Le foto del giorno – Evviva Santa Devota!

Sono giorni di festa nel Principato, due giorni fa il compleanno di Charlène, ieri la vigilia e oggi la festa della patrona Sainte Dévote (Santa Devota in lingua monegasca, che poi è un dialetto ligure).

La sera del 26 iniziano le cerimonie in onore della santa, fanciulla còrsa martirizzata durante la persecuzione di Diocleziano il cui corpo arrivò miracolosamente sulle sponde di quello che sarebbe diventato il Principato di Monaco. Quest’anno c’erano pure dei droni che per alcuni minuti hanno illuminato il cielo della notte monegasca con i simboli della festa.

Il cui momento clou è senz’altro quello istituito il 26 gennaio 1924 dal Principe Louis II, bisnonno dell’attuale sovrano: per la prima volta sul sagrato della chiesa fu incendiata una barca in ricordo di un episodio che si fa risalire addirittura al 1070, quando un pirata tentò di rubare le spoglie della santa; fallito il tentativo la sua barca data fu data alle fiamme sulla spiaggia.

Nuovamente positivo al covid il sovrano, Albert II, maestra delle cerimonie quest’anno è stata la Princesse Charlène, e va detto che se l’è cavata piuttosto bene, potendo contare solo sul supporto di Mélanie-Antoinette Costello de Massy (la signora col cappotto magenta), figlia della baronessa Elizabeth Anne de Massy, prima cugina di Albert, dunque non un rappresentante di primissimo piano della famille princière. Ma un validissimo aiuto è arrivato dai gemelli Jacques e Gabriella, carini educati e affettuosissimi.

Questa mattina la messa in cattedrale, cui la Princesse ha partecipato da sola, raggiunta dai figli al momento di affacciarsi al balcone di Palazzo per il passaggio della processione e il saluto ai monegaschi, e qui sorpresa! Si è affacciato anche Albert, leggermente discosto dalla famigliola e opportunamente dotato di mascherina. Le loro espressioni sono quelle allegre cui ci hanno abituati in questi anni ma insomma, tutto sommato meglio di altre volte.

Nel frattempo i signori Wittstock, genitori di Charlène, hanno annunciato di volersi trasferire dal Sudafrica al Principato, dove già risiede il figlio Gareth, per essere più vicini alla figlia e ai nipotini. Caro Albert, sei circondato!

Breaking News! – Il rieccolo

Lady Violet non è impazzita (almeno non credo) e non ha deciso di trasformare questo frivolo blog in serioso foglio politico, per cui il titolo il rieccolo si ispira ovviamente all’immortale definizione che Montanelli diede di Fanfani ma la similitudine finisce qui.

Ora dite la verità, quante volte pensando all’imminente compleanno dell’amato bene o di qualcuno a voi vicino, per cui avreste dovuto inventarvi qualcosa, avete detto fra voi e voi se ci penso mi viene la febbre? Ecco, Albert de Monaco vi (ci) ha battuti; oggi la moglie Charlène compie 45 anni? E lui ha esagerato, invece della febbre si è fatto venire direttamente il covid. Ancora.

Scherzi a parte, il Principe è di nuovo positivo, per la terza volta in tre anni. Il Palazzo assicura che Albert è totalmente asintomatico e la sua salute non desta la minima preoccupazione. Il sovrano si attiene scrupolosamente al protocollo sanitario del Principato, è in isolamento e continua a lavorare da remoto, in contatto costante col Governo e i più stretti collaboratori.

Charlène questa sera sarà indecisa; pizza a domicilio o fiumi di champagne per i fatti suoi al Louis XV, il ristorante stellatissimo di Alain Ducasse all’interno dell’Hôtel de Paris? Ai beneinformati l’ardua risposta, al Principe gli auguri per una rapida negatività.

December chic shock e boh (parte prima)

Fine d’anno col botto (ma senza botti) e l’analisi delle mise di dicembre, mese ricchissimo di eventi royal. D’altronde quando arriva Natale le occasioni per celebrare e festeggiare non mancano.

Monaco

(Ph: Eric Mathon /Palais Princier)

Si parte dal Principato, dove venerdì 9 Charlène ha presenziato al Bal de Noël della Fondazione che potta il suo nome. Tema della serata era Italia chic; nonostante ciò, la Princesse non ha onorato la moda italiana, preferendo un abito Carolina Herrera completato da un soprabito Akris. Gesto poco diplomatico, ma scelta efficace.

