Republican chic shock e boh – Giuramento edition

È fatta, l’Italia ha un esecutivo in più – il sessantottesimo della Repubblica – e un soffitto di cristallo in meno, visto che per la prima volta a capo del governo c’è una donna.

Noi però qui non parliamo di politica e rivendichiamo il nostro diritto alla leggerezza, per cui Lady Violet vi propone oggi una special edition della rubrica domenicale; via con chic shock e boh!

La donna del giorno che finora non ha sbagliato nulla, la Presidente Giorgia Meloni, inciampa per la prima volta sul colore ella sua mise. Nera. Tinta ormai sdoganata per qualunque ora e qualunque occasione (matrimoni a parte), ma coi suoi trascorsi e l’incombente centenario della marcia su Roma io avrei evitato. Per fortuna non è orbace. Qualcuno invero sostiene che il colore non fosse nero ma un blu scurissimo. Amici, quando parliamo di simboli ciò che sembra nero è nero. Il completo pantaloni Armani – con camicia abbinata – è molto bello, e lo sarebbe di più se fosse della sua misura, invece mi sembra che tiri un po’. I pantaloni e la lunghezza della giacca non la slanciano, per cui King Giorgio dovrà inventarsi qualcosa di diverso. Boh.

Maria Elisabetta Alberti in Casellati (non è nobile, solo maritata) Ministro per le Riforme. Confesso il mio pregiudizio nei confronti di colei che da seconda carica dello stato rappresentò l’Italia all’intronazione dell’Imperatore del Giappone presentandosi in pantaloni al formalissimo gala dinner. Non si fa (Tennō Heika Banzai! – Guests). Oggi ha riciclato un tailleur pantaloni già visto, tipico del suo stile e probabile opera della stessa mano. A me piace poco, tra l’altro la signora ha vita molto corta, e questo modello di giacca non le dona. La grande spilla è un’altra costante delle sue mise, purtroppo in questo caso abbinata a orecchini chandelier che oltre a non essere adatti né per l’occasione né per l’ora, più che evocare l’omonima Queen Elizabeth ricordano Iva Zanicchi. Boh.

Alessandra Locatelli Ministro per la Disabilità. In bianco anche lei, il suo completo riesce ad essere più brutto perfino del nome del ministero che le è stato assegnato. Vince a mani basse il premio per la peggiore mise della giornata: completo stile cugina povera di Mara Venier, giacca doppiopetto su pantalone troppo corto che svela scarpine e calze bianche ormai relegate alla prima comunione. Mi astengo sull’aspetto della sua chioma. Shock. Con lei gli altri ministri della Lega, capitanati da Calderoli in spezzato, ma perché? L’abito di Giorgetti mi spinge a una riflessione: speriamo che il ministero al Made in Italy faccia tornare di moda i sarti. Per tutti una preghiera: toglietevi spilline con Alberto da Giussano, cravatte verdi e elmi con le corna; da ministri non rappresentate più solo una parte, ma l’intera nazione. Shock

Eugenia Maria Roccella Ministro per Famiglia, Natalità e Pari Opportunità. Per lei un completo pantaloni banalotto e nero (ti pareva!) blusa a disegni cravatta con bordi a contrasto, tacco basso, caschetto ultrapratico castano trumeau, sguardo severo un po’ sdegnoso e un po’ scocciato. Direi che l’aspetto è il suo lato migliore. Boh, e mi fermo qui.

Daniela Garnero ex Santanché Ministro per il Turismo. Confesso che mi ha stupito in negativo, perché molto si può dire di lei tranne che non tenga al suo aspetto. Sceglie un completo gessato imparentato alla lontanissima con quelli da manager: pantaloni skinny su décolleté con tacco 12 dorato e giacca troppo grande, più blusa bianca con fiocco lasciato pendere tipo cravatta (a proposito di simboli maschili) e capelli sciolti sul viso come un’adolescente degli anni ’70. Non ho la foto quindi vi dovete fidare: all’arrivo la neoministra portava una di quelle famose borse di quella famosissima maison francese che ama tanto. Attenta, che il ministro del Made in Italy te la sequestra! Shock.

