Le signore del quattro luglio

Oggi è l’Independence Day, la festa nazionale degli USA, e il Presidente e la First Lady hanno dato il via alle celebrazioni in South Dakota, dove si erge il Mount Rushmore con i volti di quattro grandi presidenti (Washington, Jefferson, Lincoln e Theodore Roosevelt). Immagino che Trump gradirebbe diventare il quinto, e in una posizione tale da soddisfare il suo ego, sempre che esista.

Melania per l’occasione ha scelto un Alexander McQueen della collezione Spring Summer 2020 (costo $2450) che ha scatenato i commenti sul web: te l’ha scarabocchiato Donald sull’Air Fore One? Ora, fermo restando che Lady Violet istintivamente evita di immaginare qualunque privata attività tra POTUS e FLOTUS, possiamo rivelarvi che gli “scarabocchi” sono stati creati dagli studenti della prestigiosa Central St Martins durante una sessione di disegno live, e poi riprodotti sul tessuto.

Personalmente, siccome la First Lady spesso esibisce una di quelle espressioni non ne posso più che neanche Magda con Furio, penso che l’abto sia una sottile punzecchiata al consorte: vuoi un ritratto a Mount Rushmore? beccati sto scarabocchio! Questo aiuterebbe a comprendere la scelta di un abito unflattering come pochi, che ricorda un po’ un lenzuolo avviluppato in vita.

Intanto in Europa c’è oggi un altro Paese in festa, la Norvegia, stretta intorno all’amata Regina Consorte Sonja che compie 83 anni col garbo, lo stile e la grazia che le sono proprie.

Grande appassionata di arte, per l’ottantesimo compleanno ha ricevuto dal marito un regalo davvero originale: un nuovo museo intitolato a lei: Dronning Sonja KunstStall, alloggiato nelle restaurate scuderie del Palazzo Reale. E in suo onore oggi è stata inaugurata una mostra di opere grafiche del pittore nazionale, Edvard Munch. Insomma, due donne diversissime per un giorno unite dalla grafica.

Sonja è stata protagonista di una delle più belle storie d’amore reali del secolo corso, la trovate qui: Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte prima) e qui Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte seconda)

Non proprio un battesimo, ma quasi

FB_IMG_1593546524176I sovrani del Bhutan hanno scelto il giorno in cui si celebra la nascita di Guru Rimpoche – fondatore del Buddhismo tibetano, veneratissimo anche in Bhutan – per rendere noto il nome del loro secondogenito, nato lo scorso 19 marzo. FB_IMG_1593546513449Il bimbo è ora ufficialmente Jigme Ugyen Wangchuck;  verrà chiamato Gyalsey (principe reale) Ugyen Wangchuck. FB_IMG_1593546490970Nel corso di una complessa cerimonia il piccolo ha ricevuto l’omaggio del popolo – rappresentato dal Primo Ministro e dalle autorità religiose civili e militari – attraverso il Medrel Ku Sung Thukten, una delle offerte rituali buddhiste. FB_IMG_1593546551813Celebrato anche l’annuale Trelda Tsechu, con le preghiere per tutti gli esseri senzienti della terra. Incantevoli come sempre le immagini, e veramente irresistibili le scarpette di pelle bianca del piccolo festeggiato. FB_IMG_1593546500369

Breaking News!

Questa volta non c’è veramente bisogno di alcun commento. Vi dico solo che questa deliziosa foto è stata scattata dalla Duchessa di Cambridge lo scorso dicembre, ed è stata pubblicata oggi dall’account del Principe di Galles in considerazione del fatto che oltre al compleanno di William oggi nel Regno Unito si celebra anche la festa del papà. charles and williamPerò confesso che davanti ai mezzi guanti di Charles mi sono quasi commossa: li porto anch’io quando in inverno esco col cane (cioè praticamente sempre). Li adoro, it’s official. E Catherine, se un giorno vuoi cambiare lavoro puoi senz’altro fare la fotografa.

