La notizia è di venerdì, poi oscurata dal messaggio della principessa di Galles che annunciava la sua presenza al Trooping the Colour. Dunque, mentre si continua a parlare della possibilità di un suo ruolo nelle istituzioni europee appena rinnovate, Mario Draghi ha ricevuto dalle mani del Rey Felipe VI il Premio Europeo Carlos V, uno che a suo tempo, whatever it takes, sull’Europa aveva le idee chiare: era tutta roba sua.
La motivazione cita “la sua leadership alla guida della Banca Centrale Europea, che ha permesso di affrontare una delle più grandi crisi che l’Unione Europea abbia mai vissuto”. Consegnando il premio, il sovrano si è anche impegnato a dire qualche parola in italiano (è un po’ inciampato su “diciassettesima”, ma è parola oggettivamente difficilotta); in fondo trovate il link al video.
Le sorprese dalla Spagna non sono finite, perché mercoledì prossimo, 19 giugno, Felipe compirà i suoi primi dieci anni di regno e, udite udite, sono previste celebrazioni pubbliche che impegneranno i sovrani e le figlie, e dureranno ben due giorni!
Confesso che non ho capito esattamente il programma, ma restate sintonizzati che non resteremo delusi.
Uso questa parola, papà, perché abbiamo scoperto che è così che all’interno della Royal Family si chiama il genitore. Cioè, un po’ lo sapevamo, ma abbiamo la conferma. Oggi le famiglie britanniche festeggiano i padri, e a Buckingham Palace e dintorni non fanno eccezione.
(Ph: The Princess of Wales, 2024)
Bellissima la foto del Principe di Galles con i suoi bambini, presi di spalle su una spiaggia; un grande abbraccio di gruppo, con Louis che mantiene la sua indipendenza. La fotografia è stata scattata quest’anno da Catherine, ma non sappiamo con esattezza né dove né quando. Il messaggio che la accompagna recita “We love you, Papa. Happy Father’s Day 💕 G, C & L”.
A sua volta William ha dedicato a suo padre una deliziosa immagine che li ritrae insieme tanti anni fa (certo che sulla scriminatura del giovane Charles si potrebbe scrivere un trattato). E il messaggio al padre è Happy Father’s Day, Pa. W
Ora io so che molti di voi chiamano babbo il proprio padre, unfortunately sotto questo aspetto non siete abbastanza royal, sorry. Intanto William si prepara a festeggiare il quarantaduesimo compleanno il prossimo venerdì, che si inventeranno? Non ci resta che aspettare.
Doveva essere il giorno di Charles, è stato il giorno di Catherine. E non credo che a lui si dispiaciuto, per l’affetto sincero che nutre per la nuora e, fatemelo dire, per la sua generosità. Il tempo non è stato favorevole – l’iniziale pioggerella si è trasformata in un diluvio – ma insomma, anche oggi la squadra ha portato a casa il risultato.
Per la prima uscita pubblica in sei mesi Catherine si gioca la carta My Fair Lady con quello che sembra proprio il riadattamento di un abito di Jenny Packham indossato lo scorso anno, cui è stato aggiunto un fiocco a righe e sostituita la cintura. Il rimando alla mise indossata nella scena delle corse di Ascot dalla filiforme Audrey finisce col sublimare la magrezza della principessa, la cui forma immagino sia stata scrutata da molti se non da tutti (da Lady Violet sicuro). Alle orecchie orecchini di perle, mentre sulla spalla sinistra brilla il badge delle Irish Guards, di cui è Colonnello onorario.
Se la domanda del giorno è come sta Catherine qual è la risposta? Tutto considerato io l’ho trovata abbastanza bene; sicuramente dimagrita ma non scheletrica – tenendo presente quanto fosse già sottile – bellissimo il viso spesso acceso da un sorriso.
(Ph: Getty Images)
La principessa ha partecipato alla parata a bordo di una carrozza chiusa, insieme ai tre figli. La loro era preceduta dalla carrozza su cui si trovavano i sovrani; Charles emozionato, un po’ pallido ma determinato, Camilla come sempre equilibrata e attenta.
