Ve lo aspettavate, lo aspettavate e finalmente eccolo! A chiudere questa prima serie di giovedì gnocchi! inaugurata dal nonno c’è LUI, lo spice boy dei nostri cuori.
Harry, o meglio Henry Charles Albert David, nasce a Londra il 15 settembre 1984, il che vuol dire che dopodomani è pure il suo trentaquattresimo compleanno. Apre gli occhietti blu al St. Mary’s Hospital, che non è solo il posto dove sono nati fratello e nipotini, ma anche quello dove Alexander Fleming scoprì la penicillina.
Il giovane Harry frequenta Eton e si comporta con onore sia negli studi sia sui campi di polo cricket e rugby. Contrariamente alla maggioranza degli altri gnocchi non continua i suoi studi presso una prestigiosa università, ma frequenta l’accademia militare di Sandhurst, e poi serve nell’esercito per dieci anni. Partecipa a un paio di campagne in Afghanistan, e in un caso deve essere rimpatriato in fretta e furia dopo che la sua presenza viene resa pubblica. Dal 2015, lasciato il servizio attivo, esercita a tempo pieno i doveri di rappresentanza della Corona, ma l’attività per cui è meglio conosciuto e più amato è quella umanitaria.
Nel 2006 lui e il principe Seeiso del Lesotho fondano Sentebale, per aiutare i bambini più disagiati e vittime dell’AIDS in Lesotho e Botswana; la fondazione è dedicata alla memoria delle madri dei due principi (sentebale vuol dire non dimenticarmi).
Nel 2014 nascono gli Invictus Games, evento cui gareggiano in diverse discipline sportive i militari con disabilità dovute a cause di servizio.
Accanto a quelle che ha creato, Harry supporta una vasta serie di fondazioni e charities, tra cui Heads Together, campagna dedicata alla salute mentale promossa dai Duchi di Cambridge; è stato anche il primo royal a parlare senza reticenze dei problemi psicologici sofferti principalmente a causa della morte di sua madre, e alle terapie cui si è sottoposto.
Scanzonato assai, scavezzacollo un poco, scapestrato il giusto, in campo sentimentale Harry non è un farfallone. Oltre a qualche flirt mai confermato (Ellie Goulding), o chiaramente smentito (Emma Watson) i suoi amori più importanti sono stati tre: la bionda sudafricana tutto pepe Chelsy Davy, l’altrettanto bionda ma più eterea Cressida Bonas, e la bruna che lo ha fatto capitolare, Meghan Markle. Molte meno di suo padre che pure non aveva, come dire, la stessa prestanza.
Volete qualche piccola curiosità per conoscerlo meglio? Eccole!
Alla nascita pesava 3 chili e 120, non tanto per quello che poi sarebbe diventato un giovanottone alto 1,86.
Secondo uno chef di palazzo gli piacciono particolarmente i dolci aromatizzati alla banana, tanto che più di qualcuno si aspettava che anche la torta nuziale avesse quel sapore.
Ama lo sport; pratica bene il polo e lo sci. È appassionato di rugby e tra le squadre di calcio tifa Arsenal, come Her Majesty (e come Lady Violet).
Contrariamente a nonno e fratello (che non ce l’hanno proprio), a babbo Charles (che in entrambi i casi ne ha scelto uno da portare al mignolo, con il signet ring), Harry ha deciso di indossare il suo anello nuziale all’anulare, come tutti gli sposi. Nella foto sopra infatti brilla al suo dito una fede di platino, mentre quella di Meghan è di oro giallo, proveniente dalla miniera gallese Clogau St.David, secondo una tradizione nata nel 1923, quando a sposarsi furono i genitori Regina.
Non si sa scegliere le cravatte. Ok, questo non è un fatto, è solo l’opinione di Lady Violet ma insomma, qualche difetto dobbiamo pur trovarglielo!
Primo a sinistra è il principe Sébastien, il minore dei figli della coppia, seguono Stéphanie, moglie dell’erede al trono Guillaume, che la cinge col braccio; davanti a loro seduta sul prato la quartogenita – e unica femmina – Alexandra, poi la granduchessa consorte Maria Teresa, il granduca Henri, il secondogenito Félix che ha seduta davanti a sé la moglie Claire, e il terzogenito Louis. Io li adoro, quattro fratelli e una sorella, e non ce ne sono due che si somiglino!
Oltre a riempirci gli occhi di cuoricini ogni volta che compare, oltre a deliziarci le orecchie ogni volte che ascoltiamo quel suo accento così British, Colin ci ha riempito di patrio orgoglio quando ha preso la cittadinanza italiana, portandoci in dote il suo humour, la sua classe e pure un oscar. L’ha vinto vestendo i panni di George VI, il re riluttante che seppe affrontare Hitler e i suoi limiti diventando quel punto di riferimento di cui il suo Paese aveva bisogno. Interpretazione memorabile (e tecnicamente perfetta) che sembra abbia emozionato anche la figlia di quel re, che dalla sua morte, 66 anni fa, siede sullo stesso trono.
Oggi la fanciulla ha affrontato un’altra pietra miliare del comportamento in pubblico di ogni royal/presidente/papa che si rispetti: la carezza ai bambini! Ed eccola durante un’escursione nella natura della regione, fare la conoscenza della nipotina di tale Pepe, già distintosi per aver donato alla principessa la cavalla Xana. Col piccolo dettaglio che se mai Leonor vorrà montarla dovrà tornare nelle Asturie, perché non è previsto che la cavalla si sposti da qui. Un regalo virtuale, diciamo.
I sovrani di Spagna, accompagnati dalle figlie, sono nella località asturiana di Covadonga, dove si celebrano ben tre importanti anniversari: il centenario dell’incoronazione della Vergine di Covadonga – La Santina – patrona della regione, quello dell’istituzione del Parco della Montagna, e soprattutto i 1300 anni dalla rivolta di Pelagio, da cui nacque il Regno delle Asturie ed ebbe origine la Reconquista che sette secoli dopo avrebbe definitivamente scacciato gli Arabi dalla penisola iberica.
Lady Violet è rimasta colpita da tre cose. La prima: il modo in cui il principe ha impiegato il tempo lunghissimo che l’ha separato – e ancora lo separa – dal lavoro per cui si prepara da una vita. Charles è diventato un punto di riferimento nella tutela del territorio, sia che si parli di sviluppo sostenibile o di riscaldamento globale. Nella sua tenuta di Highrove applica i principi dell’agricoltura biologica, ha realizzato una linea di prodotti alimentari di qualità la cui vendita contribuisce a finanziare i progetti del Prince’s Trust.
Oggi lo yacht è stato restaurato grazie alla principessa Haya, figlia del defunto re, e ha ripreso il mare, alla presenza del Principe di Galles e della Duchessa di Cornovaglia. Ancora tutto femminile l’equipaggio, e vi prego di notare il motto impresso sulla giacca a vento: Anything is possible.