Visita del Presidente Mattarella in Svezia

Mentre gran parte dell’attenzione dei royal watchers è concentrata su Londra per il settantesimo compleanno dell’erede al trono, a Stoccolma è iniziata in pompa magna la visita di stato del Presidente Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura. Già. Mattarella Svezia 2 Da dove cominciamo? Cappotto informe e troppo grande, Sciarpa inutile – in seta dégradée, ma potrebbe essere pure peggio – e annodata pure male. Mattarella Svezia 1 Borsa a spalla, già sbagliata di suo, agguantata per la tracolla. Le stava scivolando? Appunto. Cappotto troppo corto è stato detto? Mattarella Svezia 3 Abito troppo corto per occasione, età e gambe. Naturalmente non siamo sorpresi dato il cappotto. Nota a margine: purtroppo non basta un pillbox per sembrare Jackie.

Charles at 70 – A Royal Alphabet (parte prima)

A come Acquerelli La visita compiuta da Lady Violet a Clarence House nello scorso agosto si è conclusa con un flûte di bollicine in una saletta con le pareti decorate dagli acquerelli dipinti dal padrone di casa. watercolour prince charles Charles dipinge da quando aveva vent’anni – principalmente paesaggi – seguendo una tradizione consolidata tra i gentlemen britannici in campagna. Ha studiato con Edward Seago, pittore convenzionale amato da padre e nonna ma di non grande reputazione tra i critici, che naturalmente non apprezzano la produzione artistica dell’erede al trono. Lui però una piccola soddisfazione se l’è presa nel 1987 quando le sue opere, presentate anonimamente, furono esposte nella mostra estiva della  Royal Academy’s. Una soddisfazione anche più grande devono essere stati gli svariati milioni di sterline, sei fino al 2016, che secondo un articolo del Corriere della Sera di quell’anno avrebbe fruttato la vendita online delle opere. Tutto denaro ovviamente andato in beneficenza, che però lo ha reso uno degli artisti viventi più pagati.

B come Buckingham Palace Il Principe è venuto al mondo nella residenza reale alle 21.14 di domenica 14 novembre 1948; la nascita fu annunciata da un messaggio affisso alla cancellata del palazzo poco prima di mezzanotte. E sempre qui, nella Music Room, fu battezzato un mese dopo, il 15 dicembre. Sembra però che quando sarà re Charles utilizzerà il grande palazzo solo per rappresentanza, preferendo rimanere a vivere e lavorare dov’è ora, a Clarence House; con le sue 775 stanze lo ritiene infatti troppo grande e costoso per abitarci. Potrebbe invece essere trasformato in un museo, aperto al pubblico per un periodo assai più lungo dei due mesi in cui è attualmente visitabile, mentre la royal family è in Scozia per le vacanze estive.

C come Cambridge Quando salirà sul trono sarà il primo sovrano britannico con una laurea, presa a Cambridge dopo un corso di  studi in archeologia, antropologia e storia al Trinity College. charles cambridge Enzo Biagi raccontava che i suoi insegnanti lo avevano definito uno studente “lento ma accanito”, il voto di diploma non è brillantissimo ma è comunque la conquista di un primato. Il giovane Charles vive al campus come uno studente qualunque, e come una madre qualunque la regina ispeziona la camera destinata a lui prima di dare la sua approvazione.

D come Darjeeling È la qualità preferita, un tè nero dall’aroma floreale proveniente dall’omonima regione del Bengala occidentale, considerato il migliore e per questo definito “lo champagne dei tè”. Il principe lo beve col latte, of course, ma per dolcificarlo non usa zucchero, bensì miele.

E come Ecologia All’impegno per l’ambiente il Principe di Galles ha dedicato gran parte della vita, fedele al principio che lo sviluppo, anche economico, abbia maggiori possibilità di successo in armonia piuttosto che in contrasto con la natura. Nel corso degli anni Charles ha lanciato molte campagne per uno sviluppo sostenibile e contro lo sfruttamento indiscriminato, con una particolare attenzione all’inquinamento e ai cambiamenti climatici. La sua autorevolezza nel campo è riconosciuta a livello mondiale; nel 2012 è stato acclamato come Lifetime Achievement Winner ai 7th International Green Awards, nel maggio 2017 ha ricevuto il GCC Global Leader of Change Award, e nel novembre dello stesso anno ha tenuto un intervento a Malta nell’ambito di Our Ocean Conference.