Le foto del giorno – 21 giugno

È il primo giorno d’estate, il Duca di Cambridge compie 38 anni e nel Regno Unito è anche la festa del papà. Ecco dunque le prime due fotografie del birthday boy, nei vesti di papà con tutti e tre i pargoli. william bdayScattate da Catherine in giardino – immaginiamo quello della residenza di campagna di Anmer Hall nel Norfolk – sono una più bella dell’altra. C’è quella con la banda dei quattro stesa sul prato, tutti addosso a daddy in rigoroso ordine d’età. william bday 2E quella tutti insieme appassionatamente sull’altalena, con Louis che cresce a vista d’occhio e Charlotte vezzosissima in una salopette di jeans a calzoncino. Bellissimi, l’immagine della famiglia felice. Siete pronti a scoprire le prossime immagini? Intanto happy birthday a William.

Celebrando Charles con Charles

Il 10 giugno 1940, ottant’anni fa, l’Italia dichiara guerra a Francia e Gran Bretagna (ricordate? un’ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria!).

Il 14 giugno 1940, ottant’anni fa, la Francia invasa è costretta ad assistere allo spettacolo dall’esercito tedesco che marcia sugli Champs-Élysées.

Il 18 giugno 1940, ottant’anni fa, il Generale de Gaulle – è lui il primo Charles del titolo – è a Londra, dov’è arrivato il pomeriggio precedente. Entra in un grande edificio nei pressi dello Strand: Bush House, allora sede della BBC. de gaulle bbcDa lì pronuncia un discorso che verrà considerato il testo fondante e il simbolo stesso della Resistenza francese: l’Appel du 18 juin. Il messaggio è la risposta a quello diffuso il giorno prima dal Maresciallo Pétain che annuncia l’armistizio con l’invasore e la nascita del Governo collaborazionista; de Gaulle chiama a raccolta i soldati francesi che si trovano – o stanno per arrivare – sul suolo britannico, perché si uniscano a lui nella lotta alla Germania nazista. L’uno è un ufficiale piuttosto giovane, relativamente sconosciuto, nominato generale in via provvisoria 12 giorni prima; l’altro è le vainqueur de Verdun, l’eroe della Prima Guerra Mondiale: è praticamente un monumento nazionale, ed è popolarissimo. Quella sera il messaggio di de Gaulle lo sentono in pochi, il giorno dopo compare su qualche giornale, su entrambi i lati della Manica. Ma è in quella sera di giugno, dall’alleanza con Churchill che nasce France Libre e la Storia cambia il suo corso.

Oggi, a ottant’anni di distanza, il Presidente francese Macron è a Londra per celebrare quel messaggio. Prima dell’incontro bilaterale col Prime Minister Boris Johnson a Downing Street, Monsieur le Président – senza la Première Dame, rimasta a Parigi per un piccolo intervento agli occhi – è stato ricevuto dal Principe di Galles e consorte, appena rientrati dalla Scozia dove hanno trascorso una lunga quarantena. Sempre rispettando la distanza di sicurezza, of course.macron wales clarence houseTra le numerose decorazioni sfoggiate, spiccava al collo di Charles l’insegna da Commandeur de l’Ordre du mérite agricole, un onore che divide con poche selezionatissime personalità, tra cui Caroline de Monaco.

Dopo l’incontro a Clarence House, residenza londinese dei futuri sovrani, il gruppetto si è spostato sul Mall, dove Macron ha deposto una corona tricolore alle statue di George VI e della consorte Elizabeth, sul trono durante la Seconda Guerra Mondiale; poco lontano, a Carlton Gardens, lo stesso omaggio è stato presentato alla statua di de Gaulle. wales macron khan londonLa visita è stata l’occasione per consegnare la Legion d’Honneur alla città di Londra, rappresentata dal sindaco Sadiq Khan. Un tocco particolarmente scenografico è stato offerto dal volo combinato delle pattuglie acrobatiche dei due Paesi – si chiamano Red Arrows e Patrouilles de France – che hanno sorvolato insieme i cieli delle due capitali, insomma, una sorta di A Tale of Two Cities in versione aeronautica.

