Royal chic shock e boh

Il mese appena concluso ha visto alcune visite di stato con corredo di mise, cappelli e tiare; e credetemi, vale veramente la pena di dare un’occhiata.

Martedì 11 Willem-Alexander e Máxima sbarcano a Stoccolma per una visita di tre giorni, La regina olandese scende la scaletta come una dea del Valhalla, paludata in un enorme abito beige rosato (Natan, ovvio) con vezzoso cappellino sulle ventitrè. Sulle spalle, per ripararsi dall’arietta scandinava, una mantella Valentino, che devo dire è l’unica cosa che apprezzo di questa mise. Me lo chiedo tutte le volte, e non trovo mai risposta: perché chi è già altissimo (1,78 nel suo caso) si ostina a indossare i tacchi alti anche quando sa che incontrerà persone sensibilmente più basse?

(Ph: Fredrik Sandberg/TT)

Mistero, però le scarpe flat indossate per la visita al museo del vascello Vasa possono fornire una spiegazione. Tacchi o non tacchi, per me è shock.

Al loro arrivo i sovrani olandesi vengono ricevuti dalla principessa ereditaria Victoria col marito Daniel, che scortano gli ospiti a Palazzo. Victoria è in magenta, uno di quei colori che mi mandano in estasi. Chic. Look bamboletta per la principessa Sofia, in rosso con capelli sciolti e scarpe col laccetto alla caviglia, pronta per essere piazzata sul comò. Shock. La Regina Silvia non delude: per lei un completo verde smeraldo, uno dei colori di stagione, e in testa un bandeau che sembra un pillbox.

(Ph: Pelle T Nilsson/Swedish Press Agency)

Come sempre attenti ai dettagli: bello il fiocco stilizzato che chiude il collo dell’abito, e accessori che sono un manifesto di classica eleganza: guanti Chanel, borsa Hermès. Chic.

(Ph: Fredrik Sandberg/TT)

Viene la sera, e le signore calano gli assi, a partire da Máxima, che per l’occasione sceglie la sontuosa tiara Stuart tiara con gli orecchini in parure. Per sorreggere tale capolavoro la regina ricicla un abito rosa (Jan Taminiau) che evoca un sari, e infatti fu indossato per una visita in India. Il colore non mi fa impazzire, né mi piace particolarmente l’abbinamento con la fascia celeste dell’Ordine dei Serafini, ma confesso che lo splendore dei diamanti mi acceca. Chic. La solitamente elegante Silvia decide di scippare il titolo di bamboletta alla nuora, e sfoggia un incredibile abito fucsia – pure lui colore di stagione, ma con moderazione! – firmato Georg et Arend e dotato di una gonna talmente rigida che sembra dotata di vita propria. E non basta la favolosa tiara Braganza a risollevare l’insieme. Shock.

(Ph: Pelle T Nilsson/SPA)

Bellissima Victoria, che all’abito di un viola freddo della svedese Camilla Thulin (che firma anche l’abito magenta indossato la mattina) abbina il diadema di ametiste della Regina Josephine, in origine una pesante collana che la consorte di Re Oscar, Josephine di Leuchtenberg, aveva probabilmente ereditato da sua nonna, Joséphine Beauharnais, prima moglie di Napoleone. Victoria indossa anche gli orecchini in parure. C’è da dirlo? Chic! La cognata Sofia sta molto bene in verde, che neanche a farlo apposta si abbina perfettamente agli smeraldi della sua tiara nuziale; ma quante persone avranno inciampato sulla sua gonna? Boh.

(Ph: Claudio Bresciani/TT)

Il giorno dopo tavola rotonda sullo sviluppo sostenibile con autorità varie e lunch al municipio di Stoccolma. Máxima ricicla un classico Natan di taffetta color cielo, un po’ eccessivo per un impegno di mattina; con una domanda: quanto faceva freddo lì dentro per tenersi i guanti? Boh. Ignoro se anche Silvia abbia riciclato la sua mise, nel caso, non può che risalire agli anni ’80, quando il raso lucido – molto lucido – impazzava insieme alle spalline e ai drappeggi in vita. Terribile anche il colore, azzurro catarifrangente, ma mai come l’abito indossato dalla signora in centro, che sembra una tuta con la gonna. In ogni caso, shock.