(Ph: PA)
Per questa giornata particolare la regina compie un piccolo capolavoro: è impeccabile ma leggermente sottotono, lasciando così alla nuora il primo piano. Lo fa anche con la sua mise, composta da abito e soprabito in un chiarissimo color menta con cappello panna, opera del fido Philip Treacy, che firma anche quello nuovo e bellissimo di Catherine.
L’utilizzo di una carrozza chiusa è stata probabilmente dettata dal meteo, ma dati i problemi di salute del sovrano appariva scontata prima ancora di essere annunciata la scelta di non passare in rassegna a cavallo le truppe. Come invece hanno fatto William, Edward – che ha rischiato di affogare nel colbacco – e l’immarcescibile Anne, che si è presa tutta l’acqua senza fare un plissé, e sembra aver ereditato la fibra forte dei genitori.
A bordo di un landò con la cappotta alzata erano la Duchessa di Edimburgo con la figlia Louise e il Duca di Kent. Sophie deliziosamente vestita di giallo limone con un abito Beulah London, cappellino Jane Taylor e grandi orecchini. L’adorabile Louise ha riproposto l’abito indossato all’incoronazione dello zio (Royal chic shock e boh – Coronation edition (parte prima) completandolo con un cappello prestatole dalla madre. Su un altro landò gli stacanovisti Duchi di Gloucester con l’ammiraglio Tim Laurence, che svolge con sobria eleganza il ruolo di marito di (nel suo caso, della Princess Royal).
Il saluto dal balcone è sempre un momento di allegra commozione e nemmeno questa volta ha fatto eccezione; certo, noi abituati a vedere una folla di parentame vario oggi siamo rimasti piuttosto intristiti dalle tante assenze. In compenso Catherine ha brillato come non mai, interagendo spesso e con grande calore con i figli, che sono sembrati a volte un po’ disorientati.
Parliamo dei due maggiori, naturalmente, perché Louis non si è smentito: molto interessato alle finestre di Palazzo ha testato le sue doti muscolari e le competenze tecniche.
Lady Violet confessa: dopo aver seguito due ore e mezza di cerimonia, sul canale yotube della Royal Family e dunque senza commenti, si è sentita particolarmente vicina al piccolo di casa Wales.
Tirando le somme direi che oggi è andata bene, meglio di quanto mi aspettassi. Ora speriamo di vedere Catherine (e il Re) in forma sempre migliore. E speriamo che l’anno prossimo all’adorabile Charlotte sia finalmente risparmiata la versione marinaretta.
La principessa ha svelato l’arcano e rivelato la sua presenza al Trooping the Colour con un lungo messaggio a sua firma, pubblicato sulle pagine social della coppia.
“Sono rimasta molto colpita da tutti i bei messaggi di sostegno e incoraggiamento degli ultimi due mesi. Ha fatto davvero un’enorme differenza per me e William, e ha aiutato entrambi a superare alcuni dei momenti più difficili. Sto facendo buoni progressi, ma come saprà chiunque abbia affrontato la chemioterapia ci sono giorni buoni e giorni brutti. Nei giorni brutti ti senti debole, stanca, e devi concedere al tuo corpo il riposo. Ma nei giorni belli, quando ti senti più forte, vuoi sfruttare al massimo la sensazione di benessere. Il mio trattamento è in corso e durerà ancora qualche mese. Nei giorni in cui mi sento meglio è una gioia impegnarmi nelle attività scolastiche, dedicare parte del tempo alle cose che mi danno energia e positività, e tornare a fare un pochino di lavoro da casa. Non vedo l’ora di prendere parte alla King’s Birthday Parade questo fine settimana insieme con la mia famiglia e spero di poter partecipare a qualche impegno pubblico durante l’estate, ma sono consapevole di non esserne ancora uscita completamente. Sto imparando ad esercitare la pazienza, soprattutto davanti all’incertezza. Prendendo ogni giorno come viene, ascoltando il mio corpo e consentendo a me stessa di prendermi il tempo tanto necessario per guarire. Ringrazio tutti per la costante comprensione, e voi che con tanto coraggio avete condiviso le vostre storie con me. C”
Dunque domani tutti davanti agli schermi! La cerimonia inizierà alle 11.00 ora italiana, la Royal Family uscirà da Buckingham Palace alle 11.30 e il Re passerà in rassegna le truppe a mezzogiorno.
La cerimonia sarà trasmessa dalla BBC, al momento non è chiaro se sarà visibile anche fuori dal Regno Unito.
