La foto del giorno – Oggi sposi, 22 anni fa

Pensavamo di accoglierli finalmente questa settimana in viaggio ufficiale nel nostro Paese, speravamo di vedere un po’ di abiti da gran sera e almeno la Reine Mathilde con uno dei suoi (pochi) diademi in testa, e invece ci siamo dovuti accontentare di una rapida visita di Roi Philippe: un salto al Quirinale da Mattarella, uno in Campidoglio dal neosindaco Gualtieri, un incontro col Premier Draghi e in serata il ritorno a Bruxelles.

(Ph: Bas Bogaerts)

A parziale risarcimento possiamo goderci oggi la bella foto diffusa da Palazzo in occasione dell’anniversario di nozze dei sovrani, che si sposarono il 4 dicembre 1999 in quello che fu l’ultimo royal wedding del secolo e del millennio.

Le Roi, un po’ impacciato e simpaticamente stazzonato, dimostra più dei suoi 61 anni – e i capelli pettinati nel classico stile leccata di mucca non aiutano – ma lo splendore della sua regina lo riscatta ampiamente. La Regina Consorte ricicla un abito plissé che mischia il fucsia all’arancione, colore che sembra amare particolarmente e le sta veramente bene. Se vi state chiedendo chi sia il creatore dell’allegra mise, ipotizzando (sperando?) che possa trattarsi del giapponese Issey Myake – che colpo di inusitata modernità sarebbe! – Lady Violet vi darà forse una piccola delusione ma no, l’abito è Natan, suo couturier del cuore da quando la vestì quel giorno di 22 anni fa la bella Mathilde d’Udekem d’Acoz affrontò con la grazia e la fermezza che abbiamo imparato a conoscere e ad ammirare il freddo dell’inverno belga e la complessità di uno sposalizio reale.

Se volete ricordare quella mise e quel giorno, seguite il link, e auguri agli sposi! A Royal Calendar – Philippe e Mathilde, due cuori e un abito

Le foto del giorno – 10 anni dopo

il 2011 fu un anno eccezionale per i royal wedding, che vide andare all’altare due sovrani già regnanti e un principe che in futuro siederà a sua volta sul trono. Per l’importante anniversario speravamo di vedere feste e balli, diademi e diamanti, invece il 29 aprile i Duchi di Cambridge hanno celebrato in sordina causa pandemia annessi e connessi; i Principi di Monaco non hanno celebrato proprio a causa dell’assenza della sposa (ancora in Sudafrica e recentemente operata di nuovo, ma in probabile recupero, come tutti speriamo e le auguriamo).

Oggi tocca a loro: il 13 ottobre di dieci anni fa il giovane brillante e aitante Jigme Khesar Namgyel Wangchuck, Druk Gyalpo – cioè Re Drago – del Bhutan da sposava la bellissima Jetsun Pema, e gli ottocentomila Bhutanesi conoscevano la loro incantevole sovrana, che a soli 21 anni diventava la regina più giovane al mondo, primato che mantiene ancora. Le nozze, annunciate dal Re il 20 maggio di quell’anno all’apertura della settima del parlamento, ha fatto veramente la storia, dato che il sovrano ha dichiarato di rifiutare la poligamia che pure sarebbe suo diritto. Jetsun è e sarà the one and only. Difficile allora non restare incantati dalla bellezza, la grazia, la delicatezza della sposa, il suo favoloso abito tradizionale, e lo sposo così chiaramente è appassionatamente innamorato.

(Ph: Triston Yeo/Getty Images)

Dieci anni dopo i due sono diventati genitori di due bambini, sono amatissimi dal loro popolo e si sono costruiti una solida reputazione di serietà, capacità e dedizione.

Lui ha cominciato a ingrigire, il che non fa che aumentarne il fascino. Lei mantiene intatta la sua sfolgorante bellezza, che il tempo che passa e la maternità hanno reso appena più dolce, noi li amiamo sempre di più, e accogliamo con gioia ogni foto che ci regalano.

