Lady Violet’s Advent Calendar – Day 4

Dite la verità, dopo aver ammirato gli alberi di Natale già allestiti a Windsor vi state chiedendo com’è la situazione a Londra, a Buckingham Palace. christmas tree buckingham palace 2018 Ed ecco che la Royal Family ci corre in soccorso con immagini e un altro bel video sull’allestimento dei Christmas trees – di solito tre – che vengono sistemati nella Marble Hall. La moltiplicazione degli alberi deve essere proprio una caratteristica della famiglia Windsor, se è vero che Carole Middleton, nella recente intervista al Telegraph – la prima da quando è suocera di un futuro re – ha raccontato che a Natale a casa sua ogni nipotino ha il suo albero personale, da decorare con l’aiuto della nonna.

A Palazzo inoltre viene decorata con un’allegra ghirlanda multicolore la scalinata principale, che a me piace moltissimo. buckingham-palace-christmas-decorations-3_sq La cosa interessante delle decorazioni usate è che molte sono in vendita nello shop di Buckingham Palace (anche online) per cui perché non dare un tocco royal al vostro albero? Pensateci per l’anno prossimo! christmas decorations buckingham palace 2018 Per voi, ecco il video https://www.youtube.com/watch?v=Bay__bEA6Mo

 

 

Lady Violet’s Advent Calendar – Day 3

L’albero – o meglio gli alberi – di oggi arrivano per voi direttamente da Windsor, le cui immagini e il video sono stati gentilmente inviati dal Royal Collection Trust.

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(Ph. PA)

Windsor è la sede della dinastia regnante, ma è anche il posto dove il primo albero di Natale vide la luce in Inghilterra, ad opera di Albert, il Principe Consorte di Queen Victoria, e dunque un bell’albero nella  St.George’s Hall non può mancare. Quello di quest’anno è un Nordmann Fir di ben sette metri, cresciuto nel parco del castello e addobbato con settemila luci sfavillanti, le classiche sfere, più, indovinate? delle corone! Christmas at Windsor CastlePer montarlo c’è voluto un team di persone che ha lavorato per un giorno e mezzo, che è sempre molto meno del tempo che ci impiega Lady Violet per il suo albero da 70 centimetri. Gentilmente inviato per mail dal RCT anche il video timelapse così potete curiosare.

Nella Crimson Drawing Room invece troneggia un albero di soli quattro metri e mezzo nei toni del rosso e viola – che come potete facilmente immaginare Lady Violet adora – in armonia con la tappezzeria della sala.

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(Ph. Royal Collection Trust)

Come probabilmente saprete Sua Maestà non si gode a lungo queste meraviglie, dato che passa il periodo delle feste di fine anno nella tenuta di Sandringham dove gli addobbi natalizi vengono tolti il 6 febbraio, data della morte del padre George VI, che viene ricordato in privato. E dunque sfida la malasorte, che per una tradizione britannica si accanirebbe sulla casa dove il Christmas tree sia in piedi ancora dopo la Dodicesima Notte (quella tra il 5 e il 6 gennaio). Viene invece sempre rispettata un’altra tradizione, quella che vede la Royal Family donare alberi a tutte le scuole e le chiese dell’area di Sandringham; altri alberi di provenienza reale raggiungono la cattedrale di St. Paul’s e  Westminster Abbey a Londra, la St Giles’ Cathedral e la Canongate Kirk a Edimburgo.

Lady Violet’s Advent Calendar – Day 2

Oggi è la prima delle quattro domeniche che precedono il Natale, ed è il giorno delle corone dell’Avvento. È una tradizione che è nata nella Germania dell’Ottocento: una corona – la cui forma circolare evoca la ciclicità delle stagioni e l’eterno ritorno della luce –  intrecciata con rami di sempreverdi e arricchita da quattro grandi candele. Ogni domenica la famiglia riunita accende una candela, che secondo una versione rappresentano i doni della venuta del Messia: Speranza Pace Gioia e Amore.

