The final farewell

Con una commozione mista a sollievo abbiamo visto la Regina arrivare a Westmister Abbey – sulle sue gambe, seppure con l’ausilio del bastone – per assistere alla solenne messa di suffragio in memoria dell’amato Philip.

(Ph: The Scotsman)

Era con lei in auto, e l’ha scortata fino al suo posto all’interno dell’abbazia, il figlio Andrew. Ci ha sorpreso la sua presenza? No, nei giorni scorsi è capitato di parlarne anche con qualcuno di voi, convenendo che sarebbe stato giusto così. Se dunque Lady Violet non è stata sorpresa dalla presenza del Duca di York, lo è stata invece alquanto dalla scelta dei colori. La Regina e le due signore che le sedevano più vicine – la figlia Anne e la nuora Camilla – erano tutte e tre in verde scuro. Più o meno quella tonalità nota come Edinburgh Green, strettamente associata al Duca di Edimburgo e intorno a lui variamente declinata, dalle livree dei suoi valletti alle sue auto, compresa la vettura usata a Windsor per trasportarne la salma il giorno del funerale (Le foto del giorno – L’addio).

Sul cappotto verde scuro la sovrana ha indossata una spilla con un profondo significato: è la Grima Ruby Brooch, creata dal gioielliere Andrew Grima con rubini incisi (di recupero) e oro giallo in un’astratta forma contemporanea, un dono che la regina ricevette dal marito nel 1966. L’italoinglese Grima era nato a Roma il 31 maggio 19201, dieci giorni esatti prima di Philip; trasferitosi nel Regno Unito con la famiglia, si era sposato anche lui nel 1947 con la giovane figlia di un gioielliere con cui aveva iniziato a lavorare, per poi rilevarne l’attività. Nel 1966 vinse – unico artigiano orafo nella storia del premio – il Duke of Edinburgh Prize for Elegant Design; e Philip volle donare alla moglie un pezzo della collezione premiata.

Si impone una riflessione: immagino quanti siano i gioielli legati al marito che Sua Maestà avrebbe potuto scegliere. Indossando questo, piuttosto che celebrare il loro legame, ha preferito rendere omaggio al marito e a ciò che lui ha realizzato nella sua vita. Così come la mise verde e la spilla colorata, certamente non da lutto, celebrano la vita di Philip, non la sua morte. E la stessa messa è una cerimonia di ringraziamento, per la sua vita e per tutti coloro che lo hanno avuto nella propria.

Sulla falsariga della sovrana, la Duchessa di Cornovaglia ha indossato orgogliosamente il badge dei Rifles – reggimento di fanteria, la cui uniforme è a sua volta nella stessa tonalità di verde, in questo caso ribattezzato Rifles green – di cui Camilla è Colonel in Chief, incarico “ereditato” dal suocero (Due giovanotti). La duchessa aveva indossato lo stesso badge anche al funerale di Philip, il 17 aprile dell’anno scorso (L’addio a Philip. Qualche dettaglio, qualche risposta.).

In questa atmosfera così densa di significati e di simboli entra a gamba tesa la Duchessa di Cambridge con una delle mise più clamorosamente sbagliate di sempre: un abito nero a pois bianchi accompagnato da un cappello da gaucho. A dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, che il nero non fa automaticamente lutto né tanto meno sobrietà. Per fortuna c’erano George e Charlotte ad attrarre l’attenzione! Louis, che non ha ancora quattro anni, è rimasto a casa, come tutti i più piccoli tra i pronipoti di Philip ed Elizabeth.

C’erano invece tre dei cinque nipoti della Princess Royal: Savannah e Isla Phillips col padre Peter, e Mia Tindall con i genitori. A casa naturalmente i figli delle principesse York, presenti con i rispettivi mariti, i due più piccoli dei Tindall e appunto Louis.

Di Archie e Lilibet neanche parlarne, come peraltro dei genitori.

Chi c’era dunque? Tutti e quattro i figli, tutti i nipoti tranne Harry e cinque dei dodici pronipoti, i più grandi. Mi è piaciuta molto la diciottenne Lady Louise – il fratello James mi piace sempre – con un vezzoso cappellino; meno sua madre Sophie Wessex, infiocchettata come un uovo di Pasqua.

