A Royal Calendar – 21 agosto 1930

Se avesse ereditato anche lei la forte fibra materna, oggi la Principessa Margaret compirebbe 90 anni. Invece una salute fragile, probabilmente compromessa da uno stile di vita non propriamente sano, l’ha portata alla tomba nello stesso anno della madre, e con sette settimane di anticipo.

Margaret Rose – che il padre chiamava “la mia gioia” mentre la sorella maggiore Elizabeth era “il mio orgoglio” – nasce il 21 agosto 1930 a Glamis Castle, prima royal baby dopo più di 300 anni a venire alla luce in Scozia. Il maniero è dal 1372 residenza dei Conti di Strathmore and Kinghorne, il casato cui appartiene la madre della piccola, Elizabeth Bowes-Lyon, all’epoca Duchessa di York. Sorge a nord di Dundee, e secondo la tradizione avrebbe ispirato a Shakespeare il celeberrimo Dramma Scozzese. Alcune fonti citano il fatto che la sua nascita fu registrata nel registro parrocchiale con qualche ritardo, per evitare che le fosse assegnato il numero 13, la scaramanzia che non ti aspetti!

Alla nascita è quarta nella linea di successione dopo lo zio David, il padre e la sorella maggiore; i genitori avrebbero voluto chiamarla Ann, ma il nonno George V impone il nome di Margaret, che in famiglia per tutti diventa Margot. Nel giro di sei anni cambia tutto e la principessa diventa seconda dopo Elizabeth, the heir and the spare; con la sorella avrà un rapporto spesso conflittuale, sempre molto stretto.

Piccolina e graziosa, a diciassette anni è damigella d’onore alle nozze di Elizabeth e Philip, in un abito del sarto preferito dalle royal ladies, Norman Hartnell, che la veste anche per i primi ritratti ufficiali. A ventun anni però Margaret sceglie Dior, un abito splendido, protagonista della mostra Dior Designer of Dreams, al Victoria & Albert Museum, versione British della mostra organizzata a Parigi per i 70 anni dal New Look (Lady Violet ha avuto la fortuna di vederle entrambe).

La principessa intanto si è innamorata; lui è Peter Townsend, colonnello della RAF, eroe della Battle of Britain e scudiero del Re. Peter ha sedici anni più di lei, e soprattutto è già sposato e ha due figli. All’inizio non lo sa nessuno, poi qualche voce inizia a girare, presto eclissata da altre più gravi notizie: il 6 febbraio 1952 George VI muore, e la figlia Elizabeth gli succede sul trono. Arriva il giorno dell’incoronazione, il 2 giugno 1953, e qui succede qualcosa di clamoroso. Margaret viene vista togliere un pelucco dall’uniforme di Peter, che nel frattempo ha divorziato; un gesto così intimo è la prova di un’affettuosa consuetudine.

È una love story che incanta tutte le ragazze degli anni ’50, ma finisce male: secondo il Royal Marriages Act del 1772, che regola il matrimonio dei membri della Royal Family, le nozze devono essere autorizzate dalla sovrana. Che è giovane e all’inizio del suo regno, e non se la sente di avallare una unione non accettata dalla Chiesa Anglicana, di cui è il capo. Si decide di aspettare che Margaret compia i 25 anni; a quell’età il consenso regale non è più necessario e potrà decidere autonomamente. Alla fine la principessa rinuncia. Per senso di responsabilità, o per non perdere i suoi privilegi; probabilmente per entrambe le ragioni. Townsend è già stato spedito all’ambasciata di Bruxelles, Margaret resta a Londra dove diventa la regina della jeunesse dorée.

Incontra Tony Armstrong-Jones, un fotografo con poche gocce di sangue blu, belloccio affascinante e assai creativo (sarà lui a organizzare la cerimonia che incoronò Charles Principe di Galles). Decide di sposarlo quando Townsend le scrive annunciandole le sue nozze con una giovanissima fanciulla belga. Quello tra Margaret e Tony – creato nel frattempo Conte di Snowdon – è il primo royal wedding ripreso dalle telecamere della BBC; se duemila ospiti affollano Westminster Abbey, 300 millioni si godono lo spettacolo da casa.

