Le foto del giorno – Tanto buio, un po’ di luce

Sono giorni un po’ così, tra il cancro di Charles, la malattia di Catherine e le titubanze di William, su cui è piombata come un incubo la scomparsa di Thomas e lo strazio di Gabriella.

Mi sono imbattuta per caso in questa fotografia che mi sembra rappresenti bene questi giorni strani, per cui partiamo da qui.

Dopo la cerimonia – e tutto quello che è successo intorno – con cui ieri la Royal Family ha ricordato il defunto Costantino, oggi un’altra commemorazione dell’ex re degli Elleni si è tenuta a Londra, nella cattedrale ortodossa di Santa Sofia a Notthing Hill, dove si sposarono il diadoco Pavlos e pure sua sorella Alexia. Il fotografo ha catturato questo scatto: Nikolaos, terzogenito del defunto sovrano, si commuove e la madre Anne-Marie lo sostiene con tenerezza. Perché la verità è che non si smette mai di essere figli, neanche a 54 anni; e non si smette mai di essere madre, e padre, anche se i figli sono adulti e hanno i capelli grigi.

Il pensiero non può che correre ad altri genitori: ai principi di Kent che ieri non hanno mancato ai doveri reali nonostante assai probabilmente sapessero già della tragedia che aveva colpito la figlia con la morte del marito, sposato meno di cinque anni fa. Per non parlare dei signori Kingston, i genitori di Tom, che prima di entrare nella Royal Family aveva fatto il negoziatore di ostaggi, era scampato a un attacco suicida, aveva frequentato Pippa Middleton, e si era creato una carriera nella finanza. Proprio a casa dei genitori, una tenuta nel Gloucestershire, sarebbe morto il figlio domenica sera (lo scoop è del Daily Mail, che è un giornalaccio ma a volte ci indovina).

(Ph: Blitz)

L’ultima fotografia di Ella e Tom risale a due settimane fa, quando avevano accompagnato Queen Camilla alla serata in onore di Shakespeare (The Queen Valentine): sorridenti, probabilmente innamorati, sicuramente coordinati.

E mentre neppure uno spiffero giunge da casa Galles, il Re, pur nello stress di malattia e terapia, continua a fare del suo meglio.

(Ph: Nick Edwards)

Ieri mattina era a Windsor ma è rientrato nella capitale prima che iniziasse la funzione per Costantino. Che ha comunque voluto omaggiare con una cravatta particolare, su cui sventolano tante piccole bandiere greche (in questa foto di repertorio la vedete meglio).

Oggi poi Sua Maestà ha ricevuto il Prime Minister per l’udienza settimanale. Si va avanti, un passo alla volta, un giorno alla volta.

Breaking news – Royal family in lutto

Non è quello che da qualche settimana molti di noi temono, ma è comunque una notizia brutta, bruttissima.

È appena stata comunicata la morte improvvisa di Thomas Kingston, quarantacinquenne finanziere marito di Lady Gabriella Windsor, figlia di Michael di Kent. La notizia è appena stata diffusa, ma il poveretto non è morto oggi: è stato trovato senza vita domenica sera dai soccorsi chiamati in una casa della contea di Gloucestershire; al momento sembra si tratti di morte per cause naturali.

Potrebbero essere queste le ragioni personali per cui il principe William oggi non è intervenuto alla cerimonia in memoria di Costantino di Grecia?

Naturalmente è possibile, ma la cosa strana è che invece erano presenti Michael e Marie Christine, suoceri dello scomparso. Thomas Kingston e Lady Gabriella si erano sposati proprio a St. George’s Chapel il 18 maggio 2019 (Another Royal Wedding! – Arriva la sposa).

Confesso che sono rimasta senza parole; mi sembra che per i Windsor quest’anno abbia deciso di strappare al 1992 il titolo di annus horribilis. Speriamo che basti così.