La notizia è appena arrivata, la Principessa di Galles domani comparirà al Trooping the Colour in onore del suocero.
Catherine ha diffuso un messaggio – datemi il tempo di tradurlo – accompagnato da questa bella foto in cui sembra in buona forma. Domani sarà una gran giornata.
Oggi si festeggia, il sofà di Lady Violet compie sei anni! Abbiamo iniziato a chiacchierare di royals & co. l’undici giugno 2018. La data scelta è il giorno del compleanno di mio padre, che se fosse ancora tra noi oggi diventerebbe centenario, e con lui avrebbero compiuto gli anni Fabiola dei Belgi (nata nel 1928), il principe consorte Henrik di Danimarca (1934) e la principessa Olga di Grecia, moglie del reggente di Jugoslavia e sorella maggiore di Marina di Kent, che vide la luce nel 1903.
(Ph; Chris Jackson/Getty Images)
In questi pochi anni tante cose sono cambiate: abbiamo superato una terribile pandemia dicendo tanti addii, compreso quello a una cara amica del blog; ci siamo inchinati davanti al feretro di quella che è stata è e sarà per sempre The Queen, la Regina, dopo aver salutato pochi mesi prima il suo amato consorte. Tre nuovi sovrani occupano il trono, e se Charles III lo ha ereditato alla morte della madre gli altri due hanno goduto dell’abdicazione dei loro genitori: Frederik X da cinque mesi regna sulla Danimarca, mentre Naruhito è Imperatore del Giappone da quattro anni. Proprio Naruhito, accompagnato dalla moglie Masako, compirà una visita ufficiale nel Regno Unito dal 25 al 27 giugno (anche se la coppia trascorrerà qualche giorno in più sul suolo britannico per impegni privati). Gli imperiali ospiti saranno ricevuti con tutto il fasto necessario da King Charles, che nonostante le terapie antitumorali sembra in buona forma. A ulteriore riprova, è stata appena annunciata una visita di due giorni, 15 e 16 luglio; i sovrani visiteranno le Channel Islands, l’arcipelago che si trova nel Canale della Manica. Le isole dipendono dalla corona ma non fanno parte del Regno Unito; il monarca viene lì chiamato col titolo di Duke of Normandy (usato al maschile anche per Queen Elizabeth).
Il mio augurio è che al prossimo compleanno ci ritroviamo ancora più numerosi sul sofà, festeggiando la guarigione di quanti, royal o commoner, stiano affrontando dei problemi di salute.
Quello tra Hugh Grosvenor e Olivia Hanson, ora i Duchi di Westminster, non sarà proprio il matrimonio dell’anno – la principessa Theodora di Grecia finalmente si sposa, nozze fissate ad Atene il 28 settembre – ma certo si piazza bene. E soprattutto ci ha dato parecchio del materiale che piace a noi.
La sposa
(Ph: Samir Hussein)
Per il suo gran giorno la nubenda fa una scelta abbastanza convenzionale affidandosi a Emma Victoria Payne, che veste molte spose della buona società britannica. Per Olivia crea un abito lineare in crêpe satin di seta avorio, con un sobrio scollo arricchito da pizzo che comprende anche dettagli della robe de mariée indossata dalla sua trisavola nel 1880. I polsi sono rifiniti da un pizzo più alto, mentre la vita è segnata da una cinturina pieghettata.
(Ph: Oli Scarff/Getty Images)
Una volta girata di schiena, voilà! Sopra lo strascico di due metri, composto da pannelli staccabili, sul dorso si apre un oblò. Aggiunge qualcosa al modello, a parte un modesto effetto sorpresa? Direi di no. Mi piace? Direi di no. Diciamo che a volte la semplicità si trasforma in banalità. Meglio il leggero velo in tulle di seta – abbastanza impalpabile da far apprezzare la tiara – anch’esso bordato da pizzo e ricamato con le iniziali degli sposi e la data delle nozze.
