Non è un trono per donne

Nonostante in questi giorni molti occhi siano puntati sul Giappone questa notizia non ha avuto grande risalto eppure, nonostante il successo di tante atlete olimpiche, non è un bel segnale per le donne.

Il panel incaricato dal Governo di indagare la possibilità di cambiare la linea di successione al Trono del Crisantemo, ha dato parere negativo sulla possibilità di inserire anche le principesse, sostenendo la necessità di rispettare innanzi tutto storia e tradizione,

Dunque dopo l’attuale Imperatore Naruhito il suo posto non spetterà all’unica figlia Aiko, ma al fratello minore del sovrano, Fumihito Principe Akishino, e dopo di lui al figlio ora quindicenne, Hisahito.

Dato che la successione è esclusivamente maschile, aperta cioè solo ai maschi figli di maschi, al momento comprende tre persone: i già citati Fumihito e Hisahito, oltre allo zio paterno dell’Imperatore, Masahito Principe Hitachi, che avendo 85 anni difficilmente siederà sul trono.

Siccome però la natura ha un senso della giustizia non scevro da una certa perfidia, da molti anni nella famiglia imperiale nascono femmine. Per cui, se questo gruppo di esperti ha preferito lavarsi pilatescamente le mani, c’è il rischio concreto che il problema si riproponga nella prossima generazione, perché se Hisahito avesse solo figlie femmine un ripensamento sarà necessario.

Col limite di lasciare i sudditi in una sostanziale insicurezza sul futuro dell’Impero, che è esattamente quello che una monarchia non dovrebbe fare.

Senza Charlène

Quando Lady Violet era una ragazzina, le lunghe pigre estati adriatiche subivano un’impennata glamour all’inizio di agosto, con le riviste che si riempivano delle immagini del ballo della Croce Rossa monegasca. Abiti sontuosi, gioielli da favola, lusso e opulenza raccontavano una serata fiabesca, su cui regnava prima l’eleganza un po’ barocca della Grace degli ultimi anni, poi lo chic più contemporaneo della figlia Caroline.

Nei saloni dello Sporting passava di tutto: attori hollywoodiani e imprenditori brianzoli, bei ragazzi in cerca di fortuna, belle ragazze in cerca di contatti, vecchie glorie in cerca di un altro red carpet, come la Norma Desmond di Viale del tramonto. Crescendo, i ragazzi Casiraghi hanno portato un po’ di freschezza, poca, perché il Bal de la Croix Rouge è un rito più che un party per giovani, celebrato dal Principe Sovrano: prima il vecchio, ieratico Rainier III, poi Albert II, più giovane e easy, ma manco tanto.

Negli ultimi decenni entrambi hanno potuto contare sull’allure regale di Caroline, che tra grandi felicità e altrettanto grandi tragedie ha smesso i ridotti abiti della principessa ribelle che era in gioventù, per abbracciare quella dedizione alla causa ereditata dalla madre americana e svolta con impeccabile professionalità. Poi è arrivata Charlène, la nuotatrice olimpica che veniva dal Sudafrica, la cui vaghissima somiglianza con Grace aveva fatto sperare qualcuno in un ritorno ai giorni gloriosi del tempo che fu. Caroline abbandonò dunque il ruolo fino allora esercitato di first lady – e alla nascita del piccolo Jacques, erede del padre, anche l’idea di vedere un giorno sul trono il figlio Andrea – ma a dirla tutta Charlène non ha mai assunto fino in fondo il suo. Comunque le due cognate – i cui rapporti si dice non siano particolarmente stretti – avevano raggiunto un accordo sui due principali appuntamenti benefici, e mondani, del Principato: a Caroline il Bal de la Rose, a Charlène quello della Croix Rouge.

Nel 2020 è andata com’è andata, ma quest’anno si cerca di tornare timidamente alla normalità, e Monaco non fa eccezione. Per cui si è pensato di organizzare ugualmente una manifestazione per la Croix Rouge; non il tradizionale ballo, ma un concerto, più sobrio e più facile da gestire.