Anna Maria Bernini Ministro per l’Università e la Ricerca. Anche lei come da manuale in completo pantaloni nero e camicia bianca; ma nel suo caso va detto che è fedele al suo stile. Affronta con passo sicuro i sampietrini di piazza del Quirinale, per poi cadere sul post cretino sui social. Che vi devo dire? Da chic a boh è un battito d’ali o una story su Instagram.

Marina Elvira Calderone Ministro per il Lavoro e le Politiche Sociali. Difficilissimo trovare una sua immagine, ma l’ho vista giurare e mi è piaciuta. Anche per lei completo pantalone nero con blusa in tinta e caschetto biondo: semplice, essenziale. A cercare il pelo nell’uovo una giacca monopetto le avrebbe donato di più, e i collier girocollo non slanciano particolarmente, ma mi sembra uno di quei casi in cui la mise descrive perfettamente chi la indossa. Chic d’incoraggiamento.

E i signori? Tolta la sublime ieraticità del Presidente Mattarella, tolti i ministri di cui già abbiamo detto, , tolti anche quelli – il Ministro dell’Interno Piantedosi, quello della Giustizia Nordio – la cui autorevolezza sopperisce anche a qualche peccato di stile, gli altri dimostrano plasticamente che una cravatta sbagliata rovina qualunque vestito, un fitting sbagliato qualunque uomo.

Menzione a parte per Andrea Abodi Ministro per lo Sport, che indovina la cravatta ma ci piazza un abito grigio chiaro. Colore senz’altro adatto alla mattina, ma lo eviterei per un giuramento al Quirinale; perfetto invece per le riunioni all’Aniene. I Romani sanno di cosa parlo, per tutti gli altri: esclusivo circolo sportivo, ancora precluso alle donne (è in atto una furiosa discussione), dove lo sport è un pretesto per meeting tra i rappresentanti dell’upper class nostrana. Sull’Aniene sospendo il giudizio, ma il ministro è shock, senza pietà.

Le foto del giorno – Storia e storie

La storia, si sa, si ripete, ma in questo caso avremmo francamente preferito di no.

Nel marzo 2020 era prevista la visita di stato nel nostro Paese dei sovrani belgi, evento sempre interessante e in questo caso ancora di più, visto che nelle vene di Re Philippe scorre sangue per metà italico. Ma la storia è tristemente nota: l’Italia è il primo Paese occidentale ad essere attaccato dal virus e di conseguenza il primo a entrare in lockdown, per cui il presidente Mattarella è costretto ad annullare la visita, e Philippe e Mathilde restano a Bruxelles. A distanza di venti mesi ci si riprova, e la coppia reale si prepara a sbarcare nella Città Eterna dal 1 al 3 dicembre. A fermarla però arriva una nuova variante, la omicron, che di nuovo scompagina le carte. Ci risiamo: viaggio annullato; Mattarella si dovrà accontentare, mercoledì 1, di una visita lampo del Re, che viene a salutarlo in vista della fine del settennato, e a rinsaldare i già ottimi legami trai due Paesi. Per il resto, si vedrà.

A questo punto forse vi chiederete perché ho scelto come foto del giorno il ben noto ritratto dei sovrani. La ragione sta nella seconda parte di questa storia.

Perché Mathilde indossa un favoloso abito in raso di seta Armani Privé, e Mattarella in attesa di Roi Philippe intanto ha ricevuto al Quirinale proprio Re Giorgio, monarca assoluto dello stile, per conferirgli l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Ma quanta classe, quanto stile, quanto chic hanno questi due ottantenni con le loro elegantiscime criniere bianche?

La foto del giorno – ¡Hola!

Nonostante la definitiva sconfitta della pandemia sembri ancora lontana, si registra in questi giorni un’interessante incremento nelle visite di stato: se i sovrani olandesi sono appena rientrati dalla Norvegia, e Margrethe II di Danimarca col figlio ed erede Frederik (ma senza Mary) è stata in Germania, oggi il Principe di Galles e consorte hanno iniziato il tour in Giordania.