La tiara
(Ph: Samir Hussein)
La famiglia Grosvenor possiede gioielli favolosi tra cui scegliere, ma io avevo puntato su questa e un po’ ci speravo. La Fabergé Myrtle Wreath Tiara fu realizzata nel 1906 per Lady Mabel Crichton, che andava sposa a Hugh, figlio cadetto del primo duca (la nobiltà dei Grosvenor è antica, ma il titolo ducale piuttosto recente: fu loro assegnato da Queen Victoria nel 1874). Il matrimonio finì tragicamente, con la morte di Hugh durante la Grande Guerra, ma a causa della penuria di eredi maschi entrambi i figli della coppia assunsero il titolo: Gerald fu il quarto duca e Robert, nonno dello sposo, il quinto.
Il diadema, opera di Albert Holmström – artigiano che lavorava per Fabergé – è composto da due rami di mirto con foglie e bacche, e realizzato con diamanti montati su oro rosa e argento. Essendo il mirto una pianta sacra a Venere questa tiara, oltre che splendida, è particolarmente adatta ai matrimoni, anche se non tutte le spose l’hanno scelta. Tutto bene dunque? Insomma, perché il mix tra i capelli così tirati che induriscono i lineamenti e l’indosso altro sulla testa non mi convincono.
Gli accessori
(Ph: Karwai Tang)
Something old something new something borrowed something blue vuole la tradizione. Se il pizzo della nonna è old, l’abito new, la tiara borrowed, cioè prestata, che ci mettiamo di blu? si dev’essere chiesta Olivia; un fiocchetto, una giarrettiera come tutte? No, le scarpe! Ora io non so se la fanciulla si sia ispirata a Carrie Bradshaw, che nel primo Sex and the City (il film) sposa infine il suo Mr. Big con un paio di Manolo Blahnik (le mitiche Hangisi) colore del mare; ma da sotto l’abito bianco spuntavano un paio di scarpine in velluto blu con fiocco e tacco spesso, che col resto ci azzeccano poco o niente. Grazioso ma un po’ caotico il bouquet, composto con fiori raccolti nella tenuta dello sposo.
Riassumendo: forse ricorderete una conduttrice televisiva piuttosto popolare negli anni ’90/2000, Melba Vicens Bello, coniugata Ruffo di Calabria. La ragazza, vinta la corona di più bella del suo Paese, la Repubblica Dominicana, fu spedita all’ambasciata a Roma, per lavorare alle celebrazioni per i 500 anni dalla scoperta dell’America e qui incontrò il suo principe. Per le sue nozze col nipote della regina dei Belgi era previsto che indossasse il sontuoso velo della famiglia Ruffo come hanno fatto Paola, figlia nuore nipoti e parenti varie. L’abito da sposa fu creato dalle Sorelle Fontana e io ricordo la divina Micol spiegare che il modello era stato pensato come una colonna per sorreggere il velo capolavoro. Aveva cioè un’idea, che è quello che secondo me manca qui. Qual è lo stile di questa sposa? La regalità della tiara, la sobrietà-ma-non-troppo del vestito, l’eccentricità delle scarpe, il bouquet campagnolo? Boh!
I genitori
(Ph: Chris Jackson/Getty Images)
Confesso, lì per lì ho avuto l’impressione che la lady in azzurro fosse Milena Vukotic, già immortale signora Pina in Fantozzi. Invece è Mrs Caroline Hanson, madre della sposa e discendente dai marchesi di Bristol, col marito Rupert e la Duchessa Vedova di Westminster. Non so se trovo più orribile quella specie di robe-manteau in un tessuto con una fantasia che rimanda a certe cotonine degli anni ’70, il cappello col drappeggio stile abat-jour, o l’abbinamento con accessori rosa confetto. Sulle scarpe non mi pronuncio perché non vorrei che fossero ortopediche, o comunque pensate per piedi delicati. Ma temo che anche con un paio di Manolo o di Louboutin l’effetto finale sarebbe stato lo steso. Shock.
La famiglia dello sposo
(Ph: Samir Hussein)
A vederle così, le quattro Grosvenor, tutte nelle tonalità del rosso/rosa (tranne una) mi hanno ricordato madre e sorelle di Letizia alla boda real.