Per altri invece la prima è la candela dei Profeti ed evoca coloro che annunciarono la venuta del Cristo, la seconda è quella di Betlemme, dove nacque Gesù, la terza dei Pastori che per primi adorarono il Bambino, e la quarta degli Angeli, che per primi annunciarono la Divina Nascita. corona cattedrale strasburgo 2018 Questa corona si trova abitualmente nelle case, soprattutto in Nord Europa, ma se siete a Strasburgo potreste andare a vedere questa meraviglia nella gotica Cattedrale di Notre Dame, fotografata in esclusiva per voi dalla nostra inviata.

Dalla corona deriva l’uso delle ghirlande appese alla porta d’ingresso, molto popolare nel mondo anglosassone e ora diffuso anche da noi. Il Goring – classico hotel londinese vicino a Buckingham Palace frequentato dalla Royal Family, definitivamente passato alla storia quando la nubenda Catherine vi passò l’ultima notte come Miss Middleton prima di convertirsi in HRH The Duchess of Cambridge – quest’anno sulla sua porta a due battenti di ghirlande ne ha messe due.

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(Ph. Goring)

Chic l’uso dell’ottanio, colore talmente di moda da essere già quasi fuori moda, mi piacciono meno gli elementi di legno, e per niente quelli bianchi che almeno in fotografia sono un po’ plasticosi. Però il raddoppio è delizioso e mi sembra che funzioni molto bene. Certo, nulla in comune con l’albero del Claridge’s visto ieri ( Lady Violet’s Advent Calendar – Day 1 ) ma la cifra del Goring è l’understatement. E come potrebbe essere altrimenti per l’unico hotel al mondo onorato dal Royal Warrant e abituato ad ospitare la più prestigiosa delle ospiti britanniche, Her Majesty in persona, che spesso qui organizza il Christmas party per il suo staff? Vedremo nei prossimi giorni se anche quest’anno sarà rispettata, intanto sappiate che nella Royal Suite, quella che ospitò Catherine still Middleton, per le pareti della camera da letto principale (sono due) è stata usata la stessa seta della sala da pranzo di prima classe del Titanic, mentre quella che adorna la porta del bagno principale (anche i bagli sono due) è la stessa della sala del trono a Buckingham Palace; come non bastasse, nella doccia c’è un ritratto a figura intera di Queen Victoria, protetto da un vetro pressurizzato. Morale, non fatevi distrarre dalle renne di legno e dalle boules bianco latte, il lusso può trovarsi dove meno ve lo aspettate.

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Se poi volete sapere se anche Lady Violet decora la sua casa con una ghirlanda dell’Avvento la risposta è sì. Anzi, per dirla tutto sul suo portoncino una ghirlanda c’è sempre, e sempre diversa a seconda della stagione. Quest’anno il tema è minimal chic; direi che almeno il minimal c’è.

 

Lady Violet’s Advent Calendar – Day 1

Oggi è il primo giorno di dicembre, che dà ufficialmente il via al conto alla rovescia per Natale. E quale modo migliore per scandire l’avvicinamento al 25 di un bel Calendario dell’Avvento?  Naturalmente nello stile di Lady Violet, che vi propone un viaggio tra gli alberi di Natale più belli, più chic, più cool in giro per il mondo. Più qualche sorpresa che scoprirete di giorno in giorno.

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(Ph. Claridge’s)

Iniziamo col botto: questo si chiama Tree of Love, ed è il fantasmagorico Christmas tree che Diane von Fürstenberg – stilista americana di origine belga, celebre per aver inventato il wrap dress – ha creato per l’hotel Claridge’s a Londra. Una scultura blu iridescente alta sei metri arricchita da sfere di vetro, ottomila foglie decorate a mano con foglia d’argento e 150 cuori soffiati artigianalmente. È il potere dell’amore che ha ispirato Diane, l’amor che move il sole e le altre stelle, e questo altro non è che un meraviglioso albero della vita che collega la terra al cielo, evocato dai rimandi ai segni zodiacali.

