Unforgettable

Intervistata dalla BBC Camilla, Queen Consort per grazia di Dio e volontà della suocera, ne ha ricordato gli splendidi occhi blu, che le illuminavano il viso quando sorrideva con quel sorriso meraviglioso, gentile e spesso venato di una leggera ironia.

Ce la ricorderemo così, con quel sorriso. Continueremo a parlare di lei, ma non oggi. Oggi no.

E magari la penseremo appuntandoci una spilla. A sinistra, mi raccomando.

Ladies in black

Mentre continua l’omaggio dei sudditi, che restano in fila per molte ore pur di porgere l’ultimo saluto alla sovrana, ci si prepara ai solenni funerali di stato di lunedì. Nell’attesa torniamo indietro di qualche giorno, a quello della processione che ha portato il corpo della Regina da Buckingham Palace a Westminster Hall, per esaminare brevemente le mise delle royal ladies; potrebbero essere un anticipo di ciò che vedremo. Come sapete, la tradizione britannica vuole che siano gli uomini a seguire il corteo funebre, e così è stato anche questa volta, con l’eccezione della Princess Royal, che ha accompagnato sua madre accanto a fratelli e nipoti.

Il resto della Royal Family, schierata e in gramaglie, ha accolto il feretro.

La Regina Consorte

Camilla indossava uno dei vari abiti realizzati su misura per lei da Fiona Clare; semplice, elegante, accessoriato con scarpe scollate – abbastanza comode da accogliere il dito che la neoregina si è fratturato nei giorni scorsi – e un cappello nero che non le avevo mai visto. Ad attirare l’attenzione è però la spilla appuntata sul vestito, particolare per soggetto e dimensioni.

(Ph: Getty Images)

Non è di provenienza reale ma un dono che il defunto padre Bruce Shand le fece prima ancora che lei entrasse a far parte della Royal Family. Rappresenta un insetto stecco, molto comune alle nostre latitudini; contrariamente a quanto accade per altri – farfalle, api, libellule – non ha per noi una particolare valenza simbolica, ma per Camilla deve avere un significato particolare, probabilmente legato all’idea di vita dopo la morte o di rinascita. Infatti ha spesso indossato questa spilla in altre occasioni legate al ricordo (di suo padre ma non solo), o funebri, come il funerale di Lady Soames, la più giovane dei cinque figli di Winston Churchill morta nel 2014.

La contessa di Wessex

(Ph: Getty Images)

Sophie era particolarmente legata alla Regina, un legame probabilmente divenuto più stretto dopo la morte di sua madre, e il suo dolore in questi giorni è composto ma palpabile. Mercoledì ha indossato un vestito midi Chloé che sembra quasi un abito talare, impressione rafforzata dalla sobria calottina in crêpe di JT Millinery, e soprattutto dalla piccola croce al collo che dal giorno della morte della sovrana non si è mei tolta. Una scelta imitata il giorno dopo a Sandringham dalla nipote acquisita Catherine, quando col marito Wiliam ha incontrato le persone radunate fuori dalla residenza reale del Norfolk.

La principessa di Galles

(Ph: Mark Stewart/Avalon)

Molto compresa nel suo dolore e nel suo nuovo ruolo, Catherine ha optato per un cappotto nero Catherine Walker, un modello che ha già indossato più corto e color crema (Le foto del giorno – 7 giugno). Alle orecchie gli orecchini di perle che il gioielliere Collingwood donò in occasione delle sue nozze a Diana, cui apparteneva anche il braccialetto di perle che si intravvedeva al suo polso destro. Sulla spalla un gioiello di dimensioni importanti, la spilla a forma di foglia con tre grandi perle che risaltano sul pavé di diamanti. Un prestito della Regina, che l’ha indossata poche volte, una delle quali la visita nella Corea del Sud, nel 1999. Un giusto equilibrio tra l’omaggio alla sovrana e quello alla precedente Princess of Wales.