La madre, la Duchessa Vedova di Westminster
(Ph: Getty Images)
Natalia è una donna notevole. Aveva solo diciannove anni quando sposò Gerald Grosvenor, diventando Duchessa di Westminster appena quattro mesi dopo, alla morte del suocero. La coppia ha avuto quattro figli; unico maschio Hugh, lo sposo, che ha ereditato titolo e sterminato patrimonio nel 2016, quando il padre è morto improvvisamente per una crisi cardiaca. Natalia può vantare una discendenza diretta dallo Zar Nicola I di Russia, da Re Gustaf IV Adolf di Svezia e dal grande scrittore russo Puškin. Nel 1982 i Principi di Galles la scelsero come una delle madrine di battesimo del primogenito William. In occasione del matrimonio del figlio ha sdoganato definitivamente i colori brillanti, presentandosi con un robe-manteau di Eponine London in shocking pink – notate la fodera please – abbinato a slingback Manolo Blahnik in rosso pomodoro, uno degli abbinamenti più cool dell’anno. In testa un cespuglio di penne che sembra un fuoco d’artificio, creato per lei da Rachel Trevor Morgan, in mano una delle clutch a forma di libro di Olimpia Le Tan. Questa è dedicata all’amore e si chiama What is love? L’idea è carina, la realizzazione – con tutti quegli occhi spaiati – rimanda un po’ al logo di una nota influencer in crisi di popolarità. Che probabilmente la duchessa non conosce, dunque va bene così. Allegramente chic.
Le sorelle dello sposo
(Ph: Neil Mockford/Getty Images)
Lady Tamara è la figlia maggiore; è sposata da vent’anni con Edward van Cutsem – tra i più intimi amici di casa Windsor – e ha tre figli. È anche quella che si vede meno nelle fotografie, dunque ci dobbiamo accontentare. Per la giornata, unica tra le donne di famiglia, ha scelto un abito fantasia. Il tessuto tapisserie mi sembra interessante, il modello molto meno e francamente molto poco donante. Bruttine le scarpe, terribile l’acconciatura. Shock con riserva.
Lady Edwina, la secondogenita, è una criminologa impegnata nella riforma carceraria e nella riabilitazione dei detenuti. È sposata con Dan Snow, storico e personaggio televisivo; diciamo la versione britannica di Alberto Angela. Per il matrimonio del fratello ha scelto un abito rosa antico Roksanda contraddistinto da grandi fiocchi sulle maniche, e mule di Malone Souliers, con le quali ha sdoganato anche l’assenza di calze e i talloni en plein air. Immancabile – e dimenticabile – il cappello, La cosa che preferisco? Il marito. Abbastanza shock.
(Ph: James Whatling)
Lady Viola (si pronuncia Vaiòla) è la minore dei quattro figli dei duchi, ed è sposata con Angus Roberts, ufficiale dei Dragoni Scozzesi. Ha scelto un abito low cost (€ 129.99 sul sito) in sangallo scarlatto di Selected Femme con scarpine Aquazurra in tinta. In abbinamento accessori celeste polvere: cerchietto e in mano una Fendi Pikaboo. Accostare il rosso al celeste è molto di moda (anche se non mi fa impazzire) ma il fitting dell’abito è francamente terribile. L’insieme sarebbe stato accettabile se la trentaduenne Viola avesse dieci anni di meno; così shock.
Eugenie di York
(Ph: Getty Images)
Unica a rappresentare la Royal Family insieme col cugino William, Eugenie fa una scelta insolita. L’abito verde oliva (Joseph) ha un corpino di jersey e una gonna plissé con l’orlo asimmetrico, cui la principessa abbina accessori color crema: scarpe Aquazzura (lo stesso modello indossato da Meghan il giorno del fidanzamento con Harry), cappellino con veletta Emily London e clutch Anya Hindmarch. Sono molto perplessa, l’abito non mi dispiace ma non mi sembra adatto all’occasione; in alcune foto le sta bene, in altre meno, ma l’underwear è veramente disastroso. Sorry, shock.
Le damigelle
(Ph: Oli Scarff/Getty Images)
Nonostante la loro sostanziale inutilità – per maneggiare il velo agitato dal forte vento ci sarebbe voluta l’esperienza di un paracadutista della Folgore – non potevano mancare le tre damigelle. Sono le nipotine dello sposo, la figlia di Tamara e le due figlie di Edwina. Graziose come tutte le bimbe della loro età, sono state imbustate in vestitoni di raso di rara bruttezza, pure loro senza calze, e con delle ballerine col fiocco. Nere. Ma perché? Bambine crescete, andate alla conquista del mondo e vestitevi come volete, che peggio di così è difficile.