Ma c’è anche una notizia che ci riguarda! Il Presidente Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura, è atterrato a Madrid, ricevuto con tutti gli onori da los Reyes, Felipe e Letizia. Domani il Presidente sarà a Malaga, per quella che è l’ultima visita ufficiale del suo settennato.

Dunque incrociate le dita che finalmente rivedremo abiti da gran sera e diademi, e non prendete impegni per il weekend, ci attende una bella rassegna di mise. E Lady Violet ha l’impressione che ce ne sarà per tutti i gusti!

Ecco l’incontro tra i Mattarella e i Borbone, dall’account twitter del Quirinale

Le foto del giorno – Charles the Roman

Foto che chiudono la giornata di sabato e aprono la domenica, dunque decidete voi a quale giorno attribuirle.

Come tutti sanno – soprattutto i Romani – praticamente blindati in casa – la Città Eterna ospita il G20 2021, il cui motto è People, Planet, and Prosperity. Presenti Capi di Stato e di Governo dei 20 Paesi più ricchi del mondo, più qualche invitato speciale come il Principe di Galles, notoriamente da sempre appassionato sostenitore delle cause ambientali.

Eccolo questa sera ospite del Presidente Mattarella al ricevimento placé al Quirinale. Lui amabile, Mattarella sornione, Draghi soddisfatto, le due signore vagamente esauste.

Cosa darebbe Lady Violet per essere una mosca, e scoprire cosa abbia scatenato l’ilarità tra i due… Previsto per domenica l’intervento di Charles, che chiama all’azione dopo tanti discorsi. Praticamente come fa Sergio col Parlamento. I due non sono lontanissimi d’età – 80 anni il presidente, 73 il principe – e si trovano in situazioni opposte: l’uno sta per concludere l’incarico più prestigioso della sua vita e del suo Paese, l’altro ci si sta avvicinando. Che sia questa la ragione della loro allegria?

Le foto del giorno – Corone e corona(virus)

Prima è toccato all’imperatore del Giappone annullare i festeggiamenti pubblici per il sessantesimo compleanno a causa del coronavirus. Oggi il Presidente Mattarella ha proposto di rinviare la visita dei sovrani del Belgio, prevista nel nostro Paese dal 23 al 25 marzo. eae0352d56ad5c0d9312cd2f5b3f5622--visit-sweden-swedish-royaltyE sempre oggi i reali svedesi (con loro in questa immagine di repertorio) avrebbero dovuto ospitare un gala dinner con 150 prestigiosissimi invitati da tutto il mondo, ricontattati uno ad uno da quando lunedì anche questo evento è stato rimandato per timore del contagio. IMG_20200304_231827Varcando la Manica, se ieri abbiamo visto Sua Maestà presiedere una cerimonia di investitura con le mani guantate per la prima volta in 68 anni di regno, oggi giunge la notizia che ieri, incontrando degli operatori sanitari durante il viaggio che sta compiendo in Irlanda con sua moglie, il Duca di Cambridge se n’è uscito con una battuta non particolarmente felice sul fatto di essere lì con Catherine a «spargere il coronavirus». Evidentemente ha pensato che lo spirito di patata sarebbe stato gradito agli Irlandesi, la cui cucina si basa sull’uso di tale tubero. IMG_20200304_232254Sempre oggi, nel corso di una breve visita al London Transport Museum, è stata la Duchessa di Cornovaglia a scherzare sul fatto che pensa di auto quarantenarsi. Ad ogni buon conto Camilla ha pensato bene di imitare la suocera, e non si è sfilata i guanti. Che il marito Charles invece non indossava. Nelle Isole Britanniche insomma al momento la regola sembra essere business as usual. 

