La foto del giorno – 13 aprile

Dame Helen Mirren è forse la più royal delle attrici in circolazione. Non è solo l’alter ego di Her Majesty, interpretata nel film The Queen, che le fruttò l’Oscar come miglior attrice protagonista, e nella pièce teatrale The Audience – cui Lady Violet ha avuto la fortuna di assistere – ma è stata anche Queen Charlotte, consorte di George III nel film La pazzia di Re Giorgio, Elizabeth I nell’omonima serie televisiva, e a teatro Cleopatra e Margherita d’Anjou, moglie di Henry VI (folle pure lui), nelle tragedie di Shakespeare. Ora l’elenco si allunga con un’altra regina, e che regina!helen mirren catherine greatLa sublime Helen interpreta Caterina la Grande in una serie in quattro puntate per Sky Atlantic, che sarà trasmessa in autunno.

Nata Sofia Federica Augusta di Anhalt-Zerbst in una famiglia aristocratica prussiana, divenne Caterina a sedici anni sposando lo zarevic Pietro e sovrana assoluta di tutte le Russie detronizzando dopo soli sei mesi di regno il marito, che ebbe il buon gusto di morire (forse con un piccolo aiuto) poco dopo. Seguirono trentaquattro anni di regno illuminato e illuminista, con la zarina che si considerava una sorta di filosofo sul trono e unì alle importanti riforme dello stato e all’abilità in politica estera l’amore per la cultura e la protezione degli enciclopedisti francesi, Voltaire Diderot e D’Alembert, ai cui principi ispirò il suo governo.

Personaggio complesso e affascinante, noto per le passioni carnali almeno quanto  le doti intellettuali e politiche, già portato sullo schermo da regine di Hollywood: Marlene Dietrich, Bette Davis, Jeanne Moreau. Una bella sfida per l’attrice, nata Helen Mironoff, nipote di un diplomatico russo che quando scoppiò la rivoluzione d’ottobre si trovava a Londra e ci rimase. Allora, siete pronti a innamorarvi di un’altra Queen?

La foto del giorno – 12 aprile

Si racconta che una quindicina d’anni fa vivesse a Madrid una graziosa fanciulla, esile come un giunco e forte come una quercia. La fanciulla, di nome Letizia (con la Z, all’italiana), era intelligente e determinata, molto concentrata sulla carriera, tanto che a un certo punto si sposò il professore, perché si sa l’amore è bello, ma l’amore giusto è meglio. Matrimonio civile, perché la fanciulla era atea, e pure repubblicana. Comunque durò poco. Poi qualcuno ci mise la coda (il diavolo no perché la fanciulla non ci credeva) e Letizia incontrò affascinò e sposò er mejo fico der bigonzo: addirittura il figlio del re. E la repubblicana atea di qualche anno prima si ritrovò princesa e poi reina, anzi Su Majestad Católica la Reina de España. Facendo buon viso alla corona Letizia ha iniziato una lunga e intensa frequentazione di prelati d’ogni ordine e grado e cerimonie religiose d’ogni tipo, ma quello di ieri è stato un incontro veramente speciale. letizia domenicaneNell’agenda della Reina la giornata prevedeva una visita a Lerma, cittadina della provincia di Burgos, per inaugurare una mostra di arte sacra. Le intraprendenti suore domenicane del locale convento di San Blas, in previsione della regal visita, decidono di invitare la sovrana da loro; telefonano alla Zarzuela, ma viene loro spiegato che non basta un invito a voce, secondo protocollo bisogna inviare richiesta scritta. Parte la richiesta, e dopo un po’ arriva la risposta: non se ne parla. Assicurando comunque le loro preghiere le suore incassano il rifiuto e non ci pensano più. E invece ieri mattina arriva una telefonata: Letizia (o chi per lei) ci ha ripensato e passerà a salutarle una volta conclusi gli altri impegni. Se parlate spagnolo (sennò niente paura, si capisce lo stesso) andate a leggere il simpatico racconto fatto direttamente dalle suore sul loro account Facebook (cercate Noviciado Dominicas Lerma) o sul sito http://www.dominicaslerma.es, scoprirete che ciò che le ha più colpite dell’incontro con la Reina è scoprire la persona dietro il titolo (in verità colpirebbe anche noi).