Ed ecco che venerdì sera la piazza del Casinò si è riempita di ospiti per ascoltare il jazz di Jamie Cullum. Un evento un po’ ibrido, in cui ognuno si è vestito come voleva: uomini in abito scuro, ad eccezione del sovrano che ha preferito una tenuta ispirata ai colori dell’ente: camicia e pantaloni bianchi più cravatta rossa. Completati da una giacca nera, in un look da yachtman anni settanta. Elegantissima, pure troppo, Caroline, con una mise nei toni del marrone disegnata dal mai troppo rimpianto amico Karl Lagerfeld per la collezione Chanel Primavera Estate 2016. Sicuramente chic, ma Lady Violet ha l’impressione che la principessa non abbia ancora chiarissimo quali colori donino di più ai capelli grigi che ha adottato da poco. Chanel anche per Charlotte Casiraghi – che della maison è testimonial – senza il marito Dimitri Rassam. Per lei un abito corto molto rock; d’altronde la fanciulla, nonostante i due figli e i quasi trentacinque anni, sembra un’adolescente.

Tatiana, moglie di Andrea Casiraghi, ha riproposto il suo classico stile boho chic, in un abito lungo e fluttuante nella fantasia ramage rose di Giambattista Valli, e sandali flat Gianvito Rossi. Una mise che può sembrare troppo semplice, ma lo spezzato del marito non consentiva troppo di più

Al contrario la cognata Beatrice Borromeo, moglie di Pierre, il minore dei fratelli Casiraghi, apparecchiatissima in Dior, sempre bella ed elegante. L’abito è forse eccessivo per l’occasione, tutto tempestato di elementi brillanti e ulteriormente arricchito dal collier Buccellati, ma lei è talmente un bel vedere che la perdoniamo (purtroppo però le foto che la ritraggono non sono granché).

Tutto ciò premesso, arriviamo al clou: Charlène. Che naturalmente non c’era, essendo ancora in Sudafrica Ma il punto è: tornerà a Monaco? E nel caso, quando? Per rispondere dovremmo naturalmente sapere con certezza perché la principessa riluttante sia tornata in patria. Le ipotesi sono principalmente tre: una malattia preesintente che possa essere trattata con successo in Sudafrica, godendo di assistenza e vicinanza della famiglia d’origine. Oppure la famosa infezione otorinilaringoiatrica di cui si parla senza approfondire, evento sempre possibile, anche se questa missione per il salvataggio dei rinoceronti cominciata addirittura a marzo, ben prima che si parlasse di infezione, sembra piuttosto lunghetta. O infine quello che ormai pensa la maggioranza, che si tratti cioè di prove tecniche di separazione; o come si dice tra comuni mortali, una pausa di riflessione. Confesso che pur non essendo madre mi chiedo quanto sia difficile vivere lontano dai propri figli, per giunta così piccoli, e quanto grandi debbano essere la sofferenza e il disagio se portano a un gesto del genere, ove questa si rivelasse la verità. Certo, Charlène non è mai sembrata troppo a proprio agio nei panni principeschi, né nei confini angusti del Principato; basti pensare che dopo tanti anni si esprime ancora con difficoltà in francese. E d’altra parte è noto che la corte monegasca – nonostante le dimensioni ridotte, o forse proprio per quello – non sia un luogo semplice. La stessa Grace ebbe i suoi problemi, nonostante avesse altro temperamento e altro uso di mondo della nuora che non ha mai conosciuto. Alle critiche montanti – e sempre odiose – sul non essere una buona madre, Charlène ha risposto qualche giorno fa postando su Instagram delle foto in videochiamata con i figli, senza che questo ovviamente abbia risolto alcunché.