(Ph: Fiona Hanson/PA Images/Getty Images)

Interessante la scelta del cappello, un, pillbox di JT Millinery con veletta. Sembra che le royal ladies al funerale di stato copriranno il viso con un velo, come accadde settant’anni fa per la cerimonia di addio a George VI. Allora si trattava del classico velo da lutto, vedremo lunedì se la tradizione sarà rispettata, o se verrà interpretata in modo più moderno e, passatemi il termine, vezzoso.

La Duchessa di Sussex

(Ph: Tim Rooke/Shutterstock)

Veletta anche per Meghan, che indossa un berretto di Stephen Jones, decano dei modisti inglesi chic – suoi molti di cappelli di Diana – cui la duchessa si è rivolta per le ultime uscite inglesi, scelta che ha tutta la approvazione di Lady Violet, per quello che vale. Il cappotto invece è Givenchy Couture riciclato; lo ha indossato la prima volta al Remembrance Sunday del 2018.

(Ph: Ray Tang/Getty Images)

Alle orecchie piccoli orecchini di diamanti e perle, che la Regina le donò nel giugno 2018, qualche settimana dopo le nozze. Molto brava a non aggiungere altro (unica eccezione, probabilmente l’orologio e/o il bracciale, entrambi Cartier, appartenuti a Diana) e a portare i guanti.

Le foto del giorno – La vegliano i nipoti

Se finora non vi eravate commossi, se le vicende che dalla morte di Her Majesty si susseguono senza sosta vi hanno un po’ sopraffatto (se siete su questo blog diamo per scontato che “non mi interessa” non sia un’opzione), questa sera sono certa che una lacrima si sia affacciata anche agli occhi di quello tra voi meno facile alla commozione.

Perché la breve veglia che quegli otto nipoti – uomini e donne adulti da un bel po’, ma anche una ragazzina e un adolescente da poco uscito dall’infanzia – è una delle cose più belle che mi sia capitato di vedere quest’anno.

In Italia sono appena passate le sette di sera, quando si sentono i tre colpi di sciabola conto il pavimento marmoreo di Westminster Hall, ed ecco arrivare il piccolo corteo. Primo viene William, nella bella uniforme dei Blues and Royals. Poi Harry, stessa divisa del fratello, indossata per concessione del padre re in riconoscimento della carriera militare. Seguono la principesse York, Lady Louise e il fratello, il quindicenne Viscount Severn, e i Phillips. Le ragazze vestite di nero portano tutte un cerchietto sui capelli, Zara caracolla un po’ sui tacchi troppo alti, il giovane James intenerisce nella sua giacca con le code, la sorella Louise ha una catenina con un ciondolo, la silhouette di un cavallo, amore che la legava ai nonni. Sulla balconata i Conti di Wessex seguono i figli con sguardo tenero e un filo di apprensione.

(Ph: Sky News)

L’intero omaggio dura un quarto d’ora, come sono arrivati gli otto nipoti se ne vanno, il passo scandito interrotto da Zara che inciampa sulla scala (ah, i tacchi!).

Lady Violet resta seduta sul suo sofà, consapevole di aver visto qualcosa di unico, in cui la complessa coreografia della rappresentazione regale si mischia con la naturalezza del dolore. Pomposità e semplicità, una sintesi tra “alto” e “basso” che è forse l’ultimo dono della Regina. E lo fa anche a noi.

Se ve lo siete perso, lo trovate qui https://twitter.com/i/status/1571194664991997954

Le foto del giorno

A Londra sono le 19.35 quando la diretta BBC inquadra tre auto che si avvicinano a Westminster Hall, dove il feretro di Queen Elizabeth II riceve l’omaggio dei suoi sudditi (c’è stato anche David Beckham, in lacrime, dopo aver fatto ben 13 ore di fila, insieme a tutti gli altri).