Le foto del giorno – Assenze

Questa mattina una pletora di teste coronate si è riunita nella St. George’s Chapel a Windsor per partecipare alla funzione in memoria di Costantino di Grecia. L’ex sovrano degli Elleni è scomparso il 10 gennaio 2023 e la cerimonia avrebbe dovuto tenersi un mese fa, nell’ambito delle celebrazioni per il primo anniversario. Poi è successo quello che è successo, e si è scelta la data odierna.

(Ph: PA)

Presente la vedova Anne-Marie e i cinque figli con rispettivi coniugi; le due sorelle Sofia Regina Emerita di Spagna e Irene, più due cognati: Benedikte di Danimarca e Juan Carlos. Nipotame vario: dai figli del Diadoco Pavlos ai sovrani di Spagna, Felipe e Letizia, alle di lui sorelle, le Infante Elena e Cristina (col figlio Juan) ai figli di Benedikte. C’era la ex regina di Giordania Noor – arrivata con Kiril di Bulgaria – e i cognati Hassan bin Talal con la consorte Sarvath, che spesso rappresentano la famiglia all’estero. Presenti anche i principi ereditari dell’inesistente regno di Yugoslavia; anche loro partecipano spesso a questi eventi ma in questo caso non potevano mancare; se non ricordo male lei è greca, e sono sicura che Costantino fu best man alle loro nozze, celebrate nella chiesa ortodossa di Londra nel 1985. C’era l’ex Prime Minister John Major e l’ex campione di F1 Jackie Stewart; lo so, molti ex, come accade spesso nel declino della vita. Diversamente da quanto mi aspettassi quasi nessuna signora era in nero, ma ne parleremo.

(Ph. Gtresonline)

Nutrito e sorprendente il drappello della Royal Family, capitanato dalla Queen Consort; assente il re – è stato visto rientrare in auto nella residenza londinese di Clarence House, il che mi fa pensare che fosse impegnato con una terapia o un controllo medico – presente la Princess Royal col marito. C’era il Duca di York, arrivato con la ex moglie Sarah, e la figlia Beatrice col marito Edoardo. E poi i Duchi di Gloucester, e i Kent, e i Tindall, e i Chatto, e i Knatchbull, e… e basta. Il Principe di Galles, che dal defunto era stato tenuto a battesimo, questa mattina ha fatto sapere che non sarebbe andato per “personal reasons”, motivi personali, pur rassicurando che la convalescenza della moglie procede bene. Continua dunque la totale assenza di notizie; sperando naturalmente che il principe sia stato impossibilitato da qualcosa di poco grave ma molto disturbante (mal di pancia?), io continuo a pensare che questa strategia comunicativa sia incomprensibile e potenzialmente disastrosa.

Amen. Anzi ἀμήν.

Guarisci presto!

Immagino che molti di voi lo abbiano già visto, ma comunque vale la pena di iniziare il weekend con questa delizia.

Ieri sera sui social della Royal Family è stato pubblicato questo reel con cui il re ringrazia per tutti i biglietti di auguri ricevuti da quando è stata rivelata la malattia che lo ha colpito. Cartoncini sobri, ma anche letterine, disegni: messaggi di incoraggiamento e di sostegno o, ancor più importante, testimonianze di un’esperienza comune; forme di un affetto vero che forse sorprende lui per primo.

Io sono carlista, lo sapete, sempre lo sono stata e sempre lo sarò, e da quando è diventato evidente che quella per il trono sarebbe stata un’attesa lunga credevo che la sua vicenda fosse comunque notevole per la presenza di aspetti non comuni, un misto di interessante, serio, sublime, scontato, sconcertante, perfino patetico. Quando è arrivata la notizia della malattia ho pensato che dopo tanta attesa una diagnosi che a volte – non sempre, e sempre meno – può essere una condanna sembrava quasi una beffa del destino. Ora invece credo che questa vicenda si sta rivelando un bene, rendendolo più vicino alle persone, e che la sua opera di rinnovamento della Corona passerà anche da qui, percorrendo strade che non ci saremmo aspettati. Una sorta di rivoluzione gentile (lo so, è uno slogan politico, ma ci siamo capiti) d’altronde, fatte le debite proporzioni, la trasformazione più importante avvenuta in seno alla Chiesa Cattolica in secoli non è stata opera di un papa che regnò meno di cinque anni? Però spero e credo che il nostro Charles regnerà più a lungo, molto più a lungo!