F come Figli William e Harry, 36 e 34 anni, nati dall’infelice matrimonio con Diana e cresciuti principalmente con la madre, che si era impegnata a rendere la loro vita il più possibile simile a quella dei coetanei. charles sons All’alba del 31 agosto 1997 Charles deve informare i ragazzi della morte dell’adorata mamma, e in quel momento nasce una nuova famiglia, composta da loro tre, e il primo atto che si trovano ad affrontare è la straziante camminata dietro al feretro, col dolore esposto agli occhi famelici di milioni di persone scioccate. In quella occasione mi colpì un goffo buffetto del padre sulla spalla del figlio minore, quasi fosse incapace di consolare e rassicurare quel bambino disperato, il suo bambino. Invece quel dolore è stato affrontato e superato, non senza sofferenza, il padre distratto dal suo ruolo ha anteposto i figli ad ogni altra cosa, i ragazzi sono diventati uomini e sembrano sereni ed equilibrati. Una storia nata male forse questa volta ha avuto un lieto fine.

G come Gordonstoun a 13 anni Charles fu iscritto Gordonstoun, una scuola superiore fondata negli anni ’30 in Scozia dal tedesco dr Kurt Hahn, che tra i primi allievi aveva avuto il Duca di Edimburgo. Il dottor Hahn credeva nella necessità di educare i ragazzi delle classi privilegiate all’uguaglianza e al servizio agli altri. La giornata degli allievi iniziava con una corsa all’aperto a torso nudo, con qualunque tempo, seguita da una doccia fredda, e a turno ogni allievo doveva servire a tavola i compagni. Sarà un caso che quando si è trattato di decidere la scuola per i figli il principe li abbia invece mandati a Eton? charles gordonstoun Tra tanto rigore, uno dei piaceri del giovanotto è il teatro; resta memorabile una versione del dramma scozzese in cui interpreta il protagonista.

H come Highrove Nel 1980 Charles compra una tenuta nel Gloucester, e nel corso degli anni diventa la sua amata residenza privata, la sua family home. Sin dall’inizio nelle sue intenzioni  Highgrove avrebbe dovuto essere sinonimo di giardinaggio e agricoltura biologiche. highgrove Il giardino però non esisteva proprio e il nuovo proprietario non sapeva da dove cominciare, né aveva nozioni pratiche di giardinaggio. Con l’aiuto dell’amica Lady Salisbury, esperta di giardini coltivati secondo natura, la casa fu circondata di piante odorose: timo, caprifoglio, glicine, gelsomino; su suggerimento di Miriam Rotschild, altra grande esperta di giardinaggio e sostenitrice della biodiversità, nacque un prato di fiori selvatici, assecondando il desiderio del principe di proteggere la flora spontanea tipica del paese, insidiata dalle colture intensive. Oggi la tenuta è aperta al pubblico per offrire la bellezza incantevole dei suoi giardini, e la fattoria fornisce la materia prima per una linea di prodotti biologici in vendita nello shop (ma anche altrove, ad esempio da Fortnum&Mason): naturalmente tutti i proventi vanno a finanziare le attività di charity dell’erede al trono.

I come Isola Al largo del Canada, nella Baia Baffin, c’è la Prince Charles Island. Con i suoi  9,521 kmè la settantasettesima in ordine di grandezza nel mondo, e la diciannovesima in territorio canadese. Disabitata ed estremamente fredda con incursioni termiche estreme, fu avvistata per la prima volta nel 1932, e scoperta definitivamente da Albert-Ernest Tomkinson, pilota della Royal Canadian Air Force nel 1948, anno in cui compare negli annali. Fu dedicata al figlio della principessa Elizabeth, appena nato.

J come Jaguar In ossequio alla sua attenzione all’ambiente, il principe a Londra si muove esclusivamente a bordo di una Jaguar completamente elettrica, modello I-Pace, e una stazione di ricarica rapida sta per essere installata a Clarence House. La famosa Aston Martin DB6 Mark 2 Volante acquistata nel novembre 1970 (l’auto con cui i neo Duchi di Cambridge lasciarono Buckingham Palace dopo il matrimonio) è stata invece riconvertita nel 2008 e ora come combustibile usa il bioetanolo.