L’abito di tulle blu notte percorso da un getto di cristalli che parte dal fianco non solo mi sembra molto bello, ma anche une delle sue mise migliori, un modello in grado di evidenziare la semplicità quasi monacale del suo aspetto – capelli cortissimi e chiarissimi, pelle diafana, trucco lunare – senza soverchiarlo. E questa volta mi piace persino il soprabito. Chic.

Sempre blu la scelta per madre e figlia, che il 14 hanno consegnato doni natalizi ai bambini del Principato nel cortile di Palazzo, trasformato in una bizzarra banchina polare. Per la piccola Gabriella un cappotto orsetto di Emporio Armani, uno dei pochi casi in cui chi lo indossa non sembra l’orso Yogi; per Charlène una mantella aperta sui lati, uno di quei modelli che tanto le piacciono, ma che la rendono metà Lucignolo metà Star Trek. Boh.

Svezia

Saliamo verso il grande nord, terra fiabesca di creature fatate. E per uno degli eventi più importanti dell’anno – la consegna dei Premi Nobel, mica pifferi – le principesse svedesi hanno deciso di vestirsi come le protagoniste di una storia per bambini. La futura regina Victoria si lancia in una delle combo più diaboliche: rosa e celeste, abbinata protagonista di varie espressioni volte a sottolinearne l’improbabile eleganza.

(Ph: Jonathan Nackstrand/Getty Images)

Dunque svolge la fascia celeste dell’ordine dei Serafini, la più importante del Paese, su un abito rosa bubble gum della stilista svedese Camilla Thulin, corredata dalla versione celeste della pochette Knot di Bottega Veneta, amatissima e popolarissima tra le royal ladies di ogni latitudine. Per somma di sventura anche l’ordine familiare di Re Carl Gustav è montato su nastro celeste, e finisce per accentuare l’effetto Barbie. Peccato perché l’abito, realizzato artigianalmente, ha una bella costruzione e dona molto alla sua bella figura. E la tiara a sei bottoni è mozzafiato. Boh.

(Ph: Jonathan Nackstrand/Getty Images)

La cognata Sofia, che è una principessa vera ancorché acquisita, ha evidentemente deciso di ispirarsi a una principessa inventata, e capelli a parte s’è vestita da Elsa. O da fata dei ghiacci. Abito color ghiaccio (di Ida Lanto) con decorazioni color ghiaccio, sotto occhi azzurro ghiaccio. Cui si aggiunge la tiara, dono di nozze dei suoceri, evidentemente dotata di set di pietre diverse da alternare; dopo gli smeraldi e le perle oggi è la volta delle acquamarine. Color ghiaccio pure quelle.

Darling please, in un’occasione di questa importanza lascia perdere le ciocche svolazzanti (ma se ti ha scapigliata Carl Philip ti perdono, beatattè). Shock.

(Ph: Jonathan Nackstrand/Getty Images)

Concludiamo con la prima signora del regno, la regina Silvia, donna di regale bellezza dallo stile altalenante, a volte chic a volte no. Stavolta no. La superba parure napoleonica di ametiste, come potrete immaginare al vertice delle mie preferenze, è sostenuta da un abito in pizzo viola con sovragonna di taffeta. Sorry, shock.

Norvegia

Sabato 10 è stata la giornata dedicata ai Premi Nobel anche ad Oslo (la Norvegia assegna quelli per la pace), consegnati quest’anno a un attivista bielorusso, un’associazione ucraina e una russa, tutti al lavoro per la coabitazione pacifica nell’area. La cerimonia norvegese prevede che i reali non presentino i premi ma assistano solo, dunque è sempre meno sontuosa della svedese: consegna del riconoscimento nel municipio della capitale e banchetto serale. Signore in abito da giorno al mattino: per la regina Sonja tailleur blu (mi dispiace non so definirlo meglio, in ogni fotografia ha una sfumatura diversa) con pillbox in tinta e accessori neri. E la capacità di non sembrare vestita da hostess. Mette-Marit in rosso, cappottino firmato Catherine Walker e bandeau (JT Milinery) rosso natale, bellissimi. Chic + chic.