Royal chic shock e boh – Scala edition

Con imperdonabile ritardo, dovuto alla crisi tecnologica in cui sono immersa, ecco una breve rassegna delle mise che mi hanno colpita di più, di meno, o mi hanno colpita e affondata tra quelle indossate alla tradizionale serata scaligera del 7 dicembre. Ospite d’onore il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato come lo scorso anno dalla figlia Laura. scala 19 mattarellaLa first daughter sta imprimendo una svolta interessante al suo stile, ed era in Armani nero. Un abito che ha destato qualche perplessità a causa del nodo in vita; non ho trovato foto a figura intera dunque non mi sono fatta un’opinione precisa; sicuramente alcune creazioni di Re Giorgio caratterizzate da linee rigidamente geometriche non sono facilissime da portare, ma per me Laura è chic, e continui così. scala 19 bazoliArmani anche per l’ammiratissima first sciura Chiara Bazoli, che sublima la propria magrezza con un lungo tubino nero dalla profonda scollatura a V sobriamente sparkling. Très chic. Milano, è il giorno della "Prima della Scala"Altro Armani nero nel palco reale quello indossato da Michela Di Biase in Franceschini, moglie del Ministro della Cultura Dario. Il semplice abito strapeless è un classico modello dello stilista, e Michela lo porta spesso; approvo molto la scelta superminimal di evitare i gioielli, ma mi piacerebbe che la signora osasse di più. Chic. scala 19 boschiSempre Armani – che quest’anno ha fatto man bassa – ma pantaloni, anzi tailleur pantaloni per Maria Elena Boschi, per una volta elegante oltre che bella, una lieta scoperta. Chic nonostante il tocco anni ’80 del nastro di velluto a fermare la ponytail. Milano, è il giorno della "Prima della Scala"Ancora Armani e ancora pantaloni – in questo caso probabilmente una tuta – per Evelina Christillin, che al contrario del marito Gabriele Galateri di Genola esibisce un orlo perfetto. Lei chic, lui rimandato dal sarto. Milano, è il giorno della "Prima della Scala"In Valentino Emma Marcegaglia con un abito stampato a papaveri, scelta insolita per dicembre che avrebbe potuto essere divertente, magari addosso a qualcun altra. Boh.

Bellissima Vittoria Puccini in blu notte Etro. Perfetta la sua scelta: abito da vamp con scollatura a cuore, bustier di perline e spacco infinito, abbinato a un soprabito che si ispira a certe sontuose vestaglie maschili; l’insieme sfiora il sublime. Per me, la più chic. scala 19 miccioAccade a volte di rimanere prigionieri del proprio personaggio; è quello che sembra essere accaduto a Enzo Miccio, che ha piazzata sullo smoking impeccabile un cordone di raso, divertente ma inutile. Che sia una conseguenza della frequentazione con la ministra Bellanova, notoriamente appassionata del superfluo nelle sue mise? Boh. scala 19 foaInqualificabile Marcello Foa, presidente della RAI, il cui papillon non solo è di quelli col nodo già fatto, ma è pure storto. Una cosa che non si vede più manco sui camerieri di Checco allo Scapicollo. Shock.

Un trend che si è affermato negli ultimi anni è la fatina, molto amato dalle ospiti provenienti dall’estremo oriente, come la signora abbigliata in stile Botticelli a Hong Kong. Quest’anno un adeguato contraltare è rappresentato dalla signora in tulle bianco intessuto di led – una specialista in medicina estetica a me sconosciuta – praticamente pronta per l’albero di Natale. Cioè, a interpretarne uno. Shock. millycarlucci-prima-scala-toscaAssai natalizia, nel senso di addobbo, anche Milly Carlucci, col blazer paillettato ormai abbandonato pure da Elton John. Accanto a lei la divina Raina Kabaivanska le dà una lezione di stile (e sembra anche più giovane, nonostante i vent’anni che le separano). Shock e chic.

Interessante il variegato gruppo delle incoronate. C’è quella che si ispira allo stile jeune fille en fleur, la fata turchina d’antan e la sirenetta presa nella rete. scala 19 tiara salzaPerò da Giovanna Salza in Passera non me lo sarei mai aspettata. Boh o shock fate voi.