(Ph: Sky News

Tredici minuti dopo tre colpi scandiscono l’arrivo di quattro persone. Sono il Re, la Princess Royal, il Duca di York, il Conte di Wessex. È l’ormai famosa Vigil of the Princes, la veglia al corpo della sovrana defunta, che già abbiamo visto a Edimburgo. Rispettando le previsioni, anche Andrew è in uniforme, per concessione del re; non vuol dire null’altro che questo, la possibilità di indossare di nuovo l’uniforme in una occasione particolare.

(Ph: Eddie Mulholland)

Sulla balconata laterale è schierata la Royal Family allargata: ci sono Camilla, Sophie con i figli, Tim Laurence, tutti nipoti della defunta sovrana tranne i Wales e i Sussex, molti pronipoti: la bimbe bionde, coi capelli fermati da fermagli o cerchietti di velluto nero. I cugini Kent e Gloucester, con figli e nipoti.

(Ph: Eddie Mulholland)

Domani si replica, a vegliare la nonna saranno tutti gli otto nipoti, insieme. William sarà in uniforme, e anche Harry. I quindici minuti della veglia sono passati, all’interno dell’edificio l’omaggio continua. Da fuori giungono gli applausi al Re. Long live the King!

Un sobrio compleanno

Compie oggi cinquant’anni la Reina Letizia, nata a Oviedo, capoluogo delle Asturie, il 15 settembre 1972.

Quando vede la luce, figlia del giornalista Jesús José Ortiz (figlio a sua volta di una nota giornalista) e dell’infermiera Paloma Rocasolano – entrambi poco più che ventenni – nessuno potrebbe immaginare che la bimba un giorno assumerà proprio il titolo di Princesa de Asturias, prima di diventare Reina, eppure…

Una trentina di anni dopo viene scelta da Felipe che lei, prima di conoscerlo, chiamava ironicamente Felipito. È una donna emancipata, è repubblicana, è persino divorziata, ma alla fine sul trono della cattolicissima Spagna si siede lei, anche grazie alle improbabili fidanzate collezionate dall’erede al trono, per cui alla fine Letizia sembra il meglio, o almeno il meno peggio (ma il suocero non la accetta mai davvero).

Un compleanno importante che per forza di cose passa in secondo piano, ma che comunque era stato già pensato assai sobrio: niente celebrazioni ufficiali, niente auguri pubblici, nemmeno un nuovo ritratto; solo una festa in famiglia. Assai ridotta pure quella, visto che la suocera è a New York per l’imperdibile quarantesimo anniversario del gemellaggio tra Madrid e la Grande Mela, il suocero nel buen retiro di Abu Dhabi, e delle cognate non parliamo proprio.

Lunedì Letizia sarà col marito ai funerali della cara zia Lilibet, come la chiamava lui, ma questi sono giorni di business as usual; ieri ad esempio i sovrani hanno inaugurato la nuova ala dell’ospedale di Guadalajara. Per l’occasione la Reina ha rubato la camicia alla figlia Leonor, abbinandola a pantaloni bianchi. In fondo parte del suo fascino sta anche nella capacità di stupire: da un lato mostra orgogliosamente i (pochi, invero) capelli grigi dall’altra – potendo permetterselo – si veste da adolescente. Chi può dimenticare gli shorts indossati questa estate? Ma in fondo l’età cos’è se non un numero? Ai prossimi cinquanta!

Con Letizia compiono oggi gli anni altri due royal: sono 49 per Daniel, consorte della Principessa Ereditaria di Svezia, e 38 per il Duca di Sussex. Il primo lo aspettiamo al varco l’anno prossimo, per il mezzo secolo. A Harry, in mezzo alla tempesta, buon vento. Ma anche pace e bene.

The people’s Queen

Alle 14.22 Her Majesty lascia Buckingham Palace e va incontro al suo popolo, che potrà renderle l’ultimo omaggio lungo i quattro giorni e la cinque notti in cui la salma resterà esposta a Westminster Hall, l’edificio più antico del complesso che ospita il Parlamento (e il Big Ben).