La protagonista che non ti aspetti
Questo è l’ingresso della cattedrale di Chester prima che tutto iniziasse. In primo piano il dettaglio che veramente non si era mai visto prima: la passerella di legno lasciata così, nella sua sfacciata nudità. C’era un tappeto ma è volato via? Si sono scordati di coprirla? Erano finiti i soldi? Le nozze erano sponsorizzate dall’unione falegnami del Cheshire? O forse temevano che un tappeto avrebbe oscurato l’orgiastica selva che incorniciava l’ingresso? Ai posteri l’ardua sentenza.
Proseguono a grandi passi i preparativi per il Trooping the Colour, che si celebrerà sabato prossimo, 15 giugno. Ieri era il giorno dedicato alla Colonel’s Review, una di quelle pittoresche, colorate cerimonie così tipicamente British, in cui si passano in rassegna le truppe. La Principessa di Galles è Colonel delle Irish Guards, che hanno ricevuto da lei una bella lettera, in cui Catherine si scusa di non poter assolvere al suo compito quest’anno.
Il testo recita: “Volevo scrivervi per farvi sapere quanto sia orgogliosa dell’intero reggimento nell’imminenza della Colonel’s Review e del Trooping the Colour. Il mio apprezzamento va a tutti i militari che quest’anno si sono esercitati per mesi, dedicando molte ore per garantire che le loro uniformi e il loro addestramento fossero impeccabili.
Essere il vostro Colonnello è sempre un grande onore, e mi dispiace molto non essere in grado di porgervi il consueto saluto alla cerimonia di quest’anno. Vi prego di presentare le mie scuse all’intero reggimento, tuttavia spero di poter tornare presto a rappresentarvi. Per favore porgete i miei migliori auguri e buona fortuna a tutti gli interessati.”
Il messaggio si chiude col motto del reggimento: Quis Separabit. Superfluo sottolineare quanto la lettera abbia commosso i destinatari (e un po’ anche noi). Rimane la speranza di vedere la principessa affacciata al balcone di Buckingham Palace per il Trooping the Colour, come vogliono alcune voci che girano insistentemente. Non ci resta che aspettare sabato.
Oggi a mezzogiorno il giovane Duca di Westminster, miliardario in sterline (una decina) ha portato all’altare, dopo aver attraversato una passerella di legno che neanche Love Boat, la graziosa – e fortunata – fidanzata Olivia Henson nella cattedrale di Chester, che sorge non lontano da Eaton Hall, residenza di famiglia.
Annunciato lo scorso anno, il matrimonio avrebbe dovuto avere una presenza royal più massiccia, dati gli streettissimi legami tra la Royal Family e lo sposo, padrino dei figli maggiori sia di William sia di Harry. La presenza dei Sussex è stata esclusa da subito per evitare tensioni ma anche, se non soprattutto, per non rubare la scena agli sposi. Poi è arrivata la malattia di King Charles, poi quella di Catherine, e alla fine c’erano solo il Principe di Galles e sua cugina Eugenie di York.
Tra il più maturo William e il più giovane Hugh ci sono otto anni e mezzo, ma naturalmente si conoscono e frequentano da sempre; sarà per questo che il principe ha avuto un ruolo in questa giornata: è stato uno degli usher – che ai miei tempi si chiamavano alla francese garçons d’honneur – amici dello sposo che si occupano di accogliere gli ospiti (in questo caso solo 400, un matrimonio napoletano medio)e intervengono dove c’è bisogno. Se avete visto Quattro matrimoni e un funerale sapete di cosa parlo.
Così, dopo aver presenziato alle cerimonie per il D Day, William ha cambiato veste indossando un elegante tight. E guardando queste immagini Lady Violet non può non commuoversi dinnanzi all’orlo dei pantaloni di questi signori, compreso lo sposo, che evidentemente non si servono dallo stesso sarto di Albert II de Monaco, con l’eccezione dei primi due a sinistra. Quello in grigio accanto al principe è William van Cutsem, altro padrino di George, cognato dello sposo (uno dei suoi fratelli ne ha sposato la sorella Tamara) nonché uno dei quattro figli delko scomparso Hugh van Cutsem, intimo amico di King Charles fin dai tempi di Cambridge.