Le foto del giorno – 9 ottobre

Ormai è chiaro, se siete a Copenaghen il posto più cool della città è senz’altro la metropolitana, che in meno di una settimana ha ospitato una regina e un presidente. Ma se la visita di Margrethe II (ne abbiamo parlato qui Le foto del giorno – 4 ottobre ) non sorprende, il presidente – il nostro, Sergio Mattarella impegnato in un breve tour danese – che cosa è andato a fare? Mattarella Copenaghen metroSemplice, quello che il capo dello stato fa spesso in giro per il mondo: celebrare il Made in Italy. In questo caso, la stazione di Gammel Strand, realizzata da società italiane. E poteva mancare un selfie? Domanda retorica, certo che no, ma per Lady Violet è sempre una delizia il modo in cui signore e signori un po’ agé si prestano a questi usi moderni, con grande disinvoltura è un sorriso che ha sempre una sfumatura ironica (nel caso di Mattarella anche sorniona). Mattarella Copenaghen selfieAccompagnato dalla figlia Laura, il Presidente è stato ricevuto a colazione dalla regina Margrethe, che ha così ricambiato l’invito al Quirinale di due anni fa, quando venne a Roma per i 50 anni di Det Danske Instituts (l’Istituto Danese) nel nostro paese. Mattarella CopenaghenSuperando la commozione che mi coglie nel vedere finalmente una immagine autenticamente autunnale, non si può non notare l’impeccabile cappotto scuro del Presidente (che sembra sia assai freddoloso) contrapposto a quello panna della figlia, che se non erro ha già indossato, dall’inutilmente punitiva forma a sacchetto, e assolutamente troppo corto. Mattarella Copenaghen MargretheUna volto rimosso il pardessous, la nostra First Daughter ha rivelato una mise blu scurissimo, che infelicemente abbinata a quella della sovrana – e al corretto abito paterno – dà al tutto un’aria un po’ funerea, appena stemperata dagli ori dello sfondo (e dai capelli bianche di due dei presenti). Proviamo a indovinare, avrà voluto ispirarsi al Principe Danese par excellence, il tormentato e solitamente nerovestito Amleto?

Le foto del giorno – 30 settembre

Questa mattina la Francia ha detto Adieu all’ex presidente Jacques Chirac, scomparso quattro giorni fa. Funerali solenni con gli onori militari a Les Invalides e cerimonia religiosa nella chiesa di Saint Sulpice, seconda per dimensioni solo a Notre-Dame, al momento inagibile per le conseguenze dell’incendio del 15 aprile. Presenti molti capi di stato – tra cui il Presidente Mattarella – personalità come Bill Clinton e teste coronate. moulay-el-hassan-obseques-jacques-chiracA rappresentare il Marocco, paese che ha legami strettissimi con la Francia, c’era il principe ereditario, il sedicenne Moulay El Hassan; ufficialmente il padre, Mohammed VI, è affetto da polmonite virale bilaterale, ma non vi nego che in più di un giornale ho letto la parola “pneumopathie” così, tra virgolette. È da parecchio tempo che attraverso la pur impenetrabile cortina che protegge la Corte marocchina filtrano voci preoccupanti sulla salute del re, che ha solo 56 anni ma nel 2017 si è sottoposto a un delicato intervento di cardiochirurgia. Lalla Salma in New York with childrenBuone notizie invece da un altro fronte che riguarda la dinastia alawide: la moglie separata del re, Lalla Salma, scomparsa di punto in bianco, è stata fotografata il 18 settembre per le vie di New York con i due figli, Moulay e la dodicenne Lalla Khadija. Il divorzio non è stato mai annunciato ufficialmente, ma questa immagine fuga molti timori sulla sorte di Salma. E ci rassicura sul fatto che se Moulay dovesse sostituire in tempi brevi il padre sul trono potrà contare anche sulla discreta presenza della madre.