Il corteo passa sotto il balcone da cui la si è affacciata per l’ultima volta al termine del Platinum Jubilee; era lo scorso 5 giugno, le restavano 95 giorni.

Sulla bara avvolta dallo stendardo reale è posata una corona di fiori bianchi, la terza che vediamo; è composta da rose e lavanda che vengono dal parco di Windsor, con rami di pino raccolti a Balmoral. Su un cuscino di velluto viola è stata deposta la Imperial State Crown, le cui perle ondeggiano al movimento del feretro, trasportato su un affusto di cannone tirato da cavalli neri.

Il corteo avanza, il passo dei soldati che a lei e non al Parlamento hanno giurato fedeltà è ritmato, scandito dalla musica – tra cui la Marche Funèbre di Chopin – suonata dalla banda militare coni tamburi “imbustati” in drappi neri. Secondo la tradizione sono gli uomini ad accompagnare Elizabeth loro madre, nonna, zia, cugina, suocera; sola eccezione, la Princess Royal, che ripete il gesto fatto per il funerale della nonna, vent’anni fa. Molti di voi sono rimasti affascinati dalla principessa e dal suo comportamento; abbiamo parlato poco di lei ma rimedieremo al più presto.

(Ph: MOD)

In prima fila ci sono i figli in ordine d’età Charles Anne Andrew e Edward, Dietro di loro i nipoti, William Harry e Peter Phillips (manca il visconte di Severn, figlio di Edward, che non ha ancora 15 anni). In terza fila il Conte di Snowdon, figlio della Principessa Margaret; il Duca di Gloucester, cugino della sovrana e Tim Laurence, marito di Anne. Il corteo compie il tragitto (meno di un chilometro e mezzo) nei 38 minuti previsti, al secondo. Elizabeth è puntuale anche nei suoi ultimi appuntamenti. Prima di entrare a Westminster Hall il corteo passa davanti alla statua di Winston Churchill, in Parliament Square; fu l’ultimo a ricevere l’onore di un funerale di stato nel gennaio del 1965 ed era stato il primo Prime Minister di Elizabeth regina.

Funerali di Stato per Winston Churchill (Ph: Channel 5)

Mentre ieri atterrava l’aereo che da Edimburgo riportava a Londra il corpo della defunta sovrana, pensavo come il suo regno fosse iniziato proprio così, scendendo da un aereo. Era il febbraio di settant’anni fa, e la giovane Elizabeth tornò in fretta e furia dal Kenia, dove era in visita, alla notizia della morte del padre che la rendeva regina. Ad accoglierla c’era il Prime Minister, Churchill, che durante il viaggio in auto fino all’aeroporto aveva dettato il discorso che avrebbe tenuto ai Comuni alla segretaria. La quale in seguito raccontò al figlio che in quell’auto piangevano tutti: lei, Churchill, la sua guardia del corpo, l’autista. Quella segretaria era Jane Portal, ora Lady Williams, e il figlio Justin Welby, l’Arcivescovo di Canterbury che oggi a Westminster Hall ha benedetto la salma, e pregato per la sua anima.

E lì, nell’antico edificio c’era tutta la famiglia ad attendere Elizabeth.

C’è qualcuno che, guardando il corteo funebre che accompagna il feretro della sovrana da Buckingham Palace a Westminster, non abbia pensato solo per un attimo a quello di venticinque anni fa, per Diana?Non so voi, ma io lo trovo molto diverso. In quel caso il sentimento principale era la disperazione; questa volta ci sono dolore e tristezza ma c’è anche la speranza. Rappresentata proprio da quei due ragazzi disperati, ora due uomini; l’uno pronto ad assumere le responsabilità che lo attendono, l’altro a organizzarsi la vita in un modo che forse non avrebbe immaginato.

Ora so che avete due obiezioni. La prima: perché solo Andrew e Harry, che in effetti sono gli unici ad avere una cartiera militare, non hanno potuto indossare la divisa? Perché l’uniforme non è un abito qualsiasi, dunque la facoltà di indossarlo rispetta alcune regole fondamentali, in assenza delle quali non è concesso, e basta. Mai sentito parlare dell’affaire Dreyfus?

