BREAKING NEWS! comunicato sul prossimo parto della Duchessa di Sussex

harry meghan baby communicationUna comunicazione ufficiale da Palazzo rende noto che, ringraziando tutti per l’attenzione e gli auguri rivolti al nascituro e ai futuri genitori, i Duchi di Sussex hanno deciso di tenere privati i dettagli del parto e la nascita stessa, per cui l’annuncio dell’arrivo di Baby S verrà data a loro discrezione.

Naturalmente ciò che va bene per loro – ed è evidentemente approvato (se non, come dire, ispirato) da Sua Maestà – va bene per tutti. Altrettanto naturalmente, tutti i complottisti che pensano sia una finta gravidanza (sì, ci sono pure questi) con una madre surrogata nascosta da qualche parte, magari nella residenza inglese dei Clooney (sì, ho letto anche questo), al leggere l’annuncio si sono scatenati.

Per quanto mi riguarda, saluterò con gioia il/la pupetto/a quando arriverà, sperando che non si ecceda con le idee alternative sul parto, che il primo a quell’età può presentare più di un problema (ma non ho dubbi che saranno consigliati per il meglio). Per il resto la gestione comunicativa di questa gravidanza mi ha abbastanza annoiata, non vedo l’ora di annoiarmi anche per il puerperio.

La foto del giorno – 9 aprile

Tra tre settimane questa coppia adorabile non siederà più sul trono del crisantemo e si godrà gli ultimi anni a riposo e in serenità. japan tennisL’allora principe ereditario Akihito conobbe Michiko Shōda sui campi da tennis nel 1957, se ne innamorò e la scelse come compagna di vita andando contro una tradizione millenaria, la potente Agenzia della Casa Imperiale e la sua stessa madre, l’imperatrice Kōjun, che sembra fosse contraria. La sposò il 10 aprile 1959, facendo di lei la prima futura imperatrice non aristocratica nella storia del Giappone. Domani festeggeranno dunque le nozze di diamante, e speriamo di vedere qualche bella immagine. Intanto godiamoci questa (dovrebbe essere del 2013) che li vede impegnati in un doppio misto, lei un po’ ingoffita da un paio di braghettoni – ma si sa che l’imperatrice è sottoposta a regole severissime, dunque più che la bruttezza dell’abbigliamento notiamone l’atletica grazia – lui très chic con candidi pantaloni lunghi à la Fred Perry.

E a proposito di anniversari di matrimonio, oggi anche una famosissima coppia royal festeggia il proprio, sospirato, quattordicesimo, e naturalmente Lady Violet vi sta preparando un post coi fiocchi. A più tardi, e come si dice in questi casi, stay tuned!

A Royal Wedding Exhibition: Eugenie&Jack – tutto tranne la sposa

eugenie dress exhibitionDopo lungo e periglioso (ma non scomodo) cammino Lady Violet giunse finalmente nella sala della mostra, dominata da un’ampia teca di vetro contenente tutto ciò che ci si poteva aspettare, e anche qualcosa in più. Andiamo a cominciare con l’abito dello sposo, fondamentale accessorio di ogni matrimonio. jack&eu exhibitionMorning suit – l’abito che noi chiamiamo tight – molto ben tagliato dalle sapienti mani di Huntsman&Sons, storica sartoria di Savile Row che ha vestito gentlemen di ogni tipo, da Paul Newman a Manolo Blanhik, da Gregory Peck a Marc Jacobs. Un filo troppo lunghi i classici pantaloni grigio scuro, perfetta la giacca nera; non ho apprezzato troppo la profilatura dei revers – che evidentemente invece Jack deve amare, perché gliel’ho già vista in precedenti occasioni (Jack, ma tu l’hai mai visto Uncle Charles con una giacca come la tua? E ti sei mai chiesto il perché? Ecco, la prossima volta fatti la domanda e datti la risposta). Panciotto piuttosto accollato, blu con profilo bianco (pure qua!); capisco che il colore sia stato scelto in armonia con l’interno della chiesa, il cui pavimento era ricoperto da una guida blu (come  anche il tessuto che ricopre i sedili lignei del coro, dove prende posto la Royal Family), ma la palette nero-grigio-blu non mi convince affatto. Insomma, Jack è promosso per simpatia, ma non si adagi sugli allori.