La foto del giorno – Una cognata per Kate

Diciamocelo, l’argomento cognate va probabilmente maneggiato con cura davanti a Catherine di Cambridge, ma siamo certi che questa volta la situazione sia meno impegnativa. La notizia del giorno – o meglio del weekend – è che la duchessa ha una nuova cognata, proveniente dal ramo commoner, e non da quello royal, della famiglia.

Ieri infatti il fratello James ha sposato la fidanzata francese Alizée Thevenet nella cittadina di Bormes-les-Mimosas, in Costa Azzurra. Matrimonio riservato alla presenza di famiglia e amici, annuncio sobrio e una sola immagine degli sposi, belli giovani e felici. James Middleton, 34 anni, è il minore dei tre figli di Michael e Carole e l’unico maschio; è un imprenditore che opera in diversi campi, dalla pasticceria alla cura degli animali, in particolare i cani, sua grande passione. Il che ce lo rende particolarmente simpatico, soprattutto per la presenza di uno degli amati quadrupedi tra gli sposi. Ha conosciuto Alizée, giovane analista finanziaria, nel 2018 e l’anno seguente se l’è portata al matrimonio di Lady Gabriella Windsor, presentando in società. Campione dell’understatement, mi sembra che il giovanotto incarni a sua volta molto bene l’abilità e l’equilibrio con cui i Middleton riescono a gestire una situazione familiare comunque complessa.

Agli sposi, alle loro famiglie e ai loro cani gli auguri di Lady Violet; con loro apriamo la pagina dei matrimoni più o meno royal che hanno rallegrato questa estate, non perdete i prossimi post!

Haakon e Mette-Marit, vent’anni d’amore (parte prima)

È venerdì 1 dicembre 2000 quando da uno degli incantati regni del Nord arriva la notizia: il Principe sposa Cenerentola.

Lui è un vero principe, si chiama Haakon, è l’aitante e simpatico figlio del re di Norvegia, e un giorno il trono sarà suo. Lei è Mette-Marit Tjessem Høiby, ha gli occhi azzurri e i capelli biondi come ogni Cenerentola che si rispetti, e ha perfino fatto la cameriera. Ha però qualcosa che alla Cenerentola originale manca: un bambino biondo come lei, bello come lei, che si chiama Marius. Il pupetto ha quasi quattro anni, ed è il figlio di Morten Borg, che non è esattamente un principe, ma uno spacciatore. E la stessa Cenerentola ha un certo passato di party girl nei locali di Oslo, che non sarà Copacabana ma un po’ di vita notturna c’è anche lì. Famiglia borghese (il padre è giornalista, la madre lavora in banca), studi superiori completati da un anno in Australia, qualche corso universitario senza conseguire titoli, la vita di una ragazza come tante complicata da ribellioni, brutte frequentazioni, e la maternità a ventitre anni. Insomma, non il prototipo della perfetta sposa reale. Haakon e Mette-Marit iniziano a frequentarsi nel 1999 grazie ad amici comuni; hanno entrambi ventisei anni e non potrebbero essere più diversi, ma è subito amore. Ed è chiaro che per lui sarà lei o nessuna. Il Paese non reagisce benissimo, e nemmeno all’interno della famiglia reale sono tutti felici: la principessa Ragnhild, sorella maggiore del Re, manifesta un energico dissenso, e ancora anni dopo il matrimonio dichiarerà di augurarsi di morire prima di vedere i due sedersi sul trono. Sarà accontentata.

Prima delle nozze i due fidanzati si attirano altre critiche andando a vivere insieme, in un appartamento della capitale, ma alla corte di Norvegia hanno una certa pratica con gli amori contrastati, come sanno bene i sovrani, considerati i Giulietta e Romeo dei loro tempi (ricordate la loro storia? la trovate qui Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte prima) e qui Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte seconda)) per cui è deciso: quello di Haakon e Mette-Marit sarà il primo royal wedding del secolo, e del millennio.