Le foto del giorno – Windsors at work

I beg your pardon cari amici del sofà, la prima foto di oggi dovevo proporvela ieri; perdonatemi, ma sono impegnata in un mezzo trasloco, dunque chiedo venia in anticipo per le prossime settimane ma vi rassicuro, il sofà resta al suo posto.

Ieri dunque era mercoledì, che è il giorno della settimana in cui il sovrano concede the audience al Prime Minister per essere informato degli affari di stato. Appuntamento che di solito resta avvolto in un sobrio riserbo ma stavolta no, e giustamente. In uno dei salotti della residenza di Clarence House il re si è mostrato sorridente e in una forma che mi pare buona, non mi sembra neanche così dimagrito come mi era apparso nella passeggiata domenicale. E la reazione di Lady Violet si divide tra gioia e ammirazione: bravo, nonostante il momento delicato sta riuscendo molto bene a mantenere una relazione con i suoi connazionali. Penso che la malattia e questo mix di fragilità e senso del dovere gli procurerà molti consensi, quelli che in fondo ha cercato per tutta la vita. Ha anche la fortuna di poter contare sul solido supporto di coloro che gli sono accanto; a partire dalla moglie Camilla che a sua volta, secondo me, alla fine di questa storia avrà conquistato quasi tutti, compresi molti irriducibili del culto dianesco.

Mi perdonerà la Queen Consort se per una volta dedichiamo spazio ai suoi cognati; a partire dal Duca di Edimburgo, che in trasferta a Oxford ha incontrato gruppi di volontari impegnati in diverse attività a favore della loro comunità. E si è dato anche da fare, che ormai il tempo dei reali che si limitano a fare ciao ciao con la manina è finito per sempre.

(Ph: royal.uk)

Non manca Lei, The Princess Royal, che a dire il vero non si risparmia mai. Oggi era in visita nel sobborgo londinese di Wandsworth per festeggiare i dieci anni di attività del negozio di Save The Children UK, uno dei 90 sparsi per il Paese, Anne è stata presidente dell’associazione a favore dell’infanzia dal 1970, per poi assumerne il patronage reale nel 2017. Lady Violet ha una speranza: che la principessa abbia voluto partecipare all’attività dello shop – il cui ricavo va interamente a sostegno dei progetti di Save The Children – acquistando gli stivaletti maculati in primo piano. Le starebbero da dea!

Breaking News – William prende posizione

La segreteria del Principe di Galles ha appena diffuso una dichiarazione sulla tragedia di Gaza. William non si schiera né per l’uno né per l’altro, ma la notizia è molto interessante perché non è tanto ciò che dice o non dice, ma il fatto che parli pubblicamente.

Con l’equilibrio richiesto dalla funzione della Corona – ricordate? il sovrano britannico regna ma non governa – fa comunque sentire la sua voce. Questo potrebbe voler dire varie cose, intanto segnaliamo la sua discesa nell’agone politico, o meglio l’assunzione di un ruolo politico che non smetterà più; speriamo che King Charles sconfigga la malattia recuperando rapidamente e appieno la salute, ma è probabile che William sarà sempre più presente, e il suo ruolo sempre più definito. Mi sembra giusto, oltre che inevitabile.

Il testo della dichiarazione (tradotto all’impronta, perdonatemi ma sono fuori): “Sono profondamente addolorato dal terribile costo umano del conflitto in Medio Oriente dall’attacco terroristico compiuto da Hamas il 7 ottobre. Troppi sono stati uccisi. Io, come molti altri, voglio vedere la fine degli scontri al più presto. C’è un disperato bisogno di aumentare il supporto umanitario a Gaza. È fondamentale che gli aiuti possano entrare e gli ostaggi vengano rilasciati. A volte è solo l’enormità della sofferenza umana che rende chiara l’importanza di una pace duratura. Anche nell’ora più scura non dobbiamo soccombere alla disperazione. Continuo ad aggrapparmi alla speranza che possa esistere un futuro migliore, e rifiuto di arrendermi.”