C’erano alcuni dei nipoti di Philip – che avevano partecipato anche al funerale lo scorso anno – e la sua cara amica Penny Knatchbull.

Penny, elegantissima contessa Mountbatten of Burma, è stata anche l’unica presente al funerale a non essere un familiare stretto. Presente in massa la famiglia della Regina, a partire dai figli della sorella Margaret, David Lord Snowdon e Lady Sarah Chatto con marito Daniel e uno dei prestantissimi figli. Tra quelli visti da Lady Violet durante la diretta: il duca di Kent con figli e nuore ma senza moglie (che non sta benissimo e non compare in pubblico da un po’) suo fratello Michael di Kent con la moglie Marie Christine – non la mia favorita tra le royal ladies – i figli e i rispettivi coniugi. L’altro cugino, il Duca di Gloucester, con la sua simpatica moglie danese, che come si può vedere raramente azzecca un cappello.

Tra i reali stranieri sorprendentemente la Reina Letizia, col marito Felipe VI, ha indovinato il colore e si è presentata in verde scuro dalla testa ai piedi, anche se la sua perplessità sui cappelli si vede tutta; questo sembra un calamaro che l’è piombato sulla testa. Verde scuro anche per Beatrix d’Olanda, e sono certa che il suo non fosse un caso, mentre la nuora Máxima accanto a Willem-Alexander appare monumentale (non è un complimento) in abito grigio e cappa nera.

In compagnia dei mariti, Mathilde del Belgio in nero con perle, Margherita di Romania in grigio troppo perla.

E poi i sovrani di Svezia: lei in blu un po’ schiacciata dal cappello, lui che sembra quell’attore con due espressioni: col sigaro e senza il sigaro. Peccato che Carl Gustav non fumi, almeno in pubblico.

Non mancava la famiglia reale greca, cui Philip apparteneva, e in rappresentanza del Granducato, da sola, Maria Teresa, in pantaloni e senza cappello; in fondo, che sarà mai, è solo una messa solenne!.

Consentitemi a questo punto una riflessione un po’ antipatica: si dice che il funerale è l’occasione sociale perfetta, si può partecipare anche senza invito. Questo per i funerali reali non è vero, ma ci siamo capiti. Poche occasioni come i funerali, però, rivelano signorilità e classe, soprattutto nelle signore, ma non solo. Ecco, in questo caso Her Majesty, Margrethe di Danimarca, Beatrix d’Olanda, anche Anne-Marie sono anni luce avanti alle parenti acquisite, per quanto giovani belle ed eleganti queste possano essere.

E così sia.

14 pensieri su “The final farewell

  1. Apprezzo la scelta di coinvolgere Andrew con un ruolo di primo piano, visto che potrebbe essere l’ultima volta che lo vediamo in una occasione in qualche modo pubblica. E condivido il giudizio sul terzetto delle danesi !!

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    • Grazie! Andrew, unico dei figli della Regina non sposato, era la scelta perfetta come accompagnatore della madre, e non penso sarebbe stato giusto privarlo dell’ultimo saluto al padre. E se il carattere ufficiale della cerimonia era sottolineato dagli invitati reali (che comunque in gran parte sono anche parenti), dalla celebrazione nell’abbazia e nel rito, io ho visto forte anche l’intento di dare al tutto un carattere più “semplice” familiare e legato alla vita e alle passioni di Philip, come dimostrato anche dal dress code: niente lutto e signori in normale abito piuttosto che in tight. Quanto alla vicenda di Andrew, se l’accordo con Virginia Giuffre evita a tutti (anche a noi!) di vedere il duca alla sbarra, non gli consente però di dimostrare in modo inoppugnabile la sua innocenza, e dunque gli resterà addosso il dubbio di molti. E la certezza di tutti del suo comportamento inqualificabile.

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  2. Gentile Lady Violet, complimenti per il blog, lo seguo dal primo post e ne aspetto sempre i nuovi contenuti con curiosità. Sono curiosa, perchè l’outfit di Catherine è sbagliato per l’occasione?