K come Kilt Uomo di rara eleganza, quando è nelle Highglands e porta il titolo scozzese di Duke of Rothesay, charles philip kiltl’erede al trono indossa spesso e volentieri il kilt, senza perdere un grammo del suo chic, anzi. Di solito lo si vede nella versione da giorno dell’outfit, completo in ogni dettaglio: giacca, gilet, camicia con doppio polsino e gemelli (le camicie le porta sempre così), cravatta, naturalmente il kilt – il cui tartan risponde a delle regole a me sconosciute – scarpe modello brogue, calzettoni di lana con garter ties (le giarrettiere che vengono coperte dal risvolto), sgian dubh (il piccolo pugnale infilato nel calzettone destro), sporran (la borsa che pende sul davanti del kilt). Abitudine – e attitudine – ereditata dal padre altro maestro del campo, che però non sembra sia riuscito a passare ai figli, ritratti col kilt solo da bambini. D’altra parte per imparare a vestirsi così è necessario iniziare da piccoli!

L come Londra spesso Charles ha manifestato il suo dissenso nei confronti della moderna architettura, soprattutto quella che ha trasformato aree intere della capitale britannica, secondo lui con interventi ad impatto troppo alto, che hanno finito per stravolgere l’immagine della città. Ma è davvero così tradizionalista, tanto da detestare in blocco l’architettura contemporanea? No, in effetti ha sostenuto progetti e giovani architetti attraverso The Prince’s Foundation for Building Community; ma pensa che “gli edifici debbano essere disegnati su scala umana ed essere sostenibili, dovrebbero rispettare il carattere delle aree circostanti ed essere in grado di far fronte a utilizzi diversi per la durata della loro vita” (dal sito ufficiale del principe).

M come Mogli Nelle ricerche per questo post ho riletto le pagine di un vecchio libro, il volume Inghilterra della Geografia di Enzo Biagi, che cita un’intervista a Charles quando era ancora giovane e scapolo. “Vorrei sposare una che abbia interessi che io capisco e posso condividere. Se debbo decidere con chi dovrò vivere per cinquant’anni, è una scelta in cui vorrei che la mia testa non fosse guidata soltanto dal cuore. Non c’entrano le classi sociali, si tratta semplicemente di compatibilità. Il matrimonio non è mai un “su” o un “giù” ma un fianco a fianco”. Col senno di poi si chiariscono molte cose, ed è evidente che la compagna perfetta per lui l’avesse già trovata, mente l’altra non avrebbe potuto essere una scelta peggiore.

 

 

 

 

 

Nati di oggi, nati di ieri.

Iniziamo col nato più recente, e con una notizia che aspettavate da tempo col fiato sospeso: è finalmente noto il nome che Pippa Midddleton e il marito James Matthews hanno dato al loro pupetto, nato lo scorso 15 ottobre. pippa & son Quattro chili abbondanti di tenerezza che oggi sappiamo chiamarsi Arthur Michael William. Hello Magazine, che ha ripreso la notizia dal Mail on Sunday, fa notare che Arthur è un nome dall’allure regale, che compare tra quelli del principe Charles, del Duca di Cambridge e del piccolo Louis (e poi, la Tavola Rotonda ce la vogliamo scordare?). Michael si chiama nonno Middleton, ma anche un fratello di babbo James, prematuramente scomparso. E William? Scommettiamo che un William di nostra conoscenza sarà il padrino di battesimo?

Il nato di ieri è invece Guillaume Jean Joseph Marie, Principe Ereditario del Granducato di Lussemburgo, che oggi compie 37 anni.Guillaume Lux Meno bello del padre, meno carismatico della madre, sposato alla graziosa ma scialba Stéphanie da sei anni, del principe non si conosce moltissimo oltre al largo sorriso, una simpatica goffaggine, la solida formazione in politica internazionale, ottenuta frequentando prestigiosi atenei in più di un paese. Appassionato di musica, suona chitarra e pianoforte; da bambino è stato membro della Chorale des Pueri Cantores a Lussemburgo, abbandonata per un gruppo rock quando è cresciuto un po’. Pratica diversi sport, soprattutto tennis, nuoto e discipline acquatiche, e parla ben cinque lingue. Attualmente sta seguendo un corso di formazione postuniversitaria a Londra, al Royal College of Defense Studies.