Deliziosi paggetti e damigelle, vestiti dal brand londinese Amaia Kids. Per i due maschietti, il principino George e Louis de Givenchy, pantaloni lunghi di velluto royal blue e camicia bianca con profili blu; per le bambine – Charlotte, le tre nipotine della principessa Anne Savannah, Isla e Mia, Lady Maud Windsor e Theodora Williams, figlia di Robbie – abitino bianco con maniche al gomito con spacchetto e piccola ruche, uguale a quella che chiude il collo.

Per tutti in vita una fascia la cui stampa riprende l’opera Here dell’artista americano Mark Bradford. Belli. Finalmente bambini vestiti da bambini eleganti con un tocco moderno, e non mascherati da marinaretti/soldatini/Colombine&Brighella. Per la cronaca, gli abiti esposti sono quelli di Louis e Theodora, gli unici due estranei alla Royal Family.

Se il fratello di Jack, Thomas, è stato il suo best man – ruolo di supporto allo sposo che comprende una serie di incombenze e responsabilità ed è quindi assai più complesso di quello del nostro testimone – la sorella della sposa, Beatrice, era la sua maid of honor. Ammettiamo che durante la cerimonia il suo impegno peculiare ci sia sfuggito, avrà organizzato l’addio al nubilato? Tenuto un breve discorso con brindisi durante il ricevimento nuziale? Comunque sia andata, in mostra c’è anche la sua mise. 

Restando fedele al colore-guida del matrimonio, il blu, Beatrice ha scelto Ralph&Russo. La maison inglese in grande ascesa – fondata dagli australiani Tamara Ralph e Michael Russo, di cui si era parlato per gli abiti nuziali di entrambe le ultime spose reali – l’ha  vestita con un completo composto da giacchina con scollo a barca asimmetrico e danzante gonna a spicchi. Per la principessa, che spesso osa abiti di grande tendenza che non la valorizzano, una delle mise migliori di sempre. Vi sorprenderà sapere che il bandeau che le fermava i capelli mi ha un lasciato perplessa perché la seta viola del nodo era in una tonalità un po’ stridente col resto. Però la spilla a forma di ape, dono per i suoi trent’anni, mi ha entusiasmata; scommettete che ne parleremo ancora? Esposte anche le scarpe indossate da Bea, le Empire pumps firmate sempre da Ralph&Russo, in una bellissima tonalità di grigio-lilla. princess-beatrice-shoes-1Ma accidenti che piedino la ragazza, porterà il 42!

(Ph. PA)

Se vi siete persi la giornata di Lady Violet a Windsor la trovate qui Travel in style part two

 

 

 

La foto del giorno – 1 aprile

Molte notizie ghiotte oggi, da varie fonti. Dall’annuncio della parola che indicherà l’era di Naruhito, Imperatore del Giappone tra un mese esatto – la parola è Reiwa, e viene da un classico ciclo di poesia nipponica del XVIII secolo – alla rivelazione che Her Majesty potrebbe smettere a breve di guidare sulle strade del regno, riservandosi di continuare solo all’interno delle tenute reali.charles harry fishingMa ciò che ha acceso le speranze di molti royal watchers, soprattutto se fidanzati, è stata la notizia diffusa da Royal Central, pagina di solito bene informata, che Buckingham Palace avrebbe deciso di aprire una sua sala alla celebrazione dei matrimoni civili. Opzionabili dei coriandoli da lanciare per festeggiare gli sposi, ma in materiale organico, seguendo il desiderio del principe Charles (gli inglesi chiamano confetti, in italiano, i coriandoli, non mi chiedete perché). Interessante anche la possibilità di acquistare direttamente allo shop del Palazzo la replica di royal abiti nuziali per lei e uniformi per lui, ma il dettaglio che preferisco è la possibilità di affiggere alle pareti immagini dei piccioncini reali nel giorno delle loro nozze, con l’unica eccezione di Henry VIII e le sue numerose consorti, che sembrerebbe un po’ di cattivo gusto. L’unica condizione è passare dalle cucine, per non disturbare. Interessati? Leggete qui: http://royalcentral.co.uk/other/118924-118924?fbclid=IwAR3knezqe1jpBqF5IfBH2o-uaQUuzad9hBDd69n4Jq8UFQs2l6ycTvEENNk

