Archetipi straordinari

Dicesi archetipo il primo esemplare che diventa modello, cui uniformarsi o con cui confrontarsi. Esempio: HRH The Prince of Wales è l’archetipo dell’ultrasettantenne in attesa di contratto a tempo indeterminato. La parola viene dal greco ἀρχέτυπον, composta da ἀρχε- (prefisso che indica principio, primato, comando) e τύπος (modello). Ora so cosa pensando: s’era detto che avremmo parlato di cultura, e finalmente Lady Violet s’è decisa. Sì e no, perché questa storia con la cultura c’entra così così.

Giunge dalla West Coast la notizia che Meghan, Duchessa di Sussex, il mese scorso ha chiesto presso l’ufficio responsabile di depositare la parola “archetypes” scelta come titolo per una serie di podcast, oggetto di un contratto milionario con Spotify, di cui però ancora si è sentita una parola. L’idea di mettere il copyright, cioè inibire l’uso o in alternativa farselo pagare, a un neologismo, ad esempio archewell che è il nome della loro fondazione avrebbe un senso. Ma quella di fare lo stesso con una parola di uso comune – archetype compare nella lingua inglese più o meno all’epoca di Shakespeare, alla metà del Cinquecento – oscilla tra il geniale e lo spudorato. Se poi volessimo fare una riflessione seria – ma breve breve, non preoccupatevi – mi viene in mente che questa mossa spiega più di mille parole la natura della sua relazione con la regalità: non ne conosce la natura né l’importanza storico istituzionali, probabilmente non le capisce e sicuramente non le interessano.

O forse è il tentativo di dotarsi di un’allure mitologica, non potendo incarnare l’archetipo della statunitense sposata ad un royal (c’era già Grace) né dell’attrice sposata a un royal (sempre Grace) né della divorziata sposata a un royal (Letizia) né dell’afroamericana sposata ad un royal (Angela del Liechtenstein) né tantomeno della sposa reale in cattivi rapporti con la famiglia d’origine e/o l’acquisita, il cui archetipo si rintraccia tranquillamente nell’Iliade, autentico archetipo dei poemi epici ed eroici

Però questa tenzone sulle parole è affascinante; ricordate quando la Regina proibì l’uso di royal nel brand Sussexroyal e Harry ribatté che tale termine non era nella disponibilità della nonna? O di quando i duchi sottolinearono la loro dedizione al service, il servizio, citato dalla Regina come scopo e impegno di tutta la vita? Bene, ora è la volta di archtypes, uno scontro tra Montecito/resto del mondo che non sfigurerebbe sulle pagine della Settimana Enigmistica.

E pensare che noi da quasi cinquant’anni usiamo la supercàzzola senza versare un centesimo a nessuno. Semplicemente così, come fosse Antani.

8 pensieri su “Archetipi straordinari

  1. Certo che il buon Prince of Wales si porterà dietro questo ruolo di perenne attesa pure sui libri di Storia… ormai non se ne libera più! 😄
    Spudorato è un aggettivo interessante per questa richiesta di copyright ma volendo stare terra terra credo sia una banalissima (e non so quanto effettivamente utile) tattica pubblicitaria. Ricordi il vecchio detto “bene o male purché se ne parli?”. Se però il poadcast non avrà una certa sostanza temo che finirà come l’unico che hanno prodotto dopo l’uscita dal Regno Unito. Nonostante la presenza di vari ospiti, jncluso Elthon John e la voce di Archie che faceva gli auguri di buon anno, il poadcast era finito oltre il 70esimo posto nella classifica di Spotify… superato pure da una discussione sulle balene (sarei curiosa di sapere cosa dicevano per fare il sorpasso… avranno fatto parlare pure la balena?🤔) .
    Sulla carta sembrano sempre avere idee a mille ma alla prova dei fatti non vedo mai nulla di veramente concreto che ti fa dire: ” Mi piace! Ottimo lavoro!”. Quanti poadcast, libri, documentari ci sono oramai su internet e in TV? Non è così facile conquistare il pubblico. Le persone ci mettono un attimo a scegliere qualcos’altro. Ormai le possibilità sono moltissime.

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    • Infatti la cosa singolare è che con tutto il battage finora hanno prodotto poco e quel poco non memorabile. Quanto al copyright, può essere banalmente marketing o inserirsi nella scia di vip americani che pensano di poter possedere le parole. Tipo Kim Kardsdhian, che un’amica mi racconta volesse il copyright della parola KIMono (per la sua linea di lingerie) in quanto contenente il suo nome. Giapponesi sdegnato, si è rischiatauna nuova Pearl Harbor.

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      • Siamo a posto! Ma sospetto che la coppia riuscirà a fare molto peggio!! Sto immaginando i giapponesi davanti ad una simile richiesta di Kim 😂…

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  2. Sinceramente quello che ormai fanno o dicono questi due mi pare del tutto ininfluente e di dubbio interesse, fuorché per loro. Immagino sia difficile per la regina promuovere strappi e rotture ulteriori, ma non so cosa potrà succedere con Carlo sul trono o quando toccherà al fratello…
    L’impressione è che riescano a far parlare di sé giusto perché appartengono alla famiglia reale: fuori da questa…il nulla.

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