Per la sera la principessa ereditaria continua col rosso, ma sceglie un modello di autore sconosciuto che non le dona affatto ela trasforma in un giunonico pacco natalizio. Shock. La regina invece punta sul bianco, linea semplice e attenzione irresistibilmente attirata dai tre fili di smeraldi.

Per avere un’idea migliore della sua mise vi posto un suo ritratto ufficiale: la cinta dell’abito è diversa ma il look è quello: semplice, chic.

Svezia, di nuovo

(Ph: Clement Morin/Nobelstiftelsen)

Decisa sterzata verso la modernità delle royal ladies svedesi la sera seguente, domenica 11, alla cena di gala offerta dai sovrani in onore dei Premi Nobel degli ultimi tre anni, compresi i vincitori del 2020 e 2021, cui la pandemia aveva impedito di festeggiare con adeguata solennità. Ho scelto la foto dei premiati del 2021, col nostro professor Parisi in prima fila, tra il Re e il principe Carl Philip, in perfetta versione scienzato distratto, col frac evidentemente preso a prestito dal capocameriere del caffè Greco, peccato che non sia la sua taglia.

Mi piace moltissimo la flamboyante Silvia in lamé arancione riciclato, che riesce a distogliere l’attenzione perfino dall’orlo dei pantaloni del marito. L’aiutano a splendere i 500 e passa diamanti della tiara a nove punte della Regina Sofia, che la sovrana ama e indossa spesso proprio per i Nobel, per tacere dei diamantoni al collo. Non mi fa impazzire la menaudière a forma di conchiglia, ma la perfezione non è di questa terra. Chic.

Ricicla anche Victoria: l’abito Elie Saab è visto e rivisto ma sempre bellissimo, e in un colore che è tornato di gran moda. In testa la futura regina porta la tiara dalla forma di un serto d’alloro che ha ereditato dalla principessa Lilian, moglie del prozio Bertil e amata come una notte (se avete voglia di romanticismo andate a leggere la loro storia d’amore Bertil e Lilian, omnia vincit amor). Favoloso il collier di smeraldi, favoloso il sorriso, favolosa lei, chic.

Incredibile dictu mi piace anche Sofia, che per una volta non è vestita da bambolina. Per lei un originale abito dégradé dal mandarino al bianco della stilista Lilli Jahilo il cui nome è tutto un programma, è il modello Maxima! Come sempre sul capo di Sofia c’è la tiara nuziale, questa volta con le perle (avrei osato gli smeraldi) in mano la Knot Bottega Veneta in bianco, ve l’ho detto che ce l’hanno tutte! Poi certo lei non sembra convintissima, e il colore non le dona particolarmente, insomma boh.

Liechtenstein

Proprio perché siamo a Natale sono uscite anche delle foto della first lady del Liechtenstein, Sophie, mogie del reggente Alois e prima donna del Principato dalla morte della suocera. Nata principessa e duchessa in Baviera, anche Sophie segue spesso lo stile Burda ma essendo bella e dotata di naturale eleganza fa sempre la sua figura. La vediamo impegnata in un’attività non particolarmente mondana ma tipica del periodo: la visita agli ospito di residenze per anziani.

Voi come la preferite, in pullover rosso e gonna a fantasia etnica, o in blazer grigio su pantaloni neri e camicia a piccoli disegni? Io francamente boh, ma mise a parte lei mi piace molto. E se come si vocifera si è fidanzata Marie Caroline, unica femmina dei suoi quattro figli, forse l’anno nuovo ce la mostrerà negli eleganti abiti di madre della sposa, non ci resta che attendere.

Questa la prima parte, il resto nell’anno nuovo. Ci ritroviamo nel 2023!

Il caffè del lunedì – It’s a girl!

Prima è arrivato il baby shower, che sarebbe un party pre nascita dove le amiche della puerpera la salutano portando regali per il nascituro, forse un po’ abusato cinematograficamente ma con l’indubbio vantaggio di non disturbare nelle prime settimane la neomamma col pupo. Ora, proveniente da non so dove, è giunto sulle rive del Mediterraneo il gender reveal cioè una sorta di happening dove il genere del bebè in arrivo viene rumorosamente rivelato. Se il baby shower è sicuramente di provenienza USA da dove venga questa nuova moda mi è ignoto, dato che il cattivo gusto è più diffuso della cellulite. Attenzione, per gender reveal non si intende un piccolo garbato ricevimento, dove magari alle persone invitate venga a un certo punto offerto un pasticcino con glassa azzurra o rosa. Il web è percorso da immagini di fuochi d’artificio, aerei che fanno acrobazie sputando fumo, accensione di luminarie sul palazzo dove vivono i futuri genitori precedute da un conto alla rovescia come quello per l’albero di Natale al Rockfeller Center. Addirittura in Brasile è stato versato del colorante in un fiume, genialata finita con gli autori denunciati per il danno ambientale.