Ma non vi ricordate che giorno è oggi? E la foto con Charles e Harry non vi dice nulla? Buona pesca! (in inglese April Fool)

La foto del giorno – 31 marzo

A quaranta giorni dalla scomparsa lo spirito di Karl Lagerfeld è tornato ad aleggiare sulla Salle des Étoiles dello Sporting Monte-Carlo, insieme allegra e sfolgorante nello stile Riviera immaginato da Kaiser Karl per quello che sarebbe stato il suo ultimo allestimento. Nato nel 1954, assunto a prestigioso glamour con l’arrivo di Grace, il ballo, primo grande appuntamento mondano dell’anno, dal 1999 veniva curato personalmente dalla padrona di casa Caroline con l’aiuto del genio immaginifico del suo grande amico Karl. Assente Charlène (le due cognate si sono evidentemente divise i due eventi clou del Principato, Bal de la Rose a Caroline, Bal de la Croix Rouge a Charlène), assente Stéphanie che alle serate mondane preferisce quelle circensi, c’era il ramo Hannover-Casiraghi al completo. bal de la rose 2019Se il tema Riviera voleva ricordare gli anni d’oro di Monaco, quelli di Grace, a Beatrice Borromeo non sarà parso vero di dimostrare che la vera erede della divina principessa è lei. Abito Dior in tulle tortora punteggiato di strass con profonda scollatura a V, chignon alto e impalcato e il tocco fifty-glam dei guanti di raso. Ecco, i guanti mi piacciono assai, il resto – so che molti di voi non saranno d’accordo – francamente ha un po’ stufato. Elegante sicuro, ma lo chic richiede di osare un po’ di più, e imitare lo stile di qualcun altro non è proprio indice di grande personalità. Caroline invece osa pure troppo, in Chanel con una massa di rouches rosa che scappano dalla gonna ma non coprono i piedi, il tipo di abito che può portare con classe solo lei. Bellissima però la scollatura, che sottolinea il collier a tre fili di perle con broches di diamanti; è parte della parure Van Cleef&Arpels dono di nozze di Ranieri alla moglie. Così, tanto per far capire chi è la vera erede di Grace. Tra il principe Albert e il figlio Dimitri, fidanzatissimo con Charlotte, c’è la “consuocera” Carole Bouquet. Come per Caroline, l’abito non mi piace granché ma lei moltissimo, adoro queste signore over-sixty che sono state e sono ancora bellissime, hanno facce e corpi consapevoli di aver perso la freschezza giovanile, ma avendo perso nel corso degli anni cose molto più importanti – affetti, amori, amici – si godono ogni istante scoprendo gioie e vantaggi della maturità. Charlotte in Saint Laurent è splendente nonostante il top paillettato (li odiavo negli anni ’80, figuriamoci adesso). Posso fare la zia acida con lei e con la cognata Bea? Ragazze, superati i trenta, soprattutto se nel frattempo sono nati dei pupetti, bisogna considerare l’underware, che se la prima legge della terra è l’impermanenza, la seconda ahimé è la gravità. Tatiana Santo Domingo in Andrea Casiraghi ha scelto un Giambattista Valli rosso e spagnoleggiante – per altro abbinato a capigliatura opportunamente composta – che col tema Riviera non c’entra un piffero, ma siccome non mi piace quasi mai e stavolta invece sì ve la segnalo. Chiude l’allegra brigata la piccolina di casa Alexandra in un pirotecnico Sandra Mansour; è ancora nella fase anatroccolo ma il cigno sta per sbocciare. Rose Ball 2019 To Benefit The Princess Grace Foundation In MonacoE non andate via senza ammirare la mise en place!