 

La foto del giorno – 11 novembre

Se gli Inglesi oggi hanno celebrato con l’abituale solennità – come ogni anno da 99 a questa parte – la Remembrance Sunday deponendo corone di poppies scarlatti al Cenotafio, gran parte del resto del mondo si è riunita a Parigi per commemorare i cento anni dall’armistizio che mise fine alla Prima Guerra Mondiale. paris 918-018Una settantina tra sovrani e capi di stato hanno assistito all’Arc de Triomphe alla cerimonia organizzata del Presidente Macron, il cui profilo aquilino si riconosce in basso a destra, accanto all’inconfondibile zazzera bionda della moglie Brigitte. Sempre a destra ma di fronte – con un ampio 7/8 color panna dall’ancor più ampio collo – la Granduchessa Maria Teresa del Lussemburgo accanto al marito Henri; segue Felipe VI di Spagna. Sul lato opposto, se riuscite a distogliere lo sguardo dal vasto fiocco che addobba collo petto e addome di Charléne (Givenchy, come il cappotto pied-de poule) noterete, dopo la principessa monegasca, il marito Albert e un altro signore a me sconosciuto, il Presidente Sergio Mattarella. La cui presenza consola un po’ del generale disinteresse del nostro paese per il centenario.

Royal chic shock e boh – Festival of Remembrance edition

L’anno seguente la fine della Prima Guerra Mondiale Re George V volle ricordare i caduti nel giorno in cui era entrato in vigore l’armistizio: l’undicesima ora dell’undicesimo giorno dell’undicesimo mese. Quel ricordo divenne una tradizione che si rinnova puntualmente ogni novembre: gli inglesi indossano un papavero rosso sul bavero, e la Royal Family celebra il Remembrance Sunday nella domenica più vicina all’undici del mese deponendo corone di papaveri al Cenotafio, a Withehall.

Due anni dopo (1921), per sostenere i reduci offrendo loro qualunque sostegno di cui avessero bisogno – emotivo, sociale, economico – fu istituita la Royal British Legion. Ancora oggi la Legion promuove ogni anno, nelle settimane che precedono  Remembrance Sunday, una raccolta fondi chiamata Poppy Appeal, in cui vengono offerti i tipici papaveri di carta in cambio di un obolo, e il sabato prima della ricorrenza organizza il Festival of Remembrance alla Royal Albert Hall, alla presenza della Royal Family, che anche quest’anno ha partecipato in massa. remembrance royal family Il dress code, oltre al papavero appuntato sull’abito, prevede per le signore il total black, rispettato con rigore da tutte le royal ladies (e dalla premier Theresa May). remembrance the queenDeliziosa Her Majesty, che spesso quando esce per un’occasione privata o per partecipare a uno spettacolo sceglie di tenersi al caldo con una bella mantella. Certo in questo caso un bell’aiuto lo dà pure la presenza della Queen Victoria’s Jubilee Diamond Brooch, a trattenere i poppies d’ordinanza: una grande spilla arabescata con diamanti e perla centrale ricevuta dalla grande sovrana per il giubileo di diamante ed ereditata dall’altrettanto grande trisnipote che la porta spesso e volentieri, sola o con l’aggiunta della grossa perla pendente sospesa a una catena di diamanti. Regalmente chic.remembrance camilla

Un semplice poppy – non di carta ma di smalto – è l’unico ornamento che Camilla Duchessa di Cornovaglia ha scelto per il suo abito di velluto nero – funziona sempre e quest’anno è pure di moda – definito da un ricamo bianco allo scollo e alle maniche, a metà tra un costume tipico del Magreb e una giacca Primo Impero. Brutte le calze, bruttissime le scarpe, bellissimi gli orecchini con grossa perla. La mise non mi piace, ma l’aspetto generale della duchessa sì. Sarà che il suo stile non particolarmente giovanile è perfetto adesso che non è più particolarmente giovanile nemmeno lei. Boh.

Senza sorprese le sue due cognate: casual as usual la Princess Royal con un giaccone oversize supersportivo non particolarmente adatto alle scarpette da Minnie. Boh.

Graziosa ma noiosetta in pizzo nero e posa da Vispa Teresa Sophie Contessa di Wessex, che però francamente ci ha abituati a cose migliori. Boh pure lei.

Catherine Duchessa di Cambridge opta per un LBD (little black dress) di Rouland Mouret, caratterizzato da uno scollo asimmetrico ulteriormente accentuato dal gruppo di poppies appuntati sulla spalla destra. remembrance catherine L’abito è bello ma saranno le calze chiare, saranno i capelli inanellati o il viso leggermente più paffuto del solito, l’aspetto finale è più quello di una sciuretta milanese che di una sofisticata duchessa britannica. Però gli accessori di velluto, a partire dalla clutch (questa è la Celeste, di Jimmy Choo) sono di gran moda, proprio un must di stagione. Comunque chic.