Seconda: Avrete senz’altro notato che dopo la preghiera i Sussex erano mano nella mano. È grave? No. È corretto? Non particolarmente, avrei evitato. Ma loro sono così, se li inviti per il tuo compleanno e chiedi di portare la torta, sanno che ami il profiterol, ma portano la cheesecake perché piace a loro.

Nel prossimo post continueremo a parlare delle royal ladies, come le abbiamo viste a Westminster, con un occhio anche alle mise e soprattutto ai gioielli.

Se vi siete persi il corteo di oggi potete rivederlo a questo link https://www.youtube.com/watch?v=pKNXu5n70bs

40 anni senza Grace

Il 14 settembre 1982 Grace de Monaco muore per le conseguenze di un incidente stradale avvenuto il giorno prima sulla stada tra Monaco e La Turbie; la principessa stava tornando nel Principato con la figlia Stéphanie. Dato che i social non c’erano ancora ma gli stupidi sì, anche all’epoca girarono voci di complotto, o verità innominabili: la principessa stava litigando furiosamente con la figlia, o sarebbe stata adririttura Stéphanie, diciassettenne senza patente, a guidare.

(Ph: Italo Bazzoli/Archives du Palais princier)

Molti lettori di questo blog non erano nati, o erano così piccoli da non ricordare l’impatto che quella morte inattesa ebbe. Una fine così repentina a un’età ancora giovane (Grace avrebbe compiuto 53 anni due mesi dopo) chiudeva una vita autenticamente straordinaria. La ricca ragazza di Philadelphia – il padre Jack, olimpionico di origine irlandese, aveva fatto i soldi col mattone – va a Hollywood e in pochi anni diventa la musa di Hitchcock, gira pochi film (ma qualcuno fa la storia del cinema) e vince un Oscar. Poi conosce un principe e lo sposa, sedendosi con lui sul trono del regno più piccolo del mondo. Che lei contribuisce a far diventare ricchissimo grazie all’arrivo di capitali da oltreoceano, e superglam grazie alla sua affascinante presenza e al suo tocco quasi magico. All’epoca Lello Bersani, celebre giornalista esperto di cinema disse: un’attrice non può volere di più, una donna non può volere di più. Forse avrebbe voluto solo stare ancora accanto ai suoi figli, conoscere i suoi nipoti. Mentre piangiamo la scomparsa di una grande sovrana, un piccolo ricordo va anche a lei, Sua Maestà la Grazia.

Qui trovate alcuni post che Lady Violet le ha dedicato Grace, il cigno (parte prima) Grace, il cigno (parte seconda) lo Scorpio Ball Ladycameron giorno 2 – I mughetti di Grace

Le foto del giorno – The long goodbye

Oggi mi sono collegata tardi al sito BBC NEWS – che vi consiglio caldamente, anche se non conoscete l’inglese; vi eviterete imprecisioni sciocchezze e signore di mondo chiamate a dare il loro improbabile parere – erano le 18:42 e un aereo militare lasciava l’aeroporto di Edimburgo.

A bordo il feretro di Elizabeth II che rientrava a Londra. La regina lascia per sempre l’adorata Scozia ma la sua ultima immagine, con quella gonna tartan che tanto ci aveva incuriosito, rimarrà per sempre.

Ad accompagnarla in questo viaggio c’è l’unica figlia Anne, devastata ma ferma, con il marito Tim Laurence a sostenerla con discrezione, sobrio e solido. “Le  cose della morte sono cose di donne” recita un detto, e Anne lo conferma in questa sua presenza accorata e costante.

Anne, che ieri a Edimburgo ha seguito il feretro della madre lungo il Royal Mile in uniforme, e poi ha fatto una cosa da uomo: con i tre fratelli le ha reso omaggio con la Vigil of the Princes, una breve veglia di dieci minuti con i quattro figli disposti ai quattro lati del catafalco.