Ora è il turno di Monsieur e Madame Ducruet: su Instagram hanno postato un breve filmato dove si vede un gruppetto di persone riunite all’esterno di una casa, deliziato dall’arrivo del cane della coppia, l’incolpevole Pancake che corre con dei palloncini legati al collare.

La notizia è dunque che a Montecarlo sta arrivando una bambina, una compagna di giochi da femmine per India Casiraghi, unica bimba tra i nipotini di Caroline che al momento, e ancora per poco, è l’unica dei tre figli di Rainier e Grace ad essere già nonna.

La futura grand-mère Stephanie mi sembra leggermente perplessa, ma credo che le passerà presto, avendone viste di ogni. Ora aspettiamo il nome!

Breaking News! La risposta è sì.

Sabato, guardando le forme arrotondate di Marie Chevallier, ci chiedevamo se la nuora di Stéphanie de Monaco, moglie del figlio Louis Ducruet, fosse in dolce attesa.

La risposta è sì, e l’annuncio arriva dai diretti interessati su Instagram. La principessa ribelle diventerà nonna per la prima volta, e immagino ne sarà felicissima. Il bebè sarà anche l’ottavo pronipotino di Grace, che avrebbe tanto voluto diventare nonna a sua volta ma non fece in tempo. La vita che continua e si rinnova porta con sé gioia e una grande allegria, e il 2023 preannuncia veramente bene, avremo parecchio da chiacchierare!

Intanto auguri ai futuri genitori, in particolare a Louis, che sabato compirà 30 anni (anche se ne dimostra la metà!).

Le foto del giorno – Happy Halloween!

Qualche anno – o decennio – fa Halloween aveva preso piede anche qui, e le nipoti di Lady Violet, che oggi hanno 30 e 24 anni, festeggiavano assai convinte. Poi l’entusiasmo è andato scemando, forse perché non essendo una tradizione particolarmente sentita da noi la vendita dei prodotti correlati non ha dato i risultati sperati, per cui si è preferito concentrarsi direttamente sul Natale. A noi rimane l’omaggio ai defunti nei cimiteri – appuntamento dolce e doloroso, che io manco quasi tutti gli anni – e qualche piatto a base di melagrana, mentre Halloween resta un’occasione divertente per i bambini e per gli amanti delle feste tout-court mentre lentamente se ne torna sull’altra costa dell’Atlantico. Infatti il materiale fotografico odierno ci viene gentilmente fornito da quei royals che hanno un rapporto più o meno stretto con gli USA.

A partire dal Principato di Monaco, il cui Principe Regnante è figlio dell’americana Grace Kelly. La sua consorte Charlène è sudafricana, e francamente non saprei quanto la festa dei morti sia popolare in quel Paese, ma la Princesse, nonostante il malfunzionamento di Instagram, è riuscita a postare una foto dei suoi gemelli in perfetto costume halloweenesco: Jacques è un vampiro stile Dracula, Gabriella una streghetta/zucca, la versione di femminile di Jack O’Lantern. Li trovo francamente adorabili.

Dalla Florida dove vive con la famiglia si fa viva anche Madeleine di Svezia, che non manca mai questo appuntamento. Deliziosa la minore dei suoi figli, Adrienne, vestita da unicorno; impeccabile la streghetta Leonore, mentre Nicolas sceglie la tenuta da Top Gun (negli USA Halloween è un po’ come il nostro carnevale, dunque le maschere non i limitano al mondo horror). Se i bambini non sono particolarmente spaventosi, ecco intervenire i genitori, abbigliati probabilmente da hippy. Orrore puro.

E i royals americani per eccellenza, i Mountbatten-Windsor? A Montecito tutto tace, né news né foto; se dovesse sbucare qualcosa aggiorneremo.

