Il teenager

George di Galles compie oggi 13 anni, il che ne fa ufficialmente un teenager. Tradotto, parte per uno dei viaggi più complessi e accidentati della vita, l’adolescenza.


(Ph: Matt Porteous/Kensington Palace)

Lo abbiamo visto pochi giorni fa, a Wimbledon per la finale maschile con i genitori e la sorella Charlotte: altissimo, slanciato e ormai definitivamente lontano dai lineamenti paffuti dell’infanzia.

Di lui sappiamo molto poco, anche per quel riserbo che sembra uno dei suoi tratti distintivi, meno caratterizzato di Charlotte con la sua grazia arguta o di Louis, simpatico e incontenibile.

In autunno George andrà a Eton – probabilmente la scuola superiore migliore del regno, sicuramente la più famosa – dove hanno studiato anche il padre lo zio (oddio, magari Harry non è che studiasse tanto…). William a Eton fu bullizzato dai compagni; ma erano anni difficili quelli del divorzio tra Charles e Diana. Che involontariamente ci mise del suo con la famigerata intervista alla BBC, costringendo il figlio a cercare riparo dal preside, che lo ospitò nel suo appartamento privato per tenerlo lontano dalle chiacchiere.

(Ph: Instagram @princeandprincessofwales)

George è più fortunato del padre, ha una famiglia solida e amorevole e una madre su cui poter contare.

Auguri a questo piccolo principe, sarà una gioia vederlo crescere e diventare uomo.

Le foto del giorno – À Monte-Carlo

Da ragazzina, una delle certezze dell’estate – con i bagni, le cicale, la bici e il gelato da Cicco – era il gala de la Croix Rouge monegasca. Con Grace a volte un po’ overdressed ma sempre incantevole, i figli che crescevano, e gli ospiti, autentici protagonisti del jet set internazionale. L’appuntamento era di solito fissato il primo venerdì di agosto, e aspettando Ferragosto ci beavamo di cronache e foto dai settimanali gossippari dell’epoca. Poi il tempo passa, le mamme imbiancano, la benzina aumenta, ti distrai un attimo e bam! le luci dello Sporting si accendono a tradimento per il nuovo gala, che in effetti da anni è anticipato a luglio, ma io non me lo ricordo mai.

(Ph. Michaël Alesi/Palais princier)

Ed è così che stamattina mi sono ritrovata le immagini dell’edizione numero 77 andata in scena ieri sera. Della famille princière erano presenti solo i tre che hanno un ruolo nella Croix Rouge del Principato: Albert II presidente, Charlène vice presidente e Camille Gottlieb, figlia di Stéphanie e responsabile del settore giovanile.

(Ph. Michaël Alesi/Palais princier)

La princesse era in oro Elie Saab, stilista sempre più vicino al suo cuore. Seta laminata per un modello 3/4 tributo alla Hollywood anni 40 e 1/4 all’Odissea di Nolan. Abito interessante e adatto al fisico sportivo di Charlène, scolpito da drappeggi che si incrociano creando qualche lieve difetto sul fianco.

(Ph. Michaël Alesi/Palais princier)

Bello? Direi di sì. Mi convince? Direi di no, principalmente perché è lei a non sembrare mai veramente convinta. Né l’aiuta l’abbinata col marito in dinner jacket bianca con papillon rosso, probabile omaggio ai colori della Croce Rossa, che poi sono gli stessi di Monaco. Albert in estate preferisce lo smoking con giacca bianca, come faceva suo padre. Il vecchio principe però, pur non avendo il fisico, aveva quell’autorevolezza che gli risparmiava il ridicolo. Con loro la ventottenne Camille in Elisabetta Franchi, un abito giallo chiarissimo con troppo tessuto e poco senso.

(Ph. David Niviere/SBM)

La fanciulla tra tutti i nipoti è quella che secondo me somiglia di più a Nonna Grace di cui però non ha ereditato lo chic. E probabilmente neanche l’impeccabile Grace o il rigoroso Rainier sarebbero stati troppo convinti di tale soirée.

Un compleanno e un grande amore

Festeggia oggi il compleanno Camilla, The Queen Consort; ma il grande amore non è quello per Charles, che l’ha resa regina della cronaca prima ancora che del trono britannico, e la consegnerà alla storia. Quello di cui parlo è l’amore per i libri e la lettura, nato da bambina e ispiratole dal padre Bruce Shand.