A Lady Violet l’operazione suore e simpatia è piaciuta; certo, se fosse maliziosa potrebbe pensare a una strategia messa in campo in vista della Pasqua, onde cancellare il ricordo di ciò che accadde l’anno scorso a Palma de Mallorca, alla tradizionale Messa di Resurrezione, tra Letizia e la suocera Sofía (ricordate? 2018 A Royal Year – 12 mesi in 12 foto ). Ma giuro, il pensiero non ci ha neanche sfiorato.

La foto del giorno – 11 aprile

Il Presidente Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura, è in visita ufficiale in Giordania e ieri è stato ricevuto dai sovrani a Palazzo Al Husseiniya. rania lauraEcco le due signore insieme, chiacchierare sorridenti e piuttosto rilassate; d’altronde si conoscono già, si incontrarono al Quirinale nel 2015. Laura all’inizio del mandato paterno sembrava sempre un po’ a disagio, e vestita anche malino. Ora è molto migliorata, ha trovato un equilibrio col suo carattere schivo e anche le sue mise hanno subito un deciso upgrade. Bello il giacchino nero con fibbia gioiello, ma la gonna così proprio no; intanto è troppo corta, un errore che la nostra first lady fa spesso e non dovrebbe, per ben tre motivi – li dobbiamo ripetere? – occasione, età e pure le gambe, che non sono brutte ma un po’ arcuate. E poi, perché una mise così funerea di giorno, in un paese pieno di sole? Considerate che in mano tiene una stola, pure lei nera, che in qualche momento ha perfino indossato; al di là di ogni considerazione meteorologica (sento caldo io per lei), se almeno quella fosse stata colorata… Al suo opposto la regina Rania, con un candido thashemiti mattarellarench Lanvin, borsetta gialla Marni, scarpe bicolore Dior, giallo dietro e platino davanti. Non so, c’è qualcosa che non mi convince; intanto lei è molto magra e il trench un po’ abbondante, l’effetto delle maniche d’organza si perde a causa di quello che c’è sotto, probabilmente un abito bianco a maniche lunghe. E poi gli occhiali! Capisco il sole, ma non è educatissimo tenerseli sul naso nella più formale delle occasioni. Mi è anche venuto il dubbio che avesse qualche problema, ma quest’altra foto fuga purtroppo ogni dubbio e mostra la sua mise da un’altra angolazione, rivelando un pannello d’organza anche sul fianco. Insomma, alla regina va la sufficienza. L’erede al trono però è promosso con lode!

BREAKING NEWS! comunicato sul prossimo parto della Duchessa di Sussex

harry meghan baby communicationUna comunicazione ufficiale da Palazzo rende noto che, ringraziando tutti per l’attenzione e gli auguri rivolti al nascituro e ai futuri genitori, i Duchi di Sussex hanno deciso di tenere privati i dettagli del parto e la nascita stessa, per cui l’annuncio dell’arrivo di Baby S verrà data a loro discrezione.

Naturalmente ciò che va bene per loro – ed è evidentemente approvato (se non, come dire, ispirato) da Sua Maestà – va bene per tutti. Altrettanto naturalmente, tutti i complottisti che pensano sia una finta gravidanza (sì, ci sono pure questi) con una madre surrogata nascosta da qualche parte, magari nella residenza inglese dei Clooney (sì, ho letto anche questo), al leggere l’annuncio si sono scatenati.

Per quanto mi riguarda, saluterò con gioia il/la pupetto/a quando arriverà, sperando che non si ecceda con le idee alternative sul parto, che il primo a quell’età può presentare più di un problema (ma non ho dubbi che saranno consigliati per il meglio). Per il resto la gestione comunicativa di questa gravidanza mi ha abbastanza annoiata, non vedo l’ora di annoiarmi anche per il puerperio.

La foto del giorno – 10 aprile

Lunedì 8 Eugenie di York ha preso la parola nell’ambito della 19° Alliance against Trafficking in Persons Conference promossa a Vienna dall’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa). eugenie osceIl dramma del traffico di esseri umani è un ambito in cui la principessa si sta impegnando seriamente e ciò le fa onore, dato che è uno di quegli argomenti che molti di noi – io per prima – fanno finta di non vedere, di non sapere. Ho l’impressione, e non da oggi, che Eugenie stia facendo un buon lavoro in campo umanitario, con uno stile più fattivo che comunicativo, e questo dell’OSCE mi sembra un riconoscimento importante.