40 anni senza Grace

Il 14 settembre 1982 Grace de Monaco muore per le conseguenze di un incidente stradale avvenuto il giorno prima sulla stada tra Monaco e La Turbie; la principessa stava tornando nel Principato con la figlia Stéphanie. Dato che i social non c’erano ancora ma gli stupidi sì, anche all’epoca girarono voci di complotto, o verità innominabili: la principessa stava litigando furiosamente con la figlia, o sarebbe stata adririttura Stéphanie, diciassettenne senza patente, a guidare.

(Ph: Italo Bazzoli/Archives du Palais princier)

Molti lettori di questo blog non erano nati, o erano così piccoli da non ricordare l’impatto che quella morte inattesa ebbe. Una fine così repentina a un’età ancora giovane (Grace avrebbe compiuto 53 anni due mesi dopo) chiudeva una vita autenticamente straordinaria. La ricca ragazza di Philadelphia – il padre Jack, olimpionico di origine irlandese, aveva fatto i soldi col mattone – va a Hollywood e in pochi anni diventa la musa di Hitchcock, gira pochi film (ma qualcuno fa la storia del cinema) e vince un Oscar. Poi conosce un principe e lo sposa, sedendosi con lui sul trono del regno più piccolo del mondo. Che lei contribuisce a far diventare ricchissimo grazie all’arrivo di capitali da oltreoceano, e superglam grazie alla sua affascinante presenza e al suo tocco quasi magico. All’epoca Lello Bersani, celebre giornalista esperto di cinema disse: un’attrice non può volere di più, una donna non può volere di più. Forse avrebbe voluto solo stare ancora accanto ai suoi figli, conoscere i suoi nipoti. Mentre piangiamo la scomparsa di una grande sovrana, un piccolo ricordo va anche a lei, Sua Maestà la Grazia.

Qui trovate alcuni post che Lady Violet le ha dedicato Grace, il cigno (parte prima) Grace, il cigno (parte seconda) lo Scorpio Ball Ladycameron giorno 2 – I mughetti di Grace

Royal chic shock e boh

È domenica, ed è anche l’ultimo giorno di luglio; quale occasione migliore per una puntata della nostra rubrica sui royal look del mese?

Regno Unito

(Ph: David Ramos/Getty Images)

Partiamo dall’evento più recente, i Giochi del Commonwealth, inaugurati il 28 a Birmingham dal Principe di Galles e da sua moglie la Duchessa di Cornovaglia in rappresentanza di Sua Maestà, che se ne è andata a Balmoral iniziando le meritate vacanze. Charles e Camilla sono arrivati a bordo della celebre Aston Martin dell’erede al trono (ricordate? La usarono anche William e Catherine il giorno del matrimonio), ora alimentata da un carburante ottenuto da sottoprodotti di vino e formaggio. Caro Charles, diffondiamo questo motore così noi e la Francia diventiamo i nuovi Arabi, altro che petrolio!

(Ph: Karwai Tang/WireImage)

Quando Camilla è scesa, ha rivelato una mise veramente inattesa: ladies&gentlemen the jumpsuit, la tuta! Una creazione della fida Anna Valentine che la duchessa ha già indossato a uno degli innumerevoli eventi nel weekend del Platinum Jubilee, ma dato che le foto la ritraevano seduta non avevamo notato. Ora diciamolo, il fitting non è perfetto, il modello non mi convince del tutto, avrei evitato le scarpine décolletée in favore di un paio di stringate (anche se dopo una certa età evitiamo di criticare le scarpe, scelte magari guardando più alla comodità che all’estetica), ma questa settantacinquenne in tuta mi ha conquistato. In fondo cosa c’è di più elegante del non prendersi troppo sul serio? Chic.

Belgio

Il 21 luglio i Belgi celebrano la loro Fête Nationale nonché l’ascesa al trono di Philippe, che divenne Re in questo stesso giorno del 2013 in conseguenza dell’abdicazione del padre Albert. La giornata è iniziata col tradizionale Te Deum nella cattedrale dei Santi Michel e Gudule, alla presenza della famiglia reale al completo. Il colpo d’occhio è stato assai piacevole, con la regina e l’erede al trono vestite di due dei colori della bandiera nazionale (un tricolore a bande verticali nero giallo e rosso).