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  3. Ho tirato un sospiro quando ho visto Elisabetta relativamente in piedi, mi colpisce la sua estrema dignità. Ammetto che non vado pazza per questa spilla ma ha una storia così bella dietro che l’apprezzo anche solo per quello! E mi è piaciuto in particolare quando si è fermata a salutare la donna vincitrice della medaglia Gold dei premi Duca di Edimburgo dopo la funzione, sorrideva con quella sua inconfondibile curiosità. Tra i reali la regina Margrethe era fantastica, con la spilla usata al funerale del marito, da quello che ho letto. Un altro bel gesto. E di una eleganza innata la contessa Mountbatten of Burma, di lei mi piace tutto l’insieme. Menzione speciale per tutti i pronipoti, tutti bravissimi a resistere l’intera funzione senza cedimenti. Mi colpisce ogni volta com’è alto George e la timidezza seriosa di James.

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    • La Regina ha un senso della dignità e dell’opportunità che incanta, e pure una grande naturalezza di comportamento che mi affascina tutte le volte. Margrethe ha sempre dichiarato di trarre ispirazione da lei, e direi che si vede. I bambini sono molto beneducati, e dai più piccoli ai più grandi sembrano anche equilibrati, cosa non scontata soprattutto in una situazione complessa come quella che vivono. Penso che molti genitori reali stiano facendo un buon lavoro. Quanto a Penny, magari le dedicheremo un post…

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  4. Il calamaro in testa a Letizia è un’immagine troppo divertente! Un commento ironico su internet diceva che per l’occasione la regina di Spagna e la duchessa di Cambridge si erano scambiate gli stili. In effetti il cappotto di Letizia richiamava molto alcuni di quelli usati da Catherine e ammetto che più o meno tutti ci aspettavamo di vedere quest’ultima con uno dei suoi. L’abito scelto da Kate forse ricorda un poco quello usato dalla regina spagnola alla cerimonia dell’Ordine della Giarrettiera, però quello a me era piaciuto, aveva una stampa leggera. (https://compass-media.vogue.it/photos/5fbf79bc20852499d050c4a1/master/w_2436,h_4272,c_limit/GettyImages-1150389043.jpg)
    Quando ho visto la duchessa sul momento mi ha fatto pensare a Mary di Danimarca. però non ho memoria della principessa danese con un vestito di questo tipo. Mah. Personalmente non amo il modello e neanche quei pois sul nero, così piccoli e fitti che fanno male agli occhi (su uno sfondo più chiaro, invece, danno meno fastidio, a parere mio). In compenso mi piace molto il cappello abbinato ai cappelli raccolti e agli orecchini. Li vedrei bene in un’altra occasione, tipo Ascot. Qui un bel primo piano. https://dilei.it/wp-content/uploads/sites/3/2022/03/kate-middleton-19.jpg

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    • Ciao Sabrina, sai che ho pensato anche io ad una sorta di “ scambio di stili “ tra la duchessa è la regina di Spagna? Avevo in mente proprio quell’occasione…

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      • Ciao Gabriella. Io ci sono arrivata a tappe… 🙂 Ho guardato la foto della regina spagnola e ho detto “Un cappotto come quelli di Catherine, taglio, scollo, colore….” Invece al primo sguardo su Kate ho pensato subito a Mary di Danimarca, ancora non so quale dettaglio mi ha dato quell’impressione ma è stata immediata. È stato dopo, leggendo il divertente commento sullo scambio di vestiti, che mi sono ricordata di Letizia alla cerimonia della Giarrettiera. E ho cercato le foto di quell’occasione per vedere se erano effettivamente così simili! :))

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  5. Buongiorno, complimenti per questo articolo, come sempre si trovano un sacco di informazioni e dettagli interessanti.
    Due curiosità: c’erano anche i figli/nipoti (immagino, per età…) tedeschi delle sorelle di Filippo?
    E, visto che Filippo era comunque un membro di sangue della casa reale greca, come mai non c’era la ex regina Sofia ?
    Grazie come sempre per la gentilezza e il garbo con cui tieni questo blog.

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    • Ecco le risposte per te: sì c’erano i nipoti che erano presenti anche al funerale dello scorso anno: il Principe Ereditario di Baden con la moglie, il Principe Philipp of Hohenlohe-Langenburg e Donatus Langravio d’Assia. La presenza della Reina Emerita è stata in forse per qualche giorno, ma poi Sofía ha rinunciato, dovendo partire il giorno dopo per New York, dove ha alcune impegni importanti con il Queen Sofia Spanish Institute. Grazie mille per le belle parole cara Benedetta, sei sempre la benvenuta sul sofà.

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