Suggello di questo legame un gesto di grande romanticismo: la sposa riceve un anello di diamanti e rubini: è l’anello di fidanzamento della nonna dello sposo, la principessa Märtha. Quando gli attuali sovrani si sono fidanzati Sonja ha ricevuto da Harald l’anello della madre scomparsa e ora lo ha dona alla futura nuora, rendendo inequivocabile l’accettazione della famiglia. Gesto ancora più importante; dopo le nozze Haakon adotta il figlio di sua moglie, naturalmente senza diritti sul trono.

Tre giorni prima del matrimonio, nel corso di una conferenza stampa, Mette-Marit confessa il proprio movimentato passato e l’uso di stupefacenti, e chiede scusa. È la mossa giusta, i Norvegesi apprezzano, e accolgono con gioia la nuova principessa.

La sera del 24 agosto 2001, la sposa commossa, in un abito di seta azzurro ghiaccio al braccio del suo sposo riceve gli ospiti di sangue blu.

Un’ospite in particolare sarà al centro dell’attenzione, ma per sapere tutto dovete aspettare la seconda parte.

Quante spose di luglio!

Those who in July do wed, must labour for their daily bread

Chi si sposa a luglio si deve guadagnare il pane quotidiano. Probabilmente perché per loro portare il pane in tavola non è di solito un problema, luglio è un mese gettonatissimo per i royal wedding, compreso il più famoso di tutti , quello di Charles e Diana, ormi entrato negli anta.

Se Paola Ruffo di Calabria lascia Roma alla volta di Bruxelles per diventare Principessa di Liegi il 2 luglio 1959 sposando Albert – fratello del Re dei Belgi e poi re a sua volta – nel 2014, il 6, il maggiore dei nipoti della coppia, Amedeo, fa il percorso inverso e viene in una Roma torrida a sposare la deliziosa – e italianissima, nonostante il cognome – Elisabetta Rosboch Von Wolkenstein. Paola indossa un abito couture e il sontuoso velo ereditato dalla nonna (belga a sua volta) che nell’emozione del momento finisce per calpestare. Elisabetta è in Valentino dalla testa ai piedi; nel suo caso il prezioso velo di famiglia resta nel comò.

(Ph: Riccardo De Luca)

È il 3 luglio 1993, un sabato, quando la cattedrale di Vaduz addobbata a festa accoglie il principe ereditario, Alois, che sposa la duchessa Sophie in Bavaria. Nonostante la proverbiale discrezione del Liechtenstein, è un matrimonio molto interessante per più di una ragione: innanzi tutto il rango dell’aristocraticissima sposa, che non solo appartiene al casato dei Wittelsbach, ma è anche nella linea di successione giacobita, che discendendo da James II si oppone alla successione degli Hannover, quella della Royal Family regnante. In secondo luogo abbonda di scapoli d’oro più o meno alla ricerca di una consorte di rango adeguato; all’epoca qualcuno sogna un matrimonio tra l’allora venticinquenne Principe delle Asturie Felipe e Tatjana, sorella ventenne dello sposo. Philippe del Belgio, timido e riservato, ha 33 anni ed è quasi fuori tempo massimo; è l’erede apparente al trono su cui siede solidamente lo zio Baudouin: la sua situazione apparentemente tranquilla si ribalta in appena 4 settimane, con la morte dello zio e l’inattesa ascesa al trono del padre Albert. Philippe trova in seguito l’anima gemella in Mathilde d’Udekem d’Acoz che sposa nel dicembre 1999.

Lady Violet, che deve di lì a breve fare da testimone a due delle sue migliori amiche – sempre damigella e mai sposa! – cerca ispirazione per le sue mise nei reportage di questo royal wedding, ispirazione che genera un clamoroso cappello di paglia con fiocco in organza per uno dei due matrimoni, celebrato di mattina.

Se il matrimonio di Philippe e Mathilde è l’ultimo royal wedding del millennio, il penunltimo credo proprio che sia quello di Alexia di Grecia, primogenita dei deposti Costantino e Anne-Marie, che il 10 luglio sposa nella cattedrale ortodossa di Londra l’architetto spagnolo Carlos Morales. Alexia ci dà la grande, e rara in questa generazione, gioia di vedere indossata la famosa tiara del Khedivé, che per tradizione indossano le spose discendenti di Margareth di Connaught (qui trovate la storia di questo splendido diadema A Royal Calendar – A Greek royal wedding).