(Ph: Royalportraits Europe)

Mathilde in questa occasione sfoggia quasi sempre dei grandi cappelli di paglia e fa bene: col suo bel viso e la sua altezza le stanno un incanto (anche se questo ha una decorazione che avvolgendosi intorno alla cupola pare un serpente). E di solito, come in questo caso, sono firmati dalla belga Fabienne Delvigne. Anche per la mise si è affidata alle sua maison preferita, Natan, che ha creato per lei un abito in crêpe color giallo bouton d’or, che dovrebbe essere il ranuncolo, ma in francese fa un altro effetto. L’abito è “un modèle cape drapé de façon asymétrique” caratterizzato da un dettaglio un po’ drappeggio e un po’ mantella. L’effetto è un po’ pasticciato, né va meglio col fitting.

Sulla spalla sinistra a sottolineare il drappeggio c’è una grande spilla composta di foglie dorate, en pendant con gli orecchini, entrambi firmati Natan. Data l’importanza dell’occasione, non sarebbe stato meglio sfoggiare qualche gioia de famille? Boh.

(Ph: Utrecht Robin)

La Duchessa di Brabante ha fatto una scelta più moderna, adatta ai suoi vent’anni, e ha optato per un abito rosso in viscosa di Victoria Beckham. Sarà perché non ho più vent’anni da vari decenni, ma non mi fa impazzire, ha una lunghezza strana che le allunga un po’ troppo il busto; e mi sembra che anche il cerchietto sia fuori scala, rendendo tutto un po’ disarmonico. Lei è graziosa come sempre, ma in questo caso boh.

La giornata è proseguita con l’inevitabile parata militare, ottima occasione per ammirare le altre royal ladies. La principessa Astrid assiste alla parata indossando l’uniforme di Colonnello della Composante Médicale dell’Esercito e non compare in questa foto, ma penso (spero) che avrà evitato di parlare al cellulare come il fratello minore Laurent, cui potremmo presentare la nostra Presidente del Senato, ormai decadente, che alla parata del 2 giugno leggeva l’ipad masticando la gomma americana. Torniamo alle mise, che è meglio. La moglie di Laurent, quella santa donna della principessa Claire, è una bella signora non particolarmente elegante anche se questa volta è vestita meglio del solito, o almeno meno peggio. Non brutto ma un po’ moscetto l’abito grigio a ramages viola, abbinato a un cerchietto dello stesso colore che sembra fatto con la fascia dell’Ordine di Leopoldo. Ma che senso ha quella clutch arancione? Boh.

(Ph; Dirk Alexander)

Occhi puntati anche quest’anno sulla neocognata, Delphine Boël divenuta Principessa Delphine del Belgio dopo essere stata riconosciuta dal padre naturale, il Re Emerito Albert II. Delphine è un’artista e, forse anche per il suo complicato vissuto, usa queste occasioni per lanciare messaggi su ciò che le sta cuore. Se l’anno scorso era la cultura africana (Le foto del giorno – Principessa di ruolo), quest’anno il tema scelto è, inevitabilmente, la pace. Il suo robemanteau è una creazione del giovane stilista belga Pol Vogels. L’idea non è particolarmente originale (già me la vedo Miranda Priestly dire: una colomba? per la pace? avanguardia pura!), il modello ha dettagli interessanti, come la cintura a pieghe, ma spalle e maniche sono terribili. Come le scarpe col plateau e taccone che sembrano proprio la versione bianca delle Mary Jane Morobé indossate l’anno scorso. Shock.

Le celebrazioni per la festa nazionale erano iniziate la sera prima con un concerto dell’orchestra nazionale con la violinista Stella Chen. Presenti i sovrani e la principessa Astrid accompagnata dal marito Lorenz d’Austria-Este, che nonostante non sia un adone direi che appare come il migliore dei quattro. Tolto il re, che sembra una versione vecchia di Mattarella (nonostante abbia vent’anni di meno) neanche le signore brillano. La Reine Mathilde indossa un monospalla del belga Dries van Noten, stilista cerebralmente innovativo, che però la rende matronale, ed è banalizzato dalle scarpine dorate; insomma più che un rock una quadriglia. Astrid sfoggia un kimono firmato Essentiel Antwerp. Ora, il kimono è un capo che può essere di uno chic unico, col vantaggio di essere no size no age, cioè sta bene a qualunque età e a qualunque taglia, più stile di vita che capo di abbigliamento, e anche follemente di moda. L’unico rischio è che sbagliando modello, o materiale, o taglia, può sembrare una vestaglia. Appunto. Shock.