La sposa arriva al braccio del cognato Philip, con un abito d Norman Hatnell, sontuoso nella linea ma sobrio nella decorazione. Se l’abito è semplice, la tiara è davvero sfarzosa: sulla testa di Margaret brilla la favolosa Poltimore. Creata da Garrand negli anni 70 dell’ottocento per Florence, moglie del Barone Poltimore, smontabile in modo da ottenere un collier e 11 spille, la tiara ha ornato varie teste prima di finire all’asta nel 1959. Qui è stata acquistata dalla principessa – o dalla Regina, o dalla Regina Madre, come di dono di nozze – che l’ha indossata molto spesso su complesse acconciatura in grado di donare svariati centimetri al suo modesto metro e 55. Principessa e tiara sono protagoniste di una delle fotografie più iconiche dell’epoca: Margaret a mollo nella vasca da bagno, con addosso solo la Poltimore. In una foto scattata da Tony, of course.

Nascono due figli, David nel 1961 e Sarah nel 1964; il matrimonio va avanti tra alti e bassi – soprattutto bassi – costellato di eccentricità, bevute, tradimenti, la probabile bisessualità di lui; nel 1976 arriva la separazione e nel 1978 il divorzio. Margaret inteccia una relazione con il biondo e capelluto Roddy Llewellyn, e questa volta è lui ad essere più giovane, di 17 anni.

Come spesso accade alle signore agée che frequentano giovanotti col ciuffo lui a un certo punto si innamora di una coetanea e la sposa. Lei intensifica le stranezze, i capricci, e una serie di comportamenti poco educati e per niente regali. I problemi di salute si aggravano, il viso è gonfio, i piedi infilati in sandali ortopedici sempre più simili a ciabatte; resta lo sguardo impertinente dei begli occhi azzurri.

Il 6 settembre 1997 è un giorno rimasto nella memoria collettiva; Londra e il Regno Unito si fermano per i funerali di Diana. La Royal Family è schierata davanti i cancelli di Buckingham Palace, lo stendardo reale è a mezz’asta. Al passaggio del feretro la Regina, e altri con lei, chinano il capo. Margaret no, un gesto né regale né pietoso. Certo, le cronache parlano di un rapporto tra le due che si è andato deteriorando fino al collasso dopo l’improvvida intervista televisiva della Principessa di Galles che Margaret aveva condannato duramente, considerandolo un comportamento non adatto a una reale (materia su cui pare desse spesso molti consigli). Sfortunatamente non lo fu neanche il suo, in un momento in cui era richiesto ben altro che una ripicca personale.

La fine è una lunga agonia: due ictus che la lasciano cieca a un occhio e semiparalizzata. Il 9 febbraio 2002 la morte.

Essendo una ragazza degli anni ’60 ho molti ricordi diretti della vita di Margaret, regina dei rotocalchi spesso suo malgrado. Mi ha sempre dato l’idea di una figura tragica, come se davvero la nascita nel castello di Macbeth l’avesse segnata con una maledizione.

2 pensieri su “A Royal Calendar – 21 agosto 1930

  1. Cara Lady Violet, splendido articolo!
    Penso che a certi livelli non sia molto facile dare uno scopo alla propria vita. Alcuni ci riescono, ad esempio, coltivando una passione, come la sportivissima Princess Royal Anne, o dedicandosi alla beneficenza, come la povera Diana. Altra enorme difficoltà credo sia trovare persone di cui fidarsi, che siano sinceramente legate a te, come sembrano essere Camilla per Charles e Catherine per William.
    Margaret, apparentemente tanto fortunata, non sembrava molto felice, peccato, forse non aveva trovato il suo equilibrio.

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