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(Ph. Claridge’s)

Ai piedi dell’albero c’è un cerbiatto a rappresentare la gentilezza e un pavone per la bellezza e poi civette per la saggezza, colombe per la pace, un cavallo arrampicato sui rami per la forza, e un topolino per la curiosità. Un albero che è anche un grande mantra che recita le parole-guida della creatrice: Pace, Armonia, Conoscenza, Verità, Libertà, Illuminazione e Saggezza.

Scenario ideale per l’albero, la lobby è stata trasformata con un bellissimo gioco di luci in un cielo blu profondo punteggiato da migliaia di stelle.

Non vi sorprenderà sapere che il party che lo scorso martedì ha svelato l’opera dando inizio alla stagione natalizia è stato ad altissimo tasso di coolness e di royals: da Sarah Duchessa di York a Lady Amelia Windsor, nipotina dei Duchi di Kent, a Marie-Chantal di Grecia in compagnia della figlia Maria-Olympia. Sul versante del gossip più puro aggiungerò che Marie-Chantal e Diane sono anche state imparentate per un po’, dato che la sorella dell’una, Alexandra, è stata sposata per alcuni anni col figlio dell’altra, Alexander, nato dalle brevi nozze della stilista con Egon von Fürstenberg, figlio di Clara Agnelli. Tutto chiaro? A domani!

La foto del giorno – 30 novembre

Oggi si festeggia Sant’Andrea, che oltre ad essere il nome preferito di Lady Violet è anche (soprattutto?) il patrono della Scozia. E qual è la prima cosa che ci viene in mente pensando alla Scozia? Ma il tartan, of course! victoria_tartan_dresses Anche se nelle Highland la produzione di tessuti originali con particolari tramature è molto antica, i coloratissimi tartan come li conosciamo noi sono abbastanza recenti, quindi scordatevi l’idea di Braveheart William Wallace con le gambe muscolose messe in evidenza dal gonnellino scozzese. Per vedere il tartan moderno percorrere le Highlands bisogna aspettare il ‘600, quando identificava non le singole famiglie – o clan – ma le diverse regioni del paese. Dopo la battaglia di Culloden del 1746 il governo britannico ne vieta l’uso come simbolo della rivolta scozzese, ma dal 1765 torna e caratterizza le divise degli Highland Regiments.

Il legame reale col tartan inizia nel 1822, quando re George IV, primo sovrano in un paio di secoli, visita la Scozia. Il tour viene organizzato dal più noto cantore delle Highlands, l’autore di Ivanhoe Sir Walter Scott che convince il re a indossare un kilt. Dopo di lui Queen Victoria s’innamora della Scozia e fa erigere Balmoral Castle (dove ancora oggi la Royal Family trascorre le vacanze estive) arredandone le sale coi tessuti tipici. La regina indossa indossa regolarmente il tartan (in lana o in seta, come negli abiti della foto), e così fa il Principe Consorte, che partecipa alla creazione del Balmoral tartan, il cui indosso è riservato alla famiglia reale e al suonatore di cornamusa personale di Her Majesty. Sì, perché quando la Regina è in Scozia viene svegliata dal meraviglioso canto di una cornamusa suonata solo per lei.