Ora poi gira – anche in Italia, su Oggi, ripresa da vari siti – l’intervista di Christa Mayrhofer-Dukor, un’aristocratica austriaca che afferma di essere cugina della compianta Grace, e in effetti le somiglia un po’, anche se francamente non sono riuscita a trovare la linea di tale parentela. La signora, che in altre occasioni ha avuto per Charlène parole sia belle sia meno, afferma che la principessa per ora non intende tornare, e non è detto che lo faccia in futuro, avendo ormai compiuto il principale dei suoi obblighi: partorire l’erede. Ora, è vero che questo è pensiero diffuso, ma non potendo verificare vi invito a prendere con cautela questo genere di dichiarazioni; il mondo è pieno di millantatori.

Fermo restando il rispetto per condizioni di salute che possono non essere buone, Lady Violet pensa che al momento tutto sia in divenire, e la presenza al concerto, insieme alla famille princière, di Gareth Wittstock e moglie – la signora in abito verde petrolio, che poco educatamente, mostra un po’ di spalle a Caroline – indichi che al momento la versione ufficiale resta quella della malattia, negando ogni ipotesi di rottura. Vedremo il futuro cosa ci porterà.

Le foto del giorno – 14 juillet

Il 14 luglio si celebrano principalmente due cose: sul versante repubblicano la festa nazionale francese nel giorno della presa della Bastiglia, 232 anni fa; su quello monarchico il compleanno di Victoria, erede al trono di Svezia, che oggi compie 44 anni. So che c’è anche chi ricorda la morte di Lady Oscar, ma avendo avuto in gioventù un fidanzato a nome Oscar, Lady Violet apotropaicamente evita.

Per i Macron questo potrebbe essere l’ultimo 14 juillet all’Eliseo; vedremo cosa succederà alle elezioni presidenziali dell’aprile prossimo. Se l’anno scorso la pandemia al suo apice aveva imposto festeggiamenti particolarmente sobri, e dedicati principalmente ai professionisti della sanità, quest’anno si è compiuto un piccolo passo verso la normalità: in venticinquemila coloro che hanno potuto assistere alla parata sugli Champs-Élysées: 4400 i militari che hanno sfilato, 73 aerei, 24 elicotteri, 221 tra veicoli e mezzi cingolati, 200 i cavalieri della Garde républicaine in groppa ai loro destrieri. Più qualche simpatica mascotte come Turco, la capra nera con la sua elegante uniforme, simbolo delle armate del Nord Africa.

La Première Dame è apparsa con una mise insolita per lei: un abito midi in una pallidissima tonalità di celeste, maniche lunghe e vita bassa da cui parte la gonna apieghe piatte, il cui effetto è francamente migliore in movimento che in foto. Semicoperte le gambe che Brigitte Macron considera il suo punto forte, madame non ha rinunciato a calzare décolléte dai tacchi altissimi, in nuance con l’abito.

Purtroppo non della sua mise sono piene le cronache, ma del suo comportamento, in quanto la moglie del Presidente, in barba a ogni protocollo covid, ha dispensato ai presenti abbracci e baci, con e anche senza mascherina. Quel dommage!

Per fortuna qualcuno ha rubato la scena a tutti: in attesa di partecipare alla parata, un giovane soldato dell’Armée de Terre si è inginocchiato – un po’ rigido, va detto – davanti alla sua ragazza e le ha chiesto di sposarlo. E lei ha detto sì!

L’intrepido giovanotto, un allievo ufficiale di nome Maximilien, ha dichiarato che aveva in mente un gesto un pochino più discreto, ma per fortuna non c’è riuscito, altrimenti come avrebbe potuto deliziare tutte le ragazze di oggi, di ieri e pure dell’altro ieri? Oggi possiamo proprio dirlo: fate l’amore e non fate la guerra!