Passando a cose più leggere, la neo signora Brooksbank sta meravigliosamente bene, bellissimi i capelli di quel colore ramato che sta d’incanto sia con la pelle chiara sia con l’abito blu, che rimandano a quelli di mammà ma senza esagerare. Insomma, i Greci l’avrebbero detta καλή καί ἀγαθή, bella e brava.

Sessant’anni, oggi

A gentile richiesta, un piccolo omaggio alla coppia imperiale giapponese che oggi festeggia le nozze di diamante e tra venti giorni lascerà il trono al Principe Ereditario.akihito michiko

hirohito familyAkihito nasce nel palazzo imperiale di Tokio il 23 dicembre 1933, primo figlio maschio dopo ben quattro femmine dell’imperatore Hirohito e di sua moglie Nagako. All’epoca il Tennō era ancora considerato di natura divina,  discendente diretto della dea solare Amaterasu, dunque il piccolo principe è anche un piccolo dio. Ma il 1 gennaio 1946, dopo la disastrosa sconfitta del Giappone, il Generale McArthur costringe l’imperatore a firmare la Ningen sengen -“Dichiarazione della natura umana” – e la nuova costituzione del 1947, imposta dagli Americani, ne riduce il ruolo a simbolo della nazione con poche funzioni, esclusivamente formali e cerimoniali. 

michiko familyMichiko Shōda, nata a Tokyo il 20 ottobre 1934, viene da una famiglia ricchissima senza una goccia di sangue blu, che alle abilità imprenditoriali unisce l’amore per cultura; se suo padre è alla guida di una delle maggiori compagnie alimentari asiatiche, lo zio è un famoso matematico che diventerà presidente dell’Università di Osaka. Michiko riceve un’istruzione completa, orientale e occidentale. Si laurea summa cum laude in Letteratura Inglese all’università cattolica di Tokyo (lei non è stata battezzata, ma la famiglia è cattolica) e segue anche dei corsi a Oxford e Harvard. È bella, intelligente, colta, ricchissima; suona il pianoforte, gioca a tennis e ha molti corteggiatori tra cui, sembra, anche tal Yukio Mishima. japan tennis (old)Il 19 agosto 1957 è a Karuizawa, cittadina nella Prefettura di Nagano, e gioca una partita di doppio misto; il suo avversario è il giovane principe ereditario. Si innamorano subito, ma gli eredi al trono imperiale di solito sposano lontane cugine o fanciulle della più alta aristocrazia, naturalmente educate allo Shinto, e l’imperatrice madre non sembra contenta. japan royal weddingIl giovane Akihito non si fa influenzare e non cede; il 27 novembre 1958 viene annunciato il fidanzamento, cui segue il 14 gennaio la cerimonia ufficiale di compromesso e il 10 aprile le nozze. Nel rito shintoista gli sposi – abbigliati con gli splendidi, sontuosi, pesantissimi costumi tradizionali – sono soli con il celebrante; il primo atto ufficiale come marito e moglie, questa volta in abito di gala alla moda occidentale, è la visita alla coppia imperiale. japan royal wedding 2Nascono tre figli: il futuro tennō Naruhito, il principe Fumihito e la principessa Sayako (che non si vede mai perché avendo sposato un borghese non fa più parte della famiglia imperiale, come prescrive la legge). michiko daughter snoopyLa successione è assicurata dalla nascita del principe Hisahito, nel 2006, che non è figlio del principe ereditario, ma del fratello minore. La trasmissione del Trono del Crisantemo avviene ancora esclusivamente per via maschile, per cui l’unica figlia, femmina, del futuro imperatore, è stata esclusa.

akihito intronazione

(Ph. Getty Images)

Il 7 gennaio 1989, alla morte del padre, Akihito diventa Imperatore; il 12 novembre 1990 la solenne cerimonia di intronizzazione segna l’inizio ufficiale del suo regno, noto col suo nome imperiale, Heisei (al termine del post trovate una breve nota sui nomi imperiali giapponesi).

Non è stato sempre facile, la vita all’interno delle mura del Palazzo è scandita da regole rigidissime sotto il continuo controllo della kunai-cho, la potente Agenzia della Casa Imperiale; lo stress costa a Michiko un’afasia psicogena, comparsa all’improvviso il giorno del cinquantanovesimo compleanno e durata alcuni mesi, durante i quali l’Imperatrice non è in grado di pronunciare parola.