(Ph: Jane Barlow)

Ieri la capitale scozzese ha offerto un assaggio del funerale reale, il feretro accompagnato dal palazzo di Holyroodhouse alla cattedrale di St Giles dai figli (e dal genero), scortato dagli uomini del Royal Regiment of Scotland e dagli arcieri della Royal Company of Archers – per tradizione le guardie del corpo del monarca in Scozia – con la lunga penna d’aquila sul berretto. Tra chi gridava il suo rispetto per la defunta regina e il sostegno al nuovo re, un uomo ha urlato frasi contro il Duca di York. L’urlatore è stato prontamente bloccato dalla polizia; Andrew, notoriamente dotato di una discreta faccia di bronzo, ha fatto finta di nulla e la processione ha proseguito senza ulteriori intoppi.

Oggi la Princess Royal ha rilasciato un comunicato nel quale, ringraziando tutti per la partecipazione, confida di avere avuto la fortuna di vivere con la madre le sue ultime 24 ore, e il privilegio di accompagnarla in questi ultimi viaggi. Anche in questa occasione tra le parole attentamente scelte della dichiarazione formale traspare una commozione vera, non sorprendente ma nemmeno scontata. Penso che questa manifestazione di emozioni e sentimenti, così inusuale per la Royal Family, abbia l’effetto di consentire agli altri di sentirsi davvero parte di questo lutto. È un dolore in qualche modo accogliente, e credo sia qualcosa che la società contemporanea apprezzi. Se mi permettete una piccola digressione personale, guardando ieri i quattro fratelli durante la breve processione, ho provato quel senso di comprensione e partecipazione che unisce tutti quelli che hanno camminato dietro il feretro dei propri genitori. E non ho potuto non ricordare le candele accese a St Giles in memoria dei miei.

Intanto Her Majesty è arrivata a Londra, e questa notte riposa a Buckingham Palace prima di essere trasferita domani a Westminster Hall. Se però volete sapere qual è l’immagine di oggi che preferisco, eccola.

I cavalieri scozzesi salutano il passaggio dell’amata e rispettata regina come a lei sarebbe piaciuto di più. In sella.

Le foto del giorno – ‘A livella

Sono giorni così, ciascuno fa del suo meglio e anche questo piccolo blog va avanti come può, fedele al principio se ha fatto quello che potevi hai fatto quello che dovevi. Intanto Her Majesty lascia l’amata Balmoral alla volta di Edimburgo e del palazzo di Holyroodhouse, la residenza reale ufficiale in Scozia.

(Ph: Ian Forsyth/WPA Pool/Getty Images)

Con lei in rappresentanza della famiglia c’è la Princess Royal – Anne, l’unica figlia – che ora di quella famiglia è la matriarca, ruolo bello e oneroso. La lunga strada è orlata di migliaia di persone che danno l’addio alla sovrana offrendo il loro omaggio e il proprio rispetto. A un certo punto c’è schierata una guardia d’onore composta da trattori; tempi normali l’avremmo trovato ridicolo, ora solo tenero. Ognuno partecipa con quello che è, con quello che ha. Tanti bambini; assistono a un momento storico per il loro Paese che non dimenticheranno.

La bara di quercia che accoglie le spoglie della sovrana è avvolta dallo stendardo reale scozzese, con una semplice corona di fiori bianchi. Per comporla sono stati scelti alcuni dei suoi fiori preferiti – dalia, pisello odoroso, flogo, erica bianca, abete – tutti raccolti nel parco di Balmoral. Il giorno del funerale di stato il suo corpo verrà accompagnato a Westminster Abbey su un affusto di cannone; oggi viaggia come tutti, su un’auto funebre. Che sul finestrino laterale reca il nome dell’agenzia di pompe funebri, il signor William Purves, destinatario di una pubblicità planetaria.