Non perdetevi il video, la prossima volta saremo più discreti. https://twitter.com/i/status/1415218827760181251

Emozioni decisamente più controllate e vagamente soporifere a Solliden, residenza estiva della famiglia reale svedese, per il quarantaquattresimo compleanno della futura regina Victoria. Ieri sera un concerto all’aperto cui hanno partecipato la festeggiata col marito Daniel e la figlia Estelle, i sovrani, i principi Carl Philip e Sofia con l’ultimogenito Julian nel carrozzino. Oggi foto di rito, con Estelle già molto alta e il piccolo Oskar, che ha ripreso il suo classico, delizioso broncio, e porta i capelli con la riga proprio come papà.

(Ph: Pelle T Nilsson / SPA)

Le foto del giorno – Una domenica di passione

Ci aspetta una domenica caldissima, non solo per le temperature torride ma per gli importanti appuntamenti sportivi in terra d’Albione. Il piatto forte è naturalmente la finale degli Europei tra i nostri Azzurri e i padroni di casa, ma c’è anche l’aperitivo: la finale maschile del torneo di Wimbledon, dove il romano Matteo Berrettini – primo italiano in 144 anni – cercherà di strappare a Djokovic una vittoria che sarebbe davvero storica.

Mentre si annuncia la presenza sugli spalti di Wembley del Presidente Mattarella, che vedrà la partita accanto al Duca di Cambridge, il coach dei Three Lions Gareth Southgate ha ricevuto una lettera. L’ha scritta Her Majesty The Queen, che l’incontro se lo vedrà – forse – dal televisore di casa, ma ha voluto far giungere alla squadra i suoi auguri e l’auspicio che vengano ricordati “spirito, impegno e coraggio” mostrati dai giocatori.

La Regina ha ricordato quel giorno di 55 anni fa quando consegnò la Coppa del Mondo a Bobby Moore, capitano della squadra inglese che aveva sconfitto per 4 a 2 la Germania Ovest (era il 1966, l’Europa e la Germania erano divise in due) nei Mondiali organizzati proprio in Inghilterra.

Molti degli antagonisti naturali dei Three Lions, Scozzesi e Irlandesi in testa, domani tiferanno per noi, per cui se sentirete qualche highlander suonare O Sole Mio con la sua cornamusa non vi stupite troppo!

(Ph: Getty Images)

Oggi intanto la Duchessa di Cambridge è emersa dal suo auto imposto isolamento e bella come il sole è apparsa accanto al marito a Wimbledon, dove ha assistito alla finale femminile e premiato la vincitrice Ashleigh Barty, rivelando un grazioso abito verde di Emilia Wickstead, accessoriato con décolleté bianche di rara bruttezza.

Catherine replicherà domani, ma senza William, che invece assisterà alla finale degli Europei; in compenso oggi era con loro, ospite del royal box, anche Lady Violet. Non la vostra blogger (magari!) ma la vera unica e sola Contessa Vedova di Grantham, la meravigliosa Dame Maggie Smith, in alto a destra rispetto alla duchessa, con una giacca color corallo.

Le foto del giorno – Un pancino a pois

Tra qualche giorno – nove, per l’esattezza – festeggeranno il primo anniversario di matrimonio, e oggi i signori Mapelli Mozzi hanno fatto la prima uscita ufficiale dal 19 maggio, giorno in cui hanno annunciato la gravidanza di Beatrice.

Per farlo hanno scelto i campi erbosi di Wimbledon, che in questi giorni ospita il torneo di tennis più chic del mondo ed è naturalmente the place to be. Secondo i nostri calcoli, la principessa dovrebbe essere alla fine del quarto mese e il pancino ha già una dimensione ragguardevole, fasciato e sottolineato com’è da un abito Self Portrait bianco a pois neri, con corpino drappeggiato e grandi maniche balloon.

Sugli spalti la sorridente futura mamma ha incontrato la zia Sophie Wessex, anche lei in bianco a pois neri ma in misura micro. L’abito indossato dalla bionda ed eterea Contessa Wessex è firmato ME+EM, brand britannico molto amato da varie royal ladies: Zara Phillips l’ha scelto il mese scorso per Ascot.