Credo però che il sostegno del marito non le sia mancato, e ancora oggi è una gioia vederli insieme; con le figure minute e la grazia dei gesti misurati, lui impeccabile e sempre generoso di simpatici sorrisi, lei rarefatta ed elegante in kimono o con una delle giacche/mantella che ama tanto, sempre più simile a una kokeshi, la tradizionale bambola portafortuna.

japan kindergartenMa ecco la prova che qualche volta si scatenano anche loro!

Una delle immagini che preferisco, e che penso rappresenti bene la coppia imperiale, è quella presa a giugno del 2005 durante la visita a Saipan, isola del Pacifico teatro di alcuni episodi della Seconda Guerra Mondiale; inchinati verso il mare in cui trovarono la morte tanti giapponesi. japan visit saipan 2005Oggi invece le nozze di diamante le hanno festeggiate così, con figli e nuore, e quel tocco di inevitabile, indispensabile formalità. japan 60th anniversary

 

Nota. In Giappone il sovrano in carica non viene mai chiamato col nome proprio (inquesto caso Akihito), ma semplicemente Tennō Heika, Sua Maestà l’Imperatore. Al suo regno viene dato un nome, al momento è Heisei; quando l’imperatore morirà, sarà chiamato sempre col nome assegnato al suo regno, dunque Akihito diventerà l’Imperatore Heisei. Anche all’imperatrice sarà dato un nome postumo, e verrà ricordata con quello. Al momento, siccome l’imperatore abdica, verrà definito Jōkō abbreviazione di un titolo più lungo analogo al nostro “emerito”. Anche gli altri membri della famiglia imperiale hanno un nome proprio e uno imperiale, per cui ad esempio il secondogenito di Akihito si chiama Fumihito, ma il suo titolo è Principe Akishino, che è il modo con cui lo chiamano i giapponesi (il nome proprio lo usiamo fondamentalmente noi in Occidente, perché non ci è chiarissimo il meccanismo); il titolo passa anche alla famiglia, per cui ad esempio la sua prima figlia si chiama Mako, Principessa Akishino. Tutto chiaro?

A Royal Calendar – 9 aprile 2005

Il giorno in cui il royal wedding più atteso, desiderato, esecrato, benedetto, maledetto, fu celebrato, e finalmente HRH The Prince of Wales sposò l’amore di una vita, Mrs Camilla Parker Bowles, née Shand. c c weddingMatrimonio civile, perché se lui a quel punto era vedovo lei era solo divorziata e la Chiesa Anglicana, come la Cattolica Romana, non consente in questo caso quello religioso. Il fidanzamento ufficiale era stato annunciato due mesi prima, il 10 febbraio, e le nozze fissate per venerdì 8 aprile, poi rinviate al giorno seguente perché lo sposo venne a Roma a rappresentare la Corona ai solenni funerali di Papa Giovanni Paolo II.

ascot room windsor guildhall

(Ph. Peter Macdiarmid/Getty Images)

Scartata l’ipotesi di celebrare la cerimonia in privato a Windsor Castle – si scoprì che la licenza per la celebrazione del rito veniva rilasciata con durata triennale, e ciò dunque avrebbe consentito a chiunque di sposarsi al castello – la coppia optò per Guildhall, il palazzo municipale a cento metri dal maniero, scegliendo la piccola Ascot Room (rendendo così la piccola sala il posto più in per i matrimoni, e infatti poco dopo ci si sposò pure Elton John). Presenti i figli degli sposi, fratelli e nipoti, il padre di lei, qualche cugino di lui; testimoni il principe William e Thomas Parker Bowles, assenti la Regina e il Principe Consorte.