Molto meglio le principesse: Victoria con un lungo abito a fiori e soprabito lilla, resi più rock dalle scarpe verde fluo; Sofia fiorata a sua volta, anche se più delicata. Io non la amo particolarmente, ma devo dire che porta con grazia il suo venire per seconda, a volta sbaglierà abito (ma è solo il mio gusto) ma di solito indovina atteggiamento e comportamento. Chic entrambe.

La sera i sovrani olandesi hanno ricambiato con un concerto: Máxima ha riciclato anche questa volta e indossato l’abito già visto l’anno scorso per un altro concerto, quello con cui aveva festeggiato il mezzo secolo (Royal chic shock e boh). Brava a riusare gli abiti, brava a sostenere i talenti olandesi – in questo caso la giovane Iris van Herpen – ma l’abito non mi convinceva allora e nemmeno oggi, anche se mi sembra interpretato meglio; forse però è troppo concettuale per la sua natura esuberante, boh. Interessante la scelta di Victoria, un abito bianco profilato di piumette; è vero, ricorda una camicia da notte, ma penso che queste linee così semplici in colori puri esaltino la sua bellezza. Lady Violet approva? Boh. Sofia si avvolge in un abitone di lamé, avrà nostalgia anche lei degli anni ’80, benché fosse solo una bambina? Sorry, proprio non mi piace, shock.

Se siete fan di Máxima vi tranquillizzo subito, i sovrani olandesi sono impegnati in un nuovo viaggio ufficiale, questa volta in Grecia, e vi prometto che non resterete delusi. Se invece siete Natan dipendenti, eccolo protagonista – o meglio, comprimario – di un altro royal tour; quello dei sovrani belgi in Lituania per il centenario delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi.

Natan dicevamo; eccolo scelto dalla Reine per la cena di gala che chiudeva il primo giorno della visita. Un cape dress color arancia sanguigna percorso da voluminosi ramages stilizzati nelle tonalità dell’azzurro. Non si può dire che non abbia l’effetto wow, e generalmente preferisco quando la sua bellezza delicata è accesa da mise particolari, soprattutto se arancioni, il colore che le sta meglio in assoluto. D’altra parte, benché lei abbia il fisico e in particolare l’altezza per portarlo, in questo caso mi sembra che sia un po’ l’abito a portare lei. Penso poi ci sia una questione di opportunità; se la padrona di casa deve essere leggermente underdressed così da non soverchiare le ospiti, mi aspetto anche che anche queste dosino un po’ meglio le loro scelte. Avrei visto quest’abito più adatto per una visita magari in un altro Paese monarchico, avvezzo a un certo sfarzo che in una giovane repubblica. Molto divertente ma direi too much. Boh.

Mathilde ha scelto anche per il giorno un riciclo firmato Natan (Royal chic shock e boh): completo rosso intenso con bandeau (Fabienne Delvigne) en pendant: gonna troppo lunga, fitting così così; lei è naturalmente elegante, perché mortificarsi così? Shock. Solo Natan? Assolutamente no, la Reine si è affidata a King Giorgio, il nostro Armani.

E mal gliene incolse, mi verrebbe da dire, perché la prima mise Armani Privé è deludente (eufemismo). Un cappottino bon chic bon genre a bande di colore, un modello che snatura la linea dell’originale (che vedete nella foto abbinata) peggiorato da un cappellino a forma di disco volante piazzato a sfidare la forza di gravità. E c’è qualcosa di peggio delle calze velate grigie? Shock.

Seconda serata del tour reale, classico concerto offerto dagli ospiti ai padroni di casa, Mathilde sceglie ancora Armani. Alla Reine non dona il beige, che contrariamente a quanto si pensa non sta bene a tutte; compresa Lady Violet. La gonna ha forma e lunghezza strane, un portafoglio che in alcune foto la sovrana trattiene con la mano, come se temesse un’improvvisa apertura. Il modello della blusa non si capisce. Però la giacca…

La trovo francamente sublime, così come mi piace molto la pettinatura più rock e meno bon ton. Chic.

Ultimo giorno ultima mise, un abito grigio con fiori color croco (però non sono crochi) di Dries Van Noten, stilista innovativo che Mathilde, istituzionalizzandolo, finisce per banalizzare un po’. Questa mise indossata così, perde ogni mordente, e il pillbox di Fabienne Delvigne rende un po’ la Reine la versione belga di Miss Marple. Ma il belga non era Poirot? Shock.