Zara divide con la cugina di Beatrice la gioia di essere una delle mamme dell’anno; per lei si è trattato del terzo, un maschietto che si chiama Lucas Philip, ed è arrivato sul pavimento del bagno di casa (Un altro Philip!). Anche lei si è fatta vedere a Wimbledon, ieri, col marito Mike Tindall; la figlia della Princess Royal però ai pois preferisce le righe, in questo caso firmate da Ralph Lauren.

Wimbledon archiviato invece per la superappassionata Duchessa di Cambridge, rinchiusa in quarantena volontaria per dieci giorni dopo essere venuta in contatto con una persona positiva al covid. Catherine ha ricevuto entrambe le dosi del vaccino e non ha alcun sintomo, ma naturalmente deve seguire le direttive del NHS, il servizio sanitario. Salterà dunque anche la finale degli Europei di calcio, e chissà se domenica sera vedremo di nuovo George, elegantemente incravattato, allo stato di Wembley con papà William e il Presidente Mattarella. Lady Violet ci spera.

Breaking News – Di&Kids

Eccoli, insieme e vestiti anche uguali. William e Harry nei giardini di Kensington Palace, davanti alla tanto attesa statua della madre, che oggi avrebbe compiuto 60 anni.

Diana è e per sempre sarà fissata nel tragico splendore dei suoi 36 anni, il che la rende ormai più giovane dei suoi figli (William ne ha 39, Harry ne compirà 37 a settembre). Ad ascoltare le parole di Mario Calabresi, quando un figlio che ha perso presto un genitore supera l’età raggiunta da chi non c’è più inizia a sviluppare nei suoi confronti un rapporto che è ad un tempo filiale e paterno, o materno. Vedremo se e come evolverà il rapporto dei due principi con quella madre così amata e ingombrante, ragazza per sempre. Intanto sono apparsi tra loro in buona armonia – né francamente pensavamo che si ignorassero – mentre usciva la notizia di un intenso scambio di messaggi in 9ccasione della partita Inghilterra-Germania, vinta dai Three Lions per 2 a 0. Potere del calcio!

Spero in serata di fornirvi altre foto e informazioni su questa giornata, a suo modo storica.

Bonjour tristesse

Inevitabilmente accompagnato dall’ultima polemica – i Sussex avrebbero rifiutato per il figlio Archie il titolo scozzese di Earl of Dumbarton temendo futuri dileggi al pargolo a causa del prefisso Dumb che vuol dire stupido; circostanza che ha comprensibilmente innervosito gli abitanti della ridente cittadina delle Highlands – il principe Harry è tornato a calpestare il suolo patrio, e ora si trova in quarantena a Frogmore Cottage, dove sembra sia stato visitato da Sua Maestà la nonna. La ragione del suo viaggio è la statua dedicata a Diana che i figli presenteranno al mondo giovedì 1 luglio, giorno in cui la sventurata avrebbe compiuto sessant’anni.

Le movimentate vicende britanniche stanno oscurando un altro evento: proprio il 1 (e il 2) luglio i Principi di Monaco festeggiano i dieci anni di matrimonio: il primo giorno le nozze civili, il secondo le religiose. Per meglio dire, festeggerebbero, ma in realtà non ci sarà alcun festeggiamento, e la responsabilità non è né del covid, né tanto meno – ovviamente – dei Windsor. Il punto è che Charlene non è a Monaco, e non si vede nel Principato da mesi.

Il 25 gennaio ha compiuto 43 anni in famiglia, due giorni dopo ha partecipato alle celebrazioni per la patrona di Monaco, Sainte Dévote (Le foto del giorno – La Fête de Sainte Dévote). Il 10 febbraio col marito ha presentato ufficialmente il torneo di rugby Monaco Sevens 2021, per poi ricomparire il 18 marzo ai funerali del Re Zulu Goodwill Zwelithini (Le foto del giorno – Dolori e speranze). Dunque in quella data Charlène era in Sudafrica, e potrebbe non essere mai tornata in Europa.