Same month same place per il fratello minore di Alexia, il diadoco Pavlos, che il 1 luglio 1995 impalma la graziosa Marie-Chantal Miller, di Valentino vestita, alla presenza di varie regine consorti e ben due regnanti: Her Majesty The Queen e Margrethe di Danimarca, zia dello sposo. Marie-Chantal appartiene all’aristocrazia del denaro ma non a quella del sangue, e diademi di famiglia non ne ha, per cui la suocera Anne-Marie le presta la Antique Corsage Tiara – in origine un devant de corsage appartenuto alla Regina Victoria di Svezia – che la madre Ingrid, Regina Consorte di Danimarca, le ha donato per i 18 anni.

L’altissimo profilo di queste nozze fa passare in secondo (o terzo, o quarto) piano quelle che nello stesso giorno si svolgono a Monaco, dove la principessa Stéphanie sposa con sole nozze civili il padre dei suoi due figli, Daniel Ducruet, già sua guardia del corpo. Per lei un abito corto che mette in mostra le belle gambe, realizzato da una sarta monegasca. L’espressione di papà Rainier, fiero oppositore alle nozze, è tutta un programma. Non ha tutti i torti, papà: il matrimonio dura appena quindici mesi, e finisce con Daniel fedifrago praticamente in mondovisione.

Evidentemente il fratello di Stéphanie non è superstizioso: nonostante la fine ingloriosa del matrimonio della sorella, Albert II sceglie la stessa data per sposare Charlène: nel 2011, il 1 le nozze civili e il giorno dopo quelle religiose. Come sapete, i due coniugi non hanno trascorso insieme il decimo anniversario: lui nel Principato con i figli, lei in Sudafrica convalescente da una misteriosa malattia. Solo il tempo ci dirà se la malasorte ha colpito ancora, a noi per ora non resta che riguardare le immagini di un matrimonio che al di là del glamour, delle mise della sposa – Chanel e Armani Privé – qualche nota stonata l’ha suonata da subito, come il bacio un po’ forzato dopo la cerimonia civile, o lo sposo infastidito dalle lacrime della neoconsorte.

Scelgono luglio anche due nipoti di Albert: Louis Ducruet, figlio maggiore di Stéphanie e Daniel, sposa la sua Marie Chevallier nel 2019, il 26 e il 27 (vi ricordo che nei Paesi dove non c’è concordato tra Stato e Chiesa sono necessarie due cerimonie, civile e religiosa). Un matrimonio magari privo dell’allure di raffinata eleganza della Monaco dei tempi d’oro, ma sembra felice e i due sposi davvero innamorati. L’abbiamo raccontato qui Le nozze di Louis e Marie.

Come dimenticare poi il matrimonio di un altro nipote di Albert II, Pierre Casiraghi, con Beatrice Borromeo? Siamo nel 2015, e per loro le nozze iniziano in luglio, il 25, e finiscono il 1 agosto, dal Principato all’Italia, in un tourbillon di invitati (alla cerimonia civile assistono pure Travaglio e Peter Gomez, dato che la sposa lavora per il Fatto) party, location diverse, paparazzi, ospiti vip e jeunesse dorée internazionale, e vestiti, vestiti, vestiti, con la sposa che indossa Valentino, Alberta Ferretti, Armani, solo per citare i principali. Abbiamo cercato di sintetizzare tutto in questo post: A Royal Calendar – 1 agosto 2015.

In questa rassegna non può mancare il Regno Unito, che quanto a matrimoni di luglio si piazza tranquillamente al primo posto. Il 6 luglio 1893 nella Chapel Royal, a St. James’s Palace, si celebrano le nozze tra il Duca di York George e Mary di Teck, che saliranno al trono diciotto anni dopo. Lei appartiene a una ramo minore della Royal Family ed è stata fidanzata con il fratello maggiore di lui, quel Duca di Clarence che in vita di non gode di grandissima reputazione (qualcuno lo mette pure nella rosa dei possibili Jack the Ripper) e muore sei settimane dopo il fidanzamento. Il comune dolore probabilmente avvicina i due, che finiscono per innamorarsi; sarà un matrimonio solido e felice.