Last but not least. Non c’entra nulla con ciò di cui abbiamo parlato finora, ma il 18 ottobre i sovrani svedesi hanno consegnato il premio Birgit Nilsson al grande violoncellista di origine cinese Yo Yo Ma. La Regina Silvia indossava un favoloso abito viola che la trasforma in una delle donne di Erté. E ci dimostra che in Svezia il viola non portasfortuna, nemmeno a teatro. Chic.

La foto del giorno – Un nuovo Parlamento

È solo una coincidenza se le signore ritratte nella foto del giorno sono vestite di nero, dopo tutto il nero visto nei giorni scorsi, ma il lutto per la scomparsa di Her Majesty questa volta non c’entra.

(Ph: Swedish Press Agency)

Oggi i sovrani di Svezia Carl Gustav e Silvia, accompagnati dalla principessa ereditaria Victoria e dal secondogenito Carl Philip (cioè i figli che vivono in patria dato che Madeleine, la minore, ridiede in Florida con la famiglia) e i rispettivi consorti, hanno inaugurato la nuova sessione del Parlamento svedese. L’occasione è più solenne del solito, dato che gli Svedesi hanno come noi appena rinnovato l’Assemblea – le elezioni due settimane fa – e anche lì come da noi ha vinto la destra. Se però pensate che le mise siano state scelte nel colore-feticcio della parte politica uscita vincente dalla consultazione, o al contrario in segno di lutto per il risultato, Lady Violet può tranquillizzarvi, la vera ragione la trovate qui: La foto del giorno – 25 settembre.

Nel suo discorso il Re ha sottolineato come nei prossimi anni i parlamentari saranno chiamati a prendere decisioni importanti e difficili, da affrontare dopo seria e profonda riflessione, pensando sempre e solo alla Svezia e ai suoi cittadini. Vasto programma, direbbe qualcuno; a noi basterebbe che nel tempo che verrà Sofia decidesse di abbandonare i fiocchetti in testa e le giacche con maniche arricciate e volant, così anni ’80.

Quando c’è la salute…

Speravo di poter iniziare l’anno trattando argomenti più leggeri – non temete, arriveranno – ma la cronaca ci costringe a continuare a confrontarci con questioni di salute, in particolare col coronavirus. Che non sembra rispettare – e perché dovrebbe? – le teste coronate. Giunge da Stoccolma la notizia che Re Carl Gustav e la Regina Silvia sono entrambi positivi al covid. La coppia ha ricevuto tre dosi di vaccino, e manifesta sintomi minimi, ma è naturalmente in isolamento e segue il protocollo sanitario del Paese

Non è tutto: anche Henri, Granduca del Lussemburgo, si trova nella stessa condizione: positivo, tre dosi di vaccino, sintomi leggeri ed isolamento. Se non mi sbaglio si tratta dei primi sovrani in carica colpiti dopo Albert de Monaco, e vanno ad aggiungersi al nutrito gruppo di reali contagiati nel corso di questi mesi: il Principe di Galles e Sir Tim Lawrence, marito della Princess Royal, nel Regno Unito; la Principessa Beatrix, ex sovrana dei Paesi Bassi; Mary di Danimarca e prima di lei il figlio Christian; Ingrid Alexandra di Norvegia. Prima dei sovrani, in Svezia erano risultati positivi anche il Principe Carl Philip e la moglie Sofia, che all’epoca era anche incinta del terzo figlio Julian, nato poi senza problemi. E speriamo di finirla qua, per tutti.

A proposto di salute, nulla si sa delle reali condizioni di Charlène de Monaco, ricoverata con ogni probabilità in una clinica svizzera, l’esclusiva Kusnacht Practice a Zollikon sul lago di Zurigo. Dal Palazzo giungono voci di un miglioramento che farebbe ben sperare in una guarigione però è ancora lontana. In compenso vari organi di stampa assicurano che la principessa ha ricevuto la visita dei figli, i gemellini Jacques e Gabriella, e come date si parla del 23 dicembre e del 2 gennaio.

