Le foto del giorno – 9 ottobre

Ormai è chiaro, se siete a Copenaghen il posto più cool della città è senz’altro la metropolitana, che in meno di una settimana ha ospitato una regina e un presidente. Ma se la visita di Margrethe II (ne abbiamo parlato qui Le foto del giorno – 4 ottobre ) non sorprende, il presidente – il nostro, Sergio Mattarella impegnato in un breve tour danese – che cosa è andato a fare? Mattarella Copenaghen metroSemplice, quello che il capo dello stato fa spesso in giro per il mondo: celebrare il Made in Italy. In questo caso, la stazione di Gammel Strand, realizzata da società italiane. E poteva mancare un selfie? Domanda retorica, certo che no, ma per Lady Violet è sempre una delizia il modo in cui signore e signori un po’ agé si prestano a questi usi moderni, con grande disinvoltura è un sorriso che ha sempre una sfumatura ironica (nel caso di Mattarella anche sorniona). Mattarella Copenaghen selfieAccompagnato dalla figlia Laura, il Presidente è stato ricevuto a colazione dalla regina Margrethe, che ha così ricambiato l’invito al Quirinale di due anni fa, quando venne a Roma per i 50 anni di Det Danske Instituts (l’Istituto Danese) nel nostro paese. Mattarella CopenaghenSuperando la commozione che mi coglie nel vedere finalmente una immagine autenticamente autunnale, non si può non notare l’impeccabile cappotto scuro del Presidente (che sembra sia assai freddoloso) contrapposto a quello panna della figlia, che se non erro ha già indossato, dall’inutilmente punitiva forma a sacchetto, e assolutamente troppo corto. Mattarella Copenaghen MargretheUna volto rimosso il pardessous, la nostra First Daughter ha rivelato una mise blu scurissimo, che infelicemente abbinata a quella della sovrana – e al corretto abito paterno – dà al tutto un’aria un po’ funerea, appena stemperata dagli ori dello sfondo (e dai capelli bianche di due dei presenti). Proviamo a indovinare, avrà voluto ispirarsi al Principe Danese par excellence, il tormentato e solitamente nerovestito Amleto?

Le foto del giorno – 30 settembre

Questa mattina la Francia ha detto Adieu all’ex presidente Jacques Chirac, scomparso quattro giorni fa. Funerali solenni con gli onori militari a Les Invalides e cerimonia religiosa nella chiesa di Saint Sulpice, seconda per dimensioni solo a Notre-Dame, al momento inagibile per le conseguenze dell’incendio del 15 aprile. Presenti molti capi di stato – tra cui il Presidente Mattarella – personalità come Bill Clinton e teste coronate. moulay-el-hassan-obseques-jacques-chiracA rappresentare il Marocco, paese che ha legami strettissimi con la Francia, c’era il principe ereditario, il sedicenne Moulay El Hassan; ufficialmente il padre, Mohammed VI, è affetto da polmonite virale bilaterale, ma non vi nego che in più di un giornale ho letto la parola “pneumopathie” così, tra virgolette. È da parecchio tempo che attraverso la pur impenetrabile cortina che protegge la Corte marocchina filtrano voci preoccupanti sulla salute del re, che ha solo 56 anni ma nel 2017 si è sottoposto a un delicato intervento di cardiochirurgia. Lalla Salma in New York with childrenBuone notizie invece da un altro fronte che riguarda la dinastia alawide: la moglie separata del re, Lalla Salma, scomparsa di punto in bianco, è stata fotografata il 18 settembre per le vie di New York con i due figli, Moulay e la dodicenne Lalla Khadija. Il divorzio non è stato mai annunciato ufficialmente, ma questa immagine fuga molti timori sulla sorte di Salma. E ci rassicura sul fatto che se Moulay dovesse sostituire in tempi brevi il padre sul trono potrà contare anche sulla discreta presenza della madre.