La foto del giorno – 28 agosto

La foto si riferisce all’incontro avvenuto il 29 maggio 2015 a Buckingham Palace, ma la riproponiamo oggi dato che entrambi sono stati i protagonisti di una complessa giornata.

queen elizabeth mattarella

(Ph. quirinale.it)

La nostra attenzione era tutta assorbita dalla crisi politica e dall’eventuale formazione di un nuovo Governo, quando dal Regno Unito è arrivata la notizia che la Regina aveva ricevuto richiesta formale di sospensione dei lavori del Parlamento per cinque settimane, concedendola. Personalmente è stato un vero shock – l’idea di un Parlamento sospeso a richiesta è francamente difficile da accettare – ma è necessario rendersi conto che la sovrana non consentirebbe mai qualcosa di estraneo all’ordinamento del paese, dunque evidentemente questa ipotesi è contemplata. Per farsi un’idea più compiuta bisognerebbe conoscerebbe il diritto costituzionale britannico, e non è il mio caso, quindi non resta che seguire l’evolvere della situazione, cercando di informarsi accuratamente. Sospendiamo dunque ogni giudizio e restiamo a vedere; intanto oggi il Royal Correspondent Nicholas Witchell durante la trasmissione BBC News at Five, ha affermato che Her Majesty deve essersi sentita boxed in (incastrata) immaginando di non avere altra scelta che agire in ossequio alle indicazioni del suo Governo. Durante tutto il suo lungo regno infatti non è mai venuta meno a questo principio, e pur vivendolo come una costrizione, ha ritenuto di non avere altra scelta.

Mentre qualcuno parla dei piani di evacuazione della Royal Family se la situazione dovesse diventare troppo pericolosa, e qualcun altro ricorda il comportamento dei genitori della Regina, rimasti a Londra coi loro sudditi durante il Blitz, noi continuiamo a sperare nel ritorno della politica.

La foto del giorno – 14 agosto

Oggi lasciamo stare reali e personaggi alle loro vacanze, oggi parliamo di noi.

E di quel minuto di silenzio che alle 11.36 di questa mattina ha portato tutti noi, che pure siamo sempre divisi tra guelfi e ghibellini, insieme a Genova, davanti ai monconi di un ponte che racconta di incuria trascuratezza mancati controlli, e tutto quello che sappiamo, e quello che non sappiamo ancora. Tanti peccati, di parole opere e omissioni, infine pagati – ma non per questo espiati – da 43 che passavano per caso e non c’entravano niente. L’immagine di oggi è questa. FB_IMG_1565805919326Perché è vero che non abbiamo un sovrano che per sua natura rappresenta bene (di solito) l’unità del paese, è vero che qualche volta (io spesso) per ciò invidiamo i sudditi di Elisabetta. Ma è vero pure che pensando a chi ci toccherebbe al Quirinale, erede logorroico compreso, oggi non possiamo che gioire davanti alla sobria umanità del Presidente. Sul cui comportamento in politica ciascuno avrà giustamente le sue idee – e questo è il bello della repubblica – ma che dimostra sempre più, accanto all’equilibrio che senza dubbio da lui ci aspettiamo, una sensibilità e una capacità di empatia, semplice e diretta, che forse non ci saremmo aspettati da un vecchio signore siciliano abituato al pudore dei sentimenti.

La ragione c’è, la conosce chiunque quel 6 gennaio 1980 era abbastanza grande da  ricordare quel giovane uomo con gli occhiali spessi e il pullover tenere tra le braccia il corpo del fratello ammazzato dalla mafia. Piersanti, si chiamava, ed era il Presidente della Regione Sicilia.

Ciò che Sergio Mattarella conosce, e capisce, non è solo il dolore per la morte di qualcuno amato e perduto, ma lo strazio per una morte derubata anche della sua privatezza, del lutto che va vissuto in pubblico, dell’angoscia di leggere negli occhi dell’altro la partecipazione, ma a volte anche una curiosità crudele, e magari la colpa. Lo sa, e sa anche che tutto ciò va superato, che bisogna punire i colpevoli ma trasformare la sofferenza individuale in crescita collettiva. E tenere insieme questo popolo che è ancora e sempre di guelfi e ghibellini.