(Ph. Chris Jackson/Getty)

Celebrata con la tradizionale sobrietà, la lieta ricorrenza è l’occasione per annunciare una nuova iniziativa: a Natale tutti i bambini del Regno Unito che frequentano la sesta classe riceveranno un’edizione speciale del libro Impossible Creatures di Katherine Rundell. Il National Literacy Trust, di cui la regina ha il patronage, celebrerà così l’Anno Nazionale della Lettura 2026.

Ho spesso espresso il mio apprezzamento per Camilla, e non posso che confermarlo anche oggi. L’amore per la lettura è una cosa che abbiamo in comune, tanto più importante negli ultimi mesi, in cui i libri mi hanno aiutata a tenere insieme le cose. Non ho letto moltissimo, ma è stato comunque prezioso.

Fatemi sapere se siete curiosi di sapere quali libri mi hanno accompagnata in questo lungo viaggio.

La foto del giorno – In sickness and in health

Il Duca e la Duchessa di Kent fotografati qualche anno fa per le vie di Londra.

Oggi Hugo Vickers, giornalista britannico esperto in vicende reali, ha pubblicato questa foto accompagnandola con la frase “Every week the Duke took her to the hairdresser. Someone spotted them. The devotion in a marriage of 64 years.” (Ogni settimana il Duca la accompagnava dal parrucchiere. Qualcuno li ha notati. La devozione in un matrimonio lungo 64 anni).

Più di una persona ha commentato sostenendo che il matrimonio era finito da un pezzo, cosa che avrebbe dichiarato lo stesso duca nella sua biografia, e che la coppia viveva separata da tempo. Confesso di non conoscere abbastanza la vita del cugino di Queen Elizabeth e di sua moglie, ma se fosse così la foto mi colpirebbe ancora di più. Perché i matrimoni possono finire, l’amore spegnersi, le vite separarsi; ma l’affetto, la cura, l’attenzione sopravvivere. A un commento Vickers ha risposto: he looked after her beautifully, si è occupato di lei meravigliosamente. E non è poco.

Matrimoni di fine estate

Indovinate? Un royal wedding! Da uno dei Paesi che ci affascina di più, il Bhutan, arrivano le immagini di un nuovo matrimonio reale: lunedì 25 il principe Jigyel Ugyen Wangchuck, fratello del sovrano, ha sposato la graziosa Ugen Choden Namgyel.

Se poco sappiamo della sposa, se non i nomi dei genitori – informazione per noi non necessaria né sufficiente – dello sposo abbiamo qualche notizia in più: si è laureato al St Peter’s College, a Oxford, e ha un master in business administration. È presidente del Comitato Olimpico bhutanese, vice presidente del Comitato asiatico e membro di quello internazionale. E dato che ieri discutevamo sull’età apparente di alcuni royal, lui ha 41 anni, e direi che se li porta piuttosto bene.

Il principe è figlio del precedente sovrano, il Quarto Re Drago (grande favorito di Lady Violet, e non solo per questioni anagrafiche) e di una delle sue quattro mogli. Ricordate? Nel 1979 il re sposò in un’unica cerimonia privata quattro sorelle (il che testimonia indubbiamente una certa sicurezza di sé). Contrariamente a quanto accade in altre culture, tutte e quattro hanno la stessa dignità e lo stesso titolo: Sua Maestà la Regina Consorte. Da questi matrimoni sono nati undici figli; lo sposo è figlio della maggiore delle sorelle; l’attuale sovrano è figlio della terza, ma è stato il primo maschio a nascere, perciò la corona è toccata a lui. Quando è stato il suo momento di andare all’altare, ha deciso di rendere la vita più semplice a sé stesso e a noi rifiutando la poligamia e impalmando l’incantevole Jetsun Pema.

Sul web ho trovato un breve video con alcune fasi della cerimonia; devo dire che lo sposo non dimostra un particolare trasporto, sarà la proverbiale impassibilità orientale? https://www.youtube.com/watch?v=28goXicySWo

Se a questo punto avete voglia di un po’ di romanticismo European style, festeggia oggi l’anniversario di matrimonio una delle coppie reali più amate, di recente assurta ai disonori della cronaca per colpa altrui. Harald e Sonja di Norvegia si sono sposati nella cattedrale di Oslo il 29 agosto 1968. Una bellissima storia d’amore che abbiamo raccontato qui Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte prima) e qui Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte seconda).

Buona lettura, e sempre viva gli sposi!