La foto del giorno – 28 agosto

La foto si riferisce all’incontro avvenuto il 29 maggio 2015 a Buckingham Palace, ma la riproponiamo oggi dato che entrambi sono stati i protagonisti di una complessa giornata.

queen elizabeth mattarella

(Ph. quirinale.it)

La nostra attenzione era tutta assorbita dalla crisi politica e dall’eventuale formazione di un nuovo Governo, quando dal Regno Unito è arrivata la notizia che la Regina aveva ricevuto richiesta formale di sospensione dei lavori del Parlamento per cinque settimane, concedendola. Personalmente è stato un vero shock – l’idea di un Parlamento sospeso a richiesta è francamente difficile da accettare – ma è necessario rendersi conto che la sovrana non consentirebbe mai qualcosa di estraneo all’ordinamento del paese, dunque evidentemente questa ipotesi è contemplata. Per farsi un’idea più compiuta bisognerebbe conoscerebbe il diritto costituzionale britannico, e non è il mio caso, quindi non resta che seguire l’evolvere della situazione, cercando di informarsi accuratamente. Sospendiamo dunque ogni giudizio e restiamo a vedere; intanto oggi il Royal Correspondent Nicholas Witchell durante la trasmissione BBC News at Five, ha affermato che Her Majesty deve essersi sentita boxed in (incastrata) immaginando di non avere altra scelta che agire in ossequio alle indicazioni del suo Governo. Durante tutto il suo lungo regno infatti non è mai venuta meno a questo principio, e pur vivendolo come una costrizione, ha ritenuto di non avere altra scelta.

Mentre qualcuno parla dei piani di evacuazione della Royal Family se la situazione dovesse diventare troppo pericolosa, e qualcun altro ricorda il comportamento dei genitori della Regina, rimasti a Londra coi loro sudditi durante il Blitz, noi continuiamo a sperare nel ritorno della politica.

La foto del giorno – 14 agosto

Oggi lasciamo stare reali e personaggi alle loro vacanze, oggi parliamo di noi.

E di quel minuto di silenzio che alle 11.36 di questa mattina ha portato tutti noi, che pure siamo sempre divisi tra guelfi e ghibellini, insieme a Genova, davanti ai monconi di un ponte che racconta di incuria trascuratezza mancati controlli, e tutto quello che sappiamo, e quello che non sappiamo ancora. Tanti peccati, di parole opere e omissioni, infine pagati – ma non per questo espiati – da 43 che passavano per caso e non c’entravano niente. L’immagine di oggi è questa. FB_IMG_1565805919326Perché è vero che non abbiamo un sovrano che per sua natura rappresenta bene (di solito) l’unità del paese, è vero che qualche volta (io spesso) per ciò invidiamo i sudditi di Elisabetta. Ma è vero pure che pensando a chi ci toccherebbe al Quirinale, erede logorroico compreso, oggi non possiamo che gioire davanti alla sobria umanità del Presidente. Sul cui comportamento in politica ciascuno avrà giustamente le sue idee – e questo è il bello della repubblica – ma che dimostra sempre più, accanto all’equilibrio che senza dubbio da lui ci aspettiamo, una sensibilità e una capacità di empatia, semplice e diretta, che forse non ci saremmo aspettati da un vecchio signore siciliano abituato al pudore dei sentimenti.

La ragione c’è, la conosce chiunque quel 6 gennaio 1980 era abbastanza grande da  ricordare quel giovane uomo con gli occhiali spessi e il pullover tenere tra le braccia il corpo del fratello ammazzato dalla mafia. Piersanti, si chiamava, ed era il Presidente della Regione Sicilia.

Ciò che Sergio Mattarella conosce, e capisce, non è solo il dolore per la morte di qualcuno amato e perduto, ma lo strazio per una morte derubata anche della sua privatezza, del lutto che va vissuto in pubblico, dell’angoscia di leggere negli occhi dell’altro la partecipazione, ma a volte anche una curiosità crudele, e magari la colpa. Lo sa, e sa anche che tutto ciò va superato, che bisogna punire i colpevoli ma trasformare la sofferenza individuale in crescita collettiva. E tenere insieme questo popolo che è ancora e sempre di guelfi e ghibellini.

 

 

 

Republican chic shock e boh

Edizione speciale della vostra rubrica preferita, dedicata alla Festa della Repubblica. Con una piccola riflessione iniziale. Quanti di voi sono convinti che la moda italiana non abbia uguali nel resto del mondo? E quanti che comunque gli Italiani sono i più eleganti sulla faccia della terra? Sul primo punto sono piuttosto d’accordo, ma sul secondo… e voi siete proprio sicuri sicuri?