(Ph. Getty Images)

 

Travel in style part two

Travel in style si diceva qualche giorno fa, e ispirandosi a questo mantra Lady Violet è partita per le sue 48 ore nel regno di Sua Maestà Britannica.

Vi avevo lasciati che arrancavo verso il castello avito; finalmente entro e vengo indirizzata ai controlli di sicurezza. Fermi tutti! Cosa c’è in quel sacchetto? Tra le espressioni deliziate dei presenti l’addetta tira fuori questa. davOh Ma’am, Her Majesty, back home! Ma’am la verità è che io ho amiche che non solo ti offrono la colazione, ma ti fanno pure i regali (grazie Kezia!). All’interno delle storiche mura cerco di capire la via più breve e meno faticosa per andare dove volevo andare, cioè a vedere l’abito da sposa di Eugenie. Indovinate? La via più breve non c’è! Ti fai tutto il giro e pedalare. Cerco di assumere atteggiamento disinvolto e falcata sportiva, e ci riesco così bene che qualche minuto dopo si ferma una bella custodessa bionda a bordo di un’automobilina elettrica, mi guarda con occhio maternamente preoccupato, e Ma’am, let me give you a lift versione anglochic del classico “bella, voi ‘no strappo?”.

Salgo, ringrazio e spiego che il Castle è bellissimo, per carità, ma io sono venuta per una cosa sola. Ma’am ma se è qui per il royal wedding vada anche a visitare the Chapel che chiude prima, penso a tutto io. Come rifiutare tale gentile invito? st george's chapelEntro nella St. George’s Chapel, teatro degli ultimi due royal wedding, interessata soprattutto a due cose: l’eventuale odore di muffa (gira una storia sulla nubenda Meghan che avrebbe voluto spruzzare deodorante per alleggerire lo storico tanfo, ma ormai sulla povera Meghan gira di tutto, comunque io non ho percepito nulla), e il luogo di sepoltura di Henry VIII, uno che di royal wedding se ne intendeva assai. maxresdefaultChe dire? Per una Tudor-a-holic un po’ d’emozione c’è.

Lascio la chiesa, preparandomi all’inevitabile scarpinata, invece un’altra gentile signora del personale mi ferma, parla brevemente al telefono e tempo due minuti ricompare il mio angelo biondo che mi carica sulla vetturetta elettrica e mi accompagna alla meta.

È finita qui? Certo che no, perché vengo affidata ad un simpatico custode dell’apparente età di ottant’anni (ho notato che spesso la guardiania dei Royal Palaces è anzianotta) dotato di un voluminoso mazzo di chiavi stile San Pietro. E qui inizia il bello, perché parliamoci chiaro, ad andare a Windsor sono buoni tutti, ma per le segrete stanze vi porta solo Lady Violet! E allora via per stanze corridoi e altre stanze e altri corridoi, attraverso pesanti porte di legno chiaro aperte dalle chiavi della mia guida. Pareti neutre, moquette ovunque nella consolidata tradizione britannica, tutta rosso scuro in tinta unita, o con ramages dorati, o la più bella, con la rosa d’Inghilterra a cinque petali; appliques e lampadari in un trionfo di dorature e vetri molati. Il momento clou quando il custode mi fa entrare, da sola, in un’ascensore tutto di legno, che oltre alla normale porta ha pure uno di quei cancelli estensibili di ferro, tipo montacarichi. Ma’am, don’t push any button! No no per carità, dovessi ritrovarmi al cospetto di Her Majesty in vestaglia! Sale svelto al piano superiore e aziona l’ascensore (che figura, potrebbe essere mio padre! ah no, mio padre col cavolo che saliva a piedi)princess eugenie exhibitionAbiti e gioielli da favola, apprezzati con calma in ogni dettaglio (ve li racconterò in un altro post), ma ora come torno indietro? Che domande, c’è un’altra signora che mi accompagna attraverso un percorso riservato.

Mi siedo per una breve sosta su una panchina di legno, a riposare e a godermi finalmente un po’ di fresco ma l’ennesimo custode mi vede e indovinate che fa?Parla al telefono, ed ecco riapparire la mia cocchiera personale che mi riprende a bordo e mi accompagna all’uscita, roba che manco Cenerentola!