(Ph. dal web)

La foto del giorno – 22 novembre

Oggi è il Thanksgiving Day, la festa più sentita negli USA, e la domanda del giorno è: festeggerà anche la più americana delle royal ladies in circolazione, la californiana Meghan Markle? La risposta probabilmente è sì, dato che i Duchi di Sussex non hanno impegni ufficiali. meghan-markle-turkey-z Molti siti hanno pubblicato una foto di due anni fa in cui la bruna fanciulla, allora nota solo come la Rachel di Suits e la dispensatrice di consigli di lifestyle attraverso il blog The Tig (da Tignanello, vino rosso di grande reputazione e costo adeguato prodotto nelle Cantine Antinori), presentava la propria opera culinaria: un enorme tacchino da lei stessa definito “a pretty perfect Thanksgiving turkey”. D’altra parte è noto che Meg ami cucinare, tanto che la proposta di matrimonio da parte di Harry secondo quanto hanno raccontato è avvenuta durante una cenetta romantica nella cucina del Nottingham Cottage, per la precisione davanti un pollo al forno, il che sembrerebbe testimoniare una certa abilità della duchessa nell’arrostire pennuti.

E le altre signore della Firm come se la cavano in cucina? Si sa che l’adorata mamma del duca, la defunta Diana, fosse una cuoca pessima, veramente terribile, mentre la cognata Catherine sembra cavarsela bene, tanto che un Natale ha pure regalato vasetti di marmellata homemade. Durante i primi tempi del matrimonio, quando viveva col marito elicotterista sull’isola di Anglesey, in Galles, la duchessa di Cambridge conduceva un’esistenza comune a molte giovani spose, facendo la spesa e cucinando. E spesso preparava a William il suo piatto preferito che, indovinate, è il pollo arrosto; ma allora è un vizio di famiglia! Anche Camilla sembra essere una discreta cuoca, purtroppo penalizzata dall’avere un figlio chef e critico gastronomico, che non le fa mancare i suoi commenti e poi si lamenta che lei lo caccia dalla cucina. Ma benedetto ragazzo, ringrazia che tua madre è una signora, ed è pure dotata di britannico aplomb; ti presenterei certe mamme che conosco io, vediamo se hai il coraggio di criticare i loro piatti, sento già roteare il mattarello (in inglese rolling pin)!

Ma la curiosità maggiore che abbiamo tutti, ammettiamolo, riguarda una sola signora: Sua Maestà. Come se la cava in cucina? O meglio, ci ha mai messo piede? In assenza di notizie precise, è ipotizzabile che negli anni passati a Malta come “semplice” moglie di un ufficiale di Marina, all’inizio del matrimonio, abbia imparato e in momenti strettamente privati prepari – o abbia preparato –  qualcosa per i suoi cari. Invece si sa che il principe Philip spesso si è dato da fare al barbecue, e quando la sovrana era distratta dagli affari di stato si è preoccupato dei pasti dei figli e del breakfast della moglie, cui più di una volta ha preparato le sue famose omelette o le scrambled eggs (che non sono altro che uova strapazzate, ma detto così sembra un piatto esotico). Voi mi direte che non è esattamente Master Chef, ma in fondo manco Cannavacciuolo saprebbe portare con eleganza un kilt. A ognuno il suo!

La foto del giorno – 19 novembre

Visita di stato francese in Belgio, il che vuol dire stasera gala dinner con tiara (Mathilde) e abiti Haute Couture (si spera pure Brigitte). Macron-Mathilde Intanto Monsieur le Président gratifica la Reine di un perfetto baciamano (nel quale, va da sé la mano non si bacia) che lei riceve con la solita grazia. Non è dato sapere se anche re Philippe abbia ricambiato il gesto con la Première Dame Brigitte, ma è interessante vedere inchinarsi a una regina l’attuale capo del popolo che decapitò la propria.

Celebrating a Royal Birthday

C’è un modo migliore di festeggiare il settantesimo compleanno del futuro Red’Inghilterra (e Scozia e Galles ecc) che organizzare un Afternoon Tea? No, non c’è, o almeno non mi viene in mente dunque Ladies&Gentlemen tea is served! Charles afternoon tea In ossequio ai gusti del festeggiato nelle tazze fuma un Darjeeling, che se viene chiamato lo champagne dei tè una ragione ci sarà.