Una volta raggiunta la residenza del Prime Minister, Boris Johnson ha mostrato a Macron un reperto d’epoca: un grosso gallo Lalique, donato da de Gaulle a Lady Clementine Churchill proprio in quegli anni difficili. macron johnson laliqueNon saprei dire se i capelli di BoJo abbiano preso quell’aspetto al cospetto dell’impegnativo omaggio, certo le espressioni dei due rivelano la verità: prima o poi, un pennuto di cristallo in regalo tocca a tutti.

Rainbow Ascot

Se le cose fossero andate come sempre, oggi gli appassionati di royals, equitazione e cappelli – Lady Violet in pratica – avrebbero puntato il binocolo su Ascot, per la prima giornata di gare. E noi avremmo osservatosorpresi e deliziati i cappelli delle signore presenti, a partire dalle royal ladies. Invece questo è uno dei tanti appuntamenti saltati a causa della pandemia, e dunque bisogna arrangiarsi come si può. È così che è nato Royal Ascot at Home, in modo che ognuno possa organizzarsi chez soi, lasciandosi guidare dalla propria fantasia e dalle indicazioni del sito ufficiale https://www.ascot.co.uk tindall ascot at homeZara Phillips e il marito Mike Tindall non se lo sono fatto dire due volte, e oggi sono stati i primi ad apparecchiarsi di tutto punto, virtualmente pronti per scendere in pista.

Tra le iniziative a corollario di questa insolita edizione ve ne segnalo una benefica, la Styled With Thanks Campaign, una raccolta fondi a favore di quattro enti in prima fila nella lotta al coronavirus. stephen jones pot of goldGuidati dal geniale Stephen Jones – questa è la sua creazione, opportunamente chiamata Pot of Gold (pentola d’oro) – quarantaquattro modisti della British Hat Guild hanno realizzato altrettanti cappelli ispirati all’arcobaleno. Da oggi sono all’asta sul sito, e al termine della settimana il migliore offerente si porterà a casa (o meglio, riceverà) il copricapo desiderato. Se volete partecipare anche voi, o anche solo dare un’occhiata andate a sbirciare. Tra i modisti ce ne sono anche alcuni che adornano le reali teste, come Rachel Trevor Morgan,che ha l’onore di lavorare spesso per la Regina in persona; suo il cappello indossato da Her Majesty sabato scorso a Windsor (Trooping the Colour 2020, a low-key celebration). rachel trevor morgan rainbow hatQuesta, indossata da Lady Forsyth è la sua creazione per l’occasione (la foto è tratta dalla pagina FB della modista).

Oggi è però un giorno con un leggero sapore amaro per Lady Violet perché, ora posso confessarvelo, quest’anno ad Ascot ci sarei stata anch’io. Era già pronto pure il cappello, chiuso nella sua cappelliera! Poco male, il mio biglietto è già stato accreditato per l’anno prossimo.

 

 