Il caffè del lunedì – Così è la vita

Due notizie di segno contrastante; e noi partiamo da quella bella. Ieri è entrata negli anta Stéphanie, consorte dell’erede al trono del Granducato di Lussemburgo. Nata il 18 febbraio 1984 a Renaix, in Belgio, è l’ultima figlia – l’ottava! – dei Conti de Lannoy; lei e Mathilde sono le uniche due consorti reali di questi decenni a provenire dall’aristocrazia.

(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)

Buone scuole, che terminano dopo il diploma in un anno sabbatico a Mosca, dove studia lingua e letteratura russe; poi si iscrive all’università di Lovanio, dove si laurea con lode in filologia germanica. Nell’aprile 2012 la Cour grande-ducale annuncia il fidanzamento del principe ereditario Guillaume con la bionda fanciulla, conosciuta qualche anno prima. Il 20 ottobre, per la sontuosa cerimonia religiosa nella Cattedrale di Lussemburgo, la sposa indossa un elegante abito in pizzo di Elie Saab, col velo trattenuto da una piccola tiara di famiglia (la sua). Stéphanie ha perso a madre appena due mesi prima, e viene accompagnata all’altare dal fratello maggiore, dato che il padre, novantenne, è in sedia a rotelle. Un matrimonio che a parte le note tristi, stemperate però dalla gioia della giornata, passerà alla storia principalmente per la presenza di un fagiano che corona la testa di Máxima, all’epoca non ancora regina (A Royal Calendar – 20 ottobre 2012). Il giorno prima c’erano state le nozze civili, e la mise Chanel della sposa ci aveva illusi; invece dopo il matrimonio Stéphanie rivela uno stile un po’ approssimativo, ricco di colori e forme improbabili, polyestere e mollettoni per i capelli. Seguono anni in cui la principessa sembra avviata a strappare a Charlène de Monaco il titolo di principessa triste della sua generazione, sottolineata dal confronto con l’esuberante suocera, poi accade qualcosa che cambia tutto: il 10 maggio 2020 Stéphanie dà alla luce il primogenito Charles, seguito il 27 marzo 2023 da François.

(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)

Due bimbi adorabili e molto simpatici, che hanno regalato felicità e grande allegria al Granducato e alla famiglia; i genitori li portano con sé dappertutto, e il piccolino compare anche in braccio alla mamma in una delle tre fotografie diffuse dalla Cour grande-ducale per celebrare i primi 40 anni della principessa.

(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)

Che resta una delle reali peggio vestite, continua a scegliere mise che la sbattono, o la invecchiano, o entrambe le cose, ma sembra infischiarsene allegramente, e noi con lei. Joyeux Anniversaire!

La seconda notizia arriva dalla Giordania, ed è quella brutta: è venuto a mancare Khaled bin Musaed bin Saif bin Abdulaziz Al Saif, padre della principessa Rajwa. Settantenne, era presidente di Al Saif Group, una delle principali realtà nel mondo del business saudita, con interessi che vanno dalle costruzioni alla salute.

Re Abdullah II ha stabilito tre giorni di lutto (a partire da ieri, 18 febbraio) in onore del consuocero scomparso. Ignoriamo la causa della morte, ma è possibile che in presenza di una malattia la figlia abbia voluto trascorrere più tempo col padre, il che spiegherebbe la sua moderata attività di questi primi mesi da principessa ereditaria. Un pensiero a lei e alla sua famiglia perché per quanto ci si voglia preparare non si è mai pronti.

Royal chic shock e boh – Tra stile e simbolo

Ma quanto ci è piaciuto il cappotto indossato da Rania per i 25 anni di regno del marito, e dunque pure suoi? E vogliamo lasciarlo nell’oblio? Giammai! Partiamo dunque da lei per questo chic shock e boh straordinario. 