Per la salute mentale della principessa spero però che le creature abbiano evitato di mostrarle la recente foto che li ritrae con i fratellastri. Jazmin Grace ha ventinove anni ed è nata da una relazione di Albert con l’americana Tamara Rotolo; il padre l’ha riconosciuta nel 2005, dopo la morte del padre Rainier, che era contrario. La fanciulla, che vorrebbe fare l’attrice come la nonna, frequenta spesso il Principato e sembra avere un’ottima relazione con tutta la famiglia.

Diversa la situazione di Alexandre, nato nel 2003 dalla ex hostess del Togo Nicole Coste, da molti indicata come il grande amore di Albert. A quanto si sa i rapporti tra lei e Charlène sarebbero pessimi, con reciproche accuse, sgarbi e dispetti. Una situazione assai spiacevole – eufemismo – peggiorata dal fatto che questa estate, mentre Charlène era in Sudafrica, Nicole e suo figlio presenziavano al Gala della Croix Rouge (Senza Charlène). Se per Alexandre era la prima volta, sua madre ha invece partecipato altre volte, ma certo in assenza della consorte ufficiale la cosa è un po’ diversa.

Una situazione in continua evoluzione -e di non semplice soluzione – ma mi viene da pensare che spesso gli uomini fanno più danni dei virus.

Le foto del giorno – Santa Lucia, la festa della luce

In Italia Santa Lucia è amata da molti, a partire dalle signore che portano il suo bellissimo nome, ed è particolarmente venerata in alcune aree del nostro Paese: a Brescia porta i doni ai bimbi con un paio di settimane di anticipo su Gesù Bambino e una settimana di ritardo su San Nicola; a Palermo in suo onore si evitano pasta e pane (solo per oggi!) e si prepara la cuccìa una squisitezza dolce o salata a base di ricotta.

Ma come sapete c’è un Paese in cui la devozione per la santa della luce è particolarmente forte, la Svezia, dove tutte le case celebrano cerimonie in cui le bambine vengono coronate di un serto con candele accese. Poteva la famiglia reale svedese esimersi da questa celebrazione? Ovviamente no! E infatti puntuali sono arrivate le immagini dei bambini della Principessa Ereditaria Victoria (e del marito Danile ovviamente) direttamente dal salotto di casa nel Palazzo di Haga. Estelle, che a febbraio compirà dieci anni, ha ormai assunto l’aspetto e anche l’atteggiamento di una ragazzina alle soglie dell’adolescenza. Il fratellino Oscar, cinque anni e mezzo, dev’essere un Christmas boy, e vestito da elfo con un bel cappello natalizio perde il proverbiale broncetto ed esibisce un simpatico sorriso.

A corredo la Casa reale pubblica due foto della Santa Lucia 1984, con una deliziosa Victoria che a sette anni viene preparata per la cerimonia dalla bella mamma Silvia, sotto lo sguardo interessato del cinquenne Carl Philip – che diciamolo, era piuttosto cool già da piccolo – e di Madeleine, all’epoca due anni e mezzo. Nella seconda foto d’epoca in due figli maggiori dei sovrani pronti nei loro abiti bianchi a festeggiare la santa della luce. E non tralasciate di notare la sedia a sinistra.

Jan Björklund è l’Ambasciatore di Svezia in Italia, e probabilmente lo avete visto la settimana scorsa consegnare il Nobel per la Fisica al professor Giorgio Parisi ma ieri, complice la domenica, ha organizzato un’intera giornata di festeggiamenti a Roma in onore di Santa Lucia, protagonisti i ragazzi del coro del Nordiska Musikgymnasiet di Stoccolma.

Che ieri mattina hanno partecipato a una celebrazione nella Chiesa di Santa Maria dell’Anima, alle spalle di piazza Navona, e ieri sera hanno reso magica Piazza di Pietra.

(E sì, sono stati anche all’Ikea, a Porta di Roma. Vabbè)

Le foto del giorno – Le immagini ufficiali

A quattro giorni dalla cerimonia, la Casa Reale di Svezia ha pubblicato le fotografie ufficiali del battesimo del piccolo Julian.

La prima immagine mostra il principino, nato lo scorso 26 marzo, sorridente con i genitori e fratelli maggiori. Carl Philip e Sofia si sono sposati nella cappella del Palazzo Reale in 13 giugno 2015, e in appena sei anni hanno formato una bella famigliola, con tre bambini deliziosi.