Camilla era in un colore descritto come crema chiaro, scelta poco felice perché nelle foto sembra proprio bianco, e risulta francamente poco adatto. camilla wedding-dress-zLe signore Robinson e Valentine, titolari della maison omonima, crearono per l’imminente duchessa un completo formato da abito di chiffon di seta arricchito da un pizzo leggero a motivi circolari e pardessous coordinato, più ampio cappello di paglia Philip Treacy, che nella sua brillantissima carriera ha fatto di molto meglio. Non mancavano i tocchi royal: la spilla con le tre piume simbolo del Principe di Galles, appuntata un po’ infelicemente sul colletto, e la clutch firmata Launer, il brand delle iconiche borsette di Sua Maestà. Oltre all’anello di fidanzamento of course: un diamante taglio smeraldo fiancheggiato da baguette appartenuto alla nonna dello sposo, l’amata Queen Mom, che probabilmente lo ebbe in dono dal marito alla nascita della primogenita Elizabeth. Cosa pensiamo di questa mise? A me non dispiace ma neanche mi entusiasma, sicuramente avrei preferito un couturier di maggior talento, anche se in fondo la scelta riflette la personalità di Camilla, una donna pragmatica con uno stile classico e sobrio; l’unica royal bride ad aver riciclato l’abito da sposa, indossato due anni dopo, con accessori diversi, all’inaugurazione del Parlamento gallese. camilla recycles-wedding-dress-z

Al rito civile seguì nel pomeriggio una benedizione impartita dall’Arcivescovo di Canterbury – che aveva fortemente sostenuto questa scelta – nella St.George’s Chapel. La cerimonia, definita Service of Prayer and Dedication, fu trasmessa in televisione così tutto il regno – e non solo gli 800 invitati – fu testimone dell’atto di pentimento pronunciato dai futuri sovrani: We acknowledge and bewail our manifold sins and wickedness, Which we, from time to time, most grievously have committed, by thought, word and deed, Against thy Divine Majesty, Provoking most justly thy wrath and indignation against. (Riconosciamo, e piangiamo, i nostri molti peccati e vizi, che noi, di volta in volta, abbiamo molto gravemente commesso con il pensiero, con le parole e con le azioni, contro la tua Divina Maestà, provocando assai giustamente la tua collera e il tuo sdegno contro di noi). c c wedding st george's chapelLa sposa si era cambiata indossando la seconda mise creata per lei da Robinson Valentine: un abito di leggero chiffon griogioazzurro sotto un soprabito in seta pesante nella stessa tonalità, con tocchi dorati in rilievo, e scarpe grigie. Un insieme elegante e molto adatto sia a lei sia alla particolare natura della cerimonia, che ho avuto occasione di veder dal vivo nel 2014 in una mostra dedicata alle spose al Victoria and Albert Museum.

Confesso che non mi aveva convinto del tutto; il contrasto tra due tessuti così diversi sembrava poco armonico e la manifattura del soprabito mostrava qualche pecca, ma col tempo mi convinco sempre più che questo resta uno degli abiti da royal bride più eleganti e meglio scelti degli ultimi anni. camilla wedding hatE di quel copricapo, ne vogliamo parlare? Philip Treacy si riscattò ampiamente dal cappello indossato al mattino per il matrimonio civile inventandosi un cerchietto che evoca un fascio di spighe dorate, trasformando la sposa matura in una Demetra, una Cerere, una dea del grano e delle messi. Sublime. Deludente invece il piccolo bouquet tenuto in mano da Camilla, va bene il simbolismo dei fiori (il daffodil del Galles, le rose provenienti dai giardini di Highgrove) ma per una sposa adulta avrei preferito qualcosa di meno bambinesco, anche se meno abbinato all’abito (anzi meglio).camilla wedding bouquetAlla benedizione religiosa c’erano anche Her Majesty e il principe Philip che hanno posato (abbastanza) sorridenti nella fotografia ufficiale; notate la raffinatezza del calzino lilla del Maggiore Bruce Shand, padre della sposa e l’assoluta bruttezza della mise della graziosa Laura Parker Bowles, stile usciere di Tiffany’s. c c wedding familyOggi Charles e Camilla hanno festeggiato l’anniversario in Irlanda del Nord, alla riapertura di Hillsborough Castle; dopo quattordici anni di matrimonio – più tanti d’amore – si guardano ancora così. charles camilla 14th

La foto del giorno – 9 aprile

Tra tre settimane questa coppia adorabile non siederà più sul trono del crisantemo e si godrà gli ultimi anni a riposo e in serenità. japan tennisL’allora principe ereditario Akihito conobbe Michiko Shōda sui campi da tennis nel 1957, se ne innamorò e la scelse come compagna di vita andando contro una tradizione millenaria, la potente Agenzia della Casa Imperiale e la sua stessa madre, l’imperatrice Kōjun, che sembra fosse contraria. La sposò il 10 aprile 1959, facendo di lei la prima futura imperatrice non aristocratica nella storia del Giappone. Domani festeggeranno dunque le nozze di diamante, e speriamo di vedere qualche bella immagine. Intanto godiamoci questa (dovrebbe essere del 2013) che li vede impegnati in un doppio misto, lei un po’ ingoffita da un paio di braghettoni – ma si sa che l’imperatrice è sottoposta a regole severissime, dunque più che la bruttezza dell’abbigliamento notiamone l’atletica grazia – lui très chic con candidi pantaloni lunghi à la Fred Perry.