Monaco

Come annunciato, venerdì 8 luglio la Salle des Étoils dello Sporting-Montecarlo ha ospitato il Bal de la Rose, previsto per marzo e rinviato causa pandemia. E come previsto, Charlène brillava per la sua assenza. Dieci giorni dopo, lunedì 18, è stata la volta del Gala de la Croix Rouge che, smessi i fasti (fastosissimi) del passato è ridotto a un concerto sulla piazza del Casino, preceduto da un cocktail dînatoire – che mi sa tanto di aperitivo cenato – in terrazza.

L’incertezza nel tono della soirée si è drammaticamente ripetuta nell’abbigliamento dei padroni di casa: la rediviva Charlène era in un abito gran sera Prada, in un bellissimo color azzurro/glicine, con un pannello a fare da strascico. Mentre Albert II, che nell’occasione celebrava i suoi primi quarant’anni da Presidente della Croce Rossa monegasca, ha scelto un look tricolore, metà marinaretto alla Querelle de Brest (chi di voi ricorda il film di Fassbinder con Brad Davis?) metà atleta – va bene, diciamo tecnico – alle olimpiadi, vestito coi colori della bandiera. Che peraltro non è la sua, ma forse tutto in bianco e rosso sarebbe stato troppo pure per lui. Lei chic, lui buontempone.

Con loro la nipotina Camille Gottlieb, figlia minore della principessa Stéphanie, responsabile della sezione giovanile della Croix Rouge. La fanciulla, ventiquattro anni compiuti qualche giorno prima, sta evidentemente ancora cercando il proprio stile, ma mi sento di poter dire che l’abito Red Valentino non le rende un buon servizio, a meno che Camille non pensasse di andare a un ballo mascherato, per cui ha puntato tutto sull’Egyptian Revival e si è vestita da Joan Collins ne La regina delle Piramidi. Che però non aveva la cofana à la Moira. Sorry, shock.

Letteralmente tutta un’altra musica venerdì 8 luglio per il Bal de la Rose.

Qui la padrona di casa da quarant’anni è Caroline (dopo la morte di Grace, il 14 settembre 1982, ai due figli maggiori furono conferiti i più importanti incarichi della madre, per cui a Albert toccò la Croce Rossa e a Caroline la Fondation Princesse Grace, cui vanno i proventi del ballo).

Tema della serata i ruggenti anni Venti, maestro di cerimonie Christian Louboutin, abbigliato con un bizzarro completo percorso da nastri e coccarde, e in testa un fez en pendant. Shock (ma divertente)

(Ph: Pierre Villard / SBM)

In Chanel, ça va sans dire, Caroline, con un abito dalla gonna che si arriccia in un palloncino, per poi scendere alla caviglia. Una mise un po’ scura, un po’ cupa, rattristata dall’acconciatura – mia madre l’avrebbe definita “un quadro antico” – ma per me sempre chic, con menzione speciale per gli splendidi gioielli déco, a partire dalla spilla.

Presenti tutti e quattro i suoi figli con relativi partner, è stata la piccola Alexandra ad attirare su di sé tutti gli sguardi grazie al ricchissimo abito in tulle di Giambattista Valli, declinato nei colori del Principato, bianco e rosso. Con i suoi 23 anni Alexandra è comunque una delizia, ma che c’entra questa meringa fragola e panna con gli anni Venti? Boh. In compenso, se il ricamo sulla scarpa del suo boyfriend Ben-Sylvester Strautmann rappresenta un corgi, Lady Violet approva deliziata

(Ph: Pierre Villard / SBM)

Scelta opposta per la sorella Charlotte, che ha sublimato la propria magrezza in un abito Chanel, bianco e leggero, che avrebbe potuto essere creato direttamente da Mademoiselle Coco con le sue sapienti manine. Frange, fiocco nero, scarpine bicolore, non manca niente. Per me la più chic.

(Ph: Pierre Villard / SBM)

Chanel sta a Charlotte come Dior a Beatrice Borromeo, e infatti la bionda moglie di Pierre Casiraghi ha scelto una mise della celebre maison: un abito grigio a ramages ton sur ton con un piccolo strascico. Guardando l’insieme gli anni ’20 non sono la prima cosa che mi viene in mente – tra l’altro Christian Dior aprì la sua maison solo nel 1946 – però è sicuramente chic.