Lo sfondo scelto per le foto è una sala tappezzata di verde nel palazzo di Drottningholm, che sorge sull’isola di Lovön, circa 10 km fuori Stoccolma. La sala era stata usata già dalla principessa Madeleine e dal marito Chris O’Neal per le fotografie del battesimo della terzogenita Adrienne, tre anni fa; ma in questo caso la fotografa Elisabeth Toll ha scelto un interessante punto di vista, piazzando il gruppo – qui con i nonni: i sovrani e i signori Hellqvist – in diagonale, davanti a un angolo con due finestre.

Terza foto di rito con padrini e madrine: Jacob Högfeldt (compagno di scuola di Carl Philip), Frida Vesterberg (amica di Sofia) Patrick Sommerlath (nipote della regina Silvia) e la coppia formata da Stina e Johan Andersson, anche loro intimi amici dei principi. Stina è ingegnere civile, e nel 2015 ha fondato un brand di calzature (Stinaa.J); indovinate? Le scarpette avorio indossate da Sofia sono sue. Il che non sarebbe un titolo di particolare merito – anche perché credo che le scarpe italiane non abbiano rivali al mondo – però sembra che le sue siano progettate in modo da essere particolarmente comode. Almeno quello. Non porta scarpe, e dunque al momento è totalmente disinteressato all’argomento il piccolo Julian, che se la ride beato. Che spettacolo!

(Tutte le foto: Elisabeth Toll/Kungl. Hovstaterna)

Il battesimo di Julian

Battezzato oggi il piccolo di casa Bernadotte, Julian Herbert Folke, Duca di Halland, terzogenito di Carl Philip e Sofia e ottavo nipote dei sovrani, nato lo scorso 26 marzo, bello come il sole e moderatamente interessato all’evento di cui era protagonista, come tutti i suoi coetanei.

Cerimonia in una bella giornata di sole svedese – che immaginiamo meno soffocante di quelle che stiamo vivendo noi – nella Cappella della residenza reale di Drottningholm, alla presenza di un’ottantina di invitati. Il piccolo ha indossato l’antico abito battesimale di famiglia, cui il nonno ha aggiunto il nastro azzurro dell’Ordine dei Serafini, riservato ai soli Bernadotte e ai capi di stato stranieri, (tra cui il Presidente Mattarella), che comunque Julian non potrà indossare prima della maggiore età.

Accanto all’altare la corona del principe Federico Adolfo, antica di 250 anni; è infatti tradizione esporre una delle corone principesche in occasione di battesimi matrimoni e funerali dei principi di Svezia.

Padrini sono stati Jacob Högfeldt, che ha conosciuto Carl Philip sui banchi di scuola, Frida Vesterberg, amica di Sofia e cofondatrice della ONG Project Playgroung, Patrick Sommerlath, nipote della regina Silvia, e un’altra coppia di amici: Stina e Johan Andersson.

Impeccabile come sempre la sovrana nella più classica delle mise, molto stile Jackie: tailleur acquamarina con pillbox in tinta e accessori neutri. Non imitata da nessuna delle due figlie, che hanno scelto entrambe lo stile romantico (pure troppo): rosa/mauve per Victoria, azzurro per Madeleine

La futura regina indossa l’Adele Dress By Malina, che ha un aspetto piuttosto leggero nonostante l’abbondanza di stoffa, i capelli raccolti nel solito tiratissimo chignon – evidentemente non soffre di emicrania – con un non meglio identificato accessorio come acconciatura. Deliziosa Estelle in rosa; spesso in occasioni speciali la bimba ricicla abiti appartenuti alla madre quando aveva la sua età, e questo potrebbe davvero essere uno di quelli, dato che sembra tanto un modello anni ’80. Menzione speciale – come sempre, Lady Violet ha un debole per lui – per il piccolo Oscar, imbronciato come d’abitudine e pure dotato di cravattino Irresistibile!

Dopo lunga assenza, dovuta principalmente alla pandemia, ma forse anche a una certa insofferenza verso gli obblighi reali, si rivede Madeleine con tutta la famiglia; ed è subito rapsodia in blu. La principessa, che l’anno prossimo compirà i 40, indossa un abito in tessuto stampato color fiordaliso di Zimmermann; non ritenendo evidentemente sufficienti rouches e falpalà, si è piazzata in testa una decorazione floreale a cascata (la segreta speranza di Lady Violet è che a un certo punto sia cascata davvero, a terra). Accanto a lei il marito anglo americano Chris O’Neal, che sembra sempre aver dormito vestito, essersi appena svegliato, e trovarsi lì per caso, col tipico malumore che precede il primo caffè.

