La foto del giorno – 27 marzo

Ecco la foto del giorno, anzi della sera. davScattata al volo, placcando un taxi che mi portasse a teatro (Tom Hiddelston che recita Harold Pinter, mica pifferi). C’è l’abbazia, e il parlamento, e il bus a due piani, e pure la cabina del telefono, tutto l’immaginario londinese. E c’è l’attesa, to brexit or not to brexit?

Nel frattempo la povera Theresa ha offerto la sua testa in cambio di un voto favorevole. Sarò influenzata dalla ieratica presenza dell’abbazia, ma io non disdegnerei una bella novena a Santa Rita, la santa degli impossibili, hai visto mai?

Travel in style

Sono (più o meno) pronta per la partenza e sono in quella fase in cui dopo aver fatto una lista ricca e rigorosa con tutto ciò che dieci giorni fa consideravo indispensabile ora ho optato per il più spartano quasi niente. Siccome accade che in questi giorni un paio di importantissime royal ladies siano in viaggio di rappresentanza per i loro paesi, con numerosi impegni che richiedono mise adeguate, un po’ di sana invidia c’è. E non per le mise o gli impegni, ma per l’avere a disposizione chi fa i bagagli e chi li trasporta (e siamo nell’ordine delle decine di colli, mica un risicato bagaglio a mano). _48472141_jex_760483_de01-1Poi ci sarebbe il discreto piacere della comodità, che se ti capita accanto un ventenne brufoloso che impiega il tempo sgranocchiando patatine alla cipolla hai voglia a stile! Certo l’imprevisto capita a tutti, metti se all’arrivo non c’è la scala per sbarcare… in quel caso non ti resta che consolarti con un bel duelo de estilo. Ma chi avrà vinto il secondo round? Alla cena offerta a Buenos Aires ai sovrani spagnoli il dress code era evidentemente abito scuro, cioè lui in completo con cravatta classica e lei in abito da cocktail (quello che una volta si chiamava mezza sera). E70F02D2-7DAF-4903-81F5-F1C2AEA96560Ed ecco qui le due signore, Letizia con un magnifico Carolina Herrera, Juliana favolosa in total red. Mi piacciono entrambe, la Reina più chic ma un po’ penalizzata dalla pettinatura (e dai brutti piedi, pur se calzati Jimmy Choo), l’altra wow! E voi chi preferite?

Immune da ogni competizione la Duchessa di Cornovaglia, che per i viaggi al caldo – paesi arabi, caraibi o sud est asiatico – ha trovato la soluzione perfetta, e alterna agli abiti chiari e leggeri l’insieme ampi pantaloni bianchi e caftano.

 

Col tocco vintage del parasole, come le viaggiatrici inglesi degli anni d’oro dell’impero, le maestre del travel in style.

La foto del giorno – 26 marzo

Continua il viaggio in Europa della coppia presidenziale cinese, che tra Italia e Francia s’è fermata anche a Monaco per un po’ di shopping. Di che tipo non saprei, ma direi ottimo e abbondante se a riceverli oltre ai principi sovrani c’erano anche entrambe le sorelle di lui, in antagonistico bianco rispetto alla funerea Charlène, che ha ricevuto gli ospiti tenendosi pure gli occhiali da sole (il suo completo nero, naturalmente, è Akris, l’unica maison couture che non indovina mai la taglia della cliente).peng monacoCoinvolti brevemente anche i due gemellini quattrenni: Jacques coi pantaloni troppo lunghi che finiscono per accartocciarsi sulle scarpe, proprio come li porta papà, Gabriella vezzosa in rosso, con calze nere che spuntano dall’inutile sottogonna di tulle; vestita da can can in omaggio alla Belle Epoque? Calligrafica in bianco e nero, e assolutamente estasiata Madame Peng, che come tutti i comunisti doc ama i bambini in tutte le salse; infatti ha proprio l’espressione di chi pensa che sarebbero perfetti con un po’ di salsa di soia.

