed, something blue

Le foto del giorno – Giorni di tristezza e ricordi

Nel Regno Unito i primi giorni di novembre sono dedicati al ricordo di chi non c’è più, e di tutti coloro che hanno offerto la propria vita per la patria. Alla loro memoria è dedicato il Remembrance Day ogni 11 novembre nell’anniversario dell’armistizio della prima guerra mondiale, e la domenica più vicina a questa data si tiene una solenne cerimonia militare al Cenotafio, alla presenza della Regina e di tutta la Royal Family. Quest’anno non ci sarà a causa della pandemia in corso, e dalla mezzanotte l’Inghilterra andrà in lockdown, mentre Galles e Scozia seguiranno norme locali.

Dunque, quando oggi Her Majesty è stata vista uscire da Windsor Castle a bordo di una Range Rover, la circostanza ha attirato l’attenzione ancor più del solito, dato che si tratta dell’ultima volta in cui compare in pubblico prima di questa ulteriore chiusura. L’auto era decorata con dei papaveri, i poppies che i Britannici indossano in questi giorni in memoria dei caduti.

Sua Maestà è rientrata un paio d’ore più tardi, ma dov’è andata? Non è stato reso noto, ma un indizio viene dalla sua mise: la sovrana era vestita di nero, colore che indossa solo appunto per la cerimonia al Cenotafio o per i funerali. E dato che come si diceva ogni cerimonia è stata annullata, è probabile che abbia partecipato al funerale della cugina scomparsa due giorni fa, Lady Elizabeth Shakerley.

Non sono giorni facili, neanche per lei.