Belli e simpatici i fratelli maggiori del battezzando: Alexander, cinque anni, e Gabriel, quasi quattro, che durante la cerimonia hanno senz’altro attirato l’attenzione senza però mettere la chiesa a ferro e fuoco (la cugina Leonore, prima figlia di Madeleine, al battesimo di uno dei cugini fece veramente l’ira di Dio; e come dimenticare Felipe Juan Froilán de Marichalar, che, paggetto al matrimonio dello zio con Felipe con Letizia, assestò un calcio a una damigella?).

Last but not least i genitori, Carl Philip e Sofia. Se lui con l’uniforme da ufficiale di marina fa la sua figura – e che figura! – lei ha pensato di onorare la moda italiana indossando un abito di Etro il Santa Barbara Maxi Dress. Che come tutti i capi di sapore etnico va interpretato.

Se l’estetica della maison si basa sull’idea di uno stile décontracté, con abiti di lusso ma indossati sempre in modo disinvolto e con un mood rilassato, la cosa peggiore che si possa fare è trasformarli in mise bon chic bon genre, con le scarpette scollate e pure bianche, un look che mio padre, appassionato di operetta, avrebbe definito da Principessa della Czarda. Ed evidentemente il sole scandinavo batte più di quanto pensiamo; cosa può essere stato se non un colpo di sole a spingere la graziosa Sofia a fermarsi i capelli con un fiocco-monstre che sarebbe stato eccessivo pure nei favolosi ma sovrabbondanti anni ’80?

Nota tecnica: questo è il primo battesimo reale a non essere stato trasmesso in diretta televisiva. Ciò dipende probabilmente dal fatto che in conseguenza della decisione presa dal sovrano nel 2019 a Julian non spetta il predicato Sua Altezza Reale, pur restando settimo nella liea di successione. La cerimonia verrà comunque trasmessa in differita domani, domenica 15, su SVT.

Le foto del giorno – 14 juillet

Il 14 luglio si celebrano principalmente due cose: sul versante repubblicano la festa nazionale francese nel giorno della presa della Bastiglia, 232 anni fa; su quello monarchico il compleanno di Victoria, erede al trono di Svezia, che oggi compie 44 anni. So che c’è anche chi ricorda la morte di Lady Oscar, ma avendo avuto in gioventù un fidanzato a nome Oscar, Lady Violet apotropaicamente evita.

Per i Macron questo potrebbe essere l’ultimo 14 juillet all’Eliseo; vedremo cosa succederà alle elezioni presidenziali dell’aprile prossimo. Se l’anno scorso la pandemia al suo apice aveva imposto festeggiamenti particolarmente sobri, e dedicati principalmente ai professionisti della sanità, quest’anno si è compiuto un piccolo passo verso la normalità: in venticinquemila coloro che hanno potuto assistere alla parata sugli Champs-Élysées: 4400 i militari che hanno sfilato, 73 aerei, 24 elicotteri, 221 tra veicoli e mezzi cingolati, 200 i cavalieri della Garde républicaine in groppa ai loro destrieri. Più qualche simpatica mascotte come Turco, la capra nera con la sua elegante uniforme, simbolo delle armate del Nord Africa.

La Première Dame è apparsa con una mise insolita per lei: un abito midi in una pallidissima tonalità di celeste, maniche lunghe e vita bassa da cui parte la gonna apieghe piatte, il cui effetto è francamente migliore in movimento che in foto. Semicoperte le gambe che Brigitte Macron considera il suo punto forte, madame non ha rinunciato a calzare décolléte dai tacchi altissimi, in nuance con l’abito.

Purtroppo non della sua mise sono piene le cronache, ma del suo comportamento, in quanto la moglie del Presidente, in barba a ogni protocollo covid, ha dispensato ai presenti abbracci e baci, con e anche senza mascherina. Quel dommage!

Per fortuna qualcuno ha rubato la scena a tutti: in attesa di partecipare alla parata, un giovane soldato dell’Armée de Terre si è inginocchiato – un po’ rigido, va detto – davanti alla sua ragazza e le ha chiesto di sposarlo. E lei ha detto sì!