Trooping the Colour 2020, a low-key celebration

Una delle infinite ragioni per cui adoro Her Majesty The Queen è che è una di quelle donne che sa come godersi una festa. trooping 2020Oggi non ha fatto eccezione: sorridente e soddisfatta si è goduta la breve cerimonia delle Welsh Guards organizzata a Windsor Castle, al posto del fastoso Trooping the Colour, che il secondo sabato di giugno tradizionalmente celebra il compleanno ufficiale della sovrana. trooping 2020 2L’ampio Quadrangle, il cortile superiore del castello scenario della manifestazione, ha consentito al drappello di soldati di rispettare rigorosamente il distanziamento sociale, osservato anche nella piccola tribuna che ha ospitato la regina, scortata da due ufficiali. trooping 2020 4Nessuno della famiglia era presente, questa circostanza avrà influito sul suo umore? D’altronde il lockdown inizia appena ad allentarsi, molti tra figli e nipoti si trovano ancora nelle residenze dove hanno trascorso il periodo di quarantena. trooping 2020 3Unica eccezione il Principe di Galles, di rientro a Londra con la moglie Camilla; i due riceveranno a Clarence House il Presidente francese Macron per celebrare gli 80 anni dell’Appel du 18 juin che il Generale De Gaulle pronunciò dai microfoni della BBC per spingere i Francesi alla resistenza contro i Nazisti, che quattro giorni prima avevano occupato Parigi. Quanto alla mise direi che Sua Maestà che si merita anche la corona di regina del riciclo: il pardessous color tiffany di Stuart Parvin con cappello in tinta firmato Rachel Trevor Morgan lo abbiamo visto già in due occasioni – e che occasioni! – in poco più di un anno. Le ricordate? Qui vi svelo l’arcano Re-Opening of Parliament

trooping 2020 leek brooch (2)Quanto alla spilla, di solito al Trooping the Colour la sovrana indossa il badge del reggimento impegnato nella cerimonia, e oggi non ha fatto eccezione: sulla spalla sinistra brillava la Diamond Leek Brooch, con il porro che è uno dei simboli del Galles, e quello delle Welsh Guards.

 

 

Breaking News!

Tra pochi minuti saranno 99, intanto godetevi l’immagine di questo splendido giovanotto in una foto scattata qualche giorno fa, in compagnia della sua meravigliosa signora. Uno spettacolo! 29417420-8403717-image-m-48_1591726547248A domani per gli aggiornamenti.

Breaking News!

Si complica la situazione del Duca di York in relazione all’affaire Epstein, l’imprenditore americano suo amico accusato di reati sessuali e pedofilia, trovato morto lo scorso anno nella prigione newyorchese dov’era detenuto. Duke of York, Jeffrey EpsteinFinora il duca si è rifiutato di cooperare con le autorità americane, ma il Sun ha appena rivelato che di recente il DoJ, il Dipartimento di Giustizia, ha inviato nel Regno Unito una richiesta formale che va sotto il nome di MLA (Mutual Legal Assistance), che costringerebbe il figlio prediletto della Regina, nel migliore dei casi, a una testimonianza giurata per iscritto, nel peggiore a una trasferta negli USA per testimoniare in un’aula di giustizia. E francamente ignoro se Andrew potrebbe nel caso invocare il quinto emendamento, cioè evitare dichiarazioni che potrebbero accusarlo.

Ora la palla passa ai legali delle due parti, e sarà comunque interessante vedere come evolverà la complessa situazione. Intanto attendiamo la reazione del duca, che non penso di farà attendere troppo.

Breaking News!

Il Principe Joachim del Belgio è nei guai, e purtroppo potrebbe non essere il solo. Prince Joachim Of Belgium Promoted To The Rank Of OfficerIl giovanotto, che è figlio di Astrid e dunque nipote del re Philippe, ha pensato bene di andare a Cordoba, città della fidanzata spagnola Victoria Ortiz. Una volta in Andalusia – dove è atterrato il 24 – non solo non ha rispettato la quarantena per chi arriva dall’estero, ma ha continuato a violare le regole imposte dalla fase 2  partecipando a una festa di famiglia con 30 persone (il massimo consentito è 15). Ora il ventottenne principe è risultato positivo al coronavirus, e le autorità spagnole hanno dovuto rintracciare gli altri partecipanti all’incontro, attualmente posti tutti in quarantena. Considerando le sofferenze patite dai Belgi a causa della pandemia, e quelle degli Spagnoli, se possibile anche più gravi, avrebbe decisamente potuto evitare. Resta solo da sperare che non ci siano conseguenze né per lui né per quelli con cui è venuto in contatto.