La famiglia ha fatto gli auguri di Pasqua con un’allegra foto, che potrebbe essere stata scattata ovunque,priva com’è di riferimenti. Poi la principessa scompare, è assente da tutti gli eventi primaverili del Principato – alcuni anche assai prestigiosi, come la Formula 1 – Albert è sempre presente, come suo dovere, spesso accompagnato dai figli Jacques e Gabriella.

Il 18 maggio, e nei giorni seguenti, appaiono sui social immagini che mostrano Charlène impegnata in una campagna per la protezione dei rinoceronti. La principessa sembra pronta al rientro, ma colpo di scena! Viene annunciata un’infezione otorinolaringoiatria che le impedisce il viaggio. Molti naturalmente pensano al covid, non si può far altro che aspettare altre notizie, che arrivano il 4 giugno.

Charlène festeggia il compleanno della nipotina Aiva, figlia del fratello minore Sean che vive in Sudafrica; sono con lei marito e figli. Albert e i gemelli hanno evidentemente raggiunto Charlène, per poi tornare nel Principato, ma senza di lei. Ora è stato reso noto che la non meglio chiarita infezione otorinolaringoiatria ha richiesto un intervento chirurgico cui ne è seguito un secondo il 23 giugno. Per cui per ora la principessa resta dov’è, e non si sa quando (o se) tornerà. Lady Violet si astiene da ogni commento e illazione, spera solo che il bizzarro taglio di capelli sfoggiato negli ultimi mesi da Charlène, che la rendeva pericolosamente simile a Adso del Nome della rosa, non sia dovuto a problemi di salute e a interventi chirurgici al capo.

(Ph. Dan Kitwood/Getty Images)

Per celabrare l’anniversario nuziale il Palazzo ha realizzato dei brevi video con la storia degli sposi e quella del loro amore. Charlène ha pubblicato il primo (e unico, per ora) sulla sua pagina IG con la più sobria delle dediche “Happy anniversary Albert. Thank you for the blessing of our beautiful children” (buon anniversario Albert. Grazie per la benedizione dei nostri splendidi bambini).

Bonjour tristesse.

Dulcis in fundo…

…arriva Lei, a illuminare di grazia regale l’ultima giornata delle corse di Ascot, che quest’anno hanno riaperto i cancelli al pubblico (nel 2020 le gare si erano tenute a porte chiuse) resistendo strenuamente alle limitazioni imposte dal covid, e pure alla pioggia che è caduta inclemente.

L’appuntamento del sabato è il meno mondano dei cinque giorni, ed è frequentato soprattutto dagli appassionati come Sua Maestà, che anche quest’anno aveva alcuni cavalli in gara.

Questa volta non è andata benissimo per la sua scuderia, ma siamo certi che la sovrana si sarà goduta appieno la giornata, lontana dagli affari di Stato, da quelli di famiglia (presente alle corse oggi solo il maggiore dei suoi nipoti, Peter Phillips) e immersa in un mondo che ama tanto, in compagnia dal fido John Warren, il suo racing manager.

Anche Her Majesty si è adattata al dress code proposto quest’anno: mise vintage o second hand, comunque non nuove. Lei ha riciclato un completo color acquamarina: soprabito e cappello, con decorazione a contrasto formata quattro rose in diverse tonalità su un abito con una delicata fantasia floreale. Come sempre, una scelta tutt’altro che casuale: ricordate dove l’abbiamo già vista così abbigliata? No? Ve lo dice Lady Violet. Era il 17 luglio scorso, e l’adorata nipote Beatrice di York sposava in una cerimonia privata il fidanzato Edo (Breaking News – Mr. & Mrs. Mapelli Mozzi). Quel giorno è stata l’ultima volta in cui è apparsi in pubblico col marito Philip.

Molto significativa anche la spilla che oggi brilla sulla spalla sinistra: è la Palm Leaf Brooch, creata nel 1938 da Cartier per sua madre. Elegantissima, ripete il disegno del boteh, l’elemento vegetale di origine persiana della fantasia paisley (che da noi si chiama anche disegno cashmere). La Queen Mother amava molto questa spilla e la portava spessissimo; la indossò anche il giorno del funerale del marito George VI.