L’invito al Palazzo del Quirinale prevedeva alle ore 17.50 il concerto in onore del Corpo Diplomatico, e alle 19.00 il ricevimento delle Alte Cariche nei Giardini; dunque un invito formale di pomeriggio, non è un cocktail e non ci si va vestiti come a un cocktail, thanks. 2-giugno-mattarella-e1559472765486.jpgTriste il colore, banale il modello, troppo corto l’orlo, inutile la stola di voile nero, brutte le scarpe spuntate, la padrona di casa Laura Mattarella è un grande boh.

Gli occhi di tutti erano però puntati sulle attuali fidanzate dei dioscuri, i due Vice Presidenti del Consiglio; la bruna Francesca Verdini è una graziosa fanciulla, e avrebbe delle potenzialità se non avesse scambiato la Festa della Repubblica per la Feria di Siviglia optando per un vestitino in stile flamenca sexy, scosciato e scollato (sulla schiena). I piedini sono infilati nelle solite Valentino Rockstud, talmente viste e riviste che ormai non le taroccano manco più e se proprio le volete le dovete prendere direttamente da Valentino (€720, ma quelle di Francesca sono metallizzate dunque costano di più, come le macchine: €740). Shock. Stazzonato, spiegazzato, slabbrato as usual il suo accompagnatore: davanti a quel completo vorrei sapere quanti sarti napoletani (e quanti tra quelli di Penne) hanno chiuso bottega e sono andati al Bingo. Shock. 2-giugno-saba.jpgLa bionda Virginia Saba è anche lei graziosa ma meno sofisticata, e conferma le peggiori previsioni con un abito da bella di paese che avrebbe impupazzato pure Audrey Hepburn (che però non l’avrebbe messo mai). Brutto, dozzinale, chiffon sopra e pizzo sotto, un disastro peggiorato dalle scarpette brillantinate. Shock. Sicuramente meglio l’abito del suo accompagnatore rispetto a quello del di lui collega – anche perché fare peggio sarebbe difficile – ma il giovanotto comunque è ancora lontano dall’essere impeccabile, quindi boh. La signora che precede la coppia invece è perfetta, ma quella è Carla De Gennaro, di nota eleganza. Chic. 2 giugno:saluto Di Maio-Salvini a Quirinale, "ci vediamo..."A parte gli exploit in robe de soirée al Teatro dell’Opera, qualcuno ha mai visto Virginia Raggi con qualcosa di diverso dal tailleur pantaloni nero? Boh (però belle le scarpe).2 giugno:saluto Di Maio-Salvini a Quirinale, "ci vediamo...In bianco Mara Carfagna, con un abito un po’ da sciura che a me non dispiace, e mi sembra uno dei look migliori della giornata, almeno ci ha risparmiato il completo nero. Chic. La signora dietro di lei, in mini e calze velate è shock, senza pietà.

De signore diversissime scelgono scarpe simili: nere, spuntate, con plateau importante. Geppi le abbina a una borsetta firmatissima e un po’ scontata, con un vestitone dalla fantasia vagamente (molto vagamente) giapponesizzante che mischia fiori e grafismi. L’idea poteva non essere male ma la sua realizzazione? Boh. Bebe punta su uno stile più rock, in total black. A parte che i pantaloni tirano sul pancino, d’accordo che lei è una superwoman ma perché quella canotta da camallo? Anche qui, boh.2 giugno sandrelliStefania Sandrelli non è mai stata una donna particolarmente elegante: prima non le serviva, e dopo, tutto sommato, nemmeno. L’idea del completo leggero con pantapalazzo è buona – personalmente detesto quel colore, opinione del tutto soggettiva  – ma perché la padella al collo? Boh.  2 giugno:saluto Di Maio-Salvini a Quirinale, "ci vediamo..."La signora Zingaretti sarà tifosa della Roma? Secondo me conciata così non sarebbe adatta manco per la curva sud, figuriamoci per il Quirinale. Shock201215539-2a23d18c-99ce-44fc-a1ce-983226224d9a

Sì, si può. Si può essere agée, aver passato le pene d’inferno (letterale, purtroppo), non vestire di nero, non vestire da sciura, ed essere la più elegante. Bello il kimono, bella la tshirt morbida e candida come i capelli, bellissima la collana. Liliana Segre, chic come nessuna.