(Ph: Royal Collection Trust)

Anche l’attuale Duca di York, Andrew, ha sposato Sarah Ferguson in un giorno di luglio: il 23, nel 1986. Anche il loro matrimonio è durato poco; sembra che Sarah soffrisse molto la solitudine dato che il marito, ufficiale di Marina, era lontano per buona parte dell’anno e fu protagonista di un ruspante scandaletto agli inizi degli anni ’90 che portò al divorzio. Nulla in confronto dello scanalo che ora coinvolge lui, di una gravità che potrebbe penalizzare la Corona stessa. Quel giorno di luglio li vede chiaramente innamoratissimi, e forse lo sono ancora; il loro appassionato bacio al balcone è rimasto famoso per le ragione opposte di quello tra i Principi di Monaco, compresa la scomposta interazione con la folla urlante. A quel matrimonio Lady Violet ha dedicato uno speciale chic shock e boh Royal chic shock e boh – 1986 Royal wedding edition,

Beatrice, figlia maggiore della coppia, ha sposato il suo Edo Mapelli Mozzi il 17 luglio dell’anno scorso, e ora è in attesa del primo figlio. Nozze celebrate durante la pandemia, riservate ma molto emozionanti, per il particolare momento, per l’abito della sposa, prestatole dalla nonna come la tiara, la stessa che Her Majesty aveva indossato per il suo matrimonio, e per la presenza del nonno Philip, ritratto in pubblico per l’ultima volta. Questo è uno dei post che abbiamo dedicato alle nozze di Edo e Beatrice: Le parole di un royal wedding.

La cugina di Bea, Zara Phillips, quest’anno ha festeggiato l’arrivo del figlio maschio – scodellato sul pavimento del bagno di casa – e i quarant’anni; il 31 sarà ancora festa per i dieci anni di matrimonio con Mike Tindall. Per loro nozze scozzesi, nella Canongate Kirk sul Royal Mile di Edimburgo, precedute da un party sul royal yacht Britannia, ancorato ormai in pianta stabile nel porto della capitale scozzese, e seguite da un ricevimento a Holyroodhouse, residenza ufficiale della Regina in Scozia. Zara indossa un abito creato dal sarto caro alla nonna, Stewart Parvin, che come notato anche con l’abito di Beatrice, ama sottolineare gli orli con alte fasce (Here comes the bride!). Sulla testa bionda della sposa brilla la Meander Tiara, grande favorita di Lady Violet, prestito della madre Anne che l’ha ereditata dalla nonna paterna Alice. Un gioiello che come pochi altri parla di Grecia e di classicità, di cultura.

Last but not least, il matrimonio del secolo (scorso) che incolla davanti agli schermi televisivi la bellezza di 750 milioni di spettatori: è il 29 luglio 1981, quando il principe di Galles porta all’altare la giovanissima Lady Diana Spencer. Nato come un sogno e trasformatosi rapidamente in un incubo, è stato scrutato, analizzato, radiografato da chiunque in ogni modo. La Royal Family ha deciso per il basso profilo e il quarantesimo anniversario è passato sotto un inglesissimo silenzio cui anche Lady Violet si è adeguata; se volete, questi due post ne trattano alcuni aspetti: Invitate al matrimonio del secolo e Diana the bride.

Bonjour tristesse

Inevitabilmente accompagnato dall’ultima polemica – i Sussex avrebbero rifiutato per il figlio Archie il titolo scozzese di Earl of Dumbarton temendo futuri dileggi al pargolo a causa del prefisso Dumb che vuol dire stupido; circostanza che ha comprensibilmente innervosito gli abitanti della ridente cittadina delle Highlands – il principe Harry è tornato a calpestare il suolo patrio, e ora si trova in quarantena a Frogmore Cottage, dove sembra sia stato visitato da Sua Maestà la nonna. La ragione del suo viaggio è la statua dedicata a Diana che i figli presenteranno al mondo giovedì 1 luglio, giorno in cui la sventurata avrebbe compiuto sessant’anni.