(Ph: Pierre Villard / SBM)

Last but not least Tatiana Santo Domingo, che aspetta il quarto figlio dal marito Andrea Casiraghi. Per accogliere il pancino ha scelto un abito Temperley London in paillettes color cipria, che sicuramente rimanda agli anni folli più della cascata di capelli sciolti, più stile Veronica Lake. A me è piaciuta, chic.

(Ph: Pierre Villard / SBM)

Al contrario dei pantaloni di marito e cognato, la cui lunghezza ormai surclassa quella dei pantaloni di zio Albert. Che pazienza…

Le foto del giorno – Servizio permanente effettivo

Con le foto di oggi possiamo dire che Charlène ha ripreso completamente ruolo e funzioni da Principessa Consorte di Monaco; ha infatti compiuto una di quegli atti che sono un classico per ogni royal lady che si rispetti: la visita a una residenza per anziani.

Di giallo vestita (l’abito è firmato Akris), un filo di perle che sarebbe piaciuto a Grace, l’eccessiva magrezza un ricordo lontano – ovviamente c’è chi ipotizza una nuova gravidanza, che francamente mi sentirei di escludere – la Princesse ha incontrato gli ospiti di A Qietüdine, il cui nome è in dialetto monegasco che è simile al ligure, cui ha donato fotografie della Famille princière; immagino che felicità!

Nonostante il moderato cinismo di Lady Violet, gli ospiti della residenza hanno mostrato di gradire visita e omaggio di Charlène che, bisogna dirlo, in queste occasioni offre il meglio di sé, e sembra assai più a suo agio che durante gli eventi formali.

Una fotografia è particolarmente dolce, e ve la lascio per ultima. Con quella grazia affettuosa tipica di certe persone anziane, una signora le bacia la mano.

Questa volta ci è proprio piaciuta, vuoi vedere che alla fine questi due ci regalano l’happy end?

Le foto del giorno – Chéz Francesco

Visita a sorpresa dei sovrani monegaschi in Vaticano, dove sono stati ricevuti in udienza privata da Papa Francesco.

È evidente che Charlène abbia recuperato appieno la funzione di Principessa Consorte e, a meno che non sia stata motivata da ragioni al momento a noi ignote, questa visita è il più autorevole dei suggelli al ruolo recuperato

. La Princesse ha coraggiosamente affrontato la canicola romana scelto di indossare: il nero e non il bianco, colore indossato per incontrare Papa Benedetto XVI nel 2013 lo stesso Francesco nel 2016. Allora Charlène aveva usufruito del privilège du blanc, il privilegio a vestire di bianco, riconosciuto alle consorti di sovrani cattolici – ai nostri giorni Spagna Belgio e Lussemburgo – cui in effetti né la principessa consorte di Monaco né quella del Liechtenstein avrebbero diritto, graziosamente concesso anche a Charlène in occasione della prima visita.

Sia chiaro, indossare il bianco è per queste signore non è un dovere ma un diritto, che Charlène oggi non ha usato. Accanto al marito, che conferma la sua fedeltà a giacche troppo strette e pantaloni troppo lunghi, la principessa ha scelto una mise perfetta sì, ma per una inaugurazione a Fontvieille, col tocco dark dello smalto scuro: gonna midi svasata con corpetto in pesante tessuto operato; le maniche e la parte alta del corpetto, che si apre in una scollatura a barchetta stile BB, sono in un tessuto più leggero e semitrasparente, e secondo Lady Violet piuttosto cheap.

C’è la mantiglia di pizzo nero, non ci sono i guanti – peccato veniale – e temo manchino anche le calze, peccato più grave. Ora, è vero che non troppi anni fa una Presidente della Camera si presentò a Francesco a piede nudo su zatterone con zeppa, ma non è che dobbiamo far passare proprio tutto eh. E infatti bocciamo le scarpine nude, che precipitano i saloni vaticani sulla terrazza dell’Hotel de Paris.

(Ph: Vatican Media (EV)/ABACA)

Charlène, cresciuta nella fede protestante, si convertì al Cattolicesimo poco prima delle nozze, e ha spesso mostrato una devozione profonda. Purtroppo oggi ha fatto un po’ confusione tra Pietro&Paolo e Dolce&Gabbana, e ha santificato la sobria mise con l’apposizione di un rosario, in preterintenzionale rivalità col crocifisso papale.

Amen.