Le foto del giorno – Compleanno in bellezza

Le foto sono di ieri ma il compleanno è di oggi, e si festeggia davvero in bellezza!

(Ph: Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Compie 26 anni Nikolai, nato Principe di Danimarca e retrocesso a Conte di Monpezat per antipatica decisione nonnesca. Immaginiamo che il giovanotto stia trascorrendo un romantico compleanno veneziano dopo aver percorso, ieri sera, il red carpet della serata inaugurale della 82ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

(Ph: SGPItalia)

Con lui la bella fidanzata Benedikte Thoustrup, anche lei ventiseienne (ma sembra più grande). Figlia di un uomo d’affari danese è appassionata di moda, e ha esordito quest’anno sulle passerelle della Copenaghen Fashion Week. Per la soirée veneziana però è andata sul sicuro scegliendo Armani, come Nikolai.

(Ph. Lucia Sabatelli / Bestimage)

Per lei un semplice ma scicchissimo abito nero con scollatura formata da una fascia bianca ricamata di perline; per lui uno smoking di velluto con pantaloni oversize, modello che secondo me sta bene solo a giovanissimi bellissimi e altissimi. Solito orlo crollato sulle scarpe – in questo caso vezzosi scarpini di velluto en pendant col resto – ma essendo una creazione del divino Giorgio potrebbe essere una scelta voluta, magari per riequilibrare il volume dei pantaloni. Una cosa che a me piace poco, ma considerando il fotografo sullo sfondo, in smoking con mocassino e calzino corto, direi che ci possiamo accontentare.

La combinazione coppia affascinante+gran nome della moda spiega anche perché abbiano sfilato questi due bei ragazzi, che nulla hanno a che fare, almeno per ora, col cinema. La risposta è semplice: erano appunto ospiti di Armani. Eventi di questa portata sono un’eccezionale vetrina, dunque partecipa anche chi vuole – o deve – affermare la propria importanza sullo scenario internazionale. Armani non ha certo bisogno di pubblicità, ma avrà ritenuto necessario esserci, e che forse le mise indossate da alcune attrici – la divina Blanchett, la scialba Fanelli – non fosse abbastanza. Altri estranei al mondo del cinema vengono inviati direttamente dagli organizzatori della Mostra, per aggiungere pregio e visibilità (pensate alla presenza di, chessò, un premio Nobel). Altri banalmente pagano, tipo alcune personalità nostrane, che non si è mai capito esattamente che lavoro facciano.

Ma lasciamo les miserables all’immortale Hugo, e auguriamo a Nikolai salute e felicità

Le foto del giorno – Good morning Vietnam!

La visita di stato (di ben cinque giorni) dei sovrani del Bhutan in Vietnam ci offre l’interessante occasione di vedere un re sotto la statua di uno dei più celebri rivoluzionari del secolo scorso, Hồ Chí Minh, bardato con una sontuosa composizione floreale che somiglia un po’ a un enorme bavaglino.

Incantevoli le due signore: Jetsun Pema, Regina Consorte del Bhutan, la conosciamo e ammiriamo da anni, mentre è una bella sorpresa la First Lady vietnamita, Nguyễn Thị Minh Nguyệt, consorte del presidente Lương Cường (ma che fascino hanno questi nomi?) col suo scicchissimo abito color malva. Ispirato alla tradizione, abbastanza sobrio per un Paese socialista e tuttavia perfetto nella sua raffinatezza per comparire accanto a una regina.

Stesso sfondo – il salone principale della palazzo presidenziale di Hanoi – per la firma degli accordi di cooperazione tra i due Paesi, che hanno relazioni diplomatiche dal 2012. Le future collaborazioni spazieranno dalla ricerca scientifica, all’istruzione, dall’agricoltura all’arte e alla cultura.

Il regno di Jigme Khesar Namgyel Wangchuck si caratterizza sempre più per l’apertura verso l’esterno, con gli altri Paesi asiatici (e non solo) con cui intreccia costantemente rapporti sempre più stretti. Una modernizzazione costante vissuta in prima persona dai sovrani, che in questa visita hanno portato con sé i tre figli; iniziata non solo con gli studi compiuti all’estero, ma anche con la scelta del Re di rinunciare alla poligamia per la sua regina, per lui l’unica,the one and only.