Le movimentate vicende britanniche stanno oscurando un altro evento: proprio il 1 (e il 2) luglio i Principi di Monaco festeggiano i dieci anni di matrimonio: il primo giorno le nozze civili, il secondo le religiose. Per meglio dire, festeggerebbero, ma in realtà non ci sarà alcun festeggiamento, e la responsabilità non è né del covid, né tanto meno – ovviamente – dei Windsor. Il punto è che Charlene non è a Monaco, e non si vede nel Principato da mesi.

Il 25 gennaio ha compiuto 43 anni in famiglia, due giorni dopo ha partecipato alle celebrazioni per la patrona di Monaco, Sainte Dévote (Le foto del giorno – La Fête de Sainte Dévote). Il 10 febbraio col marito ha presentato ufficialmente il torneo di rugby Monaco Sevens 2021, per poi ricomparire il 18 marzo ai funerali del Re Zulu Goodwill Zwelithini (Le foto del giorno – Dolori e speranze). Dunque in quella data Charlène era in Sudafrica, e potrebbe non essere mai tornata in Europa.

La famiglia ha fatto gli auguri di Pasqua con un’allegra foto, che potrebbe essere stata scattata ovunque,priva com’è di riferimenti. Poi la principessa scompare, è assente da tutti gli eventi primaverili del Principato – alcuni anche assai prestigiosi, come la Formula 1 – Albert è sempre presente, come suo dovere, spesso accompagnato dai figli Jacques e Gabriella.

Il 18 maggio, e nei giorni seguenti, appaiono sui social immagini che mostrano Charlène impegnata in una campagna per la protezione dei rinoceronti. La principessa sembra pronta al rientro, ma colpo di scena! Viene annunciata un’infezione otorinolaringoiatria che le impedisce il viaggio. Molti naturalmente pensano al covid, non si può far altro che aspettare altre notizie, che arrivano il 4 giugno.

Charlène festeggia il compleanno della nipotina Aiva, figlia del fratello minore Sean che vive in Sudafrica; sono con lei marito e figli. Albert e i gemelli hanno evidentemente raggiunto Charlène, per poi tornare nel Principato, ma senza di lei. Ora è stato reso noto che la non meglio chiarita infezione otorinolaringoiatria ha richiesto un intervento chirurgico cui ne è seguito un secondo il 23 giugno. Per cui per ora la principessa resta dov’è, e non si sa quando (o se) tornerà. Lady Violet si astiene da ogni commento e illazione, spera solo che il bizzarro taglio di capelli sfoggiato negli ultimi mesi da Charlène, che la rendeva pericolosamente simile a Adso del Nome della rosa, non sia dovuto a problemi di salute e a interventi chirurgici al capo.

(Ph. Dan Kitwood/Getty Images)

Per celabrare l’anniversario nuziale il Palazzo ha realizzato dei brevi video con la storia degli sposi e quella del loro amore. Charlène ha pubblicato il primo (e unico, per ora) sulla sua pagina IG con la più sobria delle dediche “Happy anniversary Albert. Thank you for the blessing of our beautiful children” (buon anniversario Albert. Grazie per la benedizione dei nostri splendidi bambini).

Bonjour tristesse.

Domenica, pigrizia e chiacchiere

Non è un gran periodo per nessuno, e Lady Violet non fa eccezione, dunque questa domenica la dedichiamo alla pigrizia in attesa di tempi – e notizie – migliori. Con qualche piccolo consiglio, sperando che possa farvi piacere.