Mi è piaciuto? Insomma, mi aspettavo qualcosa di meglio, ma di questo – e naturalmente delle mise – parleremo domenica. Anyway, evviva gli sposi.
Confesso che questa importante data mi stava sfuggendo, confusa tra l’ottantesimo anniversario del D Day e l’imminente matrimonio del Duca di Westminster; per fortuna il rapido giro mattutino sui social mi ha salvata. Compie oggi novant’anni il Re Emerito dei Belgi Albert II che per noi, ammettiamolo, è soprattutto il marito di Paola.
Nato il 6 giugno 1934 nello Château de Stuyvenberg a Laeken, è il figlio minore, e secondo maschio, di Leopold III – asceso al trono pochi mesi prima, alla morte del padre Albert I da cui il bambino prende il nome – e Astrid, che morirà in un tragico incidente stradale quando il piccolo ha solo 14 mesi. Il D Day ha un’importanza particolare anche per Albert, che compie dieci anni e ha gli orecchioni; in quel giorno arriva l’ordine di Himmler di deportare in Germania la famiglia reale. Il giovane principe con i suoi fratelli – l’erede al trono Baudouin e Josephine Charlotte, che sposerà il Granduca di Lussemburgo – vengono portati in una fortezza nei pressi di Dresda, e mesi dopo trasferiti in Austria; verranno liberati il 7 maggio 1945 dagli americani.
La stampa italiana inizia a interessarsi a lui nel novembre 1958, quando arriva a Roma in rappresentanza della famiglia reale per l’intronizzazione di Papa Giovanni XXIII e conosce un po’ di ragazze da marito. Si dice che all’inizio la sua attenzione venga attratta dalla bellissima Mirta Barberini Colonna di Sciarra, poi la scelta cade sull’altrettanto bella Paola Ruffo di Calabria. Le nozze, annunciate in aprile, vengono celebrate il 2 luglio 1959 a Bruxelles; dall’unione nascono tre figli, Philippe, Astrid e Laurent.
Il suo destino da spare cambia il 31 luglio 1993 quando il fratello Baudouin muore improvvisamente a 62 anni senza avere avuto eredi dalla moglie Fabiola. Il primo in ordine successione è lui, che diventa Albert II; abdicherà vent’anni dopo in favore del figlio maggiore.
Nella sua lunga vita non sono mancate crisi polemiche e qualche scandalo; alla fine degli anni ’60 il matrimonio sembra al capolinea, e la responsabilità viene attribuita a Paola, l’italienne che ha l’imperdonabile colpa di essere troppo bella e allegra per la sussiegosa corte belga. Poi si scoprirà che è lui – o almeno anche lui – ad avere avuto una lunga relazione con l’aristocratica Sybille de Selys Longchamp. Da questo amore nel 1968 nasce Delphine, che nel 2020 viene riconosciuta – un po’ controvoglia – e accettata in famiglia come quarta figlia dell’ex sovrano. Alla fine anche questo episodio contribuisce alla modernizzazione della monarchia, che era stato uno degli obiettivi del suo regno, lo è del figlio Philippe, e non ho dubbi che troverà il suo coronamento con Elisabeth, che sarà anche la prima donna in Belgio a sedere sul trono. Intanto la fanciulla per i ritratti col nonno ha riproposto un completo pantaloni già indossato, in uno dei colori di stagione, il bluette (ahimé sì, è tornato di moda).
Il re emerito ha iniziato a celebrare il compleanno martedì sera, quando insieme a parte della famiglia ha festeggiato in un ristorante di sushi di Anversa, il Roji, dividendo la festa con la figlia Astrid, che ieri ha compiuto 62 anni. L’orgoglioso proprietario, monsieur Gunter Landuyt, ha rivelato di aver ricevuto due settimane prima la richiesta di prenotazione proprio da Astrid; il ristorante è stato aperto apposta per i reali nel giorno di chiusura settimanale, ma non è stato riservato per intero, il che ha consentito ad altri avventori di fare gli auguri ai festeggiati all’arrivo della torta.
(Ph: Roji)
Che oggettivamente sembra fatta solo per lui visto che ci sono solo le candeline col numero 90. Avrebbero potuto fare come un mio cugino che, celebrando noi insieme il compleanno, ci fece mettere la somma dei nostri anni. Dunque un bel 152, e auguri doppi!.