La futura mamma Meghan ricicla uno dei migliori capi indossati quando era ancora la signorina Markle: il bel cappottino Sella McCartney visto nella visita in Galles lo scorso gennaio. remembrance harry meghan Nonostante l’importante fiocco sul pancino il modello funziona ancora, finché l’occhio cade su quelle calze biancastre di rara bruttezza, e pure macchiate – forse pioveva? – e molte certezze vacillano. Risalendo ci si imbatte nella stesso papavero di smalto (o uno simile) a quello indossata da Camilla, ma non si capisce se in quel punto assurdo ci sia crollato da solo, o ce l’abbia proprio appuntato la Duchessa di Sussex. Il make up color terracotta – notare di quante tonalità il viso è più scuro delle mani – fa in resto. Shock.

Ottima la Duchessa di Gloucester, la danese Birgitte van Deurs, sposata a Richard, Duca di Gloucester e cugino primo di Sua Maestà. Solitamente vestita fantasiosamente questa volta, anche lei in velluto nero, è proprio niente male. Poi non si capisce bene come sia la clutch ma in generale una piacevole sorpresa. Chic.

La Premier Theresa May sceglie a sua volta un LBD il cui punto focale sono le maniche nude look, e pure plissettate. Essendo noto che dopo una certa età di solito sono proprio le braccia a mostrare delle pecche, non mi sembra idea particolarmente felice. Altro errore classico, la collana non adatta allo scollo. Perché se la sarà messa? Non aggiunge niente all’abito – anzi – non dà luce al viso e ovviamente non nasconde le rughe del collo. Insomma, Theresa con la sua mise mostra lo stesso disorientamento che ha nei confronti della Brexit. Shock.

Poi vedi loro, e gli sguardi di complicità che si scambiano sempre, e capisci che è proprio vero remembrance charles-camilla-a true love lasts a lifetime. Chic, l’amore è sempre elegante.

La foto del giorno – 10 novembre

Oggi è stata diffusa una fotografia inedita del Principe di Galles con i figli William e Harry, presa in luglio durante il Centenario della RAF. Il principe Charles ha il grado di Marshall of the Royal Air Force, il più alto previsto dall’ordinamento del Corpo, mentre entrambi i figli sono Squadron Leader, che dovrebbe corrispondere al grado di Maggiore.New stamps celebrate Prince of Wales' birthdayCome senza dubbio avrete capito, l’immagine è una delle sei scelte per comparire su altrettanti francobolli che la Royal Mail metterà in vendita mercoledì 14 novembre, e che ritraggono il principe in diversi aspetti: familiari, ufficiali, privati. New stamps celebrate Prince of Wales' birthday Proprio perché siete voi, oggi aggiungerò la foto di un altro dei sei francobolli, in cui i tre principi, assai più giovani e criniti (soprattutto William), sono ritratti sul campo di polo.

Per gli amici filatelici aggiungerò che l’emissione è in preordine sul sito, fateci un pensierino!

La foto del giorno – 9 novembre

A soli 5 giorni dal settantesimo compleanno di HRH The Prince of Wales arrivano in abbondanza immagini, notizie e aggiornamenti. La BBC, come suo costume in queste occasioni, ha realizzato un documentario dal titolo Prince, Son and Heir: Charles at 70Charles - Louis Oggi è stata diffusa questa deliziosa fotografia, che ritrae non solo il festeggiato nelle tenere vesti di nonno, ma anche il nipotino Louis, nato il 23 aprile scorso, battezzato il 9 luglio e poi (giustamente) scomparso dai radar. Finalmente  rivediamo il Cambridgino, tra le amorevoli braccia di mamma, mentre gioca con nonno nel giardino di casa sua (sua del nonno, Clarence House).

Alcune brevi considerazioni.

  1. La foto è stata fatta in settembre, che gioia vedere un bimbo vestito leggero! E che belle bracciotte!
  2. Che Charles è uno degli uomini chic dell’universo l’ho già detto?
  3. Dritta fashion ispirata dall’abito di Catherine. I pois (in inglese polka dots) saranno il trend assoluto della Primavera/Estate 2019. Se volete essere davvero chic iniziate a indossarli subito, e poi smettete (o almeno rallentate) con l’arrivo della bella stagione. Voilà, avrete anticipato la moda invece di seguirla.