Forse ricorderete che un mesetto fa vi avevo annunciato un evento online dedicato agli abiti da sposa della Royal Family (Royal wedding dresses). Il 10 febbraio Lady Violet l’ha seguito per sé e per voi, facendo la conoscenza di Caroline de Guitaut, Vice Soprintenente di The Queen Works of Art, e Justine Picardie, esperta di moda già redattrice di Harper’s Bazaar.

(Ph: RCT/Screenshot/Fair Use)

Conoscevo di fama Justine Picardie, che ha scritto con grande cognizione di causa (leggi: non parliamo di Signorini) un paio di libri su Mademoiselle Coco, che sono nella mia lista dei desideri: Coco Chanel: The Legend and the Life e Chanel: Her Life, firmato a quattro mani con Karl Lagerfeld; nessuno dei due, per quanto ne so, tradotto in italiano. Nel corso della chiacchierata Picardie – donna di un certo interesse, madre di un chitarrista indie e sposata in seconde nozze con Philip Astor, della celebre famiglia – ha annunciato l’uscita di Miss Dior: A Story of Courage and Couture, che al momento risulta disponibile solo come e-books. La Miss Dior del libro è Catherine, sorella minore del divino Christian, che ebbe un ruolo centrale nella resistenza francese per cui fu arrestata, torturata e internata nel campo di concentramento di Ravensbrück, da cui riuscì a uscire viva. Se ve lo state chiedendo la risposta è sì, il celebre profumo Miss Dior è dedicato a lei. Catherine e il fratello, che lei chiamava Tian, compaiono brevemente nell’ultimo libro che vi consiglio: The Gown: A Novel of the Royal Wedding di Jennifer Robson. Di questo c’è anche la versione italiana, che sto leggendo; il titolo è Le ricamatrici della regina, un romanzo che immagina la vicenda di due giovani ricamatrici che crearono l’abito da sposa della principessa Elizabeth. Non è certo un capolavoro né racconta una storia vera, ma è una lettura piacevole e poco impegnativa, che alleggerisce un po’ il peso di questi giorni e regala uno sguardo interessante nell’Inghilterra post bellica.

Last but not least, da qualche giorno pensavo di proporvi qualche ricetta legata al mondo royal, oltre la classica e ormai un po’ abusata Victoria Sponge. Questa mattina apro i social e mi imbatto nel post di una carissima amica che cucina da dea, e quando ha tempo scrive anche sul suo blog. E che ricetta propone? La Battenberg Cake! Della quale Lady Violet ha sentito parlare senza averla ancora mai assaggiata. E insomma, io il link ve lo metto, se volete provare poi fatemi sapere; personalmente sono certa che sarà buonissima https://mammachebuono.wordpress.com/2015/02/28/nei-panni-di-una-nonna/

Le foto del giorno – Quarant’anni insieme

Oggi è San Valentino, festa degli innamorati e di tutti quelli che si vogliono bene.

Per i sovrani lussemburghesi è un giorno speciale, e quest’anno lo è un po’ di più: oggi festeggiano le nozze di rubino (di smeraldo nei paesi francofoni), essendo andati all’altare il 14 febbraio 1981. Un amore nato, secondo quanto si racconta, all’uscita della messa un giorno del 1976 a  Cologny, paesino nei pressi di Ginevra.

All’epoca Henri ha 21 anni e studia all’Institut des Hautes Etudes Internationales, Maria Teresa di anni ne ha 20, studia nello stesso istituto e vive a Ginevra con la famiglia, che ha abbandonato la natia Cuba all’arrivo di Fidel Castro. Dal giorno di quel coup de foudre di anni ne sono passati 45, in cui la coppia non si è fatta mancare nulla: cinque figli, cinque nipoti, l’ostilità della madre di lui, il caratteraccio di lei, qualche scivolone di entrambi.

Oggi sono due splendidi sessantenni, lui mantiene la bella figura e il fascino un po’ ingessato di sempre, lei ha riacquistato (pure troppo) quella freschezza che negli anni si era un po’ appannata. Per celebrare l’importante data, ecco i loro nuovi ritratti; la storia del loro bel matrimonio la trovate qui A Royal Calendar – 14 febbraio 1981

Buon San Valentino a tutti, e se siete soli ricordate le parole del divino Oscar: innamorarsi di se stessi è l’inizio di un idillio che dura tutta la vita.