Che pazienza…

Ecco a voi la Reina Doña Letizia in modalità occhio che uccide attraversare, al fianco del Rey ugualmente adombrato (diciamo così), la pista dell’aeroporto di Buenos Aires dove sono riusciti finalmente a sbarcare dopo lunga attesa, per un viaggio di tre giorni in Argentina. reyes bairesCos’è accaduto? Che l’aereo con a bordo Los Reyes è atterrato puntuale alle 21.00 nel luogo deputato, l’aeroporto urbano Jorge Newbwery, preferito a quello internazionale di Ezeiza per la vicinanza al centro città. Ma al momento di scendere si sono accorti che… non c’era la scala! Ebbene sì, in tutto l’aeroporto c’era una sola scala adatta all’Airbus dei sovrani, ma era chiusa in un hangar. E l’hangar si apriva solo grazie all’impronta digitale di un funzionario. E quel funzionario ieri, domenica sera, era forse in servizio? Claro que no. reyes baires faurieDunque i due hanno dovuto aspettare 50 minuti buoni la risoluzione del problema, venendo infine accolti dall’imbarazzatissimo Ministro degli Esteri argentino, Jorge Marcelo Faurie (che per colmo di sventura è pure mezzo metro più basso del re). Questa mattina incontro alla Casa Rosada col presidente Mauricio Macrì e la Primera Dama Juliana, dove Letizia ha sfoderato uno di quei suoi sorrisi appena venati di perfidia che tanto amiamo. reyes baires macrìImmaginiamo la sua soddisfazione nel rendersi conto di aver vinto il primo round di quello che la prensa del corazon chiama duelo de estilo; in abito crema senza maniche con gonna a pannelli sovrapposti e accessori color tabacco ha battuto senza problemi la bella argentina (che sembra perfino più magra della Reina) con noiosa palandrana blu notte con orlo asimmetrico (ancora?). Io proprio non capisco a che serva tutta questa magrezza se poi una si deve conciare così. E consentitemi l’ultimo commento: i Macrì (60 anni lui, 45 lei) sono una di quelle coppie sempre mano nella mano, pure negli eventi più ufficiali; timore che l’amato bene se la squagli? Quien sabe! Noi restiamo in fiduciosa attesa delle prossime mise.

P.S. El Mundo ci ricorda che qualche mese fa ai Macron andò pure peggio; arrivati nella capitale argentina per il G20 a riceverli non si presentò nessuno, e si ritrovarono accolti direttamente dal personale dell’aeroporto. Oltre ai gilet gialli pure quelli arancio! https://www.youtube.com/watch?v=BaGs9dVrv2c

La foto del giorno – 25 marzo

Ladies&Gentlemen, sedetevi e gustate la foto del giorno che è davvero storica. wales in cubaIl Principe di Galles, il futuro re del regno Unito, accompagnato dalla moglie, è a Cuba.

Charles e Camilla sono i primi della Royal Family (e non solo) a calpestare il suolo dell’isola, che notoriamente da alcuni decenni non è esattamente una meta royal. A quanto risulta a Lady Violet, nel 1999 i sovrani di Spagna Juan Carlos e Sofía volarono all’Avana per partecipare alla Cumbre Iberoamericana, ma l’allora Presidente del Governo José María Aznar vietò loro di trasformare l’occasione in visita ufficiale. El Rey emerito tornò a Cuba per i funerali di Castro il 3 dicembre 2016, unica testa coronata, nell’assenza generale di leader politici mondiali.

Da oggi dunque (o meglio da ieri considerando il fuso orario) oltre alla sua regina, la palma real, e al suo re, il sigaro avana, Cuba può vantare la presenza ufficiale di reali veri, qui ritratti davanti José Martí Memorial, con la gloriosa silhouette del Che sullo sfondo. E tanto per cambiare, i britannici hanno battuto sul tempo tutti gli altri, a partire dai Granduchi del Lussemburgo, considerando che Maria Teresa all’Avana – più precisamente a Marianao – ci è nata.

Your Royal Highness, hasta el trono siempre!

 