 

(ph. Chris Jackson/Getty Images)

(il video è già online, ma il sito BBC non è accessibile dall’estero. Io l’ho trovato qui https://www.youtube.com/watch?v=UKtTsViKtW8 )

 

Royal Mail – Correspondence with Royals

Proprio ieri ci interrogavamo sulla possibilità di inviare gli auguri al Principe di Galles per il suo compleanno, e sull’eventualità di ricevere a royal reply – la risposta è sì a entrambe le domande – ed ecco che oggi Hello Magazine ci informa che a quasi sei mesi dalla cerimonia nella St.George’s Chapel a Windsor molti di coloro che hanno inviato gli auguri a Harry e Meghan stanno ancora aspettando il ringraziamento. E peggio ancora va a quelli che hanno offerto un contributo in onore degli sposi a una delle istituzioni indicate, e non hanno ancora ricevuto riscontro. harry-meghan-wedding-reply-z Che cos’è accaduto? Claudia Spens, capo della Sezione Corrispondenza a Clarence House, spiega che questi ultimi stanno ricevendo, insieme con l’immagine ufficiale scelta dai Duchi di Sussex – la loro foto in bianco e nero seduti sui gradini di Windsor, opera di Alexi Lubomirski – anche una lettera a parte per spiegare le ragioni dell’inconveniente e le scuse. Evidentemente i well-wishers sono stati molti più di quelli previsti e hanno intasato l’ufficio preposto. Sei mesi francamente sono tanti, dunque le scuse sono dovute, anche se in questi tempi di generale impoliteness le conferme sono sempre gradite.

Lady Violet in gioventù si trovò a lavorare con un ministro della Repubblica, e la regola era rispondere alle missive nell’arco di 24/48 ore, secondo i dettami del più importante uomo di stato dell’epoca.

Se poi anche voi volete mandare gli auguri a Prince Charles, questo è l’indirizzo:

Clarence House
London
SW1A 1BA

La foto del giorno – 8 novembre

Quante volte avete chiesto (o vi siete chiesti) quale sia il dress code per una visita in Vaticano? La risposta ve la dà oggi Mary, consorte del Principe Ereditario di Danimarca, nata in Tasmania da genitori scozzesi, di religione presbiteriana, convertita al luteranesimo in occasione del matrimonio (tradotto: non bisogna essere né cattoliche né tantomeno italiane per vestirsi come si deve). Kronprinsparret i Rom, Kronprins Frederik, Kronprinsesse Mary, Kronprinsparret Mantiglia, cappottino tre bottoni (splendido) da cui si intravvede una blusa accollata e senza fronzoli, clutch, décolletées calze nere di peso praticamente perfetto (a proposito della discussione dell’altro giorno) né pesanti e coprenti – troppo casual – né velatissime stile anni ’80/90. Perfetti anche i gioielli, si vedono, non sono invadenti, e soprattutto non sono colorati. Se proprio proprio vogliamo trovare un difetto – anzi due – le maniche sono un po’ troppo lunghe, e avrebbe dovuto portare i guanti, ma insomma, come supponevo, praticamente perfetta sotto ogni aspetto. Come Mary Poppins. Che sia merito del nome?

La foto del giorno – 7 novembre

Ma quant’è figo? Charles VF Alexi Lubormirski Il principe di Galles si prepara al settantesimo compleanno. Qui è nel suo studio a Clarence House, ritratto per Vanity Fair da Alexi Lubomirsky (che ha firmato anche il fidanzamento e le nozze tra Harry e Meghan); nell’intervista HRH parla diffusamente dell’impegno per l’ambiente e dei timori per l’inquinamento e i cambiamenti climatici.

Intanto arrivano le prime indiscrezioni sui regali ospiti che saranno presenti al gala dinner che la Regina offrirà a Buckingham Palace la sera del 14: ci saranno sicuramente i principi ereditari di Danimarca, Frederik e Mary, in questi giorni a Roma. Ci saranno probabilmente Harald e Sonja di Norvegia, dato che il principe ereditario assumerà la reggenza dal 12. Mancheranno sicuramente i reali svedesi, che quel giorno ricevono un Capo di Stato straniero in visita ufficiale.

E chi sarà mai questo Capo di Stato? Sergio Mattarella.