Le foto del giorno

In effetti la prima foto non è di oggi ma di due giorni fa, il 31 gennaio, quando Beatrix- già Regina dei Paesi Bassi, tornata ad essere solo Principessa dopo l’abdicazione – ha compiuto 83 anni.

Nella foto pubblicata per l’occasione la ex sovrana, elegante e in splendida forma, mantiene il sorriso sereno e vagamente scanzonato che la contraddistingue da sempre. Eppure è una donna che ha sofferto molto, patendo anche lo strazio più atroce per un genitore: la morte di un figlio. Il suo, il secondogenito Johan Friso, si spense a 45 anni il 12 agosto 2013, dopo diciotto mesi di coma in seguito a un incidente di sci. Beatrix ha un forte legame con la nuora rimasta vedova, quella Mabel che Friso sposò contro il parere del Parlamento (lei aveva avuto in gioventù frequentazioni discutibili), rinunciando alla successione. Così come sembra in grande armonia con le altre due: Laurentien, prima ad entrare in famiglia sposando il figlio minore Constantijn e Máxima, oggi regina consorte. Pandemia permettendo, in maggio sarà festa grande nel Paese: il 17 Máxima compirà 50 anni, e in quello stesso giorno per Constantijn e Laurentien saranno 20 anni dal matrimonio civile (la cerimonia religiosa fu celebrata il 19). Intanto oggi anche i sovrani festeggiano il loro matrimonio: per loro gli anni sono 19, essendosi sposati ad Amsterdam il 2 febbraio 2002. Anche per loro c’erano state delle difficoltà, e neanche piccole: il padre di Máxima, Jorge Horacio Zorreguieta Stefanini, fu Ministro dell’Agricoltura nel feroce regime del generale Videla, e gli Olandesi non sono gente da accettare cose del genere; alla fine il Parlamento diede il beneplacito alle nozze (necessario per i principi Orange che vogliano sposarsi, pena la rinuncia alla successione) a condizione che il padre della sposa non si facesse vedere, e così fu.

Diciannove anni fa la bella argentina sposava il suo principe, e noi potevamo goderci la visione di uno degli abiti nuziali più belli di sempre, creazione di Sua Maestà Valentino, Imperatore della Couture, che ora potete rivedere in dettaglio in questo post A Royal Calendar – 2 febbraio 2002

Royal wedding dresses

Qual è il vostro preferito tra gli aditi indossati dalle spose reali britanniche? Di quale vi interesserebbe sapere qualcosa di più? Avete curiosità non ancora soddisfatte? Lady Violet ha una notizia per voi!

Mercoledì 10, dalle ore 19:00 alle 20:30, cioè dalle 20:00 alle 21:30 ora italiana, Caroline de Guitaut, Vice Soprintendente di The Queen’s Works of Art, e Justine Picardie, esperta di moda ed ex redattrice di Harper’s Bazaar insieme in un evento online analizzeranno la storia dei royal dresses. Dal primo abito bianco mai indossato da una sposa – quello con cui la giovanissima Queen Victoria sposò il 10 febbraio 1840 il cugino Albert di Saxe Coburg und Gotha – a quello della Regina, pagato con le tessere annonarie; dal sofisticato modello Tudor della Princess Royal alla celeberrima meringa di Diana; dall’abito con cui la graziosa Sophie Rhys-Jones è diventata Contessa di Wessex (un compendio esemplare di errori, secondo Lady Violet) a quelli indossati in questi anni dalle principesse più giovani.

Al costo di 5 sterline potete iscrivervi a questo link https://www.rct.uk/whatson/event/1044521/Digital-event:-Royal-Wedding-Dresses e seguire la chiacchierata comodamente seduti sul vostro sofà, magari sorseggiando un late afternoon tea.

Se quel giorno non poteste, o se non vi sentite sicuri del vostro inglese, nessun problema: Lady Violet non se lo perderà per niente al mondo