Royal tears

Regnante Elizabeth, la regola era never complain never explain e mai lacrime in pubblico. La Regina iniziò a contravvenire alla sua regola nel 1992, annus horribilis, che culminò con l’incendio di parte del castello di Windsor. All’epoca la sovrana aveva 66 anni, e il cedimento fu letto come un inizio di invecchiamento, (benché la aspettassero ancora ben 30 anni di vita cosa che, ovviamente, non si poteva prevedere) ma anche, forse, semplicemente causato dall’incendio che le aveva irritato gli occhi. Furono lacrime vere invece, cinque anni dopo, quando lo yacth Britannia andò in pensione. In qualche altra occasione abbiamo visto il regal ciglio inumidito: al funerale della sorella Margaret, e almeno una volta durante Remembrance Sunday, la cerimonia in onore dei caduti che si tiene ogni anno a novembre.

(Ph: Getty Images)

Il figlio Charles è sempre apparso più emotivo; è salito al trono in età avanzata e ha avuto pure i suoi guai, per cui le manifestazioni della sua sensibilità non ci sorprendono. Ciò che è accaduto venerdì è però veramente commovente. I sovrani celebravano l’ottantesimo anniversario del VJ Day, il giorno della vittoria sul Giappone, che sancì la fine della Seconda Guerra Mondiale in ogni area del globo. Ed è un’occasione commovente già di suo, data la presenza di pochi reduci, ormai centenari.

(Ph: Getty Images)

A un certo punto ha preso la parola Yavar Abbas, nato 104 anni fa nell’India sotto il dominio britannico, capitano dell’11 Reggimento Sikh. Prima di leggere il discorso che si era preparato, ha voluto parlare a braccio rendendo omaggio al suo “coraggioso re”, che con “la sua amata regina” ha partecipato alla cerimonia, nonostante sia ancora impegnato nella battaglia contro il cancro. Battaglia che lui stesso ha combattuto e vinto ben 25 anni fa.

(Ph: Paul Edwards/The Sun/PA Wire)

Le lacrime apparse sul viso della regina, la commozione del re, hanno ovviamente fatto pensare alla salute di Charles, ma devo dire che tutta la situazione è stata particolarmente emozionante.

(Ph: Getty Images)

Per cui continuiamo a pensare in positivo, confortati anche dall’uscita dei sovrani stamattina, che hanno lasciato Balmoral per andare a messa. Lui alla guida, lei accanto, come una coppia qualunque.

(Ph: Paul Campbell/PA Wire)
(Ph: Paul Campbell/PA Wire)

In fondo, è vero ciò che mi ha detto qualcuno che ha di recente perso il suo cane: tutti dobbiamo morire un giorno. Ma tutti gli altri giorni no.

A Royal Calendar – La ragazza da 3/4 di secolo

Compie oggi 75 anni la Princess Royal, festeggiata già da diversi giorni con molte belle foto, tra le quali questa è la mia preferita, scattata il mese scorso a Gatcombe Park, la sua residenza privata nel Gloucestershire.

(Ph: John Swannell)

Anne appare con un abito royal blue, sobriamente vezzoso – il massimo per lei, sempre così rigorosa – e un’espressione francamente deliziosa, tra il sornione e l’imbarazzato.

Nata alle 11.50 del mattino del 15 agosto 1950 a Clarence House, secondogenita e unica femmina di Elizabeth e Philip, alla nascita era terza in ordine di successione dopo la madre e il fratello Charles. Ora è stata retrocessa al numero 18, preceduta dai due fratelli minori e da una pletora di nipoti e pronipoti. Non mi sembra che la lontananza dal trono influenzi le attività svolte per la Corona e il suo Paese; anzi, resta la working royal più attiva.

Di recente ho letto una spiegazione per il nome che le fu imposto prima di quelli delle nonne, Elizabeth e Alice (e del Louise che chiude la serie). Secondo questa teoria, il nome Ann (senza la e finale) era quello scelto nel 1930 da George VI e la sua consorte, all’epoca Duchi di York, per la loro secondogenita, nata anche lei in agosto. Scelta che non convinceva Queen Mary, che persuase figlio e nuora a chiamare la bimba Margaret. Anne sarebbe stato un omaggio della giovane principessa Elizabeth agli amatissimi genitori. Spiegazione interessante, soprattutto per la forza dei legami familiari che racconta.