 

 

 

 

 

 

 

(Ph. ANSA e Lapresse)

Le foto del giorno – 7 maggio

Lasciamo riposare per un giorno Baby Sussex, la sua mamma e anche il papà che ieri era (giustamente) over the moon, rimanendo in ansiosa attesa di foto e nome del pupetto. simposio cotecOggi ci spostiamo a Napoli, dove si tiene il XIII Simposio Cotec Europa, una fondazione che si occupa di ricerca e innovazione nei principali paesi del mediterraneo: Italia, Spagna, Portogallo. Confesso di non conoscere la fondazione, la cui sede a Roma è a Palazzo Corsini (quello dove abitò Cristina di Svezia, che è sede dell’Accademia dei Lincei, e il cui giardino ospita l’Orto Botanico, tanto per capire di che parliamo), ma che la sua importanza sia notevole è testimoniato dalla presenza dei quattro signori: il Presidente Mattarella, il suo omologo portoghese Marcelo Rebelo De Sousa più Felipe VI e Juan Carlos di Spagna. Da non perdere l’espressione del Rey emerito, che nel palco reale del Teatro San Carlo ha dovuto lasciare la prima fila al figlio.simposio cotec 2

Il giorno di Messer Leonardo

Delle non moltissime fotografie che immortalano l’incontro di oggi tra i Presidenti Mattarella e Macron, che si sono incontrati al castello di Amboise e hanno deposto ciascuno un mazzo di fiori bianchi sulla tomba di Leonardo, nel cinquecentesimo della morte, la più originale è senz’altro questa.

matt mac amboise

(Ph. PHILIPPE WOJAZER/X00303/AFP)

Ora io ignoro chi abbia realizzato l’artistica erma – naturalmente in doppia copia – e chi abbia pensato di donarla alle illustri personalità; sono abbastanza sicura però che se l’avesse vista il genio di Vinci, notoriamente dotato di brutto carattere e notevole forza fisica, avrebbe scagliato a terra con violenza entrambe le copie, ma giusto per evitare di tirarle in testa a qualcuno. L’incontro è stato cordiale ma secondo me anche un filo surreale, come del resto sarebbe stata qualunque manifestazione per celebrare un personaggio di tale inarrivabile sublimità. L’importante è che sia stato ricordato col rispetto dovuto colui che oltre che artista, scienziato, architetto, poeta, fu anche di fatto il capofila di quel tipico fenomeno italico noto come cervelli in fuga, che allora come ora fuggono in cerca di riconoscimento del proprio talento, laddove per “riconoscimento” si intende non tanto i numerosi attestati di stima – che di solito non mancano – ma una degna mercede del proprio lavoro, soprattutto quello culturale/artistico, che sul patrio suolo continua ad essere considerato un’elegante forma di volontariato. E spero ormai sia chiaro che il quadro più famoso dell’universo, La Gioconda, non è nostro e non deve esserci restituito, dato che fu acquistato dal re Francesco I di Francia, alla cui corte – e grazie al cui denaro – il vecchio Leonardo trascorse gli ultimi anni. Del fatto poi che le opere d’arte appartengano a qualcuno e non all’umanità intera, parleremo magari meglio in un’altra occasione.

La verità è che essendo stato Leonardo oggetto di lunghi studi universitari avrei voluto dedicargli un articolo adeguatamente colto, necessariamente accurato e rigorosamente scientifico, magari sui significati simbolici delle sue opere; non mi è stato possibile e chiedo venia, ma non escludo di tornare sull’argomento. E magari di raccontarvi di quando venne in Abruzzo a studiare i telai per lavorare la lana, e di come traccia di questo viaggio ora si trovi a Londra, nella preziosa collezione di chi? Ma di Her Majesty, of course!