La foto del giorno – 24 marzo

Il re di Thailandia Vajiralongkorn Rama X, abbagliante in una uniforme candida e troppo stretta – che lo avvicina pericolosamente a Albert de Monaco – ha guidato a Bangkok una cerimonia che avviene tre volte l’anno. thai buddha smeraldoAll’inizio di ognuna delle tre stagioni che si alternano nel paese: Inverno (Novembre/Febbraio), Estate (Marzo/Giugno) e stagione delle piogge (Luglio/Ottobre) il sovrano va in processione al Wat Phra Kaew, il Tempio del Buddha di Smeraldo, il più importante degli edifici sacri nel complesso del Grand Palace al centro della capitale. La cerimonia prevede che il re, e il re soltanto, a ogni cambio di stagione cambi il vestito che ricopre la statua del Buddha. Ogni costume – un mantello d’oro massiccio per l’inverno, un insieme di bande d’oro incrostate di diamanti per l’estate e l’abito tipico del monaco buddhista con una spalla scoperta, realizzato sempre in oro, per la stagione delle piogge – ha un valore di circa quattro milioni di dollari. La cerimonia inizia con una processione di monaci e dignitari, col re protetto dalla sua guardia, e i devoti lungo il percorso che vengono spruzzati di acqua per assicurare protezione e fortuna.

Nonostante il nome, il Buddha protagonista di questo rito non è di smeraldo ma scolpito in un unico pezzo di giada verde, ed esposto alla venerazione su un alto trono in stile thai, di legno di tek inciso a mano, detto busabok. Le origini della statua sono assai controverse, avvolti nel mistero data e luogo in cui fu realizzata; fu rinvenuta tra il 1391 e il 1434 in uno stupa (edificio devozionale buddhista) a Chiang Rai, attirando immediatamente l’attenzione del re siamese dell’epoca. Considerato un potente talismano è il palladio (simulacro di protezione) della dinastia Chakri, simbolo della nazione e del sovrano. 

Se a questo punto vi siete incuriositi, e volte vedere i tre differenti abiti, eccoli quithe_emerald_buddha_costumes

Quattro salti al castello

Ciclicamente escono presunti “segreti” riguardanti Her Majesty – gusti passioni preferenze – e di recente ne è sbucato un altro, presentato come “hobby che viene esercitato una volta l’anno” (allora ce l’ho pure io, fare l’albero di natale!). Di che si tratta? Delle danze popolari scozzesi. queen-elizabeth-scottish danceLa rivelazione segue la diffusione di un video del 1990 o ’91, in cui la regina e la sua famiglia quasi al completo – c’è Diana ma mancano Edward e Sarah, all’epoca ancora moglie di Andrew – si scatenano a Balmoral Castle. L’occasione è il Ghillies Ball, una tradizione che risale alla regina Victoria. Innamorato della Scozia come sua moglie, dopo aver trascorso per anni vacanze nelle Highlands, il Principe Consorte Albert acquistò Balmoral Castle nel 1852. Nello stesso anno la sovrana organizzò un ballo per staff and servants, chiamandolo Ghillies Ball (ghillie è un tipo di scarpa morbida e leggera, perfetta per danzare) e divenne un uso della Corte britannica: il personale di servizio partecipa al ricevimento coi reali e i funzionari di rango elevato, danzando tutti insieme. Sarà per sottolineare il suo ruolo che Sua Maestà si tiene la corona in testa mentre si diverte assai ballando l’Eightsome Reel? Sia come sia, non perdetevi il video per nulla al mondo! https://www.youtube.com/watch?v=uyVZCiPGeYQ

 

 

La foto del giorno – 23 marzo

Oggi è il compleanno della principessa Eugenie-Mrs. Brooksbank, che compie 29 anni. Due giorni fa la fanciulla, con babbo Andrew e marito Jack al suo primo impegno da royal-parente, ha visitato il Royal National Orthopaedic Hospital, di cui è appena diventata patronessa. Duke of York visits the Royal National Orthopaedic HospitalÈ questo l’ospedale dove a dodici anni fu operata per una grave scoliosi, e scommetto che ricordate tutti la lunga cicatrice sulla schiena orgogliosamente messa in risalto dallo splendido abito da sposa. Forte della sua esperienza Eugenie ha saputo trovare le parole giuste per dare forza ai pazienti ricoverati, soprattutto i più piccoli, e alla fine c’è stata anche una sorpresa: ha incontrato una delle infermiere che si prese cura di lei bambina, e le due si sono salutate con grande affetto. Guardandola, vedendo come entra in relazione con le persone, confesso di aver pensato che se la Royal Family avesse proprio bisogno della boccata d’aria fresca evocata tutte le volte che in famiglia entra qualche nuovo elemento, non ha bisogno di cercare lontano. Poi magari sul look bambolina – abitino di tweed color crema, scarpette da Minnie e cerchietto in testa a (dis)ordinare i capelli – si può lavorare, ma in fondo è o non è una caratteristica delle reali per nascita quella di non azzeccare sempre la mise? Her Majesty a parte, of course.