Si comincia col più classico dei sandwich britannici, quello al cetriolo (cucumber); la ricetta originale prevede che il pane sia spalmato di cream cheese, ma questi sono fatti à la mode de Lady Violet, e sono francamente squisiti. E sono pure serviti su un piatto della Chelsea Porcelain come quella che si usa a Clarence House!Charles afternoon tea sandwiches 2 Siccome i cucumber sandwich sono gustosi e leggeri e scompaiono rapidamente, arrivano di rinforzo dei piccoli fiadoni. Sono panzerottini ripieni di formaggio tipici della cucina abruzzese. Secondo la tradizione andrebbero preparati per pasqua, ma sono così appetitosi che ormai si mangiano tutto l’anno, e sono un omaggio al Principe di Galles, che ama il formaggio; li adorerebbe!

Charles afternoon tea cakeChe afternoon tea sarebbe senza scones? Sono una sorta di piccoli panini, dolci ma non troppo, perfetti con il curd o la marmellata (ma sono così buoni che si mangiano anche da soli). L’abbinamento classico è con la clotted cream – una sorta di panna rappresa introvabile in Italia – e la marmellata di fragole. Si trova invece ormai piuttosto facilmente il lemon curd, una crema al limone e burro semplicemente sublime; siccome però la ricetta è facilissima fatela voi, il sapore è molto migliore di qualunque prodotto industriale, anche se di altissima qualità.

Per finire si torna in Abruzzo con la golosissima torta bocconotto, un guscio di pastafrolla ripieno di un impasto di mandorle e cioccolato. No, questa non l’ho fatta io, l’ho solo decorata (e direi che si vede!).

Lady Violet saluta e torna dai suoi ospiti, per voi qualche ricetta da provare per convertirvi al più british dei riti.

Cucumber sandwich: fondamentale avere l’apparecchio per affettare i cetrioli in fettine sottilissime che vanno messe in uno scolapasta e irrorate di aceto di mele. Aggiungete un po’ di sale e una macinata di pepe, mischiate il tutto e lasciate riposare. Nel frattempo imburrate le fette di pane da sandwich con burro salato, cospargetene la metà con abbondanti fettine di cetriolo coprite con l’altra metà, avvolgete in tutto in un panno inumidito e mettete in frigorifero. Al momento di servire, tagliate via la crosta del pane (se c’è) tagliate i sandwich nella misura desiderata e servite.

Scones: delle varie ricette provate la migliore è questa, con la raccomandazione di aumentare la dose di farina, perché così non è sufficiente http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/08/roses-sultana-scones

Lemon curd: ancora quella del cavoletto (nello stesso sito ne trovate anche fatte usando altri frutti, provate!) http://www.cavolettodibruxelles.it/2006/10/cremina-inglese-per-dita-golose

 

Celebrating a Royal Birthday – preview

A quest’ora vi immagino davanti al vostro caffè, prima di affrontare il pomeriggio.

Chez Lady Violet invece è tutto pronto per l’afternoon tea, con cui si celebrerà anche da questo lato della Manica il compleanno del Principe di Galles. charles afternoon tea table La tavola è pronta in attesa degli ospiti che si godranno il menù abrubritish, specialità della casa. Segue descrizione, come fanno i blog seri.

La tovaglietta in pizzo al tombolo è di famiglia, il samovar inglese in Sheffield, primi del ‘900, le tazze fanno parte di una collezione: tutte diverse ma tutte decorate con rose – quella monocroma, che ha dato inizio al tutto, era della nonna Giulia – i cucchiaini non si vedono ma fanno parte di un servizio liberty d’argento, ereditato (che fortuna!).