Con una sobria cerimonia, che il momento non invita a troppi festeggiamenti, mercoledì 7 la Giordania ha celebrato il giubileo d’argento del sovrano. Notavamo come le signore del nucleo familiare del sovrano fossero in nero; probabilmente in onore di Re Hussein scomparso 25 anni fa, ma secondo altri in segno di lutto per la tragica situazione a Gaza che la regina, di origine palestinese, segue con determinata passione. Rania sublime in un cappotto Dior dall’ampio collo incrociato e dalla linea che si ispira ai classici della maison, È in lana double un particolare tessuto, molto sofisticato, di gran moda fino a qualche decennio fa. Un tessuto doppio, costituito da due orditi e una trama o due trame e un ordito, non necessariamente double face, ma l’aspetto è quello. Ricordo che mia madre aveva alcuni cappotti, tra cui uno cammello all’esterno e avorio all’interno.

Un tessuto la cui lavorazione richiede una capacità artigianale, ragion per cui si trova sempre più di rado; ai tempi d’oro era uno dei grandi saperi della maison Dior. Perdonatemi se mi sono dilungata, ma questo capo non è solo bello, è anche colto se mi passate il termine; Rania lo ha abbinato a borsa Vuitton, modello Chain it. Superchic.

La figlia maggiore dei sovrani, la principessa Iman, è la più informale con pantaloni, dolcevita, e un cappotto sfrangiato Alaïa. Vi dirò, non mi dispiace per niente e mi sembra anche piuttosto adatto alla sua figura minuta. Chic. Mi convince meno la scelta della sorella Iman, con un cappottino Vuitton che non la valorizza appieno, con un orlo che litiga con quello che c’è sotto. È un capo della collezione 2001, per cui potrebbe arrivare dallo sterminato guardaroba materno, il che giustificherebbe l’incerto fitting. Boh.

Dulcis in fundo la principessa ereditaria Rajwa, che evidentemente non è freddolosa e al posto del cappotto indossa un abito midi, semplice ed elegante (ME+EM) completato da un paio di slingback, le Vendome 70 di YSL . Tocco originale la borsa in color verde smeraldo. È la Gabrielle della maison Moynat, molto popolare tra le royal ladies: la regina Camilla ne ha almeno un paio. Sicuramente chic, ma non si può fare a meno di notare come finora la futura regina sia piuttosto defilata. Ieri, 12 febbraio, i sovrani – impegnati in un viaggio in vari Paesi per sollecitare il cessate il fuoco a Gaza – sono stati ricevuti alla White House dal Presidente e dalla First Lady. Con loro c’era il principe ereditario Hussain, ma la moglie Rajwa è evidentemente rimasta a casa. Ora, è vero che questa è una rubrica che si occupa di stile, ma non si può fare a meno di notare l’espressione dei giordani, contrapposta al sorriso – magari solo di circostanza – dei Biden.

(Ph: Jim Watson/Getty Images)

Differenza che si nota anche nei colori scelti dalle due signore: lampone per Jill, molto graziosa, ma come spesso le accade sbaglia i volumi, boh. Nero e grigio per Rania, in total look Dior: polo in cashmere, gonna a ruota, scarpe e clutch. Chic. Prende sempre più corpo l’ipotesi che la regina mostri i suoi sentimenti per la crisi a Gaza anche usando l’abbigliamento; dal 7 ottobre ha infatti indossato solo bianco, nero e colori neutri; un metamessaggio fortemente simbolico e sicuramente interessante. Non so invece come inquadrare la latitanza di Rajwa, interessante anch’essa anche se per motivi diversi. Capisco che il tour dei sovrani sia più politico che diplomatico, per cui magari la sua presenza potesse essere considerata superflua, ma in questi primi mesi di matrimonio si è vista davvero poco. Ha accompagnato il marito in qualche appuntamento all’estero, ma mai in patria, mentre siamo abituati a vedere le nuove principesse, soprattutto se straniere (Rajwa è saudita) impegnate a conoscere direttamente il loro nuovo Paese. Forse l’uso locale è diverso, vedremo, ma i tour reali sono un elemento costante dell’attività di sovrani presenti e futuri. A tal proposito, sono stati annunciati i primi due viaggi all’estero dei nuovi sovrani danesi: Frederik X e Mary saranno in Svezia il 6 e 7 maggio, e in Norvegia il 14 e 15; il 14 maggio è anche il loro ventesimo anniversario di matrimonio, vedremo cosa si inventeranno. Intanto una cosa è certa, non vedremo più i profondi curtsy di cui Mary era maestra.