Lo diciamo sempre e lo ripetiamo: la capacità della Regina di mischiare simboli e quotidiano, eventi ufficiali e affetti familiari lascia sempre stupefatti; ma Lady Violet ormai si ritrova a leggere mise e gioielli della sovrana come sfogliasse un libro di storia.

PS nella terza immagine la sovrana chiacchiera con uno dei suoi fantini che indossa i colori reali: rosso e viola. Of course.

I giorni dei ricordi e delle rose

Avevamo pensato – e sperato – di poter festeggiare oggi i cento anni del Principe Philip, anche se lui aveva detto spesso di non desiderare girare l’impegnativa boa, nonostante fosse un fior di marinaio. E nel caso, di non volere festeggiamenti pubblici.

Due mesi fa se n’è andato, come voleva lui, ma penso che in molti oggi gli dedicheranno almeno un pensiero. Un pensiero bellissimo l’ha avuto la Royal Horticultural Society che ogni anno, pandemie e altri disastri permettendo, organizza il celebre Chelsea Flower Show. Cioè la più prestigiosa rassegna al mondo dedicata a fiori e piante che inaugura la Season la stagione degli appuntamenti imperdibili per reali, aristocratici, e borghesi appartenenti all’upper class.

La Regina – che della RHS ha il patronage – qualche giorno fa ha ricevuto in memoria dell’adorato consorte scomparso una rosa di nuova creazione, la Duke of Edinburgh. I suoi petali di un intenso rosa scuro rallegreranno dell’East Terrace Garden a Windsor Castle, dove è stata interrata.

La rosa può essere anche acquistata online sul sito della società: i proventi serviranno a finanziare i progetti di The Duke of Edinburgh’s Award Living Legacy Fund. Philip fondò nel 1956 il DofE, e per sessantacinque anni ha sostenuto milioni di persone, progetti e imprese.

Assai leggiadra Sua Maestà in una rilassata mise da giornata quasi estiva in giardino: abitino bianco e azzurro e cardigan abbinato, en pendant perfetto coi suoi begli occhi e la chioma candida. Più un filo di perle e un filo di rossetto, come ogni signora elegante della sua generazione.

Penso che Sua Maestà abbia gradito questo omaggio, che parla di bellezza e di vita. Più che fiori recisi, donare piante vive in memoria di qualcuno è secondo me un gesto bello. Mi ha riportato alla mente che l’anno scorso con alcune amiche facemmo lo stesso per una di noi che aveva perso il marito, e che noi non potevamo raggiungere: le abbiamo mandato alcune piante di rose che lei ha piantato nel suo giardino, sperando che le fosse di conforto e ricordasse a chiunque quell’uomo speciale e la grazia del loro amore.

Breaking News!

È nata, è nata! Non è nata oggi, ma venerdì 4 giugno, alle ore 11:40 del mattino. È venuta alla luce non in casa, come s’era detto, ma al Santa Barbara Cottage Hospital nella omonima città californiana. Mamma e bambina, che alla nascita pesava 3 chili e 225 grammi, stanno bene e sono già tornata nella residenza dei Duchi, a Montecito.

E ora la notizia che tutti stavamo aspettando: come si chiama la pupa? Lilibet Diana Mountbatten-Windsor!

Ove Lilibet è il nome con cui Her Majesty è nota in famiglia. Bisogna ammettere che si tratta di una mossa notevole; fermo restando che era praticamente scontato che ci fosse anche Diana, Lady Violet confessa di aver temuto per un attimo che alla fine alla tenera creaturina sarebbe stato imposto il nome di Doriana, sintetizzando quelli delle due nonne. Sembra comunque che la bimba verrà chiamata Lili.

Nasce una nuova vita, si apre un nuovo capitolo della favolosa storia dei Windsor.