L’intrepido giovanotto, un allievo ufficiale di nome Maximilien, ha dichiarato che aveva in mente un gesto un pochino più discreto, ma per fortuna non c’è riuscito, altrimenti come avrebbe potuto deliziare tutte le ragazze di oggi, di ieri e pure dell’altro ieri? Oggi possiamo proprio dirlo: fate l’amore e non fate la guerra!

Non perdetevi il video, la prossima volta saremo più discreti. https://twitter.com/i/status/1415218827760181251

Emozioni decisamente più controllate e vagamente soporifere a Solliden, residenza estiva della famiglia reale svedese, per il quarantaquattresimo compleanno della futura regina Victoria. Ieri sera un concerto all’aperto cui hanno partecipato la festeggiata col marito Daniel e la figlia Estelle, i sovrani, i principi Carl Philip e Sofia con l’ultimogenito Julian nel carrozzino. Oggi foto di rito, con Estelle già molto alta e il piccolo Oskar, che ha ripreso il suo classico, delizioso broncio, e porta i capelli con la riga proprio come papà.

(Ph: Pelle T Nilsson / SPA)

Le foto del giorno – È Julian!

Julian Herbert Folke, questo il nome scelto per il terzo figlio di Carl Philip e Sofia nato venerdì, immortalato dal padre nella sua prima fotografia.

Lo ha annunciato dinnanzi al capo del Governo il nonno, Re Carl Gustav, aggiungendo che il piccolo avrà il titolo di Duca di Halland. Contrariamente ai fratelli maggiori non sarà un’Altezza Reale, dato che nell’ottobre 2019 il re ha deciso per uno snellimento della famiglia reale, che riduce il ruolo dei cadetti, riflettendosi di conseguente anche sui loro figli.

Al piccolo è stato assegnato il Ducato di Halland che appartenne all’amatissimo prozio Bertil, nella cui residenza, Villa Solbacken, vivono Carl Philip e Sofia con i loro figli. Significativa la scelta del terzo nome, Folke, in ricordo di quel Folke Bernadotte che grazie alla sua opera di diplomatico riuscì a salvare migliaia di Ebrei durante la persecuzione nazista.

Alla dichiarazione ufficiale è seguita una cerimonia di ringraziamento cui hanno partecipato i nonni, il padre del piccolo col figlio maggiore e altri familiari, tra cui la nonna materna Marie e sua figlia Lina.

Vi ricordate del precedente Duca di Halland, Bertil, e della sua meravigliosa storia d’amore? Qui il post Bertil e Lilian, omnia vincit amor

Le foto del giorno – Dolori e speranze

Diciamolo, questi giorni sono ancora pesanti per tutti, e se la luce in fondo al tunnel sembra ancora troppo lontana, anche le cronache royal suonano come un un mezzo bollettino di guerra. Il Duca di Edimburgo ha lasciato l’ospedale dopo un mese di ricovero e un intervento di cardiochirurgia nel sollievo generale, ma il suo aspetto provato è segno inequivocabile che Philip non è ancora in perfetta forma. In Norvegia Re Harald è ancora convalescente e nella vicina Svezia, alla Regina Silvia che porta ancora i segni della caduta con conseguenti fratture si è aggiunta la positività al coronavirus della Principessa Ereditaria Victoria e del marito Daniel, per fortuna paucisintomatici.

Nel Principato di Monaco Albert II, a sua volta colpito – e per fortuna guarito – dal covid, ha ricordato nel corso di un’intervista televisiva la particolarità di questo tempo segnato dalla pandemia, iniziato proprio un anno fa, il 17 marzo 2020, con lui a spiegare situazione e misure di contenimento ai monegaschi. Nel frattempo la moglie Charlène è volata in Sudafrica per assistere al funerale del Re Zulu Goodwill Zwelithini, amico personale della principessa di origine sudafricana.

Nonostante la splendida mantilla – tutte le principesse monegasche ne hanno di così belle, a coprire il capo nei funerali di grande formalità – ciò che colpisce è l’espressione di Charlène. Che è sicuramente addolorata, ma credo trovi, in questa e in altre occasioni, un certo conforto nella religione. Nata e cresciuta in una delle Chiese Protestanti, Charlène si è convertita al Cattolicesimo prima del matrimonio; una conversione obbligata per diventare sovrana del Principato, ma che sembra le abbia dato più i quanto lei stessa si aspettasse.