Proprio di una visita di stato, e proprio in Svezia, tratta la seconda parte di questo post. Ed è una visita dal sapore particolare: quella della coppia presidenziale francese nel Paese scandinavo la cui famiglia reale, i Bernadotte, ha molti legami con la Francia a partire dall’origine. Origine che ha consentito di rifornire i forzieri di gioielli straordinari.

(Ph: Clément Morin/Kungl. Hovstaterna)

Ecco dunque i Macron ricevuti a palazzo dai sovrani con due dei tre figli e rispettivi coniugi. Sofia, moglie del principe Carl Philip, ha una certa fascinazione per lo stile lolitesco, nonostante si avvicini ai 40 (li compirà a dicembre). L’abito è di Philosophy, linea disegnata da Lorenzo Serafini; non è brutto, anzi, ma l’indosso è un po’ troppo gnegne: orlo al ginocchio proprio perché più corto non si poteva, calze color carne, scarpine da brava bambina, e capelli sparsi a pioggia; la trovo terribile, è veramente lo stile che piace a lei e io detesto. Shock, senza rancore. Dal lato opposto la principessa ereditaria Victoria vestita dallo stilista del suo cuore, quel Pär Engsheden che firmò il suo abito da sposa. Perfetta per l’occasione: belli il modello e il punto di rosso, inevitabili le Gianvito 105 di Gianvito Rossi, mi piace meno il copricapo che la schiaccia un po’, avrei preferito qualcosa con maggior volume. Comunque chic. Accanto a lei la Première Dame in uno di suoi soliti completini abito+cappotto, immagino Vuitton come quasi tutto ciò che indossa, questa volta in un color menta delicato e piuttosto freddo. Avrei evitato le scarpe nere – che mi sembra siano le sue preferite – ma personalmente mi sarei astenuta anche da quel colorino, dunque… non mi entusiasma, ma abbastanza chic. E arriviamo alla Regina Silvia, che compie uno dei suoi non moltissimi passi falsi. Non tanto e non solo per il datatissimo completo con abito in una fantasia geometrica usata anche per i dettagli della giacchina nera, ma per il basco. Che non è un cappello elegante, e va indossato con la necessaria nonchalanche e non piazzato in capo così rigidamente.

(Ph: Olle Lindeborg / SCANPIX)

Mi sorge un dubbio: la bella Silvia avrà tratto ispirazione da Anne-Aymone Giscard d’Estaing, ritratta in questa fotografia in compagnia del marito allora presidente Valéry e i sovrani di Svezia all’uopo pubblicata dalla Casa reale a testimonianza dei precedenti incontri tra i due Paesi? Shock.

(Ph: Clément Morin/Kungl. Hovstaterna)

Scende la sera, e porta con sé il banchetto di stato, le toilettes da gran sera e i diademi. Silvia in viola, ripropone l’abito della maison di fiducia Georg et Arend indossato alla consegna dei premi Nobel 2022. Allora non ci piacque, e francamente nemmeno ora, ma trovo molto divertente la clutch, la Queen of hearts di Judit Leiber. Non aiuta l’equilibrio della mise la fascia della Légion d’honneur indossata nella versione più ampia e non quella sottile riservata di solito le signore. Ma ogni cosa scompare davanti alla storica bellezza della parure di camei: diadema, collier, orecchini, e da quello che intravvedo anche il bracciale. Boh, ma che splendore! Accanto a lei la Première Dame vestita da nonna di Elsa, con uno dei soliti abiti dalla linea smilza, arricchito da una cascata di cristalli. Dalla smorfia direi che non è convinta neanche lei; Lady Violet la trova convintamente shock.