E a proposito di anniversari di matrimonio, oggi anche una famosissima coppia royal festeggia il proprio, sospirato, quattordicesimo, e naturalmente Lady Violet vi sta preparando un post coi fiocchi. A più tardi, e come si dice in questi casi, stay tuned!

La foto del giorno – 8 aprile

Quante fotografie simili a questa abbiamo visto? E quante ancora ne vedremo! the queen ridingSfidando le temperature ancora rigide di aprile Sua Maestà questa mattina si è concessa una passeggiata a cavallo nel parco di Windsor. Trench blu, il capo protetto da un semplice foulard invece del casco, che indossa raramente, è salita in groppa ad uno dei suoi pony Fell – tipica razza equina inglese, simile all’olandese Frisona – ed è uscita accompagnata dal capo stalliere Terry Pendry.

Tra due settimane, proprio la domenica di Pasqua, la sovrana festeggerà il novantatreesimo compleanno, ed è imminente anche l’arrivo dell’ottavo pronipotino, Baby Sussex. Niente impegni per lei fino al 15 maggio, quando parteciperà al primo dei tre garden party tradizionalmente offerti dalla Royal Family a Buckingham Palace in primavera (gli altri due si terranno il 21 e il 29 maggio), e a giugno l’aspettano il Trooping the Colour e l’annuale cerimonia dell’Ordine della Giarrettiera.

In verità per il prossimo giugno si vocifera anche di una visita ufficiale del Presidente Trump, magari in occasione dei 75 anni dal D Day, lo sbarco in Normandia, il 6 del mese. Se la visita ci sarà davvero speriamo che qualcuno insegni al presidente come ci si comporta davanti a una regina, onde evitare la serie di gaffe che riuscì a fare l’anno scorso, quando lui e la sua signora incontrarono brevemente Her Majesty dopo essere stati ospiti di Theresa May a Blenheim Palace.

La foto del giorno – 7 aprile

My name is Bond, William Bond. At Her Majesty’s Secret Service.wills bondIl Duca di Cambridge ha di recente compiuto un breve stage di tre settimane per conoscere meglio l’intelligence del paese: una settimana MI5 (si occupa della sicurezza interna, controspionaggio, terrorismo, protezione dei Reali), una MI6 (per la sicurezza fuori dai confini, ed è qui che lavora James Bond) e l’ultima GCHQ (è la cyber agency, i servizi di sicurezza tecnologica). Escludendo un futuro per William come agente segreto, mi sembra che il suo training da futuro erede al trono si stia intensificando.

Ma cosa ha fatto esattamente il duca in questo periodo? Va detto che non si è limitato ad avere contatti solo coi vertici, ma ha lavorato come un agente in servizio; nella prima settimana, dedicata al MI6, si è occupato della rete di contatti all’estero che contribuiscono alla sicurezza del Regno Unito. Al MI5 ha affiancato il team dell’antiterrorismo verificando le procedure investigative e le attività di analisi e protezione degli obiettivi sensibili. Nell’ultima settimana, passata a Cheltenham nella sede del GCHQ ha imparato le tecniche usate dagli esperti di tecnologia, e le strategie per gestire il web trasformandolo in un mezzo di indagine e tutela.

Ora che siamo tutti più sicuri (anche noi British solo nell’anima) è d’uopo dedicare qualche minuto all’immortale incontro tra Her Majesty e Mr. James Bond:  Happy and Glorious, realizzato per l’inaugurazione delle Olilmpiadi di Londra 2012. Elizabeth II è scortata dai suoi tre corgi Monty Holly e Willow, che nel frattempo sono volati sul ponte dell’arcobaleno. La loro storia Purple e Lady Violet ve la racconteranno presto. https://www.youtube.com/watch?v=1AS-dCdYZbo