Conclusione: è mia opinione che il travel in style non dipenda da elementi esterni, tipo un bagaglio elegante, ma sia piuttosto una disposizione dell’anima, condita da un pizzico di fortuna.

Tornando verso la stazione decido di aggiungere un ulteriore tocco royal alla mia esperienza, davanti ad un negozietto che vendeva maschere di carta col viso dei Windsor. E quale potevo scegliere se non questa?

 

P.S. il primo Travel in style lo trovate qui Travel in style

(le foto degli interni sono prese dal web, essendo proibito fotografare all’interno, le altre sono mie, e si vede!)

La foto del giorno – 28 marzo

…e alla fine Cenerentola Violet arrivò al castello… davsappiatelo, me lo sposo davvero un principe se devo venire qua un’altra volta, che almeno mi porta in macchina e mi evita la faticaccia che ho fatto oggi.

Per raggiungere Windsor da Londra bisogna prendere il treno: da Paddington un viaggio di circa tre quarti d’ora con un cambio, da Victoria invece un’oretta, sempre con un cambio. Per cui dopo aver incontrato una deliziosa amica per un caffè, ed essere passata da Liberty per una spesetta, decido che è ora di partire fermandomi prima un attimo in albergo. Detto fatto prendo un bus ma mi distraggo, perdo la mia fermata e mi ritrovo oltre il ponte di Westmister. Cammino un po’ alla ricerca di un bus che torni indietro, senza trovarne. Finalmente becco un taxi, e temendo che si faccia troppo tardi opto per andare direttamente in stazione. Victoria o Paddington? Tra una grande regina e un orso di peluche con l’impermeabile secondo voi cosa ho scelto? Victoria, of course. Per carità non mi imitate. Indicazioni confuse, addetto all’information desk dall’accento incomprensibile, bigliettaia in preda ad attacco di riso irrefrenabile. Anyway alla fine parto, cambio a Clepham Junction; da notare l’abbondanza di luoghi che si chiamano qualcosa Junction, se non state attenti vi ritrovate a Catanzaro Junction. Uscendo dalla stazione nel grazioso paesino il castello è lì, austero e imponente, e si raggiunge con una bella passeggiata. In salita. Sotto il sole. Il racconto della visita sarà oggetto di un altro post (due, in effetti). Per ora sappiate che quando, stanca e accaldata (che è un modo elegante per dire che sembravo reduce dalla raccolta dei pomodori) ho ripreso il treno, ho scoperto che una linea diretta c’è, e parte dalla stazione Waterloo. 

Ricapitolando, se vi salta il ghiribizzo di andare a trovare Her Majesty a Windsor, ricordare di prendere il treno diretto da Waterloo (55 minuti) o da Paddington (45 minuti, con cambio a Slough). Indossate scarpe comode, e soprattutto allenatevi prima con un po’ di trekking.

Travel in style

Sono (più o meno) pronta per la partenza e sono in quella fase in cui dopo aver fatto una lista ricca e rigorosa con tutto ciò che dieci giorni fa consideravo indispensabile ora ho optato per il più spartano quasi niente. Siccome accade che in questi giorni un paio di importantissime royal ladies siano in viaggio di rappresentanza per i loro paesi, con numerosi impegni che richiedono mise adeguate, un po’ di sana invidia c’è. E non per le mise o gli impegni, ma per l’avere a disposizione chi fa i bagagli e chi li trasporta (e siamo nell’ordine delle decine di colli, mica un risicato bagaglio a mano). _48472141_jex_760483_de01-1Poi ci sarebbe il discreto piacere della comodità, che se ti capita accanto un ventenne brufoloso che impiega il tempo sgranocchiando patatine alla cipolla hai voglia a stile! Certo l’imprevisto capita a tutti, metti se all’arrivo non c’è la scala per sbarcare… in quel caso non ti resta che consolarti con un bel duelo de estilo. Ma chi avrà vinto il secondo round? Alla cena offerta a Buenos Aires ai sovrani spagnoli il dress code era evidentemente abito scuro, cioè lui in completo con cravatta classica e lei in abito da cocktail (quello che una volta si chiamava mezza sera). E70F02D2-7DAF-4903-81F5-F1C2AEA96560Ed ecco qui le due signore, Letizia con un magnifico Carolina Herrera, Juliana favolosa in total red. Mi piacciono entrambe, la Reina più chic ma un po’ penalizzata dalla pettinatura (e dai brutti piedi, pur se calzati Jimmy Choo), l’altra wow! E voi chi preferite?