Per fortuna possiamo stemperare la tristezza del post con un po’ di leggerezza: in occasione della Festa di San Patrizio ieri il Palais princier sulla rocca affacciata sul mare si è tinto di un bel verde. Sicuramente in onore del Santo, ma anche in ricordo della sempre amatissima Principessa Grace. Suo nonno John Peter Kelly lasciò l’Irlanda nel 1887 alla volta di Philadephia, e nel 1976 Grace – il cui secondo nome era proprio Patricia – ebbe la possibilità di acquistare il piccolo cottage nel villaggio di Drimurla, nella Contea Mayo, dove il nonno era nato. La principessa restaurò il cottage – ridotto a un rudere – e avrebbe voluto farne una casa per le vacanze, ma il tragico incidente che la uccise nel 1982 mise fine al progetto.

San Patrizio è stato festeggiato, e la principessa scomparsa ricordata, anche con un concerto di giovani musicisti alla Princess Grace Irish Library, fondata dopo la sua morte per onorarne il legame con la terra d’Irlanda.

E che tutto questo verde, e l’imminente primavera, ci portino la speranza di cui abbiamo tanto bisogno.

È iniziata la Quaresima

Oggi è il Mercoledì delle Ceneri, è passato il carnevale, e Lady Violet può scrivere un post non particolarmente allegro, per mettervi al corrente dei problemi di salute di alcuni royals. La notizia di oggi riguarda il Principe Philip, che a quattro mesi dal compiere i cento anni è stato ricoverato in ospedale: una “misura precauzionale”. Il principe è arrivato ieri al King Edward VII Hospital su raccomandazione medica, dopo un malessere sofferto negli ultimi giorni; malessere che, va specificato, non è correlato al covid. A quanto si sa non si è trattato di un’urgenza, il marito della sovrana ha raggiunto l’ospedale in auto ed è entrato da sé nel nosocomio, dove peraltro era stato ricoverato altre volte, per accertamenti riguardo a patologie preesistenti. Anche in questo caso dovrebbe trattarsi di un breve ricovero, mentre la regina è rimasta a Windsor.

Gli incidenti domestici sono frequenti e pericolosi, e questa volta è toccato a Silvia di Svezia, che lunedì mattina è scivolata in casa, al castello di Drottningholm procurandosi alcune fratture al polso destro. Dopo aver ricevuto le opportune terapie all’ospedale Danderyd la regina è rientrata nella sua residenza e ora non può fare altro che riposare, aspettando la guarigione.

(Ph: Ragnar Singsaas/Getty Images)

Impensierisce da un po’ la salute di Harald V di Norvegia, anche lui ricoverato di tanto in tanto per accertamenti negli ultimi anni. A fine gennaio si è preso qualche giorno di licenza per malattia, sostituito dal figlio Haakon, per un insistente dolore a una gamba; la patologia non è stata resa nota, ma dovrebbe aver richiesto un intervento a un ginocchio, che ha allungato un po’ la convalescenza del re; va ricordato che l’ottantatreenne sovrano cammina con l’ausilio di un bastone dallo scorso autunno.

L’ultima notizia è anche la più delicata, e riguarda el Rey Emérito Juan Carlos. Lunedì la giornalista catalana Pilar Eyre ha annunciato via twitter che l’ex sovrano sarebbe in gravi condizioni ad Abu Dhabi, dove sarebbe stato raggiunto dalle figlie Elena e Cristina; data la situazione, si starebbe pensando a un suo rimpatrio. Vi dò questa notizia col beneficio d’inventario, perché personalmente non sono in gradi di fare alcuna verifica; Eyre ha di recente pubblicato una biografia di JC, Yo, el rey, ma francamente conoscendo poco la stampa spagnola non saprei dire quanto sia seria e affidabile. La notizia è stata smentita ufficialmente, e non mi sarei aspettata nulla di diverso data la delicata situazione in cui si trova el Rey Emérito; non penso a comunicati della Casa Real, ma è evidente che se ci fosse una crisi sarebbe più opportuno gestirla in patria. Noi per ora stendiamo un velo di rispettoso riserbo, sperando che se notizia ci dovessero essere, siano buone.

Quaresima o no, spero di non avervi intristito troppo, e mai come oggi vale la regola di Scarlett O’Hara: domani è un altro giorno.