La Principessa Ereditaria Victoria ha scelto uno dei diademi più interessanti della collezione svedese e non solo; una tiara di acciaio il cui sbrilluccichio è dato dalla lavorazione del metallo, essendo totalmente priva di gemme. Un pezzo favoloso, francamente uno dei miei preferiti della collezione svedese. Risale anch’esa all’epoca napoleonica, e si ritiene sia stata creata per Hortense de Beauharnais, figlia dell’imperatrice Joséphine. Accantonata per decenni, fu ritrovata per caso dalla regina Silvia poco dopo le sue nozze, tornando a godere dell’attenzione che merita. E ve lo dico, ce n’è anche un’altra, più piccola, risalente sempre allo stesso periodo. Confesso, ho preferito concentrarmi sulla tiara per sorvolare sul vestito di broccato indossato da Victoria, creato da H&M e indossato in precedenza, di sicuro per la serata dei premi Nobel del 2016. Anno in cui il sofà di Lady Violet non esisteva ancora, sennò lo avrebbe stroncato anche allora. Sembra la carta di un enorme cioccolatino, e pure il marito Daniel mi sembra perplesso. Shock.

Annega nei drappeggi anche Sofia, con una creazione del couturier svedese Lars Wallin. Troppo tutto: troppo ricco, troppo lungo, troppo pasticciato, pure troppe pieghe; e non aiuta la pettinatura con le ciocche che sfuggono morbidamente dal diadema, la sua solita tiara nuziale, questa volta decorata con perle. E mi taccio sulle scarpe con platform Charlotte Olympia; per fortuna si vedono poco! Inevitabilmente shock.

Le foto del giorno – Un passo dopo l’altro

Ecco le fotografie che speravamo di vedere: King Charles, accompagnato dalla Queen Consort, questa mattina ha raggiunto a piedi la St Mary Magdalene’s Church per la funzione domenicale.

(Ph: Getty Images)

Il re, che appare in buona forma, ha salutato da lontano le persone che erano in attesa sperando di vederlo. Le cronache raccontano che trascorre il suo tempo riposando, godendosi il giardino, e dipingendo i suoi acquerelli. Dopo la dichiarazione diffusa ieri (Un messaggio da King Charles) c’era un po’ di attesa per rendersi conto, per quanto possibile, delle condizioni del sovrano, e direi che per ora possiamo essere soddisfatti.

(Ph: Getty Images)

Una piccola nota che ci riempirà di patrio orgoglio: il re portava con sé il famoso ombrello blu con la struttura in bambù creato per lui dalla sapienza artigiana del napoletano Mario Talarico (Il caffè del lunedì – Grab the brolly!). Your Majesty, oggi ci permetta un augurio: A Maronna v’accumpagna!

Un messaggio da King Charles

Capisco che abbiate altro da fare: è notte fonda, diluvia e c’è pure Sanremo, ma ho appena visto questo e volevo proporvelo. La Casa reale ha diffuso un comunicato di King Charles in cui il sovrano parla della propria malattia e ringrazia per il sostegno.

Il testo dice: “Desidero esprimere i miei più sinceri ringraziamenti ai tanti messaggi di supporto e di auguri che ho ricevuto in questi giorni. Come sanno tutte le persone colpite dal cancro, questi premurosi pensieri sono di straordinario conforto e incoraggiamento. Così come mi rende felice sentire che la condivisione della mia diagnosi abbia aiutato a promuovere una maggiore consapevolezza, e a mettere in luce il lavoro di tutte quelle organizzazioni che supportano i pazienti oncologici e le loro famiglie nel Regno Unito e nel mondo. La mia perenne ammirazione per l’impegno e la dedizione instancabili, grazie anche alla mia personale esperienza, non potrebbe essere più grande.”

Sappiamo inoltre che il re e la ex cognata Sarah, accomunati in questo momento dalla malattia, mantengono un affettuoso legame epistolare.

Piccola riflessione: ero certa che il regno di Charles, sebbene imparagonabile per durata a quello materno, avrebbe impresso un certo rinnovamento. Ma non pensavo così, né così presto. Long live the King.