Madre di Peter e Zara, nati dal primo matrimonio con Mark Phillips, che l’hanno resa nonna di cinque nipoti, Anne si prepara a diventare di nuovo suocera – della graziosa Harriet Sperling, fresca fidanzata di Peter (Breaking News – Din don!) – e noi non vediamo l’ora di gustarci un nuovo royal wedding, magari meno sontuoso ma sempre piacevole.

Mi accorgo ora di non aver mai terminato la biografia della principessa, sorry! Ecco la prima parte, la seconda arriverà, questa volta davvero, a brevissimo: The Princess Royal dalla A alla Z (parte prima)

Auguri a una gran donna, principessa di sangue, ma anche di testa e di cuore.

Il caffè del lunedì – Le ragioni di un amore

Dichiaro la mia passione per la Royal Family.

Non ve l’aspettavate, eh? Ed è un fatto che molti royal watchers – compresi tanti ospiti del sofà di Lady Violet – condividono un particolare interesse per la monarchia britannica. Ciò accade per varie ragioni; nel mio caso si somma all’amore che ho per Londra, l’Inghilterra, la Scozia, e tutta la Gran Bretagna; ne amo la lingua, la letteratura, la cultura, arrivo persino a dire parte della cucina.

Ma è indubbio che quella britannica la sia la più importante, e non solo in Europa: è stata a capo di un vasto impero e regna su un Paese che ha un ruolo centrale nella storia moderna e nella cultura contemporanea del mondo occidentale: dalla rivoluzione industriale alla musica, dai diritti civili (pensate alle suffragette) al cinema, perfino alla moda: considerate tutti i movimenti che in Albione sono nati negli ultimi decenni, e hanno influenzato anche il costume: pop, punk, new romantic, e pure la minigonna! Sono consapevole che non tutti condividono il mio parere, è normale, ma rifletto sul fatto che in fondo anche la trasformazione delle altre monarchie – le scandinave altere, quelle noiosette del BeNeLux, quella spagnola, che dopo la parentesi franchista ha dovuto reinventarsi – si è ispirata allo stile dei Windsor, che oscilla tra la sacralità della Chiesa anglicana e la comunicazione pop. Mi piace tutto? Naturalmente no, apprezzo molti caratteri dell’istituzione, molto meno alcuni personaggi, a partire dello sciaguratissimo, inutile (e anzi dannoso) Duca di York, che in un libro appena uscito: Entitled: The Rise and Fall of the House of York viene dipinto dall’autore Andrew Lownie in modo ancora peggiore di quanto pensassi, scazzottata col nipote Harry compresa.

Bene, ieri le pagine social della Royal Family hanno pubblicato un post che sintetizza a perfezione lo stile Windsor: il saluto a un cavallo. Va in pensione il simpatico Tyrone, un Windsor Gray (of course!) che ha lavorato per i reali per ben 14 anni, trainando le carrozze durante il Diamond Jubilee e partecipando a royal weddings, visite di stato, Ascot, e cose così.

Addirittura questo bell’esemplare – alto più di 1,80 al garrese (che sarebbe il punto più alto delle spalle, alla base del collo) – era tra quelli scelti per trainare la carrozza dei sovrani il giorno dell’incoronazione. Ora per Tyrone è arrivato il meritato riposo, e anche un ricongiungimento familiare: vivrà infatti con il padre e la sorella.

Ho trovato quando mai piacevole questa notizia, soprattutto considerando che il 3 agosto nella Roma antica si celebrava un rito feroce detto supplicia canum, nel quale venivano crocifissi (o impiccati) dei cani. La tradizione vuole che con questo orrore si volesse ricordare il rischio corso dall’Urbe nel 390 a.C. quando il tentativo di espugnare e saccheggiare Roma, assediata dai Galli Senoni, fu sventato dalle famose Oche del Campidoglio, che iniziarono a starnazzare mentre i cani continuarono a dormire.

Secondo altre fonti potrebbe trattarsi di un rito per placare il caldo – la canicola – che si riteneva causato dalla costellazione del Cane, allora visibile nel nostro cielo.

Meglio l’arrivederci a Tyrone, dai.

Se poi volete approfondire la vostra conoscenza dell’antica Roma, vi consiglio caldamente Ad Maiora Vertite, progetto di ricerca e divulgazione curato da un giovane e brillante studioso. C’è il sito: https://admaioravertite.com/ ma anche la pagina Facebook e quella Instagram. Anche se non siete in pensione come Tyrone, spero che questa estate abbiate un po’ di tempo per voi, le vostre curiosità e le vostre passioni. E buona settimana.