I fiori di Eugenie

Immagino che stiate pensando ma che, ancora? Però ai fiori di Eugenie avevamo appena accennato, e invece sono uscite delle immagini che tenevo a farvi vedere. Innanzi tutto il bouquet; lo abbiamo già esaminato, ma forse vi interesserà sapere che fine ha fatto. Lanciato alle fanciulle da marito, sperando che lo acchiappasse la sorella Beatrice? No, Bea si deve attrezzare diversamente, Eugenie ha seguito la tradizione della famiglia e il suo bouquet è stato deposto sulla tomba del Milite Ignoto all’ingresso di Westminster Abbey. eu bouquet La prima a compiere questo gesto fu la Regina Madre il giorno del suo matrimonio, il 26 aprile 1923; al termine della cerimonia in cui aveva sposato il Duca di York, percorrendo la navata per lasciare la chiesa si fermò dinnanzi all’Unknown Soldier cui donò il proprio bouquet, per ricordare e onorare i caduti nella Grande Guerra tra cui suo fratello Fergus. Da allora è tradizione per le royal brides ripetere il gesto, lo ha fatto Eugenie qualche giorno fa come pure Meghan in maggio.

Ora, archiviata la parte ufficiale, non siete curiosi di sapere qualcosa di più di ciò che è stato precluso alla vista di noi comuni mortali? Ecco correre in nostro aiuto nientepopodimenoche HRH The Duke of York, commosso e orgoglioso padre della sposa, che ha diffuso alcune foto dei favolosi addobbi floreali, realizzati da una bella squadra di fioristi utilizzando foliage proveniente dal parco di Windsor e fiori da fonti sostenibili, in accordo con la scelta eco-friendly degli sposi.

Il centrotavola eu flowers 1 È probabilmente la composizione meno originale, ma di sicuro quella più facilmente riproducibile. Foglie e fiori secchi, bacche e bellissime rose, che fanno la differenza. E il piano riflettente fa il resto. Come la vedreste sulla vostra tavola?

La composizione grande eu flowers 6 Se avete un tavolo che di solito non usate, o tenete lì come deposito di ninnoli (leggi: tutte quelle bomboniere che non si buttano perché sono d’argento, ma che non hanno alcuna ragione di esistere) potreste pensare a qualcosa del genere, meglio ancora se abitate in campagna e avete la possibilità di reperire il necessario senza svenarvi: rami in quantità, sistemati in apparente disordine, punteggiati qua è là da rose. Se poi il disordine non è apparente ma reale, meglio.

Il vaso mediceo (1) eu flowers 5 Vi svelo un segreto: per questa composizione ci vuole un vaso mediceo sennò non è la stessa cosa. Se il vaso è alto come un giocatore di basket, tipo questo, aiuterebbe avere soffitti di almeno otto metri e finestre in scala, altrimenti l’effetto rischia di essere un filino eccessivo.

Il vaso mediceo (2) eu flowers 2 Se il vostro vaso oltre all’altezza ha pure un adeguato basamento inutile negarlo, ci vorrebbe una galleria stile Quirinale; se in casa la cosa più simile a una galleria è il corridoio, direi di evitare. Però questa massa di fiori autunnali ma non troppo ha l’abbondanza quasi carnale delle nature del morte del ‘600, una meraviglia.

L’ingresso con panoplieeu flowers 3 Sarà per l’addobbo in cui prevalgono foglie e fiori secchi, sarà per il marmo della statua in fondo, sarà per il gioco di luci o le armi alle pareti il tutto ha un aspetto un po’ funereo, io più che casa così ci addobberei la cappella di famiglia. Amen.

La scelta di Lady Violet eu flowers 4 Lo so, non serve a niente, ma non è forse questa la sublime funzione della bellezza? Non avere funzione ma essere stessa la funzione? E pensate la tristezza di questa table habillée che mostra perfino – orrore! – la cucitura centrale. E invece il supremo piacere di godersi questa massa di foglie e fiori – freschi e secchi – adagiata mollemente come una dea che riposa, coi rami che sfuggono in apparente anarchia, e le castagne che rotolano dolcemente? Io ho scelto!