Immune da ogni competizione la Duchessa di Cornovaglia, che per i viaggi al caldo – paesi arabi, caraibi o sud est asiatico – ha trovato la soluzione perfetta, e alterna agli abiti chiari e leggeri l’insieme ampi pantaloni bianchi e caftano.

 

Col tocco vintage del parasole, come le viaggiatrici inglesi degli anni d’oro dell’impero, le maestre del travel in style.

Quattro salti al castello

Ciclicamente escono presunti “segreti” riguardanti Her Majesty – gusti passioni preferenze – e di recente ne è sbucato un altro, presentato come “hobby che viene esercitato una volta l’anno” (allora ce l’ho pure io, fare l’albero di natale!). Di che si tratta? Delle danze popolari scozzesi. queen-elizabeth-scottish danceLa rivelazione segue la diffusione di un video del 1990 o ’91, in cui la regina e la sua famiglia quasi al completo – c’è Diana ma mancano Edward e Sarah, all’epoca ancora moglie di Andrew – si scatenano a Balmoral Castle. L’occasione è il Ghillies Ball, una tradizione che risale alla regina Victoria. Innamorato della Scozia come sua moglie, dopo aver trascorso per anni vacanze nelle Highlands, il Principe Consorte Albert acquistò Balmoral Castle nel 1852. Nello stesso anno la sovrana organizzò un ballo per staff and servants, chiamandolo Ghillies Ball (ghillie è un tipo di scarpa morbida e leggera, perfetta per danzare) e divenne un uso della Corte britannica: il personale di servizio partecipa al ricevimento coi reali e i funzionari di rango elevato, danzando tutti insieme. Sarà per sottolineare il suo ruolo che Sua Maestà si tiene la corona in testa mentre si diverte assai ballando l’Eightsome Reel? Sia come sia, non perdetevi il video per nulla al mondo! https://www.youtube.com/watch?v=uyVZCiPGeYQ

 

 

La foto del giorno

D’accordo, la fotografia di oggi è un tantino autocelebrativa, ma così mi sembra di pagare un piccolo debito contratto con voi.

Ricordate quando avevamo parlato della possibilità di scrivere ai reali, magari inviando auguri per qualche occasione, e della loro buona abitudine di rispondere a tutti? (se non ricordate non importa, il post lo trovate qui Royal Mail – Correspondence with Royals ) Detto, fatto. Questa è la risposta del principe di Galles al mio happy birthday!

Dopo aver apprezzato l’aria da figo del ringraziante festeggiato – e basta essere considerato il più brutto di famiglia! – vi prego notare la raffinatezza del leggerissimo calzettone di seta, i revers abbastanza ampi da sostenere il doppio petto della giacca, che resta ragionevolmente impeccabile pur totalmente abbottonata sul principe seduto. Sublime la pochette bicolore; e qui il pensiero corre a certi sovrani di un principato sul mare, grandi appassionati di pochette di raso colorato – di solito rosso o bluette – che li fanno pericolosamente sembrare appena usciti da un film di Scorsese.

Volete provare anche voi il brivido di una royal reply? Ecco le prossime date:

  1. 19 febbraio, compleanno di Andrew Duca di York (59 anni)
  2. 10 marzo, compleanno di Edward Conte di Wessex (55 anni)
  3. 21 aprile, compleanno di Her Majesty (93 anni)
  4. 23 aprile, compleanno del principe Louis di Cambridge (1 anno)
  5. 2 maggio, compleanno della principessa Charlotte di Cambridge (4 anni)
  6. 10 giugno, compleanno di Philip, Duca di Edimburgo (98 anni)
  7. data da destinarsi, nascita di baby Sussex.