Anyway, happy birthday!

Una giornata particolare

Cronaca di una giornata ricca e movimentata, perché va bene che ieri era il primo giorno di primavera e voi siete tutti contenti, ma chez Lady Violet il 21 marzo è soprattutto il compleanno di questa signorina qui, che ha girato la boa dei cinque anni. purple by stefaniaDopo aver comprato un guinzaglio nuovo (coi brillantini!) avendo rotto il precedente entrando in ascensore, dopo aver passeggiato e mangiato biscotti, è arrivato il momento dell’afternoon tea con le amiche (mie), che manco a dirlo sono tutte innamorate di lei e l’hanno sommersa di coccole e ottimi bocconcini che sono la sua passione (le coccole, ma pure i bocconcini). Forse non siamo del tutto obiettivi, ma la verità è che Miss Purple è veramente irresistibile, caratteristica che divide con tutti i canetti come lei – i Welsh Corgi Pembroke – tant’è che hanno ammaliato anche una famosa signora, come sapete bene. E tutte le volte che esco in sua compagnia, cioè praticamente sempre, c’è qualcuno che esclama: guarda, il cane della regina! E se volete vi racconterò tutta la storia dei royal corgis.

Poi accade che quella tra il 22 e il 23 marzo è per me la notte del più doloroso degli addii, ma questo è anche il giorno in cui gli antichi celebravano la morte di Attis e le viole nate dal suo sangue. Mito di morte e rinascita, che è la magia della primavera; e le viole sono fiori molto amati non solo da Lady Violet, ma pure da qualche regal personaggio che forse non vi aspettate. E se volete vi racconterò anche questa storia.

Per celebrare tutti questi eventi io ho indossato questo, che non è una viola ma è viola, e in questa sua totale violitudine fu fatto per me nell’antro magico del genio dei bijoux, Kenneth Jay Lane.

La storia della mia passione per lui e per i suoi favolosi bijoux però ve l’ho già raccontata, anzi è una di quelle con cui ha esordito Lady Violet, e se non ve la ricordate o ve la siete persa la trovate qui Jackie, Kenneth e la collana dei sogni

La foto del giorno – 22 marzo

Nell’attesa delle immagini della cena di gala offerta al Quirinale dal Presidente Mattarella all’ospite cinese Xi Jinping godiamoci il primo incontro tra le due prime signore, la first lady Peng Liyuan e la first daughter Laura Mattarella. peng lauraPrima che il marito diventasse presidente, Peng era già famosissima in patria, un soprano che si esibiva in tutte le occasioni più importanti. Ora con la stessa impeccabile efficacia interpreta il ruolo di première dame; molto bella e molto elegante, le mise che definiscono il suo stile sono create da Ma Ke, designer abilissima nel reinterpretare la tradizione cinese in linguaggi contemporanei. Se le linee pulite e grafiche dei suoi sono spesso efficaci, lo stesso non si può dire dei colori: abbandonando le tinte brillanti – il rosso delle lacche, il blu delle porcellane Ming, il giallo riservato all’Imperatore – in favore delle palette neutre, il risultato non mi convince sempre. Terracotta-WarriorsInvece madame Peng deve proprio amare il greige dell’abito di oggi, che ha indossato (il colore, non l’abito) anche in precedenza, ad esempio per incontrare la Reina Letizia; che vi devo dire, non solo non mi sembra che esalti troppo il suo incarnato ma, forse anche a causa dell’imperscrutabile mimica orientale, mi ha ricordato i guerrieri di terracotta del Primo Imperatore, Quin Shi Huangdi.

Mettendo da parte il riferimento archeologico, e se è vero che l’eleganza è nei dettagli, Peng è imbattibile: perfetto il portamento, perfette borsa e scarpe, applausi per i guanti. E mi perdonerà l’impudenza, perfetto anche l’underware – che da come è impettita madame dev’essere una specie di armatura – di cui però non si coglie neanche la più piccola traccia, chapeau! Meno perfetta ma molto gradevole la nostra Laura, che mi sembra stia trovando un suo stile convincente: bello il tailleur, banalino il top nero, ma la gonna è troppo corta per occasione ed età (e pure per moda, non si porta più!). E poi che cos’è quella borsetta appesa alla mano?