Abbiamo più volte commentato come in questi giorni la Royal Family stia manifestando sensazioni ed emozioni in un modo raramente abbiamo visto in precedenza. La Regina era famosa anche per il feroce controllo delle proprie lacrime, che solo raramente si sono affacciate da quegli occhi azzurri, e comunque dopo una certa età. Una di quelle rare volte ha un particolare legame con la data di oggi, scoprite quale qui A Royal Calendar – 11 settembre 2001.

The (once) Fab Four

Mentre il feretro di Queen Elizabeth lascia per sempre Balmoral alla volta di Edimburgo, noi facciamo brevemente il punto sulle ultime ventiquattr’ore. Nonostante l’importanza della cerimonia con cui sabato mattina Charles è diventato King Charles III, ciò di cui tutti hanno finito per parlare è rappresentato in questa foto: i due figli del nuovo sovrano e le loro mogli nuovamente insieme, a Windsor.

(Ph: Chris Jackson/Getty Images)

Le due coppie sono uscite dai cancelli del maniero per salutare i presenti e ammirare i fiori lasciati in omaggio alla regina scomparsa. Catherine, neo Principessa di Galles, dritta come un fuso e affilata come un rasoio, procede con passo da bersagliere. La cognata Meghan, che rimane Duchessa di Sussex – e rimane overseas, come ha amabilmente sottolineato il suocero nel suo discorso – appare meno sicura, infagottata nel vestitone nero. Non è strano, in fondo l’una è nel suo ambiente, l’altra no. Tra loro i rispettivi mariti, vicini e distanti. Bravi, un gesto che andava compiuto, anche se non credo che cambi qualcosa, almeno per il momento. Confesso che guardandoli più che i Fab Four mi vengono in mente i Neri per caso.

(Ph: Jonathan Brady/POOL/AFP/ Getty Images)

Come di diceva, l’evento clou della giornata è stata la proclamazione del nuovo Re in una cerimonia dal sapore antico per la prima volta trasmessa in televisione. King Charles non ha nascosto né l’emozione né la tensione, evidenti soprattutto al momento della firma, ostacolata dall’improvvida presenza di un paio di oggetti da scrittoio che hanno impavidamente sfidato le ire reali. D’altronde il primo discorso del sovrano ha fatto cadere il velo di impeccabile, algido controllo che era stato la cifra della monarchia britannica finora. Bisogna marcare da subito le differenze col monarca precedente, e la comunicazione è il primo passo; non credo che si tornerà indietro.

(Ph: Victoria Jones/PA)

King Charles ha anche mostrato per la prima volta – in forma di spilla appuntata sulla cravatta – il suo monogramma, che reca l’iniziale del nome intrecciata alla R di Rex, in latino. Lo vedremo presto sostituire ER (Elizabeth Regina) su passaporti, banconote, monete, francobolli, cassette postali, alcune livree e uniformi.

(Ph: Jeff J Mitchell/Getty Images)

Stessa evidente commozione a Balmoral, dove la sorella e i fratelli del re, con coniugi e figli, hanno partecipato ad una funzione privata nella vicina Crathie Kirk fermandosi poi a salutare e a ringraziare i presenti per la vicinanza, il rispetto, l’affetto, i fiori. Mai li avevamo visti manifestare così apertamente le proprie emozioni; commossa la solitamente controllata Anne, contrito l’arrogante Andrew – molto affettuoso con le figlie – angosciato il tenero Edward, sconvolta la moglie Sophie. Guardate il video; vederli allontanarsi insieme, abbracciati (minuto 3’30) è davvero toccante. https://videos.dailymail.co.uk/video/mol/2022/09/10/2970358429742485038/480x270_MP4_2970358429742485038.mp4

Confermate data e ora dei solenni funerali di stato di Queen Elizabeth II; saranno celebrati lunedì 19 alle 11:00 (le 12:00 in Italia) a Westminster Abbey, alla presenza dei potenti della terra.

Il calendario completo lo trovate qui: The day after