La foto del giorno – 11 aprile

Il Presidente Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura, è in visita ufficiale in Giordania e ieri è stato ricevuto dai sovrani a Palazzo Al Husseiniya. rania lauraEcco le due signore insieme, chiacchierare sorridenti e piuttosto rilassate; d’altronde si conoscono già, si incontrarono al Quirinale nel 2015. Laura all’inizio del mandato paterno sembrava sempre un po’ a disagio, e vestita anche malino. Ora è molto migliorata, ha trovato un equilibrio col suo carattere schivo e anche le sue mise hanno subito un deciso upgrade. Bello il giacchino nero con fibbia gioiello, ma la gonna così proprio no; intanto è troppo corta, un errore che la nostra first lady fa spesso e non dovrebbe, per ben tre motivi – li dobbiamo ripetere? – occasione, età e pure le gambe, che non sono brutte ma un po’ arcuate. E poi, perché una mise così funerea di giorno, in un paese pieno di sole? Considerate che in mano tiene una stola, pure lei nera, che in qualche momento ha perfino indossato; al di là di ogni considerazione meteorologica (sento caldo io per lei), se almeno quella fosse stata colorata… Al suo opposto la regina Rania, con un candido thashemiti mattarellarench Lanvin, borsetta gialla Marni, scarpe bicolore Dior, giallo dietro e platino davanti. Non so, c’è qualcosa che non mi convince; intanto lei è molto magra e il trench un po’ abbondante, l’effetto delle maniche d’organza si perde a causa di quello che c’è sotto, probabilmente un abito bianco a maniche lunghe. E poi gli occhiali! Capisco il sole, ma non è educatissimo tenerseli sul naso nella più formale delle occasioni. Mi è anche venuto il dubbio che avesse qualche problema, ma quest’altra foto fuga purtroppo ogni dubbio e mostra la sua mise da un’altra angolazione, rivelando un pannello d’organza anche sul fianco. Insomma, alla regina va la sufficienza. L’erede al trono però è promosso con lode!

La foto del giorno – 22 marzo

Nell’attesa delle immagini della cena di gala offerta al Quirinale dal Presidente Mattarella all’ospite cinese Xi Jinping godiamoci il primo incontro tra le due prime signore, la first lady Peng Liyuan e la first daughter Laura Mattarella. peng lauraPrima che il marito diventasse presidente, Peng era già famosissima in patria, un soprano che si esibiva in tutte le occasioni più importanti. Ora con la stessa impeccabile efficacia interpreta il ruolo di première dame; molto bella e molto elegante, le mise che definiscono il suo stile sono create da Ma Ke, designer abilissima nel reinterpretare la tradizione cinese in linguaggi contemporanei. Se le linee pulite e grafiche dei suoi sono spesso efficaci, lo stesso non si può dire dei colori: abbandonando le tinte brillanti – il rosso delle lacche, il blu delle porcellane Ming, il giallo riservato all’Imperatore – in favore delle palette neutre, il risultato non mi convince sempre. Terracotta-WarriorsInvece madame Peng deve proprio amare il greige dell’abito di oggi, che ha indossato (il colore, non l’abito) anche in precedenza, ad esempio per incontrare la Reina Letizia; che vi devo dire, non solo non mi sembra che esalti troppo il suo incarnato ma, forse anche a causa dell’imperscrutabile mimica orientale, mi ha ricordato i guerrieri di terracotta del Primo Imperatore, Quin Shi Huangdi.

Mettendo da parte il riferimento archeologico, e se è vero che l’eleganza è nei dettagli, Peng è imbattibile: perfetto il portamento, perfette borsa e scarpe, applausi per i guanti. E mi perdonerà l’impudenza, perfetto anche l’underware – che da come è impettita madame dev’essere una specie di armatura – di cui però non si coglie neanche la più piccola traccia, chapeau! Meno perfetta ma molto gradevole la nostra Laura, che mi sembra stia trovando un suo stile convincente: bello il tailleur, banalino il top nero, ma la gonna è troppo corta per occasione ed età (e pure per moda, non si porta più!). E poi che cos’è quella borsetta appesa alla mano?

La foto del giorno – 5 marzo

Cambiamo Palazzo, e da Buckingham passiamo al Quirinale, dove oggi il Presidente Mattarella ha consegnato le onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferite motu proprio a 33 “cittadini distintisi per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel soccorso, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella tutela dei minori, nella promozione della cultura e della legalità”. Tra i premiati Maria Rosaria Coppola, la signora che qualche mese fa sulla Circumvesuviana pronunciò l’immortale Tu nun si’ razzista, si nu strun.. all’indirizzo del solito guappo che inveiva contro un immigrato. mattarella e jacopoCavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana è stato invece creato Jacopo Melio, un giovane affetto dalla sindrome di Escobar impegnato con determinazione, tenacia e un certo umorismo nella lotta alle barriere architettoniche e agli stereotipi culturali. Questi due che si scattano un selfie sono senza dubbio la migliore immagine della giornata, altro che duchesse!